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Discussione: Beato Giacomo Alberione, presbitero (04/04/1984 - 26/11/1971).

  1. #1
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    Beato Giacomo Alberione, presbitero (04/04/1984 - 26/11/1971).

    Discussione dedicata al beato presbitero Giacomo Alberione.


    Vicini al L anniversario della morte di questo grande uomo e grande beato, apro qui una discussione a lui dedicata. È un grande esempio di santità per tutti noi: anche nella malattia e nella tribolazione non si stancò di seguire Cristo, non si stancò di seguirlo sulla strada che l’ha portato a contemplare Dio in eterno.
    Ultima modifica di Laudato Si’; 01-11-2021 alle 23:32
    «Et tunc videbunt Filium hominis venientem in nube cum potestate et gloria magna».
    (Luc. 21, 27).




  2. #2
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    Beato Giacomo Alberione




    Il Beato Giacomo Alberione (Fossano, 4 aprile 1884; † Roma, 26 novembre 1971) è stato un presbitero, editore e fondatore italiano di numerose congregazioni religiose. Il suo nome resta legato, tra le tante cose, alla fondazione delle Edizioni Paoline. Il 27 aprile 2003 è stato proclamato beato da Giovanni Paolo II.

    Biografia
    Viene battezzato il giorno successivo alla nascita. La sua famiglia è contadina e profondamente cristiana. Giacomo avverte sin da piccolo la chiamata di Dio: in prima elementare, alla maestra, che gli chiede cosa farà da grande, il piccolo risponde: «Mi farò presbitero!».

    In seguito si trasferisce a Cherasco. Entra nel Seminario diocesano di Bra, finendo gli studi ecclesiastici in quello di Alba e subito si incontra con il canonico Francesco Chiesa, che sarà suo amico e consigliere per 46 anni.

    Il 29 giugno 1907 viene ordinato sacerdote, poi diventa viceparroco di Narzole (Cuneo); nel Seminario di Alba diventa padre spirituale dei seminaristi e insegnante in varie materie. Si dedica molto alla catechesi nelle parrocchie della sua diocesi e studia le nuove necessità della società civile del nuovo secolo.

    In questi anni matura la decisione di fondare una congregazione che diffonda la Parola di Dio utilizzando le nuovissime frontiere dei mezzi di comunicazione: il 20 agosto 1914 fonda ad Alba la Società San Paolo, embrione della Famiglia Paolina.

    Nel 1915 viene fondata la Congregazione delle Figlie di San Paolo, ramo femminile del suo Ordine. Nel 1923, lo sviluppo della Famiglia Paolina sembra interrompersi a causa di una grave malattia che colpisce don Alberione. Ma egli guarisce e, in futuro, ne attribuirà il merito a san Paolo.

    Nascono anche le Pie discepole del Divin Maestro, le suore Pastorelle, le suore Apostoline e altre congregazioni di tipo laicale.

    Don Alberione promuove la stampa di libri sacri per il popolo e inizia a utilizzare lo strumento dei periodici. Nel 1912 nasce la rivista Vita Pastorale per i parroci, nel 1912 il foglio La Domenica sulle letture domenicali e nel 1931 Famiglia Cristiana, fiore all’occhiello dell’intera produzione paolina; per i ragazzi, don Alberione fonda Il Giornalino.

    Dopo una sosta forzata a causa della Seconda Guerra Mondiale, don Alberione partecipa al Concilio Vaticano II. Si aggravano le sue condizioni di salute: una dolorosa scoliosi non gli dà pace giorno e notte.

    Il 28 giugno 1969, don Alberione viene ricevuto in Vaticano da papa Paolo VI, che mai gli nasconde la propria grande ammirazione (per lui usa la definizione: «Meraviglia della nostra epoca»). Tale stima spinge il pontefice a rendere visita al capezzale di don Alberione, ormai agonizzante: una visita non prevista, pochi giorni prima del trapasso.

    Don Giacomo è morto a Roma il 26 novembre 1971 ed è stato sepolto nella Basilica di Santa Maria Regina degli Apostoli alla Montagnola.

    Papa Giovanni Paolo II lo ha beatificato nel 2003 e recentemente la sua figura è stata proposta come patrono della Rete.

    Pensiero e missione
    Alberione si ispirava alla figura di san Paolo che, secondo lui, fu il primo comunicatore sociale a usare lo strumento mediatico del tempo: le lettere. L’intera predicazione di san Paolo è raccolta in epistole e, prendendole ad esempio, Alberione formula il suo motto: «Portare Cristo oggi con i mezzi di oggi», cioè diffondere la Parola di Dio tramite ogni mezzo che la tecnologia mette a disposizione.

    Opere
    Alberione realizza molte opere di varia natura; fonda Famiglia Cristiana, Il Giornalino, Jesus, la casa editrice Edizioni San Paolo, le Edizioni Musicali Paoline e la San Paolo Film.

    È anche l’ideatore della Publiepi con a capo Emilio Mammana.

    Tra i film più famosi della San Paolo Film, oltre a quelli biblici, ricordiamo Le avventure di Pinocchio, di Luigi Comencini, con Nino Manfredi.

    I progetti di Alberione prevedevano anche la fondazione dell’Ateneo Paolino, un’Università di Teologia paolina che avrebbe incluso anche corsi e facoltà concernenti i mass media. Riuscì a fondare solo lo SPICS (Studio Paolino Internazionale per la Comunicazione Sociale).

    Spiritualità
    Alberione fu il primo ecclesiastico a occuparsi di mass media. Solo dopo la sua morte, la Chiesa e altri ordini religiosi hanno seguito, con non poche resistenze, questa stessa via.

    Predicava la centralità della figura di Gesù Divino Maestro utilizzando le parole del Vangelo: «Io sono la Via, la Verità e la Vita» (Giovanni 14,6); fece scrivere su tutte le chiese paoline vicino al tabernacolo la frase: «Non temete io sono con voi, di qui voglio illuminare, vivete in continua conversione».

    Organizzazione
    L’organizzazione delle sue attività editoriali, particolarmente autarchiche e autosufficienti, era divisa in tre strutture principali (la redazione, la realizzazione e la diffusione), precorrendo i tempi dell’industrial management.

    Affermava che le due parti fondamentali sono la redazione (creare un buon contenuto) e la distribuzione (il contatto con le persone a scopo di evangelizzazione) e sosteneva che il pulpito, per i paolini, erano i microfoni delle radio, le telecamere delle TV e gli scaffali delle librerie.

    Per sua volontà venne costruita la Basilica minore Regina Apostolorum (Regina degli Apostoli) in zona Montagnola a Roma.

    [...].


    Bibliografia

    • Don Antonio Ugenti, Don Giacomo Alberione, voce dei tempi nuovi, Roma, Edizioni paoline, 1979 e successive edizioni;
    • Don Antonio Ugenti, La sfida di Don Alberione, Casalmonferrato, Piemme, 1989 e successive edizioni;
    • Andrea Damino, Bibliografia di D. Giacomo Alberione, Roma, Edizioni dell'Archivio storico generale della Famiglia paolina, 1979;
    • Luigi Rolfo, Don Alberione, appunti per una biografia, Cinisello Balsamo, San Paolo, 1998;
    • Mario Sgarbossa, Giacomo Alberione, una meraviglia del nostro secolo, Milano, Paoline, 2000;
    • Bruno Simonetto, Don Giacomo Alberione, uomo di Dio e della Chiesa, biografia spirituale del fondatore della Famiglia paolina, Cinisello Balsamo, San Paolo, 2001;
    • Domenico Agasso, Don Alberione, editore per Dio, Cinisello Balsamo, San Paolo, 2003;
    • Bruno Simonetto, Il Magnificat di Don Alberione, Roma, San Paolo, 2004.


    Da Cathopedia, fonte. La pagina è disponibile, come indicato qui, sotto licenza CC-BY-SA; link alla licenza d’uso. Pagina modificata per adattamenti e disponibile sotto licenza CC-BY-SA. Link all’immagine, sempre da Cathopedia, rilasciata anch’essa sotto licenza CC-BY-SA.
    Citazione biblica:
    La Sacra Bibbia, Conferenza Episcopale Italiana, Fondazione di Religione Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena, 2008.
    Ultima modifica di Laudato Si’; 01-11-2021 alle 23:33
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    (Luc. 21, 27).




  3. #3
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    26 novembre.

    14*.
    A Roma, beato Giacomo Alberione, sacerdote, che, sommamente sollecito per l’evangelizzazione, si dedicò con ogni mezzo a volgere gli strumenti della comunicazione sociale al bene della società, facendo dei sussidi per annunciare più efficacemente la verità di Cristo al mondo, e fondò per questo la Congregazione della Pia Società di San Paolo Apostolo.

    (Cfr. Martirologio Romano riformato a norma dei Decreti del Concilio Ecumenico Vaticano II e promulgato da papa Giovanni Paolo II, Libreria Editrice Vaticana, Conferenza Episcopale Italiana, Fondazione di religione Santi Francesco di Assisi e Caterina da Siena, Roma, 2004, pp. 908-909).
    Ultima modifica di Laudato Si’; 01-11-2021 alle 23:35
    «Et tunc videbunt Filium hominis venientem in nube cum potestate et gloria magna».
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  4. #4
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    (Luc. 21, 27).




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    DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
    ALLA FAMIGLIA PAOLINA
    NEL 50° DELLA MORTE DEL BEATO GIACOMO ALBERIONE


    Sala Clementina
    Giovedì, 25 Novembre 2021


    Care fratelli e sorelle!

    Vi accolgo insieme, in occasione della ricorrenza dei cinquant’anni dalla morte del Beato Giacomo Alberione, fondatore delle varie Congregazioni religiose, degli Istituti di vita secolare consacrata e delle aggregazioni laicali che formano la Famiglia Paolina. Ringrazio il Superiore Generale della Società San Paolo che si è fatto interprete di tutti voi.

    Questo anniversario è per la Chiesa, e particolarmente per voi, un’occasione propizia per fare memoria delle grandi cose operate dallo Spirito Santo nel Beato Alberione e mediante lui, e per riaffermare l’importanza del suo carisma nel contesto attuale, nella prospettiva della nuova evangelizzazione. Infatti, con grande lungimiranza il vostro Fondatore seppe cogliere per il XX secolo l’esigenza che la “Parola di Dio corra” (cfr 2 Ts 3,1) e si diffonda utilizzando e valorizzando gli strumenti e i linguaggi più efficaci offerti dal progresso tecnologico.

    La figura di questo esemplare testimone della Parola ci appare vivida nel “ritratto” che ne fece San Paolo VI: «Umile, silenzioso, instancabile, sempre vigile, sempre raccolto nei suoi pensieri, che corrono dalla preghiera all’opera, sempre intento a scrutare i “segni dei tempi”, cioè le più geniali forme di arrivare alle anime». E così proseguiva il Papa: «Il nostro Don Alberione ha dato alla Chiesa nuovi strumenti per esprimersi, nuovi mezzi per dare vigore e ampiezza al suo apostolato, nuova capacità e nuova coscienza della validità e della possibilità della sua missione nel mondo moderno e con mezzi moderni» (Discorso alla Famiglia Paolina, 28 giugno 1969).

    Queste espressioni, cari fratelli e sorelle, vi riguardano singolarmente e come Famiglia religiosa. Vi interpellano nella concretezza della vostra esistenza di consacrati, che dalla preghiera riceve la capacità di scrutare i “segni dei tempi” per adeguare i progetti apostolici alle situazioni e ai bisogni della gente di oggi.

    Don Alberione ripeteva spesso che il vostro vero fondatore è l’Apostolo Paolo. Sempre vi mostrava lui come l’ispiratore e il padre, come il modello da imitare nella totale donazione al Signore Gesù Cristo e al suo Vangelo. lasciandosi condurre dal suo amore sulla via della santificazione. E la sua intuizione forte e chiara è stata che questa via è per voi la via dell’apostolato, vale a dire il servizio dei fratelli assetati, magari inconsapevolmente, della luce e della gioia del Vangelo. Ed è proprio la passione per il Vangelo. Passione per il Vangelo, sottolineo questo. Perché il Vangelo senza passione non si può vivere. Il Vangelo di sole parole non va: il Vangelo ti viene dal cuore, la passione… È proprio la passione per il Vangelo a brillare nelle sue innumerevoli iniziative apostoliche, animate dalla stessa motivazione e finalità che troviamo nell’Apostolo quando scrive: «Pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero… Mi sono fatto debole con i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto a tutti, per salvare ad ogni costo qualcuno. Tutto io faccio per il vangelo, per diventarne partecipe con loro» (1 Cor 9,19-23).

    Ed è sempre San Paolo a suggerire al vostro Fondatore la modalità attraverso la quale l’apostolato della vostra Famiglia religiosa, pur essendo diversificato, può essere considerato “unico”, come lo è la vostra spiritualità (cf Ef 3,10). È in questo senso che voi siete tutti, a pieno titolo, “Paolini”, perché tutti spiritualmente figli e figlie di San Paolo, con un’unica tensione spirituale verso Gesù Cristo, il Maestro, la Via, la Verità e la Vita. E ciascuna Congregazione e ciascun Istituto Paolino concorre a dare il proprio peculiare contributo al servizio dell’evangelizzazione. La Società San Paolo e le Figlie di San Paolo attraverso l’editoria libraria, periodica, multimediale e digitale. Le Pie Discepole del Divin Maestro attraverso l’apostolato liturgico, sacerdotale ed eucaristico. Le Suore di Gesù Buon Pastore nella pastorale parrocchiale. Le suore dell’Istituto Regina degli Apostoli con l’apostolato vocazionale – ci vuole oggi questo! –. E poi c’è il contributo specifico degli Istituti di vita secolare consacrata: l’Istituto San Gabriele Arcangelo; l’Istituto Maria Santissima Annunziata; l’Istituto Gesù Sacerdote e l’Istituto Santa Famiglia. I membri di questi Istituti, come pure i Cooperatori Paolini, servono il Vangelo soprattutto nel dialogo con il mondo contemporaneo – che è un po’ il cardine di tutta la spiritualità paolina –, nel quale, come laici e secolari, sono pienamente inseriti.

    È vero che l’evoluzione tecnologica ha condotto tutta la comunità ecclesiale ad assumere gli strumenti moderni della comunicazione come elementi di pastorale ordinaria; tuttavia, è necessaria ancora oggi – anzi, direi sempre di più – la vostra presenza, animata dal carisma proprio e arricchita dall’esperienza di lavoro “sul campo”. È decisivo, questo.

    Nel contesto del percorso sinodale che abbiamo intrapreso, vi chiedo di non far mancare il vostro contributo. Per questo vi incoraggio a lavorare insieme, in rete, apportando ciascuno il suo “proprio”, secondo il desiderio del Beato Alberione.

    A cinquant’anni della sua nascita al Cielo, le celebrazioni per il vostro Fondatore vi offrono l’opportunità di riconoscere ancora meglio il valore profetico della sua testimonianza. Sul suo esempio e con la sua intercessione, anche voi scegliete i mezzi di comunicazione come “pulpito”, perché, come lui stesso diceva, si possa far conoscere Gesù Cristo agli uomini del nostro tempo con i mezzi del nostro tempo. Vi ringrazio per l’impegno con cui lavorate e, anzitutto, pregate. Non dimenticate la preghiera. È il mezzo di comunicazione più importante: comunicare lì [indica in alto]. Se io comunico con tutto il mondo e non con il Signore, la cosa non va. Lavoro e preghiera, affinché il Popolo santo di Dio si nutra sempre di più della Parola di Dio. Cercando “in ogni cosa e con pieno cuore, nella vita e nell’apostolato, solo e sempre, la gloria di Dio e la pace degli uomini” (cfr Don Alberione, Preghiera di alleanza con Dio).

    Maria, Regina degli Apostoli, vi accompagni per le strade del mondo come apostoli e apostole del Vangelo, sempre aperti a “imparare dalla gente comune”, come ancora amava dire Don Alberione. Anch’io vi accompagno con la mia preghiera e la mia benedizione. E per favore, vi chiedo di pregare per me. Grazie.


    Copyright © Dicastero per la Comunicazione - Libreria Editrice Vaticana


    (Fonte, dal sito della Santa Sede.
    Citazioni bibliche:
    La Sacra Bibbia, Conferenza Episcopale Italiana, Fondazione di Religione Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena, 2008).
    «Et tunc videbunt Filium hominis venientem in nube cum potestate et gloria magna».
    (Luc. 21, 27).




  7. #7

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