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Discussione: Testi liturgici della Messa in Rito Ambrosiano (2021-2022)

  1. #101
    Veterano di CR L'avatar di Cantore Inveruno
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    18 Febbraio

    Venerdì della settimana della VI Domenica dopo l’Epifania

    Anno II


    ALL’ INGRESSO

    Dalla mia angoscia ho invocato il Signore
    ed egli mi ha ascoltato.
    Ho gridato dal fondo dell’abisso
    e tu, o Dio, hai udito la mia voce.
    So che tu sei un Dio clemente,
    paziente e misericordioso,
    e perdoni i nostri peccati.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio onnipotente, guida la nostra vita nell’obbedienza al tuo volere e dona di arricchire la propria esistenza con opere di giustizia a chi cerca di operare nel nome del Signore Gesù, il Figlio unico da te amato, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro della Siracide (51, 13-30)
    Davanti al tempio, pregando, domandavo la sapienza.

    Quand’ero ancora giovane, prima di andare errando,
    ricercai assiduamente la sapienza nella mia preghiera.
    Davanti al tempio ho pregato per essa,
    e sino alla fine la ricercherò.
    Del suo fiorire, come uva vicina a maturare,
    il mio cuore si rallegrò.
    Il mio piede s’incamminò per la via retta,
    fin da giovane ho seguìto la sua traccia.
    Chinai un poco l’orecchio, l’accolsi
    e vi trovai per me un insegnamento abbondante.
    Con essa feci progresso;
    onorerò chi mi ha concesso la sapienza.
    Ho deciso infatti di metterla in pratica,
    sono stato zelante nel bene e non me ne vergogno.
    La mia anima si è allenata in essa,
    sono stato diligente nel praticare la legge.
    Ho steso le mie mani verso l’alto
    e ho deplorato che venga ignorata.
    A essa ho rivolto la mia anima
    e l’ho trovata nella purezza.
    In essa ho acquistato senno fin da principio,
    per questo non l’abbandonerò.
    Le mie viscere si sono commosse nel ricercarla,
    per questo ho fatto un acquisto prezioso.
    Il Signore mi ha dato come mia ricompensa una lingua
    e con essa non cesserò di lodarlo.
    Avvicinatevi a me, voi che siete senza istruzione,
    prendete dimora nella mia scuola.
    Perché volete privarvi di queste cose,
    mentre le vostre anime sono tanto assetate?
    Ho aperto la mia bocca e ho parlato:
    «Acquistatela per voi senza denaro.
    Sottoponete il collo al suo giogo
    e la vostra anima accolga l’istruzione:
    essa è vicina a chi la cerca.
    Con i vostri occhi vedete che ho faticato poco
    e ho trovato per me un grande tesoro.
    Acquistate l’istruzione con grande quantità d’argento
    e con essa otterrete molto oro.
    L’anima vostra si diletti della misericordia di lui,
    non vergognatevi di lodarlo.
    Compite la vostra opera per tempo
    ed egli a suo tempo vi ricompenserà».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 24(25)

    R. A te, Signore, innalzo l’anima mia.

    A te, Signore, innalzo l’anima mia,
    mio Dio, in te confido:
    che io non resti deluso!
    Chiunque in te spera non resti deluso;
    sia deluso chi tradisce senza motivo. R.

    Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
    insegnami i tuoi sentieri.
    Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
    perché sei tu il Dio della mia salvezza;
    io spero in te tutto il giorno. R.

    Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà
    per chi custodisce la sua alleanza e i suoi precetti.
    Il Signore si confida con chi lo teme:
    gli fa conoscere la sua alleanza. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli:
    i loro angeli nei cieli vedono sempre il volto di Dio.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Marco (9, 42-50)

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue. Ognuno infatti sarà salato con il fuoco. Buona cosa è il sale; ma se il sale diventa insipido, con che cosa gli darete sapore? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Signore Dio, Creatore di tutte le cose,
    terribile e forte, giusto e pietoso,
    tu che solo sei buono, tu che doni ogni cosa,
    raduna il nostro popolo disperso.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Accogli, o Padre, nella tua bontà infinita i desideri del tuo popolo in preghiera: aiutaci a conoscere le esigenze della tua legge di grazia e infondici la forza di attuarle nella nostra vita. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Accogli, o Dio altissimo, le offerte che umilmente ti presentiamo; donaci la grazia di una dedizione piena e sincera e il conseguimento della vita eterna. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. È giusto esaltare la tua gloria con questa offerta sacrificale che in tutta la terra si eleva dalla sparsa moltitudine delle genti e per la forza del tuo Spirito diventa in ogni celebrazione l’unico santo corpo del Signore. E anche noi, che in tutto il mondo siamo invitati alla comunione di questo Pane e di questo Calice abbiamo la certezza di inserirci in Cristo come membra vive e di formare un’unica Chiesa. Per questo mistero di grazia, uniti a tutte le creature che ti riconoscono Padre, con voce unanime innalziamo l’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Noi ti rendiamo grazie, o Dio;
    invocando il tuo nome,
    narriamo i tuoi prodigi.


    ALLA COMUNIONE
    «Convertitevi finché è tempo,
    figli degli uomini,
    – dice il Signore –.
    E io scriverò i vostri nomi
    nel libro del Padre mio che è nei cieli».


    DOPO LA COMUNIONE
    In virtù del sacrificio che abbiamo compiuto, purificaci, o Dio, da ogni contaminazione del cuore e donaci desideri giusti perché tu li possa sempre esaudire. Per Cristo nostro Signore.


    oppure:


    San Patrizio, vescovo (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei pastori (per un vescovo) oppure dal comune dei pastori (per un missionario)

  2. #102
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    19 Febbraio

    Sabato della settimana della VI Domenica dopo l’Epifania
    Anno II


    ALL’ INGRESSO

    Dalla mia angoscia ho invocato il Signore
    ed egli mi ha ascoltato.
    Ho gridato dal fondo dell’abisso
    e tu, o Dio, hai udito la mia voce.
    So che tu sei un Dio clemente,
    paziente e misericordioso,
    e perdoni i nostri peccati.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio onnipotente, guida la nostra vita nell’obbedienza al tuo volere e dona di arricchire la propria esistenza con opere di giustizia a chi cerca di operare nel nome del Signore Gesù, il Figlio unico da te amato, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro dell'Esodo (25, 1. 23-30)
    I pani dell’offerta.

    In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè dicendo: «Farai una tavola di legno di acacia: avrà due cubiti di lunghezza, un cubito di larghezza, un cubito e mezzo di altezza. La rivestirai d’oro puro e le farai attorno un bordo d’oro. Le farai attorno una cornice di un palmo e farai un bordo d’oro per la cornice. Le farai quattro anelli d’oro e li fisserai ai quattro angoli, che costituiranno i suoi quattro piedi. Gli anelli saranno contigui alla cornice e serviranno a inserire le stanghe, destinate a trasportare la tavola. Farai le stanghe di legno di acacia e le rivestirai d’oro; con esse si trasporterà la tavola. Farai anche i suoi piatti, coppe, anfore e tazze per le libagioni: li farai d’oro puro. Sulla tavola collocherai i pani dell’offerta: saranno sempre alla mia presenza».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 98(99)

    R. Esaltate il Signore, nostro Dio!

    Esaltate il Signore, nostro Dio,
    prostratevi allo sgabello dei suoi piedi.
    Egli è santo!
    Mosè e Aronne tra i suoi sacerdoti,
    Samuele tra quanti invocavano il suo nome. R.

    Invocavano il Signore ed egli rispondeva.
    Parlava loro da una colonna di nubi:
    custodivano i suoi insegnamenti
    e il precetto che aveva loro dato. R.

    Signore, nostro Dio, tu li esaudivi,
    eri per loro un Dio che perdona,
    pur castigando i loro peccati.
    Esaltate il Signore, nostro Dio,
    prostratevi davanti alla sua santa montagna,
    perché santo è il Signore, nostro Dio! R.


    EPISTOLA
    Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (10, 16-17)
    I cristiani partecipano all’unico pane.

    Fratelli, il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Diede loro pane del cielo:
    l’uomo mangiò il pane degli angeli.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (6, 45b-51)
    Io sono il pane vivo, disceso dal cielo.

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai Giudei: «Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
    Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Signore Dio, Creatore di tutte le cose,
    terribile e forte, giusto e pietoso,
    tu che solo sei buono, tu che doni ogni cosa,
    raduna il nostro popolo disperso.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Accogli, o Padre, nella tua bontà infinita i desideri del tuo popolo in preghiera: aiutaci a conoscere le esigenze della tua legge di grazia e infondici la forza di attuarle nella nostra vita. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Accogli, o Dio altissimo, le offerte che umilmente ti presentiamo; donaci la grazia di una dedizione piena e sincera e il conseguimento della vita eterna. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. È giusto esaltare la tua gloria con questa offerta sacrificale che in tutta la terra si eleva dalla sparsa moltitudine delle genti e per la forza del tuo Spirito diventa in ogni celebrazione l’unico santo corpo del Signore. E anche noi, che in tutto il mondo siamo invitati alla comunione di questo Pane e di questo Calice abbiamo la certezza di inserirci in Cristo come membra vive e di formare un’unica Chiesa. Per questo mistero di grazia, uniti a tutte le creature che ti riconoscono Padre, con voce unanime innalziamo l’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Noi ti rendiamo grazie, o Dio;
    invocando il tuo nome,
    narriamo i tuoi prodigi.


    ALLA COMUNIONE
    «Convertitevi finché è tempo,
    figli degli uomini,
    – dice il Signore –.
    E io scriverò i vostri nomi
    nel libro del Padre mio che è nei cieli».


    DOPO LA COMUNIONE
    In virtù del sacrificio che abbiamo compiuto, purificaci, o Dio, da ogni contaminazione del cuore e donaci desideri giusti perché tu li possa sempre esaudire. Per Cristo nostro Signore.


    oppure:


    San Turibio de Mogrovejo, vescovo (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei pastori (per un vescovo)

  3. #103
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    20 Febbraio

    PENULTIMA DOMENICA DOPO L’EPIFANIA
    Domenica della Divina Clemenza

    Anno C


    Liturgia vigiliare vespertina:


    SALUTO
    Il Signore sia con voi.
    E con il tuo spirito.


    RITO DELLA LUCE
    La tenebra passa
    e la vera luce già risplende.
    Chi ama veramente i suoi fratelli,
    dimora nella luce.

    Non trovi inciampo nel tuo cammino,
    se l’amore ti illumina.
    Chi ama veramente i suoi fratelli,
    dimora nella luce.

    La tenebra passa
    e la vera luce già risplende.
    Chi ama veramente i suoi fratelli,
    dimora nella luce.


    INNO

    Testo originale latino

    O lux, beáta Trínitas
    et principális Únitas,
    iam sol recédit ígneus:
    infúnde lumen córdibus.

    Te mane laudum cármine,
    te deprecémur véspere;
    te nostra supplex glória
    per cuncta laudet saécula.

    Christum rogémus et Patrem
    Christi Patrísque Spíritum;
    unum potens per ómnia,
    fove precántes Trínitas.
    Amen.
    Traduzione ritmica

    O Dio, trino e unico,
    ora che il giorno è al termine,
    con la tua luce splendida
    i nostri cuori illumina.

    Noi t’innalziamo il cantico
    all’alba e ancora al vespero;
    cantiamo a Te la gloria
    ora e per tutti i secoli.

    O Trinità santissima,
    che l’universo domini,
    Padre e Figlio e Spirito,
    sostieni chi ti supplica.
    Amen.
    Versione italiana cantabile

    O Dio, Signore uno e trino,
    nell'ora in cui il giorno tramonta
    accendi all'eterna tua luce
    i cuori che invocano pace.

    La lode il mattino eleviamo,
    a te il nostro inno la sera:
    felici e adoranti, la gloria
    nei secoli a te canteremo.

    Il Cristo e il Padre preghiamo
    nell'unico Amore infinito:
    ascolta, Signore uno e trino,
    chi implora con umile cuore.
    Amen.
    Traduzione

    O Trinità beata, unico Dio,
    ora che muore il giorno
    all’eterna tua luce
    accendi i nostri cuori.

    Ascende a te la lode mattutina,
    a te nel vespero il canto:
    a te, adoranti, la gloria
    eleveremo nei secoli.

    A Cristo e al Padre salga la preghiera,
    salga allo Spirito del Padre e di Cristo:
    unico Dio, Trinità beata,
    riscalda del tuo amore chi ti implora.
    Amen.


    RESPONSORIO
    La tua grazia, Signore, mi ha sostenuto;
    quand’ero oppresso dall’angoscia,
    il tuo conforto mi ha consolato.

    Il Signore è la mia difesa;
    roccia del mio rifugio tu sei, mio Dio:
    il tuo conforto mi ha consolato.


    VANGELO DELLA RISURREZIONE
    Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Luca (24, 13-35)
    Le parti [ ] si possono omettere.

    In quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, il Signore Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. [Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.]
    Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

    Cristo Signore è risorto!


    SALMELLO
    «Io sono il Primo e l’Ultimo e il Vivente
    – dice il Signore –.
    Ero morto,
    ma ora vivo per sempre». Alleluia.

    «Dio mi ha detto: “Tu sei mio figlio:
    oggi ti ho generato”.
    Ero morto,
    ma ora vivo per sempre». Alleluia.


    ORAZIONE
    Dio forte e clemente, che hai portato a compimento nella verità i presagi e le antiche figure della salvezza, e hai colmato della grazia divina i nostri riti sacramentali, esaudisci la preghiera della Chiesa, che vivendo nel mondo ti implora di conformarsi sempre più intimamente al Signore Gesù, vincitore della morte, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    Segue la Messa del Giorno con l'EPISTOLA, il CANTO AL VANGELO e il VANGELO.
    Dopo il Vangelo tutto prosegue come di solito fino alla Comunione e dopo la Comunione si canta il Magnificat con la relativa antifona.


    ANTIFONA
    Dio guarda al suo popolo dall’alto dei cieli; *
    porge l’orecchio e ascolta
    la voce della Sposa del Signore.


    CANTICO DELLA BEATA VERGINE MARIA
    L'anima mia *
    magnifica il Signore

    e il mio spirito esulta *
    in Dio, mio salvatore,

    perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *
    D'ora in poi tutte le generazioni
    mi chiameranno beata.

    Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
    e Santo è il suo nome:

    di generazione in generazione la sua misericordia *
    si stende su quelli che lo temono.

    Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
    ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

    ha rovesciato i potenti dai troni, *
    ha innalzato gli umili;

    ha ricolmato di beni gli affamati, *
    ha rimandato i ricchi a mani vuote.

    Ha soccorso Israele, suo servo, *
    ricordandosi della sua misericordia,

    come aveva promesso ai nostri padri, *
    ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

    Gloria.

    L'anima mia magnifica il Signore.

    Alla fine, ripetuta l’antifona si aggiungono i tre Kyrie eleison. La celebrazione si conclude con l’orazione dopo la comunione e la benedizione, prima della quale si potranno dare eventuali avvisi.


    Messa del giorno:


    ALL’ INGRESSO
    Sperate in Dio, popoli di ogni luogo,
    aprite al suo cospetto il vostro cuore;
    egli è il nostro rifugio.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, certezza e forza di chi spera in te, ascolta la nostra preghiera: concedi l’aiuto della tua grazia alla debolezza umana che senza di te non può nulla perché possiamo piacerti con la fedeltà alla tua legge nelle intenzioni e nelle opere. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del profeta Daniele (9, 15-19)
    Ascolta le nostre suppliche non per la nostra giustizia, ma per la tua grande misericordia. Ascolta e perdona.

    In quei giorni. Daniele pregò il Signore dicendo: «Signore, nostro Dio, che hai fatto uscire il tuo popolo dall'Egitto con mano forte e ti sei fatto un nome qual è oggi, noi abbiamo peccato, abbiamo agito da empi. Signore, secondo la tua giustizia, si plachi la tua ira e il tuo sdegno verso Gerusalemme, tua città, tuo monte santo, poiché per i nostri peccati e per l’iniquità dei nostri padri Gerusalemme e il tuo popolo sono oggetto di vituperio presso tutti i nostri vicini.
    Ora ascolta, nostro Dio, la preghiera del tuo servo e le sue suppliche e per amor tuo, o Signore, fa’ risplendere il tuo volto sopra il tuo santuario, che è devastato. Porgi l’orecchio, mio Dio, e ascolta: apri gli occhi e guarda le nostre distruzioni e la città sulla quale è stato invocato il tuo nome! Noi presentiamo le nostre suppliche davanti a te, confidando non sulla nostra giustizia, ma sulla tua grande misericordia.
    Signore, ascolta! Signore, perdona! Signore, guarda e agisci senza indugio, per amore di te stesso, mio Dio, poiché il tuo nome è stato invocato sulla tua città e sul tuo popolo».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 106(107)

    R. Rendete grazie al Signore, il suo amore è per sempre.

    Rendete grazie al Signore perché è buono,
    perché il suo amore è per sempre.
    Lo dicano quelli che il Signore ha riscattato,
    che ha riscattato dalla mano dell’oppressore
    e ha radunato da terre diverse. R.

    Nella giustizia gridarono al Signore
    ed egli li liberò dalle loro angosce.
    Li guidò per una strada sicura,
    perché andassero verso una città in cui abitare.
    Ringrazino il Signore per il suo amore. R.

    Vedano i giusti e ne gioiscano,
    e ogni malvagio chiuda la bocca.
    Chi è saggio osservi queste cose
    e comprenderà l’amore del Signore. R.


    EPISTOLA
    Prima lettera di san Paolo apostolo a Timoteo (1, 12-17)
    Gesù è venuto a salvare i peccatori, dei quali io sono il primo, e ha chiamato al ministero me che per l’innanzi fui bestemmiatore.

    Fratelli, rendo grazie a colui che mi ha reso forte, Cristo Gesù Signore nostro, perché mi ha giudicato degno di fiducia mettendo al suo servizio me, che prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento. Ma mi è stata usata misericordia, perché agivo per ignoranza, lontano dalla fede, e così la grazia del Signore nostro ha sovrabbondato insieme alla fede e alla carità che è in Cristo Gesù.
    Questa parola è degna di fede e di essere accolta da tutti: Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, il primo dei quali sono io. Ma appunto per questo ho ottenuto misericordia, perché Cristo Gesù ha voluto in me, per primo, dimostrare tutta quanta la sua magnanimità, e io fossi di esempio a quelli che avrebbero creduto in lui per avere la vita eterna.
    Al Re dei secoli, incorruttibile, invisibile e unico Dio, onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Dio ci ha amati per primo
    e ha mandato il suo Figlio a liberarci dai nostri peccati.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Marco (2, 13-17)
    La chiamata di Levi, il pubblicano.

    In quel tempo. Il Signore Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
    Mentre stava a tavola in casa di lui, anche molti pubblicani e peccatori erano a tavola con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangia e beve insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Porgimi orecchio, Signore, e ascoltami.
    Salva il tuo servo, o Dio, che spera in te.
    Abbi pietà di me perché sempre ti invoco.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, che ci hai rivelato di voler abitare in chi è retto e sincero, donaci la sete di verità e di giustizia che fa del nostro cuore il tempio della divina presenza. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI

    Accetta, o Dio misericordioso, le offerte che ti consacriamo e concedi che siano per noi sicuro e perenne sostegno. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Mirabile è l’opera compiuta da Cristo tuo Figlio nel mistero pasquale: egli ci ha tratto dalla schiavitù del peccato e della morte alla gloria di proclamarci stirpe eletta, regale sacerdozio, gente santa, popolo di sua conquista per annunziare al mondo la tua potenza, o Padre, che dalle tenebre ci hai chiamato allo splendore della tua luce. Riconoscenti e gioiosi, ci uniamo concordi alle schiere degli angeli che elevano a te il loro inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Canterò senza fine
    la pietà del Signore.
    Con la mia bocca
    annunzierò a tutte le genti la tua verità.
    O Signore, ricordati di me.


    ALLA COMUNIONE

    Chi degnamente si ciba dei doni di Cristo
    non sarà condannato,
    ma salvato per grazia di Dio.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, Padre santo, che ci hai saziato col Pane di vita, serbaci nel canto della tua lode e portaci a eterna salvezza. Per Cristo nostro Signore.

  4. #104
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    21 Febbraio

    Lunedì della penultima settimana dopo l'Epifania
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Sperate in Dio, popoli di ogni luogo,
    aprite al suo cospetto il vostro cuore;
    egli è il nostro rifugio.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, certezza e forza di chi spera in te, ascolta la nostra preghiera: concedi l’aiuto della tua grazia alla debolezza umana che senza di te non può nulla perché possiamo piacerti con la fedeltà alla tua legge nelle intenzioni e nelle opere. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro della Sapienza (15, 14 – 16, 3)
    Un uomo è sempre migliore degli oggetti che venera; rispetto ad essi egli ebbe la vita.

    Sono tutti stoltissimi e più miserabili di un piccolo bambino
    i nemici del tuo popolo, che lo hanno oppresso.
    Perché essi considerarono dèi anche tutti gli idoli delle nazioni,
    i quali non hanno né l’uso degli occhi per vedere,
    né narici per aspirare aria,
    né orecchie per udire,
    né dita delle mani per toccare,
    e i loro piedi non servono per camminare.
    Infatti li ha fabbricati un uomo,
    li ha plasmati uno che ha avuto il respiro in prestito.
    Ora nessun uomo può plasmare un dio a lui simile;
    essendo mortale, egli fabbrica una cosa morta con mani empie.
    Egli è sempre migliore degli oggetti che venera,
    rispetto ad essi egli ebbe la vita, ma quelli mai.
    Venerano anche gli animali più ripugnanti,
    che per stupidità, al paragone, risultano peggiori degli altri.
    Non sono tali da invaghirsene,
    come capita per il bell’aspetto di altri animali;
    furono persino esclusi dalla lode e dalla benedizione di Dio.
    Per questo furono giustamente puniti con esseri simili
    e torturati con una moltitudine di bestie.
    Invece di tale castigo, tu beneficasti il tuo popolo;
    per appagarne il forte appetito
    gli preparasti come cibo quaglie dal gusto insolito,
    perché quelli che desideravano cibo,
    a causa del ribrezzo per gli animali inviati contro di loro,
    perdessero anche l’istinto della fame,
    mentre questi, rimasti privi di cibo per un breve periodo,
    provassero un gusto insolito.

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 67(68)

    R. Sorgi, o Dio, a salvare il tuo popolo.

    Sorga Dio e siano dispersi i suoi nemici
    e fuggano davanti a lui quelli che lo odiano.
    Come si dissolve il fumo, tu li dissolvi;
    come si scioglie la cera di fronte al fuoco,
    periscono i malvagi davanti a Dio. R.

    I giusti invece si rallegrano,
    esultano davanti a Dio e cantano di gioia.
    Cantate a Dio, inneggiate al suo nome,
    appianate la strada a colui che cavalca le nubi:
    Signore è il suo nome,
    esultate davanti a lui. R.

    Padre degli orfani e difensore delle vedove
    è Dio nella sua santa dimora.
    A chi è solo, Dio fa abitare una casa,
    fa uscire con gioia i prigionieri. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Vi sono ultimi che saranno primi,
    e vi sono primi che saranno ultimi, dice il Signore.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Marco (10, 35-45)

    In quel tempo. Si avvicinarono al Signore Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
    Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Porgimi orecchio, Signore, e ascoltami.
    Salva il tuo servo, o Dio, che spera in te.
    Abbi pietà di me perché sempre ti invoco.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, che ci hai rivelato di voler abitare in chi è retto e sincero, donaci la sete di verità e di giustizia che fa del nostro cuore il tempio della divina presenza. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Accetta, o Dio misericordioso, le offerte che ti consacriamo e concedi che siano per noi sicuro e perenne sostegno. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Mirabile è l’opera compiuta da Cristo tuo Figlio nel mistero pasquale: egli ci ha tratto dalla schiavitù del peccato e della morte alla gloria di proclamarci stirpe eletta, regale sacerdozio, gente santa, popolo di sua conquista per annunziare al mondo la tua potenza, o Padre, che dalle tenebre ci hai chiamato allo splendore della tua luce. Riconoscenti e gioiosi, ci uniamo concordi alle schiere degli angeli che elevano a te il loro inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Canterò senza fine
    la pietà del Signore.
    Con la mia bocca
    annunzierò a tutte le genti la tua verità.
    O Signore, ricordati di me.


    ALLA COMUNIONE
    Chi degnamente si ciba dei doni di Cristo
    non sarà condannato,
    ma salvato per grazia di Dio.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, Padre santo, che ci hai saziato col Pane di vita, serbaci nel canto della tua lode e portaci a eterna salvezza. Per Cristo nostro Signore.


    oppure:


    San Pier Damiani, vescovo e dottore della Chiesa (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei pastori per un vescovo
    oppure dal comune dei dottori della Chiesa


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio onnipotente, che in san Pier Damiani hai suscitato un maestro e un modello di vita interamente consacrata al tuo servizio nella santa Chiesa, donaci di non anteporre nulla all’amore del tuo regno e di camminare liberi e sicuri verso la luce di Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

  5. #105
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    22 Febbraio

    Martedì della penultima settimana dopo l'Epifania
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Sperate in Dio, popoli di ogni luogo,
    aprite al suo cospetto il vostro cuore;
    egli è il nostro rifugio.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, certezza e forza di chi spera in te, ascolta la nostra preghiera: concedi l’aiuto della tua grazia alla debolezza umana che senza di te non può nulla perché possiamo piacerti con la fedeltà alla tua legge nelle intenzioni e nelle opere. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.



    LETTURA
    Lettura del libro della Sapienza (17, 1-2. 5-7. 20 – 18, 1a. 3-4)
    Per i tuoi santi c’era una luce grandissima.

    I tuoi giudizi sono grandi e difficili da spiegare;
    per questo le anime senza istruzione si sono ingannate.
    Infatti gli ingiusti, avendo preteso di dominare il popolo santo,
    prigionieri delle tenebre e incatenati a una lunga notte,
    chiusi sotto i loro tetti, giacevano esclusi dalla provvidenza eterna.
    Nessun fuoco, per quanto intenso, riusciva a far luce,
    neppure le luci più splendenti degli astri
    riuscivano a rischiarare dall’alto quella notte cupa.
    Appariva loro solo una massa di fuoco, improvvisa, tremenda;
    atterriti da quella fugace visione,
    credevano ancora peggiori le cose che vedevano.
    Fallivano i ritrovati della magia,
    e il vanto della loro saggezza era svergognato.
    Soltanto su di loro si stendeva una notte profonda,
    immagine della tenebra che li avrebbe avvolti;
    ma essi erano a se stessi più gravosi delle tenebre.
    Per i tuoi santi invece c’era una luce grandissima.
    Desti loro una colonna di fuoco,
    come guida di un viaggio sconosciuto
    e sole inoffensivo per un glorioso migrare in terra straniera.
    Meritavano di essere privati della luce e imprigionati nelle tenebre
    quelli che avevano tenuto chiusi in carcere i tuoi figli,
    per mezzo dei quali la luce incorruttibile della legge
    doveva essere concessa al mondo.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 104(105)

    R. Proclamate fra i popoli le opere del Signore.

    Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
    proclamate fra i popoli le sue opere.
    A lui cantate, a lui inneggiate,
    meditate tutte le sue meraviglie.
    Gloriatevi del suo santo nome:
    gioisca il cuore di chi cerca il Signore. R.

    Li fece uscire con argento e oro;
    nelle tribù nessuno vacillava.
    Distese una nube per proteggerli
    e un fuoco per illuminarli di notte. R.

    Ha fatto uscire il suo popolo con esultanza,
    i suoi eletti con canti di gioia.
    Ha dato loro le terre delle nazioni
    e hanno ereditato il frutto della fatica dei popoli,
    perché osservassero i suoi decreti
    e custodissero le sue leggi. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Io sono la luce del mondo;
    chi segue me, non camminerà nelle tenebre,
    ma avrà la luce della vita, dice il Signore.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Marco (10, 46b-52)

    In quel tempo. Mentre il Signore Gesù partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Porgimi orecchio, Signore, e ascoltami.
    Salva il tuo servo, o Dio, che spera in te.
    Abbi pietà di me perché sempre ti invoco.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, che ci hai rivelato di voler abitare in chi è retto e sincero, donaci la sete di verità e di giustizia che fa del nostro cuore il tempio della divina presenza. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Accetta, o Dio misericordioso, le offerte che ti consacriamo e concedi che siano per noi sicuro e perenne sostegno. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Mirabile è l’opera compiuta da Cristo tuo Figlio nel mistero pasquale: egli ci ha tratto dalla schiavitù del peccato e della morte alla gloria di proclamarci stirpe eletta, regale sacerdozio, gente santa, popolo di sua conquista per annunziare al mondo la tua potenza, o Padre, che dalle tenebre ci hai chiamato allo splendore della tua luce. Riconoscenti e gioiosi, ci uniamo concordi alle schiere degli angeli che elevano a te il loro inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Canterò senza fine
    la pietà del Signore.
    Con la mia bocca
    annunzierò a tutte le genti la tua verità.
    O Signore, ricordati di me.


    ALLA COMUNIONE
    Chi degnamente si ciba dei doni di Cristo
    non sarà condannato,
    ma salvato per grazia di Dio.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, Padre santo, che ci hai saziato col Pane di vita, serbaci nel canto della tua lode e portaci a eterna salvezza. Per Cristo nostro Signore.

  6. #106
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    23 Febbraio

    San Policarpo, vescovo e martire (memoria)

    Anno II

    Messa del comune dei martiri (per un martire) oppure dal comune dei pastori (per un vescovo)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio di bontà infinita, la tua misericordia accresca in noi la fede e la forza di testimoniarla, e l'esempio del santo martire Polircarpo, che seppe amarti fino al sangue, sostenga il nostro proposito nei momenti di oscurità e di debolezza. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell'unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro della Sapienza (18, 5-9. 14-15)
    Quella notte fu preannunciata ai nostri padri.

    Poiché essi avevano deliberato di uccidere i neonati dei santi
    – e un solo bambino fu esposto e salvato –,
    tu per castigo hai tolto di mezzo la moltitudine dei loro figli,
    facendoli perire tutti insieme nell’acqua impetuosa.
    Quella notte fu preannunciata ai nostri padri,
    perché avessero coraggio,
    sapendo bene a quali giuramenti avevano prestato fedeltà.
    Il tuo popolo infatti era in attesa
    della salvezza dei giusti, della rovina dei nemici.
    Difatti come punisti gli avversari,
    così glorificasti noi, chiamandoci a te.
    I figli santi dei giusti offrivano sacrifici in segreto
    e si imposero, concordi, questa legge divina:
    di condividere allo stesso modo successi e pericoli,
    intonando subito le sacre lodi dei padri.
    Mentre un profondo silenzio avvolgeva tutte le cose,
    e la notte era a metà del suo rapido corso,
    la tua parola onnipotente dal cielo, dal tuo trono regale,
    guerriero implacabile, si lanciò in mezzo a quella terra di sterminio,
    portando, come spada affilata, il tuo decreto irrevocabile.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 67(68)

    R. Ha cura di noi il Dio della salvezza.

    O Dio, quando uscivi davanti al tuo popolo,
    quando camminavi per il deserto,
    tremò la terra, i cieli stillarono
    davanti a Dio, quello del Sinai,
    davanti a Dio, il Dio d’Israele. R.

    Pioggia abbondante hai riversato, o Dio,
    la tua esausta eredità tu hai consolidato
    e in essa ha abitato il tuo popolo,
    in quella che, nella tua bontà,
    hai reso sicura per il povero, o Dio. R.

    Di giorno in giorno benedetto il Signore:
    a noi Dio porta la salvezza.
    Il nostro Dio è un Dio che salva;
    al Signore Dio appartengono le porte della morte. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Tutto quello che chiederete nella preghiera,
    abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Marco (11, 12-14. 20-25)

    La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, il Signore Gesù ebbe fame. Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. Rivolto all’albero, disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!». E i suoi discepoli l’udirono.
    La mattina seguente, passando, videro l’albero di fichi seccato fin dalle radici. Pietro si ricordò e gli disse: «Maestro, guarda: l’albero di fichi che hai maledetto è seccato». Rispose loro Gesù: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni le vostre colpe».

    Parola del Signore.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    O Dio, che hai associato sanPolicarpo alla passione del tuo Figlio e fai risplendere nella Chiesa la gloria del suo martirio, concedi anche a noi di venire a te sulle orme dei testimoni della fede e di avere parte con loro alla gioia eterna. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Con questo sacrificio, o Dio, noi proclamiamo che il tuo Unigenito ha effuso il suo sangue per noi; fa' che l'esempio e l'intercessione del martire san Policarpo ci infondano il proposito e il coraggio di liberare la nostra vita dai vincoli dell'egoismo e di donarla a servizio dei fratelli. Per Cristo nostro Signore.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Padre, che nel giorno dedicato al santo martire Policarpo ci hai nutrito con il corpo e il sangue del tuo Figlio, donaci di rimanere nella carità, di vivere nella tua vita e di procedere verso la tua pace. Per Cristo nostro Signore.
    Ultima modifica di Ambrosiano; 23-02-2022 alle 00:35

  7. #107
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    24 Febbraio

    Giovedì della penultima settimana dopo l'Epifania
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Sperate in Dio, popoli di ogni luogo,
    aprite al suo cospetto il vostro cuore;
    egli è il nostro rifugio.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, certezza e forza di chi spera in te, ascolta la nostra preghiera: concedi l’aiuto della tua grazia alla debolezza umana che senza di te non può nulla perché possiamo piacerti con la fedeltà alla tua legge nelle intenzioni e nelle opere. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro della Sapienza (18, 20-25a)
    Aronne, uomo irreprensibile, con la sua parola placò colui che castigava, ricordandogli le alleanze dei padri.

    L’esperienza della morte colpì anche i giusti
    e nel deserto ci fu il massacro di una moltitudine,
    ma l’ira non durò a lungo,
    perché un uomo irreprensibile si affrettò a difenderli,
    avendo portato le armi del suo ministero,
    la preghiera e l’incenso espiatorio;
    si oppose alla collera e mise fine alla sciagura,
    mostrando di essere il tuo servitore.
    Egli vinse la collera divina non con la forza del corpo
    né con la potenza delle armi,
    ma con la parola placò colui che castigava,
    ricordando i giuramenti e le alleanze dei padri.
    Quando ormai i morti erano caduti a mucchi gli uni sugli altri,
    egli, ergendosi là in mezzo, arrestò l’ira
    e le tagliò la strada che conduceva verso i viventi.
    Sulla sua veste lunga fino ai piedi portava tutto il mondo,
    le glorie dei padri scolpite su quattro file di pietre preziose
    e la tua maestà sopra il diadema della sua testa.
    Di fronte a queste insegne lo sterminatore indietreggiò, ebbe paura.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 104(105)

    R. Cercate sempre il volto del Signore.

    Cercate il Signore e la sua potenza,
    ricercate sempre il suo volto.
    Ricordate le meraviglie che ha compiuto,
    i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca,
    voi, stirpe di Abramo, suo servo,
    figli di Giacobbe, suo eletto. R.

    Israele venne in Egitto,
    Giacobbe emigrò nel paese di Cam.
    Ma Dio rese molto fecondo il suo popolo,
    lo rese più forte dei suoi oppressori.
    Cambiò il loro cuore perché odiassero il suo popolo. R.

    Mandò Mosè, suo servo,
    e Aronne, che si era scelto:
    misero in atto contro di loro i suoi segni
    e i suoi prodigi nella terra di Cam. R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Ricadono su di me gli oltraggi,
    poiché mi divora lo zelo per la tua casa.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Marco (11, 15-19)

    In quel tempo. Il Signore Gesù e i suoi discepoli giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, Gesù si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto:
    La mia casa sarà chiamata
    casa di preghiera per tutte le nazioni?
    Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».
    Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Porgimi orecchio, Signore, e ascoltami.
    Salva il tuo servo, o Dio, che spera in te.
    Abbi pietà di me perché sempre ti invoco.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, che ci hai rivelato di voler abitare in chi è retto e sincero, donaci la sete di verità e di giustizia che fa del nostro cuore il tempio della divina presenza. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Accetta, o Dio misericordioso, le offerte che ti consacriamo e concedi che siano per noi sicuro e perenne sostegno. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Mirabile è l’opera compiuta da Cristo tuo Figlio nel mistero pasquale: egli ci ha tratto dalla schiavitù del peccato e della morte alla gloria di proclamarci stirpe eletta, regale sacerdozio, gente santa, popolo di sua conquista per annunziare al mondo la tua potenza, o Padre, che dalle tenebre ci hai chiamato allo splendore della tua luce. Riconoscenti e gioiosi, ci uniamo concordi alle schiere degli angeli che elevano a te il loro inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Canterò senza fine
    la pietà del Signore.
    Con la mia bocca
    annunzierò a tutte le genti la tua verità.
    O Signore, ricordati di me.


    ALLA COMUNIONE
    Chi degnamente si ciba dei doni di Cristo
    non sarà condannato,
    ma salvato per grazia di Dio.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, Padre santo, che ci hai saziato col Pane di vita, serbaci nel canto della tua lode e portaci a eterna salvezza. Per Cristo nostro Signore.

  8. #108
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    25 Febbraio

    Venerdì della penultima settimana dopo l'Epifania
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Sperate in Dio, popoli di ogni luogo,
    aprite al suo cospetto il vostro cuore;
    egli è il nostro rifugio.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, certezza e forza di chi spera in te, ascolta la nostra preghiera: concedi l’aiuto della tua grazia alla debolezza umana che senza di te non può nulla perché possiamo piacerti con la fedeltà alla tua legge nelle intenzioni e nelle opere. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro della Sapienza (19, 1-9. 22)
    In tutti i modi, o Signore, hai reso grande e glorioso il tuo popolo, e non hai dimenticato di assisterlo in ogni momento e in ogni luogo.

    Sugli empi sovrastò sino alla fine una collera senza pietà,
    perché Dio prevedeva anche ciò che avrebbero fatto,
    cioè che, dopo aver loro permesso di andarsene
    e averli fatti partire in fretta,
    cambiato proposito, li avrebbero inseguiti.
    Mentre infatti erano ancora occupati nei lutti
    e piangevano sulle tombe dei morti,
    presero un’altra decisione insensata
    e inseguirono come fuggitivi quelli che già avevano pregato di partire.
    A questo estremo li spingeva un meritato destino,
    che li gettò nell’oblio delle cose passate,
    perché colmassero la punizione
    che ancora mancava ai loro tormenti,
    e mentre il tuo popolo intraprendeva un viaggio straordinario,
    essi incappassero in una morte singolare.
    Tutto il creato fu modellato di nuovo
    nella propria natura come prima,
    obbedendo ai tuoi comandi,
    perché i tuoi figli fossero preservati sani e salvi.
    Si vide la nube coprire d’ombra l’accampamento,
    terra asciutta emergere dove prima c’era acqua:
    il Mar Rosso divenne una strada senza ostacoli
    e flutti violenti una pianura piena d’erba;
    coloro che la tua mano proteggeva
    passarono con tutto il popolo,
    contemplando meravigliosi prodigi.
    Furono condotti al pascolo come cavalli
    e saltellarono come agnelli esultanti,
    celebrando te, Signore, che li avevi liberati.
    In tutti i modi, o Signore, hai reso grande e glorioso il tuo popolo
    e non hai dimenticato di assisterlo in ogni momento e in ogni luogo.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 77(78)

    R. Diremo alla generazione futura le meraviglie del Signore.

    Ciò che abbiamo udito e conosciuto
    e i nostri padri ci hanno raccontato
    non lo terremo nascosto ai nostri figli,
    raccontando alla generazione futura
    le azioni gloriose e potenti del Signore
    e le meraviglie che egli ha compiuto. R.

    Divise il mare e li fece passare,
    e fermò le acque come un argine.
    Li guidò con una nube di giorno
    e tutta la notte con un bagliore di fuoco.
    Fece sgorgare ruscelli dalla rupe
    e scorrere l’acqua a fiumi. R.

    Quando li uccideva, lo cercavano
    e tornavano a rivolgersi a lui,
    ricordavano che Dio è la loro roccia
    e Dio, l’Altissimo, il loro redentore. R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    È venuto a voi Giovanni e non gli avete creduto;
    i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto,
    dice il Signore.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Marco (11, 27-33)

    In quel tempo. Il Signore Gesù e i suoi discepoli andarono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre Gesù camminava nel tempio, vennero da lui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?». Ma Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi risponderete, vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi». Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Diciamo dunque: “Dagli uomini”?». Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta. Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». E Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Porgimi orecchio, Signore, e ascoltami.
    Salva il tuo servo, o Dio, che spera in te.
    Abbi pietà di me perché sempre ti invoco.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, che ci hai rivelato di voler abitare in chi è retto e sincero, donaci la sete di verità e di giustizia che fa del nostro cuore il tempio della divina presenza. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Accetta, o Dio misericordioso, le offerte che ti consacriamo e concedi che siano per noi sicuro e perenne sostegno. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Mirabile è l’opera compiuta da Cristo tuo Figlio nel mistero pasquale: egli ci ha tratto dalla schiavitù del peccato e della morte alla gloria di proclamarci stirpe eletta, regale sacerdozio, gente santa, popolo di sua conquista per annunziare al mondo la tua potenza, o Padre, che dalle tenebre ci hai chiamato allo splendore della tua luce. Riconoscenti e gioiosi, ci uniamo concordi alle schiere degli angeli che elevano a te il loro inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Canterò senza fine
    la pietà del Signore.
    Con la mia bocca
    annunzierò a tutte le genti la tua verità.
    O Signore, ricordati di me.


    ALLA COMUNIONE
    Chi degnamente si ciba dei doni di Cristo
    non sarà condannato,
    ma salvato per grazia di Dio.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, Padre santo, che ci hai saziato col Pane di vita, serbaci nel canto della tua lode e portaci a eterna salvezza. Per Cristo nostro Signore.

  9. #109
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    26 Febbraio

    Sabato della penultima settimana dopo l'Epifania
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Sperate in Dio, popoli di ogni luogo,
    aprite al suo cospetto il vostro cuore;
    egli è il nostro rifugio.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, certezza e forza di chi spera in te, ascolta la nostra preghiera: concedi l’aiuto della tua grazia alla debolezza umana che senza di te non può nulla perché possiamo piacerti con la fedeltà alla tua legge nelle intenzioni e nelle opere. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro dell’Esodo (25, 1; 27, 1-8)
    L’altare.

    In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè dicendo: «Farai l’altare di legno di acacia: avrà cinque cubiti di lunghezza e cinque cubiti di larghezza. L’altare sarà quadrato e avrà l’altezza di tre cubiti. Farai ai suoi quattro angoli quattro corni e costituiranno un sol pezzo con esso. Lo rivestirai di bronzo. Farai i suoi recipienti per raccogliere le ceneri, le sue palette, i suoi vasi per l’aspersione, le sue forcelle e i suoi bracieri. Farai di bronzo tutti questi accessori. Farai per esso una graticola di bronzo, lavorato in forma di rete, e farai sulla rete quattro anelli di bronzo alle sue quattro estremità. La porrai sotto la cornice dell’altare, in basso: la rete arriverà a metà dell’altezza dell’altare. Farai anche stanghe per l’altare: saranno stanghe di legno di acacia e le rivestirai di bronzo. Si introdurranno queste stanghe negli anelli e le stanghe saranno sui due lati dell’altare quando lo si trasporta. Lo farai di tavole, vuoto nell’interno: lo faranno come ti fu mostrato sul monte».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 95(96)

    R. Popoli tutti, date gloria al Signore.

    Date al Signore, o famiglie dei popoli,
    date al Signore gloria e potenza,
    date al Signore la gloria del suo nome.
    Portate offerte ed entrate nei suoi atri,
    prostratevi al Signore nel suo atrio santo. R.

    Tremi davanti a lui tutta la terra.
    Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
    È stabile il mondo, non potrà vacillare!
    Egli giudica i popoli con rettitudine. R.

    Gioiscano i cieli, esulti la terra,
    risuoni il mare e quanto racchiude,
    davanti al Signore che viene:
    sì, egli viene a giudicare la terra;
    giudicherà il mondo con giustizia
    e nella sua fedeltà i popoli. R.


    EPISTOLA
    Lettera agli Ebrei (13, 8-16)
    L’altare cristiano.

    Fratelli, Gesù Cristo è lo stesso ieri e oggi e per sempre! Non lasciatevi sviare da dottrine varie ed estranee, perché è bene che il cuore venga sostenuto dalla grazia e non da cibi che non hanno mai recato giovamento a coloro che ne fanno uso. Noi abbiamo un altare le cui offerte non possono essere mangiate da quelli che prestano servizio nel tempio. Infatti i corpi degli animali, il cui sangue viene portato nel santuario dal sommo sacerdote per l’espiazione, vengono bruciati fuori dell’accampamento. Perciò anche Gesù, per santificare il popolo con il proprio sangue, subì la passione fuori della porta della città. Usciamo dunque verso di lui fuori dell’accampamento, portando il suo disonore: non abbiamo quaggiù una città stabile, ma andiamo in cerca di quella futura. Per mezzo di lui dunque offriamo a Dio continuamente un sacrificio di lode, cioè il frutto di labbra che confessano il suo nome.
    Non dimenticatevi della beneficenza e della comunione dei beni, perché di tali sacrifici il Signore si compiace.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Vidi sotto l’altare le anime di coloro
    che furono immolati a causa della parola di Dio
    e della testimonianza che gli avevano reso.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Marco (8, 34-38)
    Chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà.

    In quel tempo. Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, il Signore Gesù disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà. Infatti quale vantaggio c’è che un uomo guadagni il mondo intero e perda la propria vita? Che cosa potrebbe dare un uomo in cambio della propria vita? Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Porgimi orecchio, Signore, e ascoltami.
    Salva il tuo servo, o Dio, che spera in te.
    Abbi pietà di me perché sempre ti invoco.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, che ci hai rivelato di voler abitare in chi è retto e sincero, donaci la sete di verità e di giustizia che fa del nostro cuore il tempio della divina presenza. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Accetta, o Dio misericordioso, le offerte che ti consacriamo e concedi che siano per noi sicuro e perenne sostegno. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Mirabile è l’opera compiuta da Cristo tuo Figlio nel mistero pasquale: egli ci ha tratto dalla schiavitù del peccato e della morte alla gloria di proclamarci stirpe eletta, regale sacerdozio, gente santa, popolo di sua conquista per annunziare al mondo la tua potenza, o Padre, che dalle tenebre ci hai chiamato allo splendore della tua luce. Riconoscenti e gioiosi, ci uniamo concordi alle schiere degli angeli che elevano a te il loro inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Canterò senza fine
    la pietà del Signore.
    Con la mia bocca
    annunzierò a tutte le genti la tua verità.
    O Signore, ricordati di me.


    ALLA COMUNIONE
    Chi degnamente si ciba dei doni di Cristo
    non sarà condannato,
    ma salvato per grazia di Dio.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, Padre santo, che ci hai saziato col Pane di vita, serbaci nel canto della tua lode e portaci a eterna salvezza. Per Cristo nostro Signore.

  10. #110
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    27 Febbraio

    ULTIMA DOMENICA DOPO L’EPIFANIA
    Domenica del Perdono

    Anno C


    Liturgia vigiliare vespertina:


    SALUTO
    Il Signore sia con voi.
    E con il tuo spirito.


    RITO DELLA LUCE
    Chi mi segue ha già vinto le tenebre:
    per una strada sicura cammina.
    Egli avrà la luce della vita
    –dice il Signore –.

    Se custodirà la mia parola,
    non gusterà la morte.
    Egli avrà la luce della vita
    – dice il Signore –.

    Chi mi segue ha già vinto le tenebre:
    per una strada sicura cammina.
    Egli avrà la luce della vita
    – dice il Signore –.


    INNO

    Testo originale latino

    O lux, beáta Trínitas
    et principális Únitas,
    iam sol recédit ígneus:
    infúnde lumen córdibus.

    Te mane laudum cármine,
    te deprecémur véspere;
    te nostra supplex glória
    per cuncta laudet saécula.

    Christum rogémus et Patrem
    Christi Patrísque Spíritum;
    unum potens per ómnia,
    fove precántes Trínitas. Amen.
    Traduzione ritmica

    O Dio, trino e unico,
    ora che il giorno è al termine,
    con la tua luce splendida
    i nostri cuori illumina.

    Noi t’innalziamo il cantico
    all’alba e ancora al vespero;
    cantiamo a Te la gloria
    ora e per tutti i secoli.

    O Trinità santissima,
    che l’universo domini,
    Padre e Figlio e Spirito,
    sostieni chi ti supplica. Amen.
    Versione italiana cantabile

    O Dio, Signore uno e trino,
    nell'ora in cui il giorno tramonta
    accendi all'eterna tua luce
    i cuori che invocano pace.

    La lode il mattino eleviamo,
    a te il nostro inno la sera:
    felici e adoranti, la gloria
    nei secoli a te canteremo.

    Il Cristo e il Padre preghiamo
    nell'unico Amore infinito:
    ascolta, Signore uno e trino,
    chi implora con umile cuore. Amen.
    Traduzione

    O Trinità beata, unico Dio,
    ora che muore il giorno
    all’eterna tua luce
    accendi i nostri cuori.

    Ascende a te la lode mattutina,
    a te nel vespero il canto:
    a te, adoranti, la gloria
    eleveremo nei secoli.

    A Cristo e al Padre salga la preghiera,
    salga allo Spirito del Padre e di Cristo:
    unico Dio, Trinità beata,
    riscalda del tuo amore chi ti implora. Amen.



    RESPONSORIO
    Abbiamo peccato, abbiamo operato da malvagi,
    ci siamo allontanati dai tuoi comandamenti:
    porgi l’orecchio, mio Dio,
    ascolta e perdona.

    Non abbiamo obbedito ai tuoi servi, i profeti,
    che hanno parlato in tuo nome:
    porgi l’orecchio, mio Dio,
    ascolta e perdona.


    VANGELO DELLA RISURREZIONE
    Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Luca (24, 13a. 36-48)

    In quello stesso giorno, mentre gli Undici e gli altri che erano con loro parlavano di queste cose, il Signore Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
    Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».

    Cristo Signore è risorto!


    SALMELLO
    Dio sia benedetto,
    che ci ha rigenerati a una viva speranza
    mediante la risurrezione di Gesù dai morti.
    Alleluia.

    Sono certo di contemplare la bontà del Signore
    nella terra dei viventi
    mediante la risurrezione di Gesù dai morti.
    Alleluia.


    ORAZIONE
    Concedi, o Dio onnipotente, che la speranza accesa in noi dal mistero pasquale raggiunga il suo pieno compimento per la forza che ci viene dalla gloria di Cristo risorto, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    Segue la Messa del Giorno con l'EPISTOLA, il CANTO AL VANGELO e il VANGELO.
    Dopo il Vangelo tutto prosegue come di solito fino alla Comunione e dopo la Comunione si canta il Magnificat con la relativa antifona.



    ANTIFONA
    Come aveva promesso ai nostri padri,
    Iddio potente, grande nell’amore, *
    ha donato al suo popolo,
    che implora nell’angustia,
    sicurezza di spirito e conforto.


    CANTICO DELLA BEATA VERGINE MARIA
    L'anima mia *
    magnifica il Signore

    e il mio spirito esulta *
    in Dio, mio salvatore,

    perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *
    D'ora in poi tutte le generazioni
    mi chiameranno beata.

    Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
    e Santo è il suo nome:

    di generazione in generazione la sua misericordia *
    si stende su quelli che lo temono.

    Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
    ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

    ha rovesciato i potenti dai troni, *
    ha innalzato gli umili;

    ha ricolmato di beni gli affamati, *
    ha rimandato i ricchi a mani vuote.

    Ha soccorso Israele, suo servo, *
    ricordandosi della sua misericordia,

    come aveva promesso ai nostri padri, *
    ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

    Gloria.

    L'anima mia magnifica il Signore.

    Alla fine, ripetuta l’antifona si aggiungono i tre Kyrie eleison. La celebrazione si conclude con l’orazione dopo la comunione e la benedizione, prima della quale si potranno dare eventuali avvisi.


    Messa del giorno:


    ALL’ INGRESSO
    Tu sei giusto, Signore,
    e retto nei tuoi giudizi;
    usa misericordia col tuo servo.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Ascolta, o Dio pietoso, la voce della tua Chiesa: donale di superare le ricorrenti avversità della storia e di vivere in pace, libera e fiduciosa al tuo servizio. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro del Siracide (18, 11-14)
    Il Signore è paziente con gli uomini ed effonde su di loro la sua misericordia.

    Il Signore è paziente verso di loro
    ed effonde su di loro la sua misericordia.
    Vede e sa che la loro sorte è penosa,
    perciò abbonda nel perdono.
    La misericordia dell’uomo riguarda il suo prossimo,
    la misericordia del Signore ogni essere vivente.
    Egli rimprovera, corregge, ammaestra
    e guida come un pastore il suo gregge.
    Ha pietà di chi si lascia istruire
    e di quanti sono zelanti per le sue decisioni.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 102(103)

    R. Grande è la misericordia del Signore.

    Misericordioso e pietoso è il Signore,
    lento all’ira e grande nell’amore.
    Non è in lite per sempre,
    non rimane adirato in eterno. R.

    Non ci tratta secondo i nostri peccati
    e non ci ripaga secondo le nostre colpe.
    Perché quanto il cielo è alto sulla terra,
    così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono. R.

    Quanto dista l’oriente dall’occidente,
    così egli allontana da noi le nostre colpe.
    Come è tenero un padre verso i figli,
    così il Signore è tenero verso quelli che lo temono. R.


    EPISTOLA
    Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (2, 5-11)
    La carità nella Chiesa verso i peccatori.

    Fratelli, se qualcuno mi ha rattristato, non ha rattristato me soltanto, ma, in parte almeno, senza esagerare, tutti voi. Per quel tale però è già sufficiente il castigo che gli è venuto dalla maggior parte di voi, cosicché voi dovreste piuttosto usargli benevolenza e confortarlo, perché egli non soccomba sotto un dolore troppo forte. Vi esorto quindi a far prevalere nei suoi riguardi la carità; e anche per questo vi ho scritto, per mettere alla prova il vostro comportamento, se siete obbedienti in tutto. A chi voi perdonate, perdono anch’io; perché ciò che io ho perdonato, se pure ebbi qualcosa da perdonare, l’ho fatto per voi, davanti a Cristo, per non cadere sotto il potere di Satana, di cui non ignoriamo le intenzioni.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Noi abbiamo conosciuto e creduto
    l’amore che Dio ha in noi;
    se il nostro cuore ci condanna,
    Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (19, 1-10)
    La conversione di Zaccheo.

    In quel tempo. Il Signore Gesù entrò nella città di Gerico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

    Parola del Signore.



    DOPO IL VANGELO
    I miei giorni sono come ombra che declina,
    come l’erba tagliata inaridisco.
    Ma tu, Signore, rimani in eterno,
    il tuo ricordo per ogni generazione.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Stendi la tua mano pia e paterna, o Dio di bontà, sul popolo che ti invoca; donaci di vincere il terrore della prepotenza umana, confortaci con la speranza della vita immortale e guida i nostri passi sulla via della tua legge verso la gioia eterna. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Accogli benigno, o Dio, la nostra invocazione ed esalta le nostre povere offerte con la gloria della tua divina presenza perché sia da te avvalorata l’umile semplicità del nostro servizio. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta lodarti ed esaltarti, o Padre di immensa misericordia. Cristo Signore nostro, mosso a pietà degli errori umani è voluto nascere dalla vergine Maria; con la sua morte volontaria sulla croce ci ha liberato dalla morte eterna e con la sua risurrezione ci ha conquistato a una vita senza fine. Riconoscenti e gioiosi per questo dono di grazia, ci uniamo concordi alle schiere degli angeli e dei santi che inneggiano alla tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Il Pane di vita è spezzato,
    il Calice è benedetto.
    Il tuo corpo ci nutra, o Dio nostro,
    il tuo sangue ci dia vita e ci salvi.


    ALLA COMUNIONE
    Finché avrò vita canterò al Signore,
    finché esisto, voglio inneggiare a Dio.
    A lui sia gradito il mio canto,
    in lui sarà la mia gioia.


    DOPO LA COMUNIONE
    Nutra, o Dio, la nostra vita interiore questo Pane divino, di cui ci siamo saziati, e sia efficace rimedio a tutti i nostri mali il corpo e il sangue di Cristo, tuo Figlio, che vive e regna nei secoli dei secoli.

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