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Discussione: Testi liturgici della Messa in Rito Ambrosiano (2021-2022)

  1. #151
    Moderatore Globale L'avatar di Ambrosiano
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    Lunedì in Albis
    II giorno dell’ottava di Pasqua
    Anno C


    Messa nel giorno:


    ALL’ INGRESSO
    Sia benedetto Dio,
    Padre di Gesù Cristo nostro Signore,
    che nella sua misericordia
    ci ha fatto rinascere e sperare nella vita senza fine
    perché Gesù Cristo è risorto dai morti, alleluia.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Padre, che ci hai ridato la vita eterna nella pasqua del tuo Unigenito venuto a farsi condannare per nostro amore, rivolgi a lui i nostri cuori e la nostra vita perché sia mite con noi quando ci verrà a giudicare e ci unisca alla sua gloria di salvatore risorto, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura degli Atti degli Apostoli (3, 17-24)
    Dio aveva preannunciato per bocca dei profeti che il suo Cristo doveva soffrire; bisogna che il cielo lo accolga fino ai tempi della ricostituzione di tutte le cose.

    In quei giorni. Pietro disse al popolo: «Ora, fratelli, io so che voi avete agito per ignoranza, come pure i vostri capi. Ma Dio ha così compiuto ciò che aveva preannunciato per bocca di tutti i profeti, che cioè il suo Cristo doveva soffrire. Convertitevi dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati e così possano giungere i tempi della consolazione da parte del Signore ed egli mandi colui che vi aveva destinato come Cristo, cioè Gesù. Bisogna che il cielo lo accolga fino ai tempi della ricostituzione di tutte le cose, delle quali Dio ha parlato per bocca dei suoi santi profeti fin dall’antichità. Mosè infatti disse: Il Signore vostro Dio farà sorgere per voi, dai vostri fratelli, un profeta come me; voi lo ascolterete in tutto quello che egli vi dirà. E avverrà: chiunque non ascolterà quel profeta, sarà estirpato di mezzo al popolo. E tutti i profeti, a cominciare da Samuele e da quanti parlarono in seguito, annunciarono anch’essi questi giorni».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 98(99)

    R. Esaltate il Signore, nostro Dio
    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Grande è il Signore in Sion,
    eccelso sopra tutti i popoli.
    Lodino il tuo nome grande e terribile.
    Egli è santo! R.

    Mosè e Aronne tra i suoi sacerdoti,
    Samuele tra quanti invocavano il suo nome:
    invocavano il Signore
    ed egli rispondeva. R.

    Signore, nostro Dio, tu li esaudivi,
    eri per loro un Dio che perdona:
    santo è il Signore, nostro Dio! R.


    EPISTOLA
    Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (5, 7-8)
    Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato; celebriamo la festa con azzimi di sincerità e di verità.

    Fratelli, togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi. E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato! Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, né con lievito di malizia e di perversità, ma con azzimi di sincerità e di verità.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Andate presto, dite ai suoi discepoli:
    è risorto il Signore, come aveva detto.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (24, 1-12)
    Le miròfore al sepolcro.

    In quel tempo. Il primo giorno della settimana, al mattino presto le donne si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: “Bisogna che il Figlio dell’uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno”». Ed esse si ricordarono delle sue parole e, tornate dal sepolcro, annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo. Anche le altre, che erano con loro, raccontavano queste cose agli apostoli. Quelle parole parvero a loro come un vaneggiamento e non credevano ad esse. Pietro tuttavia si alzò, corse al sepolcro e, chinatosi, vide soltanto i teli. E tornò indietro, pieno di stupore per l’accaduto.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Il Signore si ricorda di noi
    e ci benedice, alleluia;
    benedice la casa di Israele, alleluia,
    benedice la casa di Aronne, alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Concedi, o Dio onnipotente, che la speranza accesa in noi dal mistero pasquale, raggiunga il suo pieno compimento per la forza che ci viene dalla gloria di Cristo risorto, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Accogli, o Padre, l’offerta del tuo popolo, e fa’ che questi doni, presentàti con fede gioiosa nella celebrazione della Pasqua, ritornino a noi come principio e alimento della vera vita. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. All’annuo ritorno di questi giorni sacri e solenni, tu doni ai credenti di celebrare con cuore più fervido e attento il mistero della passione e della risurrezione di Cristo da cui venne il nostro riscatto. Così con gioia nuova e più intensa ci concedi di proclamare che l’universo è stato da te riconciliato nel Signore risorto. Riconoscenti e ammiràti per questo disegno d’amore, uniti agli angeli e ai santi, ti eleviamo, o Padre, l’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    Se si usa la Preghiera Eucaristica I, si dicono il Communicantes (In comunione) e l’hanc igitur (Accetta con benevolenza) propri.
    Nelle Preghiere Eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio.


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Venite e ascoltate
    le grandi cose che ha fatto il Signore.
    Ha risuscitato Gesù da morte
    perché la nostra fede fosse certa
    e la nostra speranza fosse in Dio, alleluia.


    ALLA COMUNIONE
    Avvicinatevi e mangiate, alleluia,
    prendete il corpo di Cristo, alleluia,
    gustate e vedete quanto è buono il Signore, alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE
    Infondi in noi, o Padre, il tuo Spirito d’amore e fa’ che vivano uniti in carità e concordia quelli che hai nutrito con l’unico Pane di vita. Per Cristo nostro Signore.


    Messa per i battezzati:


    ALL’ INGRESSO
    Voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale,
    la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato
    perché proclami le meraviglie di lui,
    che vi ha chiamato dalle tenebre
    all’ammirabile sua luce, alleluia.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che innalzi la natura dell’uomo oltre la dignità originaria, guarda la Chiesa, ineffabile sacramento del tuo amore; tu che ci ricrei nell’acqua rinnovatrice del battesimo, serbaci nella tua benedizione e nella tua grazia. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura degli Atti degli Apostoli (8, 26-39)
    Filippo battezza l’eunuco, funzionario della regina d’Etiopia.

    In quei giorni. Un angelo del Signore parlò a Filippo e disse: «Àlzati e va’ verso mezzogiorno, sulla strada che scende da Gerusalemme a Gaza; essa è deserta». Egli si alzò e si mise in cammino, quand’ecco un Etiope, eunùco, funzionario di Candace, regina di Etiopia, amministratore di tutti i suoi tesori, che era venuto per il culto a Gerusalemme, stava ritornando, seduto sul suo carro, e leggeva il profeta Isaia. Disse allora lo Spirito a Filippo: «Va’ avanti e accòstati a quel carro». Filippo corse innanzi e, udito che leggeva il profeta Isaia, gli disse: «Capisci quello che stai leggendo?». Egli rispose: «E come potrei capire, se nessuno mi guida?». E invitò Filippo a salire e a sedere accanto a lui. Il passo della Scrittura che stava leggendo era questo:
    Come una pecora egli fu condotto al macello
    e come un agnello senza voce innanzi a chi lo tosa,
    così egli non apre la sua bocca.
    Nella sua umiliazione il giudizio gli è stato negato,
    la sua discendenza chi potrà descriverla?
    Poiché è stata recisa dalla terra la sua vita.
    Rivolgendosi a Filippo, l’eunùco disse: «Ti prego, di quale persona il profeta dice questo? Di se stesso o di qualcun altro?». Filippo, prendendo la parola e partendo da quel passo della Scrittura, annunciò a lui Gesù. Proseguendo lungo la strada giunsero dove c’era dell’acqua e l’eunùco disse: «Ecco, qui c’è dell’acqua; che cosa impedisce che io sia battezzato?». Fece fermare il carro e scesero tutti e due nell’acqua, Filippo e l’eunùco, ed egli lo battezzò. Quando risalirono dall’acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo e l’eunùco non lo vide più; e, pieno di gioia, proseguiva la sua strada.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 21(22)

    R. Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode.
    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Io sono come acqua versata,
    sono slogate tutte le mie ossa.
    Il mio cuore è come cera,
    si scioglie in mezzo alle mie viscere.
    Arido come un coccio è il mio vigore,
    la mia lingua si è incollata al palato. R.

    Un branco di cani mi circonda,
    mi accerchia una banda di malfattori;
    hanno scavato le mie mani e i miei piedi.
    Posso contare tutte le mie ossa.
    Essi stavano a guardare e mi osservano:
    si dividono le mie vesti, sulla mia tunica gettano la sorte. R.

    Ma tu, Signore, non stare lontano,
    mia forza, vieni presto in mio aiuto.
    Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli,
    ti loderò in mezzo all’assemblea. R.

    Ricorderanno e torneranno al Signore
    tutti i confini della terra;
    davanti a te si prostreranno
    tutte le famiglie dei popoli. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati (3, 27-29)
    Battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo.

    Fratelli, quanti siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo. Non c’è Giudeo né Greco; non c’è schiavo né libero; non c’è maschio e femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù. Se appartenete a Cristo, allora siete discendenza di Abramo, eredi secondo la promessa.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Venite, figli, ascoltatemi:
    vi insegnerò il timore del Signore.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Matteo (5, 1-12)
    Le otto beatitudini.

    In quel tempo. Vedendo le folle, il Signore Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
    «Beati i poveri in spirito,
    perché di essi è il regno dei cieli.
    Beati quelli che sono nel pianto,
    perché saranno consolati.
    Beati i miti,
    perché avranno in eredità la terra.
    Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
    perché saranno saziati.
    Beati i misericordiosi,
    perché troveranno misericordia.
    Beati i puri di cuore,
    perché vedranno Dio.
    Beati gli operatori di pace,
    perché saranno chiamati figli di Dio.
    Beati i perseguitati per la giustizia,
    perché di essi è il regno dei cieli.
    Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguiteranno i profeti che furono prima di voi».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Il Signore si ricorda di noi e ci benedice, alleluia;
    benedice la casa di Israele, alleluia,
    benedice la casa di Aronne, alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, che hai rinnovato nel fonte battesimale questi figli che credono in te, ora che sono rinati nel Cristo, concedi loro la tua protezione perché nessuna insidia del male li privi della tua grazia. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il
    Credo.


    SUI DONI
    Accetta, o Padre, l’offerta del popolo che hai rigenerato; rinati a nuova vita dal battesimo e dalla confessione del tuo nome, fa’ che raggiungiamo incolumi la beatitudine eterna. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
    Celebrando la mirabile liberazione dell’uomo, ti lodiamo in questo santo giorno, reso solenne e alto sui giorni di tutta la storia dal sacrificio della croce e dalla primizia della vita rinnovata. Per essere il primogenito del popolo che vince la morte, l’eterno tuo Figlio, divenuto nostro fratello, come si era volontariamente offerto ai tormenti così risorge glorioso e ci chiama a condividere nel corpo e nello spirito lo splendore del suo trionfo.
    Per questo mistero esulta di gioia ineffabile tutta la terra e gli angeli inneggiano in cielo, senza fine cantando la tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    Se si usa la Preghiera Eucaristica I, si dicono il Communicantes (In comunione) e l’hanc igitur (Accetta con benevolenza) propri.
    Nelle Preghiere Eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio.


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Dal tuo cuore, o Cristo,
    sgorgò la sorgente d’acqua
    che lava le impurità del mondo
    e rinnova la vita, alleluia.


    ALLA COMUNIONE
    Chiunque è battezzato nel Cristo Gesù
    è immerso nella sua morte.
    Sepolti nel battesimo con lui,
    cammineremo in una vita nuova, alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE
    Il mistero del Pane di vita e del Calice di salvezza, segno e primizia della giovinezza eterna che ci attende nel regno, ci doni di servirti, o Dio, con animo forte e ci rinnovi nello spirito. Per Cristo nostro Signore.

  2. #152
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    19 Aprile

    Martedì in Albis
    III giorno dell’ottava di Pasqua

    Anno C


    Messa nel giorno:


    ALL’ INGRESSO
    La salvezza, la gloria e la potenza sono del nostro Dio;
    veraci e giusti sono i suoi giudizi;
    in sua lode cantiamo: «Alleluia».
    Il nostro Dio, Signore onnipotente,
    ha stabilito il suo regno.
    Godiamo ed esultiamo e diamogli gloria,
    dicendo: «Alleluia».


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Dio onnipotente ed eterno, che hai redento il tuo popolo con il sangue del tuo Figlio unigenito, disperdi l’opera del demonio e spezza le catene del peccato perché non sia più schiavo dell’autore della morte chi nella professione della fede ha ricevuto la vita eterna. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura degli Atti degli Apostoli (3, 25–4,10)
    Nel nome di Gesù Cristo, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato.

    In quei giorni. Pietro disse al popolo: «Voi, fratelli, siete i figli dei profeti e dell’alleanza che Dio stabilì con i vostri padri, quando disse ad Abramo: Nella tua discendenza saranno benedette tutte le nazioni della terra. Dio, dopo aver risuscitato il suo servo, l’ha mandato prima di tutto a voi per portarvi la benedizione, perché ciascuno di voi si allontani dalle sue iniquità».
    Stavano ancora parlando al popolo, quando sopraggiunsero i sacerdoti, il comandante delle guardie del tempio e i sadducei, irritati per il fatto che essi insegnavano al popolo e annunciavano in Gesù la risurrezione dai morti. Li arrestarono e li misero in prigione fino al giorno dopo, dato che ormai era sera. Molti però di quelli che avevano ascoltato la Parola cedettero e il numero degli uomini raggiunse circa i cinquemila.
    Il giorno dopo si riunirono in Gerusalemme i loro capi, gli anziani e gli scribi, il sommo sacerdote Anna, Caifa, Giovanni, Alessandro e quanti appartenevano a famiglie di sommi sacerdoti. Li fecero comparire davanti a loro e si misero a interrogarli: «Con quale potere o in quale nome voi avete fatto questo?». Allora Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro: «Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 117(118)

    R. Rendete grazie al Signore, il suo amore è per sempre.
    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Dica Israele:
    «Il suo amore è per sempre».
    Dica la casa di Aronne:
    «Il suo amore è per sempre».
    Dicano quelli che temono il Signore:
    «Il suo amore è per sempre». R.

    Il Signore è per me, è il mio aiuto,
    e io guarderò dall’alto i miei nemici.
    È meglio rifugiarsi nel Signore
    che confidare nell’uomo.
    È meglio rifugiarsi nel Signore
    che confidare nei potenti. R.

    Mia forza e mio canto è il Signore,
    egli è stato la mia salvezza.
    Grida di giubilo e di vittoria nelle tende dei giusti:
    la destra del Signore ha fatto prodezze,
    la destra del Signore si è innalzata,
    la destra del Signore ha fatto prodezze. R.


    EPISTOLA
    Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (1, 4-9)
    La testimonianza di Cristo si è stabilita tra voi. Egli vi renderà saldi sino alla fine.

    Fratelli, rendo grazie continuamente al mio Dio per voi, a motivo della grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù, perché in lui siete stati arricchiti di tutti i doni, quelli della parola e quelli della conoscenza. La testimonianza di Cristo si è stabilita tra voi così saldamente che non manca più alcun carisma a voi, che aspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo. Egli vi renderà saldi sino alla fine, irreprensibili nel giorno del Signore nostro Gesù Cristo. Degno di fede è Dio, dal quale siete stati chiamati alla comunione con il Figlio suo Gesù Cristo, Signore nostro!

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Io sono il Vivente, dice il Signore;
    ero morto, ma ora vivo per sempre
    e ho le chiavi della morte e degli inferi.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Matteo (28, 8-15)
    Gesù si manifesta alle donne. I sommi sacerdoti impongono al drappello di guardia cosa dire.

    In quel tempo. Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».
    Mentre esse erano in cammino, ecco, alcune guardie giunsero in città e annunciarono ai capi dei sacerdoti tutto quanto era accaduto. Questi allora si riunirono con gli anziani e, dopo essersi consultati, diedero una buona somma di denaro ai soldati, dicendo: «Dite così: “I suoi discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato, mentre noi dormivamo”. E se mai la cosa venisse all’orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione». Quelli presero il denaro e fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questo racconto si è divulgato fra i Giudei fino ad oggi.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Cantate al Signore un canto nuovo, alleluia.
    Da tutta la terra cantate al Signore, alleluia.
    Cantate al Signore, benedite il suo nome, alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Ascolta, Dio di misericordia, la nostra preghiera e fa’ che celebriamo sempre con interiore devozione i sacramenti della nostra salvezza. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Nella gioia della Pasqua ti presentiamo, o Padre, i doni sacrificali di cui la tua Chiesa mirabilmente si nutre. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta che in ogni tempo, o Padre, ti benediciamo, ma soprattutto in questo ritorno salvifico del mistero pasquale, quando l’umanità risorge, nasce la vita eterna, e a noi è donato il principio di una gioia senza fine. Per questo disegno d’amore, uniti agli angeli e ai santi, con voce unanime cantiamo l’inno della tua lode: Santo, Santo, Santo…


    Se si usa la Preghiera Eucaristica I, si dicono il Communicantes (In comunione) e l’hanc igitur (Accetta con benevolenza) propri.
    Nelle Preghiere Eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio.



    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Se con Cristo siete risorti,
    cercate le cose del cielo, alleluia.
    Cristo siede alla destra di Dio,
    pensate alle cose del cielo, alleluia.


    ALLA COMUNIONE
    «Venite, uomini di tutto il mondo,
    e avrete la remissione dei peccati.
    Io sono il vostro perdono, - dice il Signore –
    la vittima che vi salva,
    l’agnello immolato per voi.
    Io sono l’acqua che vi monda,
    io sono la vostra vita,
    la vostra risurrezione».
    Alleluia, alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE
    Guarda con bontà il tuo popolo, o Dio, e, poiché lo hai rinnovato con gli eterni misteri, guidalo alla gloria incorruttibile della risurrezione. Per Cristo nostro Signore.


    Messa per i battezzati:


    ALL’ INGRESSO
    Sia benedetto Dio, Padre di Gesù Cristo nostro Signore,
    che nella sua misericordia
    ci ha fatto rinascere e sperare nella vita senza fine
    perché Gesù Cristo è risorto dai morti, alleluia.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che generi sempre nuovi figli alla Chiesa, donaci di vivere nella testimonianza della vita quotidiana il mistero del battesimo che celebriamo con fede pura. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del secondo libro dei Re (5, 1-15a)
    Il lavacro e la guarigione di Naamàn.

    In quei giorni. Naamàn, comandante dell’esercito del re di Aram, era un personaggio autorevole presso il suo signore e stimato, perché per suo mezzo il Signore aveva concesso la salvezza agli Arami. Ma quest’uomo prode era lebbroso. Ora bande aramee avevano condotto via prigioniera dalla terra d’Israele una ragazza, che era finita al servizio della moglie di Naamàn. Lei disse alla padrona: «Oh, se il mio signore potesse presentarsi al profeta che è a Samaria, certo lo libererebbe dalla sua lebbra». Naamàn andò a riferire al suo signore: «La ragazza che proviene dalla terra d’Israele ha detto così e così». Il re di Aram gli disse: «Va’ pure, lo stesso invierò una lettera al re d’Israele». Partì dunque, prendendo con sé dieci talenti d’argento, seimila sicli d’oro e dieci mute di abiti. Portò la lettera al re d’Israele, nella quale si diceva: «Orbene, insieme con questa lettera ho mandato da te Naamàn. mio ministro, perché tu lo liberi dalla sua lebbra». Letta la lettera, il re d’Israele si stracciò le vesti dicendo: «Sono forse Dio per dare la morte o la vita, perché costui mi ordini di liberare un uomo dalla sua lebbra? Riconoscete e vedete che egli evidentemente cerca pretesti contro di me».
    Quando Eliseo, uomo di Dio, seppe che il re d’Israele si era stracciate le vesti, mandò a dire al re: «Perché ti sei stracciato le vesti? Quell’uomo venga da me e saprà che c’è un profeta in Israele». Naamàn arrivò con i suoi cavalli e con il suo carro e si fermò alla porta della casa di Eliseo. Eliseo gli mandò un messaggero per dirgli: «Va’, bàgnati sette volte nel Giordano: il tuo corpo ti ritornerà sano e sarai purificato». Naamàn si sdegnò e se ne andò dicendo: «Ecco, io pensavo: “Certo, verrà fuori e, stando in piedi, invocherà il nome del Signore, suo Dio, agiterà la sua mano verso la parte malata e toglierà la lebbra”. Forse l’Abanà e il Parpar, fiumi di Damasco, non sono migliori di tutte le acque d’Israele? Non potrei bagnarmi in quelli per purificarmi?». Si voltò e se ne partì adirato. Gli si avvicinarono i suoi servi e gli dissero: «Padre mio, se il profeta ti avesse ordinato una gran cosa, non l’avresti forse eseguita? Tanto più ora che ti ha detto: “Bàgnati e sarai purificato”». Egli allora scese e si immerse nel Giordano sette volte, secondo la parola dell’uomo di Dio, e il suo corpo ridivenne come il corpo di un ragazzo; egli era purificato.
    Tornò con tutto il seguito dall’uomo di Dio; entrò e stette davanti a lui dicendo: «Ecco, ora so che non c’è Dio su tutta la terra se non in Israele».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 33(34)

    R. Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode.
    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Magnificate con me il Signore,
    esaltiamo insieme il suo nome.
    Ho cercato il Signore: mi ha risposto
    e da ogni mia paura mi ha liberato. R.

    Guardate a lui e sarete raggianti,
    i vostri volti non dovranno arrossire.
    Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
    lo salva da tutte le sue angosce. R.

    Gustate e vedete com’è buono il Signore;
    beato l’uomo che in lui si rifugia.
    Temete il Signore, suoi santi:
    nulla manca a coloro che lo temono. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (6, 3b-4)
    Battezzati in Cristo, siamo stati battezzati nella sua morte.

    Fratelli, quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte. Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Sia per sempre la gloria del Signore;
    gioisca il Signore delle sue opere.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (5, 1-9b)
    Il paralitico alla piscina presso la porta delle Pecore.

    In quel tempo. Ricorreva una festa dei Giudei e il Signore Gesù salì a Gerusalemme. A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una piscina, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici. Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: «Vuoi guarire?». Gli rispose il malato: «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me». Gesù gli disse: «Àlzati, prendi la tua barella e cammina». E all’istante quell’uomo guarì: prese la sua barella e cominciò a camminare.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Dal suo tempio il Signore
    ascoltò la mia voce, alleluia;
    al suo orecchio pervenne il mio grido, alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Ai figli che ti implorano dona, o Padre di misericordia, di assimilare nella fede il sacramento pasquale e di attendere nella speranza la gioia del tuo regno eterno. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Accogli o Dio, l’offerta dei tuoi figli e proteggili con la tua grazia, perché non perdano i doni che già hanno ricevuto e raggiungano la ricchezza dei beni eterni. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta benedirti, o Dio grande, in ogni tempo e con più intenso fervore lodarti in questo giorno, in cui celebriamo la pasqua di Cristo. Oggi il Signore Gesù è risorto dai morti e l’orgoglioso potere del demonio è abbattuto; oggi sono infrante le catene infernali, distrutto è il peso della colpa antica, l’arma della morte è spezzata. Per acque spirituali il Salvatore ha fatto uscire anche noi dal demonio dell’oppressore, quando trionfante è ritornato alla vita e si è rivestito di gloria. Per questo mistero esulta tutta la terra e si unisce ai cori degli angeli in cielo nel canto gioioso della tua lode: Santo, Santo, Santo…


    Se si usa la Preghiera Eucaristica I, si dicono il Communicantes (In comunione) e l’hanc igitur (Accetta con benevolenza) propri.
    Nelle Preghiere Eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio.



    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Dio è amore e chi sta nell’amore resta in Dio,
    e Dio rimane in lui, alleluia.


    ALLA COMUNIONE
    Amiamoci tra noi perché Dio è amore,
    e chi ama i fratelli è nato da Dio e vede Dio, alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE
    La nostra partecipazione al sacramento pasquale sia piena e operante, ci liberi, o Padre, dagli ingiusti affetti terreni e ci rinnovi secondo la legge della vita eterna. Per Cristo nostro Signore.

  3. #153
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    Mercoledì in Albis
    IV giorno dell’ottava di Pasqua

    Anno C


    Messa nel giorno:


    ALL’ INGRESSO
    Sia benedetto Dio, Padre di Gesù Cristo nostro Signore,
    che nella sua misericordia
    ci ha fatto rinascere e sperare nella vita senza fine
    perché Gesù Cristo è risorto dai morti, alleluia.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Fa’, o Dio, che l’esultanza di questi giorni raggiunga la sua pienezza nella Pasqua del cielo, tu che ci doni la gioia di commemorare ogni anno la risurrezione di Cristo Signore, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura degli Atti degli Apostoli (5, 12-21a)
    Andate e proclamate al popolo, nel tempio, tutte queste parole di vita.

    In quei giorni. Molti segni e prodigi avvenivano fra il popolo per opera degli apostoli. Tutti erano soliti stare insieme nel portico di Salomone; nessuno degli altri osava associarsi a loro, ma il popolo li esaltava. Sempre più, però, venivano aggiunti credenti al Signore, una moltitudine di uomini e di donne, tanto che portavano gli ammalati persino nelle piazze, ponendoli su lettucci e barelle, perché, quando Pietro passava, almeno la sua ombra coprisse qualcuno di loro. Anche la folla delle città vicine a Gerusalemme accorreva, portando malati e persone tormentate da spiriti impuri, e tutti venivano guariti.
    Si levò allora il sommo sacerdote con tutti quelli della sua parte, cioè la setta dei sadducei, pieni di gelosia, e, presi gli apostoli, li gettarono nella prigione pubblica. Ma, durante la notte, un angelo del Signore aprì le porte del carcere, li condusse fuori e disse: «Andate e proclamate al popolo, nel tempio, tutte queste parole di vita». Udito questo, entrarono nel tempio sul far del giorno e si misero a insegnare.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 33(34)

    R. Liberaci, Signore, da ogni paura.
    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Benedirò il Signore in ogni tempo,
    sulla mia bocca sempre la sua lode.
    Io mi glorio nel Signore:
    i poveri ascoltino e si rallegrino. R.

    Magnificate con me il Signore,
    esaltiamo insieme il suo nome.
    Ho cercato il Signore: mi ha risposto
    e da ogni mia paura mi ha liberato. R.

    L’angelo del Signore si accampa
    attorno a quelli che lo temono, e li libera.
    Gustate e vedete com’è buono il Signore;
    beato l’uomo che in lui si rifugia. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo Apostolo ai Romani. (6, 3-11)
    Sapendo che Cristo, risorto dai morti, non muore più, consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù.

    Fratelli, non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. Se infatti siamo stati intimamente uniti a lui a somiglianza della sua morte, lo saremo anche a somiglianza della sua risurrezione. Lo sappiamo: l’uomo vecchio che è in noi è stato crocifisso con lui, affinché fosse reso inefficace questo corpo di peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato. Infatti chi è morto, è liberato dal peccato.
    Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo, risorto dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui. Infatti egli morì, e morì per il peccato una volta per tutte; ora invece vive, e vive per Dio. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Cantate al Signore, a lui inneggiate,
    meditate tutte le sue meraviglie;
    gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (24, 13-35)
    I discepoli di Emmaus.

    In quello stesso giorno due discepoli del Signore Gesù erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
    Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Il Signore si ricorda di noi e ci benedice, alleluia;
    benedice la casa di Israele, alleluia,
    benedice la casa di Aronne, alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Gesù, nostro Salvatore, che, superata vittoriosamente la passione, sei tornato ai tuoi discepoli con potenza più manifesta, concedi a noi, che celebriamo il mistero della tua gloria, di camminare sempre nella gioia della tua presenza, o Figlio di Dio, o nostro fratello, che vivi e regni nei secoli dei secoli.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Accogli, o Padre, le preghiere e le offerte a te consacrate e fa’ che sperimentiamo la ricchezza del tuo dono nel mistero pasquale che riviviamo con fede. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta renderti grazie sempre, qui e in ogni luogo, Padre di misericordia, poiché è sorto il giorno senza tramonto, il giorno della risurrezione e della vita, il giorno della gloria di Cristo.
    Egli, sacerdote e vittima, purificato il popolo nel suo sangue, a te lo consacra per i secoli eterni.
    E noi uniti agli angeli e ai santi eleviamo con voce incessante l’inno della tua lode: Santo, Santo, Santo…


    Se si usa la Preghiera Eucaristica I, si dicono il Communicantes (In comunione) e l’hanc igitur (Accetta con benevolenza) propri.
    Nelle Preghiere Eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio.



    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Venite e ascoltate
    le grandi cose che ha fatto il Signore.
    Ha risuscitato Gesù da morte
    perché la nostra fede fosse certa
    e la nostra speranza fosse in Dio, alleluia.


    ALLA COMUNIONE
    Avvicinatevi e mangiate, alleluia,
    prendete il corpo di Cristo, alleluia,
    gustate e vedete
    quanto è buono il Signore, alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE
    Il sacramento che abbiamo ricevuto ci liberi, o Dio, da ogni vecchio fermento del peccato e ci faccia entrare nella creazione nuova. Per Cristo nostro Signore.


    Messa per i battezzati:


    ALL’ INGRESSO
    Il Signore Gesù, per la sua misericordia,
    ci ha salvato mediante un lavacro di rigenerazione
    e di rinnovamento nello Spirito Santo,
    effuso su noi abbondantemente
    per mezzo di Cristo salvatore nostro, alleluia.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che nel battesimo liberi il tuo popolo dal dominio e dalle insidie del Maligno, ascolta con bontà le nostre preghiere e con la tua grazia abbatti ogni avverso potere. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del secondo libro dei Re (6, 1-7)
    La scure di Eliseo immersa e riemersa dalle acque del Giordano.

    In quei giorni. I figli dei profeti dissero a Eliseo: «Ecco, l’ambiente in cui abitiamo presso di te è troppo stretto per noi. Andiamo fino al Giordano, prendiamo lì una trave e costruiamoci lì un locale dove abitare». Egli rispose: «Andate!». Uno disse: «Dégnati di venire anche tu con i tuoi servi». Egli rispose: «Verrò». E andò con loro. Giunti al Giordano, cominciarono a tagliare gli alberi. Ora, mentre uno abbatteva un tronco, il ferro della scure gli cadde nell’acqua. Egli gridò: «Oh, mio signore! Era stato preso in prestito!». L’uomo di Dio domandò: «Dov’è caduto?». Gli mostrò il posto. Eliseo allora tagliò un legno e lo gettò in quel punto e il ferro venne a galla. Disse: «Tìralo su!». Quello stese la mano e lo prese.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 85(86)

    R. Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode.
    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Ti loderò, Signore, mio Dio, con tutto il cuore
    e darò gloria al tuo nome per sempre,
    perché grande con me è la tua misericordia:
    hai liberato la mia vita dal profondo degli inferi. R.

    Ma tu, Signore, Dio misericordioso e pietoso,
    lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà,
    volgiti a me e abbi pietà:
    dona al tuo servo la tua forza,
    salva il figlio della tua serva. R.

    Dammi un segno di bontà;
    vedano quelli che mi odiano e si vergognino,
    perché tu, Signore, mi aiuti e mi consoli. R.


    EPISTOLA
    Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (10, 1-4)
    Cristo, roccia da cui sgorga la bevanda spirituale.

    Non voglio che ignoriate, fratelli, che i nostri padri furono tutti sotto la nube, tutti attraversarono il mare, tutti furono battezzati in rapporto a Mosè nella nube e nel mare, tutti mangiarono lo stesso cibo spirituale, tutti bevvero la stessa bevanda spirituale: bevevano infatti da una roccia spirituale che li accompagnava, e quella roccia era il Cristo.

    Parola di Dio.

    oppure:

    Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (1, 18-22)
    In Cristo, Dio ci ha impresso il sigillo, ci ha dato la caparra dello Spirito Santo.

    Fratelli, Dio è testimone che la nostra parola verso di voi non è «sì» e «no». Il Figlio di Dio, Gesù Cristo, che abbiamo annunciato tra voi, io, Silvano e Timòteo, non fu «sì» e «no», ma in lui vi fu il «sì». Infatti tutte le promese di Dio in lui sono «sì». Per questo attraverso di lui sale a Dio il nostro «Amen» per la sua gloria. È Dio stesso che ci conferma, insieme a voi, in Cristo e ci ha conferito l’unzione, ci ha impresso il sigillo e ci ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Siate santi, perché io,
    il Signore, vostro Dio, sono santo.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Matteo (5, 44b-48)
    L’amore, segno distintivo di quanti vogliono essere figli del Padre celeste.

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Celebrate il Signore perché è buono,
    perché eterna è la sua misericordia, alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, Padre onnipotente, fa’ che alla tua Chiesa sia motivo di continua gioia la fedeltà dei suoi figli e la sua fecondità sempre rinnovata. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Dio onnipotente e misericordioso, che ti sei degnato di rigenerare il tuo popolo nel sacramento del battesimo, donagli di conseguire, in virtù di questo sacrificio pasquale, la gioiosa pienezza della vita eterna. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta renderti grazie, o Dio onnipotente, e celebrare con gioia i giorni della nostra liberazione; in essi l’uomo, strappato alla schiavitù della colpa, è ritornato alla sua prima origine e ha ricevuto la certezza di poter condividere la gloria del Signore risorto.
    Per questo mistero esulta tutta la terra e si unisce ai cori degli angeli in cielo nel canto gioioso della tua lode: Santo, Santo, Santo…


    Se si usa la Preghiera Eucaristica I, si dicono il Communicantes (In comunione) e l’hanc igitur (Accetta con benevolenza) propri.
    Nelle Preghiere Eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio.



    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Venite, ascoltate, voi tutti che temete il Signore,
    e narrerò le meraviglie che ha fatto per me, alleluia.


    ALLA COMUNIONE
    Voi tutti, che in Cristo siete stati battezzati,
    vi siete rivestiti di Cristo
    e siete una cosa sola in Cristo Gesù, alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE
    Ci protegga, Signore Gesù, il tuo amore che non delude, e fa’ che ci allietiamo di contemplarti risorto noi che dalla tua sofferenza siamo stati salvàti, o Figlio di Dio, o nostro fratello, che vivi e regni nei secoli dei secoli.

  4. #154
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    Giovedì in Albis
    V giorno dell’ottava di Pasqua
    Deposizione e sepoltura di Sant’Ambrogio

    Anno C


    Messa nel giorno:


    ALL’ INGRESSO
    La salvezza, la gloria e la potenza sono del nostro Dio;
    veraci e giusti sono i suoi giudizi;
    in sua lode cantiamo: «Alleluia».
    Il nostro Dio, Signore onnipotente,
    ha stabilito il suo regno.
    Godiamo ed esultiamo e diamogli gloria,
    dicendo: «Alleluia».


    Si dice il
    Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio onnipotente, l’evento di salvezza che celebriamo nella festa pasquale ci procuri un’esistenza serena nel tempo e ci serbi per una vita che non muore. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura degli Atti degli Apostoli (5, 26-42)
    Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avete ucciso appendendolo a una croce. Di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo.

    In quei giorni. Il comandante uscì con gli inservienti e li condusse via, ma senza violenza, per timore di essere lapidati dal popolo. Li condussero e li presentarono nel sinedrio; il sommo sacerdote li interrogò dicendo: «Non vi avevamo espressamente proibito di insegnare in questo nome? Ed ecco, avete riempito Gerusalemme del vostro insegnamento e volete far ricadere su di noi il sangue di quest’uomo». Rispose allora Pietro insieme agli apostoli: «Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini. Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avete ucciso appendendolo a una croce. Dio lo ha innalzato alla sua destra come capo e salvatore, per dare a Israele conversione e perdono dei peccati. E di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli che gli obbediscono». All’udire queste cose essi si infuriarono e volevano metterli a morte.
    Si alzò allora nel sinedrio un fariseo, di nome Gamaliele, dottore della Legge, stimato da tutto il popolo. Diede ordine di farli uscire per un momento e disse: «Uomini d’Israele, badate bene a ciò che state per fare a questi uomini. Tempo fa sorse Tèuda, infatti, che pretendeva di essere qualcuno, e a lui si aggregarono circa quattrocento uomini. Ma fu ucciso, e quelli che si erano lasciati persuadére da lui furono dissolti e finirono nel nulla. Dopo di lui sorse Giuda il Galileo, al tempo del censimento, e indusse gente a seguirlo, ma anche lui finì male, e quelli che si erano lasciati persuadére da lui si dispersero. Ora perciò io vi dico: non occupatevi di questi uomini e lasciateli andare. Se infatti questo piano o quest’opera fosse di origine umana, verrebbe distrutta; ma, se viene da Dio, non riuscirete a distruggerli. Non vi accada di trovarvi addirittura a combattere contro Dio!».
    Seguirono il suo parere e, richiamati gli apostoli, li fecero flagellare e ordinarono loro di non parlare nel nome di Gesù. Quindi li rimisero in libertà. Essi allora se ne andarono via dal sinedrio, lieti di essere stati giudicati degni di subire oltraggi per il nome di Gesù. E ogni giorno, nel tempio e nelle case, non cessavano di insegnare e di annunciare che Gesù è il Cristo.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 33(34)

    R. Venite, figli, ascoltatemi: vi insegnerò il timore del Signore.
    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Magnificate con me il Signore,
    esaltiamo insieme il suo nome.
    Ho cercato il Signore: mi ha risposto
    e da ogni mia paura mi ha liberato. R.

    Temete il Signore, suoi santi:
    nulla manca a coloro che lo temono.
    I leoni sono miseri e affamati,
    ma a chi cerca il Signore non manca alcun bene. R.

    Gli occhi del Signore sui giusti,
    i suoi orecchi al loro grido di aiuto.
    Il Signore riscatta la vita dei suoi servi;
    non sarà condannato chi in lui si rifugia. R.


    oppure, al posto della Lettura degli Atti degli Apostoli e del Salmo 33 si può leggere la Commemorazione del transito e della sepoltura del Beato Vescovo Ambrogio con il Salmo 114:


    COMMEMORAZIONE DEL TRANSITO E DELLA SEPOLTURA DEL BEATO VESCOVO AMBROGIO
    Commemorazione del transito e della sepoltura del beato vescovo Ambrogio (Cfr. Paulinus, Vita Ambrosii, 47, 2-48, 3)

    Dalle cinque del pomeriggio fino all’ora in cui rese lo spirito, Ambrogio pregò con le braccia aperte in forma di croce; noi vedevamo muoversi le sue labbra, ma non ne udivamo la voce. E Onorato, vescovo della Chiesa di Vercelli, essendosi ritirato al piano superiore della casa per riposare, udì per tre volte una voce che lo chiamava e diceva: «Alzati, affrettati, poiché egli è in punto di morte». E quegli discese e offrì ad Ambrogio il santo Corpo del Signore. Come Ambrogio l’ebbe ricevuto spirò, recando con sé il buon viatico, in modo che l’anima, rinvigorita da quel solido cibo, s’allietasse ora nel consorzio degli angeli, dei quali aveva imitato la vita in terra, e della compagnia di Elia; giacché al pari di Elia anch’egli, in nome del timore di Dio, non ebbe mai riguardo di parlare ai re e ai potenti di ogni grado. Nelle prime ore mattutine in cui morì, la sua salma fu portata di lì alla chiesa maggiore e lì rimase durante la notte in cui celebrammo la veglia pasquale. In quell’occasione molti bambini che erano stati battezzati, venendo dal fonte battesimale, lo videro: alcuni dissero di averlo visto seduto sulla cattedra situata nell’alto presbiterio, altri col dito lo indicarono ai loro genitori mentre vi saliva. Ma quelli non lo potevano scorgere, non avendo gli occhi così purificati. Molti poi raccontavano di vedere una stella sopra il suo corpo. Quando risplendette il giorno del Signore, mentre il suo corpo, terminate le celebrazioni divine, dalla chiesa veniva traslato alla basilica Ambrosiana, dove fu deposto, uomini e donne in gran numero gettarono i loro fazzoletti e le cinture per poter in qualche modo toccare la salma del santo. C’era infatti al funerale una folla sterminata, di ogni condizione, età e sesso: non solo cristiani ma anche giudei e pagani.

    Onore e gloria al Signore nostro Gesù Cristo, che regna nei secoli dei secoli.


    SALMO
    dal Sal 114(115)

    R. Camminerò alla presenza del Signore nella terra dei viventi.
    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Amo il Signore, perché ascolta
    il grido della mia preghiera.
    Verso di me ha teso l’orecchio
    nel giorno in cui lo invocavo. R.

    Mi stringevano funi di morte,
    ero preso nei lacci degli inferi,
    ero preso da tristezza e angoscia.
    Allora ho invocato il nome del Signore. R.

    Ritorna, anima mia, al tuo riposo,
    perché il Signore ti ha beneficato.
    Sì, hai liberato la mia vita dalla morte,
    i miei occhi dalle lacrime,
    i miei piedi dalla caduta. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi (3, 1-4)
    Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù.

    Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    La pietra scartata dai costruttori
    è divenuta la pietra d’angolo.
    Questo è stato fatto dal Signore!
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (24, 36b-49)
    Gesù appare ai discepoli nel cenacolo.

    In quel tempo. Il Signore Gesù in persona stette in mezzo ai discepoli e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
    Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Cantate al Signore un canto nuovo, alleluia.
    Da tutta la terra cantate al Signore, alleluia.
    Cantate al Signore, benedite il suo nome, alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Dio misericordioso, il mistero pasquale che celebriamo ricolmi dei suoi doni tutta la nostra vita. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    O Dio di bontà, porta a compimento in noi il mistero di comunione e di vita significato in questo scambio di doni e innalza l’animo nostro dagli affetti del mondo alle realtà del cielo. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta renderti grazie sempre, qui e in ogni luogo, Padre di infinita misericordia. Cristo nostro salvatore, immolando sé stesso, superò i sacrifici della legge antica e, divenendo sacerdote e vittima per la nostra redenzione, fece della sua vita un’offerta senza macchia. E noi con animo lieto uniti agli angeli e ai santi, eleviamo l’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    Se si usa la Preghiera Eucaristica I, si dicono il Communicantes (In comunione) e l’hanc igitur (Accetta con benevolenza) propri.
    Nelle Preghiere Eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio.



    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Se con Cristo siete risorti,
    cercate le cose del cielo, alleluia.
    Cristo siede alla destra di Dio,
    pensate alle cose del cielo, alleluia.


    ALLA COMUNIONE
    «Venite, uomini di tutto il mondo,
    e avrete la remissione dei peccati.
    Io sono il vostro perdono, - dice il Signore –
    la vittima che vi salva,
    l’agnello immolato per voi.
    Io sono l’acqua che vi monda,
    io sono la vostra vita,
    la vostra risurrezione». Alleluia, alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE
    Ascoltaci, o Dio di misericordia: la comunione ai beni di salvezza ci doni prosperità per la vita presente e ci ottenga la gioia della vita futura. Per Cristo nostro Signore.


    Messa per i battezzati:


    ALL’ INGRESSO
    Cristo ha amato la Chiesa
    e ha dato sé stesso per lei,
    per renderla santa e pura
    col lavacro dell’acqua e la parola, alleluia.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Proteggi, o Dio, la tua Chiesa che celebra nella gioia il mistero pasquale; fa’ che serbiamo intatte nella coerenza della vita la sua parola liberatrice e la sua grazia, noi che adoriamo l’autore della fede nel Cristo risorto, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro della Genesi (14, 18-24)
    Melchisedek, sacerdote del Dio altissimo, offre pane e vino.

    In quei giorni. Melchisedek, re di Salem, offrì pane e vino: era sacerdote del Dio altissimo e benedisse Abram con queste parole:
    «Sia benedetto Abram dal Dio altissimo,
    creatore del cielo e della terra,
    e benedetto sia il Dio altissimo,
    che ti ha messo in mano i tuoi nemici».
    Ed egli diede a lui la decima di tutto.
    Il re di Sòdoma disse ad Abram: «Dammi le persone; i beni prendili per te». Ma Abram disse al re di Sòdoma: «Alzo la mano davanti al Signore, il Dio altissimo, creatore del cielo e della terra: né un filo né un legaccio di sandalo, niente io prenderò di ciò che è tuo; non potrai dire: io ho arricchito Abram. Per me niente, se non quello che i servi hanno mangiato; quanto a ciò che spetta agli uomini che sono venuti con me, Aner, Escol e Mamre, essi stessi si prendano la loro parte».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 115(116)

    R. Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore.
    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Che cosa renderò al Signore
    per tutti i benefici che mi ha fatto?
    Alzerò il calice della salvezza
    e invocherò il nome del Signore. R.

    Ti prego, Signore, perché sono tuo servo;
    io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
    tu hai spezzato le mie catene.
    A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
    e invocherò il nome del Signore. R.

    Adempirò i miei voti al Signore
    davanti a tutto il suo popolo,
    negli atri della casa del Signore,
    in mezzo a te, Gerusalemme. R.


    EPISTOLA
    Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (10, 16-17)
    Il calice che benediciamo; il pane che spezziamo.

    Fratelli, il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Io sono il pane vivo disceso dal cielo, dice il Signore;
    chi mangia di questo pane vivrà in eterno.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (6, 51-58)
    Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna.

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
    Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Il Signore benedice chi lo teme,
    benedice piccoli e grandi, alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, creatore dell’universo, che hai rigenerato i credenti nel fonte battesimale e li hai resi forti con la generosità della tua grazia, custodisci in loro il destino di gloria dei tuoi figli. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Ti preghiamo, o Dio Padre nostro: a noi che celebriamo nella fede e desideriamo con viva speranza il mistero della rinnovazione pasquale, dona di condividerne la ricchezza nella verità del tuo amore che salva. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta esaltarti, o Padre onnipotente e santo. Cristo Salvatore si è immolato perché nella celebrazione sacrificale ci nutrissimo per la vita eterna del suo Corpo e del suo Sangue, offerti sulla croce a nostro riscatto. Per questo mistero esulta tutta la terra e unendosi ai cori degli angeli in cielo eleva il canto gioioso della tua lode: Santo, Santo, Santo…


    Se si usa la Preghiera Eucaristica I, si dicono il Communicantes (In comunione) e l’hanc igitur (Accetta con benevolenza) propri.
    Nelle Preghiere Eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio.



    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Questa fonte della vita,
    che lava tutto il mondo,
    sgorgò dal cuore trafitto di Cristo.
    Da questa fonte rinati,
    sperate nel regno dei cieli, alleluia.


    ALLA COMUNIONE
    I credenti hanno lavato le loro vesti
    nel sangue dell’Agnello,
    rendendole immacolate, alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE
    Colma di grazia la tua Chiesa, o Padre; purifica così da

  5. #155
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    Venerdì in Albis
    VI giorno dell’ottava di Pasqua

    Anno C


    Messa nel giorno:


    ALL’ INGRESSO
    Sia benedetto Dio, Padre di Gesù Cristo nostro Signore,
    che nella tua misericordia
    ci ha fatto rinascere e sperare nella vita senza fine
    perché Gesù Cristo è risorto dai morti, alleluia.


    Si dice il
    Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio onnipotente ed eterno, che nella pasqua del tuo Figlio hai offerto agli uomini il patto della riconciliazione e della pace, donaci di testimoniare nella vita il mistero che celebriamo nella fede. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura degli Atti degli Apostoli (10, 34-43)
    Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo posto e ci ha ordinato di annunciare che egli è il giudice dei vivi e dei morti.

    In quei giorni. Pietro prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenza di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga. Questa è la Parola che egli ha inviato ai figli d’Israele, annunciando la pace per mezzo di Gesù Cristo: questi è il Signore di tutti. Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui. E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 95(96)

    R. Annunciate a tutti i popoli le opere di Dio.
    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Cantate al Signore un canto nuovo,
    cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
    Cantate al Signore, benedite il suo nome,
    annunciate di giorno in giorno la sua salvezza. R.

    In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
    a tutti i popoli dite le sue meraviglie.
    Date al Signore, o famiglie dei popoli,
    date al Signore gloria e potenza,
    date al Signore la gloria del suo nome. R.

    Portate offerte ed entrate nei suoi atri.
    Tremi davanti a lui tutta la terra.
    Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
    Egli giudica i popoli con rettitudine. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi (2, 5-11)
    Cristo Gesù umiliò sé stesso fino alla morte di croce, per questo Dio gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome.

    Fratelli, abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù:
    egli, pur essendo nella condizione di Dio,
    non ritenne un privilegio
    l’essere come Dio,
    ma svuotò se stesso
    assumendo una condizione di servo,
    diventando simile agli uomini.
    Dall’aspetto riconosciuto come uomo,
    umiliò se stesso
    facendosi obbediente fino alla morte
    e a una morte di croce.
    Per questo Dio lo esaltò
    e gli donò il nome
    che è al di sopra di ogni nome,
    perché nel nome di Gesù
    ogni ginocchio si pieghi
    nei cieli, sulla terra e sotto terra,
    e ogni lingua proclami:
    «Gesù Cristo è Signore!»,
    a gloria di Dio Padre.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Il regno del mondo
    appartiene al Signore nostro e al suo Cristo:
    egli regnerà nei secoli dei secoli.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Marco (16, 1-7)
    Lo vedrete in Galilea.

    In quel tempo. Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a ungere il corpo di Gesù. Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole. Dicevano tra loro: «Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?». Alzando lo sguardo, osservarono che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: “Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Il Signore si ricorda di noi
    e ci benedice, alleluia;
    benedice la casa di Israele, alleluia,
    benedice la casa di Aronne, alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Donaci, o Padre, un animo lieto, e il mistero pasquale, celebrato con gioia, ci protegga sempre e ci salvi. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Accogli, o Dio, le nostre preghiere e le nostre offerte; e, poiché partecipiamo con interiore dedizione a questo rito sacrificale, fa’ che ci sia aperta la strada alla gloria del cielo. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta proclamare sempre la tua gloria, o padre, e soprattutto esaltarti in questo tempo nel quale Cristo, nostra pasqua, si è immolato. Per lui rinascono a vita nuova i figli della luce, e si aprono ai credenti le porte del regno dei cieli. Nella sua morte è redenta la nostra morte, in lui risorto tutta la vita risorge. Ricolma della gioia pasquale, l’umanità esulta su tutta la terra e con l’assemblea degli angeli e dei santi canta in coro l’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    Se si usa la Preghiera Eucaristica I, si dicono il Communicantes (In comunione) e l’hanc igitur (Accetta con benevolenza) propri.
    Nelle Preghiere Eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio.


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Venite e ascoltate
    le grandi cose che ha fatto il Signore.
    Ha risuscitato Gesù da morte
    perché la nostra fede fosse certa
    e la nostra speranza fosse in Dio, alleluia.


    ALLA COMUNIONE
    Avvicinatevi e mangiate, alleluia,
    prendete il corpo di Cristo, alleluia,
    gustate e vedete quanto è buono il Signore, alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE
    Guarda, o Padre, il tuo popolo che hai rinnovato nei sacramenti della vita eterna e serbalo libero dal peccato che lo insidia nell’esistenza del tempo. Per Cristo nostro Signore.


    Messa per i battezzati:


    ALL’ INGRESSO
    Andate e ammaestrate tutte le genti,
    battezzandole nel nome del Padre,
    del Figlio e dello Spirito santo, alleluia.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che dalla dispersa moltitudine delle genti, nella confessione del tuo nome hai radunato un popolo nuovo, dona a coloro che rinascono nel fonte battesimale unità di fede, di amore, di azione. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del profeta Isaia (6, 1-7)
    Il contatto purificatore con le cose sante.

    In quei giorni. Isaia disse:
    Nell’anno in cui morì il re Ozia, io vidi il Signore seduto su un trono alto ed elevato; i lembi del suo manto riempivano il tempio. Sopra di lui stavano dei serafini; ognuno aveva sei ali: con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava. Proclamavano l’uno all’altro, dicendo:
    «Santo, santo, santo il Signore degli eserciti!
    Tutta la terra è piena della sua gloria».
    Vibravano gli stipiti delle porte al risuonare di quella voce, mentre il tempio si riempiva di fumo. E dissi:
    «Ohimè! Io sono perduto,
    perché un uomo dalle labbra impure io sono
    e in mezzo a un popolo
    dalle labbra impure io abito;
    eppure i miei occhi hanno visto
    il re, il Signore degli eserciti».
    Allora uno dei serafini volò verso di me; teneva in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall’altare. Egli mi toccò la bocca e disse:
    «Ecco, questo ha toccato le tue labbra,
    perciò è scomparsa la tua colpa
    e il tuo peccato è espiato».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 22(23)

    R. Gustate e vedete come è buono il Signore.
    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
    Su pascoli erbosi mi fa riposare,
    ad acque tranquille mi conduce. R.

    Rinfranca l’anima mia,
    mi guida per il giusto cammino
    a motivo del suo nome. R.

    Davanti a me tu prepari una mensa
    sotto gli occhi dei miei nemici.
    Ungi di olio il mio capo;
    il mio calice trabocca. R.

    Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
    tutti i giorni della mia vita,
    abiterò ancora nella casa del Signore
    per lunghi anni. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini (4, 29-32)
    La vita dell’uomo nuovo.

    Fratelli, nessuna parola cattiva esca dalla vostra bocca, ma piuttosto parole buone che possano servire per un’opportuna edificazione, giovando a quelli che ascoltano. E non vogliate rattristare lo Spirito Santo di Dio, con il quale foste segnati per il giorno della redenzione. Scompaiano da voi ogni asprezza, sdegno, ira, grida e maldicenze con ogni sorta di malignità. Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue
    ha la vita eterna, dice il Signore,
    e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (6, 35-40)
    Io sono il pane della vita.

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai! Vi ho detto però che voi mi avete visto, eppure non credete. Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Cantate al Signore un canto nuovo, alleluia.
    Da tutta la terra cantate al Signore, alleluia.
    Cantate al Signore, benedite il suo nome, alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, che rendi sempre più numerosa la famiglia degli uomini rinati a nuova vita nel battesimo, fa’ che i tuoi figli si possano sempre allietare del perdono dei loro peccati. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Accogli con bontà, o Padre, l’offerta del tuo popolo: donagli di testimoniare nelle opere il mistero che lo ha rigenerato e di raggiungere così la pienezza della vita nuova. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo Signore nostro. Dalla sua morte è scaturita la vita, dalla sua passione la salvezza, dalla croce il rimedio dell’amore; la sua condanna è gloria, le sue piaghe sono fonte di grazia. Egli accettò di morire vittima solitaria per tutti perché tutti potessimo vivere eternamente. Per questo mistero esulta tutta la terra e unita ai cori degli angeli in cielo eleva il canto gioioso della tua lode: Santo, Santo, Santo…


    Se si usa la Preghiera Eucaristica I, si dicono il Communicantes (In comunione) e l’hanc igitur (Accetta con benevolenza) propri.
    Nelle Preghiere Eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio.



    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Il fianco di Cristo fu trafitto,
    e subito ne uscì sangue e acqua, alleluia.


    ALLA COMUNIONE
    Il Signore è il mio pastore,
    non manco di nulla;
    su pascoli erbosi mi fa riposare, alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE
    Dio onnipotente, a noi che abbiamo ricevuto i misteri pasquali dona la grazia della vita eterna. Per Cristo nostro Signore.

  6. #156
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    Sabato in Albis Depositis
    VII giorno dell’ottava di Pasqua
    (ormai tolte le vesti battesimali)

    Anno C


    Messa nel giorno:


    ALL’ INGRESSO
    La salvezza, la gloria e la potenza sono del nostro Dio;
    veraci e giusti sono i suoi giudizi:
    in sua lode cantiamo: «Alleluia».
    Il nostro Dio, Signore onnipotente,
    ha stabilito il suo regno.
    Godiamo ed esultiamo
    e diamogli gloria, dicendo: «Alleluia».


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Concedi, Dio onnipotente, che le feste pasquali, celebrate in questo tempo, ci sostengano nel nostro cammino verso la gioia senza fine. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura degli Atti degli Apostoli (3, 12b-16)
    Voi avete rinnegato il Santo e il Giusto, ma Dio l’ha risuscitato dai morti: noi ne siamo testimoni.

    In quei giorni. Pietro disse al popolo: «Uomini d’Israele, perché vi meravigliate di questo e perché continuate a fissarci come se per nostro potere o per la nostra religiosità avessimo fatto camminare quest’uomo? Il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù, che voi avete consegnato e rinnegato di fronte a Pilato, mentre egli aveva deciso di liberarlo; voi invece avete rinnegato il Santo e il Giusto, e avete chiesto che vi fosse graziato un assassino. Avete ucciso l’autore della vita, ma Dio l’ha risuscitato dai morti: noi ne siamo testimoni. E per la fede riposta in lui, il nome di Gesù ha dato vigore a quest’uomo che voi vedete e conoscete; la fede che viene da lui ha dato a quest’uomo la perfetta guarigione alla presenza di tutti voi».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 64(65)

    R. A te si deve lode, o Dio, in Sion.
    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Per te il silenzio è lode, o Dio, in Sion,
    a te si sciolgono i voti.
    A te, che ascolti la preghiera,
    viene ogni mortale. R.

    Beato chi hai scelto perché ti stia vicino:
    abiterà nei tuoi atri.
    Ci sazieremo dei beni della tua casa,
    delle cose sacre del tuo tempio.
    Con i prodigi della tua giustizia,
    tu ci rispondi, o Dio, nostra salvezza. R.

    Gli abitanti degli estremi confini
    sono presi da timore davanti ai tuoi segni:
    tu fai gridare di gioia
    le soglie dell’oriente e dell’occidente. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo a Timòteo (2, 1-7)
    Uno solo è Dio e uno solo il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù.

    Carissimo, raccomando, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio. Questa è cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità. Uno solo, infatti, è Dio e uno solo anche il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù, che ha dato se stesso in riscatto per tutti. Questa testimonianza egli l’ha data nei tempi stabiliti, e di essa io sono stato fatto messaggero e apostolo – dico la verità, non mentisco –, maestro dei pagani nella fede e nella verità.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Disse Giovanni a Pietro: è il Signore!
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (21, 1-14)
    Il Risorto si manifesta sul mare di Galilea.

    In quel tempo. Il Signore Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
    Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
    Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Cantate al Signore un canto nuovo, alleluia.
    Da tutta la terra, cantate al Signore, alleluia.
    Cantate al Signore, benedite il suo nome, alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Dio forte ed eterno, che lo Spirito Santo ci insegna a invocare con il nome di padre, donaci un cuore sincero di figli perché vivendo nella fedeltà del tuo servizio possiamo giungere alla eredità promessa. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Accetta, o Padre, le preghiere e le offerte che ti presentiamo perché, unendoci alla celebrazione del mistero pasquale, possiamo aver parte alla vita eterna. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, e manifestare la nostra esultanza soprattutto in questo tempo che ci chiama a rievocare con rito solenne i giorni del nostro riscatto e il mistero della tua misericordia per noi. Oggi, dissipate le tenebre della schiavitù antica, diventiamo figli della luce e uomini liberi; sciolti da ogni impaccio che ci lega alla terra, camminiamo gioiosi verso il regno dei cieli. Riconoscenti e ammiràti per questo disegno d’amore, uniti agli angeli e ai santi, eleviamo a te, o Padre, l’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    Se si usa la Preghiera Eucaristica I, si dicono il Communicantes (In comunione) e l’hanc igitur (Accetta con benevolenza) propri.
    Nelle Preghiere Eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio.



    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Se con Cristo siete risorti,
    cercate le cose del cielo, alleluia.
    Cristo siede alla destra di Dio,
    pensate alle cose del cielo, alleluia.


    ALLA COMUNIONE
    «Venite, uomini di tutto il mondo,
    e avrete la remissione dei peccati.
    Io sono il vostro perdono, - dice il Signore –
    la vittima che vi salva,
    l’agnello immolato per voi.
    Io sono l’acqua che vi monda,
    io sono la vostra vita,
    la vostra risurrezione».
    Alleluia, alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio che ci hai nutrito al tuo convito di grazia, donaci di avere una fede viva e sicura e di trovare sempre a questa mensa gli aiuti per l’eterna salvezza. Per Cristo nostro Signore.


    Messa per i battezzati:



    ALL’ INGRESSO
    «Io sono la via, la verità e la vita - dice il Signore -.
    Nessuno viene al Padre
    se non per mezzo mio», alleluia.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Dio forte ed eterno, che attraverso il Giordano hai introdotto il tuo popolo nella terra della promessa, donaci di capire il mistero di verità adombrato in questo antico evento e a chi nell’acqua del battesimo diventa tuo figlio concedi di essere accolto nella tua eterna dimora. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del profeta Isaia (61, 10–62,3)
    La mia anima esulta nel mio Dio, perché mi ha rivestito delle vesti di salvezza.

    In quei giorni. Isaia disse:
    «Io gioisco pienamente nel Signore,
    la mia anima esulta nel mio Dio,
    perché mi ha rivestito delle vesti della salvezza,
    mi ha avvolto con il mantello della giustizia,
    come uno sposo si mette il diadema
    e come una sposa si adorna di gioielli.
    Poiché, come la terra produce i suoi germogli
    e come un giardino fa germogliare i suoi semi,
    così il Signore Dio farà germogliare la giustizia
    e la lode davanti a tutte le genti.
    Per amore di Sion non tacerò,
    per amore di Gerusalemme non mi concederò riposo,
    finché non sorga come aurora la sua giustizia
    e la sua salvezza non risplenda come lampada.
    Allora le genti vedranno la tua giustizia,
    tutti i re la tua gloria;
    sarai chiamata con un nome nuovo,
    che la bocca del Signore indicherà.
    Sarai una magnifica corona nella mano del Signore,
    un diadema regale nella palma del tuo Dio».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 110(111)

    R. A te la mia lode, Signore, nell’assemblea dei fratelli
    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Grandi sono le opere del Signore:
    le ricerchino coloro che le amano.
    Il suo agire è splendido e maestoso,
    la sua giustizia rimane per sempre. R.

    Ha lasciato un ricordo delle sue meraviglie:
    misericordioso e pietoso è il Signore.
    Egli dà il cibo a chi lo teme,
    si ricorda sempre della sua alleanza. R.

    Le opere delle sue mani sono verità e diritto,
    stabili sono tutti i suoi comandi,
    immutabili nei secoli, per sempre,
    da eseguire con verità e rettitudine. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini (3, 13-21)
    Siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio.

    Fratelli, vi prego di non perdervi d’animo a causa delle mie tribolazioni per voi: sono gloria vostra.
    Per questo io piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ha origine ogni discendenza in cielo e sulla terra, perché vi conceda, secondo la ricchezza della sua gloria, di essere potentemente rafforzati nell’uomo interiore mediante il suo Spirito. Che il Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, e così, radicati e fondati nella carità, siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità, e di conoscere l’amore di Cristo che supera ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio.
    A colui che in tutto ha il potere di fare
    molto più di quanto possiamo domandare o pensare,
    secondo la potenza che opera in noi,
    a lui la gloria nella Chiesa e in Cristo Gesù
    per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli! Amen.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Se non ti laverò i piedi,
    non avrai parte con me, dice il Signore.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (13, 4-15)
    La lavanda dei piedi.

    In quel tempo. Il Signore Gesù si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; se voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri».
    Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Loda il Signore, anima mia, alleluia.
    Nella mia vita loderò il Signore, alleluia.
    Finché avrò vita, canterò al mio Dio, alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, che moltiplichi il popolo dei credenti con larga effusione di grazia, guarda benevolo ai figli che ti sei prescelto e serba per il regno eterno quanti nel battesimo rinascono alla vita nuova. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Accogli benevolo, o Padre, con le offerte che ti presentiamo, coloro che sono rinati dall’acqua e dallo Spirito santo e aiutali con la tua forza divina. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Secondo la sua parola di verità, fedele alla sua promessa, il Signore Gesù, immolandosi, divenne pontefice eterno; unico sacerdote senza macchia, non ottenne per sé la remissione delle colpe, ma, vero agnello del sacrificio pasquale, lavò nel suo sangue il peccato del mondo. Per questo esulta di gioia ineffabile tutta la terra e gli angeli inneggiano in cielo, senza fine cantando la tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    Se si usa la Preghiera Eucaristica I, si dicono il Communicantes (In comunione) e l’hanc igitur (Accetta con benevolenza) propri.
    Nelle Preghiere Eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio.



    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Deposta ogni malizia e ogni inganno,
    come bambini appena nati
    bramate un puro latte spirituale
    per crescere nella salvezza,
    gustando quanto è dolce il Signore, alleluia.


    ALLA COMUNIONE
    Temete il Signore, voi che siete stati santificati,
    guardate a lui e sarete raggianti, alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE
    Dio onnipotente, che ci hai rinnovato nella partecipazione ai misteri pasquali e hai cancellato in noi la somiglianza con l’antico Adamo, rendici ora più conformi all’immagine di colui che ci dona la vita. Per Cristo nostro Signore.

  7. #157
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    DOMENICA IN ALBIS DEPOSITIS
    II Domenica di Pasqua

    (ormai tolte le vesti battesimali)
    Anno C


    Liturgia vigiliare vespertina:


    SALUTO
    Il Signore sia con voi.
    E con il tuo spirito.


    RITO DELLA LUCE
    Risplenderà in quel vespero la luce,
    chiarore senza tramonto.
    Non ci sarà né mattino né sera:
    sarà un unico giorno.

    Unico re dominerà il Signore
    su tutta la terra.
    Non ci sarà né mattino né sera:
    sarà un unico giorno.

    Risplenderà in quel vespero la luce,
    chiarore senza tramonto.
    Non ci sarà né mattino né sera:
    sarà un unico giorno.


    INNO

    Testo originale latino

    Hic est dies verus Dei,
    sancto serénus lúmine,
    quo díluit sanguis sacer
    probrósa mundi crímina.

    Fidem refúndens pérditis,
    coecósque visu illúminans,
    quem non gravi solvit metu
    latrónis absolutio?

    Qui praémium mutans cruce
    lesum brevi quaesit fide,
    iustúsque praévio gradu
    pervénit in regnum Dei.

    Opus stupent et ángeli,
    poenam vidéntes córporis,
    Christóque adhaeréntem reum
    vitam beátam cárpere.

    Mystérium mirábile!
    ut abluat mundi luem,
    peccáta tollat ómnium
    carnis vitia mundans caro.

    Quid hoc potest sublímius,
    ut culpa quaerat grátiam?
    Metúmque solvat cáritas,
    reddátque mors vitam novam?

    Hamum sibi mors dévoret,
    suísque se nodis liget:
    moriátur vita ómnium,
    resúrgat vita ómnium.

    Cum mors per omnes tránseat,
    omnes resurgant mórtui:
    consúmpta mors ictu suo
    perísse se solam gemat.

    Glória tibi, Dómine,
    qui surrexisti a mórtuis,
    cum Patre et almo Spíritu
    in sempitérna saécula. Amen.
    Traduzione ritmica

    È il giorno dell’Altissimo
    di santa luce fulgido:
    il sacro sangue dissipa
    le colpe degli uomini.

    Gli scoraggiati sperano,
    ed anche i ciechi vedono
    l'assoluzion del reprobo
    chi da timor non libera?

    Con fede pronta e fervida
    si affida a Cristo esanime.
    e salvo, precedendoci,
    nel regno eterno penetra.

    Pur gli Angeli stupiscono,
    quando un ladrone vedono,
    che, al suo Signor unitosi,
    della Vita partecipa.

    Mistero incomprensibile!
    Gesù tutto santifica:
    distrugge i nostri crimini
    nel corpo suo purissimo.

    Che c'è di più mirabile?
    La colpa cerca grazia;
    l'amore toglie l'ansia,
    vien dalla morte il vivere.

    La morte stessa è vittima
    della sua rete perfida:
    Gesù morendo, domina
    e tutti fa rivivere.

    Gli uomini tutti muoiono
    ma tutti i morti sorgono!
    Travolta dal suo impeto,
    la morte resti a gemere!

    A Te, Signor sia gloria,
    risorto eterno a vivere:
    col Padre e con lo Spirito
    nei secoli dei secoli. Amen.
    Versione italiana cantabile

    Mirabile giorno di Dio,
    radioso di splendida luce!
    Il sangue di Cristo ha deterso
    il mondo sommerso dal male.

    Speranza e fiducia rivivono,
    di gioia si illumina il volto:
    e dopo il perdono al ladro
    nessuno dovrà disperare!

    Un attimo solo di fede:
    in gloria si muta la croce
    ed entra gioioso nel regno
    l'iniquo che supera i giusti!

    In cielo stupiscono gli angeli:
    sul triste patibolo invoca,
    si aggrappa al Signore morente
    che vita in eterno gli dona.

    Mistero di grazia ineffabile!
    La carne di Cristo purifica
    la carne impura dell'uomo
    e toglie i peccati del mondo.

    È l'ora sublime del tempo:
    incontra salvezza il colpevole,
    l'amore sconfigge l'angoscia,
    la morte è sorgente di vita.

    È vinta la morte crudele,
    sconfitta dall'Uomo che è Dio:
    se muore la Vita di tutti,
    di tutti rinasce la vita.

    Da morte saremo falciati,
    ma tutti, risorti, vivremo;
    e l'ultima nostra nemica
    vedremo per sempre morire!

    A te, o Signore risorto,
    cantiamo la lode pasquale
    col Padre e lo Spirito Santo
    nel regno di luce infinita. Amen.
    Traduzione

    Ecco mirabile il giorno di Dio,
    radioso di santa luce!
    Il sangue di Cristo ha deterso
    i crimini del mondo.

    La fiducia rivive,
    l’occhio spento si illumina:
    dopo il perdono al ladro
    chi dovrà più disperare?

    Un attimo di fede,
    e la croce si muta nella gloria:
    sul traguardo del regno
    l’iniquo supera gli antichi giusti.

    In cielo stupiscono gli angeli:
    sull’infamante patibolo
    si aggrappa a Cristo e subito
    il condannato conquista la vita.

    O mistero ineffabile!
    Una carne purifica
    la contagiata carne
    e toglie i peccati del mondo.

    Ora non c’è di questa più sublime:
    trova grazia il colpevole,
    e vinta dall’amore ogni paura,
    da morte sgorga la vita nuova.

    La morte azzanni l’amo suo crudele,
    s’impigli nella sua trappola:
    se muore la Vita di tutti,
    di tutti rinasce la vita.

    Poi che tutti la morte avrà falciato,
    tutti risorgeranno,
    e l’ultima nostra nemica
    sola sarà a perire.

    A te che sei risorto
    cantiamo la nostra lode
    con il Padre e lo Spirito
    nei secoli infiniti. Amen.


    RESPONSORIO
    Il Signore fece succhiare a Israele
    miele dalla rupe, alleluia,
    e olio dai ciottoli della roccia, alleluia.
    Lo fece montare sulle alture della terra.
    Alleluia, alleluia.

    Il Signore lo guidò da solo,
    non c’era con lui alcun dio straniero.
    Lo fece montare sulle alture della terra.
    Alleluia, alleluia.


    LETTURA VIGILIARE
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (7, 37-39a)
    Sgorgheranno fiumi di acqua viva: lo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui.

    Nell’ultimo giorno, il grande giorno della festa, il Signore Gesù, ritto in piedi, gridò: «Se qualcuno ha sete, venga a me, e beva chi crede in me. Come dice la Scrittura: “Dal suo grembo sgorgheranno fiumi di acqua viva”». Questo egli disse dello Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui.

    Lode e onore a te, Cristo Signore, nei secoli dei secoli.


    SALMELLO
    Così lo Spirito dice alle Chiese:
    «Al vincitore darò da mangiare dell’albero della vita,
    che sta nel paradiso di Dio». Alleluia.

    In te è la sorgente della vita,
    alla tua luce vediamo la luce,
    che sta nel paradiso di Dio. Alleluia.


    ORAZIONE
    Elargisci, Padre, più abbondante effusione dello Spirito a quanti già sono partecipi della natura divina e alimenta instancabilmente negli animi la vita nuova che ci è stata donata. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    Segue la Messa del giorno con l’EPISTOLA, il CANTO AL VANGELO e il VANGELO.
    Dopo il Vangelo tutto prosegue come di solito fino alla Comunione e dopo la Comunione si canta il Magnificat con la relativa antifona.



    ANTIFONA
    «Alzati e riprendi il tuo vigore,
    o Vergine Maria: *
    il tuo Figlio è risorto». Alleluia.


    CANTICO DELLA BEATA VERGINE MARIA
    L'anima mia *
    magnifica il Signore

    e il mio spirito esulta *
    in Dio, mio salvatore,

    perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *
    D'ora in poi tutte le generazioni
    mi chiameranno beata.

    Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
    e Santo è il suo nome:

    di generazione in generazione la sua misericordia *
    si stende su quelli che lo temono.

    Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
    ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

    ha rovesciato i potenti dai troni, *
    ha innalzato gli umili;

    ha ricolmato di beni gli affamati, *
    ha rimandato i ricchi a mani vuote.

    Ha soccorso Israele, suo servo, *
    ricordandosi della sua misericordia,

    come aveva promesso ai nostri padri, *
    ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

    Gloria.

    L'anima mia magnifica il Signore.

    Alla fine, ripetuta l’antifona si aggiungono i tre Kyrie eleison. La celebrazione si conclude con l’orazione dopo la comunione e la benedizione, prima della quale si potranno dare eventuali avvisi.


    Messa del giorno:


    ALL’ INGRESSO
    Il Signore guidò a libertà
    il suo popolo nell’esultanza,
    i suoi eletti con canti di gioia, alleluia.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Dio, che ami l’innocenza e la ridoni, avvinci a te i cuori dei tuoi servi; tu, che ci hai liberato dalle tenebre dello spirito, non lasciarci allontanare più dalla tua luce. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura degli Atti degli Apostoli (4, 8-24a)
    Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti.

    In quei giorni. Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro: «Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato. Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata la pietra d’angolo. In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati».
    Vedendo la franchezza di Pietro e di Giovanni e rendendosi conto che erano persone semplici e senza istruzione, rimanevano stupiti e li riconoscevano come quelli che erano stati con Gesù. Vedendo poi in piedi, vicino a loro, l’uomo che era stato guarito, non sapevano che cosa replicare. Li fecero uscire dal sinedrio e si misero a consultarsi fra loro dicendo: «Che cosa dobbiamo fare a questi uomini? Un segno evidente è avvenuto per opera loro; esso è diventato talmente noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme che non possiamo negarlo. Ma perché non si divulghi maggiormente tra il popolo, proibiamo loro con minacce di parlare ancora ad alcuno in quel nome». Li richiamarono e ordinarono loro di non parlare in alcun modo né di insegnare nel nome di Gesù. Ma Pietro e Giovanni replicarono: «Se sia giusto dinanzi a Dio obbedire a voi invece che a Dio, giudicatelo voi. Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato». Quelli allora, dopo averli ulteriormente minacciati, non trovando in che modo poterli punire, li lasciarono andare a causa del popolo, perché tutti glorificavano Dio per l’accaduto. L’uomo infatti nel quale era avvenuto questo miracolo della guarigione aveva più di quarant’anni.
    Rimessi in libertà, Pietro e Giovanni andarono dai loro fratelli e riferirono quanto avevano detto loro i capi dei sacerdoti e gli anziani. Quando udirono questo, tutti insieme innalzarono la loro voce a Dio.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 117(118)

    R. La pietra scartata dai costruttori ora è pietra angolare.
    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Rendete grazie al Signore perché è buono,
    perché il suo amore è per sempre.
    Dica Israele:
    «Il suo amore è per sempre».
    Dica la casa di Aronne:
    «Il suo amore è per sempre». R.

    La pietra scartata dai costruttori
    è divenuta la pietra d’angolo.
    Questo è stato fatto dal Signore:
    una meraviglia ai nostri occhi. R.

    Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie,
    sei il mio Dio e ti esalto.
    Rendete grazie al Signore, perché è buono,
    perché il suo amore è per sempre. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi (2, 8-15)
    Siete stati sepolti con Cristo nel battesimo e con lui siete anche risorti.

    Fratelli, fate attenzione che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo.
    È in lui che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità, e voi partecipate della pienezza di lui, che è il capo di ogni Principato e di ogni Potenza. In lui voi siete stati anche circoncisi non mediante una circoncisione fatta da mano d’uomo con la spogliazione del corpo di carne, ma con la circoncisione di Cristo: con lui sepolti nel battesimo, con lui siete anche risorti mediante la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti. Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti a causa delle colpe e della non circoncisione della vostra carne, perdonandoci tutte le colpe e annullando il documento scritto contro di noi che, con le prescrizioni, ci era contrario: lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce. Avendo privato della loro forza i Principati e le Potenze, ne ha fatto pubblico spettacolo, trionfando su di loro in Cristo.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto;
    beati quelli che non hanno visto e hanno creduto.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (20, 19-31)
    L’apparizione del Risorto nel cenacolo presente Tommaso.

    In quel tempo. La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
    Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
    Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
    Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Angeli tutti, lodate il Signore,
    schiere celesti, lodate il Signore.
    Lodatelo, sole e luna,
    lodatelo, stelle del cielo, alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Padre di misericordia, che sei costante nel tuo amore per noi e a ogni ritorno della festa di Pasqua ravvivi la fede del popolo a te consacrato, accresci il tuo dono di vita perché tutti i tuoi figli comprendano quale Spirito li abbia generati e quale sangue prezioso li abbia redenti. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Volgi benigno lo sguardo, o Padre, ai doni che la tua Chiesa ti offre nella gioia e fa’ di essi un sacramento di salvezza per quanti li riceveranno con fede. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta renderti grazie, o Dio di misericordia infinita. Il Signore Gesù nel mistero della Pasqua ci indusse a lasciare ogni contaminata vecchiezza per camminare nella nuova realtà dello Spirito. Così ci è dato di superare il rischio orrendo della morte eterna ed è serbata ai credenti la lieta speranza della vita senza fine. Per questo tuo dono, o Padre, nella pienezza della gioia pasquale l’umanità esulta su tutta la terra e con l’assemblea degli angeli e dei santi canta in coro l’inno della tua gloria: Santo, santo, santo…


    Se si usa la Preghiera Eucaristica I, si dicono il Communicantes (In comunione) e l’hanc igitur (Accetta con benevolenza) propri.
    Nelle Preghiere Eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio.



    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Gesù risorto, nostro Signore,
    apparve in mezzo ai suoi discepoli
    e disse: «Pace a voi», alleluia.
    Vedendo il Signore,
    i discepoli furono pieni di gioia, alleluia.


    ALLA COMUNIONE
    «Stendi la tua mano – dice Gesù a Tommaso –
    e riconosci le ferite dei chiodi, alleluia,
    e non essere più incredulo, ma credente».
    Alleluia, alleluia, alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE
    Effondi largamente, o Dio, nei nostri cuori la grazia dei sacramenti pasquali perché ci renda capaci di accogliere la ricchezza della vita risorta. Per Cristo nostro Signore.

  8. #158
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    San Marco, evangelista (festa)


    ALL’ INGRESSO

    «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo
    a ogni creatura» - dice il Signore -. Alleluia.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che hai glorificato il tuo evangelista Marco con il dono della predicazione apostolica, fa’ che alla scuola del vangelo impariamo anche noi a seguire fedelmente Cristo, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura della prima lettera di san Pietro apostolo. (5, 5b-14)
    Marco, figlio spirituale di Pietro e suo collaboratore a Roma.

    Carissimi, rivestitevi tutti di umiltà gli uni verso gli altri, perché Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili.
    Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché vi esalti al tempo opportuno, riversando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi. Siate sobri, vegliate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede, sapendo che le medesime sofferenze sono imposte ai vostri fratelli sparsi per il mondo.
    E il Dio di ogni grazia, il quale vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo Gesù, egli stesso, dopo che avrete un poco sofferto, vi ristabilirà, vi confermerà, vi rafforzerà, vi darà solide fondamenta. A lui la potenza nei secoli. Amen!
    Vi ho scritto brevemente per mezzo di Silvano, che io ritengo fratello fedele, per esortarvi e attestarvi che questa è la vera grazia di Dio. In essa state saldi! Vi saluta la comunità che vive in Babilonia e anche Marco, figlio mio. Salutatevi l’un l’altro con un bacio d’amore fraterno. Pace a voi tutti che siete in Cristo!

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 88(89)

    R. Annuncerò ai fratelli la salvezza del Signore.
    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Canterò in eterno l’amore del Signore,
    di generazione in generazione
    farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
    perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;
    nel cielo rendi stabile la tua fedeltà». R.

    I cieli cantano le tue meraviglie, Signore,
    la tua fedeltà nell’assemblea dei santi.
    Chi sulle nubi è uguale al Signore,
    chi è simile al Signore tra i figli degli dèi? R.

    Beato il popolo che ti sa acclamare:
    camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
    esulta tutto il giorno nel tuo nome,
    si esalta nella tua giustizia. R.


    EPISTOLA

    Seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo. (4, 9-18)
    Paolo chiede la presenza di Marco, utile al ministero.

    Carissimo, cerca di venire presto da me, perché Dema mi ha abbandonato, avendo preferito le cose di questo mondo, ed è partito per Tessalònica; Crescente è andato in Galazia, Tito in Dalmazia. Solo Luca è con me. Prendi con te Marco e portalo, perché mi sarà utile per il ministero. Ho inviato Tìchico a Èfeso. Venendo, portami il mantello, che ho lasciato a Tròade in casa di Carpo, e i libri, soprattutto le pergamene. Alessandro, il fabbro, mi ha procurato molti danni: il Signore gli renderà secondo le sue opere. Anche tu guàrdati da lui, perché si è accanito contro la nostra predicazione.
    Nella mia prima difesa in tribunale nessuno mi ha assistito; tutti mi hanno abbandonato. Nei loro confronti, non se ne tenga conto. Il Signore però mi è stato vicino e mi ha dato forza, perché io potessi portare a compimento l’annuncio del Vangelo e tutte le genti lo ascoltassero: e così fui liberato dalla bocca del leone. Il Signore mi libererà da ogni male e mi porterà in salvo nei cieli, nel suo regno; a lui la gloria nei secoli dei secoli. Amen.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Quanto sono belli i piedi di coloro
    che recano un lieto annuncio di bene!
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Luca. (10, 1-9)
    Quando entrerete in una città e dite loro: «È vicino a voi il regno di Dio».

    In quel tempo. Il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Nel nostro Dio
    abbiamo osato annunziarvi il vangelo
    in mezzo a molte tribolazioni. Alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Donaci, o Padre, di condividere un giorno con san Marco la felicità del cielo, come oggi onoriamo sulla terra la sua gloria con cuore devoto. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI

    Accogli, o Dio, il sacrificio di lode che ti offriamo nel ricordo glorioso di san Marco e fa’ che nella tua Chiesa sia sempre vivo e operante l’annunzio del vangelo a tutte le genti. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta esaltarti, o Dio di sapienza infinita. Tu hai voluto che i santi misteri di Cristo, tuo Figlio, principio di redenzione e di vita, fossero conosciuti mediante le divine scritture per opera di uomini illuminàti dallo Spirito santo. Così le parole e i gesti del Salvatore, affidàti alle pagine immortali dei vangeli, sono consegnàti alla Chiesa e diventano seme fecondo che nei secoli germina frutti di grazia e di gloria. Formàti a questa scuola mirabile, ci uniamo lieti ai cori degli angeli e dei santi e ti eleviamo concordi l’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Aiutato dalla forza di Dio,
    soffri anche tu per il vangelo.
    Il Signore ci ha salvato e chiamato
    con una vocazione santa,
    per la grazia che ci è stata data in Cristo Gesù. Alleluia.


    ALLA COMUNIONE

    «Ecco io sono con voi tutti i giorni,
    sino alla fine del mondo» - dice il Signore -. Alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE

    Dio onnipotente, il dono ricevuto alla tua mensa ci santifichi e ci confermi nella fedeltà al vangelo, che san Marco ha trasmesso alla tua Chiesa. Per Cristo nostro Signore.

  9. #159
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    MARTEDI DELLA II SETTIMANA DI PASQUA
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Fa’ che io ti lodi, Signore,
    dammi la forza di cantare.
    Le mie labbra risuonino di gioia
    quando canto per te, alleluia.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Esulti sempre il tuo popolo, o Dio, per la rinnovata giovinezza dello Spirito e, come ora si allieta per il dono della dignità filiale, così pregusti nella speranza il giorno glorioso della risurrezione. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura degli Atti degli Apostoli (3, 1-8)
    Pietro e Giovanni al tempio: lo storpio risanato.

    Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera delle tre del pomeriggio. Qui di solito veniva portato un uomo, storpio fin dalla nascita; lo ponevano ogni giorno presso la porta del tempio detta Bella, per chiedere l’elemosina a coloro che entravano nel tempio. Costui, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, li pregava per avere un’elemosina. Allora, fissando lo sguardo su di lui, Pietro insieme a Giovanni disse: «Guarda verso di noi». Ed egli si volse a guardarli, sperando di ricevere da loro qualche cosa. Pietro gli disse: «Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, àlzati e cammina!». Lo prese per la mano destra e lo sollevò. Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono e, balzato in piedi, si mise a camminare; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 102(103)

    R. Benedite il Signore nell’alto dei cieli.

    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Benedici il Signore, anima mia,
    quanto è in me benedica il suo santo nome.
    Benedici il Signore, anima mia,
    non dimenticare tutti i suoi benefici. R.

    Quanto il cielo è alto sulla terra,
    così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono;
    quanto dista l’oriente dall’occidente,
    così egli allontana da noi le nostre colpe. R.

    Il Signore ha posto il suo trono nei cieli
    e il suo regno domina l’universo.
    Benedite il Signore, angeli suoi,
    potenti esecutori dei suoi comandi. R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (1, 43-51)

    In quel tempo. Il Signore Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo e gli disse: «Seguimi!». Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro. Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaele gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi». Gesù intanto, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaele gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaele: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità vi dico: vedrete il cieloaperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Loda il Signore, anima mia, alleluia.
    Nella mia vita loderò il Signore, alleluia.
    Finché avrò vita,
    canterò al mio Dio, alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Dio onnipotente, donaci di celebrare con impegno rinnovato questi giorni di letizia in onore del Salvatore risorto e di testimoniare nelle opere il memoriale della Pasqua che celebriamo nella fede. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    Donaci, o Padre, di renderti grazie sempre per questa celebrazione pasquale; fa’ che la redenzione, attuata nei tuoi misteri, sia per noi causa di gaudio perenne. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta renderti grazie, o Dio di misericordia infinita. Il Signore Gesù nel mistero della Pasqua ci indusse a lasciare ogni contaminata vecchiezza per camminare nella nuova realtà dello Spirito. Così ci è dato di superare il rischio orrendo della morte eterna ed è serbata ai credenti la lieta speranza della vita senza fine. Per questo tuo dono, o Padre, nella pienezza della gioia pasquale l’umanità esulta su tutta la terra e con l’assemblea degli angeli e dei santi canta in coro l’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Se con Cristo siete risorti,
    cercate le cose del cielo, alleluia.
    Cristo siede alla destra di Dio;
    pensate alle cose del cielo, alleluia.


    ALLA COMUNIONE

    I discepoli conobbero il Signore
    nello spezzare del pane, alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE

    Signore, Padre santo, poiché abbiamo partecipato alla tua mensa di grazia donaci di condurre la nostra vita terrena nella giustizia e nell’amore per te e di attendere con fiducia la venuta gloriosa del nostro Salvatore, che vive e regna nei secoli dei secoli.

  10. #160
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    27 Aprile

    Beate Caterina e Giuliana del Sacro Monte di Varese (memoria)
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Con Cristo sono stato crocifisso
    e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me.
    Vivo nella fede del Figlio di Dio,
    che mi ha amato e ha dato sé stesso per me. Alleluia.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, che a ravvivare e ad accrescere nel mondo la grazia che salva, hai ispirato alle beate Caterina e Giuliana la fondazione di una famiglia monastica che si alimentasse dello spirito e della dottrina del nostro padre e vescovo sant’Ambrogio, fa’ che in questa nostra Chiesa fiorisca la fede e si rinnovi la santità della vita. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.



    LETTURA

    Lettura degli Atti degli Apostoli (4, 1-12)
    Pietro e Giovanni davanti al sinedrio: il discorso di Pietro.

    In quei giorni. Pietro e Giovanni stavano ancora parlando al popolo, quando sopraggiunsero i sacerdoti, il comandante delle guardie del tempio e i sadducei, irritati per il fatto che essi insegnavano al popolo e annunciavano in Gesù la risurrezione dai morti. Li arrestarono e li misero in prigione fino al giorno dopo, dato che ormai era sera. Molti però di quelli che avevano ascoltato la Parola credettero e il numero degli uomini raggiunse circa i cinquemila.
    Il giorno dopo si riunirono in Gerusalemme i loro capi, gli anziani e gli scribi, il sommo sacerdote Anna, Caifa, Giovanni, Alessandro e quanti appartenevano a famiglie di sommi sacerdoti. Li fecero comparire davanti a loro e si misero a interrogarli: «Con quale potere o in quale nome voi avete fatto questo?». Allora Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro: «Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato. Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata la pietra d’angolo. In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati».

    Parola di Dio.


    SALMO
    Sal 117(118)

    R. La pietra scartata dai costruttori ora è pietra angolare.
    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Rendete grazie al Signore perché è buono,
    perché il suo amore è per sempre.
    Dica Israele:
    «Il suo amore è per sempre». R.

    Dica la casa di Aronne:
    «Il suo amore è per sempre».
    Dicano quelli che temono il Signore:
    «Il suo amore è per sempre». R.

    Mia forza e mio canto è il Signore,
    egli è stato la mia salvezza.
    Grida di giubilo e di vittoria
    nelle tende dei giusti. R.

    Ti rendo grazie, perché mi hai risposto,
    perché sei stato la mia salvezza.
    La pietra scartata dai costruttori
    è divenuta la pietra d’angolo.
    Questo è stato fatto dal Signore:
    una meraviglia ai nostri occhi. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù,
    dove è Cristo, seduto alla destra di Dio.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (3, 1-7)

    In quel tempo. Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò dal Signore Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio».
    Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Cristo è tutto per noi: se hai una ferita da curare, egli è medico;
    se la febbre ti brucia, è acqua che ti rinfresca;
    se cerchi il cibo, egli è Pane di vita: Cristo è tutto per noi.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Accogli, o Dio, la supplica della tua famiglia: per i meriti delle beate vergini Caterina e Giuliana donaci di servirti con fede pura, con interiore dedizione e con obbedienza sincera. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    Accetta, o Padre, le offerte che ti presenta questa tua Chiesa, radunata nella memoria delle beate Caterina e Giuliana, e, in virtù del sacrificio di salvezza, donaci di poterle assiduamente imitare nell’amore della contemplazione e nella fraterna comunione di vita. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta glorificarti, o Padre di misericordia infinita. Tu, che soccorri i poveri ed esalti gli umili, ci elargisci oggi la gioia di celebrare la memoria delle tue romite Caterina e Giuliana, che rifulsero nella Chiesa per il fuoco della carità e lo splendore dell’innocenza. A te consacrarono liete la loro vita verginale, legandosi coi vincoli della fedeltà e dell’amore, e cercarono da Gesù, salvatore e unico sposo, come splendido dono nuziale, di essere rese pure dal suo sangue e di condividere la sua passione. A loro e a tutte le creature felici del cielo ci associamo a cantare, o Padre, la tua lode, unendoci all’inno perenne: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Ponimi come sigillo sul tuo cuore,
    come sigillo sul tuo braccio;
    perché tenace come la morte è l’amore. Alleluia.


    ALLA COMUNIONE
    Tu appena cominci a cercarlo, e Cristo ti è già vicino.
    Non può sottrarsi a chi lo desidera,
    lui che si è manifestato a chi non lo attendeva;
    poiché Cristo è amore. Alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE
    Dio, Padre nostro, che ci hai rinnovato con il corpo e il sangue del Redentore, fa’ che la nostra vita e le nostre opere manifestino una carità vera e operosa, sull’esempio delle beate vergini Caterina e Giuliana, che furono testimoni eloquenti della passione e dell’amore di Cristo e in tutto vollero conformarsi a lui, che vive e regna nei secoli dei secoli.

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