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Discussione: Testi liturgici della Messa in Rito Ambrosiano (2021-2022)

  1. #191
    Veterano di CR L'avatar di Cantore Inveruno
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    Venerdì dopo l'Ascensione della VI settimana di Pasqua
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Benedetto sempre il Signore,
    ha cura di noi il Dio della salvezza.
    Il nostro Dio è un Dio che salva, alleluia.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Concedi al tuo popolo, Dio misericordioso, di proclamare la gloria del Signore risorto e fa’ che un giorno ottenga in pienezza i doni di grazia che già ora riceve e pregusta. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del Cantico dei Cantici (2, 17 – 3, 1b. 2)
    Ho cercato l’amore dell’anima mia.

    Prima che spiri la brezza del giorno
    e si allunghino le ombre,
    ritorna, amato mio,
    simile a gazzella
    o a cerbiatto,
    sopra i monti degli aromi.
    Lungo la notte, ho cercato
    l’amore dell’anima mia;
    l’ho cercato, ma non l’ho trovato.
    Mi alzerò e farò il giro della città
    per le strade e per le piazze;
    voglio cercare l’amore dell’anima mia.
    L’ho cercato, ma non l’ho trovato.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 12(13)

    R. Gioisca il mio cuore, Signore, per la tua presenza.
    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Fino a quando, Signore, continuerai a dimenticarmi?
    Fino a quando mi nasconderai il tuo volto?
    Fino a quando nell’anima mia addenserò pensieri,
    tristezza nel mio cuore tutto il giorno? R.

    Guarda, rispondimi, Signore, mio Dio,
    conserva la luce ai miei occhi,
    perché non mi sorprenda il sonno della morte,
    e non esultino i miei avversari se io vacillo. R.

    Ma io nella tua fedeltà ho confidato;
    esulterà il mio cuore nella tua salvezza,
    canterò al Signore, che mi ha beneficato. R.


    EPISTOLA

    Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (4, 18 – 5, 9)
    Camminiamo nella fede e non nella visione.

    Fratelli, noi non fissiamo lo sguardo sulle cose visibili, ma su quelle invisibili, perché le cose visibili sono di un momento, quelle invisibili invece sono eterne.
    Sappiamo infatti che, quando sarà distrutta la nostra dimora terrena, che è come una tenda, riceveremo da Dio un’abitazione, una dimora non costruita da mani d’uomo, eterna, nei cieli. Perciò, in questa condizione, noi gemiamo e desideriamo rivestirci della nostra abitazione celeste purché siamo trovati vestiti, non nudi. In realtà quanti siamo in questa tenda sospiriamo come sotto un peso, perché non vogliamo essere spogliati ma rivestiti, affinché ciò che è mortale venga assorbito dalla vita. E chi ci ha fatti proprio per questo è Dio, che ci ha dato la caparra dello Spirito.
    Dunque, sempre pieni di fiducia e sapendo che siamo in esilio lontano dal Signore finché abitiamo nel corpo – camminiamo infatti nella fede e non nella visione –, siamo pieni di fiducia e preferiamo andare in esilio dal corpo e abitare presso il Signore. Perciò, sia abitando nel corpo sia andando in esilio, ci sforziamo di essere a lui graditi.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Il Cristo doveva patire e risorgere dai morti,
    ed entrare così nella sua gloria.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (14, 27-31a)

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate. Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il principe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Loda il Signore, anima mia, alleluia.
    Nella mia vita loderò il Signore, alleluia.
    Finché avrò vita, canterò al mio Dio, alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Esaudisci, o Dio, i nostri desideri: a noi che ora celebriamo nel mistero la risurrezione del tuo Figlio dona di rallegrarci nell’assemblea dei santi, quando verrà nella gloria come Giudice e Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    SUI DONI
    Santifica, o Dio, questi doni, segno della nostra offerta spirituale, e trasforma noi tutti in sacrificio perenne a te gradito. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Nel Signore crocifisso e risorto l’uomo, perduto con la colpa di Adamo, per la sofferenza patita da un Dio ritorna alla dignità primitiva. Cristo redentore percorse il nostro cammino fino alla tragica umiliazione della morte e ci consentì di raggiungere il traguardo della vita immortale. Riconoscenti e ammirati per questo disegno d’amore, uniti agli angeli e ai santi, eleviamo a te, o Padre, l’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Ecco, io sono con voi ogni giorno,
    sino alla fine del mondo, alleluia.


    ALLA COMUNIONE

    Padre, ti prego che siano una cosa sola,
    come anche noi lo siamo, alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE

    Rendi piena e certa, o Dio, la nostra gioia pasquale con la fiduciosa speranza dell’eterna salvezza. Per Cristo nostro Signore.


    oppure:


    Sant’Agostino di Canterbury, vescovo (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei pastori (per un missionario) oppure dal comune dei pastori (per un vescovo)


    oppure:



    San Lodovico Pavoni, sacerdote (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei pastori (per un presbitero) oppure dal comune dei santi e delle sante (per un santo educatore)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, che hai scelto il beato sacerdote Lodovico [Pavoni], infiammato di carità evangelica, come padre degli adolescenti e maestro di dottrina cristiana, concedi a noi benignamente, per sua intercessione, di seguirne l’esempio, animati dallo stesso spirito. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

  2. #192
    Veterano di CR L'avatar di Cantore Inveruno
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    28 Maggio

    Sabato dopo l'Ascensione della VI settimana di Pasqua
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Annunziate con voce di gioia
    che risuoni ai confini della terra:
    «Il Signore ha liberato il suo popolo»,
    alleluia.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, che nell’evento pasquale hai ristabilito l’uomo nella dignità perduta e gli hai dato la nuova speranza della risurrezione, concedi che il mistero celebrato ogni anno nella fede si attui per sempre nell’amore. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA

    Lettura del Cantico dei Cantici (5, 9-14. 15c-d. 16c-d)
    L’amato mio è riconoscibile fra una miriade.

    Che cosa ha il tuo amato più di ogni altro,
    tu che sei bellissima tra le donne?
    Che cosa ha il tuo amato più di ogni altro,
    perché così ci scongiuri?
    L’amato mio è bianco e vermiglio,
    riconoscibile fra una miriade.
    Il suo capo è oro, oro puro,
    i suoi riccioli sono grappoli di palma,
    neri come il corvo.
    I suoi occhi sono come colombe
    su ruscelli d’acqua;
    i suoi denti si bagnano nel latte,
    si posano sui bordi.
    Le sue guance sono come aiuole di balsamo
    dove crescono piante aromatiche,
    le sue labbra sono gigli
    che stillano fluida mirra.
    Le sue mani sono anelli d’oro,
    incastonati di gemme di Tarsis.
    Il suo ventre è tutto d’avorio,
    tempestato di zaffiri.
    Il suo aspetto è quello del Libano,
    magnifico come i cedri.
    Questo è l’amato mio, questo l’amico mio,
    o figlie di Gerusalemme.

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 18(19)

    R. Della gloria di Dio risplende l’universo.

    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    I cieli narrano la gloria di Dio,
    l’opera delle sue mani annuncia il firmamento.
    Il giorno al giorno ne affida il racconto
    e la notte alla notte ne trasmette notizia. R.

    Senza linguaggio, senza parole,
    senza che si oda la loro voce,
    per tutta la terra si diffonde il loro annuncio
    e ai confini del mondo il loro messaggio. R.

    Là pose una tenda per il sole
    che esce come sposo dalla stanza nuziale:
    esulta come un prode che percorre la via. R.


    EPISTOLA
    Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (15, 53-58)
    È necessario che questo corpo corruttibile si vesta d’incorruttibilità.

    Fratelli, è necessario che questo corpo corruttibile si vesta d’incorruttibilità e questo corpo mortale si vesta d’immortalità. Quando poi questo corpo corruttibile si sarà vestito d’incorruttibilità e questo corpo mortale d’immortalità, si compirà la parola della Scrittura:
    La morte è stata inghiottita nella vittoria.
    Dov’è, o morte, la tua vittoria?
    Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?
    Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la Legge. Siano rese grazie a Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo! Perciò, fratelli miei carissimi, rimanete saldi e irremovibili, progredendo sempre più nell’opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Io sono la vite vera e voi i tralci, dice il Signore.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (15, 1-8)

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Dal suo tempio il Signore
    ascoltò la mia voce, alleluia:
    al suo orecchio
    pervenne il mio grido, alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Concedi a tutti i tuoi figli, o Dio, una comprensione sempre più viva e perfetta dei misteri celebrati in questo tempo pasquale e a coloro che credono con cuore ardente e sincero dona di riconoscere la gioiosa certezza della loro speranza nel destino di gloria per noi preparato in Cristo risorto, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    SUI DONI

    Donaci, o Padre, di non ricadere sotto il peso dell’antica condanna, poiché da questa triste condizione di schiavitù ci ha liberato il sacrificio pasquale. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Il Signore Gesù, morendo sulla croce, compì e superò nel suo sangue l’antica alleanza e ci chiamò a condividere con lui l’eredità della vita del cielo. Per questo dono, o Padre, nella pienezza della gioia pasquale l’umanità esulta su tutta la terra e con l’assemblea degli angeli e dei santi canta in coro l’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Gesù risorto, nostro Signore,
    apparve in mezzo ai suoi discepoli
    e disse: «Pace a voi», alleluia.
    Vedendo il Signore,
    i discepoli furono pieni di gioia, alleluia.


    ALLA COMUNIONE

    «Se mi amate, osservate i miei precetti,
    e io pregherò il Padre
    che vi darà un altro Consolatore,
    che rimarrà sempre con voi»,
    – dice il Signore – alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE

    O Dio di misericordia, per questo cibo di grazia che ci ha nutrito, donaci di avere parte con verità e con pienezza alla risurrezione di Cristo, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    oppure:


    Beato Luigi Biraghi, sacerdote (memoria facoltativa*)

    * Si raccomanda vivamente la celebrazione di questa memoria facoltativa


    ALL’ INGRESSO

    «Darò a voi dei pastori secondo il mio cuore;
    essi vi guideranno con sapienza e dottrina»
    – dice il Signore – . Alleluia.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, pastore delle anime, che nel beato Luigi [Biraghi] hai fatto risplendere lo zelo sacerdotale, l’amore per la scienza e la passione educativa, concedi a noi, attratti dal suo esempio e sorretti dalla sua intercessione, di essere nel mondo testimoni del tuo amore che accompagna ogni istante della nostra vita. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    DOPO IL VANGELO

    I saggi rifulgeranno
    come lo splendore del firmamento;
    coloro che insegneranno a molti la giustizia
    brilleranno come stelle per sempre. Alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    O Dio, che hai chiamato il beato Luigi [Biraghi] a diffondere la gioia del Vangelo, concedi che, senza temere difficoltà e fatiche, sappiamo portare pace e concordia ai nostri fratelli. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    Accogli, o Signore, i doni che ti presentiamo nella memoria del beato Luigi [Biraghi], perché, tenaci e pazienti in tutto, diventiamo capaci di gioiosa dedizione al nostro dovere quotidiano. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Tu ci hai donato il beato Luigi [Biraghi] che fu per il popolo cristiano instancabile educatore a una vita santa e operosa. Illustre figlio e presbitero della Chiesa milanese, visse e insegnò ai futuri sacerdoti una passione senza confini per l’annuncio del vangelo. Devoto studioso di Ambrogio, ne imitò la carità pastorale e l’impegno civile, intimamente persuaso che l’amore verso te si manifesta soprattutto nel servizio dei fratelli. Ispirandosi a santa Marcellina, affidò alle sue figlie spirituali la cura particolare per l’educazione cristiana e l’istruzione delle giovani. Con questo tuo servo e con tutte le schiere degli angeli e dei santi ci uniamo ora per proclamare senza fine l’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Il Figlio dell’uomo è venuto non per essere servito,
    ma per servire e dare la sua vita per tutti gli uomini. Alleluia.


    ALLA COMUNIONE

    Amate il Signore, voi tutti suoi santi;
    il Signore protegge i suoi fedeli
    e ripaga oltre misura l’orgoglioso.
    Siate forti, riprendete coraggio,
    o voi tutti che sperate nel Signore. Alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE

    O Padre, il sacramento che abbiamo ricevuto mantenga fissi i nostri cuori nel tuo Figlio, perché, amando senza misura te e i fratelli, possiamo ottenere con il beato Luigi [Biraghi] la gioia senza fine. Per Cristo nostro Signore.

  3. #193
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    29 Maggio

    VII DOMENICA DI PASQUA
    Anno C

    Per motivi pastorali si può celebrare la Messa della solennità dell’Ascensione del Signore.


    Liturgia vigiliare vespertina:


    SALUTO
    Il Signore sia con voi.
    E con il tuo spirito.


    RITO DELLA LUCE
    Se tu vivi con Dio,
    rifuggi dalla notte.
    Egli è la luce:
    non c’è tenebra in lui.

    Chi è con Dio cammina nella luce
    e vive in comunione con i fratelli.
    Egli è la luce:
    non c’è tenebra in lui.

    Se tu vivi con Dio,
    rifuggi dalla notte.
    Egli è la luce:
    non c’è tenebra in lui.


    INNO

    Testo originale latino

    Hic est dies verus Dei,
    sancto serénus lúmine,
    quo díluit sanguis sacer
    probrósa mundi crímina.

    Fidem refúndens pérditis,
    coecósque visu illúminans,
    quem non gravi solvit metu
    latrónis absolutio?

    Qui praémium mutans cruce
    lesum brevi quaesit fide,
    iustúsque praévio gradu
    pervénit in regnum Dei.

    Opus stupent et ángeli,
    poenam vidéntes córporis,
    Christóque adhaeréntem reum
    vitam beátam cárpere.

    Mystérium mirábile!
    ut abluat mundi luem,
    peccáta tollat ómnium
    carnis vitia mundans caro.

    Quid hoc potest sublímius,
    ut culpa quaerat grátiam?
    Metúmque solvat cáritas,
    reddátque mors vitam novam?

    Hamum sibi mors dévoret,
    suísque se nodis liget:
    moriátur vita ómnium,
    resúrgat vita ómnium.

    Cum mors per omnes tránseat,
    omnes resurgant mórtui:
    consúmpta mors ictu suo
    perísse se solam gemat.

    Glória tibi, Dómine,
    qui surrexisti a mórtuis,
    cum Patre et almo Spíritu
    in sempitérna saécula. Amen.
    Traduzione ritmica

    È il giorno dell’Altissimo
    di santa luce fulgido:
    il sacro sangue dissipa
    le colpe degli uomini.

    Gli scoraggiati sperano,
    ed anche i ciechi vedono
    l'assoluzion del reprobo
    chi da timor non libera?

    Con fede pronta e fervida
    si affida a Cristo esanime.
    e salvo, precedendoci,
    nel regno eterno penetra.

    Pur gli Angeli stupiscono,
    quando un ladrone vedono,
    che, al suo Signor unitosi,
    della Vita partecipa.

    Mistero incomprensibile!
    Gesù tutto santifica:
    distrugge i nostri crimini
    nel corpo suo purissimo.

    Che c'è di più mirabile?
    La colpa cerca grazia;
    l'amore toglie l'ansia,
    vien dalla morte il vivere.

    La morte stessa è vittima
    della sua rete perfida:
    Gesù morendo, domina
    e tutti fa rivivere.

    Gli uomini tutti muoiono
    ma tutti i morti sorgono!
    Travolta dal suo impeto,
    la morte resti a gemere!

    A Te, Signor sia gloria,
    risorto eterno a vivere:
    col Padre e con lo Spirito
    nei secoli dei secoli. Amen.
    Versione italiana cantabile

    Mirabile giorno di Dio,
    radioso di splendida luce!
    Il sangue di Cristo ha deterso
    il mondo sommerso dal male.

    Speranza e fiducia rivivono,
    di gioia si illumina il volto:
    e dopo il perdono al ladro
    nessuno dovrà disperare!

    Un attimo solo di fede:
    in gloria si muta la croce
    ed entra gioioso nel regno
    l'iniquo che supera i giusti!

    In cielo stupiscono gli angeli:
    sul triste patibolo invoca,
    si aggrappa al Signore morente
    che vita in eterno gli dona.

    Mistero di grazia ineffabile!
    La carne di Cristo purifica
    la carne impura dell'uomo
    e toglie i peccati del mondo.

    È l'ora sublime del tempo:
    incontra salvezza il colpevole,
    l'amore sconfigge l'angoscia,
    la morte è sorgente di vita.

    È vinta la morte crudele,
    sconfitta dall'Uomo che è Dio:
    se muore la Vita di tutti,
    di tutti rinasce la vita.

    Da morte saremo falciati,
    ma tutti, risorti, vivremo;
    e l'ultima nostra nemica
    vedremo per sempre morire!

    A te, o Signore risorto,
    cantiamo la lode pasquale
    col Padre e lo Spirito Santo
    nel regno di luce infinita. Amen.
    Traduzione

    Ecco mirabile il giorno di Dio,
    radioso di santa luce!
    Il sangue di Cristo ha deterso
    i crimini del mondo.

    La fiducia rivive,
    l’occhio spento si illumina:
    dopo il perdono al ladro
    chi dovrà più disperare?

    Un attimo di fede,
    e la croce si muta nella gloria:
    sul traguardo del regno
    l’iniquo supera gli antichi giusti.

    In cielo stupiscono gli angeli:
    sull’infamante patibolo
    si aggrappa a Cristo e subito
    il condannato conquista la vita.

    O mistero ineffabile!
    Una carne purifica
    la contagiata carne
    e toglie i peccati del mondo.

    Ora non c’è di questa più sublime:
    trova grazia il colpevole,
    e vinta dall’amore ogni paura,
    da morte sgorga la vita nuova.

    La morte azzanni l’amo suo crudele,
    s’impigli nella sua trappola:
    se muore la Vita di tutti,
    di tutti rinasce la vita.

    Poi che tutti la morte avrà falciato,
    tutti risorgeranno,
    e l’ultima nostra nemica
    sola sarà a perire.

    A te che sei risorto
    cantiamo la nostra lode
    con il Padre e lo Spirito
    nei secoli infiniti. Amen.



    RESPONSORIO
    «Io vi ho condotto per quarant’anni nel deserto
    – dice il Signore –;
    i vostri mantelli non si sono logorati.
    Ho fatto piovere su voi la manna». Alleluia.

    «Popolo mio, che cosa ti ho fatto?
    In che ti ho stancato? Rispondimi.
    Perché mi avete dimenticato?
    Ho fatto piovere su voi la manna». Alleluia.


    VANGELO DELLA RISURREZIONE
    Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Giovanni (20, 1-8)

    Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.

    Cristo Signore è risorto! Alleluia, alleluia!


    SALMELLO
    Santo, santo, santo
    il Signore Dio, l’Onnipotente,
    che era, che è e che viene. Alleluia.

    Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
    lode al nostro Dio,
    che era, che è e che viene. Alleluia.


    ORAZIONE
    Padre onnipotente, che hai redento l’uomo caduto schiavo della morte e l’hai risollevato a vita nuova con la morte e la risurrezione del Figlio tuo, rendici ogni giorno più conformi a lui, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    Segue la Messa del giorno con l’EPISTOLA, il CANTO AL VANGELO e il VANGELO.
    Dopo il Vangelo tutto prosegue come di solito fino alla Comunione e dopo la Comunione si canta il Magnificat con la relativa antifona.



    ANTIFONA
    Così prego Gesù: «Glorificami, Padre, *
    con quella gloria che avevo
    prima che il mondo fosse». Alleluia.


    CANTICO DELLA BEATA VERGINE MARIA
    L'anima mia *
    magnifica il Signore

    e il mio spirito esulta *
    in Dio, mio salvatore,

    perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *
    D'ora in poi tutte le generazioni
    mi chiameranno beata.

    Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
    e Santo è il suo nome:

    di generazione in generazione la sua misericordia *
    si stende su quelli che lo temono.

    Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
    ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

    ha rovesciato i potenti dai troni, *
    ha innalzato gli umili;

    ha ricolmato di beni gli affamati, *
    ha rimandato i ricchi a mani vuote.

    Ha soccorso Israele, suo servo, *
    ricordandosi della sua misericordia,

    come aveva promesso ai nostri padri, *
    ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

    Gloria.

    L'anima mia magnifica il Signore.

    Alla fine, ripetuta l’antifona si aggiungono i tre Kyrie eleison. La celebrazione si conclude con l’orazione dopo la comunione e la benedizione, prima della quale si potranno dare eventuali avvisi.


    Messa del giorno:


    ALL’ INGRESSO
    «Vi lascio la pace, - dice il Signore – alleluia;
    vi do la mia pace, alleluia.
    Il vostro cuore non si turbi e non abbia timore,
    finché ritornerò», alleluia.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Donaci, o Dio, sentimenti di adorazione e di amore per il tuo nome santo, poiché tu non desisti dal prenderti cura di quanti sostieni e rianimi con la certezza del tuo affetto di padre. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura degli Atti degli Apostoli (7, 48-57)
    Stefano disse: ecco contemplo il Figlio dell’uomo che sta alla destra di Dio.

    In quei giorni. Stefano disse: «L’Altissimo tuttavia non abita in costruzioni fatte da mano d’uomo, come dice il profeta:
    Il cielo è il mio trono
    e la terra sgabello dei miei piedi.
    Quale casa potrete costruirmi, dice il Signore,
    o quale sarà il luogo del mio riposo?
    Non è forse la mia mano che ha creato tutte queste cose?
    Testardi e incirconcisi nel cuore e nelle orecchie, voi opponete sempre resistenza allo Spirito Santo. Come i vostri padri, così siete anche voi. Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato? Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete diventati traditori e uccisori, voi che avete ricevuto la Legge mediante ordini dati dagli angeli e non l’avete osservata».
    All’udire queste cose, erano furibondi in cuor loro e digrignavano i denti contro Stefano.
    Ma egli, pieno di Spirito Santo, fissando il cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio e disse: «Ecco, contemplo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo che sta alla destra di Dio». Allora, gridando a gran voce, si turarono gli orecchi e si scagliarono tutti insieme contro di lui.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 26(27)

    R. Nella casa del Signore contempleremo il suo volto.
    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.


    Il Signore è mia luce e mia salvezza:
    di chi avrò timore?
    Il Signore è difesa della mia vita:
    di chi avrò paura? R.

    Una cosa ho chiesto al Signore,
    questa sola io cerco:
    abitare nella casa del Signore
    tutti i giorni della mia vita,
    per contemplare la bellezza del Signore
    e ammirare il suo santuario. R.

    Ascolta, Signore, la mia voce.
    Io grido: abbi pietà di me, rispondimi!
    Il mio cuore ripete il tuo invito:
    «Cercate il mio volto!».
    Il tuo volto, Signore, io cerco.
    Non nascondermi il tuo volto. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini (1, 17-23)
    Il Padre della gloria risuscitò Cristo dai morti e lo fece sedere alla sua destra nei cieli.

    Fratelli, il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi, che crediamo, secondo l’efficacia della sua forza e del suo vigore.
    Egli la manifestò in Cristo,
    quando lo risuscitò dai morti
    e lo fece sedere alla sua destra nei cieli,
    al di sopra di ogni Principato e Potenza,
    al di sopra di ogni Forza e Dominazione
    e di ogni nome che viene nominato
    non solo nel tempo presente ma anche in quello futuro.
    Tutto infatti egli ha messo sotto i suoi piedi
    e lo ha dato alla Chiesa come capo su tutte le cose:
    essa è il corpo di lui,
    la pienezza di colui che è il perfetto compimento di tutte le cose.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Tutti siano una cosa sola, dice il Signore,
    e il mondo creda che tu mi hai mandato.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (17, 1b. 20-26)
    Quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io.

    In quel tempo. Il Signore Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse: «Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
    E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me.
    Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo.
    Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Io salgo al Padre mio e Padre vostro,
    al Dio mio e Dio vostro,
    e vi manderò lo Spirito Santo,
    alleluia, alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Volgi, o Dio, il tuo sguardo di bontà al popolo dei credenti che implora misericordia; possano sempre gloriarsi dei tuoi benefici poiché te solo riconoscono come salvatore e come padre. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Ci purifichi, o Padre, l’offerta che dedichiamo al tuo nome, e la grazia di questo sacrificio ci porti a vivere in modo ogni giorno più degno della nostra dignità di figli di Dio. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Per riscattare la famiglia umana il Signore Gesù si degnò di nascere in mezzo a noi e vinse il mondo con il suo dolore e la sua morte. Risorgendo nella gloria, ci riaprì il cammino della vita eterna e nel mistero della sua ascensione ci ridonò la speranza di entrare nel regno dei cieli. Riconoscenti e ammiràti per questo disegno d’amore, uniti agli angeli e ai santi, eleviamo a te, o Padre, l’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Quando verrà il Difensore, lo Spirito di verità,
    dimostrerà il peccato del mondo,
    il giudizio e la giustizia, alleluia, alleluia.


    ALLA COMUNIONE
    «Se mi amate, osservate i miei precetti, alleluia.
    Vi do un comandamento nuovo:
    che vi amiate tra voi, come io vi ho amato»,
    - dice il Signore – alleluia, alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE
    Fa’, o Dio, che il mistero di grazia cui ci siamo accostati in questi riti operi efficacia nel segreto della nostra coscienza. Per Cristo nostro Signore.

  4. #194
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    30 Maggio

    San Paolo VI, papa (memoria)
    Anno II


    ALL’ INGRESSO

    Siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti.
    E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza
    custodirà i vostri cuori
    e le vostre menti in Cristo Gesù. Alleluia.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, sorgente della vita, che al tuo servo, san Paolo VI, papa, ti sei rivelato mistero di pace e di beatitudine, fa’ che, illuminàti dai suoi esempi, riconosciamo nel tuo Figlio Gesù Cristo l’unico Redentore dell’uomo. Per lui, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del Cantico dei Cantici (5, 2a. 5-6b)
    L’amato mio se n’era andato, era scomparso.

    Mi sono addormentata, ma veglia il mio cuore.
    Mi sono alzata per aprire al mio amato
    e le mie mani stillavano mirra;
    fluiva mirra dalle mie dita
    sulla maniglia del chiavistello.
    Ho aperto allora all’amato mio,
    ma l’amato mio se n’era andato, era scomparso.

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 41(42)

    R. L’anima mia ha sete del Dio vivente.

    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Come la cerva anela ai corsi d’acqua,
    così l’anima mia anela a te, o Dio.
    L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente:
    quando verrò e vedrò il volto di Dio?
    Le lacrime sono il mio pane giorno e notte,
    mentre mi dicono sempre: «Dov’è il tuo Dio?». R.

    Questo io ricordo e l’anima mia si strugge:
    avanzavo tra la folla,
    la precedevo fino alla casa di Dio,
    fra canti di gioia e di lode
    di una moltitudine in festa. R.

    Perché ti rattristi, anima mia,
    perché ti agiti in me?
    Spera in Dio: ancora potrò lodarlo,
    lui, salvezza del mio volto e mio Dio. R.


    EPISTOLA

    Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (10, 23. 27-33)
    Sia che mangiate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio.

    Fratelli, «Tutto è lecito!». Sì, ma non tutto giova. «Tutto è lecito!». Sì, ma non tutto edifica.
    Se un non credente vi invita e volete andare, mangiate tutto quello che vi viene posto davanti, senza fare questioni per motivo di coscienza. Ma se qualcuno vi dicesse: «È carne immolata in sacrificio», non mangiatela, per riguardo a colui che vi ha avvertito e per motivo di coscienza; della coscienza, dico, non tua, ma dell’altro. Per quale motivo, infatti, questa mia libertà dovrebbe essere sottoposta al giudizio della coscienza altrui? Se io partecipo alla mensa rendendo grazie, perché dovrei essere rimproverato per ciò di cui rendo grazie?
    Dunque, sia che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio. Non siate motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né alla Chiesa di Dio; così come io mi sforzo di piacere a tutti in tutto, senza cercare il mio interesse ma quello di molti, perché giungano alla salvezza.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Verranno giorni quando lo sposo sarà tolto,
    dice il Signore.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Matteo (9, 14-15)
    Quando lo sposo sarà tolto.

    In quel tempo. Si avvicinarono al Signore Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    La parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza.
    E qualunque cosa facciate, in parole e in opere,
    tutto avvenga nel nome del Signore Gesù,
    rendendo grazie per mezzo di lui a Dio Padre. Alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    O Dio, che hai affidato la tua Chiesa alla guida del papa san Paolo VI, coraggioso apostolo del vangelo del tuo Figlio, fa’ che, illuminàti dai suoi insegnamenti, possiamo cooperare con te per dilatare nel mondo la civiltà dell’amore. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    Nella memoria del santo papa Paolo VI, ti presentiamo, o Padre, il pane e il vino per il sacrificio della nostra redenzione: fa’ che da questa sorgente di grazia e di misericordia la Chiesa attinga la forza di dedicarsi senza stanchezza al ministero della riconciliazione. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Tenendo fisso lo sguardo su Gesù, Signore nostro, il santo papa Paolo VI a lui si consacrò totalmente. Nel ministero episcopale sulla cattedra di Ambrogio spese, instancabile, le proprie energie. Eletto pastore della Chiesa universale, dell’apostolo delle genti volle assumere il nome e ne imitò l’intrepido zelo nell’annunciare il vangelo a ogni popolo della terra. Seppe cantare la profondità del mistero di Cristo e con lui nella preghiera intrattenne un colloquio intimo e ardente. Guidò così la Chiesa e il mondo a riconoscere nell’unico Signore la via che conduce alla vera gioia, la verità che illumina l’inesausta ricerca dell’uomo, la vita che dà senso al cammino di tutti e apre alla meta dell’eternità beata. Uniti nell’inno di lode a questo tuo servo, che esulta in cielo con gli angeli e con i santi, ti benediciamo, o Padre, e cantiamo senza fine la tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Come questo pane spezzato era prima disperso sui monti
    e raccolto diventò uno, così si raccolga la tua Chiesa
    dai confini della terra nel tuo Regno. Alleluia.


    ALLA COMUNIONE

    Tu ci sei necessario, o Cristo,
    o Signore, o Dio con noi,
    per imparare l’amore vero
    e camminare nella gioia
    e nella forza della tua carità,
    lungo il cammino della nostra vita faticosa,
    fino all'incontro finale
    con te amato, con te atteso,
    con te benedetto nei secoli. Alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE

    Padre santo e buono, il Pane della vita di cui ci siamo nutriti edifichi la tua Chiesa nella comunione fraterna, e per l’intercessione del santo papa Paolo VI la renda testimone credibile della gioia e della speranza donate da Cristo, che vive e regna nei secoli dei secoli.

  5. #195
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    31 Maggio

    Visitazione della Beata Vergine Maria (festa del Signore)
    Anno C


    ALL’ INGRESSO
    Elisabetta dice a Maria:
    «Perché a me sei venuta,
    Madre del mio Signore?
    Se l’avessi saputo,
    sarei uscita a te incontro.
    Tu porti in grembo il Re dell’universo,
    io solamente un profeta;
    tu colui che dà la legge,
    io colui che la osserva;
    tu la Parola che salva,
    io la voce che ne proclama l’avvento».


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio onnipotente ed eterno, che nel tuo disegno di grazia hai ispirato alla beata Vergine, divenuta madre del Redentore, di visitare santa Elisabetta, donaci di essere docili all’azione del tuo Spirito e di magnificare con Maria il tuo santo nome. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del Cantico dei Cantici (2, 8-14)
    Il mio amato viene saltando per i monti.

    Una voce! L’amato mio!
    Eccolo, viene
    saltando per i monti,
    balzando per le colline.
    L’amato mio somiglia a una gazzella
    o ad un cerbiatto.
    Eccolo, egli sta
    dietro il nostro muro;
    guarda dalla finestra,
    spia dalle inferriate.
    Ora l’amato mio prende a dirmi:
    «Àlzati, amica mia,
    mia bella, e vieni, presto!
    Perché, ecco, l’inverno è passato,
    è cessata la pioggia, se n’è andata;
    i fiori sono apparsi nei campi,
    il tempo del canto è tornato
    e la voce della tortora ancora si fa sentire
    nella nostra campagna.
    Il fico sta maturando i primi frutti
    e le viti in fiore spandono profumo.
    Àlzati, amica mia,
    mia bella, e vieni, presto!
    O mia colomba,
    che stai nelle fenditure della roccia,
    nei nascondigli dei dirupi,
    mostrami il tuo viso,
    fammi sentire la tua voce,
    perché la tua voce è soave,
    il tuo viso è incantevole».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 44(45)

    R. La tua visita, Signore, ci colma di gioia.

    Liete parole mi sgorgano dal cuore:
    io proclamo al re il mio poema,
    la mia lingua è come stilo di scriba veloce. R.

    O prode, avanza trionfante,
    cavalca per la causa della verità,
    della mitezza e della giustizia. R.

    Entra la figlia del re: è tutta splendore,
    tessuto d’oro è il suo vestito.
    È condotta al re in broccati preziosi;
    dietro a lei le vergini, sue compagne,
    a te sono presentate in gioia ed esultanza. R.

    Ai tuoi padri succederanno i tuoi figli;
    li farai prìncipi di tutta la terra.
    Il tuo nome voglio far ricordare per tutte le generazioni;
    così i popoli ti loderanno in eterno, per sempre. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (8, 3-13)
    Se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto per il peccato, ma lo Spirito e vita per la giustizia.

    Fratelli, ciò che era impossibile alla Legge, resa impotente a causa della carne, Dio lo ha reso possibile: mandando il proprio Figlio in una carne simile a quella del peccato e a motivo del peccato, egli ha condannato il peccato nella carne, perché la giustizia della Legge fosse compiuta in noi, che camminiamo non secondo la carne ma secondo lo Spirito.
    Quelli infatti che vivono secondo la carne, tendono verso ciò che è carnale; quelli invece che vivono secondo lo Spirito, tendono verso ciò che è spirituale. Ora, la carne tende alla morte, mentre lo Spirito tende alla vita e alla pace. Ciò a cui tende la carne è contrario a Dio, perché non si sottomette alla legge di Dio, e neanche lo potrebbe. Quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio.
    Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene. Ora, se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto per il peccato, ma lo Spirito è vita per la giustizia. E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.
    Così dunque, fratelli, noi siamo debitori non verso la carne, per vivere secondo i desideri carnali, perché, se vivete secondo la carne, morirete. Se, invece, mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia
    Maria si mise in viaggio,
    sollecita, verso la montagna;
    alla voce del suo saluto,
    Giovanni sussultò di gioia
    Elisabetta trasalì di gioia.
    Alleluia


    VANGELO
    Lettura del vangelo secondo Luca (1, 39-56)
    La visitazione.

    In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
    Allora Maria disse:
    «L’anima mia magnifica il Signore
    e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
    perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
    D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
    Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
    e Santo è il suo nome;
    di generazione in generazione la sua misericordia
    per quelli che lo temono.
    Ha spiegato la potenza del suo braccio,
    ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
    ha rovesciato i potenti dai troni,
    ha innalzato gli umili;
    ha ricolmato di beni gli affamati,
    ha rimandato i ricchi a mani vuote.
    Ha soccorso Israele, suo servo,
    ricordandosi della sua misericordia,
    come aveva detto ai nostri padri,
    per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
    Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Beata colei che ha creduto
    nell’adempimento della parola del Signore.
    Allora Maria disse:
    «L’anima mia magnifica il Signore».


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Verbo eterno di Dio, che hai scelto per tua dimora il grembo verginale di Maria, donaci di contemplare il mistero della sua visitazione e di seguire l’esempio della sua carità operosa, o Figlio di Dio e nostro fratello, che vivi e regni nei secoli dei secoli.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    O Dio onnipotente, che hai gradito la carità sollecita di Maria, madre del tuo unico Figlio, accetta i doni che ti offriamo e trasformali in sacrificio di salvezza. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta renderti grazie, o Dio di misericordia infinita. Il profetico saluto di Elisabetta, dettato dallo Spirito santo, manifesta la grandezza di Maria. Giustamente fu detta beata per aver creduto alla parola di salvezza; e nel gesto di carità la madre del Precursore la riconobbe come madre di Dio. Noi ora ci uniamo esultanti al cantico della Vergine, magnificando umilmente il tuo nome con le schiere degli angeli e dei santi, nell’inno della lode perenne: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    «Io sono in mezzo a Israele, - dice il Signore –
    sono il vostro Dio, e non ce ne sono altri;
    il mio popolo non sarà più umiliato».


    ALLA COMUNIONE
    Tutte le generazioni mi chiameranno beata
    perché grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente,
    e santo è il suo nome.


    DOPO LA COMUNIONE
    Con il cuore e la voce di Maria ti magnifichi, o Dio, la tua Chiesa perché hai preparato grandi cose a coloro che credono alla tua parola; e come Giovanni sentì la presenza nascosta di Cristo tuo Figlio, così il popolo esultante riconosca in questo sacramento il suo Redentore e Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli.

  6. #196
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    1 Giugno

    San Giustino, martire (memoria)
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    I superbi mi hanno narrato cose vane,
    ignorando la tua parola;
    io invece proclamavo la tua legge
    davanti al re senza arrossire.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che hai donato al santo martire Giustino una mirabile conoscenza di Cristo, attraverso la sublime follia della croce, allontana da noi le tenebre dell’errore e confermaci nella professione della vera fede in Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del Cantico dei Cantici (1, 5-6b. 7-8b)
    Dimmi dove vai.

    Bruna sono ma bella,
    o figlie di Gerusalemme,
    come le tende di Kedar,
    come le cortine di Salomone.
    Non state a guardare se sono bruna,
    perché il sole mi ha abbronzato.
    Dimmi, o amore dell’anima mia,
    dove vai a pascolare le greggi,
    dove le fai riposare al meriggio,
    perché io non debba vagare
    dietro le greggi dei tuoi compagni.
    Se non lo sai tu, bellissima tra le donne,
    segui le orme del gregge.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 22(23)

    R. Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.


    Su pascoli erbosi mi fa riposare,
    ad acque tranquille mi conduce.
    Rinfranca l’anima mia,
    mi guida per il giusto cammino
    a motivo del suo nome. R.

    Anche se vado per una valle oscura,
    non temo alcun male, perché tu sei con me.
    Il tuo bastone e il tuo vincastro
    mi danno sicurezza. R.

    Davanti a me tu prepari una mensa
    sotto gli occhi dei miei nemici.
    Ungi di olio il mio capo;
    il mio calice trabocca. R.

    Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
    tutti i giorni della mia vita,
    abiterò ancora nella casa del Signore
    per lunghi giorni. R.


    EPISTOLA

    Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini (2, 1-10)
    Dio ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare la straordinaria ricchezza della sua grazia.

    Fratelli, anche voi eravate morti per le vostre colpe e i vostri peccati, nei quali un tempo viveste, alla maniera di questo mondo, seguendo il principe delle Potenze dell’aria, quello spirito che ora opera negli uomini ribelli. Anche tutti noi, come loro, un tempo siamo vissuti nelle nostre passioni carnali seguendo le voglie della carne e dei pensieri cattivi: eravamo per natura meritevoli d’ira, come gli altri. Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete salvati. Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù.
    Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone, che Dio ha preparato perché in esse camminassimo.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Vi ho chiamato amici, dice il Signore,
    perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio
    l’ho fatto conoscere a voi.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (15, 12-17)
    Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi.

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Professando la fede nel Signore nostro Gesù,
    non ho timore;
    né ritengo la mia vita più cara della mia salvezza
    purché conduca a termine la mia corsa
    e il servizio, che mi fu affidato,
    di rendere testimonianza
    al vangelo della grazia di Dio.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, che tra gli errori del suo tempo, guidasti il martire san Giustino alla verità della tua conoscenza, la sua intercessione ci ottenga di perseverare nell’integrità della fede in mezzo alle tentazioni e alle menzogne del mondo. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Accogli benigno, o Dio, la nostra invocazione ed esalta le nostre povere offerte con la gloria della tua divina presenza perché sia da te avvalorata l’umile semplicità del nostro servizio. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre di infinita sapienza. Nei primi tempi della tua Chiesa scegliesti il martire Giustino perché coi suoi scritti esponesse ai giudei e ai pagani i misteri delle profezie e la dottrina degli apostoli, difendendo senza timore il vangelo di Cristo al cospetto dei prìncipi. Egli compì fedelmente il suo ministero, dopo averti reso testimonianza davanti a molti testimoni, e tu gli donasti di versare il suo sangue per ricevere la corona di gloria eterna nella schiera luminosa dei martiri. A lui e a tutte le creature beate del cielo ci associamo a cantare, o Padre, le tue lodi, elevando con gioia l’inno perenne: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Parliamo di una sapienza divina,
    che è rimasta nascosta nel mistero
    preordinato da Dio prima dei secoli
    per la nostra gloria.


    ALLA COMUNIONE
    Ritengo di non sapere altro in mezzo a voi,
    se non Cristo, e Cristo crocifisso.


    DOPO LA COMUNIONE
    Concedi, o Dio, ai tuoi figli, ristoràti dal Pane del cielo, di essere fedeli alla tua verità che san Giustino custodì fino alla morte e professò col suo sangue. Per Cristo nostro Signore.

  7. #197
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    Giovedì della VII settimana di Pasqua
    Anno II


    ALL’ INGRESSO

    Accostiamoci con sicurezza al trono della grazia
    per ottenere misericordia, alleluia.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Venga il tuo Spirito, o Padre, e ci trasformi interiormente con i suoi doni: crei in noi un cuore nuovo perché possiamo conformarci alla tua volontà. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA

    Lettura del Cantico dei Cantici (6, 1-2; 8, 13)
    Fammi sentire la tua voce.

    Dov’è andato il tuo amato,
    tu che sei bellissima tra le donne?
    Dove ha diretto i suoi passi il tuo amato,
    perché lo cerchiamo con te?
    L’amato mio è sceso nel suo giardino
    fra le aiuole di balsamo,
    a pascolare nei giardini
    e a cogliere gigli.
    Tu che abiti nei giardini,
    i compagni ascoltano la tua voce:
    fammela sentire.

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 44(45)

    R. Tu sei il più bello tra i figli dell’uomo.

    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Liete parole mi sgorgano dal cuore:
    io proclamo al re il mio poema,
    la mia lingua è come stilo di scriba veloce. R.

    Tu sei il più bello tra i figli dell’uomo,
    sulle tue labbra è diffusa la grazia,
    perciò Dio ti ha benedetto per sempre. R.

    Avanza trionfante.
    Cavalca per la causa della verità,
    della mitezza e della giustizia.
    Dio, il tuo Dio, ti ha consacrato
    con olio di letizia. R.


    EPISTOLA

    Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (5, 1-5)
    L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo.

    Fratelli, giustificati dunque per fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. Per mezzo di lui abbiamo anche, mediante la fede, l’accesso a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo, saldi nella speranza della gloria di Dio. E non solo: ci vantiamo anche nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza. La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Cercate le cose di lassù,
    dove è Cristo, seduto alla destra di Dio.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (15, 18-21)
    Vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia.


    In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Sperate in Dio, popoli d’ogni luogo,
    aprite al suo cospetto il vostro cuore;
    egli è il nostro rifugio, alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    O Dio, nostro Padre, lo Spirito Santo infiammi gli animi nostri di quell’ardore infuocato che il Signore Gesù Cristo venne a portare sulla terra perché divampasse d’amore. Per lui che vive e regna nei secoli dei secoli.


    SUI DONI

    Santifica, o Dio, questi doni, segno della nostra offerta spirituale, e trasforma noi tutti in sacrificio perenne a te gradito. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, esaltarti, o Padre, sempre e specialmente in questo tempo, in cui Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore, portò a compimento il tuo disegno di grazia. Così fu vinto e umiliato il demonio, e fu restituito al genere umano lo splendore dei doni divini. Nella gioia di questa vittoria, uniamo la nostra voce al coro degli angeli ed eleviamo a te, o Padre, l’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    «In verità vi dico:
    è bene per voi che io vada
    perché se non andrò
    il Paraclito non verrà», – dice il Signore – alleluia.


    ALLA COMUNIONE

    La nostra patria è nei cieli,
    e di là aspettiamo come Salvatore
    il Signore Gesù Cristo, alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, che hai dato alla tua Chiesa la comunione ai beni del cielo, custodisci il dono del tuo amore perché sia sempre in noi la potenza del tuo Spirito, e questo cibo di grazia ci nutra per la vita eterna. Per Cristo nostro Signore.


    oppure:


    Santi Marcellino e Pietro, martiri (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei martiri (per più martiri)

  8. #198
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    3 Giugno

    Santi Carlo Lwanga e compagni, martiri (memoria)
    Anno II

    Messa dal comune dei martiri (per più martiri)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, che nel sangue dei martiri hai posto il seme di nuovi cristiani, concedi che il mistico campo della Chiesa, fecondato dal sacrificio di san Carlo Lwanga e dei suoi compagni, produca una messe sempre più abbondante, a gloria del tuo nome. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del Cantico dei Cantici (7, 13a-d. 14; 8, 10c-d)
    Vieni, amato mio!

    Di buon mattino andremo nelle vigne;
    vedremo se germoglia la vite,
    se le gemme si schiudono,
    se fioriscono i melograni.
    Le mandragore mandano profumo;
    alle nostre porte c’è ogni specie di frutti squisiti,
    freschi e secchi:
    amato mio, li ho conservati per te.
    Così io sono ai suoi occhi
    come colei che procura pace!

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 44(45)

    R. La figlia del re è tutta splendore.
    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio:
    dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre;
    il re è invaghito della tua bellezza.
    È lui il tuo signore: rendigli omaggio. R.

    Entra la figlia del re: è tutta splendore,
    tessuto d’oro è il suo vestito.
    È condotta al re in broccati preziosi;
    dietro a lei le vergini, sue compagne,
    a te sono presentate. R.

    Ai tuoi padri succederanno i tuoi figli;
    li farai prìncipi di tutta la terra.
    Il tuo nome voglio far ricordare per tutte le generazioni;
    così i popoli ti loderanno in eterno, per sempre. R.


    EPISTOLA

    Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (8, 24-27)
    Lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza.

    Fratelli, nella speranza siamo stati salvati. Ora, ciò che si spera, se è visto, non è più oggetto di speranza; infatti, ciò che uno già vede, come potrebbe sperarlo? Ma, se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza.
    Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Manderò a voi lo Spirito della verità, dice il Signore;
    egli vi guiderà a tutta la verità.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (16, 5-11)
    È bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito.

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».

    Parola del Signore.

  9. #199
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    4 Giugno (al mattino)

    Sabato della VII settimana di Pasqua
    Anno II

    Dove possibile, si conservi il criterio di un’unica celebrazione eucaristica nell’arco dell’intera giornata, corrispondente alla Liturgia vesperale vigiliare.
    Per le Messe che, per una vera necessità pastorale, venissero celebrate al mattino, si usi il formulario eucologico del Sabato della VII settimana di Pasqua con l’Epistola, il Salmo, il Canto al Vangelo e il Vangelo della Messa vigiliare.



    ALL’ INGRESSO
    Tutti perseveravano concordi nella preghiera
    con alcune donne,
    con Maria, la madre di Gesù,
    alleluia.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Effondi, o Dio di misericordia, lo Spirito Santo perché con la sua luce guidi la Chiesa alla contemplazione della verità e le doni di serbare intatta la fede e ardente l’amore. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    EPISTOLA
    Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (2, 9-15a)
    Noi abbiamo ricevuto lo Spirito di Dio per conoscere ciò che Dio ci ha donato.

    Fratelli, sta scritto:
    Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì,
    né mai entrarono in cuore di uomo,
    Dio le ha preparate per coloro che lo amano.
    Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio. Chi infatti conosce i segreti dell’uomo se non lo spirito dell’uomo che è in lui? Così anche i segreti di Dio nessuno li ha mai conosciuti se non lo Spirito di Dio. Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere ciò che Dio ci ha donato. Di queste cose noi parliamo, con parole non suggerite dalla sapienza umana, bensì insegnate dallo Spirito, esprimendo cose spirituali in termini spirituali. Ma l’uomo lasciato alle sue forze non comprende le cose dello Spirito di Dio: esse sono follia per lui e non è capace di intenderle, perché di esse si può giudicare per mezzo dello Spirito. L’uomo mosso dallo Spirito, invece, giudica ogni cosa.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 103(104)

    R. Del tuo Spirito, Signore, è piena la terra.
    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Benedici il Signore, anima mia!
    Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
    Quante sono le tue opere, Signore!
    La terra è piena delle tue creature. R.

    Togli loro il respiro: muoiono,
    e ritornano nella loro polvere.
    Mandi il tuo spirito, sono creati,
    e rinnovi la faccia della terra. R.

    Sia per sempre la gloria del Signore;
    gioisca il Signore delle sue opere.
    A lui sia gradito il mio canto,
    io gioirò nel Signore. R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Lo Spirito Santo vi insegnerà
    ciò che bisogna dire.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (16, 5-14)
    Quando sarò andato vi manderò il Paràclito, egli vi guiderà a tutta la verità.

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato.
    Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    «Quando mostrerò la mia santità in voi
    – dice il Signore –
    vi radunerò tra le genti
    e vi darò un cuore nuovo», alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Da’, o Padre, ai credenti l’abbondanza dei doni dello Spirito, che la Pasqua ci ha meritato, perché possiamo rivivere nelle opere di giustizia il mistero di salvezza celebrato con fede pura. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Venga, o Padre, il tuo Spirito, sorgente di ogni perdono, e disponga i nostri cuori a celebrare degnamente i santi misteri. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta renderti grazie, o Padre, Dio onnipotente ed eterno. Cristo Signore nostro, seguendo un disegno di umiliazione e di pena, conquistò la nostra salvezza e, asceso nella gloria alla tua destra, associò nel suo trionfo la nostra natura mortale. Ora dallo splendore del tuo trono, prima di venire a giudicare i vivi e i morti, effonde sulla sua Chiesa lo Spirito Santo. Nella gioia di questo mistero d’amore ti esaltano tutte le creature del cielo; al loro canto si unisce la nostra voce e ti eleva senza fine l’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Dio ci riempia di ogni gioia e pace nella fede
    perché abbondi in noi la speranza
    per la potenza dello Spirito Santo, alleluia.


    ALLA COMUNIONE
    «Lo Spirito Santo mi darà gloria
    perché prenderà del mio
    e ve lo annunzierà», – dice il Signore – alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, che hai guidato il tuo popolo dall’antica alla nuova alleanza, concedi che, liberàti dalla corruzione del peccato, ci rinnoviamo pienamente nel tuo Spirito. Per Cristo nostro Signore.

  10. #200
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    4 Giugno (nelle ore vespertine)

    DOMENICA DI PENTECOSTE (solennità del Signore)

    Qualora, per gravi ragioni, risulti impossibile celebrare la Vigilia nella sua forma di solenne Liturgia vigiliare vespertina e ci si limiti alla sola celebrazione della Messa, quale Lettura veterotestamentaria si dovrà scegliere una tra le quattro letture vigiliari con il relativo Salmello. In luogo di quest’ultimo è altresì possibile utilizzare il Salmo previsto per la Messa nel giorno.


    Liturgia vigiliare vespertina:


    SALUTO

    Il Signore sia con voi.
    E con il tuo spirito.


    RITO DELLA LUCE

    Alzati e vesti il tuo manto di luce,
    santa Chiesa di Dio.
    La gloria del Signore
    su di te si riverbera.

    Al tuo chiarore camminano le genti
    nella notte del mondo.
    La gloria del Signore
    su di te si riverbera.

    Alzati e vesti il tuo manto di luce,
    santa Chiesa di Dio.
    La gloria del Signore
    su di te si riverbera.


    INNO

    Testo originale latino

    Iam Christus ascénderat,
    regréssus unde vénerat,
    promísso Patris múnere
    Sanctum datúrus Spiritum.

    Sollémnis surgébat dies,
    quo mystico septémplici
    orbis volútus sépties
    signat beáta témpora.

    Cum hora cunctis tértia
    repénte mundus intonat:
    Apóstolis orántibus,
    Deum venísse núntians.

    De Patris ergo lúmine
    decórus ignis almus est,
    qui fida Christi pectora
    calóre Verbi cómpleat.

    Impléta gaudent víscera
    affláta sancto lúmine;
    voces divérsae cónsonant,
    fantur Dei magnália.

    Ex omni gente cógitur
    Græcus, Latínus, Bárbarus:
    cunctisque admirántibus
    linguis loquúntur ómnium.

    Iudaéa tunc incrédula.
    vesána torvo spíritu,
    madére musto sóbrios
    alúmnos Christi cóncrepat.

    Sed, signis et virtútibus,
    occúrrit et docet Petrus,
    falsa profári pérfidos,
    loéle teste, cómprobans.

    Deo Patri sit glória
    et Filio, qui a mórtuis
    surréxit ac Paráclito
    in saéculorum saécula. Amen.
    Traduzione ritmica

    Cristo era asceso fulgido
    lassù nei cieli altissimi
    per dare il santo Spirito
    dono del Padre agli uomini.

    Sorto era il giorno splendido.
    Ecco si compie il numero
    dei giorni arcano e mistico:
    sigillo è posto a un’epoca.

    All’ora terza odono
    un tuono subitaneo:
    gli Apostoli, che pregano,
    Dio venire sentono.

    Dal Padre, luce splendida,
    fuoco d’amor benefico:
    il cuore dei discepoli
    riempie e scalda vivido.

    Di gioia i cuori vibrano
    al soffio dello Spirito:
    con lingue nuove parlano
    di grandi meraviglie.

    Da ogni gente vengono,
    latini, greci e barbari:
    nel lor linguaggio ascoltano
    e tutti insieme ammirano.

    Giudei che allora increduli
    dei folli li ritengono
    agli ispirati apostoli
    d’ebbrezza accuse muovono.

    Con segni e con miracoli
    a tutti Pietro annuncia
    che falso è quel che affermano:
    scritto era quel che ammirano.

    Al Padre gloria e al Figlio
    morto e risorto splendido
    insieme al santo Spirito
    negli infiniti secoli. Amen.
    Versione italiana cantabile

    Ritorna il Signore risorto
    nei cieli, dimora altissima:
    dal Padre, splendente mistero,
    effonde a noi lo Spirito.

    Si compie il numero arcano
    dei giorni che Dio ha segnato:
    un vento e un fragore gagliardo
    la terra attonita scuote.

    Dall'alto la vita divina,
    un mare ardente di luce,
    è fuoco d'amore che scende
    e infiamma i discepoli oranti.

    Esultano i cuori di gioia
    al soffio del santo Paraclito,
    e scioglie la bocca un canto
    a Dio che compie prodigi.

    Un animo ottuso e incredulo
    ignora il santo mistero:
    gli apostoli pieni di Spirito
    accusa di stolta ebbrezza.

    L'annuncio potente e gioioso
    con segni corrobora Pietro;
    così del profeta si avvera
    l'antica ispirata promessa.

    Sia gloria al Signore risorto,
    sia gloria al Padre creatore,
    sia gloria allo Spirito Santo
    nel tempo e nei secoli eterni. Amen.
    Traduzione

    Cristo Signore ritorna
    alla dimora altissima dei cieli
    e dal mistero splendente del Padre
    effonde a noi lo Spirito.

    Ecco si compie il numero
    arcano e sacro dei giorni;
    è l’ora terza e un fragore
    scuote la terra attònita.

    Dalla vita divina,
    ardente mare di luce,
    fuoco d’amore scende e trasfigura
    i discepoli oranti.

    Vibrano i cuori di gioia
    al soffio dello Spirito,
    scioglie ogni bocca in nuova lingua un canto
    alle grandezze di Dio.

    L’animo ottuso e incredulo
    non intende il prodigio
    e gli ispirati apostoli accusa
    di vergognosa ebbrezza.

    Ma il risonante annuncio
    Pietro corrobora di miracoli;
    così del profeta si avvera
    l’antico vaticinio.

    Gloria si levi al Signore risorto
    gloria a Dio Padre,
    gloria allo Spirito Santo,
    nella distesa dei secoli. Amen.



    RESPONSORIO

    Alleluia, alleluia.
    Alleluia.

    A te si prostri tutta la terra,
    canti al tuo nome.
    Alleluia.


    I LETTURA

    Lettura del libro della Genesi. (11, 1-9)
    La torre di Babele e la dispersione dei popoli.

    In quei giorni. Tutta la terra aveva un’unica lingua e uniche parole. Emigrando dall’oriente, gli uomini capitarono in una pianura nella regione di Sinar e vi si stabilirono. Si dissero l’un l’altro: «Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco». Il mattone servì loro da pietra e il bitume da malta. Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo, e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra». Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che i figli degli uomini stavano costruendo. Il Signore disse: «Ecco, essi sono un unico popolo e hanno tutti un’unica lingua; questo è l’inizio della loro opera, e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l’uno la lingua dell’altro». Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.

    Parola di Dio.


    SALMELLO
    Benedite Dio nelle vostre assemblee,
    benedite il Signore, voi della stirpe di Israele.
    Sorga Dio, i suoi nemici si disperdano
    e fuggano davanti a lui quelli che lo odiano.
    Benedite Dio nelle vostre assemblee,
    benedite il Signore, voi della stirpe di Israele.


    ORAZIONE
    Infondi in noi, o Dio, una capacità nuova di ascoltare il magistero interiore del Paràclito, perché abbiamo a vincere la confusione delle lingue e degli animi, e diventiamo più aperti a ricevere i doni dello Spirito. Per Cristo nostro Signore.


    II LETTURA

    Lettura del libro dell’Esodo. (19, 3-8. 16-19)
    La teofania sul Sinai e il popolo di Dio.

    In quei giorni. Mosè salì verso Dio, e il Signore lo chiamò dal monte, dicendo: «Questo dirai alla casa di Giacobbe e annuncerai agli Israeliti: “Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all’Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatto venire fino a me. Ora, se darete ascolto alla mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me una proprietà particolare tra tutti i popoli; mia infatti è tutta la terra! Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa”. Queste parole dirai agli Israeliti».
    Mosè andò, convocò gli anziani del popolo e riferì loro tutte queste parole, come gli aveva ordinato il Signore. Tutto il popolo rispose insieme e disse: «Quanto il Signore ha detto, noi lo faremo!». Mosè tornò dal Signore e riferì le parole del popolo.
    Il terzo giorno, sul far del mattino, vi furono tuoni e lampi, una nube densa sul monte e un suono fortissimo di corno: tutto il popolo che era nell’accampamento fu scosso da tremore. Allora Mosè fece uscire il popolo dall’accampamento incontro a Dio. Essi stettero in piedi alle falde del monte. Il monte Sinai era tutto fumante, perché su di esso era sceso il Signore nel fuoco, e ne saliva il fumo come il fumo di una fornace: tutto il monte tremava molto. Il suono del corno diventava sempre più intenso: Mosè parlava e Dio gli rispondeva con una voce.

    Parola di Dio.


    SALMELLO

    Benedetto il Signore Dio d’Israele,
    egli solo compie prodigi;
    e benedetto il suo nome glorioso per sempre.

    Dio, da’ al re il tuo giudizio,
    al figlio del re la tua giustizia.
    Benedetto il Signore Dio d’Israele,
    egli solo compie prodigi;
    e benedetto il suo nome glorioso per sempre.


    ORAZIONE
    Dio, che oggi illumini di luce nuova i prodigi operati nell’antica alleanza, concedi al popolo dei credenti, liberato dal persecutore ed erede della fede di Israele, di essere continuamente rinnovato dallo Spirito. Per Cristo nostro Signore.


    III LETTURA

    Lettura del profeta Ezechiele. (37, 1-14)
    Lo Spirito vivificante rianima le ossa inaridite.

    In quei giorni. La mano del Signore fu sopra di me e il Signore mi portò fuori in spirito e mi depose nella pianura che era piena di ossa; mi fece passare accanto a esse da ogni parte. Vidi che erano in grandissima quantità nella distesa della valle e tutte inaridite. Mi disse: «Figlio dell’uomo, potranno queste ossa rivivere?». Io risposi: «Signore Dio, tu lo sai». Egli mi replicò: «Profetizza su queste ossa e annuncia loro: “Ossa inaridite, udite la parola del Signore. Così dice il Signore Dio a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e rivivrete. Metterò su di voi i nervi e farò crescere su di voi la carne, su di voi stenderò la pelle e infonderò in voi lo spirito e rivivrete. Saprete che io sono il Signore”». Io profetizzai come mi era stato ordinato; mentre profetizzavo, sentii un rumore e vidi un movimento fra le ossa, che si accostavano l’uno all’altro, ciascuno al suo corrispondente. Guardai, ed ecco apparire sopra di esse i nervi; la carne cresceva e la pelle le ricopriva, ma non c’era spirito in loro. Egli aggiunse: «Profetizza allo spirito, profetizza, figlio dell’uomo, e annuncia allo spirito: “Così dice il Signore Dio: Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi morti, perché rivivano”». Io profetizzai come mi aveva comandato e lo spirito entrò in essi e ritornarono in vita e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, sterminato.
    Mi disse: «Figlio dell’uomo, queste ossa sono tutta la casa d’Israele. Ecco, essi vanno dicendo: “Le nostre ossa sono inaridite, la nostra speranza è svanita, noi siamo perduti”. Perciò profetizza e annuncia loro: “Così dice il Signore Dio: Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nella terra d’Israele. Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi farò uscire dai vostri sepolcri, o popolo mio. Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nella vostra terra. Saprete che io sono il Signore. L’ho detto e lo farò”». Oracolo del Signore Dio.

    Parola di Dio.


    SALMELLO
    Mandi il tuo Spirito, sono creati,
    e rinnovi la faccia della terra.
    Benedici il Signore, anima mia,
    quanto è in me benedica il suo santo nome.
    Mandi il tuo Spirito, sono creati,
    e rinnovi la faccia della terra.


    ORAZIONE

    Dio onnipotente ed eterno, che nella visione delle ossa aride rianimate dallo Spirito ci hai rivelato la fonte della salvezza e della vita nuova, fa’ che lo stesso Spirito di verità ricolmi la tua Chiesa dei suoi doni. Per Cristo nostro Signore.


    IV LETTURA

    Lettura del profeta Gioele. (3, 1-5)
    L’effusione dello Spirito sopra ogni uomo.

    Così dice il Signore Dio:
    Dopo questo,
    io effonderò il mio spirito
    sopra ogni uomo
    e diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie;
    i vostri anziani faranno sogni,
    i vostri giovani avranno visioni.
    Anche sopra gli schiavi e sulle schiave
    in quei giorni effonderò il mio spirito.
    Farò prodigi nel cielo e sulla terra,
    sangue e fuoco e colonne di fumo.
    Il sole si cambierà in tenebre
    e la luna in sangue,
    prima che venga il giorno del Signore,
    grande e terribile.
    Chiunque invocherà il nome del Signore,
    sarà salvato,
    poiché sul monte Sion e in Gerusalemme
    vi sarà la salvezza,
    come ha detto il Signore,
    anche per i superstiti
    che il Signore avrà chiamato.

    Parola di Dio.


    SALMELLO
    Tuoi sono i cieli, tua è la terra,
    tu hai fondato il mondo e quanto contiene.

    Canterò senza fine le grazie del Signore,
    con la mia bocca annunzierò la tua fedeltà nei secoli.
    Tuoi sono i cieli, tua è la terra,
    tu hai fondato il mondo e quanto contiene.


    ORAZIONE

    Dio, che nella celebrazione di questa festa ci istruisci con le pagine dei due testamenti, donaci di conoscere sempre più il disegno della tua pietà, perché, accogliendo con animo aperto i doni presenti, ravviviamo in noi l’attesa di quelli futuri. Per Cristo nostro Signore.

    Segue la Messa della vigilia con l’EPISTOLA, il CANTO AL VANGELO e il VANGELO. Dopo il Vangelo tutto prosegue come di solito fino alla Comunione. Dopo la Comunione si canta il Magnificat con la relativa antifona e i tre Kyrie finali.


    ANTIFONA
    Gesù ordinò agli apostoli
    di non allontanarsi da Gerusalemme, *
    ma di attendere la promessa del Padre. Alleluia.


    CANTICO DELLA BEATA VERGINE MARIA
    L'anima mia *
    magnifica il Signore

    e il mio spirito esulta *
    in Dio, mio salvatore,

    perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *
    D'ora in poi tutte le generazioni
    mi chiameranno beata.

    Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
    e Santo è il suo nome:

    di generazione in generazione la sua misericordia *
    si stende su quelli che lo temono.

    Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
    ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

    ha rovesciato i potenti dai troni, *
    ha innalzato gli umili;

    ha ricolmato di beni gli affamati, *
    ha rimandato i ricchi a mani vuote.

    Ha soccorso Israele, suo servo, *
    ricordandosi della sua misericordia,

    come aveva promesso ai nostri padri, *
    ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

    Gloria.

    L'anima mia magnifica il Signore.

    Alla fine, ripetuta l’antifona si aggiungono i tre Kyrie eleison. La celebrazione si conclude con l’orazione dopo la comunione e la benedizione, prima della quale si potranno dare eventuali avvisi.


    Messa della Vigilia:


    ALL’ INGRESSO

    «Alla fine dei giorni – dice il Signore –
    effonderò il mio Spirito su ogni uomo», alleluia.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Per l’azione del tuo Spirito, che sostiene e fa crescere il corpo della Chiesa, serba, o Dio, in chi, rinato nel battesimo, è diventato tuo figlio, la grazia della santità che gli è stata donata; rinnova il nostro cuore e la nostra vita e fa’ che ti serviamo generosamente nell’unità della fede. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA: a scelta una delle quattro della celebrazione vigiliare.

    SALMO: quello seguente la Lettura scelta oppure il Salmo della Messa nel giorno


    EPISTOLA

    Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi. (2, 9-15a)
    Noi abbiamo ricevuto lo Spirito di Dio per conoscere ciò che Dio ci ha donato.

    Fratelli, sta scritto:
    Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì,
    né mai entrarono in cuore di uomo,
    Dio le ha preparate per coloro che lo amano.
    Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio. Chi infatti conosce i segreti dell’uomo se non lo spirito dell’uomo che è in lui? Così anche i segreti di Dio nessuno li ha mai conosciuti se non lo Spirito di Dio. Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere ciò che Dio ci ha donato. Di queste cose noi parliamo, con parole non suggerite dalla sapienza umana, bensì insegnate dallo Spirito, esprimendo cose spirituali in termini spirituali. Ma l’uomo lasciato alle sue forze non comprende le cose dello Spirito di Dio: esse sono follia per lui e non è capace di intenderle, perché di esse si può giudicare per mezzo dello Spirito. L’uomo mosso dallo Spirito, invece, giudica ogni cosa.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Lo Spirito Santo vi insegnerà
    ciò che bisogna dire.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Giovanni. (16, 5-14)
    Quando sarò andato, vi manderò il Paràcito; egli vi guiderà a tutta la verità.

    In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato.
    Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    «Quando mostrerò la mia santità in voi
    - dice il Signore - vi radunerò tra le genti
    e vi darò un cuore nuovo», alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    A chi per la forza della tua grazia e per l’azione trasformante dello Spirito Santo è interiormente rinato nel battesimo, dona, o Padre, di vivere senza pentimenti e senza stanchezza come figli del regno dei cieli. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI

    Effondi, o Dio, la potenza del tuo Spirito sulle nostre umili offerte perché ci doni di comprendere e di gustare per sempre il mistero che oggi celebriamo nell’esaltazione del suo nome e dei suoi prodigi. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, renderti grazie, Dio onnipotente. A coloro che nella comunione di vita col Signore risorto hai prescelto a diventare tuoi figli, tu concedi, o Padre, con l’effusione dello Spirito santo i tuoi doni di grazia, portando a compimento il mistero pasquale e anticipando al popolo dei credenti le primizie dell’eredità eterna, che sono chiamati a condividere con Cristo redentore. Così diviene tanto più certa la loro fiducia di incontrarsi con lui nella gloria, quanto più chiara è per essi la coscienza del loro riscatto, e l’esperienza dello Spirito è più inebriante e più viva. Riconoscenti e ammiràti per questo disegno d’amore, uniti agli angeli e ai santi, eleviamo a te, o Padre, l’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    Se si usa la Preghiera Eucaristica I, si dice il Communicantes (In comunione) proprio.


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Dio stesso ci ha segnato con l’unzione santa,
    confermandoci col dono dello Spirito
    che vive nei nostri cuori, alleluia.


    ALLA COMUNIONE

    «In verità vi dico: il Padre mio
    vi dona il vero pane del cielo - dice il Signore -;
    il pane di Dio è colui che discende dal cielo
    e dà la vita al mondo», alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE

    Nutriti alla tua mensa, ti imploriamo, o Dio santo ed eterno, che il compimento del mistero pasquale resti nel nostro cuore per sempre come principio di azione e di vita. Per Cristo nostro Signore.

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