Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
Pagina 31 di 37 PrimaPrima ... 212930313233 ... UltimaUltima
Risultati da 301 a 310 di 362

Discussione: Testi liturgici della Messa in Rito Ambrosiano (2021-2022)

  1. #301
    Moderatore Globale L'avatar di Ambrosiano
    Data Registrazione
    May 2006
    Località
    Milano
    Messaggi
    12,217
    12 Settembre

    Santo Nome della Beata Vergine Maria (memoria)
    Anno II


    ALL’ INGRESSO

    Benedetta sei tu, vergine Maria,
    dal Signore Dio, l’Altissimo,
    più di tutte le donne sulla terra;
    egli ha tanto esaltato il tuo nome
    che sulla bocca di tutti sarà sempre la tua lode.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    La tua Chiesa, o Padre, come vergine pura e fedele, custodisca la tua alleanza e, imitando la vita della santa Madre di Dio di cui oggi celebriamo il nome glorioso, mantenga integra la sua fede, salda la speranza, ardente l’amore. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura della prima lettera di san Pietro apostolo (3, 1-7)
    Voi, mogli, siate sottomesse ai vostri mariti; voi, mariti, rendete onore alle vostre mogli.

    Voi, mogli, state sottomesse ai vostri mariti, perché, anche se alcuni non credono alla Parola, vengano riguadagnati dal comportamento delle mogli senza bisogno di discorsi, avendo davanti agli occhi la vostra condotta casta e rispettosa. Il vostro ornamento non sia quello esteriore – capelli intrecciati, collane d’oro, sfoggio di vestiti – ma piuttosto, nel profondo del vostro cuore, un’anima incorruttibile, piena di mitezza e di pace: ecco ciò che è prezioso davanti a Dio. Così un tempo si ornavano le sante donne che speravano in Dio; esse stavano sottomesse ai loro mariti, come Sara che obbediva ad Abramo, chiamandolo signore. Di lei siete diventate figlie, se operate il bene e non vi lasciate sgomentare da alcuna minaccia.
    Così pure voi, mariti, trattate con riguardo le vostre mogli, perché il loro corpo è più debole, e rendete loro onore perché partecipano con voi della grazia della vita: così le vostre preghiere non troveranno ostacolo.

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 23(24)

    R. Ecco la generazione che cerca il volto del Signore.


    Del Signore è la terra e quanto contiene:
    il mondo, con i suoi abitanti.
    È lui che l’ha fondato sui mari
    e sui fiumi l’ha stabilito. R.

    Chi potrà salire il monte del Signore?
    Chi potrà stare nel suo luogo santo?
    Chi ha mani innocenti e cuore puro,
    chi non si rivolge agli idoli,
    chi non giura con inganno. R.

    Egli otterrà benedizione dal Signore,
    giustizia da Dio sua salvezza.
    Ecco la generazione che lo cerca,
    che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe. R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Non siate motivo di scandalo
    né ai Giudei, né ai Greci, né alla Chiesa di Dio.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Luca (17, 1-3a)

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «È inevitabile che vengano scandali, ma guai a colui a causa del quale vengono. È meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi!».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Salve, Madre santa: tu hai dato alla luce il Re,
    che governa il cielo e la terra nei secoli, in eterno.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Dio onnipotente, la tua mano ci difenda da ogni pericolo; l’intercessione e i meriti della beata Vergine Maria ci ottengano di vivere oggi e sempre operosi e sereni. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    Ti presentiamo con gioia, o Dio, il pane e il vino per il sacrificio di lode nella festa della Vergine Maria; in cambio della nostra umile offerta donaci di partecipare più intimamente al mistero della redenzione. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    Giusto, o Padre, è il nostro desiderio di lodarti per le virtù di tutti i tuoi santi, ma principalmente per la grandezza della beata Vergine Maria, di cui oggi celebriamo il nome glorioso. Lei sola, per singolare privilegio, è la piena di grazia, la tutta pura, la nuova Eva che, generando il Redentore per virtù dello Spirito Santo, è diventata la madre di tutti i credenti. E noi, tuo popolo a lei devoto, uniti ai cori degli angeli, esultando proclamiamo la tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    L’anima mia magnifica il Signore,
    e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore.


    ALLA COMUNIONE

    Tutte le generazioni mi chiameranno beata
    perché Dio ha guardato con bontà
    all’umile sua ancella.
    Eccomi, sono la serva del Signore:
    avvenga di me secondo la tua parola.


    DOPO LA COMUNIONE

    O Dio, che anche oggi, nel ricordo della beata Vergine Maria, ci hai nutrito alla tua mensa, donaci di partecipare all’eterno convito che in questo sacramento ci hai fatto pregustare. Per Cristo nostro Signore.

  2. #302
    Moderatore Globale L'avatar di Ambrosiano
    Data Registrazione
    May 2006
    Località
    Milano
    Messaggi
    12,217
    13 Settembre

    San Giovanni Crisostomo, vescovo e dottore della Chiesa (memoria)
    Anno II

    Messa dal comune dei pastori (per un vescovo) oppure dal comune dei dottori della Chiesa


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, sostegno di chi spera in te, che ci hai dato in san Giovanni Crisostomo un vescovo mirabile per l’eloquenza e per l’invitta costanza nelle persecuzioni, fa’ che il popolo cristiano, illuminato dalla sua dottrina, sappia imitare la sua fortezza evangelica. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura della prima lettera di san Pietro apostolo (3, 8-17)
    Siate sempre pronti a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi.

    Carissimi, siate tutti concordi, partecipi delle gioie e dei dolori degli altri, animati da affetto fraterno, misericordiosi, umili. Non rendete male per male né ingiuria per ingiuria, ma rispondete augurando il bene. A questo infatti siete stati chiamati da Dio per avere in eredità la sua benedizione.
    Chi infatti vuole amare la vita
    e vedere giorni felici
    trattenga la lingua dal male
    e le labbra da parole d’inganno,
    eviti il male e faccia il bene,
    cerchi la pace e la segua,
    perché gli occhi del Signore sono sopra i giusti
    e le sue orecchie sono attente alle loro preghiere;
    ma il volto del Signore è contro coloro che fanno il male.
    E chi potrà farvi del male, se sarete ferventi nel bene? Se poi doveste soffrire per la giustizia, beati voi! Non sgomentatevi per paura di loro e non turbatevi, ma adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi. Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza, perché, nel momento stesso in cui si parla male di voi, rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo. Se questa infatti è la volontà di Dio, è meglio soffrire operando il bene che facendo il male.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 34(33)

    R. Gustate e vedete com’è buono il Signore.

    Benedirò il Signore in ogni tempo,
    sulla mia bocca sempre la sua lode.
    Io mi glorio nel Signore:
    i poveri ascoltino e si rallegrino.
    Magnificate con me il Signore,
    esaltiamo insieme il suo nome. R.

    Gustate e vedete com’è buono il Signore;
    beato l’uomo che in lui si rifugia.
    Temete il Signore, suoi santi:
    nulla manca a coloro che lo temono.
    I leoni sono miseri e affamati,
    ma a chi cerca il Signore non manca alcun bene. R.

    Chi è l’uomo che desidera la vita
    e ama i giorni in cui vedere il bene?
    Custodisci la lingua dal male,
    le labbra da parole di menzogna. R.

    Sta’ lontano dal male e fa’ il bene,
    cerca e persegui la pace.
    Gli occhi del Signore sui giusti,
    i suoi orecchi al loro grido di aiuto. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Mettete ogni impegno
    per aggiungere alla vostra fede la virtù,
    alla pietà l’amore fraterno,
    e vi sarà aperto l’ingresso nel regno
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (17, 3b-6)

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Se il tuo fratello commetterà una colpa, rimproveralo; ma se si pentirà, perdonagli. E se commetterà una colpa sette volte al giorno contro di te e sette volte ritornerà a te dicendo: “Sono pentito”, tu gli perdonerai».
    Gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe».

    Parola del Signore.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, Padre onnipotente, che nel tuo Verbo hai mandato agli uomini la vera luce e ne hai reso largamente partecipe e dispensatore san Giovanni donaci di essere da lui formàti all’eterna contemplazione del tuo mistero. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Accogli, Dio onnipotente, il sacrificio che ti presentiamo nel ricordo di san Giovanni e fa’ che imitando il suo esempio amiamo la conoscenza della verità che salva e nella sua luce ci consacriamo al servizio della tua gloria. Per Cristo nostro Signore.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, fonte di ogni sapienza, la celebrazione di questo mistero, che ha riunito la tua Chiesa nella gloriosa memoria di san Giovanni, ci confermi nell’amore del tuo nome e ci renda fedeli testimoni della tua verità. Per Cristo nostro Signore.

  3. #303
    Moderatore Globale L'avatar di Ambrosiano
    Data Registrazione
    May 2006
    Località
    Milano
    Messaggi
    12,217
    14 settembre

    Esaltazione della Santa Croce (Festa del Signore)



    ALL’INGRESSO
    O croce gloriosa di Cristo,
    tu rendi vane le seduzioni del Maligno
    e spezzi le catene dei peccati!
    Esultino tutti i popoli: il nostro Re ha sconfitto l’inferno.


    Si dice il Gloria.


    ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che ci hai redento col sangue prezioso del tuo Unigenito, lìberaci dalle catene dei peccati poiché adoriamo la croce, da cui ci venne la vita. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro dei Numeri. (21, 4b-9)
    Chiunque, dopo essere stato morso, guarderà il serpente, resterà in vita.

    In quei giorni. Il popolo non sopportò il viaggio. Il popolo disse contro Dio e contro Mosè: «Perché ci avete fatto salire dall’Egitto per farci morire in questo deserto? Perché qui non c’è né pane né acqua e siamo nauseati di questo cibo così leggero». Allora il Signore mandò fra il popolo serpenti brucianti i quali mordevano la gente, e un gran numero d’Israeliti morì. Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato, perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; supplica il Signore che allontani da noi questi serpenti». Mosè pregò per il popolo. Il Signore disse a Mosè: «Fatti un serpente e mettilo sopra un’asta; chiunque sarà stato morso e lo guarderà, resterà in vita». Mosè allora fece un serpente di bronzo e lo mise sopra l’asta; quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, restava in vita.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 77 (78)

    R. Sei tu, Signore, la nostra salvezza.

    Ascolta, popolo mio, la mia legge,
    porgi l’orecchio alle parole della mia bocca.
    Aprirò la mia bocca con una parabola,
    rievocherò gli enigmi dei tempi antichi. R.

    Quando li uccideva, lo cercavano
    e tornavano a rivolgersi a lui,
    il loro cuore non era costante verso di lui
    e non erano fedeli alla sua alleanza. R.

    Ma lui, misericordioso, perdonava la colpa,
    invece di distruggere.
    Molte volte trattenne la sua ira
    e non scatenò il suo furore. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi. (2, 6-11)
    Gesù Cristo umiliò sé stesso; per questo Dio lo esaltò.

    Fratelli,
    Gesù Cristo, pur essendo nella condizione di Dio,
    non ritenne un privilegio
    l’essere come Dio,
    ma svuotò se stesso
    assumendo una condizione di servo,
    diventando simile agli uomini.
    Dall’aspetto riconosciuto come uomo,
    umiliò se stesso
    facendosi obbediente fino alla morte
    e a una morte di croce.
    Per questo Dio lo esaltò
    e gli donò il nome
    che è al di sopra di ogni nome,
    perché nel nome di Gesù
    ogni ginocchio si pieghi
    nei cieli, sulla terra e sotto terra,
    e ogni lingua proclami:
    «Gesù Cristo è Signore!»,
    a gloria di Dio Padre.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Noi ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,
    perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni. (3, 13-17)
    Bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato.

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Nicodèmo: «Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
    Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    O croce benedetta, che sola fosti degna
    di portare il Re dei cieli
    e il Signore del mondo.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, Padre nostro, che hai voluto salvare gli uomini con la morte in croce del tuo unico Figlio, concedi a noi, che nel nostro esilio abbiamo conosciuto questo mistero di amore e di grazia, di conseguire i frutti della redenzione nella patria del cielo. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo


    SUI DONI
    O Dio misericordioso, che sai prevenire la preghiera e le offerte della nostra povertà, fa’ che la fede nell’albero insanguinato della croce ci apra la porta della vita eterna, chiusa per noi dalla colpa orgogliosa commessa da Adamo presso l’albero dell’antico giardino. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta renderti grazie, o Dio di infinita potenza.
    Noi celebriamo il glorioso vessillo di Cristo che, distruggendo la colpa commessa all’origine sotto l’albero del divieto, ci ha ottenuto il perdono dei peccati. Figura di questo santo legno è la verga di Mosè, che dividendo le acque aperse nel mare la via della salvezza e vi sommerse il persecutore. Sulla croce il Redentore si sottopose all’obbrobrio e, strappandoci all’antico avversario, rovesciò il regno della morte e spalancò le porte della vita eterna.
    Gioiosi per tanta vittoria, con tutte le creature del cielo e della terra eleviamo a te, o Padre, l’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Noi ti lodiamo, Cristo, e ti benediciamo
    perché con la tua croce
    hai redento il mondo.


    ALLA COMUNIONE
    Signore Dio,
    che sulla croce hai perdonato al ladro,
    nel tuo regno ricòrdati di me.


    DOPO LA COMUNIONE
    Signore Gesù Cristo, che ci hai nutrito al tuo convito di grazia, fa’ che il tuo popolo, redento e rinnovato dal sacrificio della croce, risorga un giorno nella gloria con te, che vivi e regni nei secoli dei secoli.

  4. #304
    Moderatore Globale L'avatar di Ambrosiano
    Data Registrazione
    May 2006
    Località
    Milano
    Messaggi
    12,217
    15 Settembre

    Beata Vergine Maria Addolorata (memoria)
    Anno II


    ALL’ INGRESSO

    Simeone disse a Maria:
    «Il Figlio tuo è qui per la rovina
    e la risurrezione di molti in Israele,
    segno di contraddizione;
    e anche a te una spada trafiggerà l’anima».


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che volesti accanto al tuo Figlio, innalzato sulla croce, la presenza della sua Madre addolorata, fa’ che la santa Chiesa, associata con lei alla passione redentrice, partecipi alla gloria del Signore risorto, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura della prima lettera di san Pietro apostolo (4, 1-11)
    Ciascuno, secondo il dono ricevuto, lo metta a servizio degli altri.

    Carissimi, avendo Cristo sofferto nel corpo, anche voi dunque armatevi degli stessi sentimenti. Chi ha sofferto nel corpo ha rotto con il peccato, per non vivere più il resto della sua vita nelle passioni umane, ma secondo la volontà di Dio. È finito il tempo trascorso nel soddisfare le passioni dei pagani, vivendo nei vizi, nelle cupidigie, nei bagordi, nelle orge, nelle ubriachezze e nel culto illecito degli idoli. Per questo trovano strano che voi non corriate insieme con loro verso questo torrente di perdizione, e vi oltraggiano. Ma renderanno conto a colui che è pronto a giudicare i vivi e i morti. Infatti anche ai morti è stata annunciata la buona novella, affinché siano condannati, come tutti gli uomini, nel corpo, ma vivano secondo Dio nello Spirito.
    La fine di tutte le cose è vicina. Siate dunque moderati e sobri, per dedicarvi alla preghiera. Soprattutto conservate tra voi una carità fervente, perché la carità copre una moltitudine di peccati. Praticate l’ospitalità gli uni verso gli altri, senza mormorare. Ciascuno, secondo il dono ricevuto, lo metta a servizio degli altri, come buoni amministratori della multiforme grazia di Dio. Chi parla, lo faccia con parole di Dio; chi esercita un ufficio, lo compia con l’energia ricevuta da Dio, perché in tutto sia glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo, al quale appartengono la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen!

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 72(73)

    R. Quanto è buono Dio con i puri di cuore!


    Io per poco non inciampavo,
    quasi vacillavano i miei passi,
    perché ho invidiato i prepotenti,
    vedendo il successo dei malvagi. R.

    Quando era amareggiato il mio cuore
    e i miei reni trafitti dal dolore,
    io ero insensato e non capivo,
    stavo davanti a te come una bestia. R.

    Ma io sono sempre con te:
    tu mi hai preso per la mano destra.
    Mi guiderai secondo i tuoi disegni
    e poi mi accoglierai nella gloria. R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Ricolmi dello Spirito,
    rendiamo grazie per ogni cosa a Dio Padre,
    nel nome del Signore nostro Gesù Cristo.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Luca (17, 11-19)

    In quel tempo. Lungo il cammino verso Gerusalemme, il Signore Gesù attraversava la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Tutto sopporto per gli eletti
    perché in Cristo Gesù conseguano
    la salvezza e la gloria eterna.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Signore Gesù, che nel martirio della croce affidasti tua Madre al discepolo amato perché l’assistesse in tua vece, dona anche a noi, che per tua grazia ti siamo fratelli, di essere veramente figli della Vergine santa e accoglici tra gli eletti in paradiso, dove tu vivi e regni nei secoli dei secoli.


    SUI DONI

    Accogli propizio, o Padre, l’offerta che oggi presentiamo al tuo altare, come ti fu gradito, nell’immolazione del Calvario, il cuore obbediente e fedele della vergine Maria. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. La sofferenza, come spada crudele, ferisce sul Calvario il cuore della vergine Maria, mentre il Salvatore del mondo, appeso alla croce, libera i figli di Adamo dall’antica condanna e dischiude nel suo sangue le porte del regno. Nell’affrontare la morte per i nostri peccati, Cristo volle associare particolarmente la Madre alla passione redentrice perché ai figli impetrasse più copiosi i frutti del sacrificio. E noi, contemplando il tuo disegno d’amore misterioso e sapiente, invochiamo l’aiuto di questa madre dolcissima e, uniti a lei e a tutti i santi, ti eleviamo l’inno della lode perenne: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    In piedi sotto la croce,
    la Madre guardava con amore le ferite del Figlio,
    che avrebbe meritato la redenzione del mondo.


    ALLA COMUNIONE

    Voi che siete partecipi
    delle sofferenze di Cristo, rallegratevi
    perché anche nella rivelazione della sua gloria
    possiate gioire ed esultare.


    DOPO LA COMUNIONE

    O Padre, che nella memoria della beata Vergine addolorata ci hai fatto partecipi dei sacramenti di salvezza, aiutaci a compiere in noi, per la santa Chiesa, ciò che manca alla passione di Cristo tuo Figlio, che vive e regna nei secoli dei secoli.

  5. #305
    Moderatore Globale L'avatar di Ambrosiano
    Data Registrazione
    May 2006
    Località
    Milano
    Messaggi
    12,217
    16 Settembre

    Santi Cornelio, papa e Cipriano, vescovo, martiri (memoria)
    Anno II

    Messa dal comune dei martiri (per più martiri) oppure dal comune dei pastori (per più pastori)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, che hai dato al tuo popolo i santi Cornelio e Cipriano, pastori generosi e martiri intrepidi, con il loro aiuto rendici forti e perseveranti nella fede e donaci di collaborare assiduamente all’unità della Chiesa. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura della prima lettera di san Pietro apostolo (4, 12-19)
    Non meravigliatevi della persecuzione che, come un incendio, è scoppiata in mezzo a voi.

    Carissimi, non meravigliatevi della persecuzione che, come un incendio, è scoppiata in mezzo a voi per mettervi alla prova, come se vi accadesse qualcosa di strano. Ma, nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi perché anche nella rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare. Beati voi, se venite insultati per il nome di Cristo, perché lo Spirito della gloria, che è Spirito di Dio, riposa su di voi. Nessuno di voi abbia a soffrire come omicida o ladro o malfattore o delatore. Ma se uno soffre come cristiano, non ne arrossisca; per questo nome, anzi, dia gloria a Dio.
    È questo il momento in cui ha inizio il giudizio a partire dalla casa di Dio; e se incomincia da noi, quale sarà la fine di quelli che non obbediscono al vangelo di Dio? E se il giusto a stento si salverà, che ne sarà dell’empio e del peccatore? Perciò anche quelli che soffrono secondo il volere di Dio, consegnino la loro vita al Creatore fedele, compiendo il bene.

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 10(11)

    R. Mio rifugio è il Signore.


    Nel Signore mi sono rifugiato.
    Come potete dirmi:
    «Fuggi come un passero verso il monte»?
    Ecco, i malvagi tendono l’arco,
    aggiustano la freccia della corda
    per colpire nell’ombra i retti di cuore. R.

    Quando sono scosse le fondamenta,
    il giusto che cosa può fare?
    Ma il Signore sta nel suo tempio santo,
    il Signore ha il trono nei cieli.
    I suoi occhi osservano attenti,
    le sue pupille scrutano l’uomo. R.

    Il Signore scruta giusti e malvagi,
    egli odia chi ama la violenza.
    Brace, fuoco e zolfo farà piovere sui malvagi;
    vento bruciante toccherà loro in sorte.
    Giusto è il Signore, ama le cose giuste;
    gli uomini retti contempleranno il suo volto. R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Luca (17, 22-25)

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».

    Parola del Signore.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Padre misericordioso, moltiplica per noi le tue grazie e fa’ che imitiamo i tuoi gloriosi martiri Cornelio e Cipriano nella vittoriosa professione di fede. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    Accetta, o Dio, l’offerta che ti presentiamo nel ricordo dei santi martiri Cornelio e Cipriano e dona anche a noi nell’ora della prova la forza che essi attinsero da questo sacrificio. Per Cristo nostro Signore.


    DOPO LA COMUNIONE

    La partecipazione a questi santi misteri ci comunichi, o Dio, il tuo spirito di fortezza perché sull’esempio dei martiri Cornelio e Cipriano possiamo rendere testimonianza alla verità del vangelo. Per Cristo nostro Signore.

  6. #306
    Moderatore Globale L'avatar di Ambrosiano
    Data Registrazione
    May 2006
    Località
    Milano
    Messaggi
    12,217
    17 Settembre

    San Sàtiro (memoria)
    Anno II


    ALL’ INGRESSO

    Quest’uomo è stato sempre fedele,
    ha reso giustizia agli oppressi
    e ha dato il pane agli affamati.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Guarda, o Dio, alla tua Chiesa che celebra l’antica e gloriosa memoria del beato Sàtiro, fratello di Ambrogio, nostro padre e maestro, e suo prezioso collaboratore nella cura pastorale, e suscita in essa la dedizione laboriosa di molti all’opera del vangelo e all’edificazione del tuo popolo. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro del Deuteronomio (12, 1-12)
    Andrete al luogo che il Signore, vostro Dio, avrà scelto per stabilirvi il suo nome.

    In quei giorni. Mosè disse: «Queste sono le leggi e le norme che avrete cura di mettere in pratica nella terra che il Signore, Dio dei tuoi padri, ti dà perché tu la possegga finché vivrete nel paese.
    Distruggerete completamente tutti i luoghi dove le nazioni che state per scacciare servono i loro dèi: sugli alti monti, sui colli e sotto ogni albero verde. Demolirete i loro altari, spezzerete le loro stele, taglierete i loro pali sacri, brucerete nel fuoco le statue dei loro dèi e cancellerete il loro nome da quei luoghi.
    Non farete così con il Signore, vostro Dio, ma lo cercherete nella sua dimora, nel luogo che il Signore, vostro Dio, avrà scelto fra tutte le vostre tribù, per stabilirvi il suo nome: là andrete. Là presenterete i vostri olocausti e i vostri sacrifici, le vostre decime, quello che le vostre mani avranno prelevato, le vostre offerte votive e le vostre offerte spontanee e i primogeniti del vostro bestiame grosso e minuto; mangerete davanti al Signore, vostro Dio, e gioirete voi e le vostre famiglie per ogni opera riuscita delle vostre mani e di cui il Signore, vostro Dio, vi avrà benedetti.
    Non farete come facciamo oggi qui, dove ognuno fa quanto gli sembra bene, perché ancora non siete giunti al luogo del riposo e nel possesso che il Signore, vostro Dio, sta per darvi. Ma quando avrete attraversato il Giordano e abiterete nella terra che il Signore, vostro Dio, vi dà in eredità, ed egli vi avrà messo al sicuro da tutti i vostri nemici che vi circondano e abiterete tranquilli, allora porterete al luogo che il Signore, vostro Dio, avrà scelto per fissarvi la sede del suo nome quanto vi comando: i vostri olocausti e i vostri sacrifici, le vostre decime, quello che le vostre mani avranno prelevato e tutte le offerte scelte che avrete promesso come voto al Signore. Gioirete davanti al Signore, vostro Dio, voi, i vostri figli, le vostre figlie, i vostri schiavi, le vostre schiave e il levita che abiterà le vostre città, perché non ha né parte né eredità in mezzo a voi».

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 95(96)

    R. Popoli tutti, date gloria al Signore!


    Date al Signore, o famiglie dei popoli,
    date al Signore gloria e potenza,
    date al Signore la gloria del suo nome.
    Portate offerte ed entrate nei suoi atri. R.

    Prostratevi al Signore nel suo atrio santo.
    Tremi davanti a lui tutta la terra.
    Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
    È stabile il mondo, non potrà vacillare!
    Egli giudica i popoli con rettitudine. R.

    Gioiscano i cieli, esulti la terra,
    risuoni il mare e quanto racchiude;
    davanti al Signore che viene:
    sì, egli viene a giudicare la terra;
    giudicherà il mondo con giustizia
    e nella sua fedeltà i popoli. R.


    EPISTOLA

    Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (9, 25 – 10, 4)
    Il termine della Legge è Cristo, perché la giustizia sia data a chiunque crede.

    Fratelli, esattamente come dice Osea:
    Chiamerò mio popolo quello che non era mio popolo
    e mia amata quella che non era l’amata.
    E avverrà che, nel luogo stesso dove fu detto loro:
    «Voi non siete mio popolo»,
    là saranno chiamati figli del Dio vivente.
    E quanto a Israele, Isaia esclama:
    Se anche il numero dei figli d’Israele
    fosse come la sabbia del mare,
    solo il resto sarà salvato;
    perché con pienezza e rapidità
    il Signore compirà la sua parola sulla terra.
    E come predisse Isaia:
    Se il Signore degli eserciti
    non ci avesse lasciato una discendenza,
    saremmo divenuti come Sòdoma
    e resi simili a Gomorra.
    Che diremo dunque? Che i pagani, i quali non cercavano la giustizia, hanno raggiunto la giustizia, la giustizia però che deriva dalla fede; mentre Israele, il quale cercava una Legge che gli desse la giustizia, non raggiunse lo scopo della Legge. E perché mai? Perché agiva non mediante la fede, ma mediante le opere. Hanno urtato contro la pietra d’inciampo, come sta scritto:
    Ecco, io pongo in Sion una pietra d’inciampo
    e un sasso che fa cadere;
    ma chi crede in lui non sarà deluso.
    Fratelli, il desiderio del mio cuore e la mia preghiera salgono a Dio per la loro salvezza. Infatti rendo loro testimonianza che hanno zelo per Dio, ma non secondo una retta conoscenza. Perché, ignorando la giustizia di Dio e cercando di stabilire la propria, non si sono sottomessi alla giustizia di Dio. Ora, il termine della Legge è Cristo, perché la giustizia sia data a chiunque crede.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Alcuni Greci si avvicinarono a Filippo
    e gli domandarono: «Vogliamo vedere Gesù».
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Luca (18, 31-34)
    A Gerusalemme, tutto ciò che fu scritto dai profeti riguardo al Figlio dell’uomo si compirà.

    In quel tempo. Il Signore Gesù prese con sé i Dodici e disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e si compirà tutto ciò che fu scritto dai profeti riguardo al Figlio dell’uomo: verrà infatti consegnato ai pagani, verrà deriso e insultato, lo copriranno di sputi e, dopo averlo flagellato, lo uccideranno e il terzo giorno risorgerà». Ma quelli non compresero nulla di tutto questo; quel parlare restava oscuro per loro e non capivano ciò che egli aveva detto.


    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Il giusto fiorirà come palma,
    crescerà come cedro del Libano;
    piantato nella casa del Signore,
    fiorirà nella casa del Dio nostro.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Nel ricordo del beato Sàtiro concedi, o Dio misericordioso, ai tuoi figli la perseveranza nella grazia battesimale, l’innocenza della vita e lo spirito di sacrificio perché possano crescere nel mondo come segni eloquenti della tua volontà di salvezza. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    Concedi, o Padre, ai tuoi servi, che celebrano i divini misteri, la comunione e l’amore verso l’unica Chiesa, e fa’ che, sull’esempio del beato Sàtiro, superando fatiche e disagi, custodiscano illibata la vera fede in Cristo, tuo Figlio, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, celebrando il tuo disegno di amore. Tu hai voluto nel fratello Sàtiro assegnare ad Ambrogio un compagno nelle fatiche e un collaboratore nella missione. Attendendo al governo della casa del vescovo, egli ne agevolò e nobilitò il ministero, edificando questa santa Chiesa milanese con lo spirito di povertà, castità e mitezza. Uniti a lui e a tutti i cori degli angeli, con voce unanime eleviamo l’inno perenne della tua lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Signore, mi hai consegnato cinque talenti:
    ecco, ne ho guadagnati altri cinque.
    Vieni, servo buono e fedele,
    sei stato fedele nel poco,
    ti darò autorità su molto;
    entra nel gaudio del tuo Signore.


    ALLA COMUNIONE

    Si allietino i giusti,
    esultino davanti a Dio e cantino di gioia.


    DOPO LA COMUNIONE

    Proteggi e conforta, o Dio, i tuoi figli, nutrìti del sacramento celeste; questo divino presidio, che ha dato coraggio a san Sàtiro, ci salvi tra le tempeste e gli scogli dell’insidioso mare della vita. Per Cristo nostro Signore.

  7. #307
    Moderatore Globale L'avatar di Ambrosiano
    Data Registrazione
    May 2006
    Località
    Milano
    Messaggi
    12,217
    18 settembre

    III DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE

    Anno C


    VANGELO DELLA RISURREZIONE

    Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Matteo. (28, 8-10)

    Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, il Signore Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».

    Cristo Signore è risorto!


    ALL’INGRESSO
    Il Signore mi ha liberato,
    mi ha salvato perché mi ama.


    Si dice ilGloria.


    ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
    Apri, o Dio, all’ascolto della tua voce gli animi dei tuoi figli perché si accresca la nostra fede e si mantenga pura da ogni colpa la nostra vita. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del profeta Isaia (43,24c–44,3)
    Tu mi hai dato molestia con i peccati, ma io cancello i tuoi misfatti per amore di me stesso.

    Così dice il Signore Dio:
    «Non hai acquistato con denaro la cannella per me
    né mi hai saziato con il grasso dei tuoi sacrifici.
    Ma tu mi hai dato molestia con i peccati,
    mi hai stancato con le tue iniquità.
    Io, io cancello i tuoi misfatti per amore di me stesso,
    e non ricordo più i tuoi peccati.
    Fammi ricordare, discutiamo insieme;
    parla tu per giustificarti.
    Il tuo primo padre peccò,
    i tuoi intermediari mi furono ribelli.
    Perciò profanai i capi del santuario
    e ho votato Giacobbe all’anatema,
    Israele alle ingiurie».
    Ora ascolta, Giacobbe mio servo,
    Israele che ho eletto.
    Così dice il Signore che ti ha fatto,
    che ti ha formato dal seno materno e ti soccorre:
    «Non temere, Giacobbe mio servo,
    Iesurùn che ho eletto,
    poiché io verserò acqua sul suolo assetato,
    torrenti sul terreno arido.
    Verserò il mio spirito sulla tua discendenza,
    la mia benedizione sui tuoi posteri».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 32(33)

    R. Cantate al Signore, acclamate il suo santo nome.

    Cantate al Signore un canto nuovo,
    con arte suonate la cetra e acclamate,
    perché retta è la parola del Signore
    e fedele ogni sua opera. R.

    Beata la nazione che ha il Signore come Dio,
    il popolo che egli ha scelto come sua eredità.
    Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
    su chi spera nel suo amore. R.

    L’anima nostra attende il Signore:
    egli è nostro aiuto e nostro scudo.
    È in lui che gioisce il nostro cuore,
    nel suo santo nome noi confidiamo. R.


    EPISTOLA
    Lettera agli Ebrei (11,39–12,4)
    Tenete fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento.

    Fratelli, i nostri padri, pur essendo stati approvati a causa della loro fede, non ottennero ciò che era stato loro promesso: Dio infatti per noi aveva predisposto qualcosa di meglio, affinché essi non ottenessero la perfezione senza di noi.
    Anche noi dunque, circondati da tale moltitudine di testimoni, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento. Egli, di fronte alla gioia che gli era posta dinanzi, si sottopose alla croce, disprezzando il disonore, e siede alla destra del trono di Dio. Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d’animo. Non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Io sono nel Padre e il Padre è in me, dice il Signore;
    credetelo per le opere stesse.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni. (5,25-36)
    Quanti ascolteranno la voce del Figlio di Dio vivranno.

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno. Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna. Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
    Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C’è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera. Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce.
    Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Esulta il mio cuore per la tua salvezza,
    canto al Signore che mi da ogni bene
    e inneggio all’Altissimo.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    La tua Chiesa si allieti, o Padre, delle grazie che copiosamente le doni; si conservi fedele a Cristo Signore e meriti di condividere la gloria eterna con lui, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Guarda con bontà, o Dio forte ed eterno, a questo rito sacrificale; accogli i doni posti sul santo altare e con cuore generoso benedici i tuoi figli. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta renderti grazie e innalzare a te l’inno di benedizione e di lode, Dio onnipotente ed eterno.
    Tu hai creato il mondo nella varietà dei tuoi elementi, hai disposto l’avvicendarsi dei tempi e delle stagioni e all’uomo, fatto a tua immagine, hai affidato le meraviglie dell’universo perché, fedele interprete dei tuoi disegni, esercitasse il dominio su ogni creatura e nelle tue opere glorificasse te, Creatore e Padre, per Cristo Signore nostro.
    In lui il cielo e la terra, gli angeli e i santi cantano con voce unanime la tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Dio, mio Signore, in te mi rifugio;
    salvami da chi mi perseguita e liberami.


    ALLA COMUNIONE
    Gli angeli stanno intorno all’altare
    e Cristo porge il Pane dei santi
    e il Calice di vita a remissione dei peccati.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, che ci hai chiamato a celebrare nella concordia la cena del tuo Figlio, ricolmaci della sua carità perché ci serbiamo tutti uniti col vincolo dell’amore in lui che ci ha reso fratelli, e vive e regna nei secoli dei secoli.

  8. #308
    Moderatore Globale L'avatar di Ambrosiano
    Data Registrazione
    May 2006
    Località
    Milano
    Messaggi
    12,217
    19 Settembre

    LUNEDÌ DELLA III SETTIMANA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE
    Anno II


    ALL’ INGRESSO

    Il Signore mi ha liberato,
    mi ha salvato perché mi ama.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Apri, o Dio, all’ascolto della tua voce gli animi dei tuoi figli perché si accresca la nostra fede e si mantenga pura da ogni colpa la nostra vita. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA

    Lettura della prima lettera di san Pietro apostolo (5, 1-14)
    Vi saluta la comunità che è stata eletta come voi e vive in Babilonia.

    Carissimi, esorto gli anziani che sono tra voi, quale anziano come loro, testimone delle sofferenze di Cristo e partecipe della gloria che deve manifestarsi: pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo non perché costretti ma volentieri, come piace a Dio, non per vergognoso interesse, ma con animo generoso, non come padroni delle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del gregge. E quando apparirà il Pastore supremo, riceverete la corona della gloria che non appassisce.
    Anche voi, giovani, siate sottomessi agli anziani. Rivestitevi tutti di umiltà gli uni verso gli altri, perché Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili.
    Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché vi esalti al tempo opportuno, riversando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi. Siate sobri, vegliate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede, sapendo che le medesime sofferenze sono imposte ai vostri fratelli sparsi per il mondo.
    E il Dio di ogni grazia, il quale vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo Gesù, egli stesso, dopo che avrete un poco sofferto, vi ristabilirà, vi confermerà, vi rafforzerà, vi darà solide fondamenta. A lui la potenza nei secoli. Amen!
    Vi ho scritto brevemente per mezzo di Silvano, che io ritengo fratello fedele, per esortarvi e attestarvi che questa è la vera grazia di Dio. In essa state saldi! Vi saluta la comunità che vive in Babilonia e anche Marco, figlio mio. Salutatevi l’un l’altro con un bacio d’amore fraterno. Pace a voi tutti che siete in Cristo!

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 32(33)

    R. Dell’amore del Signore è piena la terra.


    Esultate, o giusti, nel Signore;
    per gli uomini retti è bella la lode.
    Perché retta è la parola del Signore
    e fedele ogni sua opera.
    Egli ama la giustizia e il diritto;
    dell’amore del Signore è piena la terra. R.

    Beata la nazione che ha il Signore come Dio,
    il popolo che egli ha scelto come sua eredità.
    Il Signore guarda dal cielo:
    egli vede tutti gli uomini;
    lui, che di ognuno ha plasmato il cuore
    e ne comprende tutte le opere. R.

    L’anima nostra attende il Signore:
    egli è nostro aiuto e nostro scudo.
    È in lui che gioisce il nostro cuore,
    nel suo santo nome noi confidiamo.
    Su di noi sia il tuo amore, Signore,
    come da te noi speriamo. R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Vigilate, state saldi nella fede,
    comportatevi in modo virile, siate forti.
    Tutto si faccia tra voi nella carità.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Luca (17, 26-33)

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti. Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà. In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza e avrà lasciato le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così, chi si troverà nel campo, non torni indietro. Ricordatevi della moglie di Lot. Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Esulta il mio cuore per la tua salvezza,
    canto al Signore che mi da ogni bene
    e inneggio all’Altissimo.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    La tua Chiesa si allieti, o Padre, delle grazie che copiosamente le doni; si conservi fedele a Cristo Signore e meriti di condividere la gloria eterna con lui, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    SUI DONI

    Guarda con bontà, o Dio forte ed eterno, a questo rito sacrificale; accogli i doni posti sul santo altare e con cuore generoso benedici i tuoi figli. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta renderti grazie e innalzare a te l’inno di benedizione e di lode, Dio onnipotente ed eterno. Tu hai creato il mondo nella varietà dei tuoi elementi, hai disposto l’avvicendarsi dei tempi e delle stagioni e all’uomo, fatto a tua immagine, hai affidato le meraviglie dell’universo perché, fedele interprete dei tuoi disegni, esercitasse il dominio su ogni creatura e nelle tue opere glorificasse te, Creatore e Padre, per Cristo Signore nostro. In lui il cielo e la terra, gli angeli e i santi cantano con voce unanime la tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Dio, mio Signore, in te mi rifugio;
    salvami da chi mi perseguita e liberami.


    ALLA COMUNIONE

    Gli angeli stanno intorno all’altare
    e Cristo porge il Pane dei santi
    e il Calice di vita a remissione dei peccati.


    DOPO LA COMUNIONE

    O Dio, che ci hai chiamato a celebrare nella concordia la cena del tuo Figlio, ricolmaci della sua carità perché ci serbiamo tutti uniti col vincolo dell’amore in lui che ci ha reso fratelli, e vive e regna nei secoli dei secoli.


    oppure:


    San Gennaro, vescovo e martire (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei martiri (per un martire) oppure dal comune dei pastori (per un vescovo)


    oppure:


    San Roberto Bellarmino, vescovo e dottore della Chiesa (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei pastori (per un vescovo) oppure dal comune dei dottori della Chiesa


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, che a difendere tra gli uomini la verità hai chiamato il vescovo san Roberto Bellarmino, arricchendolo di scienza e di virtù, donaci di custodire sempre integra e pura la fede cattolica. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

  9. #309
    Moderatore Globale L'avatar di Ambrosiano
    Data Registrazione
    May 2006
    Località
    Milano
    Messaggi
    12,217
    20 Settembre

    Sant'Andrea Kim Taegon, sacerdote, Paolo Chòng Hasang e compagni martiri (memoria)
    Anno II

    Messa dal comune dei martiri (per più martiri)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, creatore e salvezza di tutte le genti, che hai chiamato a far parte dell’unico popolo di adozione i figli della terra coreana e hai fecondato il germe della fede cattolica con il sangue dei santi martiri Andrea Kim, Paolo Chóng e compagni, per il loro esempio e la loro intercessione, rinnova i prodigi del tuo Spirito e concedi anche a noi di perseverare fino alla morte nella via dei tuoi comandamenti. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA

    Lettura della lettera di san Giacomo apostolo (1, 1-8)
    Giacomo, alle dodici tribù che sono nella diàspora.

    Giacomo, servo di Dio e del Signore Gesù Cristo, alle dodici tribù che sono nella diaspora, salute. Considerate perfetta letizia, miei fratelli, quando subite ogni sorta di prove, sapendo che la vostra fede, messa alla prova, produce pazienza. E la pazienza completi l’opera sua in voi, perché siate perfetti e integri, senza mancare di nulla.
    Se qualcuno di voi è privo di sapienza, la domandi a Dio, che dona a tutti con semplicità e senza condizioni, e gli sarà data. La domandi però con fede, senza esitare, perché chi esita somiglia all’onda del mare, mossa e agitata dal vento. Un uomo così non pensi di ricevere qualcosa dal Signore: è un indeciso, instabile in tutte le sue azioni.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 24(25)

    R. Donaci, Signore, la tua sapienza.

    Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
    insegnami i tuoi sentieri.
    Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
    perché sei tu il Dio della mia salvezza;
    io spero in te tutto il giorno. R.

    Buono e retto è il Signore,
    indica ai peccatori la via giusta;
    guida i poveri secondo giustizia,
    insegna ai poveri la sua via. R.

    Il Signore si confida con chi lo teme:
    gli fa conoscere la sua alleanza.
    Mi proteggano integrità e rettitudine,
    perché in te ho sperato.
    O Dio, libera Israele
    da tutte le sue angosce. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Vigilate, state saldi nella fede,
    comportatevi in modo virile, siate forti.
    Tutto si faccia tra voi nella carità.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (18, 1-8)

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”». E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

    Parola del Signore.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Donaci, o Dio, la gioia di vedere esaudite le nostre preghiere: rendici desiderosi e capaci di collaborare all’edificazione della tua Chiesa con la stessa costanza nella fede dei santi martiri coreani che veneriamo e invochiamo nella memoria della loro gloriosa passione. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Guarda con bontà, Dio onnipotente, l’offerta del tuo popolo e per l’intercessione dei gloriosi martiri coreani trasforma anche noi in sacrificio a te gradito per la redenzione del mondo. Per Cristo nostro Signore.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio nostro Padre, che ci hai nutrito con il pane dei forti nel ricordo dei martiri Andrea, Paolo e compagni, donaci di aderire con lo stesso ardore a Cristo tuo Figlio, per cooperare nella Chiesa alla salvezza di tutti gli uomini. Per Cristo nostro Signore.

  10. #310
    Moderatore Globale L'avatar di Ambrosiano
    Data Registrazione
    May 2006
    Località
    Milano
    Messaggi
    12,217
    21 Settembre

    San Matteo, apostolo ed evangelista (festa)
    Anno C


    ALL’ INGRESSO

    Dice il Signore:
    «Andare e predicate il vangelo a tutte le genti,
    battezzate e insegnate loro a osservare
    tutte le cose che vi ho comandato».


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, che nel disegno della tua misericordia hai scelto Matteo il pubblicano e lo hai costituito apostolo del vangelo, concedi anche a noi di corrispondere alla vocazione cristiana e di seguirti fedelmente in tutti i giorni della nostra vita. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA

    Lettura degli Atti degli Apostoli (1, 12-14)
    Dopo l’ascensione di Gesù, Matteo è perseverante e concorde nella preghiera con Maria e gli altri apostoli nel cenacolo.

    Dopo che Gesù fu assunto in cielo, gli apostoli ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in giorno di sabato. Entrati in città, salirono nella stanza al piano superiore, dove erano soliti riunirsi: vi erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo figlio di Alfeo, Simone lo Zelota e Giuda figlio di Giacomo. Tutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù, e ai fratelli di lui.

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 18(19)

    R. Risuona in tutto il mondo la parola di salvezza.


    I cieli narrano la gloria di Dio,
    l’opera delle sue mani annuncia il firmamento.
    Il giorno al giorno ne affida il racconto
    e la notte alla notte ne trasmette notizia. R.

    Senza linguaggio, senza parole,
    senza che si oda la loro voce,
    per tutta la terra si diffonde il loro annuncio
    e ai confini del mondo il loro messaggio. R.


    EPISTOLA

    Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini (1, 3-14)
    Noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.

    Fratelli, benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
    che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
    In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
    per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
    predestinandoci a essere per lui figli adottivi
    mediante Gesù Cristo,
    secondo il disegno d’amore della sua volontà,
    a lode dello splendore della sua grazia,
    di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.
    In lui, mediante il suo sangue,
    abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe,
    secondo la ricchezza della sua grazia.
    Egli l’ha riversata in abbondanza su di noi
    con ogni sapienza e intelligenza,
    facendoci conoscere il mistero della sua volontà,
    secondo la benevolenza che in lui si era proposto
    per il governo della pienezza dei tempi:
    ricondurre al Cristo, unico capo, tutte le cose,
    quelle nei cieli e quelle sulla terra.
    In lui siamo stati fatti anche eredi,
    predestinati – secondo il progetto di colui
    che tutto opera secondo la sua volontà –
    a essere lode della sua gloria,
    noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.
    In lui anche voi,
    dopo avere ascoltato la parola della verità,
    il Vangelo della vostra salvezza,
    e avere in esso creduto,
    avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso,
    il quale è caparra della nostra eredità,
    in attesa della completa redenzione
    di coloro che Dio si è acquistato a lode della sua gloria.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Voi che avete perseverato con me
    siederete alla mia mensa nel regno dei cieli.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del vangelo secondo Matteo (9, 9-17)
    Ed egli si alzò e lo seguì.

    In quel tempo. Andando via, il Signore Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
    Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: Misericordia io voglio e non sacrifici. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».
    Allora gli si avvicinarono i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno. Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».
    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Matteo, sapiente nella legge del Signore,
    dispose il suo cuore
    a meditare la divina parola
    per vivere e insegnare i comandamenti,
    secondo la chiamata dell’amore di Dio.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Dio onnipotente ed eterno, che sull’insegnamento degli apostoli fondasti la tua Chiesa, oggi diffusa su tutta la terra, fa’ che sino alla fine del tempo sia fedele alla divina parola. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI

    Veniamo a te, o Padre, con offerte e preghiere, celebrando la memoria di san Matteo; guarda benigno la tua Chiesa e custodiscila nella fede, che gli apostoli hanno propagato con l’annunzio del vangelo. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta celebrare, o Padre, la tua infinita clemenza. Nella missione del tuo Figlio unigenito tu ci hai rivelato il tuo amore per gli uomini e misericordioso hai chiamato i peccatori ad assidersi al convito del regno. Matteo generosamente rispose, accogliendo felice il Maestro nella sua casa, e, rinnovato da questo incontro di grazia, divenne annunziatore delle tue meraviglie. Alla sua voce, che sempre ti esalta, uniamo con gioia la nostra e con tutte le creature adoranti della terra e del cielo ti eleviamo l’inno della lode perenne: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    «Ecco: sono alla porta e busso
    - dice il Signore -.
    Se uno ascolterà la mia voce e mi aprirà,
    andrò da lui
    e a tu per tu noi ceneremo insieme».
    Matteo ascoltò la chiamata,
    e accolse il Maestro nella sua casa.


    ALLA COMUNIONE

    Sei venuto a guarire un malato:
    accoglimi nella tua casa
    perché io abbia sempre la vita.


    DOPO LA COMUNIONE

    O Dio, Padre nostro, tu ci fai rivivere in questo convito di grazia l’esperienza gioiosa di san Matteo, che accolse come ospite il Salvatore; fa’ che possiamo sempre riprendere forza alla mensa di colui che è venuto a chiamare non i giusti, ma i peccatori a salvezza e vive e regna nei secoli dei secoli.

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
>