Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Testi liturgici della Messa in Rito Ambrosiano (2021-2022)

  1. #311
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    GIOVEDÌ DELLA III SETTIMANA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE
    Anno II


    ALL’ INGRESSO

    Il Signore mi ha liberato,
    mi ha salvato perché mi ama.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Apri, o Dio, all’ascolto della tua voce gli animi dei tuoi figli perché si accresca la nostra fede e si mantenga pura da ogni colpa la nostra vita. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.



    LETTURA

    Lettura della lettera di san Giacomo apostolo (1, 19-27)
    Accogliete con docilità la parola che è stata piantata in voi.

    Lo sapete, fratelli miei carissimi: ognuno sia pronto ad ascoltare, lento a parlare e lento all’ira. Infatti l’ira dell’uomo non compie ciò che è giusto davanti a Dio. Perciò liberatevi da ogni impurità e da ogni eccesso di malizia, accogliete con docilità la Parola che è stata piantata in voi e può portarvi alla salvezza. Siate di quelli che mettono in pratica la Parola, e non ascoltatori soltanto, illudendo voi stessi; perché, se uno ascolta la Parola e non la mette in pratica, costui somiglia a un uomo che guarda il proprio volto allo specchio: appena si è guardato, se ne va, e subito dimentica come era. Chi invece fissa lo sguardo sulla legge perfetta, la legge della libertà, e le resta fedele, non come un ascoltatore smemorato ma come uno che la mette in pratica, questi troverà la sua felicità nel praticarla.
    Se qualcuno ritiene di essere religioso, ma non frena la lingua e inganna così il suo cuore, la sua religione è vana. Religione pura e senza macchia davanti a Dio Padre è questa: visitare gli orfani e le vedove nelle sofferenze e non lasciarsi contaminare da questo mondo.

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 36(37)

    R. La verità del Signore sia guida al mio cammino.

    Confida nel Signore e fa’ il bene:
    abiterai la terra e vi pascolerai con sicurezza.
    Affida al Signore la tua via,
    confida in lui ed egli agirà:
    farà brillare come luce la tua giustizia,
    il tuo diritto come il mezzogiorno. R.

    Sta’ in silenzio davanti al Signore e spera in lui.
    Desisti dall’ira e deponi lo sdegno,
    non irritarti: non ne verrebbe che male;
    perché i malvagi saranno eliminati.
    I poveri invece avranno in eredità la terra. R.

    Sono stato fanciullo e ora sono vecchio:
    non ho mai visto il giusto abbandonato
    né i suoi figli mendicare il pane;
    ogni giorno egli ha compassione e dà in prestito,
    e la sua stirpe sarà benedetta. R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Dov’è il vostro tesoro,
    là sarà anche il vostro cuore, dice il Signore.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Luca (18, 18-23)

    In quel tempo. Un notabile interrogò il Signore Gesù: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli rispose: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non testimoniare il falso, onora tuo padre e tua madre». Costui disse: «Tutte queste cose le ho osservate fin dalla giovinezza». Udito ciò, Gesù gli disse: «Una cosa ancora ti manca: vendi tutto quello che hai, distribuiscilo ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; e vieni! Seguimi!». Ma quello, udite queste parole, divenne assai triste perché era molto ricco.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Esulta il mio cuore per la tua salvezza,
    canto al Signore che mi da ogni bene
    e inneggio all’Altissimo.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    La tua Chiesa si allieti, o Padre, delle grazie che copiosamente le doni; si conservi fedele a Cristo Signore e meriti di condividere la gloria eterna con lui, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    SUI DONI

    Guarda con bontà, o Dio forte ed eterno, a questo rito sacrificale; accogli i doni posti sul santo altare e con cuore generoso benedici i tuoi figli. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta renderti grazie e innalzare a te l’inno di benedizione e di lode, Dio onnipotente ed eterno. Tu hai creato il mondo nella varietà dei tuoi elementi, hai disposto l’avvicendarsi dei tempi e delle stagioni e all’uomo, fatto a tua immagine, hai affidato le meraviglie dell’universo perché, fedele interprete dei tuoi disegni, esercitasse il dominio su ogni creatura e nelle tue opere glorificasse te, Creatore e Padre, per Cristo Signore nostro. In lui il cielo e la terra, gli angeli e i santi cantano con voce unanime la tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Dio, mio Signore, in te mi rifugio;
    salvami da chi mi perseguita e liberami.


    ALLA COMUNIONE

    Gli angeli stanno intorno all’altare
    e Cristo porge il Pane dei santi
    e il Calice di vita a remissione dei peccati.


    DOPO LA COMUNIONE

    O Dio, che ci hai chiamato a celebrare nella concordia la cena del tuo Figlio, ricolmaci della sua carità perché ci serbiamo tutti uniti col vincolo dell’amore in lui che ci ha reso fratelli, e vive e regna nei secoli dei secoli.



    oppure:


    Santi Maurizio e compagni, martiri (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei martiri (per più martiri)


    oppure (solo nell’arcidiocesi di Milano):


    Beato Luigi Maria Monti, religioso (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei pastori (per un santo operatore di misericordia)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Dio onnipotente, che hai scelto il beato Luigi Maria [Monti] per testimoniare nel mondo il tuo amore, servendo con scienza e dedizione gli infermi ed accogliendo paternamente gli orfani, concedi a noi, per sua intercessione, di essere nella Chiesa umili ministri della carità evangelica. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

  2. #312
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    23 Settembre

    San Pio da Pietrelcina, sacerdote (memoria)
    Anno II

    Messa dal comune dei pastori (per un presbitero) oppure dal comune dei santi e delle sante (per un religioso)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Dio onnipotente ed eterno, per grazia singolare hai concesso al sacerdote san Pio [da Pietrelcina] di partecipare alla croce del tuo Figlio, e per mezzo del suo ministero hai rinnovato le meraviglie della tua misericordia; per sua intercessione, concedi a noi, uniti costantemente alla passione di Cristo, di poter giungere felicemente alla gloria della risurrezione. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.



    LETTURA

    Lettura della lettera di san Giacomo apostolo (2, 1-9)
    Dio ha scelto i poveri agli occhi del mondo, che sono ricchi nella fede ed eredi del Regno, promesso a quelli che lo amano.

    Fratelli miei, la vostra fede nel Signore nostro Gesù Cristo, Signore della gloria, sia immune da favoritismi personali. Supponiamo che, in una delle vostre riunioni, entri qualcuno con un anello d’oro al dito, vestito lussuosamente, ed entri anche un povero con un vestito logoro. Se guardate colui che è vestito lussuosamente e gli dite: «Tu siediti qui, comodamente», e al povero dite: «Tu mettiti là, in piedi», oppure: «Siediti qui ai piedi del mio sgabello», non fate forse discriminazioni e non siete giudici dai giudizi perversi?
    Ascoltate, fratelli miei carissimi: Dio non ha forse scelto i poveri agli occhi del mondo, che sono ricchi nella fede ed eredi del Regno, promesso a quelli che lo amano? Voi invece avete disonorato il povero! Non sono forse i ricchi che vi opprimono e vi trascinano davanti ai tribunali? Non sono loro che bestemmiano il bel nome che è stato invocato sopra di voi? Certo, se adempite quella che, secondo la Scrittura, è la legge regale: Amerai il prossimo tuo come te stesso, fate bene. Ma se fate favoritismi personali, commettete un peccato e siete accusati dalla Legge come trasgressori.

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 81(82)

    R. Voi siete tutti figli dell’Altissimo.


    Dio presiede l’assemblea divina,
    giudica in mezzo agli dèi:
    «Fino a quando emetterete sentenze ingiuste
    e sosterrete la parte dei malvagi?
    Difendete il debole e l’orfano,
    al povero e al misero fate giustizia!». R.

    Non capiscono, non vogliono intendere,
    camminano nelle tenebre;
    vacillano tutte le fondamenta della terra.
    Io ho detto: «Voi siete dèi,
    siete tutti figli dell’Altissimo. R.

    Ma certo morirete come ogni uomo,
    cadrete come tutti i potenti».
    Àlzati, o Dio, a giudicare la terra,
    perché a te appartengono tutte le genti! R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Fatevi un tesoro sicuro nei cieli,
    dove ladro non arriva e tarlo non consuma,
    dice il Signore.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Luca (18, 24-27)

    In quel tempo. Quando il Signore Gesù vide il notabile ricco così triste, disse: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio. È più facile infatti per un cammello passare per la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio!». Quelli che ascoltavano dissero: «E chi può essere salvato?». Rispose: «Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio».

    Parola del Signore.

  3. #313
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    24 Settembre

    SABATO DELLA III SETTIMANA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE
    Anno II


    ALL’ INGRESSO

    Il Signore mi ha liberato,
    mi ha salvato perché mi ama.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Apri, o Dio, all’ascolto della tua voce gli animi dei tuoi figli perché si accresca la nostra fede e si mantenga pura da ogni colpa la nostra vita. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.



    LETTURA
    Lettura del libro del Deuteronomio (14, 22-29)
    Le decime per i leviti, gli orfani e le vedove.

    In quei giorni. Mosè disse: «Dovrai prelevare la decima da tutto il frutto della tua semente, che il campo produce ogni anno. Mangerai davanti al Signore, tuo Dio, nel luogo dove avrà scelto di stabilire il suo nome, la decima del tuo frumento, del tuo mosto, del tuo olio e i primi parti del tuo bestiame grosso e minuto, perché tu impari a temere sempre il Signore, tuo Dio. Ma se il cammino è troppo lungo per te e tu non puoi trasportare quelle decime, perché è troppo lontano da te il luogo dove il Signore, tuo Dio, avrà scelto di stabilire il suo nome – perché il Signore, tuo Dio, ti avrà benedetto –, allora le convertirai in denaro e, tenendolo in mano, andrai al luogo che il Signore, tuo Dio, avrà scelto e lo impiegherai per comprarti quanto tu desideri: bestiame grosso o minuto, vino, bevande inebrianti o qualunque cosa di tuo gusto e mangerai davanti al Signore, tuo Dio, e gioirai tu e la tua famiglia. Il levita che abita le tue città, non lo abbandonerai, perché non ha parte né eredità con te.
    Alla fine di ogni triennio metterai da parte tutte le decime del tuo provento in quell'anno e le deporrai entro le tue porte. Il levita, che non ha parte né eredità con te, il forestiero, l’orfano e la vedova che abiteranno le tue città, mangeranno e si sazieranno, perché il Signore, tuo Dio, ti benedica in ogni lavoro a cui avrai messo mano».

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 96(97)

    R. Il Signore è l’Altissimo su tutta la terra.


    Si vergognino tutti gli adoratori di statue
    e chi si vanta del nulla degli idoli.
    A lui si prostrino tutti gli dèi!
    Ascolti Sion e ne gioisca,
    esultino i villaggi di Giuda
    a causa dei tuoi giudizi, Signore. R.

    Perché tu, Signore,
    sei l’Altissimo su tutta la terra,
    eccelso su tutti gli dèi.
    Odiate il male, voi che amate il Signore:
    egli custodisce la vita dei suoi fedeli,
    li libererà dalle mani dei malvagi. R.

    Una luce è spuntata per il giusto,
    una gioia per i retti di cuore.
    Gioite, giusti, nel Signore,
    della sua santità celebrate il ricordo. R.


    EPISTOLA
    Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (9, 13-18)
    Il Signore ha disposto che quelli che annunciano il Vangelo vivano del Vangelo.

    Fratelli, non sapete che quelli che celebrano il culto, dal culto traggono il vitto, e quelli che servono all’altare, dall’altare ricevono la loro parte? Così anche il Signore ha disposto che quelli che annunciano il Vangelo vivano del Vangelo.
    Io invece non mi sono avvalso di alcuno di questi diritti, né ve ne scrivo perché si faccia in tal modo con me; preferirei piuttosto morire. Nessuno mi toglierà questo vanto! Infatti annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perché è una necessità che mi si impone: guai a me se non annuncio il Vangelo! Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato. Qual è dunque la mia ricompensa? Quella di annunciare gratuitamente il Vangelo senza usare il diritto conferitomi dal Vangelo.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Barnaba, un levita di Cipro, vendette il suo campo
    e depose il ricavato ai piedi degli apostoli.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Luca (12, 32-34)
    Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina.

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno.
    Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Esulta il mio cuore per la tua salvezza,
    canto al Signore che mi da ogni bene
    e inneggio all’Altissimo.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    La tua Chiesa si allieti, o Padre, delle grazie che copiosamente le doni; si conservi fedele a Cristo Signore e meriti di condividere la gloria eterna con lui, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    SUI DONI

    Guarda con bontà, o Dio forte ed eterno, a questo rito sacrificale; accogli i doni posti sul santo altare e con cuore generoso benedici i tuoi figli. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta renderti grazie e innalzare a te l’inno di benedizione e di lode, Dio onnipotente ed eterno. Tu hai creato il mondo nella varietà dei tuoi elementi, hai disposto l’avvicendarsi dei tempi e delle stagioni e all’uomo, fatto a tua immagine, hai affidato le meraviglie dell’universo perché, fedele interprete dei tuoi disegni, esercitasse il dominio su ogni creatura e nelle tue opere glorificasse te, Creatore e Padre, per Cristo Signore nostro. In lui il cielo e la terra, gli angeli e i santi cantano con voce unanime la tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Dio, mio Signore, in te mi rifugio;
    salvami da chi mi perseguita e liberami.


    ALLA COMUNIONE

    Gli angeli stanno intorno all’altare
    e Cristo porge il Pane dei santi
    e il Calice di vita a remissione dei peccati.


    DOPO LA COMUNIONE

    O Dio, che ci hai chiamato a celebrare nella concordia la cena del tuo Figlio, ricolmaci della sua carità perché ci serbiamo tutti uniti col vincolo dell’amore in lui che ci ha reso fratelli, e vive e regna nei secoli dei secoli.



    oppure:


    San Tecla, vergine e martire (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei martiri (per una vergine e martire)

  4. #314
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    25 settembre

    IV DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE
    Anno C


    VANGELO DELLA RISURREZIONE
    Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Giovanni. (20,11-18)

    Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.

    Cristo Signore è risorto!


    ALL’INGRESSO
    Signore, ascolta la mia voce!
    Di te il mio cuore ha detto: «Cerca il suo volto!».
    Io cercherò il tuo volto, Signore; non ti celare mai!


    Si dice il Gloria.


    ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che hai distrutto per sempre il regno della morte nella passione di Cristo, contro ogni pericolo di ricadere schiavi conferma in noi la grazia della tua libertà; fa’ che ci manteniamo sulla strada della giustizia perché non ci colga l’eterna condanna quando verrà a giudicarci il Redentore, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro dei Proverbi (9,1-6)
    La sapienza ha imbandito la sua tavola: «Mangiate il mio pane, bevete il mio vino».

    La sapienza si è costruita la sua casa,
    ha intagliato le sue sette colonne.
    Ha ucciso il suo bestiame, ha preparato il suo vino
    e ha imbandito la sua tavola.
    Ha mandato le sue ancelle a proclamare
    sui punti più alti della città:
    «Chi è inesperto venga qui!».
    A chi è privo di senno ella dice:
    «Venite, mangiate il mio pane,
    bevete il vino che io ho preparato.
    Abbandonate l’inesperienza e vivrete,
    andate diritti per la via dell’intelligenza».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 33(34)

    R. Gustate e vedete com’è buono il Signore.

    Benedirò il Signore in ogni tempo,
    sulla mia bocca sempre la sua lode.
    Io mi glorio nel Signore:
    i poveri ascoltino e si rallegrino. R.

    Guardate a lui e sarete raggianti,
    i vostri volti non dovranno arrossire.
    Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
    lo salva da tutte le sue angosce. R.

    L’angelo del Signore si accampa
    attorno a quelli che lo temono, e li libera.
    Gustate e vedete com’è buono il Signore;
    beato l’uomo che in lui si rifugia. R.


    EPISTOLA
    Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi. (10,14-21)
    Il calice della benedizione, il pane spezzato.

    Miei cari, state lontani dall’idolatria. Parlo come a persone intelligenti. Giudicate voi stessi quello che dico: il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane. Guardate l’Israele secondo la carne: quelli che mangiano le vittime sacrificali non sono forse in comunione con l’altare? Che cosa dunque intendo dire? Che la carne sacrificata agli idoli vale qualcosa? O che un idolo vale qualcosa? No, ma dico che quei sacrifici sono offerti ai demòni e non a Dio. Ora, io non voglio che voi entriate in comunione con i demòni; non potete bere il calice del Signore e il calice dei demòni; non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei demòni.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue,
    dice il Signore, rimane in me e io in lui.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni. (6,51-59)
    Il pane disceso dal cielo.

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
    Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
    Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao.
    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Abbiamo accolto, o Dio,
    la tua misericordia in mezzo al tuo tempio.
    Come il tuo nome, o Dio, così la tua lode
    raggiunge i confini della terra;
    di giustizia è piena la tua destra.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, sorgente inesauribile di ogni bene, ascolta le implorazioni dei tuoi fedeli: ci rianimi l’effusione del tuo amore paterno e ci doni di perseverare nella vita redenta. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Infondi, o Dio, nei tuoi figli una grande e forte capacità di amare perché sappiano serbarsi fedeli all’insegnamento del vangelo e possano vivere sempre nella carità e nella pace. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, esaltarti sempre, qui e in ogni luogo, Dio onnipotente e santo.
    Da te riceviamo l’esistenza, la forza di agire e la grazia di vivere, e così tu dimostri ogni giorno il tuo amore di padre. Già in questa fuggevole vita ci assicuri e ci anticipi il possesso della ricchezza eterna e, donandoci le primizie dello Spirito che ha risuscitato dai morti Cristo Signore, ci serbi nella viva speranza di partecipare alla gioia senza fine.
    Gioiosi per questa certezza, uniti al canto perenne degli angeli, ti eleviamo l’inno di riconoscenza e di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Quanto è grande, Signore Dio nostro,
    il tuo nome su tutta la terra!


    ALLA COMUNIONE
    «Chi mangia il mio corpo e beve il mio sangue,
    rimane in me e io in lui» - dice il Signore.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, Padre nostro, che in questo convito di grazia raduni in un solo corpo i membri della tua Chiesa, donaci di restare in comunione con Cristo nostro Capo, nella fede e nelle opere, e di ritrovarci un giorno tutti partecipi della felicità eterna con lui che vive e regna nei secoli dei secoli.

  5. #315
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    26 Settembre

    LUNEDÌ DELLA IV SETTIMANA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE
    Anno II


    ALL’INGRESSO
    Signore, ascolta la mia voce!
    Di te il mio cuore ha detto: «Cerca il suo volto!».
    Io cercherò il tuo volto, Signore; non ti celare mai!


    ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che hai distrutto per sempre il regno della morte nella passione di Cristo, contro ogni pericolo di ricadere schiavi conferma in noi la grazia della tua libertà; fa’ che ci manteniamo sulla strada della giustizia perché non ci colga l’eterna condanna quando verrà a giudicarci il Redentore, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura della lettera di san Giacomo apostolo. (2, 14-26)
    La fede senza le opere è morta.

    A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede, ma non ha le opere? Quella fede può forse salvarlo? Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: «Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi», ma non date loro il necessario per il corpo, a che cosa serve? Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta. Al contrario uno potrebbe dire: «Tu hai la fede e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede». Tu credi che c’è un Dio solo? Fai bene; anche i demòni lo credono e tremano! Insensato, vuoi capire che la fede senza le opere non ha valore? Abramo, nostro padre, non fu forse giustificato per le sue opere, quando offrì Isacco, suo figlio, sull’altare? Vedi: la fede agiva insieme alle opere di lui, e per le opere la fede divenne perfetta. E si compì la Scrittura che dice: Abramo credette a Dio e gli fu accreditato come giustizia, ed egli fu chiamato amico di Dio. Vedete: l’uomo è giustificato per le opere e non soltanto per la fede. Così anche Raab, la prostituta, non fu forse giustificata per le opere, perché aveva dato ospitalità agli esploratori e li aveva fatti ripartire per un’altra strada? Infatti come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 111(112)

    R. Il giusto opera il bene e vive con fede.

    Beato l’uomo che teme il Signore
    e nei suoi precetti trova grande gioia.
    Potente sulla terra sarà la sua stirpe,
    la discendenza degli uomini retti sarà benedetta.
    Prosperità e ricchezza nella sua casa,
    la sua giustizia rimane per sempre. R.

    Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti:
    misericordioso, pietoso e giusto.
    Felice l’uomo pietoso che dà in prestito,
    amministra i suoi beni con giustizia.
    Egli non vacillerà in eterno:
    eterno sarà il ricordo del giusto. R.

    Cattive notizie non avrà da temere,
    saldo è il suo cuore, confida nel Signore.
    Sicuro è il suo cuore, non teme.
    Egli dona largamente ai poveri,
    la sua giustizia rimane per sempre,
    la sua fronte s’innalza nella gloria. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Annunciamo Cristo crocifisso:
    scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca. (18, 28-30)

    In quel tempo. Pietro disse: «Noi abbiamo lasciato i nostri beni e ti abbiamo seguito». Ed egli rispose: «In verità io vi dico, non c’è nessuno che abbia lasciato casa o moglie o fratelli o genitori o figli per il regno di Dio, che non riceva molto di più nel tempo presente e la vita eterna nel tempo che verrà».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Abbiamo accolto, o Dio,
    la tua misericordia in mezzo al tuo tempio.
    Come il tuo nome, o Dio, così la tua lode
    raggiunge i confini della terra;
    di giustizia è piena la tua destra.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, sorgente inesauribile di ogni bene, ascolta le implorazioni dei tuoi fedeli: ci rianimi l’effusione del tuo amore paterno e ci doni di perseverare nella vita redenta. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Infondi, o Dio, nei tuoi figli una grande e forte capacità di amare perché sappiano serbarsi fedeli all’insegnamento del vangelo e possano vivere sempre nella carità e nella pace. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, esaltarti sempre, qui e in ogni luogo, Dio onnipotente e santo.
    Da te riceviamo l’esistenza, la forza di agire e la grazia di vivere, e così tu dimostri ogni giorno il tuo amore di padre. Già in questa fuggevole vita ci assicuri e ci anticipi il possesso della ricchezza eterna e, donandoci le primizie dello Spirito che ha risuscitato dai morti Cristo Signore, ci serbi nella viva speranza di partecipare alla gioia senza fine.
    Gioiosi per questa certezza, uniti al canto perenne degli angeli, ti eleviamo l’inno di riconoscenza e di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Quanto è grande, Signore Dio nostro,
    il tuo nome su tutta la terra!


    ALLA COMUNIONE
    «Chi mangia il mio corpo e beve il mio sangue,
    rimane in me e io in lui» - dice il Signore.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, Padre nostro, che in questo convito di grazia raduni in un solo corpo i membri della tua Chiesa, donaci di restare in comunione con Cristo nostro Capo, nella fede e nelle opere, e di ritrovarci un giorno tutti partecipi della felicità eterna con lui che vive e regna nei secoli dei secoli.


    oppure:


    Santi Cosma e Damiano, martiri (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei martiri (per più martiri)

  6. #316
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    27 Settembre

    San Vincenzo de’ Paoli, sacerdote (memoria)
    Anno II


    ALL’INGRESSO
    Lo Spirito del Signore è sopra di me;
    per questo mi ha consacrato con l’unzione,
    e inviato ad annunziare ai poveri la buona novella,
    a risanare le piaghe dei cuori affranti.


    ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che per il servizio dei poveri e la formazione dei tuoi ministri hai donato al tuo sacerdote san Vincenzo de’ Paoli lo spirito degli apostoli, fa’ che, animàti dello stesso fervore, amiamo ciò che egli ha amato e viviamo gli insegnamenti che ci ha trasmesso. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura della lettera di san Giacomo apostolo (3, 1-12)
    La lingua è piena di veleno mortale.

    Fratelli miei, non siate in molti a fare da maestri, sapendo che riceveremo un giudizio più severo: tutti infatti pecchiamo in molte cose. Se uno non pecca nel parlare, costui è un uomo perfetto, capace di tenere a freno anche tutto il corpo. Se mettiamo il morso in bocca ai cavalli perché ci obbediscano, possiamo dirigere anche tutto il loro corpo. Ecco, anche le navi, benché siano così grandi e spinte da venti gagliardi, con un piccolissimo timone vengono guidate là dove vuole il pilota. Così anche la lingua: è un membro piccolo ma può vantarsi di grandi cose. Ecco: un piccolo fuoco può incendiare una grande foresta! Anche la lingua è un fuoco, il mondo del male! La lingua è inserita nelle nostre membra, contagia tutto il corpo e incendia tutta la nostra vita, traendo la sua fiamma dalla Geènna. Infatti ogni sorta di bestie e di uccelli, di rettili e di esseri marini sono domati e sono stati domati dall’uomo, ma la lingua nessuno la può domare: è un male ribelle, è piena di veleno mortale. Con essa benediciamo il Signore e Padre e con essa malediciamo gli uomini fatti a somiglianza di Dio. Dalla stessa bocca escono benedizione e maledizione. Non dev’essere così, fratelli miei! La sorgente può forse far sgorgare dallo stesso getto acqua dolce e amara? Può forse, miei fratelli, un albero di fichi produrre olive o una vite produrre fichi? Così una sorgente salata non può produrre acqua dolce.

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 38(39)

    R. Vigilerò sulla mia condotta per non peccare con la mia lingua.


    Ho detto: «Vigilerò sulla mia condotta
    per non peccare con la mia lingua;
    metterò il morso alla mia bocca
    finché ho davanti il malvagio».
    Ammutolito, in silenzio,
    tacevo, ma a nulla serviva. R.

    Mi ardeva il cuore nel petto;
    al ripensarci è divampato il fuoco.
    Allora ho lasciato parlare la mia lingua:
    «Fammi conoscere, Signore, la mia fine,
    quale sia la misura dei miei giorni,
    e saprò quanto fragile io sono». R.

    Sì, è solo un soffio ogni uomo che vive;
    sì, è come un’ombra l’uomo che passa.
    Ora, che potrei attendere, Signore?
    È in te la mia speranza.
    Ammutolito, non apro bocca,
    perché sei tu che agisci. R.

    Ascolta la mia preghiera, Signore,
    porgi l’orecchio al mio grido,
    non essere sordo alle mie lacrime,
    perché presso di te io sono forestiero,
    ospite come tutti i miei padri. R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
    chi segue me avrà la luce della vita.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Luca (18, 35-43)

    In quel tempo. Mentre il Signore Gesù si avvicinava a Gerico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!». Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato». Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Mi sono fatto servo di tutti, debole con i deboli;
    mi sono fatto a tutti per arrivare a qualcuno.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Padre, che a edificazione della tua Chiesa hai elargito a san Vincenzo il cuore e la fortezza degli apostoli, concedi a chi ne venera ammirato la santità di imitare la sua carità ardente e operosa. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    O Dio, che hai dato al tuo sacerdote san Vincenzo la grazia di conformare la sua vita al mistero che celebrava, la potenza di questo sacrificio ottenga anche a noi di essere trasformàti in un’offerta a te gradita. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Cristo nostro salvatore venne ad annunziare ai poveri la buona novella e volle assumere ogni umana debolezza, facendosi in tutto partecipe della nostra miseria fino alla morte. Sulla stessa strada di abnegazione camminò san Vincenzo, che accolse i poveri e i sofferenti con affetto fraterno e divenne splendido testimone del tuo amore per noi. Con questo tuo servo beato ci uniamo per la tua lode a tutte le creature celesti e con gioia eleviamo senza fine l’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Degno discepolo di Cristo,
    san Vincenzo fu gli occhi per il cieco
    e i piedi per lo zoppo;
    egli fu padre per i poveri.


    ALLA COMUNIONE
    Rendiamo grazie al Signore
    per la sua misericordia,
    per i suoi prodigi
    a favore dei figli degli uomini.
    Egli sazia il desiderio dell’assetato
    e l’affamato ricolma di beni.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, che ci hai nutrito alla tua mensa, fa’ che per l’esempio e l’intercessione di san Vincenzo portiamo ai poveri il lieto annunzio della salvezza, diventando imitatori di Cristo tuo Figlio che vive e regna nei secoli dei secoli.

  7. #317
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    28 Settembre

    MERCOLEDÌ DELLA IV SETTIMANA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE
    Anno II


    ALL’INGRESSO
    Signore, ascolta la mia voce!
    Di te il mio cuore ha detto: «Cerca il suo volto!».
    Io cercherò il tuo volto, Signore; non ti celare mai!


    ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che hai distrutto per sempre il regno della morte nella passione di Cristo, contro ogni pericolo di ricadere schiavi conferma in noi la grazia della tua libertà; fa’ che ci manteniamo sulla strada della giustizia perché non ci colga l’eterna condanna quando verrà a giudicarci il Redentore, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura della lettera di san Giacomo apostolo (3, 13-18)
    Chi è saggio mostri con la buona condotta che le sue opere sono ispirate a mitezza e sapienza.

    Carissimi, chi tra voi è saggio e intelligente? Con la buona condotta mostri che le sue opere sono ispirate a mitezza e sapienza. Ma se avete nel vostro cuore gelosia amara e spirito di contesa, non vantatevi e non dite menzogne contro la verità. Non è questa la sapienza che viene dall’alto: è terrestre, materiale, diabolica; perché dove c’è gelosia e spirito di contesa, c’è disordine e ogni sorta di cattive azioni. Invece la sapienza che viene dall’alto anzitutto è pura, poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale e sincera. Per coloro che fanno opera di pace viene seminato nella pace un frutto di giustizia.

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 36(37)

    R. I poveri erediteranno la terra.


    Confida nel Signore e fa’ il bene:
    abiterai la terra e vi pascolerai con sicurezza.
    Desisti dall’ira e deponi lo sdegno,
    non irritarti: non ne verrebbe che male;
    perché i malvagi saranno eliminati,
    ma chi spera nel Signore avrà in eredità la terra. R.

    I poveri invece avranno in eredità la terra
    e godranno di una grande pace.
    Il Signore conosce i giorni degli uomini integri:
    la loro eredità durerà per sempre.
    Sta’ lontano dal male e fa’ il bene
    e avrai sempre una casa. R.

    Osserva l’integro, guarda l’uomo retto:
    perché avrà una discendenza l’uomo di pace.
    La salvezza dei giusti viene dal Signore.
    Il Signore li aiuta e li libera,
    li libera dai malvagi e li salva,
    perché in lui si sono rifugiati. R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Io ho scelto voi e vi ho costituiti
    perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga,
    dice il Signore.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Luca (19, 11-27)

    In quel tempo. Mentre stavano ad ascoltare queste cose, il Signore Gesù disse ancora una parabola, perché era vicino a Gerusalemme ed essi pensavano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all’altro. Disse dunque: «Un uomo di nobile famiglia partì per un paese lontano, per ricevere il titolo di re e poi ritornare. Chiamati dieci dei suoi servi, consegnò loro dieci monete d’oro, dicendo: “Fatele fruttare fino al mio ritorno”. Ma i suoi cittadini lo odiavano e mandarono dietro di lui una delegazione a dire: “Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi”. Dopo aver ricevuto il titolo di re, egli ritornò e fece chiamare quei servi a cui aveva consegnato il denaro, per sapere quanto ciascuno avesse guadagnato. Si presentò il primo e disse: “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate dieci”. Gli disse: “Bene, servo buono! Poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città”. Poi si presentò il secondo e disse: “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate cinque”. Anche a questo disse: “Tu pure sarai a capo di cinque città”. Venne poi anche un altro e disse: “Signore, ecco la tua moneta d’oro, che ho tenuto nascosta in un fazzoletto; avevo paura di te, che sei un uomo severo: prendi quello che non hai messo in deposito e mieti quello che non hai seminato”. Gli rispose: “Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato: perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno l’avrei riscosso con gli interessi”. Disse poi ai presenti: “Toglietegli la moneta d’oro e datela a colui che ne ha dieci”. Gli risposero: “Signore, ne ha già dieci!”. “Io vi dico: A chi ha, sarà dato; invece a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. E quei miei nemici, che non volevano che io diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me”».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Abbiamo accolto, o Dio,
    la tua misericordia in mezzo al tuo tempio.
    Come il tuo nome, o Dio, così la tua lode
    raggiunge i confini della terra;
    di giustizia è piena la tua destra.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, sorgente inesauribile di ogni bene, ascolta le implorazioni dei tuoi fedeli: ci rianimi l’effusione del tuo amore paterno e ci doni di perseverare nella vita redenta. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Infondi, o Dio, nei tuoi figli una grande e forte capacità di amare perché sappiano serbarsi fedeli all’insegnamento del vangelo e possano vivere sempre nella carità e nella pace. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, esaltarti sempre, qui e in ogni luogo, Dio onnipotente e santo.
    Da te riceviamo l’esistenza, la forza di agire e la grazia di vivere, e così tu dimostri ogni giorno il tuo amore di padre. Già in questa fuggevole vita ci assicuri e ci anticipi il possesso della ricchezza eterna e, donandoci le primizie dello Spirito che ha risuscitato dai morti Cristo Signore, ci serbi nella viva speranza di partecipare alla gioia senza fine.
    Gioiosi per questa certezza, uniti al canto perenne degli angeli, ti eleviamo l’inno di riconoscenza e di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Quanto è grande, Signore Dio nostro,
    il tuo nome su tutta la terra!


    ALLA COMUNIONE
    «Chi mangia il mio corpo e beve il mio sangue,
    rimane in me e io in lui» - dice il Signore.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, Padre nostro, che in questo convito di grazia raduni in un solo corpo i membri della tua Chiesa, donaci di restare in comunione con Cristo nostro Capo, nella fede e nelle opere, e di ritrovarci un giorno tutti partecipi della felicità eterna con lui che vive e regna nei secoli dei secoli.


    oppure:


    San Venceslao, martire (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei martiri (per un martire)


    oppure:



    Santi Lorenzo Ruiz e compagni, martiri (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei martiri (per un più martiri)



    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Signore Dio nostro, donaci di imitare nella fedeltà al tuo servizio e nella generosa solidarietà verso il prossimo, l’invitta pazienza dei santi martiri Lorenzo Ruiz e compagni, perché sono beati nel tuo regno quanti soffrono persecuzione per la causa del vangelo. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    oppure (solo nell’arcidiocesi di Milano):



    Beato Luigi Monza, sacerdote (memoria facoltativa*)

    * Si raccomanda vivamente la celebrazione di questa memoria facoltativa


    ALL’ INGRESSO

    «Lasciate che i piccoli vengano a me
    e non glielo impedite,
    perché a chi è come loro appartiene il Regno di Dio»
    – dice il Signore –.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Padre, che chiami i credenti a formare un solo corpo, rendici artefici di comunione con la vita e la parola, perché, sostenuti dall’esempio e dall’intercessione del beato Luigi [Monza], sappiamo testimoniare nel mondo l’operosa carità dei primi cristiani. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    DOPO IL VANGELO

    Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
    nelle tue mani è la mia vita.
    Mi indicherai il sentiero della vita,
    gioia piena nella tua presenza,
    dolcezza senza fine alla tua destra.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    O Dio, che hai fatto del beato Luigi [Monza] un vero apostolo della carità evangelica, ascolta le nostre preghiere e concedi che, attratti dal suo esempio, sappiamo amare e servire i piccoli e i bisognosi. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    Accogli, o Padre, i doni che ti presentiamo, perpetuando il gesto tramandato dagli apostoli, e rendici capaci, alla scuola del beato Luigi [Monza], di vivere in carità, letizia e semplicità di cuore. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Tu ci hai donato nel beato Luigi [Monza] un pastore secondo il tuo cuore, che ispirò tutta la propria vita e azione all’amore evangelico dei primi cristiani. Nulla risparmiò delle sue energie per servire il gregge a lui affidato, convinto che la carità non ha fine, né conosce riposo. Il mistero del seme, che muore nel grembo della terra e porta molto frutto, lo fece promotore di un servizio apostolico che, nel nascondimento operoso, testimoniasse la carità verso i poveri, i deboli e gli esclusi. Uniti a questo tuo servo beato e a tutte le schiere degli angeli e dei santi, anche noi, fatti voce di ogni creatura, proclamiamo esultanti l’inno della tua lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Noi abbiamo riconosciuto e creduto
    all’amore che Dio ha per noi.
    Dio è amore: chi sta nell’amore dimora in Dio
    e Dio dimora in lui.


    ALLA COMUNIONE

    Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli,
    ma non avessi la carità, non sono nulla.
    La carità tutto copre, tutto crede,
    tutto spera, tutto sopporta.
    La carità non avrà mai fine.


    DOPO LA COMUNIONE

    Nutriti dalla forza di questo sacramento, ti chiediamo, Signore, di essere nel mondo, a imitazione del beato Luigi [Monza] operatori instancabili di quella carità che fa grande ogni azione e conduce alla beatitudine senza fine. Per Cristo nostro Signore.

  8. #318
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    29 Settembre

    Santi Michele, Gabriele e Raffaele, arcangeli (festa)
    Anno C


    ALL’ INGRESSO

    Benedite Dio
    e proclamate davanti a tutti i viventi
    il bene che vi ha fatto.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, che chiami gli angeli e gli uomini a cooperare al tuo disegno di salvezza, concedi a noi pellegrini sulla terra la protezione degli spiriti beati che in cielo stanno davanti a te pronti a servirti. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli.


    Schema 1:



    LETTURA

    Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo (11, 19 – 12, 12)
    Scoppiò una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago.

    Nel giorno del Signore, si aprì il tempio di Dio che è nel cielo e apparve nel tempio l’arca della sua alleanza. Ne seguirono folgori, voci, scoppi di tuono, terremoto e una tempesta di grandine.
    Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna, che stava per partorire, in modo da divorare il bambino appena lo avesse partorito. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e suo figlio fu rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, dove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni.
    Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme ai suoi angeli, ma non prevalse e non vi fu più posto per loro in cielo. E il grande drago, il serpente antico, colui che è chiamato diavolo e il Satana e che seduce tutta la terra abitata, fu precipitato sulla terra e con lui anche i suoi angeli. Allora udii una voce potente nel cielo che diceva:
    «Ora si è compiuta
    la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio
    e la potenza del suo Cristo,
    perché è stato precipitato
    l’accusatore dei nostri fratelli,
    colui che li accusava davanti al nostro Dio
    giorno e notte.
    Ma essi lo hanno vinto
    grazie al sangue dell’Agnello
    e alla parola della loro testimonianza,
    e non hanno amato la loro vita
    fino a morire.
    Esultate, dunque, o cieli
    e voi che abitate in essi.
    Ma guai a voi, terra e mare,
    perché il diavolo è disceso sopra di voi
    pieno di grande furore,
    sapendo che gli resta poco tempo».

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 137(138)

    R. A te cantiamo, Signore, davanti ai tuoi angeli.

    Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
    hai ascoltato le parole della mia bocca.
    Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
    mi prostro verso il tuo tempio santo. R.

    Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:
    hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
    Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
    hai accresciuto in me la forza. R.

    Ti renderanno grazie, Signore, tutti i re della terra,
    quando ascolteranno le parole della tua bocca.
    Canteranno le vie del Signore:
    grande è la gloria del Signore!


    Schema 2:



    LETTURA

    Lettura del profeta Daniele (9, 21-26)
    Gabriele, giunto presso di me, mi rivolse la parola e mi disse.

    In quei giorni. Daniele disse:
    «Mentre parlavo e pregavo, Gabriele, che io avevo visto prima in visione, volò veloce verso di me: era l’ora dell’offerta della sera.
    Egli, giunto presso di me, mi rivolse la parola e mi disse: “Daniele, sono venuto per istruirti e farti comprendere. Fin dall’inizio delle tue suppliche è uscita una parola e io sono venuto per annunciartela, poiché tu sei un uomo prediletto. Ora sta’ attento alla parola e comprendi la visione:
    Settanta settimane sono fissate
    per il tuo popolo e per la tua santa città
    per mettere fine all’empietà,
    mettere i sigilli ai peccati,
    espiare l’iniquità,
    stabilire una giustizia eterna,
    suggellare visione e profezia
    e ungere il Santo dei Santi.
    Sappi e intendi bene:
    da quando uscì la parola
    sul ritorno e la ricostruzione di Gerusalemme
    fino a un principe consacrato,
    vi saranno sette settimane.
    Durante sessantadue settimane
    saranno restaurati, riedificati piazze e fossati,
    e ciò in tempi angosciosi.
    Dopo sessantadue settimane,
    un consacrato sarà soppresso senza colpa in lui.
    Il popolo di un principe che verrà
    distruggerà la città e il santuario;
    la sua fine sarà un’inondazione
    e guerra e desolazioni sono decretate fino all’ultimo”».

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 84(85)

    R. La tua giustizia, Signore, si affaccerà dal cielo.


    Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
    egli annuncia la pace per il suo popolo, per i suoi fedeli,
    per chi ritorna a lui con fiducia.
    Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,
    perché la sua gloria abiti la nostra terra. R.

    Amore e verità s’incontreranno,
    giustizia e pace si baceranno.
    Verità germoglierà dalla terra
    e giustizia si affaccerà dal cielo. R.

    Certo, il Signore donerà il suo bene
    e la nostra terra darà il suo frutto;
    mostraci, Signore, la tua misericordia
    e donaci la tua salvezza. R.


    Schema 3:



    LETTURA

    Lettura del libro di Tobia (12, 6-15)
    Io sono Raffaele: Dio mi ha inviato per guarire te e Sara, tua nuora.

    In quei giorni. Raffaele chiamò Tobi e Tobia in disparte e disse loro: «Benedite Dio e proclamate davanti a tutti i viventi il bene che vi ha fatto, perché sia benedetto e celebrato il suo nome. Fate conoscere a tutti gli uomini le opere di Dio, come è giusto, e non esitate a ringraziarlo. È bene tenere nascosto il segreto del re, ma è motivo di onore manifestare e lodare le opere di Dio. Fate ciò che è bene e non vi colpirà alcun male. È meglio la preghiera con il digiuno e l’elemosina con la giustizia, che la ricchezza con l’ingiustizia. Meglio praticare l’elemosina che accumulare oro. L’elemosina salva dalla morte e purifica da ogni peccato. Coloro che fanno l’elemosina godranno lunga vita. Coloro che commettono il peccato e l’ingiustizia sono nemici di se stessi. Voglio dirvi tutta la verità, senza nulla nascondervi: vi ho già insegnato che è bene nascondere il segreto del re, mentre è motivo d’onore manifestare le opere di Dio. Ebbene, quando tu e Sara eravate in preghiera, io presentavo l’attestato della vostra preghiera davanti alla gloria del Signore. Così anche quando tu seppellivi i morti. Quando poi tu non hai esitato ad alzarti e ad abbandonare il tuo pranzo e sei andato a seppellire quel morto, allora io sono stato inviato per metterti alla prova. Ma, al tempo stesso, Dio mi ha inviato per guarire te e Sara, tua nuora. Io sono Raffaele, uno dei sette angeli che sono sempre pronti a entrare alla presenza della gloria del Signore».

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 90(91)

    R. Il Signore manda i suoi angeli sul nostro cammino.

    Chi abita al riparo dell’Altissimo
    passerà la notte all’ombra dell’Onnipotente.
    Io dico al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza,
    mio Dio in cui confido». R.

    Egli ti coprirà con le sue penne,
    sotto le sue ali troverai rifugio;
    la sua fedeltà ti sarà scudo e corazza.
    «Sì, mio rifugio sei tu, o Signore!». R.

    Egli per te darà ordiine ai suoi angeli
    di custodirti in tutte le tue vie.
    Sulle mani essi ti porteranno,
    perché il tuo piede non inciampi nella pietra. R.


    EPISTOLA

    Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi (1, 13-20)
    Nel Figlio furono create tutte le cose nei cieli e sulla terra.

    Fratelli, Dio Padre ci ha liberati dal potere delle tenebre
    e ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore,
    per mezzo del quale abbiamo la redenzione,
    il perdono dei peccati.
    Egli è immagine del Dio invisibile,
    primogenito di tutta la creazione,
    perché in lui furono create tutte le cose
    nei cieli e sulla terra,
    quelle visibili e quelle invisibili:
    Troni, Dominazioni,
    Principati e Potenze.
    Tutte le cose sono state create
    per mezzo di lui e in vista di lui.
    Egli è prima di tutte le cose
    e tutte in lui sussistono.
    Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa.
    Egli è principio,
    primogenito di quelli che risorgono dai morti,
    perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose.
    È piaciuto infatti a Dio
    che abiti in lui tutta la pienezza
    e che per mezzo di lui e in vista di lui
    siano riconciliate tutte le cose,
    avendo pacificato con il sangue della sua croce
    sia le cose che stanno sulla terra,
    sia quelle che stanno nei cieli.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Il Signore ricostruisce Gerusalemme,
    raduna i dispersi d’Israele.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (1, 47-51)
    Vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo.

    In quel tempo. Il Signore Gesù visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaele gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaele: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».

    Parola del Signore.

    oppure:


    Lettura del Vangelo secondo Luca (1, 8-20- 26-33)
    Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato mandato a parlarti.

    In quel tempo. Avvenne che, mentre Zaccaria svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso. Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso. Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto». Zaccaria disse all’angelo: «Come potrò mai conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanti negli anni». L’angelo gli rispose: «Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio. Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo».
    Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
    A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    L’angelo si fermò all’altare,
    reggendo un incensiere d’oro;
    gli furono dati molti profumi.
    E dalla mano dell’angelo
    il fumo degli aromi salì davanti a Dio.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Donaci, o Padre, il conforto promesso dalla tua pietà, tu che non ci fai mancare mai la protezione degli angeli. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    Accogli, o Dio, l’offerta della tua Chiesa; fa’ che dalle mani dei tuoi angeli sia portata davanti a te e diventi per tutti gli uomini sorgente di perdono e di salvezza. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, renderti grazie, Padre onnipotente e santo. Nel tuo Verbo, Signore glorioso dell’universo, hai dato vita anche alle creature incorporee che nel tuo regno avessero la sorte felice di farti perenne corona. Se gli spiriti ribelli sono stati precipitati nell’abisso infernale, l’immensa schiera degli angeli e degli arcangeli ti canta senza fine l’inno della fedeltà e dell’amore. E noi, sperando di condividere un giorno la loro esistenza beata, fin d’ora ci uniamo a questo eterno coro di adorazione e di letizia, elevando a te, o Padre, la nostra lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Vidi ritto un agnello come immolato,
    e intesi voci di molti angeli intorno al trono.


    ALLA COMUNIONE

    Gli angeli stanno intorno all’altare
    e Cristo porge il Pane dei santi
    e il Calice di vita
    a remissione dei peccati.


    DOPO LA COMUNIONE

    Fortifica, o Dio, il nostro spirito con la potenza misteriosa di questo Pane santo e fa’ che sostenuti dai tuoi angeli avanziamo fiduciosamente sulla via della salvezza. Per Cristo nostro Signore

  9. #319
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    30 Settembre

    San Girolamo, sacerdote e dottore della Chiesa (memoria)
    Anno II


    ALL’ INGRESSO

    «Non si allontani dalla tua bocca il libro della legge;
    meditalo giorno e notte – dice il Signore –
    per osservare esattamente quanto vi è prescritto;
    così potrai dirigere i tuoi passi sulla giusta via».


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, che hai dato al sacerdote san Girolamo una conoscenza viva e penetrante della sacra scrittura, fa’ che il tuo popolo si nutra sempre più largamente della tua parola e trovi in essa una sorgente di vita. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettera di san Giacomo apostolo (4, 13 – 5, 6)
    Se il Signore vorrà.

    E ora a voi, fratelli, che dite: «Oggi o domani andremo nella tal città e vi passeremo un anno e faremo affari e guadagni», mentre non sapete quale sarà domani la vostra vita! Siete come vapore che appare per un istante e poi scompare. Dovreste dire invece: «Se il Signore vorrà, vivremo e faremo questo o quello». Ora invece vi vantate nella vostra arroganza; ogni vanto di questo genere è iniquo. Chi dunque sa fare il bene e non lo fa, commette peccato.
    E ora a voi, ricchi: piangete e gridate per le sciagure che cadranno su di voi! Le vostre ricchezze sono marce, i vostri vestiti sono mangiati dalle tarme. Il vostro oro e il vostro argento sono consumati dalla ruggine, la loro ruggine si alzerà ad accusarvi e divorerà le vostre carni come un fuoco. Avete accumulato tesori per gli ultimi giorni! Ecco, il salario dei lavoratori che hanno mietuto sulle vostre terre, e che voi non avete pagato, grida, e le proteste dei mietitori sono giunte agli orecchi del Signore onnipotente. Sulla terra avete vissuto in mezzo a piaceri e delizie, e vi siete ingrassati per il giorno della strage. Avete condannato e ucciso il giusto ed egli non vi ha opposto resistenza.

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 61(62)

    R. Tuo è il potere, Signore, e tua è la grazia.


    Solo in Dio riposa l’anima mia:
    da lui la mia speranza.
    Lui solo è mia roccia e mia salvezza,
    mia difesa: non potrò vacillare.
    In Dio è la mia salvezza e la mia gloria;
    il mio riparo sicuro, il mio rifugio è in Dio. R.

    Confida in lui, o popolo, in ogni tempo;
    davanti a lui aprite il vostro cuore: nostro rifugio è Dio.
    Sì, sono un soffio i figli di Adamo,
    una menzogna tutti gli uomini:
    tutti insieme, posti sulla bilancia,
    sono più lievi di un soffio. R.

    Non confidate nella violenza,
    non illudetevi della rapina;
    alla ricchezza, anche se abbonda,
    non attaccate il cuore. R.

    Una parola ha detto Dio,
    due ne ho udite:
    la forza appartiene a Dio,
    tua è la fedeltà, Signore;
    secondo le sue opere
    tu ripaghi ogni uomo. R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Io non faccio nulla da me stesso, dice il Signore,
    ma parlo come il Padre mi ha insegnato.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Luca (20, 1-8)

    In quel tempo. Mentre il Signore Gesù istruiva il popolo nel tempio e annunciava il Vangelo, sopraggiunsero i capi dei sacerdoti e gli scribi con gli anziani e si rivolsero a lui dicendo: «Spiegaci con quale autorità fai queste cose o chi è che ti ha dato questa autorità». E Gesù rispose loro: «Anch’io vi farò una domanda. Ditemi: il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini?». Allora essi ragionavano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché non gli avete creduto?”. Se invece diciamo: “Dagli uomini”, tutto il popolo ci lapiderà, perché è convinto che Giovanni sia un profeta». Risposero quindi di non saperlo. E Gesù disse loro: «Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Ho amato la tua legge, Signore,
    e la medito tutto il giorno.
    Questo mi consola nell’afflizione,
    la tua parola mi fa vivere.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    O Dio, che hai donato alla tua Chiesa il grande dottore san Girolamo perché interpretasse le sacre scritture, concedi ai tuoi figli di seguire il suo esempio e la sua dottrina. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Accogli, o Padre, i nostri doni e fa’ che, illuminati interiormente dalla tua parola, sull’esempio di san Girolamo ci accostiamo con fede viva al tuo altare e ti offriamo con cuore libero e vigile il sacrificio di salvezza. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Noi ti proclamiamo sapiente e mirabile perché, facendo risonare la tua parola, ci hai rivelato il tuo disegno d’amore. Per la tua grazia san Girolamo penetrò tanto profondamente le divine scritture, che da questo tesoro poté dispensare l’antica sapienza e la nuova, incitandoci con il suo esempio a ricercare senza fine nelle pagine sacre il Cristo, tua Parola vivente. A lui che ora in cielo è beato e a tutte le creature felici ci uniamo a cantare, o Padre, le tue lodi, nell’inno perenne: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    La mia sorte, o Signore,
    è custodire le tue parole.
    Con tutto il cuore ti ho supplicato:
    fammi grazia secondo la tua promessa.


    ALLA COMUNIONE

    Ho trovato le tue parole e le ho divorate,
    la tua parola è gioia e letizia del mio cuore;
    perché il tuo nome
    è stato invocato su me, o Signore Dio.


    DOPO LA COMUNIONE

    Il sacrificio celebrato in onore di san Girolamo risvegli, o Dio, il nostro spirito perché nella meditazione della sacra scrittura vediamo il giusto cammino e, seguendolo fedelmente, raggiungiamo la vita eterna. Per Cristo nostro Signore.

  10. #320
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    1 Ottobre

    Santa Teresa di Gesù Bambino, vergine e dottore della Chiesa (memoria)
    Anno II


    ALL’ INGRESSO

    Il Signore la protesse e ne ebbe cura,
    la tenne cara come la pupilla dei suoi occhi;
    come un’aquila dal volo possente,
    la prese e la portò per vasti cieli.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Signore Gesù, che hai promesso agli uomini il regno dei cieli a condizione che diventassero semplici come bambini, fa’ che seguiamo con cuore umile la via iniziata da santa Teresa e arriviamo alla serenità eterna e alla gioia, in comunione con te, nostro Signore e nostro Dio, che vivi e regni con il Padre, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro del Deuteronomio (15, 12-18b)
    Liberazione dei servi al settimo anno.

    In quei giorni. Mosè disse: «Se un tuo fratello ebreo o una ebrea si vende a te, ti servirà per sei anni, ma il settimo lo lascerai andare via da te libero. Quando lo lascerai andare via da te libero, non lo rimanderai a mani vuote. Gli farai doni dal tuo gregge, dalla tua aia e dal tuo torchio. Gli darai ciò di cui il Signore, tuo Dio, ti avrà benedetto. Ti ricorderai che sei stato schiavo nella terra d'Egitto e che il Signore, tuo Dio, ti ha riscattato; perciò io ti do oggi questo comando. Ma se egli ti dice: “Non voglio andarmene da te”, perché ama te e la tua casa e sta bene presso di te, allora prenderai la lesina, gli forerai l’orecchio contro la porta ed egli ti sarà schiavo per sempre. Anche per la tua schiava farai così. Non ti sia grave lasciarlo andare libero, perché ti ha servito sei anni».

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 97(98)

    R. Acclamate al nostro re, il Signore.


    Cantate inni al Signore con la cetra,
    con la cetra e al suono di strumenti a corde;
    con le trombe e al suono del corno
    acclamate davanti al re, il Signore. R.

    Risuoni il mare e quanto racchiude,
    il mondo e i suoi abitanti.
    I fiumi battano le mani. R.

    Esultino insieme le montagne
    davanti al Signore che viene a giudicare la terra:
    giudicherà il mondo con giustizia
    e i popoli con rettitudine. R.


    EPISTOLA

    Lettera di san Paolo apostolo a Filèmone (1, 8-21)
    Liberazione dello schiavo per carità.

    Carissimo, pur avendo in Cristo piena libertà di ordinarti ciò che è opportuno, in nome della carità piuttosto ti esorto, io, Paolo, così come sono, vecchio, e ora anche prigioniero di Cristo Gesù. Ti prego per Onèsimo, figlio mio, che ho generato nelle catene, lui, che un giorno ti fu inutile, ma che ora è utile a te e a me. Te lo rimando, lui che mi sta tanto a cuore.
    Avrei voluto tenerlo con me perché mi assistesse al posto tuo, ora che sono in catene per il Vangelo. Ma non ho voluto fare nulla senza il tuo parere, perché il bene che fai non sia forzato, ma volontario. Per questo forse è stato separato da te per un momento: perché tu lo riavessi per sempre; non più però come schiavo, ma molto più che schiavo, come fratello carissimo, in primo luogo per me, ma ancora più per te, sia come uomo sia come fratello nel Signore.
    Se dunque tu mi consideri amico, accoglilo come me stesso. E se in qualche cosa ti ha offeso o ti è debitore, metti tutto sul mio conto. Io, Paolo, lo scrivo di mio pugno: pagherò io. Per non dirti che anche tu mi sei debitore, e proprio di te stesso! Sì, fratello! Che io possa ottenere questo favore nel Signore; da’ questo sollievo al mio cuore, in Cristo!
    Ti ho scritto fiducioso nella tua docilità, sapendo che farai anche più di quanto ti chiedo.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato,
    dite: «Siamo servi inutili».
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Matteo (8, 5-15)
    Il centurione chiede al Signore la guarigione del servo.

    In quel tempo. Entrato in Cafàrnao, venne incontro al Signore Gesù un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».
    Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Va’, avvenga per te come hai creduto». In quell’istante il suo servo fu guarito.
    Entrato nella casa di Pietro, Gesù vide la suocera di lui che era a letto con la febbre. Le toccò la mano e la febbre la lasciò; poi ella si alzò e lo serviva.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Mi sei venuto incontro, o Dio,
    con larghe benedizioni,
    mi hai allevato fin dall’infanzia,
    e ancora non arrivo a comprendere
    la profondità del tuo amore.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    O Dio, che apri le porte del tuo regno agli umili e ai piccoli, donaci di percorrere con serena fiducia la via tracciata da santa Teresa di Gesù bambino perché si riveli anche a noi la gloria del tuo volto. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    O Dio, mirabile nei tuoi santi, accogli questi doni che ti presentiamo nel ricordo di santa Teresa, e, come ti fu gradita la sua testimonianza verginale, ti sia ben accetta l’offerta di questo sacrificio. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Tu, che preferisci rivelare i misteri del regno agli umili e ai piccoli, hai reso grande la vergine santa Teresa per la semplicità dello spirito e per l’amore appassionato alla Chiesa; offrendosi a te con filiale abbandono, imparò a consacrarti ogni giorno tutto il suo cuore. Noi ci uniamo ora nell’inno di lode a questa tua serva beata, che gode con tutte le creature celesti della tua visione gloriosa, ed eleviamo alla tua maestà il canto di adorazione e di gioia: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Per te mi conservo pura
    e ti corro incontro, mio Sposo,
    con la lampada accesa.


    ALLA COMUNIONE

    Quanto è grande, o Dio,
    la misura della tua dolcezza,
    che riservi per quelli che ti amano!
    A te vengo, dolcissimo Signore!


    DOPO LA COMUNIONE

    La comunione al tuo sacramento accenda in noi, o Padre, il fuoco di carità che ispirò alla santa vergine Teresa di offrire la vita a salvezza di tutti. Per Cristo nostro Signore.

Permessi di Scrittura

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