Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Testi liturgici della Messa in Rito Ambrosiano (2021-2022)

  1. #361
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    San Martino di Tours, vescovo (festa)
    Anno C


    ALL’ INGRESSO

    Ai poveri donò largamente
    la sua giustizia rimane per sempre,
    la sua potenza si innalza nella gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, che hai fatto risplendere la tua gloria nella vita e nella morte del vescovo san Martino, rinnova in noi le meraviglie della tua grazia perché né in morte né in vita ci separiamo mai dal tuo amore. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli.


    Si dice il Gloria.


    LETTURA

    Lettura del libro del Siracide (50, 1a-b (cfr.); 44, 16a. 17ab. 19b-20a. 21a. 21d. 23a-c; 45, 3b. 12a. 7. 15e-16c)
    Ecco il sommo sacerdote!

    Ecco il sommo sacerdote,
    che nella sua vita piacque al Signore.
    Fu trovato perfetto e giusto,
    al tempo dell’ira fu segno di riconciliazione.
    Nessuno fu trovato simile a lui nella gloria.
    Egli custodì la legge dell’Altissimo.
    Per questo Dio gli promise con giuramento
    di innalzare la sua discendenza.
    Dio fece posare sul suo capo
    la benedizione di tutti gli uomini e la sua alleanza;
    lo confermò nelle sue benedizioni.
    Lo glorificò davanti ai re.
    Sopra il turbante gli pose una corona d’oro.
    Stabilì con lui un’alleanza perenne
    e lo fece sacerdote per il popolo.
    Lo onorò con splendidi ornamenti
    e gli fece indossare una veste di gloria,
    esercitare il sacerdozio
    e benedire il popolo nel Suo nome.
    Lo scelse fra tutti i viventi
    perché offrisse sacrifici al Signore,
    incenso e profumo.

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 83(84)

    R. Salirò all’altare di Dio, gioia della mia giovinezza.


    Quanto sono amabili le tue dimore,
    Signore degli eserciti!
    L’anima mia anela
    e desidera gli atri del Signore.
    Il mio cuore e la mia carne
    esultano nel Dio vivente. R.

    Anche il passero trova una casa
    e la rondine il nido dove porre i suoi piccoli
    presso i tuoi altari, Signore degli eserciti,
    mio re e mio Dio. R.

    Beato chi abita nella tua casa:
    senza fine canta le tue lodi.
    Guarda, o Dio, colui che è il nostro scudo,
    guarda il volto del tuo consacrato. R.

    Sì, è meglio un giorno nei tuoi atri
    che mille nella mia casa.
    Signore degli eserciti,
    beato l’uomo che in te confida. R.


    EPISTOLA

    Prima lettera di san Paolo apostolo a Timoteo (3, 16 - 4, 8)
    Proponendo queste cose ai fratelli, sarai un buon ministro di Cristo Gesù.

    Carissimo, grande è il mistero della vera religiosità:
    egli fu manifestato in carne umana
    e riconosciuto giusto nello Spirito,
    fu visto dagli angeli
    e annunciato fra le genti,
    fu creduto nel mondo
    ed elevato nella gloria.
    Lo Spirito dice apertamente che negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede, dando retta a spiriti ingannatori e a dottrine diaboliche, a causa dell’ipocrisia di impostori, già bollati a fuoco nella loro coscienza: gente che vieta il matrimonio e impone di astenersi da alcuni cibi, che Dio ha creato perché i fedeli, e quanti conoscono la verità, li mangino rendendo grazie. Infatti ogni creazione di Dio è buona e nulla va rifiutato, se lo si prende con animo grato, perché esso viene reso santo dalla parola di Dio e dalla preghiera.
    Proponendo queste cose ai fratelli, sarai un buon ministro di Cristo Gesù, nutrito dalle parole della fede e della buona dottrina che hai seguito. Evita invece le favole profane, roba da vecchie donnicciole.
    Allénati nella vera fede, perché l’esercizio fisico è utile a poco, mentre la vera fede è utile a tutto, portando con sé la promessa della vita presente e di quella futura.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Tutto quello che avete fatto
    ai miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del vangelo secondo Matteo (25, 31-40)
    Ero nudo e mi avete vestito.

    In quel tempo. Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”».

    Parola del Signore.


    oppure:



    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Venite, benedetti del Padre mio,
    ricevete il Regno preparato per voi,
    perché quanto avete fatto ai miei fratelli,
    l’avete fatto a me:
    ero straniero alla porta della città
    e mi avete accolto,
    ero nudo e mi avete vestito.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del vangelo secondo Luca (6, 29b-38)
    Da’ a chiunque ti chiede.

    In quel tempo. Il Signore Gesù diceva alle folle: «A chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.
    E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.
    Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
    Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    «Farò sorgere al mio servizio
    un sacerdote fedele
    che agirà secondo il mio cuore e i miei desideri»
    - dice il Signore -.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Dio di misericordia, dona di conservare l’integrità della fede e la passione per la giustizia a noi che celebriamo la festa del santo vescovo Martino. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    Santifica, o Padre, questi doni che ti offriamo con gioia in onore di san Martino e tra le vicende liete e tristi della vita guida i nostri giorni nella tua pace. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, renderti grazie, Dio onnipotente ed eterno, ed esaltarti per la vita santa del vescovo Martino che fu discepolo glorioso di Cristo tuo Figlio. Con desiderio ardente si preparava ancora al battesimo e già sapeva dimostrare con generosità esemplare la carità verso i poveri. Abbandonàti gli onori incerti della milizia terrena, nell’umiltà della professione monastica si pose al servizio dell’unico Re dell’universo. E quando la tua benevolenza lo volle pastore del tuo gregge, subito la passione per la vera fede e l’amore per la tua Chiesa lo resero fulgido esempio per tutti e chiaro modello di ogni giustizia. Nella memoria di questo tuo servo beato, ci uniamo al coro degli angeli e a te, Padre santo e buono, eleviamo l’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Dice il Signore:
    «Ciò che avete fatto
    a uno di questi miei fratelli più piccoli,
    lo avete fatto a me».


    ALLA COMUNIONE

    Solenne e lieto è il giorno del beato Martino,
    preziosa più dell’oro la sua limpida fede.
    Così lo predilesse il Signore e Maestro
    da rivelargli l’ora del suo transito santo.
    «Sia pace a tutti», disse a chi gli stava intorno
    e si avviò tranquillo alla gloria del regno.


    DOPO LA COMUNIONE

    O Dio, che hai nutrito la Chiesa col sacramento dell’unità e della pace, concedi ai tuoi fedeli di vivere in perfetto accordo con te perché, obbedendo alla tua volontà sull’esempio di san Martino, gustiamo la gioia di essere veramente tuoi figli. Per Cristo nostro Signore.

  2. #362
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    12 Novembre

    San Giosafat, vescovo e martire (memoria)
    Anno II

    Messa dal comune dei martiri (per un martire) oppure dal comune dei pastori (per un vescovo)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Effondi nella Chiesa, o Dio, il tuo Santo Spirito, che mosse il vescovo san Giosafat a dare la vita per il suo popolo, perché, fortificati dallo stesso Spirito, non esitiamo a dedicare la nostra vita a servizio dei fratelli. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli.



    LETTURA

    Lettura del libro del Deuteronomio (31, 9-18)
    Questo popolo mi abbandonerà e io nasconderò loro il mio volto.

    In quei giorni. Mosè scrisse questa legge e la diede ai sacerdoti figli di Levi, che portavano l’arca dell’alleanza del Signore, e a tutti gli anziani d’Israele. Mosè diede loro quest’ordine: «Alla fine di ogni sette anni, al tempo dell’anno della remissione, alla festa delle Capanne, quando tutto Israele verrà a presentarsi davanti al Signore, tuo Dio, nel luogo che avrà scelto, leggerai questa legge davanti a tutto Israele, agli orecchi di tutti. Radunerai il popolo, uomini, donne, bambini e il forestiero che sarà nelle tue città, perché ascoltino, imparino a temere il Signore, vostro Dio, e abbiano cura di mettere in pratica tutte le parole di questa legge. I loro figli, che ancora non la conoscono, la udranno e impareranno a temere il Signore, vostro Dio, finché vivrete nel paese in cui voi state per entrare per prenderne possesso, attraversando il Giordano».
    Il Signore disse a Mosè: «Ecco, i giorni della tua morte sono vicini. Chiama Giosuè e presentatevi nella tenda del convegno, perché io gli comunichi i miei ordini». Mosè e Giosuè andarono a presentarsi nella tenda del convegno. Il Signore apparve nella tenda in una colonna di nube, e la colonna di nube stette all’ingresso della tenda.
    Il Signore disse a Mosè: «Ecco, tu stai per addormentarti con i tuoi padri. Questo popolo si alzerà e si leverà per prostituirsi con dèi stranieri nella terra dove sta per entrare. Mi abbandonerà e infrangerà l’alleanza che io ho stabilito con lui. In quel giorno, la mia ira si accenderà contro di lui: io li abbandonerò, nasconderò loro il volto e saranno divorati. Lo colpiranno malanni numerosi e angosciosi e in quel giorno dirà: “Questi mali non mi hanno forse colpito per il fatto che il mio Dio non è più in mezzo a me?”. Io, in quel giorno, nasconderò il mio volto a causa di tutto il male che avranno fatto rivolgendosi ad altri dèi».

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 28(29)

    R. Date gloria al Signore nel suo tempio santo.


    Date al Signore, figli di Dio,
    date al Signore gloria e potenza.
    Date al Signore la gloria del suo nome,
    prostratevi al Signore nel suo atrio santo. R.

    La voce del Signore è sopra le acque,
    tuona il Dio della gloria,
    il Signore sulle grandi acque.
    La voce del Signore è forza,
    la voce del Signore è potenza. R.

    Nel suo tempio tutti dicono: «Gloria!».
    Il Signore siede re per sempre.
    Il Signore darà potenza al suo popolo,
    il Signore benedirà il suo popolo con la pace. R.


    EPISTOLA

    Lettura di san Paolo apostolo ai Romani (3, 19-26)
    Tutti hanno peccato, ma tutti sono giustificati per la grazia di Dio in Cristo Gesù.

    Fratelli, noi sappiamo che quanto la Legge dice, lo dice per quelli che sono sotto la Legge, di modo che ogni bocca sia chiusa e il mondo intero sia riconosciuto colpevole di fronte a Dio. Infatti in base alle opere della Legge nessun vivente sarà giustificato davanti a Dio, perché per mezzo della Legge si ha conoscenza del peccato.
    Ora invece, indipendentemente dalla Legge, si è manifestata la giustizia di Dio, testimoniata dalla Legge e dai Profeti: giustizia di Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo, per tutti quelli che credono. Infatti non c’è differenza, perché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, per mezzo della redenzione che è in Cristo Gesù. È lui che Dio ha stabilito apertamente come strumento di espiazione, per mezzo della fede, nel suo sangue, a manifestazione della sua giustizia per la remissione dei peccati passati mediante la clemenza di Dio, al fine di manifestare la sua giustizia nel tempo presente, così da risultare lui giusto e rendere giusto colui che si basa sulla fede in Gesù.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate,
    viene il Figlio dell’uomo, dice il Signore.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Matteo (13, 5a. 33-37)
    Vegliate!

    In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a dire ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».

    Parola del Signore.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Dio di clemenza, l’intercessione di san Giosafat, generoso difensore dell’unità ecclesiale, ci ottenga di non separarci mai dalla tua Chiesa. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    Padre misericordioso, scenda sulle nostre offerte la tua benedizione e ci confermi nella vera fede che san Giosafat testimoniò con il suo sangue. Per Cristo nostro Signore.


    DOPO LA COMUNIONE

    Venga a noi, o Dio, da questo sacro convito il tuo spirito di fortezza e di pace perché a imitazione di san Giosafat consacriamo volentieri la nostra vita all’unità e alla santità della Chiesa. Per Cristo nostro Signore.

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