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Discussione: Testi liturgici della Messa in Rito Ambrosiano (2021-2022)

  1. #21
    Cronista di CR L'avatar di Cantore Inveruno
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    San Francesco Saverio, sacerdote (memoria)
    Anno II

    Messa dal comune dei pastori (per un missionario) oppure dal comune dei pastori (per un presbitero)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che hai chiamato molti popoli dell’Oriente alla luce del vangelo con la predicazione apostolica di san Francesco Saverio, fa’ che ogni comunità cristiana arda dello stesso fervore missionario, e la santa Chiesa si allieti di nuovi figli in ogni parte della terra. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    EZECHIELE
    Lettura del profeta Ezechiele (13, 1-10)
    Guai ai profeti stolti, che seguono il loro spirito senza avere avuto visioni.

    In quei giorni. Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Figlio dell’uomo, profetizza contro i profeti d’Israele, profetizza e di’ a coloro che profetizzano secondo i propri desideri: Udite la parola del Signore: Così dice il Signore Dio: Guai ai profeti stolti, che seguono il loro spirito senza avere avuto visioni. Come volpi fra le macerie, tali sono i tuoi profeti, Israele. Voi non siete saliti sulle brecce e non avete costruito alcun baluardo in difesa della casa d’Israele, perché potessero resistere al combattimento nel giorno del Signore. Hanno avuto visioni false, vaticini menzogneri coloro che dicono: “Oracolo del Signore”, mentre il Signore non li ha inviati. Eppure confidano che si avveri la loro parola! Non avete forse avuto una falsa visione e preannunciato vaticini bugiardi, quando dite: “Oracolo del Signore”, mentre io non vi ho parlato?
    Pertanto dice il Signore Dio: Poiché voi avete detto il falso e avuto visioni bugiarde, eccomi dunque contro di voi, oracolo del Signore Dio. La mia mano sarà sopra i profeti dalle false visioni e dai vaticini bugiardi; non faranno parte dell’assemblea del mio popolo, non saranno scritti nel libro della casa d’Israele e non entreranno nella terra d’Israele, e saprete che io sono il Signore Dio. Ingannano infatti il mio popolo dicendo: “Pace!”, e la pace non c’è; mentre il popolo costruisce un muro, ecco, essi lo intonacano di fango».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 5

    R. Guidami, Signore, nella tua giustizia.

    Sii attento alla voce del mio grido,
    o mio re e mio Dio,
    perché a te, Signore, rivolgo la mia preghiera.
    Al mattino ascolta la mia voce;
    al mattino ti espongo la mia richiesta
    e resto in attesa. R.

    Tu non sei un Dio che gode del male,
    non è tuo ospite il malvagio;
    gli stolti non resistono al tuo sguardo.
    Tu hai in odio tutti i malfattori,
    tu distruggi chi dice menzogne. R.

    Io, invece, per il tuo grande amore,
    entro nella tua casa;
    mi prostro verso il tuo tempio santo
    nel tuo timore.
    Guidami, Signore, nella tua giustizia;
    spiana davanti a me la tua strada. R.


    PROFETI
    Lettura del profeta Sofonia (3, 9-13)
    Darò ai popoli un labbro puro, perché invochino il nome del Signore.

    Così dice il Signore Dio: «Allora io darò ai popoli un labbro puro,
    perché invochino tutti il nome del Signore
    e lo servano tutti sotto lo stesso giogo.
    Da oltre i fiumi di Etiopia
    coloro che mi pregano,
    tutti quelli che ho disperso, mi porteranno offerte.
    In quel giorno non avrai vergogna
    di tutti i misfatti commessi contro di me,
    perché allora allontanerò da te
    tutti i superbi gaudenti,
    e tu cesserai di inorgoglirti
    sopra il mio santo monte.
    Lascerò in mezzo a te
    un popolo umile e povero».
    Confiderà nel nome del Signore
    il resto d’Israele.
    Non commetteranno più iniquità
    e non proferiranno menzogna;
    non si troverà più nella loro bocca
    una lingua fraudolenta.
    Potranno pascolare e riposare
    senza che alcuno li molesti».

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Io sono voce di uno che grida nel deserto:
    Preparate la via del Signore!
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Matteo (17, 10-13)

    In quel tempo. I discepoli domandarono al Signore Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?». Ed egli rispose: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro». Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.

    Parola del Signore.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, che di san Francesco Saverio hai fatto uno straordinario messaggero del tuo vangelo, concedi che per la sua intercessione diventiamo partecipi della gloria celeste. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Accogli i doni che ti offriamo, o Padre, nel ricordo di san Francesco Saverio, che peregrinò alle lontane terre dell’Oriente sospinto dal desiderio di annunziare la tua salvezza, e fa’ che anche la nostra coraggiosa testimonianza di fede possa attrarre a te molti fratelli. Per Cristo nostro Signore.


    DOPO LA COMUNIONE
    Il sacrificio che abbiamo celebrato, o Dio, ci comunichi la carità apostolica di san Francesco Saverio e renda ognuno di noi capace di vivere in modo autentico la sua vocazione cristiana e di meritare il premio promesso agli operai del vangelo. Per Cristo nostro Signore.


    Primo Venerdì del mese: si può celebrare una Messa in onore del Sacro Cuore di Gesù, per una vera utilità pastorale.

  2. #22
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    Sabato della III settimana di Avvento
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Pellegrini sulla terra,
    camminiamo in Cristo fino a raggiungerlo,
    gridando: «Re delle genti,
    desiderio di tutti i popoli,
    vieni a salvare l’uomo
    che dalla terra hai plasmato!
    O Signore, ricòrdati di noi,
    del tuo popolo che hai amato,
    e vieni con la tua salvezza».


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Lo sguardo del tuo Figlio unigenito, o Dio, ci inondi di luce nel tempo presente perché al suo ritorno ci trovi puri da ogni macchia di colpa. Per lui, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    EZECHIELE
    Lettura del profeta Ezechiele (13, 1. 17-23)
    Non avrete più visioni false, né più spaccerete vaticini.

    In quei giorni. Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Ora tu, figlio dell’uomo, rivolgiti alle figlie del tuo popolo che profetizzano secondo i loro desideri e profetizza contro di loro. Dirai loro: Dice il Signore Dio: Guai a quelle che cuciono nastri a ogni polso e preparano veli di ogni grandezza per le teste, per dar la caccia alle persone. Pretendete forse di dare la caccia alla gente del mio popolo e salvare voi stesse? Voi mi avete disonorato presso il mio popolo per qualche manciata d’orzo e per un tozzo di pane, facendo morire chi non doveva morire e facendo vivere chi non doveva vivere, ingannando il mio popolo che crede alle menzogne.
    Perciò dice il Signore Dio: Eccomi contro i vostri nastri, con i quali voi date la caccia alla gente come a uccelli; li strapperò dalle vostre braccia e libererò la gente che voi avete catturato come uccelli. Straccerò i vostri veli e libererò il mio popolo dalle vostre mani e non sarà più una preda nelle vostre mani; saprete così che io sono il Signore. Voi infatti avete rattristato con menzogne il cuore del giusto, mentre io non l’avevo rattristato, e avete rafforzato il malvagio perché non desistesse dalla sua vita malvagia e vivesse. Per questo non avrete più visioni false né più spaccerete vaticini: libererò il mio popolo dalle vostre mani e saprete che io sono il Signore».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 85(86)

    R. Mostrami, Signore, la tua via.

    Custodiscimi perché sono fedele;
    tu, Dio mio, salva il tuo servo, che in te confida.
    Pietà di me, Signore,
    a te grido tutto il giorno. R.

    Rallegra la vita del tuo servo,
    perché a te, Signore, rivolgo l’anima mia.
    Grande tu sei e compi meraviglie:
    tu solo sei Dio. R.

    Mostrami, Signore, la tua via,
    perché nella tua verità io cammini;
    tieni unito il mio cuore,
    perché tema il tuo nome. R.

    Ti loderò, Signore, mio Dio, con tutto il cuore
    e darò gloria al tuo nome per sempre,
    perché grande con me è la tua misericordia:
    ha liberato la mia vita dal profondo degli inferi. R.


    EPISTOLA
    Lettera agli Ebrei (9, 1-10)
    La prima tenda è una figura per il tempo presente.

    Fratelli certo, anche la prima alleanza aveva norme per il culto e un santuario terreno. Fu costruita infatti una tenda, la prima, nella quale vi erano il candelabro, la tavola e i pani dell’offerta; essa veniva chiamata il Santo. Dietro il secondo velo, poi, c’era la tenda chiamata Santo dei Santi, con l’altare d’oro per i profumi e l’arca dell’alleanza tutta ricoperta d’oro, nella quale si trovavano un’urna d’oro contenente la manna, la verga di Aronne, che era fiorita, e le tavole dell’alleanza. E sopra l’arca stavano i cherubini della gloria, che stendevano la loro ombra sul propiziatorio. Di queste cose non è necessario ora parlare nei particolari.
    Disposte in tal modo le cose, nella prima tenda entrano sempre i sacerdoti per celebrare il culto; nella seconda invece entra solamente il sommo sacerdote, una volta all’anno, e non senza portarvi del sangue, che egli offre per se stesso e per quanto commesso dal popolo per ignoranza. Lo Spirito Santo intendeva così mostrare che non era stata ancora manifestata la via del santuario, finché restava la prima tenda. Essa infatti è figura del tempo presente e secondo essa vengono offerti doni e sacrifici che non possono rendere perfetto, nella sua coscienza, colui che offre: si tratta soltanto di cibi, di bevande e di varie abluzioni, tutte prescrizioni carnali, valide fino al tempo in cui sarebbero state riformate.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Si apra la terra e germogli il Salvatore.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Matteo (15, 10-20)

    In quel tempo. Pietro si avvicinò al Signore Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
    Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
    Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
    Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi ha pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Signore Dio mio,
    agisci con me secondo il tuo nome,
    salvami perché benigna è la tua grazia.
    Liberami, Signore:
    sono povero e infelice e il mio cuore è ferito.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Guardaci, o Cristo, nostro redentore; vieni a sollevarci dall’abisso del male e dona alla tua Chiesa liberazione e pace. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.


    SUI DONI
    Benedici, o Padre, i doni della tua misericordia e conferma l’eredità del regno ai fedeli che li ricevono con animo puro. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta renderti grazie, Padre santo, per Cristo Signore nostro. Egli, permanendo Dio eterno, è nato dal grembo della Vergine, ha aperto la via della salvezza e verrà glorioso alla sua Chiesa che lo attende con viva speranza. Per questo mistero del tuo amore, uniti ai cori degli angeli, insieme cantiamo l’inno della tua lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Tu volesti raccogliere, o Signore,
    tutti gli uomini nel tuo unico regno:
    vieni e raduna quelli che aspettano
    di contemplare il tuo volto.


    ALLA COMUNIONE
    Vieni, o Signore,
    e la luce della tua sapienza
    si effonda su chi giace nelle tenebre,
    immerso nell’ombra di morte.
    Nell’umiltà della tua carne
    hai cancellato il nostro peccato;
    ora che sei nella gloria
    donaci in premio la gioia del regno.


    DOPO LA COMUNIONE
    Custodisci, o Dio, da ogni insidia del tempo presente la tua Chiesa che ha partecipato alla mensa di Cristo e conservala a te fedele perché sia invitata al banchetto delle nozze eterne dell’Agnello, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    oppure:


    San Giovanni Damasceno, sacerdote e dottore della Chiesa (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei pastori (per un presbitero) oppure dal comune dei dottori della chiesa.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, che in san Giovanni Damasceno hai dato alla tua Chiesa un insigne maestro della sapienza dei Padri, fa’ che la vera fede da lui diffusa con gli scritti e con la vita sia sempre la nostra luce e la nostra forza. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    Primo Sabato del mese: si può celebrare una Messa in onore del Cuore Immacolato di Maria, per una vera utilità pastorale.

  3. #23
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    IV DOMENICA DI AVVENTO
    L'ingresso del Messia

    Anno C


    Liturgia vigiliare vespertina:



    SALUTO

    Il Signore sia con voi.
    E con il tuo spirito.


    RITO DELLA LUCE

    La tenebra passa
    e la vera luce già risplende.
    Chi ama veramente i suoi fratelli,
    dimora nella luce.

    Non trovi inciampo nel tuo cammino,
    se l’amore ti illumina.
    Chi ama veramente i suoi fratelli,
    dimora nella luce.

    La tenebra passa
    e la vera luce già risplende.
    Chi ama veramente i suoi fratelli,
    dimora nella luce.


    INNO

    Testo originale latino

    Cónditor alme síderum,
    æterna lux credéntium,
    Christe, redémptor ómnium,
    exáudi preces súpplicum.

    Qui, cóndolens intéritu
    mortis períre sæculum,
    salvásti mundum lánguidum,
    danans reis remédium,

    Vergénte mundi véspere,
    uti sponsus de thalamo,
    egréssus honestíssima
    vírgins Matris cláusula.

    Cuius forti poténtiæ
    genu curvántur ómnia;
    cæléstia, terréstria,
    nutu faténtur súbdita.

    Te, Sancte, fide quaesumus:
    ventúre iudex sæculi,
    consérva nos in témpore
    hostis a telo pérfidi.

    Sit, Christe, rex piíssime,
    tibi Patríque glória
    cum Spíritu Paráclito,
    in sempitérna sæcula. Amen.
    Traduzione ritmica

    Degli astri eterno artefice,
    tu luce sei dei popoli,
    Cristo, che salvi gli uomini
    ascolta chi ti supplica.

    Mosso a pietà grandissima
    per la sua sorte misera,
    da morte hai reso libera
    l’umanità colpevole.

    Volgendo il mondo al vespero
    tu per amor degli uomini
    dal grembo della Vergine
    sei nato per redimerli.

    A te, o Signore unico,
    si prostran tutti gli esseri;
    la terra e il cielo adorano,
    la tua potenza cantano!

    Verrai un giorno Giudice,
    noi ti invochiamo unanimi
    nel tempo tu preservaci
    dal male che ci insidia.

    O Cristo, re piissimo,
    a te e al Padre gloria,
    insieme al santo Spirito,
    per gli infiniti secoli. Amen.
    Versione italiana cantabile

    La notte trapunti di stelle
    e orni di luce le menti:
    Signore che tutti vuoi salvi,
    ascolta chi umile implora.

    La sorte oscura dell’uomo
    nel cuore, benigno, hai accolto:
    sul mondo sfinito rinasce
    il fiore di pura speranza.

    Al vespro ormai volge la storia;
    sposando l’umana natura
    nel grembo di Vergine Madre,
    tu vieni indulgente a salvarci.

    Sei mite e clemente, Signore,
    a te ogni cosa s’inchina:
    il cielo e la terra adoranti
    confessano il tuo dominio.

    E quando verrai al tramonto,
    tu, Giudice santo e supremo,
    proteggi, o Re, dal Maligno
    coloro che a te si affidarono.

    O Cristo, cantiamo al tuo nome,
    Signore che hai vinto la morte,
    col Padre e lo Spirito Santo
    adesso e nei secoli eterni. Amen.
    Traduzione

    Tu che la notte trapunti di stelle
    e di luce celeste orni le menti,
    Signore che tutti vuoi salvi,
    ascolta chi ti implora!

    L’acerba sorte dell’uomo
    ha toccato il tuo cuore:
    sul mondo sfinito rinasce
    il fiore della speranza.

    Al vespro volge la storia del mondo;
    tu, disposando l’umana natura
    nell’inviolato grembo di una vergine,
    sei venuto a salvarci.

    Compassionevole, tu sei Signore,
    ogni cosa a te piega il ginocchio:
    il cielo e la terra adoranti
    confessano il tuo dominio.

    E quando scenderà l’ultima sera,
    santo e supremo Giudice, verrai:
    oh! Non lasciare in quell’ora al Maligno
    chi si è affidato a te!

    A te cantiamo gloria,
    o Cristo, Re pietoso,
    con il Padre e lo Spirito
    nella distesa dei secoli. Amen.



    RESPONSORIO
    Non sarà tolto lo scettro da Giuda
    né il bastone del comando tra i suoi piedi,
    finché verrà colui al quale appartiene.
    Egli è l’atteso dei popoli.

    Ecco, viene il Re;
    è umile, cavalca un asino.
    Egli è l’atteso dei popoli.


    VANGELO DELLA RISURREZIONE

    Annuncio della Risurrezione del Signore nostro Gesù Cristo secondo Giovanni (28, 8-10)

    Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, il Signore Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».

    Cristo Signore è risorto!


    SALMELLO

    È salvezza il battesimo
    e invocazione a Dio di una coscienza buona
    in virtù di Cristo risorto. Alleluia.

    Guardate a Dio e sarete raggianti
    in virtù di Cristo risorto. Alleluia.


    ORAZIONE

    Gesù, nostro Salvatore, che, superata vittoriosamente la passione, sei tornato ai tuoi discepoli con potenza più manifesta, concedi a noi, che celebriamo il mistero della tua gloria, di camminare sempre nella gioia della tua presenza, o Figlio di Dio, o nostro fratello, che vivi e regni con il Padre, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    Segue la Messa del Giorno con la LETTURA, il CANTO AL VANGELO e il VANGELO.
    Dopo il Vangelo tutto prosegue come di solito fino alla Comunione e dopo la Comunione si canta il Magnificat con la relativa antifona.



    ANTIFONA
    Ecco, viene il tuo Re,
    mite, seduto su un’asina, *
    con un puledro figlio di bestia da soma.


    CANTICO DELLA BEATA VERGINE MARIA

    L'anima mia *
    magnifica il Signore

    e il mio spirito esulta *
    in Dio, mio salvatore,

    perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *
    D'ora in poi tutte le generazioni
    mi chiameranno beata.

    Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
    e Santo è il suo nome:

    di generazione in generazione la sua misericordia *
    si stende su quelli che lo temono.

    Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
    ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

    ha rovesciato i potenti dai troni, *
    ha innalzato gli umili;

    ha ricolmato di beni gli affamati, *
    ha rimandato i ricchi a mani vuote.

    Ha soccorso Israele, suo servo, *
    ricordandosi della sua misericordia,

    come aveva promesso ai nostri padri, *
    ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

    Gloria.

    L'anima mia magnifica il Signore.

    Alla fine, ripetuta l’antifona si aggiungono i tre Kyrie eleison.
    La celebrazione si conclude con l’orazione dopo la comunione e la benedizione, prima della quale si potranno dare eventuali avvisi.



    Messa del giorno:


    ALL’ INGRESSO
    Sia benedetto, Dio, Signore di Israele,
    che ha visitato e redento il suo popolo.
    Ha suscitato tra noi un salvatore,
    come aveva promesso
    per bocca dei suoi santi profeti.


    Non si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Ci illumini, o Dio, e ci mondi il cuore da ogni macchia di colpa la venuta del tuo Verbo, Gesù Cristo, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del Profeta Isaia (4, 2-5)
    Verrà il Signore sul monte Sion come una nube.

    In quei giorni, Isaia disse: «In quel giorno, il germoglio del Signore crescerà in onore e gloria e il frutto della terra sarà a magnificenza e ornamento per i superstiti d’Israele. Chi sarà rimasto in Sion e chi sarà superstite in Gerusalemme sarà chiamato santo: quanti saranno iscritti per restare in vita in Gerusalemme. Quando il Signore avrà lavato le brutture delle figlie di Sion e avrà pulito Gerusalemme dal sangue che vi è stato versato, con il soffio del giudizio e con il soffio dello sterminio, allora creerà il Signore su ogni punto del monte Sion e su tutti i luoghi delle sue assemblee una nube di fumo durante il giorno e un bagliore di fuoco fiammeggiante durante la notte, perché la gloria del Signore sarà sopra ogni cosa come protezione».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 23(24)

    R. Alzatevi, o porte: entri il re della gloria.

    Chi potrà salire il monte del Signore?
    Chi potrà stare nel suo luogo santo?
    Chi ha mani innocenti e cuore puro,
    chi non si rivolge agli idoli,
    chi non giura con inganno. R.

    Egli otterrà benedizione dal Signore,
    giustizia da Dio sua salvezza.
    Ecco la generazione che lo cerca,
    che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe. R.

    Alzate, o porte, la vostra fronte,
    alzatevi, soglie antiche, ed entri il re della gloria.
    Chi è mai questo re della gloria?
    Il Signore degli eserciti è il re della gloria. R.


    EPISTOLA
    Lettera agli Ebrei (2, 5-15)
    Avendo sottomesso a lui tutte le cose, nulla ha lasciato che non gli fosse sottomesso.

    Fratelli, non certo a degli angeli Dio ha sottomesso il mondo futuro, del quale parliamo. Anzi, in un passo della Scrittura qualcuno ha dichiarato:
    Che cos’è l’uomo perché di lui ti ricordi
    o il figlio dell’uomo perché te ne curi?
    Di poco l’hai fatto inferiore agli angeli,
    di gloria e di onore l’hai coronato
    e hai messo ogni cosa sotto i suoi piedi.
    Avendo sottomesso a lui tutte le cose, nulla ha lasciato che non gli fosse sottomesso. Al momento presente però non vediamo ancora che ogni cosa sia a lui sottomessa. Tuttavia quel Gesù, che fu fatto di poco inferiore agli angeli, lo vediamo coronato di gloria e di onore a causa della morte che ha sofferto, perché per la grazia di Dio egli provasse la morte a vantaggio di tutti.
    Conveniva infatti che Dio – per il quale e mediante il quale esistono tutte le cose, lui che conduce molti figli alla gloria – rendesse perfetto per mezzo delle sofferenze il capo che guida alla salvezza. Infatti, colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da una stessa origine; per questo non si vergogna di chiamarli fratelli, dicendo:
    Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli,
    in mezzo all’assemblea canterò le tue lodi;
    e ancora:
    Io metterò la mia fiducia in lui;
    e inoltre:
    Eccomi, io e i figli che Dio mi ha dato.
    Poiché dunque i figli hanno in comune il sangue e la carne, anche Cristo allo stesso modo ne è divenuto partecipe, per ridurre all’impotenza mediante la morte colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo, e liberare così quelli che, per timore della morte, erano soggetti a schiavitù per tutta la vita.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
    Osanna al figlio di Davide!
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (19, 28-38)
    Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore.

    In quel tempo. Il Signore Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme. Quando fu vicino a Bètfage e a Betània, presso il monte detto degli Ulivi, inviò due discepoli dicendo: «Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale non è mai salito nessuno. Slegatelo e conducetelo qui. E se qualcuno vi domanda: “Perché lo slegate?”, risponderete così: “Il Signore ne ha bisogno”». Gli inviati andarono e trovarono come aveva loro detto. Mentre slegavano il puledro, i proprietari dissero loro: «Perché slegate il puledro?». Essi risposero: «Il Signore ne ha bisogno». Lo condussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù. Mentre egli avanzava, stendevano i loro mantelli sulla strada.
    Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo:
    «Benedetto colui che viene,
    il re, nel nome del Signore.
    Pace in cielo
    e gloria nel più alto dei cieli!».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Non temere, Sion,
    non lasciarti cadere le braccia!
    Il Signore tuo Dio in mezzo a te
    è un salvatore potente,
    per te esulterà di gioia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    La tua grazia, o Dio onnipotente, ispiri e sostenga nel cammino della salvezza quanti aspettano il Signore con ardente speranza; dona loro il tuo aiuto per la vita presente e i beni di quella futura. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI

    Santifica, o Dio, i nostri doni perché, ricevendoli al convito del tuo Figlio, vi troviamo il pegno della gloria eterna. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta esaltarti, o Dio onnipotente, celebrando in letizia l’avvento della nostra salvezza. Con la tua promessa di redenzione hai risollevato dopo la colpa a nuova speranza di grazia il genere umano, creato in santità e giustizia nel tuo Verbo divino, e nella pienezza dei tempi hai mandato lo stesso tuo Verbo nel mondo perché, vivendo come uomo tra noi, ci aprisse il mistero del tuo amore paterno e, sciolti i legami mortali del male, ci infondesse di nuovo la vita eterna del cielo. Riconoscenti per questo tuo dono, uniti agli angeli e ai santi, eleviamo insieme l’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    O Dio con noi, nostro sovrano,
    che ci hai dato la legge dell’amore,
    tu, che le genti attendono,
    tu, che le puoi redimere,
    vieni a salvarci.


    ALLA COMUNIONE

    Dio solo mi salva e mi sorregge;
    io resisto perché mi appoggio a lui.
    È Dio la mia speranza e il mio soccorso;
    confidare in lui,
    a lui aprite tutto il vostro cuore.


    DOPO LA COMUNIONE

    O Dio, che già nel sacramento divino ci hai largamente anticipato la redenzione eterna, ascolta la nostra supplica: tanto più accresci il nostro interiore proposito di celebrare degnamente il mistero di salvezza, quanto più il trascorrere dei giorni ci avvicina il prezioso natale di Cristo, che vive e regna nei secoli dei secoli.
    Ultima modifica di Ambrosiano; 04-12-2021 alle 11:24

  4. #24
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    San Nicola, vescovo (memoria)
    Anno II

    Messa dal comune dei pastori (per un vescovo)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Assisti il tuo popolo, o Dio misericordioso, e per l’intercessione del vescovo san Nicola salvaci da ogni pericolo nel cammino che conduce alla salvezza. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    EZECHIELE
    Lettura del profeta Ezechiele (16, 1-15. 23-25. 35. 38)
    Strinsi alleanza con te, Gerusalemme, e divenisti mia.

    In quei giorni. Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Figlio dell’uomo, fa’ conoscere a Gerusalemme tutti i suoi abomini. Dirai loro: Così dice il Signore Dio a Gerusalemme: Tu sei, per origine e nascita, del paese dei Cananei; tuo padre era un Amorreo e tua madre un’Ittita. Alla tua nascita, quando fosti partorita, non ti fu tagliato il cordone ombelicale e non fosti lavata con l’acqua per purificarti; non ti fecero le frizioni di sale né fosti avvolta in fasce. Occhio pietoso non si volse verso di te per farti una sola di queste cose e non ebbe compassione nei tuoi confronti, ma come oggetto ripugnante, il giorno della tua nascita, fosti gettata via in piena campagna.
    Passai vicino a te, ti vidi mentre ti dibattevi nel sangue e ti dissi: Vivi nel tuo sangue e cresci come l’erba del campo. Crescesti, ti facesti grande e giungesti al fiore della giovinezza. Il tuo petto divenne fiorente ed eri giunta ormai alla pubertà, ma eri nuda e scoperta.
    Passai vicino a te e ti vidi. Ecco: la tua età era l’età dell’amore. Io stesi il lembo del mio mantello su di te e coprii la tua nudità. Ti feci un giuramento e strinsi alleanza con te – oracolo del Signore Dio – e divenisti mia. Ti lavai con acqua, ti ripulii del sangue e ti unsi con olio. Ti vestii di ricami, ti calzai di pelle di tasso, ti cinsi il capo di bisso e ti ricoprii di stoffa preziosa. Ti adornai di gioielli. Ti misi braccialetti ai polsi e una collana al collo; misi al tuo naso un anello, orecchini agli orecchi e una splendida corona sul tuo capo. Così fosti adorna d’oro e d’argento. Le tue vesti erano di bisso, di stoffa preziosa e ricami. Fior di farina e miele e olio furono il tuo cibo. Divenisti sempre più bella e giungesti fino ad essere regina. La tua fama si diffuse fra le genti. La tua bellezza era perfetta. Ti avevo reso uno splendore. Oracolo del Signore Dio.
    Tu però, infatuata per la tua bellezza e approfittando della tua fama, ti sei prostituita, concedendo i tuoi favori a ogni passante.
    Dopo tutta la tua perversione – guai, guai a te! Oracolo del Signore Dio – ti sei fabbricata un giaciglio e costruita un’altura in ogni piazza. A ogni crocicchio ti sei fatta un’altura, disonorando la tua bellezza, offrendo il tuo corpo a ogni passante e moltiplicando le tue prostituzioni.
    Perciò, o prostituta, ascolta la parola del Signore.
    Ti infliggerò la condanna delle donne che commettono adulterio e spargono sangue, e riverserò su di te furore e gelosia».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 134(135)

    R. Dio ha posto la sua dimora in Gerusalemme.

    Lodate il nome del Signore,
    lodatelo, servi del Signore,
    voi che state nella casa del Signore,
    negli atri della casa del nostro Dio. R.

    Lodate il Signore, perché il Signore è buono;
    cantate inni al suo nome, perché è amabile.
    Il Signore si è scelto Giacobbe,
    Israele come sua proprietà. R.

    Signore, il tuo nome è per sempre;
    Signore, il tuo ricordo di generazione in generazione.
    Sì, il Signore fa giustizia al suo popolo
    e dei suoi servi ha compassione. R.

    Gli idoli delle nazioni sono argento e oro,
    opera delle mani dell’uomo.
    Diventi come loro chi li fabbrica
    e chiunque in essi confida.
    Da Sion, benedetto il Signore,
    che abita in Gerusalemme! R.


    PROFETI
    Lettura del profeta Sofonia (3, 14-20)
    Rallegrati, figlia di Sion, il Signore in mezzo a te è un salvatore potente.

    Così dice il Signore Dio: «Rallégrati, figlia di Sion,
    grida di gioia, Israele,
    esulta e acclama con tutto il cuore,
    figlia di Gerusalemme!
    Il Signore ha revocato la tua condanna,
    ha disperso il tuo nemico.
    Re d’Israele è il Signore in mezzo a te,
    tu non temerai più alcuna sventura.
    In quel giorno si dirà a Gerusalemme:
    «Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia!
    Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te
    è un salvatore potente.
    Gioirà per te,
    ti rinnoverà con il suo amore,
    esulterà per te con grida di gioia».
    «Io raccoglierò gli afflitti,
    privati delle feste e lontani da te.
    Sono la vergogna che grava su di te.
    Ecco, in quel tempo io mi occuperò
    di tutti i tuoi oppressori.
    Soccorrerò gli zoppicanti, radunerò i dispersi,
    li farò oggetto di lode e di fama
    dovunque sulla terra sono stati oggetto di vergogna.
    In quel tempo io vi guiderò,
    in quel tempo vi radunerò
    e vi darò fama e lode
    fra tutti i popoli della terra,
    quando, davanti ai vostri occhi,
    ristabilirò le vostre sorti».

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Mostraci, Signore, la tua misericordia
    e donaci la tua salvezza.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Matteo (19, 16-22)

    In quel tempo. Un tale si avvicinò e disse al Signore Gesù: «Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?». Gli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Buono è uno solo. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». Gli chiese: «Quali?». Gesù rispose: «Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non testimonierai il falso, onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso». Il giovane gli disse: «Tutte queste cose le ho osservate; che altro mi manca?». Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!». Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze.

    Parola del Signore.

  5. #25
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    ORDINAZIONE DI SANT’AMBROGIO, VESCOVO E DOTTORE DELLA CHIESA, PATRONO DELLA SANTA CHIESA AMBROSIANA E DELLA CITTÀ DI MILANO (solennità)
    Anno C


    Liturgia vigiliare vespertina:


    SALUTO

    Il Signore sia con voi.
    E con il tuo spirito.


    RITO DELLA LUCE

    Sempre su noi rifulga
    il divino splendore.
    O Dio, dirigi e rendi feconda
    l’opera delle nostre mani.

    Guarda benigno i tuoi servi, Signore;
    saziaci con la tua grazia.
    O Dio, dirigi e rendi feconda
    l’opera delle nostre mani.

    Sempre su noi rifulga
    il divino splendore.
    O Dio, dirigi e rendi feconda
    l’opera delle nostre mani.


    INNO

    Testo originale latino

    Nostrum Paréntem màximum
    canàmus omnes, tùrbidas
    qui fluctuàntis saéculi
    terris procéllas éxpulit.

    Infans locútus Insubrum
    Ambrósio fert infulam:
    cunctórum ora cóclamant
    Ambrósium episcopum.

    Velat sacráta dénique
    doctum thiára vérticem:
    sacráque tectus cásside,
    bellum minátur Ario.

    Abúnde sacra litteras
    explants atque edisserit,
    divina pandens dogmata
    mira niter facúndia.

    Fac nos amémus cárminum
    dulces modos persólvere,
    ac mente voci cónsona,
    te dirigénte, psállere.

    Cum Augustinum rhétorem
    patérno corde récipit,
    ad Christi fidem instruit,
    creat baptismo filium.

    Paschális mane sábbati
    quo die iam praedixerat
    recépto Christi córpore
    ad regna intrávit caélica.

    Iam nunc furéntem tártari
    lupum flagéllo súbmove;
    ut pace longa pólleat,
    plebs sancta ab hoste libera.

    Deo Patri sit glória
    eiúsque soli Filio
    cum Spiritu Paráclito
    nunc et per omne saéculum. Amen.
    Traduzione ritmica

    Tutta la chiesa, pellegrina in terra
    o già gloriosa nel celeste Regno,
    a te ti volge o pastore santo,
    lode perenne.

    Te come padre ci donò il Signore,
    luce e sostegno della nostra fede:
    con la parola, con l’esempio insigne
    tu ci guidasti.

    Tu ricusavi in umiltà sincera
    l’ordine sacro dell’episcopato:
    ma viene eletto per voler comune
    vescovo nostro.

    Ed il mandato obbediente accogli,
    doni alla Chiesa tutte le tue forze,
    pasci il tuo gregge, doni alle menti
    fervida fede.

    Volgi tu ancora il paterno volto
    su chi t’invoca fiducioso e pronto:
    fa’ che il vangelo resti per noi tutti
    legge di vita.

    Alta s’impone la testimonianza
    della tua vita nel seguire Cristo:
    rendici degni di lodarti sempre
    e d’imitarti.

    Padre, Pastore e Maestro grande:
    tu ci richiami verità supreme:
    nate per dare gioia ai fratelli
    e lode a Dio.

    Noi ti lodiamo, Trinità divina,
    fonte d’amore e d’eterna luce:
    brilla nei cuori, nelle menti nostre
    ora e per sempre. Amen.
    Versione italiana cantabile

    Il canto festoso si leva
    al padre e pastore animoso,
    che in tempi insicuri apparve
    presidio di forte speranza.

    Ed ecco, una voce di bimbo
    nel popolo incerto e discorde:
    «Ambrogio sia vescovo!» - grida,
    e lieti acclamano tutti.

    Così un maestro la Chiesa
    conobbe gioiosa e invidiata;
    così la protervia di Ario
    per sempre fu vinta tra noi.

    Insegna i canti di Dio
    che unanime il popolo accoglie;
    rigenera, padre amoroso,
    al fonte di grazia Agostino.

    È l’alba del sabato santo:
    nutrito del corpo di Cristo,
    nel giorno che aveva predetto
    si avvia alla Pasqua eterna.

    Ambrogio, ancora il tuo gregge
    minacciano lupi rapaci:
    disperdi ogni insidia funesta
    e guidaci a tempi di pace.

    All’unico e trino Signore,
    che premia fatiche e speranze
    di gioia ineffabile in cielo,
    nei secoli gloria e onore. Amen.
    Traduzione

    Festoso ascende l’inno
    al padre santo, al pastore animoso,
    che in tempi incerti apparve
    anelato presidio di speranza.

    Odi. Una voce di bimbo si leva
    nell’assemblea discorde:
    Ambrogio vescovo! E sùbito
    lieto consente il popolo.

    Così la nostra Chiesa un maestro
    invidiata conobbe;
    così l’ariana protervia
    fu debellata per sempre.

    I dolci canti ci insegnò di Dio
    unanimi a cantare;
    al nostro fonte di grazia Agostino
    rigenerò con amore di padre.

    È l’alba del sabato: il vescovo,
    nutrito del corpo di Cristo,
    nel giorno che aveva predetto
    verso la Pasqua eterna si incammina.

    Ecco il tuo gregge: famelici
    ancora si aggirano i lupi.
    Tu disperdi ogni insidia
    nella dolcezza di una lunga pace.

    Alla divina Trinità beata,
    che la fatica dei servi
    della sua gioia ineffabile premia,
    gloria e onore nei secoli. Amen.




    RESPONSORIO
    «Ho stretto un’alleanza con il mio eletto,
    ho giurato a Davide, mio servo:
    Ti darò un trono che duri nei secoli».

    Con la mia bocca annunzierò la tua fedeltà,
    poiché tu hai detto:
    «Ti darò un trono che duri nei secoli».


    LETTURA VIGILIARE
    Vita di sant’Ambrogio, vescovo e dottore della Chiesa.

    Ambrogio nacque da famiglia romana a Trèviri nelle Gallie, città allora residenza imperiale, dove il padre esercitava le alte funzioni di prefetto del pretorio. Terminati a Roma gli studi, ricevette dal prefetto Probo l’incarico di recarsi a Milano come governatore della provincia di Liguria ed Emilia.
    Proprio in quel tempo morì il vescovo Assenzio e tra il popolo cristiano si accese una violenta discordia in merito alla scelta del successore. Ambrogio si recò allora – com’era dovere della sua carica – alla chiesa, per sedare il tumulto: qui parlò a lungo e con grande capacità persuasiva della pace e del bene comune. L’impressione sui presenti fu enorme. Si dice che a quel punto improvvisamente risuonò nell’assemblea l’esclamazione di un fanciullo «Ambrogio vescovo!», e che tutto il popolo si unì a quella voce e acclamò concorde «Ambrogio vescovo!», designando in tal modo con scelta unanime il governatore quale proprio pastore.
    Di fronte al rifiuto e alla resistenza di Ambrogio, il desiderio ardente del popolo fu sottoposto all’imperatore Valentiniano, che si mostrò ben contento che il vescovo fosse stato scelto tra i magistrati da lui nominati. Lietissimo fu pure il prefetto Probo che, quasi profetizzando, aveva detto ad Ambrogio al momento della partenza: «Va’, e comportati non come giudice, ma come vescovo».
    Coincidendo pertanto la volontà dell’imperatore col desiderio del popolo. Ambrogio venne battezzato (era infatto solo catecumeno), e iniziato nei giorni successivi al sacro ministero.
    Otto giorni dopo il battesimo, precisamente il 7 dicembre dell’anno 374, ricevette l’ordinazione episcopale.
    Divenuto vescovo, fu suo impegno difendere con coraggio la libertà della Chiesa e la dottrina della fede, richiamando alla verità molti eretici; fra questi generò a Gesù Cristo mediante il battesimo sant’Agostino, il grande dottore della Chiesa.
    Sollecito del bene di tutte le Chiese, sapeva intervenire nella comunione cristiana con grande energia e costanza. Fu instancabile nell’adempiere i doveri del ministero pastorale, tanto che, dopo la sua morte, nell’amministrazione dei Misteri dell’iniziazione cristiana cinque vescovi riuscirono a stento a supplirlo.
    Amò intensamente i poveri e i prigionieri, per i quali donò tutto l’oro e l’argento che possedeva. Quando fu eletto vescovo, assegnò alla sua Chiesa anche i propri vasti possedimenti fondiari in Sicilia e in Africa – destinandone il solo usufrutto alla sorella Marcellina – in modo da non serbare per sé cosa alcuna che potesse dire sua. Così, come un soldato privo di impedimenti e pronto a combattere, si mise al seguito di Cristo Signore che «da ricco che era, si è fatto povero per noi, perché diventassimo ricchi per mezzo della sua povertà».
    Godeva con coloro che erano nella gioia, piangeva con chi era afflitto. Ogni volta che qualcuno gli confessava i propri peccati per riceverne la penitenza, compartecipava a tal punto al dolore del penitente da versare con lui lacrime di pentimento: si considerava infatti peccatore tra i peccatori.
    Dopo essersi recato per due volte nelle Gallie presso l’usurpatore Massimo, responsabile dell’uccisione dell’imperatore Graziano, Ambrogio ruppe irrevocabilmente la comunione con lui e con quanti si erano resi responsabili, insieme a Massimo, della morte a Trèviri dell’eretico Priscilliano.
    Ma il presule milanese, in seguito alla strage di Tessalonica, non dubitò di escludere dalla partecipazione ai divini Misteri anche il grande imperatore Teodosio, da lui peraltro profondamente stimato, finché questi non ebbe umilmente eseguita la penitenza impostagli a causa di quella efferata repressione.
    Il vescovo di Milano ha lasciato alla sua Chiesa splendidi edifici di culto e all’intera comunione cristiana scritti dogmatici e omiletici, considerati in Oriente come in Occidente testimonianza della fede dell’antica Chiesa indivisa.
    Logorato dalle grandi fatiche e dall’intensa cura della Chiesa di Dio, al termine della sua ultima Quaresima cadde ammalato. Quando era ormai prossimo alla morte, pregava nel suo letto con le braccia aperte in forma di croce; Onorato, vescovo di Vercelli, mosso da un impulso divino, accorse al suo capezzale portandogli il Corpo del Signore. Ambrogio si comunicò e subito dopo consegnò la propria anima a Dio: era il Sabato Santo 4 aprile, dell’anno 397, prima dell’alba.

    Onore e gloria al Signore nostro Gesù Cristo, che regna nei secoli dei secoli.


    SALMELLO

    «Ho portato aiuto a un prode,
    ho esaltato un eletto tra il mio popolo:
    la mia mano è il suo sostegno».

    «Su di lui non trionferà il nemico,
    né l’opprimerà l’uomo perverso:
    la mia mano è il suo sostegno».


    ORAZIONE

    O Dio, creatore del mondo, che hai consacrato questo giorno con l’elezione episcopale di sant’Ambrogio, concedi al tuo popolo che ne celebra devotamente la beata memoria di ottenere, per sua intercessione, il soccorso del tuo paterno amore. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

    oppure:

    Dio onnipotente ed eterno, che alla nostra e a tutte le Chiese del mondo hai dato Ambrogio come maestro di fede, faì che si radichi nei cuori e fiorisca l’insegnamento della sua sapienza, e il suo desiderato patrocinio ci assista presso il tuo trono. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    Segue la Messa della Vigilia con la L'EPISTOLA, il CANTO AL VANGELO e il VANGELO.
    Dopo il Vangelo tutto prosegue come di solito fino alla Comunione e dopo la Comunione si canta il Magnificat con la relativa antifona.



    ANTIFONA
    «Su chi volgerò lo sguardo?
    - dice il Signore -. *
    Sull’umile, su chi ha lo spirito contrito,
    su chi teme la mia parola».


    CANTICO DELLA BEATA VERGINE MARIA

    L'anima mia *
    magnifica il Signore

    e il mio spirito esulta *
    in Dio, mio salvatore,

    perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *
    D'ora in poi tutte le generazioni
    mi chiameranno beata.

    Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
    e Santo è il suo nome:

    di generazione in generazione la sua misericordia *
    si stende su quelli che lo temono.

    Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
    ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

    ha rovesciato i potenti dai troni, *
    ha innalzato gli umili;

    ha ricolmato di beni gli affamati, *
    ha rimandato i ricchi a mani vuote.

    Ha soccorso Israele, suo servo, *
    ricordandosi della sua misericordia,

    come aveva promesso ai nostri padri, *
    ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

    Gloria.

    L'anima mia magnifica il Signore.

    Alla fine, ripetuta l’antifona si aggiungono i tre Kyrie eleison.
    La celebrazione si conclude con l’orazione dopo la comunione e la benedizione, prima della quale si potranno dare eventuali avvisi.



    Messa della vigilia:


    ALL’ INGRESSO
    Il Signore ti ha scelto
    per suo sommo sacerdote,
    ti ha aperto i suoi tesori
    e ti ha colmato di ogni benedizione


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, creatore del mondo, che hai consacrato questo giorno con l’elezione episcopale di sant’Ambrogio, concedi al tuo popolo che ne celebra devotamente la beata memoria di ottenere, per sua intercessione, il soccorso del tuo paterno amore. Per Gesù Cristo, tuo Figlio nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA e SALMELLO (o SALMO) come nella Liturgia vigiliare vespertina oppure Salmo della Messa nel giorno.

    EPISTOLA
    Lettera agli Ebrei (5, 1-6)
    Il sommo sacerdote viene costituito per gli uomini nelle cose che riguardano Dio.

    Fratelli, ogni sommo sacerdote, infatti, è scelto fra gli uomini e per gli uomini viene costituito tale nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati. Egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell’ignoranza e nell’errore, essendo anche lui rivestito di debolezza. A causa di questa egli deve offrire sacrifici per i peccati anche per se stesso, come fa per il popolo.
    Nessuno attribuisce a se stesso questo onore, se non chi è chiamato da Dio, come Aronne. Nello stesso modo Cristo non attribuì a se stesso la gloria di sommo sacerdote, ma colui che gli disse: Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato, gliela conferì come è detto in un altro passo:
    Tu sei sacerdote per sempre,
    secondo l’ordine di Melchìsedek.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Alzo gli occhi verso i monti:
    da dove mi verrà l’aiuto?
    Il mio aiuto viene dal Signore.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (6, 14-21)
    La gente, visto il segno, diceva: «Questi è davvero il profeta».

    In quel tempo. La gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.
    Venuta intanto la sera, i suoi discepoli scesero al mare, salirono in barca e si avviarono verso l’altra riva del mare in direzione di Cafàrnao. Era ormai buio e Gesù non li aveva ancora raggiunti; il mare era agitato, perché soffiava un forte vento. Dopo aver remato per circa tre o quattro miglia, videro Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Sono io, non abbiate paura!». Allora vollero prenderlo sulla barca, e subito la barca toccò la riva alla quale erano diretti.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Atteniamoci fermamente alla fede
    come alla rotta sicura,
    perché le tempeste del mondo
    non ci rendano naufraghi.
    Vasto e spazioso è il mare,
    ma non ci impaura:
    tu, o Signore, hai stabilito la tua Chiesa
    sicura sulle acque, per sempre.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Concedi, o Dio, a questa tua Chiesa, al suo vescovo e a tutti i fratelli che vogliono seguire l’esempio di sant’Ambrogio di arrivare insieme al possesso del regno dei cieli. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    O Padre misericordioso, il sacrificio che ti offriamo nella festa di sant’Ambrogio ci liberi dai nostri peccati e ci renda degni dei tuoi doni. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo Signore nostro. A questa tua Chiesa, che inizia a celebrare con rito festivo la memoria di sant’Ambrogio, tu doni che possa trarre nuovo vigore dall’esempio della sua vita generosa e nuovi tesori di sapienza dai suoi mirabili insegnamenti, mentre la sua continua preghiera, che a te sale gradita, ci assicura protezione perenne. Con questo tuo grande servo e nostro massimo patrono, uniti agli angeli e ai santi, esultando cantiamo la tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Ora come un figlio, puoi chiamare Dio
    col nome di padre, ed è grazia mirabile.
    Dica ogni credente: «Padre nostro».


    ALLA COMUNIONE
    Il corpo di Cristo è vero cibo di vita,
    chi se ne nutre con fede
    risorgerà dalla morte e sarà in eterno beato.


    DOPO LA COMUNIONE
    Nutriti del Pane disceso dal cielo e divenuti un solo corpo, ti chiediamo umilmente, o Dio, di essere uniti per sempre a Cristo Signore, nostro modello e nostro Capo, che vive e regna nei secoli dei secoli.

  6. #26
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    ORDINAZIONE DI SANT’AMBROGIO, VESCOVO E DOTTORE DELLA CHIESA, PATRONO DELLA SANTA CHIESA AMBROSIANA E DELLA CITTÀ DI MILANO (solennità)
    Anno C


    ALL’ INGRESSO

    Il Signore gli ha concesso il dono della parola
    in mezzo alla sua Chiesa.
    Lo ha ricolmato di sapienza, lo ha rivestito di gloria.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, che nel vescovo sant’Ambrogio ci hai dato un insigne maestro della fede cattolica e un esempio di apostolica fortezza, suscita nella Chiesa pastori secondo il tuo cuore, che la guidino con sapienza e coraggio. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA

    Lettura del libro del Siracide (50, 1a-b(cfr); 44, 16a. 17ab. 19b-20a. 21a. 21d. 23a-c; 45, 3b, 12a. 7. 15e-16c)
    Ecco il sommo sacerdote.

    Ecco il sommo sacerdote,
    che nella sua vita piacque al Signore.
    Fu trovato perfetto e giusto,
    al tempo dell’ira fu segno di riconciliazione.
    Nessuno fu trovato simile a lui nella gloria.
    Egli custodì la legge dell’Altissimo.
    Per questo Dio gli promise con giuramento
    di innalzare la sua discendenza.
    Dio fece posare sul suo capo
    la benedizione di tutti gli uomini e la sua alleanza;
    lo confermò nelle sue benedizioni.
    Lo glorificò davanti ai re.
    Sopra il turbante gli pose una corona d’oro.
    Stabilì con lui un’alleanza perenne
    e lo fece sacerdote per il popolo.
    Lo onorò con splendidi ornamenti
    e gli fece indossare una veste di gloria,
    esercitare il sacerdozio
    e benedire il popolo nel Suo nome.
    Lo scelse fra tutti i viventi
    perché offrisse sacrifici al Signore,
    incenso e profumo come memoriale.

    Parola di Dio.

    oppure:

    LETTURA AGIOGRAFICA

    Vita di sant’Ambrogio, vescovo e dottore della Chiesa

    Ambrogio nacque da famiglia romana a Trèviri nelle Gallie, città allora residenza imperiale, dove il padre esercitava le alte funzioni di prefetto del pretorio. Terminati a Roma gli studi, ricevette dal prefetto Probo l’incarico di recarsi a Milano come governatore della provincia di Liguria ed Emilia.
    Proprio in quel tempo morì il vescovo Assenzio e tra il popolo cristiano si accese una violenta discordia in merito alla scelta del successore. Ambrogio si recò allora – com’era dovere della sua carica – alla chiesa, per sedare il tumulto: qui parlò a lungo e con grande capacità persuasiva della pace e del bene comune. L’impressione sui presenti fu enorme. Si dice che a quel punto improvvisamente risuonò nell’assemblea l’esclamazione di un fanciullo «Ambrogio vescovo!», e che tutto il popolo si unì a quella voce e acclamò concorde «Ambrogio vescovo!», designando in tal modo con scelta unanime il governatore quale proprio pastore.
    Di fronte al rifiuto e alla resistenza di Ambrogio, il desiderio ardente del popolo fu sottoposto all’imperatore Valentiniano, che si mostrò ben contento che il vescovo fosse stato scelto tra i magistrati da lui nominati. Lietissimo fu pure il prefetto Probo che, quasi profetizzando, aveva detto ad Ambrogio al momento della partenza: «Va’, e comportati non come giudice, ma come vescovo».
    Coincidendo pertanto la volontà dell’imperatore col desiderio del popolo. Ambrogio venne battezzato (era infatti solo catecumeno), e iniziato nei giorni successivi al sacro ministero.
    Otto giorni dopo il battesimo, precisamente il 7 dicembre dell’anno 374, ricevette l’ordinazione episcopale.
    Divenuto vescovo, fu suo impegno difendere con coraggio la libertà della Chiesa e la dottrina della fede, richiamando alla verità molti eretici; fra questi generò a Gesù Cristo mediante il battesimo sant’Agostino, il grande dottore della Chiesa.
    Sollecito del bene di tutte le Chiese, sapeva intervenire nella comunione cristiana con grande energia e costanza. Fu instancabile nell’adempiere i doveri del ministero pastorale, tanto che, dopo la sua morte, nell’amministrazione dei Misteri dell’iniziazione cristiana cinque vescovi riuscirono a stento a supplirlo.
    Amò intensamente i poveri e i prigionieri, per i quali donò tutto l’oro e l’argento che possedeva. Quando fu eletto vescovo, assegnò alla sua Chiesa anche i propri vasti possedimenti fondiari in Sicilia e in Africa – destinandone il solo usufrutto alla sorella Marcellina – in modo da non serbare per sé cosa alcuna che potesse dire sua. Così, come un soldato privo di impedimenti e pronto a combattere, si mise al seguito di Cristo Signore che «da ricco che era, si è fatto povero per noi, perché diventassimo ricchi per mezzo della sua povertà».
    Godeva con coloro che erano nella gioia, piangeva con chi era afflitto. Ogni volta che qualcuno gli confessava i propri peccati per riceverne la penitenza, compartecipava a tal punto al dolore del penitente da versare con lui lacrime di pentimento: si considerava infatti peccatore tra i peccatori.
    Dopo essersi recato per due volte nelle Gallie presso l’usurpatore Massimo, responsabile dell’uccisione dell’imperatore Graziano, Ambrogio ruppe irrevocabilmente la comunione con lui e con quanti si erano resi responsabili, insieme a Massimo, della morte a Trèviri dell’eretico Priscilliano.
    Ma il presule milanese, in seguito alla strage di Tessalonica, non dubitò di escludere dalla partecipazione ai divini Misteri anche il grande imperatore Teodosio, da lui peraltro profondamente stimato, finché questi non ebbe umilmente eseguita la penitenza impostagli a causa di quella efferata repressione.
    Il vescovo di Milano ha lasciato alla sua Chiesa splendidi edifici di culto e all’intera comunione cristiana scritti dogmatici e omiletici, considerati in Oriente come in Occidente testimonianza della fede dell’antica Chiesa indivisa.
    Logorato dalle grandi fatiche e dall’intensa cura della Chiesa di Dio, al termine della sua ultima Quaresima cadde ammalato. Quando era ormai prossimo alla morte, pregava nel suo letto con le braccia aperte in forma di croce; Onorato, vescovo di Vercelli, mosso da un impulso divino, accorse al suo capezzale portandogli il Corpo del Signore. Ambrogio si comunicò e subito dopo consegnò la propria anima a Dio: era il Sabato Santo 4 aprile, dell’anno 397, prima dell’alba.

    Onore e gloria al Signore nostro Gesù Cristo, che regna nei secoli dei secoli.


    SALMO

    dal Sal 88(89)

    R. Sei stato fedele, Signore, con il tuo servo.

    Canterò in eterno l’amore del Signore,
    di generazione in generazione
    farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
    perché hai detto: «Ho stretto un’alleanza con il mio eletto,
    ho giurato a Davide, mio servo. R.

    Ho trovato Davide, mio servo,
    con il mio santo olio l’ho consacrato;
    la mia mano è il suo sostegno,
    il mio braccio è la sua forza. R.

    La mia fedeltà e il mio amore saranno con lui
    e nel mio nome s’innalzerà la sua fronte.
    Sulla mia santità ho giurato una volta per sempre:
    certo non mentirò a Davide. R.

    In eterno durerà la sua discendenza,
    il suo trono davanti a me quanto il sole,
    sempre saldo come la luna,
    testimone fedele nel cielo». R.


    EPISTOLA

    Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini (3, 2-11)
    Leggendo ciò che ho scritto, potete rendervi conto della comprensione che io ho del mistero di Cristo.

    Fratelli, penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio, a me affidato a vostro favore: per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero, di cui vi ho già scritto brevemente. Leggendo ciò che ho scritto, potete rendervi conto della comprensione che io ho del mistero di Cristo. Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo, del quale io sono divenuto ministro secondo il dono della grazia di Dio, che mi è stata concessa secondo l’efficacia della sua potenza. A me, che sono l’ultimo fra tutti i santi, è stata concessa questa grazia: annunciare alle genti le impenetrabili ricchezze di Cristo e illuminare tutti sulla attuazione del mistero nascosto da secoli in Dio, creatore dell’universo, affinché, per mezzo della Chiesa, sia ora manifestata ai Principati e alle Potenze dei cieli la multiforme sapienza di Dio, secondo il progetto eterno che egli ha attuato in Cristo Gesù nostro Signore.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Tu sei sacerdote per sempre
    al modo di Melchisedek.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (9, 40a; 10, 11-16)
    Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse ad alcuni farisei che erano con lui: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
    Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Atteniamoci fermamente alla fede
    come alla rotta sicura,
    perché le tempeste del mondo
    non ci rendano naufraghi.
    Vasto e spazioso è il mare,
    ma non ci impaura:
    tu, o Signore, hai stabilito la tua Chiesa
    sicura sulle acque, per sempre.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    O Dio, creatore di ogni cosa, che in questo giorno hai costituito sant’Ambrogio nella pienezza del sacerdozio, rendendolo vicario dell’amore del tuo Figlio, pontefice eterno, santifica il nostro vescovo perché pastore e gregge possano conseguire il regno della tua gloria. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI

    Nella celebrazione dei divini misteri venga su noi, o Dio, il tuo Santo Spirito e ci riempia di quella luce evangelica che fece di sant’Ambrogio un ardente apostolo della fede. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Nella tua santa Chiesa tu disponi e ordini i sacerdoti in modo da preparare al Figlio tuo una Sposa senza macchia e senza ruga. In questo giorno solenne tu elevasti Ambrogio alla cattedra episcopale perché, deposta ogni autorità profana, diventasse maestro e guida del tuo gregge, come pastore della Chiesa milanese. Con questo tuo grande servo e nostro massimo patrono, uniti agli angeli e ai santi, eleviamo a te, o Padre, unico immenso Dio col Figlio e con lo Spirito Santo, l’inno di adorazione e di gioia: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Quando non osavamo guardare verso il cielo
    ci soccorse la grazia di Cristo
    e i nostri peccati furono perdonati.
    Da servi infedeli, siamo divenuti figli.
    Leviamo dunque lo sguardo al Padre
    che nel battesimo ci ha generato,
    al Padre, che ci ha redento per mezzo del Figlio.


    ALLA COMUNIONE

    Liberi dai legami di ogni colpa
    accorriamo al banchetto celeste
    e, vedendo il santo altare preparato,
    diciamo: «Hai imbandito una mensa per noi!».


    DOPO LA COMUNIONE

    O Dio, che ci hai rinnovato con la potenza misteriosa di questo sacramento, fa’ che alla scuola del vescovo sant’Ambrogio, camminando àlacri e forti sulla via della salvezza, possiamo giungere alla gioia del convito eterno. Per Cristo nostro Signore.

  7. #27
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    IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA (solennità)
    Anno C


    ALL’ INGRESSO

    Esulto e gioisco nel Signore,
    l’anima mia si allieta nel mio Dio
    perché mi avvolge in vesti di salvezza
    e con un manto di santità,
    come sposa adornata di gioielli.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, che in previsione della morte redentrice di Cristo hai preservato la vergine Maria fin dal primo istante da ogni macchia di peccato e così hai preparato al Figlio tuo fatto uomo una degna dimora, dona anche a noi di venire incontro a te in santità e purezza di vita. Per lui, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA

    Lettura del libro della Genesi (3, 9a. 11b-15. 20)
    Io porrò inimicizia fra te e la donna, e la sua stirpe ti schiaccerà la testa.

    In quei giorni. Il Signore Dio chiamò l’uomo e gli disse: «Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».
    Allora il Signore Dio disse al serpente:
    «Poiché hai fatto questo,
    maledetto tu fra tutto il bestiame
    e fra tutti gli animali selvatici!
    Sul tuo ventre camminerai
    e polvere mangerai
    per tutti i giorni della tua vita.
    Io porrò inimicizia fra te e la donna,
    fra la tua stirpe e la sua stirpe:
    questa ti schiaccerà la testa
    e tu le insidierai il calcagno».
    L’uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi.

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 86(87)

    R. Di te si dicono cose gloriose, piena di grazia!


    Sui monti santi egli l’ha fondata;
    il Signore ama le porte di Sion
    più di tutte le dimore di Giacobbe.
    Di te si dicono cose gloriose, città di Dio! R.

    Iscriverò Raab e Babilonia
    fra quelli che mi riconoscono:
    ecco Filistea, Tiro ed Etiopia: là costui è nato.
    Si dirà di Sion: «L’uno e l’altro in essa sono nati
    e lui, l’Altissimo, la mantiene salda». R.

    Il Signore registrerà nel libro dei popoli:
    «Là costui è nato».
    E danzando canteranno:
    «Sono in te tutte le mie sorgenti». R.


    EPISTOLA

    Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini (1, 3-6. 11-12)
    In Cristo ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati.

    Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
    che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo.
    In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
    per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
    predestinandoci a essere per lui figli adottivi
    mediante Gesù Cristo,
    secondo il disegno d’amore della sua volontà,
    a lode dello splendore della sua grazia,
    di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.
    In lui siamo stati fatti anche eredi,
    predestinati - secondo il progetto di colui
    che tutto opera secondo la sua volontà -
    a essere lode della sua gloria,
    noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Tutta bella sei tu, o Maria:
    e in te non c’è macchia originale.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Luca (1, 26b-28)
    Rallégrati, piena di grazia, il Signore è con te.

    In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Sei benedetta dal Signore Dio, o vergine Maria,
    tra tutte le donne della terra.
    Tu sei la gloria di Gerusalemme, la gioia di Israele,
    l’onore del nostro popolo.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Dio onnipotente ed eterno, che hai donato a Maria la grazia di essere l’unica, tra i figli di Adamo, preservata da ogni macchia, lavaci dalle nostre colpe e fa’ che possiamo offrirti una vita immacolata. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI

    Accetta, o Padre, il sacrificio di salvezza che ti offriamo con gioia nella festa dell’immacolata concezione di Maria; la materna intercessione della Vergine senza macchia ci ottenga di essere liberati da ogni colpa. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Tu hai preservato la vergine Maria da ogni ombra di peccato originale perché diventasse degna madre del tuo Verbo. In lei, creatura di intatto splendore, trova inizio la Chiesa, sposa di Cristo, senza macchia e senza ruga. Da lei, vergine purissima, sarebbe nato il Figlio di Dio, l’Agnello innocente che toglie i peccati del mondo. Tu l’hai predestinata modello di santità e avvocata di grazia per tutti i redenti. E noi, tuo popolo a lei devoto, uniti ai cori degli angeli, esultando proclamiamo, o Padre, la tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Il Signore, il Dio vivente, mi ha usato misericordia,
    ha rivelato al mondo la gloria di sua Madre.
    Ti loderò, Signore, perché mi hai liberato
    e su me non hai lasciato esultare i miei nemici.


    ALLA COMUNIONE

    O Maria, noi cantiamo la tua gloria
    perché grandi cose ha fatto in te l’Onnipotente.
    Giardino chiuso, fonte sigillata,
    fontana che irrori ogni fiore!
    Guidaci a te, Vergine immacolata:
    attratti dalla grazia che ti adorna,
    noi seguiremo il tuo cammino, o Madre.


    DOPO LA COMUNIONE

    Il sacramento che abbiamo ricevuto, Signore Dio nostro, guarisca in noi le ferite di quella colpa da cui, per grazia singolare, hai preservato la beata vergine Maria nella sua concezione immacolata. Per Cristo nostro Signore.

  8. #28
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    9 Dicembre

    Giovedì della IV settimana di Avvento
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Guidami nella tua verità
    e fammi tuo discepolo, Signore,
    perché tu sei il mio Dio
    e in te sempre ho sperato.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Concedi a noi, o Dio, di aspettare con ardente speranza il mistero di Maria, vergine e madre, che per opera dello Spirito Santo genera a noi il Salvatore, Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    EZECHIELE
    Lettura del profeta Ezechiele (18, 1. 23-32)
    Formatevi un cuore nuovo e uno spirito nuovo.

    In quei giorni. Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Forse che io ho piacere della morte del malvagio – oracolo del Signore – o non piuttosto che desista dalla sua condotta e viva? Ma se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male, imitando tutte le azioni abominevoli che l’empio commette, potrà egli vivere? Tutte le opere giuste da lui fatte saranno dimenticate; a causa della prevaricazione in cui è caduto e del peccato che ha commesso, egli morirà.
    Voi dite: “Non è retto il modo di agire del Signore”. Ascolta dunque, casa d’Israele: Non è retta la mia condotta o piuttosto non è retta la vostra? Se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male e a causa di questo muore, egli muore appunto per il male che ha commesso. E se il malvagio si converte dalla sua malvagità che ha commesso e compie ciò che è retto e giusto, egli fa vivere se stesso. Ha riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse: egli certo vivrà e non morirà. Eppure la casa d’Israele va dicendo: “Non è retta la via del Signore”. O casa d’Israele, non sono rette le mie vie o piuttosto non sono rette le vostre? Perciò io giudicherò ognuno di voi secondo la sua condotta, o casa d’Israele. Oracolo del Signore Dio.
    Convertitevi e desistete da tutte le vostre iniquità, e l’iniquità non sarà più causa della vostra rovina. Liberatevi da tutte le iniquità commesse e formatevi un cuore nuovo e uno spirito nuovo. Perché volete morire, o casa d’Israele? Io non godo della morte di chi muore. Oracolo del Signore Dio. Convertitevi e vivrete».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 15(16)

    R. Convertitevi, dice il Signore, e vivrete.

    Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
    Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu,
    solo in te è il mio bene». R.

    Moltiplicano le loro pene
    quelli che corrono dietro a un dio straniero.
    Io non spanderò le loro libagioni di sangue,
    né pronuncerò con le mie labbra i loro nomi.
    Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
    nelle tue mani è la mia vita. R.

    Io pongo sempre davanti a me il Signore,
    sta alla mia destra, non potrò vacillare.
    Mi indicherai il sentiero della vita,
    gioia piena alla tua presenza,
    dolcezza senza fine alla tua destra. R.


    PROFETI
    Lettura del profeta Osea (2, 20-25)
    Ti farò mia sposa per sempre.

    Così dice il Signore Dio: «In quel tempo farò per loro un’alleanza
    con gli animali selvatici
    e gli uccelli del cielo
    e i rettili del suolo;
    arco e spada e guerra
    eliminerò dal paese,
    e li farò riposare tranquilli.
    Ti farò mia sposa per sempre,
    ti farò mia sposa
    nella giustizia e nel diritto,
    nell’amore e nella benevolenza,
    ti farò mia sposa nella fedeltà
    e tu conoscerai il Signore.
    E avverrà, in quel giorno
    – oracolo del Signore –
    io risponderò al cielo
    ed esso risponderà alla terra;
    la terra risponderà al grano,
    al vino nuovo e all’olio
    e questi risponderanno a Izreèl.
    Io li seminerò di nuovo per me nel paese
    e amerò Non-amata,
    e a Non-popolo-mio dirò: “Popolo mio”,
    ed egli mi dirà: “Dio mio”».

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Il Signore verrà per fare Sion sua sposa
    nella giustizia e nel diritto.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Matteo (21, 18-22)

    La mattina dopo, mentre rientrava in città, il Signore Gesù ebbe fame. Vedendo un albero di fichi lungo la strada, gli si avvicinò, ma non vi trovò altro che foglie, e gli disse: «Mai più in eterno nasca un frutto da te!». E subito il fico seccò. Vedendo ciò, i discepoli rimasero stupiti e dissero: «Come mai l’albero di fichi è seccato in un istante?». Rispose loro Gesù: «In verità io vi dico: se avrete fede e non dubiterete, non solo potrete fare ciò che ho fatto a quest’albero, ma, anche se direte a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, ciò avverrà. E tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Benedetto il Signore, Dio di Israele,
    egli solo compie prodigi.
    E benedetto il suo nome glorioso
    per sempre,
    della sua gloria sia piena tutta la terra.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    O Dio onnipotente, ricolma di beni la terra che anela al suo Redentore, e il tuo popolo viva ogni giorno guidato dalla tua grazia e sorretto dal tuo conforto. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Accetta, o Padre, i doni che la tua bontà ci elargisce, e sia pegno di salvezza eterna l'offerta che ora compiamo. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Il tuo Figlio unigenito dalla sua ricchezza inesauribile a tutte le genti portò la gioia e la pace e con lo splendore della sua verità ci rivelò il mistero del tuo amore. E noi, uniti con gioia ai cori degli angeli, cantiamo l'inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Ricordati di noi, Signore,
    per amore del tuo popolo.
    Vieni a noi con la tua salvezza
    perché vediamo la felicità dei tuoi eletti
    e ci gloriamo della tua eredità.


    ALLA COMUNIONE
    lo guarderò verso il Signore,
    attenderò il mio Salvatore,
    il mio Dio mi ascolterà.
    Il Signore è la mia luce,
    io vedrò la sua giustizia.


    DOPO LA COMUNIONE
    Con la grazia di questi misteri, o Dio clemente, accompagna la tua Chiesa in questo tempo di avvento perché celebri incontaminata la venuta di Cristo Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    oppure:


    San Giovanni Diego Cuauhtlatoatzin (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei santi e delle sante (per un santo)


    oppure (solo nell'arcidiocesi di Milano e nella diocesi di Bergamo):


    San Siro, vescovo (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei pastori (per un vescovo)

  9. #29
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    Venerdì della IV settimana di Avvento
    Anno II


    ALL’ INGRESSO

    Ecco: il Signore viene, egli ci salverà.
    Le mani indebolite si riprendano,
    le ginocchia piegate si rafforzino.
    Dite a chi ha il cuore debole:
    «Coraggio, non temete!».


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio eterno, che nella venuta del tuo Figlio hai riconciliato il mondo lontano dal tuo amore, sciogli la durezza del nostro egoismo perché possiamo celebrare con cuore libero e gioioso il mistero della nascita di Cristo, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    EZECHIELE
    Lettura del profeta Ezechiele (35, 1; 36, 1-7)
    Con gelosia ardente io parlo contro le altre nazioni, che hanno fatto del mio paese il loro possesso.

    In quei giorni. Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Ora, figlio dell’uomo, profetizza ai monti d’Israele e di’: Monti d’Israele, udite la parola del Signore. Così dice il Signore Dio: Poiché il nemico ha detto di voi: “Bene! I colli eterni sono diventati il nostro possesso”, ebbene, profetizza e annuncia: Così dice il Signore Dio: Poiché siete stati devastati, perseguitati dai vicini, resi possesso delle altre nazioni, e poiché siete stati fatti oggetto di maldicenza e d’insulto della gente, ebbene, monti d’Israele, udite la parola del Signore Dio: Così dice il Signore Dio ai monti, alle colline, alle pendici e alle valli, alle rovine desolate e alle città deserte, che furono preda e scherno delle nazioni vicine: ebbene, così dice il Signore Dio: Sì, con gelosia ardente io parlo contro le altre nazioni e contro tutto Edom, che con il cuore colmo di gioia e l’animo pieno di disprezzo hanno fatto del mio paese il loro possesso per saccheggiarlo. Per questo profetizza alla terra d’Israele e annuncia ai monti, alle colline, alle pendici e alle valli: Così dice il Signore Dio: Ecco, io parlo con gelosia e con furore; poiché voi avete sopportato l’insulto delle nazioni, ebbene – così dice il Signore Dio –, io alzando la mano giuro: anche le nazioni che vi stanno intorno sopporteranno il loro insulto».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 30(31)

    R. Il Signore protegge i suoi fedeli.

    Quanto è grande la tua bontà, Signore!
    La riservi per coloro che ti temono,
    la dispensi, davanti ai figli dell’uomo,
    a chi in te si rifugia. R.

    Tu li nascondi al riparo del tuo volto,
    lontano dagli intrighi degli uomini;
    li metti al sicuro nella tua tenda,
    lontano dai litigi delle lingue. R.

    Io dicevo, nel mio sgomento:
    «Sono escluso dalla tua presenza».
    Tu invece hai ascoltato la voce della mia preghiera
    quando a te gridavo aiuto. R.

    Amate il Signore, voi tutti suoi fedeli;
    il Signore protegge chi ha fiducia in lui
    e ripaga in abbondanza chi opera con superbia.
    Siate forti, rendete saldo il vostro cuore,
    voi tutti che sperate nel Signore. R.


    PROFETI
    Lettura del profeta Osea (3, 4-5)
    Torneranno I figli d’Israele e cercheranno il Signore loro Dio.

    Così dice il Signore Dio: «Per molti giorni staranno i figli d’Israele senza re e senza capo, senza sacrificio e senza stele, senza efod e senza terafìm. Poi torneranno i figli d’Israele, e cercheranno il Signore, loro Dio, e Davide, loro re, e trepidi si volgeranno al Signore e ai suoi beni, alla fine dei giorni».


    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    La salvezza dei giusti viene dal Signore:
    nel tempo dell’angoscia è loro fortezza.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Matteo (21, 23-27)

    In quel tempo. Il Signore Gesù entrò nel tempio e, mentre insegnava, gli si avvicinarono i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo e dissero: «Con quale autorità fai queste cose? E chi ti ha dato questa autorità?». Gesù rispose loro: «Anch’io vi farò una sola domanda. Se mi risponderete, anch’io vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini?». Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, ci risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Se diciamo: “Dagli uomini”, abbiamo paura della folla, perché tutti considerano Giovanni un profeta». Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». Allora anch’egli disse loro: «Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Gioia e allegrezza piena
    per quelli che ti cercano, o Signore;
    dicano sempre: «Dio è grande!»
    quelli che amano la tua salvezza.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Compi, o Dio, il desiderio del tuo popolo che dall’avvento del suo Redentore, accolto con animo aperto, aspetta la pienezza delle tue benedizioni. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    Con fiducia, o Padre, ti offriamo questi doni e la povertà della nostra preghiera; e, poiché non possiamo vantare alcun merito, ci soccorra la tua misericordia. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, renderti grazie, o Padre, soprattutto in questo tempo sacro nel quale prepariamo i nostri cuori al natale di Cristo tuo Figlio. Mentre celebriamo lieti la sua prima venuta, in vigile attesa ne aspettiamo con fiducia il ritorno glorioso alla fine dei tempi. Con questa speranza, uniti agli angeli e ai santi, insieme eleviamo l’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Speriamo in te, Signore.
    Al tuo nome e al tuo ricordo
    si volge il nostro desiderio.
    Nella notte la mia anima ti invoca
    e il mio cuore ti cerca nel mattino.


    ALLA COMUNIONE

    Ecco il nostro Dio!
    In lui abbiamo sperato perché ci salvasse.
    È il Signore che abbiamo aspettato;
    rallegriamoci ed esultiamo
    perché ci darà la salvezza.


    DOPO LA COMUNIONE

    La comunione ai divini misteri, o Padre, doni fedeltà e coraggio alla tua Chiesa perché arrivi alla sua totale salvezza nell’umile e piena adesione al tuo volere. Per Cristo nostro Signore.


    oppure:


    Beata Vergine Maria di Loreto (memoria facoltativa)

    Messa dal comune della beata Vergine Maria (formulario per il tempo di avvento)


    oppure (solo nell’arcidiocesi di Milano):


    Beato Arsenio Migliavacca da Trigolo, sacerdote (memoria facoltativa)

    Messa dal Comune dei pastori (per un presbitero) oppure dal Comune dei santi e delle sante (per un santo operatore di misericordia)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che hai dato al beato sacerdote Arsenio la grazia di seguire Cristo povero e umile, concedi anche a noi che, esercitando le opere di misericordia, viviamo con fedeltà la nostra vocazione e con il tuo aiuto superiamo ogni avversità. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

  10. #30
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    11 Dicembre

    Sabato della IV settimana di Avvento
    Anno I


    ALL’ INGRESSO

    «Non temere, sono con te
    – dice il Signore –.
    Non smarrirti: io sono il tuo Dio.
    Ti do forza e accorro in tuo aiuto,
    la mia destra vittoriosa ti sostiene».


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Figlio di Dio, che nella prima venuta ci hai salvato dalle tenebre dell’inferno, dégnati di accoglierci tra i giusti al tuo ritorno glorioso e donaci di essere per sempre in comunione con te, nostro Signore e nostro Dio, che vivi e regni con il Padre, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    EZECHIELE
    Lettura del profeta Ezechiele (35, 1; 36, 1a. 8-15)
    Le città saranno ripopolate e le rovine ricostruite.

    In quei giorni. Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Ora, figlio dell’uomo, profetizza ai monti d’Israele e di’: E voi, monti d’Israele, mettete rami e producete frutti per il mio popolo Israele, perché sta per tornare. Ecco, infatti a voi, a voi io mi volgo; sarete ancora lavorati e sarete seminati. Moltiplicherò sopra di voi gli uomini, tutta quanta la casa d’Israele, e le città saranno ripopolate e le rovine ricostruite. Farò abbondare su di voi uomini e bestie e cresceranno e saranno fecondi: farò sì che siate popolati come prima e vi elargirò i miei benefici più che per il passato e saprete che io sono il Signore. Ricondurrò su di voi degli uomini, il mio popolo Israele: essi vi possederanno e sarete la loro eredità e non li priverete più dei loro figli.
    Così dice il Signore Dio: Poiché si va dicendo di te: “Tu divori gli uomini, tu hai privato di figli il tuo popolo”, ebbene, tu non divorerai più gli uomini, non priverai più di figli la nazione. Oracolo del Signore Dio. Non ti farò più sentire gli insulti delle nazioni e non subirai più lo scherno dei popoli; non priverai più di figli la tua nazione». Oracolo del Signore.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 147(148)

    R. Celebra il Signore, Gerusalemme.

    Celebra il Signore, Gerusalemme,
    loda il tuo Dio, Sion,
    perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
    in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.
    Egli mette pace nei tuoi confini
    e ti sazia con fiore di frumento. R.

    Manda sulla terra il suo messaggio:
    la sua parola corre veloce.
    Fa scendere la neve come lana,
    come polvere sparge la brina,
    getta come briciole la grandine:
    di fronte al suo gelo chi resiste? R.

    Annuncia a Giacobbe la sua parola,
    i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
    Così non ha fatto con nessun’altra nazione,
    non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi. R.


    EPISTOLA
    Lettera agli Ebrei (9, 11-22)
    Cristo, sommo sacerdote dei beni futuri.

    Fratelli, Cristo è venuto come sommo sacerdote dei beni futuri, attraverso una tenda più grande e più perfetta, non costruita da mano d’uomo, cioè non appartenente a questa creazione. Egli entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna. Infatti, se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere di una giovenca, sparsa su quelli che sono contaminati, li santificano purificandoli nella carne, quanto più il sangue di Cristo – il quale, mosso dallo Spirito eterno, offrì se stesso senza macchia a Dio – purificherà la nostra coscienza dalle opere di morte, perché serviamo al Dio vivente?
    Per questo egli è mediatore di un’alleanza nuova, perché, essendo intervenuta la sua morte in riscatto delle trasgressioni commesse sotto la prima alleanza, coloro che sono stati chiamati ricevano l’eredità eterna che era stata promessa. Ora, dove c’è un testamento, è necessario che la morte del testatore sia dichiarata, perché un testamento ha valore solo dopo la morte e rimane senza effetto finché il testatore vive. Per questo neanche la prima alleanza fu inaugurata senza sangue. Infatti, dopo che tutti i comandamenti furono promulgati a tutto il popolo da Mosè, secondo la Legge, questi, preso il sangue dei vitelli e dei capri con acqua, lana scarlatta e issòpo, asperse il libro stesso e tutto il popolo, dicendo: Questo è il sangue dell’alleanza che Dio ha stabilito per voi. Alla stessa maniera con il sangue asperse anche la tenda e tutti gli arredi del culto. Secondo la Legge, infatti, quasi tutte le cose vengono purificate con il sangue, e senza spargimento di sangue non esiste perdono.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Lodate Dio nel suo santuario,
    lodatelo nel suo maestoso firmamento.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Matteo (21, 28-32)

    In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai capi dei sacerdoti ed agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Si, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Benedetto il Signore, Dio di Israele,
    egli solo compie prodigi.
    E benedetto il suo nome glorioso per sempre,
    della sua gloria sia piena tutta la terra.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    O Signore, che hai illuminato l’uomo smarrito nelle tenebre con la luce della tua nascita, dopo un dono così generoso non lasciarci soccombere tra i pericoli, ma vieni a liberarci dal male, o Figlio di Dio, che vivi e regni nei secoli dei secoli.


    SUI DONI

    Santifica, o Dio, queste offerte e rianima il tuo popolo con questo mirabile scambio di doni perché cammini fiducioso incontro al Figlio tuo che viene, e vive e regna nei secoli dei secoli.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, che ci hai donato con imprevedibile amore le primizie dello Spirito e ci hai fatto in Cristo tuoi figli. Pazienti nella prova e certi della promessa, attendiamo la gloria futura e ora con viva speranza, uniti alla liturgia celeste, eleviamo l’inno della tua lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Pietà di noi, Signore,
    perché speriamo in te.
    Sii il nostro conforto di ogni giorno,
    la nostra salvezza nel tempo dell’angoscia.


    ALLA COMUNIONE

    Signore, tu hai salvato la mia vita
    e non mi hai lasciato perire,
    dimenticando tutti i miei peccati.
    Salvami tu, Signore;
    canterò per te tutta la vita
    e vivrò nella gioia della tua casa.


    DOPO LA COMUNIONE

    A noi, radunàti nella tua casa, dona, o Dio, la tua misericordia perché degnamente ci prepariamo a celebrare la festa della nostra redenzione. Per Cristo nostro Signore.


    oppure:


    San Damaso I, papa (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei pastori (per un papa)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, corona dei tuoi santi, sull’esempio di papa Damaso, che amò e onorò in modo insigne le memorie dei martiri, donaci di venerare e imitare i gloriosi testimoni della nostra fede. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

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