Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Testi liturgici della Messa in Rito Ambrosiano (2021-2022)

  1. #61
    Cronista di CR L'avatar di Cantore Inveruno
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    BATTESIMO DEL SIGNORE (festa del Signore)
    Anno C


    Liturgia vigiliare vespertina:


    SALUTO
    Il Signore sia con voi.
    E con il tuo spirito.


    RITO DELLA LUCE
    Un tempo eravamo tenebre,
    ma ora siamo luce nel Signore.
    Il figlio della luce si compiace
    di tutto ciò che è buono, giusto e vero.

    O tu che dormi, su destati e sorgi
    allo splendore di Cristo risorto.
    Il figlio della luce si compiace
    di tutto ciò che è buono, giusto e vero.

    Un tempo eravamo tenebre,
    ma ora siamo luce nel Signore.
    Il figlio della luce si compiace
    di tutto ciò che è buono, giusto e vero.


    INNO

    Testo originale latino

    Illúminans, altíssimus,
    micántium astrórum globos,
    pax, vita, lumen, véritas,
    Iesu, fave precántibus,

    Seu stella partum Vírginis
    cælo micans signáverit,
    et hoc adorátum die
    præsépe Magos dúxeris;

    Seu mýstico baptísmate
    fluénta Iordánis retro
    convérsa quondam tértio
    præsénte sacráris die;

    Vel hýdriis plenis aquæ
    vini sapórem infúderis;
    hausit miníster cónscius,
    quod ipse non impléverat.

    Aquas colorári videns,
    inebriáre flúmina
    eleménta mutáta stupet
    transíre in usus álteros.

    Sic quinque mílibus virum
    dum quinque panes dívidis,
    edéntium sub déntibus
    in ore créscebat cibus.

    Multiplicabátur magis
    dispendio panis suo;
    quis hæc videns mirábitur
    iuges meátus fóntium?

    Inter manus frangéntium
    panis rigátur prófluus;
    intácta, quæ non frégerant,
    fragménta subrépunt viris.

    Iesu, tibi sit glória,
    qui apparuísti géntibus,
    cum Patre et almo Spíritu
    in sempitérna sæcula. Amen.
    Traduzione ritmica

    Signor che i cieli illumini
    con astri fulgentissimi;
    Gesù, tu nostro gaudio,
    ascolta chi ti supplica.

    La nuova stella indica
    che nasci dalla Vergine:
    i Magi allora vengono
    ed umili ti adorano.

    Col mistico battesimo
    nel santo fiume biblico
    fai sacre l'onde limpide
    come i profeti scrissero.

    In ampie grandi anfore
    c'è solo acqua purissima:
    ma il servo consapevole
    ne versa vino amabile.

    Stupisce il fatto insolito
    che l'acque in vin si mutino:
    colore e gusto cambiano
    per mezzo del miracolo.

    Poi mentre si dividono
    i cinque pani miseri,
    quel cibo tu fai crescere
    per la gran folla d'uomini.

    Il pane si moltiplica
    perenni l 'acque scorrono:
    son grandi tuoi miracoli
    che noi vediamo attoniti.

    Quei nuovi pani sfamano
    l'intera moltitudine;
    e molti poi ne avanzano
    che intatti si raccolgono.

    A te, Gesù, sia gloria,
    che sei apparso ai popoli,
    col Padre e il Santo Spirito
    negli infiniti secoli. Amen.
    Versione italiana cantabile

    Nei limpidi cieli infiniti
    accendi a miriadi le stelle:
    o luce e fonte di pace,
    ascolta, Gesù, chi ti implora!

    Un astro fulgente rivela
    il parto di Vergine Madre
    e guida i Magi a prostrarsi
    nell'umile casa di Betlem.

    Il rito del tuo battesimo
    consacra il fiume Giordano,
    che lungo la storia tre volte
    sospinse a ritroso i suoi flutti.

    È giorno di nozze a Cana:
    per tuo sorprendente miracolo
    il servo dall'iride ricolme
    attinge il vino e stupisce.

    Ebbrezza tu doni agli sposi,
    letizia al banchetto festoso:
    col primo tuo segno di grazia
    annunci l'amore che salva.

    Stupore dei molti affamati,
    saziàti da un nuovo prodigio:
    il pane si accresce per tutti
    nel dono di un Dio generoso.

    Più grande del cibo che nutre
    è il cuore del Dio offerente:
    perenne è l'amore che accoglie,
    porgendo ineffabili segni.

    Non manchi il tuo pane, Signore,
    che riempia le mani dell'uomo!
    Tu solo sfamarci potrai
    nel giorno del tuo banchetto.

    A te, o Gesù, sia gloria
    che ai popoli Dio ti sveli
    col Padre e lo Spirito Santo
    nel tempo e nei secoli eterni. Amen.
    Traduzione

    Tu nella tersa infinità dei cieli
    accendi le miriadi di stelle:
    o Gesù, pace, vita, luce vera,
    ascolta chi ti implora!

    Oggi fulgente un astro ci rivela
    il parto verginale
    e guida i Magi a prostrarsi
    all’umiltà del presepio.

    Il rito mistico del tuo battesimo
    oggi consacra il corso del Giordano,
    che nell’antica storia tre volte
    sospinse a ritroso i suoi flutti.

    Oggi al banchetto nuziale di Cana
    per sorprendente miracolo
    il servo dall’idrie ricolme
    attinge vino squisito e stupisce

    che l’acqua s’invermigli,
    donino ebbrezza le fonti,
    l’onda muti natura
    e di nuova virtù lieta s’adorni.

    Con uguale stupore i cinquemila
    di cinque soli pani si saziano:
    sotto l’avido dente
    sempre si accresce il cibo.

    Di là di quanto le bocche divorano
    il nutrimento arcano si moltiplica:
    chi della fresca e nitida sorgente
    più meraviglia il perenne prodigio?

    Copioso il pane tra le dita scorre;
    ed altri tozzi ancora,
    che mano d’uomo non ebbe spezzato,
    nei canestri rampollano.

    A te, Cristo, sia gloria,
    o Luce delle genti,
    con il Padre e lo Spirito
    negli infiniti secoli. Amen.



    RESPONSORIO
    Dio è Signore.
    Egli è la nostra luce.

    Ordinate il corteo con rami frondosi
    fino ai lati dell’altare.
    Egli è la nostra luce.


    VANGELO DELLA RISURREZIONE
    Annuncio della Risurrezione del Signore nostro Gesù Cristo secondo Marco (16, 9-16)

    Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato, il Signore Gesù apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva scacciato sette demòni. Questa andò ad annunciarlo a quanti erano stati con lui ed erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero.
    Dopo questo, apparve sotto altro aspetto a due di loro, mentre erano in cammino verso la campagna. Anch'essi ritornarono ad annunciarlo agli altri; non credettero neppure a loro. Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato».

    Cristo Signore è risorto!


    SALMELLO
    Così lo Spirito dice alle Chiese:
    «Al vincitore darò da mangiare dell’albero della vita,
    che sta nel paradiso di Dio». Alleluia.

    In te è la sorgente della vita,
    alla tua luce vediamo la luce,
    che sta nel paradiso di Dio. Alleluia.


    ORAZIONE
    Dio onnipotente, dona di assaporare le gioie della vita eterna a quanti celebrano con fede pura e con cuore devoto il mistero della Pasqua di Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    Segue la Messa del Giorno con l'EPISTOLA, il CANTO AL VANGELO e il VANGELO.
    Dopo il Vangelo tutto prosegue come di solito fino alla Comunione e dopo la Comunione si canta il Magnificat con la relativa antifona.



    ANTIFONA
    Come una colomba, scese lo Spirito Santo; *
    si udì la voce del Padre:
    «Questi è il mio Figlio amato,
    nel quale mi sono compiaciuto».


    CANTICO DELLA BEATA VERGINE MARIA
    L'anima mia *
    magnifica il Signore

    e il mio spirito esulta *
    in Dio, mio salvatore,

    perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *
    D'ora in poi tutte le generazioni
    mi chiameranno beata.

    Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
    e Santo è il suo nome:

    di generazione in generazione la sua misericordia *
    si stende su quelli che lo temono.

    Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
    ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

    ha rovesciato i potenti dai troni, *
    ha innalzato gli umili;

    ha ricolmato di beni gli affamati, *
    ha rimandato i ricchi a mani vuote.

    Ha soccorso Israele, suo servo, *
    ricordandosi della sua misericordia,

    come aveva promesso ai nostri padri, *
    ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

    Gloria.

    L'anima mia magnifica il Signore.

    Alla fine, ripetuta l’antifona si aggiungono i tre Kyrie eleison. La celebrazione si conclude con l’orazione dopo la comunione e la benedizione, prima della quale si potranno dare eventuali avvisi.


    Messa nel giorno:


    ALL’ INGRESSO
    Quando il Signore fu battezzato
    si aprirono i cieli
    e in forma di colomba
    lo Spirito si posò sopra di lui,
    e la voce del Padre proclamò:
    «Questi è il Figlio mio prediletto,
    in lui mi sono compiaciuto».


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Padre, che nel battesimo del Giordano con l’autorità della tua voce e la discesa dello Spirito ci hai presentato solennemente il Signore Gesù come l’Unigenito che tu ami, dona a chi, rigenerato dall’acqua e dallo Spirito, è diventato tuo figlio di vivere senza smarrimenti secondo il tuo disegno di amore. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del profeta Isaia (55, 4-7)
    L’ho costituito testimone fra i popoli, sovrano sulle nazioni; accorreranno a te popoli che non ti conoscevano.

    Così dice il Signore Dio:
    «Ecco, l’ho costituito testimone fra i popoli,
    principe e sovrano sulle nazioni.
    Ecco, tu chiamerai gente che non conoscevi;
    accorreranno a te nazioni che non ti conoscevano
    a causa del Signore, tuo Dio,
    del Santo d’Israele, che ti onora.
    Cercate il Signore, mentre si fa trovare,
    invocatelo, mentre è vicino.
    L’empio abbandoni la sua via
    e l’uomo iniquo i suoi pensieri;
    ritorni al Signore che avrà misericordia di lui
    e al nostro Dio che largamente perdona».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 28(29)

    R. Gloria e lode al tuo nome, Signore.

    Date al Signore, figli di Dio,
    date al Signore gloria e potenza.
    Date al Signore la gloria del suo nome,
    prostratevi al Signore nel suo atrio santo. R.

    La voce del Signore è sopra le acque,
    il Signore sulle grandi acque.
    La voce del Signore è forza,
    la voce del Signore è potenza. R.

    Tuona il Dio della gloria.
    Nel suo tempio tutti dicono: «Gloria!».
    Il Signore è seduto sull’oceano del cielo,
    il Signore siede re per sempre. R.


    EPISTOLA
    Lettera di San Paolo apostolo agli Efesini (2, 13-22)
    Per mezzo di lui possiamo presentarci al Padre in un solo Spirito.

    Fratelli, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete diventati vicini, grazie al sangue di Cristo.
    Egli infatti è la nostra pace,
    colui che di due ha fatto una cosa sola,
    abbattendo il muro di separazione che li divideva,
    cioè l’inimicizia, per mezzo della sua carne.
    Così egli ha abolito la Legge, fatta di prescrizioni e di decreti,
    per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo,
    facendo la pace,
    e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo,
    per mezzo della croce,
    eliminando in se stesso l’inimicizia.
    Egli è venuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani,
    e pace a coloro che erano vicini.
    Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri,
    al Padre in un solo Spirito.
    Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù. In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Si aprirono i cieli e la voce del Padre disse:
    Questi è il mio Figlio, l’amato: ascoltatelo.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Marco (1, 7-11)
    Il battesimo del Signore nella narrazione di Marco.

    In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
    Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Così Giovanni disse:
    «Ho visto e ho reso testimonianza
    che questi è il Figlio di Dio».


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Largamente la tua paterna benedizione discenda dal cielo, o Dio, sulla tua Chiesa; conferma nella fedeltà a te chi è stato purificato dalle colpe e rigenerato dallo Spirito e ravviva ogni giorno in noi la grazia battesimale. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Accogli, o Dio, i doni che ti offriamo nel ricordo della manifestazione di Gesù come tuo unico Figlio e trasformali per noi nel sacrificio perfetto che ha purificato il mondo da ogni colpa. Per Cristo Nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, o Dio di misericordia infinita, che sulle rive del Giordano hai manifestato il Salvatore degli uomini e ti sei rivelato padre della luce. Hai schiuso i cieli, hai consacrato le acque, hai vinto la potenza del male e hai indicato il tuo Figlio unigenito, su cui in forma di colomba era apparso lo Spirito Santo. Oggi l’acqua, da te benedetta, cancella l’antica condanna, offre ai credenti la remissione di ogni peccato e genera figli di Dio, destinati alla vita eterna. Erano nati secondo la carne, camminavano per la colpa verso la morte; ora la vita divina gli accoglie e li conduce alla gloria dei cieli. E noi, rinnovati dalla tua grazia, uniti agli angeli e ai santi, proclamiamo con gioia l’inno di lode: Santo, Santo, Santo…

    oppure:

    È veramente cosa buona e giusta, renderti grazie, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, che accompagnasti con segni mirabili il lavacro del Salvatore al Giordano, principio del nostro battesimo, perché la voce divina dal cielo rivelasse il tuo Verbo presente tra noi, e la discesa dello Spirito manifestasse il Cristo, tuo servo, consacrato da un crisma di gioia per annunziare ai poveri la buona novella. Per questo mistero di salvezza, uniti agli angeli e ai santi, proclamiamo senza fine la tua lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Ecco il mio servo che ho scelto
    il mio diletto in cui ho posto la mia compiacenza.
    Nel suo nome le genti spereranno,
    porrò il mio Spirito sopra di lui,
    ed egli annunzierà la mia giustizia.


    ALLA COMUNIONE
    Tutto il mondo è santificato
    nel battesimo di Cristo
    e sono rimessi i nostri peccati.
    Purifichiamoci tutti
    nell’acqua e nello Spirito.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio clementissimo, che ci hai nutrito alla tua mensa, rendici fedeli discepoli del tuo Figlio unigenito perché possiamo dirci con verità ed essere realmente tuoi figli. Per Cristo nostro Signore.

  2. #62
    Cronista di CR L'avatar di Cantore Inveruno
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    10 Gennaio

    Lunedì della settimana della I domenica dopo l'Epifania
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Mentre tutto giaceva nel silenzio
    e la notte era a mezzo del suo corso
    la tua parola onnipotente, o Dio,
    discese a noi dal suo trono regale.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Ascolta, o Dio di misericordia, la nostra umile preghiera e custodisci con amore paterno il tuo popolo; nessuna falsità del demonio arrivi a corrompere quelli che credono e professano che il tuo Figlio unigenito è nato nella verità della nostra carne mortale. Noi lo adoriamo nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro del Siracide (24, 1-2.13-22)
    La Sapienza.

    La sapienza fa il proprio elogio,
    in mezzo al suo popolo proclama la sua gloria.
    Nell’assemblea dell’Altissimo apre la bocca,
    dinanzi alle sue schiere proclama la sua gloria:
    «Sono cresciuta come un cedro sul Libano,
    come un cipresso sui monti dell’Ermon.
    Sono cresciuta come una palma in Engàddi
    e come le piante di rose in Gerico,
    come un ulivo maestoso nella pianura
    e come un platano mi sono elevata.
    Come cinnamòmo e balsamo di aromi,
    come mirra scelta ho sparso profumo,
    come gàlbano, ònice e storace,
    come nuvola d’incenso nella tenda.
    Come un terebinto io ho esteso i miei rami
    e i miei rami sono piacevoli e belli.
    Io come vite ho prodotto splendidi germogli
    e i miei fiori danno frutti di gloria e ricchezza.
    Io sono la madre del bell’amore e del timore,
    della conoscenza e della santa speranza;
    eterna, sono donata a tutti i miei figli,
    a coloro che sono scelti da lui.
    Avvicinatevi a me, voi che mi desiderate,
    e saziatevi dei miei frutti,
    perché il ricordo di me è più dolce del miele,
    il possedermi vale più del favo di miele.
    Quanti si nutrono di me avranno ancora fame
    e quanti bevono di me avranno ancora sete.
    Chi mi obbedisce non si vergognerà,
    chi compie le mie opere non peccherà».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 135(136)

    R. Il Signore ha creato ogni cosa con sapienza e amore.

    Rendete grazie al Signore perché è buono,
    perché il suo amore è per sempre.
    Rendete grazie al Dio degli dèi,
    perché il suo amore è per sempre.
    Rendete grazie al Signore dei signori,
    perché il suo amore è per sempre. R.

    Lui solo ha compiuto grandi meraviglie,
    perché il suo amore è per sempre.
    Ha creato i cieli con sapienza,
    perché il suo amore è per sempre.
    Ha disteso la terra sulle acque,
    perché il suo amore è per sempre. R.

    Ha fatto le grandi luci,
    perché il suo amore è per sempre.
    Il sole, per governare il giorno,
    perché il suo amore è per sempre.
    La luna e le stelle, per governare la notte,
    perché il suo amore è per sempre. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Il lieto annuncio di Gesù Cristo, Figlio di Dio, è giunto a noi.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Marco (1, 1-8)

    Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.
    Come sta scritto nel profeta Isaia:
    «Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero:
    egli preparerà la tua via.
    Voce di uno che grida nel deserto:
    Preparate la via del Signore,
    raddrizzate i suoi sentieri»,
    vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
    Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Donaci la pace, Signore Dio nostro;
    da te abbiamo avuto ogni bene.
    Signore Dio nostro, noi siamo il tuo popolo;
    altro Dio non abbiamo,non abbandonarci.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Larga e feconda la tua benedizione scenda, o Dio, sui figli che ti implorano con animo sincero; tu che resisti ai superbi e ti concedi ai piccoli, rendici umili e semplici e donaci la tua grazia. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Accogli con questa offerta, o Padre santo, la dedizione di un cuore libero e puro e la nostra volontà di non lasciarci possedere da indemoniati desideri terreni. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Il Signore Gesù, fiore germinato da un grembo verginale, seguendo il tuo disegno d'amore, ha liberato il genere umano, condannato fin dall'origine a causa del suo peccato. Avevi creato l'uomo mediante il tuo Figlio e nel medesimo Figlio, fatto nostro fratello, tu lo hai riportato a nuova vita. Il demonio, che aveva vinto in Adamo la fragile nostra natura, per l'incarnazione di un Dio dalla nostra stessa natura viene giustamente sconfitto. Per questo mistero di grazia si allietano gli angeli e adorano perennemente la gloria del tuo volto. Al loro canto si uniscono le nostre umili voci per elevare a te, o Padre, unico Dio col Figlio e con lo Spirito Santo, l’inno della triplice lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Rallegratevi, o giusti;
    esultate, o cieli;
    gioite, o monti, per la nascita di Cristo.
    Simile ai Cherubini adoranti,
    la Vergine portava in grembo il Verbo di Dio fatto uomo.
    I pastori contemplano la stella,
    i Magi recano doni,
    gli angeli adorano il Salvatore e cantano:
    «Incomprensibile Signore, gloria a te!».


    ALLA COMUNIONE
    Madre di Dio,
    noi ti glorifichiamo perché da te nacque Cristo Signore,
    che salva tutti quelli che ti onorano.
    Santa Madre di Dio,
    rendici a te somiglianti nella vita di grazia.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio fedele, che non ti stanchi di rianimarci con i divini misteri, non lasciarci mancare mai il dono del tuo provvido aiuto. Per Cristo nostro Signore.

  3. #63
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    11 Gennaio

    Martedì della settimana della I domenica dopo l'Epifania
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Mentre tutto giaceva nel silenzio
    e la notte era a mezzo del suo corso
    la tua parola onnipotente, o Dio,
    discese a noi dal suo trono regale.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Ascolta, o Dio di misericordia, la nostra umile preghiera e custodisci con amore paterno il tuo popolo; nessuna falsità del demonio arrivi a corrompere quelli che credono e professano che il tuo Figlio unigenito è nato nella verità della nostra carne mortale. Noi lo adoriamo nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro del Siracide (42, 22-25; 43, 26b-32)
    Quanto sono amabili le opere di Dio. Egli è il tutto!

    Quanto sono amabili tutte le sue opere!
    E appena una scintilla se ne può osservare.
    Tutte queste cose vivono e resteranno per sempre
    in tutte le circostanze e tutte gli obbediscono.
    Tutte sono a coppia, una di fronte all'altra,
    egli non ha fatto nulla di incompleto.
    L'una conferma i meriti dell'altra,
    chi si sazierà nel contemplare la sua gloria?
    Per lui il messaggero cammina facilmente,
    tutto procede secondo la sua parola.
    Potremmo dir molte cose e mai finiremmo;
    ma per concludere: «Egli è tutto!».
    Come potremmo avere la forza per lodarlo?
    Egli, il Grande, al di sopra di tutte le sue opere.
    Il Signore è terribile e molto grande,
    e meravigliosa è la sua potenza.
    Nel glorificare il Signore esaltatelo
    quanto potete, perché ancora più alto sarà.
    Nell'innalzarlo moltiplicate la vostra forza,
    non stancatevi, perché mai finirete.
    Chi lo ha contemplato e lo descriverà?
    Chi può magnificarlo come egli è?
    Ci sono molte cose nascoste più grandi di queste;
    noi contempliamo solo poche delle sue opere.

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 32(33)

    R. Della gloria di Dio risplende l’universo.

    Lodate il Signore con la cetra,
    con l’arpa a dieci corde a lui cantate.
    Perché retta è la parola del Signore
    e fedele ogni sua opera.
    Egli ama la giustizia e il diritto;
    dell’amore del Signore è piena la terra. R.

    Dalla parola del Signore furono fatti i cieli,
    dal soffio della sua bocca ogni loro schiera.
    Tema il Signore tutta la terra,
    tremino davanti a lui gli abitanti del mondo,
    perché egli parlò e tutto fu creato,
    comandò e tutto fu compiuto. R.

    L’anima nostra attende il Signore:
    egli è nostro aiuto e nostro scudo.
    È in lui che gioisce il nostro cuore,
    nel suo santo nome noi confidiamo.
    come da te noi speriamo. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    In questi giorni, Dio ha parlato a noi per mezzo del Figlio.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Marco (1, 14-20)

    In quel tempo. Dopo che Giovanni fu arrestato, il Signore Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
    Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Donaci la pace, Signore Dio nostro;
    da te abbiamo avuto ogni bene.
    Signore Dio nostro, noi siamo il tuo popolo;
    altro Dio non abbiamo,non abbandonarci.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Larga e feconda la tua benedizione scenda, o Dio, sui figli che ti implorano con animo sincero; tu che resisti ai superbi e ti concedi ai piccoli, rendici umili e semplici e donaci la tua grazia. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Accogli con questa offerta, o Padre santo, la dedizione di un cuore libero e puro e la nostra volontà di non lasciarci possedere da indemoniati desideri terreni. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Il Signore Gesù, fiore germinato da un grembo verginale, seguendo il tuo disegno d'amore, ha liberato il genere umano, condannato fin dall'origine a causa del suo peccato. Avevi creato l'uomo mediante il tuo Figlio e nel medesimo Figlio, fatto nostro fratello, tu lo hai riportato a nuova vita. Il demonio, che aveva vinto in Adamo la fragile nostra natura, per l'incarnazione di un Dio dalla nostra stessa natura viene giustamente sconfitto. Per questo mistero di grazia si allietano gli angeli e adorano perennemente la gloria del tuo volto. Al loro canto si uniscono le nostre umili voci per elevare a te, o Padre, unico Dio col Figlio e con lo Spirito Santo, l’inno della triplice lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Rallegratevi, o giusti;
    esultate, o cieli;
    gioite, o monti, per la nascita di Cristo.
    Simile ai Cherubini adoranti,
    la Vergine portava in grembo il Verbo di Dio fatto uomo.
    I pastori contemplano la stella,
    i Magi recano doni,
    gli angeli adorano il Salvatore e cantano:
    «Incomprensibile Signore, gloria a te!».


    ALLA COMUNIONE
    Madre di Dio,
    noi ti glorifichiamo perché da te nacque Cristo Signore,
    che salva tutti quelli che ti onorano.
    Santa Madre di Dio,
    rendici a te somiglianti nella vita di grazia.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio fedele, che non ti stanchi di rianimarci con i divini misteri, non lasciarci mai mancare il dono del tuo provvido aiuto. Per Cristo nostro Signore.

  4. #64
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    12 Gennaio

    Mercoledì della settimana della I domenica dopo l'Epifania
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Mentre tutto giaceva nel silenzio
    e la notte era a mezzo del suo corso
    la tua parola onnipotente, o Dio,
    discese a noi dal suo trono regale.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Ascolta, o Dio di misericordia, la nostra umile preghiera e custodisci con amore paterno il tuo popolo; nessuna falsità del demonio arrivi a corrompere quelli che credono e professano che il tuo Figlio unigenito è nato nella verità della nostra carne mortale. Noi lo adoriamo nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro del Siracide (43, 9-18)
    Bellezza del cielo è la gloria degli astri.

    Bellezza del cielo la gloria degli astri,
    ornamento splendente nelle altezze del Signore.
    Si comportano secondo gli ordini del Santo,
    non si stancano al loro posto di sentinelle.
    Osserva l'arcobaleno e benedici colui che l'ha fatto,
    è bellissimo nel suo splendore.
    Avvolge il cielo con un cerchio di gloria,
    l'hanno teso le mani dell'Altissimo.
    Con un comando invia la neve,
    fa guizzare i fulmini del suo giudizio.
    Così si aprono i depositi
    e le nubi volano via come uccelli.
    Con potenza condensa le nubi,
    che si polverizzano in chicchi di grandine.
    Al suo apparire sussultano i monti; il rumore del suo tuono fa tremare la terra.
    Secondo il suo volere soffia lo scirocco, così anche l'uragano del nord e il turbine di vento.
    Fa scendere la neve come uccelli che si posano,
    come cavallette che si posano è la sua discesa;
    l'occhio ammira la bellezza del suo candore
    e il cuore stupisce nel vederla fioccare.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 103(104)

    R. Tutto hai fatto con saggezza, Signore.

    Hai fatto la luna per segnare i tempi
    e il sole che sa l’ora del tramonto.
    Stendi le tenebre e viene la notte:
    in essa si aggirano
    tutte le bestie della foresta.
    Sorge il sole: si ritirano
    e si accovacciano nelle loro tane. R.

    Tu mandi nelle valli acque sorgive
    perché scorrano tra i monti,
    dissetino tutte le bestie dei campi
    e gli asini selvatici estinguano la loro sete.
    In alto abitano gli uccelli del cielo
    e cantano tra le fronde. R.

    Quante sono le tue opere, Signore!
    Le hai fatte tutte con saggezza;
    la terra è piena delle tue creature. R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Accogliete la parola di Dio non come parola di uomini,
    ma qual è veramente: Parola di Dio.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Marco (1, 21-34)

    In quel tempo. A Cafàrnao, il Signore Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che cosa vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.
    E subito, usciti dalla sinagoga, andarono nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
    Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Donaci la pace, Signore Dio nostro;
    da te abbiamo avuto ogni bene.
    Signore Dio nostro, noi siamo il tuo popolo;
    altro Dio non abbiamo,non abbandonarci.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Larga e feconda la tua benedizione scenda, o Dio, sui figli che ti implorano con animo sincero; tu che resisti ai superbi e ti concedi ai piccoli, rendici umili e semplici e donaci la tua grazia. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    Accogli con questa offerta, o Padre santo, la dedizione di un cuore libero e puro e la nostra volontà di non lasciarci possedere da indemoniati desideri terreni. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Il Signore Gesù, fiore germinato da un grembo verginale, seguendo il tuo disegno d'amore, ha liberato il genere umano, condannato fin dall'origine a causa del suo peccato. Avevi creato l'uomo mediante il tuo Figlio e nel medesimo Figlio, fatto nostro fratello, tu lo hai riportato a nuova vita. Il demonio, che aveva vinto in Adamo la fragile nostra natura, per l'incarnazione di un Dio dalla nostra stessa natura viene giustamente sconfitto. Per questo mistero di grazia si allietano gli angeli e adorano perennemente la gloria del tuo volto. Al loro canto si uniscono le nostre umili voci per elevare a te, o Padre, unico Dio col Figlio e con lo Spirito Santo, l’inno della triplice lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Rallegratevi, o giusti;
    esultate, o cieli;
    gioite, o monti, per la nascita di Cristo.
    Simile ai Cherubini adoranti,
    la Vergine portava in grembo il Verbo di Dio fatto uomo.
    I pastori contemplano la stella,
    i Magi recano doni,
    gli angeli adorano il Salvatore e cantano:
    «Incomprensibile Signore, gloria a te!».


    ALLA COMUNIONE
    Madre di Dio,
    noi ti glorifichiamo perché da te nacque Cristo Signore,
    che salva tutti quelli che ti onorano.
    Santa Madre di Dio,
    rendici a te somiglianti nella vita di grazia.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio fedele, che non ti stanchi di rianimarci con i divini misteri, non lasciarci mai mancare il dono del tuo provvido aiuto. Per Cristo nostro Signore.

  5. #65
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    13 Gennaio

    Giovedì della settimana della I domenica dopo l'Epifania
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Mentre tutto giaceva nel silenzio
    e la notte era a mezzo del suo corso
    la tua parola onnipotente, o Dio,
    discese a noi dal suo trono regale.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Ascolta, o Dio di misericordia, la nostra umile preghiera e custodisci con amore paterno il tuo popolo; nessuna falsità del demonio arrivi a corrompere quelli che credono e professano che il tuo Figlio unigenito è nato nella verità della nostra carne mortale. Noi lo adoriamo nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro del Siracide (44, 1.15-18)
    Facciamo l’elogio dei padri nostri.

    Facciamo ora l’elogio di uomini illustri, dei padri nostri nelle loro generazioni. I popoli parlano della loro sapienza, l’assemblea ne proclama la lode. Enoc piacque al Signore e fu rapito, esempio di conversione per tutte le generazioni.
    Noè fu trovato perfetto e giusto, al tempo dell’ira fu segno di riconciliazione; per mezzo suo un resto sopravvisse sulla terra, quando ci fu il diluvio. Alleanze eterne furono stabilite con lui, perché con il diluvio non fosse distrutto ogni vivente.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 111(112)

    R. Beato l’uomo che teme il Signore.

    Beato l’uomo che teme il Signore
    e nei suoi precetti trova grande gioia.
    Potente sulla terra sarà la sua stirpe,
    la discendenza degli uomini retti sarà benedetta. R.

    Prosperità e ricchezza nella sua casa,
    la sua giustizia rimane per sempre.
    Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti:
    misericordioso, pietoso e giusto. R.

    Felice l’uomo pietoso che dà in prestito,
    amministra i suoi beni con giustizia.
    Egli non vacillerà in eterno:
    eterno sarà il ricordo del giusto. R.

    Cattive notizie non avrà da temere,
    saldo è il suo cuore, confida nel Signore.
    Sicuro è il suo cuore, non teme,
    finché non vedrà la rovina dei suoi nemici. R.

    Egli dona largamente ai poveri,
    la sua giustizia rimane per sempre,
    la sua fronte s’innalza nella gloria. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Il Signore Gesù predicava la buona novella del Regno
    e guariva ogni sorta d’infermità nel popolo.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Marco (1, 35-45)

    In quel tempo. Al mattino presto il Signore Gesù si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.
    Venne da lui un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Donaci la pace, Signore Dio nostro;
    da te abbiamo avuto ogni bene.
    Signore Dio nostro, noi siamo il tuo popolo;
    altro Dio non abbiamo,non abbandonarci.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Larga e feconda la tua benedizione scenda, o Dio, sui figli che ti implorano con animo sincero; tu che resisti ai superbi e ti concedi ai piccoli, rendici umili e semplici e donaci la tua grazia. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Accogli con questa offerta, o Padre santo, la dedizione di un cuore libero e puro e la nostra volontà di non lasciarci possedere da indemoniati desideri terreni. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Il Signore Gesù, fiore germinato da un grembo verginale, seguendo il tuo disegno d'amore, ha liberato il genere umano, condannato fin dall'origine a causa del suo peccato. Avevi creato l'uomo mediante il tuo Figlio e nel medesimo Figlio, fatto nostro fratello, tu lo hai riportato a nuova vita. Il demonio, che aveva vinto in Adamo la fragile nostra natura, per l'incarnazione di un Dio dalla nostra stessa natura viene giustamente sconfitto. Per questo mistero di grazia si allietano gli angeli e adorano perennemente la gloria del tuo volto. Al loro canto si uniscono le nostre umili voci per elevare a te, o Padre, unico Dio col Figlio e con lo Spirito Santo, l’inno della triplice lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Rallegratevi, o giusti;
    esultate, o cieli;
    gioite, o monti, per la nascita di Cristo.
    Simile ai Cherubini adoranti,
    la Vergine portava in grembo il Verbo di Dio fatto uomo.
    I pastori contemplano la stella,
    i Magi recano doni,
    gli angeli adorano il Salvatore e cantano:
    «Incomprensibile Signore, gloria a te!».


    ALLA COMUNIONE

    Madre di Dio,
    noi ti glorifichiamo perché da te nacque Cristo Signore,
    che salva tutti quelli che ti onorano.
    Santa Madre di Dio,
    rendici a te somiglianti nella vita di grazia.


    DOPO LA COMUNIONE

    O Dio fedele, che non ti stanchi di rianimarci con i divini misteri, non lasciarci mai mancare il dono del tuo provvido aiuto. Per Cristo nostro Signore.



    oppure:


    Sant’Ilario, vescovo e dottore della Chiesa (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei pastori (per un vescovo) oppure dal comune dei dottori della chiesa


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, Padre onnipotente, che in sant’Ilario hai fatto conoscere alla Chiesa milanese un tenace e illuminato assertore della divinità del tuo Figlio, per la sua dottrina mirabile e per la sua intercessione concedi al tuo popolo di crescere nella conoscenza e nell’amore di Cristo, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli.
    Ultima modifica di Cantore Inveruno; 12-01-2022 alle 21:20

  6. #66
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    Venerdì della settimana della I domenica dopo l'Epifania
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Mentre tutto giaceva nel silenzio
    e la notte era a mezzo del suo corso
    la tua parola onnipotente, o Dio,
    discese a noi dal suo trono regale.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Ascolta, o Dio di misericordia, la nostra umile preghiera e custodisci con amore paterno il tuo popolo; nessuna falsità del demonio arrivi a corrompere quelli che credono e professano che il tuo Figlio unigenito è nato nella verità della nostra carne mortale. Noi lo adoriamo nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.



    LETTURA
    Lettura del libro del Siracide (44, 1. 19a.22-23)
    Abramo, Isacco e Giacobbe.

    Facciamo ora l’elogio di uomini illustri, dei padri nostri nelle loro generazioni.
    Abramo fu grande padre di una moltitudine di nazioni.
    Anche a Isacco fu fatta la stessa promessa grazie ad Abramo, suo padre.
    La benedizione di tutti gli uomini e la sua alleanza Dio fece posare sul capo di Giacobbe;
    lo confermò nelle sue benedizioni, gli diede il paese in eredità: lo divise in varie parti, assegnandole alle dodici tribù.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 104(105)

    R. Gioisca il cuore di chi cerca il Signore.

    Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
    proclamate fra i popoli le sue opere.
    A lui cantate, a lui inneggiate,
    meditate tutte le sue meraviglie.
    Gloriatevi del suo santo nome:
    gioisca il cuore di chi cerca il Signore. R.

    Cercate il Signore e la sua potenza,
    ricercate sempre il suo volto.
    Ricordate le meraviglie che ha compiuto,
    i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca,
    voi, stirpe di Abramo, suo servo,
    figli di Giacobbe, suo eletto. R.

    Si è sempre ricordato della sua alleanza,
    parola data per mille generazioni,
    dell’alleanza stabilita con Abramo
    e del suo giuramento a Isacco.
    L’ha stabilita per Giacobbe come decreto,
    per Israele come alleanza eterna. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato!
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Marco (2, 13-14. 23-28)

    In quel tempo. Il Signore Gesù uscì lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
    Avvenne che di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe. I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». Ed egli rispose loro: «Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell’offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!». E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato».

    Parola del Signore.

    DOPO IL VANGELO
    Donaci la pace, Signore Dio nostro;
    da te abbiamo avuto ogni bene.
    Signore Dio nostro, noi siamo il tuo popolo;
    altro Dio non abbiamo,non abbandonarci.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Larga e feconda la tua benedizione scenda, o Dio, sui figli che ti implorano con animo sincero; tu che resisti ai superbi e ti concedi ai piccoli, rendici umili e semplici e donaci la tua grazia. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Accogli con questa offerta, o Padre santo, la dedizione di un cuore libero e puro e la nostra volontà di non lasciarci possedere da indemoniati desideri terreni. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Il Signore Gesù, fiore germinato da un grembo verginale, seguendo il tuo disegno d'amore, ha liberato il genere umano, condannato fin dall'origine a causa del suo peccato. Avevi creato l'uomo mediante il tuo Figlio e nel medesimo Figlio, fatto nostro fratello, tu lo hai riportato a nuova vita. Il demonio, che aveva vinto in Adamo la fragile nostra natura, per l'incarnazione di un Dio dalla nostra stessa natura viene giustamente sconfitto. Per questo mistero di grazia si allietano gli angeli e adorano perennemente la gloria del tuo volto. Al loro canto si uniscono le nostre umili voci per elevare a te, o Padre, unico Dio col Figlio e con lo Spirito Santo, l’inno della triplice lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Rallegratevi, o giusti;
    esultate, o cieli;
    gioite, o monti, per la nascita di Cristo.
    Simile ai Cherubini adoranti,
    la Vergine portava in grembo il Verbo di Dio fatto uomo.
    I pastori contemplano la stella,
    i Magi recano doni,
    gli angeli adorano il Salvatore e cantano:
    «Incomprensibile Signore, gloria a te!».


    ALLA COMUNIONE

    Madre di Dio,
    noi ti glorifichiamo perché da te nacque Cristo Signore,
    che salva tutti quelli che ti onorano.
    Santa Madre di Dio,
    rendici a te somiglianti nella vita di grazia.


    DOPO LA COMUNIONE

    O Dio fedele, che non ti stanchi di rianimarci con i divini misteri, non lasciarci mai mancare il dono del tuo provvido aiuto. Per Cristo nostro Signore.
    Ultima modifica di Ambrosiano; 13-01-2022 alle 23:13

  7. #67
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    Sabato della settimana della I domenica dopo l'Epifania

    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Mentre tutto giaceva nel silenzio
    e la notte era a mezzo del suo corso
    la tua parola onnipotente, o Dio,
    discese a noi dal suo trono regale.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Ascolta, o Dio di misericordia, la nostra umile preghiera e custodisci con amore paterno il tuo popolo; nessuna falsità del demonio arrivi a corrompere quelli che credono e professano che il tuo Figlio unigenito è nato nella verità della nostra carne mortale. Noi lo adoriamo nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro dell’Esodo (6, 1-13)
    La vocazione di Mosè.

    In quei giorni. Il Signore disse a Mosè: «Ora vedrai quello che sto per fare al faraone: con mano potente li lascerà andare, anzi con mano potente li scaccerà dalla sua terra!».
    Dio parlò a Mosè e gli disse: «Io sono il Signore! Mi sono manifestato ad Abramo, a Isacco, a Giacobbe come Dio l’Onnipotente, ma non ho fatto conoscere loro il mio nome di Signore. Ho anche stabilito la mia alleanza con loro, per dar loro la terra di Canaan, la terra delle loro migrazioni, nella quale furono forestieri. Io stesso ho udito il lamento degli Israeliti, che gli Egiziani resero loro schiavi, e mi sono ricordato della mia alleanza. Pertanto di’ agli Israeliti: “Io sono il Signore! Vi sottrarrò ai lavori forzati degli Egiziani, vi libererò dalla loro schiavitù e vi riscatterò con braccio teso e con grandi castighi. Vi prenderò come mio popolo e diventerò il vostro Dio. Saprete che io sono il Signore, il vostro Dio, che vi sottrae ai lavori forzati degli Egiziani. Vi farò entrare nella terra che ho giurato a mano alzata di dare ad Abramo, a Isacco e a Giacobbe; ve la darò in possesso: io sono il Signore!”».
    Mosè parlò così agli Israeliti, ma essi non lo ascoltarono, perché erano stremati dalla dura schiavitù.
    Il Signore disse a Mosè: «Va’ e parla al faraone, re d’Egitto, perché lasci partire dalla sua terra gli Israeliti!». Mosè disse alla presenza del Signore: «Ecco, gli Israeliti non mi hanno ascoltato: come vorrà ascoltarmi il faraone, mentre io ho le labbra incirconcise?».
    Il Signore parlò a Mosè e ad Aronne e diede loro ordini per gli Israeliti e per il faraone, re d’Egitto, allo scopo di far uscire gli Israeliti dalla terra d’Egitto.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 92(93)

    R. Il Signore regna, saldo è il suo trono per sempre.

    Il Signore regna, si riveste di maestà:
    si riveste il Signore, si cinge di forza.
    È stabile il mondo, non potrà vacillare. R.

    Stabile è il tuo trono da sempre,
    dall’eternità tu sei.
    Più del fragore di acque impetuose,
    più potente dei flutti del mare,
    potente nell’alto è il Signore. R.

    Davvero degni di fede i tuoi insegnamenti!
    La santità si addice alla tua casa
    per la durata dei giorni, Signore. R.

    EPISTOLA
    Lettura di san Paolo apostolo ai Romani (9, 1-5)
    Paolo e il popolo d’Israele.

    Fratelli, dico la verità in Cristo, non mento, e la mia coscienza me ne dà testimonianza nello Spirito Santo: ho nel cuore un grande dolore e una sofferenza continua. Vorrei infatti essere io stesso anàtema, separato da Cristo a vantaggio dei miei fratelli, miei consanguinei secondo la carne. Essi sono Israeliti e hanno l’adozione a figli, la gloria, le alleanze, la legislazione, il culto, le promesse; a loro appartengono i patriarchi e da loro proviene Cristo secondo la carne, egli che è sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli. Amen.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Il Regno di Dio è in mezzo a voi!
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Marco (5, 17-19)
    Non sono venuto ad abolire la Legge o i Profeti, ma a dare pieno compimento.

    In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Donaci la pace, Signore Dio nostro;
    da te abbiamo avuto ogni bene.
    Signore Dio nostro, noi siamo il tuo popolo;
    altro Dio non abbiamo,non abbandonarci.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Larga e feconda la tua benedizione scenda, o Dio, sui figli che ti implorano con animo sincero; tu che resisti ai superbi e ti concedi ai piccoli, rendici umili e semplici e donaci la tua grazia. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Accogli con questa offerta, o Padre santo, la dedizione di un cuore libero e puro e la nostra volontà di non lasciarci possedere da indemoniati desideri terreni. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Il Signore Gesù, fiore germinato da un grembo verginale, seguendo il tuo disegno d'amore, ha liberato il genere umano, condannato fin dall'origine a causa del suo peccato. Avevi creato l'uomo mediante il tuo Figlio e nel medesimo Figlio, fatto nostro fratello, tu lo hai riportato a nuova vita. Il demonio, che aveva vinto in Adamo la fragile nostra natura, per l'incarnazione di un Dio dalla nostra stessa natura viene giustamente sconfitto. Per questo mistero di grazia si allietano gli angeli e adorano perennemente la gloria del tuo volto. Al loro canto si uniscono le nostre umili voci per elevare a te, o Padre, unico Dio col Figlio e con lo Spirito Santo, l’inno della triplice lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Rallegratevi, o giusti;
    esultate, o cieli;
    gioite, o monti, per la nascita di Cristo.
    Simile ai Cherubini adoranti,
    la Vergine portava in grembo il Verbo di Dio fatto uomo.
    I pastori contemplano la stella,
    i Magi recano doni,
    gli angeli adorano il Salvatore e cantano:
    «Incomprensibile Signore, gloria a te!».


    ALLA COMUNIONE

    Madre di Dio,
    noi ti glorifichiamo perché da te nacque Cristo Signore,
    che salva tutti quelli che ti onorano.
    Santa Madre di Dio,
    rendici a te somiglianti nella vita di grazia.


    DOPO LA COMUNIONE

    O Dio fedele, che non ti stanchi di rianimarci con i divini misteri, non lasciarci mai mancare il dono del tuo provvido aiuto. Per Cristo nostro Signore.

  8. #68
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    II DOMENICA DOPO L'EPIFANIA
    Anno C


    Liturgia vigiliare vespertina:


    SALUTO
    Il Signore sia con voi.
    E con il tuo spirito.


    RITO DELLA LUCE
    Chi crede in me, non resta nelle tenebre
    – dice il Signore –.
    Come la vera luce
    sono venuto al mondo.

    Fin che ti brilla innanzi,
    credi nella luce.
    Come la vera luce
    sono venuto al mondo.

    Chi crede in me, non resta nelle tenebre
    – dice il Signore –.
    Come la vera luce
    sono venuto al mondo.


    INNO

    Testo originale latino

    Illúminans, altíssimus,
    micántium astrórum globos,
    pax, vita, lumen, véritas,
    Iesu, fave precántibus,

    Seu stella partum Vírginis
    cælo micans signáverit,
    et hoc adorátum die
    præsépe Magos dúxeris;

    Seu mýstico baptísmate
    fluénta Iordánis retro
    convérsa quondam tértio
    præsénte sacráris die;

    Vel hýdriis plenis aquæ
    vini sapórem infúderis;
    hausit miníster cónscius,
    quod ipse non impléverat.

    Aquas colorári videns,
    inebriáre flúmina
    eleménta mutáta stupet
    transíre in usus álteros.

    Sic quinque mílibus virum
    dum quinque panes dívidis,
    edéntium sub déntibus
    in ore créscebat cibus.

    Multiplicabátur magis
    dispendio panis suo;
    quis hæc videns mirábitur
    iuges meátus fóntium?

    Inter manus frangéntium
    panis rigátur prófluus;
    intácta, quæ non frégerant,
    fragménta subrépunt viris.

    Iesu, tibi sit glória,
    qui apparuísti géntibus,
    cum Patre et almo Spíritu
    in sempitérna sæcula. Amen.
    Traduzione ritmica

    Signor che i cieli illumini
    con astri fulgentissimi;
    Gesù, tu nostro gaudio,
    ascolta chi ti supplica.

    La nuova stella indica
    che nasci dalla Vergine:
    i Magi allora vengono
    ed umili ti adorano.

    Col mistico battesimo
    nel santo fiume biblico
    fai sacre l'onde limpide
    come i profeti scrissero.

    In ampie grandi anfore
    c'è solo acqua purissima:
    ma il servo consapevole
    ne versa vino amabile.

    Stupisce il fatto insolito
    che l'acque in vin si mutino:
    colore e gusto cambiano
    per mezzo del miracolo.

    Poi mentre si dividono
    i cinque pani miseri,
    quel cibo tu fai crescere
    per la gran folla d'uomini.

    Il pane si moltiplica
    perenni l 'acque scorrono:
    son grandi tuoi miracoli
    che noi vediamo attoniti.

    Quei nuovi pani sfamano
    l'intera moltitudine;
    e molti poi ne avanzano
    che intatti si raccolgono.

    A te, Gesù, sia gloria,
    che sei apparso ai popoli,
    col Padre e il Santo Spirito
    negli infiniti secoli. Amen.
    Versione italiana cantabile

    Nei limpidi cieli infiniti
    accendi a miriadi le stelle:
    o luce e fonte di pace,
    ascolta, Gesù, chi ti implora!

    Un astro fulgente rivela
    il parto di Vergine Madre
    e guida i Magi a prostrarsi
    nell'umile casa di Betlem.

    Il rito del tuo battesimo
    consacra il fiume Giordano,
    che lungo la storia tre volte
    sospinse a ritroso i suoi flutti.

    È giorno di nozze a Cana:
    per tuo sorprendente miracolo
    il servo dall'iride ricolme
    attinge il vino e stupisce.

    Ebbrezza tu doni agli sposi,
    letizia al banchetto festoso:
    col primo tuo segno di grazia
    annunci l'amore che salva.

    Stupore dei molti affamati,
    saziàti da un nuovo prodigio:
    il pane si accresce per tutti
    nel dono di un Dio generoso.

    Più grande del cibo che nutre
    è il cuore del Dio offerente:
    perenne è l'amore che accoglie,
    porgendo ineffabili segni.

    Non manchi il tuo pane, Signore,
    che riempia le mani dell'uomo!
    Tu solo sfamarci potrai
    nel giorno del tuo banchetto.

    A te, o Gesù, sia gloria
    che ai popoli Dio ti sveli
    col Padre e lo Spirito Santo
    nel tempo e nei secoli eterni. Amen.
    Traduzione

    Tu nella tersa infinità dei cieli
    accendi le miriadi di stelle:
    o Gesù, pace, vita, luce vera,
    ascolta chi ti implora!

    Oggi fulgente un astro ci rivela
    il parto verginale
    e guida i Magi a prostrarsi
    all’umiltà del presepio.

    Il rito mistico del tuo battesimo
    oggi consacra il corso del Giordano,
    che nell’antica storia tre volte
    sospinse a ritroso i suoi flutti.

    Oggi al banchetto nuziale di Cana
    per sorprendente miracolo
    il servo dall’idrie ricolme
    attinge vino squisito e stupisce

    che l’acqua s’invermigli,
    donino ebbrezza le fonti,
    l’onda muti natura
    e di nuova virtù lieta s’adorni.

    Con uguale stupore i cinquemila
    di cinque soli pani si saziano:
    sotto l’avido dente
    sempre si accresce il cibo.

    Di là di quanto le bocche divorano
    il nutrimento arcano si moltiplica:
    chi della fresca e nitida sorgente
    più meraviglia il perenne prodigio?

    Copioso il pane tra le dita scorre;
    ed altri tozzi ancora,
    che mano d’uomo non ebbe spezzato,
    nei canestri rampollano.

    A te, Cristo, sia gloria,
    o Luce delle genti,
    con il Padre e lo Spirito
    negli infiniti secoli. Amen.


    RESPONSORIO
    Quanto sono grandi
    le tue opere, Signore!

    La terra è piena delle tue creature:
    tu hai fatto con saggezza
    le tue opere, Signore.


    VANGELO DELLA RISURREZIONE
    Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Luca (24, 1-8)

    Il primo giorno della settimana, al mattino presto le donne si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: “Bisogna che il Figlio dell’uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno”». Ed esse si ricordarono delle sue parole.

    Cristo Signore è risorto!


    SALMELLO
    «Io sono il Primo e l’Ultimo e il Vivente
    – dice il Signore –.
    Ero morto,
    ma ora vivo per sempre». Alleluia.

    «Dio mi ha detto: “Tu sei mio figlio:
    oggi ti ho generato”.
    Ero morto,
    ma ora vivo per sempre». Alleluia.


    ORAZIONE
    O Dio onnipotente ed eterno, che nella Pasqua del tuo Figlio hai offerto agli uomini il patto della riconciliazione e della pace, donaci di testimoniare nella vita il mistero che celebriamo nella fede. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    Segue la Messa del giorno con l'EPISTOLA, il CANTO AL VANGELO e il VANGELO.
    Dopo il Vangelo tutto prosegue come di solito fino alla Comunione e dopo la Comunione si canta il Magnificat con la relativa antifona.


    ANTIFONA
    In Cristo, Figlio di Dio,
    pace e vita sono donate al mondo, *
    e la santa sua grazia
    gli uomini rende fratelli.


    CANTICO DELLA BEATA VERGINE MARIA
    L'anima mia *
    magnifica il Signore

    e il mio spirito esulta *
    in Dio, mio salvatore,

    perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *
    D'ora in poi tutte le generazioni
    mi chiameranno beata.

    Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
    e Santo è il suo nome:

    di generazione in generazione la sua misericordia *
    si stende su quelli che lo temono.

    Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
    ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

    ha rovesciato i potenti dai troni, *
    ha innalzato gli umili;

    ha ricolmato di beni gli affamati, *
    ha rimandato i ricchi a mani vuote.

    Ha soccorso Israele, suo servo, *
    ricordandosi della sua misericordia,

    come aveva promesso ai nostri padri, *
    ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

    Gloria.

    L'anima mia magnifica il Signore.

    Alla fine, ripetuta l’antifona si aggiungono i tre Kyrie eleison. La celebrazione si conclude con l’orazione dopo la comunione e la benedizione, prima della quale si potranno dare eventuali avvisi.


    Messa del giorno:


    ALL’ INGRESSO
    Signore, ascolta la mia voce!
    Di te il mio cuore ha detto:
    «Cerca il suo volto!».
    Io cercherò il tuo volto, Signore;
    non ti celare mai!


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio forte ed eterno, che governi il cielo e la terra, ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo e dona ai nostri giorni la tua pace. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro di Ester (5, 1-1c. 2-5)
    Intercessione di Ester presso il re e invito al banchetto.

    Il terzo giorno, quando ebbe finito di pregare, Ester si tolse gli abiti servili e si rivestì di quelli sontuosi.
    Fattasi splendida, invocò quel Dio che su tutti veglia e tutti salva, e prese con sé due ancelle. Su di una si appoggiava con apparente mollezza, mentre l’altra la seguiva sollevando il manto di lei. Era rosea nel fiore della sua bellezza: il suo viso era lieto, come ispirato a benevolenza, ma il suo cuore era oppresso dalla paura. Attraversate tutte le porte, si fermò davanti al re. Egli stava seduto sul suo trono regale e rivestiva i suoi ornamenti ufficiali: era tutto splendente di oro e di pietre preziose e aveva un aspetto che incuteva paura.
    Alzato lo scettro d’oro, lo posò sul collo di lei, la baciò e le disse: «Parlami!».
    Gli disse: «Ti ho visto, signore, come un angelo di Dio e il mio cuore è rimasto sconvolto per timore della tua gloria: tu sei ammirevole, signore, e il tuo volto è pieno d’incanto». Mentre parlava, cadde svenuta; il re si turbò e tutti i suoi servi cercavano di rincuorarla.
    Allora il re le disse: «Che cosa vuoi, Ester, e qual è la tua richiesta? Fosse pure metà del mio regno, sarà tua». Ester rispose: «Oggi è un giorno speciale per me: se così piace al re, venga egli con Aman al banchetto che oggi io darò». Disse il re: «Fate venire presto Aman, per compiere quello che Ester ha detto».
    E ambedue vennero al banchetto di cui aveva parlato Ester.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 44(45)

    R. Intercede la regina, adorna di bellezza.

    Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio:
    dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre;
    il re è invaghito della tua bellezza.
    È lui il tuo signore: rendigli omaggio. R.

    Entra la figlia del re: è tutta splendore,
    tessuto d’oro è il suo vestito.
    È condotta al re in broccati preziosi;
    dietro a lei le vergini, sue compagne, a te sono presentate. R.

    Ai tuoi padri succederanno i tuoi figli;
    li farai principi di tutta la terra.
    Il tuo nome voglio far ricordare per tutte le generazioni,
    così i popoli ti loderanno in eterno, per sempre. R.


    EPISTOLA
    Lettera di San Paolo apostolo agli Efesini (1, 3-14)
    In Cristo Dio ci ha scelti prima della creazione del mondo.

    Fratelli, benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
    che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
    In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
    per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
    predestinandoci a essere per lui figli adottivi
    mediante Gesù Cristo,
    secondo il disegno d’amore della sua volontà,
    a lode dello splendore della sua grazia,
    di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.
    In lui, mediante il suo sangue,
    abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe,
    secondo la ricchezza della sua grazia.
    Egli l’ha riversata in abbondanza su di noi
    con ogni sapienza e intelligenza,
    facendoci conoscere il mistero della sua volontà,
    secondo la benevolenza che in lui si era proposto
    per il governo della pienezza dei tempi:
    ricondurre al Cristo, unico capo, tutte le cose,
    quelle nei cieli e quelle sulla terra.
    In lui siamo stati fatti anche eredi,
    predestinati – secondo il progetto di colui
    che tutto opera secondo la sua volontà –
    a essere lode della sua gloria,
    noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.
    In lui anche voi,
    dopo avere ascoltato la parola della verità,
    il Vangelo della vostra salvezza,
    e avere in esso creduto,
    avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso,
    il quale è caparra della nostra eredità,
    in attesa della completa redenzione
    di coloro che Dio si è acquistato a lode della sua gloria.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Invitato alle nozze in Cana di Galilea,
    il Signore Gesù trasformò l’acqua in vino,
    e manifestò la sua gloria
    e i suoi discepoli credettero in lui.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (2,1-11)
    Il banchetto nuziale di Cana e l’intercessione di Maria.

    In quel tempo. Vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
    Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiata l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
    Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Noi, tuo popolo
    e gregge che tu pasci,
    ci affideremo sempre solo a te,
    annunzieremo in eterno le tue lodi.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio d’amore, accogli le suppliche di quelli che confidano nella tua misericordia e donaci la tua protezione in ogni avversità della vita. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Santifica, o Padre, i doni che ti presentiamo e, per questa offerta, purifica i nostri cuori da ogni contaminazione di colpa. Per Cristo Nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, e cantare con voci liete la tua potenza e la tua gloria eterna. Tu per alleviarci le fatiche della vita ci hai confortato con l’esuberanza dei tuoi doni e per richiamarci alla felicità primitiva ci hai mandato dal cielo Gesù Cristo tuo Figlio e Signore nostro. Per questo mistero di grazia, uniti agli angeli, proclamiamo esultando l’inno della tua lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Con la mia voce ho gridato al Signore
    e dal suo monte santo mi ha ascoltato.
    Non temerò l’assalto
    neppure di mille nemici.


    ALLA COMUNIONE
    Il Signore veglia sui suoi fedeli
    e su chi spera nella sua pietà.
    Egli li strappa dalla morte
    e li nutre se hanno fame.


    DOPO LA COMUNIONE
    Con la forza e la gioia dell’alimento celeste, di cui ci hai paternamente nutrito alla tua mensa, fa’ crescere in noi, o Dio vivo e vero, l’opera della tua grazia; e concedi che questo Pane di vita ci renda capaci di conseguire i beni eterni offerti alla nostra speranza. Per Cristo nostro Signore.

  9. #69
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    Sant’Antonio, abate (memoria)
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    «Se vuoi essere perfetto, – dice il Signore –
    va’, vendi quello che possiedi e dàllo ai poveri
    e avrai un tesoro nei cieli;
    poi vieni e seguimi».


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che ispirasti all’abate sant’Antonio di ritirarsi nel deserto per trovarti e per servirti nella vita solitaria, concedi anche a noi di non lasciarci travolgere dal tumulto mondano, ma di amarti con tutto il cuore, sopra ogni cosa. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli..


    LETTURA
    Lettura del libro del Siracide (44, 1. 23g – 45, 1. 6-13)
    Mosè e Aronne.

    Facciamo ora l’elogio di uomini illustri,
    dei padri nostri nelle loro generazioni.
    Il Signore Dio fece sorgere un uomo mite,
    che incontrò favore agli occhi di tutti,
    amato da Dio e dagli uomini:
    Mosè, il cui ricordo è in benedizione.
    Egli innalzò Aronne, santo come lui,
    suo fratello, della tribù di Levi.
    Stabilì con lui un’alleanza perenne
    e lo fece sacerdote per il popolo.
    Lo onorò con splendidi ornamenti
    e gli fece indossare una veste di gloria.
    Lo rivestì con il massimo degli onori,
    lo coronò con paramenti di potenza:
    calzoni, tunica ed efod.
    Lo avvolse con melagrane
    e numerosi campanelli d’oro all’intorno,
    che suonassero al muovere dei suoi passi,
    diffondendo il tintinnio nel tempio,
    come memoriale per i figli del suo popolo.
    Lo avvolse con una veste sacra d’oro,
    violetto e porpora, opera di ricamatore,
    con il pettorale del giudizio, con i segni della verità
    e con tessuto di scarlatto filato, opera d’artista,
    con pietre preziose, incise come sigilli,
    incastonate sull’oro, opera d’intagliatore,
    quale memoriale, con le parole incise
    secondo il numero delle tribù d’Israele.
    Sopra il turbante gli pose una corona d’oro
    con incisa l’iscrizione sacra,
    insegna d’onore, lavoro vigoroso,
    ornamento delizioso per gli occhi.
    Prima di lui non si erano viste cose tanto belle,
    mai uno straniero le ha indossate,
    ma soltanto i suoi figli
    e i suoi discendenti per sempre.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 98(99)

    R. Esaltate il Signore, nostro Dio.

    Esaltate il Signore, nostro Dio,
    prostratevi allo sgabello dei suoi piedi.
    Egli è santo!
    Mosè e Aronne tra i suoi sacerdoti,
    Samuele tra quanti invocavano il suo nome:
    invocavano il Signore ed egli rispondeva. R.

    Parlava loro da una colonna di nubi:
    custodivano i suoi insegnamenti
    e il precetto che aveva loro dato.
    Signore, nostro Dio, tu li esaudivi. R.

    Eri per loro un Dio che perdona,
    pur castigando i loro peccati.
    Esaltate il Signore, nostro Dio,
    prostratevi davanti alla sua santa montagna,
    perché santo è il Signore, nostro Dio! R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Ascoltate oggi la voce del Signore.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Marco (3, 7-12)

    In quel tempo. Il Signore Gesù con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall’Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidone, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui. Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo. Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi sé stesso,
    prenda la sua croce e mi segua» – dice il Signore –.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    O Dio, fortezza di chi spera in te, che hai reso glorioso sant’Antonio per l’intensa fede e l’operosa carità, fa’ che la sua intercessione aiuti coloro che nella sua festa annuale lo pregano con il vivo desiderio di imitarlo. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Accetta, o Dio vivo e vero, l’offerta del nostro servizio nel ricordo dell’abate sant’Antonio e fa’ che, liberi da ogni compromesso, diventiamo ricchi soltanto di te, unico e non deludente bene. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Ti innalziamo il sacrificio di lode nella festa dell’abate sant’Antonio che, acceso dal tuo amore, seppe accogliere l’invito del vangelo con impegno totale e con gioia profonda. Spinto dalla tua grazia a seguire Cristo con cuore libero e puro, fece dono ai poveri di ogni suo bene. Superando con la forza dell’animo la debolezza del corpo, visse in perfetta comunione con te, o Padre, nell’aspra solitudine del deserto. Uniti a lui e a tutte le creature beate del cielo, cantiamo l’inno della gloria senza fine: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    «Se uno mi vuol servire, mi segua, – dice il Signore –
    e dove sono io, là sarà anche il mio servo».


    ALLA COMUNIONE

    In verità vi dico: «Voi che avete lasciato ogni cosa
    e mi avete seguito,
    riceverete cento volte tanto
    e avrete in eredità la vita eterna».


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, che hai reso vittorioso sant’Antonio abate nel duro combattimento con il potere delle tenebre, concedi anche a noi, rinvigoriti da questo sacramento di salvezza, di riportare vittoria contro le insidie del demonio. Per Cristo nostro Signore.

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    18 Gennaio

    Cattedra di San Pietro, apostolo (festa)
    Anno C


    ALL’ INGRESSO
    Dice il Signore a Simon Pietro:
    «Io ho pregato per te perché non venga meno la tua fede;
    e tu, quando sarai convertito, conferma i tuoi fratelli».


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che affidasti con singolare disegno all’apostolo Pietro le chiavi del regno dei cieli, fa’ che la tua Chiesa, diffusa su tutta la terra, sia sempre governata dal provvido magistero di colui che la iniziò alla fede di Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura della prima lettera di san Pietro apostolo (1, 1-7)
    Pietro, apostolo di Gesù Cristo, ai fedeli che vivono dispersi.

    Pietro, apostolo di Gesù Cristo, ai fedeli che vivono come stranieri, dispersi nel Ponto, nella Galazia, nella Cappadòcia, nell’Asia e nella Bitinia, scelti secondo il piano stabilito da Dio Padre, mediante lo Spirito che santifica, per obbedire a Gesù Cristo e per essere aspersi dal suo sangue: a voi grazia e pace in abbondanza.
    Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva, per un’eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce. Essa è conservata nei cieli per voi, che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede, in vista della salvezza che sta per essere rivelata nell’ultimo tempo.
    Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere, per un po’ di tempo, afflitti da varie prove, affinché la vostra fede, messa alla prova, molto più preziosa dell’oro – destinato a perire e tuttavia purificato con fuoco – torni a vostra lode, gloria e onore quando Gesù Cristo si manifesterà.

    Parola di Dio.

    oppure:

    Lettura della prima lettera di san Pietro apostolo (5, 1-4)
    Esorto gli anziani, quale anziano come loro: pascete il gregge di Dio.

    Carissimi, esorto gli anziani che sono tra voi, quale anziano come loro, testimone delle sofferenze di Cristo e partecipe della gloria che deve manifestarsi: pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo non perché costretti ma volentieri, come piace a Dio, non per vergognoso interesse, ma con animo generoso, non come padroni delle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del gregge. E quando apparirà il Pastore supremo, riceverete la corona della gloria che non appassisce.

    Parola di Dio


    SALMO
    dal Sal 17(18)

    R. Ti amo, Signore, mia forza.

    Ti amo, Signore, mia forza,
    Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore,
    mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio;
    mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo. R.

    Il Signore tuonò dal cielo,
    l’Altissimo fece udire la sua voce.
    Stese la mano dall’alto e mi prese,
    mi sollevò dalle grandi acque. R.

    Un popolo che non conoscevo mi ha servito;
    all’udirmi, subito mi obbedivano.
    Viva il Signore e benedetta la mia roccia,
    sia esaltato il Dio della mia salvezza. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati (1, 15-19; 2, 1-2)
    Salii a Gerusalemme per andare a conoscere Cefa.

    Fratelli, quando Dio, che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua grazia, si compiacque di rivelare in me il Figlio suo perché lo annunciassi in mezzo alle genti, subito, senza chiedere consiglio a nessuno, senza andare a Gerusalemme da coloro che erano apostoli prima di me, mi recai in Arabia e poi ritornai a Damasco.
    In seguito, tre anni dopo, salii a Gerusalemme per andare a conoscere Cefa e rimasi presso di lui quindici giorni; degli apostoli non vidi nessun altro, se non Giacomo, il fratello del Signore.
    Quattordici anni dopo, andai di nuovo a Gerusalemme in compagnia di Bàrnaba, portando con me anche Tito: vi andai però in seguito a una rivelazione. Esposi loro il Vangelo che io annuncio tra le genti, ma lo esposi privatamente alle persone più autorevoli, per non correre o aver corso invano.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    «Simone, Simone, io ho pregato per te – dice il Signore –
    perché la tua fede non venga meno.
    E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli».
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Matteo (16, 13-19)
    Su questa pietra edificherò la mia Chiesa.

    In quel tempo. Il Signore Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    «Prima che ti chiamassi dal mare,
    Simone, io ti ho conosciuto – dice il Signore –.
    Prima che tu professassi il mio nome,
    ti ho consegnato le mie pecore, o Pietro.
    E su questa pietra edificherò la mia Chiesa».


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    L’apostolo Pietro renda a te più gradita la nostra preghiera, o Padre, e, intercedendo per noi e per tutta la Chiesa, ci raduni nell’unità della fede e della carità. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Accogli, o Padre, le offerte della tua Chiesa e fa’ che riconosca nell’apostolo Pietro il maestro che, insegnando, le mostra la fede integra e vera e il pastore che, amando, la guida all’eredità eterna. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta renderti grazie, o Dio eterno e buono, e ammirare la tua grandezza specialmente nei santi che ponesti a sostegno della tua Chiesa. L’avevi prefigurata, con mirabile consiglio, nell’antica alleanza e al compiersi dei tempi la innalzasti sul fondamento degli apostoli. Tra loro volesti scegliere Pietro, che primo riconobbe la divinità del tuo Cristo, e ne facesti la solida roccia su cui venne edificata la Chiesa. Tu lo hai costituito guida e custode di tutto il tuo gregge perché nei secoli confermasse i suoi fratelli. Il tuo Figlio e nostro Signore Gesù gli affidò le chiavi del regno perché quanto stabilisse sulla terra tu, o Padre, ratificassi nei cieli. Oggi noi celebriamo con ossequio devoto il còmpito provvido e singolare, affidato al capo degli apostoli, mentre uniti ai cori degli angeli cantiamo l’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    «Simone di Giovanni, mi ami più di costoro?».
    «Signore, tu sai tutto: tu sai che ti amo».
    «Pasci le mie pecore».


    ALLA COMUNIONE
    Disse Pietro a Gesù:
    «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
    Rispose Gesù: «Tu sei Pietro,
    e su questa pietra edificherò la mia Chiesa».


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, che nella festa dell’apostolo Pietro ci hai nutrito del corpo e del sangue della Vittima santa, fa’ che la partecipazione ai doni di salvezza sia per noi sorgente di unità e di pace. Per Cristo nostro Signore.

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