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Discussione: Testi liturgici della Messa in Rito Ambrosiano (2021-2022)

  1. #71
    Cronista di CR L'avatar di Cantore Inveruno
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    19 Gennaio

    Mercoledì della settimana della II domenica dopo l'Epifania
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Signore, ascolta la mia voce!
    Di te il mio cuore ha detto:
    «Cerca il suo volto!».
    Io cercherò il tuo volto, Signore;
    non ti celare mai.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio forte ed eterno, che governi il cielo e la terra, ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo e dona ai nostri giorni la tua pace. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro del Siracide (44, 1; 46, 6e-10)
    Giosuè e Caleb furono salvati per far entrare il popolo nell’eredità.

    Facciamo ora l’elogio di uomini illustri,
    dei padri nostri nelle loro generazioni.
    Giosuè marciò dietro al Sovrano
    e nei giorni di Mosè compì un’opera di misericordia:
    egli e Caleb, figlio di Iefunnè,
    opponendosi all’assemblea,
    impedendo che il popolo peccasse
    e calmando le maligne mormorazioni.
    Solo loro due furono salvati
    fra i seicentomila fanti,
    per far entrare il popolo nell’eredità,
    nella terra in cui scorrono latte e miele.
    Il Signore concesse a Caleb una forza
    che l’assistette sino alla vecchiaia,
    perché raggiungesse le alture del paese;
    così la sua discendenza possedette l’eredità,
    affinché tutti i figli d’Israele sapessero
    che è bene seguire il Signore.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 105(106)

    R. Rendete grazie al Signore, il suo amore è per sempre.

    Chi può narrare le prodezze del Signore,
    far risuonare tutta la sua lode?
    Beati coloro che osservano il diritto
    e agiscono con giustizia in ogni tempo. R.

    Ricòrdati di me, Signore, per amore del tuo popolo,
    visitami con la tua salvezza,
    perché io veda il bene dei tuoi eletti,
    gioisca della gioia del tuo popolo,
    mi vanti della tua eredità. R.

    Abbiamo peccato con i nostri padri,
    delitti e malvagità abbiamo commesso.
    Ma Dio li salvò per il suo nome,
    per far conoscere la sua potenza. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Vi ho chiamato amici, dice il Signore,
    perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio
    l’ho fatto conoscere a voi.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Marco (3, 31-35)

    In quel tempo. Giunsero la madre e i fratelli del Signore Gesù e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Noi, tuo popolo
    e gregge che tu pasci,
    ci affideremo sempre solo a te,
    annunzieremo in eterno le tue lodi.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio d’amore, accogli le suppliche di quelli che confidano nella tua misericordia e donaci la tua protezione in ogni avversità della vita. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Santifica, o Padre, i doni che ti presentiamo e, per questa offerta, purifica i nostri cuori da ogni contaminazione di colpa. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, e cantare con voci liete la tua potenza e la tua gloria eterna. Tu per alleviarci le fatiche della vita ci hai confortato con l’esuberanza dei tuoi doni e per richiamarci alla felicità primitiva ci hai mandato dal cielo Gesù Cristo tuo Figlio e Signore nostro. Per questo mistero di grazia, uniti agli angeli, proclamiamo esultando l’inno della tua lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Con la mia voce ho gridato al Signore
    e dal suo monte santo mi ha ascoltato.
    Non temerò l’assalto
    neppure di mille nemici.


    ALLA COMUNIONE
    Il Signore veglia sui suoi fedeli
    e su chi spera nella sua pietà.
    Egli li strappa dalla morte
    e li nutre se hanno fame.


    DOPO LA COMUNIONE
    Con la forza e la gioia dell’alimento celeste, di cui ci hai paternamente nutrito alla tua mensa, fa’ crescere in noi, o Dio vivo e vero, l’opera della tua grazia; e concedi che questo Pane di vita ci renda capaci di conseguire i beni eterni offerti alla nostra speranza. Per Cristo nostro Signore.

  2. #72
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    20 Gennaio

    San Sebastiano, martire (memoria)
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Questo santo martire fu testimone
    del vangelo di Cristo fino alla morte,
    non si lasciò intimorire dai malvagi
    perché la sua fede era salda come la roccia.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    La tua grazia, o Dio, confortò il martire Sebastiano a condividere con serenità la sofferenza di Cristo; la stessa grazia diffusa largamente nei nostri cuori ci renda capaci di sopportare ogni pena e ci doni la gioia di camminare verso il regno nell’amore del tuo Figlio, Gesù Cristo, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro del Siracide (44, 1; 46, 13a. 19 – 47, 1)
    Il nome dei giudici si perpetui.

    Facciamo ora l’elogio di uomini illustri,
    dei padri nostri nelle loro generazioni.
    Samuele, amato dal suo Signore,
    prima dell’ora del suo sonno eterno
    attestò davanti al Signore e al suo unto:
    «Né denari né sandali
    ho preso da alcuno»,
    e nessuno poté contraddirlo.
    Ancora dopo che si fu addormentato profetizzò,
    predicendo al re la sua fine;
    anche dal sepolcro levò la sua voce
    per cancellare con una profezia l’iniquità del popolo.
    Dopo di lui sorse Natan,
    per profetizzare nei giorni di Davide.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 4

    R. Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto.

    Quando t’invoco, rispondimi, Dio della mia giustizia!
    Nell’angoscia mi hai dato sollievo;
    pietà di me, ascolta la mia preghiera.
    Fino a quando, voi uomini, calpesterete il mio onore,
    amerete cose vane e cercherete la menzogna? R.

    Sappiatelo: il Signore fa prodigi per il suo fedele;
    il Signore mi ascolta quando lo invoco.
    Tremate e più non peccate,
    nel silenzio, sul vostro letto, esaminate il vostro cuore. R.

    Offrite sacrifici legittimi
    e confidate nel Signore.
    Molti dicono: «Chi ci farà vedere il bene,
    se da noi, Signore, è fuggita la luce del tuo volto?». R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Apri, Signore, il nostro cuore
    e comprenderemo le parole del Figlio tuo.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Marco (4, 1-20)

    In quel tempo. Il Signore Gesù cominciò a insegnare lungo il mare. Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva. Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; e subito germogliò perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto. Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno». E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
    Quando poi furono da soli, quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che sono fuori invece tutto avviene in parabole, affinché
    guardino, sì, ma non vedano,
    ascoltino, sì, ma non comprendano,
    perché non si convertano e venga loro perdonato».
    E disse loro: «Non capite questa parabola, e come potrete comprendere tutte le parabole? Il seminatore semina la Parola. Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando l’ascoltano, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro. Quelli seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola, subito l’accolgono con gioia, ma non hanno radice in sé stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della Parola, subito vengono meno. Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono coloro che hanno ascoltato la Parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e la seduzione della ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto. Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Né morte né vita né forza alcuna del mondo
    potranno separarmi dall’amore di Cristo.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Tu che rinvigorisci la fede e sorreggi la nostra stanchezza, o Dio forte e buono, sull’esempio e per le preghiere del martire Sebastiano donaci di partecipare alla passione del tuo Unigenito e di conseguire nella tua gloria la gioia della beata risurrezione. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    Guarda benignamente, o Dio d’amore, alle offerte che ti presentiamo ed effondi su questa celebrazione lo Spirito santo perché accenda in noi quell’ardore di carità che consentì al martire Sebastiano di superare atroci tormenti. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Cristo tuo Figlio, offrendo la sua vita per il nostro riscatto, ci amò sino alla fine e così ci insegnò che non c’è carità più grande di chi accetta la morte per i fratelli. A questa scuola, Sebastiano, discepolo vero e fedele, col suo martirio diede dinanzi agli uomini la suprema prova di amore. Ora la Chiesa si allieta e unisce la sua voce al canto degli angeli e di tutti i martiri che senza fine inneggiano alla tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi sé stesso,
    prenda la sua croce e mi segua» – dice il Signore –.


    ALLA COMUNIONE
    Il sangue dei martiri è versato per Cristo,
    in cielo essi raccolgono il premio eterno.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, che nel martirio di san Sebastiano hai mirabilmente riproposto alla nostra fede il mistero della croce, dona a tutti noi che siamo stati fortificàti dalla celebrazione di questo sacrificio di perseverare nell’adesione al vangelo e di collaborare alla salvezza dei fratelli. Per Cristo nostro Signore.

  3. #73
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    21 Gennaio

    Sant’Agnese, vergine e martire (memoria)
    Anno II

    Messa dal comune dei martiri (per una vergine e martire) oppure dal comune delle vergini


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che nel glorioso martirio di sant’Agnese hai voluto chiamare tutti e specialmente i giovani alla fede e alla purezza dei costumi, fa’ che la Chiesa non tema di affrontare qualsiasi sofferenza per tuo amore e meriti così la gloria del cielo. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro del Siracide (44, 1; 47, 2. 8-11)
    Davide in ogni sua opera celebrò l’Altissimo.

    Facciamo ora l’elogio di uomini illustri,
    dei padri nostri nelle loro generazioni.
    Come dal sacrificio di comunione si prelevava il grasso,
    così Davide fu scelto tra i figli d’Israele.
    In ogni sua opera celebrò il Santo,
    l’Altissimo, con parole di lode;
    cantò inni a lui con tutto il suo cuore
    e amò colui che lo aveva creato.
    Introdusse musici davanti all’altare
    e con i loro suoni rese dolci le melodie.
    Ogni giorno essi eseguono le loro musiche.
    Conferì splendore alle feste,
    abbellì i giorni festivi fino alla perfezione,
    facendo lodare il nome santo del Signore
    ed echeggiare fin dal mattino il santuario.
    Il Signore perdonò i suoi peccati,
    innalzò la sua potenza per sempre,
    gli concesse un’alleanza regale
    e un trono di gloria in Israele.

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 17(18)

    R. Cantiamo al Signore, salvezza del suo popolo.


    La via di Dio è perfetta,
    la parola del Signore è purificata nel fuoco;
    egli è scudo per chi in lui si rifugia. R.

    Viva il Signore e benedetta la mia roccia,
    sia esaltato il Dio della mia salvezza.
    Per questo, Signore, ti loderò tra le genti
    e canterò inni al tuo nome. R.

    Egli concede al suo re grandi vittorie,
    si mostra fedele al suo consacrato,
    a Davide e alla sua discendenza per sempre. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Lampada per i miei passi è la tua parola,
    luce sul mio cammino.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Marco (4, 10b. 21-23)

    In quel tempo. Il Signore Gesù diceva a quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!».

    Parola del Signore.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio onnipotente ed eterno, che scegli le creature più miti e più deboli per confondere la potenza del mondo, concedi anche a noi, che celebriamo la nascita al cielo della vergine e martire Agnese, di imitare la sua indomita costanza nella fede e nella purezza. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Scenda come rugiada la tua benedizione, o Padre, sull’offerta che ti presentiamo e ci confermi nella fede che sant’Agnese testimoniò con il suo sangue. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, celebrando il giorno sacro al martirio di sant’Agnese. Oggi ella gioiosamente si unì all’eterno Re e, accettando una morte preziosa per professare la fede in Cristo, suo sposo, divenne partecipe della sua gloria e della sua vita immortale. Con la purissima martire di cui esaltiamo la beata memoria e con tutti gli angeli e i santi, eleviamo a te, o Padre, l’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    DOPO LA COMUNIONE
    Nel ricordo di sant’Agnese ci siamo nutrìti, o Dio, alla mensa celeste; ora donaci, per sua intercessione, di imitarne la forza d’animo e la castità della vita. Per Cristo nostro Signore.

  4. #74
    Cronista di CR L'avatar di Cantore Inveruno
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    22 Gennaio

    Sabato della settimana della II Domenica dopo l’Epifania
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Signore, ascolta la mia voce!
    Di te il mio cuore ha detto:
    «Cerca il suo volto!».
    Io cercherò il tuo volto, Signore;
    non ti celare mai.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio forte ed eterno, che governi il cielo e la terra, ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo e dona ai nostri giorni la tua pace. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro dell’Esodo (7, 1-6)
    La missione di Mosè e Aronne a favore d’Israele.

    In quei giorni. Il Signore disse a Mosè: «Vedi, io ti ho posto a far le veci di Dio di fronte al faraone: Aronne, tuo fratello, sarà il tuo profeta. Tu gli dirai quanto io ti ordinerò: Aronne, tuo fratello, parlerà al faraone perché lasci partire gli Israeliti dalla sua terra. Ma io indurirò il cuore del faraone e moltiplicherò i miei segni e i miei prodigi nella terra d’Egitto. Il faraone non vi ascolterà e io leverò la mano contro l’Egitto, e farò uscire dalla terra d’Egitto le mie schiere, il mio popolo, gli Israeliti, per mezzo di grandi castighi. Allora gli Egiziani sapranno che io sono il Signore, quando stenderò la mano contro l’Egitto e farò uscire di mezzo a loro gli Israeliti!».
    Mosè e Aronne eseguirono quanto il Signore aveva loro comandato; così fecero.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 94(95)

    R. Venite, adoriamo il Signore.

    Entrate: prostràti adoriamo,
    in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
    È lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo,
    il gregge che egli conduce. R.

    Se ascoltaste oggi la sua voce!
    «Non indurite il cuore come a Merìba,
    come nel giorno di Massa nel deserto,
    dove mi tentarono i vostri padri:
    mi misero alla prova
    pur avendo visto le mie opere». R.

    Venite, cantiamo al Signore,
    acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
    Accostiamoci a lui a rendergli grazie,
    a lui acclamiamo con canti di gioia. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo ai Romanii (15, 14-21)
    La missione di Paolo a favore dei pagani.

    Fratelli miei, sono anch’io convinto, per quel che vi riguarda, che voi pure siete pieni di bontà, colmi di ogni conoscenza e capaci di correggervi l’un l’altro. Tuttavia, su alcuni punti, vi ho scritto con un po’ di audacia, come per ricordarvi quello che già sapete, a motivo della grazia che mi è stata data da Dio per essere ministro di Cristo Gesù tra le genti, adempiendo il sacro ministero di annunciare il vangelo di Dio perché le genti divengano un’offerta gradita, santificata dallo Spirito Santo. Questo dunque è il mio vanto in Gesù Cristo nelle cose che riguardano Dio. Non oserei infatti dire nulla se non di quello che Cristo ha operato per mezzo mio per condurre le genti all’obbedienza, con parole e opere, con la potenza di segni e di prodigi, con la forza dello Spirito. Così da Gerusalemme e in tutte le direzioni fino all’Illiria, ho portato a termine la predicazione del vangelo di Cristo. Ma mi sono fatto un punto di onore di non annunciare il Vangelo dove era già conosciuto il nome di Cristo, per non costruire su un fondamento altrui, ma, come sta scritto:
    Coloro ai quali non era stato annunciato, lo vedranno,
    e coloro che non ne avevano udito parlare, comprenderanno.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Anche ai pagani Dio ha concesso
    che si convertano perché abbiano la vita.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Marco (12, 1-12)
    La missione del Figlio e la vigna del Signore.

    In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a parlare loro con parabole: «Un uomo piantò una vigna, la circondò con una siepe, scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Al momento opportuno mandò un servo dai contadini a ritirare da loro la sua parte del raccolto della vigna. Ma essi lo presero, lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. Mandò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo insultarono. Ne mandò un altro, e questo lo uccisero; poi molti altri: alcuni li bastonarono, altri li uccisero. Ne aveva ancora uno, un figlio amato; lo inviò loro per ultimo, dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma quei contadini dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e l’eredità sarà nostra!”. Lo presero, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna. Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e farà morire i contadini e darà la vigna ad altri. Non avete letto questa Scrittura:
    La pietra che i costruttori hanno scartato
    è diventata la pietra d’angolo;
    questo è stato fatto dal Signore
    ed è una meraviglia ai nostri occhi?».
    E cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla; avevano capito infatti che aveva detto quella parabola contro di loro. Lo lasciarono e se ne andarono.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Noi, tuo popolo
    e gregge che tu pasci,
    ci affideremo sempre solo a te,
    annunzieremo in eterno le tue lodi.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio d’amore, accogli le suppliche di quelli che confidano nella tua misericordia e donaci la tua protezione in ogni avversità della vita. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Santifica, o Padre, i doni che ti presentiamo e, per questa offerta, purifica i nostri cuori da ogni contaminazione di colpa. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, e cantare con voci liete la tua potenza e la tua gloria eterna. Tu per alleviarci le fatiche della vita ci hai confortato con l’esuberanza dei tuoi doni e per richiamarci alla felicità primitiva ci hai mandato dal cielo Gesù Cristo tuo Figlio e Signore nostro. Per questo mistero di grazia, uniti agli angeli, proclamiamo esultando l’inno della tua lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Con la mia voce ho gridato al Signore
    e dal suo monte santo mi ha ascoltato.
    Non temerò l’assalto
    neppure di mille nemici.


    ALLA COMUNIONE
    Il Signore veglia sui suoi fedeli
    e su chi spera nella sua pietà.
    Egli li strappa dalla morte
    e li nutre se hanno fame.


    DOPO LA COMUNIONE
    Con la forza e la gioia dell’alimento celeste, di cui ci hai paternamente nutrito alla tua mensa, fa’ crescere in noi, o Dio vivo e vero, l’opera della tua grazia; e concedi che questo Pane di vita ci renda capaci di conseguire i beni eterni offerti alla nostra speranza. Per Cristo nostro Signore.


    oppure:


    San Vincenzo, diacono e martire (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei martiri (per un martire)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, fonte di ogni bene, comunica anche a noi la fortezza del tuo Spirito, che sostenne il diacono e martire Vincenzo e lo rese invincibile in mezzo ai tormenti, e fa’ che la nostra fragilità umana sia corroborata dalla potenza del tuo amore. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

  5. #75
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    III DOMENICA DOPO L'EPIFANIA
    Anno C


    Liturgia vigiliare vespertina:


    SALUTO
    Il Signore sia con voi.
    E con il tuo spirito.


    RITO DELLA LUCE
    Se tu vivi con Dio
    rifuggi dalla notte.
    Egli è la luce:
    non c'è tenebra in lui.

    Chi è con Dio cammina nella luce
    e vive in comunione coi fratelli.
    Egli è la luce:
    non c'è tenebra in lui.

    Se tu vivi con Dio
    rifuggi dalla notte.
    Egli è la luce:
    non c'è tenebra in lui.


    INNO

    Testo originale latino

    Illúminans, altíssimus,
    micántium astrórum globos,
    pax, vita, lumen, véritas,
    Iesu, fave precántibus,

    Seu stella partum Vírginis
    cælo micans signáverit,
    et hoc adorátum die
    præsépe Magos dúxeris;

    Seu mýstico baptísmate
    fluénta Iordánis retro
    convérsa quondam tértio
    præsénte sacráris die;

    Vel hýdriis plenis aquæ
    vini sapórem infúderis;
    hausit miníster cónscius,
    quod ipse non impléverat.

    Aquas colorári videns,
    inebriáre flúmina
    eleménta mutáta stupet
    transíre in usus álteros.

    Sic quinque mílibus virum
    dum quinque panes dívidis,
    edéntium sub déntibus
    in ore créscebat cibus.

    Multiplicabátur magis
    dispendio panis suo;
    quis hæc videns mirábitur
    iuges meátus fóntium?

    Inter manus frangéntium
    panis rigátur prófluus;
    intácta, quæ non frégerant,
    fragménta subrépunt viris.

    Iesu, tibi sit glória,
    qui apparuísti géntibus,
    cum Patre et almo Spíritu
    in sempitérna sæcula. Amen.
    Traduzione ritmica

    Signor che i cieli illumini
    con astri fulgentissimi;
    Gesù, tu nostro gaudio,
    ascolta chi ti supplica.

    La nuova stella indica
    che nasci dalla Vergine:
    i Magi allora vengono
    ed umili ti adorano.

    Col mistico battesimo
    nel santo fiume biblico
    fai sacre l'onde limpide
    come i profeti scrissero.

    In ampie grandi anfore
    c'è solo acqua purissima:
    ma il servo consapevole
    ne versa vino amabile.

    Stupisce il fatto insolito
    che l'acque in vin si mutino:
    colore e gusto cambiano
    per mezzo del miracolo.

    Poi mentre si dividono
    i cinque pani miseri,
    quel cibo tu fai crescere
    per la gran folla d'uomini.

    Il pane si moltiplica
    perenni l 'acque scorrono:
    son grandi tuoi miracoli
    che noi vediamo attoniti.

    Quei nuovi pani sfamano
    l'intera moltitudine;
    e molti poi ne avanzano
    che intatti si raccolgono.

    A te, Gesù, sia gloria,
    che sei apparso ai popoli,
    col Padre e il Santo Spirito
    negli infiniti secoli. Amen.
    Versione italiana cantabile

    Nei limpidi cieli infiniti
    accendi a miriadi le stelle:
    o luce e fonte di pace,
    ascolta, Gesù, chi ti implora!

    Un astro fulgente rivela
    il parto di Vergine Madre
    e guida i Magi a prostrarsi
    nell'umile casa di Betlem.

    Il rito del tuo battesimo
    consacra il fiume Giordano,
    che lungo la storia tre volte
    sospinse a ritroso i suoi flutti.

    È giorno di nozze a Cana:
    per tuo sorprendente miracolo
    il servo dall'iride ricolme
    attinge il vino e stupisce.

    Ebbrezza tu doni agli sposi,
    letizia al banchetto festoso:
    col primo tuo segno di grazia
    annunci l'amore che salva.

    Stupore dei molti affamati,
    saziàti da un nuovo prodigio:
    il pane si accresce per tutti
    nel dono di un Dio generoso.

    Più grande del cibo che nutre
    è il cuore del Dio offerente:
    perenne è l'amore che accoglie,
    porgendo ineffabili segni.

    Non manchi il tuo pane, Signore,
    che riempia le mani dell'uomo!
    Tu solo sfamarci potrai
    nel giorno del tuo banchetto.

    A te, o Gesù, sia gloria
    che ai popoli Dio ti sveli
    col Padre e lo Spirito Santo
    nel tempo e nei secoli eterni. Amen.
    Traduzione

    Tu nella tersa infinità dei cieli
    accendi le miriadi di stelle:
    o Gesù, pace, vita, luce vera,
    ascolta chi ti implora!

    Oggi fulgente un astro ci rivela
    il parto verginale
    e guida i Magi a prostrarsi
    all’umiltà del presepio.

    Il rito mistico del tuo battesimo
    oggi consacra il corso del Giordano,
    che nell’antica storia tre volte
    sospinse a ritroso i suoi flutti.

    Oggi al banchetto nuziale di Cana
    per sorprendente miracolo
    il servo dall’idrie ricolme
    attinge vino squisito e stupisce

    che l’acqua s’invermigli,
    donino ebbrezza le fonti,
    l’onda muti natura
    e di nuova virtù lieta s’adorni.

    Con uguale stupore i cinquemila
    di cinque soli pani si saziano:
    sotto l’avido dente
    sempre si accresce il cibo.

    Di là di quanto le bocche divorano
    il nutrimento arcano si moltiplica:
    chi della fresca e nitida sorgente
    più meraviglia il perenne prodigio?

    Copioso il pane tra le dita scorre;
    ed altri tozzi ancora,
    che mano d’uomo non ebbe spezzato,
    nei canestri rampollano.

    A te, Cristo, sia gloria,
    o Luce delle genti,
    con il Padre e lo Spirito
    negli infiniti secoli. Amen.


    RESPONSORIO
    Gli occhi di tutti, o Signore,
    sono rivolti a te in attesa,
    e provvedi loro il cibo a suo tempo,
    perchè tu proteggi quanti ti amano,
    ma disperdi tutti i peccatori.

    O Dio, mio re, voglio esaltarti
    e benedire il tuo nome in eterno,
    perchè tu proteggi quanti ti amano,
    ma disperdi tutti i peccatori.


    VANGELO DELLA RISURREZIONE
    Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Marco (16,1-8a)

    Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a ungere il corpo del Signore Gesù. Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole. Dicevano tra loro: «Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?». Alzando lo sguardo, osservarono che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: “Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”». Esse uscirono e fuggirono via dal sepolcro, perché erano piene di spavento e di stupore.
    Cristo Signore è risorto!


    SALMELLO
    Dio sia benedetto,
    che ci ha rigenerati ad una viva speranza
    mediante la resurrezione di Gesù dai morti.
    Alleluia.

    Sono certo di contemplare la bontà del Signore
    nella terra dei viventi
    mediante la resurrezione di Gesù dai morti.
    Alleluia.


    ORAZIONE
    Dio misericordioso, il mistero pasquale che celebriamo ricolmi dei suoi doni tutta la nostra vita. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    Segue la Messa del giorno con l'EPISTOLA, il CANTO AL VANGELO e il VANGELO.
    Dopo il Vangelo tutto prosegue come di solito fino alla Comunione e dopo la Comunione si canta il Magnificat con la relativa antifona.


    ANTIFONA
    Nella verità della carne mortale
    Cristo è nato nel mondo, *
    è mistero di grazia, che redime e rinnova.


    CANTICO DELLA BEATA VERGINE MARIA
    L'anima mia *
    magnifica il Signore

    e il mio spirito esulta *
    in Dio, mio salvatore,

    perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *
    D'ora in poi tutte le generazioni
    mi chiameranno beata.

    Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
    e Santo è il suo nome:

    di generazione in generazione la sua misericordia *
    si stende su quelli che lo temono.

    Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
    ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

    ha rovesciato i potenti dai troni, *
    ha innalzato gli umili;

    ha ricolmato di beni gli affamati, *
    ha rimandato i ricchi a mani vuote.

    Ha soccorso Israele, suo servo, *
    ricordandosi della sua misericordia,

    come aveva promesso ai nostri padri, *
    ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

    Gloria.

    L'anima mia magnifica il Signore.

    Alla fine, ripetuta l’antifona si aggiungono i tre Kyrie eleison. La celebrazione si conclude con l’orazione dopo la comunione e la benedizione, prima della quale si potranno dare eventuali avvisi.


    Messa del giorno:


    ALL’INGRESSO
    Volgi il tuo sguardo misericordioso
    sopra di me, Signore,
    perché sono povero e solo.
    Vedi che sono oppresso e travagliato,
    perdona tutti i miei peccati.


    Si dice il Gloria.


    ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
    Salga fino a te, o Dio eterno, la voce della tua Chiesa; con la tua grazia astergila da ogni macchia, apri il suo cuore al tuo amore e donale ferma certezza della tua protezione. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro dei Numeri (13,1-2.17-27)
    La terra dove scorre latte e miele.

    In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè e disse: «Manda uomini a esplorare la terra di Canaan che sto per dare agli Israeliti. Manderete un uomo per ogni tribù dei suoi padri: tutti siano prìncipi fra loro».
    Mosè dunque li mandò a esplorare la terra di Canaan e disse loro: «Salite attraverso il Negheb; poi salirete alla regione montana e osserverete che terra sia, che popolo l’abiti, se forte o debole, se scarso o numeroso; come sia la regione che esso abita, se buona o cattiva, e come siano le città dove abita, se siano accampamenti o luoghi fortificati; come sia il terreno, se grasso o magro, se vi siano alberi o no. Siate coraggiosi e prendete dei frutti del luogo». Erano i giorni delle primizie dell’uva.
    Salirono dunque ed esplorarono la terra dal deserto di Sin fino a Recob, all’ingresso di Camat. Salirono attraverso il Negheb e arrivarono fino a Ebron, dove erano Achimàn, Sesài e Talmài, discendenti di Anak. Ebron era stata edificata sette anni prima di Tanis d’Egitto. Giunsero fino alla valle di Escol e là tagliarono un tralcio con un grappolo d’uva, che portarono in due con una stanga, e presero anche melagrane e fichi. Quel luogo fu chiamato valle di Escol a causa del grappolo d’uva che gli Israeliti vi avevano tagliato.
    Al termine di quaranta giorni tornarono dall’esplorazione della terra e andarono da Mosè e Aronne e da tutta la comunità degli Israeliti nel deserto di Paran, verso Kades; riferirono ogni cosa a loro e a tutta la comunità e mostrarono loro i frutti della terra. Raccontarono: «Siamo andati nella terra alla quale tu ci avevi mandato; vi scorrono davvero latte e miele e questi sono i suoi frutti».
    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 104 (105)

    R. Il Signore ricorda sempre la sua parola santa.

    Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
    proclamate fra i popoli le sue opere.
    A lui cantate, a lui inneggiate,
    meditate tutte le sue meraviglie.
    Gloriatevi del suo santo nome:
    gioisca il cuore di chi cerca il Signore. R.

    Si è sempre ricordato della sua alleanza,
    parola data per mille generazioni,
    dell’alleanza stabilita con Abramo
    e del suo giuramento a Isacco. R.

    L’ha stabilita per Giacobbe come decreto,
    per Israele come alleanza eterna,
    quando disse: «Ti darò il paese di Canaan
    come parte della vostra eredità». R.

    Ha fatto uscire il suo popolo con esultanza,
    i suoi eletti con canti di gioia.
    Ha dato loro le terre delle nazioni
    e hanno ereditato il frutto della fatica dei popoli,
    perché osservassero i suoi decreti
    e custodissero le sue leggi. R.


    EPISTOLA
    Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (9,7-14)
    La carità fraterna nella Chiesa è continuazione del dono di Dio

    Fratelli, ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia. Del resto, Dio ha potere di far abbondare in voi ogni grazia perché, avendo sempre il necessario in tutto, possiate compiere generosamente tutte le opere di bene. Sta scritto infatti:
    Ha largheggiato, ha dato ai poveri,
    la sua giustizia dura in eterno.
    Colui che dà il seme al seminatore e il pane per il nutrimento, darà e moltiplicherà anche la vostra semente e farà crescere i frutti della vostra giustizia. Così sarete ricchi per ogni generosità, la quale farà salire a Dio l’inno di ringraziamento per mezzo nostro. Perché l’adempimento di questo servizio sacro non provvede solo alle necessità dei santi, ma deve anche suscitare molti ringraziamenti a Dio. A causa della bella prova di questo servizio essi ringrazieranno Dio per la vostra obbedienza e accettazione del vangelo di Cristo, e per la generosità della vostra comunione con loro e con tutti. Pregando per voi manifesteranno il loro affetto a causa della straordinaria grazia di Dio effusa sopra di voi.
    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Misericordioso e pietoso è il Signore.
    Egli dà il cibo a chi lo teme,
    si ricorda sempre della sua alleanza.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Matteo (15,32-38)
    Il segno della seconda moltiplicazione dei pani.

    In quel tempo. Il Signore Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse: «Sento compassione per la folla. Ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino». E i discepoli gli dissero: «Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?». Gesù domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette, e pochi pesciolini». Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene. Quelli che avevano mangiato erano quattromila uomini, senza contare le donne e i bambini.
    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Signore, cammina in mezzo a noi,
    perdona le nostre colpe
    e fa’ di noi il tuo popolo.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio onnipotente, guarda con misericordia alla nostra debolezza e contro ogni pericolo stendi su noi la tua mano forte e pietosa. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Questa offerta ci purifichi, o Padre, dalle nostre colpe, e il sacrificio, che stiamo per celebrare, elevi a te e santifichi il cuore dei tuoi figli obbedienti. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
    È giusto benedirti in ogni tempo perché da te ci viene ogni alito di vita, da te ci è data ogni capacità di agire, da te dipende tutta la nostra esistenza. Nessun amore mai trascorre senza i doni del tuo amore, ma in questi giorni, dopo che abbiamo rivissuto la venuta tra noi del Signore Gesù e tutti i prodigi della redenzione, si fa più chiara e viva la coscienza delle passate gioie e dei beni presenti, e in rinnovato spirito di lode uniti a cielo e terra proclamiamo: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Fa’ splendere il tuo volto sul tuo servo
    e salvami, per tua misericordia.
    Che io non resti confuso, Signore,
    perché ti ho invocato.


    ALLA COMUNIONE
    «Il mio amore non ti abbandonerà,
    la mia alleanza di pace non verrà meno
    - dice il Signore di misericordia -.
    Porgete l’orecchio e venite,
    ascoltate e avrete la vita:
    farò con voi un’alleanza eterna come promisi a Davide».


    DOPO LA COMUNIONE
    Tu che ci nutri e ci rinnovi, o Dio, con la sublimità di questi misteri di grazia, disponi i tuoi fedeli a rendere operosa nella vita la ricchezza della loro divina efficacia. Per Cristo nostro Signore.
    Ultima modifica di Ambrosiano; 22-01-2022 alle 23:30

  6. #76
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    24 Gennaio

    San Francesco di Sales, vescovo e dottore della Chiesa (memoria)
    Anno II

    Messa dal comune dei pastori (per un vescovo) oppure dal comune dei dottori della Chiesa


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, tu hai voluto che il santo vescovo Francesco di Sales si facesse tutto a tutti nella carità apostolica; concedi anche a noi di testimoniare, nel servizio dei fratelli, la dolcezza irresistibile del tuo amore di padre. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro del Siracide (44, 1; 47, 18-25)
    Salomone andò a riposare con i suoi padri, lasciando un discendente privo di senno.

    Facciamo ora l’elogio di uomini illustri,
    dei padri nostri nelle loro generazioni.
    Salomone, nel nome del Signore Dio,
    che è chiamato Dio d’Israele,
    hai accumulato l’oro come stagno,
    hai ammassato l’argento come piombo.
    Ma hai steso i tuoi fianchi accanto alle donne
    e ne fosti dominato nel tuo corpo.
    Hai macchiato la tua gloria
    e hai profanato la tua discendenza,
    così da attirare l’ira divina sui tuoi figli
    ed essere colpito per la tua stoltezza.
    Perciò fu diviso in due il tuo dominio
    e da Èfraim ebbe inizio un regno ribelle.
    Ma il Signore non ha rinnegato la sua misericordia,
    non ha lasciato cadere nessuna delle sue parole.
    Non ha fatto perire la posterità del suo eletto
    e non ha distrutto la stirpe di colui che lo aveva amato.
    Egli concesse un resto a Giacobbe
    e a Davide un germoglio nato da lui.
    Salomone andò a riposare con i suoi padri
    e dopo di sé lasciò un discendente,
    stoltezza del popolo e privo di senno,
    Roboamo, che si alienò il popolo con le sue decisioni,
    e Geroboamo, figlio di Nabat, che indusse Israele a peccare
    e aprì a Èfraim la via del peccato.
    Le loro colpe si moltiplicarono
    tanto da farli esiliare dal proprio paese.
    Essi commisero ogni genere di malvagità,
    finché non giunse su di loro la vendetta.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 71(72)

    R. Benedetto il Signore, Dio d’Israele.

    O Dio, affida al re il tuo diritto,
    al figlio di re la tua giustizia;
    egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
    e i tuoi poveri secondo il diritto. R.

    Viva e gli sia dato oro di Arabia,
    si preghi sempre per lui,
    sia benedetto ogni giorno.
    Abbondi il frumento nel paese,
    ondeggi sulle cime dei monti. R.

    Benedetto il Signore, Dio d’Israele:
    egli solo compie meraviglie.
    E benedetto il suo nome glorioso per sempre:
    della sua gloria sia piena tutta la terra. R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Il Signore renderà a ciascuno secondo le sue opere.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Marco (4, 10b, 24-25)

    In quel tempo. Il Signore Gesù diceva a quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato anche a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».

    Parola del Signore.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Donaci, o Dio, di scrutare con sollecitudine appassionata i disegni della tua provvidenza, seguendo gli esempi e gli insegnamenti di san Francesco, e di abbandonarci con fiducia al tuo amore che non conosce confini. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    O Padre, questo sacrificio, suprema e perenne testimonianza dell’amore del tuo Figlio, comunichi a noi l’ardore del tuo santo Spirito che infiammò il cuore umile e mite di san Francesco. Per Cristo nostro Signore.


    DOPO LA COMUNIONE

    O Dio, che ci hai dato la gioia di partecipare ai tuoi sacramenti nel ricordo del santo vescovo Francesco, fa’ che in ogni circostanza della vita imitiamo la sua carità paziente e benevola, così da condividere un giorno la sua gloria nel cielo. Per Cristo nostro Signore.

  7. #77
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    25 Gennaio

    Conversione di San Paolo, apostolo (festa)
    Anno C


    ALL’ INGRESSO
    Io so in chi ho riposto la mia fiducia
    e sono certo che egli, giusto giudice,
    ha il potere di custodire il mio tesoro
    fino all’ultimo giorno.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che hai illuminato tutte le genti con la parola dell’apostolo Paolo, concedi anche a noi, che oggi ricordiamo la sua conversione, di cercarti sempre con cuore sincero e di essere testimoni della tua verità. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura degli Atti degli Apostoli (9, 1-18)
    «Saulo, Saulo, perché mi perséguiti?». «Chi sei, o Signore?».

    In quei giorni. Saulo, spirando ancora minacce e stragi contro i discepoli del Signore, si presentò al sommo sacerdote e gli chiese lettere per le sinagoghe di Damasco, al fine di essere autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme tutti quelli che avesse trovato, uomini e donne, appartenenti a questa Via. E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all’improvviso lo avvolse una luce dal cielo e, cadendo a terra, udì una voce che gli diceva: «Saulo, Saulo, perché mi perséguiti?». Rispose: «Chi sei, o Signore?». Ed egli: «Io sono Gesù, che tu perséguiti! Ma tu àlzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare». Gli uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti, sentendo la voce, ma non vedendo nessuno. Saulo allora si alzò da terra ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. Così, guidandolo per mano, lo condussero a Damasco. Per tre giorni rimase cieco e non prese né cibo né bevanda.
    C’era a Damasco un discepolo di nome Anania. Il Signore in una visione gli disse: «Anania!». Rispose: «Eccomi, Signore!». E il Signore a lui: «Su, va’ nella strada chiamata Diritta e cerca nella casa di Giuda un tale che ha nome Saulo, di Tarso; ecco, sta pregando e ha visto in visione un uomo, di nome Anania, venire a imporgli le mani perché recuperasse la vista». Rispose Anania: «Signore, riguardo a quest’uomo ho udito da molti quanto male ha fatto ai tuoi fedeli a Gerusalemme. Inoltre, qui egli ha l’autorizzazione dei capi dei sacerdoti di arrestare tutti quelli che invocano il tuo nome». Ma il Signore gli disse: «Va’, perché egli è lo strumento che ho scelto per me, affinché porti il mio nome dinanzi alle nazioni, ai re e ai figli d’Israele; e io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome». Allora Anania andò, entrò nella casa, gli impose le mani e disse: «Saulo, fratello, mi ha mandato a te il Signore, quel Gesù che ti è apparso sulla strada che percorrevi, perché tu riacquisti la vista e sia colmato di Spirito Santo». E subito gli caddero dagli occhi come delle squame e recuperò la vista. Si alzò e venne battezzato.

    Parola di Dio.

    oppure:

    Lettura degli Atti degli Apostoli (21, 40; 22, 3-16)
    Sentii una voce che mi diceva: «Saulo, Saulo, perché mi perséguiti?». Risposi: «Chi sei, o Signore?».

    In quei giorni. Paolo, in piedi sui gradini, fece cenno con la mano al popolo; si fece un grande silenzio ed egli si rivolse loro ad alta voce in lingua ebraica, dicendo:
    «Io sono un Giudeo, nato a Tarso in Cilìcia, ma educato in questa città, formato alla scuola di Gamaliele nell’osservanza scrupolosa della Legge dei padri, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi. Io perseguitai a morte questa Via, incatenando e mettendo in carcere uomini e donne, come può darmi testimonianza anche il sommo sacerdote e tutto il collegio degli anziani. Da loro avevo anche ricevuto lettere per i fratelli e mi recai a Damasco per condurre prigionieri a Gerusalemme anche quelli che stanno là, perché fossero puniti.
    Mentre ero in viaggio e mi stavo avvicinando a Damasco, verso mezzogiorno, all’improvviso una grande luce dal cielo sfolgorò attorno a me; caddi a terra e sentii una voce che mi diceva: “Saulo, Saulo, perché mi perséguiti?”. Io risposi: “Chi sei, o Signore?”. Mi disse: “Io sono Gesù il Nazareno, che tu perséguiti”. Quelli che erano con me videro la luce, ma non udirono la voce di colui che mi parlava. Io dissi allora: “Che devo fare, Signore?”. E il Signore mi disse: “Àlzati e prosegui verso Damasco; là ti verrà detto tutto quello che è stabilito che tu faccia”. E poiché non ci vedevo più, a causa del fulgore di quella luce, guidato per mano dai miei compagni giunsi a Damasco.
    Un certo Anania, devoto osservante della Legge e stimato da tutti i Giudei là residenti, venne da me, mi si accostò e disse: “Saulo, fratello, torna a vedere!”. E in quell’istante lo vidi. Egli soggiunse: “Il Dio dei nostri padri ti ha predestinato a conoscere la sua volontà, a vedere il Giusto e ad ascoltare una parola dalla sua stessa bocca, perché gli sarai testimone davanti a tutti gli uomini delle cose che hai visto e udito. E ora, perché aspetti? Àlzati, fatti battezzare e purificare dai tuoi peccati, invocando il suo nome”».

    Parola di Dio


    SALMO
    dal Sal 116(117)

    R. Proclamerò ai popoli il nome del Signore.

    Genti tutte, lodate il Signore,
    popoli tutti, cantate la sua lode. R.

    Perché forte è il suo amore per noi
    e la fedeltà del Signore dura per sempre. R.


    EPISTOLA
    Prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo (1, 12-17)
    Cristo Gesù, Signore nostro, ha giudicato degno del suo servizio me, che prima ero un bestemmiatore e un persecutore.

    Rendo grazie a colui che mi ha reso forte, Cristo Gesù Signore nostro, perché mi ha giudicato degno di fiducia mettendo al suo servizio me, che prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento. Ma mi è stata usata misericordia, perché agivo per ignoranza, lontano dalla fede, e così la grazia del Signore nostro ha sovrabbondato insieme alla fede e alla carità che è in Cristo Gesù.
    Questa parola è degna di fede e di essere accolta da tutti: Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, il primo dei quali sono io. Ma appunto per questo ho ottenuto misericordia, perché Cristo Gesù ha voluto in me, per primo, dimostrare tutta quanta la sua magnanimità, e io fossi di esempio a quelli che avrebbero creduto in lui per avere la vita eterna.
    Al Re dei secoli, incorruttibile, invisibile e unico Dio, onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Quanto sono da onorare i tuoi amici, o Dio;
    salda è la loro autorità e non verrà meno.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Matteo (19, 27-29)
    Voi che mi avete seguito, siederete su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele.

    In quel tempo. Pietro disse al Signore Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Il vangelo da me annunciato
    non è modellato dall’uomo;
    non l’ho ricevuto né l’ho imparato da uomini,
    ma per rivelazione di Gesù Cristo.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Dio forte e clemente, che nella conversione dei peccatori manifesti la tua misericordia, convertici a te con quella grazia che trasformò il beato apostolo Paolo da persecutore della Chiesa a strumento eletto del vangelo. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Accogli, o Padre, il nostro sacrificio e fa’ che lo Spirito Santo illumini la tua Chiesa con la luce di fede che animò san Paolo e lo fece missionario e apostolo delle genti. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta celebrarti, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Tu, per rivelare all’apostolo Paolo le meraviglie della tua grazia, lo eleggesti con amorosa provvidenza fin dal grembo materno perché annunziasse alle genti la redenzione del Figlio tuo. Prima negatore e persecutore, si mostrò poi apostolo così intrepido e fedele che Gesù Cristo poté manifestare in lui il compimento della sua passione, a vantaggio dei credenti. Paolo, inarrestabile messaggero di salvezza, ora dal cielo ci esorta e sospinge a proclamare, o Padre, la tua misericordia e con gli angeli e coi santi si unisce al nostro canto di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Io vivo nella fede del Figlio di Dio
    che mi ha amato e ha dato sé stesso per me.


    ALLA COMUNIONE
    Camminate nel Signore Gesù Cristo
    che avete accolto nella certezza della fede.
    Restate in lui radicàti e fondàti
    e non lasciate mai di rendere grazie.


    DOPO LA COMUNIONE
    Il Pane di vita di cui ci siamo nutrìti, Signore Dio nostro, comunichi anche a noi l’ardore di carità che aprì il cuore dell’apostolo Paolo alla sollecitudine di tutte le Chiese. Per Cristo nostro Signore.

  8. #78
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    26 Gennaio

    Santi Timòteo e Tito, vescovi (memoria)
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Uomo di Dio, tendi alla giustizia,
    alla pietà, alla fede, alla carità,
    alla pazienza, alla mitezza.
    Combatti la buona battaglia della fede,
    cerca di raggiungere la vita eterna.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, nostro Padre, che hai formato alla scuola degli apostoli i santi vescovi Timòteo e Tito, concedi anche a noi, in grazia delle loro preghiere, di vivere in questo mondo con giustizia e con amore di figli, così da meritare la gloria del tuo regno. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro del Siracide (44, 1; 48, 22-25)
    Isaia prolungò la vita del re Ezechia.

    Facciamo ora l’elogio di uomini illustri,
    dei padri nostri nelle loro generazioni.
    Ezechia aveva fatto quanto è gradito al Signor
    e aveva seguito con fermezza le vie di Davide, suo padre,
    come gli aveva indicato il profeta Isaia,
    grande e degno di fede nella sua visione.
    Nei suoi giorni il sole retrocedette
    ed egli prolungò la vita del re.
    Con grande ispirazione vide gli ultimi tempi
    e consolò gli afflitti di Sion.
    Egli manifestò il futuro sino alla fine dei tempi,
    le cose nascoste prima che accadessero.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 140(141)

    R. Mostra al tuo servo, Signore, la via della vita.

    Signore, a te grido, accorri in mio aiuto;
    porgi l’orecchio alla mia voce quando t’invoco.
    La mia preghiera stia davanti a te come incenso,
    le mie mani alzate come sacrificio della sera. R.

    Poni, Signore, una guardia alla mia bocca,
    sorveglia la porta delle mie labbra.
    Non piegare il mio cuore al male,
    a compiere azioni criminose con i malfattori:
    che io non gusti i loro cibi deliziosi. R.

    Mi percuota il giusto e il fedele mi corregga,
    l’olio del malvagio non profumi la mia testa,
    tra le loro malvagità continui la mia preghiera.
    A te, Signore Dio, sono rivolti i miei occhi;
    in te mi rifugio, non lasciarmi indifeso. R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Prostratevi al Signore che viene,
    tremi davanti a lui tutta la terra.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Marco (4, 35-41)

    In quel medesimo giorno, venuta la sera, il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?». Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Annunzia la parola,
    insisti in ogni occasione,
    opportuna e non opportuna;
    ammonisci, rimprovera, esorta
    con ogni longanimità e dottrina.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, nostro Padre, che hai formato alla scuola degli apostoli i santi vescovi Timòteo e Tito, concedi anche a noi, in grazia delle loro preghiere, di vivere in questo mondo con giustizia e con amore di figli, così da meritare la gloria del tuo regno. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    SUI DONI
    O Dio, guarda benevolo ai doni che ti offriamo con cuore puro e sincero e fa’ che l’intercessione dei santi Timòteo e Tito li renda a te pienamente graditi. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, esaltarti, o Padre, Dio onnipotente ed eterno. Per il mistero della tua grazia, che ci hai elargito in Cristo con infinita misericordia, ci hai chiamato e condotto al regno della libertà e della vita. Il disegno imperscrutabile della tua sapienza ci è stato rivelato dal vangelo di salvezza, del quale i santi Timoteo e Tito sono stati annunziatori e maestri. Ci uniamo a questi tuoi servi beati, che oggi onoriamo, e a tutte le schiere degli angeli per cantare l’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Viviamo in questo mondo, o fratelli,
    con pietà e giustizi
    in attesa della beata speranza
    e della venuta gloriosa
    di Dio onnipotente.


    ALLA COMUNIONE
    Chi avrà fedelmente servito il vangelo
    sarà onorato dalla Chiesa
    e risplenderà per la fede in Cristo Gesù.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Padre di immensa bontà, dopo averci saziato con la tua parola e con il Pane della salvezza, conserva in noi un cuore sincero; rendi più operosa la nostra fede e più forte la nostra speranza nei beni immortali. Per Cristo nostro Signore.

  9. #79
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    27 Gennaio

    Giovedì della settimana della III Domenica dopo l’Epifania
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Volgi il tuo sguardo misericordioso
    sopra di me, Signore,
    perché sono povero e solo.
    Vedi che sono oppresso e travagliato,
    perdona tutti i miei peccati.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Salga fino a te, o Dio eterno, la voce della tua Chiesa; con la tua grazia astergila da ogni macchia, apri il suo cuore al tuo amore e donale ferma certezza della tua protezione. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro del Siracide (44, 1; 49, 8-10)
    Ezechiele contemplò una visione di gloria.

    Facciamo ora l’elogio di uomini illustri,
    dei padri nostri nelle loro generazioni.
    Ezechiele contemplò una visione di gloria,
    che Dio gli mostrò sul carro dei cherubini.
    Si ricordò dei nemici nell’uragano,
    beneficò quanti camminavano nella retta via.
    Le ossa dei dodici profeti
    rifioriscano dalla loro tomba,
    perché essi hanno consolato Giacobbe,
    lo hanno riscattato con la loro confidente speranza.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 104(105)

    R. Proclamate fra i popoli le opere del Signore.

    Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
    proclamate fra i popoli le sue opere.
    Gloriatevi del suo santo nome:
    gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
    Cercate il Signore e la sua potenza,
    ricercate sempre il suo volto. R.

    È lui il Signore, nostro Dio.
    Si è sempre ricordato della sua alleanza,
    dell’alleanza stabilita con Abramo
    e del suo giuramento a Isacco.
    L’ha stabilita per Giacobbe come decreto,
    per Israele come alleanza eterna. R.

    Disse: «Ti darò il paese di Canaan
    come parte della vostra eredità».
    Quando erano in piccolo numero,
    pochi e stranieri in quel luogo,
    non permise che alcuno li opprimesse
    e castigò i re per causa loro:
    «Non toccate i miei consacrati,
    non fate alcun male ai miei profeti». R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Va’ nella tua casa, dai tuoi,
    annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto
    e la misericordia che ha avuto per te.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Marco (5, 1-20)

    In quel tempo. Il Signore Gesù e i discepoli giunsero all’altra riva del mare, nel paese dei Gerasèni. Sceso dalla barca, subito dai sepolcri gli venne incontro un uomo posseduto da uno spirito impuro. Costui aveva la sua dimora fra le tombe e nessuno riusciva a tenerlo legato, neanche con catene, perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva spezzato le catene e spaccato i ceppi, e nessuno riusciva più a domarlo. Continuamente, notte e giorno, fra le tombe e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre. Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi e, urlando a gran voce, disse: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!». Gli diceva infatti: «Esci, spirito impuro, da quest’uomo!». E gli domandò: «Qual è il tuo nome?». «Il mio nome è Legione – gli rispose – perché siamo in molti». E lo scongiurava con insistenza perché non li cacciasse fuori dal paese. C’era là, sul monte, una numerosa mandria di porci al pascolo. E lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi». Glielo permise. E gli spiriti impuri, dopo essere usciti, entrarono nei porci e la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare; erano circa duemila e affogarono nel mare.
    I loro mandriani allora fuggirono, portarono la notizia nella città e nelle campagne e la gente venne a vedere che cosa fosse accaduto. Giunsero da Gesù, videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto, spiegarono loro che cosa era accaduto all’indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio.
    Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo supplicava di poter restare con lui. Non glielo permise, ma gli disse: «Va’ nella tua casa, dai tuoi, annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te». Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli quello che Gesù aveva fatto per lui e tutti erano meravigliati.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Signore, cammina in mezzo a noi,
    perdona le nostre colpe
    e fa’ di noi il tuo popolo.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio onnipotente, guarda con misericordia alla nostra debolezza e contro ogni pericolo stendi su noi la tua mano forte e pietosa. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Questa offerta ci purifichi, o Padre, dalle nostre colpe, e il sacrificio, che stiamo per celebrare, elevi a te e santifichi il cuore dei tuoi figli obbedienti. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. È giusto benedirti in ogni tempo perché da te ci viene ogni alito di vita, da te ci è data ogni capacità di agire, da te dipende tutta la nostra esistenza. Nessun amore mai trascorre senza i doni del tuo amore, ma in questi giorni, dopo che abbiamo rivissuto la venuta tra noi del Signore Gesù e tutti i prodigi della redenzione, si fa più chiara e viva la coscienza delle passate gioie e dei beni presenti, e in rinnovato spirito di lode uniti a cielo e terra proclamiamo: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Fa’ splendere il tuo volto sul tuo servo
    e salvami, per tua misericordia.
    Che io non resti confuso, Signore,
    perché ti ho invocato.


    ALLA COMUNIONE

    «Il mio amore non ti abbandonerà,
    la mia alleanza di pace non verrà meno
    – dice il Signore di misericordia –.
    Porgete l’orecchio e venite,
    ascoltate e avrete la vita:
    farò con voi un’alleanza eterna
    come promisi a Davide».


    DOPO LA COMUNIONE

    Tu che ci nutri e ci rinnovi, o Dio, con la sublimità di questi misteri di grazia, disponi i tuoi fedeli a rendere operosa nella vita la ricchezza della loro divina efficacia. Per Cristo nostro Signore.


    oppure:


    Santa Angela Merici, vergine (memoria facoltativa)

    Messa dal comune delle vergini oppure dal comune dei santi e delle sante (per un santo educatore)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, Padre misericordioso, che in sant’Angela Merici hai dato alla tua Chiesa un modello di carità sapiente e coraggiosa, fa’ che in grazia del suo esempio e della sua intercessione possiamo comprendere e testimoniare la parola rinnovatrice del vangelo. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    oppure (solo nell’arcidiocesi di Milano e nelle diocesi di Novara e Lugano):


    Beato Manfredo Settàla, sacerdote (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei pastori (per un presbitero)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, Padre santo, hai ispirato al beato Manfredo l’amore per il silenzio, la contemplazione e la penitenza. Dona sempre a noi pastori autentici che, guidandoci all’esercizio di ogni virtù, spezzino abbondantemente il pane della tua parola e dispensino largamente i sacramenti della salvezza. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

  10. #80
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    28 Gennaio

    San Tommaso d'Aquino, sacerdote e dottore della Chiesa (memoria)
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Il mistero nascosto da secoli e da generazioni
    ora è stato manifestato ai santi,
    ai quali Dio volle far conoscere la gloriosa ricchezza
    di questo mistero tra gli uomini.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Dio, fonte di luce e di grazia, che illuminasti san Tommaso d’Aquino in modo mirabile e singolare con il carisma della tua sapienza, a quelli che sono chiamati a studiare e a insegnare concedi l’amore sincero e orante della ricerca perché possano trasmettere fedelmente agli altri la verità contemplata, a edificazione della tua Chiesa. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro del Siracide (44, 1; 49, 13-16)
    Neemia rialzò le nostre mura demolite.

    Facciamo ora l’elogio di uomini illustri,
    dei padri nostri nelle loro generazioni.
    La memoria di Neemia durerà a lungo;
    egli rialzò le nostre mura demolite,
    vi pose porte e sbarre
    e fece risorgere le nostre case.
    Nessuno sulla terra fu creato eguale a Enoc;
    difatti egli fu assunto dalla terra.
    Non nacque un altro uomo come Giuseppe,
    guida dei fratelli, sostegno del popolo;
    perfino le sue ossa furono onorate.
    Sem e Set furono glorificati fra gli uomini,
    ma, nella creazione, superiore a ogni vivente è Adamo.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 47(48)

    R. Il Signore è colui che ci guida.


    O Dio, meditiamo il tuo amore
    dentro il tuo tempio.
    Come il tuo nome, o Dio,
    così la tua lode si estende
    sino all’estremità della terra;
    di giustizia è piena la tua destra. R.

    Gioisca il monte Sion,
    esultino i villaggi di Giuda
    a causa dei tuoi giudizi.
    Circondate Sion, giratele intorno,
    contate le sue torri. R.

    Osservate le sue mura,
    passate in rassegna le sue fortezze,
    per narrare alla generazione futura: questo è Dio,
    il nostro Dio in eterno e per sempre;
    egli è colui che ci guida in ogni tempo. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Il salvatore nostro Gesù Cristo ha vinto la morte
    e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Marco (5, 21-24a. 35-43)

    In quel tempo. Essendo il Signore Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui.
    Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    La bocca del giusto proclama la sapienza
    e la sua lingua esprime la giustizia.
    La legge del suo Dio è nel suo cuore.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, che in san Tommaso hai dato alla tua Chiesa un modello sublime di santità e di dottrina, dona anche a noi la luce per comprendere la tua parola e la forza di tradurla nella vita. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Celebriamo, o Dio, la memoria del Figlio tuo immolato per noi e, seguendo l’esempio di san Tommaso, ti presentiamo le nostre umili offerte perché tu le accolga e le ridoni ai tuoi figli trasformate in pegno di eterna salvezza. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, o Padre, esaltare il tuo disegno sorprendente di grazia, che ha donato alla Chiesa come guida e maestro della fede il santo dottore Tommaso. Lasciando ricchezze e onori umani, egli custodì intatto il suo cuore e accolse senza riserve la luce del tuo Verbo, per offrire ai fratelli con profondità singolare e chiarezza mirabile la verità appassionatamente contemplata. Nulla preferì alla sapienza cristiana e, nulla stimando più gioioso e più alto, ne scelse lo studio e l’annunzio con l’impegno assoluto di tutta la vita. Al Signore Gesù volse tutto il suo amore: lo cercò nella fatica delle veglie, esplorò con intelligenza affettuosa la luminosa bellezza dei suoi misteri; lui solo desiderò come premio. Ammaestrati dalla sua dottrina e dal suo esempio, con animo grato e devoto ora ci uniamo ai cori celesti per elevarti, o Padre, l’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Da te sgorga la fonte della vita;
    nella tua luce, Signore, vediamo la luce.


    ALLA COMUNIONE
    «Chi segue me, non cammina nelle tenebre,
    – dice il Signore –
    ma avrà la luce della vita».


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio d’amore, che a noi, pellegrini sulla terra, hai dato in nutrimento il Pane degli angeli, ascolta la nostra supplica: come san Tommaso per le sue diuturne fatiche non desiderò premio diverso dal Signore Gesù, così il nostro cuore trovi sempre la sua pace nello stesso tuo Figlio, che vive e regna nei secoli dei secoli.

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