Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Testi liturgici della Messa in Rito Ambrosiano (2021-2022)

  1. #161
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    28 Aprile

    Santa Gianna Beretta Molla (memoria)
    Anno II


    ALL’ INGRESSO

    «Dio creò l’uomo a propria immagine
    a immagine di Dio lo creò.
    Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi, o Signore,
    e nel tuo libro erano fissati tutti i miei giorni». Alleluia.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Concedi, o Padre, che i tuoi fedeli, sull’esempio della santa Gianna [Beretta Molla], vivano fedelmente la grazia che consacra l’amore sponsale e gli affetti familiari, e accolgano con animo grato i figli, nei quali rifulge l’immagine stessa di Cristo, circondandoli di vigile amore fin dai primi istanti della loro vita. Per Lui, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

    LETTURA
    Lettura degli Atti degli Apostoli (4, 13-21)
    Pietro e Giovanni davanti al sinedrio: obbedire a Dio.

    In quei giorni. I capi del popolo e gli anziani, vedendo la franchezza di Pietro e di Giovanni e rendendosi conto che erano persone semplici e senza istruzione, rimanevano stupiti e li riconoscevano come quelli che erano stati con Gesù. Vedendo poi in piedi, vicino a loro, l’uomo che era stato guarito, non sapevano che cosa replicare. Li fecero uscire dal sinedrio e si misero a consultarsi fra loro dicendo: «Che cosa dobbiamo fare a questi uomini? Un segno evidente è avvenuto per opera loro; esso è diventato talmente noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme che non possiamo negarlo. Ma perché non si divulghi maggiormente tra il popolo, proibiamo loro con minacce di parlare ancora ad alcuno in quel nome». Li richiamarono e ordinarono loro di non parlare in alcun modo né di insegnare nel nome di Gesù. Ma Pietro e Giovanni replicarono: «Se sia giusto dinanzi a Dio obbedire a voi invece che a Dio, giudicatelo voi. Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato». Quelli allora, dopo averli ulteriormente minacciati, non trovando in che modo poterli punire, li lasciarono andare a causa del popolo, perché tutti glorificavano Dio per l’accaduto.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 92(93)

    R. Regna il Signore, glorioso in mezzo a noi.
    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Il Signore regna, si riveste di maestà:
    si riveste il Signore, si cinge di forza.
    È stabile il mondo, non potrà vacillare.
    Stabile è il tuo trono da sempre,
    dall’eternità tu sei. R.

    Alzarono i fiumi, Signore,
    alzarono i fiumi la loro voce,
    alzarono i fiumi il loro fragore.
    Più del fragore di acque impetuose,
    più potente dei flutti del mare,
    potente nell’alto è il Signore. R.

    Davvero degni di fede i tuoi insegnamenti!
    La santità si addice alla tua casa
    per la durata dei giorni, Signore. R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo,
    perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (3, 7b-15)

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Nicodèmo: «Dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».
    Gli replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro d’Israele e non conosci queste cose? In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».

    Parola del Signore.

    DOPO IL VANGELO
    «Sei tu, o Dio, che hai creato le mie viscere
    e mi hai tessuto nel seno di mia madre.
    Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;
    sono stupende le tue opere, tu mi conosci fino in fondo». Alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Per l’intercessione della santa Gianna [Beretta Molla], concedi, o Dio misericordioso, ai coniugi, cui elargisci il dono della fecondità, di essere fedeli al tuo originario disegno di grazia, perché possano manifestare con luminosa chiarezza nel mondo il mistero di amore che unisce Cristo, tuo Figlio, alla Chiesa sua sposa. Per Lui, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    SUI DONI
    O Dio, che hai ricolmato la santa Gianna [Beretta Molla] della forza di Cristo, così che seppe offrire la suprema testimonianza dell’amore materno, concedi al tuo popolo, che celebra il sacrificio di salvezza, di onorare e di custodire sempre con religioso amore la vita umana, segno e dono della tua bontà senza fine. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, renderti grazie, qui e in ogni luogo, celebrando la tua potenza di Signore e Padre del genere umano. Tu, per moltiplicare i tuoi figli a immagine di Cristo, con sapiente disegno hai mirabilmente associato, come ministri, alla tua opera di Creatore coloro che chiami alla nobile missione di genitori; e fin dai suoi inizi guardi e accompagni con provvido e paterno amore la vita da loro trasmessa, disponendo di circondarla di tenero affetto e di cura sollecita, nel rispetto della sua dignità inviolabile e sacra. In questa nobile dedizione rifulse nella tua Chiesa la santa Gianna [Beretta Molla], che oggi onoriamo. Essa accolse con animo gioioso i doni che le furono elargiti dalla grazia divina e lieta li fece fruttificare con alacre impegno. Si prodigò esemplarmente nella sua professione prendendosi cura dei fratelli più bisognosi, con generosa dedizione. Visse mirabilmente il mistero dell’amore sponsale, sorretta dallo Spirito Santo; rimase eroicamente fedele alla tua legge, e per l’incolumità del frutto del suo grembo, non esitò a donare come segno di singolare affetto materno, la propria vita con fede intrepida e ardente. Uniti a questa tua serva beata e a tutte le madri sante nei cieli, con gioia ti innalziamo, o Padre, l’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    «Fatevi imitatori di Dio, quali figli carissimi,
    e camminate nella carità nel modo che anche Cristo vi ha amato
    e ha dato sé stesso per noi, offrendosi a Dio
    in sacrificio di soave profumo». Alleluia.


    ALLA COMUNIONE

    «In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose
    a uno solo di questi miei fratelli più piccoli,
    l’avete fatto a me, dice il Signore». Alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, che hai reso partecipe il tuo popolo della mensa del pane di vita, infiammalo di amore sincero, e fa’ che, per l’intercessione della santa Gianna [Beretta Molla], con fermo proposito e azione coerente sempre rispetti e protegga l’inviolabile dignità dell’uomo che Cristo stesso, con il suo Sangue, ha redento e nobilitato. Per Lui, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    oppure (solo nella diocesi di Novara):


    Beata Vergine Maria del Sangue, venerata a Re (memoria)


    ALL’ INGRESSO
    I discepoli erano assidui e concordi nella preghiera
    con Maria, madre di Gesù. Alleluia.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, che nella verginità feconda di Maria hai donato agli uomini i beni della salvezza eterna, fa che sperimentiamo la sua intercessione, poiché per mezzo di lei abbiamo ricevuto l'autore della vita, Cristo nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    DOPO IL VANGELO
    Rallègrati, Vergine gloriosa,
    benedetta tra tutte le donne.
    Salve, piena di grazia;
    prega sempre Cristo per noi. Alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    O Dio, che nella risurrezione del tuo Figlio hai ridonato la letizia al mondo intero, per intercessione della vergine Maria donaci di godere la gioia della vita immortale. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    Accogli, Signore, i doni che ti offriamo nel gioioso ricordo della Madre del Signore, ed esaudisci la nostra preghiera perché ci aiuti e ci soccorra il Cristo, uomo Dio, che si offrì per noi Agnello senza macchia sulla croce, e vive e regna nei secoli dei secoli.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, renderti grazie, o Padre, per le meraviglie che hai operato nei tuoi santi, ma è soprattutto dolce e bello, in questa memoria della beata vergine Maria, magnificare il tuo amore per noi con il suo stesso cantico di lode. Grandi cose tu hai fatto per tutta l'estensione della terra e hai prolungato nei secoli l'opera della tua misericordia, quando, volgendoti all'umile tua serva, per mezzo di lei ci hai donato il Salvatore del mondo. Per lui si allietano gli angeli e nell'eternità adorano la gloria del tuo volto. Al loro canto concedi, o Dio, che si uniscano le nostre umili voci nell'inno di gioia: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Ciò che Eva ci tolse col peccato,
    tu ci rendi col Figlio benedetto,
    Madre santa e gloriosa.
    Da una Vergine giunse a noi la vita:
    proclamatelo, o popoli redenti,
    alleluia, alleluia.


    ALLA COMUNIONE

    Rallegrati, Vergine Madre:
    Cristo è risorto. Alleluia. Alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE

    Signore, che ci hai accolti alla tua mensa, conferma in noi il dono della vera fede, che ci fa riconoscere nel Figlio della Vergine il tuo Verbo fatto uomo, e per la potenza della sua risurrezione guidaci al possesso della gioia eterna. Per Cristo nostro Signore.

  2. #162
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    29 Aprile

    Santa Caterina da Siena, vergine e dottore della Chiesa, patrona d’Italia e d’Europa (festa)
    Anno C


    ALL’ INGRESSO
    Ecco la vergine saggia e fedele,
    è andata incontro a Cristo
    con la lampada accesa. Alleluia.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che in santa Caterina da Siena, ardente del tuo spirito d’amore, hai unito alla contemplazione del Crocifisso il servizio della Chiesa, concedi a noi tuoi fedeli, che partecipiamo al mistero di salvezza, di esultare un giorno nella rivelazione di Cristo glorioso, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura della prima lettera di san Giovanni apostolo (1, 5 – 2, 2)
    Il sangue di Cristo ci purifica da ogni peccato.

    Figlioli miei, questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che noi vi annunciamo: Dio è luce e in lui non c’è tenebra alcuna. Se diciamo di essere in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, siamo bugiardi e non mettiamo in pratica la verità. Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, il Figlio suo, ci purifica da ogni peccato.
    Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto tanto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. Se diciamo di non avere peccato, facciamo di lui un bugiardo e la sua parola non è in noi.
    Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un Paràclito presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. È lui la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.

    Parola di Dio.

    oppure:

    LETTURA AGIOGRAFICA
    Vita di santa Caterina da Siena, vergine e dottore della Chiesa

    Caterina nacque a Siena nel 1347. Volendo fin da fanciulla consacrare a Dio la sua verginità, ottenne di portare l’abito domenicano del Terz’Ordine, ossia delle Mantellate laiche. Durante la sua vita praticò grandi mortificazioni e penitenze corporali, talvolta nutrendosi solo della comunione eucaristica.
    Il suo nome divenne in breve così celebre e venerato, che da ogni parte le venivano portati malati e persone sofferenti nel corpo e nell’anima, che traevano da lei profondo conforto.
    Mentre si trovava a Pisa, una domenica, dopo aver ricevuto l’eucaristia vide il Signore crocifisso accostarsi a lei in una grande luce e cinque raggi partire dalle ferite del corpo divino per raggiungere in cinque punti il suo corpo. Comprendendo subito il misterioso significato di quella visione, Caterina pregò il Signore di non far apparire le ferite.
    Subito i raggi mutarono il loro colore sanguigno in uno splendore meraviglioso, e raggiunsero sotto forma di luce purissima le mani, i piedi e il cuore di Caterina, provocandole un dolore sensibile e intenso.
    Quest’umile vergine, assolutamente illetterata, era in grado di rispondere a complesse questioni dottrinali, che le venivano sottoposte da eminenti teologi.
    Nessuno l’accostò senza sentirsi migliore. Spense l’odio di molti e compose inimicizie mortali. Per ottenere la pace ai Fiorentini – colpiti da interdetto ecclesiastico per opposizione alla Sede Apostolica – si recò ad Avignone presso Papa Gregorio XI, al quale mostrò anche di conoscere per divina rivelazione, il voto fatto dal medesimo, e a Dio solo noto, di tornare a Roma.
    E il Pontefice, anche per l’intervento di Caterina, decise di ritornare a prendere personalmente possesso della sua sede di Roma come realmente fede. Lo stesso Gregorio e il suo successore Urbano VI ebbero tale stima di Caterina da affidarle ripetute ambasciate.
    Si mostrò sempre donna forte e dolce, desiderosa del bene delle anime, impegnata nella ricerca della pace del popolo cristiano e preoccupata dell’unità della Chiesa.
    Morì nel 1380, a soli 33 anni di età, ricca di ogni virtù e del dono della profezia, e dopo aver operato grandi miracoli.
    Fu canonizzata da papa Pio II nel 1461. Risale al 1939, per iniziativa di Pio XII, la sua proclamazione a patrona principale d’Italia. Per la sapienza di dottrina che scaturisce dai suoi scritti, Paolo VI nel 1970 volle fosse annoverata tra i dottori della Chiesa e nel 1999 Giovanni Paolo II la dichiarò compatrona d’Europa.

    Onore e gloria al Signore nostro Gesù Cristo, che regna nei secoli dei secoli.


    SALMO
    dal Sal 148

    R. Con la mia vita, Signore, canto la tua lode.
    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Lodate il Signore dai cieli,
    lodatelo nell’alto dei cieli.
    Lodatelo, voi tutti, suoi angeli,
    lodatelo, voi tutte, sue schiere. R.

    I re della terra e i popoli tutti,
    i governanti e i giudici della terra,
    i giovani e le ragazze,
    i vecchi insieme ai bambini
    lodino il nome del Signore. R.

    Solo il suo nome è sublime,
    la sua maestà sovrasta la terra e i cieli.
    Egli è la lode per tutti i suoi fedeli,
    per i figli di Israele, popolo a lui vicino. R.


    EPISTOLA
    Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (2, 1-10a)
    In mezzo a voi ritenni di non sapere altro se non Gesù Cristo crocifisso.

    Fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l’eccellenza della parola o della sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso. Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione. La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.
    Tra coloro che sono perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo, che vengono ridotti al nulla. Parliamo invece della sapienza di Dio, che è nel mistero, che è rimasta nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo l’ha conosciuta; se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. Ma, come sta scritto:
    Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì,
    né mai entrarono in cuore di uomo,
    Dio le ha preparate per coloro che lo amano.
    Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Questa è la vergine saggia
    che il Signore ha trovato vigilante;
    all’arrivo dello Sposo è entrata con lui alle nozze.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Matteo (25, 1-13)
    Le vergini entrarono con lo sposo alle nozze.

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Di te ha detto il mio cuore: «Cerca il suo volto!».
    Il tuo volto, Signore, io cerco. Alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Nella festa lieta e solenne di santa Caterina da Siena, fa’, o Dio, che la sua dottrina ci illumini, e l’esempio di tanta virtù ci sostenga e ci guidi. Per Cristo nostro Signore.


    Non si dice il
    Credo.


    SUI DONI
    Accogli, o Dio, questo sacrificio di salvezza che ti offriamo nella festa di santa Caterina; l’insegnamento della sua vita ci doni cuore più fervido nel rendere grazie a te, fonte di ogni bene. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta esaltarti, o Padre santo, nella memoria di santa Caterina da Siena, cui donasti di penetrare i misteri insondabili della tua vita divina e di amare la tua Chiesa con cuore grande e appassionato. Nel silenzio di un’assidua orazione contemplava la tua bellezza e di fronte alle discordie e allo scisma elevava alta e animosa la sua voce perché si ricomponesse l’unità dei tuoi figli. Serbandosi nell’umiltà e nell’obbedienza, esortò la Chiesa di Cristo a ricordarsi della sua dignità di sposa fedele che, senza macchia né ruga, alla fine dei tempi rivelerà la sua gloria. A lei e a tutte le creature felici del cielo ci associamo a cantare, o Padre, le tue lodi, unendoci con gioia all’inno perenne: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    «Apri, sorella mia, - dice il Signore –
    ti ho fatto erede del mio regno;
    amica mia, che hai conosciuto
    i segreti della mia verità;
    ti ho arricchito col dono del mio Spirito,
    con l’effusione del mio sangue
    ti ho reso pura da ogni macchia». Alleluia.


    ALLA COMUNIONE
    Se camminiamo nella luce,
    come Dio è nella luce,
    noi siamo in comunione tra noi,
    e il sangue di Gesù Cristo suo Figlio
    ci purifica da ogni peccato. Alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE
    Dio, Padre nostro, questo Pane disceso dal cielo, che a santa Caterina fu nutrimento e sostegno anche dell’esistenza corporea, comunichi a noi la tua vita immortale. Per Cristo nostro Signore.

  3. #163
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    30 Aprile

    SABATO DELLA II SETTIMANA DI PASQUA
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Annunziate con voce di gioia
    che risuoni ai confini della terra:
    «Il Signore ha liberato il suo popolo»,
    alleluia.



    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, che nell’evento pasquale hai ristabilito l’uomo nella dignità perduta e gli hai dato la nuova speranza della risurrezione, concedi che il mistero celebrato ogni anno nella fede si attui per sempre nell’amore.
    Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.



    LETTURA

    Lettura degli Atti degli Apostoli (5, 12-16)
    I malati portati nelle piazze, perchè li coprisse l'ombra di Pietro.

    In quei giorni. Molti segni e prodigi avvenivano fra il popolo per opera degli apostoli. Tutti erano soliti stare insieme nel portico di Salomone; nessuno degli altri osava associarsi a loro, ma il popolo li esaltava. Sempre più, però, venivano aggiunti credenti al Signore, una moltitudine di uomini e di donne, tanto che portavano gli ammalati persino nelle piazze, ponendoli su lettucci e barelle, perché, quando Pietro passava, almeno la sua ombra coprisse qualcuno di loro. Anche la folla delle città vicine a Gerusalemme accorreva, portando malati e persone tormentate da spiriti impuri, e tutti venivano guariti.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 47(48)

    R. Gerusalemme, dimora divina, è la gioia di tutta la terra.
    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Grande è il Signore e degno di ogni lode
    nella città del nostro Dio.
    La tua santa montagna, altura stupenda,
    è la gioia di tutta la terra.
    Il monte Sion, vera dimora divina,
    è la capitale del grande re. R.

    Come avevamo udito, così abbiamo visto
    nella città del Signore degli eserciti,
    nella città del nostro Dio;
    Dio l’ha fondata per sempre.
    O Dio, meditiamo il tuo amore
    dentro il tuo tempio. R.

    Come il tuo nome, o Dio,
    così la tua lode si estende
    sino all’estremità della terra.
    Gioisca il monte Sion,
    esultino i villaggi di Giuda.
    Questo è Dio, il nostro Dio
    in eterno e per sempre. R.



    EPISTOLA

    Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (12, 12-20)
    La Chiesa, un solo corpo con molte membra.

    Fratelli, come il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo. Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito.
    E infatti il corpo non è formato da un membro solo, ma da molte membra. Se il piede dicesse: «Poiché non sono mano, non appartengo al corpo», non per questo non farebbe non farebbe parte del corpo. Se tutto il corpo fosse occhio, dove sarebbe l'udito? Se tutto fosse udito, dove sarebbe l'odorato? Ora, invece, Dio ha disposto le membra del corpo in modo distinto, come egli ha voluto. Se poi tutto fosse un membro solo, dove sarebbe il corpo? Invece molte sono le membra, ma uno solo è il corpo.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto;
    beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (3, 31-36)

    In quel tempo. Gesù diceva: «Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito. Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Dal suo tempio il Signore
    ascoltò la mia voce, alleluia:
    al suo orecchio
    pervenne il mio grido, alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Concedi a tutti i tuoi figli, o Dio, una comprensione sempre più viva e perfetta dei misteri celebrati in questo tempo pasquale e a coloro che credono con cuore ardente e sincero dona di riconoscere la gioiosa certezza della loro speranza nel destino di gloria per noi preparato in Cristo risorto, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    SUI DONI

    Donaci, o Padre, di non ricadere sotto il peso dell’antica condanna, poiché da questa triste condizione di schiavitù ci ha liberato il sacrificio pasquale. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Il Signore Gesù, morendo sulla croce, compì e superò nel suo sangue l’antica alleanza e ci chiamò a condividere con lui l’eredità della vita del cielo. Per questo dono, o Padre, nella pienezza della gioia pasquale l’umanità esulta su tutta la terra e con l’assemblea degli angeli e dei santi canta in coro l’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Gesù risorto, nostro Signore,
    apparve in mezzo ai suoi discepoli
    e disse: «Pace a voi», alleluia.
    Vedendo il Signore,
    i discepoli furono pieni di gioia, alleluia.


    ALLA COMUNIONE

    «Se mi amate, osservate i miei precetti,
    e io pregherò il Padre
    che vi darà un altro Consolatore,
    che rimarrà sempre con voi»,
    – dice il Signore – alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio di misericordia, per questo cibo di grazia che ci ha nutrito, donaci di avere parte con verità e con pienezza alla risurrezione di Cristo, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    oppure:


    San Pio V, papa (memoria facoltativa)

    Messa dal Comune dei pastori (per un papa)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, che hai scelto il papa san Pio V per la difesa della fede e il rinnovamento della preghiera della Chiesa, concedi ai tuoi figli di partecipare con vera fede e carità operosa ai santi misteri. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

  4. #164
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    III DOMENICA DI PASQUA
    Anno C


    Liturgia vigiliare vespertina:


    SALUTO
    Il Signore sia con voi.
    E con il tuo spirito.


    RITO DELLA LUCE
    Se tu vivi con Dio,
    rifuggi dalla notte.
    Egli è la luce:
    non c’è tenebra in lui.

    Chi è con Dio cammina nella luce
    e vive in comunione coi fratelli.
    Egli è la luce:
    non c’è tenebra in lui.

    Se tu vivi con Dio,
    rifuggi dalla notte.
    Egli è la luce:
    non c’è tenebra in lui.


    INNO

    Testo originale latino

    Hic est dies verus Dei,
    sancto serénus lúmine,
    quo díluit sanguis sacer
    probrósa mundi crímina.

    Fidem refúndens pérditis,
    coecósque visu illúminans,
    quem non gravi solvit metu
    latrónis absolutio?

    Qui praémium mutans cruce
    lesum brevi quaesit fide,
    iustúsque praévio gradu
    pervénit in regnum Dei.

    Opus stupent et ángeli,
    poenam vidéntes córporis,
    Christóque adhaeréntem reum
    vitam beátam cárpere.

    Mystérium mirábile!
    ut abluat mundi luem,
    peccáta tollat ómnium
    carnis vitia mundans caro.

    Quid hoc potest sublímius,
    ut culpa quaerat grátiam?
    Metúmque solvat cáritas,
    reddátque mors vitam novam?

    Hamum sibi mors dévoret,
    suísque se nodis liget:
    moriátur vita ómnium,
    resúrgat vita ómnium.

    Cum mors per omnes tránseat,
    omnes resurgant mórtui:
    consúmpta mors ictu suo
    perísse se solam gemat.

    Glória tibi, Dómine,
    qui surrexisti a mórtuis,
    cum Patre et almo Spíritu
    in sempitérna saécula. Amen.
    Traduzione ritmica

    È il giorno dell’Altissimo
    di santa luce fulgido:
    il sacro sangue dissipa
    le colpe degli uomini.

    Gli scoraggiati sperano,
    ed anche i ciechi vedono
    l'assoluzion del reprobo
    chi da timor non libera?

    Con fede pronta e fervida
    si affida a Cristo esanime.
    e salvo, precedendoci,
    nel regno eterno penetra.

    Pur gli Angeli stupiscono,
    quando un ladrone vedono,
    che, al suo Signor unitosi,
    della Vita partecipa.

    Mistero incomprensibile!
    Gesù tutto santifica:
    distrugge i nostri crimini
    nel corpo suo purissimo.

    Che c'è di più mirabile?
    La colpa cerca grazia;
    l'amore toglie l'ansia,
    vien dalla morte il vivere.

    La morte stessa è vittima
    della sua rete perfida:
    Gesù morendo, domina
    e tutti fa rivivere.

    Gli uomini tutti muoiono
    ma tutti i morti sorgono!
    Travolta dal suo impeto,
    la morte resti a gemere!

    A Te, Signor sia gloria,
    risorto eterno a vivere:
    col Padre e con lo Spirito
    nei secoli dei secoli. Amen.
    Versione italiana cantabile

    Mirabile giorno di Dio,
    radioso di splendida luce!
    Il sangue di Cristo ha deterso
    il mondo sommerso dal male.

    Speranza e fiducia rivivono,
    di gioia si illumina il volto:
    e dopo il perdono al ladro
    nessuno dovrà disperare!

    Un attimo solo di fede:
    in gloria si muta la croce
    ed entra gioioso nel regno
    l'iniquo che supera i giusti!

    In cielo stupiscono gli angeli:
    sul triste patibolo invoca,
    si aggrappa al Signore morente
    che vita in eterno gli dona.

    Mistero di grazia ineffabile!
    La carne di Cristo purifica
    la carne impura dell'uomo
    e toglie i peccati del mondo.

    È l'ora sublime del tempo:
    incontra salvezza il colpevole,
    l'amore sconfigge l'angoscia,
    la morte è sorgente di vita.

    È vinta la morte crudele,
    sconfitta dall'Uomo che è Dio:
    se muore la Vita di tutti,
    di tutti rinasce la vita.

    Da morte saremo falciati,
    ma tutti, risorti, vivremo;
    e l'ultima nostra nemica
    vedremo per sempre morire!

    A te, o Signore risorto,
    cantiamo la lode pasquale
    col Padre e lo Spirito Santo
    nel regno di luce infinita. Amen.
    Traduzione

    Ecco mirabile il giorno di Dio,
    radioso di santa luce!
    Il sangue di Cristo ha deterso
    i crimini del mondo.

    La fiducia rivive,
    l’occhio spento si illumina:
    dopo il perdono al ladro
    chi dovrà più disperare?

    Un attimo di fede,
    e la croce si muta nella gloria:
    sul traguardo del regno
    l’iniquo supera gli antichi giusti.

    In cielo stupiscono gli angeli:
    sull’infamante patibolo
    si aggrappa a Cristo e subito
    il condannato conquista la vita.

    O mistero ineffabile!
    Una carne purifica
    la contagiata carne
    e toglie i peccati del mondo.

    Ora non c’è di questa più sublime:
    trova grazia il colpevole,
    e vinta dall’amore ogni paura,
    da morte sgorga la vita nuova.

    La morte azzanni l’amo suo crudele,
    s’impigli nella sua trappola:
    se muore la Vita di tutti,
    di tutti rinasce la vita.

    Poi che tutti la morte avrà falciato,
    tutti risorgeranno,
    e l’ultima nostra nemica
    sola sarà a perire.

    A te che sei risorto
    cantiamo la nostra lode
    con il Padre e lo Spirito
    nei secoli infiniti. Amen.


    RESPONSORIO
    Alleluia, alleluia.
    Alleluia.

    Lodate il Signore:
    è bello cantare al nostro Dio.
    Alleluia.


    VANGELO DELLA RISURREZIONE
    Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Marco (16,1-8a)

    Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a ungere il corpo di Gesù. Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole. Dicevano tra loro: «Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?». Alzando lo sguardo, osservarono che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: “Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”». Esse uscirono e fuggirono via dal sepolcro, perché erano piene di spavento e di stupore.

    Cristo Signore è risorto! Alleluia, alleluia!


    SALMELLO
    «Io sono il Primo e l’Ultimo e il Vivente
    – dice il Signore –.
    Ero morto,
    ma ora vivo per sempre». Alleluia.

    «Dio mi ha detto: “Tu sei mio figlio:
    oggi ti ho generato”.
    Ero morto,
    ma ora vivo per sempre». Alleluia.


    ORAZIONE
    Dio misericordioso, il mistero pasquale che celebriamo ricolmi dei suoi doni tutta la nostra vita. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    Segue la Messa del giorno con l’EPISTOLA, il CANTO AL VANGELO e il VANGELO.
    Dopo il Vangelo tutto prosegue come di solito fino alla Comunione e dopo la Comunione si canta il Magnificat con la relativa antifona.


    ANTIFONA
    Resta con noi, Signore *
    perché si fa sera. Alleluia.


    CANTICO DELLA BEATA VERGINE MARIA
    L'anima mia *
    magnifica il Signore

    e il mio spirito esulta *
    in Dio, mio salvatore,

    perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *
    D'ora in poi tutte le generazioni
    mi chiameranno beata.

    Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
    e Santo è il suo nome:

    di generazione in generazione la sua misericordia *
    si stende su quelli che lo temono.

    Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
    ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

    ha rovesciato i potenti dai troni, *
    ha innalzato gli umili;

    ha ricolmato di beni gli affamati, *
    ha rimandato i ricchi a mani vuote.

    Ha soccorso Israele, suo servo, *
    ricordandosi della sua misericordia,

    come aveva promesso ai nostri padri, *
    ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

    Gloria.

    L'anima mia magnifica il Signore.

    Alla fine, ripetuta l’antifona si aggiungono i tre Kyrie eleison. La celebrazione si conclude con l’orazione dopo la comunione e la benedizione, prima della quale si potranno dare eventuali avvisi.


    Messa del giorno:


    ALL’INGRESSO
    Della bontà di Dio piena è la terra, alleluia;
    la sua parola creò l’universo, alleluia.


    Si dice il Gloria.


    ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
    Dio di misericordia, luce e conforto di chi crede in te, ravviva sempre più nella tua Chiesa i desideri che tu le hai suscitato nel cuore e, rivelando la sublimità delle tue promesse, rendi più certa la nostra speranza; così i tuoi figli potranno aspettare con fiduciosa pazienza il destino di gloria ancora nascosto, ma già contemplato senz’ombra di dubbio dagli occhi della fede. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura degli Atti degli Apostoli (28,16-28)
    Paolo a Roma.

    In quei giorni. Arrivati a Roma, fu concesso a Paolo di abitare per conto suo con un soldato di guardia.
    Dopo tre giorni, egli fece chiamare i notabili dei Giudei e, quando giunsero, disse loro: «Fratelli, senza aver fatto nulla contro il mio popolo o contro le usanze dei padri, sono stato arrestato a Gerusalemme e consegnato nelle mani dei Romani. Questi, dopo avermi interrogato, volevano rimettermi in libertà, non avendo trovato in me alcuna colpa degna di morte. Ma poiché i Giudei si opponevano, sono stato costretto ad appellarmi a Cesare, senza intendere, con questo, muovere accuse contro la mia gente. Ecco perché vi ho chiamati: per vedervi e parlarvi, poiché è a causa della speranza d’Israele che io sono legato da questa catena». Essi gli risposero: «Noi non abbiamo ricevuto alcuna lettera sul tuo conto dalla Giudea né alcuno dei fratelli è venuto a riferire o a parlar male di te. Ci sembra bene tuttavia ascoltare da te quello che pensi: di questa setta infatti sappiamo che ovunque essa trova opposizione».
    E, avendo fissato con lui un giorno, molti vennero da lui, nel suo alloggio. Dal mattino alla sera egli esponeva loro il regno di Dio, dando testimonianza, e cercava di convincerli riguardo a Gesù, partendo dalla legge di Mosè e dai Profeti. Alcuni erano persuasi delle cose che venivano dette, altri invece non credevano. Essendo in disaccordo fra di loro, se ne andavano via, mentre Paolo diceva quest’unica parola: «Ha detto bene lo Spirito Santo, per mezzo del profeta Isaia, ai vostri padri:
    Va’ da questo popolo e di’:
    Udrete, sì, ma non comprenderete;
    guarderete, sì, ma non vedrete.
    Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,
    sono diventati duri di orecchi
    e hanno chiuso gli occhi,
    perché non vedano con gli occhi,
    non ascoltino con gli orecchi
    e non comprendano con il cuore
    e non si convertano, e io li guarisca!
    Sia dunque noto a voi che questa salvezza di Dio fu inviata alle nazioni, ed esse ascolteranno!».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 96(97)

    R. Donaci occhi, Signore, per vedere la tua gloria.
    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Il Signore regna: esulti la terra,
    gioiscano le isole tutte.
    Giustizia e diritto sostengono il suo trono. R.

    Annunciano i cieli e la sua giustizia,
    e tutti i popoli vedono la sua gloria.
    A lui si prostrino tutti gli dèi. R.

    Tu, Signore,
    sei l’Altissimo su tutta la terra,
    eccelso su tutti gli dèi. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (1,1-16b)
    Desiderio di Paolo di predicare a Roma.

    Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per chiamata, scelto per annunciare il vangelo di Dio – che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture e che riguarda il Figlio suo, nato dal seme di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità, in virtù della risurrezione dei morti, Gesù Cristo nostro Signore; per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia di essere apostoli, per suscitare l’obbedienza della fede in tutte le genti, a gloria del suo nome, e tra queste siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo –, a tutti quelli che sono a Roma, amati da Dio e santi per chiamata, grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo!
    Anzitutto rendo grazie al mio Dio per mezzo di Gesù Cristo riguardo a tutti voi, perché della vostra fede si parla nel mondo intero. Mi è testimone Dio, al quale rendo culto nel mio spirito annunciando il vangelo del Figlio suo, come io continuamente faccia memoria di voi, chiedendo sempre nelle mie preghiere che, in qualche modo, un giorno, per volontà di Dio, io abbia l’opportunità di venire da voi. Desidero infatti ardentemente vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale, perché ne siate fortificati, o meglio, per essere in mezzo a voi confortato mediante la fede che abbiamo in comune, voi e io. Non voglio che ignoriate, fratelli, che più volte mi sono proposto di venire fino a voi – ma finora ne sono stato impedito – per raccogliere qualche frutto anche tra voi, come tra le altre nazioni. Sono in debito verso i Greci come verso i barbari, verso i sapienti come verso gli ignoranti: sono quindi pronto, per quanto sta in me, ad annunciare il Vangelo anche a voi che siete a Roma.
    Io infatti non mi vergogno del Vangelo, perché è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
    e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (8,12-19)
    Io sono la luce del mondo.

    In quel tempo. Il Signore Gesù parlò agli scribi e ai farisei e disse: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Gli dissero allora i farisei: «Tu dai testimonianza di te stesso; la tua testimonianza non è vera». Gesù rispose loro: «Anche se io do testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove sono venuto e dove vado. Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado. Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. E anche se io giudico, il mio giudizio è vero, perché non sono solo, ma io e il Padre che mi ha mandato. E nella vostra Legge sta scritto che la testimonianza di due persone è vera. Sono io che do testimonianza di me stesso, e anche il Padre, che mi ha mandato, dà testimonianza di me». Gli dissero allora: «Dov’è tuo padre?». Rispose Gesù: «Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Noi, tuo popolo e gregge che tu pasci,
    ci affideremo sempre solo a te,
    annunzieremo in eterno le tue lodi, alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, che hai risollevato il mondo con l’umiliazione del tuo Figlio, conferma in noi la gioia pasquale perché, liberi dall’oppressione della colpa, possiamo partecipare con pienezza alla gloria eterna di Cristo risorto, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    O Dio, che in questo misterioso scambio di doni ci chiami a partecipare alla ricchezza della vita divina, rendici testimoni nelle opere della verità che mirabilmente ci ha illuminato. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta renderti grazie, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
    Tu hai creato il mondo nella sua varia ricchezza e hai disposto l’avvicendarsi delle stagioni; all’uomo, plasmato con sapienza a tua immagine, hai sottomesso ogni creatura vivente, affidandogli tutte le meraviglie dell’universo. Dalla terra lo avevi tratto, ma rigenerandolo nel battesimo gli hai infuso una vita che viene dal cielo. Da quando l’autore della morte è stato sconfitto per l’azione redentrice di Cristo, l’uomo ha conseguito il dono di un’esistenza immortale e, dispersa la nebbia dell’errore, ha ritrovato la via della verità.
    Riconoscenti e ammirati per questo disegno di salvezza, uniti agli angeli e ai santi, eleviamo a te, o Padre, l’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    «Padre, quand’ero con loro,
    proteggevo quelli che mi hai dato;
    e ora vengo a te.
    Non ti chiedo di toglierli dal mondo,
    ma di salvarli dal male»,
    – dice il Signore – alleluia.


    ALLA COMUNIONE
    «Chi mangia il mio corpo
    e beve il mio sangue
    rimane in me e io in lui»,
    - dice il Signore – alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE
    Dio forte e misericordioso, la grazia che ci è stata elargita sia in noi principio di vita eterna, e il dono ricevuto alla tua mensa diventi sorgente e certezza della gioia senza fine. Per Cristo nostro Signore.

  5. #165
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    2 Maggio

    Sant’Atanasio, vescovo e dottore della Chiesa (memoria)
    Anno II

    Messa dal Comune dei pastori (per un vescovo) oppure dal comune dei dottori della Chiesa


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che hai voluto sconfiggere le eresie ariane e far conoscere più chiaramente il mistero della tua unità e trinità con l’opera di sant’Atanasio, aiutaci a evitare le tenebre degli errori e a raggiungere la luce della tua verità eterna. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

    LETTURA
    Lettura degli Atti degli Apostoli (8, 5-8)
    Filippo in Samaria.

    In quei giorni. Filippo, sceso in una città della Samaria, predicava loro il Cristo. E le folle, unanimi, prestavano attenzione alle parole di Filippo, sentendolo parlare e vedendo i segni che egli compiva. Infatti da molti indemoniati uscivano spiriti impuri, emettendo alte grida, e molti paralitici e storpi furono guariti. E vi fu grande gioia in quella città.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 77(78)

    R. Diremo alla generazione futura la parola del Signore.
    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Ascolta, popolo mio, la mia legge,
    porgi l’orecchio alle parole della mia bocca.
    Aprirò la mia bocca con una parabola,
    rievocherò gli enigmi dei tempi antichi. R.

    Ciò che abbiamo udito e conosciuto
    e i nostri padri ci hanno raccontato
    non lo terremo nascosto ai nostri figli,
    raccontando alla generazione futura
    le azioni gloriose e potenti del Signore
    e le meraviglie che egli ha compiuto. R.

    Ha stabilito un insegnamento in Giacobbe,
    ha posto una legge in Israele,
    che ha comandato ai nostri padri
    di far conoscere ai loro figli,
    perché la conosca la generazione futura,
    i figli che nasceranno. R.

    Essi poi si alzeranno a raccontarlo ai loro figli,
    perché ripongano in Dio la loro fiducia
    e non dimentichino le opere di Dio. R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Io sono la risurrezione e la vita, dice il Signore;
    chi crede in me non morirà in eterno.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (5, 19-30)

    In quel tempo. Il Signore Gesù riprese a parlare e disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da sé stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati. Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.
    In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno. Come infatti il Padre ha la vita in sé stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in sé stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna. Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato».

    Parola del Signore.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    O Dio di infinita sapienza, che hai suscitato nella Chiesa il vescovo sant'Atanasio, intrepido testimone della divinità del tuo Figlio, fa' che la sua intercessione e la sua dottrina ci ottengano di crescere nella tua conoscenza e nella tua carità. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Guarda, o Padre, i doni che ti presentiamo nella memoria annuale di sant'Atanasio e concedi anche a noi di professare senza compromessi la verità della fede e di ricevere il premio riservato ai testimoni del vangelo. Per Cristo nostro Signore.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, nostro Padre, che ci hai nutrito a questi santi misteri, dona forza e vita alla tua Chiesa, che in comunione di fede con sant'Atanasio proclama vero Dio il tuo unico Figlio, che vive e regna nei secoli dei secoli.

  6. #166
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    3 Maggio

    Santi Filippo e Giacomo, apostoli (festa)
    Anno C


    ALL’ INGRESSO
    «Sono da tanto tempo in mezzo a voi
    e non mi conoscete? – dice il Signore -.
    Filippo, chi vede me
    vede anche il Padre mio.
    Non credi che io sono nel Padre
    e il Padre è in me?».


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che rallegri la Chiesa con la festa degli apostoli Filippo e Giacomo, per le loro preghiere concedi al tuo popolo di comunicare al mistero della morte e della risurrezione di Cristo, tuo unico Figlio, e di contemplare in eterno la gloria del suo volto di Redentore glorioso, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura degli Atti degli Apostoli (1, 12-14)
    Gli apostoli, e tra essi Filippo e Giacomo d’Alfeo, riuniti nel cenacolo.

    Dopo che Gesù fu assunto in Cielo, gli apostoli ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in giorno di sabato. Entrati in città, salirono nella stanza al piano superiore, dove erano soliti riunirsi: vi erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo figlio di Alfeo, Simone lo Zelota e Giuda figlio di Giacomo. Tutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù, e ai fratelli di lui.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 18

    R. Risuona in tutto il mondo la parola di salvezza.
    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    I cieli narrano la gloria di Dio,
    l’opera delle sue mani annuncia il firmamento.
    Il giorno al giorno ne affida il racconto
    e la notte alla notte ne trasmette notizia. R.

    Senza linguaggio, senza parole,
    senza che si oda la loro voce,
    per tutta la terra si diffonde il loro annuncio
    e ai confini del mondo il loro messaggio. R.


    EPISTOLA
    Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (4, 9-15)
    Ritengo che Dio abbia messo noi, gli apostoli, all'ultimo posto, poiché siamo dati in spettacolo al mondo, agli angeli e agli uomini.

    Fratelli, ritengo che Dio abbia messo noi, gli apostoli, all'ultimo posto, come condannati a morte, poiché siamo dati in spettacolo al mondo, agli angeli e agli uomini. Noi stolti a causa di Cristo, voi sapienti in Cristo; noi deboli, voi forti; voi onorati, noi disprezzati. Fino a questo momento soffriamo la fame, la sete, la nudità, veniamo percossi, andiamo vagando di luogo in luogo, ci affatichiamo lavorando con le nostre mani. Insultati, benediciamo; perseguitati, sopportiamo; calunniati, confortiamo; siamo diventati come la spazzatura del mondo, il rifiuto di tutti, fino ad oggi.
    Non per farvi vergognare vi scrivo queste cose, ma per ammonirvi, come figli miei carissimi. Potreste infatti avere anche diecimila pedagoghi in Cristo, ma non certo molti padri: sono io che vi ho generato in Cristo Gesù mediante il Vangelo.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Io sono la via, la verità e la vita, dice il Signore;
    Filippo, chi vede me, vede anche il Padre.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del vangelo secondo Giovanni (14, 1-14)
    Il dialogo tra il Signore Gesù e Filippo, nel Cenacolo, durante l’Ultima Cena.

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
    Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
    Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
    In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Nella generosità del suo amore
    Dio ha scelto questi uomini santi
    e ha dato loro una gloria eterna;
    la Chiesa risplende del loro magistero.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    L’intercessione gloriosa dei tuoi santi apostoli Filippo e Giacomo ci protegga, o Dio onnipotente, e ci aiuti a conseguire l’eterna eredità nella tua casa. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Accogli, o Padre, i doni che ti presentiamo nella festa dei santi apostoli Filippo e Giacomo e concedi anche a noi di servirti con una religione sincera e senza macchia. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta celebrarti, o Dio di infinita potenza, e lodarti nella festa degli apostoli Filippo e Giacomo.
    Ascoltata la voce che li fece discepoli di Cristo, essi ne seguirono la vita e la parola con tanta fedeltà, che bramarono conoscerti, o Padre, e contemplare apertamente il tuo volto. Confermàti nella fede dalla risurrezione del Maestro, divennero testimoni eloquenti e sicuri del vangelo. E anche la nostra assemblea, qui riunita in tuo nome e per la tua gloria, si allieta del loro annunzio e della redenzione che il tuo amore senza fine ha offerto al genere umano. Con animo grato e festoso, ai santi che oggi onoriamo e a tutti i cori degli abitanti del cielo uniamo la nostra voce per elevare alla tua maestà il canto di adorazione e di gioia: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    «Signore, mostraci il Padre e ci basta».
    «Filippo, - rispose il Signore –
    chi ha visto me ha visto il Padre».


    ALLA COMUNIONE
    Se uno mi ama, osserverà la mia parola,
    e il Padre mio lo amerà, e noi verremo a lui
    e prenderemo dimora presso di lui.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio santo e forte, la partecipazione al Pane di vita eterna ci purifichi e ci rinnovi perché, uniti agli apostoli Filippo e Giacomo, possiamo entrare nella vita senza fine e contemplarti nel Cristo tuo Figlio, che vive e regna nei secoli dei secoli.

  7. #167
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    4 Maggio

    MERCOLEDI DELLA III SETTIMANA DI PASQUA
    Anno II

    ALL’ INGRESSO
    Cantate di gioia al Signore
    su tutta la terra,
    inneggiate al suo nome,
    riconoscete la sua gloria, alleluia.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Dio onnipotente, donaci di celebrare con impegno rinnovato questi giorni di letizia in onore del Salvatore risorto e di testimoniare nelle opere il memoriale della Pasqua che celebriamo nella fede.
    Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA

    Lettura degli Atti degli Apostoli (8, 18-25)
    Simone mago.

    In quei giorni. Simone, vedendo che lo Spirito veniva dato con l’imposizione delle mani degli apostoli, offrì loro del denaro dicendo: «Date anche a me questo potere perché, a chiunque io imponga le mani, egli riceva lo Spirito Santo». Ma Pietro gli rispose: «Possa andare in rovina, tu e il tuo denaro, perché hai pensato di comprare con i soldi il dono di Dio! Non hai nulla da spartire né da guadagnare in questa cosa, perché il tuo cuore non è retto davanti a Dio. Convèrtiti dunque da questa tua iniquità e prega il Signore che ti sia perdonata l’intenzione del tuo cuore. Ti vedo infatti pieno di fiele amaro e preso nei lacci dell’iniquità». Rispose allora Simone: «Pregate voi per me il Signore, perché non mi accada nulla di ciò che avete detto». Essi poi, dopo aver testimoniato e annunciato la parola del Signore, ritornavano a Gerusalemme ed evangelizzavano molti villaggi dei Samaritani.

    Parola di Dio.

    SALMO
    dal Sal 32(33)

    R. Beato chi dimora, Signore, nel tuo tempio santo.
    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Esultate, o giusti, nel Signore;
    per gli uomini retti è bella la lode.
    Lodate il Signore con la cetra,
    con l’arpa a dieci corde a lui cantate. R.

    Retta è la parola del Signore
    e fedele ogni sua opera.
    Egli ama la giustizia e il diritto;
    dell’amore del Signore è piena la terra. R.

    Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
    su chi spera nel suo amore,
    per liberarlo dalla morte
    e nutrirlo in tempo di fame. R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Non di solo pane vivrà l’uomo,
    ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.
    Alleluia.

    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (6, 1-15)

    In quel tempo. Il Signore Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberiade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
    Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
    Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Cantate al Signore un canto nuovo, alleluia.
    Da tutta la terra cantate al Signore, alleluia.
    Cantate al Signore,
    benedite il suo nome, alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    O Dio, che unisci in un solo volere i tuoi fedeli, concedi al tuo popolo di amare ciò che comandi e di desiderare ciò che prometti perché, tra le varie vicende del mondo, siano fissi i nostri cuori dov’è la vera gioia.
    Per Cristo nostro Signore.

    SUI DONI
    L’offerta che ti dedichiamo, o Dio eterno e santo, ci ottenga benedizione e salvezza, e quanto è compiuto nel mistero della celebrazione diventi in noi principio di forza e di vita.
    Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta esaltarti, o Dio di misericordia infinita. Rifulge nell’universo il giorno senza tramonto della nostra risurrezione e della gloria di Cristo.
    Egli sta per sempre davanti a te, o Padre, sacerdote e vittima grata, che nel suo sacrificio ti offre un popolo santo e lo affida alla tua potenza e al tuo amore.
    Per questo tuo dono, nella pienezza della gioia pasquale l’umanità esulta su tutta la terra e con l’assemblea degli angeli e dei santi canta in coro l’inno della tua lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Come bambini appena nati,
    bramate un puro latte spirituale
    per crescere nella salvezza,
    senza peccato, alleluia.


    ALLA COMUNIONE

    Voi tutti che in Cristo siete stati battezzati,
    vi siete rivestiti di Cristo
    e siete una cosa sola in Cristo Gesù, alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE

    Da questo divino convito il tuo popolo riceva sempre, o Padre, il suo nutrimento e, crescendo nella gioia dell’amore fraterno, tenda alla pienezza ideale della grazia di Cristo, che vive e regna nei secoli dei secoli.

  8. #168
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    5 Maggio

    GIOVEDI DELLA III SETTIMANA DI PASQUA
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Il Signore guidò a libertà
    il suo popolo nell’esultanza,
    i suoi eletti con canti di gioia, alleluia.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, che in questi giorni pasquali ci hai rivelato la grandezza del tuo amore, fa’ che accogliamo pienamente il dono della salvezza perché, liberi dalle tenebre del peccato, aderiamo sempre più alla luce della tua parola. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA

    Lettura degli Atti degli Apostoli (9, 1-9)
    Saulo sulla via di Damasco.

    In quei giorni. Saulo, spirando ancora minacce e stragi contro i discepoli del Signore, si presentò al sommo sacerdote e gli chiese lettere per le sinagoghe di Damasco, al fine di essere autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme tutti quelli che avesse trovato, uomini e donne, appartenenti a questa Via. E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all’improvviso lo avvolse una luce dal cielo e, cadendo a terra, udì una voce che gli diceva: «Saulo, Saulo, perché mi perséguiti?». Rispose: «Chi sei, o Signore?». Ed egli: «Io sono Gesù, che tu perséguiti! Ma tu àlzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare». Gli uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti, sentendo la voce, ma non vedendo nessuno. Saulo allora si alzò da terra ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. Così, guidandolo per mano, lo condussero a Damasco. Per tre giorni rimase cieco e non prese né cibo né bevanda.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 26(27)

    R. Tu sei la mia luce e la mia salvezza, Signore.
    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Il Signore è mia luce e mia salvezza:
    di chi avrò timore?
    Il Signore è difesa della mia vita:
    di chi avrò paura? R.

    Quando mi assalgono i malvagi
    per divorarmi la carne,
    sono essi, avversari e nemici,
    a inciampare e cadere. R.

    E ora rialzo la testa
    sui nemici che mi circondano.
    Immolerò nella sua tenda sacrifici di vittoria,
    inni di gioia canterò al Signore. R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Cristo è risorto, lui che ha creato il mondo,
    e ha salvato gli uomini nella sua misericordia.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (6, 16-21)

    In quel tempo. Venuta la sera, i suoi discepoli scesero al mare, salirono in barca e si avviarono verso l’altra riva del mare in direzione di Cafàrnao. Era ormai buio e Gesù non li aveva ancora raggiunti; il mare era agitato, perché soffiava un forte vento. Dopo aver remato per circa tre o quattro miglia, videro Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Sono io, non abbiate paura!». Allora vollero prenderlo sulla barca, e subito la barca toccò la riva alla quale erano diretti.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Dicano i riscattàti dal Signore, alleluia:
    «Ci ha liberato dalle mani del nemico
    e radunato da tutta la terra», alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    O Dio, che ci hai consentito di passare dall’iniquità alla giustizia e dalla miseria della colpa alla vera gioia, non abbandonare l’opera della tua grazia, ma a quanti hai chiamato alla santità della vita di fede dona la forza di perseverare. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Ti preghiamo, o Dio Padre nostro: a noi che celebriamo nella fede e desideriamo con viva speranza il mistero della rinnovazione pasquale, dona di condividerne la ricchezza nella verità del tuo amore che salva. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta renderti grazie, o Dio di misericordia infinita. Il Signore Gesù nel mistero della Pasqua ci indusse a lasciare ogni contaminata vecchiezza per camminare nella nuova realtà dello Spirito. Così ci è dato di superare il rischio orrendo della morte eterna, ed è serbata ai credenti la lieta speranza della vita senza fine. Per questo tuo dono, o Padre, nella pienezza della gioia pasquale l’umanità esulta su tutta la terra e con l’assemblea degli angeli e dei santi canta in coro l’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Ci hai dato, Signore, un pane dal cielo
    che è pieno di ogni dolcezza, alleluia, alleluia.


    ALLA COMUNIONE

    Accogliete con timore il sacramento
    e gustate la dolcezza di Cristo.
    Il Signore ci ha dato il pane del cielo,
    l’uomo ha mangiato il pane degli angeli, alleluia, alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE

    Donaci, o Padre, di attingere vita e fortezza alla tua mensa di grazia, conforma i nostri cuori al tuo volere ed esaudisci ogni giusto desiderio. Per Cristo nostro Signore.


    oppure (solo nella diocesi di Bergamo):


    Beata Caterina Cittadini, vergine (memoria facoltativa)

    Messa dal comune delle vergine


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che hai ispirato alla beata Caterina, vergine, il proposito di seguire Cristo più da vicino e di educare la gioventù, concedi a noi, per sua intercessione, di servirti fedelmente e di essere testimoni del tuo amore. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli.


    oppure (solo nella diocesi di Novara):


    Beata Panacea, vergine e martire (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei martiri (per una vergine martire)

  9. #169
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    6 Maggio

    VENERDI DELLA III SETTIMANA DI PASQUA
    Anno II


    ALL’ INGRESSO

    Al Dio di ogni grazia,
    che in Cristo Gesù ci ha chiamato
    alla sua gloria eterna,
    onore e potenza nei secoli, alleluia.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Da’ alla tua Chiesa, o Padre, di fuggire ogni azione ingiusta e di non avere mai parte alcuna nei disegni degli iniqui, perché si affidi a te con animo puro e si senta in ogni tempo sorretta dalla tua misericordia. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA

    Lettura degli Atti degli Apostoli (9, 10-16)
    Anania inviato a Saulo, strumento d’elezione.

    In quei giorni. C’era a Damasco un discepolo di nome Anania. Il Signore in una visione gli disse: «Anania!». Rispose: «Eccomi, Signore!». E il Signore a lui: «Su, va’ nella strada chiamata Diritta e cerca nella casa di Giuda un tale che ha nome Saulo, di Tarso; ecco, sta pregando e ha visto in visione un uomo, di nome Anania, venire a imporgli le mani perché recuperasse la vista». Rispose Anania: «Signore, riguardo a quest’uomo ho udito da molti quanto male ha fatto ai tuoi fedeli a Gerusalemme. Inoltre, qui egli ha l’autorizzazione dei capi dei sacerdoti di arrestare tutti quelli che invocano il tuo nome». Ma il Signore gli disse: «Va’, perché egli è lo strumento che ho scelto per me, affinché porti il mio nome dinanzi alle nazioni, ai re e ai figli d’Israele; e io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome».

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 31(32)

    R. Beato l’uomo a cui è tolta la colpa.
    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Beato l’uomo a cui è tolta la colpa
    e coperto il peccato.
    Beato l’uomo a cui Dio non imputa il delitto
    e nel cui spirito non è inganno. R.

    Ti ho fatto conoscere il mio peccato,
    non ho coperto la mia colpa.
    Per questo ti prega ogni fedele
    nel tempo dell’angoscia. R.

    «Ti istruirò e ti insegnerò la via da seguire;
    con gli occhi su di te, ti darò consiglio».
    Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti!
    Voi tutti, retti di cuore, gridate di gioia! R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Datevi da fare per il cibo che rimane per la vita eterna.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (6, 22-29)

    In quel tempo. La folla, rimasta dall’altra parte del mare, vide che c’era soltanto una barca e che il Signore Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma i suoi discepoli erano partiti da soli. Altre barche erano giunte da Tiberìade, vicino al luogo dove avevano mangiato il pane, dopo che il Signore aveva reso grazie. Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».
    Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Il Signore si ricorda di noi
    e ci benedice, alleluia;
    benedice la casa di Israele, alleluia,
    benedice la casa di Aronne, alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Volgi, o Dio, il tuo sguardo di bontà al popolo dei credenti che implora misericordia; possano sempre gloriarsi dei tuoi benefici poiché te solo riconoscono come salvatore e come padre. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Ci purifichi, o Padre, l’offerta che dedichiamo al tuo nome, e la grazia di questo sacrificio ci porti a vivere in modo ogni giorno più degno della nostra dignità di figli di Dio. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo Signore nostro. Mosso a compassione per l’umanità che si era smarrita, egli si degnò di nascere dalla vergine Maria; morendo ci liberò dalla morte e risorgendo ci comunicò la vita immortale. Per lui gli angeli lodano la tua gloria, le dominazioni ti adorano, le potenze ti venerano con tremore. A te inneggiano i cieli, gli spiriti celesti e i serafini uniti in eterna esultanza. Al loro canto concedi, o Padre, che si associno le nostre umili voci nell’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Venite e ascoltate
    le grandi cose che ha fatto il Signore.
    Ha risuscitato Gesù da morte
    perché la nostra fede fosse certa
    e la nostra speranza fosse in Dio, alleluia.


    ALLA COMUNIONE

    Amiamoci tra noi perché Dio è amore,
    e chi ama i fratelli
    è nato da Dio e vede Dio,
    e in questo si attua l’amore di Dio;
    e chi compie la volontà di Dio
    vive in eterno, alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE

    La tua benedizione, o Dio, discenda rinnovatrice sui tuoi figli, nutrìti col cibo che dà vigore allo spirito, e li sostenga con la forza della tua carità nell’impegno della loro quotidiana fatica. Per Cristo nostro Signore.


    oppure (solo nella diocesi di Novara):


    San Domenico Savio (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei santi e delle sante (per un santo)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, fonte di ogni bene, che in san Domenico Savio hai donato agli adolescenti un mirabile esempio di carità e di purezza: concedi anche a noi di crescere come figli nella gioia e nell'amore, fino alla piena statura di Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

    oppure:


    Signore, Dio della vita e della gioia, tu hai donato alla Chiesa san Domenico Savio come modello di santità giovanile; concedi ai giovani di crescere come lui nella purezza e nell'amore, e a noi educatori di saperli condurre a Cristo impegnandoli nel servizio del tuo regno. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    oppure (solo nella diocesi di Bergamo):


    Beata Pierina Morosini, vergine e martire (memoria)


    ALL’ INGRESSO

    La luce eterna splenderà ai tuoi santi, Signore,
    ed essi vivranno per sempre. Alleluia.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Padre, che hai coronato con la gloria del martirio il gioioso spirito di servizio e la coerenza cristiana della vergine Pierina Morosini, donaci, per sua intercessione, la sapienza del tuo Spirito perché, come lei, sappiamo comportarci nella vita di ogni giorno da veri discepoli di Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    DOPO IL VANGELO

    Cristo è tutto per noi:
    se hai una ferita da curare, egli è medico;
    se la febbre ti brucia, è acqua che ti rinfresca;
    se cerchi il cibo, egli è Pane di vita:
    Cristo è tutto per noi. Alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Donaci, o Padre, di seguire ogni giorno il nostro Redentore senza esitazione e senza pigrizie; e come la beata vergine Pierina Morosini trovò in lui la forza di combattere e vincere la santa e dolorosa battaglia del martirio, così ci sia concessa la grazia di prepararci alla lotta e alla sofferenza da veri discepoli di Cristo Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    SUI DONI

    I doni che ti presentiamo nel glorioso ricordo della vergine e martire Pierina Morosini ti siano graditi, Signore, come fu preziosa ai tuoi occhi l’offerta della sua vita. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, renderti grazie, o Padre, mentre celebriamo il giorno illuminato dal trionfo della beata Pierina Morosini. Con animo generoso questa sposa di Cristo offrì la fedeltà del suo cuore e il suo sangue e così meritò di raggiungere nella verginità la corona del martirio. Amò con supremo amore il Signore Gesù, il figlio innocente della Vergine madre, e per lui custodì incontaminata la castità del corpo e dello spirito. Da questo unico affetto non la distolsero né paure di tormenti né minacce di morte. Lieti e ammirati della sua gloria, con gli angeli e con tutti i santi esaltiamo, o Padre, la tua potenza e ti eleviamo senza fine l’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Ponimi come sigillo sul tuo cuore,
    come sigillo sul tuo braccio;
    perché tenace come la morte è l’amore. Alleluia.


    ALLA COMUNIONE

    Né morte né vita, né alcun’altra creatura
    potrà mai separarci dall’amore del Cristo. Alleluia


    DOPO LA COMUNIONE

    O Padre, che ci nutri di un unico pane e ci unisci in un solo corpo, fa’ che non siamo mai separati dall’amore del Cristo e sull’esempio della beata Pierina Morosini possiamo vincere ogni prova nella fede del tuo Figlio che ci ha amati e ha dato la vita per noi. Per Cristo nostro Signore.

  10. #170
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    7 Maggio

    SABATO DELLA III SETTIMANA DI PASQUA
    Anno II


    ALL' INGRESSO
    Sia benedetto Dio,
    Padre di Gesù Cristo nostro Signore,
    che nella sua misericordia
    ci ha fatto rinascere e sperare nella vita senza fine
    perché Gesù Cristo è risorto dai morti, alleluia.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Donaci, o Dio, sentimenti di adorazione e di amore per il tuo nome santo, poiché tu non desisti dal prenderti cura di quanti sostieni e rianimi con la certezza del tuo affetto di padre.
    Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura degli Atti degli Apostoli (9, 17-25)
    Battesimo di Saulo e fuga da Damasco.

    In quei giorni. Anania andò, entrò nella casa, gli impose le mani e disse: «Saulo, fratello, mi ha mandato a te il Signore, quel Gesù che ti è apparso sulla strada che percorrevi, perché tu riacquisti la vista e sia colmato di Spirito Santo». E subito gli caddero dagli occhi come delle squame e recuperò la vista. Si alzò e venne battezzato, poi prese cibo e le forze gli ritornarono.
    Rimase alcuni giorni insieme ai discepoli che erano a Damasco, e subito nelle sinagoghe annunciava che Gesù è il Figlio di Dio. E tutti quelli che lo ascoltavano si meravigliavano e dicevano: «Non è lui che a Gerusalemme infieriva contro quelli che invocavano questo nome ed era venuto qui precisamente per condurli in catene ai capi dei sacerdoti?».
    Saulo frattanto si rinfrancava sempre di più e gettava confusione tra i Giudei residenti a Damasco, dimostrando che Gesù è il Cristo.
    Trascorsero così parecchi giorni e i Giudei deliberarono di ucciderlo, ma Saulo venne a conoscenza dei loro piani. Per riuscire a eliminarlo essi sorvegliavano anche le porte della città, giorno e notte; ma i suoi discepoli, di notte, lo presero e lo fecero scendere lungo le mura, calandolo giù in una cesta.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 65(66)

    R. Grandi sono le opere del Signore.
    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Acclamate Dio, voi tutti della terra,
    cantate la gloria del suo nome,
    dategli gloria con la lode.
    Dite a Dio: «Terribili sono le tue opere! R.

    A te si prostri tutta la terra,
    a te canti inni, canti al tuo nome».
    Venite e vedete le opere di Dio,
    terribile nel suo agire sugli uomini.R.

    Egli cambiò il mare in terraferma;
    passarono a piedi il fiume:
    per questo in lui esultiamo di gioia.
    Con la sua forza domina in eterno. R.


    EPISTOLA
    Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (12, 21-27)
    L’unità tra le membra del corpo di Cristo, che è la Chiesa.

    Fratelli, non può l’occhio dire alla mano: «Non ho bisogno di te»; oppure la testa ai piedi: «Non ho bisogno di voi». Anzi proprio le membra del corpo che sembrano più deboli sono le più necessarie; e le parti del corpo che riteniamo meno onorevoli le circondiamo di maggiore rispetto, e quelle indecorose sono trattate con maggiore decenza, mentre quelle decenti non ne hanno bisogno.
    Ma Dio ha disposto il corpo conferendo maggiore onore a ciò che non ne ha, perché nel corpo non vi sia divisione, ma anzi le varie membra abbiano cura le une delle altre. Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui.
    Ora voi siete corpo di Cristo e, ognuno secondo la propria parte, sue membra.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Io sono il pane della vita, dice il Signore:
    chi viene a me non avrà mai fame.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (6, 30-35)

    In quel tempo. La folla disse al Signore Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Cantate al Signore un canto nuovo, alleluia.
    Da tutta la terra cantate al Signore, alleluia.
    Cantate al Signore, benedite il suo nome, alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Padre, che nella celebrazione pasquale hai rianimato il mondo con la forza della grazia divina, serbaci per sempre i doni che l’annua festività ci ha portato perché nella fedeltà dei nostri fuggevoli giorni possiamo arrivare alla vita che non finisce.
    Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Accogli, o Padre, questi doni che lieta la Chiesa ti offre; tu che l’hai rallegrata con la celebrazione della vittoria pasquale, guidala fiduciosa alla felicità eterna.
    Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, proclamare sempre la tua gloria, o Padre, e con più viva esultanza renderti grazie in questo tempo nel quale Cristo, nostra pasqua, si è immolato. A te egli ancora si offre e come nostro avvocato intercede per noi; sacrificato sulla croce, più non muore, ma con i segni della passione vive immortale. Per questo mistero, nella gioia della risurrezione l’umanità esulta su tutta la terra e con l’assemblea degli angeli e dei santi canta in coro l’inno della tua lode: Santo, Santo, Santo...


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Disse Gesù ai discepoli:
    «Venite e mangiate».
    E, preso il pane,
    lo porse loro, alleluia.


    ALLA COMUNIONE
    La nostra bocca si aprì nel sorriso,
    la nostra lingua si sciolse in canti di gioia.
    Grandi cose ha fatto il Signore per noi,
    ci ha colmato di letizia, alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE
    A noi, che abbiamo partecipato al banchetto pasquale e ci siamo nutriti del Pane di vita e del Calice di salvezza, concedi, o Dio, di esserne sempre sostenuti e difesi fino al regno eterno. Per Cristo nostro Signore.


    oppure (solo nella diocesi di Bergamo):


    Beato Alberto da Villa d’Ogna (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei santi e delle sante (per un santo)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Padre, che nel comandamento del tuo amore ci ordini di amare anche coloro che ci affliggono, fa’ che, imitando l’esempio del beato Alberto, sappiamo rendere bene per male e portare gli uni i pesi degli altri. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli.

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