Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Testi liturgici della Messa in Rito Ambrosiano (2021-2022)

  1. #71
    Cronista di CR L'avatar di Cantore Inveruno
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    19 Gennaio

    Mercoledì della settimana della II domenica dopo l'Epifania
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Signore, ascolta la mia voce!
    Di te il mio cuore ha detto:
    «Cerca il suo volto!».
    Io cercherò il tuo volto, Signore;
    non ti celare mai.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio forte ed eterno, che governi il cielo e la terra, ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo e dona ai nostri giorni la tua pace. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro del Siracide (44, 1; 46, 6e-10)
    Giosuè e Caleb furono salvati per far entrare il popolo nell’eredità.

    Facciamo ora l’elogio di uomini illustri,
    dei padri nostri nelle loro generazioni.
    Giosuè marciò dietro al Sovrano
    e nei giorni di Mosè compì un’opera di misericordia:
    egli e Caleb, figlio di Iefunnè,
    opponendosi all’assemblea,
    impedendo che il popolo peccasse
    e calmando le maligne mormorazioni.
    Solo loro due furono salvati
    fra i seicentomila fanti,
    per far entrare il popolo nell’eredità,
    nella terra in cui scorrono latte e miele.
    Il Signore concesse a Caleb una forza
    che l’assistette sino alla vecchiaia,
    perché raggiungesse le alture del paese;
    così la sua discendenza possedette l’eredità,
    affinché tutti i figli d’Israele sapessero
    che è bene seguire il Signore.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 105(106)

    R. Rendete grazie al Signore, il suo amore è per sempre.

    Chi può narrare le prodezze del Signore,
    far risuonare tutta la sua lode?
    Beati coloro che osservano il diritto
    e agiscono con giustizia in ogni tempo. R.

    Ricòrdati di me, Signore, per amore del tuo popolo,
    visitami con la tua salvezza,
    perché io veda il bene dei tuoi eletti,
    gioisca della gioia del tuo popolo,
    mi vanti della tua eredità. R.

    Abbiamo peccato con i nostri padri,
    delitti e malvagità abbiamo commesso.
    Ma Dio li salvò per il suo nome,
    per far conoscere la sua potenza. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Vi ho chiamato amici, dice il Signore,
    perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio
    l’ho fatto conoscere a voi.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Marco (3, 31-35)

    In quel tempo. Giunsero la madre e i fratelli del Signore Gesù e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Noi, tuo popolo
    e gregge che tu pasci,
    ci affideremo sempre solo a te,
    annunzieremo in eterno le tue lodi.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio d’amore, accogli le suppliche di quelli che confidano nella tua misericordia e donaci la tua protezione in ogni avversità della vita. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Santifica, o Padre, i doni che ti presentiamo e, per questa offerta, purifica i nostri cuori da ogni contaminazione di colpa. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, e cantare con voci liete la tua potenza e la tua gloria eterna. Tu per alleviarci le fatiche della vita ci hai confortato con l’esuberanza dei tuoi doni e per richiamarci alla felicità primitiva ci hai mandato dal cielo Gesù Cristo tuo Figlio e Signore nostro. Per questo mistero di grazia, uniti agli angeli, proclamiamo esultando l’inno della tua lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Con la mia voce ho gridato al Signore
    e dal suo monte santo mi ha ascoltato.
    Non temerò l’assalto
    neppure di mille nemici.


    ALLA COMUNIONE
    Il Signore veglia sui suoi fedeli
    e su chi spera nella sua pietà.
    Egli li strappa dalla morte
    e li nutre se hanno fame.


    DOPO LA COMUNIONE
    Con la forza e la gioia dell’alimento celeste, di cui ci hai paternamente nutrito alla tua mensa, fa’ crescere in noi, o Dio vivo e vero, l’opera della tua grazia; e concedi che questo Pane di vita ci renda capaci di conseguire i beni eterni offerti alla nostra speranza. Per Cristo nostro Signore.

  2. #72
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    20 Gennaio

    San Sebastiano, martire (memoria)
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Questo santo martire fu testimone
    del vangelo di Cristo fino alla morte,
    non si lasciò intimorire dai malvagi
    perché la sua fede era salda come la roccia.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    La tua grazia, o Dio, confortò il martire Sebastiano a condividere con serenità la sofferenza di Cristo; la stessa grazia diffusa largamente nei nostri cuori ci renda capaci di sopportare ogni pena e ci doni la gioia di camminare verso il regno nell’amore del tuo Figlio, Gesù Cristo, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro del Siracide (44, 1; 46, 13a. 19 – 47, 1)
    Il nome dei giudici si perpetui.

    Facciamo ora l’elogio di uomini illustri,
    dei padri nostri nelle loro generazioni.
    Samuele, amato dal suo Signore,
    prima dell’ora del suo sonno eterno
    attestò davanti al Signore e al suo unto:
    «Né denari né sandali
    ho preso da alcuno»,
    e nessuno poté contraddirlo.
    Ancora dopo che si fu addormentato profetizzò,
    predicendo al re la sua fine;
    anche dal sepolcro levò la sua voce
    per cancellare con una profezia l’iniquità del popolo.
    Dopo di lui sorse Natan,
    per profetizzare nei giorni di Davide.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 4

    R. Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto.

    Quando t’invoco, rispondimi, Dio della mia giustizia!
    Nell’angoscia mi hai dato sollievo;
    pietà di me, ascolta la mia preghiera.
    Fino a quando, voi uomini, calpesterete il mio onore,
    amerete cose vane e cercherete la menzogna? R.

    Sappiatelo: il Signore fa prodigi per il suo fedele;
    il Signore mi ascolta quando lo invoco.
    Tremate e più non peccate,
    nel silenzio, sul vostro letto, esaminate il vostro cuore. R.

    Offrite sacrifici legittimi
    e confidate nel Signore.
    Molti dicono: «Chi ci farà vedere il bene,
    se da noi, Signore, è fuggita la luce del tuo volto?». R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Apri, Signore, il nostro cuore
    e comprenderemo le parole del Figlio tuo.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Marco (4, 1-20)

    In quel tempo. Il Signore Gesù cominciò a insegnare lungo il mare. Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva. Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; e subito germogliò perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto. Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno». E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
    Quando poi furono da soli, quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che sono fuori invece tutto avviene in parabole, affinché
    guardino, sì, ma non vedano,
    ascoltino, sì, ma non comprendano,
    perché non si convertano e venga loro perdonato».
    E disse loro: «Non capite questa parabola, e come potrete comprendere tutte le parabole? Il seminatore semina la Parola. Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando l’ascoltano, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro. Quelli seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola, subito l’accolgono con gioia, ma non hanno radice in sé stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della Parola, subito vengono meno. Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono coloro che hanno ascoltato la Parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e la seduzione della ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto. Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Né morte né vita né forza alcuna del mondo
    potranno separarmi dall’amore di Cristo.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Tu che rinvigorisci la fede e sorreggi la nostra stanchezza, o Dio forte e buono, sull’esempio e per le preghiere del martire Sebastiano donaci di partecipare alla passione del tuo Unigenito e di conseguire nella tua gloria la gioia della beata risurrezione. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    Guarda benignamente, o Dio d’amore, alle offerte che ti presentiamo ed effondi su questa celebrazione lo Spirito santo perché accenda in noi quell’ardore di carità che consentì al martire Sebastiano di superare atroci tormenti. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Cristo tuo Figlio, offrendo la sua vita per il nostro riscatto, ci amò sino alla fine e così ci insegnò che non c’è carità più grande di chi accetta la morte per i fratelli. A questa scuola, Sebastiano, discepolo vero e fedele, col suo martirio diede dinanzi agli uomini la suprema prova di amore. Ora la Chiesa si allieta e unisce la sua voce al canto degli angeli e di tutti i martiri che senza fine inneggiano alla tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi sé stesso,
    prenda la sua croce e mi segua» – dice il Signore –.


    ALLA COMUNIONE
    Il sangue dei martiri è versato per Cristo,
    in cielo essi raccolgono il premio eterno.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, che nel martirio di san Sebastiano hai mirabilmente riproposto alla nostra fede il mistero della croce, dona a tutti noi che siamo stati fortificàti dalla celebrazione di questo sacrificio di perseverare nell’adesione al vangelo e di collaborare alla salvezza dei fratelli. Per Cristo nostro Signore.

  3. #73
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    21 Gennaio

    Sant’Agnese, vergine e martire (memoria)
    Anno II

    Messa dal comune dei martiri (per una vergine e martire) oppure dal comune delle vergini


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che nel glorioso martirio di sant’Agnese hai voluto chiamare tutti e specialmente i giovani alla fede e alla purezza dei costumi, fa’ che la Chiesa non tema di affrontare qualsiasi sofferenza per tuo amore e meriti così la gloria del cielo. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro del Siracide (44, 1; 47, 2. 8-11)
    Davide in ogni sua opera celebrò l’Altissimo.

    Facciamo ora l’elogio di uomini illustri,
    dei padri nostri nelle loro generazioni.
    Come dal sacrificio di comunione si prelevava il grasso,
    così Davide fu scelto tra i figli d’Israele.
    In ogni sua opera celebrò il Santo,
    l’Altissimo, con parole di lode;
    cantò inni a lui con tutto il suo cuore
    e amò colui che lo aveva creato.
    Introdusse musici davanti all’altare
    e con i loro suoni rese dolci le melodie.
    Ogni giorno essi eseguono le loro musiche.
    Conferì splendore alle feste,
    abbellì i giorni festivi fino alla perfezione,
    facendo lodare il nome santo del Signore
    ed echeggiare fin dal mattino il santuario.
    Il Signore perdonò i suoi peccati,
    innalzò la sua potenza per sempre,
    gli concesse un’alleanza regale
    e un trono di gloria in Israele.

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 17(18)

    R. Cantiamo al Signore, salvezza del suo popolo.


    La via di Dio è perfetta,
    la parola del Signore è purificata nel fuoco;
    egli è scudo per chi in lui si rifugia. R.

    Viva il Signore e benedetta la mia roccia,
    sia esaltato il Dio della mia salvezza.
    Per questo, Signore, ti loderò tra le genti
    e canterò inni al tuo nome. R.

    Egli concede al suo re grandi vittorie,
    si mostra fedele al suo consacrato,
    a Davide e alla sua discendenza per sempre. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Lampada per i miei passi è la tua parola,
    luce sul mio cammino.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Marco (4, 10b. 21-23)

    In quel tempo. Il Signore Gesù diceva a quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!».

    Parola del Signore.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio onnipotente ed eterno, che scegli le creature più miti e più deboli per confondere la potenza del mondo, concedi anche a noi, che celebriamo la nascita al cielo della vergine e martire Agnese, di imitare la sua indomita costanza nella fede e nella purezza. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Scenda come rugiada la tua benedizione, o Padre, sull’offerta che ti presentiamo e ci confermi nella fede che sant’Agnese testimoniò con il suo sangue. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, celebrando il giorno sacro al martirio di sant’Agnese. Oggi ella gioiosamente si unì all’eterno Re e, accettando una morte preziosa per professare la fede in Cristo, suo sposo, divenne partecipe della sua gloria e della sua vita immortale. Con la purissima martire di cui esaltiamo la beata memoria e con tutti gli angeli e i santi, eleviamo a te, o Padre, l’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    DOPO LA COMUNIONE
    Nel ricordo di sant’Agnese ci siamo nutrìti, o Dio, alla mensa celeste; ora donaci, per sua intercessione, di imitarne la forza d’animo e la castità della vita. Per Cristo nostro Signore.

  4. #74
    Cronista di CR L'avatar di Cantore Inveruno
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    22 Gennaio

    Sabato della settimana della II Domenica dopo l’Epifania
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Signore, ascolta la mia voce!
    Di te il mio cuore ha detto:
    «Cerca il suo volto!».
    Io cercherò il tuo volto, Signore;
    non ti celare mai.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio forte ed eterno, che governi il cielo e la terra, ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo e dona ai nostri giorni la tua pace. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro dell’Esodo (7, 1-6)
    La missione di Mosè e Aronne a favore d’Israele.

    In quei giorni. Il Signore disse a Mosè: «Vedi, io ti ho posto a far le veci di Dio di fronte al faraone: Aronne, tuo fratello, sarà il tuo profeta. Tu gli dirai quanto io ti ordinerò: Aronne, tuo fratello, parlerà al faraone perché lasci partire gli Israeliti dalla sua terra. Ma io indurirò il cuore del faraone e moltiplicherò i miei segni e i miei prodigi nella terra d’Egitto. Il faraone non vi ascolterà e io leverò la mano contro l’Egitto, e farò uscire dalla terra d’Egitto le mie schiere, il mio popolo, gli Israeliti, per mezzo di grandi castighi. Allora gli Egiziani sapranno che io sono il Signore, quando stenderò la mano contro l’Egitto e farò uscire di mezzo a loro gli Israeliti!».
    Mosè e Aronne eseguirono quanto il Signore aveva loro comandato; così fecero.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 94(95)

    R. Venite, adoriamo il Signore.

    Entrate: prostràti adoriamo,
    in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
    È lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo,
    il gregge che egli conduce. R.

    Se ascoltaste oggi la sua voce!
    «Non indurite il cuore come a Merìba,
    come nel giorno di Massa nel deserto,
    dove mi tentarono i vostri padri:
    mi misero alla prova
    pur avendo visto le mie opere». R.

    Venite, cantiamo al Signore,
    acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
    Accostiamoci a lui a rendergli grazie,
    a lui acclamiamo con canti di gioia. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo ai Romanii (15, 14-21)
    La missione di Paolo a favore dei pagani.

    Fratelli miei, sono anch’io convinto, per quel che vi riguarda, che voi pure siete pieni di bontà, colmi di ogni conoscenza e capaci di correggervi l’un l’altro. Tuttavia, su alcuni punti, vi ho scritto con un po’ di audacia, come per ricordarvi quello che già sapete, a motivo della grazia che mi è stata data da Dio per essere ministro di Cristo Gesù tra le genti, adempiendo il sacro ministero di annunciare il vangelo di Dio perché le genti divengano un’offerta gradita, santificata dallo Spirito Santo. Questo dunque è il mio vanto in Gesù Cristo nelle cose che riguardano Dio. Non oserei infatti dire nulla se non di quello che Cristo ha operato per mezzo mio per condurre le genti all’obbedienza, con parole e opere, con la potenza di segni e di prodigi, con la forza dello Spirito. Così da Gerusalemme e in tutte le direzioni fino all’Illiria, ho portato a termine la predicazione del vangelo di Cristo. Ma mi sono fatto un punto di onore di non annunciare il Vangelo dove era già conosciuto il nome di Cristo, per non costruire su un fondamento altrui, ma, come sta scritto:
    Coloro ai quali non era stato annunciato, lo vedranno,
    e coloro che non ne avevano udito parlare, comprenderanno.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Anche ai pagani Dio ha concesso
    che si convertano perché abbiano la vita.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Marco (12, 1-12)
    La missione del Figlio e la vigna del Signore.

    In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a parlare loro con parabole: «Un uomo piantò una vigna, la circondò con una siepe, scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Al momento opportuno mandò un servo dai contadini a ritirare da loro la sua parte del raccolto della vigna. Ma essi lo presero, lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. Mandò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo insultarono. Ne mandò un altro, e questo lo uccisero; poi molti altri: alcuni li bastonarono, altri li uccisero. Ne aveva ancora uno, un figlio amato; lo inviò loro per ultimo, dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma quei contadini dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e l’eredità sarà nostra!”. Lo presero, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna. Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e farà morire i contadini e darà la vigna ad altri. Non avete letto questa Scrittura:
    La pietra che i costruttori hanno scartato
    è diventata la pietra d’angolo;
    questo è stato fatto dal Signore
    ed è una meraviglia ai nostri occhi?».
    E cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla; avevano capito infatti che aveva detto quella parabola contro di loro. Lo lasciarono e se ne andarono.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Noi, tuo popolo
    e gregge che tu pasci,
    ci affideremo sempre solo a te,
    annunzieremo in eterno le tue lodi.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio d’amore, accogli le suppliche di quelli che confidano nella tua misericordia e donaci la tua protezione in ogni avversità della vita. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Santifica, o Padre, i doni che ti presentiamo e, per questa offerta, purifica i nostri cuori da ogni contaminazione di colpa. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, e cantare con voci liete la tua potenza e la tua gloria eterna. Tu per alleviarci le fatiche della vita ci hai confortato con l’esuberanza dei tuoi doni e per richiamarci alla felicità primitiva ci hai mandato dal cielo Gesù Cristo tuo Figlio e Signore nostro. Per questo mistero di grazia, uniti agli angeli, proclamiamo esultando l’inno della tua lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Con la mia voce ho gridato al Signore
    e dal suo monte santo mi ha ascoltato.
    Non temerò l’assalto
    neppure di mille nemici.


    ALLA COMUNIONE
    Il Signore veglia sui suoi fedeli
    e su chi spera nella sua pietà.
    Egli li strappa dalla morte
    e li nutre se hanno fame.


    DOPO LA COMUNIONE
    Con la forza e la gioia dell’alimento celeste, di cui ci hai paternamente nutrito alla tua mensa, fa’ crescere in noi, o Dio vivo e vero, l’opera della tua grazia; e concedi che questo Pane di vita ci renda capaci di conseguire i beni eterni offerti alla nostra speranza. Per Cristo nostro Signore.


    oppure:


    San Vincenzo, diacono e martire (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei martiri (per un martire)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, fonte di ogni bene, comunica anche a noi la fortezza del tuo Spirito, che sostenne il diacono e martire Vincenzo e lo rese invincibile in mezzo ai tormenti, e fa’ che la nostra fragilità umana sia corroborata dalla potenza del tuo amore. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

  5. #75
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    III DOMENICA DOPO L'EPIFANIA
    Anno C


    Liturgia vigiliare vespertina:


    SALUTO
    Il Signore sia con voi.
    E con il tuo spirito.


    RITO DELLA LUCE
    Se tu vivi con Dio
    rifuggi dalla notte.
    Egli è la luce:
    non c'è tenebra in lui.

    Chi è con Dio cammina nella luce
    e vive in comunione coi fratelli.
    Egli è la luce:
    non c'è tenebra in lui.

    Se tu vivi con Dio
    rifuggi dalla notte.
    Egli è la luce:
    non c'è tenebra in lui.


    INNO

    Testo originale latino

    Illúminans, altíssimus,
    micántium astrórum globos,
    pax, vita, lumen, véritas,
    Iesu, fave precántibus,

    Seu stella partum Vírginis
    cælo micans signáverit,
    et hoc adorátum die
    præsépe Magos dúxeris;

    Seu mýstico baptísmate
    fluénta Iordánis retro
    convérsa quondam tértio
    præsénte sacráris die;

    Vel hýdriis plenis aquæ
    vini sapórem infúderis;
    hausit miníster cónscius,
    quod ipse non impléverat.

    Aquas colorári videns,
    inebriáre flúmina
    eleménta mutáta stupet
    transíre in usus álteros.

    Sic quinque mílibus virum
    dum quinque panes dívidis,
    edéntium sub déntibus
    in ore créscebat cibus.

    Multiplicabátur magis
    dispendio panis suo;
    quis hæc videns mirábitur
    iuges meátus fóntium?

    Inter manus frangéntium
    panis rigátur prófluus;
    intácta, quæ non frégerant,
    fragménta subrépunt viris.

    Iesu, tibi sit glória,
    qui apparuísti géntibus,
    cum Patre et almo Spíritu
    in sempitérna sæcula. Amen.
    Traduzione ritmica

    Signor che i cieli illumini
    con astri fulgentissimi;
    Gesù, tu nostro gaudio,
    ascolta chi ti supplica.

    La nuova stella indica
    che nasci dalla Vergine:
    i Magi allora vengono
    ed umili ti adorano.

    Col mistico battesimo
    nel santo fiume biblico
    fai sacre l'onde limpide
    come i profeti scrissero.

    In ampie grandi anfore
    c'è solo acqua purissima:
    ma il servo consapevole
    ne versa vino amabile.

    Stupisce il fatto insolito
    che l'acque in vin si mutino:
    colore e gusto cambiano
    per mezzo del miracolo.

    Poi mentre si dividono
    i cinque pani miseri,
    quel cibo tu fai crescere
    per la gran folla d'uomini.

    Il pane si moltiplica
    perenni l 'acque scorrono:
    son grandi tuoi miracoli
    che noi vediamo attoniti.

    Quei nuovi pani sfamano
    l'intera moltitudine;
    e molti poi ne avanzano
    che intatti si raccolgono.

    A te, Gesù, sia gloria,
    che sei apparso ai popoli,
    col Padre e il Santo Spirito
    negli infiniti secoli. Amen.
    Versione italiana cantabile

    Nei limpidi cieli infiniti
    accendi a miriadi le stelle:
    o luce e fonte di pace,
    ascolta, Gesù, chi ti implora!

    Un astro fulgente rivela
    il parto di Vergine Madre
    e guida i Magi a prostrarsi
    nell'umile casa di Betlem.

    Il rito del tuo battesimo
    consacra il fiume Giordano,
    che lungo la storia tre volte
    sospinse a ritroso i suoi flutti.

    È giorno di nozze a Cana:
    per tuo sorprendente miracolo
    il servo dall'iride ricolme
    attinge il vino e stupisce.

    Ebbrezza tu doni agli sposi,
    letizia al banchetto festoso:
    col primo tuo segno di grazia
    annunci l'amore che salva.

    Stupore dei molti affamati,
    saziàti da un nuovo prodigio:
    il pane si accresce per tutti
    nel dono di un Dio generoso.

    Più grande del cibo che nutre
    è il cuore del Dio offerente:
    perenne è l'amore che accoglie,
    porgendo ineffabili segni.

    Non manchi il tuo pane, Signore,
    che riempia le mani dell'uomo!
    Tu solo sfamarci potrai
    nel giorno del tuo banchetto.

    A te, o Gesù, sia gloria
    che ai popoli Dio ti sveli
    col Padre e lo Spirito Santo
    nel tempo e nei secoli eterni. Amen.
    Traduzione

    Tu nella tersa infinità dei cieli
    accendi le miriadi di stelle:
    o Gesù, pace, vita, luce vera,
    ascolta chi ti implora!

    Oggi fulgente un astro ci rivela
    il parto verginale
    e guida i Magi a prostrarsi
    all’umiltà del presepio.

    Il rito mistico del tuo battesimo
    oggi consacra il corso del Giordano,
    che nell’antica storia tre volte
    sospinse a ritroso i suoi flutti.

    Oggi al banchetto nuziale di Cana
    per sorprendente miracolo
    il servo dall’idrie ricolme
    attinge vino squisito e stupisce

    che l’acqua s’invermigli,
    donino ebbrezza le fonti,
    l’onda muti natura
    e di nuova virtù lieta s’adorni.

    Con uguale stupore i cinquemila
    di cinque soli pani si saziano:
    sotto l’avido dente
    sempre si accresce il cibo.

    Di là di quanto le bocche divorano
    il nutrimento arcano si moltiplica:
    chi della fresca e nitida sorgente
    più meraviglia il perenne prodigio?

    Copioso il pane tra le dita scorre;
    ed altri tozzi ancora,
    che mano d’uomo non ebbe spezzato,
    nei canestri rampollano.

    A te, Cristo, sia gloria,
    o Luce delle genti,
    con il Padre e lo Spirito
    negli infiniti secoli. Amen.


    RESPONSORIO
    Gli occhi di tutti, o Signore,
    sono rivolti a te in attesa,
    e provvedi loro il cibo a suo tempo,
    perchè tu proteggi quanti ti amano,
    ma disperdi tutti i peccatori.

    O Dio, mio re, voglio esaltarti
    e benedire il tuo nome in eterno,
    perchè tu proteggi quanti ti amano,
    ma disperdi tutti i peccatori.


    VANGELO DELLA RISURREZIONE
    Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Marco (16,1-8a)

    Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a ungere il corpo del Signore Gesù. Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole. Dicevano tra loro: «Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?». Alzando lo sguardo, osservarono che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: “Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”». Esse uscirono e fuggirono via dal sepolcro, perché erano piene di spavento e di stupore.
    Cristo Signore è risorto!


    SALMELLO
    Dio sia benedetto,
    che ci ha rigenerati ad una viva speranza
    mediante la resurrezione di Gesù dai morti.
    Alleluia.

    Sono certo di contemplare la bontà del Signore
    nella terra dei viventi
    mediante la resurrezione di Gesù dai morti.
    Alleluia.


    ORAZIONE
    Dio misericordioso, il mistero pasquale che celebriamo ricolmi dei suoi doni tutta la nostra vita. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    Segue la Messa del giorno con l'EPISTOLA, il CANTO AL VANGELO e il VANGELO.
    Dopo il Vangelo tutto prosegue come di solito fino alla Comunione e dopo la Comunione si canta il Magnificat con la relativa antifona.


    ANTIFONA
    Nella verità della carne mortale
    Cristo è nato nel mondo, *
    è mistero di grazia, che redime e rinnova.


    CANTICO DELLA BEATA VERGINE MARIA
    L'anima mia *
    magnifica il Signore

    e il mio spirito esulta *
    in Dio, mio salvatore,

    perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *
    D'ora in poi tutte le generazioni
    mi chiameranno beata.

    Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
    e Santo è il suo nome:

    di generazione in generazione la sua misericordia *
    si stende su quelli che lo temono.

    Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
    ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

    ha rovesciato i potenti dai troni, *
    ha innalzato gli umili;

    ha ricolmato di beni gli affamati, *
    ha rimandato i ricchi a mani vuote.

    Ha soccorso Israele, suo servo, *
    ricordandosi della sua misericordia,

    come aveva promesso ai nostri padri, *
    ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

    Gloria.

    L'anima mia magnifica il Signore.

    Alla fine, ripetuta l’antifona si aggiungono i tre Kyrie eleison. La celebrazione si conclude con l’orazione dopo la comunione e la benedizione, prima della quale si potranno dare eventuali avvisi.


    Messa del giorno:


    ALL’INGRESSO
    Volgi il tuo sguardo misericordioso
    sopra di me, Signore,
    perché sono povero e solo.
    Vedi che sono oppresso e travagliato,
    perdona tutti i miei peccati.


    Si dice il Gloria.


    ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
    Salga fino a te, o Dio eterno, la voce della tua Chiesa; con la tua grazia astergila da ogni macchia, apri il suo cuore al tuo amore e donale ferma certezza della tua protezione. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro dei Numeri (13,1-2.17-27)
    La terra dove scorre latte e miele.

    In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè e disse: «Manda uomini a esplorare la terra di Canaan che sto per dare agli Israeliti. Manderete un uomo per ogni tribù dei suoi padri: tutti siano prìncipi fra loro».
    Mosè dunque li mandò a esplorare la terra di Canaan e disse loro: «Salite attraverso il Negheb; poi salirete alla regione montana e osserverete che terra sia, che popolo l’abiti, se forte o debole, se scarso o numeroso; come sia la regione che esso abita, se buona o cattiva, e come siano le città dove abita, se siano accampamenti o luoghi fortificati; come sia il terreno, se grasso o magro, se vi siano alberi o no. Siate coraggiosi e prendete dei frutti del luogo». Erano i giorni delle primizie dell’uva.
    Salirono dunque ed esplorarono la terra dal deserto di Sin fino a Recob, all’ingresso di Camat. Salirono attraverso il Negheb e arrivarono fino a Ebron, dove erano Achimàn, Sesài e Talmài, discendenti di Anak. Ebron era stata edificata sette anni prima di Tanis d’Egitto. Giunsero fino alla valle di Escol e là tagliarono un tralcio con un grappolo d’uva, che portarono in due con una stanga, e presero anche melagrane e fichi. Quel luogo fu chiamato valle di Escol a causa del grappolo d’uva che gli Israeliti vi avevano tagliato.
    Al termine di quaranta giorni tornarono dall’esplorazione della terra e andarono da Mosè e Aronne e da tutta la comunità degli Israeliti nel deserto di Paran, verso Kades; riferirono ogni cosa a loro e a tutta la comunità e mostrarono loro i frutti della terra. Raccontarono: «Siamo andati nella terra alla quale tu ci avevi mandato; vi scorrono davvero latte e miele e questi sono i suoi frutti».
    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 104 (105)

    R. Il Signore ricorda sempre la sua parola santa.

    Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
    proclamate fra i popoli le sue opere.
    A lui cantate, a lui inneggiate,
    meditate tutte le sue meraviglie.
    Gloriatevi del suo santo nome:
    gioisca il cuore di chi cerca il Signore. R.

    Si è sempre ricordato della sua alleanza,
    parola data per mille generazioni,
    dell’alleanza stabilita con Abramo
    e del suo giuramento a Isacco. R.

    L’ha stabilita per Giacobbe come decreto,
    per Israele come alleanza eterna,
    quando disse: «Ti darò il paese di Canaan
    come parte della vostra eredità». R.

    Ha fatto uscire il suo popolo con esultanza,
    i suoi eletti con canti di gioia.
    Ha dato loro le terre delle nazioni
    e hanno ereditato il frutto della fatica dei popoli,
    perché osservassero i suoi decreti
    e custodissero le sue leggi. R.


    EPISTOLA
    Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (9,7-14)
    La carità fraterna nella Chiesa è continuazione del dono di Dio

    Fratelli, ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia. Del resto, Dio ha potere di far abbondare in voi ogni grazia perché, avendo sempre il necessario in tutto, possiate compiere generosamente tutte le opere di bene. Sta scritto infatti:
    Ha largheggiato, ha dato ai poveri,
    la sua giustizia dura in eterno.
    Colui che dà il seme al seminatore e il pane per il nutrimento, darà e moltiplicherà anche la vostra semente e farà crescere i frutti della vostra giustizia. Così sarete ricchi per ogni generosità, la quale farà salire a Dio l’inno di ringraziamento per mezzo nostro. Perché l’adempimento di questo servizio sacro non provvede solo alle necessità dei santi, ma deve anche suscitare molti ringraziamenti a Dio. A causa della bella prova di questo servizio essi ringrazieranno Dio per la vostra obbedienza e accettazione del vangelo di Cristo, e per la generosità della vostra comunione con loro e con tutti. Pregando per voi manifesteranno il loro affetto a causa della straordinaria grazia di Dio effusa sopra di voi.
    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Misericordioso e pietoso è il Signore.
    Egli dà il cibo a chi lo teme,
    si ricorda sempre della sua alleanza.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Matteo (15,32-38)
    Il segno della seconda moltiplicazione dei pani.

    In quel tempo. Il Signore Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse: «Sento compassione per la folla. Ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino». E i discepoli gli dissero: «Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?». Gesù domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette, e pochi pesciolini». Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene. Quelli che avevano mangiato erano quattromila uomini, senza contare le donne e i bambini.
    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Signore, cammina in mezzo a noi,
    perdona le nostre colpe
    e fa’ di noi il tuo popolo.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio onnipotente, guarda con misericordia alla nostra debolezza e contro ogni pericolo stendi su noi la tua mano forte e pietosa. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Questa offerta ci purifichi, o Padre, dalle nostre colpe, e il sacrificio, che stiamo per celebrare, elevi a te e santifichi il cuore dei tuoi figli obbedienti. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
    È giusto benedirti in ogni tempo perché da te ci viene ogni alito di vita, da te ci è data ogni capacità di agire, da te dipende tutta la nostra esistenza. Nessun amore mai trascorre senza i doni del tuo amore, ma in questi giorni, dopo che abbiamo rivissuto la venuta tra noi del Signore Gesù e tutti i prodigi della redenzione, si fa più chiara e viva la coscienza delle passate gioie e dei beni presenti, e in rinnovato spirito di lode uniti a cielo e terra proclamiamo: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Fa’ splendere il tuo volto sul tuo servo
    e salvami, per tua misericordia.
    Che io non resti confuso, Signore,
    perché ti ho invocato.


    ALLA COMUNIONE
    «Il mio amore non ti abbandonerà,
    la mia alleanza di pace non verrà meno
    - dice il Signore di misericordia -.
    Porgete l’orecchio e venite,
    ascoltate e avrete la vita:
    farò con voi un’alleanza eterna come promisi a Davide».


    DOPO LA COMUNIONE
    Tu che ci nutri e ci rinnovi, o Dio, con la sublimità di questi misteri di grazia, disponi i tuoi fedeli a rendere operosa nella vita la ricchezza della loro divina efficacia. Per Cristo nostro Signore.
    Ultima modifica di Ambrosiano; Ieri alle 00:30

  6. #76
    Cronista di CR L'avatar di Cantore Inveruno
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    24 Gennaio

    San Francesco di Sales, vescovo e dottore della Chiesa (memoria)
    Anno II

    Messa dal comune dei pastori (per un vescovo) oppure dal comune dei dottori della Chiesa


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, tu hai voluto che il santo vescovo Francesco di Sales si facesse tutto a tutti nella carità apostolica; concedi anche a noi di testimoniare, nel servizio dei fratelli, la dolcezza irresistibile del tuo amore di padre. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro del Siracide (44, 1; 47, 18-25)
    Salomone andò a riposare con i suoi padri, lasciando un discendente privo di senno.

    Facciamo ora l’elogio di uomini illustri,
    dei padri nostri nelle loro generazioni.
    Salomone, nel nome del Signore Dio,
    che è chiamato Dio d’Israele,
    hai accumulato l’oro come stagno,
    hai ammassato l’argento come piombo.
    Ma hai steso i tuoi fianchi accanto alle donne
    e ne fosti dominato nel tuo corpo.
    Hai macchiato la tua gloria
    e hai profanato la tua discendenza,
    così da attirare l’ira divina sui tuoi figli
    ed essere colpito per la tua stoltezza.
    Perciò fu diviso in due il tuo dominio
    e da Èfraim ebbe inizio un regno ribelle.
    Ma il Signore non ha rinnegato la sua misericordia,
    non ha lasciato cadere nessuna delle sue parole.
    Non ha fatto perire la posterità del suo eletto
    e non ha distrutto la stirpe di colui che lo aveva amato.
    Egli concesse un resto a Giacobbe
    e a Davide un germoglio nato da lui.
    Salomone andò a riposare con i suoi padri
    e dopo di sé lasciò un discendente,
    stoltezza del popolo e privo di senno,
    Roboamo, che si alienò il popolo con le sue decisioni,
    e Geroboamo, figlio di Nabat, che indusse Israele a peccare
    e aprì a Èfraim la via del peccato.
    Le loro colpe si moltiplicarono
    tanto da farli esiliare dal proprio paese.
    Essi commisero ogni genere di malvagità,
    finché non giunse su di loro la vendetta.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 71(72)

    R. Benedetto il Signore, Dio d’Israele.

    O Dio, affida al re il tuo diritto,
    al figlio di re la tua giustizia;
    egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
    e i tuoi poveri secondo il diritto. R.

    Viva e gli sia dato oro di Arabia,
    si preghi sempre per lui,
    sia benedetto ogni giorno.
    Abbondi il frumento nel paese,
    ondeggi sulle cime dei monti. R.

    Benedetto il Signore, Dio d’Israele:
    egli solo compie meraviglie.
    E benedetto il suo nome glorioso per sempre:
    della sua gloria sia piena tutta la terra. R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Il Signore renderà a ciascuno secondo le sue opere.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Marco (4, 10b, 24-25)

    In quel tempo. Il Signore Gesù diceva a quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato anche a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».

    Parola del Signore.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Donaci, o Dio, di scrutare con sollecitudine appassionata i disegni della tua provvidenza, seguendo gli esempi e gli insegnamenti di san Francesco, e di abbandonarci con fiducia al tuo amore che non conosce confini. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    O Padre, questo sacrificio, suprema e perenne testimonianza dell’amore del tuo Figlio, comunichi a noi l’ardore del tuo santo Spirito che infiammò il cuore umile e mite di san Francesco. Per Cristo nostro Signore.


    DOPO LA COMUNIONE

    O Dio, che ci hai dato la gioia di partecipare ai tuoi sacramenti nel ricordo del santo vescovo Francesco, fa’ che in ogni circostanza della vita imitiamo la sua carità paziente e benevola, così da condividere un giorno la sua gloria nel cielo. Per Cristo nostro Signore.

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