Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Testi liturgici della Messa in Rito Ambrosiano (2021-2022)

  1. #311
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    GIOVEDÌ DELLA III SETTIMANA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE
    Anno II


    ALL’ INGRESSO

    Il Signore mi ha liberato,
    mi ha salvato perché mi ama.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Apri, o Dio, all’ascolto della tua voce gli animi dei tuoi figli perché si accresca la nostra fede e si mantenga pura da ogni colpa la nostra vita. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.



    LETTURA

    Lettura della lettera di san Giacomo apostolo (1, 19-27)
    Accogliete con docilità la parola che è stata piantata in voi.

    Lo sapete, fratelli miei carissimi: ognuno sia pronto ad ascoltare, lento a parlare e lento all’ira. Infatti l’ira dell’uomo non compie ciò che è giusto davanti a Dio. Perciò liberatevi da ogni impurità e da ogni eccesso di malizia, accogliete con docilità la Parola che è stata piantata in voi e può portarvi alla salvezza. Siate di quelli che mettono in pratica la Parola, e non ascoltatori soltanto, illudendo voi stessi; perché, se uno ascolta la Parola e non la mette in pratica, costui somiglia a un uomo che guarda il proprio volto allo specchio: appena si è guardato, se ne va, e subito dimentica come era. Chi invece fissa lo sguardo sulla legge perfetta, la legge della libertà, e le resta fedele, non come un ascoltatore smemorato ma come uno che la mette in pratica, questi troverà la sua felicità nel praticarla.
    Se qualcuno ritiene di essere religioso, ma non frena la lingua e inganna così il suo cuore, la sua religione è vana. Religione pura e senza macchia davanti a Dio Padre è questa: visitare gli orfani e le vedove nelle sofferenze e non lasciarsi contaminare da questo mondo.

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 36(37)

    R. La verità del Signore sia guida al mio cammino.

    Confida nel Signore e fa’ il bene:
    abiterai la terra e vi pascolerai con sicurezza.
    Affida al Signore la tua via,
    confida in lui ed egli agirà:
    farà brillare come luce la tua giustizia,
    il tuo diritto come il mezzogiorno. R.

    Sta’ in silenzio davanti al Signore e spera in lui.
    Desisti dall’ira e deponi lo sdegno,
    non irritarti: non ne verrebbe che male;
    perché i malvagi saranno eliminati.
    I poveri invece avranno in eredità la terra. R.

    Sono stato fanciullo e ora sono vecchio:
    non ho mai visto il giusto abbandonato
    né i suoi figli mendicare il pane;
    ogni giorno egli ha compassione e dà in prestito,
    e la sua stirpe sarà benedetta. R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Dov’è il vostro tesoro,
    là sarà anche il vostro cuore, dice il Signore.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Luca (18, 18-23)

    In quel tempo. Un notabile interrogò il Signore Gesù: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli rispose: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non testimoniare il falso, onora tuo padre e tua madre». Costui disse: «Tutte queste cose le ho osservate fin dalla giovinezza». Udito ciò, Gesù gli disse: «Una cosa ancora ti manca: vendi tutto quello che hai, distribuiscilo ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; e vieni! Seguimi!». Ma quello, udite queste parole, divenne assai triste perché era molto ricco.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Esulta il mio cuore per la tua salvezza,
    canto al Signore che mi da ogni bene
    e inneggio all’Altissimo.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    La tua Chiesa si allieti, o Padre, delle grazie che copiosamente le doni; si conservi fedele a Cristo Signore e meriti di condividere la gloria eterna con lui, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    SUI DONI

    Guarda con bontà, o Dio forte ed eterno, a questo rito sacrificale; accogli i doni posti sul santo altare e con cuore generoso benedici i tuoi figli. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta renderti grazie e innalzare a te l’inno di benedizione e di lode, Dio onnipotente ed eterno. Tu hai creato il mondo nella varietà dei tuoi elementi, hai disposto l’avvicendarsi dei tempi e delle stagioni e all’uomo, fatto a tua immagine, hai affidato le meraviglie dell’universo perché, fedele interprete dei tuoi disegni, esercitasse il dominio su ogni creatura e nelle tue opere glorificasse te, Creatore e Padre, per Cristo Signore nostro. In lui il cielo e la terra, gli angeli e i santi cantano con voce unanime la tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Dio, mio Signore, in te mi rifugio;
    salvami da chi mi perseguita e liberami.


    ALLA COMUNIONE

    Gli angeli stanno intorno all’altare
    e Cristo porge il Pane dei santi
    e il Calice di vita a remissione dei peccati.


    DOPO LA COMUNIONE

    O Dio, che ci hai chiamato a celebrare nella concordia la cena del tuo Figlio, ricolmaci della sua carità perché ci serbiamo tutti uniti col vincolo dell’amore in lui che ci ha reso fratelli, e vive e regna nei secoli dei secoli.



    oppure:


    Santi Maurizio e compagni, martiri (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei martiri (per più martiri)


    oppure (solo nell’arcidiocesi di Milano):


    Beato Luigi Maria Monti, religioso (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei pastori (per un santo operatore di misericordia)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Dio onnipotente, che hai scelto il beato Luigi Maria [Monti] per testimoniare nel mondo il tuo amore, servendo con scienza e dedizione gli infermi ed accogliendo paternamente gli orfani, concedi a noi, per sua intercessione, di essere nella Chiesa umili ministri della carità evangelica. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

  2. #312
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    San Pio da Pietrelcina, sacerdote (memoria)
    Anno II

    Messa dal comune dei pastori (per un presbitero) oppure dal comune dei santi e delle sante (per un religioso)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Dio onnipotente ed eterno, per grazia singolare hai concesso al sacerdote san Pio [da Pietrelcina] di partecipare alla croce del tuo Figlio, e per mezzo del suo ministero hai rinnovato le meraviglie della tua misericordia; per sua intercessione, concedi a noi, uniti costantemente alla passione di Cristo, di poter giungere felicemente alla gloria della risurrezione. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.



    LETTURA

    Lettura della lettera di san Giacomo apostolo (2, 1-9)
    Dio ha scelto i poveri agli occhi del mondo, che sono ricchi nella fede ed eredi del Regno, promesso a quelli che lo amano.

    Fratelli miei, la vostra fede nel Signore nostro Gesù Cristo, Signore della gloria, sia immune da favoritismi personali. Supponiamo che, in una delle vostre riunioni, entri qualcuno con un anello d’oro al dito, vestito lussuosamente, ed entri anche un povero con un vestito logoro. Se guardate colui che è vestito lussuosamente e gli dite: «Tu siediti qui, comodamente», e al povero dite: «Tu mettiti là, in piedi», oppure: «Siediti qui ai piedi del mio sgabello», non fate forse discriminazioni e non siete giudici dai giudizi perversi?
    Ascoltate, fratelli miei carissimi: Dio non ha forse scelto i poveri agli occhi del mondo, che sono ricchi nella fede ed eredi del Regno, promesso a quelli che lo amano? Voi invece avete disonorato il povero! Non sono forse i ricchi che vi opprimono e vi trascinano davanti ai tribunali? Non sono loro che bestemmiano il bel nome che è stato invocato sopra di voi? Certo, se adempite quella che, secondo la Scrittura, è la legge regale: Amerai il prossimo tuo come te stesso, fate bene. Ma se fate favoritismi personali, commettete un peccato e siete accusati dalla Legge come trasgressori.

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 81(82)

    R. Voi siete tutti figli dell’Altissimo.


    Dio presiede l’assemblea divina,
    giudica in mezzo agli dèi:
    «Fino a quando emetterete sentenze ingiuste
    e sosterrete la parte dei malvagi?
    Difendete il debole e l’orfano,
    al povero e al misero fate giustizia!». R.

    Non capiscono, non vogliono intendere,
    camminano nelle tenebre;
    vacillano tutte le fondamenta della terra.
    Io ho detto: «Voi siete dèi,
    siete tutti figli dell’Altissimo. R.

    Ma certo morirete come ogni uomo,
    cadrete come tutti i potenti».
    Àlzati, o Dio, a giudicare la terra,
    perché a te appartengono tutte le genti! R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Fatevi un tesoro sicuro nei cieli,
    dove ladro non arriva e tarlo non consuma,
    dice il Signore.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Luca (18, 24-27)

    In quel tempo. Quando il Signore Gesù vide il notabile ricco così triste, disse: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio. È più facile infatti per un cammello passare per la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio!». Quelli che ascoltavano dissero: «E chi può essere salvato?». Rispose: «Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio».

    Parola del Signore.

  3. #313
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    24 Settembre

    SABATO DELLA III SETTIMANA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE
    Anno II


    ALL’ INGRESSO

    Il Signore mi ha liberato,
    mi ha salvato perché mi ama.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Apri, o Dio, all’ascolto della tua voce gli animi dei tuoi figli perché si accresca la nostra fede e si mantenga pura da ogni colpa la nostra vita. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.



    LETTURA
    Lettura del libro del Deuteronomio (14, 22-29)
    Le decime per i leviti, gli orfani e le vedove.

    In quei giorni. Mosè disse: «Dovrai prelevare la decima da tutto il frutto della tua semente, che il campo produce ogni anno. Mangerai davanti al Signore, tuo Dio, nel luogo dove avrà scelto di stabilire il suo nome, la decima del tuo frumento, del tuo mosto, del tuo olio e i primi parti del tuo bestiame grosso e minuto, perché tu impari a temere sempre il Signore, tuo Dio. Ma se il cammino è troppo lungo per te e tu non puoi trasportare quelle decime, perché è troppo lontano da te il luogo dove il Signore, tuo Dio, avrà scelto di stabilire il suo nome – perché il Signore, tuo Dio, ti avrà benedetto –, allora le convertirai in denaro e, tenendolo in mano, andrai al luogo che il Signore, tuo Dio, avrà scelto e lo impiegherai per comprarti quanto tu desideri: bestiame grosso o minuto, vino, bevande inebrianti o qualunque cosa di tuo gusto e mangerai davanti al Signore, tuo Dio, e gioirai tu e la tua famiglia. Il levita che abita le tue città, non lo abbandonerai, perché non ha parte né eredità con te.
    Alla fine di ogni triennio metterai da parte tutte le decime del tuo provento in quell'anno e le deporrai entro le tue porte. Il levita, che non ha parte né eredità con te, il forestiero, l’orfano e la vedova che abiteranno le tue città, mangeranno e si sazieranno, perché il Signore, tuo Dio, ti benedica in ogni lavoro a cui avrai messo mano».

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 96(97)

    R. Il Signore è l’Altissimo su tutta la terra.


    Si vergognino tutti gli adoratori di statue
    e chi si vanta del nulla degli idoli.
    A lui si prostrino tutti gli dèi!
    Ascolti Sion e ne gioisca,
    esultino i villaggi di Giuda
    a causa dei tuoi giudizi, Signore. R.

    Perché tu, Signore,
    sei l’Altissimo su tutta la terra,
    eccelso su tutti gli dèi.
    Odiate il male, voi che amate il Signore:
    egli custodisce la vita dei suoi fedeli,
    li libererà dalle mani dei malvagi. R.

    Una luce è spuntata per il giusto,
    una gioia per i retti di cuore.
    Gioite, giusti, nel Signore,
    della sua santità celebrate il ricordo. R.


    EPISTOLA
    Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (9, 13-18)
    Il Signore ha disposto che quelli che annunciano il Vangelo vivano del Vangelo.

    Fratelli, non sapete che quelli che celebrano il culto, dal culto traggono il vitto, e quelli che servono all’altare, dall’altare ricevono la loro parte? Così anche il Signore ha disposto che quelli che annunciano il Vangelo vivano del Vangelo.
    Io invece non mi sono avvalso di alcuno di questi diritti, né ve ne scrivo perché si faccia in tal modo con me; preferirei piuttosto morire. Nessuno mi toglierà questo vanto! Infatti annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perché è una necessità che mi si impone: guai a me se non annuncio il Vangelo! Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato. Qual è dunque la mia ricompensa? Quella di annunciare gratuitamente il Vangelo senza usare il diritto conferitomi dal Vangelo.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Barnaba, un levita di Cipro, vendette il suo campo
    e depose il ricavato ai piedi degli apostoli.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Luca (12, 32-34)
    Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina.

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno.
    Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Esulta il mio cuore per la tua salvezza,
    canto al Signore che mi da ogni bene
    e inneggio all’Altissimo.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    La tua Chiesa si allieti, o Padre, delle grazie che copiosamente le doni; si conservi fedele a Cristo Signore e meriti di condividere la gloria eterna con lui, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    SUI DONI

    Guarda con bontà, o Dio forte ed eterno, a questo rito sacrificale; accogli i doni posti sul santo altare e con cuore generoso benedici i tuoi figli. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta renderti grazie e innalzare a te l’inno di benedizione e di lode, Dio onnipotente ed eterno. Tu hai creato il mondo nella varietà dei tuoi elementi, hai disposto l’avvicendarsi dei tempi e delle stagioni e all’uomo, fatto a tua immagine, hai affidato le meraviglie dell’universo perché, fedele interprete dei tuoi disegni, esercitasse il dominio su ogni creatura e nelle tue opere glorificasse te, Creatore e Padre, per Cristo Signore nostro. In lui il cielo e la terra, gli angeli e i santi cantano con voce unanime la tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Dio, mio Signore, in te mi rifugio;
    salvami da chi mi perseguita e liberami.


    ALLA COMUNIONE

    Gli angeli stanno intorno all’altare
    e Cristo porge il Pane dei santi
    e il Calice di vita a remissione dei peccati.


    DOPO LA COMUNIONE

    O Dio, che ci hai chiamato a celebrare nella concordia la cena del tuo Figlio, ricolmaci della sua carità perché ci serbiamo tutti uniti col vincolo dell’amore in lui che ci ha reso fratelli, e vive e regna nei secoli dei secoli.



    oppure:


    San Tecla, vergine e martire (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei martiri (per una vergine e martire)

  4. #314
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    IV DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE
    Anno C


    VANGELO DELLA RISURREZIONE
    Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Giovanni. (20,11-18)

    Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.

    Cristo Signore è risorto!


    ALL’INGRESSO
    Signore, ascolta la mia voce!
    Di te il mio cuore ha detto: «Cerca il suo volto!».
    Io cercherò il tuo volto, Signore; non ti celare mai!


    Si dice il Gloria.


    ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che hai distrutto per sempre il regno della morte nella passione di Cristo, contro ogni pericolo di ricadere schiavi conferma in noi la grazia della tua libertà; fa’ che ci manteniamo sulla strada della giustizia perché non ci colga l’eterna condanna quando verrà a giudicarci il Redentore, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro dei Proverbi (9,1-6)
    La sapienza ha imbandito la sua tavola: «Mangiate il mio pane, bevete il mio vino».

    La sapienza si è costruita la sua casa,
    ha intagliato le sue sette colonne.
    Ha ucciso il suo bestiame, ha preparato il suo vino
    e ha imbandito la sua tavola.
    Ha mandato le sue ancelle a proclamare
    sui punti più alti della città:
    «Chi è inesperto venga qui!».
    A chi è privo di senno ella dice:
    «Venite, mangiate il mio pane,
    bevete il vino che io ho preparato.
    Abbandonate l’inesperienza e vivrete,
    andate diritti per la via dell’intelligenza».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 33(34)

    R. Gustate e vedete com’è buono il Signore.

    Benedirò il Signore in ogni tempo,
    sulla mia bocca sempre la sua lode.
    Io mi glorio nel Signore:
    i poveri ascoltino e si rallegrino. R.

    Guardate a lui e sarete raggianti,
    i vostri volti non dovranno arrossire.
    Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
    lo salva da tutte le sue angosce. R.

    L’angelo del Signore si accampa
    attorno a quelli che lo temono, e li libera.
    Gustate e vedete com’è buono il Signore;
    beato l’uomo che in lui si rifugia. R.


    EPISTOLA
    Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi. (10,14-21)
    Il calice della benedizione, il pane spezzato.

    Miei cari, state lontani dall’idolatria. Parlo come a persone intelligenti. Giudicate voi stessi quello che dico: il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane. Guardate l’Israele secondo la carne: quelli che mangiano le vittime sacrificali non sono forse in comunione con l’altare? Che cosa dunque intendo dire? Che la carne sacrificata agli idoli vale qualcosa? O che un idolo vale qualcosa? No, ma dico che quei sacrifici sono offerti ai demòni e non a Dio. Ora, io non voglio che voi entriate in comunione con i demòni; non potete bere il calice del Signore e il calice dei demòni; non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei demòni.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue,
    dice il Signore, rimane in me e io in lui.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni. (6,51-59)
    Il pane disceso dal cielo.

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
    Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
    Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao.
    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Abbiamo accolto, o Dio,
    la tua misericordia in mezzo al tuo tempio.
    Come il tuo nome, o Dio, così la tua lode
    raggiunge i confini della terra;
    di giustizia è piena la tua destra.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, sorgente inesauribile di ogni bene, ascolta le implorazioni dei tuoi fedeli: ci rianimi l’effusione del tuo amore paterno e ci doni di perseverare nella vita redenta. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Infondi, o Dio, nei tuoi figli una grande e forte capacità di amare perché sappiano serbarsi fedeli all’insegnamento del vangelo e possano vivere sempre nella carità e nella pace. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, esaltarti sempre, qui e in ogni luogo, Dio onnipotente e santo.
    Da te riceviamo l’esistenza, la forza di agire e la grazia di vivere, e così tu dimostri ogni giorno il tuo amore di padre. Già in questa fuggevole vita ci assicuri e ci anticipi il possesso della ricchezza eterna e, donandoci le primizie dello Spirito che ha risuscitato dai morti Cristo Signore, ci serbi nella viva speranza di partecipare alla gioia senza fine.
    Gioiosi per questa certezza, uniti al canto perenne degli angeli, ti eleviamo l’inno di riconoscenza e di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Quanto è grande, Signore Dio nostro,
    il tuo nome su tutta la terra!


    ALLA COMUNIONE
    «Chi mangia il mio corpo e beve il mio sangue,
    rimane in me e io in lui» - dice il Signore.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, Padre nostro, che in questo convito di grazia raduni in un solo corpo i membri della tua Chiesa, donaci di restare in comunione con Cristo nostro Capo, nella fede e nelle opere, e di ritrovarci un giorno tutti partecipi della felicità eterna con lui che vive e regna nei secoli dei secoli.

  5. #315
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    26 Settembre

    LUNEDÌ DELLA IV SETTIMANA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE
    Anno II


    ALL’INGRESSO
    Signore, ascolta la mia voce!
    Di te il mio cuore ha detto: «Cerca il suo volto!».
    Io cercherò il tuo volto, Signore; non ti celare mai!


    ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che hai distrutto per sempre il regno della morte nella passione di Cristo, contro ogni pericolo di ricadere schiavi conferma in noi la grazia della tua libertà; fa’ che ci manteniamo sulla strada della giustizia perché non ci colga l’eterna condanna quando verrà a giudicarci il Redentore, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura della lettera di san Giacomo apostolo. (2, 14-26)
    La fede senza le opere è morta.

    A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede, ma non ha le opere? Quella fede può forse salvarlo? Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: «Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi», ma non date loro il necessario per il corpo, a che cosa serve? Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta. Al contrario uno potrebbe dire: «Tu hai la fede e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede». Tu credi che c’è un Dio solo? Fai bene; anche i demòni lo credono e tremano! Insensato, vuoi capire che la fede senza le opere non ha valore? Abramo, nostro padre, non fu forse giustificato per le sue opere, quando offrì Isacco, suo figlio, sull’altare? Vedi: la fede agiva insieme alle opere di lui, e per le opere la fede divenne perfetta. E si compì la Scrittura che dice: Abramo credette a Dio e gli fu accreditato come giustizia, ed egli fu chiamato amico di Dio. Vedete: l’uomo è giustificato per le opere e non soltanto per la fede. Così anche Raab, la prostituta, non fu forse giustificata per le opere, perché aveva dato ospitalità agli esploratori e li aveva fatti ripartire per un’altra strada? Infatti come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 111(112)

    R. Il giusto opera il bene e vive con fede.

    Beato l’uomo che teme il Signore
    e nei suoi precetti trova grande gioia.
    Potente sulla terra sarà la sua stirpe,
    la discendenza degli uomini retti sarà benedetta.
    Prosperità e ricchezza nella sua casa,
    la sua giustizia rimane per sempre. R.

    Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti:
    misericordioso, pietoso e giusto.
    Felice l’uomo pietoso che dà in prestito,
    amministra i suoi beni con giustizia.
    Egli non vacillerà in eterno:
    eterno sarà il ricordo del giusto. R.

    Cattive notizie non avrà da temere,
    saldo è il suo cuore, confida nel Signore.
    Sicuro è il suo cuore, non teme.
    Egli dona largamente ai poveri,
    la sua giustizia rimane per sempre,
    la sua fronte s’innalza nella gloria. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Annunciamo Cristo crocifisso:
    scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca. (18, 28-30)

    In quel tempo. Pietro disse: «Noi abbiamo lasciato i nostri beni e ti abbiamo seguito». Ed egli rispose: «In verità io vi dico, non c’è nessuno che abbia lasciato casa o moglie o fratelli o genitori o figli per il regno di Dio, che non riceva molto di più nel tempo presente e la vita eterna nel tempo che verrà».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Abbiamo accolto, o Dio,
    la tua misericordia in mezzo al tuo tempio.
    Come il tuo nome, o Dio, così la tua lode
    raggiunge i confini della terra;
    di giustizia è piena la tua destra.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, sorgente inesauribile di ogni bene, ascolta le implorazioni dei tuoi fedeli: ci rianimi l’effusione del tuo amore paterno e ci doni di perseverare nella vita redenta. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Infondi, o Dio, nei tuoi figli una grande e forte capacità di amare perché sappiano serbarsi fedeli all’insegnamento del vangelo e possano vivere sempre nella carità e nella pace. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, esaltarti sempre, qui e in ogni luogo, Dio onnipotente e santo.
    Da te riceviamo l’esistenza, la forza di agire e la grazia di vivere, e così tu dimostri ogni giorno il tuo amore di padre. Già in questa fuggevole vita ci assicuri e ci anticipi il possesso della ricchezza eterna e, donandoci le primizie dello Spirito che ha risuscitato dai morti Cristo Signore, ci serbi nella viva speranza di partecipare alla gioia senza fine.
    Gioiosi per questa certezza, uniti al canto perenne degli angeli, ti eleviamo l’inno di riconoscenza e di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Quanto è grande, Signore Dio nostro,
    il tuo nome su tutta la terra!


    ALLA COMUNIONE
    «Chi mangia il mio corpo e beve il mio sangue,
    rimane in me e io in lui» - dice il Signore.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, Padre nostro, che in questo convito di grazia raduni in un solo corpo i membri della tua Chiesa, donaci di restare in comunione con Cristo nostro Capo, nella fede e nelle opere, e di ritrovarci un giorno tutti partecipi della felicità eterna con lui che vive e regna nei secoli dei secoli.


    oppure:


    Santi Cosma e Damiano, martiri (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei martiri (per più martiri)

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