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Discussione: Testi liturgici della Messa in Rito Ambrosiano (2021-2022)

  1. #201
    Cronista di CR L'avatar di Cantore Inveruno
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    DOMENICA DI PENTECOSTE (solennità del Signore)
    Anno C


    ALL’ INGRESSO
    Venne dal cielo improvviso il rombo d’un vento possente
    sopra il luogo dov’erano riuniti, alleluia.
    Tutti furono pieni di Spirito Santo
    e inneggiavano alla gloria di Dio, alleluia.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, che hai mandato sui tuoi discepoli il fuoco dello Spirito Santo Paràclito, effusione ardente della tua vita d’amore, da’ alla Chiesa di rinsaldarsi nell’unità della fede e, serbandosi costante nella carità, di perseverare e di crescere nelle opere di giustizia. Per Gesù Cristo, tuo Figlio che è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA

    Lettura degli Atti degli Apostoli (2, 1-11)
    La Pentecoste.

    Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, i discepoli si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
    Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frìgia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio».

    Parola di Dio


    SALMO
    dal Sal 103(104)

    R. Del tuo Spirito, Signore, è piena la terra.

    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Benedici il Signore, anima mia!
    Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
    Quante sono le tue opere, Signore!
    La terra è piena delle tue creature. R.

    Togli loro il respiro: muoiono,
    e ritornano nella loro polvere.
    Mandi il tuo spirito, sono creati,
    e rinnovi la faccia della terra. R.

    Sia per sempre la gloria del Signore;
    gioisca il Signore delle sue opere.
    A lui sia gradito il mio canto,
    io gioirò nel Signore. R.


    EPISTOLA

    Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (12, 1-11)
    Nessuno può dire «Gesù è il Signore!», se non sotto l’azione dello Spirito Santo.

    Riguardo ai doni dello Spirito, fratelli, non voglio lasciarvi nell’ignoranza. Voi sapete infatti che, quando eravate pagani, vi lasciavate trascinare senza alcun controllo verso gli idoli muti. Perciò io vi dichiaro: nessuno che parli sotto l’azione dello Spirito di Dio può dire: «Gesù è anàtema!»; e nessuno può dire: «Gesù è Signore!», se non sotto l’azione dello Spirito Santo.
    Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune: a uno infatti, per mezzo dello Spirito, viene dato il linguaggio di sapienza; a un altro invece, dallo stesso Spirito, il linguaggio di conoscenza; a uno, nello stesso Spirito, la fede; a un altro, nell’unico Spirito, il dono delle guarigioni; a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di discernere gli spiriti; a un altro la varietà delle lingue; a un altro l’interpretazione delle lingue. Ma tutte queste cose le opera l’unico e medesimo Spirito, distribuendole a ciascuno come vuole.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Vieni, Santo Spirito,
    riempi i cuori dei tuoi fedeli
    e accendi in essi il fuoco del tuo amore.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (14, 15-20)
    Lo Spirito della verità sarà in voi. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    «Quando mostrerò la mia santità in voi
    - dice il Signore - vi radunerò tra le genti
    e vi darò un cuore nuovo», alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    O Dio onnipotente ed eterno, che hai racchiuso la celebrazione della Pasqua nel tempo sacro dei cinquanta giorni, rinnova il prodigio della Pentecoste: fa’ che i popoli dispersi si raccolgano e le diverse lingue si uniscano a proclamare la gloria del tuo nome. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Fa’, o Dio, che lo Spirito Santo ci riveli sempre più apertamente la realtà misteriosa e sublime di questo sacrificio e ci guidi alla piena comprensione della verità secondo la promessa di Cristo, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta renderti grazie, o Dio di infinita potenza e allietarci in questo giorno solenne che, nel suo numero sacro e profetico, ricorda arcanamente la raggiunta pienezza del mistero pasquale. Oggi la confusione che la superbia aveva portato tra gli uomini è ricomposta in unità dallo Spirito Santo. Oggi gli apostoli, al fragore improvviso che viene dal cielo, accolgono la professione di un’unica fede e, con diversi linguaggi, a tutte le genti annunziano la gloria del tuo vangelo di salvezza. Per questa effusione dello Spirito esulta la Chiesa, ardente di riconoscenza e d’amore, e, unendo la sua voce di Sposa al coro senza fine del cielo, eleva a te, o Padre, con tutte le creature felici il suo inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    Se si usa la Preghiera Eucaristica I, si dice il Communicantes (in Comunione) proprio.


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Nell’ultimo giorno della festa Gesù proclamava:
    «Dal seno di chi crede in me
    scaturiranno fiumi d’acqua viva».
    Questo disse parlando dello Spirito
    che avrebbero ricevuto i credenti in lui, alleluia, alleluia.


    ALLA COMUNIONE
    Cantate un inno, agnelli senza macchia,
    rinati al lavacro del fonte,
    saziati del corpo di Cristo, alleluia, alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Padre, la partecipazione alla tua mensa ci comunichi il fervore dello Spirito, che animò visibilmente i tuoi apostoli e li rese nel mondo testimoni del vangelo. Per Cristo nostro Signore.


    Messe per i battezzati:



    Nel giorno di Pentecoste, accanto alla "Messa nel giorno" sono proposte due "Messe per battezzati", con esplicito richiamo, nelle letture, nelle orazioni e nei canti, ai temi battesimali.
    Queste Messe sono particolarmente indicate quando si voglia commemorare il Sacramento ricevuto, la grazia che vi è stata attinta e gli impegni in esso assunti. La “Messa per i battezzati” è strettamente obbligatoria qualora, durante la Messa, venga celebrato il rito del Battesimo.



    Formulario 1:


    ALL’ INGRESSO

    Avete ricevuto uno spirito di figli adottivi
    per il quale gridiamo: Abbà! Padre!
    E lo Spirito attesta, unito a noi,
    che siamo figli di Dio, alleluia.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, che nel tuo Spirito hai salvato l’umanità e la guidi nel suo cammino, accresci nella Chiesa il numero dei credenti e l’amore sincero dei tuoi figli. Per Gesù Cristo, tuo Figlio che è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura degli Atti degli Apostoli (3, 1-8)
    Il dono di Dio nel nome di Gesù Cristo.

    Un giorno Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera delle tre del pomeriggio. Qui di solito veniva portato un uomo, storpio fin dalla nascita; lo ponevano ogni giorno presso la porta del tempio detta Bella, per chiedere l’elemosina a coloro che entravano nel tempio. Costui, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, li pregava per avere un’elemosina. Allora, fissando lo sguardo su di lui, Pietro insieme a Giovanni disse: «Guarda verso di noi». Ed egli si volse a guardarli, sperando di ricevere da loro qualche cosa. Pietro gli disse: «Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, àlzati e cammina!». Lo prese per la mano destra e lo sollevò. Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono e, balzato in piedi, si mise a camminare; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio.

    Parola di Dio


    SALMO

    dal Sal 67(68)

    R. Rallegratevi, giusti, nel Signore.

    Sorga Dio e siano dispersi i suoi nemici.
    Come si dissolve il fumo, tu li dissolvi;
    come si scioglie la cera di fronte al fuoco.
    I giusti invece si rallegrano,
    esultano davanti a Dio e cantano di gioia. R.

    Il Signore annuncia una notizia,
    grande schiera sono le messaggere di vittoria.
    Il nostro Dio è un Dio che salva;
    al Signore Dio appartengono le porte della morte. R.

    «Benedite Dio nelle vostre assemblee,
    benedite il Signore, voi della stirpe d’Israele».
    Mostra, o Dio, la tua forza,
    conferma, o Dio, quanto hai fatto per noi! R.


    EPISTOLA
    Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (2, 9-16)
    Abbiamo ricevuto lo Spirito di Dio per conoscere ciò che Dio ci ha donato.

    Fratelli, sta scritto:
    Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì,
    né mai entrarono in cuore di uomo,
    Dio le ha preparate per coloro che lo amano.
    Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio. Chi infatti conosce i segreti dell’uomo se non lo spirito dell’uomo che è in lui? Così anche i segreti di Dio nessuno li ha mai conosciuti se non lo Spirito di Dio. Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere ciò che Dio ci ha donato. Di queste cose noi parliamo, con parole non suggerite dalla sapienza umana, bensì insegnate dallo Spirito, esprimendo cose spirituali in termini spirituali. Ma l’uomo lasciato alle sue forze non comprende le cose dello Spirito di Dio: esse sono follia per lui e non è capace di intenderle, perché di esse si può giudicare per mezzo dello Spirito. L’uomo mosso dallo Spirito, invece, giudica ogni cosa, senza poter essere giudicato da nessuno. Infatti chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore in modo da poterlo consigliare? Ora, noi abbiamo il pensiero di Cristo.

    Parola di Dio.

    oppure (fuori del Tempo pasquale):

    Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini (4, 1-6)
    Un solo Spirito, un solo Signore, un solo Dio, una sola fede, un solo battesimo.

    Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Varcate le sue porte con inni di grazie,
    i suoi atri con canti di lode.
    Presentatevi a lui con esultanza;
    riconoscete che solo il Signore è Dio.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (3, 1-13)
    Nati da acqua e Spirito.

    In quel tempo. Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò dal Signore Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio».
    Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».
    Gli replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro d’Israele e non conosci queste cose? In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniano ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Riconoscete che il Signore è Dio:
    egli ci ha fatto, e noi siamo suoi,
    suo popolo e gregge che egli pasce, alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Da’ alla tua Chiesa, o Padre, di fuggire ogni azione ingiusta e di non avere mai parte alcuna nei disegni degli iniqui perché, santificata dal tuo Spirito, si affidi a te con animo puro e si senta in ogni tempo sorretta dalla tua misericordia. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI

    Tu che nella celebrazione pasquale ricolmi di gioia, o Dio, la tua Chiesa, per il sacrificio che ti presentiamo difendila da tutti i pericoli. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
    Cristo Signore per elevarci allo splendore del suo regno è disceso fino alla nostra povertà con amore ineffabile e dalla miseria della terra ci ha fatto salire alla gloria del cielo.
    Per questo mistero, rinnovato dal tuo Spirito esulta l’universo e si unisce ai cori degli angeli, nel canto gioioso della tua lode: Santo, Santo, Santo…


    Se si usa la Preghiera Eucaristica I, si dice il Communicantes (in Comunione) proprio.


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Gustate e vedete quanto è buono il Signore;
    beato l’uomo che in lui si rifugia, alleluia.


    ALLA COMUNIONE

    Crea in me, o Dio, un cuore puro,
    rinnova in me uno spirito saldo, alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE

    Ascolta, o Dio di misericordia, la supplica dei tuoi figli: ora che ci hai donato la grazia rinnovatrice del battesimo, apri il nostro cuore alla pienezza della gioia eterna. Per Cristo nostro Signore.


    Formulario 2:


    ALL’ INGRESSO

    Lo Spirito Santo scenderà su di voi,
    accoglierete in voi la sua potenza
    e sarete miei testimoni, alleluia.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Dio onnipotente, fa’ risplendere su noi la tua gloria; e il fulgore della tua luce, riverberato sugli animi nostri dallo Spirito Santo, confermi nella fede e nell’amore coloro che sono rigenerati dalla tua grazia. Per Gesù Cristo, tuo Figlio che è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura degli Atti degli Apostoli (3, 1-8)
    Il dono di Dio nel nome di Gesù Cristo.

    Un giorno Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera delle tre del pomeriggio. Qui di solito veniva portato un uomo, storpio fin dalla nascita; lo ponevano ogni giorno presso la porta del tempio detta Bella, per chiedere l’elemosina a coloro che entravano nel tempio. Costui, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, li pregava per avere un’elemosina. Allora, fissando lo sguardo su di lui, Pietro insieme a Giovanni disse: «Guarda verso di noi». Ed egli si volse a guardarli, sperando di ricevere da loro qualche cosa. Pietro gli disse: «Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, àlzati e cammina!». Lo prese per la mano destra e lo sollevò. Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono e, balzato in piedi, si mise a camminare; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio.

    Parola di Dio


    SALMO

    dal Sal 67(68)

    R. Rallegratevi, giusti, nel Signore.

    Sorga Dio e siano dispersi i suoi nemici.
    Come si dissolve il fumo, tu li dissolvi;
    come si scioglie la cera di fronte al fuoco.
    I giusti invece si rallegrano,
    esultano davanti a Dio e cantano di gioia. R.

    Il Signore annuncia una notizia,
    grande schiera sono le messaggere di vittoria.
    Il nostro Dio è un Dio che salva;
    al Signore Dio appartengono le porte della morte. R.

    «Benedite Dio nelle vostre assemblee,
    benedite il Signore, voi della stirpe d’Israele».
    Mostra, o Dio, la tua forza,
    conferma, o Dio, quanto hai fatto per noi! R.


    EPISTOLA

    Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (2, 9-16)
    Abbiamo ricevuto lo Spirito di Dio per conoscere ciò che Dio ci ha donato.

    Fratelli, sta scritto:
    Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì,
    né mai entrarono in cuore di uomo,
    Dio le ha preparate per coloro che lo amano.
    Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio. Chi infatti conosce i segreti dell’uomo se non lo spirito dell’uomo che è in lui? Così anche i segreti di Dio nessuno li ha mai conosciuti se non lo Spirito di Dio. Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere ciò che Dio ci ha donato. Di queste cose noi parliamo, con parole non suggerite dalla sapienza umana, bensì insegnate dallo Spirito, esprimendo cose spirituali in termini spirituali. Ma l’uomo lasciato alle sue forze non comprende le cose dello Spirito di Dio: esse sono follia per lui e non è capace di intenderle, perché di esse si può giudicare per mezzo dello Spirito. L’uomo mosso dallo Spirito, invece, giudica ogni cosa, senza poter essere giudicato da nessuno. Infatti chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore in modo da poterlo consigliare? Ora, noi abbiamo il pensiero di Cristo.

    Parola di Dio.

    oppure (fuori del Tempo pasquale):

    Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini (4, 1-6)
    Un solo Spirito, un solo Signore, un solo Dio, una sola fede, un solo battesimo.

    Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Varcate le sue porte con inni di grazie,
    i suoi atri con canti di lode.
    Presentatevi a lui con esultanza;
    riconoscete che solo il Signore è Dio.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (3, 1-13)
    Nati da acqua e Spirito.

    In quel tempo. Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò dal Signore Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio».
    Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».
    Gli replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro d’Israele e non conosci queste cose? In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniano ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Acclamate al Signore,
    voi tutti abitanti della terra,
    servite il Signore nella gioia, alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, creatore dell’universo e fonte di ogni bene, fa’ che questi tuoi servi da te illuminati crescano nel Figlio tuo come nuove creature e siano fortificati dall’amore del tuo Spirito. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Per l’azione santificante del tuo Spirito siano consacrate, o Dio, le nostre offerte; i credenti ritrovino libertà da ogni legame di colpa e rinascano nella nuova vita di figli. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Oggi celebriamo l’effusione dello Spirito che agli esordi della Chiesa portò l’intelligenza dei misteri divini e la parola di verità per tutte le genti. Egli elargisce agli uomini doni diversi, ma con la varietà delle grazie serba il tuo popolo nell’unità dell’amore. Egli ispira ai predicatori del vangelo di Cristo la molteplicità di linguaggi ed è la fonte dell’unico annuncio e dell’unica fede. Rinnovata da questo tuo Spirito, esulta di gioia ineffabile tutta la terra e gli angeli inneggiano in cielo, senza fine cantando la tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    Se si usa la Preghiera Eucaristica I, si dice il Communicantes (in Comunione) proprio.


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Dice il Signore: «Chi ha sete venga a me e beva;
    chi crede in me, vedrà sgorgare dal suo seno
    un’acqua viva», alleluia.


    ALLA COMUNIONE

    Tu mandi, o Dio, il tuo Spirito,
    e le creature rinascono,
    e così rinnovi la faccia della terra, alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE

    Questi santi misteri, o Padre, ci astergano da ogni peccato e rendano gli animi nostri sempre più aperti ai tuoi doni. Per Cristo nostro Signore.

  2. #202
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    6 Giugno

    Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa (memoria)
    Anno II

    Messa dal comune della Beata Vergine Maria (Maria madre della Chiesa)


    LETTURA
    Lettura del libro del Deuteronomio (16, 9-12)
    La festa delle Settimane.

    In quei giorni. Mosè disse: «Conterai sette settimane. Quando si metterà la falce nella messe, comincerai a contare sette settimane e celebrerai la festa delle Settimane per il Signore, tuo Dio, offrendo secondo la tua generosità e nella misura in cui il Signore, tuo Dio, ti avrà benedetto. Gioirai davanti al Signore, tuo Dio, tu, tuo figlio e tua figlia, il tuo schiavo e la tua schiava, il levita che abiterà le tue città, il forestiero, l’orfano e la vedova che saranno in mezzo a te, nel luogo che il Signore, tuo Dio, avrà scelto per stabilirvi il suo nome. Ricòrdati che sei stato schiavo in Egitto: osserva e metti in pratica queste leggi».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 80(81)

    R. Esultate in Dio, nostra forza.

    Esultate in Dio, nostra forza,
    acclamate il Dio di Giacobbe!
    Intonate il canto e suonate il tamburello,
    la cetra melodiosa con l’arpa. R.

    Suonate il corno nel novilunio,
    nel plenilunio, nostro giorno di festa.
    Questo è un decreto per Israele,
    un giudizio del Dio di Giacobbe. R.

    Una testimonianza data a Giuseppe.
    Ascolta, popolo mio:
    «Sono io il Signore, tuo Dio,
    che ti ha fatto salire dal paese d’Egitto». R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    I figli d’Israele portano l’offerta in vasi puri
    nel tempio del Signore.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Luca (21, 1-4)
    Questa vedova nella sua miseria ha dato tutto quello che aveva per vivere.

    In quel tempo. Il Signore Gesù alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio. Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, e disse: «In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere».

    Parola del Signore.

  3. #203
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    7 Giugno

    Martedì dopo Pentecoste
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Signore, ascolta la mia voce!
    Di te il mio cuore ha detto:
    «Cerca il suo volto!».
    Io cercherò il tuo volto, Signore,
    non ti celare mai!


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, che rendi la Chiesa madre sempre feconda di nuovi figli, aiutala a crescere con la tua grazia nella professione di una fede limpida, nel coraggio di respingere il male, nell’onore di servirti con viva dedizione, sicura della tua protezione perenne. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA

    Lettura del libro dell’Esodo (19, 1-6)
    Dio parla dal Sinai: «Sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa».

    In quei giorni. Al terzo mese dall’uscita degli Israeliti dalla terra d’Egitto, nello stesso giorno, essi arrivarono al deserto del Sinai. Levate le tende da Refidìm, giunsero al deserto del Sinai, dove si accamparono; Israele si accampò davanti al monte.
    Mosè salì verso Dio, e il Signore lo chiamò dal monte, dicendo: «Questo dirai alla casa di Giacobbe e annuncerai agli Israeliti: “Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all’Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatto venire fino a me. Ora, se darete ascolto alla mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me una proprietà particolare tra tutti i popoli; mia infatti è tutta la terra! Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa”. Queste parole dirai agli Israeliti».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 80(81)

    R. Fa’ che ascoltiamo, Signore, la tua voce.


    «Ho liberato dal peso la sua spalla,
    le sue mani hanno deposto la cesta.
    Hai gridato a me nell’angoscia
    e io ti ho liberato. R.

    Nascosto nei tuoni ti ho dato risposta,
    ti ho messo alla prova alle acque di Merìba.
    Ascolta, popolo mio: contro di te voglio testimoniare.
    Israele, se tu mi ascoltassi! R.

    Non ci sia in mezzo a te un dio estraneo
    e non prostrarti a un dio straniero.
    Sono io il Signore, tuo Dio,
    che ti ha fatto salire dal paese d’Egitto». R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale,
    nazione santa, popolo che Dio si è acquistato.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (12, 35-38)
    Siate simili a quelli che aspettano il loro padrone.

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Abbiamo accolto, o Dio,
    la tua misericordia in mezzo al tuo tempio.
    Come il tuo nome, o Dio,
    così la tua lode
    raggiunge i confini della terra;
    di giustizia è piena la tua destra.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    O Dio, Padre nostro, che ci vedi tra le insidie del mondo e sai che la nostra fragilità non può reggere a lungo, donaci la salute fisica e la serenità dello spirito, e, se per le nostre colpe qualche male ci affligge, aiutaci a sopportarlo. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    O Dio, eterno e santo, che hai superato la varietà e l’esteriorità degli antichi riti nella perfezione dell’unico sacrificio redentore, accogli l’offerta della tua famiglia come hai gradito un tempo i doni di Abele, e per la tua azione santificante fa’ che ritorni a nostra salvezza quanto presentiamo a gloria del tuo nome. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta renderti grazie e innalzare a te l’inno di benedizione e di lode, Dio onnipotente ed eterno. Tu hai creato il mondo nella varietà dei suoi elementi, hai disposto l’avvicendarsi dei tempi e delle stagioni e all’uomo, fatto a tua immagine, hai affidato le meraviglie dell’universo perché, fedele interprete dei tuoi disegni, esercitasse il dominio su ogni creatura e nelle tue opere glorificasse te, Creatore e Padre, per Cristo Signore nostro. In lui il cielo e la terra, gli angeli e i santi cantano con voce unanime la tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Quanto è grande, Signore Dio nostro,
    il tuo nome su tutta la terra!


    ALLA COMUNIONE

    «Chi mangia il mio corpo e beve il mio sangue
    rimane in me e io in lui» – dice il Signore –.


    DOPO LA COMUNIONE

    Il Pane celeste di cui ci siamo nutriti a questo altare ci liberi, o Dio, da ogni male che insidia il nostro cuore e la nostra vita; e nessuna avversità riesca più a dominarci ora che siamo stati rinvigoriti dai tuoi divini misteri. Per Cristo nostro Signore.

  4. #204
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    Mercoledì dopo Pentecoste
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Signore, ascolta la mia voce!
    Di te il mio cuore ha detto:
    «Cerca il suo volto!».
    Io cercherò il tuo volto, Signore,
    non ti celare mai!


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, che rendi la Chiesa madre sempre feconda di nuovi figli, aiutala a crescere con la tua grazia nella professione di una fede limpida, nel coraggio di respingere il male, nell’onore di servirti con viva dedizione, sicura della tua protezione perenne. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro dell’Esodo (19, 7-15)
    Guardatevi dal toccare le falde del monte.

    In quei giorni. Mosè andò, convocò gli anziani del popolo e riferì loro tutte queste parole, come gli aveva ordinato il Signore. Tutto il popolo rispose insieme e disse: «Quanto il Signore ha detto, noi lo faremo!». Mosè tornò dal Signore e riferì le parole del popolo. Il Signore disse a Mosè: «Ecco, io sto per venire verso di te in una densa nube, perché il popolo senta quando io parlerò con te e credano per sempre anche a te».
    Mosè riferì al Signore le parole del popolo. Il Signore disse a Mosè: «Va’ dal popolo e santificalo, oggi e domani: lavino le loro vesti e si tengano pronti per il terzo giorno, perché nel terzo giorno il Signore scenderà sul monte Sinai, alla vista di tutto il popolo. Fisserai per il popolo un limite tutto attorno, dicendo: “Guardatevi dal salire sul monte e dal toccarne le falde. Chiunque toccherà il monte sarà messo a morte. Nessuna mano però dovrà toccare costui: dovrà essere lapidato o colpito con tiro di arco. Animale o uomo, non dovrà sopravvivere”. Solo quando suonerà il corno, essi potranno salire sul monte». Mosè scese dal monte verso il popolo; egli fece santificare il popolo, ed essi lavarono le loro vesti. Poi disse al popolo: «Siate pronti per il terzo giorno: non unitevi a donna».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 117(118)

    R. Canterò per sempre l’amore del Signore.

    Rendete grazie al Signore perché è buono,
    perché il suo amore è per sempre.
    Dica Israele:
    «Il suo amore è per sempre». R.

    Dica la casa di Aronne:
    «Il suo amore è per sempre».
    Dicano quelli che temono il Signore:
    «Il suo amore è per sempre». R.

    Nel pericolo ho gridato al Signore:
    mi ha risposto, il Signore, e mi ha tratto in salvo.
    Il Signore è per me, non avrò timore:
    che cosa potrà farmi un uomo?
    Il Signore è per me, è il mio aiuto,
    e io guarderò dall’alto i miei nemici. R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Voi non vi siete avvicinàti a qualcosa di tangibile,
    né a un fuoco ardente, ma alla città del Dio vivente,
    alla Gerusalemme celeste.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Luca (8, 42b-48)
    Gli si avvicinò e gli toccò il lembo del mantello.

    In quel tempo. Le folle si accalcavano attorno al Signore Gesù. E una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, la quale, pur avendo speso tutti i suoi beni per i medici, non aveva potuto essere guarita da nessuno, gli si avvicinò da dietro, gli toccò il lembo del mantello e immediatamente l’emorragia si arrestò. Gesù disse: «Chi mi ha toccato?». Tutti negavano. Pietro allora disse: «Maestro, la folla ti stringe da ogni parte e ti schiaccia». Ma Gesù disse: «Qualcuno mi ha toccato. Ho sentito che una forza è uscita da me». Allora la donna, vedendo che non poteva rimanere nascosta, tremante, venne e si gettò ai suoi piedi e dichiarò davanti a tutto il popolo per quale motivo l’aveva toccato e come era stata guarita all’istante. Egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace!».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Abbiamo accolto, o Dio,
    la tua misericordia in mezzo al tuo tempio.
    Come il tuo nome, o Dio,
    così la tua lode
    raggiunge i confini della terra;
    di giustizia è piena la tua destra.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    O Dio, Padre nostro, che ci vedi tra le insidie del mondo e sai che la nostra fragilità non può reggere a lungo, donaci la salute fisica e la serenità dello spirito, e, se per le nostre colpe qualche male ci affligge, aiutaci a sopportarlo. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    O Dio, eterno e santo, che hai superato la varietà e l’esteriorità degli antichi riti nella perfezione dell’unico sacrificio redentore, accogli l’offerta della tua famiglia come hai gradito un tempo i doni di Abele, e per la tua azione santificante fa’ che ritorni a nostra salvezza quanto presentiamo a gloria del tuo nome. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta renderti grazie e innalzare a te l’inno di benedizione e di lode, Dio onnipotente ed eterno. Tu hai creato il mondo nella varietà dei suoi elementi, hai disposto l’avvicendarsi dei tempi e delle stagioni e all’uomo, fatto a tua immagine, hai affidato le meraviglie dell’universo perché, fedele interprete dei tuoi disegni, esercitasse il dominio su ogni creatura e nelle tue opere glorificasse te, Creatore e Padre, per Cristo Signore nostro. In lui il cielo e la terra, gli angeli e i santi cantano con voce unanime la tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Quanto è grande, Signore Dio nostro,
    il tuo nome su tutta la terra!


    ALLA COMUNIONE

    «Chi mangia il mio corpo e beve il mio sangue
    rimane in me e io in lui» – dice il Signore –.


    DOPO LA COMUNIONE

    Il Pane celeste di cui ci siamo nutriti a questo altare ci liberi, o Dio, da ogni male che insidia il nostro cuore e la nostra vita; e nessuna avversità riesca più a dominarci ora che siamo stati rinvigoriti dai tuoi divini misteri. Per Cristo nostro Signore.

  5. #205
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    9 Giugno

    Giovedì dopo Pentecoste
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Signore, ascolta la mia voce!
    Di te il mio cuore ha detto:
    «Cerca il suo volto!».
    Io cercherò il tuo volto, Signore,
    non ti celare mai!


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, che rendi la Chiesa madre sempre feconda di nuovi figli, aiutala a crescere con la tua grazia nella professione di una fede limpida, nel coraggio di respingere il male, nell’onore di servirti con viva dedizione, sicura della tua protezione perenne. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro dell’Esodo (19, 16-19)
    La teofania al Sinai.

    Il terzo giorno, sul far del mattino, vi furono tuoni e lampi, una nube densa sul monte e un suono fortissimo di corno: tutto il popolo che era nell’accampamento fu scosso da tremore. Allora Mosè fece uscire il popolo dall’accampamento incontro a Dio. Essi stettero in piedi alle falde del monte. Il monte Sinai era tutto fumante, perché su di esso era sceso il Signore nel fuoco, e ne saliva il fumo come il fumo di una fornace: tutto il monte tremava molto. Il suono del corno diventava sempre più intenso: Mosè parlava e Dio gli rispondeva con una voce.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 96(97)

    R. Il Signore regna: esulti la terra.

    Il Signore regna: esulti la terra,
    gioiscano le isole tutte.
    Nubi e tenebre lo avvolgono,
    giustizia e diritto sostengono il suo trono. R.

    Un fuoco cammina davanti a lui
    e brucia tutt’intorno i suoi nemici.
    Le sue folgori rischiarano il mondo:
    vede e trema la terra. R.

    I monti fondono come cera davanti al Signore,
    davanti al Signore di tutta la terra.
    Annunciano i cieli la sua giustizia,
    e tutti i popoli vedono la sua gloria. R.

    Si vergognino tutti gli adoratori di statue
    e chi si vanta del nulla degli idoli.
    A lui si prostrino tutti gli dèi!
    Perché tu, Signore,
    sei l’Altissimo su tutta la terra,
    eccelso su tutti gli dèi. R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Sion ascolta la voce del Signore, e ne gioisce.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (12, 27-32)
    Una voce dal cielo: «L’ho glorificato».

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».
    La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Abbiamo accolto, o Dio,
    la tua misericordia in mezzo al tuo tempio.
    Come il tuo nome, o Dio,
    così la tua lode
    raggiunge i confini della terra;
    di giustizia è piena la tua destra.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    O Dio, Padre nostro, che ci vedi tra le insidie del mondo e sai che la nostra fragilità non può reggere a lungo, donaci la salute fisica e la serenità dello spirito, e, se per le nostre colpe qualche male ci affligge, aiutaci a sopportarlo. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    O Dio, eterno e santo, che hai superato la varietà e l’esteriorità degli antichi riti nella perfezione dell’unico sacrificio redentore, accogli l’offerta della tua famiglia come hai gradito un tempo i doni di Abele, e per la tua azione santificante fa’ che ritorni a nostra salvezza quanto presentiamo a gloria del tuo nome. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta renderti grazie e innalzare a te l’inno di benedizione e di lode, Dio onnipotente ed eterno. Tu hai creato il mondo nella varietà dei suoi elementi, hai disposto l’avvicendarsi dei tempi e delle stagioni e all’uomo, fatto a tua immagine, hai affidato le meraviglie dell’universo perché, fedele interprete dei tuoi disegni, esercitasse il dominio su ogni creatura e nelle tue opere glorificasse te, Creatore e Padre, per Cristo Signore nostro. In lui il cielo e la terra, gli angeli e i santi cantano con voce unanime la tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Quanto è grande, Signore Dio nostro,
    il tuo nome su tutta la terra!


    ALLA COMUNIONE

    «Chi mangia il mio corpo e beve il mio sangue
    rimane in me e io in lui» – dice il Signore –.


    DOPO LA COMUNIONE

    Il Pane celeste di cui ci siamo nutriti a questo altare ci liberi, o Dio, da ogni male che insidia il nostro cuore e la nostra vita; e nessuna avversità riesca più a dominarci ora che siamo stati rinvigoriti dai tuoi divini misteri. Per Cristo nostro Signore.


    oppure:


    Sant'Efrem, diacono e dottore della Chiesa (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei Dottori della Chiesa

  6. #206
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    10 Giugno

    Venerdì dopo Pentecoste
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Signore, ascolta la mia voce!
    Di te il mio cuore ha detto:
    «Cerca il suo volto!».
    Io cercherò il tuo volto, Signore,
    non ti celare mai!


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, che rendi la Chiesa madre sempre feconda di nuovi figli, aiutala a crescere con la tua grazia nella professione di una fede limpida, nel coraggio di respingere il male, nell’onore di servirti con viva dedizione, sicura della tua protezione perenne. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro del Deuteronomio (19, 20-25)
    Dio convoca Mosè sul Sinai.

    In quei giorni. ll Signore scese sul monte Sinai, sulla vetta del monte, e il Signore chiamò Mosè sulla vetta del monte. Mosè salì. Il Signore disse a Mosè: «Scendi, scongiura il popolo di non irrompere verso il Signore per vedere, altrimenti ne cadrà una moltitudine! Anche i sacerdoti, che si avvicinano al Signore, si santifichino, altrimenti il Signore si avventerà contro di loro!». Mosè disse al Signore: «Il popolo non può salire al monte Sinai, perché tu stesso ci hai avvertito dicendo: “Delimita il monte e dichiaralo sacro”». Il Signore gli disse: «Va’, scendi, poi salirai tu e Aronne con te. Ma i sacerdoti e il popolo non si precipitino per salire verso il Signore, altrimenti egli si avventerà contro di loro!». Mosè scese verso il popolo e parlò loro.

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 14(15)

    R. Beato chi teme il Signore e cammina nelle sue vie.


    Signore, chi abiterà nella tua tenda?
    Chi dimorerà sulla tua santa montagna?
    Colui che cammina senza colpa,
    pratica la giustizia
    e dice la verità che ha nel cuore. R.

    Non sparge calunnie con la sua lingua,
    non fa danno al suo prossimo
    e non lancia insulti al suo vicino.
    Ai suoi occhi è spregevole il maligno,
    ma onora chi teme il Signore. R.

    Non presta il suo denaro a usura
    e non accetta doni contro l’innocente.
    Colui che agisce in questo modo
    resterà saldo per sempre. R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Voi vi siete accostati al monte di Sion
    e al Mediatore della Nuova Alleanza.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (6, 12-16)
    Il Signore Gesù se ne andò sul monte, chiamò a sé i suoi discepoli e scelse i Dodici.

    In quel tempo. Il Signore Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Abbiamo accolto, o Dio,
    la tua misericordia in mezzo al tuo tempio.
    Come il tuo nome, o Dio,
    così la tua lode
    raggiunge i confini della terra;
    di giustizia è piena la tua destra.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    O Dio, Padre nostro, che ci vedi tra le insidie del mondo e sai che la nostra fragilità non può reggere a lungo, donaci la salute fisica e la serenità dello spirito, e, se per le nostre colpe qualche male ci affligge, aiutaci a sopportarlo. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    O Dio, eterno e santo, che hai superato la varietà e l’esteriorità degli antichi riti nella perfezione dell’unico sacrificio redentore, accogli l’offerta della tua famiglia come hai gradito un tempo i doni di Abele, e per la tua azione santificante fa’ che ritorni a nostra salvezza quanto presentiamo a gloria del tuo nome. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta renderti grazie e innalzare a te l’inno di benedizione e di lode, Dio onnipotente ed eterno. Tu hai creato il mondo nella varietà dei suoi elementi, hai disposto l’avvicendarsi dei tempi e delle stagioni e all’uomo, fatto a tua immagine, hai affidato le meraviglie dell’universo perché, fedele interprete dei tuoi disegni, esercitasse il dominio su ogni creatura e nelle tue opere glorificasse te, Creatore e Padre, per Cristo Signore nostro. In lui il cielo e la terra, gli angeli e i santi cantano con voce unanime la tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Quanto è grande, Signore Dio nostro,
    il tuo nome su tutta la terra!


    ALLA COMUNIONE

    «Chi mangia il mio corpo e beve il mio sangue
    rimane in me e io in lui» – dice il Signore –.


    DOPO LA COMUNIONE

    Il Pane celeste di cui ci siamo nutriti a questo altare ci liberi, o Dio, da ogni male che insidia il nostro cuore e la nostra vita; e nessuna avversità riesca più a dominarci ora che siamo stati rinvigoriti dai tuoi divini misteri. Per Cristo nostro Signore.

  7. #207
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    11 Giugno

    San Barnaba, apostolo (festa)
    Anno C


    ALL’ INGRESSO
    Beato il santo che oggi festeggiamo;
    uomo virtuoso, pieno di Spirito santo e di fede,
    meritò di essere annoverato
    tra gli apostoli.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che hai scelto san Barnaba pieno di fede e di Spirito Santo per convertire i popoli pagani, donaci di annunziare fedelmente, con il coraggio apostolico che egli testimoniò, il vangelo di Cristo tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura degli Atti degli Apostoli (11, 21b-26; 13, 1-3)
    Bàrnaba cerca Saulo e lo conduce ad Antiòchia.

    In quei giorni. Un grande numero credette e si convertì al Signore. Questa notizia giunse agli orecchi della Chiesa di Gerusalemme, e mandarono Bàrnaba ad Antiòchia.
    Quando questi giunse e vide la grazia di Dio, si rallegrò ed esortava tutti a restare, con cuore risoluto, fedeli al Signore, da uomo virtuoso qual era e pieno di Spirito Santo e di fede. E una folla considerevole fu aggiunta al Signore. Bàrnaba poi partì alla volta di Tarso per cercare Saulo: lo trovò e lo condusse ad Antiòchia. Rimasero insieme un anno intero in quella Chiesa e istruirono molta gente. Ad Antiòchia per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani.
    In quei giorni alcuni profeti scesero da Gerusalemme ad Antiòchia. Uno di loro, di nome Àgabo, si alzò in piedi e annunciò, per impulso dello Spirito, che sarebbe scoppiata una grande carestia su tutta la terra. Ciò che di fatto avvenne sotto l’impero di Claudio. Allora i discepoli stabilirono di mandare un soccorso ai fratelli abitanti nella Giudea, ciascuno secondo quello che possedeva; questo fecero, indirizzandolo agli anziani, per mezzo di Bàrnaba e Saulo.
    C’erano nella Chiesa di Antiòchia profeti e maestri: Bàrnaba, Simeone detto Niger, Lucio di Cirene, Manaèn, compagno d’infanzia di Erode il tetrarca, e Saulo. Mentre essi stavano celebrando il culto del Signore e digiunando, lo Spirito Santo disse: «Riservate per me Bàrnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati». Allora, dopo aver digiunato e pregato, imposero loro le mani e li congedarono.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 97(98)

    R. Annuncerò ai fratelli la salvezza del Signore.
    oppure:
    R. Allelluia, alleluia, alleluia.


    Cantate al Signore un canto nuovo,
    perché ha compiuto meraviglie.
    Ha fatto conoscere la sua salvezza,
    agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia. R.

    Tutti i confini della terra hanno veduto
    la vittoria del nostro Dio.
    Acclami il Signore tutta la terra,
    gridate, esultate, cantate inni! R.

    Cantate inni al Signore con la cetra,
    con la cetra e al suono di strumenti a corde;
    con le trombe e al suono del corno
    acclamate davanti al re, il Signore. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi (1, 23-29)
    Dio volle far conoscere il mistero di Cristo in mezzo ai pagani.

    Fratelli, restate fondati e fermi nella fede, irremovibili nella speranza del Vangelo che avete ascoltato, il quale è stato annunciato in tutta la creazione che è sotto il cielo, e del quale io, Paolo, sono diventato ministro.
    Ora io sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa. Di essa sono diventato ministro, secondo la missione affidatami da Dio verso di voi di portare a compimento la parola di Dio, il mistero nascosto da secoli e da generazioni, ma ora manifestato ai suoi santi. A loro Dio volle far conoscere la gloriosa ricchezza di questo mistero in mezzo alle genti: Cristo in voi, speranza della gloria. È lui infatti che noi annunciamo, ammonendo ogni uomo e istruendo ciascuno con ogni sapienza, per rendere ogni uomo perfetto in Cristo. Per questo mi affatico e lotto, con la forza che viene da lui e che agisce in me con potenza.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Quanto sono da onorare i tuoi amici, o Dio;
    salda è la loro autorità e non verrà meno.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Matteo (10, 7-15)
    Predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino.

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.
    In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi. In verità io vi dico: nel giorno del giudizio la terra di Sòdoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Agli apostoli prima che agli altri
    Cristo risorto si è manifestato,
    e noi abbiamo ricevuto la missione
    di testimoniarlo su tutta la terra.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, che hai associato san Barnaba alla predicazione dei tuoi apostoli, fa’ che lo raggiungiamo un giorno in cielo noi che oggi ne celebriamo la memoria. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Benedici e santifica, o Padre, questa offerta sacrificale e accendi in noi la stessa fiamma di carità che mosse san Barnaba a portare alle genti l’annunzio del tuo vangelo. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
    Dalla comunità dei credenti nel Cristo con fede limpida e ardente, la voce arcana del tuo Spirito elesse san Barnaba, associandolo a Paolo e al collegio degli apostoli, e lo inviò ad annunziare la verità del vangelo perché la redenzione e la vita fossero predicate a tutte le genti.
    Ci uniamo ora nell’inno di lode a questo tuo servo beato che gode con tutti gli angeli e i santi della tua visione gloriosa ed eleviamo alla tua maestà il canto di adorazione e di gioia: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    I discepoli del Signore erano assidui
    nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli,
    nella frazione del pane e nelle preghiere.


    ALLA COMUNIONE
    «Non vi chiamo più servi – dice il Signore –
    perché il servo non sa ciò che fa il suo padrone;
    ma vi ho chiamato amici
    perché tutto ciò che ho udito dal Padre
    io l’ho comunicato a voi».


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, che nel glorioso ricordo dell’apostolo Barnaba ci hai offerto il segno e la primizia della vita eterna, donaci di contemplare un giorno nello splendore della liturgia celeste il mistero che abbiamo celebrato nella fede. Per Cristo nostro Signore.

  8. #208
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    SANTISSIMA TRINITÀ (solennità del Signore)
    Anno C


    Liturgia vigiliare vespertina:


    SALUTO
    Il Signore sia con voi.
    E con il tuo spirito.


    RITO DELLA LUCE
    Se tu vivi con Dio,
    rifuggi dalla notte.
    Egli è la luce:
    non c’è tenebra in lui.

    Chi è con Dio cammina nella luce
    e vive in comunione con i fratelli.
    Egli è la luce:
    non c’è tenebra in lui.

    Se tu vivi con Dio,
    rifuggi dalla notte.
    Egli è la luce:
    non c’è tenebra in lui.


    INNO

    Testo originale latino

    Terrae políque Cónditor
    Pater paréntem nésciens,
    foecúnda cuius cómparem
    gignit sibi mens Fílium;

    Summi Paréntis Unice,
    Matrísque Fili Vírgins,
    sumpta medens mortálium
    in carne carni nóxiae.

    Tu, Spíritus caeléstium
    largítor alme múnerum,
    tuis rigéntes péctorum
    fibras adúrens ígnibus.

    Salva precántes, Trínitas,
    defénde, simplex Únitas,
    cum Patre Proles caélica
    et utriúsque Spíritus. Amen.
    Traduzione ritmica

    O Padre sommo, ingenito
    dell'universo artefice
    che il Figlio a te simile
    consustanziale generi.

    O Figlio, unigenito,
    di Madre sempre vergine,
    che vesti carne debole
    e poi la nostra medichi.

    O Spirito Paraclito,
    nei doni tuoi munifico
    che tutto puoi e animi
    e scaldi i cuori frigidi.

    Difendi chi ti supplica,
    o Dio Trino e Unico,
    e tu col Padre e il Figlio
    di entrambi santo Spirito. Amen.
    Versione italiana cantabile

    O Padre, sei fonte dell'essere,
    il cielo e la terra hai creato;
    tu luce di puro intelletto
    che il Verbo eterno irraggi!

    Divina è la tua origine,
    o Figlio che nasci da vergine;
    rivesti la carne mortale
    e l'uomo mortale risani.

    O Spirito, fuoco di amore,
    principio di vita celeste:
    tu brucia le scorie dei cuori,
    riscalda il gelo dell'anima.

    O Padre col Figlio e lo Spirito,
    sei uno e trino Signore.
    Splendente mistero di grazia,
    concedi salvezza ai tuoi servi. Amen.
    Traduzione

    Padre, suprema fonte dell’essere
    che il cielo e la terra hai creato,
    luce amorosa di puro intelletto
    che il Verbo eterno generando irraggi!

    Divina è la tua origine,
    o Figlio che nasci da vergine,
    tu che mortale carne rivesti
    e la mortalità nostra risani.

    Spirito Santo, fuoco inestinguibile,
    principio nel mondo di vita celeste,
    brucia ogni scoria, riscalda
    il desolato gelo dell’anima.

    O Padre, Figlio e Spirito,
    o Trinità beata, unico Dio,
    o palpitante e splendido mistero,
    salva i tuoi servi oranti. Amen.



    RESPONSORIO
    Signore Dio, misericordioso e pietoso,
    lento all’ira, ricco di grazie e fedele:
    guardaci e abbi pietà di noi.

    Grande tu sei e compi meraviglie:
    tu solo sei Dio,
    lento all’ira, ricco di grazie e fedele:
    guardaci e abbi pietà di noi.


    VANGELO DELLA RISURREZIONE
    Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Marco (16, 9-16)

    Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato, il Signore Gesù apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva scacciato sette demòni. Questa andò ad annunciarlo a quanti erano stati con lui ed erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero.
    Dopo questo, apparve sotto altro aspetto a due di loro, mentre erano in cammino verso la campagna. Anch’essi ritornarono ad annunciarlo agli altri; ma non credettero neppure a loro.
    Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato».

    Cristo Signore è risorto!


    SALMELLO
    Così lo Spirito dice alle Chiese:
    «Al vincitore darò da mangiare dell’albero della vita,
    che sta nel paradiso di Dio». Alleluia.

    In te è la sorgente della vita,
    alla tua luce vediamo la luce,
    che sta nel paradiso di Dio. Alleluia.


    ORAZIONE
    Dio onnipotente, dona di assaporare le gioie della vita eterna a quanti celebrano con fede pura e con cuore devoto il mistero della Pasqua di Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    Segue la Messa del giorno con l’EPISTOLA, il CANTO AL VANGELO e il VANGELO.
    Dopo il Vangelo tutto prosegue come di solito fino alla Comunione e dopo la Comunione si canta il Magnificat con la relativa antifona.



    ANTIFONA
    Nel Figlio a noi si svela l’immagine del Padre,
    nello Spirito splende il sigillo del Figlio; *
    chi dalla santa Trinità è segnato
    già vive in terra una vita di cielo.


    CANTICO DELLA BEATA VERGINE MARIA
    L'anima mia *
    magnifica il Signore

    e il mio spirito esulta *
    in Dio, mio salvatore,

    perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *
    D'ora in poi tutte le generazioni
    mi chiameranno beata.

    Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
    e Santo è il suo nome:

    di generazione in generazione la sua misericordia *
    si stende su quelli che lo temono.

    Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
    ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

    ha rovesciato i potenti dai troni, *
    ha innalzato gli umili;

    ha ricolmato di beni gli affamati, *
    ha rimandato i ricchi a mani vuote.

    Ha soccorso Israele, suo servo, *
    ricordandosi della sua misericordia,

    come aveva promesso ai nostri padri, *
    ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

    Gloria.

    L'anima mia magnifica il Signore.

    Alla fine, ripetuta l’antifona si aggiungono i tre Kyrie eleison. La celebrazione si conclude con l’orazione dopo la comunione e la benedizione, prima della quale si potranno dare eventuali avvisi.


    Messa del giorno:


    ALL’ INGRESSO
    Benedetta la santa e indivisibile Trinità
    che crea l’universo e lo governa
    e vive gloriosa nei secoli infiniti.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Dio Padre, che mandando agli uomini la Parola di verità e lo Spirito di santificazione ci hai rivelato il tuo mistero mirabile, donaci di confessare la vera fede e di riconoscere la gloria della Trinità eterna, adorando l’unità nella maestà divina. Per Gesù Cristo, tuo Figlio che è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro della Genesi (18, 1-10a)
    I tre angeli a Mamre.

    In quei giorni. Il Signore apparve ad Abramo alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda nell’ora più calda del giorno. Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall’ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, dicendo: «Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passare oltre senza fermarti dal tuo servo. Si vada a prendere un po’ d’acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l’albero. Andrò a prendere un boccone di pane e ristoratevi; dopo potrete proseguire, perché è ben per questo che voi siete passati dal vostro servo». Quelli dissero: «Fa’ pure come hai detto».
    Allora Abramo andò in fretta nella tenda, da Sara, e disse: «Presto, tre sea di fior di farina, impastala e fanne focacce». All’armento corse lui stesso, Abramo; prese un vitello tenero e buono e lo diede al servo, che si affrettò a prepararlo. Prese panna e latte fresco insieme con il vitello, che aveva preparato, e li porse loro. Così, mentre egli stava in piedi presso di loro sotto l’albero, quelli mangiarono.
    Poi gli dissero: «Dov’è Sara, tua moglie?». Rispose: «È là nella tenda». Riprese: «Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 104(105)

    R. Il Signore è fedele alla sua parola.

    Cercate il Signore e la sua potenza,
    ricercate sempre il suo volto.
    Ricordate le meraviglie che ha compiuto,
    i suoi prodigi e giudizi della sua bocca,
    voi, stirpe di Abramo, suo servo,
    figli di Giacobbe, suo eletto. R.

    È lui il Signore, nostro Dio:
    su tutta la terra i suoi giudizi.
    Si è sempre ricordato della sua alleanza,
    parola data per mille generazioni,
    dell’alleanza stabilita con Abramo
    e del suo giuramento a Isacco. R.

    Ha fatto uscire il suo popolo con esultanza,
    i suoi eletti con canti di gioia.
    Ha dato loro le terre delle nazioni
    e hanno ereditato il frutto della fatica dei popoli,
    perché osservassero i suoi decreti
    e custodissero le sue leggi. R.


    EPISTOLA
    Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (12, 2-6)
    Nessuno può dire “Gesù è il Signore!” se non sotto l’azione dello Spirito Santo.

    Fratelli, voi sapete che, quando eravate pagani, vi lasciavate trascinare senza alcun controllo verso gli idoli muti. Perciò io vi dichiaro: nessuno che parli sotto l’azione dello Spirito di Dio può dire: «Gesù è anàtema!»; e nessuno può dire: «Gesù è Signore!», se non sotto l’azione dello Spirito Santo.
    Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito Santo;
    a Dio che è, che era e che viene.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (14, 21-26)
    Nel mio nome il Padre manderà lo Spirito Santo.

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
    Gli disse Giuda, non l’Iscariota: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?». Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
    Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Sia lode al Padre che regna nei cieli
    e al Figlio che è sovrano con lui;
    cantino gloria allo Spirito Santo
    tutte le creature beate.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Signore Dio, Padre onnipotente, guarda i tuoi servi che adorano la tua maestà; benedicili e proteggili per il tuo unico Figlio nella potenza dello Spirito Santo e fa’ che trovino nella tua lode letizia sempre più grande. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Invochiamo il tuo nome, Padre, sui doni che ti presentiamo; consacrali con la tua potenza e trasforma noi tutti in sacrificio perenne a te gradito. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio di infinita potenza. Tu con il tuo unico Figlio e con lo Spirito Santo sei un solo Dio e un solo Signore, non nell’unità di una sola persona, ma nella Trinità di una sola sostanza. Quanto hai rivelato della tua gloria, noi lo crediamo e, con la stessa fede, senza differenze lo affermiamo del tuo unico Figlio e dello Spirito Santo. Nel proclamare te Dio vero ed eterno noi adoriamo la Trinità delle Persone, l’unità della natura, l’uguaglianza nella maestà divina. Gli angeli e gli arcangeli, i cherubini e i serafini non cessano di esaltarti; e noi ci uniamo alla loro voce, proclamando l’inno della triplice lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    O Trinità beata, a te cantiamo,
    alla tua maestà ci prostriamo adoranti,
    in te fermamente crediamo:
    accresci la nostra fede.


    ALLA COMUNIONE
    Questa è la fede cattolica:
    credere un solo Dio nella Trinità beata
    e adorate la Trinità nell’unico Dio.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Padre, che ci hai chiamato a partecipare al tuo banchetto di grazia, fa’ che la nostra fede nella Trinità beata ed eterna e nell’unità della natura divina ci custodisca in questa vita terrena e ci sia pegno di salvezza perenne. Per Cristo nostro Signore.

  9. #209
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    Sant'Antonio di Padova, sacerdote e dottore della Chiesa (memoria)
    Anno II

    Messa dal comune dei pastori (per un presbitero) oppure dal comune dei dottori della Chiesa oppure dal comune dei santi e delle sante (per un religioso)


    LETTURA
    Lettura del libro dell’Esodo (3, 7-12)
    I discendenti di Giacobbe in Egitto e la loro oppressione.

    In quei giorni. Il Signore disse: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sovrintendenti: conosco le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dal potere dell’Egitto e per farlo salire da questa terra verso una terra bella e spaziosa, verso una terra dove scorrono latte e miele, verso il luogo dove si trovano il Cananeo, l’Ittita, l’Amorreo, il Perizzita, l’Eveo, il Gebuseo. Ecco, il grido degli Israeliti è arrivato fino a me e io stesso ho visto come gli Egiziani li opprimono. Perciò va’! Io ti mando dal faraone. Fa’ uscire dall’Egitto il mio popolo, gli Israeliti!». Mosè disse a Dio: «Chi sono io per andare dal faraone e far uscire gli Israeliti dall’Egitto?». Rispose: «Io sarò con te. Questo sarà per te il segno che io ti ho mandato: quando tu avrai fatto uscire il popolo dall’Egitto, servirete Dio su questo monte».

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 102(103)

    R. Benedetto il Signore, salvezza del suo popolo.

    Benedici il Signore, anima mia,
    quanto è in me benedica il suo santo nome.
    Benedici il Signore, anima mia,
    non dimenticare tutti i suoi benefici. R.

    Egli perdona tutte le tue colpe,
    guarisce tutte le tue infermità,
    salva dalla fossa la tua vita,
    ti circonda di bontà e misericordia. R.

    Il Signore compie cose giuste,
    difende i diritti di tutti gli oppressi.
    Ha fatto conoscere a Mosè le sue vie,
    le sue opere ai figli d’Israele. R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza;
    tutti i confini della terra hanno veduto
    la vittoria del nostro Dio.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (4, 14-16. 22-24)

    In quel tempo. Il Signore Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
    Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere.
    Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria».

    Parola del Signore.

  10. #210
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    14 Giugno

    Martedì della settimana della I Domenica dopo Pentecoste
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Venite, adoriamo:
    prostriamoci a colui che ci ha creato
    perché è nostro Signore e nostro Dio.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Mostra ancora, o Dio forte ed eterno, a favore dei credenti gli antichi prodigi operati dal tuo braccio; vinci ogni avverso potere e dona alla tua Chiesa di professare in libertà la propria fede e di custodire senza timore la tua legge. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro dell’Esodo (6, 29 – 7, 10)
    Aronne, «profeta» di Mosè.

    In quei giorni. Il Signore disse a Mosè: «Io sono il Signore! Riferisci al faraone, re d’Egitto, quanto io ti dico». Mosè disse alla presenza del Signore: «Ecco, ho le labbra incirconcise e come vorrà ascoltarmi il faraone?».
    Il Signore disse a Mosè: «Vedi, io ti ho posto a far le veci di Dio di fronte al faraone: Aronne, tuo fratello, sarà il tuo profeta. Tu gli dirai quanto io ti ordinerò: Aronne, tuo fratello, parlerà al faraone perché lasci partire gli Israeliti dalla sua terra. Ma io indurirò il cuore del faraone e moltiplicherò i miei segni e i miei prodigi nella terra d’Egitto. Il faraone non vi ascolterà e io leverò la mano contro l’Egitto, e farò uscire dalla terra d’Egitto le mie schiere, il mio popolo, gli Israeliti, per mezzo di grandi castighi. Allora gli Egiziani sapranno che io sono il Signore, quando stenderò la mano contro l’Egitto e farò uscire di mezzo a loro gli Israeliti!».
    Mosè e Aronne eseguirono quanto il Signore aveva loro comandato; così fecero. Mosè aveva ottant’anni e Aronne ottantatré, quando parlarono al faraone.
    Il Signore disse a Mosè e ad Aronne: «Quando il faraone vi chiederà di fare un prodigio a vostro sostegno, tu dirai ad Aronne: “Prendi il tuo bastone e gettalo davanti al faraone e diventerà un serpente!”». Mosè e Aronne si recarono dunque dal faraone ed eseguirono quanto il Signore aveva loro comandato: Aronne gettò il suo bastone davanti al faraone e ai suoi ministri ed esso divenne un serpente.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 104(105)

    R. Il Signore è fedele alla sua alleanza.

    Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
    proclamate fra i popoli le sue opere.
    Si è sempre ricordato della sua alleanza,
    parola data per mille generazioni,
    dell’alleanza stabilita con Abramo
    e del suo giuramento a Isacco. R.

    Ma Dio rese molto fecondo il suo popolo,
    lo rese più forte dei suoi oppressori.
    Cambiò il loro cuore perché odiassero il suo popolo
    e agissero con inganno contro i suoi servi. R.

    Mandò Mosè, suo servo,
    e Aronne, che si era scelto:
    misero in atto contro di loro i suoi segni
    e i suoi prodigi nella terra di Cam. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Annunciano i cieli la giustizia del Signore,
    e tutti i popoli vedono la sua gloria.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Luca (4, 25-30)

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «In verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova a Sarepta di Sidone. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
    All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Signore, cessi la tua ira;
    sii clemente verso le colpe del tuo popolo,
    come giurasti su te stesso, o Dio.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Verso le tue creature, o Dio, tu preferisci la misericordia allo sdegno; vedi quanto siamo deboli e incerti e fa’ prevalere sulla nostra povertà la luce e la forza della tua grazia. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    Ci vengono dalla tua generosità, o Padre, I doni che ora ti offriamo; accoglili con bontà e trasformali nei tuoi santi misteri perché sostengano la nostra quotidiana esistenza e ci conducano alla felicità eterna. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, esaltarti sempre, qui e in ogni luogo, Dio onnipotente e santo. Da te riceviamo l’esistenza, la forza di agire e la grazia di vivere, e così tu dimostri ogni giorno il tuo amore di padre. Già in questa fuggevole vita ci assicuri e ci anticipi il possesso della ricchezza eterna e, donandoci le primizie dello Spirito che ha risuscitato dai morti Cristo Signore, ci serbi nella viva speranza di partecipare alla gloria senza fine. Gioiosi per questa certezza, uniti al canto perenne degli angeli, ti eleviamo l’inno di riconoscimento e di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Annunzierò, o Dio,
    le tue gesta mirabili,
    gioisco in te ed esulto,
    canto inni al tuo nome, o Altissimo.


    ALLA COMUNIONE

    Scorre la vita
    e i nostri giorni volgono alla fine.
    Fin che c’è dato tempo
    leviamoci a dar lode a Cristo Signore.
    Teniamo accese le lampade
    perché il Giudice dell’universo
    sta per giudicare tutte le genti.


    DOPO LA COMUNIONE

    Abbiamo ricevuto, o Padre, i doni del sacro mistero; la celebrazione che il tuo Figlio ci ha comandato di compiere in sua memoria sia efficace soccorso alla nostra debolezza e ci conservi nella comunione con lui, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    oppure:


    Beato Mario Ciceri, sacerdote (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei pastori (per un presbitero) oppure dal comune dei santi e delle santa (per un santo educatore)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, fonte di ogni bene, che nel beato Mario [Ciceri] hai donato alla Chiesa di Milano un presbitero educatore appassionato dei giovani, difensore coraggioso dei deboli e dei poveri e solerte amico dei malati, accresci la santità dei pastori del tuo gregge affinché nel loro quotidiano ministero risplenda la straordinaria grandezza del tuo amore di Padre. Per Gesù Cristo tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli.

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