Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Testi liturgici della Messa in Rito Ambrosiano (2021-2022)

  1. #41
    Cronista di CR L'avatar di Cantore Inveruno
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    V feria prenatalizia dell'Accolto (de Exceptato)
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Rivélati, o tu che siedi sui cherubini!
    Manifesta la tua potenza e vieni, Signore, a salvarci.
    Volgiti a noi, o Dio onnipotente,
    guardaci dal cielo e vieni, Signore, a salvarci.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Guarda, o Dio, dal cielo il tuo popolo e vieni; tu che hai dato principio all’azione di salvezza conducila a compimento accrescendo in noi la fede e l’amore per te, nostro Signore e nostro Dio, che vivi e regni con il Padre, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    RUT
    Lettura del libro di Rut (3, 8-18)
    Booz decide di prendere Rut in moglie.

    In quei giorni. Verso mezzanotte Booz ebbe un brivido di freddo, si girò e vide una donna sdraiata ai suoi piedi. Domandò: «Chi sei?». Rispose: «Sono Rut, tua serva. Stendi il lembo del tuo mantello sulla tua serva, perché tu hai il diritto di riscatto». Egli disse: «Sii benedetta dal Signore, figlia mia! Questo tuo secondo atto di bontà è ancora migliore del primo, perché non sei andata in cerca di uomini giovani, poveri o ricchi che fossero. Ora, figlia mia, non temere! Farò per te tutto quanto chiedi, perché tutti i miei concittadini sanno che sei una donna di valore. ? vero: io ho il diritto di riscatto, ma c’è un altro che è parente più stretto di me. Passa qui la notte e domani mattina, se lui vorrà assolvere il diritto di riscatto, va bene, lo faccia; ma se non vorrà riscattarti, io ti riscatterò, per la vita del Signore! Rimani coricata fino a domattina». Ella rimase coricata ai suoi piedi fino alla mattina e si alzò prima che una persona riesca a riconoscere un’altra. Booz infatti pensava: «Nessuno deve sapere che questa donna è venuta nell’aia!». Le disse: «Apri il mantello che hai addosso e tienilo forte». Lei lo tenne ed egli vi versò dentro sei misure d’orzo. Glielo pose sulle spalle e Rut rientrò in città.
    Arrivata dalla suocera, questa le chiese: «Com’è andata, figlia mia?». Ella le raccontò quanto quell’uomo aveva fatto per lei e aggiunse: «Mi ha anche dato sei misure d’orzo, dicendomi: “Non devi tornare da tua suocera a mani vuote”». Noemi disse: «Sta’ tranquilla, figlia mia, finché non sai come andrà a finire la cosa. Di certo quest’uomo non si darà pace, finché non avrà concluso oggi stesso questa faccenda».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 106(107)

    R. Rendete grazie al Signore, il suo amore è per sempre.

    Lo dicano quelli che il Signore ha riscattato,
    che ha riscattato dalla mano dell’oppressore
    e ha radunato da terre diverse,
    dall’oriente e dall’occidente,
    dal settentrione e dal mezzogiorno. R.

    Erano affamati e assetati
    veniva meno la loro vita.
    Nell’angustia gridarono al Signore
    ed egli li liberò dalle loro angosce.
    Li guidò per una strada sicura,
    perché andassero verso una città in cui abitare. R.

    Ringrazino il Signore per il suo amore,
    per le sue meraviglie a favore degli uomini,
    perché ha saziato un animo assetato,
    un animo affamato ha ricolmato di bene. R.


    ESTER
    Lettura del libro di Ester (8, 3-7a. 8-12)
    Ester intercede presso il re per la liberazione dei Giudei da ogni minaccia.

    In quei giorni. Ester parlò di nuovo al re, cadde ai suoi piedi e lo pregava di rimuovere il male fatto da Amàn, tutto quello che aveva fatto contro i Giudei. Il re stese lo scettro d’oro verso Ester ed Ester si alzò per stare accanto al re. Disse Ester: «Se piace a te e ho trovato grazia, si ordini di revocare le lettere inviate da Amàn, quelle che erano state scritte per sterminare i Giudei che si trovano nel tuo regno. Come potrei infatti sopportare la vista dei mali del mio popolo e come potrei sopravvivere allo sterminio della mia stirpe?».
    Il re rispose a Ester: «Potete scrivere voi a mio nome, come vi sembra, e sigillate con il mio anello: infatti tutto quello che è stato scritto su comando del re ed è stato sigillato con il mio anello regale non può essere revocato». Il ventitré del primo mese, quello di Nisan, dello stesso anno, furono convocati i segretari e fu scritto ai Giudei tutto quello che era stato comandato ai governatori e ai capi dei sàtrapi, dall’India fino all’Etiopia, centoventisette satrapìe, provincia per provincia, secondo le loro lingue. Fu scritto a nome del re e fu posto il sigillo del suo anello, e le lettere furono mandate per mezzo di corrieri: si prescriveva loro di seguire le loro leggi in qualunque città, sia per difendersi che per trattare come volevano i loro nemici e i loro avversari, e ciò in un solo giorno: il tredici del dodicesimo mese, quello di Adar, in tutto il regno di Artaserse.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Il Signore ha ricolmato di beni gli affamati,
    ha rimandato i ricchi a mani vuote.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (1, 67-80)
    Cantico di Zaccaria e ritiro di Giovanni nel deserto fino alla sua nuova manifestazione a Israele.

    In quel tempo. Zaccaria, suo padre, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo:
    «Benedetto il Signore, Dio d’Israele,
    perché ha visitato e redento il suo popolo,
    e ha suscitato per noi un Salvatore potente
    nella casa di Davide, suo servo,
    come aveva detto
    per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:
    salvezza dai nostri nemici,
    e dalle mani di quanti ci odiano.
    Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri
    e si è ricordato della sua santa alleanza,
    del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre,
    di concederci, liberati dalle mani dei nemici,
    di servirlo senza timore, in santità e giustizia
    al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
    E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo
    perché andrai innanzi al Signore a preparagli le strade,
    per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza
    nella remissione dei suoi peccati.
    Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio,
    ci visiterà un sole che sorge dall’alto,
    per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre
    e nell’ombra di morte,
    e dirigere i nostri passi
    sulla via della pace».
    Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Non temere, Sion,
    non lasciarti cadere le braccia!
    Il Signore tuo Dio in mezzo a te
    è un salvatore potente,
    per te esulterà di gioia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Sii vicino, o Dio onnipotente, a chi ti aspetta con cuore sincero; a chi si sente tanto fragile e povero dona la forza e la ricchezza della tua carità inesauribile. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Dégnati di accogliere le nostre offerte, o Dio, che nel tuo Figlio ci hai dato il perdono e la pace; conserva nella nostra comunità un amore concorde e fraterno. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, renderti grazie, o Dio, e lodarti con cuore esultante. La nostra redenzione è vicina, l’antica speranza è compiuta; appare la liberazione promessa e spunta la luce e la gioia dei santi. Per questi doni di grazia, uniti ai cori degli angeli, eleviamo insieme l’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Il Salvatore sta per venire
    nello splendore della sua gloria:
    teniamoci pronti
    ad accogliere il regno di Dio.


    ALLA COMUNIONE

    Ho sperato nel Signore,
    egli mi ha ascoltato;
    ecco: la nostra salvezza è vicina.
    Ha dato ascolto al mio grido,
    ha reso sicuri i miei passi.


    DOPO LA COMUNIONE
    Conduci, o Padre, con te alla dimora eterna la tua famiglia che nel convito di salvezza già gusta la gioia della tua presenza. Per Cristo nostro Signore.

  2. #42
    Cronista di CR L'avatar di Cantore Inveruno
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    VI feria prenatalizia dell'Accolto (de Exceptato)
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Il Verbo di Dio è fonte di luce
    e illumina chi ha il cuore aperto a lui;
    sorgerà come stella del mattino,
    altissimo Signore sulle genti,
    e la sua gloria splenderà sui cieli.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Purifica, o Dio, il nostro cuore con la tua efficace presenza perché il Figlio tuo, che viene a redimerci, trovi in noi una degna dimora. Per lui, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    RUT
    Lettura del libro di Rut (4, 8-22)
    Fatti un nome in Betlemme! Da Rut, la stirpe di Davide.

    In quei giorni. Colui che aveva il diritto di riscatto rispose a Booz: «Acquista tu il mio diritto di riscatto». E si tolse il sandalo.
    Allora Booz disse agli anziani e a tutta la gente: «Voi siete oggi testimoni che io ho acquistato tutto quanto apparteneva a Elimèlec, a Chilion e a Maclon dalle mani di Noemi, e che ho preso anche in moglie Rut, la moabita, già moglie di Maclon, per mantenere il nome del defunto sulla sua eredità, e perché il nome del defunto non scompaia tra i suoi fratelli e alla porta della sua città. Voi ne siete oggi testimoni». Tutta la gente che si trovava presso la porta rispose: «Ne siamo testimoni».
    Gli anziani aggiunsero:
    «Il Signore renda la donna,
    che entra in casa tua, come Rachele e Lia,
    le due donne che edificarono la casa d’Israele.
    Procùrati ricchezza in Èfrata,
    fatti un nome in Betlemme!
    La tua casa sia come la casa di Peres,
    che Tamar partorì a Giuda,
    grazie alla posterità
    che il Signore ti darà da questa giovane!».
    Così Booz prese in moglie Rut. Egli si unì a lei e il Signore le accordò di concepire: ella partorì un figlio.
    E le donne dicevano a Noemi: «Benedetto il Signore, il quale oggi non ti ha fatto mancare uno che esercitasse il diritto di riscatto. Il suo nome sarà ricordato in Israele! Egli sarà il tuo consolatore e il sostegno della tua vecchiaia, perché lo ha partorito tua nuora, che ti ama e che vale per te più di sette figli». Noemi prese il bambino, se lo pose in grembo e gli fece da nutrice. Le vicine gli cercavano un nome e dicevano: «È nato un figlio a Noemi!». E lo chiamarono Obed. Egli fu padre di Iesse, padre di Davide.
    Questa è la discendenza di Peres: Peres generò Chesron, Chesron generò Ram, Ram generò Amminadàb, Amminadàb generò Nacson, Nacson generò Salmon, Salmon generò Booz, Booz generò Obed, Obed generò Iesse e Iesse generò Davide.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 77(78)

    R. Osanna alla casa di Davide.

    Ascolta, popolo mio, la mia legge,
    porgi l’orecchio alle parole della mia bocca.
    Aprirò la mia bocca con una parabola,
    rievocherò gli enigmi dei tempi antichi. R.

    Ciò che abbiamo udito e conosciuto
    e i nostri padri ci hanno raccontato
    non lo terremo nascosto ai nostri figli,
    raccontando alla generazione futura
    le azioni gloriose e potenti del Signore
    e le meraviglie che egli ha compiuto. R.

    Il Signore scelse la tribù di Giuda,
    il monte Sion che egli ama.
    Costruì il suo tempio alto come il cielo,
    e come la terra, fondata per sempre. R.

    Egli scelse Davide suo servo
    e lo prese dagli ovili delle pecore.
    Lo allontanò dalle pecore madri
    per farne il pastore di Giacobbe, suo popolo,
    d’Israele, sua eredità. R.


    ESTER
    Lettura del libro di Ester (9, 1. 20-32)
    La gioia della liberazione nei giorni festosi di Purim.

    In quei giorni. Il dodicesimo mese, il tredici del mese di Adar, le lettere scritte dal re erano giunte.
    Mardocheo scrisse queste cose su un libro e lo mandò ai Giudei che vivevano nel regno di Artaserse vicini e lontani, per stabilire questi giorni come festivi, da celebrare il quattordici e il quindici del mese di Adar. In quei giorni infatti i Giudei ebbero tregua dai loro nemici, e quello fu il mese, Adar, nel quale essi passarono dal pianto alla gioia e dal dolore a un giorno di festa; perciò esso deve essere considerato tutto quanto come un periodo di giorni festivi, di nozze ed esultanza, in cui si inviano doni agli amici e ai poveri.
    I Giudei approvarono il racconto che aveva scritto loro Mardocheo: come Amàn, figlio di Amadàta, il Macèdone, li aveva combattuti, come egli aveva emesso il decreto e aveva tirato le sorti per farli scomparire e come egli era andato dal re dicendogli di impiccare Mardocheo; ma tutti i mali che egli aveva cercato di far cadere sopra di Giudei erano venuti sopra di lui, ed era stato impiccato lui e i suoi figli.
    Perciò quei giorni furono chiamati Purìm a motivo delle sorti, poiché nella loro lingua esse sono chiamate Purìm, e a motivo delle parole di questa lettera, che ricordava tutto quello che avevano sofferto e che era loro capitato. Mardocheo stabilì e i Giudei approvarono per sé, per i loro discendenti e per quelli che si fossero uniti a loro, che non si sarebbero comportati in modo diverso: questi giorni dovevano essere un memoriale da osservare di generazione in generazione, in ogni città, famiglia e provincia. Questi giorni dei Purìm saranno celebrati in ogni tempo, e il loro ricordo non sia lasciato cadere dai loro discendenti. La regina Ester, figlia di Aminadàb, e Mardocheo, il Giudeo, scrissero tutto quello che avevano fatto e confermarono la lettera dei Purim.
    Mardocheo e la regina Ester stabilirono per sé privatamente di digiunare; imposero allora la loro volontà contro la loro salute. Ester lo stabilì con un ordine che fu scritto come memoriale.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Il Signore ha soccorso Israele, suo servo,
    ricordandosi della sua misericordia.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (2, 1-5)
    Il censimento di Cesare Augusto; Giuseppe e Maria si recano a Betlemme.

    In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Gioisci, figlia di Sion, esulta, Israele,
    rallégrati con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme.
    Il Signore ha revocato la tua condanna,
    ha disperso il tuo nemico.
    Re di Israele è il Signore in mezzo a te,
    tu non vedrai più la sventura.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Aiuta il tuo popolo, o Dio di bontà infinita, e donaci di arrivare con gioia alla nascita gloriosa del Figlio tuo unigenito, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    SUI DONI
    La soavità della tua grazia, o Dio, santifichi questi doni che deponiamo con umiltà sull’altare perché ci ottengano alla tua mensa salvezza e gioia. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, celebrarti, o Padre onnipotente ed eterno. Il tuo amore discende dal cielo e appare la bontà di Gesù salvatore; la terra, che è regno di morte, riceve il Re della vita. Per questo tuo dono di grazia, uniti agli angeli e ai santi, eleviamo insieme l’inno della tua lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Esulta nel Signore,
    alliètati e gioisci
    perché viene Cristo, tuo re,
    a guarire i cuori umiliati.


    ALLA COMUNIONE
    Quanto è preziosa la tua grazia, o Dio!
    Gli uomini si rifugiano
    all’ombra delle tue ali,
    si inebriano dell’abbondanza della tua casa,
    li disseti al torrente della gioia.
    Perché in te è la sorgente della vita
    e alla tua luce vediamo la luce.


    DOPO LA COMUNIONE

    Ti ringraziamo, o Padre, dei doni ricevuti; suscita in noi il desiderio di nuove grazie perché possiamo celebrare con spirito rinnovato la nascita di Gesù salvatore, che vive e regna nei secoli dei secoli.

  3. #43
    Cronista di CR L'avatar di Cantore Inveruno
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    24 Dicembre (al mattino)

    VII feria prenatalizia dell'Accolto (de Exceptato)
    Anno II

    Dove possibile, si conservi il criterio di un’unica celebrazione eucaristica nell’arco dell’intera giornata, corrispondente alla Liturgia vesperale vigiliare.
    Per le Messe che, per una vera necessità pastorale, venissero celebrate al mattino, si usi il formulario eucologico della VII feria prenatalizia con l’Epistola, il Salmo, il Canto al Vangelo e il Vangelo della Messa vigiliare.


    ALL’ INGRESSO
    Sia benedetto Dio, Signore di Israele,
    che ha visitato e redento il suo popolo.
    Ha suscitato tra noi un salvatore,
    come aveva promesso
    per bocca dei suoi santi profeti.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Ci illumini, o Dio, e ci mondi il cuore da ogni macchia di colpa la venuta del tuo Verbo, Gesù Cristo, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    EPISTOLA
    Lettera agli Ebrei (10, 37-39)
    Ancora un poco e colui che deve venire, verrà.

    Fratelli, ancora un poco, un poco appena,
    e colui che deve venire, verrà e non tarderà.
    Il mio giusto per fede vivrà;
    ma se cede non porrò in lui il mio amore.
    Noi però non siamo di quelli che cedono, per la propria rovina, ma uomini di fede per la salvezza dell’anima nostra.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 88(89)

    R. Canterò in eterno l’amore del Signore.

    «Ho stretto un’alleanza con il mio eletto,
    ho giurato a Davide, mio servo.
    Stabilirò per sempre la tua discendenza,
    di generazione in generazione edificherò il tuo trono». R.

    «Egli mi invocherà: “Tu sei mio padre,
    mio Dio e roccia della mia salvezza”.
    Gli conserverò sempre il mio amore,
    la mia alleanza gli sarà fedele». R.

    Beato il popolo che ti sa acclamare:
    camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
    esulta tutto il giorno nel tuo nome,
    si esalta nella tua giustizia. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    O tu, che sei pastore d’Israele, ascolta;
    tu che guidi Giuseppe come un gregge.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Matteo (1, 18-25)

    Così fu generato il Signore Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era un uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
    Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
    Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio:
    a lui sarà dato il nome di Emmanuele,
    che significa Dio con noi. Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Non temere, Sion,
    non lasciarti cadere le braccia!
    Il Signore tuo Dio in mezzo a te
    è un salvatore potente,
    per te esulterà di gioia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    La tua grazia, o Dio onnipotente, ispiri e sostenga nel cammino della salvezza quanti aspettano il Signore con ardente speranza; dona loro il tuo aiuto per la vita presente e i beni di quella futura. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    Santifica, o Dio, i nostri doni perché, ricevendoli al convito del tuo Figlio, vi troviamo il pegno della gloria eterna. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta esaltarti, o Dio onnipotente, celebrando in letizia l’avvento della nostra salvezza. Con la tua promessa di redenzione hai risollevato dopo la colpa a nuova speranza di grazia il genere umano, creato in santità e giustizia nel tuo Verbo divino, e nella pienezza dei tempi hai mandato lo stesso tuo Verbo nel mondo perché, vivendo come uomo tra noi, ci aprisse il mistero del tuo amore paterno e, sciolti i legami mortali del male, ci infondesse di nuovo la vita eterna del cielo. Riconoscenti per questo tuo dono, uniti agli angeli e ai santi, eleviamo insieme l’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    O Dio con noi, nostro sovrano,
    che ci hai dato la legge dell’amore,
    tu, che le genti attendono,
    tu, che le puoi redimere,
    vieni a salvarci.


    ALLA COMUNIONE
    Dio solo mi salva e mi sorregge;
    io resisto perché mi appoggio a lui.
    È Dio la mia speranza e il mio soccorso;
    confidate in lui,
    a lui aprite tutto il vostro cuore.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, che già nel sacramento divino ci hai largamente anticipato la redenzione eterna, ascolta la nostra supplica: tanto più accresci il nostro interiore proposito di celebrare degnamente il mistero di salvezza, quanto più il trascorrere dei giorni ci avvicina il prezioso natale di Cristo, che vive e regna nei secoli dei secoli.

  4. #44
    Cronista di CR L'avatar di Cantore Inveruno
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    24 Dicembre (nelle ore vespertine)

    NATALE DEL SIGNORE (solennità del Signore)
    Anno C

    Qualora, per gravi ragioni, risulti impossibile celebrare la Vigilia nella sua forma di solenne Liturgia vigiliare vespertina e ci si limiti alla sola celebrazione della Messa, quale Lettura veterotestamentaria si dovrà scegliere una tra le quattro letture vigiliari con il relativo Salmello. In luogo di quest’ultimo è altresì possibile utilizzare il Salmo previsto per la Messa nella notte.


    Liturgia vigiliare vespertina:


    SALUTO
    Il Signore sia con voi.
    E con il tuo spirito.


    RITO DELLA LUCE
    Preparerò per il mio Consacrato
    una strada di luce:
    resteranno abbagliati i suoi nemici.
    Splenderà su di lui
    la corona regale.

    Ricordati di Davide, Signore,
    di tutte le sue prove.
    Splenderà su di lui
    la corona regale.

    Preparerò per il mio Consacrato
    una strada di luce:
    resteranno abbagliati i suoi nemici.
    Splenderà su di lui
    la corona regale.


    INNO

    Testo originale latino

    Inténde, qui regis Israel,
    super chérubim qui sedes;
    appáre Ephrem coram: éxcita
    poténtiam tuam, et veni.

    Veni, Redémptor géntium,
    osténde partum Vírginis;
    mirétur omne sæculum:
    talis decet partus Deum.

    Non ex viríli sémine,
    sed mystico spirámine
    Verbum Dei factum est caro,
    fructúsque ventris flóruit.

    Alvus tuméscit Vírginis,
    claustrum pudóris pérmanet;
    vexílla virtútum micant,
    versátur in templo Deus.

    Procédat e thálamo suo,
    pudóris aula régia,
    géminæ Gigas substántiæ,
    alácris ut currat viam.

    Egréssus eius a Patre,
    regréssus eius ad Patrem,
    excúrsus usque ad ínferos,
    recúrsus ad sedem Dei.

    Æquális ætérno Patri
    carnis strophæo cíngere,
    infírma nostri córporis
    virtúte firmans pérpeti.

    Præsépe iam fulget tuum,
    luménque nox spirat novum,
    quod nulla nox intérpolet,
    fidéque iugi lúceat.

    Iesu, tibi sit glória,
    qui natus es de Vírgine,
    cum Patre et almo Spíritu
    in sempitérna sæcula. Amen.
    Traduzione ritmica

    Pastore del tuo popolo
    che regni sopra agli Angeli,
    appari nella gloria
    e con potenza salvaci.

    O Redentor degli uomini,
    Tu nasci da una Vergine:
    i secoli stupiscano,
    divina è la tua nascita!

    Non l'uomo, ma lo Spirito,
    entrato nella Vergine,
    fa sì che il Verbo altissimo
    divenga uomo fragile.

    La Vergine è il suo tempio
    col corpo intatto ed integro;
    le sue virtù risplendono;
    è Dio colui che vi abita.

    E nasce tra gli uomini
    il Figlio dell'Altissimo:
    è pronto l'Unigenito
    la sua vicenda a vivere.

    Dal Padre è la sua origine
    e torna al Padre in gloria:
    discende fino agli inferi
    e sale al ciel con giubilo.

    Del Padre Tu l'immagine
    prendi una carne misera;
    Tu che sei Dio rafforzaci
    per sempre nella grazia.

    Già splende il tuo presepio,
    la notte ecco s'illumina,
    né più ci sono tenebre:
    la fede ormai c'illumina.

    Rendiamo lode altissima
    al Figlio della Vergine,
    col Padre e con lo Spirito
    nei secoli dei secoli. Amen.
    Versione italiana cantabile

    Pastore tu sei d’Israele
    e regni glorioso sugli angeli:
    rivelati al popolo tuo
    e vieni, potente Signore.

    Salvezza degli uomini, vieni
    nascendo da vergine pura.
    Stupisca nel tempo la storia:
    è un parto prodigio di Dio!

    Arcano mistero dal Padre,
    è dono di amore infinito.
    Il Verbo di Dio si fa carne:
    e germina il fiore promesso.

    L’accoglie un grembo inviolato
    di vergine santa e fedele:
    il Forte di splendida reggia
    inizia il cammino fra noi.

    Venuto, Signore, da Padre,
    a lui vittorioso ritorni:
    disceso nell’ombra di morte,
    tu sali a una luce abbagliante.

    O tu che ora vivi eterno
    vestito di membra mortali,
    agli uomini fragili dona
    il tuo eterno vigore.

    Riluce il presepe a Betlemme:
    la notte ci dona la luce!
    Non vincano tenebre oscure,
    ma splenda perenne la fede.

    A te, o Gesù, sia lode,
    che nasci da Vergine Madre,
    col Padre e lo Spirito santo
    e ora e sempre nei secoli. Amen.
    Traduzione

    O tu che sei pastore d’Israele
    e regni invitto sopra i Cherubini,
    rivelati al tuo popolo,
    Onnipotente, e vieni.

    O Redentore degli uomini, vieni
    nella tua nascita verginale!
    Ogni età della storia stupisca:
    è questo un parto che si addice a Dio.

    Non da concorso d’uomo,
    ma dall’azione arcana dello Spirito
    il Verbo di Dio si è fatto carne:
    così è germinato questo fiore.

    Senza che il puro chiostro si disserri,
    grembo di donna vergine è fecondo:
    rifulge la virtù come un vessillo
    e ci dichiara l’avvento del Re.

    Esci da questo tàlamo nuziale,
    splendida reggia di santo pudore,
    d’impeto slanciati sulla tua strada,
    o Forte che sussisti in due nature.

    Tu sei venuto, Signore, dal Padre
    e al Padre vittorioso fai ritorno:
    disceso fino agli inferi,
    sali alla gloria abbagliante di Dio.

    O tu che vivi eterno,
    di queste membra mortali rivestiti:
    corrobori l’umana debolezza
    l’eterno tuo vigore.

    Riluce il povero presepe e la notte
    spira una luce nuova:
    nessuna tenebra la contamini,
    ma la rischiari perenne la fede.

    A te, Gesù, sia lode,
    che sei nato da vergine,
    con il Padre e lo Spirito
    nella distesa dei secoli. Amen.



    RESPONSORIO
    Riluce il tuo presepe, Signore;
    la notte spira una luce nuova.
    Nella tua nascita verginale,
    o Redentore degli uomini, vieni!

    Non per concorso d’uomo,
    ma per l’azione arcana dello Spirito,
    nella tua nascita verginale,
    o Redentore degli uomini, vieni!


    I LETTURA
    Lettura del libro della Genesi (15, 1-7)
    Promessa ad Abramo di una discendenza numerosa come le stelle del cielo.

    In quei giorni. Fu rivolta ad Abram, in visione, questa parola del Signore: «Non temere, Abram. Io sono il tuo scudo: la tua ricompensa sarà molto grande». Rispose Abram: «Signore Dio, che cosa mi dirai? Io me ne vado senza figli e l’erede della mia casa è Elièzer di Damasco». Soggiunse Abram: «Ecco, a me non hai dato discendenza e un mio domestico sarà mio erede». Ed ecco, gli fu rivolta questa parola del Signore: «Non sarà costui il tuo erede, ma uno nato da te sarà il tuo erede». Poi lo condusse fuori e gli disse: «Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle»; e soggiunse: «Tale sarà la tua discendenza». Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia.
    E gli disse: «Io sono il Signore, che ti ho fatto uscire da Ur dei Caldei per darti in possesso questa terra».

    Parola di Dio


    SALMELLO
    Tuoi sono i cieli, Signore, tua è la terra,
    tu hai fondato il mondo e quanto contiene.

    Canterò senza fine le tue grazie,
    con la mia bocca annunzierò
    la tua fedeltà nei secoli.
    Tu hai fondato il mondo e quanto contiene.


    ORAZIONE
    Nella natura umana del tuo Figlio, o Dio, hai voluto darci la fonte e il compimento di ogni nostro rapporto con te; mantienici sempre nella tua eredità perché ogni nostra possibilità di salvezza risiede in lui, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    II LETTURA
    Lettura del primo libro di Samuele (1, 7c-17)
    Preghiera di Anna, perché Dio le conceda un figlio.

    In quei giorni. Anna si metteva a piangere e non voleva mangiare. Elkanà, suo marito, le diceva: «Anna, perché piangi? Perché non mangi? Perché è triste il tuo cuore? Non sono forse io per te meglio di dieci figli?».
    Anna si alzò, dopo aver mangiato e bevuto a Silo; in quel momento il sacerdote Eli stava seduto sul suo seggio davanti a uno stipite del tempio del Signore. Ella aveva l’animo amareggiato e si mise a pregare il Signore, piangendo dirottamente. Poi fece questo voto: «Signore degli eserciti, se vorrai considerare la miseria della tua schiava e ricordarti di me, se non dimenticherai la tua schiava e darai alla tua schiava un figlio maschio, io lo offrirò al Signore per tutti i giorni della sua vita e il rasoio non passerà sul suo capo».
    Mentre ella prolungava la preghiera davanti al Signore, Eli stava osservando la sua bocca. Anna pregava in cuor suo e si muovevano soltanto le labbra, ma la voce non si udiva; perciò Eli la ritenne ubriaca. Le disse Eli: «Fino a quando rimarrai ubriaca? Smaltisci il tuo vino!». Anna rispose: «No, mio signore; io sono una donna affranta e non ho bevuto né vino né altra bevanda inebriante, ma sto solo sfogando il mio cuore davanti al Signore. Non considerare la tua schiava una donna perversa, poiché finora mi ha fatto parlare l’eccesso del mio dolore e della mia angoscia». Allora Eli le rispose: «Va’ in pace e il Dio d’Israele ti conceda quello che gli hai chiesto».

    Parola di Dio


    SALMELLO
    Un bambino è nato per noi:
    Dio potente è il suo nome.
    Siederà sul trono di Davide,
    grande sarà il suo dominio.

    Grande è il Signore e degno di ogni lode
    nella città del nostro Dio.
    Siederà sul trono di Davide,
    grande sarà il suo dominio.


    ORAZIONE
    Con la nascita secondo la carne del tuo Unigenito e con la sua morte di croce hai portato a compimento, o Dio misericordioso, la salvezza del tuo popolo; fa’ che i tuoi servi credano fermamente in questo disegno d’amore e arrivino così al traguardo della gloria promessa sotto la guida e per la grazia di Cristo, tuo Figlio, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    III LETTURA
    Lettura del profeta Isaia (7, 10-16)
    La Vergine concepirà un figlio.

    In quei giorni. Il Signore parlò ancora ad Acaz: «Chiedi per te un segno dal Signore, tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure dall’alto». Ma Acaz rispose: «Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore». Allora Isaia disse: «Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta stancare gli uomini, perché ora vogliate stancare anche il mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele. Egli mangerà panna e miele finché non imparerà a rigettare il male e a scegliere il bene. Poiché prima ancora che il bimbo impari a rigettare il male e a scegliere il bene, sarà abbandonata la terra di cui temi i due re».

    Parola di Dio


    SALMELLO
    Discende dal cielo il nostro Salvatore
    e viene a noi dal grembo di Maria.
    A lui gli angeli cantano lode.
    Egli è Dio ammirabile e potente.

    «Serbando la gloria regale della verginità,
    io sono madre del Re della gloria».
    Egli è Dio ammirabile e potente.


    ORAZIONE
    Ascolta, o Redentore, la voce implorante di chi celebra il giorno felice, nel quale la tua vita celeste ed eterna per liberarci e farci immortali è entrata a rianimare l’umana natura. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.


    IV LETTURA
    Lettura del libro dei Giudici (13, 2-9a)
    L’annuncio dell’angelo alla moglie di Manòach: concepirai e partorirai un figlio e sarà nazireo; la preghiera di Manòach: manda di nuovo l’angelo, che ci istruisca su cosa dobbiamo fare del fanciullo.

    In quei giorni. C’era un uomo di Sorea, della tribù dei Daniti, chiamato Manòach; sua moglie era sterile e non aveva avuto figli. L’angelo del Signore apparve a questa donna e le disse: «Ecco, tu sei sterile e non hai avuto figli, ma concepirai e partorirai un figlio. Ora guàrdati dal bere vino o bevanda inebriante e non mangiare nulla d’impuro. Poiché, ecco, tu concepirai e partorirai un figlio sulla cui testa non passerà rasoio, perché il fanciullo sarà un nazireo di Dio fin dal seno materno; egli comincerà a salvare Israele dalle mani dei Filistei». La donna andò a dire al marito: «Un uomo di Dio è venuto da me; aveva l’aspetto di un angelo di Dio, un aspetto maestoso. Io non gli ho domandato da dove veniva ed egli non mi ha rivelato il suo nome, ma mi ha detto: “Ecco, tu concepirai e partorirai un figlio; ora non bere vino né bevanda inebriante e non mangiare nulla d’impuro, perché il fanciullo sarà un nazireo di Dio dal seno materno fino al giorno della sua morte”».
    Allora Monòach pregò il Signore e disse: «Perdona, mio Signore, l’uomo di Dio mandato da te venga di nuovo da noi e c’insegni quello che dobbiamo fare per il nascituro». Dio ascoltò la preghiera di Manòach.

    Parola di Dio


    SALMELLO
    Ti prego, Signore Dio:
    l’angelo che tu hai mandato
    venga di nuovo e ci insegni
    come accogliere questo bambino
    che nascerà per noi.

    Sollevate, porte, i vostri frontali,
    alzatevi, porte antiche,
    ed entri il re della gloria,
    che nascerà per noi.


    ORAZIONE
    Nel mistero della nascita tra noi del tuo Unigenito ci hai fatto conoscere, o Dio nostro Padre, la tua benevolenza e la tua volontà di salvezza; a generosità tanto grande risponda la sollecitudine del nostro cuore a vivere la nostra condizione di figli in continua fecondità di opere giuste. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    Segue la Messa della vigilia con l’EPISTOLA, il CANTO AL VANGELO e il VANGELO. Dopo il Vangelo tutto prosegue come di solito fino alla Comunione. Dopo la Comunione si canta il Magnificat con la relativa antifona e i tre Kyrie finali.


    ANTIFONA
    Questa sera saprete che il Signore verrà, *
    e domani vedrete la gloria di Dio.


    CANTICO DELLA BEATA VERGINE MARIA
    L'anima mia *
    magnifica il Signore

    e il mio spirito esulta *
    in Dio, mio salvatore,

    perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *
    D'ora in poi tutte le generazioni
    mi chiameranno beata.

    Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
    e Santo è il suo nome:

    di generazione in generazione la sua misericordia *
    si stende su quelli che lo temono.

    Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
    ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

    ha rovesciato i potenti dai troni, *
    ha innalzato gli umili;

    ha ricolmato di beni gli affamati, *
    ha rimandato i ricchi a mani vuote.

    Ha soccorso Israele, suo servo, *
    ricordandosi della sua misericordia,

    come aveva promesso ai nostri padri, *
    ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

    Gloria.

    L'anima mia magnifica il Signore.

    Alla fine, ripetuta l’antifona si aggiungono i tre Kyrie eleison. La celebrazione si conclude con l’orazione dopo la comunione e la benedizione, prima della quale si potranno dare eventuali avvisi.


    Messa della vigilia:


    ALL’ INGRESSO
    Alzate la fronte: è vicina la liberazione!
    Il Signore vi dice: «Domani sarete salvi!».
    Sarà cancellato il peccato del mondo
    e su noi regnerà il Salvatore.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Nel mistero della nascita tra noi del tuo Unigenito ci hai fatto conoscere, o Dio nostro Padre, la tua benevolenza e la tua volontà di salvezza; a generosità tanto grande risponda la sollecitudine del nostro cuore a vivere la nostra condizione di figli in continua fecondità di opere giuste. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA: a scelta una delle quattro della celebrazione vigiliare


    SALMO: quello seguente alla Lettura scelta, oppure il Salmo della Messa nella notte


    EPISTOLA
    Lettera agli Ebrei (10, 37-39)
    Ancora un poco e colui che deve venire, verrà.

    Fratelli, ancora un poco, un poco appena,
    e colui che deve venire, verrà e non tarderà.
    Il mio giusto per fede vivrà;
    ma se cede, non porrò in lui il mio amore.
    Noi però non siamo di quelli che cedono, per la propria rovina, ma uomini di fede per la salvezza della nostra anima.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    O tu, che sei pastore d’Israele, ascolta,
    tu che guidi Giuseppe come un gregge.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Matteo (1, 18-25)
    Ecco come avvenne la generazione del Signore Gesù Cristo.

    Così fu generato il Signore Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
    Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
    Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio:
    a lui sarà dato il nome di Emmanuele,
    che significa Dio con noi. Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Gioisci, figlia di Sion, esulta, Israele,
    rallégrati con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme.
    Il Signore ha revocato la tua condanna,
    ha disperso il tuo nemico.
    Re di Israele è il Signore in mezzo a te,
    tu non vedrai più la sventura.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio potente, guardaci con misericordia; dissipa l’ombra di morte che ci ottenebra il cuore e irraggia la luce della verità che salva sul tuo popolo in festa per la nascita di Cristo, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    Si dice il Credo. Alle parole: E per opera dello Spirito Santo…si è fatto uomo, si genuflette.


    SUI DONI
    Più gioioso che in ogni altra festa oggi, Dio nostro, a te sciogliamo il canto perché in questo giorno ci è nato l’Agnello senza macchia che ti offriamo come vittima santa, Gesù Cristo Signore nostro, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo Signore nostro.
    In quest’ora anticipiamo, pregando, l’attesa della sua venuta per essere pronti a vegliare nella prossima notte e ad accogliere con animo aperto il suo natale. Con la sua nascita, la tua invisibile divinità si è resa visibile nella natura umana, e colui che tu generi fuori del tempo, nel segreto ineffabile della tua vita, nasce nel tempo e viene nel mondo.
    Gioiosi per questo tuo dono, uniti ai cori degli angeli, cantiamo con voce incessante l’inno della tua gloria: Santo, santo, santo…


    Se si usa la Preghiera Eucaristica I, si dice il Communicantes (In comunione) proprio.
    Nelle Preghiere Eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio.



    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Vedemmo la gloria di Dio, gloria dell’Unigenito,
    perché il Verbo si fece carne
    e venne ad abitare in mezzo a noi.
    E dalla sua pienezza abbiamo tutti ricevuto grazia.


    ALLA COMUNIONE
    Una donna ha concepito il Verbo di Dio
    e vergine rimase;
    una vergine ha generato il Re di tutti i re.


    DOPO LA COMUNIONE
    Tu ci hai rinnovato col tuo dono mirabile, o Dio, e noi siamo impazienti di adorare la nascita tra noi e di partecipare alla vita immortale di Gesù Cristo, tuo Figlio, che vive e regna nei secoli dei secoli.

  5. #45
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    NATALE DEL SIGNORE (Solennità del Signore)
    Anno C


    Messa nella notte:


    ALL’ INGRESSO
    Si allieti la terra assetata ed esulti il deserto;
    rallegratevi, o rive del Giordano,
    perché il Signore viene e ci riscatterà.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che hai illuminato questa santissima notte con lo splendore di Cristo, vera luce del mondo, donaci di godere in cielo della sua stessa gioia poiché abbiamo conosciuto in terra il fulgore del suo mistero. Per lui, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del profeta Isaia (2, 1-5)
    Verranno molti popoli al tempio del Dio di Giacobbe; egli sarà giudice fra le genti; forgeranno le loro spade in vomeri; casa di Giacobbe, camminiamo nella luce del Signore.

    Messaggio che Isaia, figlio di Amoz, ricevette in visione su Giuda e su Gerusalemme.
    Alla fine dei giorni,
    il monte del tempio del Signore
    sarà saldo sulla cima dei monti
    e s’innalzerà sopra i colli,
    e ad esso affluiranno tutte le genti.
    Verranno molti popoli e diranno:
    «Venite, saliamo sul monte del Signore,
    al tempio del Dio di Giacobbe,
    perché ci insegni le sue vie
    e possiamo camminare per i suoi sentieri».
    Poiché da Sion uscirà la legge
    e da Gerusalemme la parola del Signore.
    Egli sarà giudice fra le genti
    e arbitro fra molti popoli.
    Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri,
    delle loro lance faranno falci;
    una nazione non alzerà più la spada
    contro un’altra nazione,
    non impareranno più l’arte della guerra.
    Casa di Giacobbe, venite,
    camminiamo nella luce del Signore.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 2

    R. Oggi la luce risplende su di noi.

    Voglio annunciare il decreto del Signore.
    Egli mi ha detto: «Tu sei mio figlio, io oggi ti ho generato.
    Chiedimi e ti darò in eredità le genti
    e in tuo dominio le terre più lontane». R.

    E ora siate saggi, o sovrani,
    lasciatevi correggere, o giudici della terra;
    servite il Signore con timore
    e rallegratevi con tremore. R.

    «Io stesso ho stabilito il mio sovrano
    sul Sion, mia santa montagna».
    Beato chi in lui si rifugia. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati (4, 4-6)
    Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio perché ricevessimo l’adozione a figli.

    Fratelli, quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a figli. E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida «Abbà! Padre!».

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Un giorno santo è spuntato per noi:
    venite tutti ad adorare il Signore;
    oggi una splendida luce è discesa sulla terra.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (1, 9-14)
    Veniva nel mondo la luce vera; a quanti l’hanno accolta ha dato il potere di diventare figli di Dio.

    In quel tempo. Veniva nel mondo la luce vera,
    quella che illumina ogni uomo.
    Era nel mondo
    e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
    eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
    Venne fra i suoi,
    e i suoi non lo hanno accolto.
    A quanti però lo hanno accolto
    ha dato il potere di diventare figli di Dio:
    a quelli che credono nel suo nome,
    i quali, non da sangue
    né da volere di carne
    né da volere di uomo,
    ma da Dio sono stati generati.
    E il Verbo si fece carne
    e venne ad abitare in mezzo a noi;
    e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
    gloria come del Figlio unigenito
    che viene dal Padre,
    pieno di grazia e di verità.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Gioite, fedeli!
    È venuto nel mondo il Salvatore.
    Oggi un figlio mirabile è nato,
    e rifulge l’onore della Vergine madre.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio grande e misericordioso, la nuova nascita del Figlio tuo unigenito nella nostra carne mortale liberi tutti gli uomini che gemono sotto il giogo dell’antica schiavitù del peccato. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo. Alle parole: E per opera dello Spirito Santo…si è fatto uomo, si genuflette.


    SUI DONI
    Ti sia gradito, o Dio, il nostro sacrificio in questo giorno di festa: oggi è apparso tra noi e ci unisce a te in eterna alleanza Cristo, nostro perdono e nostra pace, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta renderti grazie, o Padre onnipotente ed eterno. Oggi celebriamo il natale del Salvatore e il natale della nostra salvezza. Oggi in Cristo, tuo Figlio, anche il mondo rinasce, al peccatore è rimesso il peccato, al mortale è promessa la vita. E noi, ammiràti e festanti, uniti alle schiere degli angeli, tutti insieme inneggiamo alla tua gloria: Santo, santo, santo…


    Se si usa la Preghiera Eucaristica I, si dice il Communicantes (In comunione) proprio.
    Nelle Preghiere Eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio.



    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Esultiamo tutti nel Signore
    perché il Salvatore è nato nel mondo.
    Oggi per noi è discesa dal cielo
    la vera pace.


    ALLA COMUNIONE
    Ecco il Salvatore che i profeti predissero,
    ecco l’Agnello e il Servo del Signore
    di cui parlò Isaia;
    Gabriele lo annunzia alla Vergine,
    e noi lo adoriamo,
    offrendo a lui tutta la nostra vita.


    DOPO LA COMUNIONE
    Ai tuoi fedeli, esultanti per la nascita del Signore e rinvigoriti dal suo sacramento, concedi, o Padre, di vivere secondo la sua parola e di partecipare alla sua vita di Figlio di Dio, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    Messa all'aurora:


    ALL’ INGRESSO
    E’ nato per noi un bambino,
    un figlio ci è stato donato.
    Sulle sue spalle è il segno della sovranità,
    ed è chiamato consigliere ammirabile.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che nella nascita verginale da Maria hai manifestato al mondo il tuo Unigenito, non venga meno ai tuoi servi l’invincibile forza del tuo amore che salva. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del profeta Isaia (52, 7-9)
    Come sono belli sui monti i piedi del messaggero di lieti annunci; il Signore ha consolato il suo popolo.

    In quei giorni. Isaia disse: Come sono belli suoi monti
    i piedi del messaggero che annuncia la pace,
    del messaggero di buone notizie che annuncia la salvezza,
    che dice a Sion: «Regna il tuo Dio».
    Una voce! Le tue sentinelle alzano la voce,
    insieme esultano,
    poiché vedono con gli occhi
    il ritorno del Signore a Sion.
    Prorompete insieme in canti di gioia,
    rovine di Gerusalemme,
    perché il Signore ha consolato il suo popolo,
    ha riscattato Gerusalemme.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 97(98)

    R. Tutta la terra ha veduto la salvezza del Signore.

    Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
    agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
    Egli si è ricordato del suo amore,
    della sua fedeltà alla casa di Israele. R.

    Tutti i confini della terra hanno veduto
    la vittoria del nostro Dio.
    Acclami il Signore tutta la terra,
    gridate, esultate, cantate inni! R.

    Cantate inni al Signore con la cetra,
    con la cetra e al suono di strumenti a corde;
    con le trombe e al suono del corno
    acclamate davanti al re, il Signore. R.


    EPISTOLA
    Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (9, 19b-22a)
    Mi sono fatto Giudeo coi Giudei; mi sono fatto tutto per tutti.

    Fratelli, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero: mi sono fatto come Giudeo per i Giudei, per guadagnare i Giudei. Per coloro che sono sotto la Legge – pur non essendo io sotto la Legge – mi sono fatto come uno che è sotto la Legge, allo scopo di guadagnare coloro che sono sotto la Legge. Per coloro che non hanno Legge – pur non essendo io senza la legge di Dio, anzi essendo nella legge di Cristo – mi sono fatto come uno che è senza Legge, allo scopo di guadagnare coloro che sono senza Legge. Mi sono fatto debole per i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto per tutti.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Gloria a Dio nel più alto dei cieli
    e sulla terra pace agli uomini, che egli ama.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (2, 15-20)
    I pastori andarono senza indugio; e, dopo aver visto, riferirono.

    In quel tempo. Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    A Gesù la parola del Padre disse:
    «Tu sei mio Figlio in eterno: io ti ho generato».


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Tu hai creato questo popolo, o Dio, e tu benignamente l’hai redento; con l’assiduità della tua grazia portalo adesso all’ultima salvezza. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo. Alle parole: E per opera dello Spirito Santo…si è fatto uomo, si genuflette.


    SUI DONI
    Signore Gesù, che hai voluto cominciare con la tua nascita l’opera della nostra salvezza, guarda con bontà ai doni della Chiesa; tu che ci hai creato a tua immagine fa’ che l’obbedienza fedele alla tua parola ci renda sempre più simili a te, che vivi e regni nei secoli dei secoli.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Contempliamo adorando l’amore immenso che ci ha redento con vicenda mirabile e arcana: da una umanità contaminata e vecchia sorge un popolo nuovo; la condizione mortale assunta dal Figlio di Dio vince la nostra morte; gli uomini deboli e vulnerati sono guariti da un uomo; da una progenie contagiata dal male nasce un Figlio innocente; la nostra fragilità assunta dal tuo Verbo, o Padre, riceve una dignità che non conoscerà decadenza e si fa anche per noi prodigioso principio di vita immortale. Per questo tuo dono, uniti agli angeli e ai santi, tutti insieme inneggiamo alla tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    Se si usa la Preghiera Eucaristica I, si dice il Communicantes (In comunione) proprio.
    Nelle Preghiere Eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio.



    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    La maestà del Signore risplende nei cieli,
    la terra è piena della sua gloria.


    ALLA COMUNIONE
    Tutti i paesi del mondo hanno visto
    la salvezza del nostro Dio.
    Tu sei degno, Signore Dio nostro,
    di ricevere gloria e onore.


    DOPO LA COMUNIONE
    Con più solenne celebrazione, o Dio d’amore, oggi la tua famiglia è stata fatta partecipe del banchetto salvifico; l’annunzio gioioso del natale di Cristo risuoni per sempre nel cuore dei tuoi fedeli e la loro vita, animata da carità sincera, lo ripeta con forza persuasiva agli uomini di tutto il mondo. Per Cristo nostro Signore.


    Messa nel giorno:


    ALL’ INGRESSO
    Oggi una luce risplende su noi perché è nato il Signore.
    Ed è chiamato ammirabile consigliere, Dio potente,
    padre di tutti i secoli, principe della pace.
    Il suo regno non avrà fine.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che hai consacrato questo giorno con l’incarnazione del tuo Verbo e con la verginale maternità di Maria, concedi di celebrare nella gioia questo mistero che ci fa tuoi familiari e, salvati da questo dono di grazia, rendici degni dell’eredità promessa. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del profeta Isaia (8, 23b - 9, 6a)
    Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; ci è stato dato un figlio, Dio potente.

    In passato il Signore Dio umiliò la terra di Zàbulon e la terra di Nèftali, ma in futuro renderà gloriosa la via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti.
    Il popolo che camminava nelle tenebre
    ha visto una grande luce;
    su coloro che abitavano in terra tenebrosa
    una luce rifulse.
    Hai moltiplicato la gioia,
    hai aumentato la letizia.
    Gioiscono davanti a te
    come si gioisce quando si miete
    e come si esulta quando si divide la preda.
    Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva,
    la sbarra sulle sue spalle,
    e il bastone del suo aguzzino,
    come nel giorno di Madian.
    Perché ogni calzatura di soldato che marciava rimbombando
    e ogni mantello intriso di sangue
    saranno bruciati, dati in pasto al fuoco.
    Perché un bambino è nato per noi,
    ci è dato un figlio.
    Sulle sue spalle è il potere
    e il suo nome sarà:
    Consigliere mirabile, Dio potente,
    Padre per sempre, Principe della pace.
    Grande sarà il suo potere
    e la pace non avrà fine
    sul trono di Davide e sul suo regno,
    che egli viene a consolidare e rafforzare
    con il diritto e la giustizia, ora e per sempre.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 95(96)

    R. Oggi è nato per noi il Salvatore.

    Cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
    Cantate al Signore, benedite il suo nome,
    annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
    In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
    a tutti i popoli dite le sue meraviglie. R.

    Gioiscano i cieli, esulti la terra,
    risuoni il mare e quanto racchiude;
    sia in festa la campagna e quanto contiene,
    acclamino tutti gli alberi della foresta. R.

    Acclamino davanti al Signore che viene:
    sì, egli viene a giudicare la terra;
    giudicherà il mondo con giustizia
    e nella sua fedeltà i popoli. R.


    EPISTOLA
    Lettera agli Ebrei (1, 1-8a)
    Dio, che aveva parlato per mezzo dei profeti, ha parlato a noi per mezzo del Figlio.

    Fratelli, Dio, che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha stabilito erede di tutte le cose e mediante il quale ha fatto anche il mondo.
    Egli è irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza, e tutto sostiene con la sua parola potente. Dopo aver compiuto la purificazione dei peccati, sedette alla destra della maestà nell’alto dei cieli, divenuto tanto superiore agli angeli quanto più eccellente del loro è il nome che ha ereditato.
    Infatti, a quale degli angeli Dio ha mai detto:
    Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato?
    E ancora:
    Io sarò per lui padre
    ed egli sarà per me figlio?
    Quando invece introduce il primogenito nel mondo, dice:
    Lo adorino tutti gli angeli di Dio.
    Mentre degli angeli dice:
    Egli fa i suoi angeli simili al vento,
    e i suoi ministri come fiamma di fuoco,
    al Figlio invece dice:
    Il tuo trono, Dio, sta nei secoli dei secoli.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Vi annuncio una grande gioia:
    oggi è nato per voi un Salvatore, Cristo Signore.
    Alleluia.


    PRIMA DEL VANGELO
    Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace.
    Alleluia, alleluia, alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (2, 1-14)
    La Vergine diede alla luce il suo figlio primogenito; vi erano alcuni pastori: la gloria del Signore li avvolse di luce.

    In quei giorni. Un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.
    C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
    «Gloria a Dio nel più alto dei cieli
    e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Ecco, vi annunzio una grande gioia
    che sarà di tutto il popolo:
    nella città di Davide oggi è nato per voi un Salvatore.
    È il Redentore del mondo, e il suo regno non avrà fine.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, che in modo mirabile ci hai creato a tua immagine e in modo ancor più mirabile ci hai rinnovato e redento, donaci di essere partecipi della vita divina di Cristo tuo Figlio che ha voluto condividere con noi la condizione di uomo, e vive e regna nei secoli dei secoli.


    Si dice il Credo. Alle parole: E per opera dello Spirito Santo…si è fatto uomo, si genuflette.


    SUI DONI
    In questo giorno festoso in cui hai dato al mondo il tuo Figlio accogli la nostra offerta, o Padre clemente, e con la tua bontà senza fine, per questo salvifico scambio di doni, conformaci sempre più a Cristo che ha innalzato l’uomo accanto a te nella gloria, e vive e regna nei secoli dei secoli.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, renderti grazie, o Padre di misericordia infinita. Il tuo Figlio unigenito fu concepito da Maria che divenne madre e rimase vergine intatta. Ella credette alla parola dell’angelo e concepì il Verbo in cui aveva creduto. La sua integrità rimase tanto illibata che madre della verginità la possiamo proclamare. Beato il grembo santo della vergine Maria, che tra tutte le donne sola meritò di portare il Signore del mondo e di darlo alla luce per la nostra salvezza eterna. Gioisca oggi tutto l’universo, gioiscano le schiere innumerevoli degli angeli mentre a loro ci uniamo nell’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    Se si usa la Preghiera Eucaristica I, si dice il Communicantes (In comunione) proprio.
    Nelle Preghiere Eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio.



    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Grande è il mistero di salvezza:
    Vergine è colei che ha generato,
    e il figlio di una donna è uomo e Dio.
    È il Creatore di tutte le cose,
    è il Signore della sua stessa madre.


    ALLA COMUNIONE
    Gioisci, piena di grazia, il Signore è con te.
    Tu sei l’esultanza degli angeli,
    sei la Vergine madre, la gioia dei profeti!
    Tu, per l’annunzio dell’angelo,
    generasti la gioia del mondo, il tuo Creatore e Signore.
    Gioisci perché fosti degna di essere madre di Cristo.


    DOPO LA COMUNIONE
    A noi, che celebriamo gioiosi il giorno della nascita del tuo Figlio unigenito, dona, o Dio, di intuire con fede più penetrante la bellezza salvifica di questo mistero e di possederne la grazia con amore più vivo. Per Cristo nostro Signore.

  6. #46
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    Santo Stefano, primo martire (festa)
    II giorno dell’ottava di Natale

    Anno C


    ALL’ INGRESSO

    Io contemplo i cieli aperti
    e Gesù, vivo, alla destra di Dio.
    Signore Gesù, accogli il mio spirito
    e non imputare loro questo peccato
    perché non sanno quello che fanno.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Donaci, o Dio, di esprimere nella vita la fede testimoniata dal diacono e primo martire Stefano, che morì perdonando ai suoi lapidatori e imitando da vicino Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura degli Atti degli Apostoli (6, 8 – 7, 2a; 7, 51 – 8, 4)
    Il martirio di Stefano.

    In quei giorni. Stefano, pieno di grazia e di potenza, faceva grandi prodigi e segni tra il popolo. Allora alcuni della sinagoga detta dei Liberti, dei Cirenei, degli Alessandrini e di quelli della Cilicia e dell’Asia, si alzarono a discutere con Stefano, ma non riuscivano a resistere alla sapienza e allo Spirito con cui egli parlava. Allora istigarono alcuni perché dicessero: «Lo abbiamo udito pronunciare parole blasfeme contro Mosè e contro Dio». E così sollevarono il popolo, gli anziani e gli scribi, gli piombarono addosso, lo catturarono e lo condussero davanti al sinedrio. Presentarono quindi falsi testimoni, che dissero: «Costui non fa che parlare contro questo luogo santo e contro la Legge. Lo abbiamo infatti udito dichiarare che Gesù, questo Nazareno, distruggerà questo luogo e sovvertirà le usanze che Mosè ci ha tramandato».
    E tutti quelli che sedevano nel sinedrio, fissando gli occhi su di lui, videro il suo volto come quello di un angelo.
    Disse allora il sommo sacerdote: «Le cose stanno proprio così?». Stefano rispose:
    «Testardi e incirconcisi nel cuore e nelle orecchie, voi opponete sempre resistenza allo Spirito Santo. Come i vostri padri, così siete anche voi. Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato? Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete diventati traditori e uccisori, voi che avete ricevuto la Legge mediante ordini dati dagli angeli e non l’avete osservata».
    All’udire queste cose, erano furibondi in cuor loro e digrignavano i denti contro Stefano.
    Ma egli, pieno di Spirito Santo, fissando il cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio e disse: «Ecco, contemplo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo che sta alla destra di Dio». Allora, gridando a gran voce, si turarono gli orecchi e si scagliarono tutti insieme contro di lui, lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo. E i testimoni deposero i loro mantelli ai piedi di un giovane, chiamato Saulo. E lapidavano Stefano, che pregava e diceva: «Signore Gesù, accogli il mio spirito». Poi piegò le ginocchia e gridò a gran voce: «Signore, non imputare loro questo peccato». Detto questo, morì.
    Saulo approvava la sua uccisione.
    In quel giorno scoppiò una violenta persecuzione contro la Chiesa di Gerusalemme; tutti, ad eccezione degli apostoli, si dispersero nelle regioni della Giudea e della Samaria. Uomini pii seppellirono Stefano e fecero un grande lutto per lui. Saulo intanto cercava di distruggere la Chiesa: entrava nelle case, prendeva uomini e donne e li faceva mettere in carcere.
    Quelli però che si erano dispersi andarono di luogo in luogo, annunciando la Parola.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 30(31)

    R. Signore Gesù, accogli il mio spirito.


    Tendi a me il tuo orecchio,
    vieni presto a liberarmi.
    Sii per me una roccia di rifugio,
    un luogo fortificato che mi salva. R.

    Alle tue mani affido il mio spirito;
    tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele.
    Tu hai in odio chi serve idoli falsi,
    io invece confido nel Signore.
    Esulterò e gioirò per la tua grazia. R.

    Sul tuo servo fa’ splendere il tuo volto,
    salvami per la tua misericordia.
    Tu li nascondi al riparo del tuo volto,
    lontano dagli intrighi degli uomini. R.


    EPISTOLA
    Seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo (3, 16 – 4, 8)
    Ho combattuto la buona battaglia.

    Carissimo, tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è anche utile per insegnare, convincere, correggere ed educare nella giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.
    Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù, che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annuncia la Parola, insisti al momento opportuno e non opportuno, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e insegnamento. Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, pur di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo i propri capricci, rifiutando di dare ascolto alla verità per perdersi dietro alle favole. Tu però vigila attentamente, sopporta le sofferenze, compi la tua opera di annunciatore del Vangelo, adempi il tuo ministero.
    Io infatti sto già per essere versato in offerta ed è giunto il momento che io lasci questa vita. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta soltanto la corona di giustizia che il Signore, il giudice giusto, mi consegnerà in quel giorno; non solo a me, ma anche a tutti coloro che hanno atteso con amore la sua manifestazione.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Benedetto colui che viene nel nome del Signore;
    risplende su di noi la luce del suo volto.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Matteo (17, 24-27)
    Il sangue dei martiri, seme dei cristiani. Paolo, moneta d’argento scaturita dal martirio di Stefano.

    In quel tempo. Quando furono giunti a Cafàrnao, quelli che riscuotevano la tassa per il tempio si avvicinarono a Pietro e gli dissero: «Il vostro maestro non paga la tassa?». Rispose: «Sì». Mentre entrava in casa, Gesù lo prevenne dicendo: «Che cosa ti pare, Simone? I re della terra da chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli estranei?». Rispose: «Dagli estranei». E Gesù replicò: «Quindi i figli sono liberi. Ma, per evitare di scandalizzarli, va’ al mare, getta l’amo e prendi il primo pesce che viene su, aprigli la bocca e vi troverai una moneta d’argento. Prendila e consegnala loro per me e per te».

    Parola del Signore.

    oppure:

    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (15, 18-22)
    Un servo non è più grande del suo padrone: hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi.

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato. Se io non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Mi rendono male per bene e odio in cambio di amore;
    in cambio del mio amore, mi muovono accuse,
    mentre io sono in preghiera.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Dio onnipotente, fa’ che, celebrando la solennità del tuo primo martire Stefano, siamo protetti dai suoi meriti e aiutàti dalle sue preghiere. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Questa offerta del tuo popolo, o Padre, ti sia gradita per l’intercessione del diacono santo Stefano, tuo primo martire; fa’ che la Chiesa, illuminata dal suo esempio, sia sempre soccorsa dal tuo aiuto. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, che eleggesti il diacono Stefano ad annunziare il vangelo. Egli per primo versò il suo sangue a testimonianza del Signore e meritò di vedere nei cieli aperti il Salvatore risorto alla tua destra. Morendo, ripeteva le parole del Maestro sulla croce e le confermava col proprio sangue. Dal Calvario Gesù aveva gettato il seme del perdono e Stefano, suo vero discepolo, per chi lo lapidava innalzava la sua preghiera. Insieme con questo perfetto imitatore di Cristo, di cui oggi celebriamo la gloriosa memoria, esultando con gli angeli e coi santi, eleviamo a te, o Padre, l’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    Se si usa la Preghiera Eucaristica I, si dice il Communicantes (In comunione) proprio.
    Nelle Preghiere Eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio.



    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Ieri il Signore è nato sulla terra
    perché Stefano nascesse dal cielo.
    Ieri il nostro re si è degnato di visitare il mondo,
    perché Stefano entrasse nella gloria.


    ALLA COMUNIONE
    Signore, tu sei la mia speranza, mio rifugio e mia forza.
    Signore Gesù, accogli il mio spirito.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, che nella festa di santo Stefano prolunghi la gioia del Natale, conferma in noi l’opera della tua misericordia e trasforma la nostra vita in perenne rendimento di grazie. Per Cristo nostro Signore.

  7. #47
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    San Giovanni, apostolo ed evangelista (festa)
    III giorno dell’ottava di Natale

    Anno C


    ALL’ INGRESSO
    Celebriamo l’apostolo Giovanni
    che nella cena posò il capo
    sul petto del Signore;
    conobbe i segreti del cielo
    e diffuse nel mondo intero
    le parole della vita.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che per mezzo dell’apostolo Giovanni ci hai rivelato le misteriose profondità del tuo Verbo, donaci l’intelligenza che penetra la parola di vita, annunziata da lui alla tua Chiesa. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura della prima lettera di san Giovanni apostolo (1, 1-10)
    Quello che era da principio, quello che noi abbiamo veduto noi lo annunciamo anche a voi.

    Quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita – la vita infatti si manifestò, noi l’abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna, che era presso il Padre e che si manifestò a noi –, quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia piena.
    Questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che noi vi annunciamo: Dio è luce e in lui non c’è tenebra alcuna. Se diciamo di essere in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, siamo bugiardi e non mettiamo in pratica la verità. Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, il Figlio suo ci purifica da ogni peccato.
    Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto tanto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. Se diciamo di non avere peccato, facciamo di lui un bugiardo e la sua parola non è in noi.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 96(97)

    R. I tuoi amici, Signore, contempleranno il tuo volto.

    Il Signore regna: esulti la terra,
    gioiscano le isole tutte.
    Nubi e tenebre lo avvolgono,
    giustizia e diritto sostengono il suo trono. R.

    I monti fondono come cera davanti al Signore,
    davanti al Signore di tutta la terra.
    Annunciano i cieli e la sua giustizia,
    e tutti i popoli vedono la sua gloria. R.

    Una luce è spuntata per il giusto,
    una gioia per i retti di cuore.
    Gioite, giusti, nel Signore,
    della sua santità celebrate il ricordo. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (10, 8c-15)
    Quanto sono belli i piedi di coloro che recano un lieto annuncio!

    Fratelli, questa è la parola della fede che noi predichiamo. Perché se con la tua bocca proclamerai: «Gesù è il Signore!», e con il tuo cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo. Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia, e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza. Dice infatti la Scrittura: Chiunque crede in lui non sarà deluso. Poiché non c’è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano. Infatti: Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato.
    Ora, come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? Come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? Come ne sentiranno parlare senza qualcuno che lo annunci? E come lo annunceranno, se non sono stati inviati? Come sta scritto: Quanto sono belli i piedi di coloro che recano un lieto annuncio di bene!

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Il Verbo si è fatto carne,
    e noi abbiamo contemplato la sua gloria.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (21, 19c-24)
    Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte.

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Pietro: «Seguimi». Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?».
    Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Pietro e Giovanni replicarono:
    «Se sia giusto innanzi a Dio
    obbedire a voi più che a lui,
    giudicatelo voi stessi;
    noi non possiamo tacere
    quello che abbiamo visto e ascoltato».


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio di bontà, per l’intercessione di san Giovanni apostolo, concedi a noi di comprendere e di rivivere il mistero della nostra redenzione come egli lo trasmise nel suo vangelo; e fa’ che meritiamo di conseguire i doni promessi dal tuo Figlio, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Santifica, o Dio, i doni che ti offriamo e fa’ che attingiamo da questa mensa la conoscenza viva del mistero del tuo Verbo che rivelasti all’apostolo ed evangelista Giovanni. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, venerando i meriti dell’evangelista Giovanni. Il Signore Gesù lo predilesse e dall’alto della croce, quasi per testamento, lo affidò come figlio alla Vergine madre. Il grande dono d’amore, che da pescatore lo aveva fatto discepolo, lo portò a intuire e ad annunziare con singolare chiarezza, oltre ogni misura di capacità umana, l’increata divinità del tuo Verbo. Uniti a questo tuo servo beato con gli angeli e coi santi eleviamo alla tua maestà il canto di adorazione e di gioia: Santo, Santo, Santo…


    Se si usa la Preghiera Eucaristica I, si dice il Communicantes (In comunione) proprio.
    Nelle Preghiere Eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio.



    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Iddio nessuno lo ha veduto mai;
    il Figlio unigenito, che vive nel Padre, ce lo ha rivelato.


    ALLA COMUNIONE
    Il Verbo si è fatto carne
    ed è venuto ad abitare in mezzo a noi.
    Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Padre, che sei fonte della vita divina e creatore dell’universo, ascolta la nostra voce: per l’efficacia di questo sacramento d’amore abiti sempre in noi il tuo Verbo fatto carne che l’apostolo Giovanni annunziò al mondo nel suo vangelo. Per Cristo nostro Signore.

  8. #48
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    Santi Innocenti, martiri (festa)
    IV giorno dell’ottava di Natale

    Anno B


    ALL’ INGRESSO
    I santi Innocenti furono uccisi per Cristo
    e in cielo seguono l’Agnello senza macchia,
    cantando sempre: «Gloria a te, Signore».


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Signore nostro Dio, che oggi, nel sangue degli Innocenti, hai ricevuto la testimonianza che essi non potevano ancora darti con la parola, concedi a noi di esprimere anche nella vita la professione della nostra fede. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del profeta Geremia (31, 15-18. 20)
    Una voce si ode a Rama: Rachele piange i suoi figli.

    Così dice il Signore:
    «Una voce si ode a Rama,
    un lamento e un pianto amaro:
    Rachele piange i suoi figli,
    e non vuole essere consolata per i suoi figli,
    perché non sono più».
    Dice il Signore:
    «Trattieni il tuo pianto,
    i tuoi occhi dalle lacrime,
    perché c’è un compenso alle tue fatiche
    – oracolo del Signore – :
    essi torneranno dal paese nemico.
    C’è una speranza per la tua discendenza
    – oracolo del Signore – :
    i tuoi figli ritorneranno nella loro terra.
    Ho udito ?fraim che si lamentava:
    “Mi hai castigato e io ho subìto il castigo
    come un torello non domato.
    Fammi ritornare e io ritornerò,
    perché tu sei il Signore, mio Dio”.
    Non è un figlio carissimo per me Èfraim,
    il mio bambino prediletto?
    Ogni volta che lo minaccio,
    me ne ricordo sempre con affetto.
    Per questo il mio cuore si commuove per lui
    e sento per lui profonda tenerezza».
    Oracolo del Signore.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 123(124)

    R. A te grida, Signore, il dolore innocente.

    Se il Signore non fosse stato per noi,
    quando eravamo assaliti,
    allora ci avrebbero inghiottiti vivi,
    quando divampò contro di noi la loro collera.R.

    Allora le acque ci avrebbero travolti,
    un torrente ci avrebbe sommersi;
    allora ci avrebbero sommersi
    acque impetuose. R.

    Siamo stati liberati come un passero
    dal laccio dei cacciatori:
    il laccio si è spezzato e noi siamo scampati.
    Il nostro aiuto è nel nome del Signore:
    egli ha fatto cielo e terra. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (8, 14-21)
    Le sofferenze del tempo presente non sono paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi.

    Fratelli, tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!». Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria.
    Ritengo infatti che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi. L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio. La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità – non per sua volontà, ma per volontà di colui che l’ha sottoposta – nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Noi ti lodiamo, o Dio, e ti benediciamo;
    a te dà gloria la candida schiera dei martiri.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Matteo (2, 13b-18)
    La strage degli Innocenti.

    In quel tempo. Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».
    Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
    Dall’Egitto ho chiamato mio figlio.
    Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi. Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremia:
    Un grido è stato udito in Rama,
    un pianto e un lamento grande:
    Rachele piange i suoi figli
    e non vuole essere consolata,
    perché non sono più.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    «Io godrò nel mio popolo – dice il Signore –.
    Non si udranno più in esso voci di pianto,
    grida di angoscia.
    Non ci sarà più la morte né lutto né lamento né affanno:
    ecco, io faccio nuove tutte le cose».


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Si allieti la tua Chiesa, o Padre, nella festa dei santi martiri Innocenti; la tua immensa misericordia sostenga l’umana debolezza e ci doni di fare nostri i frutti della divina redenzione. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    O Dio, che fai dono della tua santità anche ai bambini che ne sono ignari, accetta questa offerta sacrificale e da’ un cuore semplice e puro a noi che celebriamo i tuoi misteri. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, darti gloria, o Padre onnipotente, per la morte preziosa di questi bambini che la crudeltà di Erode trucidò a causa del tuo Figlio, nostro salvatore. Noi riconosciamo i doni della tua misericordia: sopra le umane possibilità rifulge la grazia, la testimonianza del martirio precede la capacità di parlare. Essi subirono la passione prima di avere membra adatte a patire e confessarono Cristo con la morte prima ancora di poterlo conoscere. Veramente infinita è la bontà del Signore che non permette venga meno la ricompensa a coloro che, pur senza saperlo, sono stati uccisi per lui; nel sangue in cui sono immersi si compie il lavacro che li rigenera e viene donata loro la corona del martirio. Insieme con essi e con tutte le creature felici eleviamo a te, o Padre, unico Dio col Figlio e con lo Spirito Santo, l’inno della lode perenne: Santo, Santo, Santo…


    Se si usa la Preghiera Eucaristica I, si dice il Communicantes (In comunione) proprio.
    Nelle Preghiere Eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio.


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    L’Agnello assiso sul trono sarà il loro pastore
    e li guiderà alle fonti dell’acqua della vita.
    E Dio tergerà ogni lacrima dai loro occhi.


    ALLA COMUNIONE
    Sono stati redenti tra gli uomini,
    primizia a Dio e all’Agnello;
    e seguono l’Agnello dovunque vada.


    DOPO LA COMUNIONE
    Padre misericordioso, che ci hai nutrito alla tua mensa, apri ai tuoi fedeli i tesori della redenzione nella festa dei santi Innocenti che, prima di poter professare la fede, testimoniarono con il sangue e ricevettero la corona della gloria eterna. Per Cristo nostro Signore.

  9. #49
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    29 Dicembre

    V giorno dell'ottava di Natale
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Splendore della luce increata,
    il Verbo del Padre rifulge nella Vergine.
    Egli che prima del tempo
    con il Padre creò tutte le cose,
    oggi per noi è nato sulla terra.
    Venite, esultiamo nel Signore,
    acclamiamo il Dio che ci salva.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Stupenda, o Dio, è l’opera che vai compiendo nell’universo per restaurare l’uomo e salvarlo dalla sua decadenza; porta adesso a compimento in noi l’azione creatrice del tuo Verbo e la redenzione che si è iniziata con la nascita gloriosa, nell’umiltà della nostra carne, di Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del profeta Michea (4, 1-4)
    Dalle loro spade faranno aratri, e falci dalle loro lance.

    In quei giorni. Il Signore parlò a Michea dicendo:
    Alla fine dei giorni
    il monte del tempio del Signore
    sarà saldo sulla cima dei monti
    e si innalzerà sopra i colli,
    e ad esso affluiranno i popoli.
    Verranno molte genti e diranno:
    «Venite, saliamo sul monte del Signore
    e al tempio del Dio di Giacobbe,
    perché ci insegni le sue vie
    e possiamo camminare per i suoi sentieri».
    Poiché da Sion uscirà la legge
    e da Gerusalemme la parola del Signore.
    Egli sarà giudice fra molti popoli
    e arbitro fra genti potenti,
    fino alle più lontane.
    Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri,
    delle loro lance faranno falci;
    una nazione non alzerà più la spada
    contro un’altra nazione,
    non impareranno più l’arte della guerra.
    Siederanno ognuno tranquillo sotto la vite
    e sotto il fico
    e più nessuno li spaventerà,
    perché la bocca del Signore degli eserciti ha parlato!».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 95(96)

    R. Gloria nei cieli e gioia sulla terra.

    Cantate al Signore un canto nuovo,
    cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
    Cantate al Signore, benedite il suo nome. R.

    Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
    In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
    a tutti i popoli dite le sue meraviglie. R.

    Il Signore ha fatto i cieli.
    Maestà e onore sono davanti a lui,
    forza e splendore nel suo santuario. R.


    EPISTOLA
    Prima lettera di san Paolo apostoli ai Corinzi (1, 1-10)
    Grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo.

    Paolo, chiamato a essere apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il fratello Sòstene, alla Chiesa di Dio che è a Corinto, a coloro che sono stati santificati in Cristo Gesù, santi per chiamata, insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore nostro e loro: grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo!
    Rendo grazie continuamente al mio Dio per voi, a motivo della grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù, perché in lui siete stati arricchiti di tutti i doni, quelli della parola e quelli della conoscenza. La testimonianza di Cristo si è stabilita tra voi così saldamente che non manca più alcun carisma a voi, che aspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo. Egli vi renderà saldi sino alla fine, irreprensibili nel giorno del Signore nostro Gesù Cristo. Degno di fede è Dio, dal quale siete stati chiamati alla comunione con il Figlio suo Gesù Cristo, Signore nostro!
    Vi esorto pertanto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, a essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Un giorno santo è spuntato per noi:
    venite tutti ad adorare il Signore;
    oggi una splendida luce è discesa sulla terra.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Matteo (2, 19-23)
    Il ritorno dall’Egitto.

    In quel tempo. Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino». Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Gioite, fedeli!
    È venuto nel mondo il Salvatore.
    Oggi un figlio mirabile è nato,
    e rifulge l’onore della Vergine madre.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Accresci, o Dio, nei tuoi servi la fede e la pace del cuore; nessuna contrarietà del mondo ci turbi mentre ci allietiamo della nascita tra noi del tuo Figlio, e la celebrazione che compiamo nel tempo ci ottenga un frutto eterno. Per Cristo nostro Signore.


    Non si dice il Credo.


    SUI DONI
    Il popolo dei credenti, o Dio, esulti di gioia in questo sacrificio; noi ti presentiamo i doni della nostra debolezza, tu comunica a noi la forza divina. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Nel mistero del Verbo incarnato è brillata una luce nuova e più fulgida agli occhi dell’anima perché, contemplando la gloria di Dio in una creatura visibile, ci sentiamo rapiti dall’amore delle bellezze invisibili. Inondàti da questo mistero di luce, uniti alla moltitudine dei cori celesti, eleviamo con voce incessante l’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo...


    Se si usa la Preghiera Eucaristica I, si dice il Communicantes (In comunione) proprio.
    Nelle Preghiere Eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio.



    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Sorse per noi un giorno unico e santo:
    venite, o genti, e adorate il Signore
    perché una grande luce
    oggi è discesa sulla terra.


    ALLA COMUNIONE
    Beata la donna da cui Cristo è nato!
    Quanto è gloriosa la Vergine
    che ha generato il Re del cielo!


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio misericordioso, che ci raggiungi in questo sacramento, rendi operante in noi la sua forza perché il dono ricevuto ci conceda di tornare alla tua mensa. Per Cristo nostro Signore.


    oppure (solo dove è celebrato solennemente):


    San Tommaso Becket, vescovo e martire (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei martiri (per un martire) oppure dal comune dei pastori (per un vescovo)


    ALL' INIZIO DELL' ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che hai dato al vescovo san Tommaso la grazia di versare il sangue per la libertà e la giustizia, concedi anche a noi di essere pronti, nella certezza della gloria futura, a donare la vita per amore di Cristo, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

  10. #50
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    VI giorno dell'ottava di Natale
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Dio ha tanto amato il mondo
    da mandare il suo Figlio unigenito
    perché chiunque crede in lui non muoia,
    ma abbia la vita eterna.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    La tua salvezza, o Dio onnipotente, che ci è apparsa nell’ora del natale di Cristo come luce inattesa nel cielo notturno, illumini e rinnovi il nostro cuore. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del profeta Michea (4, 6-8)
    Il Signore regnerà sul monte Sion.

    «In quel giorno – oracolo del Signore –
    radunerò gli zoppi,
    raccoglierò i dispersi
    e coloro che ho trattato duramente.
    Degli zoppi io farò un resto,
    dei lontani una nazione forte».
    E il Signore regnerà su di loro
    sul monte Sion,
    da allora e per sempre.
    E a te, torre del gregge,
    colle della figlia di Sion, a te verrà,
    ritornerà a te la sovranità di prima,
    il regno della figlia di Gerusalemme.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 95(96)

    R. Lode a te, Signore, re di eterna gloria.

    Date al Signore, o famiglie dei popoli,
    date al Signore gloria e potenza,
    date al Signore la gloria del suo nome. R.

    Portate offerte ed entrate nei suoi atri,
    maestà e onore sono davanti a lui,
    forza e splendore nel suo santuario. R.

    Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
    È stabile il mondo, non potrà vacillare!
    Egli giudica i popoli con rettitudine. R.


    EPISTOLA
    Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (1, 1-7)
    Sia benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Padre misericordioso che ci consola in ogni nostra tribolazione.

    Paolo, apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio, e il fratello Timòteo, alla Chiesa di Dio che è a Corinto e a tutti i santi dell’intera Acaia: grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo.
    Sia benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione! Egli ci consola in ogni nostra tribolazione, perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in ogni genere di afflizione con la consolazione con cui noi stessi siamo consolati da Dio. Poiché, come abbondano le sofferenze di Cristo in noi, così, per mezzo di Cristo, abbonda anche la nostra consolazione. Quando siamo tribolati, è per la vostra consolazione e salvezza; quando siamo confortati, è per la vostra consolazione, la quale vi dà forza nel sopportare le medesime sofferenze che anche noi sopportiamo. La nostra speranza nei vostri riguardi è salda: sappiamo che, come siete partecipi delle sofferenze, così lo siete anche della consolazione.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Il Verbo si è fatto carne
    e ha posto la sua dimora in mezzo a noi.
    A quanti lo hanno accolto,
    ha dato il potere di diventare figli di Dio.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (11, 27b-28)
    Beato il grembo che ti ha portato.

    In quel tempo. Una donna dalla folla alzò la voce e disse al Signore Gesù: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!». Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    A Gesù la parola del Padre disse:
    «Tu sei mio Figlio in eterno: io ti ho generato».


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, che ci sostieni con provvido amore nel tempo presente e ci prepari per la vita eterna, non negare al tuo popolo le gioie semplici e necessarie nel suo cammino terreno perché aspiri con più serena fiducia alla felicità che non ha fine. Per Cristo nostro Signore.


    Non si dice il Credo.


    SUI DONI
    Accogli, o Dio, l’offerta del tuo popolo e donaci in questo sacramento di salvezza il possesso dei beni eterni nei quali crediamo e speriamo con amore di figli. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, perché allo sguardo della nostra fede è sorto, come luce vera del mondo, il nostro Salvatore. E noi con cuore esultante, uniti alle schiere degli angeli, inneggiamo alla tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    Se si usa la Preghiera Eucaristica I, si dice il Communicantes (In comunione) proprio.
    Nelle Preghiere Eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio.



    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Oggi è nato il Cristo,
    è apparso il Salvatore;
    sulla terra cantano gli angeli,
    esultano gli arcangeli;
    oggi i giusti si allietano, dicendo:
    «Gloria a Dio nel più alto dei cieli».


    ALLA COMUNIONE
    In principio, prima dei secoli,
    il Verbo era Dio;
    ed egli oggi è nato per salvare il mondo.
    Il Verbo si fece carne
    e venne ad abitare in mezzo a noi.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, che hai rivelato al mondo lo splendore della tua gloria con la divina maternità della Vergine, donaci di accogliere con fede pura e di celebrare sempre con amore sincero il grande prodigio dell’incarnazione del tuo Figlio, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    A Milano, nella basilica di Sant'Eustorgio: Sant'Eugenio, vescovo
    A Milano, nel santuario di Santa Maria dei Miracoli presso San Celso
    :
    Santa Maria dei Miracoli

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