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Discussione: Testi liturgici della Messa in Rito Ambrosiano (2021-2022)

  1. #211
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    Mercoledì della settimana della I Domenica dopo Pentecoste
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Venite, adoriamo:
    prostriamoci a colui che ci ha creato
    perché è nostro Signore e nostro Dio.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Mostra ancora, o Dio forte ed eterno, a favore dei credenti gli antichi prodigi operati dal tuo braccio; vinci ogni avverso potere e dona alla tua Chiesa di professare in libertà la propria fede e di custodire senza timore la tua legge. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro dell’Esodo (11, 1-9)
    Annuncio della decima piaga d’Egitto.

    In quei giorni. Il Signore disse a Mosè: «Ancora una piaga manderò contro il faraone e l’Egitto; dopo di che egli vi lascerà partire di qui. Vi lascerà partire senza condizioni, anzi vi caccerà via di qui. Di’ dunque al popolo che ciascuno dal suo vicino e ciascuna dalla sua vicina si facciano dare oggetti d’argento e oggetti d’oro». Il Signore fece sì che il popolo trovasse favore agli occhi degli Egiziani. Inoltre Mosè era un uomo assai considerato nella terra d’Egitto, agli occhi dei ministri del faraone e del popolo.
    Mosè annunciò: «Così dice il Signore: Verso la metà della notte io uscirò attraverso l’Egitto: morirà ogni primogenito nella terra d’Egitto, dal primogenito del faraone che siede sul trono fino al primogenito della schiava che sta dietro la mola, e ogni primogenito del bestiame. Un grande grido si alzerà in tutta la terra d’Egitto, quale non vi fu mai e quale non si ripeterà mai più. Ma contro tutti gli Israeliti neppure un cane abbaierà, né contro uomini, né contro bestie, perché sappiate che il Signore fa distinzione tra l’Egitto e Israele. Tutti questi tuoi ministri scenderanno da me e si prostreranno davanti a me, dicendo: “Esci tu e tutto il popolo che ti segue!”. Dopo, io uscirò!». Mosè, pieno d’ira, si allontanò dal faraone.
    Il Signore aveva appunto detto a Mosè: «Il faraone non vi darà ascolto, perché si moltiplichino i miei prodigi nella terra d’Egitto».

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 77(78)

    R. Il Signore guida come gregge il suo popolo.

    Ascolta, popolo mio, la mia legge,
    porgi l’orecchio alle parole della mia bocca.
    Aprirò la mia bocca con una parabola,
    rievocherò gli enigmi dei tempi antichi. R.

    Ciò che abbiamo udito e conosciuto
    e i nostri padri ci hanno raccontato
    non lo terremo nascosto ai nostri figli,
    raccontando alla generazione futura
    le azioni gloriose e potenti del Signore
    e le meraviglie che egli ha compiuto. R.

    Colpì ogni primogenito in Egitto,
    nelle tende di Cam la primizia del loro vigore.
    Fece partire come pecore il suo popolo
    e li condusse come greggi nel deserto. R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Benedetto il Signore,
    perché ha visitato e redento il suo popolo.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Luca (4, 38-41)

    In quel tempo. Uscito dalla sinagoga, il Signore Gesù entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva.
    Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Signore, cessi la tua ira;
    sii clemente verso le colpe del tuo popolo,
    come giurasti su te stesso, o Dio.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Verso le tue creature, o Dio, tu preferisci la misericordia allo sdegno; vedi quanto siamo deboli e incerti e fa’ prevalere sulla nostra povertà la luce e la forza della tua grazia. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    Ci vengono dalla tua generosità, o Padre, I doni che ora ti offriamo; accoglili con bontà e trasformali nei tuoi santi misteri perché sostengano la nostra quotidiana esistenza e ci conducano alla felicità eterna. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, esaltarti sempre, qui e in ogni luogo, Dio onnipotente e santo. Da te riceviamo l’esistenza, la forza di agire e la grazia di vivere, e così tu dimostri ogni giorno il tuo amore di padre. Già in questa fuggevole vita ci assicuri e ci anticipi il possesso della ricchezza eterna e, donandoci le primizie dello Spirito che ha risuscitato dai morti Cristo Signore, ci serbi nella viva speranza di partecipare alla gloria senza fine. Gioiosi per questa certezza, uniti al canto perenne degli angeli, ti eleviamo l’inno di riconoscimento e di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Annunzierò, o Dio,
    le tue gesta mirabili,
    gioisco in te ed esulto,
    canto inni al tuo nome, o Altissimo.


    ALLA COMUNIONE

    Scorre la vita
    e i nostri giorni volgono alla fine.
    Fin che c’è dato tempo
    leviamoci a dar lode a Cristo Signore.
    Teniamo accese le lampade
    perché il Giudice dell’universo
    sta per giudicare tutte le genti.


    DOPO LA COMUNIONE

    Abbiamo ricevuto, o Padre, i doni del sacro mistero; la celebrazione che il tuo Figlio ci ha comandato di compiere in sua memoria sia efficace soccorso alla nostra debolezza e ci conservi nella comunione con lui, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    oppure (solo nell’arcidiocesi di Milano):


    Beato Clemente Vismara, sacerdote (memoria facoltativa*)

    * Si raccomanda vivamente la celebrazione di questa memoria facoltativa

    Messa dal Comune dei pastori (per un missionario)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, che al beato sacerdote Clemente hai donato la forza di sostenere le fatiche della missione e di perseverare nella carità verso gli orfani e i poveri, concedi anche a noi, sul suo esempio, di portare il tuo amore ai fratelli e di promuovere sempre la dignità umana con assidua dedizione. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

  2. #212
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    16 Giugno

    SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO (Solennità del Signore)
    Anno C


    ALL’ INGRESSO
    Ci hai nutrito, Signore, con fiore di frumento,
    ci hai saziato con miele dalla roccia.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Signore Gesù Cristo, che nel sacramento mirabile del tuo corpo e del tuo sangue ci hai lasciato il memoriale della tua pasqua, fa’ che, adorando con viva fede questo santo mistero, riceviamo in noi i benefici della redenzione operata da te, nostro Signore e nostro Dio, che vivi e regni con il Padre, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro della Genesi (14, 18-20)
    Melchisedek, sacerdote del Dio altissimo, offre pane e vino.

    In quei giorni. Melchìsedek, re di Salem, offrì pane e vino: era sacerdote del Dio altissimo e benedisse Abram con queste parole:
    «Sia benedetto Abram dal Dio altissimo,
    creatore del cielo e della terra,
    e benedetto sia il Dio altissimo,
    che ti ha messo in mano i tuoi nemici».
    Ed egli diede a lui la decima di tutto.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 109(110)

    R. Tu sei sacerdote per sempre, Cristo Signore.

    Oracolo del Signore al mio signore:
    «Siedi alla mia destra
    finché io ponga i tuoi nemici
    a sgabello dei tuoi piedi». R.

    A te il principato
    nel giorno della tua potenza
    tra santi splendori;
    dal seno dell’aurora,
    come rugiada, io ti ho generato. R.

    Il Signore ha giurato
    e non si pente:
    «Tu sei sacerdote per sempre
    al modo di Melchisedek». R.


    EPISTOLA
    Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (11, 23-26)
    La cena del Signore nella Chiesa.

    Fratelli, io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me». Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore;
    se uno mangia di questo pane vivrà in eterno.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (9, 11b-17)
    La moltiplicazione dei pani.

    In quel tempo. Il Signore Gesù prese a parlare loro del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.
    Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta». Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti. Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    «Io sono il pane vivo disceso dal cielo
    - dice il Signore -.
    Chi mangia di questo pane vivrà in eterno;
    e il pane che io darò è la mia carne
    per la vita del mondo».


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Accendi in cuore, o Dio, il desiderio del cielo e dona una sete ardente di vita a noi che ci siamo radunati a onorare con profonda venerazione il mistero del corpo e del sangue di Cristo Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI

    Concedi benigno alla tua Chiesa, o Padre, i doni dell’unità e della pace, significàti nel mistero delle offerte che ti presentiamo. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Cristo tuo Figlio, nell’ultima cena tra i suoi apostoli, volle perpetuare nei secoli il memoriale della sua passione e si offrì a te come agnello senza macchia, come lode perfetta e sacrificio gradito. In questo grande mistero tu nutri e santifichi i tuoi fedeli perché una sola fede illumini e una sola carità riunisca l’umanità diffusa su tutta la terra. Noi ci accostiamo con gioia, o Padre, alla tua mensa, e l’effusione del tuo Spirito ci trasforma a immagine della tua gloria. Per questo prodigio di immenso amore tutte le creature si uniscono in un cantico nuovo, e noi con gli angeli e coi santi eleviamo l’inno di adorazione e di lode: Santo, Santo, Santo…

    oppure:

    È veramente cosa buona e giusta renderti grazie sempre, Dio onnipotente e misericordioso. Cristo, Sacerdote vero ed eterno, istituì il rito del sacrificio perenne, a te per primo si offrì vittima di salvezza e comandò a noi di perpetuare l’offerta in sua memoria. Il suo corpo per noi immolato è nostro cibo e ci dà forza; il suo sangue per noi versato è nostra bevanda e ci lava da ogni colpa. Per questo prodigio di immenso amore, uniti agli angeli e ai santi, cantiamo con gioia l’inno della tua lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Ogni volta che mangiate di questo pane
    e bevete di questo calice,
    annunziate la morte del Signore,
    fino a che venga.


    ALLA COMUNIONE

    Ti lodiamo, Signore onnipotente,
    glorioso re di tutto l’universo.
    Ti benedicono gli angeli e gli arcangeli,
    ti lodano i profeti con gli apostoli.
    Noi ti lodiamo, o Cristo, a te prostràti,
    che venisti a redimere i peccati.
    Noi ti invochiamo, o grande Redentore,
    che il Padre ci mandò come pastore.
    Tu sei il Figlio di Dio, tu il Messia
    che nacque dalla vergine Maria.
    Dal tuo prezioso sangue inebriàti,
    fa’ che siam da ogni colpa liberati.


    DOPO LA COMUNIONE

    Abbiamo ricevuto, o Padre, i doni del sacro mistero; la celebrazione che il tuo Figlio ci ha comandato di compiere in sua memoria sia efficace soccorso alla nostra debolezza e ci conservi nella comunione con lui, che vive e regna nei secoli dei secoli.

  3. #213
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    17 Giugno

    Venerdì della settimana della I Domenica dopo Pentecoste
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Venite, adoriamo:
    prostriamoci a colui che ci ha creato
    perché è nostro Signore e nostro Dio.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Mostra ancora, o Dio forte ed eterno, a favore dei credenti gli antichi prodigi operati dal tuo braccio; vinci ogni avverso potere e dona alla tua Chiesa di professare in libertà la propria fede e di custodire senza timore la tua legge. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro dell’Esodo (12, 29-36)
    La decima piaga e l’uscita dall’Egitto.

    In quei giorni. A mezzanotte il Signore colpì ogni primogenito nella terra d’Egitto, dal primogenito del faraone che siede sul trono fino al primogenito del prigioniero in carcere, e tutti i primogeniti del bestiame. Si alzò il faraone nella notte e con lui i suoi ministri e tutti gli Egiziani; un grande grido scoppiò in Egitto, perché non c’era casa dove non ci fosse un morto!
    Il faraone convocò Mosè e Aronne nella notte e disse: «Alzatevi e abbandonate il mio popolo, voi e gli Israeliti! Andate, rendete culto al Signore come avete detto. Prendete anche il vostro bestiame e le vostre greggi, come avete detto, e partite! Benedite anche me!». Gli Egiziani fecero pressione sul popolo, affrettandosi a mandarli via dal paese, perché dicevano: «Stiamo per morire tutti!». Il popolo portò con sé la pasta prima che fosse lievitata, recando sulle spalle le madie avvolte nei mantelli.
    Gli Israeliti eseguirono l’ordine di Mosè e si fecero dare dagli Egiziani oggetti d’argento e d’oro e vesti. Il Signore fece sì che il popolo trovasse favore agli occhi degli Egiziani, i quali accolsero le loro richieste. Così essi spogliarono gli Egiziani.

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 104(105)

    R. Cercate sempre il volto del Signore.

    Cercate il Signore e la sua potenza,
    ricercate sempre il suo volto.
    Ricordate le meraviglie che ha compiuto,
    i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca.R.

    Colpì ogni primogenito nella loro terra,
    la primizia di ogni loro vigore.
    Allora li fece uscire con argento e oro;
    nelle tribù nessuno vacillava. R.

    Quando uscirono, gioì l’Egitto,
    che era stato colpito dal loro terrore.
    Ha fatto uscire il suo popolo con esultanza,
    i suoi eletti con canti di gioia. R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    La Legge fu data per mezzo di Mosè,
    la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Luca (4, 42-44)

    In quel tempo. Sul far del giorno il Signore Gesù uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato». E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Signore, cessi la tua ira;
    sii clemente verso le colpe del tuo popolo,
    come giurasti su te stesso, o Dio.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Verso le tue creature, o Dio, tu preferisci la misericordia allo sdegno; vedi quanto siamo deboli e incerti e fa’ prevalere sulla nostra povertà la luce e la forza della tua grazia. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    Ci vengono dalla tua generosità, o Padre, I doni che ora ti offriamo; accoglili con bontà e trasformali nei tuoi santi misteri perché sostengano la nostra quotidiana esistenza e ci conducano alla felicità eterna. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, esaltarti sempre, qui e in ogni luogo, Dio onnipotente e santo. Da te riceviamo l’esistenza, la forza di agire e la grazia di vivere, e così tu dimostri ogni giorno il tuo amore di padre. Già in questa fuggevole vita ci assicuri e ci anticipi il possesso della ricchezza eterna e, donandoci le primizie dello Spirito che ha risuscitato dai morti Cristo Signore, ci serbi nella viva speranza di partecipare alla gloria senza fine. Gioiosi per questa certezza, uniti al canto perenne degli angeli, ti eleviamo l’inno di riconoscimento e di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Annunzierò, o Dio,
    le tue gesta mirabili,
    gioisco in te ed esulto,
    canto inni al tuo nome, o Altissimo.


    ALLA COMUNIONE

    Scorre la vita
    e i nostri giorni volgono alla fine.
    Fin che c’è dato tempo
    leviamoci a dar lode a Cristo Signore.
    Teniamo accese le lampade
    perché il Giudice dell’universo
    sta per giudicare tutte le genti.


    DOPO LA COMUNIONE

    Abbiamo ricevuto, o Padre, i doni del sacro mistero; la celebrazione che il tuo Figlio ci ha comandato di compiere in sua memoria sia efficace soccorso alla nostra debolezza e ci conservi nella comunione con lui, che vive e regna nei secoli dei secoli.

  4. #214
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    18 Giugno

    Sabato della settimana della I Domenica dopo Pentecoste
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Venite, adoriamo:
    prostriamoci a colui che ci ha creato
    perché è nostro Signore e nostro Dio.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Mostra ancora, o Dio forte ed eterno, a favore dei credenti gli antichi prodigi operati dal tuo braccio; vinci ogni avverso potere e dona alla tua Chiesa di professare in libertà la propria fede e di custodire senza timore la tua legge. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro del Levitico (12, 1-8)
    La purificazione della puerpera.

    In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla agli Israeliti dicendo: “Se una donna sarà rimasta incinta e darà alla luce un maschio, sarà impura per sette giorni; sarà impura come nel tempo delle sue mestruazioni.
    L’ottavo giorno si circonciderà il prepuzio del bambino. Poi ella resterà ancora trentatré giorni a purificarsi dal suo sangue; non toccherà alcuna cosa santa e non entrerà nel santuario, finché non siano compiuti i giorni della sua purificazione. Ma se partorisce una femmina sarà impura due settimane come durante le sue mestruazioni; resterà sessantasei giorni a purificarsi del suo sangue.
    Quando i giorni della sua purificazione per un figlio o per una figlia saranno compiuti, porterà al sacerdote all’ingresso della tenda del convegno un agnello di un anno come olocausto e un colombo o una tortora in sacrificio per il peccato. Il sacerdote li offrirà davanti al Signore e farà il rito espiatorio per lei; ella sarà purificata dal flusso del suo sangue. Questa è la legge che riguarda la donna, quando partorisce un maschio o una femmina. Se non ha mezzi per offrire un agnello, prenderà due tortore o due colombi: uno per l’olocausto e l’altro per il sacrificio per il peccato. Il sacerdote compirà il rito espiatorio per lei ed ella sarà pura”».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 94(95)

    R. Venite, adoriamo al Signore.

    Entrate: prostràti, adoriamo,
    in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
    È lui il nostro Dio
    e noi il popolo del suo pascolo,
    il gregge che egli conduce. R.

    Se ascoltaste oggi la sua voce!
    «Non indurite il cuore come a Meriba,
    come nel giorno di Massa nel deserto,
    dove mi tentarono i vostri padri:
    mi misero alla prova
    pur avendo visto le mie opere». R.

    Venite, cantiamo al Signore,
    acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
    Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
    a lui acclamiamo con canti di gioia. R.


    EPISTOLA

    Lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati (4, 1-5)
    Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge.

    Fratelli, dico ancora: per tutto il tempo che l’erede è fanciullo, non è per nulla differente da uno schiavo, benché sia padrone di tutto, ma dipende da tutori e amministratori fino al termine prestabilito dal padre. Così anche noi, quando eravamo fanciulli, eravamo schiavi degli elementi del mondo. Ma quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a figli.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Conviene che adempiamo ogni giustizia.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Luca (2, 22-32)
    Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme.

    In quel tempo. Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
    Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
    «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
    vada in pace, secondo la tua parola,
    perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
    preparata da te davanti a tutti i popoli:
    luce per rivelarti alle genti
    e gloria del tuo popolo, Israele».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Signore, cessi la tua ira;
    sii clemente verso le colpe del tuo popolo,
    come giurasti su te stesso, o Dio.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Verso le tue creature, o Dio, tu preferisci la misericordia allo sdegno; vedi quanto siamo deboli e incerti e fa’ prevalere sulla nostra povertà la luce e la forza della tua grazia. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    Ci vengono dalla tua generosità, o Padre, I doni che ora ti offriamo; accoglili con bontà e trasformali nei tuoi santi misteri perché sostengano la nostra quotidiana esistenza e ci conducano alla felicità eterna. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, esaltarti sempre, qui e in ogni luogo, Dio onnipotente e santo. Da te riceviamo l’esistenza, la forza di agire e la grazia di vivere, e così tu dimostri ogni giorno il tuo amore di padre. Già in questa fuggevole vita ci assicuri e ci anticipi il possesso della ricchezza eterna e, donandoci le primizie dello Spirito che ha risuscitato dai morti Cristo Signore, ci serbi nella viva speranza di partecipare alla gloria senza fine. Gioiosi per questa certezza, uniti al canto perenne degli angeli, ti eleviamo l’inno di riconoscimento e di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Annunzierò, o Dio,
    le tue gesta mirabili,
    gioisco in te ed esulto,
    canto inni al tuo nome, o Altissimo.


    ALLA COMUNIONE

    Scorre la vita
    e i nostri giorni volgono alla fine.
    Fin che c’è dato tempo
    leviamoci a dar lode a Cristo Signore.
    Teniamo accese le lampade
    perché il Giudice dell’universo
    sta per giudicare tutte le genti.


    DOPO LA COMUNIONE

    Abbiamo ricevuto, o Padre, i doni del sacro mistero; la celebrazione che il tuo Figlio ci ha comandato di compiere in sua memoria sia efficace soccorso alla nostra debolezza e ci conservi nella comunione con lui, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    oppure:


    San Romualdo, abate (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei santi e delle sante (per un religioso)



    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, che hai scelto san Romualdo a rinnovare nella tua Chiesa la vita eremitica, donaci la forza di rinnegare noi stessi per seguire Cristo sulla via della croce ed entrare nella patria celeste con lui risorto e glorioso, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

  5. #215
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    II DOMENICA DOPO PENTECOSTE
    Anno C


    Liturgia vigiliare vespertina:


    SALUTO
    Il Signore sia con voi.
    E con il tuo spirito.


    RITO DELLA LUCE
    Se tu vivi con Dio,
    rifuggi dalla notte.
    Egli è la luce:
    non c'è tenebra in lui.

    Chi è con Dio cammina nella luce
    e vive in comunione coi fratelli.
    Egli è la luce:
    non c'è tenebra in lui.

    Se tu vivi con Dio,
    rifuggi dalla notte.
    Egli è la luce:
    non c'è tenebra in lui.


    INNO

    Testo originale latino

    O lux, beáta Trínitas
    et principális Únitas,
    iam sol recédit ígneus:
    infúnde lumen córdibus.

    Te mane laudum cármine,
    te deprecémur véspere;
    te nostra supplex glória
    per cuncta laudet saécula.

    Christum rogémus et Patrem
    Christi Patrísque Spíritum;
    unum potens per ómnia,
    fove precántes Trínitas. Amen.
    Traduzione ritmica

    O Dio, trino e unico,
    ora che il giorno è al termine,
    con la tua luce splendida
    i nostri cuori illumina.

    Noi t’innalziamo il cantico
    all’alba e ancora al vespero;
    cantiamo a Te la gloria
    ora e per tutti i secoli.

    O Trinità santissima,
    che l’universo domini,
    Padre e Figlio e Spirito,
    sostieni chi ti supplica. Amen.
    Versione italiana cantabile

    O Dio, Signore uno e trino,
    nell'ora in cui il giorno tramonta
    accendi all'eterna tua luce
    i cuori che invocano pace.

    La lode il mattino eleviamo,
    a te il nostro inno la sera:
    felici e adoranti, la gloria
    nei secoli a te canteremo.

    Il Cristo e il Padre preghiamo
    nell'unico Amore infinito:
    ascolta, Signore uno e trino,
    chi implora con umile cuore. Amen.
    Traduzione

    O Trinità beata, unico Dio,
    ora che muore il giorno
    all’eterna tua luce
    accendi i nostri cuori.

    Ascende a te la lode mattutina,
    a te nel vespero il canto:
    a te, adoranti, la gloria
    eleveremo nei secoli.

    A Cristo e al Padre salga la preghiera,
    salga allo Spirito del Padre e di Cristo:
    unico Dio, Trinità beata,
    riscalda del tuo amore chi ti implora. Amen.



    RESPONSORIO
    Cantiamo lode al Figlio di Dio,
    unico nostro Signore:
    egli è risorto e ci ha redenti.
    Alleluia.

    Lo dicano i riscattati dal Signore,
    che egli ha liberato dalla mano del nemico:
    egli è risorto e ci ha redenti.
    Alleluia.


    VANGELO DELLA RISURREZIONE
    Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Luca (24, 1-8)

    Il primo giorno della settimana, al mattino presto le donne si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: “Bisogna che il Figlio dell’uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno”». Ed esse si ricordarono delle sue parole.

    Cristo Signore è risorto!


    SALMELLO
    «Io sono il Primo e l’Ultimo e il Vivente
    – dice il Signore –.
    Ero morto,
    ma ora vivo per sempre». Alleluia.

    «Dio mi ha detto: “Tu sei mio figlio:
    oggi ti ho generato”.
    Ero morto,
    ma ora vivo per sempre». Alleluia.


    ORAZIONE
    O Dio onnipotente ed eterno, che nella Pasqua del tuo Figlio hai offerto agli uomini il patto della riconciliazione e della pace, donaci di testimoniare nella vita il mistero che celebriamo nella fede. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    Segue la Messa del Giorno con la LETTURA, il CANTO AL VANGELO e il VANGELO.
    Dopo il Vangelo tutto prosegue come di solito fino alla Comunione e dopo la Comunione si canta il Magnificat con la relativa antifona.


    ANTIFONA
    Il popolo redento, l’Israele di Dio,
    chiamato a libertà e all’onore dei figli, *
    magnifica i prodigi del Dio suo salvatore.


    CANTICO DELLA BEATA VERGINE MARIA
    L'anima mia *
    magnifica il Signore

    e il mio spirito esulta *
    in Dio, mio salvatore,

    perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *
    D'ora in poi tutte le generazioni
    mi chiameranno beata.

    Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
    e Santo è il suo nome:

    di generazione in generazione la sua misericordia *
    si stende su quelli che lo temono.

    Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
    ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

    ha rovesciato i potenti dai troni, *
    ha innalzato gli umili;

    ha ricolmato di beni gli affamati, *
    ha rimandato i ricchi a mani vuote.

    Ha soccorso Israele, suo servo, *
    ricordandosi della sua misericordia,

    come aveva promesso ai nostri padri, *
    ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

    Gloria.

    L'anima mia magnifica il Signore.

    Alla fine, ripetuta l’antifona si aggiungono i tre Kyrie eleison. La celebrazione si conclude con l’orazione dopo la comunione e la benedizione, prima della quale si potranno dare eventuali avvisi.


    Messa del giorno:


    ALL’ INGRESSO
    Il Signore è la mia luce e la mia salvezza:
    di chi avrò timore?
    Il Signore difende la mia vita:
    di chi avrò paura?


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Concedi, o Dio, ai tuoi figli la salute e la serenità dello spirito, infondi nei cuori il disgusto per ogni forma di male e il desiderio ardente del bene; fa’ che la nostra vita si adorni di opere giuste, meritando così di essere da te benedetta e sempre difesa dalla tua grazia. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro del Siracide (18, 1-2. 4-9a. 10-13)
    Colui che vive in eterno ha creato l’intero universo.

    Colui che vive in eterno ha creato l’intero universo.
    Il Signore soltanto è riconosciuto giusto.
    A nessuno è possibile svelare le sue opere
    e chi può esplorare le sue grandezze?
    La potenza della sua maestà chi potrà misurarla?
    Chi riuscirà a narrare le sue misericordie?
    Non c’è nulla da togliere e nulla da aggiungere,
    non è possibile scoprire le meraviglie del Signore.
    Quando l’uomo ha finito, allora comincia,
    quando si ferma, allora rimane perplesso.
    Che cos’è l’uomo? A che cosa può servire?
    Qual è il suo bene e qual è il suo male?
    Quanto al numero dei giorni dell’uomo, cento anni sono già molti.
    Come una goccia d’acqua nel mare e un granello di sabbia,
    così questi pochi anni in un giorno dell’eternità.
    Per questo il Signore è paziente verso di loro
    ed effonde su di loro la sua misericordia.
    Vede e sa che la loro sorte è penosa,
    perciò abbonda nel perdono.
    La misericordia dell’uomo riguarda il suo prossimo,
    la misericordia del Signore ogni essere vivente.
    Egli rimprovera, corregge, ammaestra
    e guida come un pastore il suo gregge.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 135(136)

    R. Rendete grazie al Signore, il suo amore è per sempre.

    Rendete grazie al Dio degli dèi,
    perché il suo amore è per sempre.
    Rendete grazie al Signore dei signori,
    perché il suo amore è per sempre.
    Lui solo ha compiuto grandi meraviglie,
    perché il suo amore è per sempre. R.

    Ha creato i cieli con sapienza,
    perché il suo amore è per sempre.
    Ha disteso la terra sulle acque,
    perché il suo amore è per sempre.
    Ha fatto le grandi luci:
    perché il suo amore è per sempre. R.

    Il sole, per governare il giorno,
    perché il suo amore è per sempre.
    La luna e le stelle, per governare la notte,
    perché il suo amore è per sempre. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (8, 18-25)
    La creazione, sottoposta alla caducità, geme nelle doglie.

    Fratelli, ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi. L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio. La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità – non per sua volontà, ma per volontà di colui che l’ha sottoposta – nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. Nella speranza infatti siamo stati salvati. Ora, ciò che si spera, se è visto, non è più oggetto di speranza; infatti, ciò che uno già vede, come potrebbe sperarlo? Ma, se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Guardate gli uccelli del cielo, dice il Signore:
    non raccolgono nei granai;
    eppure il Padre vostro celeste li nutre.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Matteo (6, 25-33)
    Non preoccupatevi di quello che mangerete. Cercate il regno.

    In quel tempo. Il Signore Gesù ammaestrava le folle dicendo: «Io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Dio regna nel suo santuario.
    Egli, che ci raccoglie nella sua casa
    come figli uniti e concordi,
    darà forza e vigore al suo popolo.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Ascolta, o Dio che tutto puoi, le nostre suppliche e concedi benevolo il frutto della tua consueta misericordia a tutti coloro che inviti a confidare nel tuo amore di padre. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI

    La tua azione santificatrice, o Dio vivo e vero, discenda sulle nostre offerte, e la partecipazione ai divini misteri ci astenga da ogni contagio di male e ci conduca al dono della vita eterna. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Tu hai tanto amato il mondo e tanta pietà hai provato per noi, da mandare il tuo Unigenito come redentore a condividere interamente la nostra vita, tranne che nel peccato. Così nel tuo Figlio fatto uomo ci hai amato tutti con un amore nuovo e più alto e nella sua obbedienza a questo disegno di grazia ci hai ridonato la primitiva ricchezza che nella disobbedienza della colpa era andata perduta. Per questa misericordia che ci ha salvato cantiamo la nostra gioia e, uniti ai cori degli angeli e dei santi, eleviamo l’inno di riconoscenza e di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Padre santo, conserva nel tuo nome
    coloro che mi hai dato:
    che siano una cosa sola
    come noi lo siamo.


    ALLA COMUNIONE

    Gli angeli circondano adoranti l’altare
    e i sacerdoti consacrano
    il corpo e il sangue di Cristo,
    cantando gioiosi:
    «Gloria a Dio nell’alto dei cieli».


    DOPO LA COMUNIONE

    O Padre, che generosamente ci hai saziato col pane della salvezza, libera il nostro cuore da ogni nascosta ombra di colpa e difendici dalle insidie di ogni avverso potere. Per Cristo nostro Signore.

  6. #216
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    Lunedì della settimana della II Domenica dopo Pentecoste
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Il Signore è la mia luce e la mia salvezza:
    di chi avrò timore?
    Il Signore difende la mia vita:
    di chi avrò paura?


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Concedi, o Dio, ai tuoi figli la salute e la serenità dello spirito, infondi nei cuori il disgusto per ogni forma di male e il desiderio ardente del bene; fa’ che la nostra vita si adorni di opere giuste, meritando così di essere da te benedetta e sempre difesa dalla tua grazia. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.



    LETTURA

    Lettura del libro dell’Esodo (12, 43-51)
    Le leggi della Pasqua.

    In quei giorni. Il Signore disse a Mosè e ad Aronne: «Questo è il rito della Pasqua: nessuno straniero ne deve mangiare.
    Quanto a ogni schiavo acquistato con denaro, lo circonciderai e allora ne potrà mangiare.
    L’ospite e il mercenario non ne mangeranno.
    In una sola casa si mangerà: non ne porterai la carne fuori di casa; non ne spezzerete alcun osso.
    Tutta la comunità d’Israele la celebrerà. Se un forestiero soggiorna presso di te e vuol celebrare la Pasqua del Signore, sia circonciso ogni maschio della sua famiglia: allora potrà accostarsi per celebrarla e sarà come un nativo della terra. Ma non ne mangi nessuno che non sia circonciso.
    Vi sarà una sola legge per il nativo e per il forestiero che soggiorna in mezzo a voi».
    Tutti gli Israeliti fecero così; come il Signore aveva ordinato a Mosè e ad Aronne, in tal modo operarono.
    Proprio in quel giorno il Signore fece uscire gli Israeliti dalla terra d’Egitto, ordinati secondo le loro schiere.

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 77(78)

    R. Diremo alla generazione futura le meraviglie del Signore.


    Ciò che abbiamo udito e conosciuto
    e i nostri padri ci hanno raccontato
    non lo terremo nascosto ai nostri figli,
    raccontando alla generazione futura
    le azioni gloriose e potenti del Signore
    e le meraviglie che egli ha compiuto. R.

    Ha stabilito un insegnamento in Giacobbe,
    ha posto una legge in Israele,
    che ha comandato ai nostri padri
    di far conoscere ai loro figli,
    perché la conosca la generazione futura,
    i figli che nasceranno. R.

    Essi poi si alzeranno a raccontarlo ai loro figli,
    perché ripongano in Dio la loro fiducia
    e non dimentichino le opere di Dio,
    ma custodiscano i suoi comandi. R.

    Cose meravigliose aveva fatto davanti ai loro padri
    nel paese d’Egitto, nella regione di Tanis.
    Divise il mare e li fece passare,
    e fermò le acque come un argine.
    Fece partire come pecore il suo popolo
    e li condusse come greggi nel deserto. R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Come sono grandi le tue opere, Signore,
    quanto profondi i tuoi pensieri!
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Luca (5, 1-6)

    In quel tempo. Mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, il Signore Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
    Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Dio regna nel suo santuario.
    Egli, che ci raccoglie nella sua casa
    come figli uniti e concordi,
    darà forza e vigore al suo popolo.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Ascolta, o Dio che tutto puoi, le nostre suppliche e concedi benevolo il frutto della tua consueta misericordia a tutti coloro che inviti a confidare nel tuo amore di padre. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    La tua azione santificatrice, o Dio vivo e vero, discenda sulle nostre offerte, e la partecipazione ai divini misteri ci astenga da ogni contagio di male e ci conduca al dono della vita eterna. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Tu hai tanto amato il mondo e tanta pietà hai provato per noi, da mandare il tuo Unigenito come redentore a condividere interamente la nostra vita, tranne che nel peccato. Così nel tuo Figlio fatto uomo ci hai amato tutti con un amore nuovo e più alto e nella sua obbedienza a questo disegno di grazia ci hai ridonato la primitiva ricchezza che nella disobbedienza della colpa era andata perduta. Per questa misericordia che ci ha salvato cantiamo la nostra gioia e, uniti ai cori degli angeli e dei santi, eleviamo l’inno di riconoscenza e di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Padre santo, conserva nel tuo nome
    coloro che mi hai dato:
    che siano una cosa sola
    come noi lo siamo.


    ALLA COMUNIONE

    Gli angeli circondano adoranti l’altare
    e i sacerdoti consacrano
    il corpo e il sangue di Cristo,
    cantando gioiosi:
    «Gloria a Dio nell’alto dei cieli».


    DOPO LA COMUNIONE

    O Padre, che generosamente ci hai saziato col pane della salvezza, libera il nostro cuore da ogni nascosta ombra di colpa e difendici dalle insidie di ogni avverso potere. Per Cristo nostro Signore.

  7. #217
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    San Luigi Gonzaga, religioso (memoria)
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Chi ha mani innocenti e cuore puro
    salirà sul monte del Signore
    e abiterà nel suo santuario.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, principio di ogni bene, che in san Luigi Gonzaga hai unito in modo mirabile austerità e candore, concedi che in virtù dei suoi meriti, se non lo abbiamo imitato nell’innocenza, lo seguiamo sulla via della penitenza evangelica. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro dell’Esodo (15, 22-27)
    Le acque amare.

    In quei giorni. Mosè fece partire Israele dal Mar Rosso ed essi avanzarono verso il deserto di Sur. Camminarono tre giorni nel deserto senza trovare acqua. Arrivarono a Mara, ma non potevano bere le acque di Mara, perché erano amare. Per questo furono chiamate Mara. Allora il popolo mormorò contro Mosè: «Che cosa berremo?». Egli invocò il Signore, il quale gli indicò un legno. Lo gettò nell’acqua e l’acqua divenne dolce. In quel luogo il Signore impose al popolo una legge e un diritto; in quel luogo lo mise alla prova. Disse: «Se tu darai ascolto alla voce del Signore, tuo Dio, e farai ciò che è retto ai suoi occhi, se tu presterai orecchio ai suoi ordini e osserverai tutte le sue leggi, io non t’infliggerò nessuna delle infermità che ho inflitto agli Egiziani, perché io sono il Signore, colui che ti guarisce!».
    Poi arrivarono a Elìm, dove sono dodici sorgenti di acqua e settanta palme. Qui si accamparono presso l’acqua.
    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 102(103)

    R. Benedici il Signore, anima mia!

    Egli perdona tutte le tue colpe,
    guarisce tutte le tue infermità,
    salva dalla fossa la tua vita,
    ti circonda di bontà e misericordia. R.

    Il Signore compie cose giuste,
    difende i diritti di tutti gli oppressi.
    Ha fatto conoscere a Mosè le sue vie,
    le sue opere ai figli d’Israele. R.

    Misericordioso e pietoso è il Signore,
    lento all’ira e grande nell’amore.
    Non è in lite per sempre,
    non rimane adirato in eterno. R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Egli ha preso le nostre infermità
    e si è caricato delle malattie.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Luca (5, 12-16)

    In quel tempo. Mentre il Signore Gesù si trovava in una città, ecco, un uomo coperto di lebbra lo vide e gli si gettò dinanzi, pregandolo: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi». Gesù tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii purificato!». E immediatamente la lebbra scomparve da lui. Gli ordinò di non dirlo a nessuno: «Va’ invece a mostrarti al sacerdote e fa’ l’offerta per la tua purificazione, come Mosè ha prescritto, a testimonianza per loro». Di lui si parlava sempre di più, e folle numerose venivano per ascoltarlo e farsi guarire dalle loro malattie. Ma egli si ritirava in luoghi deserti a pregare.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Per la mia integrità tu mi sostieni, Signore,
    mi accogli alla tua presenza per sempre.
    Stare sulla soglia della casa del mio Dio
    è meglio che abitare nelle tende degli empi.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, il fuoco di carità, che infiammò san Luigi, gli fece compiere in brevi anni una lunga vita di perfezione; fa’ che, incitàti dal suo esempio e sostenuti dalla sua preghiera, possiamo accrescere la nostra virtù e il merito di gloria eterna. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Concedi, o Padre, che, sull’esempio di san Luigi, possiamo entrare al convito del cielo rivestìti dell’abito nuziale e fa’ che dalla partecipazione a questo santo mistero riprendiamo il cammino della vita arricchiti dei tuoi doni di grazia. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta renderti grazie e innalzare a te, o Padre, l’inno di benedizione e di lode. Cristo Signore nostro, fiore purissimo nato dalla vergine Maria, con la parola e con la vita esaltò lo stato verginale come attesa del mondo futuro, segno e primizia del tuo regno eterno. Liberamente aderì in tutto al tuo volere e, facendosi obbediente fino alla morte, si offrì per noi in sacrificio perfetto a te gradito. Egli consacrò al servizio della tua gloria quelli che per tuo amore abbandonano ogni cosa, promettendo loro un tesoro inestimabile nei cieli. E noi, uniti alla schiera degli angeli e dei santi che contemplano il tuo volto, cantiamo con esultanza l’inno della tua lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    In verità di dico: «Voi che avete lasciato ogni cosa
    e mi avete seguito,
    riceverete cento volte tanto
    e avrete in eredità la vita eterna».


    ALLA COMUNIONE
    Il Signore ci ha dato il pane del cielo,
    l’uomo ha mangiato il pane degli angeli.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio, che ci hai saziato con il Pane degli angeli, donaci di servirti con carità e purezza e, sull’esempio di san Luigi, di vivere in perenne rendimento di grazie. Per Cristo nostro Signore.
    Ultima modifica di Ambrosiano; 21-06-2022 alle 22:10

  8. #218
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    Mercoledì della settimana della II Domenica dopo Pentecoste
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Il Signore è la mia luce e la mia salvezza:
    di chi avrò timore?
    Il Signore difende la mia vita:
    di chi avrò paura?


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Concedi, o Dio, ai tuoi figli la salute e la serenità dello spirito, infondi nei cuori il disgusto per ogni forma di male e il desiderio ardente del bene; fa’ che la nostra vita si adorni di opere giuste, meritando così di essere da te benedetta e sempre difesa dalla tua grazia. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA

    Lettura del libro dell’Esodo (17, 8-15)
    La battaglia contro Amalèk e l’intercessione di Mosè.

    In quei giorni. Amalèk venne a combattere contro Israele a Refidìm. Mosè disse a Giosuè: «Scegli per noi alcuni uomini ed esci in battaglia contro Amalèk. Domani io starò ritto sulla cima del colle, con in mano il bastone di Dio». Giosuè eseguì quanto gli aveva ordinato Mosè per combattere contro Amalèk, mentre Mosè, Aronne e Cur salirono sulla cima del colle. Quando Mosè alzava le mani, Israele prevaleva; ma quando le lasciava cadere, prevaleva Amalèk. Poiché Mosè sentiva pesare le mani, presero una pietra, la collocarono sotto di lui ed egli vi si sedette, mentre Aronne e Cur, uno da una parte e l’altro dall’altra, sostenevano le sue mani. Così le sue mani rimasero ferme fino al tramonto del sole. Giosuè sconfisse Amalèk e il suo popolo, passandoli poi a fil di spada.
    Allora il Signore disse a Mosè: «Scrivi questo per ricordo nel libro e mettilo negli orecchi di Giosuè: io cancellerò del tutto la memoria di Amalèk sotto il cielo!». Allora Mosè costruì un altare, lo chiamò “Il Signore è il mio vessillo”».
    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 120(121)

    R. Il nostro aiuto viene dal Signore.


    Alzo gli occhi verso i monti:
    da dove mi verrà l’aiuto?
    Il mio aiuto viene dal Signore:
    egli ha fatto cielo e terra. R.

    Non lascerà vacillare il tuo piede,
    non si addormenterà il tuo custode.
    Non si addormenterà, non prenderà sonno
    il custode d’Israele. R.

    Il Signore è il tuo custode,
    il Signore è la tua ombra
    e sta alla tua destra.
    Di giorno non ti colpirà il sole,
    né la luna di notte. R.

    Il Signore ti custodirà da ogni male:
    egli custodirà la tua vita.
    Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri,
    da ora e per sempre. R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Molti profeti e molti giusti hanno desiderato
    vedere ciò che voi guardate, dice il Signore.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Luca (5, 33-35)

    In quel tempo. I farisei e gli scribi dissero al Signore Gesù: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno preghiere, così pure i discepoli dei farisei; i tuoi invece mangiano e bevono!». Gesù rispose loro: «Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Dio regna nel suo santuario.
    Egli, che ci raccoglie nella sua casa
    come figli uniti e concordi,
    darà forza e vigore al suo popolo.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Ascolta, o Dio che tutto puoi, le nostre suppliche e concedi benevolo il frutto della tua consueta misericordia a tutti coloro che inviti a confidare nel tuo amore di padre. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    La tua azione santificatrice, o Dio vivo e vero, discenda sulle nostre offerte, e la partecipazione ai divini misteri ci astenga da ogni contagio di male e ci conduca al dono della vita eterna. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Tu hai tanto amato il mondo e tanta pietà hai provato per noi, da mandare il tuo Unigenito come redentore a condividere interamente la nostra vita, tranne che nel peccato. Così nel tuo Figlio fatto uomo ci hai amato tutti con un amore nuovo e più alto e nella sua obbedienza a questo disegno di grazia ci hai ridonato la primitiva ricchezza che nella disobbedienza della colpa era andata perduta. Per questa misericordia che ci ha salvato cantiamo la nostra gioia e, uniti ai cori degli angeli e dei santi, eleviamo l’inno di riconoscenza e di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Padre santo, conserva nel tuo nome
    coloro che mi hai dato:
    che siano una cosa sola
    come noi lo siamo.


    ALLA COMUNIONE

    Gli angeli circondano adoranti l’altare
    e i sacerdoti consacrano
    il corpo e il sangue di Cristo,
    cantando gioiosi:
    «Gloria a Dio nell’alto dei cieli».


    DOPO LA COMUNIONE

    O Padre, che generosamente ci hai saziato col pane della salvezza, libera il nostro cuore da ogni nascosta ombra di colpa e difendici dalle insidie di ogni avverso potere. Per Cristo nostro Signore.


    oppure:


    San Paolino da Nola, vescovo (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei pastori (per un vescovo)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, che nel vescovo san Paolino hai dato alla tua Chiesa un luminoso esempio di dedizione pastorale e di amore ai poveri, concedi a noi, che lo veneriamo maestro, di imitare la sua testimonianza di carità. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    oppure:


    Santi Giovanni Fischer, vescovo e Tommaso More, martiri (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei martiri (per più martiri)

  9. #219
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    23 Giugno

    Giovedì della settimana della II Domenica dopo Pentecoste
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Il Signore è la mia luce e la mia salvezza:
    di chi avrò timore?
    Il Signore difende la mia vita:
    di chi avrò paura?


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Concedi, o Dio, ai tuoi figli la salute e la serenità dello spirito, infondi nei cuori il disgusto per ogni forma di male e il desiderio ardente del bene; fa’ che la nostra vita si adorni di opere giuste, meritando così di essere da te benedetta e sempre difesa dalla tua grazia. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro dell’Esodo (35, 1-3)
    La legge del sabato.

    In quei giorni. Mosè radunò tutta la comunità degli Israeliti e disse loro: «Queste sono le cose che il Signore ha comandato di fare: Per sei giorni si lavorerà, ma il settimo sarà per voi un giorno santo, un giorno di riposo assoluto, sacro al Signore. Chiunque in quel giorno farà qualche lavoro sarà messo a morte. In giorno di sabato non accenderete il fuoco, in nessuna delle vostre dimore».

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 117(118)

    R. Rendete grazie al Signore, il suo amore è per sempre.


    Rendete grazie al Signore perché è buono,
    perché il suo amore è per sempre.
    Dica Israele:
    «Il suo amore è per sempre».
    Dicano quelli che temono il Signore:
    «Il suo amore è per sempre». R.

    La destra del Signore si è innalzata,
    la destra del Signore ha fatto prodezze.
    Apritemi le porte della giustizia:
    vi entrerò per ringraziare il Signore.
    È questa la porta del Signore:
    per essa entrano i giusti.
    Ti rendo grazie, perché mi hai risposto,
    perché sei stato la mia salvezza. R.

    Questo è stato fatto dal Signore:
    una meraviglia ai nostri occhi.
    Questo è il giorno che ha fatto il Signore:
    rallegriamoci in esso ed esultiamo!
    Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
    Vi benediciamo dalla casa del Signore.
    Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie,
    sei il mio Dio e ti esalto. R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Un tempo noi eravamo non-popolo,
    ora invece siamo popolo di Dio;
    un tempo noi eravamo esclusi dalla misericordia,
    ora invece abbiamo ottenuto misericordia.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Luca (5, 36-38)

    In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai farisei e agli scribi una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti. Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Dio regna nel suo santuario.
    Egli, che ci raccoglie nella sua casa
    come figli uniti e concordi,
    darà forza e vigore al suo popolo.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Ascolta, o Dio che tutto puoi, le nostre suppliche e concedi benevolo il frutto della tua consueta misericordia a tutti coloro che inviti a confidare nel tuo amore di padre. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    La tua azione santificatrice, o Dio vivo e vero, discenda sulle nostre offerte, e la partecipazione ai divini misteri ci astenga da ogni contagio di male e ci conduca al dono della vita eterna. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Tu hai tanto amato il mondo e tanta pietà hai provato per noi, da mandare il tuo Unigenito come redentore a condividere interamente la nostra vita, tranne che nel peccato. Così nel tuo Figlio fatto uomo ci hai amato tutti con un amore nuovo e più alto e nella sua obbedienza a questo disegno di grazia ci hai ridonato la primitiva ricchezza che nella disobbedienza della colpa era andata perduta. Per questa misericordia che ci ha salvato cantiamo la nostra gioia e, uniti ai cori degli angeli e dei santi, eleviamo l’inno di riconoscenza e di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Padre santo, conserva nel tuo nome
    coloro che mi hai dato:
    che siano una cosa sola
    come noi lo siamo.


    ALLA COMUNIONE

    Gli angeli circondano adoranti l’altare
    e i sacerdoti consacrano
    il corpo e il sangue di Cristo,
    cantando gioiosi:
    «Gloria a Dio nell’alto dei cieli».


    DOPO LA COMUNIONE

    O Padre, che generosamente ci hai saziato col pane della salvezza, libera il nostro cuore da ogni nascosta ombra di colpa e difendici dalle insidie di ogni avverso potere. Per Cristo nostro Signore.

  10. #220
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    SACRATISSIMO CUORE DI GESÙ (solennità del Signore)
    Anno C


    ALL’ INGRESSO
    Rallegriamoci tutti nel Signore,
    celebrando la festa del cuore sacratissimo di Gesù Cristo,
    nel quale è racchiuso ogni tesoro
    della sapienza e dell’amore di Dio.


    Si dice il Gloria.


    ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
    O Padre, che nel cuore del tuo dilettissimo Figlio ci dai la gioia di celebrare le grandi opere del tuo amore per noi, fa’ che da quella fonte inesauribile attingiamo l’abbondanza dei tuoi doni. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del profeta Ezechiele (34,11-16)
    Io stesso condurrò al pascolo le mie pecore e le farò riposare.

    Così dice il Signore Dio: «Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e le passerò in rassegna. Come un pastore passa in rassegna il suo gregge quando si trova in mezzo alle sue pecore che erano state disperse, così io passerò in rassegna le mie pecore e le radunerò da tutti i luoghi dove erano disperse nei giorni nuvolosi e di caligine. Le farò uscire dai popoli e le radunerò da tutte le regioni. Le ricondurrò nella loro terra e le farò pascolare sui monti d’Israele, nelle valli e in tutti i luoghi abitati della regione. Le condurrò in ottime pasture e il loro pascolo sarà sui monti alti d’Israele; là si adageranno su fertili pascoli e pasceranno in abbondanza sui monti d’Israele. Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare. Oracolo del Signore Dio. Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all’ovile quella smarrita, fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 22(23)

    R. Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.

    Su pascoli erbosi mi fa riposare,
    ad acque tranquille mi conduce.
    Rinfranca l’anima mia,
    mi guida per il giusto cammino
    a motivo del suo nome. R.

    Anche se vado per una valle oscura,
    non temo alcun male, perché tu sei con me.
    Il tuo bastone e il tuo vincastro
    mi danno sicurezza. R.

    Davanti a me tu prepari una mensa
    sotto gli occhi dei miei nemici.
    Ungi di olio il mio capo;
    il mio calice trabocca. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo ai Romani. (5,5-11)
    Dio dimostra il suo amore verso di noi.

    Fratelli, la speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.
    Infatti, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi. Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Io sono il buon pastore, dice il Signore;
    conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (15,3-7)
    Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che si era perduta.

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai farisei e agli scribi questa parabola:
    «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Rivelaci, o Dio nostro,
    le ricchezze sconfinate della tua grazia
    e il tuo amore per noi che si compie nel Cristo Gesù.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Lo Spirito Santo, o Padre, ci infiammi di quel fuoco che il Signore nostro Gesù Cristo ha riversato in terra dall'intimo del suo cuore e ha voluto che in noi divampasse per attrarci a lui, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Ascenda a te, o Dio, come profumo soave l’offerta che ti presentiamo in onore del cuore di Cristo perché la sua carità infiammi il nostro cuore e ci conformi a lui, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta celebrarti, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
    Cristo Signore nostro, innalzato sulla croce, nel suo amore senza limiti donò la vita per noi e dalla ferita del suo fianco effuse sangue ed acqua, simbolo dei sacramenti della Chiesa perché tutti gli uomini, attratti al suo cuore, attingessero con gioia alla fonte perenne della salvezza.
    Per questo mistero di grazia, uniti agli angeli e ai santi, proclamiamo senza fine la tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    «Venite a me, voi tutti
    che siete stanchi e oppressi
    e io vi ristorerò» - dice il Signore -.


    ALLA COMUNIONE
    «Nessuno ha un amore più grande di questo
    - dice il Signore -: dare la vita per i propri amici».


    DOPO LA COMUNIONE
    Questo sacramento del tuo amore, ci unisca, o Dio, al Figlio che ci hai donato perché, animàti dalla stessa carità, sappiamo riconoscere nei nostri fratelli l’immagine di Cristo, che vive e regna nei secoli dei secoli.

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