Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Testi liturgici della Messa in Rito Ambrosiano (2021-2022)

  1. #181
    Cronista di CR L'avatar di Cantore Inveruno
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    Mercoledì della V settimana di Pasqua
    Anno II


    ALL’ INGRESSO

    Cantate di gioia al Signore
    su tutta la terra,
    inneggiate al suo nome,
    riconoscete la sua gloria, alleluia.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Dio onnipotente, donaci di vivere con impegno rinnovato questi giorni di letizia in onore del Salvatore risorto e di testimoniare nelle opere il memoriale della Pasqua che celebriamo nella fede. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA

    Lettura degli Atti degli Apostoli (23, 12-25a. 31-35)
    Paolo condotto presso il governatore Felice a Cesarea.

    Fattosi giorno, i Giudei ordirono un complotto e invocarono su di sé la maledizione, dicendo che non avrebbero né mangiato né bevuto finché non avessero ucciso Paolo. Erano più di quaranta quelli che fecero questa congiura. Essi si presentarono ai capi dei sacerdoti e agli anziani e dissero: «Ci siamo obbligati con giuramento solenne a non mangiare nulla sino a che non avremo ucciso Paolo. Voi dunque, insieme al sinedrio, dite ora al comandante che ve lo conduca giù, con il pretesto di esaminare più attentamente il suo caso; noi intanto ci teniamo pronti a ucciderlo prima che arrivi».
    Ma il figlio della sorella di Paolo venne a sapere dell’agguato; si recò alla fortezza, entrò e informò Paolo. Questi allora fece chiamare uno dei centurioni e gli disse: «Conduci questo ragazzo dal comandante, perché ha qualche cosa da riferirgli». Il centurione lo prese e lo condusse dal comandante dicendo: «Il prigioniero Paolo mi ha fatto chiamare e mi ha chiesto di condurre da te questo ragazzo, perché ha da dirti qualche cosa». Il comandante lo prese per mano, lo condusse in disparte e gli chiese: «Che cosa hai da riferirmi?». Rispose: «I Giudei si sono messi d’accordo per chiederti di condurre domani Paolo nel sinedrio, con il pretesto di indagare più accuratamente nei suoi riguardi. Tu però non lasciarti convincere da loro, perché più di quaranta dei loro uomini gli tendono un agguato: hanno invocato su di sé la maledizione, dicendo che non avrebbero né mangiato né bevuto finché non l’avessero ucciso; e ora stanno pronti, aspettando il tuo consenso».
    Il comandante allora congedò il ragazzo con questo ordine: «Non dire a nessuno che mi hai dato queste informazioni».
    Fece poi chiamare due dei centurioni e disse: «Preparate duecento soldati per andare a Cesarèa insieme a settanta cavalieri e duecento lancieri, tre ore dopo il tramonto. Siano pronte anche delle cavalcature e fatevi montare Paolo, perché venga condotto sano e salvo dal governatore Felice». Scrisse una lettera.
    Secondo gli ordini ricevuti, i soldati presero Paolo e lo condussero di notte ad Antipàtride. Il giorno dopo, lasciato ai cavalieri il compito di proseguire con lui, se ne tornarono alla fortezza. I cavalieri, giunti a Cesarèa, consegnarono la lettera al governatore e gli presentarono Paolo. Dopo averla letta, domandò a Paolo di quale provincia fosse e, saputo che era della Cilìcia, disse: «Ti ascolterò quando saranno qui anche i tuoi accusatori». E diede ordine di custodirlo nel pretorio di Erode.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 123(124)

    R. Il nostro aiuto è nel nome del Signore.
    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Se il Signore non fosse stato per noi
    – lo dica Israele –,
    se il Signore non fosse stato per noi,
    quando eravamo assaliti,
    allora ci avrebbero inghiottiti vivi,
    quando divampò contro di noi la loro collera. R.

    Allora le acque ci avrebbero travolti,
    un torrente ci avrebbe sommersi;
    allora ci avrebbero sommersi
    acque impetuose. R.

    Sia benedetto il Signore,
    che non ci ha consegnati in preda ai loro denti.
    Siamo stati liberati come un passero
    dal laccio dei cacciatori:
    il laccio si è spezzato
    e noi siamo scampati. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Se uno mi vuole servire, mi segue, dice il Signore,
    e dove sono io, là sarà anche il mio servitore
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (12, 20-28)

    In quel tempo. Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù». Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Cantate al Signore un canto nuovo, alleluia.
    Da tutta la terra cantate al Signore, alleluia.
    Cantate al Signore,
    benedite il suo nome, alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    O Dio, che unisci in un solo volere i tuoi fedeli, concedi al tuo popolo di amare ciò che comandi e di desiderare ciò che prometti perché, tra le varie vicende del mondo, siano fissi i nostri cuori dov’è la vera gioia. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    L’offerta che ti dedichiamo, o Dio eterno e santo, ci ottenga benedizione e salvezza, e quanto è compiuto nel mistero della celebrazione diventi in noi principio di forza e di vita. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta esaltarti, o Dio di misericordia infinita. Rifulge nell’universo il giorno senza tramonto della nostra risurrezione e della gloria di Cristo. Egli sta per sempre davanti a te, o Padre, sacerdote e vittima grata, che nel suo sacrificio ti offre un popolo santo e lo affida alla tua potenza e al tuo amore. Per questo tuo dono, nella pienezza della gioia pasquale l’umanità esulta su tutta la terra e con l’assemblea degli angeli e dei santi canta in coro l’inno della tua lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Come bambini appena nati,
    bramate un puro latte spirituale
    per crescere nella salvezza,
    senza peccato, alleluia.


    ALLA COMUNIONE

    Voi tutti che in Cristo siete stati battezzati,
    vi siete rivestiti di Cristo
    e siete una cosa sola in Cristo Gesù, alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE

    Da questo divino convito il tuo popolo riceva sempre, o Padre, il suo nutrimento e, crescendo nella gioia dell’amore fraterno, tenda alla pienezza ideale della grazia di Cristo, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    oppure:


    San Giovanni I, papa e martire (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei martiri (per un martire) oppure dal comune dei pastori (per un papa)


    oppure:



    Sante Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa, vergini (memoria facoltativa)

    Messa dal comune delle vergini oppure dal comune dei santi e delle sante (per un religioso) oppure dal comune dei santi e delle sante (per più sante)

  2. #182
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    19 Maggio

    Giovedì della V settimana di Pasqua
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Il Signore guidò a libertà
    il suo popolo nell’esultanza,
    i suoi eletti con canti di gioia, alleluia.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che in questi giorni pasquali ci hai rivelato la grandezza del tuo amore, fa’ che accogliamo pienamente il dono della salvezza perché, liberi dalle tenebre del peccato, aderiamo sempre più alla luce della tua parola. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura degli Atti degli Apostoli (24, 27 – 25, 12)
    Paolo si appella a Cesare.

    Trascorsi due anni, Felice ebbe come successore Porcio Festo. Volendo fare cosa gradita ai Giudei, Felice lasciò Paolo in prigione.
    Festo dunque, raggiunta la provincia, tre giorni dopo salì da Cesarèa a Gerusalemme. I capi dei sacerdoti e i notabili dei Giudei si presentarono a lui per accusare Paolo, e lo pregavano, chiedendolo come un favore, in odio a Paolo, che lo facesse venire a Gerusalemme; e intanto preparavano un agguato per ucciderlo lungo il percorso. Festo rispose che Paolo stava sotto custodia a Cesarèa e che egli stesso sarebbe partito di lì a poco. «Quelli dunque tra voi – disse – che hanno autorità, scendano con me e, se vi è qualche colpa in quell’uomo, lo accusino».
    Dopo essersi trattenuto fra loro non più di otto o dieci giorni, scese a Cesarèa e il giorno seguente, sedendo in tribunale, ordinò che gli si conducesse Paolo. Appena egli giunse, lo attorniarono i Giudei scesi da Gerusalemme, portando molte gravi accuse, senza però riuscire a provarle. Paolo disse a propria difesa: «Non ho commesso colpa alcuna, né contro la Legge dei Giudei né contro il tempio né contro Cesare». Ma Festo, volendo fare un favore ai Giudei, si rivolse a Paolo e disse: «Vuoi salire a Gerusalemme per essere giudicato là di queste cose, davanti a me?». Paolo rispose: «Mi trovo davanti al tribunale di Cesare: qui mi si deve giudicare. Ai Giudei non ho fatto alcun torto, come anche tu sai perfettamente. Se dunque sono in colpa e ho commesso qualche cosa che meriti la morte, non rifiuto di morire; ma se nelle accuse di costoro non c’è nulla di vero, nessuno ha il potere di consegnarmi a loro. Io mi appello a Cesare». Allora Festo, dopo aver discusso con il consiglio, rispose: «Ti sei appellato a Cesare, a Cesare andrai».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 113B(115)

    R. A te la gloria, Signore, nei secoli.
    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Non a noi, Signore, non a noi,
    ma al tuo nome da’ gloria,
    per il tuo amore, per la tua fedeltà. R.

    Perché le genti dovrebbero dire:
    «Dov’è il loro Dio?».
    Il nostro Dio è nei cieli:
    tutto ciò che vuole, egli lo compie. R.

    Benedice quelli che temono il Signore,
    i piccoli e i grandi.
    Siate benedetti dal Signore,
    che ha fatto cielo e terra. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Cercate la gloria che viene dall’unico Dio,
    dice il Signore.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (12, 37-43)

    In quel tempo. Sebbene il Signore Gesù avesse compiuto segni così grandi davanti a loro, non credevano in lui, perché si compisse la parola detta dal profeta Isaia:
    Signore, chi ha creduto alla nostra parola?
    E la forza del Signore, a chi è stata rivelata?
    Per questo non potevano credere, poiché ancora Isaia disse:
    Ha reso ciechi i loro occhi
    e duro il loro cuore,
    perché non vedano con gli occhi
    e non comprendano con il cuore
    e non si convertano, e io li guarisca!
    Questo disse Isaia perché vide la sua gloria e parlò di lui. Tuttavia, anche tra i capi, molti credettero in lui, ma, a causa dei farisei, non lo dichiaravano, per non essere espulsi dalla sinagoga. Amavano infatti la gloria degli uomini più che la gloria di Dio.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Dicano i riscattàti dal Signore, alleluia:
    «Ci ha liberato dalle mani del nemico
    e radunato da tutta la terra», alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, che ci hai consentito di passare dall’iniquità alla giustizia e dalla miseria della colpa alla vera gioia, non abbandonare l’opera della tua grazia, ma a quanti hai chiamato alla santità della vita di fede dona la forza di perseverare. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Ti preghiamo, o Dio Padre nostro: a noi che celebriamo nella fede e desideriamo con viva speranza il mistero della rinnovazione pasquale, dona di condividerne la ricchezza nella verità del tuo amore che salva. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta renderti grazie, o Dio di misericordia infinita. Il Signore Gesù nel mistero della Pasqua ci indusse a lasciare ogni contaminata vecchiezza per camminare nella nuova realtà dello Spirito. Così ci è dato di superare il rischio orrendo della morte eterna, ed è serbata ai credenti la lieta speranza della vita senza fine. Per questo tuo dono, o Padre, nella pienezza della gioia pasquale l’umanità esulta su tutta la terra e con l’assemblea degli angeli e dei santi canta in coro l’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Ci hai dato, Signore, un pane dal cielo
    che è pieno di ogni dolcezza, alleluia, alleluia.


    ALLA COMUNIONE
    Accogliete con timore il sacramento
    e gustate la dolcezza di Cristo.
    Il Signore ci ha dato il pane del cielo,
    l’uomo ha mangiato il pane degli angeli, alleluia, alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE
    Donaci, o Padre, di attingere vita e fortezza alla tua mensa di grazia, conforma i nostri cuori al tuo volere ed esaudisci ogni giusto desiderio. Per Cristo nostro Signore.

  3. #183
    Cronista di CR L'avatar di Cantore Inveruno
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    20 Maggio

    Venerdì della V settimana di Pasqua
    Anno II


    ALL’ INGRESSO

    Al Dio di ogni grazia,
    che in Cristo Gesù ci ha chiamato
    alla sua gloria eterna,
    onore e potenza nei secoli, alleluia.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Da’ alla tua Chiesa, o Padre, di fuggire ogni azione ingiusta e di non avere mai parte alcuna nei disegni degli iniqui, perché si affidi a te con animo puro e si senta in ogni tempo sorretta dalla tua misericordia. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA

    Lettura degli Atti degli Apostoli (25, 13-14a. 23; 26, 1. 9-18. 22-32)
    Paolo rende testimonianza di fronte a Festo e Agrippa.

    Erano trascorsi alcuni giorni, quando arrivarono a Cesarèa il re Agrippa e Berenice e vennero a salutare Festo. E poiché si trattennero parecchi giorni, Festo espose al re le accuse contro Paolo.
    Il giorno dopo Agrippa e Berenice vennero con grande sfarzo ed entrarono nella sala dell’udienza, accompagnati dai comandanti e dai cittadini più in vista; per ordine di Festo fu fatto entrare Paolo.
    Agrippa disse a Paolo: «Ti è concesso di parlare a tua difesa». Allora Paolo, fatto cenno con la mano, si difese così: «Anche io ritenni mio dovere compiere molte cose ostili contro il nome di Gesù il Nazareno. Così ho fatto a Gerusalemme: molti dei fedeli li rinchiusi in prigione con il potere avuto dai capi dei sacerdoti e, quando venivano messi a morte, anche io ho dato il mio voto. In tutte le sinagoghe cercavo spesso di costringerli con le torture a bestemmiare e, nel colmo del mio furore contro di loro, davo loro la caccia perfino nelle città straniere.
    In tali circostanze, mentre stavo andando a Damasco con il potere e l’autorizzazione dei capi dei sacerdoti, verso mezzogiorno vidi sulla strada, o re, una luce dal cielo, più splendente del sole, che avvolse me e i miei compagni di viaggio. Tutti cademmo a terra e io udii una voce che mi diceva in lingua ebraica: “Saulo, Saulo, perché mi perséguiti? È duro per te rivoltarti contro il pungolo”. E io dissi: “Chi sei, o Signore?”. E il Signore rispose: “Io sono Gesù, che tu perséguiti. Ma ora àlzati e sta’ in piedi; io ti sono apparso infatti per costituirti ministro e testimone di quelle cose che hai visto di me e di quelle per cui ti apparirò. Ti libererò dal popolo e dalle nazioni, a cui ti mando per aprire i loro occhi, perché si convertano dalle tenebre alla luce e dal potere di Satana a Dio, e ottengano il perdono dei peccati e l’eredità, in mezzo a coloro che sono stati santificati per la fede in me”.
    Ma, con l’aiuto di Dio, fino a questo giorno, sto qui a testimoniare agli umili e ai grandi, null’altro affermando se non quello che i Profeti e Mosè dichiararono che doveva accadere, che cioè il Cristo avrebbe dovuto soffrire e che, primo tra i risorti da morte, avrebbe annunciato la luce al popolo e alle genti».
    Mentre egli parlava così in sua difesa, Festo a gran voce disse: «Sei pazzo, Paolo; la troppa scienza ti ha dato al cervello!». E Paolo: «Non sono pazzo – disse – eccellentissimo Festo, ma sto dicendo parole vere e sagge. Il re è al corrente di queste cose e davanti a lui parlo con franchezza. Penso infatti che niente di questo gli sia sconosciuto, perché non sono fatti accaduti in segreto. Credi, o re Agrippa, ai profeti? Io so che tu credi». E Agrippa rispose a Paolo: «Ancora un poco e mi convinci a farmi cristiano!». E Paolo replicò: «Per poco o per molto, io vorrei supplicare Dio che, non soltanto tu, ma tutti quelli che oggi mi ascoltano, diventino come sono anche io, eccetto queste catene!».
    Allora il re si alzò e con lui il governatore, Berenice e quelli che avevano preso parte alla seduta. Andandosene, conversavano tra loro e dicevano: «Quest’uomo non ha fatto nulla che meriti la morte o le catene». E Agrippa disse a Festo: «Quest’uomo poteva essere rimesso in libertà, se non si fosse appellato a Cesare».

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 102(103)

    R. La misericordia del Signore è grande su tutta la terra.
    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Benedici il Signore, anima mia,
    quanto è in me benedica il suo santo nome.
    Benedici il Signore, anima mia,
    non dimenticare tutti i suoi benefici. R.

    Egli perdona tutte le tue colpe,
    ti circonda di bontà e misericordia.
    Quanto dista l’oriente dall’occidente,
    così egli allontana da noi le nostre colpe. R.

    Benedite il Signore, voi tutte sue schiere,
    suoi ministri, che eseguite la sua volontà.
    Benedite il Signore, voi tutte opere sue,
    in tutti i luoghi del suo dominio.
    Benedici il Signore, anima mia. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
    chi segue me avrà la luce della vita.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (12, 44-50)

    In quel tempo. Il Signore Gesù esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Il Signore si ricorda di noi
    e ci benedice, alleluia;
    benedice la casa di Israele, alleluia,
    benedice la casa di Aronne, alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Volgi, o Dio, il tuo sguardo di bontà al popolo dei credenti che implora misericordia; possano sempre gloriarsi dei tuoi benefici poiché te solo riconoscono come salvatore e come padre. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Ci purifichi, o Padre, l’offerta che dedichiamo al tuo nome, e la grazia di questo sacrificio ci porti a vivere in modo ogni giorno più degno della nostra dignità di figli di Dio. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo Signore nostro. Mosso a compassione per l’umanità che si era smarrita, egli si degnò di nascere dalla vergine Maria; morendo ci liberò dalla morte e risorgendo ci comunicò la vita immortale. Per lui gli angeli lodano la tua gloria, le dominazioni ti adorano, le potenze ti venerano con tremore. A te inneggiano i cieli, gli spiriti celesti e i serafini uniti in eterna esultanza. Al loro canto concedi, o Padre, che si associno le nostre umili voci nell’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Venite e ascoltate
    le grandi cose che ha fatto il Signore.
    Ha risuscitato Gesù da morte
    perché la nostra fede fosse certa
    e la nostra speranza fosse in Dio, alleluia.


    ALLA COMUNIONE
    Amiamoci tra noi perché Dio è amore,
    e chi ama i fratelli
    è nato da Dio e vede Dio,
    e in questo si attua l’amore di Dio;
    e chi compie la volontà di Dio
    vive in eterno, alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE
    La tua benedizione, o Dio, discenda rinnovatrice sui tuoi figli, nutrìti col cibo che dà vigore allo spirito, e li sostenga con la forza della tua carità nell’impegno della loro quotidiana fatica. Per Cristo nostro Signore.


    oppure:


    San Bernardino da Siena, sacerdote (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei pastori (per un presbitero) oppure dal comune dei pastori (per un missionario)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che hai donato al tuo sacerdote san Bernardino da Siena un amore singolare per il nome di Gesù, imprimi anche nei nostri cuori con il fuoco dello Spirito il sigillo della tua carità. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

  4. #184
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    21 Maggio

    Sabato della V settimana di Pasqua
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Sia benedetto Dio,
    Padre di Gesù Cristo nostro Signore,
    che nella sua misericordia
    ci ha fatto rinascere e sperare nella vita senza fine
    perché Gesù Cristo è risorto dai morti, alleluia.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Donaci, o Dio, sentimenti di adorazione e di amore per il tuo nome santo, poiché tu non desisti dal prenderti cura di quanti sostieni e rianimi con la certezza del tuo affetto di padre. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA

    Lettura degli Atti degli Apostoli (27, 1-11. 14-15. 21-26. 35-39. 41-44)
    La navigazione verso Roma e il naufragio.

    In quei giorni. Quando fu deciso che ci imbarcassimo per l’Italia, consegnarono Paolo, insieme ad alcuni altri prigionieri, a un centurione di nome Giulio, della coorte Augusta. Salimmo su una nave della città di Adramitto, che stava per partire verso i porti della provincia d’Asia, e salpammo, avendo con noi Aristarco, un Macèdone di Tessalònica. Il giorno dopo facemmo scalo a Sidone, e Giulio, trattando Paolo con benevolenza, gli permise di recarsi dagli amici e di riceverne le cure. Salpati di là, navigammo al riparo di Cipro a motivo dei venti contrari e, attraversato il mare della Cilìcia e della Panfìlia, giungemmo a Mira di Licia. Qui il centurione trovò una nave di Alessandria diretta in Italia e ci fece salire a bordo. Navigammo lentamente parecchi giorni, giungendo a fatica all’altezza di Cnido. Poi, siccome il vento non ci permetteva di approdare, prendemmo a navigare al riparo di Creta, dalle parti di Salmone; la costeggiammo a fatica e giungemmo in una località chiamata Buoni Porti, vicino alla quale si trova la città di Lasèa.
    Era trascorso molto tempo e la navigazione era ormai pericolosa, perché era già passata anche la festa dell’Espiazione; Paolo perciò raccomandava loro: «Uomini, vedo che la navigazione sta per diventare pericolosa e molto dannosa, non solo per il carico e per la nave, ma anche per le nostre vite». Il centurione dava però ascolto al pilota e al capitano della nave più che alle parole di Paolo.
    Ma non molto tempo dopo si scatenò dall’isola un vento di uragano, detto Euroaquilone. La nave fu travolta e non riusciva a resistere al vento: abbandonati in sua balìa, andavamo alla deriva.
    Da molto tempo non si mangiava; Paolo allora, alzatosi in mezzo a loro, disse: «Uomini, avreste dovuto dar retta a me e non salpare da Creta; avremmo evitato questo pericolo e questo danno. Ma ora vi invito a farvi coraggio, perché non ci sarà alcuna perdita di vite umane in mezzo a voi, ma solo della nave. Mi si è presentato infatti questa notte un angelo di quel Dio al quale io appartengo e che servo, e mi ha detto: “Non temere, Paolo; tu devi comparire davanti a Cesare, ed ecco, Dio ha voluto conservarti tutti i tuoi compagni di navigazione”. Perciò, uomini, non perdetevi di coraggio; ho fiducia in Dio che avverrà come mi è stato detto. Dovremo però andare a finire su qualche isola».
    Detto questo, prese un pane, rese grazie a Dio davanti a tutti, lo spezzò e cominciò a mangiare. Tutti si fecero coraggio e anch’essi presero cibo. Sulla nave eravamo complessivamente duecentosettantasei persone. Quando si furono rifocillati, alleggerirono la nave gettando il frumento in mare.
    Quando si fece giorno, non riuscivano a riconoscere la terra; notarono però un’insenatura con una spiaggia e decisero, se possibile, di spingervi la nave.
    Ma incapparono in una secca e la nave si incagliò: mentre la prua, arenata, rimaneva immobile, la poppa si sfasciava sotto la violenza delle onde. I soldati presero la decisione di uccidere i prigionieri, per evitare che qualcuno fuggisse a nuoto; ma il centurione, volendo salvare Paolo, impedì loro di attuare questo proposito. Diede ordine che si gettassero per primi quelli che sapevano nuotare e raggiungessero terra; poi gli altri, chi su tavole, chi su altri rottami della nave. E così tutti poterono mettersi in salvo a terra.

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 46(47)

    R. A te la gloria, o Dio, re dell’universo.
    oppure:
    R. Alleluia, alleluia, alleluia.

    Popoli tutti, battete le mani!
    Acclamate Dio con grida di gioia,
    perché terribile è il Signore, l’Altissimo,
    grande re su tutta la terra. R.

    Cantate inni a Dio, cantate inni,
    cantate inni al nostro re, cantate inni;
    perché Dio è re di tutta la terra,
    cantate inni con arte. R.

    I capi dei popoli si sono raccolti
    come popolo del Dio di Abramo.
    Sì, a Dio appartengono i poteri della terra:
    egli è eccelso. R.


    EPISTOLA
    Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (13, 1-13)
    L’inno alla carità.

    Fratelli, se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita.
    E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla.
    E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe.
    La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
    La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà e la conoscenza svanirà. Infatti, in modo imperfetto noi conosciamo e in modo imperfetto profetizziamo. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Divenuto uomo, ho eliminato ciò che è da bambino.
    Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio; allora invece vedremo faccia a faccia. Adesso conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto. Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. Ma la più grande di tutte è la carità!

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Signore Gesù, testimone fedele, primogenito dei morti,
    tu ci hai amati e ci hai liberati dai nostri peccati
    con il tuo sangue.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (13, 12a. 16-20)

    In quel tempo. Quando ebbe lavato i piedi ai suoi discepoli, il Signore Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica. Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto, ma deve compiersi la Scrittura: Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno. Ve lo dico fin d’ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io Sono. In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Cantate al Signore un canto nuovo, alleluia.
    Da tutta la terra cantate al Signore, alleluia.
    Cantate al Signore, benedite il suo nome, alleluia.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    O Padre, che nella celebrazione pasquale hai rianimato il mondo con la forza della grazia divina, serbaci per sempre i doni che l’annua festività ci ha portato perché nella fedeltà dei nostri fuggevoli giorni possiamo arrivare alla vita che non finisce. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    Accogli, o Padre, questi doni, che lieta la Chiesa ti offre; tu che l’hai rallegrata con la celebrazione della vittoria pasquale, guidala fiduciosa alla felicità eterna. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, proclamare sempre la tua gloria, o Padre, e con più viva esultanza renderti grazie in questo tempo nel quale Cristo, nostra pasqua, si è immolato. A te egli ancora si offre e come nostro avvocato intercede per noi; sacrificato sulla croce, più non muore, ma con i segni della passione vive immortale. Per questo mistero, nella gioia della risurrezione l’umanità esulta su tutta la terra e con l’assemblea degli angeli e dei santi canta in coro l’inno della tua lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Disse Gesù ai suoi discepoli:
    «Venite e mangiate».
    E, preso il pane,
    lo porse loro, alleluia.


    ALLA COMUNIONE

    La nostra bocca si aprì nel sorriso,
    la nostra lingua si sciolse in canti di gioia.
    Grandi cose ha fatto il Signore per noi,
    ci ha colmato di letizia, alleluia.


    DOPO LA COMUNIONE
    A noi, che abbiamo partecipato al banchetto pasquale e ci siamo nutriti del Pane di vita e del Calice di salvezza, concedi, o Dio, di esserne sempre sostenuti e difesi fino al regno eterno. Per Cristo nostro Signore.


    oppure:


    Cristoforo Magallanes, sacerdote, e compagni, martiri (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei martiri (per più martiri)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Dio onnipotente ed eterno, che hai reso fedeli a Cristo Re fino al martirio il sacerdote san Cristoforo [Magallanes] e i suoi compagni, per loro intercessione fa’ che, perseverando nella professione della vera fede, possiamo sempre aderire ai comandamenti del tuo amore. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

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