Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Testi liturgici della Messa in Rito Ambrosiano (2021-2022)

  1. #51
    Cronista di CR L'avatar di Cantore Inveruno
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    VII giorno dell'ottava di Natale
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Il Re dei cieli, nato da una vergine,
    oggi è venuto tra noi
    a richiamare al cielo
    l’uomo che aveva peccato.
    La schiera degli angeli gioisce
    perché la stirpe umana
    ha ritrovato l’eterna salvezza.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che nel prodigio della maternità verginale hai sottratto la natura umana del tuo Figlio al contagio dei figli di Adamo, rendi anche noi partecipi di questo radicale rinnovamento e liberaci da ogni traccia dell’antica contaminazione. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del profeta Michea (5, 2-4a)
    Sarà grande fino agli estremi confini della terra. Egli stesso sarà la pace.

    In quei giorni. Il Signore parlò a Michea dicendo:
    «Dio li metterà in potere altrui
    fino a quando partorirà colei che deve partorire;
    e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli d’Israele.
    Egli si leverà e pascerà con la forza del Signore,
    con la maestà del nome del Signore, suo Dio.
    Abiteranno sicuri, perché egli allora sarà grande
    fino agli estremi confini della terra.
    Egli stesso sarà la pace!».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 95(96)

    R. Gloria nei cieli e gioia sulla terra.

    Cantate al Signore un canto nuovo,
    cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
    Cantate al Signore, benedite il suo nome,
    annunciate di giorno in giorno la sua salvezza. R.

    Gioiscano i cieli, esulti la terra,
    risuoni il mare e quanto racchiude;
    sia in festa la campagna e quanto contiene,
    acclamino tutti gli alberi della foresta. R.

    Esultino davanti al Signore che viene:
    sì, egli viene a giudicare la terra;
    giudicherà il mondo con giustizia
    e nella sua fedeltà i popoli. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati (1, 1-5)
    Grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo.

    Paolo, apostolo non da parte di uomini, né per mezzo di uomo, ma per mezzo di Gesù Cristo e di Dio Padre che lo ha risuscitato dai morti, e tutti i fratelli che sono con me, alle Chiese della Galazia: grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo, che ha dato se stesso per i nostri peccati al fine di strapparci da questo mondo malvagio, secondo la volontà di Dio e Padre nostro, al quale sia gloria nei secoli dei secoli. Amen.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Molte volte e in diversi modi Dio ha parlato
    ai nostri padri per mezzo dei profeti;
    oggi, invece, parla a noi per mezzo del Figlio.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (2, 33-35)
    Egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele.

    In quel tempo. Il padre e la madre del Signore Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Ecco, vi annunzio una grande gioia
    che sarà di tutto il popolo:
    nella città di Davide oggi è nato per voi un salvatore.
    È il Redentore del mondo, e il suo regno non avrà fine.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Proteggi, o Padre, il tuo popolo e colmalo con l'abbondanza della tua grazia mentre contempla il mistero del Natale; il sostegno di consolazioni visibili ci apra al desiderio dei beni invisibili. Per Cristo nostro Signore.


    Non si dice il Credo.


    SUI DONI
    Accogli, o Dio, l’offerta del tuo popolo e donaci in questo sacramento di salvezza il possesso dei beni eterni nei quali crediamo e speriamo con amore di figli. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo Signore nostro. Oggi risplende più chiaramente il mistero di comunione che ci ha redento: il tuo Verbo assume la nostra debolezza, innalza l’uomo mortale a dignità perenne e, con mirabile scambio, della sua stessa eternità ci rende partecipi. Per questo tuo dono di grazia, uniti agli angeli e ai santi, tutti insieme inneggiamo alla tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    Se si usa la Preghiera Eucaristica I, si dice il
    Communicantes (In comunione) proprio.
    Nelle Preghiere Eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio.



    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    In questo giorno si è compiuta ogni parola dei profeti;
    esulta la creazione, il Salvatore è nato:
    venite, adoriamo!


    ALLA COMUNIONE
    La tua misericordia, o Dio, mi accompagni
    per tutti i giorni della mia vita.
    Anche se passerò tra le ombre della morte
    non avrò alcun timore perché tu sei con me.


    DOPO LA COMUNIONE
    Nella celebrazione della natività del tuo Figlio, concedi, o Dio onnipotente, che la forza inesauribile di questi santi misteri ci sostenga in ogni momento della vita. Per Cristo nostro Signore.


    oppure (dove è celebrato solennemente):


    San Silvestro I, papa (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei pastori (per un papa)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Assisti, o Padre, il tuo popolo, che si affida all’intercessione del papa san Silvestro, perché nel cammino della vita segua con fedeltà la tua guida e giunga felicemente nella città dei santi. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

  2. #52
    Cronista di CR L'avatar di Cantore Inveruno
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    OTTAVA DEL NATALE NELLA CIRCONCISIONE DEL SIGNORE (solennità del Signore)
    Anno C


    Liturgia vigiliare vespertina:


    SALUTO
    Il Signore sia con voi.
    E con il tuo spirito.


    RITO DELLA LUCE
    Risplenderà in quel vespero la luce,
    chiarore senza tramonto.
    Non ci sarà né mattino né sera:
    sarà un unico giorno.

    Unico re dominerà il Signore
    su tutta la terra.
    Non ci sarà né mattino né sera:
    sarà un unico giorno.

    Risplenderà in quel vespero la luce,
    chiarore senza tramonto.
    Non ci sarà né mattino né sera:
    sarà un unico giorno.


    INNO

    Testo originale latino

    Inténde, qui regis Israel,
    super chérubim qui sedes;
    appáre Ephrem coram: éxcita
    poténtiam tuam, et veni.

    Veni, Redémptor géntium,
    osténde partum Vírginis;
    mirétur omne sæculum:
    talis decet partus Deum.

    Non ex viríli sémine,
    sed mystico spirámine
    Verbum Dei factum est caro,
    fructúsque ventris flóruit.

    Alvus tuméscit Vírginis,
    claustrum pudóris pérmanet;
    vexílla virtútum micant,
    versátur in templo Deus.

    Procédat e thálamo suo,
    pudóris aula régia,
    géminæ Gigas substántiæ,
    alácris ut currat viam.

    Egréssus eius a Patre,
    regréssus eius ad Patrem,
    excúrsus usque ad ínferos,
    recúrsus ad sedem Dei.

    Æquális ætérno Patri
    carnis strophæo cíngere,
    infírma nostri córporis
    virtúte firmans pérpeti.

    Præsépe iam fulget tuum,
    luménque nox spirat novum,
    quod nulla nox intérpolet,
    fidéque iugi lúceat.

    Iesu, tibi sit glória,
    qui natus es de Vírgine,
    cum Patre et almo Spíritu
    in sempitérna sæcula. Amen.
    Traduzione ritmica

    Pastore del tuo popolo
    che regni sopra agli Angeli,
    appari nella gloria
    e con potenza salvaci.

    O Redentor degli uomini,
    Tu nasci da una Vergine:
    i secoli stupiscano,
    divina è la tua nascita!

    Non l'uomo, ma lo Spirito,
    entrato nella Vergine,
    fa sì che il Verbo altissimo
    divenga uomo fragile.

    La Vergine è il suo tempio
    col corpo intatto ed integro;
    le sue virtù risplendono;
    è Dio colui che vi abita.

    E nasce tra gli uomini
    il Figlio dell'Altissimo:
    è pronto l'Unigenito
    la sua vicenda a vivere.

    Dal Padre è la sua origine
    e torna al Padre in gloria:
    discende fino agli inferi
    e sale al ciel con giubilo.

    Del Padre Tu l'immagine
    prendi una carne misera;
    Tu che sei Dio rafforzaci
    per sempre nella grazia.

    Già splende il tuo presepio,
    la notte ecco s'illumina,
    né più ci sono tenebre:
    la fede ormai c'illumina.

    Rendiamo lode altissima
    al Figlio della Vergine,
    col Padre e con lo Spirito
    nei secoli dei secoli. Amen.
    Versione italiana cantabile

    Pastore tu sei d’Israele
    e regni glorioso sugli angeli:
    rivelati al popolo tuo
    e vieni, potente Signore.

    Salvezza degli uomini, vieni
    nascendo da vergine pura.
    Stupisca nel tempo la storia:
    è un parto prodigio di Dio!

    Arcano mistero dal Padre,
    è dono di amore infinito.
    Il Verbo di Dio si fa carne:
    e germina il fiore promesso.

    L’accoglie un grembo inviolato
    di vergine santa e fedele:
    il Forte di splendida reggia
    inizia il cammino fra noi.

    Venuto, Signore, da Padre,
    a lui vittorioso ritorni:
    disceso nell’ombra di morte,
    tu sali a una luce abbagliante.

    O tu che ora vivi eterno
    vestito di membra mortali,
    agli uomini fragili dona
    il tuo eterno vigore.

    Riluce il presepe a Betlemme:
    la notte ci dona la luce!
    Non vincano tenebre oscure,
    ma splenda perenne la fede.

    A te, o Gesù, sia lode,
    che nasci da Vergine Madre,
    col Padre e lo Spirito santo
    e ora e sempre nei secoli. Amen.
    Traduzione

    O tu che sei pastore d’Israele
    e regni invitto sopra i Cherubini,
    rivelati al tuo popolo,
    Onnipotente, e vieni.

    O Redentore degli uomini, vieni
    nella tua nascita verginale!
    Ogni età della storia stupisca:
    è questo un parto che si addice a Dio.

    Non da concorso d’uomo,
    ma dall’azione arcana dello Spirito
    il Verbo di Dio si è fatto carne:
    così è germinato questo fiore.

    Senza che il puro chiostro si disserri,
    grembo di donna vergine è fecondo:
    rifulge la virtù come un vessillo
    e ci dichiara l’avvento del Re.

    Esci da questo tàlamo nuziale,
    splendida reggia di santo pudore,
    d’impeto slanciati sulla tua strada,
    o Forte che sussisti in due nature.

    Tu sei venuto, Signore, dal Padre
    e al Padre vittorioso fai ritorno:
    disceso fino agli inferi,
    sali alla gloria abbagliante di Dio.

    O tu che vivi eterno,
    di queste membra mortali rivestiti:
    corrobori l’umana debolezza
    l’eterno tuo vigore.

    Riluce il povero presepe e la notte
    spira una luce nuova:
    nessuna tenebra la contamini,
    ma la rischiari perenne la fede.

    A te, Gesù, sia lode,
    che sei nato da vergine,
    con il Padre e lo Spirito
    nella distesa dei secoli. Amen.



    RESPONSORIO
    Oggi a noi il Signore è venuto.
    Accorrete, popoli,
    acclamiamo al Figlio di Dio.

    La luce della verità è brillata nel mondo:
    il Verbo unigenito è nato.
    Accorrete, popoli,
    acclamiamo al Figlio di Dio.


    VANGELO DELLA RISURREZIONE
    Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Giovanni (20, 19-23)

    La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne il Signore Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

    Cristo Signore è risorto!


    SALMELLO
    Dio sia benedetto,
    che ci ha rigenerati a una viva speranza
    mediante la risurrezione di Gesù dai morti.
    Alleluia.

    Sono certo di contemplare la bontà del Signore
    nella terra dei viventi,
    mediante la risurrezione di Gesù dai morti.
    Alleluia.


    ORAZIONE
    Dio onnipotente, ascolta la nostra voce: per la carità, infusa in noi dallo Spirito, risorgano dalla morte del peccato quanti hanno riconosciuto la grazia della risurrezione di Cristo Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    Segue la Messa del Giorno con l'EPISTOLA, il CANTO AL VANGELO e il VANGELO.
    Dopo il Vangelo tutto prosegue come di solito fino alla Comunione e dopo la Comunione si canta il Magnificat con la relativa antifona.


    ANTIFONA
    Lodino i popoli tutti la vergine Maria, *
    madre del Re di gloria, del Redentore del mondo.


    CANTICO DELLA BEATA VERGINE MARIA
    L'anima mia *
    magnifica il Signore

    e il mio spirito esulta *
    in Dio, mio salvatore,

    perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *
    D'ora in poi tutte le generazioni
    mi chiameranno beata.

    Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
    e Santo è il suo nome:

    di generazione in generazione la sua misericordia *
    si stende su quelli che lo temono.

    Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
    ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

    ha rovesciato i potenti dai troni, *
    ha innalzato gli umili;

    ha ricolmato di beni gli affamati, *
    ha rimandato i ricchi a mani vuote.

    Ha soccorso Israele, suo servo, *
    ricordandosi della sua misericordia,

    come aveva promesso ai nostri padri, *
    ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

    Gloria.

    L'anima mia magnifica il Signore.

    Alla fine, ripetuta l’antifona si aggiungono i tre Kyrie eleison. La celebrazione si conclude con l’orazione dopo la comunione e la benedizione, prima della quale si potranno dare eventuali avvisi.


    Messa nel giorno:


    ALL’ INGRESSO
    Oggi per noi dal cielo è discesa la vera pace;
    dai cieli su tutto il mondo stilla dolcezza.
    Oggi è spuntato il giorno di una redenzione nuova
    e di una gioia eterna,
    che adempie le promesse fatte nei secoli.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che ci largisci la gioia di questa celebrazione nell’ottavo giorno della nascita del Salvatore, donaci di essere sempre difesi dalla sua forza divina; non abbandonarci alla nostra debolezza, ora che siamo redenti dalla venuta tra noi del tuo Figlio unigenito, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro dei Numeri (6, 22-27)
    La benedizione sacerdotale sugli Israeliti.

    In quei giorni. Il Signore parò a Mosè e disse: «Parla ad Aronne e ai suoi figli dicendo: “Così benedirete gli Israeliti: direte loro:
    Ti benedica il Signore
    e ti custodisca.
    Il Signore faccia risplendere per te il suo volto
    e ti faccia grazia.
    Il Signore rivolga a te il suo volto
    e ti conceda pace”.
    Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 66(67)

    R. Dio ci benedica con la luce del suo volto.

    Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
    su di noi faccia splendere il suo volto;
    perché si conosca sulla terra la tua via,
    la tua salvezza fra tutte le genti. R.

    Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
    perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
    governi le nazioni sulla terra. R.

    Ti lodino i popoli, o Dio,
    ti lodino i popoli tutti.
    Ci benedica Dio, il nostro Dio,
    e lo temano tutti i confini della terra. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi (2, 5-11)
    Il Nome di Gesù, che è al di sopra di ogni nome.

    Fratelli, abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù:
    egli, pur essendo nella condizione di Dio,
    non ritenne un privilegio
    l’essere come Dio,
    ma svuotò se stesso
    assumendo una condizione di servo,
    diventando simile agli uomini.
    Dall’aspetto riconosciuto come uomo,
    umiliò se stesso
    facendosi obbediente fino alla morte
    e a una morte di croce.
    Per questo Dio lo esaltò
    e gli donò il nome
    che è al di sopra di ogni nome,
    perché nel nome di Gesù
    ogni ginocchio si pieghi
    nei cieli, sulla terra e sotto terra,
    e ogni lingua proclami:
    «Gesù Cristo è Signore!»,
    a gloria di Dio Padre.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Molte volte e in diversi modi Dio aveva parlato
    ai nostri padri per mezzo dei profeti;
    oggi parla a noi per mezzo del Figlio.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (2, 18-21)
    La Circoncisione e il conferimento del Nome di Gesù.

    In quel tempo. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
    Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Questo è il nostro Dio che vive nei secoli;
    il suo regno non sarà sconfitto,
    il suo potere sarà senza fine.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, che hai posto a fondamento dell’opera di salvezza l’incarnazione del tuo Verbo, dona all’umanità le grazie che ti implora e fa’ che tutti gli uomini riconoscano, come unico nome che la nostra speranza può invocare, il nome del tuo Figlio unigenito, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Ogni bontà e ogni bellezza, o Dio, da te comincia e da te è portata a compimento; nella festività natalizia offriamo con gioia i nostri doni celebrando l’inizio della nostra salvezza; tu donaci anche di condividere la tua gloria nella felicità che non ha fine. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo Signore nostro che, per riscattarci dal peso della legge, secondo la legge fu circonciso. Affermò così il valore dell’antico precetto, ma al tempo stesso rinnovò la natura dell’uomo liberandola da ogni impaccio e da ogni residuo del peccato. Senza disprezzo per il mondo antico diede principio al nuovo; nell’ossequio alla legge divenne legislatore e, portando nella povertà della nostra natura la sua divina ricchezza, elargì nuova sostanza al mistero dei vecchi riti. Con cuore rinnovato e gioioso, uniti agli angeli e ai santi, sciogliamo a te, o Padre, l’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    Se si usa la Preghiera Eucaristica I, si dice il Communicantes (In comunione) proprio.
    Nelle Preghiere Eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio.



    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Tua è la forza e tuo è il regno, Signore,
    tu sei sopra tutti gli dei;
    con la tua mano potente donaci la libertà.


    ALLA COMUNIONE
    Oggi la Vergine fedele
    diede alla luce il Verbo fatto uomo
    e vergine rimase, dopo averlo generato.
    A sua lode noi tutti diciamo:
    «Benedetta sei tra le donne!».


    INVOCAZIONE ALLO SPIRITO

    Discendi Santo Spirito,
    le nostre menti illumina;
    del Ciel la grazia accordaci
    tu, Creator degli uomini.

    Chiamato sei Paraclito
    e dono dell'Altissimo,
    sorgente limpidissima,
    d'amore fiamma vivida.

    I sette doni mandaci,
    onnipotente Spirito;
    le nostre labbra trepide
    in te sapienza attingano.

    I nostri sensi illumina,
    fervor nei cuori infondici;
    rinvigorisci l'anima
    nei nostri corpi deboli.

    Dal male tu ci libera,
    serena pace affrettaci;
    con te vogliamo vincere
    ogni mortal pericolo.

    Il Padre tu rivelaci
    e il Figlio, l'Unigenito;
    per sempre tutti credano
    in te, divino Spirito. Amen.
    Veni, creátor Spíritus,
    mentes tuòrum vísita,
    imple supérna grátia,
    quæ tu creásti péctora.

    Qui díceris Paráclitus,
    donum Dei altíssimi,
    fons vivus, ignis, cáritas,
    et spiritális únctio.

    Tu septifòrmis múnere,
    dexteræ Dei tu dígitus,
    tu rite promíssum Patris,
    sermóne ditans gúttura.

    Accénde lumen sénsibus,
    infúnde amórem córdibus,
    infírma nostri córporis
    virtúte firmans pérpeti.

    Hostem repéllas lóngius
    pacémque dones prótinus;
    ductóre sic te prævio
    vitémus omne nóxium.

    Per Te sciámus da Patrem
    noscámus atque Fílium,
    te utriúsque Spíritum
    credámus omni témpore. Amen.



    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio forte ed eterno, tu non vuoi che i convitati alla tua mensa indulgano alle orge sfrenate del demonio; dona, dunque, al tuo popolo di perdere ogni gusto per i piaceri che danno la morte e di volgersi con animo puro al banchetto della vita senza fine. Per Cristo nostro Signore.

  3. #53
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    DOMENICA DOPO L'OTTAVA DEL NATALE DEL SIGNORE
    Anno C


    ALL’ INGRESSO
    Venite e vedete il grande mistero di Dio:
    Dio nasce da una vergine per redimere il mondo.
    È il Salvatore, promesso dai profeti,
    l’Agnello predetto da Isaia.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio ricco di misericordia, che ci hai chiamato a condividere il destino di gloria del tuo amato Unigenito, adesso che siamo partecipi della sua condizione di Figlio e della sua natura divina, rinnovaci interiormente e rendici consapevoli della dignità ricevuta in dono da lui, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro del Siracide (24, 1-12)
    La sapienza, uscita dalla bocca dell’Altissimo, fissa la tenda in Giacobbe.

    La sapienza fa il proprio elogio,
    in mezzo al suo popolo proclamava la sua gloria.
    Nell’assemblea dell’Altissimo apre la bocca,
    dinanzi alle sue schiere proclama la sua gloria:
    «Io sono uscita dalla bocca dell’Altissimo
    e come nube ho ricoperto la terra.
    Io ho posto la mia dimora lassù,
    il mio trono era su una colonna di nubi.
    Ho percorso da sola il giro del cielo,
    ho passeggiato nelle profondità degli abissi.
    Sulle onde del mare e su tutta la terra,
    su ogni popolo e nazione ho preso dominio.
    Fra tutti questi ho cercato un luogo di riposo,
    qualcuno nel cui territorio potessi risiedere.
    Allora il creatore dell’universo mi diede un ordine,
    colui che mi ha creato mi fece piantare la tenda
    e mi disse: “Fissa la tenda in Giacobbe
    e prendi eredità in Israele”.
    Prima dei secoli, fin dal principio, egli mi ha creato,
    per tutta l’eternità non verrò meno.
    Nella tenda santa davanti a lui ho officiato
    e così mi sono stabilita in Sion.
    Nella città che egli ama mi ha fatto abitare
    e in Gerusalemme è il mio potere.
    Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso,
    nella porzione del Signore è la mia eredità».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 147

    R. Il Verbo si fece carne e pose la sua dimora in mezzo a noi.

    Celebra il Signore, Gerusalemme,
    loda il tuo Dio, Sion,
    perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
    in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli. R.

    Egli mette pace nei tuoi confini
    e ti sazia con fiore di frumento.
    Manda sulla terra il suo messaggio:
    la sua parola corre veloce. R.

    Annuncia a Giacobbe la sua parola,
    i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
    Così non ha fatto con nessun’altra nazione,
    non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (8, 3b-9a)
    Dio mandò il Figlio nella carne, perché vivessimo non secondo la carne ma secondo lo Spirito.

    Fratelli, Dio, mandando il proprio Figlio in una carne simile a quella del peccato e a motivo del peccato, ha condannato il peccato nella carne, perché la giustizia della Legge fosse compiuta in noi, che camminiamo non secondo la carne ma secondo lo Spirito.
    Quelli infatti che vivono secondo la carne, tendono verso ciò che è carnale; quelli invece che vivono secondo lo Spirito, tendono verso ciò che è spirituale. Ora, la carne tende alla morte, mentre lo Spirito tende alla vita e alla pace. Ciò a cui tende la carne è contrario a Dio, perché non si sottomette alla legge di Dio, e neanche lo potrebbe. Quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio.
    Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Lo Spirito del Signore è su di me,
    mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai poveri.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (4, 14-22)
    Gesù nella sinagoga di Nazaret legge il rotolo di Isaia: queste cose si sono adempiute.

    In quel tempo. Il Signore Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
    Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
    Lo Spirito del Signore è sopra di me;
    per questo mi ha consacrato con l’unzione
    e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
    a proclamare ai prigionieri la liberazione
    e ai ciechi la vista;
    a rimettere in libertà gli oppressi,
    a proclamare l’anno di grazia del Signore.
    Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
    Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Il popolo che era nelle tenebre
    vide una grande luce;
    chi abitava il paese dell’ombra mortale
    fu illuminato dallo splendore della vita.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio benigno e misericordioso, che un’altra volta ci hai dato di rivivere l’annua memoria del natale di Cristo, per l’ossequio sincero di questa celebrazione effondi su di noi il dono di una bontà ancora più grande. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    O Dio benigno e misericordioso, che un’altra volta ci hai dato di rivivere l’annua memoria del natale di Cristo, per l’ossequio sincero di questa celebrazione effondi su di noi il dono di una bontà ancora più grande. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, esaltarti, o Padre di infinita misericordia, rinnovando l’offerta del sacrificio di lode e della sua vittima santa. È stata preannunziata in Abele, l’innocente ucciso, è stata vaticinata nell’offerta di Melchisedech e nell’immolazione della pasqua mosaica; ma ogni immagine delle profezie antiche oggi si avvera nell’Agnello di Dio, nel Pontefice eterno, nel Cristo che è nato per noi. Ammirati per questo disegno di grazia, con tutti i cori degli angeli, cantiamo esultando l’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Oggi il Signore è nato per noi;
    venite, o genti, lodiamo il Figlio di Dio.
    A noi risplende una luce di verità.


    ALLA COMUNIONE
    Il Cristo nostro Dio,
    in cui abita ogni pienezza di divinità,
    è nato nella nostra debole carne
    e ha dato inizio all’umanità rinnovata.


    DOPO LA COMUNIONE
    La gloria unica e grande della tua nascita, o Signore, che ha risollevato ogni nostra decadenza, continui in noi la sua opera rinnovatrice per la grazia di questo sacramento donatoci da te, che vivi e regni nei secoli dei secoli.

  4. #54
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    Lunedì prima dell'Epifania
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Oggi una vergine per virtù divina
    ha dato alla luce il Re dell’universo
    e sola tra le madri risplende
    di purissima gloria eterna.
    Ha generato l’Agnello di Dio,
    Gesù salvatore del mondo.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che nella nascita di Cristo hai risanato il genere umano ferito dalla sua origine, fa’ che rompiamo ogni legame con l’autore della nostra perdizione per essere sempre in comunione di vita col Figlio tuo che ci ha redento, ed è nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del profeta Daniele (2, 36-47)
    La spiegazione del sogno di Nabucodonosor: i grandi regni della storia.

    In quei giorni. Daniele disse: «Questo è il sogno: ora ne daremo la spiegazione al re. Tu, o re, sei il re dei re; a te il Dio del cielo ha concesso il regno, la potenza, la forza e la gloria. Dovunque si trovino figli dell’uomo, animali selvatici e uccelli del cielo, egli li ha dati nelle tue mani; tu li domini tutti: tu sei la testa d’oro. Dopo di te sorgerà un altro regno, inferiore al tuo; poi un terzo regno, quello di bronzo, che dominerà su tutta la terra. Ci sarà poi un quarto regno, duro come il ferro: come il ferro spezza e frantuma tutto, così quel regno spezzerà e frantumerà tutto. Come hai visto, i piedi e le dita erano in parte d’argilla da vasaio e in parte di ferro: ciò significa che il regno sarà diviso, ma ci sarà in esso la durezza del ferro, poiché hai veduto il ferro unito all’argilla fangosa. Se le dita dei piedi erano in parte di ferro e in parte d’argilla, ciò significa che una parte del regno sarà forte e l’altra fragile. Il fatto d’aver visto il ferro mescolato all’argilla significa che le due parti si uniranno per via di matrimoni, ma non potranno diventare una cosa sola, come il ferro non si amalgama con l’argilla fangosa. Al tempo di questi re, il Dio del cielo farà sorgere un regno che non sarà mai distrutto e non sarà trasmesso ad altro popolo: stritolerà e annienterà tutti gli altri regni, mentre esso durerà per sempre. Questo significa quella pietra che tu hai visto staccarsi dal monte, non per intervento di una mano, e che ha stritolato il ferro, il bronzo, l’argilla, l’argento e l’oro. Il Dio grande ha fatto conoscere al re quello che avverrà da questo tempo in poi. Il sogno è vero e degna di fede ne è la spiegazione».
    Allora il re Nabucodònosor si prostrò con la faccia a terra, adorò Daniele e ordinò che gli si offrissero sacrifici e incensi. Quindi, rivolto a Daniele, gli disse: «Certo, il vostro Dio è il Dio degli dèi, il Signore dei re e il rivelatore dei misteri, poiché tu hai potuto svelare questo mistero».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 97(98)

    R. Esultiamo nel Signore, nostra salvezza.

    Cantate al Signore un canto nuovo,
    perché ha compiuto meraviglie.
    Gli ha dato vittoria la sua destra
    e il suo braccio santo. R.

    Tutti i confini della terra hanno veduto
    la vittoria del nostro Dio.
    Acclami il Signore tutta la terra,
    gridate, esultate, cantate inni! R.

    Cantate inni al Signore con la cetra,
    con la cetra e al suono di strumenti a corde;
    con le trombe e al suono del corno
    acclamate davanti al re, il Signore. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi (1, 1-7)
    Ai santi e credenti fratelli in Cristo: grazia e pace da Dio, Padre nostro.

    Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il fratello Timòteo, ai santi e credenti fratelli in Cristo che sono a Colosse: grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro. Noi rendiamo grazie a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, continuamente pregando per voi, avendo avuto notizie della vostra fede in Cristo Gesù e della carità che avete verso tutti i santi a causa della speranza che vi attende nei cieli. Ne avete già udito l’annuncio dalla parola di verità del vangelo che è giunto a voi. E come in tutto il mondo esso porta frutto e si sviluppa, così avviene anche fra voi, dal giorno in cui avete ascoltato e conosciuto la grazia di Dio nella verità, che avete appreso da Èpafra, nostro caro compagno nel ministero: egli è presso di voi un fedele ministro di Cristo.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Un giorno santo è spuntato per noi:
    venite tutti ad adorare il Signore;
    oggi una splendida luce è discesa sulla terra.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Luca (2, 36-38)
    Anna parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.

    In quel tempo. C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Angeli tutti, lodate il Signore,
    schiere celesti, lodate il Signore.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Guarda, o Dio, il popolo che ti supplica e accompagnalo con la tua grazia perché in ogni momento della vita si rallegri della tua provvidenza e confidi soltanto nel tuo amore paterno. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Accogli, o Dio, le nostre offerte in questo incontro mirabile della nostra povertà e della tua grandezza: noi ti presentiamo le cose che tu ci hai donato, tu donaci in cambio te stesso. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, quando i nostri cuori sono ancora pervasi dalla gioia del natale di Cristo e questa letizia prolungata nei riti ci fa desiderare la festa nel cielo. Se anche è trascorso il giorno della più solenne celebrazione, rimane in noi la grazia che ci ha donato. Ricolmi di gaudio per questa certezza, uniti agli angeli e ai santi, tutti insieme inneggiamo alla tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Esultiamo nel Signore,
    rallegriamoci con intima gioia
    perché è apparso nel mondo
    il giorno della salvezza eterna.


    ALLA COMUNIONE
    È venuto il Figlio di Dio
    e ci ha dato la sapienza.
    Questi è veramente Dio ed è la vita eterna,
    che era vicino al Padre e apparve a noi.


    DOPO LA COMUNIONE
    Mai non accada, o Padre, che, fatti partecipi della natura divina e saziati alla mensa dell’Agnello, ricadiamo nella miseria antica con una vita difforme. Per Cristo nostro Signore.

  5. #55
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    4 Gennaio

    Martedì prima dell'Epifania
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Rendiamo grazie al Signore:
    l’uomo è caduto e Dio si è chinato;
    l’uomo è caduto nella rovina,
    e Dio si è chinato nella misericordia;
    l’uomo è caduto per la sua superbia,
    e Dio è venuto tra noi con la sua grazia.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Nella natura umana del tuo Figlio, o Dio, hai voluto darci la fonte e il compimento di ogni nostro rapporto con te; mantienici sempre nella sua eredità perché ogni nostra possibilità di salvezza risiede in lui, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del profeta Daniele (7, 9-14)
    La visione del vegliardo sul trono, che dà potere e regno eterno al Figlio dell’uomo.

    In quei giorni. Daniele disse: «Io continuavo a guardare,
    quand’ecco furono collocati troni
    e un vegliardo si assise.
    La sua veste era candida come la neve
    e i capelli del suo capo erano candidi come la lana;
    il suo trono era come vampe di fuoco
    con le ruote come fuoco ardente.
    Un fiume di fuoco scorreva
    e usciva dinanzi a lui,
    mille migliaia lo servivano
    e diecimila miriadi lo assistevano.
    La corte sedette e i libri furono aperti.
    Continuai a guardare a causa delle parole arroganti che quel corno proferiva, e vidi che la bestia fu uccisa e il suo corpo distrutto e gettato a bruciare nel fuoco. Alle altre bestie fu tolto il potere e la durata della loro vita fu fissata fino a un termine stabilito.
    Guardando ancora nelle visioni notturne,
    ecco venire con le nubi del cielo
    uno simile a un figlio d’uomo;
    giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui.
    Gli furono dati potere, gloria e regno;
    tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano:
    il suo potere è un potere eterno,
    che non finirà mai,
    e il suo regno non sarà mai distrutto».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 97(98)

    R. Gloria nei cieli e gioia sulla terra.

    Cantate al Signore un canto nuovo,
    perché ha compiuto meraviglie.
    Gli ha dato vittoria la sua destra
    e il suo braccio santo. R.

    Risuoni il mare e quanto racchiude,
    il mondo e i suoi abitanti.
    I fiumi battano le mani,
    esultino insieme le montagne. R.

    Esultino davanti al Signore
    che viene a giudicare la terra:
    giudicherà il mondo con giustizia
    e i popoli con rettitudine. R.


    EPISTOLA
    Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi (1, 1-12)
    Alla Chiesa che è in Dio Padre nostro e nel Signore Gesù Cristo: grazia e pace.

    Paolo e Silvano e Timòteo alla Chiesa dei Tessalonicesi che è in Dio Padre nostro e nel Signore Gesù Cristo: a voi, grazia e pace da Dio Padre e dal Signore Gesù Cristo.
    Dobbiamo sempre rendere grazie a Dio per voi, fratelli, come è giusto, perché la vostra fede fa grandi progressi e l’amore di ciascuno di voi verso gli altri va crescendo. Così noi possiamo gloriarci di voi nelle Chiese di Dio, per la vostra perseveranza e la vostra fede in tutte le vostre persecuzioni e tribolazioni che sopportate.
    È questo un segno del giusto giudizio di Dio, perché siate fatti degni del regno di Dio, per il quale appunto soffrite. È proprio della giustizia di Dio ricambiare con afflizioni coloro che vi affliggono e a voi, che siete afflitti, dare sollievo insieme a noi, quando si manifesterà il Signore Gesù dal cielo, insieme agli angeli della sua potenza, con fuoco ardente, per punire quelli che non riconoscono Dio e quelli che non obbediscono al vangelo del Signore nostro Gesù. Essi saranno castigati con una rovina eterna, lontano dal volto del Signore e dalla sua gloriosa potenza. In quel giorno, egli verrà per essere glorificato nei suoi santi ed essere riconosciuto mirabile da tutti quelli che avranno creduto, perché è stata accolta la nostra testimonianza in mezzo a voi.
    Per questo preghiamo continuamente per voi, perché il nostro Dio vi renda degni della sua chiamata e, con la sua potenza, porti a compimento ogni proposito di bene e l’opera della vostra fede, perché sia glorificato il nome del Signore nostro Gesù in voi, e voi in lui, secondo la grazia del nostro Dio e del Signore Gesù Cristo.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Il Verbo si è fatto carne
    e ha posto la sua dimora in mezzo a noi.
    A quanti lo hanno accolto,
    ha dato potere di diventare figli di Dio.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (3, 23-38)
    Genealogia di Gesù.

    Il Signore Gesù, quando cominciò il suo ministero, aveva circa trent’anni ed era figlio, come si riteneva, di Giuseppe, figlio di Eli, figlio di Mattat, figlio di Levi, figlio di Melchi, figlio di Innai, figlio di Giuseppe, figlio di Mattatia, figlio di Amos, figlio di Naum, figlio di Esli, figlio di Naggai, figlio di Maat, figlio di Mattatia, figlio di Semein, figlio di Iosec, figlio di Ioda, figlio di Ioanàn, figlio di Resa, figlio di Zorobabele, figlio di Salatièl, figlio di Neri, figlio di Melchi, figlio di Addi, figlio di Cosam, figlio di Elmadàm, figlio di Er, figlio di Gesù, figlio di Elièzer, figlio di Iorim, figlio di Mattat, figlio di Levi, figlio di Simeone, figlio di Giuda, figlio di Giuseppe, figlio di Ionam, figlio di Eliachìm, figlio di Melea, figlio di Menna, figlio di Mattatà, figlio di Natam, figlio di Davide, figlio di Iesse, figlio di Obed, figlio Booz, figlio di Sala, figlio di Naasòn, figlio di Aminadàb, figlio di Admin, figlio di Arni, figlio di Esrom, figlio di Fares, figlio di Giuda, figlio di Giacobbe, figlio di Isacco, figlio di Abramo, figlio di Tare, figlio di Nacor, figlio di Seruc, figlio di Ragàu, figlio di Falek, figlio di Eber, figlio di Sala, figlio di Cainam, figlio di Arfacsàd, figlio di Sem, figlio di Noè, figlio di Lamec, figlio di Matusalemme, figlio di Enoc, figlio di Iaret, figlio di Maleleèl, figlio di Cainam, figlio di Enos, figlio di Set, figlio di Adamo, figlio di Dio.

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    A Gesù la parola del Padre disse:
    «Tu sei mio Figlio in eterno: io ti ho generato».


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, che ci hai fatto dono del tuo Figlio, volgi l’attenzione della tua pietà alla preghiera di chi ti supplica; suscita in noi desideri conformi al tuo volere e saremo sempre da te esauditi. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Nella gioia della nascita del tuo Figlio, ti presentiamo, o Dio, i nostri doni e la nostra offerta di lode; tu rendici puri con la partecipazione ai divini misteri e ascoltaci con benevolenza. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo Signore nostro. Nel mistero adorabile del Natale egli, Dio invisibile, visibilmente apparve nella nostra carne e, generato fuori del tempo, cominciò un’esistenza nel tempo per assumere in sé tutto il creato e sollevarlo dalla sua caduta; così rinnovò l’universo nel tuo disegno d’amore e ricondusse l’uomo smarrito al regno dei cieli. Per questo dono di salvezza, o Padre, uniti agli angeli e ai santi, inneggiamo alla tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Il Re dei cieli si è degnato di nascere da una vergine
    per richiamare al cielo l’uomo che si era perduto.
    La Parola di Dio si fece carne
    e venne ad abitare in mezzo a noi.


    ALLA COMUNIONE
    Ai figli di Israele Dio mandò la sua parola
    e annunciò la pace per mezzo di Cristo.
    Misericordia e fedeltà si sono incontrate,
    giustizia e pace si sono unite in lui.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio di misericordia, la celebrazione della natività del Figlio tuo, che rinnoviamo con gioia, ci sia medicina prodigiosa di eterna salvezza. Per Cristo nostro Signore.

  6. #56
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    5 Gennaio (al mattino)

    Mercoledì prima dell'Epifania
    Anno II

    Dove possibile, si conservi il criterio di un’unica celebrazione eucaristica nell’arco dell’intera giornata, corrispondente alla Liturgia vesperale vigiliare.
    Per le Messe che, per una vera necessità pastorale, venissero celebrate al mattino, si usi il formulario eucologico del Martedì prima dell'Epifania con l’Epistola, il Salmo, il Canto al Vangelo e il Vangelo della Messa vigiliare.



    ALL’ INGRESSO
    Rendiamo grazie al Signore:
    l’uomo è caduto e Dio si è chinato;
    l’uomo è caduto nella rovina,
    e Dio si è chinato nella misericordia;
    l’uomo è caduto per la sua superbia,
    e Dio è venuto tra noi con la sua grazia.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Nella natura umana del tuo Figlio, o Dio, hai voluto darci la fonte e il compimento di ogni nostro rapporto con te; mantienici sempre nella sua eredità perché ogni nostra possibilità di salvezza risiede in lui, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo a Tito (3, 3-7)
    Quando si sono manifestati la bontà di Dio e il suo amore per gli uomini, ci ha salvati mediante un lavacro di rigenerazione.

    Carissimo, noi un tempo eravamo insensati, disobbedienti, corrotti, schiavi di ogni sorta di passioni e di piaceri, vivendo nella malvagità e nell’invidia, odiosi e odiandoci a vicenda.
    Ma quando apparvero la bontà di Dio, salvatore nostro,
    e il suo amore per gli uomini,
    egli ci ha salvati,
    non per opere giuste da noi compiute,
    ma per la sua misericordia,
    con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo,
    che Dio ha effuso su di noi in abbondanza
    per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro,
    affinché, giustificati per la sua grazia,
    diventassimo, nella speranza, eredi della vita eterna.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 44(45)

    R. Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.

    O Dio, affida al re il tuo diritto,
    al figlio di re la tua giustizia;
    egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
    e i tuoi poveri secondo il diritto. R.

    Nei suoi giorni fiorisca il giusto
    e abbondi la pace,
    finché non si spenga la luna.
    E dòmini da mare a mare,
    dal fiume sino ai confini della terra. R.

    I re di Tarsis e delle isole portino tributi,
    i re di Saba e di Seba offrano doni.
    Tutti i re si prostrino a lui,
    lo servano tutte le genti. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Si aprirono i cieli e la voce del Padre disse:
    Questi è il mio Figlio, l’amato: ascoltatelo.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (1, 29a. 30-34)
    L’uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo.

    In quel tempo. Giovanni, vedendo il Signore Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
    Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    A Gesù la parola del Padre disse:
    «Tu sei mio Figlio in eterno: io ti ho generato».


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, che ci hai fatto dono del tuo Figlio, volgi l’attenzione della tua pietà alla preghiera di chi ti supplica; suscita in noi desideri conformi al tuo volere e saremo sempre da te esauditi. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Nella gioia della nascita del tuo Figlio, ti presentiamo, o Dio, i nostri doni e la nostra offerta di lode; tu rendici puri con la partecipazione ai divini misteri e ascoltaci con benevolenza. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo Signore nostro. Nel mistero adorabile del Natale egli, Dio invisibile, visibilmente apparve nella nostra carne e, generato fuori del tempo, cominciò un’esistenza nel tempo per assumere in sé tutto il creato e sollevarlo dalla sua caduta; così rinnovò l’universo nel tuo disegno d’amore e ricondusse l’uomo smarrito al regno dei cieli. Per questo dono di salvezza, o Padre, uniti agli angeli e ai santi, inneggiamo alla tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Il Re dei cieli si è degnato di nascere da una vergine
    per richiamare al cielo l’uomo che si era perduto.
    La Parola di Dio si fece carne
    e venne ad abitare in mezzo a noi.


    ALLA COMUNIONE
    Ai figli di Israele Dio mandò la sua parola
    e annunciò la pace per mezzo di Cristo.
    Misericordia e fedeltà si sono incontrate,
    giustizia e pace si sono unite in lui.


    DOPO LA COMUNIONE
    O Dio di misericordia, la celebrazione della natività del Figlio tuo, che rinnoviamo con gioia, ci sia medicina prodigiosa di eterna salvezza. Per Cristo nostro Signore.

  7. #57
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    EPIFANIA DEL SIGNORE (solennità del Signore)
    Anno C

    Qualora, per gravi ragioni, risulti impossibile celebrare la Vigilia nella sua forma di solenne Liturgia vigiliare vespertina e ci si limiti alla sola celebrazione della Messa, quale Lettura veterotestamentaria si dovrà scegliere una tra le quattro letture vigiliari con il relativo Salmello. In luogo di quest’ultimo è altresì possibile utilizzare il Salmo previsto per la Messa del giorno.


    Liturgia vigiliare vespertina:


    SALUTO
    Il Signore sia con voi.
    E con il tuo spirito.


    RITO DELLA LUCE
    È in te, Signore, la fonte di vita,
    nella tua luce vediamo la luce.
    Conserva la tua grazia a chi ti riconosce,
    la tua misericordia a chi è retto di cuore.

    Non calpesti, Signore, il superbo
    né mi disperda la mano degli empi.
    Conserva la tua grazia a chi ti riconosce,
    la tua misericordia a chi è retto di cuore.

    È in te, Signore, la fonte di vita,
    nella tua luce vediamo la luce.
    Conserva la tua grazia a chi ti riconosce,
    la tua misericordia a chi è retto di cuore.


    INNO

    Testo originale latino

    Illúminans, altíssimus,
    micántium astrórum globos,
    pax, vita, lumen, véritas,
    Iesu, fave precántibus,

    Seu stella partum Vírginis
    cælo micans signáverit,
    et hoc adorátum die
    præsépe Magos dúxeris;

    Seu mýstico baptísmate
    fluénta Iordánis retro
    convérsa quondam tértio
    præsénte sacráris die;

    Vel hýdriis plenis aquæ
    vini sapórem infúderis;
    hausit miníster cónscius,
    quod ipse non impléverat.

    Aquas colorári videns,
    inebriáre flúmina
    eleménta mutáta stupet
    transíre in usus álteros.

    Sic quinque mílibus virum
    dum quinque panes dívidis,
    edéntium sub déntibus
    in ore créscebat cibus.

    Multiplicabátur magis
    dispendio panis suo;
    quis hæc videns mirábitur
    iuges meátus fóntium?

    Inter manus frangéntium
    panis rigátur prófluus;
    intácta, quæ non frégerant,
    fragménta subrépunt viris.

    Iesu, tibi sit glória,
    qui apparuísti géntibus,
    cum Patre et almo Spíritu
    in sempitérna sæcula. Amen.
    Traduzione ritmica

    Signor che i cieli illumini
    con astri fulgentissimi;
    Gesù, tu nostro gaudio,
    ascolta chi ti supplica.

    La nuova stella indica
    che nasci dalla Vergine:
    i Magi allora vengono
    ed umili ti adorano.

    Col mistico battesimo
    nel santo fiume biblico
    fai sacre l'onde limpide
    come i profeti scrissero.

    In ampie grandi anfore
    c'è solo acqua purissima:
    ma il servo consapevole
    ne versa vino amabile.

    Stupisce il fatto insolito
    che l'acque in vin si mutino:
    colore e gusto cambiano
    per mezzo del miracolo.

    Poi mentre si dividono
    i cinque pani miseri,
    quel cibo tu fai crescere
    per la gran folla d'uomini.

    Il pane si moltiplica
    perenni l 'acque scorrono:
    son grandi tuoi miracoli
    che noi vediamo attoniti.

    Quei nuovi pani sfamano
    l'intera moltitudine;
    e molti poi ne avanzano
    che intatti si raccolgono.

    A te, Gesù, sia gloria,
    che sei apparso ai popoli,
    col Padre e il Santo Spirito
    negli infiniti secoli. Amen.
    Versione italiana cantabile

    Nei limpidi cieli infiniti
    accendi a miriadi le stelle:
    o luce e fonte di pace,
    ascolta, Gesù, chi ti implora.

    Un astro fulgente rivela
    il parto di Vergine Madre
    e guida i Magi a prostrarsi
    nell’umile casa di Betlem.

    Il rito del tuo battesimo
    consacra il fiume Giordano,
    che lungo la storia tre volte
    sospinse a ritroso i suoi flutti.

    È giorno di nozze a Cana:
    per tuo sorprendente miracolo
    il servo dell’iride ricolme
    attinge il vino e stupisce.

    Ebbrezza tu doni agli sposi,
    letizia al banchetto festoso:
    col primo tuo segno di grazia
    annunci l’amore che salva.

    Moltiplichi il pane alla folla,
    stupita da un grande mistero:
    accresci per tutti quel cibo
    che un dono infinito rivela.

    A te, o Gesù, sia gloria
    che ai popoli Dio ti sveli
    col Padre e lo Spirito santo
    nel tempo e nei secoli eterni. Amen.
    Traduzione

    Tu nella tersa infinità dei cieli
    accendi le miriadi di stelle:
    o Gesù, pace, vita, luce vera,
    ascolta chi ti implora!

    Oggi fulgente un astro ci rivela
    il parto verginale
    e guida i Magi a prostrarsi
    all’umiltà del presepio.

    Il rito mistico del tuo battesimo
    oggi consacra il corso del Giordano,
    che nell’antica storia tre volte
    sospinse a ritroso i suoi flutti.

    Oggi al banchetto nuziale di Cana
    per sorprendente miracolo
    il servo dall’idrie ricolme
    attinge vino squisito e stupisce

    che l’acqua s’invermigli,
    donino ebbrezza le fonti,
    l’onda muti natura
    e di nuova virtù lieta s’adorni.

    Con uguale stupore i cinquemila
    di cinque soli pani si saziano:
    sotto l’avido dente
    sempre si accresce il cibo.

    Di là di quanto le bocche divorano
    il nutrimento arcano si moltiplica:
    chi della fresca e nitida sorgente
    più meraviglia il perenne prodigio?

    Copioso il pane tra le dita scorre;
    ed altri tozzi ancora,
    che mano d’uomo non ebbe spezzato,
    nei canestri rampollano.

    A te, Cristo, sia gloria,
    o Luce delle genti,
    con il Padre e lo Spirito
    negli infiniti secoli. Amen.



    RESPONSORIO
    Turbato, Erode interrogava i Magi:
    «Quale segno vedeste del neonato Re?».
    «Abbiamo visto una nascente stella,
    ad adorarlo siamo venuti». Alleluia.

    Dall’Oriente giunsero i Magi
    e domandavano a Gerusalemme:
    «Dov’è il Re dei Giudei?
    Abbiamo visto una nascente stella,
    ad adorarlo siamo venuti». Alleluia.


    I LETTURA
    Lettura del libro dei Numeri (24, 15-25a)
    La profezia di Balaam sulla stella che sorgerà da Giacobbe.

    In quei giorni. Balaam pronunciò il suo poema e disse:
    «Oracolo di Balaam, figlio di Beor,
    oracolo dell’uomo dall’occhio penetrante,
    oracolo di chi ode le parole di Dio
    e conosce la scienza dell’Altissimo,
    di chi vede la visione dell’Onnipotente,
    cade e gli è tolto il velo dagli occhi.
    Io lo vedo, ma non ora,
    io lo contemplo, ma non da vicino:
    una stella spunta da Giacobbe
    e uno scettro sorge da Israele,
    spacca le tempie di Moab
    e il cranio di tutti i figli di Set;
    Edom diverrà sua conquista
    e diverrà sua conquista Seir, suo nemico,
    mentre Israele compirà prodezze.
    Uno di Giacobbe dominerà e farà perire gli scampati dalla città».
    Poi vide Amalèk, pronunciò il suo poema e disse:
    «Amalèk è la prima delle nazioni,
    ma il suo avvenire sarà la rovina».
    Poi vide i Keniti, pronunciò il suo poema e disse:
    «Sicura è la tua dimora, o Caino,
    e il tuo nido è aggrappato alla roccia.
    Ma sarà dato all’incendio,
    finché Assur non ti deporterà in prigionia».
    Pronunciò ancora il suo poema e disse:
    «Ahimè! Chi vivrà,
    dopo che Dio avrà compiuto queste cose?
    Verranno navi dalla parte dei Chittìm
    e piegheranno Assur e piegheranno Eber,
    ma anch’egli andrà in perdizione».
    Poi Balaam si alzò e tornò nella sua terra.

    Parola di Dio


    SALMELLO
    Il Signore del cielo così viene onorato!
    È posto nella stalla colui che regge il mondo.
    Sta nella mangiatoia chi dalle nubi regna.

    Come avevamo udito, così abbiamo visto
    nella città di Dio.
    Sta nella mangiatoia chi dalle nubi regna.


    ORAZIONE
    Dio, che benevolmente illumini tutte le genti, dona al tuo popolo di godere pace sicura e infondi nei nostri cuori la fulgida luce che è brillata alle menti dei Magi. Per Cristo nostro Signore.


    II LETTURA
    Lettura del profeta Isaia (49, 8-13)
    Ti ho posto come alleanza per il popolo. Vengono da mezzogiorno e da occidente.

    In quei giorni. Così dice il Signore:
    «Al tempo della benevolenza ti ho risposto,
    nel giorno della salvezza ti ho aiutato.
    Ti ho formato e ti ho stabilito
    come alleanza del popolo,
    per far risorgere la terra,
    per farti rioccupare l’eredità devastata,
    per dire ai prigionieri: “Uscite”,
    e a quelli che sono nelle tenebre: “Venite fuori”.
    Essi pascoleranno lungo tutte le strade,
    e su ogni altura troveranno pascoli.
    Non avranno né fame né sete
    e non li coprirà né l’arsura né il sole,
    perché colui che ha misericordia di loro li guiderà,
    li condurrà alle sorgenti d’acqua.
    Io trasformerò i miei monti in strade
    e le mie vie saranno elevate.
    Ecco, questi vengono da lontano,
    ed ecco, quelli vengono da settentrione e da occidente
    e altri dalla regione di Sinìm».
    Giubilate, o cieli,
    rallégrati, o terra,
    gridate di gioia, o monti,
    perché il Signore consola il suo popolo
    e ha misericordia dei suoi poveri.

    Parola di Dio


    SALMELLO
    Tutti verranno da Saba,
    portando oro e incenso
    e proclamando la gloria del Signore.

    Tutti costoro si sono radunati,
    vengono a te da lontano,
    portando oro e incenso
    e proclamando la gloria del Signore.


    ORAZIONE
    Nell’odierna celebrazione che attesta e proclama la ricchezza ineffabile dei tuoi doni, guarda, Vita e Luce dei credenti, la nostra interiore devozione e concedi ai nostri giorni la tua pace. Per Cristo nostro Signore.


    III LETTURA
    Lettura del secondo libro dei Re (2, 1-12b)
    Elia al Giordano, rapito in un turbine nel cielo.

    In quei giorni. Quando il Signore stava per far salire al cielo in un turbine Elia, questi partì da Gàlgala con Eliseo. Elia disse a Eliseo: «Rimani qui, perché il Signore mi manda fino a Betel!». Eliseo rispose: «Per la vita del Signore e per la tua stessa vita, non ti lascerò». Scesero a Betel. I figli dei profeti che erano a Betel andarono incontro a Eliseo e gli dissero: «Non sai tu che oggi il Signore porterà via il tuo signore al di sopra della tua testa?». Ed egli rispose: «Lo so anch’io; tacete!». Elia gli disse: «Eliseo, rimani qui, perché il Signore mi manda a Gerico». Egli rispose: «Per la vita del Signore e per la tua stessa vita, non ti lascerò»; e andarono a Gerico. I figli dei profeti che erano a Gerico si avvicinarono a Eliseo e gli dissero: «Non sai tu che oggi il Signore porterà via il tuo signore al di sopra della tua testa?». Rispose: «Lo so anch’io; tacete!». Elia gli disse: «Rimani qui, perché il Signore mi manda al Giordano». Egli rispose: «Per la vita del Signore e per la tua stessa vita, non ti lascerò». E procedettero insieme.
    Cinquanta uomini, tra i figli dei profeti, li seguirono e si fermarono di fronte, a distanza; loro due si fermarono al Giordano. Elia prese il suo mantello, l’arrotolò e percosse le acque, che si divisero di qua e di là; loro due passarono sull’asciutto. Appena furono passati, Elia disse a Eliseo: «Domanda che cosa io debba fare per te, prima che sia portato via da te». Eliseo rispose: «Due terzi del tuo spirito siano in me». Egli soggiunse: «Tu pretendi una cosa difficile! Sia per te così, se mi vedrai quando sarò portato via da te; altrimenti non avverrà». Mentre continuavano a camminare conversando, ecco un carro di fuoco e cavalli di fuoco si interporsero fra loro due. Elia salì nel turbine verso il cielo. Eliseo guardava e gridava: «Padre mio, padre mio, carro d’Israele e suoi destrieri!». E non lo vide più.

    Parola di Dio


    SALMELLO
    Vedemmo la sua gloria, gloria dell’Unigenito,
    poiché il Verbo si fece carne
    e venne ad abitare in mezzo a noi.

    Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto,
    poiché il Verbo si fece carne
    e venne ad abitare in mezzo a noi.


    ORAZIONE
    O Dio vivo e vero, che hai svelato l’incarnazione del tuo Verbo con l’apparizione di una stella e hai condotto i Magi ad adorarlo e a portargli generosi doni, fa’ che la stella della giustizia non tramonti nel cielo delle nostre anime, e il tesoro da offrirti consista nella testimonianza della vita. Per Cristo nostro Signore.


    IV LETTURA
    Lettura del secondo libro dei Re (6, 1-7)
    Il simbolo battesimale della scure di Eliseo nel Giordano.

    In quei giorni. I figli dei profeti dissero a Eliseo: «Ecco, l’ambiente in cui abitiamo presso di te è troppo stretto per noi. Andiamo fino al Giordano, prendiamo lì una trave ciascuno e costruiamoci lì un locale dove abitare». Egli rispose: «Andate!». Uno disse: «Dégnati di venire anche tu con i tuoi servi». Egli rispose: «Verrò». E andò con loro. Giunti al Giordano, cominciarono a tagliare gli alberi. Ora, mentre uno abbatteva un tronco, il ferro della scure gli cadde nell’acqua. Egli gridò: «Oh, mio signore! Era stato preso in prestito!». L’uomo di Dio domandò: «Dov’è caduto?». Gli mostrò il posto. Eliseo allora tagliò un legno e lo gettò in quel punto e il ferro venne a galla. Disse: «Tiràtelo su!». Quello stese la mano e lo prese.

    Parola di Dio


    SALMELLO
    Benedetto il Signore, Dio di Israele:
    egli solo compie prodigi.
    E benedetto il suo nome glorioso per sempre.

    Dio, da’ al re il tuo giudizio,
    al figlio del re la tua giustizia.
    E benedetto il suo nome glorioso per sempre.


    ORAZIONE
    Dio, luce del mondo e amico degli uomini, non hai abbandonato il genere umano alla rovina della sua colpa, ma hai mandato a salvarci il tuo stesso Figlio; aiutaci a conservare con vigile cuore l’innocenza ridonataci nel battesimo e fa’ che manifestiamo in una condotta irreprensibile lo splendore della vita rinnovata. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    Segue la Messa della vigilia con l’EPISTOLA, il CANTO AL VANGELO e il VANGELO. Dopo il Vangelo tutto prosegue come di solito fino alla Comunione. Dopo la Comunione si canta il Magnificat con la relativa antifona e i tre Kyrie finali.



    ANTIFONA
    Una stella spunta da Giacobbe *
    e uno scettro sorge da Israele.


    CANTICO DELLA BEATA VERGINE MARIA
    L'anima mia *
    magnifica il Signore

    e il mio spirito esulta *
    in Dio, mio salvatore,

    perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *
    D'ora in poi tutte le generazioni
    mi chiameranno beata.

    Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
    e Santo è il suo nome:

    di generazione in generazione la sua misericordia *
    si stende su quelli che lo temono.

    Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
    ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

    ha rovesciato i potenti dai troni, *
    ha innalzato gli umili;

    ha ricolmato di beni gli affamati, *
    ha rimandato i ricchi a mani vuote.

    Ha soccorso Israele, suo servo, *
    ricordandosi della sua misericordia,

    come aveva promesso ai nostri padri, *
    ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

    Gloria.

    L'anima mia magnifica il Signore.

    Alla fine, ripetuta l’antifona si aggiungono i tre Kyrie eleison. La celebrazione si conclude con l’orazione dopo la comunione e la benedizione, prima della quale si potranno dare eventuali avvisi.


    Messa della vigilia:


    ALL’ INGRESSO
    Quando il Signore venne
    dissipò le tenebre e illuminò la notte;
    dove non c’era luce, sfolgorò il suo splendore,
    e rifulse la stella del mattino.


    Si dice il
    Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio vivo e vero, che hai svelato l’incarnazione del tuo Verbo con l’apparizione di una stella e hai condotto i Magi ad adorarlo e a portargli generosi doni, fa’ che la stella della giustizia non tramonti nel cielo delle nostre anime, e il tesoro da offrirti consista nella testimonianza della vita. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA: a scelta una delle quattro della celebrazione vigiliare


    SALMO: quello seguente alla Lettura scelta, oppure il Salmo della Messa nel giorno



    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo a Tito (3, 3-7)
    Quando si sono manifestati la bontà di Dio e il suo amore per gli uomini, ci ha salvati mediante un lavacro di rigenerazione.

    Carissimo, noi un tempo eravamo insensati, disobbedienti, corrotti, schiavi di ogni sorta di passioni e di piaceri, vivendo nella malvagità e nell’invidia, odiosi e odiandoci a vicenda.
    Ma quando apparvero la bontà di Dio, salvatore nostro,
    e il suo amore per gli uomini,
    egli ci ha salvati,
    non per opere giuste da noi compiute,
    ma per la sua misericordia,
    con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo,
    che Dio ha effuso su di noi in abbondanza
    per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro,
    affinché, giustificati per la sua grazia,
    diventassimo, nella speranza, eredi della vita eterna.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Si aprirono i cieli e la voce del Padre disse:
    Questi è il mio Figlio, l’amato: ascoltatelo.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Giovanni (1, 29a. 30-34)
    L’uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo.

    In quel tempo. Giovanni, vedendo il Signore Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
    Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

    Parola del Signore.


    ANNUNCIO DELLA PASQUA
    «Si annuncia alla vostra carità, sorelle e fratelli carissimi, che, permettendo la misericordia di Dio e del Signore nostro Gesù Cristo, il giorno 17 del mese di aprile celebreremo con gioia la Pasqua del Signore».


    DOPO IL VANGELO
    Nato Gesù a Betlemme di Giudea,
    alcuni magi vennero da Oriente
    a Gerusalemme e domandavano:
    «Dov’è il re dei Giudei che è nato?
    Abbiamo visto la sua stella
    e siamo venuti per adorarlo».


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Ascolta, o Dio, la nostra voce implorante e fa’ risplendere la luce della tua verità sul popolo che ti sei scelto radunandolo da tutte le genti. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Guarda benignamente, o Dio, il sacrificio della tua Chiesa che invece di oro, incenso e mirra ti offre l’adorazione di un cuore sincero significata da questi antichi doni. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, renderti grazie, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Oggi in Cristo, luce del mondo, tu hai rivelato ai popoli l’ineffabile mistero della salvezza e in lui, apparso nella nostra carne mortale, ci hai rinnovato nella manifestazione della sua gloria divina. Per questo tuo dono ci uniamo agli angeli e ai santi per cantare gioiosi l’inno della tua lode: Santo, santo, santo…


    Se si usa la Preghiera Eucaristica I, si dice il
    Communicantes (In comunione) proprio.
    Nelle Preghiere Eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio.



    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Da te sgorga la sorgente della vita;
    nella tua luce, Signore, vediamo la luce.


    ALLA COMUNIONE
    Ecco: viene il Signore e dà inizio al mondo nuovo,
    come un tempo aperse una via nel deserto
    e dissetò il suo popolo.
    Dove non c’erano acque
    scaturirono dalla pietra fiumi di vita.


    DOPO LA COMUNIONE
    Dio misericordioso, possa lo sguardo del nostro cuore, purificato da questa celebrazione, penetrare più a fondo nei misteri che ci sono stati rivelati dalla luce di Cristo, che vive e regna nei secoli dei secoli.

  8. #58
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    EPIFANIA DEL SIGNORE (solennità del Signore)
    Anno C


    ALL’ INGRESSO
    La città celeste non è illuminata né da sole né da luna,
    ma le dà luce la gloria di Dio.
    Al suo splendore cammineranno le nazioni,
    e verranno i re della terra a portare i loro tesori.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Oggi, o Dio di misericordia, con la venuta dei Magi, primizia delle genti lontane, i popoli tutti hai chiamato a salvezza e con lo splendore di una stella hai rivelato a noi la tua gloria; fa’ che questa nuova e stupenda luce dal cielo irraggi sempre nei cuori. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del profeta Isaia (60, 1-6)
    Alzati, viene la tua luce; verranno da Saba portando oro e incenso.

    In quei giorni. Isaia disse: «Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce,
    la gloria del Signore brilla sopra di te.
    Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra,
    nebbia fitta avvolge i popoli;
    ma su di te risplende il Signore,
    la sua gloria appare su di te.
    Cammineranno le genti alla tua luce,
    i re allo splendore del tuo sorgere.
    Alza gli occhi intorno e guarda:
    tutti costoro si sono radunati, vengono a te.
    I tuoi figli vengono da lontano,
    le tue figlie sono portate in braccio.
    Allora guarderai e sarai raggiante,
    palpiterà e si dilaterà il tuo cuore,
    perché l’abbondanza del mare si riverserà su di te,
    verrà a te la ricchezza delle genti.
    Uno stuolo di cammelli ti invaderà,
    dromedari di Madian e di Efa,
    tutti verranno da Saba, portando oro e incenso
    e proclamando le glorie del Signore».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 71(72)

    R. Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.

    O Dio, affida al re il tuo diritto,
    al figlio di re la tua giustizia;
    egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
    e i tuoi poveri secondo il diritto. R.

    Nei suoi giorni fiorisca il giusto
    e abbondi la pace,
    finché non si spenga la luna.
    E dòmini da mare a mare,
    dal fiume sino ai confini della terra. R.

    I re di Tarsis e delle isole portino tributi,
    i re di Saba e di Seba offrano doni.
    Tutti i re si prostrino a lui,
    lo servano tutte le genti. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo a Tito (2, 11 – 3, 2)
    È apparsa la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini.

    Carissimo, è apparsa infatti la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo. Egli ha dato sé stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formare per sé un popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone.
    Questo devi insegnare, raccomandare e rimproverare con tutta autorità. Nessuno ti disprezzi!
    Ricorda loro di essere sottomessi alle autorità che governano, di obbedire, di essere pronti per ogni opera buona; di non parlare male di nessuno, di evitare le liti, di essere mansueti, mostrando ogni mitezza verso tutti gli uomini.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Abbiamo visto la sua stella in oriente
    e siamo venuti per adorare il Signore.
    Alleluia.


    PRIMA DEL VANGELO
    A Betlemme di Giudea è nato il Salvatore;
    Erode si turba, il mondo è felice.
    Giovanni proclama sul Giordano:
    «Colui che mi segue, esiste prima di me».


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Matteo (2, 1-12)
    La venuta dei Magi da oriente con oro, incenso e mirra.

    In quel tempo. Nato il Signore Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:
    E tu, Betlemme, terra di Giuda,
    non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda:
    da te infatti uscirà un capo
    che sarà il pastore del mio popolo, Israele».
    Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
    Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

    Parola del Signore.


    ANNUNCIO DELLA PASQUA
    «Si annuncia alla vostra carità, sorelle e fratelli carissimi, che, permettendo la misericordia di Dio e del Signore nostro Gesù Cristo, il giorno 17 del mese di aprile celebreremo con gioia la Pasqua del Signore».


    DOPO IL VANGELO
    Nato Gesù a Betlemme di Giudea,
    alcuni magi vennero da Oriente
    a Gerusalemme e domandavano:
    «Dov’è il re dei Giudei che è nato?
    Abbiamo visto la sua stella e siamo venuti per adorarlo».


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Oggi hai svelato, Padre, alle genti convocate dalla luce di una stella il tuo Figlio unigenito; ora che già ti abbiamo conosciuto nella fede, guidaci tu benignamente alla contemplazione aperta della tua sovrana bellezza. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    La festa di oggi ci invita a contemplare, o Dio, il mistero della tua condiscendenza; accogli con bontà il sacrificio di lode che ti offriamo celebrando gli inizi della nostra vocazione alla salvezza e la manifestazione al mondo di Cristo Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Cominciando dalla sua nascita prodigiosa il tuo Verbo rivela al mondo la tua potenza divina con segni molteplici: la stella guida dei Magi, l’acqua mutata nel vino e al battesimo del Giordano la proclamazione del Figlio di Dio. Da queste chiare manifestazioni salvifiche fulgidamente è apparsa ai nostri occhi la tua volontà di donarti nel tuo Figlio amatissimo. Egli è la via che conduce alla gioia perenne, la verità che ci immerge nella luce divina, la fonte inesauribile della vita vera. Per la crescente rivelazione della tua gloria, ci uniamo felici agli angeli e ai santi nell’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    Se si usa la Preghiera Eucaristica I, si dice il
    Communicantes (In comunione) proprio.
    Nelle Preghiere Eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio.



    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Ecco il giorno splendido
    in cui il Salvatore del mondo si è rivelato;
    i profeti lo annunziarono
    e gli angeli lo adorarono cantando.
    Vedendo la sua stella
    i Magi furono pieni di grande gioia
    e accorsero con i loro doni.


    ALLA COMUNIONE
    Oggi la Chiesa si unisce al celeste suo sposo
    che laverà i suoi peccati
    nell’acqua del Giordano.
    Coi loro doni accorrono i Magi
    alle nozze del Figlio del Re,
    e il convito si allieta di un vino mirabile.
    Nei nostri cuori risuona la voce del Padre
    che rivela a Giovanni il Salvatore:
    «Questi è il Figlio che amo:
    ascoltate la sua parola».


    DOPO LA COMUNIONE
    La tua luce dall’alto, o Dio, ci guidi in ogni passo della vita e ci doni di penetrare con sguardo puro e con cuore libero il mistero cui ci hai reso partecipi. Per Cristo nostro Signore.

  9. #59
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    Venerdì dopo l'Epifania
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    Rendiamo grazie al Signore:
    l’uomo è caduto e Dio si è chinato;
    l’uomo è caduto nella rovina,
    e Dio si è chinato nella misericordia;
    l’uomo è caduto per la sua superbia,
    e Dio è venuto tra noi con la sua grazia.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Illumina il tuo popolo, o Dio santo, e accendi i nostri cuori alla splendida fiamma della tua grazia perché la nascita del Salvatore del mondo, rivelataci dal chiarore di una stella, ravvivi negli animi nostri la gioia. Per Gesù Cristo, tu Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del Cantico dei Cantici (1, 1; 3, 6-11)
    Cantico dei Cantici di Salomone: il corteo dello sposo.

    Cantico dei Cantici, di Salomone.
    Chi sta salendo dal deserto
    come una colonna di fumo,
    esalando profumo di mirra e d’incenso
    e d’ogni polvere di mercanti?
    Ecco, la lettiga di Salomone:
    sessanta uomini prodi le stanno intorno,
    tra i più valorosi d’Israele.
    Tutti sanno maneggiare la spada,
    esperti nella guerra;
    ognuno porta la spada al fianco
    contro il terrore della notte.
    Un baldacchino si è fatto il re Salomone
    con legno del Libano.
    Le sue colonne le ha fatte d’argento,
    d’oro la sua spalliera;
    il suo seggio è di porpora,
    il suo interno è un ricamo d’amore
    delle figlie di Gerusalemme.
    Uscite, figlie di Sion,
    guardate il re Salomone
    con la corona di cui lo cinse sua madre
    nel giorno delle sue nozze,
    giorno di letizia del suo cuore.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 44(45)

    R. Tu sei il più bello tra i figli dell’uomo, o Figlio di Davide.

    Liete parole mi sgorgano dal cuore:
    io proclamo al re il mio poema,
    la mia lingua è come stilo di scriba veloce. R.

    Tu sei il più bello tra i figli dell’uomo,
    sulle tue labbra è diffusa la grazia,
    perciò Dio ti ha benedetto per sempre. R.

    O prode, cingiti al fianco la spada, tua gloria e tuo vanto,
    e avanza trionfante.
    Cavalca per la causa della verità,
    della mitezza e della giustizia. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Ecco lo sposo! Andiamogli incontro!
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (12, 34-44)
    Il ritorno del Signore dalle nozze.

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.
    Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro! Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
    Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?». Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Il popolo che era nelle tenebre vide una grande luce;
    chi abitava il paese dell’ombra mortale
    fu illuminato dallo splendore della vita.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Alla tua Chiesa, o Dio vivo e vero, conserva inviolata la fede, e poiché crede e proclama che il tuo Unigenito, vivente con te nella gloria eterna, assunse dalla Vergine il nostro corpo mortale, preservala dalle insidie del cammino terrestre e guidala alla gioia senza fine. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Ti offriamo, o Dio, i doni della tua generosità e ti chiediamo di raccoglierci in unità attorno alla tua mensa e di farci vivere in comunione fraterna. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, Dio onnipotente ed eterno, esaltarti per il tuo disegno di grazia. Oggi veramente su noi rifulge la luce del nostro Salvatore e ci ridona il possesso della vita perduta. Il suo splendore ci guida nel cammino oscuro dell’esistenza fino alla contemplazione svelata della tua gloria infinita. Confortati da questa speranza, uniti agli angeli e ai santi, tutti insieme inneggiamo: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Il Re dei cieli si è degnato di nascere da una vergine
    per richiamare al cielo l’uomo che si era perduto.
    La Parola di Dio si fece carne
    e venne ad abitare in mezzo a noi.


    ALLA COMUNIONE
    Ai figli di Israele Dio mandò la sua parola
    e annunciò la pace per mezzo di Cristo.
    Misericordia e fedeltà si sono incontrate,
    giustizia e pace si sono unite in lui.


    DOPO LA COMUNIONE
    Portiamo nel nostro cuore, o Dio eterno, il tuo dono santo; la sua grazia purifichi la nostra coscienza e rinvigorisca in noi l’attesa del regno. Per Cristo nostro Signore.



    oppure:


    San Raimondo di Penafort, sacerdote (memoria facoltativa)

    Messa dal comune dei pastori (per un presbitero)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che in san Raimondo, sacerdote pieno di bontà verso i peccatori, hai dato alla tua Chiesa un modello di vita evangelica, fa’ che per la sua intercessione, sciolti dalla schiavitù del peccato, possiamo servirti con libertà di figli. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

  10. #60
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    Sabato dopo l'Epifania
    Anno II


    ALL’ INGRESSO
    La grandezza di Dio si è rivelata,
    la sua potenza è apparsa nella Vergine
    perché l’Eccelso volle nascere umile,
    mostrando nell’umiliazione la sua maestà.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Donaci, o padre, l’esperienza viva del Signore Gesù che si è rivelato alla silenziosa meditazione dei Magi e all’adorazione di tutte le genti; e fa’ che tutti gli uomini trovino verità e salvezza nell’incontro illuminante con lui, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del Cantico dei Cantici (4, 7-15. 16e-f)
    Vieni con me dal Libano, o sposa.


    Tutta bella sei tu, amata mia,
    e in te non vi è difetto.
    Vieni dal Libano, o sposa,
    vieni dal Libano, vieni!
    Scendi dalla vetta dell'Amana,
    dalla cima del Senir e dell'Ermon,
    dalle spelonche dei leoni,
    dai monti dei leopardi.
    Tu mi hai rapito il cuore,
    sorella mia, mia sposa,
    tu mi hai rapito il cuore
    con un solo tuo sguardo,
    con una perla sola della tua collana!
    Quanto è soave il tuo amore,
    sorella mia, mia sposa,
    quanto più inebriante del vino è il tuo amore,
    e il profumo dei tuoi unguenti, più di ogni balsamo.
    Le tue labbra stillano nettare, o sposa,
    c'è miele e latte sotto la tua lingua
    e il profumo delle tue vesti è come quello del Libano.
    Giardino chiuso tu sei,
    sorella mia, mia sposa,
    sorgente chiusa, fontana sigillata.
    I tuoi germogli sono un paradiso di melagrane,
    con i frutti più squisiti,
    alberi di cipro e nardo,
    nardo e zafferano, cannella e cinnamòmo,
    con ogni specie di alberi d'incenso,
    mirra e àloe,
    con tutti gli aromi migliori.
    Fontana che irrora i giardini,
    pozzo d'acque vive
    che sgorgano dal Libano.
    Venga l’amato mio nel suo giardino
    e ne mangi i frutti squisiti.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 44(45)

    R. Tu sei la più bella fra le donne.

    Il re è invaghito della tua bellezza.
    È lui il tuo signore: rendigli omaggio. R.

    Entra la figlia del re: è tutta splendore,
    tessuto d’oro è il suo vestito.
    È condotta al re in broccati preziosi. R.

    Dietro a lei le vergini, sue compagne,
    a te sono presentate;
    condotte in gioia ed esultanza,
    sono presentate nel palazzo del re. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini (5, 21-27)
    Cristo, sposo della Chiesa.

    Fratelli, nel timore di Cristo, siate sottomessi gli uni agli altri: le mogli lo siano ai loro mariti, come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, così come Cristo è capo della Chiesa, lui che è salvatore del corpo. E come la Chiesa è sottomessa a Cristo, così anche le moglie lo siano ai loro mariti in tutto.
    E voi, mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la Chiesa e ha dato sé stesso per lei, per renderla santa, purificandola con il lavacro dell’acqua mediante la parola, e per presentare a sé stesso la Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Io vi ho promessi a un unico sposo,
    pre presentarvi a Cristo come vergine casta.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Matteo (5, 31-32)
    L’unione indissolubile degli sposi.


    In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Fu detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Gioite, fedeli! È venuto nel mondo il Salvatore.
    Oggi un figlio mirabile è nato,
    e rifulge l’onore della Vergine madre.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    La tua benedizione, o Dio pietoso, discenda sul popolo dei credenti e gli doni piena salvezza; così la nostra dedizione a te sarà gradita e ci conforterà la certezza della tua benevolenza. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Infondi in noi benignamente, o Dio, il dono del tuo amore paterno; concedi la tua grazia per queste semplici offerte e sazia la nostra fame al tuo convito. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta, esaltarti, Padre santo, che dai secoli eterni ci hai promesso la vita e ora ne hai rivelato il dono sublime nella luce del Salvatore. Per questo mistero di grazia, uniti agli angeli e ai santi, tutti insieme inneggiamo alla tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Venite e vedete a Betlemme il Re della gloria.
    Una vergine tenne nel grembo
    colui che è più grande dei cieli!
    Venite, esultiamo, o popoli:
    per gli uomini è nato un salvatore.
    Gloria a te, Signore! Alleluia!


    ALLA COMUNIONE
    Tutte le genti da te create
    verranno e ti adoreranno, Signore,
    glorificando il tuo nome
    poiché tu sei grande e compi prodigi,
    tu sei l’unico Dio.
    Rivelami, Signore, la tua strada
    e conoscerò la tua verità;
    rendi puro il mio cuore e temerò il tuo nome.


    DOPO LA COMUNIONE
    Ricevi la nostra riconoscenza, o Padre, che ci hai voluto commensali al tuo convito di grazia, e lo Spirito Santo, che accese nel grembo inviolato della Vergine la vita umana del tuo Unigenito, ci raduni e ci inserisca nel corpo vivo della tua Chiesa. Per Cristo nostro Signore

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