Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Testi liturgici della Messa in Rito Ambrosiano (2021-2022)

  1. #221
    Cronista di CR L'avatar di Cantore Inveruno
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    NATIVITÀ DI SAN GIOVANNI BATTISTA (solennità)
    Anno C


    ALL’ INGRESSO

    Venne un uomo mandato da Dio,
    e il suo nome era Giovanni.
    Venne come testimone
    per rendere testimonianza alla luce
    e preparare al Signore un popolo ben disposto.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, che hai mandato san Giovanni Battista a preparare la via al tuo Figlio unigenito, allieta la tua Chiesa con l’abbondanza dei doni dello Spirito e guidala sul cammino della salvezza e della pace incontro a Cristo Signore, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA

    Lettura del profeta Geremia (1, 4-19)
    Prima di formarti nel grembo materno, ti ho stabilito profeta.

    In quei giorni. Mi fu rivolta questa parola del Signore:
    «Prima di formarti nel grembo materno, ti ho conosciuto,
    prima che tu uscissi alla luce, ti ho consacrato;
    ti ho stabilito profeta delle nazioni».
    Risposi: «Ahimè, Signore Dio!
    Ecco, io non so parlare, perché sono giovane».
    Ma il Signore mi disse: «Non dire: “Sono giovane”.
    Tu andrai da tutti coloro a cui ti manderò
    e dirai tutto quello che io ti ordinerò.
    Non aver paura di fronte a loro,
    perché io sono con te per proteggerti».
    Oracolo del Signore.
    Il Signore stese la mano
    e mi toccò la bocca,
    e il Signore mi disse:
    «Ecco, io metto le mie parole sulla tua bocca.
    Vedi, oggi ti do autorità
    sopra le nazioni e sopra i regni
    per sradicare e demolire,
    per distruggere e abbattere,
    per edificare e piantare».
    Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Che cosa vedi, Geremia?». Risposi: «Vedo un ramo di mandorlo». Il Signore soggiunse: «Hai visto bene, poiché io vigilo sulla mia parola per realizzarla».
    Mi fu rivolta di nuovo questa parola del Signore: «Che cosa vedi?». Risposi: «Vedo una pentola bollente, la cui bocca è inclinata da settentrione». Il Signore mi disse:
    «Dal settentrione dilagherà la sventura
    su tutti gli abitanti della terra.
    Poiché, ecco, io sto per chiamare
    tutti i regni del settentrione.
    Oracolo del Signore.
    Essi verranno
    e ognuno porrà il proprio trono
    alle porte di Gerusalemme,
    contro le sue mura, tutt’intorno,
    e contro tutte le città di Giuda.
    Allora pronuncerò i miei giudizi contro di loro,
    per tutta la loro malvagità,
    poiché hanno abbandonato me
    e hanno sacrificato ad altri dèi
    e adorato idoli fatti con le proprie mani.
    Tu, dunque, stringi la veste ai fianchi,
    àlzati e di’ loro tutto ciò che ti ordinerò;
    non spaventarti di fronte a loro,
    altrimenti sarò io a farti paura davanti a loro.
    Ed ecco, oggi io faccio di te
    come una città fortificata,
    una colonna di ferro
    e un muro di bronzo
    contro tutto il paese,
    contro i re di Giuda e i suoi capi,
    contro i suoi sacerdoti e il popolo del paese.
    Ti faranno guerra, ma non ti vinceranno,
    perché io sono con te per salvarti».
    Oracolo del Signore.

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 70(71)

    R. La mia lingua, Signore, proclamerà la tua giustizia.


    In te, Signore, mi sono rifugiato.
    Sii tu la mia roccia,
    una dimora sempre accessibile.
    Mio Dio, liberami dalle mani del malvagio. R.

    Sei tu, mio Signore, la mia speranza,
    la mia fiducia, Singore, fin dalla mia giovinezza.
    Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno,
    dal seno di mia madre sei tu il mio sostegno. R.

    La mia bocca racconterà la tua giustizia,
    ogni giorno la tua salvezza.
    Fin dalla giovinezza, o Dio, mi hai istruito
    e oggi ancora proclamo le tue meraviglie. R.


    EPISTOLA

    Lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati (1, 11-19)
    Dio mi scelse fin dal seno di mia madre e si compiacque di rivelare in me il Figlio suo perché lo annunciassi.

    Vi dichiaro, fratelli, che il Vangelo da me annunciato non segue un modello umano; infatti io non l’ho ricevuto né l’ho imparato da uomini, ma per rivelazione di Gesù Cristo. Voi avete certamente sentito parlare della mia condotta di un tempo nel giudaismo: perseguitavo ferocemente la Chiesa di Dio e la devastavo, superando nel giudaismo la maggior parte dei miei coetanei e connazionali, accanito com’ero nel sostenere le tradizioni dei padri. Ma quando Dio, che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua grazia, si compiacque di rivelare in me il Figlio suo perché lo annunciassi in mezzo alle genti, subito, senza chiedere consiglio a nessuno, senza andare a Gerusalemme da coloro che erano apostoli prima di me, mi recai in Arabia e poi ritornai a Damasco.
    In seguito, tre anni dopo, salii a Gerusalemme per andare a conoscere Cefa e rimasi presso di lui quindici giorni; degli apostoli non vidi nessun altro, se non Giacomo, il fratello del Signore.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Fra i nati da donna
    Non è sorto alcuno più grande di Giovanni Battista:
    il più grande tra i Profeti, inferiore solo agli Angeli.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del vangelo secondo Luca (1, 57-68)
    Giovanni è il suo nome.

    In quel tempo. Per Elisabetta intanto si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.
    Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccaria. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.
    Zaccaria, suo padre, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo:
    «Benedetto il Signore, Dio d’Israele».
    perché ha visitato e redento il suo popolo

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    «Ecco, invierò il profeta Elia – dice il Signore –
    perché rivolga il cuore dei padri verso i figli
    e il cuore dei figli verso i padri».


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Donaci, Dio onnipotente, di seguire senza incertezze la via della giustizia, indicata dalla voce chiara e forte di san Giovanni Battista. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI

    Accogli, o Padre, i nostri doni nel solenne ricordo della nascita del precursore Giovanni, che annunziò la venuta e indicò la presenza di Cristo Signore e Salvatore del mondo, che vive e regna nei secoli dei secoli.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta venerarti, o Padre santo, in questo giorno di festa, illuminato dalla nascita di san Giovanni Battista. Prima che fosse concepito, tu gli assegnasti un nome profetico; prima che nascesse, fu pieno di Spirito santo. Ancora nel grembo, meritò di sentire la voce della Madre del Signore e, trasalendo di arcana esultanza, salutò l’inizio dell’umana redenzione. Egli diventò il precursore di Cristo, che lo proclamò il più grande tra i nati di donna. Celebrando questi doni di grazia, cantiamo, o Padre, la tua gloria, e con le schiere celesti intoniamo l’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Giovanni, fissando lo sguardo su Gesù che passava:
    «Ecco – disse – l’Agnello di Dio».


    ALLA COMUNIONE

    Nella bontà misericordiosa del nostro Dio
    ci ha visitato dall’alto un sole che sorge.


    DOPO LA COMUNIONE

    Esulti, o Dio, la tua Chiesa, che si è nutrita alla cena dell’Agnello, e riconosca l’autore della sua rinascita nel Cristo, che la parola profetica del Precursore annunziò presente in mezzo agli uomini e che, risorto e glorioso, vive e regna nei secoli dei secoli.

  2. #222
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    III DOMENICA DOPO PENTECOSTE
    Anno C


    Liturgia vigiliare vespertina:


    SALUTO
    Il Signore sia con voi.
    E con il tuo spirito.


    RITO DELLA LUCE
    La tenebra passa
    e la vera luce già risplende.
    Chi ama veramente i suoi fratelli,
    dimora nella luce.
    Non trovi inciampo nel tuo cammino,
    se l’amore ti illumina.
    Chi ama veramente i suoi fratelli,
    dimora nella luce.

    La tenebra passa
    e la vera luce già risplende.
    Chi ama veramente i suoi fratelli,
    dimora nella luce.


    INNO

    Testo originale latino

    O lux, beáta Trínitas
    et principális Únitas,
    iam sol recédit ígneus:
    infúnde lumen córdibus.

    Te mane laudum cármine,
    te deprecémur véspere;
    te nostra supplex glória
    per cuncta laudet saécula.

    Christum rogémus et Patrem
    Christi Patrísque Spíritum;
    unum potens per ómnia,
    fove precántes Trínitas.
    Amen.
    Traduzione ritmica

    O Dio, trino e unico,
    ora che il giorno è al termine,
    con la tua luce splendida
    i nostri cuori illumina.

    Noi t’innalziamo il cantico
    all’alba e ancora al vespero;
    cantiamo a Te la gloria
    ora e per tutti i secoli.

    O Trinità santissima,
    che l’universo domini,
    Padre e Figlio e Spirito,
    sostieni chi ti supplica.
    Amen.
    Versione italiana cantabile

    O Dio, Signore uno e trino,
    nell'ora in cui il giorno tramonta
    accendi all'eterna tua luce
    i cuori che invocano pace.

    La lode il mattino eleviamo,
    a te il nostro inno la sera:
    felici e adoranti, la gloria
    nei secoli a te canteremo.

    Il Cristo e il Padre preghiamo
    nell'unico Amore infinito:
    ascolta, Signore uno e trino,
    chi implora con umile cuore.
    Amen.
    Traduzione

    O Trinità beata, unico Dio,
    ora che muore il giorno
    all’eterna tua luce
    accendi i nostri cuori.

    Ascende a te la lode mattutina,
    a te nel vespero il canto:
    a te, adoranti, la gloria
    eleveremo nei secoli.

    A Cristo e al Padre salga la preghiera,
    salga allo Spirito del Padre e di Cristo:
    unico Dio, Trinità beata,
    riscalda del tuo amore chi ti implora.
    Amen.



    RESPONSORIO
    Narrate alla generazione futura, alleluia:
    il Signore nostro Dio
    in eterno ci guida.
    Alleluia.
    Osservate i baluardi di Sion, alleluia;
    passate in rassegna le sue fortezze:
    il Signore nostro Dio
    in eterno ci guida.
    Alleluia.


    VANGELO DELLA RISURREZIONE
    Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Marco (16, 1-8a)

    Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a ungere il corpo del Signore Gesù. Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole. Dicevano tra loro: «Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?». Alzando lo sguardo, osservarono che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: “Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”». Esse uscirono e fuggirono via dal sepolcro, perché erano piene di spavento e di stupore.

    Cristo Signore è risorto!


    SALMELLO
    Dio sia benedetto,
    che ci ha rigenerati a una viva speranza
    mediante la risurrezione di Gesù dai morti.
    Alleluia.

    Sono certo di contemplare la bontà del Signore
    nella terra dei viventi
    mediante la risurrezione di Gesù dai morti.
    Alleluia.


    ORAZIONE
    Dio misericordioso, il mistero pasquale che celebriamo ricolmi dei suoi doni tutta la nostra vita. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    Segue la Messa del Giorno con la LETTURA, il CANTO AL VANGELO e il VANGELO.
    Dopo il Vangelo tutto prosegue come di solito fino alla Comunione e dopo la Comunione si canta il Magnificat con la relativa antifona.


    ANTIFONA
    Lodiamo il Signore che vive nei cieli;
    lodiamo il Figlio, che si fece uomo,
    sospinto dall’amore: *
    venne nel mondo a guarire le nostre ferite,
    ora glorioso regna.


    CANTICO DELLA BEATA VERGINE MARIA
    L'anima mia *
    magnifica il Signore

    e il mio spirito esulta *
    in Dio, mio salvatore,

    perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *
    D'ora in poi tutte le generazioni
    mi chiameranno beata.

    Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
    e Santo è il suo nome:

    di generazione in generazione la sua misericordia *
    si stende su quelli che lo temono.

    Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
    ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

    ha rovesciato i potenti dai troni, *
    ha innalzato gli umili;

    ha ricolmato di beni gli affamati, *
    ha rimandato i ricchi a mani vuote.

    Ha soccorso Israele, suo servo, *
    ricordandosi della sua misericordia,

    come aveva promesso ai nostri padri, *
    ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

    Gloria.

    L'anima mia magnifica il Signore.

    Alla fine, ripetuta l’antifona si aggiungono i tre Kyrie eleison. La celebrazione si conclude con l’orazione dopo la comunione e la benedizione, prima della quale si potranno dare eventuali avvisi.



    Messa del giorno:


    ALL’ INGRESSO
    Ogni epoca tramanda, o Dio, le tue opere
    e proclama le tue gesta mirabili.
    Dolce nella memoria
    resta il ricordo della tua bontà
    e l’esultanza per la tua giustizia.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio forte e misericordioso, tu solo puoi dare ai tuoi figli di servirti in modo lodevole e degno; fa’ che senza inciampi camminiamo verso i beni da te promessi. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro della Genesi (3, 1-20)
    La caduta e la condanna. Eva, la madre di tutti i viventi.

    In quei giorni. Il serpente era il più astuto di tutti gli animali selvatici che Dio aveva fatto e disse alla donna: «È vero che Dio ha detto: “Non dovete mangiare di alcun albero del giardino”?». Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: “Non dovete mangiarne e non lo dovete toccare, altrimenti morirete”». Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e sareste come Dio, conoscendo il bene e il male». Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradevole agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e conobbero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.
    Poi udirono il rumore dei passi del Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno, e l’uomo, con sua moglie, si nascose dalla presenza del Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino. Ma il Signore Dio chiamò l’uomo e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».
    Allora il Signore Dio disse al serpente:
    «Poiché hai fatto questo,
    maledetto tu fra tutto il bestiame
    e fra tutti gli animali selvatici!
    Sul tuo ventre camminerai
    e polvere mangerai
    per tutti i giorni della tua vita.
    Io porrò inimicizia fra te e la donna,
    fra la tua stirpe e la sua stirpe:
    questa ti schiaccerà la testa
    e tu le insidierai il calcagno».
    Alla donna disse:
    «Moltiplicherò i tuoi dolori
    e le tue gravidanze,
    con dolore partorirai figli.
    Verso tuo marito sarà il tuo istinto,
    ed egli ti dominerà».
    All’uomo disse: «Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato: “Non devi mangiarne”,
    maledetto il suolo per causa tua!
    Con dolore ne trarrai il cibo
    per tutti i giorni della tua vita.
    Spine e cardi produrrà per te
    e mangerai l’erba dei campi.
    Con il sudore del tuo volto mangerai il pane,
    finché non ritornerai alla terra,
    perché da essa sei stato tratto:
    polvere tu sei e in polvere ritornerai!».
    L’uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi.

    Parola di Dio.


    SALMO
    Sal 129(130)

    R. Il Signore è bontà e misericordia.

    Dal profondo a te grido, o Signore;
    Signore, ascolta la mia voce.
    Siano i tuoi orecchi attenti
    alla voce della mia supplica. R.

    Se consideri le colpe, Signore,
    Signore, chi ti può resistere?
    Ma con te è il perdono:
    così avremo il tuo timore. R.

    Io spero, Signore.
    Spera l’anima mia,
    attendo la sua parola.
    L’anima mia è rivolta al Signore
    più che le sentinelle all’aurora. R.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (5, 18-21)
    Per un solo uomo la condanna, per Uno solo la giustificazione.

    Fratelli, come per la caduta di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l’opera giusta di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione, che dà vita. Infatti, come per la disobbedienza di un solo uomo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti.
    La Legge poi sopravvenne perché abbondasse la caduta; ma dove abbondò il peccato, sovrabbondò la grazia. Di modo che, come regnò il peccato nella morte, così regni anche la grazia mediante la giustizia per la vita eterna, per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Beato colei che ha creduto
    Nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Matteo (1, 20b-24b)
    Maria darà alla luce un figlio e questi salverà il popolo dai suoi peccati.

    In quel tempo. apparve in sogno a Giuseppe un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
    Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
    Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio:
    a lui sarà dato il nome di Emmanuele,
    che significa Dio con noi. Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Una cosa ho chiesto al Signore,
    questa sola io cerco:
    abitare nella sua casa
    tutti i giorni della mia vita.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Tu che conosci il segreto dei cuori, o Dio vivo e santo, ascolta la supplica di chi fiducioso ti invoca; esaudisci i nostri desideri e donaci di arrivare con la tua grazia all’eredità del tuo regno. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI

    O Dio, da te provengono questi doni e tu li accetti in segno del nostro religioso servizio; l’offerta che ascrivi a nostro merito ci ottenga il premio della gioia eterna. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, esprimerti, Dio onnipotente e misericordioso, la nostra riconoscenza di figli e rinnovare fedelmente la memoria dell’opera compiuta per noi da Cristo Signore, mentre celebriamo il mistero del nostro riscatto. Egli ha spezzato le catene dell’antica oppressione, morendo ha distrutto la morte e con la sua risurrezione ci ha chiamato a partecipare all’eredità della vita divina. Per lui si allietano gli angeli e nell’eternità adorano la gloria del tuo volto: al loro canto concedi, o Padre, che si uniscano le nostre umili voci nell’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Mi hai preparato una mensa, o Dio d’amore,
    il mio calice trabocca di dolcezza.


    ALLA COMUNIONE

    Abbiamo riconosciuto il Figlio di Dio
    e abbiamo creduto all’amore
    che Dio ha per noi.


    DOPO LA COMUNIONE

    O Dio, che nutri e rinnovi i credenti alla mensa della parola e del Pane di vita, per questi doni di Cristo Signore da’ ai tuoi figli di crescere nella fede e di partecipare per sempre alla gioiosa esistenza del cielo, con lui che vive e regna nei secoli dei secoli.

  3. #223
    Cronista di CR L'avatar di Cantore Inveruno
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    Lunedì della settimana della III Domenica dopo Pentecoste
    Anno II


    ALL’ INGRESSO

    Ogni epoca tramanda, o Dio, le tue opere
    e proclama le tue gesta mirabili.
    Dolce nella memoria
    resta il ricordo della tua bontà
    e l’esultanza per la tua giustizia.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio forte e misericordioso, tu solo puoi dare ai tuoi figli di servirti in modo lodevole e degno; fa’ che senza inciampi camminiamo verso i beni da te promessi. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA

    Lettura del libro del Deuteronomio (19, 1-19a)
    Le leggi di santità.

    In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla a tutta la comunità degli Israeliti dicendo loro: “Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo.
    Ognuno di voi rispetti sua madre e suo padre; osservate i miei sabati. Io sono il Signore, vostro Dio.
    Non rivolgetevi agli idoli, e non fatevi divinità di metallo fuso. Io sono il Signore, vostro Dio.
    Quando immolerete al Signore una vittima in sacrificio di comunione, offritela in modo da essergli graditi. La si mangerà il giorno stesso che l’avrete immolata o il giorno dopo; ciò che avanzerà ancora al terzo giorno, lo brucerete nel fuoco. Se invece si mangiasse il terzo giorno, sarebbe avariata; il sacrificio non sarebbe gradito. Chiunque ne mangiasse, porterebbe la pena della sua colpa, perché profanerebbe ciò che è sacro al Signore. Quella persona sarebbe eliminata dal suo popolo.
    Quando mieterete la messe della vostra terra, non mieterete fino ai margini del campo, né raccoglierete ciò che resta da spigolare della messe; quanto alla tua vigna, non coglierai i racimoli e non raccoglierai gli acini caduti: li lascerai per il povero e per il forestiero. Io sono il Signore, vostro Dio.
    Non ruberete né userete inganno o menzogna a danno del prossimo.
    Non giurerete il falso servendovi del mio nome: profaneresti il nome del tuo Dio. Io sono il Signore.
    Non opprimerai il tuo prossimo, né lo spoglierai di ciò che è suo; non tratterrai il salario del bracciante al tuo servizio fino al mattino dopo.
    Non maledirai il sordo, né metterai inciampo davanti al cieco, ma temerai il tuo Dio. Io sono il Signore.
    Non commetterete ingiustizia in giudizio; non tratterai con parzialità il povero né userai preferenze verso il potente: giudicherai il tuo prossimo con giustizia. Non andrai in giro a spargere calunnie fra il tuo popolo né coopererai alla morte del tuo prossimo. Io sono il Signore.
    Non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello; rimprovera apertamente il tuo prossimo, così non ti caricherai di un peccato per lui. Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso. Io sono il Signore.
    Osserverete le mie leggi”».

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 18(19)

    R. Le tue parole, Signore, sono spirito e vita.

    La legge del Signore è perfetta,
    rinfranca l’anima;
    la testimonianza del Signore è stabile,
    rende saggio il semplice. R.

    I precetti del Signore sono retti,
    fanno gioire il cuore;
    il comando del Signore è limpido,
    illumina gli occhi. R.

    Il timore del Signore è puro,
    rimane per sempre;
    i giudizi del Signore sono fedeli,
    sono tutti giusti.
    Anche il tuo servo ne è illuminato,
    per chi li osserva è grande il profitto. R.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Il sabato è stato fatto per l’uomo
    e non l’uomo per il sabato, dice il Signore.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Luca (6, 1-5)

    Un sabato il Signore Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani. Alcuni farisei dissero: «Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?». Gesù rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?». E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Una cosa ho chiesto al Signore,
    questa sola io cerco:
    abitare nella sua casa
    tutti i giorni della mia vita.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Tu che conosci il segreto dei cuori, o Dio vivo e santo, ascolta la supplica di chi fiducioso ti invoca; esaudisci i nostri desideri e donaci di arrivare con la tua grazia all’eredità del tuo regno. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    O Dio, da te provengono questi doni e tu li accetti in segno del nostro religioso servizio; l’offerta che ascrivi a nostro merito ci ottenga il premio della gioia eterna. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, esprimerti, Dio onnipotente e misericordioso, la nostra riconoscenza di figli e rinnovare fedelmente la memoria dell’opera compiuta per noi da Cristo Signore, mentre celebriamo il mistero del nostro riscatto. Egli ha spezzato le catene dell’antica oppressione, morendo ha distrutto la morte e con la sua risurrezione ci ha chiamato a partecipare all’eredità della vita divina. Per lui si allietano gli angeli e nell’eternità adorano la gloria del tuo volto: al loro canto concedi, o Padre, che si uniscano le nostre umili voci nell’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Mi hai preparato una mensa, o Dio d’amore,
    il mio calice trabocca di dolcezza.


    ALLA COMUNIONE

    Abbiamo riconosciuto il Figlio di Dio
    e abbiamo creduto all’amore
    che Dio ha per noi.


    DOPO LA COMUNIONE

    O Dio, che nutri e rinnovi i credenti alla mensa della parola e del Pane di vita, per questi doni di Cristo Signore da’ ai tuoi figli di crescere nella fede e di partecipare per sempre alla gioiosa esistenza del cielo, con lui che vive e regna nei secoli dei secoli.


    oppure (solo nell’arcidiocesi di Milano):


    Sant’Arialdo, diacono e martire (memoria)


    ALL’ INGRESSO

    Questo santo martire
    fu testimone del vangelo di Cristo fino alla morte,
    non si lasciò intimorire dai malvagi
    perché la sua fede era salda come la roccia.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio vivo e vero, che donasti a sant’Arialdo il coraggio di restaurare la santità dei tuoi ministri fino all’effusione del sangue, fa’ risplendere nei pastori della tua Chiesa l’integrità della fede e la castità della vita. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    DOPO IL VANGELO

    Né morte né vita
    né forza alcuna del mondo
    potranno separarmi dall’amore di Cristo.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Assisti i tuoi servi, o Dio, con la gloriosa protezione del martire Arialdo; e concedi che, rianimàti dal suo esempio, dominiamo gli ingiusti desideri della vita terrena e aneliamo alla gioia del cielo. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    Dio forte ed eterno, eredità dei santi e corona dei martiri, guarda benevolo ai doni che ti presentiamo nella memoria del diacono Arialdo e rendi irreprensibile il ministero col quale ti offriamo il sacrificio immacolato. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Nella tua sapienza, ravvivando la memoria del diacono e martire Arialdo, ci sproni a combattere la buona battaglia e ci offri un nuovo esempio di coraggio e di fede. Questo fortissimo atleta di Cristo con animo generoso seguì gli insegnamenti di Ambrogio e, fondandosi saldamente sulla roccia di Pietro, richiamò agli splendori della castità i ministri del tuo unico Figlio. Con questo tuo servo beato ci uniamo a tutte le creature celesti per elevarti con gioia senza fine l’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    «Se qualcuno vuol venire dietro a me,
    rinneghi sé stesso,
    prenda la sua croce e mi segua» – dice il Signore –.


    ALLA COMUNIONE

    Il sangue dei martiri è versato per Cristo,
    in cielo essi raccolgono il premio eterno.


    DOPO LA COMUNIONE

    Oggi nel ricordo di sant’Arialdo abbiamo ricevuto con gioia il Pane degli angeli; confermaci, o Dio, nella purezza del cuore e della vita e guidaci all’eterno banchetto di Cristo, Agnello senza macchia, che vive e regna nei secoli dei secoli.

  4. #224
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    28 Giugno (al mattino)

    Sant’Ireneo, vescovo e martire (memoria)
    Anno II

    Messa dal comune dei martiri (per un martire) oppure dal comune dei pastori (per un vescovo)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, che al vescovo sant’Ireneo hai dato la grazia di confermare nella tua Chiesa la verità e la pace, fa’ che, rinnovàti nella fede e nell’amore, cerchiamo sempre di promuovere l’unità e la concordia. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro dei Numeri (6, 1-21)
    La legge del nazireato.

    In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla agli Israeliti dicendo loro: “Quando un uomo o una donna farà un voto speciale, il voto di nazireato, per consacrarsi al Signore, si asterrà dal vino e dalle bevande inebrianti, non berrà aceto di vino né aceto di bevanda inebriante, non berrà liquori tratti dall’uva e non mangerà uva, né fresca né secca. Per tutto il tempo del suo nazireato non mangerà alcun prodotto della vite, dai chicchi acerbi alle vinacce.
    Per tutto il tempo del suo voto di nazireato il rasoio non passerà sul suo capo; finché non siano compiuti i giorni per i quali si è votato al Signore, sarà sacro: lascerà crescere liberamente la capigliatura del suo capo.
    Per tutto il tempo in cui rimane votato al Signore, non si avvicinerà a un cadavere; si trattasse anche di suo padre, di sua madre, di suo fratello e di sua sorella, non si renderà impuro per loro alla loro morte, perché porta sul capo il segno della sua consacrazione a Dio. Per tutto il tempo del suo nazireato egli è sacro al Signore.
    Se qualcuno gli muore accanto all’improvviso e rende impuro il suo capo consacrato, nel giorno della sua purificazione si raderà il capo: se lo raderà il settimo giorno; l’ottavo giorno porterà due tortore o due piccoli di colomba al sacerdote, all’ingresso della tenda del convegno. Il sacerdote ne offrirà uno in sacrificio per il peccato e l’altro in olocausto e compirà il rito espiatorio per lui, per il peccato in cui è incorso a causa di quel morto. In quel giorno stesso, il nazireo consacrerà così il suo capo. Consacrerà di nuovo al Signore i giorni del suo nazireato e offrirà un agnello dell’anno come sacrificio per il peccato; i giorni precedenti decadranno, perché il suo nazireato è stato reso impuro.
    Questa è la legge per il nazireo: quando i giorni del suo nazireato saranno compiuti, lo si farà venire all’ingresso della tenda del convegno; egli presenterà l’offerta al Signore: un agnello dell’anno, senza difetto, per l’olocausto; una pecora dell’anno, senza difetto, per il sacrificio per il peccato; un ariete senza difetto, come sacrificio di comunione; un canestro di pani azzimi di fior di farina, di focacce impastate con olio, di schiacciate senza lievito unte d’olio, insieme con la loro oblazione e le loro libagioni. Il sacerdote le offrirà davanti al Signore e compirà il suo sacrificio per il peccato e il suo olocausto; offrirà l’ariete come sacrificio di comunione al Signore, oltre al canestro degli azzimi. Il sacerdote offrirà anche l’oblazione e la sua libagione. Il nazireo raderà, all’ingresso della tenda del convegno, il suo capo consacrato, prenderà la capigliatura del suo capo consacrato e la metterà sul fuoco che è sotto il sacrificio di comunione. Il sacerdote prenderà la spalla dell’ariete, quando sarà cotta, una focaccia non lievitata dal canestro e una schiacciata azzima e le porrà nelle mani del nazireo, dopo che questi avrà rasato la capigliatura consacrata. Il sacerdote le presenterà con il rito di elevazione davanti al Signore; è cosa santa che appartiene al sacerdote, insieme con il petto della vittima offerta con il rito di elevazione e la coscia della vittima offerta come tributo. Dopo, il nazireo potrà bere vino.
    Questa è la legge per il nazireo che ha promesso la sua offerta al Signore per il suo nazireato, oltre quello che è in grado di fare in più, secondo il voto che avrà emesso. Così egli farà quanto alla legge del suo nazireato”».

    Parola di Dio.


    oppure (forma breve):


    Lettura del libro dei Numeri (6, 1-8)
    La legge del nazireato.

    In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla agli Israeliti dicendo loro: “Quando un uomo o una donna farà un voto speciale, il voto di nazireato, per consacrarsi al Signore, si asterrà dal vino e dalle bevande inebrianti, non berrà aceto di vino né aceto di bevanda inebriante, non berrà liquori tratti dall’uva e non mangerà uva, né fresca né secca. Per tutto il tempo del suo nazireato non mangerà alcun prodotto della vite, dai chicchi acerbi alle vinacce.
    Per tutto il tempo del suo voto di nazireato il rasoio non passerà sul suo capo; finché non siano compiuti i giorni per i quali si è votato al Signore, sarà sacro: lascerà crescere liberamente la capigliatura del suo capo.
    Per tutto il tempo in cui rimane votato al Signore, non si avvicinerà a un cadavere; si trattasse anche di suo padre, di sua madre, di suo fratello e di sua sorella, non si renderà impuro per loro alla loro morte, perché porta sul capo il segno della sua consacrazione a Dio. Per tutto il tempo del suo nazireato egli è sacro al Signore.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 98(99)

    R. Esaltate il Signore, nostro Dio, perché è santo.

    Mosè e Aronne tra i suoi sacerdoti,
    invocavano il Signore ed egli rispondeva.
    Parlava loro da una colonna di nubi:
    custodivano i suoi insegnamenti
    e il precetto che aveva loro dato. R.

    Signore, nostro Dio, tu li esaudivi,
    eri per loro un Dio che perdona,
    pur castigando i loro peccati. R.

    Esaltate il Signore, nostro Dio,
    prostratevi davanti alla sua santa montagna,
    perché santo è il Signore, nostro Dio! R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Il Signore si rattristò per la durezza dei loro cuori.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Luca (6, 6-11)

    Un altro sabato il Signore Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo. Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo. Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e la sua mano fu guarita. Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.

    Parola del Signore.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, che hai plasmato con il tuo Spirito di verità e di amore il santo vescovo Ireneo, soccorri il tuo popolo che gioioso lo venera come maestro di dottrina e di vita. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI
    Il sacrificio che ti offriamo, o Padre, nel ricordo della nascita al cielo di sant’Ireneo, glorifichi il tuo nome e ci ottenga di custodire intatta la fede e salda l’unità della Chiesa. Per Cristo nostro Signore.


    DOPO LA COMUNIONE
    La partecipazione a questi santi misteri ci comunichi, o Dio, la fede viva che sant’Ireneo testimoniò fino alla morte perché diventiamo anche noi veri discepoli di Cristo, tuo Figlio, che vive e regna nei secoli dei secoli.

  5. #225
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    28 Giugno (nelle ore vespertine)

    SANTI PIETRO E PAOLO, APOSTOLI (solennità)
    Anno C


    Liturgia vigiliare vespertina:


    SALUTO
    Il Signore sia con voi.
    E con il tuo spirito.


    RITO DELLA LUCE
    Splenda su noi, Signore,
    la luce del tuo volto.
    Il nostro cuore in festa
    canti di gioia.

    Più che per mèsse copiosa
    o vendemmia felice,
    il nostro cuore in festa
    canti di gioia.

    Splenda su noi, Signore,
    la luce del tuo volto.
    Il nostro cuore in festa
    canti di gioia.


    INNO

    Testo originale latino

    Apostolórum pássio
    diem sacrávit saéculis,
    Petri triúmphum nóbilem,
    Pauli corónam praéferens.

    Coniúnxit aequáles viros
    cruor triumphális necis:
    Deum secútos praésulem
    Christi coronávit fides.

    Primus Petrus apóstolus,
    nec Paulus impar grátia,
    electiónis vas sacrae
    Petri adaequávit fidem.

    Verso crucis vestígio,
    Simon, honórem dans Deo,
    suspénsus ascéndit, dati
    non ímmemor oráculi.

    Pracinctus, ut dictum est, senex,
    et elevates ab áltero,
    quo nollet, ivit; sed volens
    mortem subégit ásperam.

    Hinc Roma celsum vérticem
    devotiónus éxtulit,
    fundáta tali sánguine,
    et vate tanto nóbilis.

    Tantae per Urbis ámbitum
    stipáta tendunt ágmina:
    trinis celebrátur viis
    festum sacrórum mártyrum.

    Prodire quis mundum putet,
    concúrrere plebem Deo
    eléctam géntium caput,
    fides magistri géntium.

    Patri simúlque Fílio,
    tibíque, sancte Spíritus,
    sicut fuit, sit iúgiter,
    saeclum per omne glória. Amen.
    Versione italiana cantabile

    La morte dei santi apostoli
    consacra il giorno festoso,
    che diede a Pietro il trionfo
    e a Paolo donò la corona.

    Il loro fecondo martirio
    li unì nella gloria del regno:
    concordi seguirono il Padre
    e Cristo li ha insieme premiati.

    È Pietro il primo apostolo;
    ma Paolo, ricco di grazia,
    eletto strumento di Dio,
    ne eguaglia l’indomita fede.

    Confitto a una croce predetta,
    Simone magnifica Dio:
    nel duro supplizio ricorda
    l’antica promessa di Cristo.

    Legato, ormai vecchio, da un altro,
    sospeso al patibolo ingiusto,
    da forza violenta è condotto
    e accetta una morte crudele.

    Città dell’apostolo santo,
    fondata sul sangue di Pietro,
    tu fiera di tanto maestro,
    sei centro di fede e di amore.

    Si muovono schiere di popoli
    per l’ampia distesa dell’Urbe:
    le uniscono strade diverse
    per questa gioiosa memoria.

    Al coro di tutta la terra
    si aggiunge la schiera del cielo:
    è in Roma, regina del mondo,
    la cattedra santa di Pietro.

    O fonte suprema dell’essere,
    speranza di vita immortale,
    a te uno e trino Signore
    la lode nei secoli eterni. Amen.
    Traduzione

    Il sangue degli apostoli
    consacra questo giorno
    che diede a Pietro il trionfo
    e a Paolo la corona.

    Un generoso martirio
    li affratellò nella gloria,
    concordi seguirono il Padre
    e Cristo li ha insieme premiati.

    Primo fra tutti gli apostoli è Pietro,
    non è secondo Paolo nella grazia:
    eletto strumento di Dio,
    ne uguaglia l’indomita fede.

    Su capovolta croce confitto,
    Simone magnifica Dio
    e nell’atroce supplizio ricorda
    l’antico vaticinio del Signore.

    Vecchio, è legato da un altro
    ed è sospeso al patibolo;
    condotto a forza dove non vorrebbe,
    accetta una morte crudele.

    Ecco la vera nobiltà di Roma:
    edificata su questo sangue
    e fiera di tanto maestro,
    è il centro della fede e dell’amore.

    Schiere di popolo fitto si muovono
    per l’ampia distesa dell’Urbe:
    su tre strade consolari
    questa festosa memoria si celebra.

    Ai pellegrini di tutta la terra
    sembra si aggiunga la celeste schiera:
    in Roma, regina dell’universo,
    sta la cattedra delle genti.

    A te, suprema fonte dell’essere,
    Padre, si levi la nostra lode,
    con l’Unigenito e col Paràclito,
    o Trinità beata nei secoli. Amen.



    RESPONSORIO
    Questi sono i due olivi e le due lampade
    che stanno davanti al Signore.
    Hanno il potere di chiudere il cielo
    e di aprirne le porte:
    le loro lingue sono diventate le chiavi del regno.

    Per tutta la terra
    si diffonde la voce degli apostoli
    la loro parola raggiunge i confini del mondo.
    Hanno il potere di chiudere il cielo
    e di aprirne le porte:
    le loro lingue sono diventate le chiavi del regno.


    LETTURA VIGILIARE
    Lettura degli Atti degli Apostoli (11, 1-18)
    La rivelazione a Pietro in merito alla salvezza dei pagani.

    In quei giorni. Gli apostoli e i fratelli che stavano in Giudea vennero a sapere che anche i pagani avevano accolto la parola di Dio. E, quando Pietro salì a Gerusalemme, i fedeli circoncisi lo rimproveravano dicendo: "Sei entrato in casa di uomini non circoncisi e hai mangiato insieme con loro!".
    Allora Pietro cominciò a raccontare loro, con ordine, dicendo: "Mi trovavo in preghiera nella città di Giaffa e in estasi ebbi una visione: un oggetto che scendeva dal cielo, simile a una grande tovaglia, calata per i quattro capi, e che giunse fino a me. Fissandola con attenzione, osservai e vidi in essa quadrupedi della terra, fiere, rettili e uccelli del cielo. Sentii anche una voce che mi diceva: "Coraggio, Pietro, uccidi e mangia!". Io dissi: "Non sia mai, Signore, perché nulla di profano o di impuro è mai entrato nella mia bocca". Nuovamente la voce dal cielo riprese: "Ciò che Dio ha purificato, tu non chiamarlo profano". Questo accadde per tre volte e poi tutto fu tirato su di nuovo nel cielo. Ed ecco, in quell'istante, tre uomini si presentarono alla casa dove eravamo, mandati da Cesarèa a cercarmi. Lo Spirito mi disse di andare con loro senza esitare. Vennero con me anche questi sei fratelli ed entrammo in casa di quell'uomo. Egli ci raccontò come avesse visto l'angelo presentarsi in casa sua e dirgli: "Manda qualcuno a Giaffa e fa' venire Simone, detto Pietro; egli ti dirà cose per le quali sarai salvato tu con tutta la tua famiglia". Avevo appena cominciato a parlare quando lo Spirito Santo discese su di loro, come in principio era disceso su di noi.
    Mi ricordai allora di quella parola del Signore che diceva: "Giovanni battezzò con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo". Se dunque Dio ha dato a loro lo stesso dono che ha dato a noi, per aver creduto nel Signore Gesù Cristo, chi ero io per porre impedimento a Dio?".
    All'udire questo si calmarono e cominciarono a glorificare Dio dicendo: "Dunque anche ai pagani Dio ha concesso che si convertano perché abbiano la vita!".

    Parola di Dio.


    SALMELLO
    Pietro è il pastore del gregge,
    il principe degli apostoli:
    a lui il Signore ha affidato
    le chiavi del regno dei cieli.

    Beato l’uomo che non segue il consiglio egli empi
    e non indugia nella via dei peccatori:
    a lui il Signore ha affidato
    le chiavi del regno dei cieli.


    ORAZIONE
    Signore Dio nostro, che hai dato alla Chiesa le primizie della fede cristiana con la predicazione dei santi apostoli Pietro e Paolo, vieni in nostro aiuto e guidaci nel cammino della salvezza eterna. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

    oppure:

    O Padre, che hai fondato la tua Chiesa sulla fede e sul nome di Pietro e gli hai associato Paolo perché predicasse la tua gloria alle genti, arricchisci di grazie quanti oggi ne celebrano la gioiosa memoria. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    Segue la Messa della vigilia con l’EPISTOLA, il CANTO AL VANGELO e il VANGELO.
    Dopo il Vangelo tutto prosegue come di solito fino alla Comunione e dopo la Comunione si canta il Magnificat con la relativa antifona.



    ANTIFONA
    «Simone di Giovanni,
    mi vuoi bene più di costoro?». *
    «Signore, tu lo sai
    che ti voglio bene».


    CANTICO DELLA BEATA VERGINE MARIA
    L'anima mia *
    magnifica il Signore

    e il mio spirito esulta *
    in Dio, mio salvatore,

    perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *
    D'ora in poi tutte le generazioni
    mi chiameranno beata.

    Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
    e Santo è il suo nome:

    di generazione in generazione la sua misericordia *
    si stende su quelli che lo temono.

    Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
    ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

    ha rovesciato i potenti dai troni, *
    ha innalzato gli umili;

    ha ricolmato di beni gli affamati, *
    ha rimandato i ricchi a mani vuote.

    Ha soccorso Israele, suo servo, *
    ricordandosi della sua misericordia,

    come aveva promesso ai nostri padri, *
    ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

    Gloria.

    L'anima mia magnifica il Signore.

    Alla fine, ripetuta l’antifona si aggiungono i tre Kyrie eleison. La celebrazione si conclude con l’orazione dopo la comunione e la benedizione, prima della quale si potranno dare eventuali avvisi.


    Messa della vigilia:



    ALL’ INGRESSO
    Pietro apostolo e Paolo dottore delle genti
    hanno insegnato a noi la tua legge, Signore.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
    Signore Dio nostro, che hai dato alla Chiesa le primizie della fede cristiana con la predicazione dei santi apostoli Pietro e Paolo, vieni in nostro aiuto e guidaci nel cammino della salvezza eterna. Per Gesù Cristo, tuo Figlio che è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA e SALMELLO (o SALMO) come nella Liturgia vigiliare vespertina oppure Salmo della Messa nel giorno.


    EPISTOLA
    Lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati (2, 1b-2. 6c-9a)
    Giacomo, Cefa e Giovanni diedero a me e a Barnaba la destra in segno di comunione.

    Fratelli, io andai di nuovo a Gerusalemme in compagnia di Bàrnaba, portando con me anche Tito: vi andai però in seguito a una rivelazione. Esposi loro il Vangelo che io annuncio tra le genti, ma lo esposi privatamente alle persone più autorevoli, per non correre o aver corso invano.
    Quelle persone autorevoli a me non imposero nulla. Anzi, visto che a me era stato affidato il Vangelo per i non circoncisi, come a Pietro quello per i circoncisi – poiché colui che aveva agito in Pietro per farne un apostolo dei circoncisi aveva agito anche in me per le genti – e riconoscendo la grazia a me data, Giacomo, Cefa e Giovanni, ritenuti le colonne, diedero a me e a Bàrnaba la destra in segno di comunione.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse:
    «Tu sei Simone, figlio di Giovanni;
    sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro –.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Matteo (16, 13-19)
    Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa.

    In quel tempo. Il Signore Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    «Prima che ti chiamassi dal mare,
    Simone, io ti ho conosciuto – dice il Signore -.
    Prima che tu professassi il mio nome,
    ti ho consegnato le mie pecore, o Pietro.
    E su questa pietra edificherò la mia Chiesa».


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    O Dio, che hai edificato la tua Chiesa sul fondamento degli apostoli, reggila sempre con la loro protezione e la loro preghiera. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Accogli, o Padre, i doni che portiamo all’altare nella festa dei gloriosi apostoli Pietro e Paolo, e alla povertà dei nostri meriti supplisca la grandezza della tua misericordia. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta esaltarti, Dio di misericordia infinita. Tu hai voluto unire in gioiosa fraternità i due santi apostoli: Pietro che per primo confessò la fede nel Cristo, Paolo che illuminò le profondità del suo mistero; il pescatore di Galilea che costituì la prima comunità coi giusti di Israele, il maestro e dottore che annunziò la salvezza a tutte le genti. Così, con diversi doni, hanno edificato l’unica Chiesa e, associàti nella venerazione del tuo popolo, condividono la stessa corona di gloria. Con questi santi e con tutti i cori del cielo intoniamo con voce unanime l’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    «Non voi avete scelto me,
    - dice il Signore -
    ma io ho scelto voi
    e vi ho costituito perché andiate e portiate frutto,
    e il vostro frutto rimanga».


    ALLA COMUNIONE
    «Simone di Giovanni,
    mi ami più di costoro?».
    «Signore, tu sai tutto:
    tu sai che ti amo».
    «Pasci le mie pecore».


    DOPO LA COMUNIONE
    Sostieni i tuoi fedeli, o Padre, con la forza di questi sacramenti e confermaci nella verità che ci ha trasmesso la predicazione degli apostoli. Per Cristo nostro Signore.

  6. #226
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    29 Giugno

    SANTI PIETRO E PAOLO, APOSTOLI (solennità)
    Anno C


    ALL’ INGRESSO
    Questi santi apostoli nella vita terrena
    hanno fondato con il loro sangue la Chiesa,
    hanno bevuto al calice del Signore
    e sono diventati gli amici di Dio.


    Si dice il Gloria.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, che ci allieti con la festa solenne dei santi Pietro e Paolo, fa’ che la tua Chiesa sia fedele alla parola degli apostoli dai quali ha ricevuto il primo annunzio del vangelo. Per Gesù Cristo, tuo Figlio che è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA

    Lettura degli Atti degli Apostoli (12, 1-11)
    Il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha strappato dalla mano di Erode.

    In quel tempo il re Erode cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa. Fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni. Vedendo che ciò era gradito ai Giudei, fece arrestare anche Pietro. Erano quelli i giorni degli Azzimi. Lo fece catturare e lo gettò in carcere, consegnandolo in custodia a quattro picchetti di quattro soldati ciascuno, col proposito di farlo comparire davanti al popolo dopo la Pasqua. Mentre Pietro dunque era tenuto in carcere, dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio una preghiera per lui. In quella notte, quando Erode stava per farlo comparire davanti al popolo, Pietro, piantonato da due soldati e legato con due catene, stava dormendo, mentre davanti alle porte le sentinelle custodivano il carcere. Ed ecco, gli si presentò un angelo del Signore e una luce sfolgorò nella cella. Egli toccò il fianco di Pietro, lo destò e disse: «Àlzati, in fretta!». E le catene gli caddero dalle mani. L’angelo gli disse: «Mettiti la cintura e légati i sandali». E così fece. L’angelo disse: «Metti il mantello e seguimi!». Pietro uscì e prese a seguirlo, ma non si rendeva conto che era realtà ciò che stava succedendo per opera dell’angelo: credeva invece di avere una visione.
    Essi oltrepassarono il primo posto di guardia e il secondo e arrivarono alla porta di ferro che conduce in città; la porta si aprì da sé davanti a loro. Uscirono, percorsero una strada e a un tratto l’angelo si allontanò da lui. Pietro allora, rientrato in sé, disse: «Ora so veramente che il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha strappato dalla mano di Erode e da tutto ciò che il popolo dei Giudei si attendeva».

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 33(34)

    R. Benedetto il Signore, che libera i suoi amici.


    Magnificate con me il Signore,
    esaltiamo insieme il suo nome.
    Ho cercato il Signore: mi ha risposto
    e da ogni mia paura mi ha liberato. R.

    Guardate a lui e sarete raggianti,
    i vostri volti non dovranno arrossire.
    Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
    lo salva da tutte le sue angosce. R.

    L’angelo del Signore si accampa
    attorno a quelli che lo temono, e li libera.
    Gustate e vedete com’è buono il Signore;
    beato l’uomo che in lui si rifugia. R.


    EPISTOLA

    Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (11, 16 – 12, 9)
    Sono ministri di Cristo? Lo sono più di loro nelle fatiche, nelle prigionie, nelle percosse.

    Fratelli, nessuno mi consideri un pazzo. Se no, ritenetemi pure come un pazzo, perché anch’io possa vantarmi un poco. Quello che dico, però, non lo dico secondo il Signore, ma come da stolto, nella fiducia che ho di potermi vantare. Dal momento che molti si vantano da un punto di vista umano, mi vanterò anch’io. Infatti voi, che pure siete saggi, sopportate facilmente gli stolti. In realtà sopportate chi vi rende schiavi, chi vi divora, chi vi deruba, chi è arrogante, chi vi colpisce in faccia. Lo dico con vergogna, come se fossimo stati deboli!
    Tuttavia, in quello in cui qualcuno osa vantarsi – lo dico da stolto – oso vantarmi anch’io. Sono Ebrei? Anch’io! Sono Israeliti? Anch’io! Sono stirpe di Abramo? Anch’io! Sono ministri di Cristo? Sto per dire una pazzia, io lo sono più di loro: molto di più nelle fatiche, molto di più nelle prigionie, infinitamente di più nelle percosse, spesso in pericolo di morte. Cinque volte dai Giudei ho ricevuto i quaranta colpi meno uno; tre volte sono stato battuto con le verghe, una volta sono stato lapidato, tre volte ho fatto naufragio, ho trascorso un giorno e una notte in balìa delle onde. Viaggi innumerevoli, pericoli di fiumi, pericoli di briganti, pericoli dai miei connazionali, pericoli dai pagani, pericoli nella città, pericoli nel deserto, pericoli sul mare, pericoli da parte di falsi fratelli; disagi e fatiche, veglie senza numero, fame e sete, frequenti digiuni, freddo e nudità. Oltre a tutto questo, il mio assillo quotidiano, la preoccupazione per tutte le Chiese. Chi è debole, che anch’io non lo sia? Chi riceve scandalo, che io non ne frema?
    Se è necessario vantarsi, mi vanterò della mia debolezza. Dio e Padre del Signore Gesù, lui che è benedetto nei secoli, sa che non mentisco. A Damasco, il governatore del re Areta aveva posto delle guardie nella città dei Damasceni per catturarmi, ma da una finestra fui calato giù in una cesta, lungo il muro, e sfuggii dalle sue mani.
    Se bisogna vantarsi – ma non conviene – verrò tuttavia alle visioni e alle rivelazioni del Signore. So che un uomo, in Cristo, quattordici anni fa – se con il corpo o fuori del corpo non lo so, lo sa Dio – fu rapito fino al terzo cielo. E so che quest’uomo – se con il corpo o senza corpo non lo so, lo sa Dio – fu rapito in paradiso e udì parole indicibili che non è lecito ad alcuno pronunciare. Di lui io mi vanterò! Di me stesso invece non mi vanterò, fuorché delle mie debolezze. Certo, se volessi vantarmi, non sarei insensato: direi solo la verità. Ma evito di farlo, perché nessuno mi giudichi più di quello che vede o sente da me e per la straordinaria grandezza delle rivelazioni.
    Per questo, affinché io non monti in superbia, è stata data alla mia carne una spina, un inviato di Satana per percuotermi, perché io non monti in superbia. A causa di questo per tre volte ho pregato il Signore che l’allontanasse da me. Ed egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza». Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Tu sei Pietro, e su questa pietra
    edificherò la mia Chiesa.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del vangelo secondo Giovanni (21, 15b-19)
    Pasci le mie pecorelle.

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Simon Pietro: "Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?". Gli rispose: "Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene". Gli disse: "Pasci i miei agnelli". Gli disse di nuovo, per la seconda volta: "Simone, figlio di Giovanni, mi ami?". Gli rispose: "Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene". Gli disse: "Pascola le mie pecore". Gli disse per la terza volta: "Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?". Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: "Mi vuoi bene?", e gli disse: "Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene". Gli rispose Gesù: "Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi". Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: "Seguimi".

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Per il nome del Signore Gesù Cristo
    gli apostoli hanno dato la vita,
    lieti di essere fatti degni di soffrire per lui.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    O Padre, che hai fondato la tua Chiesa sulla fede e sul nome di Pietro e gli hai associato Paolo perché predicasse la tua gloria alle genti, arricchisci di grazie quanti oggi ne celebrano la gioiosa memoria. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI

    O Dio, Padre nostro, la preghiera dei santi apostoli accompagni l’offerta che presentiamo all’altare e a te intimamente ci unisca nella rinnovazione di questo sacrificio. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta renderti grazie, Dio onnipotente, e cantare la tua grandezza in questo giorno che celebra il trionfo degli apostoli Pietro e Paolo. La tua arcana elezione ha chiamato Pietro dall’arte del pescatore a una missione divina e ha mutato Paolo nel profondo dell’anima, così che la Chiesa riconosce oggi sommo maestro di vita colui che ha temuto come nemico. All’uno hai affidato le chiavi del regno dei cieli, all’altro hai infuso una conoscenza sublime del tuo mistero di salvezza perché lo annunziasse a tutte le genti. Entrambi rifulgono nel collegio apostolico di vivida luce, testimoni insigni di Cristo per la fede e l’amore, e sono in cielo coronati di gloria eterna. Riconoscenti per i doni a loro elargiti, ti adoriamo, o Padre, unica fonte di bene, e, partecipi della letizia degli angeli, eleviamo l’inno della lode perenne: Santo, Santo, Santo...


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Disse Simon Pietro: «Signore, da chi andremo?
    Tu solo hai parole di vita eterna,
    e noi abbiamo creduto e conosciuto
    che tu sei il Santo di Dio».


    ALLA COMUNIONE

    Disse Pietro a Gesù:
    «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
    Rispose Gesù: «Tu sei Pietro,
    e su questa pietra edificherò la mia Chiesa».


    DOPO LA COMUNIONE

    Concedi, o Dio, ai figli della tua Chiesa, che hai nutrito alla mensa celeste, di perseverare nella frazione del Pane e nella dottrina degli apostoli, formando nel vincolo della tua carità un cuore solo e un’anima sola. Per Cristo nostro Signore.

  7. #227
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    Giovedì della settimana della III Domenica dopo Pentecoste
    Anno II


    ALL’ INGRESSO

    Ogni epoca tramanda, o Dio, le tue opere
    e proclama le tue gesta mirabili.
    Dolce nella memoria
    resta il ricordo della tua bontà
    e l’esultanza per la tua giustizia.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio forte e misericordioso, tu solo puoi dare ai tuoi figli di servirti in modo lodevole e degno; fa’ che senza inciampi camminiamo verso i beni da te promessi. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro dei Numeri (27, 12-23)
    L'investitura di Giosuè.

    In quei giorni. Il Signore disse a Mosè: «Sali su questo monte degli Abarìm e contempla la terra che io do agli Israeliti. Quando l'avrai vista, anche tu sarai riunito ai tuoi padri, come fu riunito Aronne tuo fratello, perché vi siete ribellati contro il mio ordine nel deserto di Sin, quando la comunità si ribellò, e non avete manifestato la mia santità agli occhi loro, a proposito di quelle acque». Sono le acque di Merìba di Kades, nel deserto di Sin.
    Mosè disse al Signore: «Il Signore, il Dio della vita di ogni essere vivente, metta a capo di questa comunità un uomo che li preceda nell'uscire e nel tornare, li faccia uscire e li faccia tornare, perché la comunità del Signore non sia un gregge senza pastore». Il Signore disse a Mosè: «Prenditi Giosuè, figlio di Nun, uomo in cui è lo spirito; porrai la mano su di lui, lo farai comparire davanti al sacerdote Eleàzaro e davanti a tutta la comunità, gli darai i tuoi ordini sotto i loro occhi e porrai su di lui una parte della tua autorità, perché tutta la comunità degli Israeliti gli obbedisca. Egli si presenterà davanti al sacerdote Eleàzaro, che consulterà per lui il giudizio degli urìm davanti al Signore; egli e tutti gli Israeliti con lui e tutta la comunità usciranno all'ordine di Eleàzaro ed entreranno all'ordine suo».
    Mosè fece come il Signore gli aveva ordinato; prese Giosuè e lo fece comparire davanti al sacerdote Eleàzaro e davanti a tutta la comunità; pose su di lui le mani e gli diede i suoi ordini, come il Signore aveva detto per mezzo di Mosè.

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 105(106)

    R. Beati coloro che agiscono con giustizia.

    Beati coloro che osservano il diritto
    e agiscono con giustizia in ogni tempo.
    Abbiamo peccato con i nostri padri,
    delitti e malvagità abbiamo commesso.
    I nostri padri, in Egitto,
    non compresero le tue meraviglie. R.

    Divennero gelosi di Mosè nell’accampamento
    e di Aronne, il consacrato del Signore.
    Irritarono Dio anche alle acque di Meriba
    e Mosè fu punito per causa loro:
    poiché avevano amareggiato il suo spirito
    ed egli aveva parlato senza riflettere. R.

    Salvaci, Signore Dio nostro,
    radunaci dalle genti,
    perché ringraziamo il tuo nome santo:
    lodarti sarà la nostra gloria.
    Benedetto il Signore, Dio d’Israele,
    da sempre e per sempre. R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Siamo stati conformati all’immagine del Figlio di Dio,
    perché egli sia il primogenito tra molti fratelli.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Luca (6, 20a. 24-26)

    In quel tempo. Il Signore Gesù,
    alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:
    «Guai a voi, ricchi,
    perché avete già ricevuto la vostra consolazione.
    Guai a voi, che ora siete sazi,
    perché avrete fame.
    Guai a voi, che ora ridete,
    perché sarete nel dolore e piangerete.
    Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Una cosa ho chiesto al Signore,
    questa sola io cerco:
    abitare nella sua casa
    tutti i giorni della mia vita.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Tu che conosci il segreto dei cuori, o Dio vivo e santo, ascolta la supplica di chi fiducioso ti invoca; esaudisci i nostri desideri e donaci di arrivare con la tua grazia all’eredità del tuo regno. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    O Dio, da te provengono questi doni e tu li accetti in segno del nostro religioso servizio; l’offerta che ascrivi a nostro merito ci ottenga il premio della gioia eterna. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, esprimerti, Dio onnipotente e misericordioso, la nostra riconoscenza di figli e rinnovare fedelmente la memoria dell’opera compiuta per noi da Cristo Signore, mentre celebriamo il mistero del nostro riscatto. Egli ha spezzato le catene dell’antica oppressione, morendo ha distrutto la morte e con la sua risurrezione ci ha chiamato a partecipare all’eredità della vita divina. Per lui si allietano gli angeli e nell’eternità adorano la gloria del tuo volto: al loro canto concedi, o Padre, che si uniscano le nostre umili voci nell’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Mi hai preparato una mensa, o Dio d’amore,
    il mio calice trabocca di dolcezza.


    ALLA COMUNIONE

    Abbiamo riconosciuto il Figlio di Dio
    e abbiamo creduto all’amore
    che Dio ha per noi.


    DOPO LA COMUNIONE

    O Dio, che nutri e rinnovi i credenti alla mensa della parola e del Pane di vita, per questi doni di Cristo Signore da’ ai tuoi figli di crescere nella fede e di partecipare per sempre alla gioiosa esistenza del cielo, con lui che vive e regna nei secoli dei secoli.


    oppure:


    Santi Primi Martiri della Santa Chiesa Romana (memoria facoltativa)

    Messa del comune dei martiri (per più martiri)


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio, che hai consacrato col sangue dei martiri gli inizi della Chiesa di Roma, concedi che l’esempio luminoso di così coraggiosi testimoni ci confermi nella fede e ci doni di raccogliere con gioia il frutto del loro sacrificio. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
    Ultima modifica di Ambrosiano; 29-06-2022 alle 21:23

  8. #228
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    1 Luglio

    Venerdì della settimana della III Domenica dopo Pentecoste
    Anno II


    ALL’ INGRESSO

    Ogni epoca tramanda, o Dio, le tue opere
    e proclama le tue gesta mirabili.
    Dolce nella memoria
    resta il ricordo della tua bontà
    e l’esultanza per la tua giustizia.


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    O Dio forte e misericordioso, tu solo puoi dare ai tuoi figli di servirti in modo lodevole e degno; fa’ che senza inciampi camminiamo verso i beni da te promessi. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro dei Numeri (33, 50-54)
    Disposizioni per l’ingresso in Canaan.

    In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè nelle steppe di Moab, presso il Giordano di Gerico, e disse: «Parla agli Israeliti dicendo loro: “Quando avrete attraversato il Giordano verso la terra di Canaan e avrete cacciato dinanzi a voi tutti gli abitanti della terra, distruggerete tutte le loro immagini, distruggerete tutte le loro statue di metallo fuso e devasterete tutte le loro alture. Prenderete possesso della terra e in essa vi stabilirete, poiché io vi ho dato la terra perché la possediate. Dividerete la terra a sorte secondo le vostre famiglie. A chi è numeroso darai numerosa eredità e a chi è piccolo darai piccola eredità. Ognuno avrà quello che gli sarà toccato in sorte; farete la divisione secondo le tribù dei vostri padri”».

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 104(105)

    R. Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome.

    Gloriatevi del suo santo nome:
    gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
    Cercate il Signore e la sua potenza,
    ricercate sempre il suo volto. R.

    È lui il Signore, nostro Dio.
    Si è sempre ricordato della sua alleanza,
    quando disse: «Ti darò il paese di Canaan
    come parte della vostra eredità». R.

    Ha dato loro le terre delle nazioni
    e hanno ereditato il frutto della fatica dei popoli,
    perché osservassero i suoi decreti
    e custodissero le sue leggi. R.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Siate figli del Padre vostro che è nei cieli;
    egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Luca (6, 20a. 36-38)

    In quel tempo. Il Signore Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:
    «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
    Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Una cosa ho chiesto al Signore,
    questa sola io cerco:
    abitare nella sua casa
    tutti i giorni della mia vita.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Tu che conosci il segreto dei cuori, o Dio vivo e santo, ascolta la supplica di chi fiducioso ti invoca; esaudisci i nostri desideri e donaci di arrivare con la tua grazia all’eredità del tuo regno. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    O Dio, da te provengono questi doni e tu li accetti in segno del nostro religioso servizio; l’offerta che ascrivi a nostro merito ci ottenga il premio della gioia eterna. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, esprimerti, Dio onnipotente e misericordioso, la nostra riconoscenza di figli e rinnovare fedelmente la memoria dell’opera compiuta per noi da Cristo Signore, mentre celebriamo il mistero del nostro riscatto. Egli ha spezzato le catene dell’antica oppressione, morendo ha distrutto la morte e con la sua risurrezione ci ha chiamato a partecipare all’eredità della vita divina. Per lui si allietano gli angeli e nell’eternità adorano la gloria del tuo volto: al loro canto concedi, o Padre, che si uniscano le nostre umili voci nell’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Mi hai preparato una mensa, o Dio d’amore,
    il mio calice trabocca di dolcezza.


    ALLA COMUNIONE

    Abbiamo riconosciuto il Figlio di Dio
    e abbiamo creduto all’amore
    che Dio ha per noi.


    DOPO LA COMUNIONE

    O Dio, che nutri e rinnovi i credenti alla mensa della parola e del Pane di vita, per questi doni di Cristo Signore da’ ai tuoi figli di crescere nella fede e di partecipare per sempre alla gioiosa esistenza del cielo, con lui che vive e regna nei secoli dei secoli.
    Ultima modifica di Ambrosiano; 29-06-2022 alle 21:23

  9. #229
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    SABATO DELLA SETTIMANA DELLA III DOMENICA DOPO PENTECOSTE
    Anno II


    ALL’ INGRESSO

    Il Signore è la mia luce e la mia salvezza:
    di chi avrò timore?
    Il Signore difende la mia vita:
    di chi avrò paura?


    ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA

    Concedi, o Dio, ai tuoi figli la salute e la serenità dello spirito, infondi nei cuori il disgusto per ogni forma di male e il desiderio ardente del bene; fa’ che la nostra vita si adorni di opere giuste, meritando così di essere da te benedetta e sempre difesa dalla tua grazia. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA

    Lettura del libro del Levitico (23, 9. 15-22)
    L’offerta delle primizie al Signore.

    In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè e disse: «Dal giorno dopo il sabato, cioè dal giorno in cui avrete portato il covone per il rito di elevazione, conterete sette settimane complete. Conterete cinquanta giorni fino all’indomani del settimo sabato e offrirete al Signore una nuova oblazione. Porterete dai luoghi dove abiterete due pani, per offerta con rito di elevazione: saranno di due decimi di efa di fior di farina, e li farete cuocere lievitati; sono le primizie in onore del Signore. Oltre quei pani, offrirete sette agnelli dell’anno, senza difetto, un giovenco e due arieti: saranno un olocausto per il Signore, insieme con la loro oblazione e le loro libagioni; sarà un sacrificio di profumo gradito, consumato dal fuoco in onore del Signore. Offrirete un capro in sacrificio per il peccato e due agnelli dell’anno in sacrificio di comunione. Il sacerdote presenterà gli agnelli insieme al pane delle primizie con il rito di elevazione davanti al Signore; tanto i pani quanto i due agnelli consacrati al Signore saranno riservati al sacerdote. Proclamerete in quello stesso giorno una festa e convocherete una riunione sacra. Non farete alcun lavoro servile. Sarà per voi una legge perenne, di generazione in generazione, in tutti i luoghi dove abiterete.
    Quando mieterai la messe della vostra terra, non mieterai fino al margine del campo e non raccoglierai ciò che resta da spigolare del tuo raccolto; lo lascerai per il povero e per il forestiero. Io sono il Signore, vostro Dio”».

    Parola di Dio.


    SALMO

    dal Sal 96(97)

    R. Il Signore è l’Altissimo su tutta la terra.


    Si vergognino tutti gli adoratori di statue
    e chi si vanta del nulla degli idoli.
    A lui si prostrino tutti gli dèi!
    Ascolti Sion e ne gioisca,
    esultino i villaggi di Giuda
    a causa dei tuoi giudizi, Signore. R.

    Perché tu, Signore,
    sei l’Altissimo su tutta la terra,
    eccelso su tutti gli dèi.
    Odiate il male, voi che amate il Signore:
    egli custodisce la vita dei suoi fedeli,
    li libererà dalle mani dei malvagi. R.

    Una luce è spuntata per il giusto,
    una gioia per i retti di cuore.
    Gioite, giusti, nel Signore,
    della sua santità celebrate il ricordo. R.


    EPISTOLA

    Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (14, 13 – 15, 2)
    Il regno di Dio non è questione di cibo, ma è male per un uomo mangiare dando scandalo.

    Fratelli, d’ora in poi non giudichiamoci più gli uni gli altri; piuttosto fate in modo di non essere causa di inciampo o di scandalo per il fratello.
    Io so, e ne sono persuaso nel Signore Gesù, che nulla è impuro in se stesso; ma se uno ritiene qualcosa come impuro, per lui è impuro. Ora se per un cibo il tuo fratello resta turbato, tu non ti comporti più secondo carità. Non mandare in rovina con il tuo cibo colui per il quale Cristo è morto! Non divenga motivo di rimprovero il bene di cui godete! Il regno di Dio infatti non è cibo o bevanda, ma giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo: chi si fa servitore di Cristo in queste cose è bene accetto a Dio e stimato dagli uomini.
    Cerchiamo dunque ciò che porta alla pace e alla edificazione vicendevole. Non distruggere l’opera di Dio per una questione di cibo! Tutte le cose sono pure; ma è male per un uomo mangiare dando scandalo. Perciò è bene non mangiare carne né bere vino né altra cosa per la quale il tuo fratello possa scandalizzarsi.
    La convinzione che tu hai, conservala per te stesso davanti a Dio. Beato chi non condanna se stesso a causa di ciò che approva. Ma chi è nel dubbio, mangiando si condanna, perché non agisce secondo coscienza; tutto ciò, infatti, che non viene dalla coscienza è peccato.
    Noi, che siamo i forti, abbiamo il dovere di portare le infermità dei deboli, senza compiacere noi stessi. Ciascuno di noi cerchi di piacere al prossimo nel bene, per edificarlo.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia.
    Voglio l’amore e non il sacrificio,
    la conoscenza di Dio più degli olocausti.
    Alleluia.


    VANGELO

    Lettura del Vangelo secondo Luca (11, 37-42)
    Queste erano le cose da fare, senza trascurare quelle.

    In quel tempo. Mentre il Signore Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo. Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro. Ma guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO

    Dio regna nel suo santuario.
    Egli, che ci raccoglie nella sua casa
    come figli uniti e concordi,
    darà forza e vigore al suo popolo.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA

    Ascolta, o Dio che tutto puoi, le nostre suppliche e concedi benevolo il frutto della tua consueta misericordia a tutti coloro che inviti a confidare nel tuo amore di padre. Per Cristo nostro Signore.


    SUI DONI

    La tua azione santificatrice, o Dio vivo e vero, discenda sulle nostre offerte, e la partecipazione ai divini misteri ci astenga da ogni contagio di male e ci conduca al dono della vita eterna. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO

    È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Tu hai tanto amato il mondo e tanta pietà hai provato per noi, da mandare il tuo Unigenito come redentore a condividere interamente la nostra vita, tranne che nel peccato. Così nel tuo Figlio fatto uomo ci hai amato tutti con un amore nuovo e più alto e nella sua obbedienza a questo disegno di grazia ci hai ridonato la primitiva ricchezza che nella disobbedienza della colpa era andata perduta. Per questa misericordia che ci ha salvato cantiamo la nostra gioia e, uniti ai cori degli angeli e dei santi, eleviamo l’inno di riconoscenza e di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    Padre santo, conserva nel tuo nome
    coloro che mi hai dato:
    che siano una cosa sola
    come noi lo siamo.


    ALLA COMUNIONE

    Gli angeli circondano adoranti l’altare
    e i sacerdoti consacrano
    il corpo e il sangue di Cristo,
    cantando gioiosi:
    «Gloria a Dio nell’alto dei cieli».


    DOPO LA COMUNIONE

    O Padre, che generosamente ci hai saziato col pane della salvezza, libera il nostro cuore da ogni nascosta ombra di colpa e difendici dalle insidie di ogni avverso potere. Per Cristo nostro Signore.

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    IV DOMENICA DOPO PENTECOSTE
    Anno C

    VANGELO DELLA RISURREZIONE

    Annuncio della Risurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo secondo Luca. (24,9-12)

    Tornate dal sepolcro, le donne annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo. Anche le altre, che erano con loro, raccontavano queste cose agli apostoli. Quelle parole parvero a loro come un vaneggiamento e non credevano ad esse. Pietro tuttavia si alzò, corse al sepolcro e, chinatosi, vide soltanto i teli. E tornò indietro, pieno di stupore per l’accaduto.
    Cristo Signore è risorto!


    ALL’INGRESSO
    Tu sei, o Dio, la mia protezione,
    il mio rifugio, la salvezza della mia vita.
    Tu sei la mia forza e la mia difesa;
    nel tuo nome mi guidi e mi sostieni.


    Si dice il Gloria.


    ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
    O Dio, grande e misericordioso, rimuovi ogni ostacolo dal nostro cammino perché nel vigore del corpo e nella serenità dello spirito possiamo dedicarci liberamente al tuo servizio. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


    LETTURA
    Lettura del libro della Genesi. (4,1-16)
    Abele e Caino.

    In quei giorni. Adamo conobbe Eva sua moglie, che concepì e partorì Caino e disse: «Ho acquistato un uomo grazie al Signore». Poi partorì ancora Abele, suo fratello. Ora Abele era pastore di greggi, mentre Caino era lavoratore del suolo.
    Trascorso del tempo, Caino presentò frutti del suolo come offerta al Signore, mentre Abele presentò a sua volta primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta, ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto. Il Signore disse allora a Caino: «Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto? Se agisci bene, non dovresti forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, e tu lo dominerai».
    Caino parlò al fratello Abele. Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise. Allora il Signore disse a Caino: «Dov’è Abele, tuo fratello?». Egli rispose: «Non lo so. Sono forse io il custode di mio fratello?». Riprese: «Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! Ora sii maledetto, lontano dal suolo che ha aperto la bocca per ricevere il sangue di tuo fratello dalla tua mano. Quando lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti: ramingo e fuggiasco sarai sulla terra». Disse Caino al Signore: «Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono. Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo e dovrò nascondermi lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi ucciderà». Ma il Signore gli disse: «Ebbene, chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!». Il Signore impose a Caino un segno, perché nessuno, incontrandolo, lo colpisse. Caino si allontanò dal Signore e abitò nella regione di Nod, a oriente di Eden.

    Parola di Dio.


    SALMO
    dal Sal 49(50)

    R. Sacrificio gradito al Signore è l’amore al fratello.

    Parla il Signore, Dio degli dèi,
    convoca la terra da oriente a occidente.
    «Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici,
    i tuoi olocausti mi stanno sempre davanti». R.

    Al malvagio Dio dice:
    «Perché vai ripetendo i miei decreti
    e hai sempre in bocca la mia alleanza,
    tu che hai in odio la disciplina
    e le mie parole ti getti alle spalle? R.

    Ti siedi, parli contro il tuo fratello,
    getti fango contro il figlio di tua madre.
    Hai fatto questo e io dovrei tacere?
    Forse credevi che io fossi come te!
    Ti rimprovero: pongo davanti a te la mia accusa». R.



    EPISTOLA
    Lettera agli ebrei (11,1-6)
    Senza fede è impossibile essere graditi a Dio: per fede Abele offrì un sacrificio migliore di quello di Caino.

    Fratelli, la fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede. Per questa fede i nostri antenati sono stati approvati da Dio.
    Per fede, noi sappiamo che i mondi furono formati dalla parola di Dio, sicché dall’invisibile ha preso origine il mondo visibile.
    Per fede, Abele offrì a Dio un sacrificio migliore di quello di Caino e in base ad essa fu dichiarato giusto, avendo Dio attestato di gradire i suoi doni; per essa, benché morto, parla ancora.
    Per fede, Enoc fu portato via, in modo da non vedere la morte; e non lo si trovò più, perché Dio lo aveva portato via. Infatti, prima di essere portato altrove, egli fu dichiarato persona gradita a Dio. Senza la fede è impossibile essergli graditi; chi infatti si avvicina a Dio, deve credere che egli esiste e che ricompensa coloro che lo cercano.

    Parola di Dio.


    CANTO AL VANGELO
    Alleluia.
    Quando vi mettete a pregare,
    se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate,
    perché anche il Padre vostro che è nei cieli
    perdoni a voi le vostre colpe.
    Alleluia.


    VANGELO
    Lettura del Vangelo secondo Matteo. (5,21-24)
    Non uccidere. Ma io vi dico: nessuno si adiri con il proprio fratello.

    In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Avete inteso che fu detto agli antichi: Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
    Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono».

    Parola del Signore.


    DOPO IL VANGELO
    Mia eredità è il Signore
    e io lo attendo e lo desidero.
    Egli è buono con chi a lui si affida,
    si dona al cuore che lo ricerca.


    A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
    Larga scenda, o Dio, la tua desiderata benedizione e confermi i cuori dei credenti perché non si allontanino mai dal tuo volere e si allietino sempre dei tuoi doni generosi. Per Cristo nostro Signore.


    Si dice il Credo.


    SUI DONI
    Fiduciosi nel tuo amore, o Padre, deponiamo sul santo altare le nostre offerte; questa celebrazione cui prestiamo l’umile nostro servizio ci porti il dono di un cuore purificato. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO
    È veramente cosa buona e giusta che il tuo popolo con cuore sincero elevi a te, o Padre, l’inno di lode.
    Tu nel sangue di Cristo Signore con sapienza mirabile lo hai redento. Amandoci oltre ogni nostro pensiero e ogni attesa, hai inviato al mondo il tuo Figlio unigenito perché nell’umiliazione della morte in croce riconducesse alla gloria l’uomo che dalla tua bontà era stato creato e per la propria superbia si era perduto.
    Riconoscenti e ammiràti, con tutte le creature adoranti del cielo e della terra, innalziamo con gioia l’inno di lode: Santo, Santo, Santo…


    ALLO SPEZZARE DEL PANE
    Credo, Signore,
    che tu sei il Cristo,
    il Figlio del Dio vivente,
    venuto in questo mondo.


    ALLA COMUNIONE
    Beati i poveri in spirito
    perché di essi è il regno dei cieli.
    Beati i miti
    perché erediteranno la terra.


    DOPO LA COMUNIONE
    Il sacramento celeste di cui ci siamo nutriti rinnovi, o Padre, la nostra coscienza e la nostra vita; e, poiché abbiamo annunziato in questo mistero la morte di Cristo e ne vogliamo condividere la passione redentrice, donaci di essere nella gloria eterna eredi con lui, che vive e regna nei secoli dei secoli.

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