Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: TESTI LITURGICI DELLA MESSA in Rito Romano (Anno Liturgico 2021-2022 - C - II)

  1. #111
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    16 marzo 2022
    Mercoledì della II settimana di Quaresima

    Antifona d'Ingresso
    Sal 37, 22-23
    Non abbandonarmi, Signore, mio Dio,
    da me non stare lontano;
    vieni presto in mio aiuto,
    o Signore, mia salvezza.

    Colletta
    Custodisci, o Padre,
    la tua famiglia nell’impegno delle buone opere;
    confortala con il tuo aiuto
    nel cammino della vita
    e guidala al possesso dei beni eterni.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

    Prima Lettura Ger 18, 18-20
    Venite, e colpiamo il giusto.


    Dal libro del profeta Geremìa
    [I nemici del profeta] dissero: «Venite e tramiamo insidie contro Geremìa, perché la legge non verrà meno ai sacerdoti né il consiglio ai saggi né la parola ai profeti. Venite, ostacoliamolo quando parla, non badiamo a tutte le sue parole».
    Prestami ascolto, Signore,
    e odi la voce di chi è in lite con me.
    Si rende forse male per bene?
    Hanno scavato per me una fossa.
    Ricòrdati quando mi presentavo a te,
    per parlare in loro favore,
    per stornare da loro la tua ira.

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 30 (31)
    Salvami, Signore, per la tua misericordia.

    Scioglimi dal laccio che mi hanno teso,
    perché sei tu la mia difesa.
    Alle tue mani affido il mio spirito;
    tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele.

    Ascolto la calunnia di molti: «Terrore all’intorno!»,
    quando insieme contro di me congiurano,
    tramano per togliermi la vita.

    Ma io confido in te, Signore;
    dico: «Tu sei il mio Dio,
    i miei giorni sono nelle tue mani».
    Liberami dalla mano dei miei nemici
    e dai miei persecutori.

    Canto al Vangelo Cf. Gv 8, 12
    Lode e onore a te, Signore Gesù.
    Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
    chi segue me, avrà la luce della vita.
    Lode e onore a te, Signore Gesù.

    Vangelo Mt 20, 17-28
    Lo condanneranno a morte.


    Dal Vangelo secondo Matteo
    In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».
    Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno».
    Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».
    Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dòminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

    Sulle Offerte
    Volgi con bontà lo sguardo, o Signore,
    alle offerte che ti presentiamo,
    e per questo santo scambio di doni
    liberaci dal dominio del peccato.
    Per Cristo nostro Signore.

    Prefazio di Quaresima.

    Antifona alla Comunione Mt 20, 28

    Il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito,
    ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti.

    Dopo la Comunione
    Signore Dio nostro, questo sacramento,
    che ci hai donato come pegno di vita immortale,
    sia per noi sorgente inesauribile
    di salvezza eterna.
    Per Cristo nostro Signore.

    Orazione sul popolo ad libitum
    Concedi ai tuoi figli, o Padre,
    l’abbondanza della tua grazia,
    dona loro la salute del corpo e dello spirito,
    la pienezza della carità fraterna
    e la gioia di esserti sempre fedeli.
    Per Cristo nostro Signore.

  2. #112
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    17 marzo 2022
    Giovedì della II settimana di Quaresima

    Antifona d'Ingresso
    Cf. Sal 138, 23-24
    Scrutami, o Dio, e conosci il mio cuore;
    vedi se percorro una via di iniquità
    e guidami sulla via della vita.

    Colletta
    O Dio, che ami l’innocenza
    e la ridoni a chi l’ha perduta,
    volgi verso di te i nostri cuori
    perché, animati dal tuo Spirito,
    possiamo rimanere saldi nella fede
    e operosi nella carità fraterna.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

    Prima Lettura Ger 17, 5-10
    Maledetto chi confida nell'uomo; benedetto chi confida nel Signore.


    Dal libro del profeta Geremìa
    Così dice il Signore:
    «Maledetto l’uomo che confida nell’uomo,
    e pone nella carne il suo sostegno,
    allontanando il suo cuore dal Signore.
    Sarà come un tamerisco nella steppa;
    non vedrà venire il bene,
    dimorerà in luoghi aridi nel deserto,
    in una terra di salsedine, dove nessuno può vivere.
    Benedetto l’uomo che confida nel Signore
    e il Signore è la sua fiducia.
    È come un albero piantato lungo un corso d’acqua,
    verso la corrente stende le radici;
    non teme quando viene il caldo,
    le sue foglie rimangono verdi,
    nell’anno della siccità non si dà pena,
    non smette di produrre frutti.
    Niente è più infido del cuore
    e difficilmente guarisce!
    Chi lo può conoscere?
    Io, il Signore, scruto la mente
    e saggio i cuori,
    per dare a ciascuno secondo la sua condotta,
    secondo il frutto delle sue azioni».

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 1
    Beato l’uomo che confida nel Signore.

    Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,
    non resta nella via dei peccatori
    e non siede in compagnia degli arroganti,
    ma nella legge del Signore trova la sua gioia,
    la sua legge medita giorno e notte.

    È come albero piantato lungo corsi d’acqua,
    che dà frutto a suo tempo:
    le sue foglie non appassiscono
    e tutto quello che fa, riesce bene.

    Non così, non così i malvagi,
    ma come pula che il vento disperde;
    poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti,
    mentre la via dei malvagi va in rovina.

    Canto al Vangelo Cf. Lc 8, 15
    Lode e onore a te, Signore Gesù.
    Beati coloro che custodiscono la parola di Dio
    con cuore integro e buono
    e producono frutto con perseveranza.
    Lode e onore a te, Signore Gesù,

    Vangelo Lc 16, 19-31
    Nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti.


    Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, Gesù disse ai farisei:
    «C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.
    Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”.
    Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”.
    E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».

    Sulle Offerte
    Per questo sacrificio, o Signore,
    santifica il nostro impegno di conversione
    e fa’ che alla pratica esteriore della Quaresima
    corrisponda una vera trasformazione interiore.
    Per Cristo nostro Signore.

    Prefazio di Quaresima.

    Antifona alla Comunione Sal 118, 1

    Beato chi è integro nella sua via
    e cammina nella legge del Signore.

    Oppure: Lc 16, 31
    Se non ascoltano Mosè e i Profeti,
    non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti.

    Dopo la Comunione
    Questo sacramento, o Dio,
    continui ad agire in noi
    e porti frutto nella nostra vita.
    Per Cristo nostro Signore.

    Orazione sul popolo ad libitum
    Assisti, o Signore, i tuoi fedeli
    che implorano l’aiuto della tua grazia
    per ottenere difesa e protezione.
    Per Cristo nostro Signore.

  3. #113
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    18 marzo 2022
    Venerdì della II settimana di Quaresima

    Antifona d'Ingresso
    Sal 30, 2.5
    In te, Signore, mi sono rifugiato, mai sarò deluso.
    Scioglimi dal laccio che mi hanno teso,
    perché sei tu la mia difesa.

    Colletta
    Dio onnipotente e misericordioso,
    donaci di essere intimamente purificati
    dall’impegno penitenziale della Quaresima
    per giungere alla Pasqua con spirito rinnovato.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

    Prima Lettura Gn 37, 3-4.12-13a.17b-28
    Eccolo! È arrivato il signore dei sogni! Orsù, uccidiamolo!


    Dal libro della Gènesi
    Israele amava Giuseppe più di tutti i suoi figli, perché era il figlio avuto in vecchiaia, e gli aveva fatto una tunica con maniche lunghe. I suoi fratelli, vedendo che il loro padre amava lui più di tutti i suoi figli, lo odiavano e non riuscivano a parlargli amichevolmente.
    I suoi fratelli erano andati a pascolare il gregge del loro padre a Sichem. Israele disse a Giuseppe: «Sai che i tuoi fratelli sono al pascolo a Sichem? Vieni, ti voglio mandare da loro». Allora Giuseppe ripartì in cerca dei suoi fratelli e li trovò a Dotan.
    Essi lo videro da lontano e, prima che giungesse vicino a loro, complottarono contro di lui per farlo morire. Si dissero l’un l’altro: «Eccolo! È arrivato il signore dei sogni! Orsù, uccidiamolo e gettiamolo in una cisterna! Poi diremo: “Una bestia feroce l’ha divorato!”. Così vedremo che ne sarà dei suoi sogni!».
    Ma Ruben sentì e, volendo salvarlo dalle loro mani, disse: «Non togliamogli la vita». Poi disse loro: «Non spargete il sangue, gettatelo in questa cisterna che è nel deserto, ma non colpitelo con la vostra mano»: egli intendeva salvarlo dalle loro mani e ricondurlo a suo padre.
    Quando Giuseppe fu arrivato presso i suoi fratelli, essi lo spogliarono della sua tunica, quella tunica con le maniche lunghe che egli indossava, lo afferrarono e lo gettarono nella cisterna: era una cisterna vuota, senz’acqua.
    Poi sedettero per prendere cibo. Quand’ecco, alzando gli occhi, videro arrivare una carovana di Ismaeliti provenienti da Gàlaad, con i cammelli carichi di rèsina, balsamo e làudano, che andavano a portare in Egitto. Allora Giuda disse ai fratelli: «Che guadagno c’è a uccidere il nostro fratello e a coprire il suo sangue? Su, vendiamolo agli Ismaeliti e la nostra mano non sia contro di lui, perché è nostro fratello e nostra carne». I suoi fratelli gli diedero ascolto.
    Passarono alcuni mercanti madianiti; essi tirarono su ed estrassero Giuseppe dalla cisterna e per venti sicli d’argento vendettero Giuseppe agli Ismaeliti. Così Giuseppe fu condotto in Egitto.

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 104 (105)
    Ricordiamo, Signore, le tue meraviglie.

    Il Signore chiamò la carestia su quella terra,
    togliendo il sostegno del pane.
    Davanti a loro mandò un uomo,
    Giuseppe, venduto come schiavo.

    Gli strinsero i piedi con ceppi,
    il ferro gli serrò la gola,
    finché non si avverò la sua parola
    e l’oracolo del Signore ne provò l’innocenza.

    Il re mandò a scioglierlo,
    il capo dei popoli lo fece liberare;
    lo costituì signore del suo palazzo,
    capo di tutti i suoi averi.

    Canto al Vangelo Cf. Gv 3, 16
    Lode e onore a te, Signore Gesù!
    Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito;
    chiunque crede in lui ha la vita eterna.
    Lode e onore a te, Signore Gesù!

    Vangelo Mt 21, 33-43.45-46
    Costui è l'erede. Su, uccidamolo!


    Dal Vangelo secondo Matteo.
    In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:
    «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
    Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
    Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
    Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».
    Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
    E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
    “La pietra che i costruttori hanno scartato
    è diventata la pietra d’angolo;
    questo è stato fatto dal Signore
    ed è una meraviglia ai nostri occhi”?
    Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».
    Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta.

    Sulle Offerte
    La tua benevolenza, o Dio,
    preceda e accompagni sempre
    i tuoi fedeli sulla via della fede
    e li prepari a celebrare degnamente questi misteri.
    Per Cristo nostro Signore.

    Prefazio di Quaresima.

    Antifona alla Comunione Cf. 1 Gv 4, 10

    Dio ci ha amati e ha mandato il suo Figlio,
    vittima di espiazione per i nostri peccati.

    Oppure: Cf. Mt 21, 42
    La pietra scartata dai costruttori
    è divenuta la pietra d’angolo.

    Dopo la Comunione
    Il pegno dell’eterna salvezza,
    che abbiamo ricevuto in questi sacramenti,
    ci aiuti, o Signore,
    a progredire nel cammino verso di te,
    per giungere al possesso dei beni eterni.
    Per Cristo nostro Signore.

    Orazione sul popolo ad libitum
    Dona al tuo popolo, o Signore,
    la salvezza dell’anima e del corpo,
    perché, perseverando nelle opere buone,
    sia sempre difeso dalla tua protezione.
    Per Cristo nostro Signore.

  4. #114
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    19 marzo 2022
    SAN GIUSEPPE, sposo della Beata Vergine Maria
    Solennità

    Antifona d'Ingresso
    Cf. Lc 12, 42
    Ecco il servo fedele e prudente,
    che il Signore ha messo a capo della sua famiglia.

    Si dice il Gloria.

    Colletta

    Dio onnipotente,
    che hai voluto affidare gli inizi della nostra redenzione
    alla custodia premurosa di san Giuseppe,
    per sua intercessione concedi alla tua Chiesa
    di cooperare fedelmente
    al compimento dell’opera di salvezza.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

    Prima Lettura 2 Sam 7, 4-5a.12-14a.16
    Il Signore Iddio gli darà il trono di Davide suo padre.


    Dal secondo libro di Samuèle
    In quei giorni, fu rivolta a Natan questa parola del Signore:
    «Va’ e di’ al mio servo Davide: Così dice il Signore: “Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno.
    Egli edificherà una casa al mio nome e io renderò stabile il trono del suo regno per sempre. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio.
    La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a te, il tuo trono sarà reso stabile per sempre”».

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 88 (89)
    In eterno durerà la sua discendenza.

    Canterò in eterno l’amore del Signore,
    di generazione in generazione
    farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
    perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;
    nel cielo rendi stabile la tua fedeltà».

    «Ho stretto un’alleanza con il mio eletto,
    ho giurato a Davide, mio servo.
    Stabilirò per sempre la tua discendenza,
    di generazione in generazione edificherò il tuo trono».

    «Egli mi invocherà: “Tu sei mio padre,
    mio Dio e roccia della mia salvezza”.
    Gli conserverò sempre il mio amore,
    la mia alleanza gli sarà fedele».

    Seconda Lettura 4, 13.16-18.22
    Egli credette, saldo nella speranza contro ogni speranza.


    Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
    Fratelli, non in virtù della Legge fu data ad Abramo, o alla sua discendenza, la promessa di diventare erede del mondo, ma in virtù della giustizia che viene dalla fede.
    Eredi dunque si diventa in virtù della fede, perché sia secondo la grazia, e in tal modo la promessa sia sicura per tutta la discendenza: non soltanto per quella che deriva dalla Legge, ma anche per quella che deriva dalla fede di Abramo, il quale è padre di tutti noi – come sta scritto: «Ti ho costituito padre di molti popoli» – davanti al Dio nel quale credette, che dà vita ai morti e chiama all’esistenza le cose che non esistono.
    Egli credette, saldo nella speranza contro ogni speranza, e così divenne padre di molti popoli, come gli era stato detto: «Così sarà la tua discendenza». Ecco perché gli fu accreditato come giustizia.

    Canto al Vangelo Salmo 83 (84), 5
    Lode e onore a te, Signore Gesù.
    Beato chi abita nella tua casa, Signore:
    senza fine canta le tue lodi.
    Lode e onore a te, Signore Gesù.

    Vangelo Mt 1, 16.18-21.24a
    Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore.


    Dal Vangelo secondo Matteo
    Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.
    Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
    Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
    Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore.

    Oppure: Lc 2, 41-51a
    Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo.


    Dal Vangelo secondo Luca
    I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
    Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
    Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
    Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso.

    Si dice il Credo.

    Sulle Offerte

    Donaci, o Padre, di servire al tuo altare
    con la stessa purezza di cuore che animò san Giuseppe
    nella fedele dedizione al tuo Figlio unigenito,
    nato dalla Vergine Maria.
    Per Cristo nostro Signore.

    Prefazio di san Giuseppe.

    Antifona alla Comunione Mt 25, 21

    Bene, servo buono e fedele: prendi parte alla gioia del tuo padrone.

    Dopo la Comunione
    Proteggi sempre la tua famiglia, o Signore,
    che hai nutrito a questo altare
    nella gioiosa memoria di san Giuseppe,
    e custodisci in noi i doni del tuo amore.
    Per Cristo nostro Signore.

  5. #115
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    20 marzo 2022
    III DOMENICA DI QUARESIMA

    Antifona d'Ingresso
    Cf. Sal 24, 15-16
    I miei occhi sono sempre rivolti al Signore:
    egli libera dal laccio il mio piede.
    Volgiti a me e abbi pietà, perché sono povero e solo.

    Oppure: Cf. Ez 36, 23-26
    Quando mostrerò la mia santità in voi,
    vi radunerò da ogni terra; vi aspergerò con acqua pura
    e sarete purificati da tutte le vostre impurità
    e metterò dentro di voi uno spirito nuovo.

    Non si dice il Gloria.

    Colletta

    O Dio, fonte di misericordia e di ogni bene,
    che hai proposto a rimedio dei peccati
    il digiuno, la preghiera e le opere di carità fraterna,
    accogli la confessione della nostra miseria
    perché, oppressi dal peso della colpa,
    siamo sempre sollevati dalla tua misericordia.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

    Oppure:
    O Dio dei nostri padri,
    che ascolti il grido degli oppressi,
    concedi ai tuoi fedeli
    di riconoscere nelle vicende della storia
    il tuo invito alla conversione,
    per aderire sempre più saldamente a Cristo,
    roccia della nostra salvezza.
    Egli è Dio, e vive e regna con te,
    nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

    Prima Lettura Es 3, 1-8a.13-15
    Io-Sono mi ha mandato a voi.


    Dal libro dell'Èsodo
    In quei giorni, mentre Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l’Oreb.
    L’angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco dal mezzo di un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva per il fuoco, ma quel roveto non si consumava.
    Mosè pensò: «Voglio avvicinarmi a osservare questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia?». Il Signore vide che si era avvicinato per guardare; Dio gridò a lui dal roveto: «Mosè, Mosè!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Non avvicinarti oltre! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è suolo santo!». E disse: «Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe». Mosè allora si coprì il volto, perché aveva paura di guardare verso Dio.
    Il Signore disse: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sovrintendenti: conosco le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dal potere dell’Egitto e per farlo salire da questa terra verso una terra bella e spaziosa, verso una terra dove scorrono latte e miele».
    Mosè disse a Dio: «Ecco, io vado dagli Israeliti e dico loro: “Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi”. Mi diranno: “Qual è il suo nome?”. E io che cosa risponderò loro?».
    Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono!». E aggiunse: «Così dirai agli Israeliti: “Io Sono mi ha mandato a voi”». Dio disse ancora a Mosè: «Dirai agli Israeliti: “Il Signore, Dio dei vostri padri, Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe mi ha mandato a voi”. Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione».

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 102 (103)
    Il Signore ha pietà del suo popolo.

    Benedici il Signore, anima mia,
    quanto è in me benedica il suo santo nome.
    Benedici il Signore, anima mia,
    non dimenticare tutti i suoi benefici.

    Egli perdona tutte le tue colpe,
    guarisce tutte le tue infermità,
    salva dalla fossa la tua vita,
    ti circonda di bontà e misericordia.

    Il Signore compie cose giuste,
    difende i diritti di tutti gli oppressi.
    Ha fatto conoscere a Mosè le sue vie,
    le sue opere ai figli d’Israele.

    Misericordioso e pietoso è il Signore,
    lento all’ira e grande nell’amore.
    Perché quanto il cielo è alto sulla terra,
    così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono.

    Seconda Lettura 1 Cor 10, 1-6.10-12
    La vita del popolo con Mosè nel deserto è stata scritta per nostro ammonimento.


    Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
    Non voglio che ignoriate, fratelli, che i nostri padri furono tutti sotto la nube, tutti attraversarono il mare, tutti furono battezzati in rapporto a Mosè nella nube e nel mare, tutti mangiarono lo stesso cibo spirituale, tutti bevvero la stessa bevanda spirituale: bevevano infatti da una roccia spirituale che li accompagnava, e quella roccia era il Cristo. Ma la maggior parte di loro non fu gradita a Dio e perciò furono sterminati nel deserto.
    Ciò avvenne come esempio per noi, perché non desiderassimo cose cattive, come essi le desiderarono.
    Non mormorate, come mormorarono alcuni di loro, e caddero vittime dello sterminatore. Tutte queste cose però accaddero a loro come esempio, e sono state scritte per nostro ammonimento, di noi per i quali è arrivata la fine dei tempi. Quindi, chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere.

    Canto al Vangelo Mt 4, 17
    Lode e onore a te, Signore Gesù!
    Convertitevi, dice il Signore,
    il regno dei cieli è vicino.
    Lode e onore a te, Signore Gesù!

    Vangelo Lc 13, 1-9
    Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.


    Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».
    Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».

    Si dice il Credo.

    Sulle Offerte

    Per questo sacrificio di riconciliazione, o Padre,
    rimetti i nostri debiti
    e donaci la forza di perdonare ai nostri fratelli.
    Per Cristo nostro Signore.

    Prefazio di Quaresima I o II.

    Antifona alla Comunione Lc 13, 5

    «Se non vi convertite, perirete tutti», dice il Signore.

    Oppure: Sal 83, 4-5
    Anche il passero trova una casa
    e la rondine il nido dove porre i suoi piccoli,
    presso i tuoi altari, Signore degli eserciti, mio re e mio Dio.
    Beato chi abita nella tua casa: senza fine canta le tue lodi.

    Dopo la Comunione
    O Dio, che ci nutri in questa vita
    con il pane del cielo, pegno della tua gloria,
    fa’ che manifestiamo nelle nostre opere
    la realtà presente nel sacramento che celebriamo.
    Per Cristo nostro Signore.

    Orazione sul popolo
    Guida, o Signore, i cuori dei tuoi fedeli:
    nella tua bontà concedi loro la grazia
    di rimanere nel tuo amore e nella carità fraterna
    per adempiere la pienezza dei tuoi comandamenti.
    Per Cristo nostro Signore.

  6. #116
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    III settimana di Quaresima
    Messa ad libitum


    Se nella domenica precedente non sono state proclamate le letture dell’anno A, è opportuno leggerle nel corso della settimana. In tal caso si dice la Messa del giorno con il prefazio della Samaritana e con l’antifona alla comunione della domenica anno A.

    Prima Lettura Es 17, 1-7
    Uscì acqua e il popolo bevve.


    Dal libro dell'Esodo
    In quei giorni, tutta la comunità degli Israeliti levò le tende dal deserto di Sin, camminando di tappa in tappa, secondo l'ordine del Signore, e si accampò a Refidim. Ma non c'era acqua da bere per il popolo. Il popolo protestò contro Mosè: «Dateci acqua da bere!». Mosè disse loro: «Perché protestate con me? Perché mettete alla prova il Signore?».
    In quel luogo il popolo soffriva la sete per mancanza di acqua; il popolo mormorò contro Mosè e disse: «Perché ci hai fatto salire dall’Egitto per far morire di sete noi, i nostri figli e il nostro bestiame?».
    Allora Mosè gridò al Signore, dicendo: «Che cosa farò io per questo popolo? Ancora un poco e mi lapideranno!».
    Il Signore disse a Mosè: «Passa davanti al popolo e prendi con te alcuni anziani d’Israele. Prendi in mano il bastone con cui hai percosso il Nilo, e va’! Ecco, io starò davanti a te là sulla roccia, sull’Oreb; tu batterai sulla roccia: ne uscirà acqua e il popolo berrà».
    Mosè fece così, sotto gli occhi degli anziani d’Israele. E chiamò quel luogo Massa e Merìba, a causa della protesta degli Israeliti e perché misero alla prova il Signore, dicendo: «Il Signore è in mezzo a noi sì o no?».

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 94 (95)
    Ascoltate oggi la voce del Signore: non indurite il vostro cuore.

    Venite, cantiamo al Signore,
    acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
    Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
    a lui acclamiamo con canti di gioia.

    Entrate: prostràti, adoriamo,
    in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
    È lui il nostro Dio
    e noi il popolo del suo pascolo,
    il gregge che egli conduce.

    Se ascoltaste oggi la sua voce!
    «Non indurite il cuore come a Merìba,
    come nel giorno di Massa nel deserto,
    dove mi tentarono i vostri padri:
    mi misero alla prova
    pur avendo visto le mie opere».

    Canto al Vangelo Cf. Gv 4, 42. 15
    Gloria e lode a te, o Cristo.
    Signore, tu sei veramente il salvatore del mondo;
    dammi dell’acqua viva, perché io non abbia più sete.
    Gloria e lode a te, o Cristo.

    Vangelo Gv 4, 5-42
    Sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna.


    Dal Vangelo secondo Giovanni
    In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani.
    Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?».
    Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero».
    Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».
    In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?».Uscirono dalla città e andavano da lui.
    Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». Ma egli rispose loro: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete». E i discepoli si domandavano l’un l’altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Voi non dite forse: ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l’altro miete. Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica». Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».

    Prefazio
    La Samaritana

    È veramente cosa buona e giusta,
    nostro dovere e fonte di salvezza,
    rendere grazie sempre e in ogni luogo
    a te, Signore, Padre Santo, Dio onnipotente ed eterno,
    per Cristo Signore nostro.
    Egli, chiedendo alla Samaritana l'acqua da bere,
    già aveva suscitato in lei il dono della fede
    e di questa fede ebbe sete così grande
    da accendere in lei il fuoco del tuo amore.
    Per questo mistero, anche noi ti rendiamo grazie
    e, uniti agli angeli, proclamiamo con il canto le tue meraviglie

    Antifona alla Comunione Cf. Gv 4, 14
    «Chi berrà dell’acqua che io gli darò», dice il Signore,
    «avrà in sé una sorgente che zampilla per la vita eterna».

  7. #117
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    21 marzo 2022
    Lunedì della III settimana di Quaresima

    Antifona d'Ingresso
    Sal 83, 3
    L’anima mia anela e desidera gli atri del Signore.
    Il mio cuore e la mia carne esultano nel Dio vivente.

    Colletta
    Nella tua continua misericordia, o Padre,
    purifica e rafforza la tua Chiesa,
    e poiché non può vivere senza di te,
    guidala sempre con la tua grazia.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

    Prima Lettura 2 Re 5, 1-15a
    C'erano molto lebbrosi in Israele, ma nessuno di loro fu purificato se non Naamàn, il Siro. (Cf. Lc 4, 27)


    Dal secondo libro dei Re
    In quei giorni Naamàn, comandante dell’esercito del re di Aram, era un personaggio autorevole presso il suo signore e stimato, perché per suo mezzo il Signore aveva concesso la salvezza agli Aramèi. Ma quest’uomo prode era lebbroso.
    Ora bande aramèe avevano condotto via prigioniera dalla terra d’Israele una ragazza, che era finita al servizio della moglie di Naamàn. Lei disse alla padrona: «Oh, se il mio signore potesse presentarsi al profeta che è a Samarìa, certo lo libererebbe dalla sua lebbra». Naamàn andò a riferire al suo signore: «La ragazza che proviene dalla terra d’Israele ha detto così e così». Il re di Aram gli disse: «Va’ pure, io stesso invierò una lettera al re d’Israele».
    Partì dunque, prendendo con sé dieci talenti d’argento, seimila sicli d’oro e dieci mute di abiti. Portò la lettera al re d’Israele, nella quale si diceva: «Orbene, insieme con questa lettera ho mandato da te Naamàn, mio ministro, perché tu lo liberi dalla sua lebbra». Letta la lettera, il re d’Israele si stracciò le vesti dicendo: «Sono forse Dio per dare la morte o la vita, perché costui mi ordini di liberare un uomo dalla sua lebbra? Riconoscete e vedete che egli evidentemente cerca pretesti contro di me».
    Quando Elisèo, uomo di Dio, seppe che il re d’Israele si era stracciate le vesti, mandò a dire al re: «Perché ti sei stracciato le vesti? Quell’uomo venga da me e saprà che c’è un profeta in Israele». Naamàn arrivò con i suoi cavalli e con il suo carro e si fermò alla porta della casa di Elisèo. Elisèo gli mandò un messaggero per dirgli: «Va’, bàgnati sette volte nel Giordano: il tuo corpo ti ritornerà sano e sarai purificato».
    Naamàn si sdegnò e se ne andò dicendo: «Ecco, io pensavo: “Certo, verrà fuori e, stando in piedi, invocherà il nome del Signore, suo Dio, agiterà la sua mano verso la parte malata e toglierà la lebbra”. Forse l’Abanà e il Parpar, fiumi di Damàsco, non sono migliori di tutte le acque d’Israele? Non potrei bagnarmi in quelli per purificarmi?». Si voltò e se ne partì adirato.
    Gli si avvicinarono i suoi servi e gli dissero: «Padre mio, se il profeta ti avesse ordinato una gran cosa, non l’avresti forse eseguita? Tanto più ora che ti ha detto: “Bàgnati e sarai purificato”». Egli allora scese e si immerse nel Giordano sette volte, secondo la parola dell’uomo di Dio, e il suo corpo ridivenne come il corpo di un ragazzo; egli era purificato.
    Tornò con tutto il seguito dall’uomo di Dio; entrò e stette davanti a lui dicendo: «Ecco, ora so che non c’è Dio su tutta la terra se non in Israele».

    Salmo Responsoriale Dai Salmi 41 – 42 (42 – 43)
    L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente.

    Come la cerva anèla
    ai corsi d’acqua,
    così l’anima mia anèla
    a te, o Dio.

    L’anima mia ha sete di Dio,
    del Dio vivente:
    quando verrò e vedrò
    il volto di Dio?

    Manda la tua luce e la tua verità:
    siano esse a guidarmi,
    mi conducano alla tua santa montagna,
    alla tua dimora.

    Verrò all’altare di Dio,
    a Dio, mia gioiosa esultanza.
    A te canterò sulla cetra,
    Dio, Dio mio.

    Canto al Vangelo Cf. Sal 129 (130), 5.7
    Gloria e lode a te, o Cristo!
    Io spero, Signore;
    attendo la sua parola.
    Con il Signore è la misericordia
    e grande è con lui la redenzione.
    Gloria e lode a te, o Cristo!

    Vangelo Lc 4, 24-30
    Gesù come Elìa ed Elisèo è mandato non per i soli Giudei.


    Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, Gesù [cominciò a dire nella sinagoga a Nàzaret:] «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidóne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
    All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

    Sulle Offerte
    Trasforma per noi, o Signore,
    in sacramento di salvezza
    l’offerta che ti presentiamo
    come segno del nostro servizio sacerdotale.
    Per Cristo nostro Signore.

    Prefazio di Quaresima.

    Antifona alla Comunione Sal 116, 1-2

    Genti tutte, lodate il Signore,
    perché forte è il suo amore per noi.

    Oppure Cf. Lc 4,27
    Nessuno fu purificato fra i molti lebbrosi in Israele,
    se non Naamàn, il Siro.

    Dopo la Comunione
    La comunione al tuo sacramento
    ci purifichi, o Signore,
    e ci raccolga nell’unità e nella pace.
    Per Cristo nostro Signore.

    Orazione sul popolo ad libitum
    La tua mano, o Signore,
    protegga questo popolo in preghiera,
    lo purifichi e lo guidi,
    perché con la tua consolante presenza
    giunga ai beni eterni.
    Per Cristo nostro Signore.

  8. #118
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    22 marzo 2022
    Martedì della III settimana di Quaresima

    Antifona d'Ingresso
    Sal 16, 6.8
    Io t’invoco, o Dio, perché tu mi rispondi;
    tendi a me l’orecchio, ascolta le mie parole.
    Custodiscimi come pupilla degli occhi,
    all’ombra delle tue ali nascondimi.

    Colletta
    Non ci abbandoni mai la tua grazia, o Signore,
    ci renda fedeli al tuo santo servizio
    e ci ottenga sempre il tuo aiuto.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

    Prima Lettura Dn 3, 25.34-43
    Accoglici, Signore, con il cuore contrito e con lo spirito umiliato.


    Dal libro del profeta Daniele
    In quei giorni, Azarìa si alzò e fece questa preghiera in mezzo al fuoco e aprendo la bocca disse:
    «Non ci abbandonare fino in fondo,
    per amore del tuo nome,
    non infrangere la tua alleanza;
    non ritirare da noi la tua misericordia,
    per amore di Abramo, tuo amico,
    di Isacco, tuo servo, di Israele, tuo santo,
    ai quali hai parlato, promettendo di moltiplicare
    la loro stirpe come le stelle del cielo,
    come la sabbia sulla spiaggia del mare.
    Ora invece, Signore,
    noi siamo diventati più piccoli
    di qualunque altra nazione,
    oggi siamo umiliati per tutta la terra
    a causa dei nostri peccati.
    Ora non abbiamo più né principe
    né profeta né capo né olocàusto
    né sacrificio né oblazione né incenso
    né luogo per presentarti le primizie
    e trovare misericordia.
    Potessimo essere accolti con il cuore contrito
    e con lo spirito umiliato,
    come olocàusti di montoni e di tori,
    come migliaia di grassi agnelli.
    Tale sia oggi il nostro sacrificio davanti a te e ti sia gradito,
    perché non c’è delusione per coloro che confidano in te.
    Ora ti seguiamo con tutto il cuore,
    ti temiamo e cerchiamo il tuo volto,
    non coprirci di vergogna.
    Fa’ con noi secondo la tua clemenza,
    secondo la tua grande misericordia.
    Salvaci con i tuoi prodigi,
    da’ gloria al tuo nome, Signore».

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 24 (25)
    Ricòrdati, Signore, della tua misericordia.

    Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
    insegnami i tuoi sentieri.
    Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
    perché sei tu il Dio della mia salvezza.

    Ricòrdati, Signore, della tua misericordia
    e del tuo amore, che è da sempre.
    Ricòrdati di me nella tua misericordia,
    per la tua bontà, Signore.

    Buono e retto è il Signore,
    indica ai peccatori la via giusta;
    guida i poveri secondo giustizia,
    insegna ai poveri la sua via.

    Canto al Vangelo Cf. Gl 2, 12-13
    Gloria e lode a te, o Cristo!
    Ritornate a me con tutto il cuore, dice il Signore,
    perché sono misericordioso e pietoso.
    Gloria e lode a te, o Cristo!

    Vangelo Mt 18, 21-35
    Se non perdonerete di cuore al vostro fratello, il Padre non vi perdonerà.


    Dal Vangelo secondo Matteo
    In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
    Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
    Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
    Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.
    Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».

    Sulle Offerte
    Concedi, o Signore,
    che questo sacrificio di salvezza
    ci purifichi dai peccati
    e ci ottenga il dono della tua misericordia.
    Per Cristo nostro Signore.

    Prefazio di Quaresima.

    Antifona alla Comunione Sal 14, 1-2

    Signore, chi abiterà nella tua tenda?
    Chi dimorerà sul tuo santo monte?
    Colui che cammina senza colpa e pratica la giustizia.

    Oppure: Cf. Mt 18, 32-33
    Io ti ho condonato tutto quel debito
    perché tu mi hai pregato.
    Non dovevi anche tu aver pietà del tuo fratello?

    Dopo la Comunione
    La partecipazione ai santi misteri
    rinnovi, o Padre, la nostra vita,
    ci ottenga la libertà dal peccato
    e il conforto della tua protezione.
    Per Cristo nostro Signore.

    Orazione sul popolo ad libitum
    O Dio, maestro e guida del tuo popolo,
    allontana da questi tuoi figli
    i peccati che li opprimono,
    perché vivano conformi alla tua volontà
    e sicuri della tua protezione.
    Per Cristo nostro Signore.

  9. #119
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    23 marzo 2022
    Mercoledì della III settimana di Quaresima

    Antifona d'Ingresso
    Sal 118, 133
    Rendi saldi i miei passi secondo la tua promessa;
    non permettere che mi domini alcun male.

    Colletta
    Concedi a noi, o Signore,
    che, nutriti dalla tua parola
    e formati nell’impegno quaresimale,
    ti serviamo con purezza di cuore
    e siamo sempre concordi nella preghiera.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

    Prima Lettura Dt 4, 1.5-9
    Osserverete le leggi e le metterete in pratica.


    Dal libro del Deuteronòmio
    Mosè parlò al popolo e disse:
    «Ora, Israele, ascolta le leggi e le norme che io vi insegno, affinché le mettiate in pratica, perché viviate ed entriate in possesso della terra che il Signore, Dio dei vostri padri, sta per darvi.
    Vedete, io vi ho insegnato leggi e norme come il Signore, mio Dio, mi ha ordinato, perché le mettiate in pratica nella terra in cui state per entrare per prenderne possesso. Le osserverete dunque, e le metterete in pratica, perché quella sarà la vostra saggezza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli, i quali, udendo parlare di tutte queste leggi, diranno: “Questa grande nazione è il solo popolo saggio e intelligente”. Infatti quale grande nazione ha gli dèi così vicini a sé, come il Signore, nostro Dio, è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo? E quale grande nazione ha leggi e norme giuste come è tutta questa legislazione che io oggi vi do?
    Ma bada a te e guàrdati bene dal dimenticare le cose che i tuoi occhi hanno visto, non ti sfuggano dal cuore per tutto il tempo della tua vita: le insegnerai anche ai tuoi figli e ai figli dei tuoi figli».

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 147
    Celebra il Signore, Gerusalemme.

    Celebra il Signore, Gerusalemme,
    loda il tuo Dio, Sion,
    perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
    in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.

    Manda sulla terra il suo messaggio:
    la sua parola corre veloce.
    Fa scendere la neve come lana,
    come polvere sparge la brina.

    Annuncia a Giacobbe la sua parola,
    i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
    Così non ha fatto con nessun’altra nazione,
    non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi.

    Canto al Vangelo Cf. Gv 6, 63c.68c
    Gloria e lode a te, o Cristo!
    Le tue parole, Signore, sono spirito e vita;
    tu hai parole di vita eterna.
    Gloria e lode a te, o Cristo!

    Vangelo Mt 5, 17-19
    Chi insegnerà e osserverà i precetti, sarà considerato grande nel regno dei cieli.


    Dal Vangelo secondo Matteo
    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
    «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
    Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

    Sulle Offerte
    Accetta, o Signore,
    le offerte e le preghiere del tuo popolo
    e difendi da ogni pericolo
    i tuoi fedeli che celebrano i santi misteri.
    Per Cristo nostro Signore.

    Prefazio di Quaresima.

    Antifona alla Comunione Sal 15, 11

    Mi indicherai il sentiero della vita,
    gioia piena alla tua presenza.

    Oppure: Cf. Mt 5, 19
    Chi osserverà e insegnerà i precetti del Signore
    sarà grande nel regno dei cieli.

    Dopo la Comunione
    Il pane del cielo di cui ci siamo nutriti
    ci santifichi, o Signore,
    e, liberati da ogni colpa,
    ci renda degni delle tue promesse.
    Per Cristo nostro Signore.

    Orazione sul popolo ad libitum
    Concedi al tuo popolo, o Signore,
    di desiderare ciò che ti è gradito,
    perché solo nella conformità al tuo volere
    sarà ricolmato di ogni bene.
    Per Cristo nostro Signore.

  10. #120
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    24 marzo 2022
    Giovedì della III settimana di Quaresima

    Antifona d'Ingresso

    «Io sono la salvezza del popolo», dice il Signore.
    «In qualunque prova mi invocherete, vi esaudirò,
    e sarò il vostro Signore per sempre».

    Colletta
    Dio grande e misericordioso,
    quanto più si avvicina la festa della nostra redenzione,
    tanto più cresca in noi il fervore
    per celebrare santamente il mistero della Pasqua.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

    Prima Lettura Ger 7, 23-28
    Questa è la nazione che non ascolta la voce del Signore, suo Dio.


    Dal libro del profeta Geremìa
    Così dice il Signore:
    «Questo ordinai loro: “Ascoltate la mia voce, e io sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo; camminate sempre sulla strada che vi prescriverò, perché siate felici”.
    Ma essi non ascoltarono né prestarono orecchio alla mia parola; anzi, procedettero ostinatamente secondo il loro cuore malvagio e, invece di rivolgersi verso di me, mi hanno voltato le spalle.
    Da quando i vostri padri sono usciti dall’Egitto fino ad oggi, io vi ho inviato con assidua premura tutti i miei servi, i profeti; ma non mi hanno ascoltato né prestato orecchio, anzi hanno reso dura la loro cervìce, divenendo peggiori dei loro padri.
    Dirai loro tutte queste cose, ma non ti ascolteranno; li chiamerai, ma non ti risponderanno. Allora dirai loro: Questa è la nazione che non ascolta la voce del Signore, suo Dio, né accetta la correzione. La fedeltà è sparita, è stata bandita dalla loro bocca».

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 94 (95)
    Ascoltate oggi la voce del Signore: non indurite il vostro cuore.

    Venite, cantiamo al Signore,
    acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
    Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
    a lui acclamiamo con canti di gioia.

    Entrate: prostràti, adoriamo,
    in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
    È lui il nostro Dio
    e noi il popolo del suo pascolo,
    il gregge che egli conduce.

    Se ascoltaste oggi la sua voce!
    «Non indurite il cuore come a Merìba,
    come nel giorno di Massa nel deserto,
    dove mi tentarono i vostri padri:
    mi misero alla prova
    pur avendo visto le mie opere».

    Canto al Vangelo Cf. Gl 2, 12-13
    Gloria e lode a te, o Cristo!
    Ritornate a me con tutto il cuore, dice il Signore,
    perché sono misericordioso e pietoso.
    Gloria e lode a te, o Cristo!

    Vangelo Lc 11, 14-23
    Chi non è con me, è contro di me.


    Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle furono prese da stupore. Ma alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo.
    Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.
    Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino.
    Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde».

    Sulle Offerte
    Purificaci, o Signore, dal contagio del male,
    perché ti sia gradita la nostra offerta;
    non permettere che siamo attratti da falsi piaceri,
    tu che ci chiami a godere della vera gioia.
    Per Cristo nostro Signore.

    Prefazio di Quaresima.

    Antifona alla Comunione Cf. Sal 118, 4-5

    Tu hai dato, Signore, i tuoi precetti
    perché siano osservati interamente.
    Siano stabili le mie vie nel custodire i tuoi decreti.

    Oppure: Lc 11, 23
    «Chi non è con me, è contro di me,
    chi non raccoglie con me, disperde», dice il Signore.

    Dopo la Comunione
    O Dio, che ci hai nutriti in questo sacramento,
    fa’ che la forza della tua salvezza,
    operante nei santi misteri,
    trasformi tutta la nostra vita.
    Per Cristo nostro Signore.

    Orazione sul popolo ad libitum
    Nella tua misericordia
    guarda, o Signore, il popolo che implora la tua clemenza:
    come da te ha ricevuto la vita,
    così la tua grazia gli doni di ricercare il bene
    e di attuarlo ogni giorno.
    Per Cristo nostro Signore.

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