Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: TESTI LITURGICI DELLA MESSA in Rito Romano

  1. #121
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    25 marzo 2022
    ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE
    Solennità

    Antifona d'Ingresso
    Cf. Eb 10, 5.7
    Entrando nel mondo il Signore disse:
    «Eccomi, o Dio, io vengo per fare la tua volontà».

    Si dice il Gloria.

    Colletta

    O Padre, tu hai voluto che il tuo Verbo
    si facesse carne nel grembo della Vergine Maria:
    concedi a noi, che professiamo la fede nel nostro redentore,
    vero Dio e vero uomo,
    di essere partecipi della sua natura divina.
    Egli è Dio, e vive e regna con te,
    nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

    Prima Lettura Is 7, 10-14; 8, 10c
    Ecco, la vergine concepirà.


    Dal libro del profeta Isaìa
    In quei giorni, il Signore parlò ad Acaz: «Chiedi per te un segno dal Signore, tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure dall’alto».
    Ma Acaz rispose: «Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore».
    Allora Isaìa disse: «Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta stancare gli uomini, perché ora vogliate stancare anche il mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele, perché Dio è con noi».

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 39 (40)
    Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.

    Sacrificio e offerta non gradisci,
    gli orecchi mi hai aperto,
    non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
    Allora ho detto: «Ecco, io vengo».

    «Nel rotolo del libro su di me è scritto
    di fare la tua volontà:
    mio Dio, questo io desidero;
    la tua legge è nel mio intimo».

    Ho annunciato la tua giustizia
    nella grande assemblea;
    vedi: non tengo chiuse le labbra,
    Signore, tu lo sai.

    Non ho nascosto la tua giustizia
    dentro il mio cuore,
    la tua verità e la tua salvezza
    ho proclamato.

    Seconda Lettura Eb 10, 4-10
    Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà.


    Dalla lettera agli Ebrei
    Fratelli, è impossibile che il sangue di tori e di capri elimini i peccati. Per questo, entrando nel mondo, Cristo dice:
    «Tu non hai voluto né sacrificio né offerta,
    un corpo invece mi hai preparato.
    Non hai gradito
    né olocausti né sacrifici per il peccato.
    Allora ho detto: “Ecco, io vengo
    – poiché di me sta scritto nel rotolo del libro –
    per fare, o Dio, la tua volontà”».
    Dopo aver detto: «Tu non hai voluto e non hai gradito né sacrifici né offerte, né olocausti né sacrifici per il peccato», cose che vengono offerte secondo la Legge, soggiunge: «Ecco, io vengo a fare la tua volontà». Così egli abolisce il primo sacrificio per costituire quello nuovo. Mediante quella volontà siamo stati santificati per mezzo dell’offerta del corpo di Gesù Cristo, una volta per sempre.

    Canto al Vangelo Gv 1, 14ab
    Lode e onore a te, Signore Gesù.
    Il Verbo si fece carne
    e venne ad abitare in mezzo a noi;
    e noi abbiamo contemplato la sua gloria.
    Lode e onore a te, Signore Gesù.

    Vangelo Lc 1, 26-38
    Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.


    Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
    A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
    Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
    Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

    Si dice il Credo. Alle parole E per opera dello Spirito Santo… e si è fatto uomo si genuflette.

    Sulle Offerte

    Accogli con bontà, Dio onnipotente, l’offerta della tua Chiesa,
    perché, riconoscendo le sue origini
    nell’incarnazione del tuo Figlio unigenito,
    esulti di gioia in questa celebrazione dei suoi misteri.
    Per Cristo nostro Signore.

    Prefazio
    Il mistero dell’incarnazione

    È veramente cosa buona e giusta,
    nostro dovere e fonte di salvezza
    rendere grazie sempre e in ogni luogo
    a te, Signore, Padre santo,
    Dio onnipotente ed eterno,
    per Cristo Signore nostro.
    All’annuncio dell’angelo
    la Vergine accolse nella fede la tua parola,
    e per l’azione misteriosa dello Spirito Santo
    concepì e portò in grembo con ineffabile amore
    il primogenito dell’umanità nuova,
    che doveva compiere le promesse d’Israele
    e rivelarsi al mondo come il Salvatore atteso dalle genti.
    Per questo mistero,
    le schiere degli angeli
    adorano la tua gloria
    e per l’eternità si allietano al tuo cospetto.
    Al loro canto concedi, o Signore,
    che si uniscano le nostre umili voci
    nell’inno di lode

    Antifona alla Comunione Cf. Is 7, 14
    Ecco, la Vergine concepirà e darà alla luce un figlio:
    lo chiamerà Emmanuele, Dio con noi.

    Dopo la Comunione
    O Padre, che ci hai accolti alla tua mensa,
    conferma in noi il dono della vera fede,
    perché, riconoscendo nel Figlio della Vergine
    il tuo Verbo fatto uomo,
    per la potenza della sua risurrezione
    possiamo giungere alla gioia eterna.
    Per Cristo nostro Signore.

  2. #122
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    26 marzo 2022
    Sabato della III settimana di Quaresima

    Antifona d'Ingresso
    Sal 102, 2-3
    Benedici il Signore, anima mia,
    non dimenticare tutti i suoi benefici:
    egli perdona tutte le tue colpe.

    Colletta
    O Dio, nostro Padre,
    che nella celebrazione della Quaresima
    ci fai pregustare la gioia della Pasqua,
    donaci di contemplare e vivere
    i misteri della redenzione
    per godere la pienezza dei suoi frutti.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

    Prima Lettura Os 6, 1-6
    Voglio l'amore e non il sacrificio.


    Dal libro del profeta Osèa
    «Venite, ritorniamo al Signore:
    egli ci ha straziato ed egli ci guarirà.
    Egli ci ha percosso ed egli ci fascerà.
    Dopo due giorni ci ridarà la vita
    e il terzo ci farà rialzare,
    e noi vivremo alla sua presenza.
    Affrettiamoci a conoscere il Signore,
    la sua venuta è sicura come l’aurora.
    Verrà a noi come la pioggia d’autunno,
    come la pioggia di primavera che feconda la terra».
    Che dovrò fare per te, Èfraim,
    che dovrò fare per te, Giuda?
    Il vostro amore è come una nube del mattino,
    come la rugiada che all’alba svanisce.
    Per questo li ho abbattuti per mezzo dei profeti,
    li ho uccisi con le parole della mia bocca
    e il mio giudizio sorge come la luce:
    poiché voglio l’amore e non il sacrificio,
    la conoscenza di Dio più degli olocàusti.

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 50 (51)
    Voglio l’amore e non il sacrificio.
    Oppure:
    Tu gradisci, o Dio, gli umili di cuore.

    Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
    nella tua grande misericordia
    cancella la mia iniquità.
    Lavami tutto dalla mia colpa,
    dal mio peccato rendimi puro.

    Tu non gradisci il sacrificio;
    se offro olocàusti, tu non li accetti.
    Uno spirito contrito è sacrificio a Dio;
    un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non disprezzi.

    Nella tua bontà fa’ grazia a Sion,
    ricostruisci le mura di Gerusalemme.
    Allora gradirai i sacrifici legittimi,
    l’olocàusto e l’intera oblazione.

    Canto al Vangelo Cf. Sal 94 (95), 8ab
    Gloria e lode a te, o Cristo!
    Oggi non indurite il vostro cuore,
    ma ascoltate la voce del Signore.
    Gloria e lode a te, o Cristo!

    Vangelo Lc 18, 9-14
    Il pubblicano tornò a casa sua giustificato, a differenza del fariseo.


    Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri:
    «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano.
    Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”.
    Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”.
    Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».

    Sulle Offerte
    O Dio, che ci doni la grazia
    di accostarci con animo purificato ai tuoi misteri,
    concedi che, facendo memoria
    di quanto ci è stato trasmesso,
    innalziamo la lode a te gradita.
    Per Cristo nostro Signore.

    Prefazio di Quaresima.

    Antifona alla Comunione Lc 18,13

    Il pubblicano, fermatosi a distanza,
    si batteva il petto dicendo:
    «O Dio, abbi pietà di me peccatore».

    Dopo la Comunione
    Dio di misericordia, concedi a noi
    di celebrare sempre con sincera devozione
    e di ricevere con spirito di fede
    i sacramenti che ci doni
    con inesauribile larghezza.
    Per Cristo nostro Signore.

    Orazione sul popolo ad libitum
    Stendi la tua mano, o Signore, a difesa dei tuoi fedeli
    perché ti cerchino con tutto il cuore
    e vedano esauditi i loro giusti desideri.
    Per Cristo nostro Signore.

  3. #123
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    27 marzo 2022
    IV DOMENICA DI QUARESIMA Laetare

    Antifona d'Ingresso
    Cf. Is 66, 10-11
    Rallegrati, Gerusalemme,
    e voi tutti che l’amate radunatevi.
    Sfavillate di gioia con essa,
    voi che eravate nel lutto.
    Così gioirete e vi sazierete al seno delle sue consolazioni.

    Non si dice il Gloria.

    Colletta

    O Padre, che per mezzo del tuo Figlio
    operi mirabilmente la redenzione del genere umano,
    concedi al popolo cristiano di affrettarsi
    con fede viva e generoso impegno
    verso la Pasqua ormai vicina.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo,
    tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te,
    nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

    Oppure:
    O Padre,
    che in Cristo crocifisso e risorto
    offri a tutti i tuoi figli
    l’abbraccio della riconciliazione,
    donaci la grazia di una vera conversione,
    per celebrare con gioia la Pasqua dell’Agnello.
    Egli è Dio, e vive e regna con te,
    nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

    Prima Lettura Gs 5, 9a.10-12
    Il popolo di Dio, entrato nella terra promessa, celebra la Pasqua.


    Dal libro di Giosuè
    In quei giorni, il Signore disse a Giosuè: «Oggi ho allontanato da voi l’infamia dell’Egitto».
    Gli Israeliti rimasero accampati a Gàlgala e celebrarono la Pasqua al quattordici del mese, alla sera, nelle steppe di Gerico.
    Il giorno dopo la Pasqua mangiarono i prodotti della terra, àzzimi e frumento abbrustolito in quello stesso giorno.
    E a partire dal giorno seguente, come ebbero mangiato i prodotti della terra, la manna cessò. Gli Israeliti non ebbero più manna; quell’anno mangiarono i frutti della terra di Canaan.

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 33 (34)
    Gustate e vedete com’è buono il Signore.

    Benedirò il Signore in ogni tempo,
    sulla mia bocca sempre la sua lode.
    Io mi glorio nel Signore:
    i poveri ascoltino e si rallegrino.

    Magnificate con me il Signore,
    esaltiamo insieme il suo nome.
    Ho cercato il Signore: mi ha risposto
    e da ogni mia paura mi ha liberato.

    Guardate a lui e sarete raggianti,
    i vostri volti non dovranno arrossire.
    Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
    lo salva da tutte le sue angosce.

    Seconda Lettura 2 Cor 5, 17-21
    Dio ci ha riconciliati con sé mediante Cristo.


    Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
    Fratelli, se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove.
    Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione. Era Dio infatti che riconciliava a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione.
    In nome di Cristo, dunque, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio.
    Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio.

    Canto al Vangelo Lc 15, 18
    Lode e onore a te, Signore Gesù!
    Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò:
    Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te.
    Lode e onore a te, Signore Gesù!

    Vangelo Lc 15, 1-3.11-32
    Questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita.


    Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
    Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre.
    Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.
    Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».

    Si dice il Credo.

    Sulle Offerte

    Ti presentiamo con gioia, o Signore,
    i doni della redenzione eterna:
    concedi a noi di venerarli con fede
    e di offrirli degnamente
    per la salvezza del mondo.
    Per Cristo nostro Signore.

    Prefazio di Quaresima I o II.

    Antifona alla Comunione Lc 15, 32

    Figlio, bisognava far festa e rallegrarsi,
    perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita,
    era perduto ed è stato ritrovato.

    Oppure: Cf. Sal 121, 3-4
    Gerusalemme è costruita come città salda e compatta.
    È là che salgono le tribù, le tribù del Signore,
    secondo la legge d’Israele,
    per lodare il nome del Signore.

    Dopo la Comunione
    O Dio, che illumini ogni uomo
    che viene in questo mondo,
    fa’ risplendere su di noi la luce della tua grazia,
    perché i nostri pensieri
    siano conformi alla tua sapienza
    e possiamo amarti con cuore sincero.
    Per Cristo nostro Signore.

    Orazione sul popolo
    Custodisci, o Signore,
    coloro che ti supplicano,
    sorreggi chi è fragile,
    vivifica sempre con la tua luce
    quanti camminano nelle tenebre del mondo
    e concedi loro, liberati da ogni male,
    di giungere ai beni eterni.
    Per Cristo nostro Signore.

  4. #124
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    IV settimana di Quaresima
    Messa ad libitum


    Se nella domenica precedente non sono state proclamate le letture dell’anno A, è opportuno leggerle nel corso della settimana. In tal caso si dice la Messa del giorno con il prefazio del cieco nato e con l’antifona alla comunione della domenica anno A.

    Prima Lettura Mi 7, 7-9
    Mi rialzerò; se siedo nelle tenebre, il Signore sarà la luce.


    Dal libro del profeta Michea
    Io volgo lo sguardo al Signore,
    spero nel Dio della mia salvezza,
    il mio Dio mi esaudirà.
    Non gioire di me,
    o mia nemica!
    Se sono caduta, mi rialzerò;
    se siedo nelle tenebre,
    il Signore sarà la mia luce.
    Sopporterò lo sdegno del Signore
    perché ho peccato contro di lui,
    finché egli tratti la mia causa
    e ristabilisca il mio diritto,
    finché mi faccia uscire alla luce
    e io veda la sua giustizia.

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 26 (27)
    Il Signore è mia luce e mia salvezza.

    Il Signore è mia luce e mia salvezza:
    di chi avrò timore?
    Il Signore è difesa della mia vita:
    di chi avrò paura?

    Ascolta, Signore, la mia voce.
    Io grido: abbi pietà di me, rispondimi!
    Il mio cuore ripete il tuo invito:
    «Cercate il mio volto!».

    Il tuo volto, Signore, io cerco.
    Non nascondermi il tuo volto,
    non respingere con ira il tuo servo.
    Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi.

    Sono certo di contemplare la bontà del Signore
    nella terra dei viventi.
    Spera nel Signore, sii forte,
    si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.

    Canto al Vangelo Cf. Gv 8, 12
    Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!
    Io sono la luce del mondo, dice il Signore,
    chi segue me avrà la luce della vita.
    Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!

    Vangelo Gv 9, 1-41
    Andò, si lavò e tornò che ci vedeva.


    Dal Vangelo secondo Giovanni
    In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo».
    Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
    Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, me lo ha spalmato sugli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so».
    Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età: chiedetelo a lui!».
    Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.
    Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui. Gesù allora disse: «È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi». Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo ciechi anche noi?». Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: “Noi vediamo”, il vostro peccato rimane».

    Prefazio
    Il cieco nato

    È veramente cosa buona e giusta,
    nostro dovere e fonte di salvezza,
    rendere grazie sempre e in ogni luogo
    a te, Signore, Padre Santo,
    Dio onnipotente ed eterno,
    per Cristo Signore nostro.
    Nel mistero della sua incarnazione
    egli si è fatto guida del genere umano
    che camminava nelle tenebre,
    per condurlo alla luce della fede,
    e liberare con il lavacro di rigenerazione
    gli schiavi dell’antico peccato
    per elevarli alla dignità di figli.
    Per questo mistero di salvezza,
    il cielo e la terra ti adorano,
    intonando il cantico nuovo,
    e noi con tutte le schiere degli angeli
    proclamiamo senza fine la tua lode

    Antifona alla Comunione Cf. Gv 9, 11
    Il Signore ha spalmato un po’ di fango sui miei occhi.
    Sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista.

  5. #125
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    28 marzo 2022
    Lunedì della IV settimana di Quaresima

    Antifona d'Ingresso
    Sal 30, 7-8
    Io confido nel Signore.
    Esulterò e gioirò per la tua grazia,
    perché hai guardato alla mia miseria.

    Colletta
    O Dio, che rinnovi il mondo
    con i tuoi ineffabili sacramenti,
    fa’ che la Chiesa si edifichi
    con questi segni delle realtà del cielo
    e non resti priva del tuo aiuto per la vita terrena.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo,
    tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te,
    nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

    Prima Lettura Is 65, 17-21
    Non si udranno più voci di pianto e grida di angoscia.


    Dal libro del profeta Isaìa
    Così dice il Signore:
    «Ecco, io creo nuovi cieli e nuova terra;
    non si ricorderà più il passato,
    non verrà più in mente,
    poiché si godrà e si gioirà sempre
    di quello che sto per creare,
    poiché creo Gerusalemme per la gioia,
    e il suo popolo per il gaudio.
    Io esulterò di Gerusalemme,
    godrò del mio popolo.
    Non si udranno più in essa
    voci di pianto, grida di angoscia.
    Non ci sarà più
    un bimbo che viva solo pochi giorni,
    né un vecchio che dei suoi giorni
    non giunga alla pienezza,
    poiché il più giovane morirà a cento anni
    e chi non raggiunge i cento anni
    sarà considerato maledetto.
    Fabbricheranno case e le abiteranno,
    pianteranno vigne e ne mangeranno il frutto».

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 29 (30)
    Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato.

    Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato
    e non hai permesso ai miei nemici di gioire su di me.
    Signore, hai fatto risalire la mia vita dagli inferi,
    mi hai fatto rivivere perché non scendessi nella fossa.

    Cantate inni al Signore, o suoi fedeli,
    della sua santità celebrate il ricordo,
    perché la sua collera dura un istante,
    la sua bontà per tutta la vita.
    Alla sera è ospite il pianto
    e al mattino la gioia.

    Ascolta, Signore, abbi pietà di me,
    Signore, vieni in mio aiuto!
    Hai mutato il mio lamento in danza,
    Signore, mio Dio, ti renderò grazie per sempre.

    Canto al Vangelo Cf. Am 5, 14
    Gloria e lode a te, o Cristo, Verbo di Dio!
    Cercate il bene e non il male, se volete vivere,
    e il Signore sarà con voi.
    Gloria e lode a te, o Cristo, Verbo di Dio!

    Vangelo Gv 4, 43-54
    Va’, tuo figlio vive.


    Dal Vangelo secondo Giovanni
    In quel tempo, Gesù partì [dalla Samarìa] per la Galilea. Gesù stesso infatti aveva dichiarato che un profeta non riceve onore nella propria patria. Quando dunque giunse in Galilea, i Galilei lo accolsero, perché avevano visto tutto quello che aveva fatto a Gerusalemme, durante la festa; anch’essi infatti erano andati alla festa.
    Andò dunque di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l’acqua in vino. Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafàrnao. Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e gli chiedeva di scendere a guarire suo figlio, perché stava per morire.
    Gesù gli disse: «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete». Il funzionario del re gli disse: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia». Gesù gli rispose: «Va’, tuo figlio vive». Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino.
    Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i suoi servi a dirgli: «Tuo figlio vive!». Volle sapere da loro a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: «Ieri, un’ora dopo mezzogiorno, la febbre lo ha lasciato». Il padre riconobbe che proprio a quell’ora Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive», e credette lui con tutta la sua famiglia.
    Questo fu il secondo segno, che Gesù fece quando tornò dalla Giudea in Galilea.

    Sulle Offerte
    L’offerta di questo sacrificio, o Signore,
    ci liberi dall’antica schiavitù del peccato
    perché possiamo camminare in novità di vita.
    Per Cristo nostro Signore.

    Prefazio di Quaresima.

    Antifona alla Comunione Cf. Ez 36, 27

    Porrò il mio spirito dentro di voi,
    vi farò vivere secondo le mie leggi
    e vi farò osservare fedelmente i miei precetti.

    Oppure: Gv 4, 50
    «Va’, tuo figlio vive».
    Quell’uomo credette alla parola di Gesù
    e si mise in cammino.

    Dopo la Comunione
    I tuoi santi doni, o Signore,
    trasformino la nostra vita
    e ci guidino ai beni eterni.
    Per Cristo nostro Signore.

    Orazione sul popolo ad libitum
    Rinnova, o Signore, il tuo popolo nell’anima e nel corpo;
    tu che non vuoi privarlo delle gioie della terra,
    fa’ che si rafforzi nei desideri del cielo.
    Per Cristo nostro Signore.
    Ultima modifica di Vox Populi; 16-08-2022 alle 20:34

  6. #126
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    29 marzo 2022
    Martedì della IV settimana di Quaresima

    Antifona d'Ingresso
    Cf. Is 55, 1
    O voi tutti assetati, venite all’acqua;
    voi che non avete denaro, venite
    e dissetatevi con gioia.

    Colletta
    Dio fedele e misericordioso,
    questo tempo di penitenza e di preghiera
    disponga i cuori dei tuoi fedeli
    ad accogliere degnamente il mistero pasquale
    e a proclamare il lieto annuncio della tua salvezza.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

    Prima Lettura Ez 47, 1-9.12
    Vidi l’acqua che usciva dal tempio, e a quanti giungerà quest’acqua porterà salvezza.


    Dal libro del profeta Ezechièle
    In quei giorni [l’angelo] mi condusse all’ingresso del tempio [del Signore] e vidi che sotto la soglia del tempio usciva acqua verso oriente, poiché la facciata del tempio era verso oriente. Quell’acqua scendeva sotto il lato destro del tempio, dalla parte meridionale dell’altare. Mi condusse fuori dalla porta settentrionale e mi fece girare all’esterno, fino alla porta esterna rivolta a oriente, e vidi che l’acqua scaturiva dal lato destro.
    Quell’uomo avanzò verso oriente e con una cordicella in mano misurò mille cùbiti, poi mi fece attraversare quell’acqua: mi giungeva alla caviglia. Misurò altri mille cùbiti, poi mi fece attraversare quell’acqua: mi giungeva al ginocchio. Misurò altri mille cùbiti, poi mi fece attraversare l’acqua: mi giungeva ai fianchi. Ne misurò altri mille: era un torrente che non potevo attraversare, perché le acque erano cresciute; erano acque navigabili, un torrente che non si poteva passare a guado. Allora egli mi disse: «Hai visto, figlio dell’uomo?». Poi mi fece ritornare sulla sponda del torrente; voltandomi, vidi che sulla sponda del torrente vi era una grandissima quantità di alberi da una parte e dall’altra.
    Mi disse: «Queste acque scorrono verso la regione orientale, scendono nell’Aràba ed entrano nel mare: sfociate nel mare, ne risanano le acque. Ogni essere vivente che si muove dovunque arriva il torrente, vivrà: il pesce vi sarà abbondantissimo, perché dove giungono quelle acque, risanano, e là dove giungerà il torrente tutto rivivrà. Lungo il torrente, su una riva e sull’altra, crescerà ogni sorta di alberi da frutto, le cui foglie non appassiranno: i loro frutti non cesseranno e ogni mese matureranno, perché le loro acque sgorgano dal santuario. I loro frutti serviranno come cibo e le foglie come medicina».

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 45 (46)
    Dio è per noi rifugio e fortezza.
    Oppure:
    Con la tua presenza salvaci, Signore.

    Dio è per noi rifugio e fortezza,
    aiuto infallibile si è mostrato nelle angosce.
    Perciò non temiamo se trema la terra,
    se vacillano i monti nel fondo del mare.

    Un fiume e i suoi canali rallegrano la città di Dio,
    la più santa delle dimore dell’Altissimo.
    Dio è in mezzo ad essa: non potrà vacillare.
    Dio la soccorre allo spuntare dell’alba.

    Il Signore degli eserciti è con noi,
    nostro baluardo è il Dio di Giacobbe.
    Venite, vedete le opere del Signore,
    egli ha fatto cose tremende sulla terra.

    Canto al Vangelo Sal 50 (51), 12a.14a
    Gloria e lode a te, o Cristo, Verbo di Dio!
    Crea in me, o Dio un cuore puro;
    rendimi la gioia della tua salvezza.
    Gloria e lode a te, o Cristo, Verbo di Dio!

    Vangelo Gv 5, 1-16
    All'istante quell'uomo guarì.


    Dal Vangelo secondo Giovanni
    Ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una piscina, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici.
    Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: «Vuoi guarire?». Gli rispose il malato: «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me». Gesù gli disse: «Àlzati, prendi la tua barella e cammina». E all’istante quell’uomo guarì: prese la sua barella e cominciò a camminare.
    Quel giorno però era un sabato. Dissero dunque i Giudei all’uomo che era stato guarito: «È sabato e non ti è lecito portare la tua barella». Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: “Prendi la tua barella e cammina”». Gli domandarono allora: «Chi è l’uomo che ti ha detto: “Prendi e cammina”?». Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato perché vi era folla in quel luogo.
    Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio». Quell’uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo. Per questo i Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva tali cose di sabato.

    Sulle Offerte
    Ti offriamo, o Signore, i doni che ci hai dato
    a sostegno della nostra vita mortale
    perché diventino per noi farmaco di eternità.
    Per Cristo nostro Signore.

    Prefazio di Quaresima.

    Antifona alla Comunione Sal 22, 1-2

    Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
    Su pascoli erbosi mi fa riposare,
    ad acque tranquille mi conduce.

    Oppure: Gv 5, 7-8
    «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina
    quando l’acqua si agita».
    Gesù gli disse: «Alzati, prendi la tua barella e cammina».

    Dopo la Comunione
    Purifica, o Signore, il nostro spirito
    e rinnovalo con questo sacramento di salvezza,
    perché anche il nostro corpo mortale
    riceva un germe di risurrezione e di vita nuova.
    Per Cristo nostro Signore.

    Orazione sul popolo ad libitum
    Concedi, Dio misericordioso, che il tuo popolo
    viva sempre nell’adesione piena alla tua volontà
    e ottenga incessantemente il sostegno della tua clemenza.
    Per Cristo nostro Signore.

  7. #127
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    30 marzo 2022
    Mercoledì della IV settimana di Quaresima

    Antifona d'Ingresso
    Sal 68, 14
    Rivolgo a te la mia preghiera, o Signore,
    nel tempo della benevolenza.
    Nella tua grande bontà, rispondimi, o Dio,
    nella fedeltà della tua salvezza.

    Colletta
    O Dio, che doni la ricompensa ai giusti
    e non rifiuti il perdono
    ai peccatori purificati dalla penitenza,
    abbi misericordia di noi,
    perché l’umile confessione delle nostre colpe
    ci ottenga la remissione dei peccati.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

    Prima Lettura Is 49, 8-15
    Ti ho stabilito come alleanza del popolo, per far risorgere la terra.


    Dal libro del profeta Isaìa
    Così dice il Signore:
    «Al tempo della benevolenza ti ho risposto,
    nel giorno della salvezza ti ho aiutato.
    Ti ho formato e ti ho stabilito
    come alleanza del popolo,
    per far risorgere la terra,
    per farti rioccupare l’eredità devastata,
    per dire ai prigionieri: “Uscite”,
    e a quelli che sono nelle tenebre: “Venite fuori”.
    Essi pascoleranno lungo tutte le strade,
    e su ogni altura troveranno pascoli.
    Non avranno né fame né sete
    e non li colpirà né l’arsura né il sole,
    perché colui che ha misericordia di loro li guiderà,
    li condurrà alle sorgenti d’acqua.
    Io trasformerò i miei monti in strade
    e le mie vie saranno elevate.
    Ecco, questi vengono da lontano,
    ed ecco, quelli vengono da settentrione e da occidente
    e altri dalla regione di Sinìm».
    Giubilate, o cieli,
    rallégrati, o terra,
    gridate di gioia, o monti,
    perché il Signore consola il suo popolo
    e ha misericordia dei suoi poveri.
    Sion ha detto: «Il Signore mi ha abbandonato,
    il Signore mi ha dimenticato».
    Si dimentica forse una donna del suo bambino,
    così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere?
    Anche se costoro si dimenticassero,
    io invece non ti dimenticherò mai.

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 144 (145)
    Misericordioso e pietoso è il Signore.

    Misericordioso e pietoso è il Signore,
    lento all’ira e grande nell’amore.
    Buono è il Signore verso tutti,
    la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

    Fedele è il Signore in tutte le sue parole
    e buono in tutte le sue opere.
    Il Signore sostiene quelli che vacillano
    e rialza chiunque è caduto.

    Giusto è il Signore in tutte le sue vie
    e buono in tutte le sue opere.
    Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
    a quanti lo invocano con sincerità.

    Canto al Vangelo Cf. Gv 11, 25a.26
    Gloria e lode a te, o Cristo, Verbo di Dio!
    Io sono la risurrezione e la vita, dice il Signore,
    chiunque crede in me non morirà in eterno.
    Gloria e lode a te, o Cristo, Verbo di Dio!

    Vangelo Gv 5, 17-30
    Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole.


    Dal Vangelo secondo Giovanni
    In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Il Padre mio agisce anche ora e anch’io agisco». Per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo, perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.
    Gesù riprese a parlare e disse loro: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati.
    Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.
    In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno.
    Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.
    Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato».

    Sulle Offerte
    La potenza di questo sacrificio, o Signore,
    cancelli l’antica schiavitù del peccato
    e faccia germogliare in noi novità di vita e salvezza.
    Per Cristo nostro Signore.

    Prefazio di Quaresima.

    Antifona alla Comunione Gv 3, 17

    Dio ha mandato il Figlio
    non per condannare il mondo,
    ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.

    Oppure: Gv 5, 24
    Chi ascolta la mia parola
    e crede a colui che mi ha mandato,
    ha la vita eterna e non va incontro al giudizio,
    ma è passato dalla morte alla vita.

    Dopo la Comunione
    O Signore, fa’ che non diventino per noi motivo di condanna
    i doni del cielo ricevuti come medicina di salvezza.
    Per Cristo nostro Signore.

    Orazione sul popolo ad libitum
    I tuoi fedeli, o Signore,
    siano protetti dalla tua benevolenza,
    perché, facendo il bene in questa vita,
    possano giungere a te, sorgente di ogni bontà.
    Per Cristo nostro Signore.

  8. #128
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    31 marzo 2022
    Giovedì della IV settimana di Quaresima

    Antifona d'Ingresso
    Sal 104, 3-4
    Gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
    Cercate il Signore e la sua potenza,
    cercate sempre il suo volto.

    Colletta
    Padre buono, supplichiamo la tua misericordia
    perché, purificati dalla penitenza
    e santificati dalle buone opere,
    possiamo camminare fedelmente nella via dei tuoi precetti
    e giungere rinnovati alle feste pasquali.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

    Prima Lettura Es 32, 7-14
    Desisti dall'ardore della tua ira.


    Dal libro dell'Esodo
    In quei giorni, il Signore disse a Mosè: «Va’, scendi, perché il tuo popolo, che hai fatto uscire dalla terra d’Egitto, si è pervertito. Non hanno tardato ad allontanarsi dalla via che io avevo loro indicato! Si sono fatti un vitello di metallo fuso, poi gli si sono prostràti dinanzi, gli hanno offerto sacrifici e hanno detto: “Ecco il tuo Dio, Israele, colui che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto”».
    Il Signore disse inoltre a Mosè: «Ho osservato questo popolo: ecco, è un popolo dalla dura cervìce. Ora lascia che la mia ira si accenda contro di loro e li divori. Di te invece farò una grande nazione».
    Mosè allora supplicò il Signore, suo Dio, e disse: «Perché, Signore, si accenderà la tua ira contro il tuo popolo, che hai fatto uscire dalla terra d’Egitto con grande forza e con mano potente? Perché dovranno dire gli Egiziani: “Con malizia li ha fatti uscire, per farli perire tra le montagne e farli sparire dalla terra”? Desisti dall’ardore della tua ira e abbandona il proposito di fare del male al tuo popolo. Ricòrdati di Abramo, di Isacco, di Israele, tuoi servi, ai quali hai giurato per te stesso e hai detto: “Renderò la vostra posterità numerosa come le stelle del cielo, e tutta questa terra, di cui ho parlato, la darò ai tuoi discendenti e la possederanno per sempre”».
    Il Signore si pentì del male che aveva minacciato di fare al suo popolo.

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 105 (106)
    Ricòrdati di noi, Signore, per amore del tuo popolo.

    Si fabbricarono un vitello sull’Oreb,
    si prostrarono a una statua di metallo;
    scambiarono la loro gloria
    con la figura di un toro che mangia erba.

    Dimenticarono Dio che li aveva salvati,
    che aveva operato in Egitto cose grandi,
    meraviglie nella terra di Cam,
    cose terribili presso il Mar Rosso.

    Ed egli li avrebbe sterminati,
    se Mosè, il suo eletto,
    non si fosse posto sulla breccia davanti a lui
    per impedire alla sua collera di distruggerli.

    Canto al Vangelo Cf. Gv 3, 16
    Gloria e lode a te, o Cristo, Verbo di Dio!
    Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito;
    chiunque crede in lui ha la vita eterna.
    Gloria e lode a te, o Cristo, Verbo di Dio!

    Vangelo Gv 5, 31-47
    Vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza.


    Dal Vangelo secondo Giovanni
    In quel tempo, Gesù disse ai Giudei:
    «Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C’è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera.
    Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce.
    Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato.
    E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato.
    Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita.
    Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio?
    Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».

    Sulle Offerte
    Concedi, Dio onnipotente,
    che l’offerta di questo sacrificio
    sostenga la debolezza della nostra fede,
    ci purifichi dal peccato e ci renda forti nel bene.
    Per Cristo nostro Signore.

    Prefazio di Quaresima.

    Antifona alla Comunione Ger 31,33

    «Porrò la mia legge dentro di loro,
    la scriverò sul loro cuore; io sarò il loro Dio
    ed essi il mio popolo», dice il Signore.

    Oppure: Gv 5, 39.40
    Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna:
    sono proprio esse che danno testimonianza di me.
    Ma voi non volete venire a me per avere vita.

    Dopo la Comunione
    Per la forza del sacramento che abbiamo ricevuto,
    purificaci, o Padre, e concedi ai tuoi figli,
    oppressi dalla coscienza del peccato,
    di essere liberi da ogni colpa,
    perché gioiscano in eterno della tua salvezza.
    Per Cristo nostro Signore.

    Orazione sul popolo ad libitum
    O Dio, che proteggi chi spera in te,
    benedici, salva e difendi il tuo popolo,
    perché, libero dai peccati e sicuro dalle suggestioni del maligno,
    cammini sempre nel tuo amore.
    Per Cristo nostro Signore.

  9. #129
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    1 aprile 2022
    Venerdì della IV settimana di Quaresima

    Antifona d'Ingresso
    Sal 53, 3-4
    Dio, per il tuo nome salvami,
    per la tua potenza rendimi giustizia.
    Dio, ascolta la mia preghiera,
    porgi l’orecchio alle parole della mia bocca.

    Colletta
    O Dio, che per la nostra fragilità
    hai preparato aiuti efficaci,
    fa’ che, accogliendone con gioia la forza rinnovatrice,
    la manifestiamo in una degna condotta di vita.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

    Prima Lettura Sap 2, 1a.12-22
    Condanniamolo a una morte infame.


    Dal libro della Sapienza
    Dicono [gli empi] fra loro sragionando:
    «Tendiamo insidie al giusto, che per noi è d’incomodo
    e si oppone alle nostre azioni;
    ci rimprovera le colpe contro la legge
    e ci rinfaccia le trasgressioni contro l’educazione ricevuta.
    Proclama di possedere la conoscenza di Dio
    e chiama se stesso figlio del Signore.
    È diventato per noi una condanna dei nostri pensieri;
    ci è insopportabile solo al vederlo,
    perché la sua vita non è come quella degli altri,
    e del tutto diverse sono le sue strade.
    Siamo stati considerati da lui moneta falsa,
    e si tiene lontano dalle nostre vie come da cose impure.
    Proclama beata la sorte finale dei giusti
    e si vanta di avere Dio per padre.
    Vediamo se le sue parole sono vere,
    consideriamo ciò che gli accadrà alla fine.
    Se infatti il giusto è figlio di Dio, egli verrà in suo aiuto
    e lo libererà dalle mani dei suoi avversari.
    Mettiamolo alla prova con violenze e tormenti,
    per conoscere la sua mitezza
    e saggiare il suo spirito di sopportazione.
    Condanniamolo a una morte infamante,
    perché, secondo le sue parole, il soccorso gli verrà».
    Hanno pensato così, ma si sono sbagliati;
    la loro malizia li ha accecati.
    Non conoscono i misteriosi segreti di Dio,
    non sperano ricompensa per la rettitudine
    né credono a un premio per una vita irreprensibile.

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 33 (34)
    Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato.

    Il volto del Signore contro i malfattori,
    per eliminarne dalla terra il ricordo.
    Gridano i giusti e il Signore li ascolta,
    li libera da tutte le loro angosce.

    Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato,
    egli salva gli spiriti affranti.
    Molti sono i mali del giusto,
    ma da tutti lo libera il Signore.

    Custodisce tutte le sue ossa:
    neppure uno sarà spezzato.
    Il Signore riscatta la vita dei suoi servi;
    non sarà condannato chi in lui si rifugia.

    Canto al Vangelo Cf. Mt 4, 4b
    Gloria e lode a te, o Cristo, Verbo di Dio!
    Non di solo pane vivrà l’uomo,
    ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.
    Gloria e lode a te, o Cristo, Verbo di Dio!

    Vangelo Gv 7, 1-2.10.25-30
    Cercavano di arrestare Gesù, ma non era ancora giunta la sua ora.


    Dal Vangelo secondo Giovanni
    In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo.
    Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne. Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi di nascosto.
    Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia».
    Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato».
    Cercavano allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora.

    Sulle Offerte
    Questo sacrificio, Dio onnipotente,
    ci purifichi con la sua forza
    e ci doni di giungere rinnovati alle feste pasquali,
    principio della nostra salvezza.
    Per Cristo nostro Signore.

    Prefazio di Quaresima.

    Antifona alla Comunione Ef 1, 7

    In Cristo, mediante il suo sangue,
    abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe,
    secondo la ricchezza della sua grazia.

    Oppure: Gv 7, 28
    «Non sono venuto da me stesso,
    ma chi mi ha mandato è veritiero», dice il Signore.

    Dopo la Comunione
    O Signore, questo sacramento,
    che segna il passaggio dall’antica alla nuova alleanza,
    ci spogli dell’uomo vecchio
    e ci rinnovi nello spirito.
    Per Cristo nostro Signore.

    Orazione sul popolo ad libitum
    Guarda con bontà, o Signore, i tuoi fedeli
    e proteggi con il tuo benevolo aiuto
    coloro che confidano nella tua misericordia.
    Per Cristo nostro Signore.

  10. #130
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    2 aprile 2022
    Sabato della IV settimana di Quaresima

    Antifona d'Ingresso
    Sal 17, 5.7
    Mi circondavano flutti di morte,
    mi travolgevano torrenti infernali;
    nell’angoscia ho invocato il Signore:
    dal suo tempio ha ascoltato la mia voce.

    Colletta
    La tua misericordia, o Signore, guidi i nostri cuori,
    poiché senza di te non possiamo fare nulla che ti sia gradito.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

    Prima Lettura Ger 11, 18-20
    Come un agnello mansueto che viene portato al macello.


    Dal libro del profeta Geremìa
    Il Signore me lo ha manifestato e io l’ho saputo; mi ha fatto vedere i loro intrighi. E io, come un agnello mansueto che viene portato al macello, non sapevo che tramavano contro di me, e dicevano: «Abbattiamo l’albero nel suo pieno vigore, strappiamolo dalla terra dei viventi; nessuno ricordi più il suo nome».
    Signore degli eserciti, giusto giudice,
    che provi il cuore e la mente,
    possa io vedere la tua vendetta su di loro,
    poiché a te ho affidato la mia causa.

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 7
    Signore, mio Dio, in te ho trovato rifugio.

    Signore, mio Dio, in te ho trovato rifugio:
    salvami da chi mi perseguita e liberami,
    perché non mi sbrani come un leone,
    dilaniandomi senza che alcuno mi liberi.

    Giudicami, Signore, secondo la mia giustizia,
    secondo l’innocenza che è in me.
    Cessi la cattiveria dei malvagi.
    Rendi saldo il giusto,
    tu che scruti mente e cuore, o Dio giusto.

    Il mio scudo è in Dio:
    egli salva i retti di cuore.
    Dio è giudice giusto,
    Dio si sdegna ogni giorno.

    Canto al Vangelo Cf. Lc 8, 15
    Gloria e lode a te, o Cristo, Verbo di Dio!
    Beati coloro che custodiscono la parola di Dio
    con cuore integro e buono
    e producono frutto con perseveranza.
    Gloria e lode a te, o Cristo, Verbo di Dio!

    Vangelo Gv 7, 40-53
    Il Cristo viene forse dalla Galilea?


    Dal Vangelo secondo Giovanni
    In quel tempo, all’udire le parole di Gesù, alcuni fra la gente dicevano: «Costui è davvero il profeta!». Altri dicevano: «Costui è il Cristo!». Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice la Scrittura: “Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo”?». E tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui.
    Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui. Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!».
    Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!». E ciascuno tornò a casa sua.

    Sulle Offerte
    Accogli, o Signore,
    quest’offerta di riconciliazione,
    e con la forza del tuo amore
    piega a te, anche se ribelli,
    le nostre volontà.
    Per Cristo nostro Signore.

    Prefazio di Quaresima.

    Antifona alla Comunione Cf. 1 Pt 1, 18-19

    Siamo stati redenti con il sangue prezioso di Cristo,
    agnello senza difetti e senza macchia.

    Oppure: Cf. Gv 7,40-41
    All’udire le parole di Gesù, dicevano:
    «Costui è il Cristo».

    Dopo la Comunione
    Ci purifichino, o Signore, i tuoi sacramenti
    e nella loro forza salvifica ci rendano a te graditi.
    Per Cristo nostro Signore.

    Orazione sul popolo ad libitum
    Proteggi, o Signore, il tuo popolo
    che si prepara alle feste pasquali
    e accompagnalo con l’abbondanza della tua grazia,
    perché attraverso le consolazioni terrene
    sia guidato ai beni eterni.
    Per Cristo nostro Signore.

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