Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: TESTI LITURGICI DELLA MESSA in Rito Romano (Anno Liturgico 2021-2022 - C - II)

  1. #251
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    27 luglio 2022
    Mercoledì della XVII settimana del Tempo Ordinario

    Prima Lettura
    Ger 15, 10.16-21
    Perché il mio dolore è senza fine? «Se ritornerai, starai alla mia presenza».


    Dal libro del profeta Geremìa
    Me infelice, madre mia! Mi hai partorito
    uomo di litigio e di contesa per tutto il paese!
    Non ho ricevuto prestiti, non ne ho fatti a nessuno,
    eppure tutti mi maledicono.
    Quando le tue parole mi vennero incontro,
    le divorai con avidità;
    la tua parola fu la gioia e la letizia del mio cuore,
    perché il tuo nome è invocato su di me,
    Signore, Dio degli eserciti.
    Non mi sono seduto per divertirmi
    nelle compagnie di gente scherzosa,
    ma spinto dalla tua mano sedevo solitario,
    poiché mi avevi riempito di sdegno.
    Perché il mio dolore è senza fine
    e la mia piaga incurabile non vuole guarire?
    Tu sei diventato per me un torrente ìnfido,
    dalle acque incostanti.
    Allora il Signore mi rispose:
    «Se ritornerai, io ti farò ritornare
    e starai alla mia presenza;
    se saprai distinguere ciò che è prezioso
    da ciò che è vile,
    sarai come la mia bocca.
    Essi devono tornare a te,
    non tu a loro,
    e di fronte a questo popolo io ti renderò
    come un muro durissimo di bronzo;
    combatteranno contro di te,
    ma non potranno prevalere,
    perché io sarò con te
    per salvarti e per liberarti.
    Oracolo del Signore.
    Ti libererò dalla mano dei malvagi
    e ti salverò dal pugno dei violenti».

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 58 (59)
    O Dio, tu sei il mio rifugio nel giorno della mia angoscia.
    Oppure:
    Sei tu, Signore, la mia difesa.

    Liberami dai nemici, mio Dio,
    difendimi dai miei aggressori.
    Liberami da chi fa il male,
    salvami da chi sparge sangue.

    Ecco, insidiano la mia vita,
    contro di me congiurano i potenti.
    Non c’è delitto in me, non c’è peccato, Signore;
    senza mia colpa accorrono e si schierano.

    Io veglio per te, mia forza,
    perché Dio è la mia difesa.
    Il mio Dio mi preceda con il suo amore;
    Dio mi farà guardare dall’alto i miei nemici.

    Ma io canterò la tua forza,
    esalterò la tua fedeltà al mattino,
    perché sei stato mia difesa,
    mio rifugio nel giorno della mia angoscia.

    O mia forza, a te voglio cantare,
    poiché tu sei, o Dio, la mia difesa,
    Dio della mia fedeltà.

    Canto al Vangelo Gv 15, 15b
    Alleluia, alleluia.
    Vi ho chiamato amici, dice il Signore,
    perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio
    l’ho fatto conoscere a voi.
    Alleluia.

    Vangelo Mt 13, 44-46
    Vende tutti i suoi averi e compra quel campo.


    Dal Vangelo secondo Matteo
    In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
    «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
    Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra».

  2. #252
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    28 luglio 2022
    Giovedì della XVII settimana del Tempo Ordinario

    Prima Lettura
    Ger 18, 1-6
    Come l'argilla è nelle mani del vasaio, così voi siete nelle mie mani.


    Dal libro del profeta Geremìa
    Questa parola fu rivolta dal Signore a Geremìa: «Àlzati e scendi nella bottega del vasaio; là ti farò udire la mia parola».
    Scesi nella bottega del vasaio, ed ecco, egli stava lavorando al tornio. Ora, se si guastava il vaso che stava modellando, come capita con la creta in mano al vasaio, egli riprovava di nuovo e ne faceva un altro, come ai suoi occhi pareva giusto.
    Allora mi fu rivolta la parola del Signore in questi termini: «Forse non potrei agire con voi, casa d’Israele, come questo vasaio? Oracolo del Signore. Ecco, come l’argilla è nelle mani del vasaio, così voi siete nelle mie mani, casa d’Israele».

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 145 (146)
    Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe.

    Loda il Signore, anima mia:
    loderò il Signore finché ho vita,
    canterò inni al mio Dio finché esisto.

    Non confidate nei potenti,
    in un uomo che non può salvare.
    Esala lo spirito e ritorna alla terra:
    in quel giorno svaniscono tutti i suoi disegni.

    Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe:
    la sua speranza è nel Signore suo Dio,
    che ha fatto il cielo e la terra,
    il mare e quanto contiene,
    che rimane fedele per sempre.

    Canto al Vangelo Cf. At 16, 14b
    Alleluia, alleluia.
    Apri, Signore, il nostro cuore
    e comprenderemo le parole del Figlio tuo.
    Alleluia.

    Vangelo Mt 13, 47-53
    Raccolgono i buoni nei canestri e buttano via i cattivi.


    Dal Vangelo secondo Matteo
    In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
    «Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
    Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».
    Terminate queste parabole, Gesù partì di là.

  3. #253
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    29 luglio 2022
    Santi Marta, Maria e Lazzaro
    Memoria


    La presente memoria è stata inserita nel Calendario Romano Generale per volere di Sua Santità Papa Francesco con Decreto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti Prot. N. 35/21 del 26 gennaio 2021 in sostituzione della memoria di Santa Marta. In allegato a detto Decreto la Congregazione ha pubblicato anche i testi in lingua latina per la celebrazione della nuova memoria.
    Poiché in data odierna la Conferenza Episcopale Italiana non ha ancora pubblicato la traduzione ufficiale in lingua italiana di antifone e orazioni, vengono di seguito riportati solamente i testi per la Liturgia della Parola, che rimangono quelli presenti nel Lezionario per le Celebrazioni dei Santi per la precedente memoria.


    Prima Lettura 1 Gv 4, 7-16
    Se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi.


    Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
    Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.
    In questo si è manifestato l’amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui.
    In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.
    Carissimi, se Dio ci ha amati così, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l’amore di lui è perfetto in noi. In questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha donato il suo Spirito.
    E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo. Chiunque confessa che Gesù è il Figlio di Dio, Dio rimane in lui ed egli in Dio. E noi abbiamo conosciuto e creduto l’amore che Dio ha in noi.
    Dio è amore; chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui.

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 33 (34)
    Gustate e vedete com’è buono il Signore.

    Benedirò il Signore in ogni tempo,
    sulla mia bocca sempre la sua lode.
    Io mi glorio nel Signore:
    i poveri ascoltino e si rallegrino.

    Magnificate con me il Signore,
    esaltiamo insieme il suo nome.
    Ho cercato il Signore: mi ha risposto
    e da ogni mia paura mi ha liberato.

    Guardate a lui e sarete raggianti,
    i vostri volti non dovranno arrossire.
    Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
    lo salva da tutte le sue angosce.

    L’angelo del Signore si accampa
    attorno a quelli che lo temono, e li libera.
    Gustate e vedete com’è buono il Signore;
    beato l’uomo che in lui si rifugia.

    Temete il Signore, suoi santi:
    nulla manca a coloro che lo temono.
    I leoni sono miseri e affamati,
    ma a chi cerca il Signore non manca alcun bene.

    Canto al Vangelo Cf. Gv 8, 12
    Alleluia, alleluia.
    Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
    chi segue me, avrà la luce della vita.
    Alleluia.

    Vangelo Gv 11, 19-27
    Io credo che sei il Cristo, il Figlio di Dio.


    Dal Vangelo secondo Giovanni
    In quel tempo, molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa.
    Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà».
    Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno».
    Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».

    Oppure: Lc 18, 38-42
    Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose.


    Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
    Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
    Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

  4. #254
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    30 luglio 2022
    Sabato della XVII settimana del Tempo Ordinario

    Prima Lettura
    Ger 26, 11-16.24
    Il Signore mi ha veramente inviato a voi per dire ai vostri orecchi tutte queste parole.


    Dal libro del profeta Geremìa
    In quei giorni, i sacerdoti e i profeti dissero ai capi e a tutto il popolo: «Una condanna a morte merita quest’uomo, perché ha profetizzato contro questa città, come avete udito con i vostri orecchi!».
    Ma Geremìa rispose a tutti i capi e a tutto il popolo: «Il Signore mi ha mandato a profetizzare contro questo tempio e contro questa città le cose che avete ascoltato. Migliorate dunque la vostra condotta e le vostre azioni e ascoltate la voce del Signore, vostro Dio, e il Signore si pentirà del male che ha annunciato contro di voi. Quanto a me, eccomi in mano vostra, fate di me come vi sembra bene e giusto; ma sappiate bene che, se voi mi ucciderete, sarete responsabili del sangue innocente, voi e tutti gli abitanti di questa città, perché il Signore mi ha veramente inviato a voi per dire ai vostri orecchi tutte queste parole».
    I capi e tutto il popolo dissero ai sacerdoti e ai profeti: «Non ci deve essere condanna a morte per quest’uomo, perché ci ha parlato nel nome del Signore, nostro Dio». La mano di Achikàm, figlio di Safan, fu a favore di Geremìa, perché non lo consegnassero al popolo per metterlo a morte.

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 68 (69)
    Nel tempo della benevolenza, rispondimi Signore.

    Liberami dal fango, perché io non affondi,
    che io sia liberato dai miei nemici e dalle acque profonde.
    Non mi travolga la corrente,
    l’abisso non mi sommerga,
    la fossa non chiuda su di me la sua bocca.

    Io sono povero e sofferente:
    la tua salvezza, Dio, mi ponga al sicuro.
    Loderò il nome di Dio con un canto,
    lo magnificherò con un ringraziamento.

    Vedano i poveri e si rallegrino;
    voi che cercate Dio, fatevi coraggio,
    perché il Signore ascolta i miseri
    e non disprezza i suoi che sono prigionieri.

    Canto al Vangelo Mt 5, 10
    Alleluia, alleluia.
    Beati i perseguitati per la giustizia,
    perché di essi è il regno dei cieli.
    Alleluia.

    Vangelo Mt 14, 1-12
    Erode mandò a decapitare Giovanni e i suoi discepoli andarono a informare Gesù.


    Dal Vangelo secondo Matteo
    In quel tempo al tetrarca Erode giunse notizia della fama di Gesù. Egli disse ai suoi cortigiani: «Costui è Giovanni il Battista. È risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi!».
    Erode infatti aveva arrestato Giovanni e lo aveva fatto incatenare e gettare in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo. Giovanni infatti gli diceva: «Non ti è lecito tenerla con te!». Erode, benché volesse farlo morire, ebbe paura della folla perché lo considerava un profeta.
    Quando fu il compleanno di Erode, la figlia di Erodìade danzò in pubblico e piacque tanto a Erode che egli le promise con giuramento di darle quello che avesse chiesto. Ella, istigata da sua madre, disse: «Dammi qui, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista».
    Il re si rattristò, ma a motivo del giuramento e dei commensali ordinò che le venisse data e mandò a decapitare Giovanni nella prigione. La sua testa venne portata su un vassoio, fu data alla fanciulla e lei la portò a sua madre.
    I suoi discepoli si presentarono a prendere il cadavere, lo seppellirono e andarono a informare Gesù.

    _________________________________

    Memorie facoltative:

    San Pietro Crisologo, vescovo e dottore della Chiesa


    Dal Comune dei pastori: per un vescovo, o dal Comune dei dottori della Chiesa.

    Colletta

    O Dio, che hai fatto del santo vescovo Pietro Crisologo
    un insigne predicatore del tuo Verbo fatto uomo,
    concedi a noi, per sua intercessione,
    di meditare sempre nel cuore
    e di esprimere fedelmente con le opere
    i misteri della tua salvezza.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.


    Santa Maria in sabato

    Dal Comune della beata Vergine Maria.

  5. #255
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    31 luglio 2022
    XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

    Antifona d'Ingresso
    Sal 69, 2.6
    O Dio, vieni a salvarmi,
    Signore, vieni presto in mio aiuto.
    Tu sei mio aiuto e mio liberatore:
    Signore, non tardare.

    Si dice il Gloria.

    Colletta

    Mostra la tua continua benevolenza, o Padre,
    e assisti il tuo popolo,
    che ti riconosce creatore e guida;
    rinnova l’opera della tua creazione
    e custodisci ciò che hai rinnovato.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

    Oppure:
    O Dio, fonte della carità,
    che in Cristo tuo Figlio
    ci chiami a condividere la gioia del Regno,
    donaci di lavorare con impegno in questo mondo,
    affinché, liberi da ogni cupidigia,
    ricerchiamo il vero bene della sapienza.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

    Prima Lettura Qo 1, 2; 2, 21-23
    Quale profitto viene all’uomo da tutta la sua fatica?


    Dal libro del Qoèlet
    Vanità delle vanità, dice Qoèlet,
    vanità delle vanità: tutto è vanità.
    Chi ha lavorato con sapienza, con scienza e con successo dovrà poi lasciare la sua parte a un altro che non vi ha per nulla faticato. Anche questo è vanità e un grande male.
    Infatti, quale profitto viene all’uomo da tutta la sua fatica e dalle preoccupazioni del suo cuore, con cui si affanna sotto il sole? Tutti i suoi giorni non sono che dolori e fastidi penosi; neppure di notte il suo cuore riposa. Anche questo è vanità!

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 89 (90)
    Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.

    Tu fai ritornare l’uomo in polvere,
    quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo».
    Mille anni, ai tuoi occhi,
    sono come il giorno di ieri che è passato,
    come un turno di veglia nella notte.

    Tu li sommergi:
    sono come un sogno al mattino,
    come l’erba che germoglia;
    al mattino fiorisce e germoglia,
    alla sera è falciata e secca.

    Insegnaci a contare i nostri giorni
    e acquisteremo un cuore saggio.
    Ritorna, Signore: fino a quando?
    Abbi pietà dei tuoi servi!

    Saziaci al mattino con il tuo amore:
    esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
    Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
    rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,
    l’opera delle nostre mani rendi salda.

    Seconda Lettura Col 3, 1-5.9-11
    Cercate le cose di lassù, dove è Cristo.


    Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossèsi
    Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra.
    Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.
    Fate morire dunque ciò che appartiene alla terra: impurità, immoralità, passioni, desideri cattivi e quella cupidigia che è idolatria.
    Non dite menzogne gli uni agli altri: vi siete svestiti dell’uomo vecchio con le sue azioni e avete rivestito il nuovo, che si rinnova per una piena conoscenza, ad immagine di Colui che lo ha creato.
    Qui non vi è Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro, Scita, schiavo, libero, ma Cristo è tutto e in tutti.

    Canto al Vangelo Mt 5, 3
    Alleluia, alleluia.
    Beati i poveri in spirito,
    perché di essi è il regno dei cieli.
    Alleluia.

    Vangelo Lc 12, 13-21
    Quello che hai preparato, di chi sarà?


    Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
    E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
    Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».

    Si dice il Credo.

    Sulle Offerte

    Santifica, o Signore, i doni che ti presentiamo
    e, accogliendo questo sacrificio spirituale,
    trasforma anche noi in offerta perenne a te gradita.
    Per Cristo nostro Signore.

    Antifona alla Comunione Cf. Sap 16, 20
    Ci hai mandato, Signore, un pane dal cielo,
    un pane che porta in sé ogni dolcezza
    e soddisfa ogni desiderio.

    Oppure: Lc 12, 33
    «Fatevi un tesoro sicuro nei cieli»,
    dice il Signore.

    Dopo la Comunione
    Accompagna con la tua continua protezione, o Signore,
    i tuoi fedeli che nutri con il pane del cielo,
    e rendi degni della salvezza eterna
    coloro che non privi del tuo aiuto.
    Per Cristo nostro Signore.

  6. #256
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    1 agosto 2022
    Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, vescovo e dottore della Chiesa
    Memoria


    Dal Comune dei pastori: per un vescovo, o dal Comune dei dottori della Chiesa.

    Colletta

    O Dio, che fai sorgere nella tua Chiesa
    forme sempre nuove di santità,
    fa’ che imitiamo l’ardore apostolico
    del santo vescovo Alfonso Maria [de’ Liguori],
    per ricevere la sua stessa ricompensa nei cieli.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

    Prima Lettura Ger 28, 1-17
    Ananìa, il Signore non ti ha mandato e tu induci questo popolo a confidare nella menzogna.


    Dal libro del profeta Geremìa
    In quell’anno, all’inizio del regno di Sedecìa, re di Giuda, nell’anno quarto, nel quinto mese, Ananìa, figlio di Azzur, il profeta di Gàbaon, mi riferì nel tempio del Signore sotto gli occhi dei sacerdoti e di tutto il popolo: «Così dice il Signore degli eserciti, Dio d’Israele: Io romperò il giogo del re di Babilonia! Entro due anni farò ritornare in questo luogo tutti gli arredi del tempio del Signore che Nabucodònosor, re di Babilonia, prese da questo luogo e portò in Babilonia. Farò ritornare in questo luogo – oracolo del Signore – Ieconìa, figlio di Ioiakìm, re di Giuda, con tutti i deportati di Giuda che andarono a Babilonia, poiché romperò il giogo del re di Babilonia».
    Il profeta Geremìa rispose al profeta Ananìa, sotto gli occhi dei sacerdoti e di tutto il popolo, che stavano nel tempio del Signore. Il profeta Geremìa disse: «Così sia! Così faccia il Signore! Voglia il Signore realizzare le cose che hai profetizzato, facendo ritornare gli arredi nel tempio e da Babilonia tutti i deportati. Tuttavia ascolta ora la parola che sto per dire a te e a tutto il popolo. I profeti che furono prima di me e di te dai tempi antichissimi profetizzarono guerra, fame e peste contro molti paesi e regni potenti. Il profeta invece che profetizza la pace sarà riconosciuto come profeta mandato veramente dal Signore soltanto quando la sua parola si realizzerà».
    Allora il profeta Ananìa strappò il giogo dal collo del profeta Geremìa, lo ruppe e disse a tutto il popolo: «Così dice il Signore: A questo modo io romperò il giogo di Nabucodònosor, re di Babilonia, entro due anni, sul collo di tutte le nazioni». Il profeta Geremìa se ne andò per la sua strada.
    Dopo che il profeta Ananìa ebbe rotto il giogo che il profeta Geremìa portava sul collo, fu rivolta a Geremìa questa parola del Signore: «Va’ e riferisci ad Ananìa: Così dice il Signore: Tu hai rotto un giogo di legno, ma io, al suo posto, ne farò uno di ferro. Infatti, dice il Signore degli eserciti, Dio d’Israele: Pongo un giogo di ferro sul collo di tutte queste nazioni perché siano soggette a Nabucodònosor, re di Babilonia, e lo servano; persino le bestie selvatiche gli consegno».
    Allora il profeta Geremìa disse al profeta Ananìa: «Ascolta, Ananìa! Il Signore non ti ha mandato e tu induci questo popolo a confidare nella menzogna; perciò dice il Signore: Ecco, ti faccio sparire dalla faccia della terra; quest’anno tu morirai, perché hai predicato la ribellione al Signore». In quello stesso anno, nel settimo mese, il profeta Ananìa morì.

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 118 (119)
    Insegnami, Signore, i tuoi decreti.

    Tieni lontana da me la via della menzogna,
    donami la grazia della tua legge.
    Non togliere dalla mia bocca la parola vera,
    perché spero nei tuoi giudizi.

    Si volgano a me quelli che ti temono
    e che conoscono i tuoi insegnamenti.
    Sia integro il mio cuore nei tuoi decreti,
    perché non debba vergognarmi.

    I malvagi sperano di rovinarmi;
    io presto attenzione ai tuoi insegnamenti.
    Non mi allontano dai tuoi giudizi,
    perché sei tu a istruirmi.

    Canto al Vangelo Mt 4, 4b
    Alleluia, alleluia.
    Non di solo pane vivrà l'uomo,
    ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.
    Alleluia.

    Vangelo Mt 14, 13-21
    Alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.


    Dal Vangelo secondo Matteo
    In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista ], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte.
    Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
    Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui».
    E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.
    Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

    Sulle Offerte
    O Signore, che hai concesso a sant’Alfonso Maria
    la grazia di celebrare questi misteri
    offrendo se stesso come sacrificio santo a te consacrato,
    infiamma i nostri cuori con il fuoco del tuo Spirito.
    Per Cristo nostro Signore.

    Dopo la Comunione
    O Dio, che hai fatto del santo vescovo Alfonso Maria
    un fedele ministro e apostolo dell’Eucaristia,
    concedi ai tuoi fedeli di parteciparvi assiduamente
    per cantare in eterno la tua lode.
    Per Cristo nostro Signore.

  7. #257
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    2 agosto 2022
    Martedì della XVIII settimana del Tempo Ordinario

    Prima Lettura
    Ger 30, 1-2.12-15.18-22
    Ti ho trattato così per la tua grande iniquità. Cambierò la sorte delle tende di Giacobbe.


    Dal libro del profeta Geremìa
    Parola rivolta a Geremìa da parte del Signore:
    «Così dice il Signore, Dio d’Israele: Scriviti in un libro tutte le cose che ti ho detto.
    Così dice il Signore:
    La tua ferita è incurabile,
    la tua piaga è molto grave.
    Nessuno ti fa giustizia;
    per un’ulcera vi sono rimedi,
    ma non c’è guarigione per te.
    Ti hanno dimenticato tutti i tuoi amanti,
    non ti cercano più;
    poiché ti ho colpito come colpisce un nemico,
    con un castigo spietato,
    per la tua grande iniquità,
    perché sono cresciuti i tuoi peccati.
    Perché gridi per la tua ferita?
    Incurabile è la tua piaga.
    Ti ho trattato così
    per la tua grande iniquità,
    perché sono cresciuti i tuoi peccati.
    Così dice il Signore:
    Ecco, cambierò la sorte delle tende di Giacobbe
    e avrò compassione delle sue dimore.
    Sulle sue rovine sarà ricostruita la città
    e il palazzo sorgerà al suo giusto posto.
    Vi risuoneranno inni di lode,
    voci di gente in festa.
    Li farò crescere e non diminuiranno,
    li onorerò e non saranno disprezzati;
    i loro figli saranno come un tempo,
    la loro assemblea sarà stabile dinanzi a me,
    mentre punirò tutti i loro oppressori.
    Avranno come capo uno di loro,
    un sovrano uscito dal loro popolo;
    io lo farò avvicinare a me ed egli si accosterà.
    Altrimenti chi rischierebbe la vita
    per avvicinarsi a me?
    Oracolo del Signore.
    Voi sarete il mio popolo
    e io sarò il vostro Dio».

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 101 (102)
    Il Signore ha ricostruito Sion ed è apparso in tutto il suo splendore.
    Oppure:
    Mostraci, o Dio, il tuo splendore.

    Le genti temeranno il nome del Signore
    e tutti i re della terra la tua gloria,
    quando il Signore avrà ricostruito Sion
    e sarà apparso in tutto il suo splendore.
    Egli si volge alla preghiera dei derelitti,
    non disprezza la loro preghiera.

    Questo si scriva per la generazione futura
    e un popolo, da lui creato, darà lode al Signore:
    «Il Signore si è affacciato dall’alto del suo santuario,
    dal cielo ha guardato la terra,
    per ascoltare il sospiro del prigioniero,
    per liberare i condannati a morte.

    I figli dei tuoi servi avranno una dimora,
    la loro stirpe vivrà sicura alla tua presenza.
    Perché si proclami in Sion il nome del Signore
    e la sua lode in Gerusalemme,
    quando si raduneranno insieme i popoli
    e i regni per servire il Signore.

    Canto al Vangelo Gv 1, 49b
    Alleluia, alleluia.
    Rabbì, tu sei il Figlio di Dio,
    tu sei il re d’Israele!
    Alleluia.

    Vangelo Mt 14, 22-36
    Comandami di venire verso di te sulle acque.


    Dal Vangelo secondo Matteo
    [Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.
    La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».
    Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».
    Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».
    Compiuta la traversata, approdarono a Gennèsaret. E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione; gli portarono tutti i malati e lo pregavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello. E quanti lo toccarono furono guariti.

    _________________________________

    Memorie facoltative:

    Sant’Eusebio di Vercelli, vescovo


    Dal Comune dei pastori: per un vescovo.

    Colletta

    Signore Dio, concedi a noi di imitare la fortezza
    del vescovo sant’Eusebio [di Vercelli]
    nel professare la divinità di Cristo,
    perché nella ferma adesione alla fede che egli insegnò
    siamo partecipi della vita del tuo Figlio.
    Egli è Dio, e vive e regna con te,
    nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.


    San Pietro Giuliano Eymard, presbitero

    Dal Comune dei santi: per i religiosi, o dal Comune dei pastori: per un pastore.

    Colletta

    O Dio, che a san Pietro Giuliano [Eymard]
    hai dato la grazia di un amore singolare
    per il mistero del Corpo e Sangue del tuo Figlio,
    concedi benigno anche a noi di ricevere con abbondanza
    lo stesso nutrimento che egli attinse da questo divino convito.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

  8. #258
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    3 agosto 2022
    Mercoledì della XVIII settimana del Tempo Ordinario

    Prima Lettura
    Ger 31, 1-7
    Ti ho amato di amore eterno.


    Dal libro del profeta Geremìa
    «In quel tempo – oracolo del Signore –
    io sarò Dio per tutte le famiglie d’Israele
    ed esse saranno il mio popolo.
    Così dice il Signore:
    Ha trovato grazia nel deserto
    un popolo scampato alla spada;
    Israele si avvia a una dimora di pace».
    Da lontano mi è apparso il Signore:
    «Ti ho amato di amore eterno,
    per questo continuo a esserti fedele.
    Ti edificherò di nuovo e tu sarai riedificata,
    vergine d’Israele.
    Di nuovo prenderai i tuoi tamburelli
    e avanzerai danzando tra gente in festa.
    Di nuovo pianterai vigne sulle colline di Samarìa;
    dopo aver piantato, i piantatori raccoglieranno.
    Verrà il giorno in cui le sentinelle grideranno
    sulla montagna di Èfraim:
    “Su, saliamo a Sion,
    andiamo dal Signore, nostro Dio”.
    Poiché dice il Signore:
    Innalzate canti di gioia per Giacobbe,
    esultate per la prima delle nazioni,
    fate udire la vostra lode e dite:
    “Il Signore ha salvato il suo popolo,
    il resto d’Israele”».

    Salmo Responsoriale Ger 31, 10-13
    Il Signore ci custodisce come un pastore il suo gregge.

    Ascoltate, genti, la parola del Signore,
    annunciatela alle isole più lontane e dite:
    «Chi ha disperso Israele lo raduna
    e lo custodisce come un pastore il suo gregge».

    Perché il Signore ha riscattato Giacobbe,
    lo ha liberato dalle mani di uno più forte di lui.
    Verranno e canteranno inni sull’altura di Sion,
    andranno insieme verso i beni del Signore.

    La vergine allora gioirà danzando
    e insieme i giovani e i vecchi.
    «Cambierò il loro lutto in gioia,
    li consolerò e li renderò felici, senza afflizioni».

    Canto al Vangelo Lc 7, 16
    Alleluia, alleluia.
    Un grande profeta è sorto tra noi,
    e Dio ha visitato il suo popolo.
    Alleluia.

    Vangelo Mt 15, 21-28
    Donna, grande è la tua fede!


    Dal Vangelo secondo Matteo
    In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.
    Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».
    Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore, – disse la donna – eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
    Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.

  9. #259
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    4 agosto 2022
    San Giovanni Maria Vianney, presbitero
    Memoria


    Dal Comune dei pastori: per un pastore.

    Colletta

    Dio onnipotente e misericordioso,
    che hai fatto di san Giovanni Maria [Vianney]
    un pastore mirabile per lo zelo apostolico,
    per la sua intercessione e il suo esempio
    fa’ che con la nostra carità guadagniamo a Cristo i fratelli
    e godiamo, insieme con loro, la gloria senza fine.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

    Prima Lettura Ger 31, 31-34
    Concluderò un'alleanza nuova e non ricorderò più il peccato.


    Dal libro del profeta Geremìa
    «Ecco, verranno giorni – oracolo del Signore –, nei quali con la casa d’Israele e con la casa di Giuda concluderò un’alleanza nuova. Non sarà come l’alleanza che ho concluso con i loro padri, quando li presi per mano per farli uscire dalla terra d’Egitto, alleanza che essi hanno infranto, benché io fossi loro Signore. Oracolo del Signore.
    Questa sarà l’alleanza che concluderò con la casa d’Israele dopo quei giorni – oracolo del Signore –: porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo. Non dovranno più istruirsi l’un l’altro, dicendo: “Conoscete il Signore”, perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande – oracolo del Signore –, poiché io perdonerò la loro iniquità e non ricorderò più il loro peccato».

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 50 (51)
    Crea in me, o Dio, un cuore puro.

    Crea in me, o Dio, un cuore puro,
    rinnova in me uno spirito saldo.
    Non scacciarmi dalla tua presenza
    e non privarmi del tuo santo spirito.

    Rendimi la gioia della tua salvezza,
    sostienimi con uno spirito generoso.
    Insegnerò ai ribelli le tue vie
    e i peccatori a te ritorneranno.

    Tu non gradisci il sacrificio;
    se offro olocausti, tu non li accetti.
    Uno spirito contrito è sacrificio a Dio;
    un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non disprezzi.

    Canto al Vangelo Mt 16, 18
    Alleluia, alleluia.
    Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa
    e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa.
    Alleluia.

    Vangelo Mt 16, 13-23
    Tu sei Pietro, e a te darò le chiavi del regno dei cieli.


    Dal Vangelo secondo Matteo
    In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
    Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
    E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
    Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.
    Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.
    Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».

  10. #260
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    5 agosto 2022
    Venerdì della XVIII settimana del Tempo Ordinario

    Prima Lettura
    Na 2, 1.3; 3, 1-3.6-7
    Guai alla città sanguinaria.


    Dal libro del profeta Naum
    Ecco sui monti i passi d’un messaggero
    che annuncia la pace!
    Celebra le tue feste, Giuda, sciogli i tuoi voti,
    poiché il malvagio non passerà più su di te:
    egli è del tutto annientato.
    Infatti il Signore restaura il vanto di Giacobbe,
    rinnova il vanto d’Israele,
    anche se i briganti li hanno depredati
    e saccheggiano i loro tralci.
    Guai alla città sanguinaria,
    piena di menzogne,
    colma di rapine,
    che non cessa di depredare!
    Sìbilo di frusta, fracasso di ruote,
    scalpitìo di cavalli, cigolìo di carri,
    cavalieri incalzanti, lampeggiare di spade,
    scintillare di lance, feriti in quantità,
    cumuli di morti, cadaveri senza fine,
    s’inciampa nei cadaveri.
    «Ti getterò addosso immondizie,
    ti svergognerò, ti esporrò al ludibrio.
    Allora chiunque ti vedrà, fuggirà da te
    e dirà: “Nìnive è distrutta! Chi la compiangerà?
    Dove cercherò chi la consoli?”».

    Salmo Responsoriale Da Dt 32, 35-41
    Il Signore farà giustizia al suo popolo.
    Oppure:
    Salvaci, Signore, e donaci la vita.

    Sì, vicino è il giorno della loro rovina
    e il loro destino si affretta a venire.
    Perché il Signore farà giustizia al suo popolo
    e dei suoi servi avrà compassione.

    Ora vedete che io, io lo sono
    e nessun altro è dio accanto a me.
    Sono io che do la morte e faccio vivere;
    io percuoto e io guarisco.

    Quando avrò affilato la folgore della mia spada
    e la mia mano inizierà il giudizio,
    farò vendetta dei miei avversari,
    ripagherò i miei nemici.

    Canto al Vangelo Mt 5, 10
    Alleluia, alleluia.
    Beati i perseguitati per la giustizia,
    perché di essi è il regno dei cieli.
    Alleluia.

    Vangelo Mt 16, 24-28
    Che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?


    Dal Vangelo secondo Matteo
    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
    «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
    Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
    Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni.
    In verità io vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non moriranno, prima di aver visto venire il Figlio dell’uomo con il suo regno».

    _________________________________

    Memoria facoltativa:
    Dedicazione della basilica di santa Maria Maggiore


    Dal Comune della beata Vergine Maria.

    Colletta

    Perdona, o Padre, le colpe dei tuoi servi,
    e poiché non possiamo piacere a te con le nostre opere,
    salvaci per l’intercessione della Madre
    del Figlio tuo e nostro Signore.
    Egli è Dio, e vive e regna con te,
    nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

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