Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
Pagina 7 di 18 PrimaPrima ... 5678917 ... UltimaUltima
Risultati da 61 a 70 di 176

Discussione: TESTI LITURGICI DELLA MESSA in Rito Romano

  1. #61
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    60,943
    25 gennaio 2022
    CONVERSIONE DI SAN PAOLO apostolo
    Festa

    Antifona d'Ingresso
    Cf. 2 Tm 1, 12; 4, 8
    So in chi ho posto la mia fede
    e sono convinto che egli, giusto giudice,
    è capace di custodire fino a quel giorno
    ciò che mi è stato affidato.

    Si dice il Gloria.

    Colletta

    O Dio, che hai illuminato tutte le genti
    con la predicazione del beato apostolo Paolo,
    dona a noi, che oggi celebriamo la sua conversione,
    di camminare verso te seguendo i suoi esempi,
    per testimoniare la tua verità dinanzi al mondo.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

    Prima Lettura At 22, 3-16
    Àlzati, fatti battezzare e purificare dai tuoi peccati, invocando il nome di Gesù.


    Dagli Atti degli Apostoli
    In quei giorni, Paolo disse al popolo:
    «Io sono un Giudeo, nato a Tarso in Cilìcia, ma educato in questa città, formato alla scuola di Gamalièle nell’osservanza scrupolosa della Legge dei padri, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi. Io perseguitai a morte questa Via, incatenando e mettendo in carcere uomini e donne, come può darmi testimonianza anche il sommo sacerdote e tutto il collegio degli anziani. Da loro avevo anche ricevuto lettere per i fratelli e mi recai a Damasco per condurre prigionieri a Gerusalemme anche quelli che stanno là, perché fossero puniti.
    Mentre ero in viaggio e mi stavo avvicinando a Damasco, verso mezzogiorno, all’improvviso una grande luce dal cielo sfolgorò attorno a me; caddi a terra e sentii una voce che mi diceva: “Saulo, Saulo, perché mi perséguiti?”. Io risposi: “Chi sei, o Signore?”. Mi disse: “Io sono Gesù il Nazareno, che tu perséguiti”. Quelli che erano con me videro la luce, ma non udirono la voce di colui che mi parlava. Io dissi allora: “Che devo fare, Signore?”. E il Signore mi disse: “Àlzati e prosegui verso Damasco; là ti verrà detto tutto quello che è stabilito che tu faccia”. E poiché non ci vedevo più, a causa del fulgore di quella luce, guidato per mano dai miei compagni giunsi a Damasco.
    Un certo Ananìa, devoto osservante della Legge e stimato da tutti i Giudei là residenti, venne da me, mi si accostò e disse: “Saulo, fratello, torna a vedere!”. E in quell’istante lo vidi. Egli soggiunse: “Il Dio dei nostri padri ti ha predestinato a conoscere la sua volontà, a vedere il Giusto e ad ascoltare una parola dalla sua stessa bocca, perché gli sarai testimone davanti a tutti gli uomini delle cose che hai visto e udito. E ora, perché aspetti? Àlzati, fatti battezzare e purificare dai tuoi peccati, invocando il suo nome”».

    Oppure: At 9, 1-22
    Ti sarà detto ciò che devi fare


    Dagli Atti degli Apostoli
    In quei giorni, Saulo, spirando ancora minacce e stragi contro i discepoli del Signore, si presentò al sommo sacerdote e gli chiese lettere per le sinagoghe di Damasco, al fine di essere autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme tutti quelli che avesse trovato, uomini e donne, appartenenti a questa Via.
    E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all’improvviso lo avvolse una luce dal cielo e, cadendo a terra, udì una voce che gli diceva: «Saulo, Saulo, perché mi perséguiti?». Rispose: «Chi sei, o Signore?». Ed egli: «Io sono Gesù, che tu perséguiti! Ma tu àlzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare».
    Gli uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti, sentendo la voce, ma non vedendo nessuno. Saulo allora si alzò da terra, ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. Così, guidandolo per mano, lo condussero a Damasco. Per tre giorni rimase cieco e non prese né cibo né bevanda.
    C’era a Damasco un discepolo di nome Ananìa. Il Signore in una visione gli disse: «Ananìa!». Rispose: «Eccomi, Signore!». E il Signore a lui: «Su, va’ nella strada chiamata Diritta e cerca nella casa di Giuda un tale che ha nome Saulo, di Tarso; ecco, sta pregando, e ha visto in visione un uomo, di nome Ananìa, venire a imporgli le mani perché recuperasse la vista». Rispose Ananìa: «Signore, riguardo a quest’uomo ho udito da molti quanto male ha fatto ai tuoi fedeli a Gerusalemme. Inoltre, qui egli ha l’autorizzazione dei capi dei sacerdoti di arrestare tutti quelli che invocano il tuo nome». Ma il Signore gli disse: «Va’, perché egli è lo strumento che ho scelto per me, affinché porti il mio nome dinanzi alle nazioni, ai re e ai figli di Israele; e io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome».
    Allora Ananìa andò, entrò nella casa, gli impose le mani e disse: «Saulo, fratello, mi ha mandato a te il Signore, quel Gesù che ti è apparso sulla strada che percorrevi, perché tu riacquisti la vista e sia colmato di Spirito Santo». E subito gli caddero dagli occhi come delle squame e recuperò la vista. Si alzò e venne battezzato, poi prese cibo e le forze gli ritornarono.
    Rimase alcuni giorni insieme ai discepoli che erano a Damasco, e subito nelle sinagoghe annunciava che Gesù è il Figlio di Dio. E tutti quelli che lo ascoltavano si meravigliavano e dicevano: «Non è lui che a Gerusalemme infieriva contro quelli che invocavano questo nome ed era venuto qui precisamente per condurli in catene ai capi dei sacerdoti?».
    Saulo frattanto si rinfrancava sempre di più e gettava confusione tra i Giudei residenti a Damasco, dimostrando che Gesù è il Cristo.

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 116 (117)
    Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo.

    Genti tutte, lodate il Signore,
    popoli tutti, cantate la sua lode.

    Perché forte è il suo amore per noi
    e la fedeltà del Signore dura per sempre.

    Canto al Vangelo Cf. Gv 15, 16
    Alleluia, alleluia.
    Io ho scelto voi, dice il Signore,
    perché andiate e portiate frutto
    e il vostro frutto rimanga.
    Alleluia.

    Vangelo Mc 16, 15-18
    Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo.


    Dal Vangelo secondo Marco
    In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro:
    «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato.
    Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».

    Sulle Offerte
    Accogli, o Padre, il nostro sacrificio,
    e fa’ che lo Spirito Santo illumini la tua Chiesa
    con quella fede che animò san Paolo
    e lo fece missionario e apostolo delle genti.
    Per Cristo nostro Signore.

    Prefazio degli apostoli I.

    Antifona alla Comunione Gal 2, 20

    Vivo nella fede del Figlio di Dio,
    che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me.

    Dopo la Comunione
    I sacramenti che abbiamo ricevuto, Signore Dio nostro,
    accendano in noi l’ardore di carità del beato apostolo Paolo,
    che portava nel cuore la sollecitudine per tutte le Chiese.
    Per Cristo nostro Signore.

    Si può utilizzare la formula della benedizione solenne Nelle feste degli apostoli.

  2. #62
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    60,943
    26 gennaio 2022
    Santi Timoteo e Tito, vescovi
    Memoria

    Antifona d'Ingresso
    Sal 95, 3-4
    In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
    a tutti i popoli dite le sue meraviglie.
    Grande è il Signore e degno di ogni lode.

    Colletta
    O Dio, che hai reso partecipi del carisma degli apostoli
    i santi Timoteo e Tito,
    per la loro comune intercessione concedi a noi
    di vivere con giustizia e pietà in questo mondo
    per giungere alla patria del cielo.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

    Prima Lettura 2 Tm 1, 1-8
    Mi ricordo della tua schietta fede.


    Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo
    Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio e secondo la promessa della vita che è in Cristo Gesù, a Timòteo, figlio carissimo: grazia, misericordia e pace da parte di Dio Padre e di Cristo Gesù Signore nostro.
    Rendo grazie a Dio che io servo, come i miei antenati, con coscienza pura, ricordandomi di te nelle mie preghiere sempre, notte e giorno. Mi tornano alla mente le tue lacrime e sento la nostalgia di rivederti per essere pieno di gioia. Mi ricordo infatti della tua schietta fede, che ebbero anche tua nonna Lòide e tua madre Eunìce, e che ora, ne sono certo, è anche in te.
    Per questo motivo ti ricordo di ravvivare il dono di Dio, che è in te mediante l’imposizione delle mie mani. Dio infatti non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di carità e di prudenza. Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro, né di me, che sono in carcere per lui; ma, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo.

    Oppure: Tt 1, 1-5
    A Tito, mio vero figlio nella medesima fede.


    Dalla lettera di san Paolo apostolo a Tito
    Paolo, servo di Dio e apostolo di Gesù Cristo per portare alla fede quelli che Dio ha scelto e per far conoscere la verità, che è conforme a un’autentica religiosità, nella speranza della vita eterna – promessa fin dai secoli eterni da Dio, il quale non mente, e manifestata al tempo stabilito nella sua parola mediante la predicazione, a me affidata per ordine di Dio, nostro salvatore –, a Tito, mio vero figlio nella medesima fede: grazia e pace da Dio Padre e da Cristo Gesù, nostro salvatore.
    Per questo ti ho lasciato a Creta: perché tu metta ordine in quello che rimane da fare e stabilisca alcuni presbìteri in ogni città, secondo le istruzioni che ti ho dato.

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 95 (96)
    Annunciate a tutti i popoli le meraviglie del Signore.

    Cantate al Signore un canto nuovo,
    cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
    Cantate al Signore, benedite il suo nome.

    Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
    In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
    a tutti i popoli dite le sue meraviglie.

    Date al Signore, o famiglie dei popoli,
    date al Signore gloria e potenza,
    date al Signore la gloria del suo nome.

    Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
    È stabile il mondo, non potrà vacillare!
    Egli giudica i popoli con rettitudine.

    Canto al Vangelo Cf. Lc 4, 18
    Alleluia, alleluia.
    Lo Spirito del Signore è sopra di me:
    mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio.
    Alleluia.

    Vangelo Lc 10, 1-9
    La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai.


    Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
    Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
    In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
    Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».

    Sulle Offerte
    Accogli, o Signore, i doni del tuo popolo
    nella festa dei santi Timoteo e Tito,
    e rendici a te graditi per la sincerità del cuore.
    Per Cristo nostro Signore.

    Antifona alla Comunione Cf. Mc 16, 15; Mt 28, 20
    «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo:
    io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo», dice il Signore.

    Dopo la Comunione
    I sacramenti che abbiamo ricevuto, Signore Dio nostro,
    alimentino in noi quella fede
    che la predicazione apostolica ha trasmesso
    e l’amorosa dedizione dei santi Timoteo e Tito ha custodito.
    Per Cristo nostro Signore.

  3. #63
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    60,943
    27 gennaio 2022
    Giovedì della III settimana del Tempo Ordinario

    Prima Lettura
    2 Sam 7, 18-19.24-29
    Chi sono io, Signore Dio, e che cos’è la mia casa?


    Dal secondo libro di Samuèle
    Dopo che Natan gli ebbe parlato, il re Davide andò a presentarsi davanti al Signore e disse: «Chi sono io, Signore Dio, e che cos’è la mia casa, perché tu mi abbia condotto fin qui? E questo è parso ancora poca cosa ai tuoi occhi, Signore Dio: tu hai parlato anche della casa del tuo servo per un lontano avvenire: e questa è legge per l’uomo, Signore Dio! Hai stabilito il tuo popolo Israele come popolo tuo per sempre, e tu, Signore, sei diventato Dio per loro.
    Ora, Signore Dio, la parola che hai pronunciato sul tuo servo e sulla sua casa confermala per sempre e fa’ come hai detto. Il tuo nome sia magnificato per sempre così: “Il Signore degli eserciti è il Dio d’Israele!”. La casa del tuo servo Davide sia dunque stabile davanti a te! Poiché tu, Signore degli eserciti, Dio d’Israele, hai rivelato questo al tuo servo e gli hai detto: “Io ti edificherò una casa!”. Perciò il tuo servo ha trovato l’ardire di rivolgerti questa preghiera.
    Ora, Signore Dio, tu sei Dio, le tue parole sono verità. Hai fatto al tuo servo queste belle promesse. Dégnati dunque di benedire ora la casa del tuo servo, perché sia sempre dinanzi a te! Poiché tu, Signore Dio, hai parlato e per la tua benedizione la casa del tuo servo è benedetta per sempre!».

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 131 (132)
    Il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre.

    Ricòrdati, Signore, di Davide,
    di tutte le sue fatiche,
    quando giurò al Signore,
    al Potente di Giacobbe fece voto.

    «Non entrerò nella tenda in cui abito,
    non mi stenderò sul letto del mio riposo,
    non concederò sonno ai miei occhi
    né riposo alle mie palpebre,
    finché non avrò trovato un luogo per il Signore,
    una dimora per il Potente di Giacobbe».

    Il Signore ha giurato a Davide,
    promessa da cui non torna indietro:
    «Il frutto delle tue viscere
    io metterò sul tuo trono!

    Se i tuoi figli osserveranno la mia alleanza
    e i precetti che insegnerò loro,
    anche i loro figli per sempre
    siederanno sul tuo trono».

    Sì, il Signore ha scelto Sion,
    l’ha voluta per sua residenza:
    «Questo sarà il luogo del mio riposo per sempre:
    qui risiederò, perché l’ho voluto».

    Canto al Vangelo Sal 118 (119), 105
    Alleluia, alleluia.
    Lampada per i miei passi è la tua parola,
    luce sul mio cammino.
    Alleluia.

    Vangelo Mc 4, 21-25
    La lampada viene per essere messa sul candelabro. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi.


    Dal Vangelo secondo Marco
    In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
    Diceva loro: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».

    _________________________________

    Memoria facoltativa:
    Sant’Angela Merici, vergine


    Dal Comune delle vergini: per una vergine, o dal Comune dei santi: per gli educatori.

    Colletta

    O Signore, l’intercessione della santa vergine Angela [Merici]
    ci affdi sempre al tuo amore di Padre,
    perché, seguendo i suoi esempi di carità e prudenza,
    custodiamo i tuoi insegnamenti
    e li testimoniamo nella nostra vita.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

  4. #64
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    60,943
    28 gennaio 2022
    San Tommaso d’Aquino, presbitero e dottore della Chiesa
    Memoria


    Dal Comune dei dottori della Chiesa, o dal Comune dei pastori: per un pastore.

    Colletta

    O Dio, che hai reso grande san Tommaso [d’Aquino]
    per la ricerca della santità di vita
    e la passione per la sacra dottrina,
    donaci di comprendere i suoi insegnamenti
    e di imitare i suoi esempi.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

    Prima Lettura 2 Sam 11, 1-4a. 5-10a. 13-17
    Mi hai disprezzato e hai preso in moglie la moglie di Urìa l’Ittita.


    Dal secondo libro di Samuèle
    All’inizio dell’anno successivo, al tempo in cui i re sono soliti andare in guerra, Davide mandò Ioab con i suoi servitori e con tutto Israele a compiere devastazioni contro gli Ammoniti; posero l’assedio a Rabbà, mentre Davide rimaneva a Gerusalemme.
    Un tardo pomeriggio Davide, alzatosi dal letto, si mise a passeggiare sulla terrazza della reggia. Dalla terrazza vide una donna che faceva il bagno: la donna era molto bella d’aspetto. Davide mandò a informarsi sulla donna. Gli fu detto: «È Betsabea, figlia di Eliàm, moglie di Urìa l’Ittita». Allora Davide mandò messaggeri a prenderla.
    La donna concepì e mandò ad annunciare a Davide: «Sono incinta». Allora Davide mandò a dire a Ioab: «Mandami Urìa l’Ittita». Ioab mandò Urìa da Davide. Arrivato Urìa, Davide gli chiese come stessero Ioab e la truppa e come andasse la guerra. Poi Davide disse a Urìa: «Scendi a casa tua e làvati i piedi». Urìa uscì dalla reggia e gli fu mandata dietro una porzione delle vivande del re. Ma Urìa dormì alla porta della reggia con tutti i servi del suo signore e non scese a casa sua. La cosa fu riferita a Davide: «Urìa non è sceso a casa sua».
    Davide lo invitò a mangiare e a bere con sé e lo fece ubriacare; la sera Urìa uscì per andarsene a dormire sul suo giaciglio con i servi del suo signore e non scese a casa sua.
    La mattina dopo Davide scrisse una lettera a Ioab e gliela mandò per mano di Urìa. Nella lettera aveva scritto così: «Ponete Urìa sul fronte della battaglia più dura; poi ritiratevi da lui perché resti colpito e muoia». Allora Ioab, che assediava la città, pose Urìa nel luogo dove sapeva che c’erano uomini valorosi. Gli uomini della città fecero una sortita e attaccarono Ioab; caddero parecchi della truppa e dei servi di Davide e perì anche Urìa l’Ittita.

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 50 (51)
    Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.

    Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
    nella tua grande misericordia
    cancella la mia iniquità.
    Lavami tutto dalla mia colpa,
    dal mio peccato rendimi puro.

    Sì, le mie iniquità io le riconosco,
    il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
    Contro di te, contro te solo ho peccato,
    quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto.

    Così sei giusto nella tua sentenza,
    sei retto nel tuo giudizio.
    Ecco, nella colpa io sono nato,
    nel peccato mi ha concepito mia madre.

    Fammi sentire gioia e letizia:
    esulteranno le ossa che hai spezzato.
    Distogli lo sguardo dai miei peccati,
    cancella tutte le mie colpe.

    Canto al Vangelo Cf. Mt 11, 25
    Alleluia, alleluia.
    Ti rendo lode, Padre,
    Signore del cielo e della terra,
    perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno.
    Alleluia.

    Vangelo Mc 4, 26-34
    L’uomo getta il seme e dorme; il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa.


    Dal Vangelo secondo Marco
    In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
    Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
    Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

  5. #65
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    60,943
    29 gennaio 2022
    Sabato della III settimana del Tempo Ordinario

    Prima Lettura
    2 Sam 12, 1-7a. 10-17
    Ho peccato contro il Signore!


    Dal secondo libro di Samuèle
    In quei giorni, il Signore mandò il profeta Natan a Davide, e Natan andò da lui e gli disse: «Due uomini erano nella stessa città, uno ricco e l’altro povero. Il ricco aveva bestiame minuto e grosso in gran numero, mentre il povero non aveva nulla, se non una sola pecorella piccina, che egli aveva comprato. Essa era vissuta e cresciuta insieme con lui e con i figli, mangiando del suo pane, bevendo alla sua coppa e dormendo sul suo seno. Era per lui come una figlia. Un viandante arrivò dall’uomo ricco e questi, evitando di prendere dal suo bestiame minuto e grosso quanto era da servire al viaggiatore che era venuto da lui, prese la pecorella di quell’uomo povero e la servì all’uomo che era venuto da lui».
    Davide si adirò contro quell’uomo e disse a Natan: «Per la vita del Signore, chi ha fatto questo è degno di morte. Pagherà quattro volte il valore della pecora, per aver fatto una tal cosa e non averla evitata». Allora Natan disse a Davide: «Tu sei quell’uomo! Così dice il Signore, Dio d’Israele: “La spada non si allontanerà mai dalla tua casa, poiché tu mi hai disprezzato e hai preso in moglie la moglie di Urìa l’Ittita”. Così dice il Signore: “Ecco, io sto per suscitare contro di te il male dalla tua stessa casa; prenderò le tue mogli sotto i tuoi occhi per darle a un altro, che giacerà con loro alla luce di questo sole. Poiché tu l’hai fatto in segreto, ma io farò questo davanti a tutto Israele e alla luce del sole”».
    Allora Davide disse a Natan: «Ho peccato contro il Signore!». Natan rispose a Davide: «Il Signore ha rimosso il tuo peccato: tu non morirai. Tuttavia, poiché con quest’azione tu hai insultato il Signore, il figlio che ti è nato dovrà morire». Natan tornò a casa.
    Il Signore dunque colpì il bambino che la moglie di Urìa aveva partorito a Davide e il bambino si ammalò gravemente. Davide allora fece suppliche a Dio per il bambino, si mise a digiunare e, quando rientrava per passare la notte, dormiva per terra. Gli anziani della sua casa insistevano presso di lui perché si alzasse da terra, ma egli non volle e non prese cibo con loro.

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 50 (51)
    Crea in me, o Dio, un cuore puro.

    Crea in me, o Dio, un cuore puro,
    rinnova in me uno spirito saldo.
    Non scacciarmi dalla tua presenza
    e non privarmi del tuo santo spirito.

    Rendimi la gioia della tua salvezza,
    sostienimi con uno spirito generoso.
    Insegnerò ai ribelli le tue vie
    e i peccatori a te ritorneranno.

    Liberami dal sangue, o Dio, Dio mia salvezza:
    la mia lingua esalterà la tua giustizia.
    Signore, apri le mie labbra
    e la mia bocca proclami la tua lode.

    Canto al Vangelo Gv 3, 16
    Alleluia, alleluia.
    Dio ha tanto amato il mondo
    da dare il Figlio, unigenito,
    perché chiunque crede in lui non vada perduto,
    ma abbia la vita eterna.
    Alleluia.

    Vangelo Mc 4, 35-41
    Chi è costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?


    Dal Vangelo secondo Marco
    In quel medesimo giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui.
    Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?».
    Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, càlmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?».
    E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

    _________________________________

    Memoria facoltativa:
    Santa Maria in sabato


    Dal Comune della beata Vergine Maria.

  6. #66
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    60,943
    30 gennaio 2022
    IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

    Antifona d'Ingresso
    Sal 105, 47
    Salvaci, Signore Dio nostro,
    radunaci dalle genti,
    perché ringraziamo il tuo nome santo:
    lodarti sarà la nostra gloria.

    Si dice il Gloria.

    Colletta

    Signore Dio nostro,
    concedi a noi tuoi fedeli
    di adorarti con tutta l’anima
    e di amare tutti gli uomini con la carità di Cristo.
    Egli è Dio, e vive e regna con te,
    nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

    Oppure:
    Signore Dio nostro,
    che hai ispirato i profeti
    perché annunciassero senza timore
    la tua parola di giustizia,
    fa’ che i credenti in te non arrossiscano del Vangelo,
    ma lo annuncino con coraggio
    senza temere l’inimicizia del mondo.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

    Prima Lettura Ger 1, 4-5.17-19
    Ti ho stabilito profeta delle nazioni.


    Dal libro del profeta Geremia
    Nei giorni del re Giosìa, mi fu rivolta questa parola del Signore:
    «Prima di formarti nel grembo materno,
    ti ho conosciuto,
    prima che tu uscissi alla luce, ti ho consacrato;
    ti ho stabilito profeta delle nazioni.
    Tu, dunque, stringi la veste ai fianchi,
    àlzati e di’ loro tutto ciò che ti ordinerò;
    non spaventarti di fronte a loro,
    altrimenti sarò io a farti paura davanti a loro.
    Ed ecco, oggi io faccio di te
    come una città fortificata,
    una colonna di ferro
    e un muro di bronzo
    contro tutto il paese,
    contro i re di Giuda e i suoi capi,
    contro i suoi sacerdoti e il popolo del paese.
    Ti faranno guerra, ma non ti vinceranno,
    perché io sono con te per salvarti».

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 70 (71)
    La mia bocca, Signore, racconterà la tua salvezza.

    In te, Signore, mi sono rifugiato,
    mai sarò deluso.
    Per la tua giustizia, liberami e difendimi,
    tendi a me il tuo orecchio e salvami.

    Sii tu la mia roccia,
    una dimora sempre accessibile;
    hai deciso di darmi salvezza:
    davvero mia rupe e mia fortezza tu sei!
    Mio Dio, liberami dalle mani del malvagio.

    Sei tu, mio Signore, la mia speranza,
    la mia fiducia, Signore, fin dalla mia giovinezza.
    Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno,
    dal seno di mia madre sei tu il mio sostegno.

    La mia bocca racconterà la tua giustizia,
    ogni giorno la tua salvezza.
    Fin dalla giovinezza, o Dio, mi hai istruito
    e oggi ancora proclamo le tue meraviglie.

    Seconda Lettura 1 Cor 12, 31 – 13, 13
    Rimangono la fede, la speranza, la carità; ma la più grande di tutte è la carità.

    forma breve: testo tra parentesi quadre

    Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
    [Fratelli,] desiderate intensamente i carismi più grandi. E allora, vi mostro la via più sublime.
    Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita.
    E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla.
    E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo, per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe.
    [La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
    La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà e la conoscenza svanirà. Infatti, in modo imperfetto noi conosciamo e in modo imperfetto profetizziamo. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Divenuto uomo, ho eliminato ciò che è da bambino.
    Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio; allora invece vedremo faccia a faccia. Adesso conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto. Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. Ma la più grande di tutte è la carità!]

    Canto al Vangelo Lc 4, 18
    Alleluia, alleluia.
    Il Signore mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
    a proclamare ai prigionieri la liberazione.
    Alleluia.

    Vangelo Lc 4, 21-30
    Gesù come Elia ed Eliseo è mandato non per i soli Giudei.


    Dal Vangelo secondo Luca
    In quel tempo, Gesù cominciò a dire nella sinagoga: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
    Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
    All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

    Si dice il Credo.

    Sulle Offerte

    Accogli con bontà, o Signore,
    i doni del nostro servizio sacerdotale:
    li deponiamo sull’altare
    perché diventino sacramento della nostra redenzione.
    Per Cristo nostro Signore.

    Antifona alla Comunione Cf. Sal 30, 17-18
    Sul tuo servo fa’ splendere il tuo volto,
    salvami per la tua misericordia.
    Signore, che io non debba vergognarmi
    per averti invocato.

    Oppure: Lc 4, 21
    Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato.

    Dopo la Comunione
    O Signore, che ci hai nutriti con il dono della redenzione,
    fa’ che per la forza di questo sacramento di eterna salvezza
    cresca sempre più la vera fede.
    Per Cristo nostro Signore.

  7. #67
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    60,943
    31 gennaio 2022
    San Giovanni Bosco, presbitero
    Memoria


    Dal Comune dei pastori: per un pastore, o dal Comune dei santi: per gli educatori.

    Colletta

    O Dio, che hai suscitato il presbitero san Giovanni [Bosco]
    come padre e maestro dei giovani,
    concedi anche a noi la stessa fiamma di carità,
    a servizio della tua gloria, per la salvezza dei fratelli.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

    Prima Lettura 2 Sam 15, 13-14.30; 16, 5-13a
    Fuggiamo dalle mani di Assalonne. Lasciate che Simei maledica, poiché glielo ha ordinato il Signore.


    Dal secondo libro di Samuèle
    In quei giorni, arrivò un informatore da Davide e disse: «Il cuore degli Israeliti è con Assalonne». Allora Davide disse a tutti i suoi servi che erano con lui a Gerusalemme: «Alzatevi, fuggiamo; altrimenti nessuno di noi scamperà dalle mani di Assalonne. Partite in fretta, perché non si affretti lui a raggiungerci e faccia cadere su di noi la rovina e passi la città a fil di spada».
    Davide saliva l’erta degli Ulivi, saliva piangendo e camminava con il capo coperto e a piedi scalzi; tutta la gente che era con lui aveva il capo coperto e, salendo, piangeva.
    Quando poi il re Davide fu giunto a Bacurìm, ecco uscire di là un uomo della famiglia della casa di Saul, chiamato Simei, figlio di Ghera. Egli usciva imprecando e gettava sassi contro Davide e contro tutti i servi del re Davide, mentre tutto il popolo e tutti i prodi stavano alla sua destra e alla sua sinistra. Così diceva Simei, maledicendo Davide: «Vattene, vattene, sanguinario, malvagio! Il Signore ha fatto ricadere sul tuo capo tutto il sangue della casa di Saul, al posto del quale regni; il Signore ha messo il regno nelle mani di Assalonne, tuo figlio, ed eccoti nella tua rovina, perché sei un sanguinario».
    Allora Abisài, figlio di Seruià, disse al re: «Perché questo cane morto dovrà maledire il re, mio signore? Lascia che io vada e gli tagli la testa!». Ma il re rispose: «Che ho io in comune con voi, figli di Seruià? Se maledice, è perché il Signore gli ha detto: “Maledici Davide!”. E chi potrà dire: “Perché fai così?”».
    Poi Davide disse ad Abisài e a tutti i suoi servi: «Ecco, il figlio uscito dalle mie viscere cerca di togliermi la vita: e allora, questo Beniaminita, lasciatelo maledire, poiché glielo ha ordinato il Signore. Forse il Signore guarderà la mia afflizione e mi renderà il bene in cambio della maledizione di oggi».
    Davide e la sua gente continuarono il cammino.

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 3
    Sorgi, Signore! Salvami, Dio mio!

    Signore, quanti sono i miei avversari!
    Molti contro di me insorgono.
    Molti dicono della mia vita:
    «Per lui non c’è salvezza in Dio!».

    Ma tu sei mio scudo, Signore,
    sei la mia gloria e tieni alta la mia testa.
    A gran voce grido al Signore
    ed egli mi risponde dalla sua santa montagna.

    Io mi corico, mi addormento e mi risveglio:
    il Signore mi sostiene.
    Non temo la folla numerosa
    che intorno a me si è accampata.

    Canto al Vangelo Lc 7, 16
    Alleluia, alleluia.
    Un grande profeta è sorto tra noi,
    e Dio ha visitato il suo popolo.
    Alleluia.

    Vangelo Mc 5, 1-20
    Esci, spirito impuro, da quest'uomo!


    Dal Vangelo secondo Marco
    In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli giunsero all’altra riva del mare, nel paese dei Gerasèni. Sceso dalla barca, subito dai sepolcri gli venne incontro un uomo posseduto da uno spirito impuro.
    Costui aveva la sua dimora fra le tombe e nessuno riusciva a tenerlo legato, neanche con catene, perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva spezzato le catene e spaccato i ceppi, e nessuno riusciva più a domarlo. Continuamente, notte e giorno, fra le tombe e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre.
    Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi e, urlando a gran voce, disse: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!». Gli diceva infatti: «Esci, spirito impuro, da quest’uomo!». E gli domandò: «Qual è il tuo nome?». «Il mio nome è Legione – gli rispose – perché siamo in molti». E lo scongiurava con insistenza perché non li cacciasse fuori dal paese.
    C’era là, sul monte, una numerosa mandria di porci al pascolo. E lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi». Glielo permise. E gli spiriti impuri, dopo essere usciti, entrarono nei porci e la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare; erano circa duemila e affogarono nel mare.
    I loro mandriani allora fuggirono, portarono la notizia nella città e nelle campagne e la gente venne a vedere che cosa fosse accaduto. Giunsero da Gesù, videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto, spiegarono loro che cosa era accaduto all’indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio.
    Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo supplicava di poter restare con lui. Non glielo permise, ma gli disse: «Va’ nella tua casa, dai tuoi, annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te». Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli quello che Gesù aveva fatto per lui e tutti erano meravigliati.

  8. #68
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    60,943
    1 febbraio 2022
    Martedì della IV settimana del Tempo Ordinario

    Prima Lettura
    2 Sam 18, 9-10.14b.21a.24-25a.30-32; 19, 1-3
    Figlio mio Assalonne! Fossi morto io invece di te!


    Dal secondo libro di Samuèle
    In quei giorni, Assalonne s’imbatté nei servi di Davide. Assalonne cavalcava il mulo; il mulo entrò sotto il groviglio di una grande quercia e la testa di Assalonne rimase impigliata nella quercia e così egli restò sospeso fra cielo e terra, mentre il mulo che era sotto di lui passò oltre. Un uomo lo vide e venne a riferire a Ioab: «Ho visto Assalonne appeso a una quercia». Allora Ioab prese in mano tre dardi e li ficcò nel cuore di Assalonne, che era ancora vivo nel folto della quercia. Poi Ioab disse all’Etìope: «Va’ e riferisci al re quello che hai visto».
    Davide stava seduto fra le due porte; la sentinella salì sul tetto della porta sopra le mura, alzò gli occhi, guardò, ed ecco vide un uomo correre tutto solo. La sentinella gridò e l’annunciò al re. Il re disse: «Se è solo, ha in bocca una bella notizia».
    Il re gli disse: «Mettiti là, da parte». Quegli si mise da parte e aspettò. Ed ecco arrivare l’Etìope che disse: «Si rallegri per la notizia il re, mio signore! Il Signore ti ha liberato oggi da quanti erano insorti contro di te». Il re disse all’Etìope: «Il giovane Assalonne sta bene?». L’Etìope rispose: «Diventino come quel giovane i nemici del re, mio signore, e quanti insorgono contro di te per farti del male!».
    Allora il re fu scosso da un tremito, salì al piano di sopra della porta e pianse; diceva andandosene: «Figlio mio Assalonne! Figlio mio, figlio mio Assalonne! Fossi morto io invece di te, Assalonne, figlio mio, figlio mio!». Fu riferito a Ioab: «Ecco il re piange e fa lutto per Assalonne». La vittoria in quel giorno si cambiò in lutto per tutto il popolo, perché il popolo sentì dire in quel giorno: «Il re è desolato a causa del figlio».

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 85 (86)
    Signore, tendi l’orecchio, rispondimi.

    Signore, tendi l’orecchio, rispondimi,
    perché io sono povero e misero.
    Custodiscimi perché sono fedele;
    tu, Dio mio, salva il tuo servo, che in te confida.

    Pietà di me, Signore,
    a te grido tutto il giorno.
    Rallegra la vita del tuo servo,
    perché a te, Signore, rivolgo l’anima mia.

    Tu sei buono, Signore, e perdoni,
    sei pieno di misericordia con chi t’invoca.
    Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera
    e sii attento alla voce delle mie suppliche.

    Canto al Vangelo Cf. Mt 8, 17
    Alleluia, alleluia.
    Cristo ha preso le nostre infermità
    e si è caricato delle nostre malattie.
    Alleluia.

    Vangelo Mc 5, 21-43
    Fanciulla, io ti dico: Àlzati!


    Dal Vangelo secondo Marco
    In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
    Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.
    E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».
    Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.
    Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

  9. #69
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    60,943
    2 febbraio 2022
    PRESENTAZIONE DEL SIGNORE
    Festa


    BENEDIZIONE DELLE CANDELE E PROCESSIONE


    Prima forma: Processione


    1, All’ora stabilita l’assemblea si raduna in una chiesa minore o in altro luogo adatto al di fuori della chiesa verso la quale si dovrà dirigere la processione. I fedeli tengono in mano le candele spente.
    2. Il sacerdote e i ministri indossano le vesti liturgiche di colore bianco come per la Messa; al posto della casula, il sacerdote può indossare il piviale, che deporrà alla fine della processione.
    3. Mentre si accendono le candele si canta l’antifona:

    Ecco, il Signore nostro verrà con potenza,
    e illuminerà gli occhi dei suoi servi. Alleluia.
    o un altro canto adatto.

    4. Terminato il canto, il sacerdote, rivolto verso il popolo, dice: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Dopo aver salutato il popolo, pronuncia una monizione introduttiva per esortare i fedeli a una celebrazione attiva e cosciente del rito che si sta per compiere. Lo può fare con queste o con altre simili parole:

    Fratelli e sorelle, sono trascorsi quaranta giorni dalla gioiosa celebrazione del Natale del Signore. Oggi ricorre il giorno nel quale Gesù fu presentato al tempio da Maria e Giuseppe. Con quel rito egli si assoggettava alle prescrizioni della legge, ma in realtà veniva incontro al suo popolo, che l’attendeva nella fede.
    Guidati dallo Spirito Santo, vennero nel tempio i santi vegliardi Simeone e Anna. Illuminati dallo stesso Spirito, riconobbero il Signore e pieni di gioia gli resero testimonianza. Anche noi, qui riuniti dallo Spirito Santo, andiamo nella casa di Dio incontro a Cristo. Lo troveremo e lo riconosceremo nello spezzare il pane, nell’attesa che egli venga e si manifesti nella sua gloria.

    5. Dopo la monizione il sacerdote benedice le candele dicendo, a braccia allargate:
    Preghiamo.
    O Dio, fonte e principio di ogni luce,
    che oggi hai manifestato al giusto Simeone
    il Cristo, luce per rivelarti alle genti,
    ti supplichiamo di benedire + questi ceri
    e di ascoltare le preghiere del tuo popolo
    che viene incontro a te con questi segni luminosi
    e con inni di lode;
    guidalo sulla via del bene,
    perché giunga alla luce che non ha fine.
    Per Cristo nostro Signore.

    Oppure:
    Preghiamo.
    O Dio, vera luce, che crei e diffondi la luce eterna,
    riempi i cuori dei fedeli del fulgore della luce perenne,
    perché quanti nel tuo santo tempio sono illuminati
    dalla fiamma di questi ceri
    giungano felicemente allo splendore della tua gloria.
    Per Cristo nostro Signore.

    Il sacerdote asperge le candele con l’acqua benedetta e senza dire nulla infonde l’incenso per la processione.

    6. A questo punto il sacerdote riceve dal diacono o da un altro ministro la candela accesa per lui predisposta e comincia la processione, mentre il diacono (o, in sua assenza, lo stesso sacerdote) canta o dice:

    Andiamo in pace incontro al Signore.
    Oppure:
    Andiamo in pace.
    Nel qual caso tutti rispondono:
    Nel nome di Cristo. Amen.

    7. Tutti tengono le candele accese. Mentre si svolge la processione, si canta una delle antifone che seguono: l’antifona Luce per rivelarti con il cantico proprio (Lc 2, 29-32), o l’antifona Adorna il tuo talamo o un altro canto adatto.

    I
    Antifona

    Luce per rivelarti alle genti
    e gloria del tuo popolo, Israele.

    Ora puoi lasciare, o Signore,
    che il tuo servo vada in pace,
    secondo la tua parola.

    Antifona
    Luce per rivelarti alle genti
    e gloria del tuo popolo, Israele.

    Perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza.

    Antifona
    Luce per rivelarti alle genti
    e gloria del tuo popolo, Israele.

    Preparata da te davanti a tutti i popoli.

    Antifona
    Luce per rivelarti alle genti
    e gloria del tuo popolo, Israele.

    II
    Antifona

    Adorna il tuo talamo, o Sion,
    e accogli Cristo Re;
    abbraccia Maria, vera porta del cielo:
    lei porta il Re della gloria,
    la vera luce nuova.
    Vergine ella rimane
    pur porgendo con le mani il Figlio,
    generato prima dell’aurora.
    Simeone lo accoglie tra le braccia
    e annuncia ai popoli:
    «Egli è il Signore della vita e della morte,
    egli è il salvatore del mondo».

    8. Mentre la processione entra in chiesa, si canta l’antifona d’ingresso della Messa. Il sacerdote, una volta giunto all’altare, dopo averlo venerato, secondo l’opportunità, lo incensa. Quindi si dirige alla sede e, deposto il piviale, se lo ha usato durante la processione, indossa la casula. ?erminato il canto del Gloria a Dio, dice l’orazione colletta. La Messa prosegue nel modo consueto.

    Seconda forma: Ingresso solenne

    9. Quando non è possibile svolgere la processione, i fedeli si radunano nella chiesa, tenendo in mano le candele. Il sacerdote, indossate le vesti liturgiche per la Messa, di colore bianco, con i ministri e almeno una parte dei fedeli si reca in un luogo adatto, o davanti alla porta o nella stessa chiesa dove la maggior parte dei fedeli possa opportunamente partecipare al rito.
    10. Quando il sacerdote giunge nel luogo stabilito per la benedizione delle candele, queste vengono accese, mentre si canta l’antifona Ecco, il Signore nostro (n. 3), o un altro canto adatto.
    11. Quindi il sacerdote, dopo il saluto e la monizione, benedice le candele come descritto ai nn. 4-5 e compie una processione fino all’altare con il canto (nn. 6-7). Per la Messa si osserva quanto stabilito sopra al n. 8.



    MESSA

    Antifona d'Ingresso Cf. Sal 47, 10-11

    O Dio, accogliamo il tuo amore nel tuo tempio.
    Come il tuo nome, o Dio,
    così la tua lode si estende sino ai confini della terra;
    è piena di giustizia la tua destra.

    Si dice il Gloria.

    Colletta

    Dio onnipotente ed eterno,
    guarda i tuoi fedeli riuniti
    nella festa della Presentazione al tempio
    del tuo unico Figlio fatto uomo,
    e concedi anche a noi di essere presentati a te
    purificati nello spirito.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

    Prima Lettura Ml 3, 1-4
    Entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate.


    Dal libro del profeta Malachia
    Così dice il Signore Dio:
    «Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate; e l’angelo dell’alleanza, che voi sospirate, eccolo venire, dice il Signore degli eserciti.
    Chi sopporterà il giorno della sua venuta? Chi resisterà al suo apparire? Egli è come il fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai.
    Siederà per fondere e purificare l’argento; purificherà i figli di Levi, li affinerà come oro e argento, perché possano offrire al Signore un’offerta secondo giustizia.
    Allora l’offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradita al Signore come nei giorni antichi, come negli anni lontani».

    Oppure: Eb 2, 14-18
    Doveva rendersi in tutto simile ai fratelli.


    Dalla lettera agli Ebrei
    Poiché i figli hanno in comune il sangue e la carne, anche Cristo allo stesso modo ne è divenuto partecipe, per ridurre all’impotenza mediante la morte colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo, e liberare così quelli che, per timore della morte, erano soggetti a schiavitù per tutta la vita. Egli infatti non si prende cura degli angeli, ma della stirpe di Abramo si prende cura. Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote misericordioso e degno di fede nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare i peccati del popolo.
    Infatti, proprio per essere stato messo alla prova e avere sofferto personalmente, egli è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova.

    Salmo Responsoriale Dal Salmo 23 (24)
    Vieni, Signore, nel tuo tempio santo.

    Alzate, o porte, la vostra fronte,
    alzatevi, soglie antiche,
    ed entri il re della gloria.

    Chi è questo re della gloria?
    Il Signore forte e valoroso,
    il Signore valoroso in battaglia.

    Alzate, o porte, la vostra fronte,
    alzatevi, soglie antiche,
    ed entri il re della gloria.

    Chi è mai questo re della gloria?
    Il Signore degli eserciti è il re della gloria.

    Canto al Vangelo Lc 2, 30.32
    Alleluia, alleluia.
    I miei occhi hanno visto la tua salvezza:
    luce per rivelarti alle genti
    e gloria del tuo popolo, Israele.
    Alleluia.

    Vangelo Lc 2, 22-40
    I miei occhi hanno visto la tua salvezza.

    forma breve: testo tra parentesi quadre

    Dal Vangelo secondo Luca
    [Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
    Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.
    Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
    «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
    vada in pace, secondo la tua parola,
    perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
    preparata da te davanti a tutti i popoli:
    luce per rivelarti alle genti
    e gloria del tuo popolo, Israele».]
    Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
    C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
    Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

    Sulle offerte
    Accogli i doni della Chiesa in festa, o Padre,
    come hai gradito l’offerta del tuo Figlio unigenito,
    Agnello senza macchia per la vita del mondo.
    Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

    Prefazio
    Il mistero della Presentazione del Signore

    È veramente cosa buona e giusta,
    nostro dovere e fonte di salvezza,
    rendere grazie sempre e in ogni luogo
    a te, Signore, Padre santo,
    Dio onnipotente ed eterno.
    Il tuo Figlio, generato prima di tutti i secoli,
    oggi presentato al tempio,
    è proclamato dallo Spirito Santo
    gloria d’Israele e luce delle genti.
    E noi esultanti andiamo incontro al Salvatore,
    e con l’assemblea degli angeli e dei santi
    cantiamo senza fine l’inno della tua lode:

    Antifona alla Comunione Lc 2, 30-31
    I miei occhi hanno visto la tua salvezza,
    preparata da te davanti a tutti i popoli.

    Dopo la Comunione
    O Padre, che hai esaudito
    l’ardente attesa del santo Simeone,
    porta a compimento in noi l’opera della tua misericordia;
    tu che gli hai dato la gioia, prima di vedere la morte,
    di stringere tra le braccia il Cristo tuo Figlio,
    concedi anche a noi, con la forza del pane eucaristico,
    di camminare incontro al Signore
    per ottenere la vita eterna.
    Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

  10. #70
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    60,943
    3 febbraio 2022
    Giovedì della IV settimana del Tempo Ordinario

    Prima Lettura
    1 Re 2, 1-4.10-12
    Io me ne vado per la strada di ogni uomo sulla terra. Tu, Salomone, sii forte e mòstrati uomo.


    Dal primo libro dei Re
    I giorni di Davide si erano avvicinati alla morte, ed egli ordinò a Salomone, suo figlio: «Io me ne vado per la strada di ogni uomo sulla terra. Tu sii forte e móstrati uomo. Osserva la legge del Signore, tuo Dio, procedendo nelle sue vie ed eseguendo le sue leggi, i suoi comandi, le sue norme e le sue istruzioni, come sta scritto nella legge di Mosè, perché tu riesca in tutto quello che farai e dovunque ti volgerai, perché il Signore compia la promessa che mi ha fatto dicendo: “Se i tuoi figli nella loro condotta si cureranno di camminare davanti a me con fedeltà, con tutto il loro cuore e con tutta la loro anima, non ti sarà tolto un discendente dal trono d’Israele”».
    Davide si addormentò con i suoi padri e fu sepolto nella Città di Davide. La durata del regno di Davide su Israele fu di quarant’anni: a Ebron regnò sette anni e a Gerusalemme regnò trentatré anni.
    Salomone sedette sul trono di Davide, suo padre, e il suo regno si consolidò molto.

    Salmo Responsoriale 1 Cr 29, 10-12
    Tu, o Signore, dòmini tutto!
    Oppure:
    A te la lode e la gloria nei secoli.

    Benedetto sei tu, Signore,
    Dio d’Israele, nostro padre,
    ora e per sempre.

    Tua, Signore, è la grandezza, la potenza,
    lo splendore, la gloria e la maestà:
    perché tutto, nei cieli e sulla terra, è tuo.

    Tuo è il regno, Signore:
    ti innalzi sovrano sopra ogni cosa.
    Da te provengono la ricchezza e la gloria.

    Tu dòmini tutto;
    nella tua mano c’è forza e potenza,
    con la tua mano dai a tutti ricchezza e potere.

    Canto al Vangelo Mc 1, 15
    Alleluia, alleluia.
    Il regno di Dio è vicino, dice il Signore:
    convertitevi e credete nel Vangelo.
    Alleluia.

    Vangelo Mc 6, 7-13
    Prese a mandarli.


    Dal Vangelo secondo Marco
    In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche.
    E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro».
    Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

    _________________________________

    Memorie facoltative:

    San Biagio, vescovo e martire


    Dal Comune dei martiri: per un martire, o dal Comune dei pastori: per un vescovo.

    Colletta

    Esaudisci, o Padre, il popolo che ti invoca:
    l’intercessione del martire san Biagio
    ottenga da te pace e salute nel tempo presente
    e l’aiuto per giungere alla gioia dei beni eterni.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.


    Sant’Ansgario (Oscar), vescovo

    Dal Comune dei pastori: per i missionari, o per un vescovo.

    Colletta

    O Dio, che hai inviato il santo vescovo Oscar
    per illuminare molti popoli con l’annuncio del Vangelo,
    concedi a noi per sua intercessione
    di camminare sempre nella luce della tua verità.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
>