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Discussione: Cronache dell’Arcidiocesi Metropolitana di Milano – Anno 2022.

  1. #91
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    CHIARAVALLE
    Un orto comunitario al Mulino dell’Abbazia

    Parte il progetto «Hortus Conclusus - Coltiva cultura monastica»


    È partita la riqualificazione ambientale partecipata dell’orto del Mulino di Chiaravalle che realizzerà un Hortus Conclusus, un vero e proprio orto monastico comunitario, inclusivo e ricco di biodiversità per migliorare l’accessibilità, la qualità della vita della comunità, rafforzare i legami tra le persone, valorizzare il patrimonio culturale e ambientale, favorendo esperienze sociali di benessere a contatto con la natura soprattutto per giovani e anziani, grazie al progetto«‘Hortus Conclusus – Coltiva cultura monastica», gestito dalla cooperativa sociale Koinè all’interno dell’orto del Mulino dell’Abbazia di Chiaravalle (via Sant’Arialdo 102, Milano) […].

    Progetto inclusivo

    Nella progettazione saranno recuperate alcune specie antiche, locali e alcune specie in via di estinzione di piante aromatiche, medicinali, grani, piccoli frutti e piante tintorie, per favorire la biodiversità. Il disegno dell’orto riprenderà la simbologia degli orti medievali.

    L’orto sarà inclusivo con vialetti percorribili, alcune aiuole rialzate e cartellonistica progettata e studiata per essere accessibili a tutti.

    Le tappe

    Il progetto, appena partito, prosegue fino al giugno 2023. Le iniziative previste sono:

    • la stesura del progetto definitivo in modo partecipato
    • la formazione multidisciplinare che accompagnerà le guide, i monaci, i progettisti e gli interessati in un viaggio alla scoperta degli orti medievali, inclusivi, della cura della terra e della biodiversità
    • la realizzazione vera e propria dell’orto grazie agli interventi strutturali (pavimentazione, irrigazione…) e agli interventi partecipati con il gruppo volontari e con le scuole
    • infine, a orto realizzato, potranno essere attivati i nuovi percorsi di ortoterapia, di educazione ambientale rivolti alle fasce più fragili, attività per le scuole e visite guidate tematiche.


    (Dal sito dell’Arcidiocesi di Milano, fonte; PUBBLICATO LUNEDÌ 31 GENNAIO 2022).
    «Spiritus Sanctus, quem mittet Pater in nomine meo,
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    (Io. 13, 26).




  2. #92
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    QUIRINALE
    Mattarella: «Senso di responsabilità e rispetto delle decisioni del Parlamento»

    Le prime parole rivolte al popolo italiano dopo la rielezione all’ottavo scrutinio con 759 voti


    «I giorni difficili trascorsi per l’elezione alla Presidenza della Repubblica, nel corso della grave emergenza che stiamo tutt’ora attraversando sul versante sanitario, su quello economico e quello sociale, richiamano al senso di responsabilità e al rispetto delle decisioni del Parlamento». Queste le prime parole rivolte al popolo italiano da Sergio Mattarella, rieletto all’ottavo scrutinio con 759 voti Presidente della Repubblica per un nuovo settennato.

    Dopo aver accolto i presidenti di Camera e Senato giunti al Quirinale per la comunicazione ufficiale dell’esito del voto, Mattarella si è rivolto alla nazione pronunciando poche parole, semplici, ma piene di significato. «Ringrazio i Presidenti della Camera e del Senato per la loro comunicazione – ha detto -, e desidero ringraziare i parlamentari e delegati delle regioni per la fiducia espressa nei miei confronti. Queste condizioni impongono di non sottrarsi ai doveri cui si è chiamati e naturalmente devono prevalere su altre considerazioni e su prospettive personali differenti, con l’impegno di interpretare le attese e le speranze dei nostri concittadini».

    Il Papa: «Unità e serenità al Paese»

    «In questi tempi caratterizzati dalla pandemia, in cui si sono diffusi molti disagi e incertezze, specialmente nell’ambito lavorativo, ed è aumentata, insieme alla povertà, anche la paura, che porta a chiudersi in se stessi, il suo servizio è ancora più essenziale per consolidare l’unità e trasmettere serenità al Paese». Così Papa Francesco nel telegramma di augurio inviato al Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, in occasione della sua rielezione.

    Riconoscendo lo «spirito di generosa disponibilità» con il quale Mattarella ha accolto l’incarico, il Santo Padre assicura la preghiera «affinché possa continuare a sostenere il caro popolo italiano nel costruire una convivenza sempre più fraterna e incoraggiarlo ad affrontare con speranza l’avvenire».

    Bassetti: «Punto di riferimento per i cittadini»

    «Il Suo esempio di uomo e di statista, lo spirito di servizio e di sacrificio manifestato anche nella presente circostanza, costituiscono un punto di riferimento per tutti i cittadini al di là delle appartenenze politiche e degli schieramenti». Lo scrive il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, nel messaggio inviato a Sergio Mattarella in occasione della sua rielezione a Presidente della Repubblica: «Sono certo che nell’esercizio del Suo alto incarico non cesserà di contribuire al superamento delle disuguaglianze e delle fratture che feriscono il tessuto della comunità nazionale e che sono acuite dall’emergenza pandemica ancora in corso».

    «La Costituzione assegna al Capo dello Stato il compito di rappresentare l’unità nazionale» e «nel settennato appena trascorso Lei ha dato limpida testimonianza di questa prerogativa costituzionale – ribadisce Bassetti -. Nel salutare rispettosamente e con viva soddisfazione la Sua rielezione a Presidente della Repubblica, in virtù di un voto a larga maggioranza del Parlamento in seduta comune, esprimo a nome della Chiesa che è in Italia l’augurio che il Suo mandato possa dispiegarsi all’insegna di quei valori di libertà e di solidarietà contenuti nella Carta costituzionale di cui Ella è sempre stato garante attivo e rigoroso», conclude il presidente della Cei assicurando «la preghiera della Chiesa che è in Italia» e confermando «la più leale collaborazione nella promozione della dignità della persona umana e nel perseguimento del bene del Paese».


    (Dal sito dell’Arcidiocesi di Milano, fonte; PUBBLICATO LUNEDÌ 31 GENNAIO 2022).
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  3. #93
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    A RAITRE
    Delpini: «Le violenze di Capodanno, uno schiaffo immeritato per Milano»

    «Episodi che devono far riflettere chi ha responsabilità educative»: così l’Arcivescovo a «Che tempo che fa». Pubblichiamo il video del suo intervento


    «Uno schiaffo per una città che non lo meritava, in un contesto di incontro che non lo meritava»: così monsignor Mario Delpini, Arcivescovo di Milano, intervenendo ieri sera alla trasmissione di Raitre «Che tempo che fa», ha definito gli episodi di violenza di cui alcune giovani sono state oggetto nella notte di Capodanno a Milano.

    L’Arcivescovo ha proseguito raccontando l’episodio in cui, da giovane scolaro, aveva ricevuto uno schiaffo che sentiva di non meritare: «Quando uno riceve uno schiaffo che sa di non meritare, questo suscita rabbia, risentimento, voglia di reagire con aggressività». Lo schiaffo «che la città ha ricevuto, questa umiliazione che le ragazze coinvolte hanno subito, è un elemento che fa molto soffrire, bisogna stare molto vicino alle vittime perché temo che un’umiliazione così aggressiva possa lasciare una traccia profonda di paura, di risentimento e voglia di farla pagare».

    Delpini ha anche ammesso di essersi chiesto: «Chi sono questi tali che fanno queste cose, da dove vengono, chi gli parla, come si fa a farli ragionare?». Per chi ha «responsabilità educative, come la Chiesa, come tante altre istituzioni», episodi «così umilianti per chi li subisce e per le città in cui si svolgono, devono suscitare anche una riflessione su da dove viene questa violenza: non so se è più aggressiva di quella di altri tempi, certo è quella del nostro tempo e noi abbiamo la responsabilità di comprendere, dialogare, intervenire e non rinunciare mai al compito di educare».


    (Dal sito dell’Arcidiocesi di Milano, fonte; PUBBLICATO LUNEDÌ 31 GENNAIO 2022).
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  4. #94
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    Il Sinodo nella Chiesa di Milano su Tv2000

    Don Walter Magni e Simona Beretta sono intervenuti a «In cammino», l’appuntamento quotidiano condotto da Enrico Selleri, per raccontare l’impegno della Chiesa ambrosiana su questo fronte


    Don Walter Magni, referente per il Sinodo della Diocesi di Milano, e Simona Beretta, della Pastorale diocesana dei migranti e impegnata nel contesto dei Gruppi Barnaba, sono intervenuti nella puntata di venerdì 28 gennaio a «In cammino», l’appuntamento quotidiano condotto da Enrico Selleri su Tv2000. dal martedì al venerdì alle 19.30. A tema, l’impegno della Chiesa ambrosiana su questo fronte.

    Nel programma si racconta il percorso verso il Sinodo partendo dalla vitalità della Chiesa italiana, dalla ricchezza dei suoi carismi e dei sui ministeri, dalle pluralità delle sue voci, dalle proposte innovative di Diocesi, parrocchie, congregazioni, movimenti capaci di dare risposte ai bisogni spirituali e materiali delle donne e degli uomini, dei giovani e degli anziani che abitano l’Italia dei nostri giorni. Ogni giorno un luogo diverso, un tema da approfondire, ospiti da ascoltare: per offrire ai telespettatori la possibilità di vivere e di seguire un processo sinodale che tanto più sarà vero e generativo quanto più sarà condiviso e partecipato.


    (Dal sito dell’Arcidiocesi di Milano, fonte; PUBBLICATO LUNEDÌ 31 GENNAIO 2022).
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  5. #95
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    VITA CONSACRATA
    Bose, Sabino Chialà è il nuovo priore

    Teologo e biblista, è stato eletto dai fratelli e dalle sorelle professi alla guida della Comunità monastica


    Fratel Sabino Chialà è il nuovo priore della Comunità monastica di Bose. Lo hanno eletto i fratelli e le sorelle professi della Comunità, riuniti per il Consiglio generale annuale alla presenza del garante esterno monsignor Erik Varden, vescovo di Trondheim e già abate trappista di Mount Saint Bernard, e del delegato pontificio padre Amedeo Cencini.

    La Comunità ha annunciato con «grande gioia» l’elezione di Chialà e «in grande pace – come si legge in un brevissimo comunicato – ringrazia il Signore per la sua fedeltà e chiede a tutti voi di partecipare alla nostra gioia e alla nostra preghiera».

    Chi è

    Nato a Locorotondo il 24 marzo 1968, Chialà è nella Comunità di Bose dal 1989, dopo avervi fatto ingresso al tempo delle scuole superiori. Studioso di ebraico e siriaco, è un esperto di scritti apocrifi cristiani e di letteratura dei primi secoli del cristianesimo, soprattutto orientali. Specialista dei Padri del deserto, è autore di numerosi saggi e, da anni, partecipa conferenze e ritiri spirituali dedicati a questi temi.

    [...].


    (Dal sito dell’Arcidiocesi di Milano, fonte; PUBBLICATO LUNEDÌ 31 GENNAIO 2022).
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  6. #96
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    TERRITORIO
    I Dialoghi di Pace a Milano

    Nella Zona pastorale I, il 6 febbraio alle 15.30, nella Basilica di Santa Maria di Lourdes, il quarto appuntamento del 2022 per l'iniziativa che propone in forma artistica il Messaggio del Papa per la Giornata mondiale


    Domenica 6 febbraio a Milano, nella Basilica di Santa Maria di Lourdes (via Lomazzo 62), alle 15.30, è in programma il quarto appuntamento della stagione 2022 dei Dialoghi di Pace, iniziativa che mira a rendere ancora più attraente il Messaggio del Papa per la Giornata della Pace, presentandolo in forma artistica. Con questa finalità i Dialoghi sono stati ideati diversi anni fa nella chiesa della Regina Pacis di Milanino e si sono sviluppati nel tempo con decine di date in Lombardia e altre regioni d’Italia. Dallo scorso anno sono proposti dalla Diocesi in un programma che vede un appuntamento di riferimento in ogni Zona pastorale, organizzato in collaborazione con numerose associazioni e istituzioni religiose e della società civile.

    […].

    Il programma di Milano

    Il pomeriggio di Milano – appuntamento di riferimento per la Zona pastorale I, a cura di Giovanni Guzzi e Ferruccia Longhi – prevede le letture di Elena Galbiati, Piera Nava e Giorgio Favia, e gli interludi musicali di Beatrice Aragona (clarinetto), Matteo Vatovec (flauto) e Giuseppe Squillacioti (chitarra).

    Per aggiornamenti sulle date in programma e ulteriori informazioni: www.chiesadimilano.it/dialoghidipace; sanpioxc@gmail.com


    (Dal sito dell’Arcidiocesi di Milano, fonte; PUBBLICATO LUNEDÌ 31 GENNAIO 2022).
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  7. #97
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    TREVIGLIO
    Madonna delle lacrime, l’Arcivescovo predica la Novena

    Nel 500enario del miracolo, dal 18 al 25 febbraio monsignor Delpini presiederà la Messa delle 6 del mattino e la Compieta delle 20.30, riflettendo su temi spirituali, politici e di attualità. Celebrerà anche la Messa della velazione (27 febbraio) e quella del Miracolo (28 febbraio). Nelle altre Messe i Vescovi lombardi


    Sarà l’Arcivescovo di Milano a tenere la predicazione della Novena nel Santuario Madonna delle lacrime di Treviglio nel 500enario del miracolo: l’annuncio nella conferenza stampa svoltasi in mattinata.

    «La Novena e la festa del Miracolo non sono eventi soltanto liturgici, ma sono una festa dell’intera città», ha detto monsignor Norberto Donghi, parroco della Comunità pastorale Madonna delle Lacrime di Treviglio e Castel Rozzone. Tanto che, ha aggiunto, «noto diverse persone che frequentano assiduamente, tutti i giorni, le celebrazioni della Novena, ma non la Messa domenicale. La Novena è “la bella abitudine” che tanti trevigliesi hanno imparato fin da bambini». Secondo il sacerdote, sono tra le 2.500 e le 3mila le persone che, in quei giorni, partecipano ogni giorno alle celebrazioni.

    Predicatori illustri

    Ogni anno la predicazione della Novena è affidata a un vescovo. Tra i più illustri si ricorda monsignor Albino Luciani, poi eletto Papa Giovanni Paolo I. «In occasione del 500enario – racconta mons. Donghi – abbiamo osato invitare a predicare l’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, che ha accettato con grande generosità».

    Il programma

    Tutti i giorni della Novena, quindi, dal 18 al 25 febbraio monsignor Delpini celebrerà la Messa delle 6 del mattino, per poi recarsi in Diocesi a Milano per le proprie attività ordinarie. Tornerà a Treviglio per presiedere la Compieta delle 20.30. «Durante la celebrazione serale l’Arcivescovo proporrà delle predicazioni più ampie rispetto a quelle del mattino – anticipa Donghi -. Affronterà temi spirituali, ma anche politici e di attualità. Sempre nella chiave del ricostruire la speranza, come suggerisce anche il titolo della Novena, che è “Kaire: rallegrati!”». Delpini presiederà anche la Messa della velazione di domenica 27 febbraio e la Messa del Miracolo di lunedì 28.

    L’Arcivescovo di Milano presiederà dunque la prima celebrazione del mattino e l’ultima della sera di ogni giorno della Novena. I diversi vescovi della Lombardia, invece, presiederanno le celebrazioni nell’arco della giornata: «Perché il Miracolo di Treviglio – rileva Donghi – travalica i confini cittadini e anche diocesani».

    […].


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  8. #98
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  9. #99
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    MONZA
    «La vita è vocazione a essere amici di Gesù»

    Nella festa di San Giovanni Bosco, al termine della Settimana dell’educazione, l'Arcivescovo ha presieduto la Messa degli oratori nel Duomo brianzolo. L'esortazione agli adolescenti: «Ciascuno ha dentro una straordinaria possibilità di bene e di gioia»


    Cinquanta celebrazioni in contemporanea in altrettanti Decanati della Diocesi. Migliaia di adolescenti chiamati a vivere, idealmente insieme, questo momento di preghiera e di condivisione nella Messa degli oratori, volutamente declinata al singolare per sottolineare la comunione che l’Eucaristia è capace di generare. È la formula con cui quest’anno (anche per le restrizioni legate alla pandemia) si è scelto di festeggiare il termine della Settimana dell’educazione, nella memoria di San Giovanni Bosco (qui il racconto del suo ultimo viaggio a Milano) e nell’anno straordinario dedicato proprio agli adolescenti.

    Una modalità diffusa per cui l’Arcivescovo presiede il Rito nello splendido Duomo di Monza, per il Decanato omonimo, nella Zona V. Messa concelebrata dal Vicario di settore don Mario Antonelli, dal Vicario di zona monsignor Luciano Angaroni, dal direttore della Fom don Stefano Guidi, dall’arciprete del Duomo monsignor Silvano Provasi e dai sacerdoti che sul territorio si occupano di giovani. A porgere il benvenuto è don Luca Magnani, responsabile della Pg del decanato e per la Zona V. Tra le autorità civili, presente l’assessore comunale ai Servizi scolastici Pier Franco Maffè.

    L’esortazione di Paolo

    Ai molti giovani presenti si rivolge direttamente l’Arcivescovo nella sua omelia, prendendo spunto dalla Lettera paolina ai Filippesi, al capitolo 4, appena proclamata: «L’esortazione di Paolo ci mortifica: sembra che presenti un ideale doveroso, ma irraggiungibile, quando dice di essere sempre lieti nel Signore, mentre noi adulti, ma anche voi giovani, siamo sempre scontenti, tristi, spesso arrabbiati. Continuiamo a lamentarci degli altri e del mondo e a essere insoddisfatti di noi stessi».

    E prosegue: «Paolo dice: “La vostra amabilità sia nota a tutti” e noi abbiamo quasi sempre l’impressione di non essere amabili, di essere considerati antipatici o insignificanti. Ci accorgiamo di essere spigolosi, reattivi, aggressivi, fino a ferire, talvolta anche senza volerlo, le persone che hanno attenzione per noi. Paolo dice: “Quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro sia oggetto dei vostri pensieri”. E, invece, i nostri pensieri spesso si rivolgono a ciò che è meschino, volgare, ingiusto. Spesso ci capita di viaggiare in pensieri, fantasie e siti di cui conviene vergognarsi e che pure attirano in modo che tanti non riescono a resistere».

    Un’umanità sbagliata?

    Da qui una domanda particolarmente insidiosa nell’adolescenza: «Siamo un’umanità al contrario, sbagliata?». La risposta è nel Signore, che è venuto «non per i giusti, ma per i peccatori, non per quelli sani, contenti di sé, ineccepibili, non per i devoti che frequentano il tempio e così si sentono a posto davanti a Dio, ma per i peccatori che si sentono in colpa, per i malati che si sentono emarginati come se la loro malattia fosse una maledizione di Dio, per i delinquenti crocifissi e pentiti». Una venuta, quella di Gesù – scandisce l’Arcivescovo – che non è però «una consolazione a buon mercato», ma un incontro, dalla «semplicità essenziale» che implica un preciso invito alla sequela per rimanere nel suo amore.

    «Chi segue Gesù, chi diventa suo amico, percorre le stesse sue strade. Non sempre si capisce che cosa dica Gesù, ma l’essere suoi amici convince almeno ad ascoltare. Non sempre si capisce perché vada da certa gente, ma l’essere suoi amici convince a seguirlo anche nella casa dei peccatori e delle persone antipatiche. Non sempre è rassicurante stare con Gesù, quando lo contestano, quando cercano di lapidarlo, quando si scatenano polemiche violente con i capi del popolo, ma l’essere suoi amici convince a stare dalla sua parte, anche quando molti lo abbandonano. Chi lo segue visita, con il suo stesso atteggiamento mite e umile, forte e coraggioso, fedele alla verità e ricco di compassione, tutte le persone che incontra». Per questo si può uscire «dalla cerchia rassicurante della propria compagnia abituale per diventare amici che invitano altri».

    L’insegnamento di don Bosco

    È la strada che don Bosco percorse «con straordinaria intelligenza, intraprendenza, rivelando ai ragazzi di Torino e poi del mondo intero, a tutti quelli che si sentivano umanità sbagliata, antipatica, insignificante, arrabbiata che Gesù li chiama a essere amici». Per questo, conclude l’Arcivescovo, lo celebriamo e «viviamo i percorsi educativi, perché stando con il Signore impareremo ad amare e a essere amati, rendendoci conto che la vita è la vocazione a essere suoi amici».

    Poi, un pensiero su alcuni fatti dolorosi che parlano di un’emergenza educativa e spirituale di fronte alla quale occorre, ognuno per il proprio ruolo, sentirsi responsabili: «Monza è stata segnata da tanti drammi che riguardano proprio ragazze e ragazzi della vostra età. Voi cosa farete? Vi piangerete addosso? Io vi propongo di ascoltare Gesù: seguitelo e porterete molto frutto per voi e per gli altri, per tutti coloro con cui condividete questa età. Ciascuno ha dentro una straordinaria possibilità di bene e di gioia».

    Il 18 aprile l’incontro con il Papa

    Alla fine c’è ancora tempo per un annuncio e per un auspicio: «In questo anno straordinario degli adolescenti, il Papa vi vuole incontrare. Siete tutti invitati. La ragione per cui ho scelto di essere qui in questo decanato è che a Monza – sottolinea l’Arcivescovo -, c’è una concentrazione straordinaria di scuole di ispirazione cristiana, un investimento sull’educazione che, forse, in percentuale, non vi è in nessuna altra parte della Diocesi. Voi, da questo, ricevete un mandato: quando andate a scuola, avete la responsabilità di dire ai vostri compagni che tutti abbiamo una vocazione bella, santa, gioiosa, perché non c’è nessuna ragazza, nessun ragazzo che siano sbagliati».


    (Dal sito dell’Arcidiocesi di Milano, fonte; di Annamaria BRACCINI; PUBBLICATO MARTEDÌ 1 FEBBRAIO 2022).
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    Ma questo cosa c'entra con l'arcidiocesi di Milano?

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