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Discussione: Le nomine di Papa Francesco

  1. #211
    Veterano di CR L'avatar di Card.Luciani
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    Citazione Originariamente Scritto da Abbas S:Flaviae Visualizza Messaggio
    Sono decenni che questa è la prassi, non è certo un problema nuovo o solo di Torino. Un problema dibattuto e contestato da più fronti che, tuttavia, trova una buona giustificazione nel fatto che è più facile pesare l'ortodossia di un professore, che insegna, pubblica libri e articoli, e interviene con una certa pubblicità (nel senso di pubblicamente), piuttosto che quella di un parroco, la cui preparazione si esprime in un'omelia o una "lezione" di catechismo, ed è quindi assai più complicato vagliare.
    La soluzione non è affatto semplice, perché la questione si dipana su una domanda: è meglio eleggere vescovo un sacerdote dottrinalmente provato ma con qualche carenza pastorale o un sacerdote di vita pastorale, la cui dottrina è difficilmente vagliabile?
    Fra i due pericoli è meglio scegliere il male minore, ovvero il primo, dato che, una volta giunto in diocesi, la vita pastorale è, comunque, affidata ai vari uffici.
    La soluzione sarebbe imporre l'obbligo per tutti i presbiteri, professori, ufficiali etc..., di avere un tot di esperienza pastorale in una realtà parrocchiale.
    Grazie per le tue riflessioni, molto equilibrate.
    In necessariis unitas, in dubiis libertas, in omnibus charitas!

  2. #212
    Iscritto L'avatar di Renato B
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    Citazione Originariamente Scritto da Abbas S:Flaviae Visualizza Messaggio
    La soluzione sarebbe imporre l'obbligo per tutti i presbiteri, professori, ufficiali etc..., di avere un tot di esperienza pastorale in una realtà parrocchiale.
    Un mio amico sacerdote anni fa mi aveva raccontato che durante il governo pastorale del cardinal Poletto i neo sacerdoti venivano tutti mandati a fare esperienza come vice parroci e solo successivamente alcuni di loro venivano inviati a Roma ad approfondire gli studi.

  3. #213
    Cronista di CR L'avatar di PaoVac
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    senza polemica e non prendendo tutto per oro colato, questi due articoli descrivono, direi sapendo di quello che scrivono (si cita anche il noto caso, almeno per noi torinese, delle vocazioni forzare di alcune ragazze), la situazione della Chiesa torinese; soprattutto nel secondo, se le cose stanno così, e speriamo non lo siano, ci sarebbe un po' da preoccuparsi per questa visione di cristianesimo debole e rinunciatario... serve solo tanta tanta preghiera e poi vedremo i primi atti del nuovo pastore...

    https://**********.com/ls_article.php?id=63645
    https://**********.com/ls_article.php?id=63614
    Quid quaeritis viventem cum mortuis? (Lc 24, 5)

  4. #214
    CierRino
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    Citazione Originariamente Scritto da PaoVac Visualizza Messaggio
    senza polemica e non prendendo tutto per oro colato, questi due articoli descrivono, direi sapendo di quello che scrivono (si cita anche il noto caso, almeno per noi torinese, delle vocazioni forzare di alcune ragazze), la situazione della Chiesa torinese; soprattutto nel secondo, se le cose stanno così, e speriamo non lo siano, ci sarebbe un po' da preoccuparsi per questa visione di cristianesimo debole e rinunciatario... serve solo tanta tanta preghiera e poi vedremo i primi atti del nuovo pastore...

    https://**********.com/ls_article.php?id=63645
    https://**********.com/ls_article.php?id=63614
    Quel giornale si affanna a cavalcare divisioni interne ad una minoranza di sacerdoti. Divisioni tra tradizionalisti e progressisti che francamente non interessano a nessuno se non ai protagonisti e che sono prese a pretesto per nascondere ben più gravi problemi del clero e del popolo cristiano. Oltretutto si è lanciato in previsioni totalmente sbagliate.

    Un giornale che non si pone il problema dello "scisma sommerso", espressione coniata nel 1999 e sempre più attuale. Il tutto mentre la Chiesa nel Piemonte ed in tutto il nord ovest è poco sopra la soglia di estinzione demografica. Se fossero disponibili le statistiche dei numeri del clero piemontese e ligure ci renderemmo conto di quanto siano sterili queste polemiche. Le statistiche in nostro possesso sono ferme ad epoca pre Covid, 31 dicembre 2019.

  5. #215
    Nuovo iscritto L'avatar di Matteo
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    Citazione Originariamente Scritto da Marco123 Visualizza Messaggio
    Il tutto mentre la Chiesa nel Piemonte ed in tutto il nord ovest è poco sopra la soglia di estinzione demografica. Se fossero disponibili le statistiche dei numeri del clero piemontese e ligure ci renderemmo conto di quanto siano sterili queste polemiche. Le statistiche in nostro possesso sono ferme ad epoca pre Covid, 31 dicembre 2019.
    Forse è proprio per questo che diversi utenti piemontesi, e quindi assai consapevoli della situazione drammatica in cui versa la Chiesa in quei territori (vocazioni, partecipazione activa, ecc), ritenevano "logico" che fosse scelto un pastore proveniente da contesto "terzo", estraneo a cordate e beghe locali che hanno contribuito alla complessità della situazione.

  6. #216
    CierRino
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    Credere che la secolarizzazione sia dovuta alle divisioni nel clero significa non aver il polso della realtà. E' un fenomeno globale, planetario, sia pure con grosse differenze da luogo a luogo. L'agnosticismo ormai prevalente su tutto non si contrasta nemmeno con un linguaggio più semplice e immediato come quello di papa Francesco.

    Di questo "scisma sommerso" si nega tuttora l'esistenza. Eppure è la ragione per cui il clericalismo non può essere la risposta alla perdita del senso del sacro. E nessun sinodo dai tempi pluriennali e dalle scalette preconfezionate arginerà.

  7. #217
    Nuovo iscritto L'avatar di Matteo
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    Citazione Originariamente Scritto da Marco123 Visualizza Messaggio
    Credere che la secolarizzazione sia dovuta alle divisioni nel clero significa non aver il polso della realtà. E' un fenomeno globale, planetario, sia pure con grosse differenze da luogo a luogo. L'agnosticismo ormai prevalente su tutto non si contrasta nemmeno con un linguaggio più semplice e immediato come quello di papa Francesco.Di questo "scisma sommerso" si nega tuttora l'esistenza. Eppure è la ragione per cui il clericalismo non può essere la risposta alla perdita del senso del sacro. E nessun sinodo dai tempi pluriennali e dalle scalette preconfezionate arginerà.
    Non ho detto questo. Ho semplicemente constatato l'ovvio, e cioè che l'arcidiocesi di Torino da anni e anni versa in uno stato di crisi drammatica. Acuita da una profonda divisione nel clero. Non sto rivelando niente, visto che parte di quanto dico è noto anche oltre i confini piemontesi. Proprio per questa situazione, non pochi tra coloro che vivono la tale situazione ritenevano che la scelta di un vescovo esterno al contesto avrebbe potuto dare una sterzata. E non è questione di orientamento o di ideologie, visto che non mi risulta che Nosiglia sia ascrivibile alla medesima linea di Poletto o Repole. Questo per dire che non è questione di "progressisti" o "conservatori".

  8. #218
    Veterano di CR L'avatar di Ulell
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    Citazione Originariamente Scritto da Marco123 Visualizza Messaggio
    Credere che la secolarizzazione sia dovuta alle divisioni nel clero significa non aver il polso della realtà. E' un fenomeno globale, planetario, sia pure con grosse differenze da luogo a luogo. L'agnosticismo ormai prevalente su tutto non si contrasta nemmeno con un linguaggio più semplice e immediato come quello di papa Francesco.

    Di questo "scisma sommerso" si nega tuttora l'esistenza. Eppure è la ragione per cui il clericalismo non può essere la risposta alla perdita del senso del sacro. E nessun sinodo dai tempi pluriennali e dalle scalette preconfezionate arginerà.
    Concordo su entrambi i punti.
    Fedele al Papa!

  9. #219
    Iscritto L'avatar di Renato B
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    senza polemica e non prendendo tutto per oro colato, questi due articoli descrivono, direi sapendo di quello che scrivono (si cita anche il noto caso, almeno per noi torinese, delle vocazioni forzare di alcune ragazze), la situazione della Chiesa torinese; soprattutto nel secondo, se le cose stanno così, e speriamo non lo siano, ci sarebbe un po' da preoccuparsi per questa visione di cristianesimo debole e rinunciatario... serve solo tanta tanta preghiera e poi vedremo i primi atti del nuovo pastore...https://**********.com/ls_article.php?id=63645https://**********.com/ls_article.php?id=63614
    Articoli molto interessanti: grazie!Concordo anche con le osservazioni di Matteo.Riguardo alla visione di cristianesimo debole e rinunciatario copio e incollo qui due righe dal discorso del nuovo arcivescovo: “Mi consola, infine, sapere che come cristiani non siamo certamente una potenza, né dobbiamo esserlo. Non abbiamo da offrire a queste nostre città nulla di tutto ciò che esse possono trovare già altrove e in abbondanza.”

  10. #220
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    Nomina del Vescovo di Porto-Santa Rufina (Italia) e unione in persona Episcopi.......

    Nomina del Vescovo di Porto-Santa Rufina (Italia) e unione in persona Episcopi della Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia e di Porto-Santa RufinaIl Santo Padre ha nominato Vescovo della Diocesi suburbicaria di Porto-Santa Rufina (Italia) S.E. Mons. Gianrico Ruzza, Vescovo di Civitavecchia-Tarquinia e finora Amministratore Apostolico di Porto-Santa Rufina, unendo in persona Episcopi le due Diocesi................................. ........................................ ........................................ ........................................ .......Non so se posso postare qui questo commento ma devo confessare la mia indisposizione nel vedere le diocesi unite "IN PERSONA EPISCOPI". Ho partecipato alla presa di possesso di Mons. Ruzza nella Cattedrale della Storta (quartiere praticamente dentro Roma ma appartenente alla Diocesi di Porto Santa Rufina). Eravamo in quattro a rappresentare la Diocesi Sorella di Civitavecchia (non c'è stato tra l' altro un ufficiale invito) ma la celebrazione ben poco ha avuto di "familiarità". Mai si è parlato di comunione tra le due Diocesi , anzi gli interlocutori hanno tenuto a ribadire il rispetto delle tradizioni e della territorialità della Diocesi di Porto. Continuo ancora a chiedermi, quanto siano giusti questi strani "accorpamenti". Un Vescovo che praticamente, passatemi il termine, "ha due spose...." Rimango dell' idea che sarebbe meglio semmai scorporare alcuni paesi di Diocesi vaste e particolari ed unirli alla Diocesi più vicina e meno decentrata, con una Città numericamente significativa. Nel nostro caso, Porto e S. Rufina, pur con un territorio più esteso di Civitavecchia, non ha un centro grande come quest' ultima. Si interseca dentro Roma con la Cattedrale e la Curia inserite nell' Urbe.....mi chiedo come sarà il futuro prossimo e come potrà il Vescovo far fronte a due Diocesi le quali, se sommate, ricoprono un territorio vastissimo. Forse ragiono così per l' area ristretta della mia Diocesi, ma ripeto, credo sarebbe stato meglio scorporare non procedere ad una unione che poco mi sembra tale e mi fa pensare all' esatto contrario. E questo discorso lo ritengo valido per tutte le diocesi italiane fin' ora "accorpate" mi pare per la maggior parte "in Persona Episcopi". Scusate ma non ho potuto fare a meno di condividere il mio disagio

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