Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Cronache della Diocesi di Crema - Anno 2022

  1. #21
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    Da Crema a Como. Il ritratto di don Malgesini in dono al vescovo Oscar Cantoni
    febbraio 4, 2022




    Ieri, 3 febbraio, il pittore e autore cremasco Luciano Perolini ha donato al vescovo di Como, sua eccellenza Oscar Cantoni un ritratto di don Roberto Malgesini. Presente alla consegna dell’opera una delegazione della provincia di Cremona composta da Matteo Piloni, consigliere regionale Pd, dall’artista Perolini, Gabriele Mazzocchi, Fiorenzo Mazzocchi e Andrea Piloni, che hanno accompagnato Angelo Orsenigo, consigliere regionale comasco del Partito Democratico, Marina Consonno, presidente Acli di Como, Roberto Bernasconi, direttore di Caritas di Como e don Gianluigi Bollini, parroco della comunità pastorale Beato Scalabrini di Como.
    “La consegna dell’opera del Perolini a sua eccellenza il Vescovo, già alla guida della diocesi di Crema dal 2005 al 2016, simboleggia il legame tra i nostri territori nel ricordo della vita e del messaggio di don Malgesini – dichiarano Piloni e Orsenigo, fautori dell’incontro –. A distanza di più di un anno dall’efferato assassinio di don Roberto il nostro dovere è tenere viva la memoria di un uomo che ha dato tutto per il prossimo, senza chiedere mai nulla in cambio”.
    “Tanto la città di Cremona quanto la Lombardia intera sono ancora segnate da profonde disuguaglianze, esacerbate dagli effetti della crisi pandemica. Differenze e ingiustizie alle quali don Roberto si opponeva con tutto se stesso. Dobbiamo continuare questa lotta che don Malgesini è stato costretto ad abbandonare così brutalmente”, aggiunge Piloni in
    conclusione.


    fonte: https://ilnuovotorrazzo.it/2022/02/0...oscar-cantoni/
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  2. #22
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    Agenda del Vescovo
    (fonti: sito diocesano; settimanale diocesano Il Nuovo Torrazzo)

    Domenica 6 febbraio
    Ore 11,15
    : presiede la S. Messa nella chiesa parrochciale di Izano per la festa patronale di San Biagio.

    Ore 18,30: presiede la S. Messa in Cattedrale in occasione della Giornata nazionale per la Vita.


    Lunedì 7 febbraio
    Presiede in Cattedrale la celebrazione nella memoria del Beato Alfredo Cremonesi, presbitero e martire (ore 20,00: Veglia di preghiera per la pace in Myanmar; ore 21,00: S. Messa)


    Martedì 8 febbraio
    Ore 9,30
    : partecipa all'incontro di formazione del clero presso il Centro Giovanile San Luigi.


    Venerdì 11 febbraio
    Ore 15.30
    : presiede la S. Messa nella chiesa dell'Ospedale Maggiore in occasione della Giornata mondiale del Malato.


    Sabato 12 febbraio
    Presiede la preghiera mensile per le vocazioni presso il Santuario della Beata Vergine della Pallavicina a Izano (ore 7,30: S. Rosario; ore 8,00: S. Messa).
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  3. #23
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    Santa Messa nella Giornata nazionale per la vita (6 febb. 2022)

    Nella Cattedrale di Crema, domenica 6 febbraio 2022 il vescovo Daniele ha presieduto la santa Messa in occasione della 44a Giornata nazionale per la vita. Riportiamo di seguito la sua omelia.

    È abbastanza evidente, guardando l’insieme dei vangeli, che i contemporanei di Gesù lo conoscevano soprattutto come un «maestro», un rabbi, la cui parola aveva grande forza di attrazione – e non ci stupisce di sentire che «la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio» (Lc 5,1): l’abbiamo letto nella prima riga del vangelo appena ascoltato.
    Per altro verso, Gesù era conosciuto come autore di «segni prodigiosi», di miracoli: che consistevano soprattutto in guarigioni ed esorcismi, che sono di gran lunga la maggior parte dei miracoli riferiti dai vangeli.
    Però gli evangelisti ci hanno riportato anche alcuni altri segni di Gesù che avvengono in situazioni di mancanza, di scarsità; e che hanno tutti a che fare con la necessità umana fondamentale di nutrirsi, di mangiare e bere, per vivere. Sono i segni dell’acqua cambiata in vino, a Cana di Galilea; dei pani e dei pesci con i quali Gesù sfama una grande folla (e questo è raccontato diverse volte, nei vangeli); e poi quello che abbiamo ascoltato oggi, la pesca miracolosa, raccontata qui, nel vangelo di Luca (5,1-11), e anche nell’ultimo capitolo del vangelo di Giovanni.
    Pesca «miracolosa», che dovremmo piuttosto chiamare la pesca sovrabbondante: perché proprio l’abbondanza è ciò che caratterizza questo segno, come pure quelli del vino di Cana e della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Un’abbondanza persino «inutile», perché poi sorprende il fatto che, alla fine dell’episodio, Pietro e i suoi soci di pesca, Giacomo e Giovanni, lasciano tutto, barche e reti e ogni attrezzatura, e seguono Gesù. Proprio quando hanno fatto, potremmo dire, la pesca della loro vita, chiudono l’azienda!
    L’acqua cambiata in vino, il pane moltiplicato, la pesca sovrabbondante sono segni, come dice esplicitamente il vangelo di Giovanni (cf. 2,11 ecc.). Segni, precisamente, della vita in abbondanza, che Dio desidera per tutti gli uomini, e che dona proprio attraverso Gesù.
    Ed è chiaro subito che questa abbondanza non è di ordine materiale: tant’è vero che i pescatori, l’abbiamo detto, lasciano perdere la pesca che hanno fatto, e si mettono a seguire Gesù. Intuiscono che c’è un’abbondanza di altro ordine, che viene loro promessa.
    Si tratta, potremmo dire, dell’abbondanza di senso, di verità, di ‘valore’ della vita.

    Mi ha colpito molto ascoltare la testimonianza resa durante il festival di Sanremo dall’attrice Maria Chiara Giannetta, quando ha fatto salire sul palco quattro persone cieche o ipovedenti, che sono state i suoi ‘maestri’ per la parte che ha interpretato in una serie televisiva, quella appunto di una persona priva di vista. Mi ha colpito il senso di «pienezza di vita», che trapelava da queste persone, prive di uno dei sensi più importanti per noi; ci aiutano a capire che ci può essere «abbondanza di vita» anche quando si è nella mancanza, e in una mancanza non da poco.
    Forse, è proprio perché siamo nell’abbondanza, che tante volte facciamo fatica a percepire con verità il dono e la promessa di una vita «piena». Siamo pieni di tante cose; siamo pieni di tante informazioni; siamo pieni di tanti impegni… E può darsi che, in questo modo, non ci rendiamo più conto che la pienezza di vita sta da un’altra parte: sta appunto in ciò che le dà senso, che manifesta la sua origine (che noi credenti identifichiamo con l’amore fedele di Dio) e il suo compimento ultimo (che la parola di Paolo, nella seconda lettura, ci fa riconoscere in Gesù Cristo morto e risorto).
    Per questo, abbiamo bisogno di contemplare la pienezza di vita proprio a partire da lì, dove essa ci sembra «mancante», più fragile e debole: come nella ragazza cieca che dice al pubblico di Sanremo: «Non perdiamoci di vista!»; proprio come nelle situazioni della vita nascente, della vita malata, della vita di chi non è più «produttivo», di chi è vecchio, di chi è solo e teme di affrontare in solitudine la malattia e l’avvicinarsi della morte…
    Imparando a custodire la vita soprattutto in queste situazioni – è l’invito che risuona nel messaggio dei vescovi italiani per questa 44ª Giornata nazionale per la vita, che celebriamo oggi – riusciremmo sicuramente a percepire meglio quell’abbondanza di vita che Dio desidera e promette a tutte le creature; e, da credenti in Cristo, riusciremmo a capire meglio che il vangelo è fatto appunto per annunciare e rendere possibile questa pienezza.

    Citando un’omelia di papa Francesco, il Messaggio dei Vescovi per questa Giornata formula questo invito, che riprendo per me e per tutti noi:

    “Custodiamo Cristo nella nostra vita, per custodire gli altri, per custodire il creato! La vocazione del custodire non riguarda solamente noi cristiani, ha una dimensione che precede e che è semplicemente umana, riguarda tutti. È il custodire l’intero creato, la bellezza del creato… è l’avere rispetto per ogni creatura di Dio e per l’ambiente in cui viviamo. È il custodire la gente, l’aver cura di tutti, di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore. È l’aver cura l’uno dell’altro nella famiglia: i coniugi si custodiscono reciprocamente, come genitori si prendono cura dei figli, e col tempo anche i figli diventano custodi dei genitori. È il vivere con sincerità le amicizie, che sono un reciproco custodirsi nella confidenza, nel rispetto e nel bene.”

    Celebrando questa nostra Eucaristia della domenica, riconosciamo ancora una volta la promessa di vita piena, in abbondanza, che Dio rinnova per noi nel suo Figlio Gesù. Chiediamo la grazia di riconoscere questa promessa soprattutto lì dove la vita è più fragile e più bisognosa di cura e attenzione: impegnandoci a custodirla, anche noi, come i primi discepoli di Gesù, sapremo riconoscere il suo dono sovrabbondante, e potremo esserne testimoni in mezzo agli altri, nella vita di ogni giorno.


    fonte: sito diocesano
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  4. #24
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    Beato Alfredo Cremonesi. La celebrazione nell’anniversario del martirio
    febbraio 8, 2022




    Celebrata ieri in diocesi la memoria liturgica del Beato padre Alfredo Cremonesi, ucciso in Birmania – oggi Myanmar – il 7 febbraio 1953. Ieri si ricordava quindi il 69° anniversario del suo martirio, della sua donazione totale al popolo birmano e alla missione indicatagli da Dio e da lui vissuta in modo totale.

    Veglia e Messa in Cattedrale

    Dopo che nel pomeriggio è stata celebrata una Messa a Ripalta Guerina, paese dove il missionario è nato nel 1902, ieri in serata ci si è ritrovati in Cattedrale a Crema per un duplice momento: prima la veglia di preghiera per il Myanmar a un anno dal colpo di stato che ha colpito violentemente il Paese, poi la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Daniele. Nella veglia – caratterizzata dall’adorazione davanti al Santissimo, da preghiere silenziose e dalla lettura delle testimonianze scritte da padre Cremonesi – si è invocato il Beato perché porti pace e consolazione all’amata terra birmana.

    “Fedeltà e missione”

    L’omelia della Messa è stata tenuta da don Federico Bragonzi, missionario fidei donum in Uruguay – ripartirà il prossimo 18 febbraio – e tra i promotori, quando dirigeva l’Ufficio Missionario della nostra Diocesi, del recupero e del rilancio della straordinaria figura di padre Cremonesi, avviandone di fatto il cammino verso la Beatificazione. Don Federico ha chiesto a tutti di invocare il nostro missionario martire – oltre che per tante situazioni – affinché ci conceda due grazie, che lui ha vissuto nella sua esistenza. La prima è quella della fedeltà ai nostri impegni, vivendo concretamente il desiderio di “stare” nelle nostre comunità con amore: con la voglia di costruire insieme e di mettere i propri carismi al servizio di tutti. La seconda grazia è quella della passione per la missione, alla quale oggi ogni battezzato è chiamato: missione che significa testimoniare, andare nelle “periferie”, raggiungere i “lontani” dalla vita cristiana…

    “Pace e perdono”

    Don Federico ha concluso ricordando l’esperienza del rapimento di padre Gigi Maccalli, per la cui liberazione tanto abbiamo pregato anche il Beato Alfredo. “Padre Gigi, durante la prigionia, ha indicato quali sono i fondamenti della missione: la preghiera, la Parola di Dio, i poveri, le periferie, il farsi prossimo, la pace e il perdono. Soprattutto, sono necessari la pace il perdono: per disarmare ogni giorno il nostro cuore, i nostri pensieri, le nostre parole e andare incontro a ogni fratello e sorella. Che padre Cremonesi ci conceda anche questa grazia”.


    fonte: https://ilnuovotorrazzo.it/2022/02/0...-del-martirio/
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  5. #25
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    [B]I funerali di fratel Ivan martedì ore 10 a Kinshasa. Collegamento diretto a Crema Nuova
    febbraio 11, 2022[/B]



    La morte improvvisa di fratel Ivan Cremonesi, martedì scorso, ci ha colto di sorpresa. Sapevamo che fratel Ivan non stava bene e non a caso la morte lo ha sorpreso a Goma (Repubblica Democratica del Congo), nel corso del viaggio che aveva intrapreso, in compagnia di un confratello, per raggiungere l’Italia, dove avrebbe iniziato le cure.

    La semplicità e l’onestà di fratel Ivan

    Fratel Ivan, missionario comboniano, era nato il 27 settembre 1947, originario della parrocchia del Sacro Cuore. Svolgeva la sua missione a Butembo-Beni nella Repubblica Democratica del Congo.
    Le caratteristiche di fratello Ivan erano la semplicità e la grande onestà intellettuale che lo portavano a raccontarsi così com’era, senza nessun falso pudore. Era un grande tifoso di calcio e quindi guai a fissare un’intervista se era in programma una partita di Champions… Con la stessa semplicità e onestà, tuttavia, denunciava i soprusi e le violenze che la gente subiva regolarmente da soldati o da uomini armati da qualunque parte venissero.
    Spesso lui stesso girava o raccoglieva video dai contenuti tremendi, che poi inviava a chi potesse dar voce a queste ingiustizie.

    Misericordioso

    Frate Ivan non si è mai tirato indietro di fronte alle difficoltà e lo ha sempre fatto senza mettersi in mostra. Era povero, aperto a tutti e misericordioso, lui che, in mezzo a tante difficoltà, non ha mai rinunciato a far funzionare il suo atelier di falegnameria per i suoi ragazzi, affinché potessero credere nel futuro. “Quando penso a loro – disse una volta – mi commuovo. Sai, divento vecchio e i vecchi si commuovono più facilmente”.
    Grazie fratel Ivan, forse eri vecchio, ma di sicuro ti sei dimostrato più giovane di tutti noi.

    I funerali a Kinshas e a Crema

    La cerimonia funebre e la tumulazione avranno luogo martedi 15 febbraio, alle ore 10, a Kinshasa (capitale della Repubblica Democratica del Congo). La cerimonia verrà trasmessa in tempo reale nella chiesa di Crema Nuova.
    Inoltre, in suo ricordo, domenica 20 febbraio alle ore 18, il vescovo Daniele celebrerà una Santa Messa nella chiesa parrocchiale di Crema Nuova.

    Una testimonianza

    Una testimonianza dove fratel Ivan racconta della sua vocazione e della sua missione,
    nella rubrica SIAMO CASA SIAMO CHIESA, può essere vista su: Diocesi di Crema: episodio 37 #siamocasasiamochiesa. YouTube · Il Nuovo Torrazzo · 3 mag 2020


    fonte: https://ilnuovotorrazzo.it/2022/02/1...o-crema-nuova/
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  6. #26
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    Agenda del Vescovo
    (fonti: sito diocesano; settimanale diocesano Il Nuovo Torrazzo)

    Domenica 13 febbraio
    Ore 16,30
    : concelebra la S. Messa nella Cattedrale di Reggio Emilia per il saluto al Vescovo Mons. Massimo Camisasca.


    Giovedì 17 febbraio
    Ore 10,00
    : partecipa alla riunione della Commissione regionale per la Catechesi presso il Santuario di Santa Maria del Fonte in Caravaggio.
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  7. #27
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    Deceduto don Vito Barbaglio



    Questa notte è deceduto don Vito Barbaglio.

    Era nato a Crema il 5 giugno 1929 ed era stato ordinato sacerdote il 5 aprile 1953. Aveva 92 anni.
    Fu uno dei tanti giovani seminaristi – e poi sacerdoti – che il vescovo di allora, mons. Francesco Franco, mandò a studiare a Roma ospiti del Seminario Lombardo. Don Vito fu così alunno della Pontificia Università Gregoriana dal 1948 al 1956 e acquisì la Laurea in Lettere, poi la Licenza in Teologia e in Diritto Canonico e Giurisprudenza.
    Tornò in diocesi nel 1956 e fino al 1970 insegnò nello Studio Teologico del Seminario vescovile, mentre svolgeva il servizio di cappellano nella parrocchia del Sacro Cuore a Crema Nuova.

    LA VITA IN PARROCCHIA

    Nel 1970 il vescovo mons. Carlo Manziana lo nominò parroco di Montodine dove rimase per nove anni, fino al 1979, quando venne nominato parroco dell’Ospedale Maggiore di Crema, dove svolse il suo apprezzato ministero fino al 1994. In quell’anno passò a Farinate come amministratore parrocchiale, dove rimase fino al compimento degli ottant’anni, nel 2009. Sarà poi cappellano della parrocchia di Sant’Angela Merici dal 2012 al 2016.

    GLI INCARICHI DIOCESANI

    Numerosi gli altri incarichi che svolse in diocesi: fu assistente del Centro di Aiuto alla Vita e del Movimento per la Vita dal 1976 al 1992: il suo impegno per la salvaguardia e la promozione della vita fu certamente una delle caratteristiche del suo impegno umano e sacerdotale.
    Rivestì la carica di presidente della Fondazione Opera Diocesana San Pantaleone dal 2000 al 2009; di cancelliere vescovile dal 1999 al 2009; di presidente del Capitolo della Cattedrale dal 2005 al 2014 e di presidente della Commissione Restauri della Cattedrale dal 2006 al 2014.

    L’IMPEGNO NEL TRIBUNALE ECCLESIASTICO

    Ma uno dei più importanti servizi che svolse per la Chiesa di Crema e Lombarda fu legato alle sue competenze di studio: fu infatti per molti anni giudice del Tribunale Ecclesiastico Regionale di Milano (dal 1965 al 2004) e Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico diocesano (dal 1967 al 2013).

    LE ONORANZE CIVILI

    Da ricordare anche le imporanti onoranze civili che gli furono conferite: quelle di Commendatore della Repubblica Italiana e di Grand’Ufficiale al merito della Repubblica Italiana.

    Con lui se ne va in cielo uno dei sacerdoti più conosciuti e apprezzati della nostra diocesi, grazie appunto ai servizi pastorali svolti con passione e competenza in numerosi settori.

    Le nostre condoglianze ai nipoti, in particolare ad Annunciata, da molti anni collaboratrice nel nostro giornale e nella nostra radio.

    La salma del caro don Vito è composta nella sua abitazione in via Carlo Urbino 24.

    I FUNERALI DI DON VITO SARANNO CELEBRATI LUNEDì MATTINA 21 marzo ALLE ORE 9.30 IN CATTEDRALE.

    LA SALMA VERRÀ TUMULATA NELLA CAPPELLA CENTRALE DEL CIMITERO DI SAN BARTOLOMEO AI MORTI.



    fonte: sito diocesano
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  8. #28
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    Ci ha lasciato anche don Felice Agnelli
    marzo 19, 2022




    Questa mattina è giunta la notizia della morte di don Felice Agnelli. È il secondo sacerdote diocesano, dopo don Vito Barbaglio, che nel giro di due giorni lascia questa vita terrena per salire al cielo.

    LA VITA SACERDOTALE

    Don Felice, aveva quasi novant’anni, essendo nato a Palazzo Pignano il 1° novembre 1932. È stato ordinato sacerdote l’11 giugno 1960.
    Il suo servizio sacerdotale si è svolto in diverse parrocchie della diocesi. In tre di esse do Felice è stato vicario parrocchiale: Capralba (dal 1960 al 1963), Bagnolo Cremasco (dal 1963 al 1968), al Sacro Cuore di Crema Nuova (dal 1968 al 1979).
    Nel 1979 il vescovo mons. Carlo Manziana lo ha nominato parroco a Scannabue, dove ha svolto il suo apprezzato ministero fino al 1986.
    Poi la sistemazione “definitiva” a Chieve, dove il vescovo mons. Libero Tresoldi l’ha destinato nel 1986. In questa comunità parrocchiale ha svolto il suo ministero per ben 23 anni, fino al 2009, due anni oltre il limite pensionabile dei 75, segno dell’apprezzamento che si guadagnò presso i fedeli e il vescovo stesso.
    Ritiratosi dal ministero diretto, divenne cappellano dell’unità pastorale di Credera, Rovereto e Rubbiano, fino al 2018.
    Provato dalla malattia, dovette essere ricoverato presso la Casa di Riposo “Fondazione Madre Cabrini” di Sant’Angelo Lodigiano (dove esiste una piccola comunità di sacerdoti quiescenti) e qui è rimasto fino a oggi, quando il Signore lo ha chiamato in cielo.
    Per don Felice e don Vito il vescovo Daniele a pregato questa mattina nella Messa celebrata in cattedrale alle ore 11.45 per gli operatori pastorali della diocesi.

    I FUNERALI

    La salma di don Felice arriverà lunedì 21 marzo, verso le ore 12/12.30 nella chiesa di Chieve, dove alle ore 14,30 si solveranno le esequie presiedute dal vescovo Daniele. Don Felice verrà poi tumulato nel cimitero di Rubbiano.

    Le condoglianze ai parenti da parte di tutti noi e della diocesi intera.


    fonte: https://ilnuovotorrazzo.it/2022/03/1...elice-agnelli/
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  9. #29
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    24 ore per il Signore



    Venerdì 25 marzo e Sabato 26 marzo 2022 - Chiesa dei SS. Lorenzo e Francesco - Sabbioni
    24 ore per il Signore – “PER MEZZO DI LUI ABBIAMO IL PERDONO”


    Venerdì 25 marzo – Solennità della Annunciazione


    ore 18 Eucaristia di apertura della “24 ore” seguita dall’Esposizione eucaristica
    presiede la celebrazione il Vescovo Daniele

    ore 19-21 Adorazione eucaristica e possibilità della Confessione
    ore 21 Veglia di preghiera per i missionari martiri a cura dell’Ufficio Missionario


    Sabato 26 marzo


    ore 24 – 8 Adorazione eucaristica e possibilità della Confessione
    ore 8 Lodi mattutine cantate, accompagnate con il Salterio
    ore 8.30 – 17.30 Adorazione eucaristica e possibilità della Confessione
    ore 9.30 Momento di preghiera a cura della Vita consacrata
    ore 17.30 Vespri cantati
    ore 18 Eucaristia di chiusura della “24 ore”


    Nella 24 ore di preghiera la chiesa dei Sabbioni rimarrà aperta ininterrottamente per l’Adorazione Eucaristica, per i momenti di preghiera personale o di gruppo per consentire a tutti di accostarsi al Sacramento della Riconciliazione in un clima di silenzio e di preghiera

    I Padri cappuccini e i sacerdoti della diocesi garantiranno la presenza per la Confessione e un colloquio spirituale.


    fonte: sito diocesano
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Permessi di Scrittura

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