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Discussione: Cronache dalla Diocesi di Faenza-Modigliana

  1. #1
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    Cronache dalla Diocesi di Faenza-Modigliana

    CRONACHE DALLA DIOCESI DI
    FAENZA - MODIGLIANA



    CENNI STORICI:

    Non conosciamo nulla circa il tempo precostantiniano a Faenza, unico elemento positivo sull'antichità della chiesa faentina è la presenza di un suo vescovo Constantius a Faventia al Sinodo Romano celebrato da papa Melchiade in domum Faustae in Laterano il 2 ottobre 313 a pochi mesi dalla pace costantiniana. Questo fatto può far ragionevolmente supporre che il cristianesimo fosse organizzato in diocesi già nel III secolo.
    La regione Aemilia (dal fiume Po fino a Forlì) nel IV secolo apparteneva alla giurisdizione ecclesiastica del vescovo di Milano. Sant'Ambrogio scrive una splendida lettera sui doveri del vescovo indirizzata ad un Constantius da poco elevato alla dignità episcopale: è probabile che si tratti di un altro vescovo faentino. Un importantissimo relitto del primo cristianesimo faentino è il pavimento musivo di un'antica basilica urbana, scoperto nel 1961 sotto l'area della scomparsa chiesa di S. Terenzio, con due iscrizioni recanti i nomi dei donatori: Amandianus et Revocata Amantius et Animula fecerunt pedes XXXV. Questa scoperta ha fatto sorgere qualche dubbio sulla notizia dataci dal Tolosano che l'antica cattedrale faentina fosse l'attuale S. Maria Vecchia. Infatti due sono le chiese di cui abbiamo notizia per i tempi più antichi: una urbana la Plebs S. Petri, presso il duomo attuale in cui appunto sono stati rinvenuti i mosaici pavimentali, e l'altra extra-urbana cioè cimiteriale: S. Maria Vecchia in cui ancora oggi sono visibili tratti murari del VI secolo.
    Col progressivo affermarsi della vicina Ravenna, divenuta dal 402 capitale dell'impero d'Occidente, Faenza ne subisce sempre maggiormente l'influsso nel campo religioso ecclesiastico. Quando poco prima dell'anno 431 s. Pier Crisologo riesce ad ottenere particolari diritti metropolitici sull'Aemilia, Faenza, come altre diocesi della regione, dalla provincia ecclesiastica di Milano passa a quella di Ravenna; talvolta è il vescovo di Faenza che rappresenta l'archiepiscopus ai concili romani (così nell'anno 769) e non desta meraviglia che anche per i secoli seguenti il culto dei santi quale ci è testimoniato dalla toponomastica più antica si riallacci in modo particolare al calendario ravennate.
    La conquista e la distruzione di Faenza da parte di Liutprando (aprile 740) sono narrate minutamente dal magister Tolosanus († 1226) nel II capitolo del Chronicon Faventinum. Del racconto interessano la storia della nostra diocesi due particolari. Il primo è l'accenno all'antica cattedrale che - secondo il cronista - corrispondeva all'attuale S. Maria foris portam. Il secondo particolare riguarda il fatto che Liutprando penitencia ductus non solo volle riedificare la città, ma concesse al vescovo di Faenza il dominio su gran parte della campagna circostante fin quasi alle porte di Ravenna. La medesima fonte ci parla già di pievi e monasteri. La pieve di S. Giovanni in Octavo a tre navate pur non essendo documentata che dal 909, potrebbe risalire al VI o V secolo. Così pure è fatta risalire al VII o anche al VI secolo, benché non documentata che dal 741, la splendida pieve di S. Pietro in Silvis, presso Bagnacavallo, che conserva una iscrizione memoria del vescovo sotto cui fu eretta, un Deusdedit, non meglio identificato, ma assai probabilmente faentino. Da una bolla del 1143 di papa Celestino II risulta che a metà del secolo XII la diocesi di Faenza comprendeva 22 pievi.
    Da documenti del secolo XIII si apprende che varie pievi avevano già un proprio capitolo di canonici; il capitolo della cattedrale era stato istituito dal vescovo Paolo prima del 955. Dal secolo XI sorgono attorno alle pievi le varie cappellanie o parrocchie, nel 1200 in città esse sono già ventisette divise in quattro gruppi o rioni; la Ratio Decimarum del 1301 conosce per tutta la diocesi, oltre le 22 pievi, 315 parrocchie e 12 monasteri.
    Attorno al Mille Faenza diventa comune; l'organizzazione scolastica vi doveva essere molto apprezzata se il ravennate Pier Damiani vi compì i suoi primi studi, probabilmente nel monastero di S. Maria foris portam, dove poi venne a morire il 21 febbraio 1072. Durante le lotte fra Guelfi e Ghibellini è notevole il rifiorire della vita religiosa dovuta anche allo sviluppo che ebbero gli ordini mendicanti. Nel 1223 abbiamo il primo convento dei Frati Predicatori, nel 1224 quello delle Clarisse (era ancora vivo s. Francesco), nel 1226 entrano in diocesi i Frati Minori. Sono di questo tempo l'eremita Nevolone (†1280), la monaca S. Umiltà (†1310) che nel 1266 aveva fondato il suo monastero di monache vallombrosane, e di poco più tardi, il servita Giacomo Filippo Bertoni (†1483).
    Agli inizi del sec. XVI ha fine la signoria dei Manfredi: Astorgio III è cacciato e ucciso da Cesare Borgia (1502), nel 1504 Faenza cade in mano dei veneziani e dal 1509 fa parte dello Stato Pontificio. Verso la metà del medesimo secolo la chiesa faentina soffre gravi infiltrazioni luterane tanto che in tutta Italia acquista la fama di città protestante. Non mancano personaggi insigni per pietà, carità e cultura e ad essi la città deve la sua salvezza: fra Sabba da Castiglione, cavaliere del Santo Sepolcro e commendatore della Magione (†1554), il suo successore G. B. Sighicelli, che partecipa alle ultime sessioni del Concilio di Trento, emana l'editto di fondazione del seminario (1568), tiene il primo Sinodo Diocesano (1569) e dirige una vasta opera di controriforma postridentina nella diocesi. Altri vescovi di particolare importanza sono i cardinali Annibale Grassi che fonda il Seminario (1576), consacra la nuova cattedrale (15 ottobre 1581) e tiene numerosi sinodi e Antonio Pignatelli, poi papa Innocenzo XII. Non va dimenticata l'opera di mons. Antonio Cantoni, che fondò nel 1743 il nuovo grande ospedale, curò particolarmente gli studi nel Seminario che divenne il primo fra tutti gli istituti della diocesi, centro del movimento neoclassico romagnolo dove studiò fra gli altri Vincenzo Monti.
    Altre insigni figure della vita cattolica faentina negli ultimi tempi sono: lo storico e agiografo Francesco Lanzoni rettore del seminario il direttore spirituale del Seminario Paolo Taroni, il giurista card. Michele Lega.
    Al vescovo Giuseppe Battaglia (1943-1976), si deve la ricostruzione dopo gli eventi del secondo conflitto mondiale e l'inaugurazione del nuovo seminario nel 1953.
    Dal 1986 è stata riunita alla diocesi di Faenza quella di Modigliana, fondata da papa Pio IX con bolla del 7 luglio 1850, il primo vescovo di Faenza-Modigliana è stato mons. Francesco Tarcisio Bertozzi (†1996) nel cui episcopato è stato celebrato il Sinodo Diocesano 'Per una nuova evangelizzazione' (1990-1995). Dopo la sua morte è stato eletto vescovo mons. Italo Castellani, vescovo che ha guidato la Diocesi nella celbrazione del Giubileo del 2000 e a cui si deve la Scuola di preghiera per i giovani in Cattedrale e la Visita Pastorale. Il 26 aprile il Papa Giovanni Paolo II ha nominato nuovo vescovo di Faenza-Modigliana mons. Claudio Stagni che ha fatto il suo ingresso in Diocesi domenica 30 maggio 2004, solennità di Pentecoste.

    Ultima modifica di John Cantius; 23-07-2010 alle 16:50
    Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore (salmo 89).

  2. #2
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    Il Vescovo mons. Stagni

    IL VESCOVO

    SUA ECCELLENZA MONS. CLAUDIO STAGNI



    Mons. Claudio Stagni è nato a Ganzanigo, Comune di Medicina (provincia e arcidiocesi di Bologna), il 9 giugno 1939.
    Ha compiuto gli studi medi e ginnasiali presso il Seminario arcivescovile di Bologna; ha frequentato il liceo e i corsi di Teologia presso il Pontificio Seminario regionale di Bologna.
    È stato ordinato sacerdote dal cardinale Lercaro, nella Metropolitana di S. Pietro in Bologna, sua diocesi di appartenenza e di ininterrotta presenza, il 25 luglio 1963.
    È stato insegnante di Lettere nel Seminario Arcivescovile di Bologna dal 1963 al 1966; in questo periodo è stato anche, per poco più di un anno, vice assistente di Gioventù Studentesca. Dal 1966 al 1974 ha diretto, presso la Curia, la segreteria dei vicari generali mons. Luigi Bettazzi, don Giuseppe Dossetti, mons. Luigi Dardani e mons. Benito Cocchi. È stato parroco di San Cristoforo in Mongardino dal 1967 al 1988. Nel 1981 divenne delegato arcivescovile e successivamente vicario episcopale per il settore Pastorale della carità e direttore della Caritas diocesana.
    Dal 1974 al 1982 ha svolto l'incarico di vice-cancelliere della Curia. Dal 1981 al 1987 è stato assistente diocesano dell'Azione Cattolica. È stato anche assistente di zona dell'Agesci (1975-82). È vicario generale dell'Arcidiocesi bolognese dal 23 maggio 1988.
    Il 6 dicembre 1990 è stato nominato vescovo titolare di Dardano e ausiliare di Bologna.

    Il 26 aprile 2004 il papa Giovanni Paolo II lo ha nominato Vescovo di Faenza-Modigliana, dove ha fatto ingresso il 30 maggio 2004.
    Attualmente è membro della Commissione nazionale della CEI per l'educazione cattolica, la scuola e l'università; è vescovo delegato della regione per il Sostegno economico alla Chiesa ed è Presidente del Consiglio di Amministrazione della Facoltà Teologica dell'Emilia Romagna.


    Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore (salmo 89).

  3. #3
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    Lo stemma episcopale

    STEMMA EPISCOPALE
    DI MONS. STAGNI



    Il motto è un versetto di Isaia: “attingerete acqua con gioia alle sorgenti della salvezza” (12,3). Il campo azzurro è segno dell’acqua, dalla quale viene la vita. Nella Bibbia vi sono le acque sopra il cielo (la stella, segno della presenza di Dio), e le acque al di sotto del cielo, nelle quali germoglia il giglio delle valli (Ct 2,1). Il giusto è come albero piantato lungo corsi d’acqua (Sal 1). Come la pioggia scende dal cielo e non vi ritorna senza aver fatto germogliare la terra, così è del Verbo di Dio che compie la sua missione con efficacia (cfr. Is 55,10 s), perché Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati (1 Tm 2,4).

    Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore (salmo 89).

  4. #4
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    Elenco dei Santi

    I SANTI DELLA DIOCESI DI
    FAENZA-MODIGLIANA


    Vi presento di seguito l'elenco dei Santi e Beati della Diocesi, coi relativi rimandi ai cenni biografici:

    La Madonna delle Grazie
    patrona principale della Città di Faenza e della Diocesi di Faenza-Modigliana;

    San Pier Damiani
    biografia;

    Santa Umiltà
    biografia;

    San Terenzio
    biografia;

    Sant'Emiliano
    biografia;

    San Savino
    biografia;

    Santo Stefano, papa
    biografia;

    B. Nevolone
    biografia;

    B. Giacomo Bertoni
    biografia;

    BB. Margherita e Gentile
    biografia;

    B. Raffaella Cimatti
    biografia;

    Ven. Vincenzo Cimatti
    biografia;

    Ven. Nilde Guerra
    biografia;

    S.d.D. Maria Costanza Zauli
    biografia.
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  5. #5
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    Diocesi in cifre

    LE CIFRE DELLA DIOCESI



    Superficie: 1.044

    Abitanti: 128.546

    Parrocchie: 88

    Sacerdoti secolari: 98

    Sacerdoti regolari: 10

    Diaconi permanenti: 9

    Fonte
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  6. #6
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    LA CATTEDRALE DI FAENZA



    Il Duomo di Faenza, espressione dell'architettura rinascimentale in Romagna, è di influenza toscana. La sua costruzione, su progetto di Giuliano da Maiano, fu iniziata nel 1474, e non si concluse prima del 1515; la consacrazione al culto di San Pietro apostolo avvenne nel 1581.

    La fronte maestosa si annalza su un'ampia gradinata. Il paramento marmoreo della facciata è rimasto incompiuto e rimane a vista la tessitura con mattoni sporgenti della muratura.

    Pianta a croce latina con alternanza di pilastri e colonne con pulvino sopra il capitello. L'interno, a tre navate, custodisce opere d'arte del periodo rinascimentale, soprattutto sculture, tra cui:

    - la cappella della Beata Vergine delle Grazie, eretta a santuario diocesano, che custodisce un affresco staccato del 1412; l'affresco raffigura Maria nell'atto di spezzare delle frecce, simbolo dei pericoli da cui lei offre protezione;

    - l'arca di San Terenzio, del 1462, opera di un maestro toscano;

    - l'arca di San Savino, compiuta nel 1468, forse scolpita a Firenze da Benedetto da Maiano;

    - l'arca di Sant'Emiliano, della seconda metà del Quattrocento (alcuni rilievi marmorei sono oggi al Museo Jacquemart-André di Parigi);

    - il dipinto di Innocenzo da Imola Beata Vergine con Gesù Bambino e i santi Giovanni Battista, Pietro e Paolo, Gioacchino ed Anna (olio su tavola, 1526).
    il dipinto di Innocenzo da Imola Beata Vergine con Gesù Bambino e i santi Giovanni Battista, Pietro e Paolo, Gioacchino ed Anna (olio su tavola, 1526).

    Il coro ligneo dietro all'altare maggiore è del 1513.



    Fonte: Wikipedia
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  7. #7
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    LA CONCATTEDRALE DI MODIGLIANA



    La chiesa di Santo Stefano papa è la chiesa principale di Modigliana, e concattedrale della diocesi di Faenza-Modigliana.

    La cattedrale ha origini molto antiche. Essa è documentata per la prima volta nell’892 come pieve di Santo Stefano in Juviniano; di questo antico edificio non rimane oggi che la cripta, a causa delle profonde ristrutturazioni che subì nel corso del XV secolo. La nuova chiesa fu consacrata dallo stesso papa Giulio II, in occasione del suo passaggio nella città nel 1506. Ulteriori interventi furono eseguiti nel XVIII secolo, con l’aggiunta del campanile. Quando fu istituita la diocesi di Modigliana (metà del XIX secolo) la pieve di santo Stefano divenne chiesa cattedrale.

    Di particolare interesse storico-artistico sono: il santuario della Madonna del cantone, edificato a ridosso dell’abside della cattedrale nel XV secolo; l’oratorio di Gesù morto, costruito all’interno dell’antica cripta (XII secolo), e che oggi ospita le tombe dei vescovi residenziali di Modigliana.

    Fonte: wikipedia
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  8. #8
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    Lightbulb Inizio Anno Pastorale

    NUOVO ANNO PASTORALE

    Mercoledì 22 settembre, alle ore 9.30

    presso il seminario diocesano si svolgerà l'incontro introduttivo all'anno pastorale 2010-2011 presieduto da mons. vescovo con tutti i sacerdoti della diocesi. In questa occasione sarà presentata la lettera per l'anno pastorale "Cercate prima di tutto il regno di Dio", con le indicazioni in vista delle celebrazioni per la Madonna delle Grazie.


    Fonte
    Ultima modifica di John Cantius; 02-09-2010 alle 19:49
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  9. #9
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    Exclamation Pellegrinaggio dei giovani a Gamogna

    PELLEGRINAGGIO DEI GIOVANI ALL'EREMO DI GAMOGNA



    Tutti i giovani della diocesi (da parrocchie, movimenti, associazioni) sono invitati a salire all'eremo di Gamogna

    sabato e domenica 25-26 settembre prossimi,

    per iniziare in preghiera il nuovo anno pastorale e per conoscere la tante proposte formative e il cammino di preparazione alla GMG di Madrid 2011.. Per informazioni contattare il centro per la Pastorale Giovanile (info@pgfaenza.org)

    Fonte
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  10. #10
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    Post Eremo di Gamogna - Cenni storici

    EREMO DI GAMOGNA

    L’ eremo di Gamogna si trova in una posizione isolata sul crinale appenninico tosco-romagnolo, nel comune di Marradi ma all'interno della diocesi di Faenza-Modigliana.

    L'eremo fu fondato da San Pier Damiani nel 1053 e dedicato a San Barnaba, ad uso dei monaci Camaldolesi della sottostante Badia di Acereta o Badia della Valle. Il 14 novembre 1532 l’eremo di Gamogna fu chiuso per mancanza di monaci e trasformato in chiesa parrocchiale, dipendente dal capitolo della chiesa di San Lorenzo a Firenze. Nel 1850 venne istituita la diocesi di Modigliana e nel 1866 Gamogna ne divenne parte.
    Il 10 luglio 1944 nelle vicinanze di Gamogna furono uccisi, durante un breve scontro a fuoco con soldati tedeschi, i partigiani Bruno Neri e Vittorio Bellenghi.

    Quando la parrocchia fu soppressa nel secondo dopoguerra per lo spopolamento delle colline, la struttura dell'eremo cadde inesorabilmente in rovina. Nel 1991 iniziarono lavori di restauro grazie principalmente all'opera del sacerdote faentino don Antonio Samorì e di molti volontari.

    L'attuale chiesa mantiene l'originaria struttura romanica, con una semplice facciata a capanna, un'ampia abside semicircolare con tetto conico rivestito di lastre di ardesia e un campanile a vela. Del complesso monastico rimangono il chiostro, le celle dei monaci, il forno, gli essiccatoi e la stalla.

    Attualmente l'eremo è tornato ad essere un luogo di spiritualità, di accoglienza e di preghiera, grazie alla presenza delle monache delle Fraternità monastiche di Gerusalemme.


    Fonte: Wikipedia
    Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore (salmo 89).

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