Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Cronache dall'Arcidiocesi di Bologna - Anno 2022

  1. #71
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    Aveva 96 anni
    La scomparsa di mons. Enzo Lodi

    Una vita spesa nello studio e nell'insegnamento della Liturgia



    Venerdì 29 aprile, all’età di 96 anni, si è spento alla Casa del Clero monsignor Enzo Lodi.


    Nato a Sant’Agostino il 19 febbraio 1926, fu ordinato sacerdote il 26 dicembre 1948 dal cardinale Giovanni Battista Nasalli Rocca. Dal 1965 al 2001 fu docente stabile ordinario di Liturgia al Pontificio Seminario regionale «Benedetto XV» (poi Studio Teologico Accademico Bolognese – Sezione Seminario Regionale e in seguito Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna) e alla Scuola di Formazione Teologica (poi Istituto Superiore di Scienze Religiose «Santi Vitale e Agricola») dal 1977 al 2001. Fu consultore della Congregazione per il culto divino.Autore di numerosi articoli, libri e saggi di ricerca spese la sua lunga vita nell’insegnamento e nello studio teologico.
    Le esequie saranno celebrate dal cardinal Zuppi domani, lunedì 2 maggio, alle ore 14 nella Cattedrale di San Pietro. La salma sarà trasferita a Sant’Agostino Ferrarese per essere sepolta nella tomba di famiglia.

    Fonte

  2. #72
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    Agenda dell'Arcivescovo per la settimana

    OGGI 1 MAGGIO
    Alle 11 a Siena nella basilica di San Domenico Messa per la festa di santa Caterina, patrona della città e d’Italia.

    DOMANI

    Alle 14 in Cattedrale Messa funebre per monsignor Enzo Lodi.
    Alle 18.30 nel Santuario della Beata Vergine del Soccorso Messa per la festa della patrona.

    MARTEDÌ 3
    Alle 16 a villa Pallavicini incontro con i Doposcuola della diocesi.
    Alle 20.45 in Seminario Veglia di preghiera per le vocazioni e candidatura di un seminarista.

    MERCOLEDÌ 4
    Alle 12 ad Assisi nella chiesa di Santa Maria degli Angeli Messa per i cappellani e operatori delle carceri italiane.

    GIOVEDÌ 5

    Alle 10 in Seminario incontro coi Vicari pastorali.

    DA GIOVEDÌ 5 POMERIGGIO A DOMENICA 8 MATTINA
    Visita pastorale alla Zona di Castel Maggiore.

    DOMENICA 8
    Alle 15 nella chiesa del Corpus Domini incontro con chi ospita profughi ucraini nell’ambito del progetto Caritas «CoiVolti».

    Fonte: Bologna7 di oggi, p. 7

  3. #73
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    Un nuovo candidato sulla via del sacerdozio

    DI MARCO BONFIGLIOLI *

    Domenica prossima, 8 maggio, quarta Domenica del Tempo di Pasqua, sarà la 59° Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni. In questa occasione, siamo invitati a pregare per le vocazioni, nella loro molteplicità che è testimonianza della creatività dello Spirito. Ciascun battezzato è chiamato alla vita in comunione con Dio, e questa unica vocazione prende le forme più varie.
    Pregheremo quindi in modo particolare per i giovani e le giovani, perché possano mettersi liberamente in aperto ascolto della Parola del Signore e discernere quale sia quella parola, quel messaggio di Gesù che Dio desidera dire al mondo con la loro vita, qualunque ne sia la forma: sposati, consacrati, consacrate, preti.
    Con questa intenzione ci ritroveremo martedì 3 maggio alle 20.30 nel parco del Seminario Arcivescovile di Villa Revedin per una Veglia insieme. Questo momento ha voluto essere, fin dall’organizzazione, un momento di concertazione tra le diverse vocazioni e i diversi carismi. Ci siamo dunque trovati insieme, coordinati dall’Ufficio per la Pastorale Vocazionale, consacrati e consacrate, giovani famiglie, seminaristi, per riflettere insieme sulla tematica di questa giornata, che ha come titolo: «Fare la storia».
    La vocazione è davvero un modo in cui Dio «fa la storia» con ciascuno di noi e con tutti insieme. Abbiamo riconosciuto che, perché questa storia possa essere tessuta, occorre tempo, creatività e disponibilità.
    Saranno queste le tre «parole chiave» che ci accompagneranno nella Veglia di martedì sera, in cui la nostra Chiesa di Bologna avrà anche la gioia di ammettere tra i Candidati al Diaconato e al Presbiterato un suo seminarista, Samuele Bonora, che quella sera manifesterà pubblicamente la sua disponibilità a lasciarsi condurre dalla Chiesa nella storia che Dio vuole tessere con lui. Gli abbiamo chiesto di raccontarci qualcosa di lui.
    «Mi chiamo Samuele - dice - ho 23 anni, e sono entrato in Seminario nel 2017 dopo l’esame di Maturità, per verificare il desiderio di spendere la mia vita per il Signore.
    Desiderio che mi è nato, grazie all’esperienza di fede vissuta in famiglia e a Casteldebole, mia comunità di origine, e grazie alla testimonianza di alcuni sacerdoti che mi hanno fatto scoprire la bellezza di seguire il Signore».
    «Oltre ad una grande felicità prosegue Samuele - arrivo alla candidatura con un profondo senso di gratitudine, per la fiducia che mi dà la Chiesa di Bologna, permettendomi di dire il mio “Eccomi!” davanti al suo Arcivescovo, e verso la mia parrocchia di servizio, San Pietro in Casale, in cui in questi anni ho sperimentato davvero come chi lascia tutto per il Signore riceve cento volte tanto».
    Vi aspettiamo dunque martedì 3 maggio alle 20:30 nel parco del Seminario Arcivescovile (Piazzale Bacchelli 4). Prima, ci sarà la possibilità, per chiunque lo volesse, di cenare al sacco sempre nel parco.
    In caso di pioggia, la veglia si terrà nella Cappella del Seminario.

    * rettore del Seminario arcivescovile



    Fonte: Bologna7 di oggi, p. 2

  4. #74
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    Visita Pastorale alla Zona Castel Maggiore

    DAL 5 ALL’8 MAGGIO
    Il programma di quattro giorni molto intensi

    Questo il programma della Visita pastorale dell’arcivescovo Matteo Zuppi alla Zona pastorale Castel Maggiore.
    Giovedì 5 maggio Alle 18 ritrovo e accoglienza presso la chiesa di Sabbiuno con il suono delle campane; alle 18:45 Vespri; alle 19.15 incontro con l’Associazione Papa Giovanni XXIII alla «Capanna di Betlemme». Alle 21 nel salone adiacente alla chiesa di Trebbo di Reno «Mai soli: le solitudini e l’uscirne insieme», incontro organizzato dalla Commissione di Zona «Carità e Bene comune», con la partecipazione dei Comuni di Castel Maggiore e di Argelato e di alcune realtà associative del territorio.
    Venerdì 6 maggio Alle 8 Lodi a Bondanello (chiesa vecchia) e visita all’accoglienza per i senza fissa dimora »Casa Giovanni»; dalle 8.30 alle 14:30 Visita alle Scuole dell’infanzia della Zona pastorale, poi visita ai partecipanti del progetto caritas «Orti » di Sant’Andrea. Dalle 14.30 alle 15 visita al Reggimento Genio Ferrovieri; dalle 15 alle 16 Benedizione ad alcuni luoghi di lavoro; alle 16 visita agli anziani del Centro diurno «La casa dei ciliegi». Alle 18.10 Vespro e a seguire Messa (unica per tutta la Zona) nella chiesa di Funo. Alle 20:30 saluto alla «Comunità dell’Arca»; alle 21 a San Bartolomeo (chiesa nuova) «Dal timore al coraggio. In cammino con Nicodemo ». meditazione sulla Parola di Dio.
    Sabato 7 maggio Alle 8 Lodi e a seguire Messa (unica per tutta la Zona) nella chiesa di Sant’Andrea; dalle 8:45 alle 9:45 visita al centro Caritas di via Bandiera 36 a Castel Maggiore. Dalle 10 alle 11:30 visita all’Istituto superiore «J. M. Keynes»; alle 11:30 incontro con i preti e i diaconi della Zona a San Bartolomeo. Alle 15 incontro con i fanciulli del catechismo al parco Angelelli; alle 15:45 Incontro con i ragazzi dei Gruppi delle Medie a Sant’Andrea; alle 16:45 incontro con i Gruppi Scout nella loro sede a Bondanello; alle 17:30 a Bondanello incontro con il Gruppo sportivo dell’Oratorio; alle 18 incontro con realtà sportive allo Stadio comunale Progresso; alle 19 a San Bartolomeo (chiesa nuova) Vespro animato dalle famiglie. Alle 21 nel salone adiacente la chiesa di Sant’Andrea-Veglia di preghiera per i giovani.
    Domenica 8 maggio Alle 8 Lodi nella chiesa di di Trebbo di Reno; dalle 8.45 alle 9.15 incontro con tutte le suore della Zona pastorale; alle 9.30 dalle 9:45 visita alla sede di Moses Onlus (associazione pro Myanmar); dalle 9.45 alle 10:30 preti e Arcivescovo disponibili per le Confessioni lungo il portico di Piazza Amendola. Alle 10:30 Messa conclusiva in Piazza Amendola a Castel Maggiore (unica per tutta la Zona). In caso di pioggia la Messa sarà celebrata in chiesa a San Bartolomeo e trasmessa in streaming. Gli aggiornamenti sugli eventi si possono seguire visitando i siti: newsparrocchiafuno.wordpress.com; www.upcm.it; parrocchiatrebbo.it



    L’invito alle comunità coinvolte

    Dal 5 all’8 maggio l’arcivescovo Matteo Zuppi farà visita alle cinque parrocchie della Zona Pastorale: le tre (Sant’Andrea, San Bartolomeo e Santa Maria Assunta di Sabbiuno) riunite nell’Unità pastorale di Castel Maggiore e le parrocchie dei Santi Nicolò e Petronio di Funo e di San Giovanni Battista di Trebbo di Reno. L’Arcivescovo visiterà il territorio, ne ascolterà i problemi, le difficoltà, le povertà, ne potrà apprezzare le risorse, le ricchezze e le tante iniziative di comunità, di prossimità e di solidarietà che vi fioriscono.
    «Sarà un’occasione bella - spiegano i responsabili della Zona pastorale di Castel Maggiore - di incontro e di dialogo con lui e anche tra tutti noi. Per i credenti, ma anche per tutte le persone aperte alla cura degli altri e interessate a interrogarsi sul senso del vivere e del morire. Siamo perciò tutti invitati a partecipare – anche scegliendo a seconda dei desideri e delle possibilità di ciascuno – ai tanti appuntamenti indicati nel programma che la Zona pastorale sta organizzando, per rendere ricco e pieno questo momento importante della nostra vita comunitaria».

    Fonte: Bologna7 di domenica, p. 5

  5. #75
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    Ancora sulla nuova Visita pastorale

    «Lavori in corso»
    Zona in cammino


    DI CAMILLO NERI *

    Lavori in corso. Come i cartelli che compaiono periodicamente sulla striscia di pianura che va da Trebbo a Funo, attraverso Castel Maggiore, lungo la Galliera, tra Sabbiuno e la Saliceto e sino all’argine del Reno. Sfiorando il Comune di Bologna ed estendendosi su quelli di Castel Maggiore e Argelato, in una zona che dal dopoguerra a oggi ha conosciuto urbanizzazione e industrializzazione che ne hanno cambiato il volto, punteggiando le campagne di realtà imprenditoriali. Lavori in corso. Definiscono anche l’identità in costruzione di una Zona pastorale con un cuore pulsante al centro – l’Unità pastorale di Castel Maggiore ( Upcm), che nel 2007 unì le parrocchie di Sant’Andrea, di Bondanello, e di Sabbiuno – e due ali agli estremi di questi 10 km, duri da percorrere su mezzi pubblici, le parrocchie di Funo e di Trebbo.
    Lavori in corso. Su una terra di tante risorse, capitali umani, passioni civili, ricchezze morali. Cinque parrocchie con tradizioni e memorie condivise. Cinque scuole materne cattoliche, che coinvolgono 12 Figlie di Santa Maria di Leuca e 32 Sorelle dell’Immacolata, e che con quelle statali, con le elementari, le medie e l’Istituto Keynes (linguistico, scientifico, tecnico) costituiscono le «fabbriche del futuro ». Un gruppo Scout, a Bondanello, i giovani dell’Upcm, e varie realtà sportive, dalla Polisportiva Progresso all’Oratorio di Bondanello. Un coordinamento Caritas, primo frutto di Zona. E le presenze arricchenti della Comunità Papa Giovanni XXIII (che ad aprile ha promosso la Carovana della pace in Ucraina), con le sue comunità terapeutiche e di accoglienza del «Villaggio di Oreste», a Sabbiuno; del- la Comunità dell’Arca, che accoglie 14 persone nei quattro appartamenti di Casa Betania, a Funo; del Centro diurno per anziani «Casa del Ciliegio», a Castel Maggiore.
    Lavori in corso. Come quelli con cui rispondere alle difficoltà di un territorio cresciuto forse troppo in fretta sulle grandi direttrici, creando agglomerati senza molti contatti reciproci, luoghi di ritrovo, stimoli comunitari. Nei «dormitori» di Trebbo e di Funo come nei grandi condomini di Castel Maggiore, dove crescono, spesso invisibili, le solitudini e le povertà. Tra i giovani soli dell’era del Covid e delle relazioni digitali, le famiglie di immigrazione antica e recente, italiane e straniere, che ballano sulla soglia della povertà, gli occhi stanchi di giovani madri che portano i figli a scuola per consegnarsi a una giornata di lavoro e poi di assistenza ad anziani non più autosufficienti, e infine loro, gli anziani, chiusi in casa ad aspettare una visita, una telefonata, un’attenzione. E ancora, nel fiorire delle iniziative, la fatica di coordinare l’esistente, di fare squadra, oltre le routines. Lavori in corso. Per affrontare con passione e impegno sfide e prospettive. La prima è proprio quella di camminare insieme, perché la risposta ai problemi e la valorizzazione delle risorse passa per uno stile davvero sinodale, che inneschi percorsi, promuova condivisione, renda capaci di alleggerire pesi, di sostenersi a vicenda, di prendersi cura. Con dedizione, ma pure competenza, tempismo, intelligenza. Lavori in corso. Talvolta paiono troppo lenti, invasivi, di intralcio ai sempre frenetici percorsi quotidiani. Costringono a fermarsi, mettendo alla prova nervi e pazienza. Ma spingono a incontrarsi. Insegnano che andare più piano, ma insieme, riserva gioie inattese.

    * presidente Zona Pastorale




    Fonte: Bologna7 di domenica, p. 5

  6. #76
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    Ancora sulla nuova Visita pastorale

    Scuole materne, i «giardini del futuro»

    Pandemia, guerra, incertezza: le parole di smarrimento del maggio 2022 si fanno largo, e dove possiamo mettere ancora la parola »scuola»? Scuola è dove respira una comunità, dove nasce, vive, progetta un territorio. Dove il passato con le solide radici, il presente ossigeno di vitalità e il futuro creativo e speranzoso è il sogno.
    Nella nostra Zona Pastorale le scuole di ispirazione cattolica – «Sant’Anna» di Sabbiuno di Piano, «Don Alberto Marani e Pietro Zarri» di Castel Maggiore, «Don Pasti» di Funo e «Santa Teresa» di Trebbo di Reno – sono linfa presente da almeno 100 anni. Per noi la parola scuola, allora, diviene sinonimo di cura, benessere, ascolto, senso, accoglienza.
    Scuola in cui il senso è dettato soprattutto dal cuore, in cui la cura delle famiglie, ma soprattutto delle bambine e dei bambini è al centro.
    Centro! Oggi difficile pensare che ci possa essere un progetto in cui la persona è al centro: sì, nelle belle parole della politica il cittadino è al centro, ma poi dove vediamo la persona protagonista, costruttrice del proprio percorso di vita? In un mondo dove la produttività è sinonimo di valore, dove l’ascolto è solo un sentire da copiare ed incollare, dove la vita è una notizia, un numero da vendere nella mercificazione del consumo, il fallimento di una comunità è quando la persona non è e non si sente al centro e diviene solitudine.
    Determinante allora è la collaborazione della comunità educante tutta, intesa come famiglia, parrocchia, Comune, Regione, Stato; dove il trovarsi con fini comuni sia un fine, non un tramite. I semi differenti rendono il giardino più bello, più forte, più fiorente Con coraggio, noi ci proviamo a fare una scuola differente, dove l’adulto, il maestro, l’educatore accoglie l’altro e se stesso, nella visione cristiana in cui la persona è unica e irripetibile.
    Dove l’unicità di bellezza di ognuno dialoga con l’unicità dell’altro divenendo dono di gioia.
    Nelle differenze avviene quel costruire il «villaggio» in comunione e solidarietà. Dove si possono seminare futuri possibili in cui il luogo diviene terreno per accogliere la crescita.
    Insieme alla parola «scuola» si fa largo allora la testimonianza di noi che siamo presenza viva di una cristianità in cammino.

    Silvia Chiarini e Michela Prando
    coordinatrici e maestre scuole materne






    Il Villaggio di Oreste, nel segno dell’accoglienza

    Il «Villaggio di Oreste», cresciuto attorno alla chiesa di Santa Maria Assunta di Sabbiuno, è uno dei «Villaggi dell’accoglienza» della Comunità Papa Giovanni XXIII. Ne sono nati diversi, là dove siamo stati chiamati a vivere il nostro carisma di condivisione: in Romagna, in Piemonte, in Toscana, perfino in Bangladesh!
    Il proposito è lo stesso: dare sempre più risposta al grido di aiuto di tante persone in tutti i modi possibili, con le Case Famiglia ma anche altri tipi di comunità come le Comunità terapeutiche, la Capanna di Betlemme, le Case di prima accoglienza o quelle di reinserimento sociale. Camminare a fianco gli uni degli altri, sostenersi nell’aiuto reciproco e condividere il comune cammino: questo crea l’ampio respiro di un villaggio, capace di ridare senso di sicurezza e di appartenenza a chi nella vita più ha sofferto. E, come ogni villaggio è una porta aperta sul mondo che lo circonda, così anche il Villaggio di Oreste vive a Sabbiuno pronto ad incontrare e a farsi incontrare da tanti giovani e meno giovani, in cerca di sé e affascinati da Gesù, attratti dall’esperienza di camminare insieme ai poveri mettendo «la spalla sotto la loro croce».
    Da ormai 20 anni si è consolidata una presenza che ha via via portato all’accoglienza fino a punte di 100 persone prima della pandemia (ma oggi i numeri sono di poco sotto). Persone in situazione di marginalità o esclusione sociale, giovani che vogliono liberarsi dalle sostanze o adulti vulnerabili in lotta contro le dipendenze e il disagio psico-sociale, persone senza dimora, disabili, minori o nuclei familiari in difficoltà. Con essi i fratelli della Comunità condividono la tavola, il tetto e la vita, che è la vita «scartata» degli ultimi, pregando e obbedendo alla vocazione di seguire Gesù povero servo sofferente e Risorto.
    Oggi nel Villaggio di Oreste trovano posto le Comunità terapeutiche San Giuseppe e San Giovanni Battista, la Prima accoglienza Santa Caterina, l’appartamento post-programma Saliceto, la Capanna di Betlemme e la Casa Famiglia Santa Clelia. I suoi abitanti - tutti insieme, perché insieme ci si salva! - lodano il Signore per la vita ricca di doni e di grazia che riserva loro; e sognano che la sua luce si manifesti sempre di più nel mondo di oggi: «non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa » (Mt. 5, 14-15). Il Villaggio di Oreste allora potrà diventare ogni giorno di più - come amava dire il nostro caro don Oreste Benzi - un «mondo vitale» nuovo, per rispondere alla sete di senso e di risposte degli uomini e in particolare dei giovani: un centro di attrazione sociale e culturale per la prevenzione, la formazione spirituale e l’educazione all’accoglienza e alla condivisione.

    Alberto Zucchero

    Papa Giovanni XXIII



    Fonte: Bologna7 di domenica, p. 5

  7. #77
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    Agenda dell'Arcivescovo per la settimana

    OGGI
    In mattinata, conclude la Visita pastorale alla Zona Castel Maggiore.
    Alle 15 nella chiesa del Corpus Domini incontro con le famiglie che ospitano profughi ucraini nell’ambito del progetto Caritas CoiVolti.

    DOMANI
    Alle 21 nella parrocchia di Sant’Andrea della Barca guida un momento di preghiera in vista dei Campi estivi dell’Azione cattolica.

    MARTEDÌ 10
    Alle 17.30 in Sala Santa Clelia interviene al convegno «8xMille una firma per unire».

    DA GIOVEDÌ 12 POMERIGGIO A DOMENICA 15 MATTINA
    Visita pastorale alla Zona Granarolo.

    Fonte: Bologna7 di oggi, p. 7

  8. #78
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    Visita Pastorale alla Zona Granarolo (già in corso)

    Zona Granarolo, realtà integrata

    DI ANDREA RICCI *

    Si possono iniziare a descrivere le peculiarità della Zona Pastorale di Granarolo delineando tre caratteristiche particolari non usuali. Anzitutto, è presente un solo parroco, che è anche moderatore, don Filippo Passaniti, che dopo l’insediamento nel 2011 a San Vitale di Granarolo ha assunto via via la guida pastorale delle altre parrocchie: nel 2014 di Quarto Inferiore e nell’ottobre del 2016 delle altre tre parrocchie zonali (Cadriano, Lovoleto e Viadagola); ciò ha permesso – seconda peculiarità – di iniziare a pensare, anche con i parroci allora presenti, una pastorale integrata con diversi anni d’anticipo rispetto all’istituzione ufficiale della Zona. In terzo luogo, il territorio zonale coincide con quello comuna-le, agevolando i rapporti istituzionali e creando anche una situazione psicologica molto favorevole: il parrocchiano di Granarolo può partecipare a un incontro, gruppo o liturgia in qualsiasi chiesa della Zona sentendosi pur sempre «vicino a casa», nel proprio Comune di residenza.
    Va da sé che la missione del Presidente non è stata complessa: il rapporto con un unico Moderatore che già aveva iniziato a costruire una struttura zonale ha semplificato il percorso. Certamente le difficoltà iniziali non sono mancate, relative in particolare all’idea che potesse rimanere un solo parroco per cinque parrocchie con la relativa riduzione del numero di liturgie domenicali, o anche che si dovessero pensare le attività organizzative oltre il proprio orizzonte parrocchiale; ma la progressiva istituzione di équipes tematiche trasversali rispetto alle chiese zonali ha via via portato all’affermazione di uno sguardo allargato ed inclusivo: permangono certamente attività svolte nelle singole parrocchie, ma il loro coordinamento è sempre centralizzata in teams che non conoscono confini interni alla Zona e non mancano mai di riflettere sulla declinazione della proposta nelle cinque differenti realtà. Le liturgie sono inoltre state distribuite nella zona a diversi orari prefestivi e festivi, in modo che chiunque possa partecipare secondo le proprie possibilità, e le difficoltà imposte dalla pandemia sono state stimolo per la diffusione della Messa domenicale attraverso gli strumenti multimediali disponibili. Lo stile insomma è stato impostato verso una logica integrativa e non semplicemente aggregativa.
    Una sfida con cui si continua a fare i conti è la comunicazione e la pubblicizzazione delle proposte di Zona, a questo scopo è nato da diversi anni un sito web zonale che raccoglie tutte le informazioni delle differenti realtà parrocchiali, e dall’inizio di quest’anno viene stampato un notiziario di Zona Pastorale mensile. Proprio in quest’ottica s’inquadra una mia speranza per la Visita pastorale: mi auguro che essa serva anche ai parrocchiani della Zona per scoprire, osservare e meglio comprendere la grande ricchezza delle iniziative presenti, dalla Caritas, all’Arca, al doposcuola, al Gruppo del Vangelo, al nascente Emporio solidale, al catechismo e ai gruppi dei ragazzi, ai gruppi famiglie, e sicuramente mi dimentico qualcosa. La speranza è insomma che con la Visita pastorale noi parrocchiani possiamo aprire ancor di più i nostri occhi, oltre che verso l’alto della Chiesa di Bologna raccolta attorno al Vescovo, anche nell’orizzonte della nostra realtà comunitaria, per ottenere un nuovo stimolo, una nuova idea, un rinnovato slancio missionario ed evangelico, utilissimo anche per il cammino sinodale a cui tutti noi siamo chiamati.

    * presidente Zona pastorale Granarolo



    Una celebrazione eucaristica all’aperto davanti alla chiesa di San Vitale di Granarolo


    LA MAPPA

    Cinque parrocchie riunite

    La Zona pastorale di Granarolo comprende 5 parrocchie: Sant’Andrea di Cadriano, San Mamante di Lovoleto, San Vitale di Granarolo, San Michele Arcangelo di Quarto Inferiore, Santi Vittore e Giorgio di Viadagola. Il territorio coincide con quello comunale, con un’estensione di kmq. 34,41; la popolazione complessiva è di circa 12.500 abitanti, tuttora in crescita in quasi tutte le località. Nel territorio ci sono due zone industriali e varie aziende agricole. Le scuole appartengono all’Istituto comprensivo di Granarolo, con alcune scuole dell’infanzia sparse nel territorio e un polo scolastico a Granarolo con elementari e medie. L’unico parroco, don Filippo Passaniti, è attualmente residente nel capoluogo; il viceparroco, don Giovanni Battista Beretta è presente dal venerdì alla domenica e per altre necessità. Nella Zona sono presenti 3 Diaconi permanenti, 5 Ministri istituiti e tanti preziosi «ministri di fatto».



    La densa agenda dei quattro giorni

    Da giovedì 12 a domenica 15 maggio l’arcivescovo Matteo Zuppi s recherà in Visita pastorale alla Zona di Granarolo, che comprende cinque parrocchie: Sant’Andrea di Cadriano, San Mamante di Lovoleto, San Vitale di Granarolo, San Michele Arcangelo di Quarto Inferiore, Santi Vittore e Giorgio di Viadagola, con un’unico parroco e moderatore, don Filippo Passaniti. La Visita avrà inizio giovedì 12 alle 17.30 con l’accoglienza dell’Arcivescovo nel piazzale della chiesa di Quarto Inferiore; alle 18 Lectio Divina animata dal gruppo del Vangelo in chiesa; alle 19.30 celebrazione dei Vespri e a seguire rinfresco insieme; alle 21 nel salone parrocchiale di Quarto incontro di presentazione del territorio, con la partecipazione delle Autorità Venerdì 13 maggio alle 8.30 Messa e colazione insieme a Lovoleto. In mattinata visita al Centro integrato per Anziani a Granarolo e ad altre realtà del territorio Nel pomeriggio incontro con i Doposcuola parrocchiali. Alle 18.30 recita del Rosario in piazza a Cadriano e a seguire rinfresco insieme; alle 21 nella chiesa di Granarolo Veglia di preghiera animata dalle realtà caritative. Sabato 14 maggio alle 8.30 Messa e colazione insieme, a Lovoleto; alle 10 incontro con le famiglie dei bambini del catechismo a Quarto Inferiore; alle 11.30 biciclettata da Quarto a Granarolo con la partecipazione di personale e ospiti de «L’Arca»; alle 12.30 rinfresco nel parco della parrocchia a Granarolo. Alle 14 Inaugurazione della Bottega solidale nel Borgo servizi a Granarolo; nel pomeriggio incontro con i ragazzi e i giovani nella parrocchia di Granarolo.
    Alle 18.30 nella chiesa a Viadagola incontro con tutti coloro che si prendono cura della Liturgia; alle 19.30 nella stessa chiesa Vespri solenni in onore di San Vittore, patrono di Viadagola e a seguire rinfresco insieme; alle 21 Assemblea della Zona pastorale nel salone parrocchiale di Quarto Inferiore.
    Infine domenica 15 maggio alle 9 celebrazione delle Lodi e colazione insieme a Lovoleto; alle 11 Messa conclusiva all’aperto, nel parco della parrocchia di Granarolo.


    Fonte: Bologna7 di domenica, p. 5

  9. #79
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    Ancora sulla nuova Visita pastorale

    Doposcuola, la Caritas in campo per i ragazzi

    Che l’attività della Caritas non si limitasse alla distribuzione della «sportina» e del vestiario, lo abbiamo sperimentato nel corso degli anni, accogliendo tanti ragazzi per aiutarli nello studio.
    Molto spesso, infatti, dopo il colloquio al Centro di Ascolto, venivamo a sapere che i figli delle famiglie assistite presentavano problemi di rendimento scolastico e che la prima delle loro preoccupazioni, più che tutto il resto, era proprio il rischio di abbandono scolastico da parte di quei ragazzi o le difficoltà da loro incontrate nello studio.
    Così, dieci anni fa, abbiamo cominciato un percorso di aiuto allo studio con una maestra in pensione ed un paio di bambine che presentavano difficoltà a causa del disagio sociale della famiglia. In poco tempo la voce si è sparsa e si sono aggiunti altri ragazzi che frequentavano le scuole medie e le superiori. Va da sé che, a un certo punto, è diventato naturale che si instaurasse e si consolidasse nel tempo una fitta rete di relazioni con le scuole del territorio, con i Servizi sociali del Comune e con professionisti quali logopedisti, psicologi ed educatori per sostenere le famiglie nel cammino di accompagnamento dei loro figli. Per rispondere adeguatamente a tutte le richieste, nel corso degli anni abbiamo diversificato il percorso di sostegno, in modo tale che nella parrocchia di Quarto Inferiore vengono seguiti i ragazzi con difficoltà cognitive, segnalate molto spesso dagli organismi competenti, mentre in quella di Granarolo tutti gli altri.
    Grazie ai contributi annuali erogati dall’Ufficio per la Pastorale scolastica della diocesi, da una parte siamo in grado di sostenere direttamente le famiglie nei bisogni specifici dei ragazzi, che altrimenti difficilmente avrebbero trovato risposta, e dall’altra, garantiamo la costante presenza di volontari che, in un rapporto «uno a uno», accompagnano gli studenti nel percorso di crescita scolastica. Ma soprattutto, essi si dedicano all’ascolto dei ragazzi stessi, per un recupero dell’autostima e della fiducia nelle loro capacità, nella condivisione e nella gioia.
    Per il prossimo anno scolastico stiamo già pensando di attivare dei percorsi di alfabetizzazione in Italiano, visto l’incremento che c’è stato ultimamente di bambini e ragazzi provenienti da altri Paesi.

    Carla Nannini



    Quarto, dalla «sportina» alla Bottega solidale

    Come ci testimonia Gesù, non esiste una realtà tanto brutta che non conservi in sé un seme di positività. Ed è proprio quello che ci ha insegnato il lockdown di due anni fa, quando sembrava che le tenebre avessero avvolto l’umanità al punto di renderci incapaci di guardare oltre. Durante il periodo più nero della pandemia, infatti, tantissimi cittadini, volontari della Caritas della Zona pastorale Granarolo, delle associazioni del territorio ed esponenti della Giunta del Comune si ritrovavano nel sagrato della chiesa di Quarto per portare i generi alimentari contenuti nelle famose «sportine» alle famiglie che, per un motivo o per l’altro, non potevano andare a fare la spesa. Fu in quell’occasione che nacque l’idea di dare continuità a un’esperienza che, a partire da un fatto concreto, era riuscita a coagulare un sacco di gente che, pur provenendo da esperienza diversissime, aveva chiaro lo scopo e cioè aiutare i propri concittadini in difficoltà.
    Per noi della Caritas, ciò ha significato rendere concreto l’invito di Papa Francesco che, nel sollecitare i cristiani a lasciare la consuetudine per andare a cercarsi i poveri dove è più facile servirli, era come se ci avesse spronato a spostare il baricentro dell’attività dalla frazione di Quarto fin dentro il centro di Granarolo, in maniera che il nostro operato fosse il più visibile possibile e, di conseguenza, costringendoci a diventarne testimoni responsabili. Il risultato si concretizzerà a breve nell’apertura di «Vitalìa Bottega solidale», un luogo fisico al quale singole persone o nuclei familiari, segnalati da Caritas e Servizi sociali, potranno accedere per fare la spesa spendendo Euro virtuali messi a loro disposizione come forma di supporto economico indiretto. L’abbiamo chiamata «Bottega» con l’intento di ricreare quel senso di socialità diffusa che si respirava nei negozi di paese, dove non ci si limitava a fare la spesa ma si ascoltavano anche le storie di chi entrava, al punto che lo scambio reciproco di informazioni garantiva che nessuno rimanesse escluso dal Welfare silenzioso e solidale di una comunità viva. Per questo i volontari che accoglieranno e accompagneranno le persone all’interno dell’emporio, prima di ogni altra cosa si metteranno in ascolto e una volta che il dialogo si sarà instaurato, saranno loro , in prima battuta, i promotori delle azioni necessarie a sostenere le fragilità di chi chiede aiuto.

    Francesco Melfi



    Fonte: Bologna7 di domenica, p. 5

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    La Vergine di San Luca in città

    Torna quest’anno nella forma consueta, dopo due anni di in una forma particolare a causa della pandemia, l’annuale visita della Sacra Immagine della Madonna di San Luca in città, da sabato 21 a domenica 29 maggio. Le novità sperimentate nel periodo pandemico, con l’Immagine che si è recata per due volte, durante il percorso del ritorno al Colle della Guardia, in vari luoghi importanti della città, si manterrà quest’anno nella discesa. Sabato 21 maggio infatti la Madonna partirà alle 15, su un veicolo dei Vigili del Fuoco, dal suo Santuario e visiterà il vicariato di Bologna Ovest. Quindi tornerà verso il centro città e alle 18.30 sarà accolta dall’Arcivescovo e dal popolo in Cattedrale, dove alle 19 sarà celebrata la Messa solenne. Durante la settimana si susseguiranno le celebrazioni; in particolare, domenica 22 alle 10.30 Messa episcopale e alle 14.45 Messa per gli ammalati presieduta dal cardinale Zuppi. Mercoledì 25 alle 18 in Piazza Maggiore, dal sagrato di San Petronio tradizionale benedizione della città impartita dall’Arcivescovo con l’Immagine. Giovedì 26, solennità della Beata Vergine di San Luca, alle 11.15 Messa presieduta dall’Arcivescovo e concelebrata dai sacerdoti che festeggiano il Giubileo dell’ordinazione. Domenica 29 maggio infine alle 10.30 Messa episcopale e alle 17, dopo il canto dei Secondi Vespri partirà la processione che attraverso il tradizionale percorso riaccompagnerà la Madonna al Colle della Guardia; benedizione in Piazza Malpighi, a Porta Saragozza e all’Arco del Meloncello.
    Nel messaggio che viene distribuito in questi giorni nelle case, l’arcivescovo Matteo Zuppi scrive tra l’altro: «La Vergine Madre della speranza scende nella città degli uomini e chiede di essere credenti, pieni di speranza, capaci di combattere il male, perché pieni di futuro. L’immagine della Beata Vergine nella nostra Cattedrale e vivremo con lei e intorno a lei giorni di grande comunione tra le diverse componenti della nostra Chiesa, per essere accoglienti nella speranza e sentirci figli rispettosi e grati, manifestando la nostra venerazione per Lei. Ricordiamoci di pregare tanto per la Chiesa, perché sia sempre fedele al Vangelo di Cristo e, nella comunione, lo renda presente nei cuori e nella città degli uomini».



    Fonte: Bologna7 di domenica, pp. 1.2

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