Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Cronache della Diocesi di Roma - 2022

  1. #61
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    La diocesi di Roma in pellegrinaggio a Lourdes con sei vescovi

    Di Tora, Ricciardi, Gervasi, Reina, Lamba e Salera all’iniziativa in programma dal 27 al 31 agosto, organizzata dall’Orp.
    L’amministratore delegato Chiavarini: «La prima sera fiaccolata in memoria del cardinale Dell’Acqua, morto sull’Esplanade il 27 agosto di 50 anni fa»




    Il tradizionale pellegrinaggio diocesano di fine agosto a Lourdes, quest’anno, non sarà guidato dal cardinale vicario Angelo De Donatis, che sarà impegnato con il Concistoro voluto da Papa Francesco per la creazione di ventuno nuovi porporati.
    Al suo posto, accompagneranno i pellegrini ben sei vescovi della diocesi, che presiederanno a turno le varie celebrazioni, dal 27 al 31 agosto.
    Ci saranno i nuovi vescovi ausiliari Baldassare Reina, Riccardo Lamba e Daniele Salera, che avranno così modo di conoscere meglio i circa 300 fedeli e i 15 sacerdoti partecipanti; e ancora i vescovi Paolo Ricciardi, delegato diocesano per la pastorale sanitaria; Dario Gervasi, ausiliare del settore Sud; e Guerino Di Tora, già ausiliare del settore Nord.
    Cinque giorni di viaggio, con l’organizzazione dell’Opera romana pellegrinaggi, che saranno scanditi da momenti di preghiera, celebrazioni e visite ai luoghi in cui la Vergine Maria apparve a Bernadette Soubirous.

    «Partiremo a bordo di tre
    aerei, di cui un volo charter interamente riservato a noi», anticipa monsignor Remo Chiavarini, amministratore delegato dell’Orp. Poi racconta come quest’anno il pellegrinaggio diocesano coincida con un anniversario particolare. Esattamente 50 anni fa, proprio il 27 agosto, l’allora vicario della diocesi di Roma, il cardinale Angelo Dell’Acqua, si trovava a Lourdes per il pellegrinaggio diocesano. E lì all’improvviso, sull’Esplanade, all’età di 68 anni, ebbe un attacco cardiaco e morì. Per questo, la prima sera a Lourdes, i pellegrini romani parteciperanno a una fiaccolata in memoria del porporato. «È stato un avvenimento importante per la storia della diocesi di Roma – sottolinea Chiavarini – e desideriamo ricordare il presule originario della Lombardia». Tante le intenzioni che si accavallano nelle preghiere dei fedeli, nel santuario alle pendici dei Pirenei. C’è chi partecipa al pellegrinaggio ogni anno, chi parte con un gruppo parrocchiale, chi da solo, per pregare, chiedere, ringraziare.

    «Il pellegrinaggio a
    Lourdes procede sempre su un doppio binario – spiega ancora il sacerdote responsabile dell’Opera romana -: da una parte la fedeltà alla programmazione del santuario stesso, che quest’anno invita a riflettere su “Andate a dire ai sacerdoti….”, dunque sulla dimensione ecclesiale. Dall’altra c’è il programma diocesano: il cardinale De Donatis ci tiene che Lourdes segni idealmente l’inizio dell’anno pastorale, dopo le ferie estive. Si mette tutto nelle mani di Maria e si riparte insieme».

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  2. #62
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    Ordo Virginum, una “profezia di sinodalità”

    L’Incontro nazionale dal 18 al 21 agosto a Roma. Attese oltre 200 persone.
    Relatori, la biblista Rosanna Virgili e don Dario Vitali (Gregoriana). La celebrazione con il vescovo Ricciardi



    Più di duecento persone tra consacrate, donne in formazione, vescovi e delegati parteciperanno all’Incontro nazionale annuale dell’Ordo Virginum, in programma dal 18 al 21 agosto a Roma. “Ordo virginum, profezia di sinodalità. «Far fiorire speranze, fasciare ferite, intrecciare relazioni, imparare l’uno dall’altro» (Papa Francesco)” è il titolo dell’assemblea, che vuole approfondire la vocazione alla sinodalità della vergine consacrata. Giovedì 18, ad aprire l’Incontro sarà il saluto del gruppo di collegamento, a cui seguirà la presentazione delle Linee per la formazione permanente, a cura dell’équipe che ci ha lavorato negli ultimi tre anni, coinvolgendo in un proficuo lavoro sinodale consacrate, delegati e vescovi. Il testo ha lo scopo di favorire la crescita nella fedeltà al dono ricevuto nelle diverse stagioni della vita, come una responsabilità personale che riguarda integralmente la persona: intellettualmente, umanamente e spiritualmente.

    Venerdì 19 la biblista
    Rosanna Virgili terrà la relazione su “Il saluto e il sussulto. La profezia sinodale delle donne nella Bibbia e nella Chiesa” e sabato 20 don Dario Vitali, professore di Ecclesiologia alla Gregoriana e membro della segreteria generale del Sinodo dei vescovi, offrirà la relazione “L’Ordo virginum alla prova della sinodalità”. Le celebrazioni eucaristiche saranno presiedute dal vescovo Paolo Ricciardi, delegato per l’Ordo Virginum della diocesi di Roma; da don Michele Gianola, direttore dell’Ufficio vocazioni della Cei; e dal cardinale João Braz de Aviz, prefetto della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica.


    Arricchiranno le giornate
    un pellegrinaggio alle catacombe di san Callisto, la veglia di preghiera “Fra le tue braccia la vita è danza”, la celebrazione eucaristica nella basilica di San Pietro e la preghiera dell’Angelus con Papa Francesco. «Camminando con l’umanità, dentro una fratellanza universale, senza segni distintivi, nella professione, negli impegni sociali ed ecclesiali, la consacrata richiama l’immagine evangelica del lievito nascosto che dà consistenza, del sale che dà sapore alla vita e della luce che rischiara la storia donando fiducia e speranza – dice Giuseppina Avolio, del Gruppo di collegamento -. In un contesto che privilegia l’apparenza e la visibilità, la consacrazione nel mondo sceglie di fare il bene senza rumore o protagonismi, essere dentro la realtà per condividere la vita quotidiana di tutti, testimoniando la carità di Cristo, non sottraendosi alla fatica del vivere».
    L’apostolato fondamentale «è la stessa vita consacrata che va testimoniata nel “gomito a gomito” quotidiano con gli altri uomini – prosegue -. Dunque, luogo di apostolato è tutto l’umano, sia nella comunità cristiana, sia nella comunità civile dove la relazione si attua nella ricerca del bene comune, nel dialogo con tutti. In un tempo tanto particolare come quello presente, segnato dalla pandemia e dalla guerra, la consacrata è chiamata a esprimere con la vita, all’interno dei suoi ambienti di vita, il mistero di un Dio vicino, che può raggiungere le vite di tanti nostri fratelli e sorelle bisognosi talvolta semplicemente di ascolto e disponibilità a condividere con loro pezzi di cammino».


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  3. #63
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    A Lourdes il ricordo del cardinale Dell’Acqua

    I pellegrini romani nella cittadina francese pregano per il compianto porporato morto nel 1972
    mentre da vicario della diocesi guidava il pellegrinaggio diocesano




    Si è concluso il pellegrinaggio diocesano a Lourdes guidato quest’anno da sei vescovi della diocesi, in assenza del cardinale vicario Angelo Donatis, impegnato nella riunione di tutti i cardinali convocata dal Papa sulla costituzione apostolica “Praedicate evangelium”.

    L’itinerario si snoda tra celebrazioni
    , fiaccolate, processioni, momenti dedicati alla preghiera personale.
    Ad aprire ufficialmente il pellegrinaggio, la celebrazione di sabato 27 nella basilica del Santo Rosario, presieduta dal vescovo Guerino Di Tora e dedicata alla memoria del cardinale Angelo Dell’Acqua, di cui ricorre il cinquantesimo anniversario della scomparsa. Il compianto cardinale vicario di Roma morì nel 1972 proprio durante il pellegrinaggio diocesano a Lourdes.

    Dedicata al cardinale Dell’Acqua anche la successiva processione aux flambeux. Il vescovo Paolo Ricciardi, delegato per la pastorale sanitaria, ha presieduto la Messa internazionale nella basilica sotterranea di San Pio X. «La grotta è il cuore di ogni uomo e di ogni donna – ha detto all’omelia – dove, se entra la luce di Dio, cambia tutto. L’incontro con Dio illumina con l’amore».

    Dario Gervasi,
    ausiliare per il settore Sud, ha guidato la processione eucaristica con la benedizione dei malati: «L’Ostia adorata durante tutto il giorno presso la tenda dell’adorazione diventa il centro della preghiera e dell’adorazione del pellegrinaggio in cammino. Cristo è al centro del pellegrinaggio, Maria è strumento per arrivare al Figlio».


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  4. #64
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    L’Ufficio catechistico lancia due nuovi corsi

    Le due proposte per la formazione base e permanente La seconda iniziativa, nel 2023, è dedicata alla preghiera,
    con gli interventi di suor Sieni (Santi Quattro Coronati). Incontri online e in presenza


    L’Ufficio catechistico diocesano annuncia due nuove occasioni di formazione per i catechisti all’inizio del nuovo anno pastorale: un corso base (da settembre a dicembre 2022) e un corso di formazione permanente (da febbraio a marzo 2023). Il primo, al via giovedì 22, rivolto ai catechisti dell’iniziazione cristiana, consiste in un percorso di 11 incontri online (su piattaforma Cisco Webex), ogni giovedì dalle 18.15 alle 19.45, con due mezze giornate in presenza (di sabato, dalle 9.30 alle 13.15). Un itinerario, spiega il direttore dell’Ufficio don Andrea Cavallini, «adatto anche a chi non abbia ancora maturato esperienza come catechista» e «pensato come formazione essenziale per tutti i catechisti delle parrocchie della nostra diocesi di Roma». Il corso, che avrà carattere sia contenutistico che metodologico, prevedrà gli incontri in presenza, il 15 ottobre e il 12 novembre, nella parrocchia San Gregorio Barbarigo (via delle Montagne Rocciose 14, zona Eur).

    Dedicato alla preghiera il
    corso di formazione permanente, da giovedì 9 febbraio a giovedì 16 marzo 2023: approfondirà diversi aspetti della preghiera. Previsti due momenti in presenza, nel Monastero dei Santi Quattro Coronati. Il percorso è di 6 incontri online (sempre su piattaforma Cisco Webex), ogni giovedì dalle 21 alle 21.45; gli incontri saranno tenuti dalla badessa suor Fulvia Sieni.

    Entrambe le proposte sono
    completamente gratuite. Per partecipare è necessario segnalare la propria adesione tramite mail a
    ufficiocatechistico@diocesidiroma.it, specificando nome, cognome, telefono, email, parrocchia di appartenenza e relativo percorso formativo a cui si intende partecipare.

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  5. #65
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    Roma sette - Avvenire - Numero 31 - Domenica 11 settembre 2022


    2022_09_11.pdf (romasette.it)
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  6. #66
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    «Preghiera e silenzio»: le coordinate della vita di monsignor Pasquale Silla

    Le esequie celebrate nella basilica di San Giovanni in Laterano, presiedute dal nipote don Andrea Carnevale.
    Il sacerdote, parroco del Divino Amore dal 1975 al 2013, dal 2015 al 2020 era stato anche rettore della chiesa di Santa Caterina dei Funari





    «Un uomo di preghiera e accoglienza, devoto all’incontro con gli altri». È il ricordo di monsignor Pasquale Silla, deceduto lunedì 12 settembre all’età di 85 anni, le cui esequie sono state celebrate ieri pomeriggio, giovedì 15, nella basilica di San Giovanni in Laterano, presiedute dal nipote don Andrea Carnevale. Canonico del Capitolo Lateranense dal 2017, il nome di monsignor Silla è legato al santuario del Divino Amore: qui fu parroco dal 1975 al 2013, rettore dal ’74 al 2013 e Commissario dell’Arciconfraternita del SS. Sacramento e della Madonna del Divino Amore dal 1987 al 1997. Negli ultimi anni, dal 2015 al 2020, fu rettore della Chiesa di Santa Caterina dei Funari, nel centro storico di Roma.

    «Obbedienza, preghiera
    e silenzio» erano i tratti distintivi di monsignor Silla, sottolineati durante l’omelia da don Carnevale. «Era immerso nella realtà che lo circondava, qualunque realtà gli si presentasse dinnanzi». Con commozione don Carnevale ha raccontato di come il suo ufficio fosse «sempre aperto e se qualcuno arrivava fuori orario lui c’era ugualmente». In più, ha continuato, «riusciva a parlare di Dio con una semplicità disarmante. Spiegava il Vangelo con una chiave di lettura sempre inedita, originale, mai banale ma accessibile a tutti. Nessuno andava via da una Messa senza aver capito la sua predica».

    A ricordarlo con particolare
    commozione anche Luciano Agostini, suo collaboratore per oltre trent’anni e al suo fianco fino agli ultimi giorni. «Viveva costantemente nella preghiera – riferisce -, anche nell’ultimo periodo per lui molto duro fisicamente e psicologicamente, perché l’anzianità lo aveva portato, da due anni, alla Fraterna Domus di Sacrofano, dove si trovava bene ma soffriva la distanza dal Divino Amore». Proprio al santuario «è stato l’artefice di gran parte delle cose – spiega Agostini -, a cominciare dalla realizzazione del nuovo santuario, della Sala delle Grotte, del centro sportivo e del centro dedicato a don Umberto Terenzi», che fu il primo parroco.

    Un ministero, il suo,
    «vissuto in totale abnegazione», anche per quanto riguarda le attività. «Era una vera fucina di iniziative, come la via crucis dei giovani e la vicinanza ai catechisti e ai gruppi scout». Don Pasquale «amava sempre dire “Ave Maria e coraggio”, come saluto alla Vergine e invito nel continuare sulla strada tracciata dalla Provvidenza», racconta sempre Agostini. E proprio quest’ultima è sempre stata «la luce che guidava le sue giornate. Aveva sempre fiducia di ricevere un aiuto». Come è accaduto con la realizzazione di alcuni progetti: il risanamento del borgo adiacente al Divino Amore, il casale di San Benedetto e una chiesa a cielo aperto, sempre al Divino Amore, «dedicata a Zefirino Giménez Malla», il primo beato di origini rom della storia. Il suo ultimo sogno, invece, «e speriamo di realizzarlo presto», conclude Agostini, era la rivalorizzazione dell’attuale chiesa abbandonata di Santa Maria ad Magos, nella zona della Falcognana.

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  7. #67
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    Roma sette - Avvenire - Numero 32 - Domenica 18 settembre 2022


    2022_09_18.pdf (romasette.it)
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  8. #68
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    Nuova casa per i sacerdoti più anziani

    Il trasferimento dalla struttura di Monte Mario alla Casa del pellegrino, al santuario del Divino Amore.
    Il direttore don Corsi: «Far ritrovare a ciascuno la propria dimensione»


    Vuole essere «aperta e accogliente per e alla Chiesa di Roma» la nuova Casa diocesana per il clero, dove i sacerdoti anziani della diocesi si sono trasferiti lo scorso giovedì, 15 settembre, andando ad abitare gli spazi della Casa del pellegrino, attigua al santuario del Divino Amore. «Il trasferimento dalla struttura di via Vergerio, a Monte Mario, a quella di Castel di Leva – spiega il direttore della Casa don Paolo Corsi – è stato voluto dal cardinale vicario Angelo De Donatis anche e soprattutto per far trascorrere gli ultimi anni di vita ai sacerdoti in un luogo prima di tutto molto caro ai preti romani e poi per dare loro la possibilità di rendersi utili ancora con qualche piccolo contributo, partecipando alla vita e alle celebrazioni del santuario mariano».

    Sono 15 a oggi i
    presbiteri anziani presenti «ma ne arriveranno altri e inoltre la Casa potrà essere la residenza anche di alcuni cappellani ospedalieri», spiega ancora don Corsi. Il direttore racconta che lasciare la struttura di Monte Mario, «la bella casa delle suore Povere Figlie di San Gaetano, destinata a casa del clero dagli anni ‘70 e donata alla diocesi e al cardinale Ruini negli anni ‘90», ha comportato un «lungo trasloco, iniziato a luglio e durato quindi due mesi», perché «abbiamo portato tutte le cose dei sacerdoti: dalle stoviglie alla biancheria, dai loro letti ai quadri fino alle migliaia di libri che alcuni di loro possiedono».

    L’obiettivo «è quello di far ritrovare a ciascuno la propria dimensione, mantenendo la stessa disposizione degli ambienti e garantendo la vicinanza del proprio vicino abituale di stanza – sono ancora le parole di don Corsi -, per rassicurare con serenità il più possibile tutti i sacerdoti dato che, come per tutte le persone anziane, i cambiamenti un poco li spaventano». Tuttavia il sentimento prevalente «è quello della gioia per essere in un luogo più centrale per l’attività spirituale e anche per quella pastorale», aggiunge il direttore, invitando «a fare visita ai sacerdoti anziani» e ricordando che «la nostra casa sarà anche una casa di intercessione» laddove «la preghiera – sia personale che comunitaria, con il giovedì dedicato all’Adorazione eucaristica animata – è l’attività privilegiata della vecchiaia e qui, sotto la protezione della Madonna del Divino Amore, preghiamo ogni giorno per la diocesi, per tutti i sacerdoti e per le vocazioni».


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  9. #69
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    Pastorale sociale: si riparte da “La nostra casa comune”

    L’anno pastorale iniziato con un incontro incentrato su cura del creato e cambiamento d’epoca.
    Il vescovo Salera: «Chiamati a stare in un mutamento progressivo»

    “La nostra casa comune. Come custodirla per prenderne cura”. Questo il tema dell’incontro con il quale il 19 settembre, l’Ufficio diocesano per la pastorale sociale e del lavoro ha aperto l’anno pastorale, lanciando idee e proposte per il cammino che sta iniziando. Nella sede della Fondazione don Luigi Di Liegro, in via Ostiense, si è parlato di come tutto nell’ambiente sia connesso e di come sia compito del cristiano saper riconoscere i segni dei tempi che cambiano. Cambiamenti e «ristrutturazioni» su cui ha messo l’accento anche il vescovo Daniele Salera, delegato diocesano per la Pastorale dell’ambiente, soffermandosi sulla riforma della curia romana voluta da Papa Francesco la quale ha aperto «una fase nella vita della Chiesa molto particolare». Con l’entrata in vigore della costituzione apostolica Praedicate Evangelium, ha osservato, ha preso vita «uno sviluppo integrale di tutte le tematiche di cui la Chiesa si è occupata. Abbiamo di fronte una curia romana che si sta evolvendo con una velocità a cui tutta la Chiesa dovrebbe adeguarsi. Abbiamo finalmente un riferimento chiaro e una richiesta esplicita che il Papa fa attraverso i suoi scritti e questa ristrutturazione della Chiesa. Sta a noi cogliere il testimone perché è vero che tutto è connesso e noi siamo chiamati a stare in un cambiamento progressivo che non deve spaventarci».

    A fare gli onori di
    casa, monsignor Francesco Pesce, direttore dell’Ufficio diocesano, il quale, parlando del creato come dono da salvaguardare, tra crisi ambientale e sociale, ha rimarcato che compito del cristiano è quello di contribuire al cambiamento d’epoca: prendere parte a quella che Bergoglio definisce «rivoluzione culturale», attraverso la fede. «Noi siamo nel sistema ma non del sistema e una scelta di campo va fatta – ha detto -. Siamo convinti che sia possibile un mondo senza armi, la cui corsa è diventata una follia; è possibile avere una città diversa, un cielo e un mare più puliti. Nostro compito è riconoscere i segni dei tempi. Non possiamo cambiare la realtà ma possiamo leggerla con gli occhi del Signore».

    “Tutto è connesso. Nuove declinazioni e nuovi linguaggi per una ecologia che sia integrale” il tema affrontato da Cinzia Scaffidi, direttrice del centro studi Slow Food e docente all’università di Scienze gastronomiche di Pollenzo. Esperta delle tematiche legate alle connessioni tra cibo, cultura, sostenibilità e diritti, partendo dall’agricoltura ha spiegato la differenza tra la teoria del riduzionismo che va avanti da secoli e quella della complessità, che procede «grazie ai cittadini che hanno a cuore l’ambiente». Se con il riduzionismo si punta esclusivamente al profitto, senza tenere in considerazioni gli sprechi e i danni ambientali, chi opta per un’agricoltura complessa pensa invece ai benefici che a lungo termine ne trarrà la natura, mettendo in atto una serie di misure non inquinanti. «La sostenibilità ha sicuramente un costo – ha affermato Scaffidi -, ma lo ha anche la non sostenibilità. Basti pensare ai picchi di malattie oncologiche che si registrano in aree rurali. Per cambiare le cose ci vuole anche la volontà politica. Bisogna pensare alla cura che può portare profitto e non mettere gli utili al primo posto. Così facendo ci si dimentica della cura».

    Oliviero Bettinelli, vice direttore dell’ufficio per la Pastorale sociale e del lavoro ha presentato il programma per il 2022-2023 che sarà scandito da momenti di formazione, spirituali, approfondimenti e focus su lavoro, biodiversità, pace, giustizia sociale. Si parte lunedì prossimo, 26 settembre, sempre nella sede della Fondazione don Luigi di Liegro, con un incontro sulle comunità energetiche e l’economia circolare. «Il programma di quest’anno sarà un cantiere aperto alle idee che potrebbero scaturire durante ogni incontro – ha detto Bettinelli -. Ci saranno momenti di confronto con le comunità parrocchiali e nei vari settori della diocesi, per crescere insieme e avviare un cammino a tutela della casa comune».


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  10. #70
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    Cammino sinodale: i “cantieri” della diocesi. Presentazione nei settori

    L’incontro di formazione in vista delle varie presentazioni del programma pastorale
    in programma nei prossimi giorni nei diversi settori della diocesi con i vescovi ausiliari


    Anno pastorale al via, nella diocesi di Roma. È il secondo anno del Cammino sinodale, ancora nella dimensione dell’ascolto, «la più impegnativa, che richiede un cuore unificato, buono, perseverante. Un cammino di conversione continua». Lo ha ricordato il cardinale vicario Angelo De Donatis, incontrando questa mattina, 26 settembre, il Consiglio di curia e i dipendenti del Vicariato di Roma, nella Sala degli Imperatori del Palazzo Lateranense. Un breve incontro di formazione in vista delle varie presentazioni del programma pastorale, in programma nei prossimi giorni nei diversi settori della diocesi con i vescovi ausiliari.

    Due le icone bibliche a scandire il cammino: il brano dei discepoli di Emmaus e quello che racconta l’accoglienza di Marta e Maria nei confronti di Gesù. Testi in cui «si parla di una strada in cui si cammina, un villaggio in cui si entra, una casa aperta – è la riflessione di De Donatis -. Dopo questi due anni di pandemia, così pesanti e faticosi, è forte il desiderio di relazioni, di ascoltarsi, di fermarsi per ripartire riscaldati dalla Parola e dall’amicizia. Senza formalità, senza sovrastrutture. In letizia e semplicità di cuore. Il cristianesimo – ha rilevato il porporato – è questo: un incontro gioioso con Dio fatto carne, che condivide la nostra umanità in tutto e che svela l’uomo all’uomo».

    La Conferenza episcopale italiana
    ha proposto l’immagine dei cantieri, per proseguire in questo cammino sinodale. Un riferimento importante «che lascia la libertà di un lavoro che invoca coraggio creativo e capacità di adattamento», ha chiarito De Donatis, spiegando che a ciascun cantiere sarà assegnato un gruppo, formato da uno o più vescovi, alcuni membri dell’équipe sinodale diocesana e alcuni Uffici diocesani competenti per quel settore. Il primo, il cantiere della Strada e del Villaggio viene affidato al vescovo Benoni Ambarus; quello dell’Ospitalità e delle Case ai vescovi Dario Gervasi e Riccardo Lamba; il cantiere delle Diaconie e della Formazione spirituale ai vescovi Paolo Ricciardi e Daniele Salera. In prospettiva si pensa anche a un quarto cantiere, dedicato al presbiterato. «Ogni comunità parrocchiale o religiosa, come gli altri contesti pastorali – ancora le parole del vicario – può scegliere liberamente quale o quali cantiere aprire, a seconda della propria storia, delle proprie sensibilità e necessità».

    Quello che si è svolto
    nel Palazzo del Vicariato è stato solo il primo di una serie di incontri: la presentazione delle linee pastorali del secondo anno di cammino sinodale della diocesi di Roma avverrà infatti nei settori, secondo criteri che consentano una maggiore vicinanza geografica e pastorale. Ogni incontro sarà presieduto dal vescovo ausiliare di riferimento e sono invitati a partecipare i sacerdoti, i membri dei consigli pastorali, delle équipe pastorali e delle comunità parrocchiali, i collaboratori dei vari settori convolti, gli appartenenti a movimenti religiosi e, più in generale, ogni fedele.

    Al settore Sud
    l’appuntamento è per giovedì 29 settembre ore 19 nella parrocchia Santa Maria del Divino Amore a Castel di Leva con il vescovo Dario Gervasi. Si prosegue con il settore Centro, nella parrocchia dei Santi XII Apostoli, il 30 settembre sempre alle 19, con il vescovo Daniele Libanori. Sempre il 30 settembre e sempre le ore 19 per il settore Nord, dove l’incontro si terrà all’Università Pontificia Salesiana con il vescovo Daniele Salera. Sarà invece la parrocchia di San Giovanni Bosco a ospitare, il 30 settembre alle 19.30, il vescovo Riccardo Lamba per l’incontro del settore Est. Quello del settore Ovest si terrà invece nella parrocchia di San Giuseppe al Trionfale, ancora venerdì 30 settembre alle 19.30, con il vescovo Baldassare Reina. Le comunità etniche si ritroveranno insieme al vescovo Benoni Ambarus nella Sala Tiberiade del Pontificio Seminario Romano Maggiore domenica 2 ottobre alle 16. Nello stesso luogo si riuniranno i cappellani dei luoghi di cura, giovedì 6 ottobre alle 18.30 con il vescovo Paolo Ricciardi.

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