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Discussione: Cronache della Diocesi di Roma - 2022

  1. #81
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    L’Avvento nella diocesi di Roma: la lettera del Cardinale Vicario Angelo De Donatis




    La proposta della preghiera in famiglia con i “Momenti della luce”. La novena di Natale nelle parrocchie. E la raccolta straordinaria di pandori e panettoni per i detenuti di Rebibbia. Il cardinale vicario Angelo De Donatis scrive ai parroci in occasione dell’Avvento, che inizierà domenica 27 novembre, e offre alcuni spunti su questo tempo di preparazione al Natale 2022.
    «Domenica prossima inizieremo un nuovo anno liturgico – scrive il porporato –. Un’occasione nuova per riscoprire la bellezza sorgiva della liturgia. Un rinnovato stimolo a ricentrare la vita di fede ponendo l’azione liturgica a fondamento di ogni esperienza di vita cristiana».
    Poi cita le varie iniziative che accompagneranno l’Avvento: i momenti di preghiera da proporre alle famiglie, pensati dall’Ufficio catechistico e Servizio per il catecumenato, perché «questo tempo forte è un’occasione propizia per far riscoprire la forza ed il valore della liturgia domestica». Ancora, lo schema per la Novena di Natale preparato dall’Ufficio liturgico, perché «è un segno che ci invita a rallentare, a fermarci, a cogliere “il sempre nuovo” del mistero dell’Incarnazione».
    «In più i cappellani di Rebibbia – prosegue il cardinale De Donatis – in occasione delle festività natalizie promuovono una raccolta di panettoni e/o pandori per gli oltre 2.000 detenute e detenuti dei 4 Istituti di Rebibbia. Se la tua comunità vorrà aderire a questa iniziativa, per coordinare la consegna dei panettoni devi contattare il cappellano don Stefano Rulli».

    Il testo integrale della lettera del cardinale

    Momento della luce: lettera ai genitori
    Momento della luce: testi, domande e traccia
    Momento della luce: schema
    Lo schema per la Novena di Natale


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  2. #82
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    Il Concerto di Natale a San Giovanni in Laterano



    Anche quest’anno, domenica 18 dicembre alle ore 20:30, si svolgerà il tradizionale Concerto di Natale del Coro della Diocesi di Roma e dell’Orchestra Fideles et Amati diretti da monsignor Marco Frisina nella basilica di San Giovanni in Laterano. L’evento, giunto ormai alla sua trentottesima edizione, è organizzato da Nova Opera ed Elevan.

    Il concerto sarà trasmesso in diretta televisiva su Telepace (canale 75), nonché sui canali social della Diocesi di Roma e di Nova Opera, del Coro della Diocesi di Roma e di Marco Frisina.


    In omaggio a quanti anche quest’anno vivranno un Natale di prova, il Concerto sarà incentrato sul tema della pace e pertanto sarà eseguito il brano “Pacem in terris”, ispirato all’ultima enciclica di san Giovanni XXIII. Verranno eseguiti anche i brani più celebri della tradizione natalizia internazionale, che saranno introdotti dal maestro FRISINA per immergerci con fede nel mistero del Natale, pregustandone l’attesa attraverso questa serata in musica. Tra gli altri, verranno eseguiti “Adeste fideles”, “White Christmas”, “Jingle bells”, “Stille Nacht”, “Feliz Navidad”, “Tu scendi dalle stelle”.


    La tradizione di offrire il Concerto di Natale nella cattedrale del Papa non si è fermata nemmeno nei due anni di pandemia, per dare un segno di gioia e speranza al mondo ferito e provato che attende il Salvatore: nel 2020 in piena emergenza è stato, infatti, eseguito in totale assenza di pubblico e trasmesso via streaming, dove è stato seguito in diretta da migliaia di persone; lo scorso anno, invece, ha avuto luogo con ingresso consentito soltanto ad un ristretto numero di invitati.


    «La pace – sottolinea monsignor Frisina – nasce dal cuore e poi pervade la famiglia, la società, il mondo. È un dono di Dio, una carezza dello Spirito Santo che Cristo effonde sulla creazione e che promana dal cuore dell’Altissimo per poi raggiungerci tutti donando gioia e amore. Ogni anno la solennità del Natale ci rinnova l’invita ad accogliere questo dono con il canto degli angeli che, nel “Gloria”, ci ricorda che la pace è venuta sulla terra per ogni uomo “amato dal Signore”. Veniamo anche noi, dunque, a Betlemme insieme ai Pastori e ai Magi, prostriamoci davanti al Bambino e apriamo il nostro cuore alla gioia luminosa della redenzione cantando con gli Angeli la bellezza di Dio fatto uomo, chiedendo con tutta la forza: “Dona nobis pacem in terris”. Possa il nostro canto inondare il mondo della luce che risplende sul volto ridente di Gesù Bambino».

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  3. #83
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    Roma sette - Avvenire - Numero 44 - Domenica 11 dicembre 2022


    2022_12_11.pdf (romasette.it)
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  4. #84
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    Per i preti anziani, una struttura al Divino Amore

    Casa San Gaetano inaugurata da De Donatis. A oggi ospita 18 sacerdoti; il più anziano ha 103 anni.
    Feroci: «Chi può dà una mano nelle confessioni. C’è un ambiente sereno»


    Una nuova casa per i sacerdoti anziani della diocesi di Roma. Un luogo dove riposarsi, sentirsi accolti, farsi anche compagnia l’uno con l’altro, pregare insieme. Mantenere lo stupore della fede, in uno sguardo illuminato dallo Spirito. È Casa San Gaetano: una struttura rinnovata, all’interno del complesso del santuario del Divino Amore, a Castel di Leva, inaugurata la settimana scorsa dal cardinale vicario Angelo De Donatis. Il porporato ha presieduto la Messa concelebrata dal cardinale Enrico Feroci, parroco al Divino Amore nonché rettore del seminario degli Oblati del Divino Amore, e dal prelato segretario generale del Vicariato Pierangelo Pedretti.

    «Quando lo Spirito invade la nostra vita, allora germogliano gioia e pace – ha esordito De Donatis nell’omelia -. È veramente una primavera della vita. Lo Spirito fa crescere nelle pieghe quotidiane delle nostre giornate il desiderio che accresca in noi la gioia di un compimento che è pace. È uno sguardo interiore che ci fa andare al di là dell’opacità da cui spesso è avvolta la nostra realtà, uno sguardo che ci aiuta a decifrare anche il senso nascosto dei nostri fallimenti e delle nostre fragilità». Un sguardo pieno di “stupore”, una parola utilizzata più volte dal porporato.
    Che ha proseguito: «Lo sguardo illuminato dallo Spirito permette di discernere con sapienza ogni realtà, secondo il timore di Dio e con la fortezza di chi non si lascia piegare dagli eventi. Ecco allora che l’orizzonte si apre e si scoprono tanti cuori che nascondono mitezza e umiltà, tanti cuori che riconoscono le loro ferite e sanno che solo Dio può sanarle». In conclusione, ai presbiteri anziani del Divino Amore il vicario del Papa ha lasciato il mandato a pregare per tutti gli altri preti romani, conservando sempre nel cuore «lo stupore di essere chiamati sacerdoti».

    Casa San Gaetano ospita «a oggi diciotto sacerdoti, dei quali il più anziano ha 103 anni – ha spiegato il cardinale Feroci -. Quelli che possono danno una mano nelle confessioni. C’è un ambiente sereno e mi sembra che tutti siano contenti; si mangia tutti insieme, sia i sacerdoti che prestano servizio nel santuario che quelli di Casa San Gaetano».



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  5. #85
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    Un presepe vivente tra il Laterano e Santa Maria Maggiore


    Appuntamento il 17 dicembre dalle 14.30, con figuranti e delegazioni da varie parti d’Italia.
    La scena della natività sul sagrato della basilica liberiana. La Messa con De Donatis

    Figuranti e delegazioni da ogni parte d’Italia animeranno il presepe vivente che sabato prossimo, 17 dicembre, si snoderà tra le basiliche di San Giovanni in Laterano e Santa Maria Maggiore, lungo l’itinerario della processione del Corpus Domini. L’appuntamento è per le 14.30. La scena della natività sarà allestita sul sagrato della basilica di Santa Maria Maggiore, che custodisce le reliquie della culla di Gesù bambino e che venne intitolata “Sancta Maria ad Praesepem”. Al termine della rappresentazione, alle 17, sarà celebrata la Novena in preparazione al Natale e alle 18 è in programma la Messa presieduta dal cardinale vicario Angelo De Donatis, con la benedizione dei bambinelli.

    Cita le parole di Papa
    Francesco nella lettera apostolica Admirabile Signum, il commissario straordinario della basilica di Santa Maria Maggiore Rolandas Makrickas, per evidenziare che «il presepe suscita tanto stupore e ci commuove perché manifesta la tenerezza di Dio. Lui, il Creatore dell’universo, si abbassa alla nostra piccolezza. Il dono della vita, già misterioso ogni volta per noi, ci affascina ancora di più vedendo che Colui che è nato da Maria è la fonte e il sostegno di ogni vita».

    La realizzazione del
    presepe vivente, si legge nella nota diffusa gali organizzatori, è stata incentivata da Papa Francesco, che ha visionato personalmente il progetto. «Lo svolgimento del presepe vivente inizierà con la realizzazione della scena dell’approvazione della Regola francescana da parte di Papa Innocenzo III in piazza San Giovanni Paolo II» spiega Fabrizio Mandorlini, coordinatore di Città dei Presepi, partner dell’iniziativa. I figuranti si sposteranno quindi su via Merulana «per la scena del censimento e per rappresentare i momenti di vita della città di Betlemme che vedranno in piazza Santa Maria Maggiore l’allestimento del mercato dei mestieri. Maria e Giuseppe lungo il viaggio rivivranno i momenti dell’annuncio e del sogno – prosegue Mandorlini – per poi cercare un luogo per la notte, ma nell’albergo non troveranno posto. La scena della natività sarà sotto il porticato della basilica di Santa Maria Maggiore».

    Il coordinatore di Città
    dei Presepi ricorda che a realizzare le scene saranno i presepi viventi toscani di Pescia, Equi Terme, Casole d’Elsa, Ruota e Legoli con il supporto dei figuranti di Badia San Savino, Ghivizzano, San Regolo a Gaiole in Chianti, Santa Colomba, Iolo, Castelfiorentino, Cerreto Guidi, Pontedera, Roffia, La Serra e San Romano. «A essi si aggiungeranno le realtà che vorranno condividere l’esperienza dalla diocesi di Roma». L’iniziativa infatti – che vede la collaborazione di Coldiretti nazionale, Associazione italiana allevatori, Fondazione Symbola, Acli Nazionale e molte associazioni, parrocchie e movimenti romani – si svolge con la collaborazione della diocesi di Roma e il patrocinio di Roma Capitale.

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  6. #86
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    Il racconto della Natività lungo le strade di Roma

    A pochi giorni dal Natale, il presepe vivente organizzato con “Città dei presepi”, nel cuore della Capitale,
    da San Giovanni a Santa Maria Maggiore, lungo il percorso della precessione del Corpus Domini.
    Coinvolti oltre 400 figuranti da diverse parti d’Italia




    Stupore, meraviglia e tenerezza. Di queste emozioni e di questi sentimenti parla Papa Francesco nella sua lettera apostolica dedicata al presepe “Admirabile signum” e stupore, meraviglia e tenerezza si leggevano negli occhi delle tante persone che dalla rievocazione del presepe vivente – secondo la tradizione ideata da san Francesco a Greccio esattamente 800 anni fa, nel 1223 – sono state attirate o stupite, colte dall’evento per caso, lo scorso sabato pomeriggio, 17 dicembre, a pochi giorni dal Natale. Chi passeggiava o stava consumando qualcosa seduto ai tavolini dei bar di via Merulana non ha potuto infatti che rivolgere l’attenzione e lo sguardo al corteo dei più di 400 figuranti che hanno sfilato dal Laterano a piazza di Santa Maria Maggiore, dando forma al presepe vivente nel corso dei secoli: dalla prima versione ideata dal poverello di Assisi, che apriva la sacra rappresentazione, fino a quello più moderno, quello dell’800, con i venditori di frutta e verdura che si muovevano con le loro biciclette, passando per quello dell’anno zero, con i soldati romani e la compravendita degli schiavi.




    «L’obiettivo di questo progetto – ha spiegato Fabrizio Mandorlini, coordinatore dell’associazione nazionale “Città dei presepi”, partner dell’iniziativa – è quello di raccontare la Natività in questo nostro tempo e nei nostri luoghi perché è un evento che interessa ogni tempo e ognuno di noi è parte del presepe, anche noi siamo dei “figuranti” nella sacra rappresentazione, che si rinnova anche oggi». Esprimendo gratitudine «al Vicariato e al Comune di Roma per la collaborazione e per la fiducia», Mandorlini ha ricordato sorridendo che «questa manifestazione non si faceva qui a Roma dal 1953 e abbiamo capito perché, dato l’impegno e l’organizzazione che richiede».



    I tanti figuranti arrivati nella Capitale per rappresentare le scene appartenevano ai gruppi che realizzano i presepi viventi toscani di Pescia, Equi Terme, Casole d’Elsa, Ruota e Legoli, con il supporto dei figuranti di Badia San Savino, Ghivizzano, San Regolo a Gaiole in Chianti, Santa Colomba, Iolo, Castelfiorentino, Cerreto Guidi, Pontedera, Roffia, La Serra e San Romano. «Noi siamo qui in 20 – ha detto Elisa di Santa Colomba, vestita da pastorella – e abbiamo portato in particolare i bambini, che rappresentano i più piccoli gli angioletti e i più grandi i soldati. Inoltre vengono dalla nostra parrocchia i due bambini che suonando il tamburo aprono il corteo». Rocco di Pescia ha invece spiegato come il suo gruppo, «formato da una cinquantina di figuranti, rappresenta il primo presepe, quello di San Francesco a Greccio, ecco perché c’è chi, come me, è vestito da lebbroso». San Francesco è stato il protagonista della prima scena della rappresentazione, realizzata proprio davanti al portone d’ingresso del palazzo del Vicariato, che affaccia su piazza Giovanni Paolo II, dove il santo di Assisi ricevette dopo mesi di attesa l’approvazione della Regola francescana da parte di Papa Innocenzo III. Ancora, Franco da Casole d’Elsa, in provincia di Siena, pronto per rappresentare il compratore di schiavi nel presepe dell’anno zero, ha raccontato che «nel nostro paese questa tradizione del presepe vivente ha più di 20 anni e vede la partecipazione di oltre 100 figuranti, con anche l’utilizzo degli animali». E le pecore con gli agnellini e l’asino erano presenti nell’allestimento di piazza di Santa Maria Maggiore, dove è stata rappresentata la Natività oltre ai mestieri dell’epoca e meta del corteo che si è snodato appunto su via Merulana per raggiungere la basilica liberiana, dove sono custodite le reliquie della culla di Gesù bambino e che venne intitolata proprio “Sancta Maria ad Praesepem”.

    «È significativo il percorso
    fatto, lo stesso della processione del Corpus Domini – ha detto don Ivan Ricupero, cerimoniere di Santa Maria Maggiore -, evidenziando lo stretto legame del presepe con il mistero dell’Incarnazione di Cristo». Nel suo saluto, il commissario straordinario della basilica papale Rolandas Makrickas ha invece auspicato che il prossimo «sia un Natale vivo, che porti maggiore dialogo tra noi e con gli altri, fatto di un camminare insieme come questo pomeriggio, per trovare il Signore e portarlo poi a tutti». Il “camminare insieme” di sabato pomeriggio poi si è concluso con la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale vicario Angelo De Donatis, nella basilica liberiana.


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  7. #87
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    Battistero Lateranense: restaurato il mosaico del V secolo

    L’inaugurazione con il cardinale De Donatis e la direttrice dei Musei Vaticani Jatta.
    Recuperato anche l’opus sectile con marmi di porfido, serpentino e palombino




    Torna al suo antico splendore il mosaico del V secolo nella cappella dedicata ai santi martiri Cipriano e Giustina, all’interno del Battistero Lateranense, il primo fonte battesimale pubblico a Roma e il più antico costruito in Occidente dall’imperatore Costantino. Il restauro dell’opera, che per gli studiosi rappresenta uno dei primi mosaici di Roma, è stato inaugurato questa mattina, 19 dicembre, dopo oltre tre anni di lavoro da parte dei tecnici del Laboratorio di restauro mosaici dei Musei Vaticani. Il mosaico, i cui colori predominanti sono il blu e il verde, raffigura l’albero della vita con i suoi tralci, l’Agnello ai cui lati ci sono quattro colombe, simbolo degli apostoli e della Chiesa, e piccole croci gemmate. Restaurato anche l’opus sectile a parete formato con marmi di porfido, serpentino e palombino.

    «Oggi siamo qui per
    ringraziare il Signore per le sue opere, per contemplarle e rendere lode. La cosa più bella per cui possiamo rendere grazie è quella di essere tutti benedetti da Dio», ha detto il cardinale vicario Angelo De Donatis che in questi mesi, durante brevi pause, dal suo terrazzo ha seguito i lavori. «È stata anche una compagnia vedere gli operai e tutti coloro che si davano da fare per questo luogo così bello e importante». Per Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani, quella odierna è stata «una giornata di gioia». Ritenendosi una direttrice «privilegiata» perché può seguire passo passo il ritorno a nuova vita di opere dal valore inestimabile, sottolinea l’importanza del lavoro effettuato. «Il risultato è sotto gli occhi di tutti e di chi vorrà venire a Natale a visitare il Battistero Lateranense – dice -. Questo mosaico racconta dell’albero della vita e il periodo natalizio è il migliore per ammirarlo. L’opus sectile, invece, era completamente celato, non si vedeva. Il recupero che è stato fatto è rilevante».

    La «singolarità» del luogo
    è stata evidenziata dal parroco del Battistero don Gerardo Di Paolo. «Il Battistero di Roma – ha detto -, a differenza di tutti gli edifici paleocristiani che si sono ispirati a questo luogo, è l’unico funzionante. Gli altri sono diventati tutti musei mentre il Battistero Lateranense è l’unico dove ancora viene amministrato il sacramento del battesimo. Questo ci dà la dimensione della cattolicità che rimane nella storia». Roberto Cassio, responsabile del Laboratorio di restauro mosaici dei Musei Vaticani, ha parlato di un lavoro che ha «particolarmente coinvolto tutti perché ha unito le due anime del restauratore e del mosaicista». Per il restauratore Paolo Belladonna, «la sorpresa» è stato l’opus sectile del V secolo, «uno dei pochi esempi ancora in sito».

    Durante la cerimonia –
    alla quale sono intervenuti tra gli altri Umberto Utro, del reparto antichità dei Musei del Papa e suor Raffaella Petrini, segretario generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano – sono stati ricordati lo storico dell’arte Guido Cornini, responsabile del Dipartimento delle arti e curatore del reparto per l’arte dei secolo XVI-XVI dei Musei Vaticani, scomparso a luglio, e l’ex parroco del Battistero don Alfonso Tabolacci, deceduto nel 2021.


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  8. #88
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    Roma sette - Avvenire - Numero 45 - Domenica 18 dicembre 2022


    https://www.romasette.it/archivio_pd...2022_12_18.pdf
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  9. #89
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    “Caso Rupnik”: le dichiarazioni del Cardinale vicario Angelo De Donatis

    La Diocesi di Roma, fedele alla sua missione di presiedere nella carità, confortata dal discernimento del suo Pastore Supremo, sente doveroso pronunciarsi su un caso, ormai conclamato, di accusa a livello mediatico ad un chierico, P. Marko Ivan Rupnik S.J., membro della Compagnia di Gesù, Istituto Religioso di Diritto Pontificio, incolpato di pesanti abusi di vario genere, protratti nel tempo, a danno di diverse persone, a partire dall’inizio degli anni Novanta, in Slovenia e in Italia.
    L’attuale pronuncia del Vicariato di Roma si deve intendere rispettosa delle competenze e decisioni dei legittimi Superiori di P. Rupnik, nonché delle determinazioni di tutte le Istanze che si sono occupate del suo caso, soprattutto negli ultimi mesi, in particolare del Dicastero per la Dottrina della Fede.

    Invero, il chierico finora ha avuto un rapporto di carattere pastorale a più livelli con la Diocesi di Roma, ma non si trova in una posizione di sottomissione gerarchica al Cardinale Vicario a livello disciplinare ed eventualmente penale.

    P. Rupnik finora aveva prestato numerosi e preziosi servizi di carattere ministeriale alla Chiesa di Roma: tra i tanti, che hanno segnato la sua diuturna collaborazione, il cui inizio risale a molti anni orsono, spiccano in particolare l’attività di predicatore di ritiri ed esercizi, soprattutto al Clero romano, e l’attività artistica che lo ha portato fra l’altro a decorare anche la Cappella del Seminario Romano Maggiore.
    Tutta la Diocesi, di fronte a questa sconcertante comunicazione, soprattutto mediatica, che disorienta il Popolo di Dio, sta vivendo con preoccupazione e sgomento queste ore, consapevole dell’estrema delicatezza della situazione, che – va ribadito – è stata ampiamente trattata in sedi giudiziali che esulano del tutto dalla competenza del Cardinale Vicario, e che ora viene gestita autonomamente dai legittimi Superiori di P. Rupnik, come ci è stato comunicato in data 16 dicembre u.s., Prot. DIR-SOLI 22/006, a firma del Delegato DIR, P. Johan Verschueren S.J.La Diocesi di Roma, che non era consapevole fino a tempi recenti delle problematiche sollevate, non può entrare nel merito delle determinazioni assunte da altri, ma assicura, anche a nome del suo Vescovo, ogni supporto necessario per l’auspicabile soluzione positiva del caso, che risani le ferite inferte alle persone e al corpo ecclesiale, portando per quanto possibile a fare piena luce e verità sull’accaduto: quella verità che sola ci rende liberi (Gv 8,32).

    È dovere della Chiesa applicare i criteri della verità, che sono quelli di Dio, con i quali Lui ci guarda e ci giudica. Essa ha due mandati inalienabili che sono al contempo anche doveri: stare vicino a chi soffre e attuare i criteri di verità e di giustizia desunti dal Vangelo. Nel caso che la sta scuotendo è bene si proceda secondo una strada certa: noi ministri di Cristo non possiamo essere meno garantisti e caritatevoli di uno Stato laico, trasformando de plano una denuncia in reato. I giudizi che vediamo diffondersi da parte di molti con particolare veemenza, non sembrano manifestare né un criterio evangelico di ricerca della verità, né un criterio di base su cui si fonda ogni stato di diritto, a verbis legis non est recedendum.

    La Chiesa che è in Roma
    in questo momento ritiene primario e fondamentale accogliere con profondo rispetto il dolore e la sofferenza di tutte le persone coinvolte in questa vicenda, soprattutto in questo tempo liturgico dell’anno che chiama tutti a riconoscere in Cristo Salvatore l’unico in grado di guarire le ferite del cuore dell’uomo.In particolare, la Diocesi di Roma assicura tutta la collaborazione necessaria alla Compagnia di Gesù e alle Superiori Istanze per l’attuazione del Decreto Prot. DIR-SOLI 22/005 del 16 dicembre u.s., a firma del Delegato DIR, P. Johan Verschueren S.J., nei termini di legge canonica. Questo comporterà verosimilmente, tra l’altro, anche una serie di provvedimenti rispetto agli uffici canonici diocesani – gli unici direttamente soggetti all’autorità del Cardinale Vicario – di cui P. Rupnik è investito tutt’ora, in particolare quello di Rettore della Chiesa S. Filippo Neri all’Esquilino e di Membro della Commissione Diocesana per l’Arte Sacra ed i Beni Culturali.
    La Diocesi di Roma è altresì consapevole di dover riflettere ed eventualmente prendere provvedimenti rispetto ad un’attività che già da molti anni è stata avviata da P. Rupnik e dai suoi Collaboratori anche nel nostro ambito diocesano: si tratta del noto “Centro Aletti”, avviato nei primi anni Novanta, poi sviluppatosi e cresciuto sotto l’autorità della Compagnia di Gesù e finalmente diventato, il 5 giugno 2019 (cf. Decreto Prot. n. 349/19), Associazione Pubblica di Fedeli della Diocesi di Roma, della quale è attualmente Direttrice la Dott.ssa Maria Campatelli.Affidiamo tutto alla misericordia del Signore e al prudente discernimento di chi è chiamato a prendere decisioni sulle persone coinvolte.

    Angelo Card. DE DONATIS
    Vicario Generale di Sua Santità
    per la Diocesi di Roma


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  10. #90
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    Benedetto XVI è morto, dal 2 gennaio il corpo in San Pietro

    Il decesso alle 9.34 del 31 dicembre: la notizia annunciata dal direttore della Sala stampa della Santa Sede






    Il Papa Emerito, Benedetto XVI, è deceduto oggi alle ore 9:34, nel Monastero Mater Ecclesiae in Vaticano. Lo ha annunciato il direttore della Sala stampa della Santa Sede, Matteo Bruni.

    Dalla mattina di lunedì 2 gennaio 2023, il corpo del Papa Emerito sarà nella Basilica di San Pietro in Vaticano per il saluto dei fedeli.


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