Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Cronaca della Diocesi di Carpi - Anno 2022

  1. #131
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    Omelia per il conferimento del lettorato a Francesco Roggiani e Stefano Simeoni

    Cattedrale di Carpi - Sabato 17 settembre 2022



    Sabato 17 alle ore 20,30 nel corso di una suggestiva celebrazione eucaristica, presenti un folto gruppo di amici , di fedeli e numerosi sacerdoti concelebranti,
    i seminaristi diocesani Francesco E Stefano per mandato conferito dal nostro Vescovo Erio sono divenuti ufficialmente "Lettori".

    OMELIA NELLA CELEBRAZIONE EUCARISTICA PER IL CONFERIMENTO DEL LETTORATO A FRANCESCO ROGGIANI E STEFANO SIMEONI

    Carissimi Stefano e Francesco, l’invito di oggi, ispirato al Vangelo, non può che essere questo: imitate l’amministratore disonesto della parabola. Un invito del genere, Francesco, potrebbe lasciarti indifferente come chimico; ma penso che per te, Stefano, come economista, sia piuttosto provocatorio. In realtà lo è per tutti, perché frasi come: “il padrone lodò quell’amministratore disonesto”, o: “fatevi degli amici con la ricchezza disonesta”, ci spiazzano. I tentativi di attenuare la disonestà di quell’amministratore non convincono molto. C’è chi pensa, infatti, che lo sconto da lui praticato ai debitori del padrone – tu devi cento barili? scrivi cinquanta; devi cento misure di grano? scrivi ottanta – non sia un nuovo tentativo di imbrogliare il proprietario terriero, ma sia la cancellazione della percentuale che spettava a lui, al fattore; in questo caso, che fosse la sua paga legittima oppure una tangente illegittima, l’amministratore avrebbe agito sulle proprie cose, e quindi in qualche modo avrebbe pagato di persona per i propri illeciti. Ma, anche se appoggiassimo questa interpretazione – la tesi della difesa – resterebbe comunque provata la disonestà precedente nei confronti del padrone, che l’accusato infatti non ha contestato. Però è più probabile che Gesù intenda presentare anche questo sconto come una falsificazione dei libri contabili, come un’altra azione disonesta. Insomma, quel fattore ha rubato: questo è certo; ed è altrettanto certo che comunque è stato licenziato e deve prepararsi un futuro diverso.
    Qui, nel suo misurarsi con il futuro, si vede la sua “scaltrezza”, apprezzata poi dal padrone, il quale lo loderà non perché disonesto ma, appunto, “perché aveva agito con scaltrezza”. Questa parola, scaltrezza/scaltro, non esprime nei Vangeli un concetto negativo. Lo stesso Luca l’aveva già usato poco prima, quando aveva parlato dell’amministratore “prudente” – così viene reso in quel passaggio – che il padrone al suo ritorno troverà sveglio e attivo (cf. Lc 12,42). Dunque, l’amministratore disonesto è anche prudente. E Matteo usa poi lo stesso termine quando riporta l’invito di Gesù ai discepoli ad essere “prudenti come i serpenti”, oltre che “semplici come le colombe” (10,16) o quando definisce “sagge” le cinque vergini dotate di olio in attesa dello Sposo (cf. 25,2.4). Tornando all’amministratore disonesto: il padrone, dunque, lo loda perché è scaltro, cioè prudente e saggio: organizza il proprio futuro con cura. Come lo organizza? Utilizzando “la disonesta ricchezza” – cioè i beni accumulati illecitamente – per costruirsi delle amicizie. In un certo senso, sembra dire Gesù, quell’uomo nobilita la ricchezza disonesta, perché la rende capace di costruire relazioni nuove. Quei debitori che si sono visti ridurre la cifra da pagare hanno tratto vantaggio dallo sconto e il fattore ne ha tratto gratitudine. I beni così sono riportati al loro compito: favorire le relazioni. Paradossalmente, il fattore ha restituito alle ricchezze il loro scopo, che non è quello di gravare il prossimo, ma di alleggerirlo. Non le relazioni al servizio dell’accumulo dei beni, ma i beni al servizio delle relazioni tra le persone.
    Quando sento questa parabola, mi viene sempre in mente quel bellissimo passo della liturgia delle nozze, là dove il sacerdote o il diacono, benedicendo gli sposi, dice: “sappiate riconoscere Dio nei poveri e nei sofferenti, perché essi vi accolgano un giorno nella casa del Padre”. La scaltrezza evangelica, cioè la saggezza e prudenza raccomandata da Gesù, è la capacità di prepararsi il futuro curando ora le relazioni; il futuro, per noi cristiani, non è al singolare ma al plurale; il traguardo ultimo della vita non è la salvezza della mia anima: è la risurrezione della carne, la pienezza dei legami veri vissuti, l’ingresso nel “noi” della Chiesa celeste. Il futuro è un “noi” e la scaltrezza del presente consiste nel tessere già ora questo “noi”, piegandovi anche i beni materiali.
    Concludo quindi come ho cominciato: cari Francesco e Stefano, imitate l’amministratore disonesto, non nella sua disonestà ma nella sua scaltrezza evangelica. Siete da oggi lettori, amministratori della parola di Dio: amministratori, non proprietari o detentori. Dovete dare gratuitamente quel Vangelo che gratuitamente avete ricevuto (cf. Mt 10,8): darlo con la parola e con la vita, con la testimonianza, l’intelligenza e gli affetti. La scaltrezza dell’annunciatore sta nel dispensare la parola di Dio come iniezione di speranza per il futuro, a partire dalla costruzione di un presente non al singolare ma al plurale. È un servizio appassionante: credo che mai come oggi, in questo clima spesso pesante perché ripiegato su un presente alla prima personale singolare, annunciare il Vangelo sia un servizio capace di riempire la vita. È la trasmissione di una gioia che contagia prima di tutto chi la comunica; è una delle vocazioni più grandi che il Signore continua a seminare tra di noi.

    Erio Castellucci, Vescovo
    ____________________
    (Dal sito della Diocesi, con integrazioni)
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  2. #132
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    Al Campo Fossoli la mostra fotografica: “NOMADELFIA"

    AL CAMPO FOSSOLI LA MOSTRA FOTOGRAFICA: “NOMADELFIA: OASI DI FRATERNITÀ” - PROFEZIA DI GIUSTIZIA E DI FRATERNITÀ” con iniziative fino al 23 ottobre - di Enrico Genovesi


    HA PRESO IL VIA IL PROGETTO “NOMADELFIA. PROFEZIA DI GIUSTIZIA E DI FRATERNITÀ” CHE RIPORTA NEL TERRITORIO MODENESE DOV’È NATA L’ESPERIENZA DELLA COMUNITÀ DI DON ZENO SALTINI.

    La rassegna è promossa da Nomadelfia, Diocesi di Carpi e Fondazione Fossoli con il patrocinio della Provincia di Modena, dei Comuni di Carpi e di Mirandola e dell’Arcidiocesi di Modena-Nonantola, in collaborazione con le Fondazioni Cassa di Risparmio di Carpi e di Mirandola.

    La prima iniziativa, di assoluto valore artistico e culturale, inserita nel programma del Festival filosofia 2022, è la mostra fotografica “NOMADELFIA. Oasi di fraternità” di Enrico Genovesi, allestita presso il Campo di Fossoli dal 16 settembre al 23 ottobre. La presentazione è avvenuta sabato 17 settembre, alle 18, con il saluto di Pierluigi Castagnetti, presidente della Fondazione Fossoli, di monsignor Erio Castellucci, Vescovo di Modena-Nonantola e di Carpi, e di Giancarlo, presidente di Nomadelfia, e alla presenza dell’autore, Enrico Genovesi, della curatrice Giovanna Calvenzi, e del sociologo dell’Università di Parma Sergio Manghi.
    L’opera di Enrico Genovesi, il lancio del volume e il desiderio di documentare l’oggi della comunità fondata da don Zeno Saltini rappresenta una modalità nuova di esprimere la vita di Nomadelfia sia da un punto di vista dell’elevato valore artistico di ogni immagine sia come proposta di contenuti di una realtà quotidiana capace di esprimere i valori profondi che stanno alla base della convivenza di questo “popolo nuovo”. “Per me, essere addirittura negli spazi dell’ex campo di concentramento di Fossoli, dove Nomadelfia si è costituita, ha un grande valore simbolico ed è il massimo a cui potevo aspirare – commenta Genovesi -. Vedere poi la mia mostra parte integrante del Festivalfilosofia è un’ulteriore nota di gratificazione, non soltanto per mero orgoglio personale – sottolinea – ma per aver contribuito a far conoscere questa splendida realtà ad una platea ancora più vasta. Il tema ‘giustizia’, che caratterizza il Festival 2022, trova un connubio straordinario in quel che Nomadelfia è e rappresenta, e soprattutto nelle parole di don Zeno, che nella ‘giustizia’ riconosceva il suo valore fondante”.

    (Fonte: sito della Diocesi di Carpi, con adattamenti)
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  3. #133
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    " Nomadelfia Oasi di Pace" -Eventi

    EVENTI

    SABATO 17 SETTEMBRE, ORE 18:00
    Campo di Fossoli, Carpi
    NOMADELFIA. UN’OASI DI FRATERNITÀ
    Presentazione della mostra di Enrico Genovesi
    Alla presenza dell’autore e delle Autorità
    Evento nell’ambito del Festival Filosofia 2022

    VENERDÌ 30 SETTEMBRE, ORE 11,00
    Mirandola
    PERCORSI DI FRATERNITÀ
    Lezione del prof. Sergio Manghi, sociologo
    Evento nell’ambito del Festival Memoria 2022

    MARTEDÌ 11 E 18 OTTOBRE, ORE 21,00
    Carpi, Chiesa S. Ignazio Museo Diocesano
    FRATELLI TUTTI!
    Relatori prof. Brunetto Salvarani e mons. Erio Castellucci.
    Moduli sull’enciclica “Fratelli tutti” a cura del Laboratorio Teologico Realino.

    SABATO 15 OTTOBRE, ORE 18,30
    ABBAZIA DI NONANTOLA
    CELEBRAZIONE INTERDIOCESANA
    Ringraziamento per l’opera di Nomadelfia, in suffragio di don Zeno e dei sacerdoti Piccoli Apostoli, a conclusione del programma “Nomadelfia, profezia di giustizia e fraternità”
    Presiede S. E. Mons. Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola e vescovo di Carpi.
    Sabato 22 Ottobre, ore 21,00
    Auditorium Loria, Carp
    MY BROTHER’S WAVE - L’onda di mio fratello
    Presentazione ufficiale del Festival Internazionale della fraternità.
    Con interventi di Autorità e personaggi del mondo del cinema. A cura di Nomadelfia.

    MARTEDÌ 25 OTTOBRE, ORE 21,00
    Cinema Eden, Carpi
    LEGGE DI FRATERNITÀ - Prima visione
    Docufilm su Nomadelfia di Ivan Corbucci
    Modulo sull’enciclica “Fratelli tutti” a cura del Laboratorio Teologico Realino.
    _________________
    (Dal sito della Diocesi)
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  4. #134
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    News diocesane

    OPERATORI CATECHESI, INCONTRO SUL TEMA DEI MINISTERI

    NELLA CHIESA DI SANT’IGNAZIO-MUSEO DIOCESANO A CARPI, GIOVEDÌ 29 SETTEMBRE, ALLE 21, SI TERRÀ L’INCONTRO DAL TITOLO “SERVIRE LA COMUNITÀ” promosso dall’Ufficio Catechistico di Carpi, in collaborazione con l’Ufficio Catechistico di Modena.

    Si tratta del tradizionale momento di formazione per tutti gli operatori della catechesi previsto all’inizio del nuovo anno pastorale.

    INTERVERRÀ IL VESCOVO ERIO CASTELLUCCI PER RIFLETTERE INSIEME SUI MINISTERI, OVVERO SULL’IDENTITÀ, IL CAMMINO E IL SERVIZIO DI CATECHISTI, LETTORI E ACCOLITI.

    L’incontro, aperto a tutti, si propone come preparazione al mandato che sarà conferito il 9 ottobre in Cattedrale nell’apertura del nuovo anno pastorale.
    __________________
    FONTE: sito diocesano
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  5. #135
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    Festa del Patrono di Novi di Modena

    FESTA DEL PATRONO SAN MICHELE, AL QUALE È DEDICATA LA PRESTIGIOSA ED ARTISTICA E CHIESA MADRE, TUTTORA CHIUSA PER LE CONSEGUENZE DEL SISMA DI DIECI ANNI FA.

    LE INIZIATIVE DAL 26 AL 29 SETTEMBRE SI SVOLGONO IN SINTONIA CON IL SECONDO ANNO DEL CAMMINO SINODALE

    La comunità di Novi si appresta a celebrare il Patrono, San Michele Arcangelo, che ricorre in concomitanza con l’apertura di ogni anno pastorale.

    ll programma della parrocchia per il 2022-2023 è, naturalmente, quello proposto dalla Conferenza Episcopale Italiana con il documento: “I cantieri di Betania”.
    “L’icona dell’anno pastorale - spiega il parroco, don Ivano Zanoni - sarà appunto quella della casa di Betania, dove si trova tutto ciò che serve per meditare e riflettere attraverso le due protagoniste della scena, Maria e Marta, e il dialogo che Gesù, maestro e amico, intesse con entrambe. Accoglienza, ascolto, silenzio e contemplazione sono parole che ci faranno da guida nel dinamismo della vita parrocchiale, al cui interno si avvicenderanno momenti di dialogo e soprattutto di ascolto con tutti coloro che accoglieranno l’invito a partecipare”. I tre fratelli di Betania, Lazzaro, Maria e Marta, sottolinea don Ivano, saranno “per così dire come prototipi, ovvero modelli ideali in una famiglia allargata quale è quella di una comunità parrocchiale. Sarà Lazzaro, amico di Gesù, a farci comprendere il valore dell’amicizia, dell’accoglienza e dell’ospitalità. Maria ci suggerirà l’atteggiamento di ascolto e di contemplazione della Parola del Maestro, mentre Marta con la sua operosità - conclude il parroco - ci suggerirà di non stare con le mani in mano, ma di essere intraprendenti e di farsi prossimo con chi è nel bisogno”.

    PROGRAMMA DELLA SAGRA

    Triduo di preghiera. Da lunedì 26 a mercoledì 28 settembre, alle 17.30 Rosario e alle 18.00 Santa Messa. Ogni sera si pregherà per una particolare intenzione: lunedì 26, per la pace in Ucraina; martedì 27, per i nostri governanti; mercoledì 28, per la comunità di Novi.
    Catechesi. Martedì 27 settembre, alle 21, presso la Sala Emmaus, don Carlo Bellini, vicario episcopale per la pastorale e l’evangelizzazione, interverrà sul tema “Il cammino sinodale della Chiesa: quale futuro per la Chiesa italiana?”. L’incontro è aperto a tutti.
    FESTA DEL PATRONO. GIOVEDÌ 29 SETTEMBRE, ALLE 9.00, SANTA MESSA. ALLE 18.30, SANTA MESSA SOLENNE PRESIEDUTA DAL VESCOVO ERIO CASTELLUCCI ALLA PRESENZA DELLE AUTORITÀ. AL TERMINE DELLA CELEBRAZIONE IL VESCOVO BENEDIRÀ UN’ICONA RAFFIGURANTE SAN MICHELE DONATA DALL’AUTRICE, GIOVANNA BOGGIAN.

    Altri appuntamenti. Sabato 24 settembre: gara ciclistica. Sabato 24 e giovedì 29 settembre: gnocco fritto e pesca al Centro Parrocchiale Emmaus. Sabato 1° ottobre, alle 21.00, presso la Sala Emmaus concerto (a cura del Circolo Lugli).

    Copyright (c)2022 Notizie, Edition 25/9/2022Powered by TECNAVIA

    (Fonte: settimanale diocesano "notizie" del 25.09.2022 con integrazioni)
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  6. #136
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    “Don Zeno, terzo santo di Fossoli”

    GRANDE INTERESSE IN DIOCESI SULLA FIGURA DEL FONDATORE DI NOMADELFIA

    <<Quest’anno siamo lieti di aver partecipato come Fondazione Fossoli con due mostre alle attività del Festivalfilosofia: una è allestita presso l’ex Sinagoga (sede della Fondazione) e questa, qui al Campo, che ha oggettivamente una sua autonomia, ha una valenza in sé, tant’è che ci interessa proporla anche in seguito.
    Si tratta in realtà di due mostre che si integrano, fanno sinergia e raccontano la parte bella della storia del Campo di Fossoli, perché il Campo di Fossoli ha una parte che è la parte più penosa, quella della sofferenza e poi c’è la parte della ripresa, della resurrezione, della vita. Qui sono esposte delle foto straordinarie perché è tutto nato qui e la valorizzazione dell’esperienza di Nomadelfia la possiamo pensare oggi in un tempo in cui finalmente si sono superate le incomprensioni assurde che crearono le note difficoltà della fi ne degli anni ’40.
    Come credente penso che don Zeno sia il terzo santo che noi abbiamo a Fossoli, due sono stati già riconosciuti dalla Chiesa, Teresio Olivelli e Odoardo Focherini, e poi c’è don Zeno, che ancora non è stato riconosciuto ma io sottolineo ancora, perché comunque, per quel po’ di cultura religiosa che ho, santo lo è sicuramente. Secondo me ha proprio le caratteristiche di un uomo che ha creduto moltissimo, solo un uomo di una fede che abbatte le montagne può avere pensato ad un’impresa di questo genere, enorme. Le immagini e i documenti video dell’epoca rendono anche lo spirito con cui in quegli anni è cominciata questa comunità.
    Pur sapendo cosa è stato questo luogo terribile, un campo di raccolta, di concentramento anche se non di sterminio, però qui sono stati giustiziati sessantasette detenuti politici, noi possiamo avere solo una pallida percezione di cosa abbia potuto significare questa irruzione di speranza, di fede, di virtù, di gioia, di vita: un avvenimento veramente unico. Siamo grati ai Nomadelfi, legittimi eredi a tutti gli effetti, direi sostanzialmente, perché continuate questa esperienza e ci consentite di ricordare anche la parte positiva del Campo di Fossoli. Spero che queste due mostre, veramente importanti e belle, possano essere visitate da tante persone, da qui possano nascere idee, nuove iniziative o anche solo delle curiosità. Ormai ci si allontana sempre più da queste esperienze che vengono consegnate alla storia. Però questa è un’esperienza che continua a vivere oggi, continua a parlare oggi a chi è disposto ad ascoltarla.
    Rinnovo la nostra gratitudine come Fondazione Fossoli a voi per quello che i vostri padri sono stati e per quello che siete voi oggi testimoni di Nomadelfia.>

    Editoriale sul n. 32 del 25 settembre 2022 del Settimanale Diocesano Notizie
    di Pierluigi Castagnetti – Presidente Fondazione Fossoli - Dal sito diocesano, con integrazioni.
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  7. #137
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    Il 4 ottobre, Santa Messa per il nuovo anno scolastico

    Ritorna, all'aprirsi del nuovo anno scolastico, una bella ed antica consuetudine.

    UN COMMOSSO E GRATO RICORDO ALLA CARA AMICA PRESIDE ANTONIA MORGANTI FANTINI, CHE PER TANTI ANNI HA COORDINATO CON GENEROSITÀ ED ALTA COMPETENZA LA PASTORALE SCOLASTICA DIOCESANA.

    PRIMA INIZIATIVA DEL LABORATORIO PER LA SCUOLA DELLA DIOCESI DI CARPI “SCUOLA FEDE FUTURO”: MARTEDÌ 4 OTTOBRE, ALLE 18.30, IN CATTEDRALE, SANTA MESSA, PRESIEDUTA DAL VICARIO GENERALE, MONSIGNOR GILDO MANICARDI, ALL’INIZIO DEL NUOVO ANNO SCOLASTICO. SONO INVITATI GLI STUDENTI, I DOCENTI, TUTTI COLORO CHE OPERANO NELL’AMBITO DELLA SCUOLA E DELL’EDUCAZIONE E LE FAMIGLIE.

    Da qualche settimana il Laboratorio per la scuola della Diocesi di Carpi Scuola “Scuola Fede Futuro”, che raccoglie alcuni insegnanti delle scuole presenti nel territorio diocesano, si sta interrogando, a partire dal cammino sinodale, su quali attenzioni dedicare e quali proposte avanzare nel mondo dell’istruzione.
    All’inizio di questo nuovo anno scolastico si propone una celebrazione eucaristica dedicata a studenti, insegnanti, famiglie. La Santa Messa sarà presieduta dal Vicario generale, monsignor Gildo Manicardi, martedì 4 ottobre, alle 18.30, nella Cattedrale di Carpi.
    La scelta della data è caduta sul 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi: un uomo che ha vissuto in modo paradossale la sua scelta di pace in un mondo in guerra, che ha amato la creazione mostrandosi libero dagli schemi mentali dell’epoca, che pur cogliendo il rischio di superbia nella cultura, ha lasciato – di persona e attraverso i suoi seguaci – una traccia indelebile nella letteratura e nella cultura dell’Europa.
    La preghiera con San Francesco accompagni alunni, docenti, educatori tutti in questo anno che, nonostante la crisi climatica, pandemica, geopolitica, inizia all’insegna della speranza per il futuro.
    Sono invitati a partecipare alla celebrazione gli studenti, i docenti, tutti coloro che operano nell’ambito scolastico e dell’educazione e le famiglie.

    (Cristina Catellani)
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  8. #138
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    Veglia diocesana di preghiera nel Tempo del Creato

    NEL DUOMO DI MIRANDOLA, DOMENICA 2 OTTOBRE, ALLE 16.30, LA VEGLIA DIOCESANA DI PREGHIERA


    (Proprietario della foto:Carpense)

    “Prese il pane, rese grazie”, in occasione del Tempo del Creato. Per riflettere insieme saranno proiettate immagini di opere d’arte che hanno per tema il pane, la cui produzione è frutto dei doni del creato e che ha numerosi rimandi biblici. La data del 2 ottobre cade, inoltre, nel secondo anniversario della pubblicazione dell’enciclica “Fratelli tutti” di Papa Francesco (3 ottobre 2020).

    Domenica 2 ottobre, alle 16.30, nel Duomo di Santa Maria Maggiore a Mirandola, si terrà la Veglia diocesana di preghiera “Prese il pane, rese grazie”, in occasione del Tempo del Creato. LA LITURGIA, PRESIEDUTA DAL VICARIO GENERALE, MONSIGNOR GILDO MANICARDI, È ORGANIZZATA DALL’UFFICIO PER LA PASTORALE SOCIALE E DEL LAVORO E CUSTODIA DEL CREATO E DALL’UFFICIO PER L’ECUMENISMO E IL DIALOGO INTERRELIGIOSO, DALLA MIGRANTES INTERDIOCESANA CARPI-MODENA E DALLE AGGREGAZIONI LAICALI DELLA DIOCESI DI CARPI. Tutti sono invitati a partecipare.

    Si tratta della seconda delle iniziative diocesane – dopo la mostra fotografica “Emozioni per generare il cambiamento” al Museo diocesano e prima della proiezione del film “Utama. Le terre dimenticate” in anteprima nazionale il 12 ottobre, alle 21, al Cinema Corso a Carpi – in occasione del Tempo del Creato.
    Un mese, dal 1° settembre, Giornata mondiale per la custodia del creato, al 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi, in cui la Chiesa invita a pregare e a soffermarsi a riflettere sulla cura della “casa comune” – la madre terra e le sue creature -, con particolare riferimento all’enciclica “Laudato si’” di Papa Francesco, e sulle questioni ad essa legate, realtà che oggi sempre più si intrecciano con la vita delle persone, le migrazioni, la pace.
    “Accogliendo le indicazioni della Conferenza Episcopale Italiana, il titolo della Veglia si collega idealmente al tema del recente Congresso Eucaristico Nazionale di Matera, ‘Torniamo al gusto del pane’ – spiega don Carlo Bellini, vicario episcopale per la pastorale e l’evangelizzazione -. Ecco allora come ‘veicolo’ per la nostra riflessione alla Veglia il pane, la cui produzione è frutto dei doni del creato, oltre che del lavoro dell’uomo, e che ha una grande ricchezza di significati biblici, dall’Antico Testamento fino ad arrivare all’Eucaristia”.
    Una novità per l’evento del 2 ottobre sarà l’animazione artistica, sempre secondo quanto proposto dalla Cei. “Saranno proiettate una serie di immagini di opere d’arte che hanno per tema il pane, accompagnate dalla lettura di brani esplicativi e da alcuni canti – prosegue don Bellini -. Interessante notare la scelta di questi quadri, che unisce autori e luoghi celeberrimi, con dipinti meno noti ma di grande suggestione”.

    La Veglia di preghiera mantiene anche quest’anno la connotazione ecumenica che da sempre le è propria: sono stati infatti invitati a partecipare i pastori e i rappresentanti delle diverse confessioni cristiane presenti sul territorio, in particolare gli ortodossi e i pentecostali.
    La data del 2 ottobre cade, inoltre, nel secondo anniversario della pubblicazione dell’enciclica “Fratelli tutti” di Papa Francesco (3 ottobre 2020).

    • FONTE: sito della Diocesi (con adattamenti)
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  9. #139
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    Gesù pensa sempre

    Una testimonianza toccante

    ACCANTO ALLE DIVERSE E ARTICOLATE INIZIATIVE TUTTORA IN ATTO E DI CUI ALLE MOSTRE “I LUOGHI DI DON ZENO”PER CELEBRARE IL FONDATORE DI NOMADELFIA, SI COLLOCA QUESTA INTENSA SERIE DI RICORDI DI PREZIOSO VALORE STORICO

    I RICORDI DELLE FIGLIE DI MAMMA NINA SUL RAPPORTO DI AFFETTO E DI COMUNIONE CHE SEMPRE LA UNÌ AL FRATELLO DON ZENO

    "Ah per me Mamma Nina è un colosso… Quella è stata un’Opera divina… senz’altro è stata una grande donna, una grande santa. ‘Una piaga’ la chiamavo io. Piaga perché quando ero ragazzino la facevo tribolare e lei piangeva perché si arrabbiava con me… Da noi piaga vuol dire che piangi per niente, tenera. Invece, caro mio, era robusta, altro che storie. Poi aveva delle luci sue, si vedeva proprio che aveva delle luci. Di me aveva molta fiducia…”.

    Così in una sua testimonianza, nel 1980, don Zeno parlava della sorella maggiore Marianna, la Venerabile Mamma Nina, a cui lo unì sempre un profondo vincolo di affetto fraterno ma anche una comunione di spirito e di intenti. E’ per questo che la mostra diffusa “I luoghi di don Zeno” ha una delle sue sedi anche alla Casa della Divina Provvidenza, presso il sacello che ospita le spoglie mortali della Venerabile.
    Una comunione spirituale, dunque, per cui il solco tracciato da don Zeno con l’Opera Piccoli Apostoli a San Giacomo Roncole fece da apripista per lo sviluppo di quella “intuizione” che Marianna ebbe dopo essere rimasta vedova. Da parte sua, Mamma Nina diceva che la Divina Provvidenza e la carità le aveva imparate da don Zeno. Come, infatti, Gesù procurava ogni giorno ai Piccoli Apostoli il necessario, così, secondo un’espressione cara a Mamma Nina, Lui stesso “mette sempre a tavola le mie bambine”.

    LA VISIONE DI SAN FRANCESCO A SAN GIACOMO RONCOLE

    La mostra allestita alla Casa della Divina Provvidenza ha offerto l’occasione per far parlare i ricordi di Sorella Anna e di alcune figlie di Mamma Nina. Innanzitutto, fu proprio a San Giacomo Roncole che si verificò la celebre visione di San Francesco d’Assisi rievocata tante volte, con commozione, da Mamma Teresa - che diede l’impulso a Marianna nel fondare una propria realtà di accoglienza delle bambine in condizioni di disagio e di abbandono. “Nel 1931 Mamma Nina, vedova, con tre dei suoi figli, si trasferì a San Giacomo Roncole per accudire la casa di don Zeno, che era vicario parrocchiale - raccontano Sorella Anna e le altre -. Partecipò all’impegno del fratello per cercare di dare una famiglia ai ragazzi che l’avevano persa. Lei stessa aveva iniziato ad accogliere le prime bambine. Si trasferì poi al ‘casinone’ dove sostenne i Piccoli Apostoli, prendendosi cura di loro, e l’apostolato di don Zeno. Una mattina, mentre era in cucina, la stanza si inondò di luce. Le apparve San Francesco, seguito da un fraticello che le rivelò la via che Gesù la chiamava a percorrere”. Non esistono né scritti né testimonianze al riguardo, tuttavia, sottolineano le figlie di Mamma Nina, “è presumibile pensare che don Zeno fu fra i primi confidenti a cui la sorella raccontò la visione e la indirizzò nel seguire la sua particolare chiamata”.

    IL DURO OLOCAUSTO LONTANO DAL SACERDOZIO: “DON ZENO SA QUELLO CHE FA”

    Quando Mamma Nina morì il 3 dicembre 1957, don Zeno stava attraversando il doloroso momento della riduzione allo stato laicale e non fu tra il clero al funerale della sorella. Ma, come si legge in una lettera inviata al fratello don Vincenzo pochi giorni dopo le esequie, seguì la celebrazione e ne rimase profondamente edificato per la testimonianza di santità lasciata dalla sorella alla cittadinanza e per la stima e l’affetto collettivi a lei dimostrati.
    “Alcuni anni dopo, finalmente riabilitato al ministero sacerdotale, don Zeno partecipò all’esumazione della salma di Mamma Nina dalla tomba al cimitero cittadino - raccontano Sorella Anna e le altre -. Si conserva, al riguardo, una fotografia di don Zeno che pronuncia l’omelia davanti al feretro della sorella in Cattedrale. Inoltre, fu presente varie volte, quando, subito dopo il matrimonio, le figlie di Mamma Nina, vestite da spose, si recavano, per perpetuare una sorta di tradizione, al luogo dove si trovava la sua tomba al cimitero di Carpi per un momento di preghiera”. Al “duro olocausto” vissuto da don Zeno - come lui stesso lo definì - per la sospensione dal sacerdozio, “la sorella partecipò pregando intensamente per lui”, ricordano le figlie di Mamma Nina, sottolineando che la Venerabile, “poiché rifuggiva dai pettegolezzi e dalle mormorazioni, ripeteva ‘don Zeno sa quello che fa’”.

    UNA PERSONA DI FAMIGLIA, SEMPRE PRESENTE

    Don Zeno visitava regolarmente la Casa della Divina Provvidenza, quando Mamma Nina era in vita, ma anche in seguito. Mamma Teresa, come riporta Sorella Anna, ricordava come il sacerdote avesse celebrato più volte la messa nella cappella della Casa: alle bambine rivolgeva l’omelia con quello stile da appassionato oratore che lo contraddistingueva. “Allora, essendo così piccole, non riuscivamo forse a comprendere bene il signifi cato profondo di quello che ci diceva - raccontano le figlie di Mamma Nina -. Però era un evento speciale quando veniva da noi, una persona di famiglia. Se con don Vincenzo, che era il direttore spirituale della Casa, Mamma Nina aveva un po’ di soggezione, con don Zeno c’era un rapporto, per così dire, più alla pari e, quando lo riteneva necessario, era molto franca con lui”. Bello - e da continuare ad alimentare anche oggi il rapporto di amicizia instauratosi da sempre con i nomadelfi, “li consideria-

    la Casa della Divina Provvidenza ospiti la mostra e dia così il suo contributo a far conoscere Nomadelfia nella sua storia e per come vive oggi”.
    Dall’archivio di Nomadelfi a, la lettera di don Zeno a don Vincenzo dopo il funerale della sorella Un vivo ringraziamento, per aver fornito informazioni e documenti sul rapporto tra don Zeno e Mamma Nina, va a Francesco di Nomadelfi a, già presidente della comunità e oggi curatore del ricchissimo archivio. Per quanto riguarda la visione di San Francesco a San Giacomo Roncole, precisa: “Non sappiamo cosa successe subito dopo.
    Penso però che don Zeno cercasse una figura materna per i suoi ragazzi e quindi la partenza di Mamma Nina rappresentò per lui una sofferenza. E nel 1943 era nata una proposta di unire le opere dei tre fratelli, don Vincenzo, don Zeno e Mamma Nina, nel ‘Pranzinianum’, chiamato così in onore del Vescovo Pranzini. Un progetto di cui rimase solo lo scritto...”.
    Fra i documenti conservati nell’archivio di Nomadelfi a e segnalati da Francesco, c’è la bellissima lettera scritta da don Zeno a don Vincenzo per la solennità dell’Immacolata 1957, qualche giorno dopo il funerale di Mamma Nina, di cui riportiamo di seguito uno stralcio. Parole che esprimono perfettamente l’ammirazione che il fondatore di Nomadelfia nutriva per lasorella. “Credo di non esagerare pensando che Mamma Nina rimarrà viva nel popolo come la santa della Città di Carpi. Io ho osservato molte cose durante i suoi giorni di presenza, già morta; ed era viva più che mai in tutti. Ha reso Dio tangibile veramente come ‘sorgente d’acqua viva’ anche nelle vie della Città, anche al Cimitero. Ha dimostrato che il popolo ha sete e bisogno di santi. Anche noi che le siamo fratelli, per cui ci è meno facile scorgere nei fratelli la santità per tutte le ragioni dovute alla familiarità, la vediamo una grande santa. Tutto il mondo ha bisogno di Lei, e Carpi saprà sentirla, vivissima. Secondo me ha saputo vivere l’essenza del Cristianesimo dalle cose più insignificanti alla contemplazione del Paradiso, facendosi sentire immediata e plastica a tutte le anime di qualsiasi tempo e convinzione; donde la Sua immensa sapienza”.

    MEMORIA di Virginia Panzani

    (FONTE: Notizie, settimanale diocesano -Edition 2/10/2022, con integrazioni)
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    Il 9 ottobre, al via l’anno pastorale con il Vescovo Erio

    APERTURA DELL’ANNO PASTORALE


    Proprietario foto: Carpense

    DOMENICA 9 OTTOBRE, ALLE 20.45, IN CATTEDRALE A CARPI, SI APRIRÀ IL NUOVO ANNO PASTORALE CON L’INCONTRO DEL VESCOVO ERIO CON LA COMUNITÀ ECCLESIALE.

    Monsignor Castellucci illustrerà linee e prospettive per il secondo anno del cammino sinodale, in sintonia con la Chiesa italiana, che ha come icona biblica di riferimento l’incontro di Gesù con Marta e Maria nella casa di Betania: “Di una cosa sola c’è bisogno” (Luca 10,42). Nell’occasione, conferirà il mandato a tutti gli operatori della catechesi. Il Vescovo invita tutti a partecipare.
    Cammino sinodale

    I “CANTIERI DI BETANIA” NELLE DIOCESI DI CARPI E DI MODENA

    Come fa sapere, Simone Ghelfi, referente del cammino sinodale per la Diocesi di Carpi, sul sito camminosinodale.chiesacattolica.it sono consultabili anche testi e video relativi ad esperienze di buone prassi vissute dalle Diocesi di Carpi e di Modena.
    Per quanto riguarda il “quarto cantiere”, a scelta delle Chiese locali, le Diocesi di Carpi e di Modena hanno optato, congiuntamente, per il tema dei “linguaggi”, ovvero del linguaggio dell’annuncio, della liturgia, della catechesi, e, più in generale, della vita della Chiesa.

    Sul sito diocesicarpi.it è inoltre consultabile il testo della Sintesi nazionale della fase diocesana 2021-2023 “Per una Chiesa sinodale: Comunione, partecipazione e missione” che la Presidenza della Cei ha consegnato il 15 agosto alla Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi.

    - FONTE: sito della Diocesi -
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