Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Cronaca della Diocesi di Carpi - Anno 2022

  1. #21
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    Omaggio ad un grande artista carpigiano

    IL MUSEO DIOCESANO RIAPRE CON LA MOSTRA SU PELLONI

    Il Museo diocesano riapre al pubblico domenica 6 febbraio con nuovi orari settimanali

    LA mostra omaggio a Romano Pelloni

    Il Museo diocesano di arte sacra “Cardinale Rodolfo Pio” che ha sede nella chiesa di Sant’Ignazio a Carpi (corso Fanti 44) riapre al pubblico da domenica 6 febbraio ed osserverà i seguenti orari di apertura: giovedì ore 10.00-12.00; domenica ore 15.30-18.30.

    La ripresa delle visite si accompagna ad un omaggio all’artista carpigiano Romano Pelloni, a poco più di un anno dalla sua morte, avvenuta il 7 dicembre 2020 all’età di 89 anni. Grazie alla disponibilità dei familiari sono esposti, a cura del direttore del Museo, Andrea Beltrami, lavori e bozzetti, alcuni dei quali inediti, che testimoniano la varietà dei percorsi espressivi intrapresi dall’artista. Scultore, pittore, realizzatore di affreschi, vetrate, medaglie, ha infatti operato in oltre 200 chiese e cappelle in Italia e all’estero.

    “Romano Pelloni è noto soprattutto come ‘artista dello spazio curvo’, per la ricerca da lui compiuta nella rappresentazione di una o più figure entro una sfera, spazio finito e infinito nello stesso tempo – spiega Andrea Beltrami -. La mostra allestita al Museo diocesano, in realtà, ci fa conoscere anche un Pelloni precedente, con un’antologia di opere che ne dimostrano la poliedricità, dai disegni alle tele, dalle sculture ai cartoni per gli affreschi murali, dalle medaglie al contributo iconografico per la ricostruzione storica delle chiese di Carpi”.

    Fra i pezzi che sono esposti per la prima volta in assoluto, l’olio su tela “Pietà” è significativamente affiancato al suo disegno preparatorio, in modo che il visitatore possa soffermarsi sulle differenze tra la versione inizialmente ideata da Pelloni e la realizzazione finale. Sono presenti inoltre il dipinto “Francesco e Chiara”, appartenente al “periodo” dedicato allo spazio curvo, le sculture in bronzo “Dei Verbum” e “Lumen Gentium”, e una selezione di medaglie fra cui quella celebre dedicata ai fratelli Saltini Mamma Nina e don Zeno.

    “Ringraziamo la famiglia Pelloni e quanti hanno messo a disposizione le opere per una mostra – conclude Beltrami – che si propone di essere segno della gratitudine della Chiesa di Carpi verso Romano, per la sua generosità nel mettere a frutto i talenti ricevuti lasciando un’impronta significativa nell’arte sacra del nostro territorio e non solo”.


    L’accesso al Museo diocesano è consentito nel rispetto delle attuali disposizioni sanitarie che regolano l’attività dei musei.

    Apertura: giovedì ore 10.00-12.00; domenica ore 15.30-18.30.

    E’ sempre possibile per i gruppi o le classi scolastiche richiedere la visita guidata anche al di fuori degli orari di apertura.

    Info: t. 059 687068/059 686048 – mail museodiocesanocarpi@gmail.com
    -------------------------
    Dal sito diocesano
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  2. #22
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    Omaggio a Romano Pelloni

    OPERE E BOZZETTI DEL GRANDE ARTISTA CARPIGANO IN ESPOSIZIONE NEL MUSEO DIOCESANO



    Successo per la riapertura del Museo diocesano che ospita la mostra dedicata all’artista carpigiano, ad un anno dalla morte

    Con un centinaio di presenze nel pomeriggio di domenica 6 febbraio, prima data di riapertura dopo la pausa invernale, ha riscosso un notevole successo di pubblico il Museo diocesano di arte sacra “Cardinale Rodolfo Pio” nella sua sede monumentale di Sant’Ignazio a Carpi. A questo interesse ha sicuramente contribuito la mostra omaggio dedicata all’artista carpigiano Romano Pelloni, a poco più di un anno dalla sua morte, avvenuta il 7 dicembre 2020 all’età di 89 anni. Grazie alla disponibilità dei familiari sono infatti esposti, a cura del direttore del Museo, Andrea Beltrami, lavori e bozzetti, alcuni dei quali inediti, che testimoniano la varietà degli interessi e dei percorsi espressivi intrapresi dall’artista.
    Scultore, pittore, realizzatore di affreschi, vetrate, medaglie, dopo il Concilio Vaticano II Pelloni ha operato in oltre 200 chiese e cappelle in Italia e all’estero. Ha inoltre insegnato storia dell’arte e negli anni ‘60 e ‘70 è stato tra i membri dell’équipe formata dal Ministero della pubblica istruzione per il rinnovo della didattica dell’arte nelle scuole medie e superiori.
    “Romano Pelloni è noto soprattutto come ‘artista dello spazio curvo’, per la ricerca da lui compiuta nella rappresentazione di una o più figure entro una sfera, spazio finito e infinito nello stesso tempo - spiega Andrea Beltrami -. La mostra allestita al Museo diocesano, in realtà, ci fa conoscere anche un Pelloni precedente, con un’antologia di opere che ne dimostrano la poliedricità, dai disegni alle tele, dalle sculture ai cartoni per gli affreschi murali, dalle medaglie al contributo iconografico per la ricostruzione storica delle chiese di Carpi, la Sagra, il complesso di Santa Chiara, San Nicolò e San Francesco”.
    Fra i pezzi che escono dalla casa-studio dell’artista in via Trento Trieste e sono esposti per la prima volta in assoluto, la “Pietà” (1964) è significativamente affiancata al suo disegno preparatorio, in modo che il visitatore possa soffermarsi sulle differenze tra la versione inizialmente ideata dal pittore e quella finale. “Realizzata ad olio, la tela - sottolinea Beltrami - è sorretta, nell’allestimento, dal cavalletto utilizzato dallo stesso Pelloni quando dipingeva, oggetto dal forte valore simbolico e affettivo”.
    Sono presenti, fra gli altri, il dipinto “Francesco e Chiara”, appartenente al “periodo” dedicato allo spazio curvo, le
    sculture in bronzo “Dei Verbum” e “Lumen Gentium”, che raffigurano le omonime costituzioni conciliari del Vaticano II, e una selezione di medaglie in argento e bronzo, fra cui quella celebre dedicata ai fratelli Saltini Mamma Nina e don Zeno.
    “Ringraziamo la famiglia Pelloni e quanti hanno messo a disposizione le opere per una mostra - conclude Beltrami - che si propone di essere segno della gratitudine della Chiesa di Carpi verso Romano, per la sua generosità nel mettere a frutto i talenti ricevuti lasciando un’impronta significativa nell’arte sacra del nostro territorio e non solo”.


    (Virginia Panzani) - Dal settimanale diocesano Notizie, Edition 13/2/2022
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  3. #23
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    Giornata del malato - Celebrazione interdiocesana

    OMELIA DI S.E. MONS. ERIO CASTELLUCCI

    VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO C – AULA LITURGIA PARROCCHIA DI QUARTIROLO DI CARPI – 13 FEBBRAIO 2022

    (Ger 17,5-8; Sal 1; 5-6-8-10; 1 Cor 15,12.16-20; Lc 16,17.20-26)

    Usiamo la parola ‘beati’ per indicare le situazioni che riteniamo particolarmente fortunate: ‘beato lui che ha tanti soldi’, ‘beata lei che ha una buona salute’…. e gli antichi la usavano anche per definire le divinità. I greci per esempio chiamavano gli dèi ‘i beati’ oppure gli ‘dèi beati’. Noi insomma usiamo questa parola di solito per situazioni in cui non si fa tanta fatica, in cui c’è una vita garantita, una situazione di privilegio, una condizione desiderata perché particolarmente elevata. Normalmente poi usiamo la parola ‘guai’ per minacciare, ‘guai a te se fai questo’, ‘guai a te se dici quest’altro’… Dobbiamo dimenticare questi due significati, quando Gesù dice ‘beati’ e ‘guai’, come abbiamo sentito oggi nel Vangelo: quattro volte ‘beati’ e quattro volte ‘guai’. Perché per Gesù ‘beati’ non vuol dire fortunati, persone che hanno avuto una buona sorte, a cui va tutto bene; per lui ‘beati’ vuol dire ‘realizzati’, persone riempite di senso.

    E ‘guai’, così come lo usa Gesù non è una maledizione e nemmeno un’ammonizione, è piuttosto una commiserazione; lui si mette davanti ad alcune situazioni dicendo: ‘poveretti loro’. La parola utilizzata da San Luca nel Vangelo è la stessa che usavano i tragediografi greci per esprimere il lamento, e nelle tragedie di solito viene messa in bocca al Coro e viene tradotta con ‘ohimé’ o ‘ahimé’: è il lamento davanti a una disgrazia e ad una situazione sfavorevole. Quindi Gesù non sta maledicendo nessuno. Però, nonostante questa spiegazione rimaniamo piuttosto perplessi, perché Gesù chiama ‘beati’ coloro che vivono situazioni oggettivamente disgraziate e chiama disgraziati coloro che vivono situazioni desiderabili: chiama ‘beati’ i poveri, gli affamati, i piangenti e i perseguitati, che per noi invece sono tutte condizioni da evitare il più possibile o da correggere.

    Chiama disgraziati i ricchi, coloro che sono sazi, coloro che ridono e coloro che ricevono grande stima da parte di tutti: come mai questo rovesciamento? Cosa è venuto in mente a Gesù? Per comprendere le beatitudini e i ‘guai’ dobbiamo pensare che Gesù in realtà non definisce ‘beati’ o disgraziati certi atteggiamenti, come se auspicasse per tutti la miseria, la fame, la persecuzione, il pianto: questa sarebbe una caricatura di Gesù. Gesù, semplicemente, prende atto della situazione e dice, parlando alle folle, che ci sono molti poveri, ci sono degli affamati, ci sono persone in lutto, ci sono persone perseguitate, incomprese. E sono ‘beati’ perché non sarà sempre così: ‘beati’ perché ci sarà un ribaltamento; Gesù non sta collocando la felicità nella miseria presente, ma nel riscatto futuro. Gesù non dice ‘beati voi poveri’ perché siete poveri ma: ‘perché vostro è il Regno di Dio’; non dice: ‘beati voi affamati’ perché siete senza cibo, ma: ‘perché sarete saziati’.

    C’è un ribaltamento da parte di Dio, c’è un riscatto, ecco l’annuncio gioioso di Gesù: la condizione svantaggiata è destinata ad essere rovesciata dal Signore. Perché questo annuncio non sia illusione, però, è necessario che già adesso ci sia una condivisione. Per questo Gesù, allo stesso modo, dice: ‘guai a voi ricchi’, ‘guai a voi che siete sazi’, che ridete… anche in questo caso non perché ricchi, non perché sazi, non perché gioiosi ma perché vi state aggrappando a ciò che avete adesso: così non avete futuro. Gesù chiede la condivisione: quando dice ‘guai a voi ricchi’ non intende fare i conti in tasca alle persone, intende dire ‘poveri voi se non condividete quello che avete’, poveri voi se non condividete la gioia, se non condividete il cibo, se non condividete il sorriso e i beni, se non condividete la stima. Tra la situazione attuale e la promessa futura c’è di mezzo il nostro impegno: per questo tra le beatitudini e i ‘guai’ non ci sono semplicemente degli annunci teorici, ma ci siamo noi.

    Il Signore ci chiede di cominciare adesso a cambiare la storia, a rovesciare le sorti di chi è nel bisogno, condividere, dare un sorriso a chi è affranto, non tenerlo per noi. Questa è la grande sfida per noi cristiani! Quando San Paolo nella seconda lettura usa la parola ‘commiserazione’, la usa proprio in relazione alla resurrezione e dice che se noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, cioè se non crediamo alla risurrezione, noi siamo da commiserare più di tutti gli uomini. Allora guai a noi se non condividiamo la fede: sarebbe inefficace, addirittura controproducente, parlare di resurrezione e testimoniare che crediamo nella vita oltre la morte se non cominciassimo adesso, qui, nella nostra storia presente a piantare dei semi di risurrezione, a testimoniare che la fede cambia la vita, non tanto con le parole ma con la condivisione.

    Questa sfida, voi che siete qui, l’avete già accettata, la state portando avanti perché state condividendo ciò che avete con i fratelli e le sorelle più fragili; state condividendo il tempo, state condividendo le energie, l’intelligenza, le risorse interiori, spesso anche le risorse materiali. State condividendo: e vi rendete conto che quando condividiamo, guadagna sia chi dona sia chi riceve, perché chi riceve guadagna tempo, affetti, sorrisi, e chi dona guadagna la propria umanità, si rende conto che estrae dal proprio cuore le energie più belle. Questo è il miracolo del dono che il Signore ci chiede di avviare adesso, senza aspettare il Regno dei cieli, perché il Regno dei cieli è affidato anche a noi.

    Chiediamo al Signore che nelle nostre relazioni ci aiuti a scoprire e a praticare sempre di più la logica del dono, dove guadagna sia chi dà sia chi riceve. Ci aiuti specialmente ad essere vicino alle persone ammalate scoprendo un po’ alla volta – questa almeno è anche la mia piccola esperienza di quando ero giovane – che vicino alle persone ammalate guadagna di più chi è sano di chi è infermo, perché si rende conto di ciò che conta davvero nella vita. Davanti alla malattia si vincono le tentazioni della superficialità, perché il malato è sulla cattedra più importante, che non è quella universitaria neanche quella episcopale, ma è la cattedra della vita. Chi sta accanto al malato impara ciò che conta davvero nella vita, il malato dona molto più di ciò che riceve.

    + Erio Castellucci
    ________________
    Dal sito diocesano di Carpi.
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  4. #24
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    Incontro del Vescovo con i preti provenienti da altri Paesi

    “PER ME SI TRATTA DI UN INCONTRO MOLTO SIGNIFICATIVO, È LA PRIMA VOLTA CHE VI RIUNITE COME SACERDOTI PROVENIENTI DA ALTRI PAESI E VI ACCOMUNA IL SERVIZIO ALLA CHIESA DI CARPI”.

    “Per me si tratta di un incontro molto significativo, è la prima volta che vi riunite come sacerdoti provenienti da altri Paesi e vi accomuna il servizio alla Chiesa di Carpi”. Con queste parole il vescovo Erio Castellucci ha aperto l’incontro che si è tenuto presso il centro pastorale di Sant’Antonio in Mercadello martedì 8 febbraio che ha visto convocati, su invito del delegato arcivescovile per l’accompagnamento dei sacerdoti provenienti da altri Paesi don Alex Sessayya, tutti i preti che sono impegnati nel servizio pastorale nelle parrocchie della diocesi e provengono da altre chiese sorelle nel mondo. Il Vescovo si è posto in ascolto, ha chiesto ai sacerdoti di aprirsi, di condividere quanto hanno nel cuore, gioie, difficoltà e problematiche nel loro percorso di accoglienza e collaborazione all’interno della comunità diocesana. Già il consiglio presbiterale nella riunione di qualche settimana fa aveva iniziato una riflessione sulla necessità di affrontare il tema dell’accoglienza e integrazione dei sacerdoti provenienti da altri Paesi, ormai in numero rilevante ben al di sopra della media nazionale, nella comunità diocesana. “E’ stata una bella opportunità per tutti – ha dichiarato don Alex al termine della riunione – c’è stata una presenza numerosa e partecipata. Lo scopo è innanzitutto creare un clima di ascolto e di serenità nel presbiterio per accrescere la comunione sacerdotale prima ancora di occuparsi delle problematiche pastorali. Il Vescovo ci ha ascoltato e incoraggiato in questo percorso. Al termine mi pare che i confratelli fossero tutti soddisfatti dell’incontro”. E’ stato proposto un secondo incontro con il Vescovo prima dell’estate.
    __________________
    Fonte: sito della Diocesi
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  5. #25
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    Nomina del nuovo Direttore dell'Ufficio Liturgico

    DON MAURO PANCERA DIRETTORE DELL’UFFICIO LITURGICO

    Il Vescovo di Carpi Monsignor Erio Castellucci ha provveduto alla nomina di don Mauro Pancera, attuale parroco di San Bernardino Realino in Carpi, Direttore dell’Ufficio Liturgico Diocesano, incarico prima ricoperto da don Luca Baraldi.

    Lo stesso don Pancera è stato nominato delegato diocesano per il Congresso Eucaristico nazionale che si terrà a Matera dal 22 al 25 settembre 2022.
    ___________________
    Dal sito della Diocesi
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  6. #26
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    Vitalità delle nostre parrocchie - News da Mirandola

    VITA DELLA PARROCCHIA DI SANTA MARIA MAGGIORE DI MIRANDOLA AL TEMPO DEL SINODO: DALLA VICINANZA AI PIÙ FRAGILI ALLE ATTIVITÀ PASTORALI

    Quante occasioni di ascolto!

    Vicinanza nella fragilità



    Nella parrocchia di Santa Maria Maggiore a Mirandola, in queste ultime settimane sono state numerose le occasioni di “farci prossimi” ai fratelli e sorelle in situazioni di fragilità. Fra questi momenti, venerdì 11 febbraio, festa della Beata Vergine di Lourdes e Giornata del malato, durante le Messe è stato possibile, per chi lo desiderasse, ricevere il sacramento dell’unzione degli infermi. Di fronte alla cosiddetta “estrema unzione” spesso siamo titubanti o timorosi, perché la colleghiamo immediatamente alla morte: in realtà è proprio un aiuto per affrontare ed attraversare insieme al Signore i momenti di profonda difficoltà, in cui siamo provati fisicamente o spiritualmente. Durante le celebrazioni di venerdì scorso in tanti si sono accostati all’altare per ricevere questo sacramento: anziani e ammalati, certo, ma anche giovani, consapevoli di accogliere un dono di Dio, a sostegno della nostra fragilità.Domenica 6 febbraio, inoltre, abbiamo celebrato la Giornata per la vita, durante la quale abbiamo pregato per tutte le mamme in attesa di un bambino - si veda qui nella pagina l’articolo sull’adesione a Progetto Gemma - e anche per le situazioni in cui la vita è particolarmente fragile, ma ugualmente degna di essere custodita, come l’anzianità e la malattia.
    Prima ancora, il 30 gennaio, la Giornata dei malati di lebbra ci ha ricordato che questa malattia miete ancora oggi tante vittime, soprattutto nei Paesi più poveri, e ci ha fatto capire quanto anche il nostro piccolo aiuto sia necessario per consentire l’accesso alle cure al maggior numero possibile di persone: in fondo al Duomo alcuni volontari del Gruppo missionario hanno pro- posto in vendita i vasetti di miele dell’associazione Aifo (Amici di Raoul Follerau), a sostegno dei progetti portati avanti da questa realtà che ha sede a Bologna.
    Gruppi sinodali al lavoro “dal vivo”
    Nelle scorse settimane hanno iniziato a riunirsi alcuni gruppi sinodali, per rifl ettere sulle “tracce” suggerite dai Vescovi (Conferenza Episcopale Italiana) e ascoltarela voce del maggior numero possibile di persone. Nel consiglio pastorale, tra i catechisti, all’interno delle Comunità Capi dei due gruppi scout (Mirandola 1 e Mirandola 2), tra gli educatori di AzioneCattolica... Ci piacerebbe
    poter proporre questa bella esperienza anche alle persone che sono un po’ più distanti dalla parrocchia: è certamente un approccio nuovo, attento alle persone “dal vivo”, alle prese con la vita quotidiana e le sue sorprese... Un momento di ascolto intenso, sincero e non giudicante: un respiro profondo, un istante in cui ci si ferma per guardare dentro e intorno a sé.
    Preparazione al matrimonio: 13 coppie in cammino
    Con il mese di febbraio sono iniziati gli incontri in preparazione al matrimonio: sono tanti i fidanzati che hanno chiesto di partecipare, perché hanno il desiderio e il progetto di sposarsi quest’anno, e si tratta di una notizia molto bella, un desiderio di futuro che invita alla speranza. Al momento è partito un primo gruppo di 13 coppie, che si riunisce il giovedì sera in via Posta: in primavera speriamo di poter avviare altri percorsi, per cercare di accompagnare tutti i fidanzati in questa fase così speciale della loro vita.
    Iniziazione cristiana, celebriamo insieme i sacramenti
    Dopo l’Epifania la ripresa degli incontri settimanali di catechismo è stata piuttosto faticosa: a causa dei numerosi contagi in ambito familiare e scolastico molti bambini sono rimasti in quarantena e per qualche settimana alcuni gruppi hanno completamente sospeso l’attività. Ora si sta ripartendo, lentamente e con tutte le precauzioni a cui siamo ormai abituati: dall’ultima settimana di febbraio inizieranno anche le celebrazioni dei sacramenti, prima confessione, prima comunione, cresima, che si svolgeranno su tanti turni per molte domeniche. Un bel momento di festa per i bambini, le loro famiglie, l’intera comunità parrocchiale

    Dal settimanale diocesano "Notizie" - Edition 20/2/2022
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  7. #27
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    In preghiera per la pace

    CATTEDRALE, PREGHIERA E DIGIUNO PER LA PACE IN UCRAINA

    La Chiesa di Carpi accoglie l’invito del Papa per la giornata di preghiera e digiuno per la pace in Ucraina.

    MERCOLEDÌ 2 MARZO DALLE ORE 12 ALLE ORE 14 APERTURA STRAORDINARIA DELLA CATTEDRALE

    La Chiesa di Carpi accoglie l’invito di Papa Francesco alla giornata di preghiera e digiuno per la pace in Ucraina, indetta per il 2 marzo, Mercoledì delle Ceneri, inizio della Quaresima. Per l’occasione viene proposto un momento pubblico di preghiera personale e comunitaria aperto a tutti, con l’apertura straordinaria della Cattedrale dalle ore 12 alle ore 14. La preghiera sarà presieduta dal vicario generale della Diocesi, monsignor Gildo Manicardi. La preghiera e il digiuno proseguiranno poi per l’intera giornata in particolare nel corso delle celebrazioni per il Mercoledì delle Ceneri che si terranno in Cattedrale alle ore 19 e in tutte le parrocchie della Diocesi.

    Purtroppo gli eventi di queste ultime ore vedono disattesi i ripetuti appelli del Papa ad astenersi “da ogni azione che provochi ancora più sofferenza tra le popolazioni, destabilizzando la convivenza tra le nazioni e screditando il diritto internazionale”. Nel corso dell’udienza generale di mercoledì 23 febbraio aveva affermato: “Nonostante sforzi diplomatici delle ultime settimane – ha denunciato Francesco – si stanno aprendo scenari sempre più allarmanti. Con me tanta gente nel mondo sta provando angoscia e preoccupazione. Ancora una volta la pace di tutti è minacciata da interessi di parte. Vorrei appellarmi a quanti hanno responsabilità politica perché facciano un serio esame di coscienza davanti a Dio, che è il Dio della pace e non della guerra: il padre di tutti, non solo di qualcuno, che ci vuole fratelli e non nemici”. Rivolgendo, poi, un appello a “credenti e non credenti”, il Papa ha proposto per il 2 marzo, Mercoledì delle Ceneri, una Giornata di preghiera e digiuno: “Gesù ci ha insegnato che all’insensatezza diabolica della violenza si risponde con le armi di Dio, con la preghiera e il digiuno. La Regina della pace preservi il mondo dalla follia della guerra”.
    _________________
    FONTE:sito della Diocesi
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  8. #28
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    News diocesane

    “PARROCCHIE SOSTENIBILI PER UN’ECOLOGIA INTEGRALE”

    IL PROGETTO VERRÀ PRESENTATO MARTEDÌ 1° MARZO ALLE ORE 20.45 A QUARTIROLO ALLA PRESENZA DEL VESCOVO ERIO CASTELLUCCI

    L’ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro (PSL) della Diocesi di Carpi organizza per martedì 1° marzo 2022 alle ore 20.45, presso la “Parrocchia Madonna della Neve” (Quartirolo), un incontro dedicato al tema della sostenibilità, che vedrà come ospite e relatore Walter Sancassiani, fondatore di “Focus Lab” e referente del Laboratorio Parrocchie Sostenibili dell’Arcidiocesi di Modena.

    Aprirà la serata una breve testimonianza di Matteo Manicardi, Emanuele Pasquali e Maria Giulia Medici, delegati diocesani alla 49° Settimana Sociale dei cattolici italiani svoltasi l’ottobre scorso a Taranto. Interverranno durante la serata anche mons. Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola e vescovo di Carpi, e don Carlo Bellini, parroco di San Giuseppe e vicario episcopale della pastorale e dell’evangelizzazione.

    Oggetto della relazione di Walter Sancassiani sarà il Report delle attività svolte nell’ambito del Laboratorio Parrocchie Sostenibili dell’Arcidiocesi di Modena nell’anno 2021, un percorso di confronto, dialogo, condivisione e co-progettazione di pratiche sostenibili ispirate a valori cristiani.

    “Ispirati dall’enciclica Laudato Si’ e dall’Agenda 2030 dell’ONU – spiega Nicola Marino, direttore della PSL della diocesi di Carpi – desideriamo tornare a focalizzare la nostra attenzione sul tema della sostenibilità ambientale e sociale delle nostre parrocchie. Il lavoro portato avanti a Modena è un esempio virtuoso, cui vogliamo guardare per coinvolgere anche parroci e laici del nostro territorio affinché in ogni comunità si possa creare un gruppo di persone sensibili a questi temi, capaci di animare e concretizzare buone pratiche, per una vera ecologia integrale anche a livello parrocchiale”.

    (Fonte: sito diocesano)
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  9. #29
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    News diocesane

    FESTA DEL PATRONO DEI GIORNALISTI CON IL VESCOVO ERIO

    Gli Uffici Diocesani per le Comunicazioni Sociali di Carpi e di Modena-Nonantola hanno invitato per GIOVEDÌ 3 MARZO, DALLA 11.15 ALLE 12.45, PRESSO IL PALAZZO VESCOVILE DI CARPI, i giornalisti e gli operatori della comunicazione per un momento di confronto tenendo fede all’appuntamento annuale della festa del Patrono dei giornalisti.

    L’edizione 2022 si colloca all’interno del Cammino sinodale e pertanto si presenta come un’ottima occasione per sperimentare la dimensione dell’ascolto. Infatti nella lettera di convocazione si evidenzia che “quest’anno è desiderio del vescovo Erio incontrarVi per un momento di ascolto che si inserisce nel cammino sinodale, un cammino di ascolto con tutti, credenti e non credenti, che sta coinvolgendo le chiese in Italia nella prospettiva di un percorso pluriennale con varie tappe. Nello spazio di dialogo previsto nel programma sarà possibile condividere pensieri e considerazioni a partire dalla specificità della professione giornalistica”.

    Con questo presupposto sono stati anticipati alcuni possibili suggerimenti per una riflessione da condividere insieme e se possibile in seguito per dar vita ad un gruppo sinodale tematico con chi vorrà proseguire il dialogo. Tra i temi proposti: Tutti sono invitati a parlare con coraggio e franchezza, cioè nella libertà, nella verità e nella carità; cosa permette o impedisce di parlare con coraggio, franchezza e responsabilità nella società?; Ascolto: in che modo l’invito ad “ascoltare con il cuore” interpella la nostra professione?; Sinodo: può essere un’opportunità di riflessione anche per i professionisti della comunicazione?

    Dopo un primo momento di informazione sui passi compiuti fino ad ora dalle due diocesi nel cammino sinodale ci sarà spazio per un dialogo tra il vescovo Erio e i giornalisti presenti.

    Info: ufficiostampa@carpi.chiesacattolica.it – T. 335 5274511

    (Dal sito diocesano)
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  10. #30
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    Vitalità delle nostre due diocesi - I giovani protagonisti

    INCONTRO DI PAPA FRANCESCO CON GLI ADOLESCENTI A ROMA

    LA PASTORALE GIOVANILE DELLA DIOCESI DI CARPI SI È ATTIVATA PER L’ORGANIZZAZIONE DELL’INCONTRO DI PAPA FRANCESCO CON GLI ADOLESCENTI (12-17 ANNI) A ROMA IL 18 APRILE PROSSIMO, LUNEDÌ DELL’ANGELO.

    Per l’occasione si terrà il gemellaggio dei ragazzi di Carpi con i coetanei dell’Arcidiocesi di Modena-Nonantola, prima dell’ingresso in piazza San Pietro. Il Vescovo Erio Castellucci sarà infatti presente e i partecipanti, con gli educatori e i catechisti, si ritroveranno insieme per un momento comune intorno al loro Pastore.

    Di seguito il programma previsto dalla Pastorale giovanile della Diocesi di Carpi.

    Lunedì 18 aprile 2022, Roma – Papa Francesco incontra gli adolescenti – Carpi c’è!
    Programma

    Ore 00.30: partenza in bus

    Ore 7.00: arrivo a Roma, colazione e mattinata a Roma

    Ore 12.30: pranzo al sacco

    Ore 13.30: gemellaggio tra i ragazzi delle Diocesi di Modena-Nonantola e di Carpi insieme al Vescovo Erio

    A seguire, cammino per le strade di Roma verso piazza San Pietro per vivere l’incontro con Papa Francesco

    Rientro a Carpi in tarda nottata

    Con Green Pass rafforzato

    Costo: 55 euro a partecipante

    Iscrizioni entro il 27 marzo (si consiglia di effettuare quanto prima l’iscrizione)

    Inviare a pastoralegiovanile@carpi.chiesacattolica .it numero partecipanti del gruppo, nome, cognome e cellulare del responsabile, ricevuta bonifico cumulativo.

    (Dal sito diocesano)
    ------------------------
    Virtus ex Alto

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