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Discussione: Cronaca della Diocesi di Carpi - Anno 2022

  1. #71
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    Mostra sulle visite dei Papi nella Diocesi di Carpi

    MOSTRA SULLE VISITE DEI PAPI NELLA DIOCESI DI CARPI

    Un significativo evento di rilievo storico e culturale



    Una mostra video-fotografica per ricordare in particolare gli anniversari delle visite di Benedetto XVI (10°) e Francesco (5°). Inaugurazione sabato 14 maggio alle ore 10 in Cattedrale a Carpi
    “I Papi e la Chiesa di Carpi – Responsabilità ‘romana’ e tenerezza paterna” è questo il titolo della mostra video-fotografica interattiva che sarà inaugurata sabato 14 maggio alle ore 10 in Cattedrale a Carpi dove rimarrà esposta fino al 6 giugno. La mostra, attraverso un percorso storico, documenta la presenza dei Papi nella storia della Chiesa carpigiana tramite foto, video e iconografie: ben sette pontefici in oltre mille anni di storia presi in considerazione. La mostra si sofferma in particolare sui tre Papi che negli ultimi trent’anni hanno visitato la diocesi di Carpi: Giovanni Paolo II (1988), Benedetto XVI (2012), Francesco (2017).L’iniziativa culturale si colloca all’interno del programma “San Bernardino da Siena Patrono 2022” ed è stata ideata per ringraziare per questa speciale predilezione e rendere omaggio ad una successione di eventi davvero straordinaria per una piccola Chiesa locale.
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    Fonte: sito diocesano
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  2. #72
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    Festa del Patrono a San Possidonio e a Mirandola

    LE INIZIATIVE A SAN POSSIDONIO E A MIRANDOLA

    SAN POSSIDONIO
    Santa Messa presieduta dal Vicario generale

    La parrocchia e il comune di San Possidonio celebrano il Patrono, di cui portano il nome, domenica 15 maggio. Alle 11, nell’aula liturgica, il Vicario generale, monsignor Ermenegildo Manicardi, presiederà la Santa Messa solenne alla presenza delle autorità. Alle 17, sempre nell’aula liturgica, concerto preghiera “Luce della Parola”, con Enrico Baraldini, voce solista e chitarra. Seguirà, alle 18, la recita dei Vespri. Si concluderà nel parco di Villa Varini, alle 18.30, con l’AperiCena.

    MIRANDOLA
    Incontro interreligioso “Fratelli tutti nella pace”

    In continuità con le analoghe iniziative degli ultimi due anni, nell’occasione della festa del Patrono, domenica 15 maggio, dalle 17, presso il centro pastorale in via Posta 55, si terrà l’incontro fra diverse confessioni cristiane e religioni presenti a Mirandola e dintorni. L’iniziativa, dal titolo “Fratelli tutti nella pace”, è organizzata dal gruppo “16 maggio” – nato dall’incontro multiculturale con il Vescovo Castellucci tenutosi nel cortile dell’ospedale Santa Maria Bianca il 16 maggio 2020, in piena pandemia – in collaborazione con la Commissione per il dialogo ecumenico e interreligioso del Consiglio pastorale parrocchiale, e con il patrocinio del Comune di Mirandola. Interverranno la parrocchia, in particolare con i gruppi giovanili dell’Agesci e dell’Azione Cattolica, la chiesa cristiana evangelica The River di Mortizzuolo, e la comunità Sikh.

    Tenendo sempre come riferimento l’enciclica “Fratelli tutti” di Papa Francesco, ogni comunità darà voce, con canti, musica, e letture, all’impegno ad essere “artigiani della pace” e ad aprire sempre nuove vie alla conoscenza reciproca e al dialogo.

    SOLENNE CELEBRAZIONE IN DUOMO

    Lunedì 16 maggio, nella memoria liturgica di San Possidonio, patrono della città e del territorio di Mirandola, la solenne celebrazione eucaristica sarà presieduta alle 18.30, nel Duomo di Santa Maria Maggiore, dal parroco don Fabio Barbieri. Saranno presenti le autorità civili e militari e i rappresentanti delle diverse realtà cittadine.
    _________________
    Dal sito della Diocesi
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  3. #73
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    Incontro ecumenico delle Chiese Cristiane di Modena

    INCONTRO ECUMENICO DELLE CHIESE CRISTIANE DI MODENA

    DOMENICA 15 MAGGIO, A CIBENO DI CARPI, INCONTRO ECUMENICO DEL CONSIGLIO DELLE CHIESE CRISTIANE DI MODENA

    PREGHIERA PER L’UNITÀ DEI CRISTIANI E PER LA PACE



    La Diocesi di Carpi ospita nella nuova chiesa della parrocchia di Sant’Agata di Cibeno una celebrazione ecumenica del Consiglio delle Chiese Cristiane di Modena. Domenica 15 maggio, alle ore 17, nella chiesa della Santissima Trinità di Cibeno si terrà, dunque, la preghiera ecumenica “Uniti nella luce del Risorto”. Guidati dall’evento della resurrezione di Gesù i fedeli pregheranno per l’unità del mondo e dei cristiani in questi tempi difficili, aiutati da una liturgia solenne e suggestiva che mette a tema la luce. Offrirà una meditazione la teologa Viviana De Marco, docente di teologia fondamentale ed ecumenismo presso l’Istituto Teologico Regionale delle Marche.

    Il Consiglio delle Chiese, che per la prima volta è presente nella Diocesi di Carpi, riunisce rappresentanti di tutte le Chiese del territorio della provincia di Modena: cattolici, ortodossi e protestanti.

    La celebrazione, pensata unitariamente dal Consiglio, è concretamente organizzata dall’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Diocesi di Carpi.

    - Fonte: sito della Diocesi -
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  4. #74
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    Il nostro cammino sinodale

    Sintesi diocesana dell’ascolto nei gruppi sinodali



    RILETTURA DELL’ESPERIENZA SINODALE

    L’esperienza di questo primo anno è stata senza dubbio una sorpresa sotto diversi punti di vista.

    Sebbene in molti, fin da subito, abbiano mostrato entusiasmo per questo percorso, ad un certo punto c’è stata in tanti la sensazione che il cammino faticasse a decollare e che, di fatto, prevalessero la sfiducia e la stanchezza. Con il passare del tempo invece, e soprattutto nei mesi di marzo e aprile, si è visto affiorare il lavoro dei gruppi sinodali che invece fino ad allora era rimasto un po’ nascosto e silenzioso.

    Questo primo anno di cammino sinodale ha risentito anche di periodi particolarmente complessi, soprattutto in relazione alla pandemia che, tra la fine del 2021 e i primi mesi 2022, ha reso le cose particolarmente difficili. Questo aspetto, unitamente ai tempi stretti, ha fatto sì anche che risultasse più difficile l’incontro con persone di realtà più distanti dal vissuto ecclesiale, proprio perché questo avrebbe richiesto un tempo di costruzione maggiore, sebbene rimanga un obiettivo complesso.

    Ci siamo comunque resi conto da subito che lo stile sinodale non è esattamente nelle nostre corde e quindi non è stato facile, ma, nonostante la fatica iniziale, è stato generalmente apprezzato.

    Per quanto riguarda i contenuti, ci ha sorpreso trovare nei vari contributi convergenza su tematiche in realtà considerate da molti non così presenti o esposte a livello comunicativo.



    DISCERNIMENTO DEI CONTRIBUTI RACCOLTI
    In complesso sono stati raccolti 116 contributi dai gruppi sinodali. La maggior parte dei gruppi era composta da persone adulte o anziane (50-70 e 30-50), ma sono arrivati anche vari contributi di gruppi nella fascia di età 18-30.

    Pur partendo da nuclei tematici diversi, nella maggior parte dei gruppi sinodali si è arrivati ad evidenziare questioni legate all’accoglienza, al dialogo, alla vita liturgica e ai giovani; i temi emersi in modo trasversale dal discernimento però sono stati molti di più, e il loro intreccio, seppur non immediato, è risultato particolarmente arricchente.

    Laici e sacerdoti
    Emerge la consapevolezza che servano nuove forme di responsabilità nella gestione della parrocchia, dove anche ai laici sia delegato molto di più, ma non in modo solitario e individualistico. Il tema di fondo però non riguarda solo “chi fa cosa” ma sembra proprio che il tema sia la collaborazione e la corresponsabilità. Spesso i laici si sentono poco coinvolti o considerati nelle scelte, e la sensazione è che, in molti casi, ci si avvalga dei laici solo in termini funzionali, ossia perché i sacerdoti sono pochi o molto impegnati. La gerarchia dei ruoli ecclesiali poi viene sentita da alcuni essenzialmente come un sistema che crea solo disparità.

    È significativo su questo punto, che anche i resoconti ricevuti da gruppi sinodali con sacerdoti o religiosi, esprimessero questa necessità, anche se con sfumature e motivazioni evidentemente diverse.

    In più casi però si nota un eccesso di clericalismo, e si ritiene necessario che i sacerdoti limitino il loro spazio d’azione.

    Molto interessante è la sottolineatura del fatto che in parrocchia i laici sembrano vivere in modo sempre più solitario la loro esperienza, e che questo coinvolga anche i sacerdoti, che per molti non dovrebbero vivere da soli ma in vere e proprie comunità, alternandosi anche nel servizio in diverse parrocchie senza rinchiudersi in un solo spazio.

    Infine si è manifestato il desiderio che i sacerdoti siano più presenti dove c’è sofferenza.

    Donne
    Seppur con accenti diversi rispetto al tema laici-sacerdoti, si ritiene anche qui necessaria una maggior cooperazione. In vari infatti segnalano la necessità ad esempio di una “doppia presenza” nei ruoli decisionali, di una spinta verso i ministeri alle donne o al sacerdozio femminile, ma il punto che emerge di più riguarda proprio il “maschilismo” e addirittura il “patriarcato” che si respira nella Chiesa, nonostante il fatto che poi nella quotidianità sembra che siano numericamente molte di più le donne impegnate a servizio della Chiesa rispetto agli uomini. Il disagio non appare solo come una questione di mero potere, sebbene sia un tema neanche tanto nascosto, ma deriva dalla consapevolezza di non poter dare il proprio contributo specifico in ogni ambito e a tutti i livelli, e che questo contributo sembra non sia nemmeno richiesto, se non in ambiti particolari e comunque con scarsa collaborazione.

    Poveri
    Il tema dei poveri e della carità non è emerso particolarmente, e anche i gruppi sinodali nei quali fossero coinvolte persone in situazioni di povertà o con particolari fragilità sono stati numericamente pochi. Chi ha affrontato il tema però ha espresso con chiarezza che ritiene la Chiesa un vero e proprio sinonimo di Carità, e che essa deve essere come una seconda famiglia per tutti. In più è chiara la convinzione che è sulla carità che possiamo e dobbiamo trovare alleanze e punti di incontro con non credenti e altre religioni.

    Liturgia, Parola di Dio e Comunicazione
    Il discernimento ha portato molti ad esprimersi sulla liturgia, e in particolare sulla messa domenicale.

    La parola che più di tutte è uscita è “gioia”, auspicando che le celebrazioni siano in grado di coinvolgere e comunicare molto di più la gioia. Di converso poi, soprattutto in riferimento ai più giovani, le parole più usate sono state “noia” e “significato”. Ci sono parole e gesti, utilizzati nella liturgia e nella catechesi, che secondo alcuni non dicono più nulla, oppure non hanno più il significato che la Chiesa vuole attribuirgli. Si pensa sia necessario ritradurre o smettere di utilizzare tutto ciò che per motivi culturali o di sensibilità non comunica più nulla (parole, gesti, simboli…).

    Si spera in una liturgia più “essenziale” e “relazionale” con un protagonismo dei fedeli e della loro vita. Si è avvertita infatti in più gruppi la necessità di far emergere di più la narrazione della vita quotidiana delle persone perché la liturgia sembra spesso fuori dal mondo, staccata dalla realtà. Deve crescere molto il coinvolgimento delle persone e la conoscenza reciproca di chi partecipa, con più attenzione a bambini, giovani e persone fragili, anziane e disabili.

    Anche la cura dell’ascolto della Parola di Dio è parsa a vari gruppi come un punto cruciale su cui concentrarsi. Si avverte la necessità di un maggiore ascolto della Parola di Dio e anche di un miglior approfondimento. La liturgia della Parola è ritenuta da molti fedeli un momento prezioso, ma alcuni ritengono che di fatto la proclamazione della Parola durante la liturgia, così come avviene oggi, non aiuti in alcun modo tale ascolto e che, anche al di là della liturgia, si avverta il bisogno di approfondire maggiormente le Sacre Scritture. Nell’ambito dei ministeri

    alcuni si sono chiesti se il ministero del “Laico missionario del Vangelo” abbia ancora una sua funzione.

    In linea con quanto espresso relativamente alla proclamazione della parola di Dio, è la cura della comunicazione più in generale e a vari livelli che viene individuata come un’attenzione fondamentale per camminare insieme. Le tecniche comunicative sono ritenute importanti oggi, ma all’interno delle parrocchie risulta spesso carente la basilare condivisione delle informazioni e lo scambio tra i diversi gruppi del proprio vissuto. Sostanzialmente in molti casi “uno non sa quello che fa l’altro”. Si ritiene poi importante, per essere accoglienti, coinvolgenti e inclusivi, che la comunicazione non sia elitaria, confusa o inutilmente complicata (nella catechesi ad esempio, ma anche nelle omelie).

    Accoglienza
    L’accoglienza è stata uno dei temi su cui, anche in contesti molto diversi tra loro, si è riflettuto di più.

    Secondo moltissimi la capacità di accoglienza della Chiesa deve crescere a tutti i livelli, ma nei fatti e non solo nelle intenzioni. Non basta avere l’intenzione di essere accoglienti, bisogna creare le condizioni perché tutti si sentano e possano effettivamente essere realmente accolti per come sono, nel rispetto della coscienza di ognuno.

    Il desiderio diffuso è che la Chiesa, nella liturgia e nella vita ordinaria, sia più capace di essere inclusiva.

    I disabili di ogni tipo ad esempio sembrano ormai di fatto esclusi o comunque ai margini, sia dalla liturgia che da gran parte della vita della Chiesa.

    A molti, soprattutto tra i più giovani, la Chiesa sembra spesso chiusa, perché fatica a mettersi in ascolto dei “diversi”. Sembra che abbia paura di ogni diversità. Si avverte forte il giudizio e il tabù su tematiche quali le convivenze o l’omosessualità, e dalla Chiesa ci si aspetta più coraggio proprio nell’accoglienza.

    Per essere sempre più accoglienti c’è chi auspica anche una crescita di percorsi per riaccogliere nella comunità chi ha avuto difficoltà nella vita.

    La tradizione viene da alcuni individuata come un elemento che spesso costituisce più uno scoglio che una risorsa, e per questo andrebbe superata.

    Colpisce infine come in più contributi sinodali emerga forte anche il desiderio di accrescere molto tutte le occasioni di incontro e dialogo anche informale e di fraternità conviviale.

    Coinvolgimento
    È forte il desiderio di crescere nella capacità di coinvolgere molte più persone nel cammino della Chiesa rendendola decisamente più inclusiva. In particolare viene evidenziata l’esigenza di immaginare modalità per coinvolgere di più chi dispone di poco tempo e di chi si avvicina alla fede e al percorso ecclesiale solo per un breve periodo della sua vita. Queste persone hanno diritto a trovare un loro spazio, e allo stesso tempo il loro contributo può essere importante proprio perché esprime esigenze e difficoltà della realtà quotidiana di moltissimi.

    Infine viene evidenziata da alcuni gruppi la necessità di aggiornare le modalità con cui si affrontano le catechesi, in particolare l’iniziazione cristiana di bambini e ragazzi ma anche la catechesi a giovani e adulti, perché spesso risultano tutt’altro che coinvolgenti e significative.

    Politica e società
    Anche su questo punto sembra che la cosa di cui ci si preoccupa di più non siano tanto le questioni particolari relative alla dottrina sociale o alle scelte politiche, ma la distanza dalla comunità ecclesiale che avverte chi si impegna in campo politico e sociale. Chi ha riflettuto su questi aspetti ha evidenziato la necessità da parte di chi si impegna in questi ambiti di sentire maggiormente la vicinanza della comunità ecclesiale.

    Giovani
    Vari gruppi, partendo anche da tematiche molto diverse, hanno posto la loro attenzione sui giovani. Oltre a segnalare un progressivo distanziamento da parte dei giovani nei confronti dei percorsi ecclesiali, molti però si sono concentrati sulla lettura del loro vissuto nell’incontro con la comunità ecclesiale. I giovani non di rado si sentono inadeguati di fronte alle proposte o pretese nei loro confronti e, nonostante i tentativi e i proclami, in realtà vengono in larga parte condannati dal giudizio degli adulti. Parallelamente a questa valutazione, è interessante che i gruppi sinodali composti da giovani non abbiano posto l’accento esplicitamente sulla loro condizione ma, affrontando tematiche ad ampio raggio, abbiano di fatto assimilato la loro esperienza a quella degli “esclusi” o più precisamente degli “invisibili”.

    I giovani però non si esprimono auspicando di essere lasciati a loro stessi, sono desiderosi di proposte che orientino e per questo non vogliono una Chiesa muta. Vorrebbero però avere la possibilità e lo spazio per sviluppare e vivere da protagonisti nella Chiesa una loro spiritualità specifica per questo tempo, anche se non incasellata o in linea con gli schemi predefiniti dalle strutture, e senza per questo o doversi sentire svalutati, strani, guardati con sospetto o messi da parte.

    È evidente a molti come nella pastorale oggi risulti molto più significativo fare esperienza di stili di vita evangelici più che ascoltare semplicemente contenuti astratti, e che il punto critico stia proprio nella capacità di entrare in sintonia, a tutti i livelli, con la vita reale e quotidiana delle persone.

    L’oratorio è stato indicato come uno strumento significativo in tal senso e per questo da rinforzare notevolmente.

    Importante infine l’accenno che alcuni hanno posto in particolare su preadolescenza e adolescenza: le difficoltà relazionali ed educative che le comunità vivono in concomitanza con questi importanti passaggi di vita, fanno sì che moltissimi ragazzi restino, di fatto, senza un vero accompagnamento.

    Anziani
    Alcuni gruppi sinodali composti da persone particolarmente anziane, hanno espresso il loro legame a forme di religiosità più devozionali o comunque tradizionali, ma hanno anche indicato proprio la preghiera come lo strumento migliore attraverso il quale potrebbero mettersi maggiormente a servizio dei giovani.

    Associazioni e movimenti
    Percentualmente non sono stati pochi i gruppi sinodali composti da persone con una forte esperienza associativa o di movimento. Il discernimento su questo punto però è arrivato soprattutto dai gruppi composti da persone che non vivono direttamente queste esperienze.

    Vari gruppi sinodali esprimono il desiderio, oltre che la necessità impellente, di un maggior coordinamento di associazioni e movimenti in relazione al cammino di tutta la comunità. Secondo alcuni c’è la tendenza, da parte di gruppi associativi e movimenti, all’autoreferenzialità e ad un certo individualismo, che rendono più difficile sentirsi parte dell’intera comunità, contribuendo in sostanza ad un’incomunicabilità di fondo.

    Dialogo, ascolto e collaborazione
    La capacità di dialogo, ascolto e collaborazione, è stata oggetto del discernimento di non pochi gruppi.

    Si è notato come l’ascolto, così come il dialogo, richiedano presenza costante e tempo. Alcuni poi si sono concentrati in particolare sul dialogo tra credenti (nelle parrocchie, tra amici, tra diverse parrocchie e gruppi …) e si è notato come spesso il dialogo risulti fumoso e un po’ lontano dalla realtà. Sembra che in molte situazioni ci sia effettivamente più possibilità e

    capacità di confronto con le realtà del territorio o con persone fuori dal contesto ecclesiale piuttosto che con parrocchie, gruppi o persone presenti in parrocchia.

    Famiglia
    Il tema del coinvolgimento ha fatto emergere alcune riflessioni più specifiche relativamente alle famiglie, e in particolare alla loro presenza in parrocchia e all’accompagnamento dei più piccoli nel cammino di iniziazione cristiana. I genitori, e in generale il contesto familiare, sembra a molti non essere più in grado in moltissimi casi di offrire una testimonianza significativa, però, allo stesso tempo, in vari si sono chiesti quale sia lo sguardo e il punto di vista con cui guardiamo alle famiglie nella comunità ecclesiale. In molti casi sembra che, occupati nel giudicare i comportamenti di genitori e figli, non si sia in grado di vedere le loro specifiche ricchezze. Sembriamo interessati e in grado di rivolgerci solo ad uno specifico modello familiare, senza dubbio presente ma un po’ stereotipato e sicuramente non più maggioritario. È necessario tener conto e accogliere senza giudizio nelle relazioni pastorali la complessità ed eterogeneità odierna della famiglia: credenti e non, diversità di fedi e culture, presenza o meno di figli, situazioni matrimoniali o modalità di convivenza diverse, condizioni sociali, economiche, lavorative …

    Abusi e scandali economici e finanziari
    Esce da molti la consapevolezza e la sofferenza per la contro-testimonianza evangelica che gli episodi di abuso di ogni tipo e gli scandali legati alla gestione dei beni nella Chiesa hanno portato e portano ancora. Emerge chiaro però anche il desiderio di andare avanti, riconoscendo ad ogni occasione con umiltà, coraggio e precisione tutti questi errori, e poi impegnandosi con decisione ad essere coerente fino in fondo.

    Anche a questo riguardo, ma non solo, alcuni giovani hanno valutato il sinodo come un’operazione sostanzialmente ipocrita, in quanto non motivata da un vero desiderio di innovazione ma solo per correre in qualche modo ai ripari in una situazione di continua fuga di fedeli, soprattutto giovani.

    Morale
    Oltre ad alcune questioni (omosessualità, abusi, scandali finanziari, situazioni familiari…) sulle quali la preoccupazione è sembrata spesso di carattere pastorale e relazionale, non sono emerse con particolare evidenza ulteriori attenzioni a tematiche di carattere morale. Un po’ sono state le fasce più giovani che vi hanno fatto accenno con maggior frequenza. Il desiderio però, più volte espresso, di essere a diversi livelli molto più vicini alla realtà vissuta quotidianamente dalle persone, si è allargato anche all’auspicio che la Chiesa riesca ad avvicinare maggiormente il magistero e i pronunciamenti pubblici a ciò che poi in realtà si porta avanti. Alcuni gruppi infatti hanno percepito che le posizioni della Chiesa a livello istituzionale sono sempre più rigide rispetto a quello che viene poi vissuto dalla maggior parte dei credenti e dalle comunità a livello personale o comunitario, dove ci si adatta molto di più anche alle situazioni contingenti.

    Scuola
    Alcuni gruppi si sono espressi sull’insegnamento della religione cattolica, riportandone con dispiacere la poca qualità ed efficacia, sia sui singoli ragazzi frequentanti sia sul contesto scolastico nel suo complesso. Il desiderio è che l’ora di religione a scuola diventi un momento di dialogo e confronto arricchente per tutti, e per questo si auspica che venga completamente ripensata.

    Prossimi passi
    La sensazione è che il cammino sinodale abbia intrapreso la strada giusta, ma che vada ben sostenuto in termini di coinvolgimento e motivazione, proprio perché sembra ancora fragile. Il secondo anno di ascolto risulta quindi necessario, proprio per far maturare i processi che sembrano essersi avviati.

    L’elemento che ricorre un po’ in tutti i contributi è che per camminare insieme sia necessario che nella Chiesa maturi la capacità di guardare, accettare, accogliere e prendersi cura di tutte le persone, nella loro reale condizione di vita, senza giudizi o barriere, e si facciano conseguenti scelte concrete affinché le relazioni, le attività e il cammino della Chiesa non risultino lontani o addirittura avulsi dalla realtà, ma anzi la amino, l’arricchiscano e la sostengano incondizionatamente.

    Non si può certo dire che i contributi ricevuti siano stati pochi, ma oltre a quello che c’è e che è stato valorizzato può essere significativo anche notare quello che manca. Colpisce infatti il pochissimo coinvolgimento nei gruppi sinodali di persone fragili ed emarginate, soprattutto se pensiamo ai tanti gruppi associativi, movimenti, parrocchie ecc … impegnate in opere caritative e, allo stesso modo, anche i giovani hanno partecipato in modo decisamente minoritario a questa prima fase.

    Soprattutto alla luce di quanto emerso dai contributi ricevuti, è importante che all’avvio del secondo anno di ascolto ci si interroghi su questa mancanza e si tenti qualche correttivo.

    - Fonte: sito diocesano -
    Ultima modifica di Carpense; 15-05-2022 alle 10:05
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  5. #75
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    Festa, preghiera, ricordo

    IN FESTA COL PATRONO

    VENERDÌ 20 MAGGIO ALLE 20.30 IN CATTEDRALE LA CONCELEBRAZIONE PRESIEDUTA DAL CARDINALE GUALTIERO BASSETTI, ARCIVESCOVO DI PERUGIA E PRESIDENTE DELLA CEI.



    Iniziative per il decennale del sisma

    EVENTI
    E’ articolato il programma previsto per la festa di San Bernardino da Siena, Patrono della Città e della Diocesi di Carpi 2022. Un calendario che si estende da maggio a giugno e che contempla anche la festa di San Possidonio, Patrono di Mirandola e San Possidonio (15-16 maggio) e la ricorrenza del 10° anniversario del sisma del 20-29 maggio 2012. Il programma, elaborato dal “Tavolo di lavoro San Bernardino da Siena Patrono” di cui fanno parte varie persone e realtà associative, è stato presentato venerdì 6 maggio nel corso di una conferenza stampa in Palazzo Vescovile alla quale hanno preso parte il vicario generale monsignor Gildo Manicardi e alcuni componenti del Tavolo che in questi mesi hanno collaborato per realizzare una serie di eventi che partono “dal basso”, ossia sono frutto delle esigenze e delle sensibilità di più mondi: Matteo Casalgrandi, Maria Vittoria Setti, Guia Tumiati e Alessandra Gallo. Insieme a loro anche Luca Ferrari con Matteo Ferrari e Simone Valla docenti della scuola media A. Pio che hanno presentato il concerto del 21 maggio.
    Tre le macroaree in cui si può “suddividere” il calendario: il programma religioso, l’animazione culturale e quella legata al decennale del terremoto, ma diamo la parola per una più dettagliata presentazione ai rappresentanti del Tavolo di lavoro. Monsignor Ermenegildo Manicardi, vicario generale della Diocesi di Carpi
    “Lo spirito delle iniziative risponde all’obiettivo di un ‘ampliamento’ che intendiamo proseguire nei prossimi anni, ossia inserire nella festa del Patrono di Carpi la festa della Diocesi intera, con attività che riguardano tutto il territorio. Questo è stato provvidenziale perché, quest’anno in particolare, consente di ricordare le vittime del sisma a 10 anni di distanza. Abbiamo realizzato un programma religioso e spirituale, con importanti liturgie anche a ricordo delle vittime del sisma, incentrato sulla preparazione alla solenne concelebrazione presieduta dal Cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della CEI, il 20 maggio. A questo seguiranno due importanti momenti il 29 maggio: la celebrazione eucaristica in suffragio delle vittime del terremoto, aperta a tutto il cratere sismico e quello dedicato alla memoria di don Ivan Martini. Il programma prevede poi delle riflessioni culturali proposte dal Tavolo organizzativo: un convegno per tracciare un bilancio della ricostruzione e dei danni, con una prospettiva al futuro, e uno finalizzato a capire cosa è cambiato nel cuore delle persone a seguito del sisma e della pandemia. Infi ne, in un’ottica di fraternità, si sono organizzati eventi per riprendere la vita comunitaria, come il concerto e la festa per i giovani, e altre attività che esprimono la comune voglia di stare insieme”.
    Matteo Casalgrandi, coordinatore del Tavolo “San Bernardino da Siena Patrono” “Abbiamo il dono di ri- prendere, senza restrizioni, il culto al Patrono della nostra città e della nostra Diocesi e di vivere gli eventi legati a questa ricorrenza.
    Bernardino fu uomo di evangelizzazione e di pace: qui a Carpi, come altrove, fu chiamato per le sue doti di mediazione e costruzione della pace fra le fazioni. In un momento come questo di tensioni e guerre - la nostra chiesa locale lo ricorda e lo invoca. C’è un calendario di iniziative molto ricco che ha origine da un Tavolo diocesano che ha riflettuto a lungo sulla nostra Chiesa, sul territorio e sull’attualità: ringrazio tutti i componenti per i contributi vivaci e interessanti che hanno permesso di offrire alla diocesi e alla città occasioni importanti di crescita nella preghiera, nella cultura, nella socialità”.
    Maria Vittoria Setti, referente del Tavolo di lavoro per i convegni dedicati al 10° anniversario del sisma “Il Kintsugi è l’arte giapponese di aggiustare ciò che si è rotto: si raccolgono i frammenti e si saldano tra loro, riempiendo le crepe con l’oro. Le fratture non vengono nascoste ma, al contrario, messe in rilievo, poiché si ritiene che un vaso riparato riesca a mostrare tanto la fragilità quanto la forza del resistere.
    E’ con questo spirito che, nell’ambito delle celebrazioni del Patrono di quest’anno, in una ricorrenza così importante, quella dei 10 anni dal Terremoto, e con lo spettro, ancora presente, della Pandemia, il Tavolo diocesano per il Patrono e il Laboratorio Teologico Realino hanno organizzato due convegni per fare memoria, celebrare e gettare nuove basi per progettare il futuro.
    Il primo convegno, dal titolo ‘Terremoto e pandemia: ricostruzioni e strutturazione del futuro’, che si terrà a Carpi il 28 maggio, vuole riflettere e dialogare non solo su ‘cosa’ si è ricostruito o meno, ma anche su ‘come’ rimettere la Comunità al centro di questo processo, come ridefinirla e ricostruirla dopo le ferite, valutando se è possibile ‘abitare i luoghi insieme’ e se questo tempo trascorso ha indicato nuove priorità e nuove possibilità.
    Nel secondo convegno, dal titolo ‘Il Terremoto e la Pandemia: sfide e atteggiamenti maturati’, che si terrà a Mirandola il 2 giugno, il focus si sposterà invece sulle risorse e sulle sinergie che le comunità civile e religiosa hanno saputo mettere in campo creativamente per far fronte alle difficoltà materiali e spirituali causate da Terremoto e Pandemia, dando vita a prassi virtuose che ci hanno arricchito e che ancora ci accompagnano. Due convegni in due città fortemente colpite dall’evento del 20/29 maggio 2012 e che raccolgono, in un abbraccio virtuale e fraterno, tutte le altre realtà del cratere”.
    _______________________
    Fonte: "Notizie" 15.05.2022
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  6. #76
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    Festa dei Giovani sabato 21 maggio

    PATRONO CARPI, FESTA DEI GIOVANI SABATO 21 MAGGIO

    “FESTA DEI GIOVANI” SABATO 21 MAGGIO, IN CENTRO A CARPI, ORGANIZZATA DALLA DIOCESI NELL’AMBITO DEGLI EVENTI IN ONORE DEL PATRONO.

    Tre laboratori sul tema “Costruttori di Pace”: fotografia, musica e sport.
    Si intitola “Costruttori di Pace” la Festa dei Giovani organizzata per sabato 21 maggio, nell’ambito degli eventi in onore del Patrono di Carpi, dal Tavolo diocesano animazione culturale San Bernardino da Siena in collaborazione con l’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile.
    Un evento fortemente voluto dai promotori, anche accogliendo richieste e suggerimenti da più voci, come proposta di ritrovata socialità per i ragazzi dall’ultimo anno delle scuole medie a tutte le superiori, in occasione della solennità del Patrono. Nel frattempo, lo scoppio del conflitto in Ucraina e la particolare sensibilità dimostrata al riguardo dal mondo giovanile hanno fatto sì che l’iniziativa fosse declinata sul tema della pace.
    Dunque, sabato 21 maggio, alle 17.45, ritrovo per tutti sul sagrato della Cattedrale. Dalle 18 alle 19.30, si terranno tre “laboratori” con cui, attraverso diverse forme espressive e attività, si darà voce alle speranze dei ragazzi in un mondo migliore e al loro impegno a costruire relazioni di pace. Il sagrato della Cattedrale si animerà con “Ri-scatti”, spazio dedicato alla fotografia; la musica riempirà il cortile del Vescovado; lo sport prenderà vita nel cortile dell’Oratorio Eden. Hanno aderito aggregazioni ecclesiali quali Agesci e Azione Cattolica, ma anche, in particolare nel laboratorio fotografia, Mediterranea Carpi e Aifo (Amici di Raoul Follereau). Tramite la collaborazione degli insegnanti di religione, l’iniziativa è stata divulgata nelle scuole, con l’invito a partecipare rivolto a tutti gli alunni. L’auspicio degli organizzatori è quello di riuscire a coinvolgere, nel corso delle attività di sabato 21 maggio, anche i ragazzi che passeranno nei pressi dei laboratori, poiché la ricorrenza del Patrono è la festa di tutta la città.
    Alle 19.30, di nuovo sul sagrato della Cattedrale, si terrà l’Apericena offerto ai giovani dalla Diocesi.
    L’iniziativa proseguirà, infine, con la partecipazione, alle 21, in Cattedrale, al concerto “Dove finisce l’arcobaleno” organizzato dal Comitato Musica&Sport – In memoria di Enrico Lovascio, sempre nell’ambito dei festeggiamenti per il Patrono, a sostegno dell’accoglienza dei profughi ucraini tramite i progetti della Caritas Diocesana di Carpi.
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  7. #77
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    Intensa partecipazione alla Messa presieduta dal card. Bassetti

    PATRONO DI CARPI: LA SOLENNE CELEBRAZIONE COL CARD. BASSETTI.



    Nella solennità di San Bernardino da Siena, Patrono della Città e Diocesi di Carpi, ieri sera alle 20.30 nella Cattedrale la Santa Messa solenne è stata presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, all’ultima sua uscita ufficiale prima della conclusione del suo mandato. Concelebranti principali sono stati l’Arcivescovo Erio e il Vescovo Lino Pizzi, emerito di Forlì Bertinoro.

    In apertura il saluto all’illustre cardinale è stato rivolto dal Vicario Generale Don Gildo Manicardi, essendosi l’Arcivescovo Erio riservato solo un saluto e un ringraziamento alla conclusione della celebrazione.

    Intensa e traboccante di umanità la parola del cardinale, sia all’omelia, dove ha tratteggiato con singolare efficacia la figura di San Bernardino, sia alla conclusione del rito, nel ringraziare i presenti e in particolare il Vescovo Erio per il suogeneroso impegno nella CEI, salutando infine con affetto i seminaristi di Carpi e Modena ed augurando loro di sognare all’alba la primavera della chiesa.

    Accanto ad una nutrita presenza di fedeli erano convenuti le autorità civili e militari, i rappresentanti del Tavolo diocesano animazione culturale San Bernardino da Siena, promotore degli eventi nella festa del Patrono, i Cavalieri del Santo Sepolcro e altre realtà cittadine.

    Già Nel maggio 2018 il Cardinale Bassetti era giunto a Carpi per presiedere all’inaugurazione del Museo diocesano nella Chiesa di Sant’Ignazio, restaurata a seguito del sisma del 2012. Aveva presieduto, inoltre, la celebrazione a Quartirolo per la professione solenne di suor Elena Balducci, clarissa del monastero di Carpi, giovane religiosa “figlia” della Chiesa di Perugia.
    Anche in occasione della festa di San Bernardino di quest’anno, il cardinale Bassetti ha fatto visita al monastero delle Clarisse, tramite il quale mantiene un legame di vicinanza e di comunione con la Diocesi di Carpi. Un legame che sicuramente si manterrà nel tempo, sia per l’amicizia col Vescovo Erio sia per l’affetto e la stima che il cardinale si è conquistato tra i carpigiani.
    Ultima modifica di Carpense; 21-05-2022 alle 08:36
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  8. #78
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    Festa del Patrono - L’omelia del Cardinale Gualtiero Bassetti

    SI RITIENE OPPORTUNO, A CONCLUSIONE DELLE NOTIZIE DEDICATE ALLA RICORRENZA DEL NOSTRO PATRONO DIOCESANO, RIPORTARE IL TESTO DELLA SIGNIFICATIVA OMELIA TENUTA DAL CARDINALE GUALTIERO BASSETTI.



    Caro fratello vescovo Erio, caro vescovo Lino, carissimo mons. Ermenegildo, sacerdoti, diaconi, consacrati, popolo santo di Dio. Un cordiale ossequio alle autorità civili e militari, e i rappresentanti del Tavolo diocesano per l’animazione culturale San Bernardino da Siena, promotore degli eventi nella festa del santo patrono.

    È per me motivo di gioia essere con voi in occasione delle celebrazioni per la festa di Bernardino da Siena, e ricordare i dieci anni del sisma del 20-29 maggio 2012, che nella vostra terra ha causato tanti danni materiali, provocando ferite profonde nella compagine sociale, rovinando chiese, palazzi e aziende. Grazie a Dio, pian piano, siete riusciti a tornare alla normalità, riprendendo la vita di sempre con impegno e sagacia. Ricordiamo stasera anche la drammatica esperienza che queste terre, come tante in Italia, hanno subito a causa della pandemia da Covid-19. Preghiamo per i tanti morti, perché il Signore li abbia nella sua pace.

    La straordinaria figura di san Bernardino da Siena o, sarebbe meglio dire, da Massa Marittima, dov’è effettivamente nato, mi è familiare, non solo perché a Massa Marittima, dove sono stato vescovo vi è ancora grande devozione, ma anche perché san Bernardino è assai conosciuto anche tra il popolo perugino, che ancora lo ricorda quale indomito predicatore, evangelizzatore, fustigatore dei cattivi costumi e paciere formidabile, in una città come Perugia, dove nel medio evo le fazioni cittadine si affrontavano con grande ferocia. Bernardino ha attraversato mezza Italia, predicando e favorendo opere sociali per alleviare la povertà della gran parte della popolazione di allora. È un santo che ci richiama dunque non solo alla ricerca della verità, ma anche della carità. Bernardino ritorna da noi e portaci la tua pace. Così lo descriveva san Giovanni Paolo II: “Bernardino, uomo riuscito e religioso esemplare, resta nella storia della cristianità soprattutto come apostolo. Predicatore itinerante come Cristo, come gli apostoli, egli fece del pulpito la sua cattedra. Egli fu il più grande predicatore popolare dell’epoca, tanto che il Quattrocento fu definito “il secolo di San Bernardino”. In molte parti dell’Italia centrale e settentrionale sorgono altari, oratori, templi, eretti in memoria delle sue predicazioni e dei suoi miracoli. Ammirato dai semplici come dai dotti, dai magistrati come dagli uomini di Chiesa, Bernardino fu richiesto come vescovo a Siena, a Ferrara, ad Urbino. Egli rifiutò sempre, per mantenere la libertà di portare la sua parola ovunque ne fosse richiesto, essendo intimamente convinto di aver ricevuto da Dio la chiamata a questo ministero, e non ad altro.…..”.

    Il lezionario di questa santa Messa ci permette di compiere alcune riflessioni.

    La lettura dalla Prima lettera di san Paolo ai Corinzi illustra il grande impegno e l’entusiasmo con il quale l’Apostolo annunciava il Vangelo di Cristo, facendosi servo e debole per incontrare tutti gli uomini, in particolare i Gentili, cioè i pagani ai quali si rivolgeva. Ci potremmo chiedere se anche noi sentiamo l’urgenza per quello che Paolo definisce «il dovere di predicare il Vangelo», cioè la necessità di donare agli altri la gioia dell’incontro che abbiamo fatto con Cristo; certamente, san Berardino ha condiviso la stessa ansia missionaria che ha portato l’Apostolo Paolo fino a Roma.

    Come ho già detto, la predicazione di Bernardino non aveva un contenuto esclusivamente religioso o spirituale, ma era segnata anche da una forte impostazione civica: annunciando la Parola del Signore i nemici si riconciliavano, si costruivano reti di comunione, venivano denunciate le ingiustizie e cercato il bene comune. La società migliorava, grazie alla forza del Vangelo e alla conversione degli animi a Cristo.

    In una intervista pubblicata sul quotidiano Avvenire sostenevo proprio che «i cattolici non possono rinunciare a “sporcarsi le mani”, come dice il Papa, e non devono chiudersi nelle sagrestie abdicando alla missione propria del laicato di costruire nel “secolo” le basi di un nuovo umanesimo». E proprio ieri, a Perugia, si è tenuto un convegno internazionale di studi sul sindaco santo, Giorgio La Pira: dalla sua vita di cristiano e di uomo impegnato nel civile abbiamo avuto conferma che il cristianesimo è vivo, e ha la forza di liberare l’uomo. Certo, quello che un Giorgio La Pira o un Bernardino da Siena hanno compiuto non si si improvvisa! Alle spalle del predicatore francescano c’era la sua fraternità, quella dei Frati del Poverello d’Assisi; c’erano anni di studio e di formazione, e c’erano soprattutto la fede e l’amore per il Signore e per il suo santo Nome.

    Le altre letture della celebrazione odierna puntano, infatti, sul nome di Gesù, a cui Bernardino era tanto devoto. Dal libro degli Atti degli Apostoli apprendiamo che la Chiesa delle origini poteva compiere segni e guarigioni non perché agiva, potremmo dire, “per virtù proprie”, ma perché confidava «nel nome di Gesù Cristo il Nazareno».

    Anche oggi, carissimi fratelli e sorelle, dobbiamo domandarci quale sarà il futuro della nostra Chiesa. Di fronte alle difficoltà che non mancano potremo evitare ogni forma di scoraggiamento solo se avremo la consapevolezza che è il Signore a guidare la sua Chiesa. Pensiamo alla pandemia: nella stessa intervista di ieri ad Avvenire commentavo che questo flagello «dal punto di vista ecclesiale, ha sconvolto la vita comunitaria». Ma non dobbiamo avere timore. Pietro, nella pagina che abbiamo appena ascoltato, dice che tutto sembrava finire quando la pietra – cioè, Gesù – era stata buttata via, crocifissa, sepolta: invece, ecco che «la pietra scartata dai costruttori è divenuta testata d’angolo».

    Allo stesso modo, il brano del vangelo secondo Giovanni ci esorta a rivolgerci al Padre con fiducia, nel nome del Figlio: «qualunque cosa chiederete nel nome mio la farò».

    Il Padre stesso ci assicura che dopo la glorificazione del Figlio compirà nel suo nome opere grandi, anzi, ancora più grandi di quelle da lui compiute. E queste saranno l’opera di chi crede in lui: «chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi». Quanta fiducia ci viene da questa promessa, e quanta responsabilità! Il Padre, nella sua onnipotenza, decide di agire tramite i cristiani, grazie alla fede che questi ripongono nel suo Figlio. Comprendiamo, allora, che ai nostri problemi non ci sono soluzioni immediate o “magiche”: siamo noi, i discepoli del Signore, che – con l’aiuto dello Spirito Santo – possiamo cercare soluzioni e metterle in pratica.

    Il cammino sinodale delle nostre Chiese, e qui devo ringraziare il vostro arcivescovo Erio, un vero testimone del sinodo, ne è la riprova, e grazie al confronto, all’ascolto e alla preghiera, vuole trovare il modo perché le nostre comunità siano sempre più vive e capaci di annunciare Cristo Risorto.

    Carissimi, è questa per me l’ultima visita che faccio in una Diocesi italiana da presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Vi ringrazio per l’accoglienza e vi chiedo di pregare per la assemblea generale della CEI, che avrà luogo la settimana prossima a Roma.

    Ci affidiamo con fiducia alla Santa Vergine, a san Bernardino da Siena, e a tutti i santi della vostra Chiesa di Carpi, perché coloro che già contemplano il volto di Dio ci assistano nel nostro cammino e ci aiutino a rinnovare la Chiesa e a costruire una società nuova perché se noi crediamo Dio ha la possibilità di fare nuove tutte le cose.
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  9. #79
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    Decimo anniversario del terremoto in Emilia - Memoria e preghiera

    Diocesi di Carpi comunicato stampa n° 34 del 24 maggio 2022

    DECIMO ANNIVERSARIO DEL TERREMOTO IN EMILIA

    SANTE MESSE PRESIEDUTE DALL’ARCIVESCOVO ERIO CASTELLUCCI

    San Giacomo Roncole (Mirandola) - Presso la stele in memoria delle vittime del sisma
    Domenica 29 maggio, alle ore 16.30, a San Giacomo Roncole (Mirandola), nell’area esterna della parrocchia, si terrà la celebrazione eucaristica in suffragio delle vittime del terremoto presieduta da monsignor Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola e vescovo di Carpi. Sarà, inoltre, l’occasione per ringraziare Istituzioni, cittadini e volontari per l’opera di ricostruzione sostenuta e portata avanti. Presso la parrocchia di San Giacomo Roncole si trova la stele memoriale del sisma del 2012, fatta erigere dalla Diocesi di Carpi, per iniziativa del Vescovo Francesco Cavina, e inaugurata il 27 maggio 2016 alla presenza delle autorità religiose e civili e dei famigliari delle vittime del terremoto. Davanti al monumento, si fermò a pregare Papa Francesco il 2 aprile 2017, al termine della sua visita pastorale a Carpi e a Mirandola, prima di ripartire per Città del Vaticano.

    In caso di maltempo la Santa Messa sarà celebrata nella tensostruttura parrocchiale.
    Diretta televisiva su TVQUI (canale digitale terrestre 17 e streaming su www.tvqui.i

    ROVERETO SULLA SECCHIA - (NOVI DI MODENA). - IN SUFFRAGIO DI DON IVAN MARTINI

    Sempre domenica 29 maggio, alle ore 20.30, presso la parrocchia di Rovereto sulla Secchia (Novi di Modena), monsignor Erio Castellucci presiederà la Santa Messa in suffragio del parroco don Ivan Martini.

    A SEGUIRE, LA COMMEMORAZIONE PROSEGUIRÀ CON LA PROCESSIONE VERSO IL CIMITERO, CHE OSPITA LA TOMBA DI DON IVAN, PORTANDO LUNGO LE VIE DEL PAESE LA STATUA DELLA MADONNA TANTO CARA AL SACERDOTE E AL POPOLO DI ROVERETO.

    Esattamente il 29 maggio di dieci anni fa, di prima mattina, don Martini, con i vigili del fuoco, si trovava all’interno della chiesa parrocchiale, già danneggiata dalla scossa del 20 maggio, per cercare di recuperare gli arredi sacri. L’ulteriore crollo provocato dalla scossa sopraggiunta alle ore 9.03 lo colpì a morte. Proprio a motivo del sacrificio di don Martini, il paese di Rovereto fu scelto come luogo, dall’alto valore simbolico, della visita straordinaria di Papa Benedetto XVI il 26 giugno 2012 all’area del cratere sismico.

    - Dal sito della Diocesi -
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  10. #80
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    Due convegni sulla ricostruzione post terremoto

    In concomitanza con il decimo anniversario del sisma del 2012 e nell’ambito del programma di celebrazioni del Patrono di Carpi, San Bernardino da Siena, tra le iniziative previste sono stati inseriti due convegni organizzati dalla Diocesi di Carpi.



    “TERREMOTO E PANDEMIA: RICOSTRUZIONI E STRUTTURAZIONE DEL FUTURO”
    SABATO 28 MAGGIO, ORE 9-13, MUSEO DIOCESANO – CHIESA DI SANT’IGNAZIO A CARPI

    Interventi: prof. Ivo Lizzola, professore di Pedagogia sociale e di Pedagogia della marginalità e della devianza presso l’Università degli Studi di Bergamo, “Prossimità e Cura nella Città. Ricostruire le comunità dopo le ferite”; arch. Sandra Losi, direttore dell’Ufficio Patrimonio Immobiliare e responsabile ad interim dell’Ufficio Ricostruzione post sisma, “Come la Diocesi di Carpi ha vissuto la sua ricostruzione: quali possibilità future e quali priorità”; arch. Stefania Campioli, dottoranda presso il Politecnico di Milano, “Città e Comunità. Abitare i luoghi insieme”; arch. Lucia Guaitoli, docente al liceo Fanti di Carpi, con “Sharing Landscape: come il paesaggio può costruire la Comunità”; Gruppo Carpi 2030, “Carpi 2030: co-progettare un futuro sostenibile”.
    Interventi musicali con brani originali di Matteo Manicardi.
    Per la partecipazione all’evento, agli iscritti all’Ordine Architeti P.P.C. verranno riconosciuti di n. 3 CFP. Non è richiesta preiscrizione, la registrazione delle presenze avverrà in loco. La partecipazione è gratuita.
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    “TERREMOTO E PANDEMIA: SFIDE E ATTEGGIAMENTI MATURATI”
    GIOVEDÌ 2 GIUGNO, ORE 9.30-13, DUOMO DI SANTA MARIA MAGGIORE A MIRANDOLA

    Ideazione: Tavolo Culturale Bernardino da Siena Patrono e Laboratorio Teologico Realino Carpi
    Modera il Vicario generale della Diocesi di Carpi, monsignor Ermenegildo Manicardi
    Saluto di Letizia Budri, vicesindaco di Mirandola
    Primo momento: Testimonianze
    Dottoressa Carla Cestari Belli (Concordia); dottor Stefano Toscani (Mirandola); don Andrea La Regina (Caritas Italiana); lessandro Chiesa (responsabile della Comunità di Sant’Egidio di Parma).
    Secondo momento: Riflessioni
    Prof. Giuliano Albarani, in videoconferenza (Università di Modena e Reggio Emilia); Dott. Andrea Ballestrazzi (dottorando in Filosofia all’Università della Svizzera Italiana); suor Katia Roncalli (teologa, Fraternità Evangelii Gaudium)

    - Fonte: sito della Diocesi di Carpi -
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