Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Cronaca della Diocesi di Carpi - Anno 2022

  1. #171
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    Tra Modena e Carpi

    MATTINATA DI RITIRO PER ADULTI E GIOVANI CRESIMANDI E CATECUMENI

    Mattinata di ritiro per Adulti e giovani Cresimandi e Catecumeni e i loro accomapgnatori

    SABATO 26 NOVEMBRE 2022 - DALLE 9:30 ALLE 12:30

    A seguire pranzo insieme… per chi potrà trattenersi.
    L’iniziativa è organizzata congiuntamente dagli Uffici catechistici delle Diocesi di Modena-Nonantola
    e di Carpi.

    Per motivi organizzativi è necessario prenotarsi
    Centro Pastorale Mario Gasparini Casari
    S. Antonio in Mercadello, Piazza Matteotti, 12 – Novi di Modena

    Per info e iscrizioni al ritiro:
    UCD@modena.chiesacattolica.it
    ufficiocatechistico@carpi.chiesacattolic a.it
    Contributo per il pranzo € 8,00
    __________________________
    Fonte: sito della Diocesi di Carpi
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  2. #172
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    Chi è Don Francesco - Parla il Rettore del seminario metropolitano

    CHI È FRANCESCO CAVAZZUTI

    Prima gli studi e il lavoro come veterinario e poi la scelta del sacerdozio. Con una predilezione per gli ultimi

    Come prevede il rito dell’ordinazione è stato IL RETTORE DEL SEMINARIO INTERDIOCESANO DI MODENA E CARPI, DON MAURIZIO TREVISAN, a presentare pubblicamente all’assemblea il candidato al sacerdozio, partendo da alcune note biografiche, illustrando poi il suo curriculum scolastico e formativo, le esperienze pastorali realizzate e che l’hanno portato a maturare la scelta di un sì per sempre a Dio, alla Chiesa e ai fratelli.

    Francesco ha 40 anni, è figlio di Luigi e Daniela, ha una sorella maggiore, Chiara, un fratello, Davide e una sorella, Teresa, più piccoli. Originario della parrocchia del Corpus Domini, è cresciuto spiritualmente e umanamente soprattutto grazie all’esperienza di servizio presso l’Eden, l’oratorio cittadino della parrocchia della Cattedrale. È entrato in Seminario nel 2016, dopo avere conseguito la maturità al liceo scientifico-tecnologico Fanti, la laurea in medicina veterinaria a Parma e avere lavorato per diversi anni come veterinario, occupandosi in particolare della podologia bovina. Durante la formazione, ha fatto esperienze pastorali presso le parrocchie di San Nicolò in Carpi, di San Pietro in Vincoli in Limidi e presso la parrocchia di Santa Maria Maggiore in Mirandola, dove inizierà il suo ministero sacerdotale come viceparroco. Ha conseguito il baccalaureato in Teologia presso lo Studio Teologico Interdiocesano di Reggio Emilia.
    Francesco è una persona equilibrata, positiva e matura, che ha fatto della sua tensione verso gli emarginati l’intuizione dominante nel suo cammino di ricerca vocazionale, spinto dall’incontro vivo con il Risorto e dall’esperienza forte e immeritata di essere stato scelto e amato da Lui. Il dono della buona Notizia del Vangelo che ha accolto con la mente, con il cuore e con le mani, rimane, a suo dire, la roccia e la gioia su cui fonda la sua esistenza; in questi anni è cresciuto nel desiderio, più volte espresso, di donarsi a servizio del Signore e della Chiesa, per rendere più bella la vita degli altri, soprattutto delle persone che non hanno nessuno che si prenda cura di loro. Lo ha fatto concretamente, con dedizione, costanza e impegno, attraverso esperienze continuative presso la comunità Sinti, il carcere, la comunità di recupero per tossicodipendenti “La Torre” e ultimamente presso la “Casa del giovane” di Pavia; ma lo ha fatto anche attraverso il confronto schietto con i formatori e l’impegno a rendere più malleabile il proprio carattere e temperamento e nel cercare di gestire e smussare i propri limiti e i propri difetti; lo ha fatto, infine, con uno stile disponibile e attento verso i fratelli di cammino, in Seminario e nei contesti in cui si è trovato a vivere, non limitandosi però alla cerchia dei “più prossimi”, ma aprendosi autenticamente al desiderio di cercare e incontrare gli ultimi e i piccoli, per creare relazioni e farle crescere nella comunione.

    ALLA LUCE DEL CAMMINO FATTO E DEL DISCERNIMENTO ATTUATO CON LE DIVERSE REALTÀ CHE LO HANNO ACCOMPAGNATO, PERTANTO, DALLE INFORMAZIONI RACCOLTE PRESSO IL POPOLO CRISTIANO E SECONDO IL GIUDIZIO DI COLORO CHE NE HANNO CURATO LA FORMAZIONE, POSSO ATTESTARE CHE NE È DEGNO.


    FONTE: Notizie, Edition 27/11/2022 (con adattamento)
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  3. #173
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    Nel vivo ricordo di "Mamma Nina"

    65° ANNIVERSARIO DELLA MORTE DELLA VENERABILE MAMMA NINA

    SABATO 3 DICEMBRE, RICORRERÀ IL 65° ANNIVERSARIO DELL’INGRESSO IN CIELO DI MAMMA NINA, insieme al 19° compleanno dell’Agape, la struttura a lei intitolata per l’accoglienza di madri con bambini. Si celebra, dunque, quasi un secolo di attività”, poiché Marianna Saltini iniziò ad adoperarsi per le bambine in stato di abbandono già nei primi anni ‘30 del Novecento, rimasta vedova e in SEGUITO TRASFERITASI A SAN GIACOMO RONCOLE DAL FRATELLO, DON ZENO, IL QUALE A SUA VOLTA STAVA ALLORA ACCOGLIENDO BAMBINI E RAGAZZI IN CONDIZIONI DI DISAGIO.

    Anche quest’anno, la grande famiglia di Mamma Nina – le suore, le educatrici, le mamme e i bambini, i volontari, gli amici e i benefattori – si riunirà in preghiera per la ricorrenza intorno al vescovo Erio Castellucci. Sarà lui a presiedere la Santa Messa sabato 3 dicembre, alle 10, nella cappella della Casa della Divina Provvidenza. Seguiranno due momenti significativi a collegare passato, presente e futuro del seme gettato dalla Venerabile Saltini: la presentazione dell’archivio storico dell’opera di Mamma Nina, riordinato dal vice archivista diocesano, Mauro Giubertoni, e della nuova sede del Centro di Aiuto alla Vita (Cav) allestita presso la Casa della Divina Provvidenza.
    Sia l’Agape sia il Cav portano avanti oggi il carisma di Mamma Nina, in particolare nella realizzazione di un suo grande desiderio, quello di accompagnare e sostenere le madri in difficoltà e i loro bambini.
    _________________
    Dal sito della Diocesi
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  4. #174
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    Evento culturale diocesano


    (Proprietà: Carpense)

    PRESENTAZIONE DEL VOLUME “LA PRIGIONE DEI PRETI SUI TETTI DEL DUOMO”

    DOMENICA 4 DICEMBRE, ALLE 17.30, AL MUSEO DIOCESANO A CARPI, SARÀ PRESENTATO IL VOLUME “LA PRIGIONE DEI PRETI SUI TETTI DEL DUOMO” CHE contiene immagini e note storiche tratte dai graffiti del carcere per gli ecclesiastici un tempo situato sul tetto della Cattedrale

    Sarà presentato domenica 4 dicembre, alle 17.30, presso il Museo diocesano di arte sacra, nella chiesa di Sant’Ignazio a Carpi (corso Fanti 44), il volume dal titolo “La prigione dei preti sui tetti del Duomo”, edito dalla Diocesi di Carpi e da Arbor Carpensis, con la partecipazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi. Alla presentazione interverranno gli autori.

    Il valore di questa opera risiede nel suo essere un vero e proprio inedito, poiché si riproducono per la prima volta le immagini fotografiche dei graffiti ancora visibili sulle pareti della prigione sul tetto della Cattedrale, incisi con oggetti appuntiti o disegnati con colori di fortuna dai chierici condannati a qualche periodo di detenzione.

    Autori delle fotografie sono Mario Mazzurana, Rita D’Ambrosio e Marino Luppi: grazie alla loro professionalità e passione, certe scritte, illeggibili o addirittura labilissime ad occhio nudo, hanno acquistato consistenza e, seppure mutile, sono comunque state riportate. Ne emerge una testimonianza di vita, che oggi possiamo solamente immaginare, di presbiteri e chierici condannati dal giudizio dei superiori alla pena del carcere.
    I testi a corredo delle immagini sono di Andrea Beltrami, direttore del Museo diocesano, e Mauro Giubertoni, vice archivista della Diocesi di Carpi.
    Tutti sono invitati a partecipare alla presentazione di domenica 4 dicembre.

    (Fonte: sito diocesano)
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  5. #175
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    Itinerari di formazione pastorale - La parola al Vicario Generale

    RIFLESSIONE TEOLOGICA E CORRESPONSABILITÀ

    AL LABORATORIO REALINO INIZIANO SEMINARI E WORKSHOP PREVISTI PER LA PRIMA VOLTA NEL PROGRAMMA ANNUALE

    Nel programma del Laboratorio Teologico Realino (LTR) 2022-2023 per la prima volta compaiono due workshops/seminari. COME SI SVOLGERANNO E CHE OBIETTIVI HANNO? NE ABBIAMO PARLATO CON IL VICARIO GENERALE, MONSIGNOR GILDO MANICARDI. “Gli Workshops/ seminari sono una concretizzazione chiara dell’idea di Laboratorio - esordisce il vicario -. Non abbiamo voluto fare una scuola di teologia destinata a insegnare il sapere ufficiale, diciamo standard, delle discipline teologiche ‘scientifiche’. Il Laboratorio Teologico Realino invece ha voluto dare alla Diocesi di Carpi un luogo dove la riflessione teologica viene elaborata insieme facendo in un certo senso esercizio di corresponsabilità”.
    In che modo si è elaborato il programma per l’anno 2022-2023?
    Il programma che viene proposto per l’anno in corso è stato elaborato da oltre una trentina di responsabili a diverso grado: docenti, responsabili dei corsi, teologi professionisti e intellettuali supervisori, rappresentanti degli studenti, coordinatori. Sono sati così scelti e articolati i problemi delle singole persone, della società, della Chiesa e della cultura, che si pensa siano importanti da affrontare con un impianto teologico serio anche nel contesto concreto della nostra Chiesa di Carpi. Il Laboratorio è stato progettato - nel suo insieme - come una forma di sinodalità della riflessione e della maturazione comunitaria del pensiero.
    C’è qualche legame tra l’impianto del LTR e le attività di pastorale “ordinaria” della diocesi?
    Certamente: lo si vede dai temi. Un solo esempio: le prospettive dei ministeri di fatto e i ministeri istituiti, che presto saranno aperti anche al femminile, sono oggetto di workshop specifi ci e di moduli istituzionali del laboratorio. L’ecclesialità del Laboratorio la si vede anche dal fatto che ripetutamente appaiono come relatori sia il vescovo sia i vicari.
    A gennaio si svolgerà un modulo che ha come titolo “Preparazione ai tre ministeri istituiti, maschili e femminili”. Anche questa proposta ha a che vedere in qualche modo con gli workshops?
    Sicuramente. Lo si può comprendere anche guardando alle date degli incontri. Il seminario che ha come titolo “Il dono dell’Eucaristia. L’unico altare e le molte case”, rivolto ai ministri straordinari dell’Eucaristia è articolato in due momenti a dicembre e a maggio. A gennaio è offerto il modulo sulla Preparazione ai tre ministeri istituiti maschili e femminili. È offerta dunque ai ministri straordinari la possibilità di aprirsi alla riflessione sui ministeri istituiti. Un esempio quasi troppo concreto. I ministri straordinari – e soprattutto le ministre – hanno la possibilità di riflettere sul ministero istituito dell’accolito e forse arrivare a proporsi come accoliti/e istituiti/e.
    Un’ultima nota. Si è già svolto il convegno inaugurale dedicato al narrare ed anche quello di fine anno sarà dedicato all’argomento dei linguaggi della chiesa, che per la diocesi di Carpi e quella di Modena è stato scelto come quarto tema del sinodo. Oltre a questi momenti specifici c’è qualche altra relazione tra lo svolgimento del Sinodo ed il lavoro del LTR?
    Certo, ma non vale adesso la pena di elencare altri elementi di coerenza tra Laboratorio teologico e vita diocesana. Più importante insistere sul fatto che il Laboratorio ha già previsto un suo ciclo formativo per quando la Diocesi affronterà il quarto dei cosiddetti Cantieri di Betania lasciato alla scelta libera delle diocesi. Le diocesi di Modena-Nonantola e di Carpi – come già ricordato - hanno scelto insieme il tema dei linguaggi della Chiesa. Anche su questo aspetto il Laboratorio ha previsto a maggio un modulo che cercherà, nel clima della festa del patrono, di proporre un apporto di pensiero e di serietà anche teologica al tema dei linguaggi. Il nostro patrono San Bernardino da Siena è uno degli uomini che ha saputo scegliere al meglio il linguaggio e i suoi simboli per gli uomini del suo tempo (e non solo). Basti pensare al suo Cristo-gramma, ancora presente in tante facciate delle nostre case, e all’efficacia straordinaria della sua predicazione.

    A cura della Redazione di Notizie

    Fonte: settimanale diocesano "Notizie", Edition 4/12/2022
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