Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Cronaca della Diocesi di Carpi - Anno 2022

  1. #1
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    Cronaca della Diocesi di Carpi - Anno 2022

    CRONACA DELLA DIOCESI DI CARPI - ANNO 2022

    Virtus ex Alto

  2. #2
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    Cronache degli anni passati

    Per consultare le cronache dei decorsi anni vedasi in: "L'osservatorio dei Cattolici Romani" - Indice delle cronache delle Diocesi - Regione Ecclesiastica Emilia-Romagna
    Virtus ex Alto

  3. #3
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    Ambito territoriale - Notizie storiche

    LA DIOCESI DI CARPI (DIOECESIS CARPENSIS) È UNA SEDE DELLA CHIESA CATTOLICA, SUFFRAGANEA DELL’ARCIDIOCESI DI MODENA-NONANTOLA, APPARTENENTE ALLA REGIONE ECCLESIASTICA EMILIA-ROMAGNA.

    Territorio

    La Diocesi comprende la città di Carpi e tutti per intero i comuni in provincia di Modena di San Possidonio, Novi di Modena, Concordia sulla Secchia, Mirandola) oltre a Rolo in provincia di Reggio Emilia e le frazioni Limidi del comune di Soliera e Panzano del comune di Campogalliano. Inoltre essa si estende su una piccola zona del comune di San Felice sul Panaro, nell'area dell'abitato di Mortizzuolo-Confine.

    Sede Vescovile è la città di Carpi, dove si trova la Cattedrale di Santa Maria Assunta. In città sono presenti due monasteri femminili di clausura (cappuccine e clarisse) e fino al 2019 era presente un convento maschile (frati minori cappuccini), annesso alla monumentale chiesa detta “Tempio di San Nicolò”, che è stato chiuso dopo sei secoli di presenza ininterrotta.
    Il territorio è suddiviso in 39 parrocchie, di cui una eretta solo canonicamente, che attualmente costituiscono 8 zone pastorali.
    Nel 2016 contava 116.920 battezzati su 130.298 abitanti.
    I sacerdoti sono 67, di cui 51 secolari e 16 regolari. 16 i diaconi permanenti. Le religiose sono 59.

    È RETTA, DAL VESCOVO MONS. ERIO CASTELLUCCI – ARCIVESCOVO ABATE METROPOLITA DI MODENA-NONANTOLA, IN QUANTO LE DUE DIOCESI DI MODENA E DI CARPI DAL 7.12.2020 RISULTANO UNITE “IN PERSONA EPISCOPI”.

    NOTIZIE STORICHE


    La Chiesa di Carpi venne fondata dal Re longobardo Astolfo nel 751, il che è attestatodalla bolla “Commissa Nobis” di Papa Callisto II del 1123, che riprendeva una bolla papale risalente a dieci anni prima.
    Da questa documentazione, emerge come la Pieve di Carpi godesse di un profilo autonomo, che la rendeva dipendente direttamente e unicamente dalla Santa Sede.
    I privilegi di indipendenza vennero riconosciuti e confermati in anni successivi dai papi Gregorio VII e Urbano II.
    Alla Chiesa plebanale di Carpi, su istanza del principe della città Alberto Pio, nel 1512 e nel 1515 vennero aggregate diverse parrocchie e furono concesse agli arcipreti facoltà proprie degli ordinari diocesani, così come il
    conferimento della tonsura e degli ordini minori, la celebrazione dei pontificali
    ecc.
    Il successivo conflitto sorto ben presto con la Diocesi di Modena sulla concessione di queste facoltà rimase a lungo pendente.
    Su sollecitazione del Duca di Modena Francesco III, nel 1779 papa Pio VI, con la bolla “Inter plurimas”, elevò la Prelatura Nullius di Carpi a Diocesi pleno iure, nominando come primo vescovo diocesano il già arciprete Francesco Benincasa (1779-1793).
    La fondazione della diocesi venne a coincidere con il periodo rivoluzionario apertosi con la rivoluzione francese, che lasciò profondi strascichi sui fragili assetti della Chiesa locale.
    La soppressione del Capitolo della cattedrale (con il conseguente incameramento dei beni) fece così da preludio alla vacatio della sede episcopale protrattasi per ben sette anni dopo la morte di Monsignor Carlo Belloni (1794-1800), che aveva appena fatto in tempo ad espletare una visita pastorale.
    Lo stesso Capitolo aderì al concilio Gallicano, prima della ritrattazione che aprì la fase non meno problematica della restaurazione.
    Dal 1815 al 1820, infatti, la Diocesi, per ragioni di natura economica, non ebbe il successore di Giacomo Boschi (1807-1815).
    La normalizzazione conseguì poi un riconoscimento di natura formale nel 1821, quando alla Diocesi vennero aggregate le parrocchie dell’antico Ducato della Mirandola , pur con «grande dispiacere» del clero locale.
    I riflessi del moto insurrezionale del 1831 nel Ducato di Modena spinsero i vescovi Adeodato Caleffi (1826-1831) e Clemente Bassetti (1831-1839) ad un’interpretazione estensiva del legittimismo assolutistico come fattore di stabilizzazione religiosa e di tranquillità sociale.
    Il secondo arrivò a scrivere del duca Francesco IV d’Austria-Este che «egli e[ra] tutto per tutti».
    La piena convergenza tra autorità ecclesiastica e civile trovò una consacrazione nel concordato del 1841.
    Su questa linea rimase attestato anche Gaetano Maria Cattani (1850-1863) dopo i sommovimenti del 1848, che vennero letti quali sintomi di mali tesi a contrastare il primato della Chiesa all’interno della società.
    Va notato come tutti i vescovi nominati dalla fondazione della diocesi, secondo una tendenza destinata a perdurare fino all’avvento del fascismo, erano di origine emiliano-romagnola.
    Per di più, se si eccettua appena un caso, essi appartenevano alle chiese del Ducato di Modena.


    II - Dall’unità d’Italia all’avvento del fascismo

    La persistenza di questo approccio nelle nomine dei vescovi e nel governo della diocesi medesima spiega anche le difficoltà incontrate dalla Chiesa di Carpi nel periodo risorgimentale, di cui si fece interprete interprete lo stesso Monsignor Cattani nel timore che la religione potesse essere «tolta dall’Italia », con il conseguente invito ai fedeli a stringersi attorno alla «cattolica unità».
    Dal 1863 al 1871 e dal 1891 al 1895 si registrarono altri due periodi di vacanza della sede episcopale, legati ai ritardi nella concessione del previstodell’exequatur governativo.
    L’«intervallo» fu segnato dal lungo governo di Gherardo Araldi, che sollecitò ripetutamente il «diletto popolo» alla mortificazione, per far cessare i «castighi di Dio sull’Italia».
    La soppressione ventennale della plurisecolare processione dell’Assunta, a cui è dedicata la cattedrale, per «ragioni di ordine pubblico», divenne l’elemento simbolico del conflitto tra la Chiesa e il nuovo Stato unitario.
    Il successore Andrea Righetti (1894- 1924), parimenti debitore alla sensibilità diffusa di radicale opposizione agli effetti della secolarizzazione, che aveva introdotto la «blasfema e insipiente proclamazione dei diritti dell’uomo sovra i diritti di Dio», si trovò a dover fronteggiare il radicamento del socialismo, che ebbe nella Bassa modenese una delle sue più solide roccaforti emiliane, incontrando esso un diffuso consenso anche a motivo della grave crisi economica.
    Per combattere la piaga della povertà, il mondo cattolico carpigiano promosse, oltre ad una solida e attiva Conferenza di San Vincenzo, l’Opera del Pane di Sant’Antonio.
    Fu però soprattutto attraverso la vivacità dell’ “Opera dei congressi” che si dipanò la sfida al «pericolo rosso».
    Contro la piega clerico-moderata assunta dalla dirigenza locale, che si manifestava anche nelle elezioni amministrative, si mobilitarono i giovani murriani raccolti attorno a don Roberto Maletti (1878-1927), brillante polemista dalle colonne de «L’Operaio Cattolico» e instancabile organizzatore di istituzioni di diversa natura.
    Non si registrarono, invece, fermenti modernistici all’interno del clero diocesano.
    Il «rientro» in una sfera più strettamente religiosa avvenne dopo la prova della grande guerra.
    In questo periodo, sotto la spinta di don Armando Benatti (1887- 1937), assistente della Gioventù cattolica, sorsero diverse iniziative rivolte al mondo giovanile, che poi confluirono nell’Opera Realina, forme queste di apostolato sociale che innescando la reazione allarmata del fascismo locale.

    III - Dal periodo fascista al postconcilio

    La Chiesa di Carpi ritrovò una condizione di «normalità», dopo la lunga malattia di Righetti, negli anni dell’episcopato del bolognese Mons.Giovanni Pranzini (1924-1935), che appoggiò le intuizioni e l’apostolato di don Zeno Saltini (1900-1981), fondatore della ben nota “Opera piccoli apostoli”, poi trasformatasi in Nomadelfia, la città dove la «fraternità è legge », e della sorella Marianna, detta Mamma Nina (1889-1957), che, dopo essere rimasta vedova, avviò l’esperienza della Casa della Divina Provvidenza, per raccogliere ed «educare cristianamente» le bambine abbandonate.
    Un altro fratello, don Vincenzo Saltini (1896-1961), segretario dello stesso vescovo, avrebbe poi fondato l’Istituto degli Oblati di Gesù, con lo scopo di formare il clero in servizio nei seminari.
    Queste opere ricevettero l’approvazione canonica di Carlo De Ferrari (1935-1941), il quale, a differenza del predecessore, non mancò di tributare pubblicamente ossequi, non privi di venature nazionaliste, alla «pacificazione religiosa» attuata dal regime fascista.
    Il Vescovo De Ferrari consolidò l’iniziativa, avviata da Pranzini, dei grandi Congressi Eucaristici Diocesani, come momento di sacralizzazione della vita collettiva, che doveva ritornare a battere i sentieri indicati dalla Chiesa.
    A lui, inoltre, si deve la celebrazione del primo (e finora unico) sinodo diocesano.
    Vigilio Federico Dalla Zuanna (1941- 1952), già Generale dei Cappuccini, prese possesso della diocesi nel pieno della guerra, durante la quale, soprattutto nella fase finale, si prodigò per «incoraggiare tutti colla parola e coll’esempio, portandosi sempre in mezzo al pericolo », esemplarmente rappresentato dalla presenza in diocesi del tristemente noto campo di concentramento di Fossoli.
    In particolare, l’intrepido Vescovo intervenne con successo per evitare la rappresaglia nazifascista nei confronti di seicento persone.
    Nella bufera bellica, l’ex presidente dell’Azione cattolica Odoardo Focherini (1907-1944), beatificato da Papa Francesco nel 2013, mise in piedi, in collaborazione con Don Dante Sala, una rete per il salvataggio degli ebrei, che gli costò l’arresto e la deportazione nei campi di sterminio nazisti, dove morì martire.
    Il contesto difficile del dopoguerra fu segnato dall’uccisione di don Francesco Venturelli, parroco di Fossoli, a opera di ex partigiani.
    Mons. Dalla Zuanna cercò di salvaguardare la «scelta religiosa» su cui si era attestato nello scontro epocale con il comunismo.
    La difesa della comunità di Nomadelfia, posta in liquidazione con pesanti contraccolpi a livello ecclesiale, fu infine all’origine del suo allontanamento dalla diocesi, col classico “promoveatur ut amoveatur” , venendo elevato alla diocesi titolare di Morcisso col titolo di Arcivescovo.
    Il successore Mons.Artemio Prati (1953-1983), già parroco di Salsomaggiore, avviò la normalizzazione, puntando alla valorizzazione delle strutture tradizionali della Chiesa.
    Negli anni del suo lungo episcopato, che vide la crescita imponente della città e dell’economia locale, conobbe un sensibile irrobustimento l’associazionismo laicale.
    Vescovo affabile, semplice e prudente, ottimamente inserito nell’ambiente locale, contrariamente a quanto a Bologna e Modena fecero gli Arcivescovi Lercaro e Amici, accolse con cautela e circospezione le novità conciliari.
    Il breve episcopato del dotto vescovo ambrosiano Mons.Alessandro Maggiolini, teologo particolarmente in auge sotto il Pontificato di Giovanni Paolo II, si segnalò per una vigorosa dialettica a livello locale con le amministrazioni al governo della città. Più tranquillo e conformato sulle esigenze locali della nuova evangelizzazione il ministero del lodigiano Mons.Bassano Staffieri (1989/99)
    Il bolognese Mons. Elio Tinti (2000/2011), iterruppe la serie dei “vescovi di passaggio” e da subito amò intensamente la Chiesa di Carpi, che conquistò con la sua sapientia cordis, restando tuttora molto rimpianto. Il discusso episcopato del successore, il romagnolo Mons.Francesco Cavina (2012/19), si caratterizzò per la efficace azione promossa nella ricostruzione degli edifici religiosi nel dopo sisma, e in particolare per la messa in sicurezza della grande cattedrale e, non ultimo, per la visita memorabile di Papa Benedetto XVI nel 2012 e di Papa Francesco nel 2017.

    DAL 26 GIUGNO 2019 PER EFFETTO DELLE CLAMOROSE E IMPREVISTE DIMISSIONI DI MONS. CAVINA, LA DIOCESI È STATA RETTA IN VESTE DI AMMINISTRATORE APOSTOLICO DA MONS. ERIO CASTELLUCCI, ARCIVESCOVO METROPOLITA DI MODENA – NONANTOLA SINO AL 7 DICEMBRE 2020. IL GENEROSO ED ELEVATO MAGISTERO DI “DON ERIO”. È STATO DA SUBITO SEGUITO CON FECONDA E SERENA COLLABORAZIONE E PRONTA DISPONIBILITÀ SIA DAL CLERO SIA DAL LAICATO, MENTRE ALL’ORIZZONTE SI PROFILAVA, DAI PIÙ ACCOLTA FAVOREVOLMENTE, LA UNIONE DI FATTO DELLE DUE DIOCESI, SANCITA POI UFFICIALMENTE CON LA NOMINA DELL’ARCIVESCOVO CASTELLUCCI A VESCOVO DI CARPI IL 7.12.2020, DIVENENDO PER VOLONTÀ DEL PAPA LE DIOCESI DI CAPI E MODENA UNITE “IN PERSONA EPISCOPI”: PROMETTENTE AVVIO DI UNA SEMPRE PIÙ INCISIVA TESTIMONIANZA ECCLESIALE.
    Virtus ex Alto

  4. #4
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    Diocesi di Carpi

    CRONOTASSI DEI VESCOVI

    § Francesco Benincasa † (13 dicembre 1779 - 12 settembre 1794 deceduto)
    § Carlo Belloni † (12 settembre 1794 succeduto - 1800 deceduto)
    § Giacomo Boschi † (1808 - 1815 deceduto)
    § Filippo Cattani † (19 aprile 1821 - 3 luglio 1825 nominato vescovo di Reggio Emilia)
    § Adeodato Caleffi, O.S.B. † (1826 - 1830 nominato vescovo di Modena)
    § Clemente Maria Basetti † (28 febbraio 1831 - 12 giugno 1839 deceduto)
    § Pietro Raffaelli † (23 dicembre 1839 - 20 aprile 1849 nominato vescovo di Reggio Emilia)
    § Gaetano Maria Cattani † (7 gennaio 1850 - 28 gennaio 1863 deceduto)
    § Gherardo Araldi † (27 ottobre 1871 - 11 dicembre 1891 dimesso)
    § Andrea Righetti † (14 dicembre 1891 - 6 giugno 1924 deceduto)
    § Giovanni Pranzini † (18 novembre 1924 - 22 giugno 1935 deceduto)
    § Carlo de Ferrari, C.S.S. † (16 dicembre 1935 - 12 aprile 1941 nominato arcivescovo di Trento)
    § Vigilio Federico Dalla Zuanna, O.F.M.Cap. † (12 maggio 1941 - 24 novembre 1952 dimesso)
    § Artemio Prati † (31 dicembre 1952 - 7 aprile 1983 ritirato)
    § Alessandro Maggiolini † (7 aprile 1983 - 31 gennaio 1989 nominato vescovo di Como)
    § Bassano Staffieri (11 luglio 1989 - 10 luglio 1999 nominato vescovo di La Spezia-Sarzana-Brugnato)
    § Elio Tinti (17 giugno 2000 - 14 novembre 2011)
    § Francesco Cavina (14 novembre 2011 - 26 giugno 2019 dimesso)

    o ERIO CASTELLUCCI, DAL 26 GIUGNO 2019 (AMMINISTRATORE APOSTOLICO)
    O ERIO CASTELLUCCI, DAL 7 DICEMBRE 2020 VESCOVO DI CARPI E ARCIVESCOVO ABATE E METROPOLITA DI MODENA – NONANTOLA.

    SANTI PROTETTORI DELLA CITTÀ E DELLA DIOCESI

    · SAN BERNARDINO DA SIENA, CHE NELLA CITTÀ PREDICÒ DUE VOLTE NEL 1427 E NEL 1429; GLI SI ATTRIBUIRONO VARI MIRACOLI
    · SAN BERNARDINO REALINO, NATO A CARPI NEL 1530
    · SAN POSSIDONIO VESCOVO
    · SAN VALERIANO

    ALTRE FIGURE NOTEVOLI

    · Beata Maddalena da Carpi, monaca servita morta nel 1546;
    · Camilla Pio di Savoia, fondatrice del monastero di Santa Chiara nel 1500; è in corso il processo di beatificazione
    · Marianna Saltini, detta Mamma Nina; è in corso il processo di beatificazione
    · Don Zeno Saltini, fondatore di Nomadelfia; è iniziato nel 2009 il percorso di beatificazione presso la diocesi di Grosseto
    · Don Dante Sala, giusto fra le Nazioni;
    · Odoardo Focherini, laico e martire in un lager nazista, beatificato nel 2013.
    · Francesco Venturelli, presbitero, medaglia d'oro al valor civile

    CLERO DIOCESANO ELEVATO ALL'EPISCOPATO

    (dal 1779, anno di costituzione della Diocesis Carpensis)
    · Francesco Benincasa, Arciprete della Collegiata e poi primo Vescovo di Carpi, elevato all'episcopato nel 1780
    · Filippo Cattani, nativo di Modena ma appartenente al clero carpigiano, di cui fu eletto Vescovo nel 1822
    · Adeodato Caleffi eletto Vescovo della sua città, Carpi, nel 1826 e successivamente promosso alla Diocesi di Modena nel 1830
    · Gaetano Maria Cattani, nativo di Modena ma appartenente al clero carpigiano, di cui fu eletto Vescovo nel 1850
    · Douglas Regattieri, nativo di Vallalta di Concordia s/S, Vicario generale della diocesi di Carpi, nominato Vescovo di Cesena-Sarsina nel 2010


    SANTUARI DIOCESANI

    > “Madonna dei Ponticelli” a San Marino di Carpi
    > “Madonna dell’Aiuto” a Santa Croce di Carpi
    - Santuario interdicevano e chiesa parrocchiale di San Giuseppe - Carpi

    *********
    Virtus ex Alto

  5. #5
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    News diocesane

    LA DIOCESI DI CARPI INTERROMPE IL RAPPORTO PROFESSIONALE CON IL RUP ING. SOGLIA

    Nell’intento di riavviare il lavoro di ricostruzione post sisma la Diocesi di Carpi in data 3 gennaio 2022, ha comunicato all’ing. Marco Soglia, la completa interruzione di tutti i contratti di lavoro in essere tra la Diocesi e detto professionista.

    L’ing. Marco Soglia è stato per molti anni RUP – ossia responsabile unico del procedimento – in quasi tutti i cantieri aperti in vista della ricostruzione, ma anche progettista e direttore lavori in molti di detti cantieri e oltre che di altri interventi in edifici di proprietà della Diocesi a far data dal 2013, quando fu scelto dall'allora vescovo diocesano mons. Francesco Cavina.

    DOPO MESI INCONCLUDENTI DI TRATTATIVE PER UNA SOLUZIONE CONDIVISA IN VISTA DEL PROSIEGUO DEL RAPPORTO PROFESSIONALE CON L’ING. SOGLIA, TENENDO CONTO DEL PROLUNGATO DISAGIO DI QUASI TUTTE LE COMUNITÀ PARROCCHIALI CHE DA TROPPI ANNI ATTENDONO LA RIAPERTURA DELLE CHIESE E SOFFRONO PER LA MANCANZA DI MOLTE DELLE LORO STRUTTURE PASTORALI, LA DIOCESI SI È VISTA COSTRETTA A QUESTO PASSO NELLA SPERANZA DI POTER RIATTIVARE, A QUASI DIECI ANNI DAL SISMA, UN LAVORO DI RICOSTRUZIONI CHE PORTI A SOLUZIONI SODDISFACENTI, REALI E CONCRETE DI MOLTE SITUAZIONI.

    In prospettiva futura la Diocesi conta sulla disponibilità qualificata di professionisti disposti a farsi carico non solo dei nuovi cantieri, che già sono in previsione, ma anche della continuazione – anzi della ripresa – dei non pochi percorsi intrapresi ma ora bloccati e bisognosi di un riassetto adeguato.
    _________________
    Fonte: sito diocesano
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  6. #6
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    Ingresso dei Parroci a Rolo, Mortizzuolo e Cividale

    INGRESSO DEI NUOVI PARROCI A ROLO, MORTIZZUOLO E CIVIDALE

    Domenica 9 gennaio sarà una giornata di particolare festa per la Chiesa di Carpi. Sono infatti previsti gli ingressi dei nuovi pastori di tre comunità parrocchiali della Diocesi: i riti di insediamento saranno presieduti dal Vescovo Erio Castellucci nel corso della celebrazione delle Sante Messe presso le rispettive parrocchie.

    Alle 11.15, presso la parrocchia di Rolo, farà il suo ingresso don Michele Chojecki. Originario della Diocesi di Siedlce in Polonia, 42 anni, ordinato sacerdote nel 2005, don Michele è stato vicario parrocchiale a Mirandola prima di assumere la guida, come amministratore parrocchiale, della parrocchia di Mortizzuolo nel gennaio 2020.

    Alle 16, presso la parrocchia di Mortizzuolo di Mirandola, si insedierà don Alexandre Nondo Minga. Proveniente dalla Diocesi di Mweka nella Repubblica Democratica del Congo, 49 anni, ordinato sacerdote nel 2003, don Alexandre è amministratore parrocchiale a San Giacomo Roncole di Mirandola dal gennaio 2018, incarico che continua a mantenere. E’ membro del Consiglio Presbiterale e del Collegio dei Consultori, e assistente dell’Ufficio catechistico diocesano.

    Alle 17, presso la parrocchia di Cividale di Mirandola, sarà la volta di don Jean-Marie Vianney Munyaruyenzin. Anche lui originario della Repubblica Democratica del Congo, Diocesi di Goma, don Vianney ha 54 anni ed è stato ordinato sacerdote nel 1997. Già vicario parrocchiale in San Giuseppe Artigiano a Carpi fino al 2010, successivamente amministratore parrocchiale a San Marino di Carpi, nel 2015 viene nominato parroco a Rolo. Contestualmente alla nomina a parroco di Cividale assume l’incarico di Cappellano dell’Ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola ed è confermato come Assistente Spirituale dell’Unitalsi delle Diocesi di Carpi e di Modena-Nonantola.

    Sabato 8 gennaio, ammissione del seminarista Stefano Simeoni tra i candidati agli ordini sacri

    SABATO 8 GENNAIO, ALLE 18, NELLA CATTEDRALE DI CARPI, IL VESCOVO ERIO CASTELLUCCI PRESIEDERÀ LA SANTA MESSA DURANTE LA QUALE IL SEMINARISTA DELLA DIOCESI DI CARPI STEFANO SIMEONI SARÀ AMMESSO TRA I CANDIDATI AGLI ORDINI SACRI DEL DIACONATO E DEL PRESBITERATO. SI TRATTERÀ PER SIMEONI DEL PRIMO PASSO NEL SUO CAMMINO IN PREPARAZIONE AL SACERDOZIO.

    - Fonte: sito diocesano -
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    In ricordo di Enrico Lovascio

    DONO, PROFONDITÀ, ARMONIA: RICORDANDO ENRICO LOVASCIO

    NEL PRIMO ANNIVERSARIO DELLA SUA PREMATURA SCOMPARSA, IL GIOVANE ENRICO LOVASCIO SARÀ RICORDATO MERCOLEDÌ 5 GENNAIO, ALLE 21, IN CATTEDRALE, CON UN MOMENTO DI PREGHIERA E DI RIFLESSIONE ORGANIZZATO DAGLI SCOUT DEL CARPI 1 E CARPI 2. SANTE MESSE DI SUFFRAGIO IL 6 E IL 9 GENNAIO.

    Ad un anno dalla prematura scomparsa del giovane carpigiano Enrico Lovascio, musicista, educatore scout e sportivo (6 gennaio 2021), la Comunità Capi (Co.Ca.) dei gruppi Agesci Carpi 1 e Carpi 2 ha tenuto un momento di preghiera, riflessione e incontro mercoledì ieri 5 gennaio, alle 21, in Cattedrale.

    La serata, che prenderà il via dalle 20.40 con una introduzione dedicata all’accoglienza musicale, si svilupperà in quattro parti mettendo al centro le parole “dono”, “profondità” e “armonia”. Tramite gli scout, è stato possibile coinvolgere altri giovani nell’organizzazione dell’incontro.

    “Nel corso delle Veglie di preghiera per ricordare Enrico tenutesi l’anno scorso – spiega il papà, Giuseppe Lovascio – i suoi amici scout erano stati invitati a scrivere e a lasciare i pensieri suscitati dalla preghiera e dalla riflessione. Tra questi scritti, riletti in seguito, sono emerse in particolare tre parole, appunto dono, profondità e armonia, che la Co.Ca. ha pensato di proporre il 5 gennaio, rilanciandone il significato, anche alla luce dell’esperienza di Enrico, perché siano di stimolo e di utilità oggi per questi nostri giovani”.

    Oltre alla lettura di brani della Parola di Dio e al racconto di alcuni aneddoti della vita di Enrico, durante la serata saranno riproposte all’attenzione le attività del Comitato “Musica & Sport per Carpi”, nato in memoria del giovane. In particolare, si parlerà del bando “Percorsi Musica e Sport” rivolto a ragazzi e ragazze di quarta e quinta elementare, appartenenti a nuclei famigliari che necessitano di un aiuto economico, al fine di offrire loro esperienze di socializzazione in ambito sportivo e musicale nella città di Carpi.

    Sante Messe in suffragio di Enrico Lovascio

    Nel primo anniversario della sua nascita al cielo, Enrico Lovascio sarà ricordato in due Sante Messe di suffragio a Carpi.

    Giovedì 6 gennaio, alle 9.30, in Cattedrale.

    Domenica 9 gennaio, alle 9.45, presso la parrocchia di San Francesco.
    ________________
    Dal sito diocesano
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    Laboratorio Teologico Realino, modulo aggiornamento liturgico

    LABORATORIO TEOLOGICO REALINO, MODULO SULL' AGGIORNAMENTO LITURGICO

    Al Laboratorio Teologico “San Bernardino Realino” per l’evangelizzazione, l’inculturazione della fede e il dialogo interreligioso, promosso dalla Diocesi di Carpi, l’anno 2022 si apre con il modulo di aggiornamento liturgico che si terrà l’8 e il 15 gennaio, dalle 9 alle 12, presso la Sala Duomo a Carpi, con la possibilità di seguire gli incontri online.
    “E’ ancora tempo di creatività nella liturgia?”, questo il titolo del corso che prevede gli interventi dei liturgisti Enrico Mazza, padre Paul Tekilazaya, suor Elena Massimi e Marco Campedelli, secondo il seguente programma.

    SABATO 8 GENNAIO, ORE 9-12: ENRICO MAZZA, “LITURGIA E CREATIVITÀ”; PADRE PAUL TEKILAZAYA, “TRA CREATIVITÀ E CORRESPONSABILITÀ”.
    SABATO 15 GENNAIO, ORE 9-12: SUOR ELENA MASSIMI, “C’È POSTO PER LA CREATIVITÀ NELLA LITURGIA?”; MARCO CAMPEDELLI, “ELOGIO ALLA LITURGIA IMPERFETTA. UN RITO PER DIVENTARE UMANI”.

    La proposta è offerta in particolare ai diaconi, ai ministri e candidati ai ministeri, sia ordinati che istituiti che straordinari.

    FONTE: sito diocesano
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    1° gennaio 2022 Santa Messa nella Giornata della Pace

    1 GENNAIO 2022 - GIORNATA DELLA PACE E PRIMO ANNIVERSARIO DI MONS. ERIO CASTELLUCCI COME VESCOVO DI CARPI



    DON ERIO CASTELLUCCI: LA PACE SI COSTRUISCE NEL DIALOGO TRA GENERAZIONI

    In Cattedrale ricordato il primo anniversario alla guida della chiesa di Carpi

    “Gratitudine verso chi ci ha preceduto, responsabilità verso chi ci segue” è questo il mandato con cui il vescovo Erio Castellucci ha declinato il messaggio di Papa Francesco per la LV Giornata mondiale della pace sul tema: “Dialogo fra le generazioni, educazione e lavoro: strumenti per edificare una pace duratura”.

    La celebrazione eucaristica, nella solennità di Maria, madre di Dio, è stata aperta dal saluto del vicario generale monsignor Gildo Manicardi che ha ricordato il primo anniversario dell’inizio del ministero di mons. Castellucci alla guida della diocesi di Carpi. Parole di profonda gratitudine per la serenità con cui il Vescovo ha guidato la diocesi nonostante i problemi e le difficoltà. Monsignor Manicardi ha evidenziato in particolare tre aspetti che hanno caratterizzato questo primo anno: la rotazione “imponente” dei Parroci che ha interessato 17 comunità parrocchiali, le due chiese riaperte Santa Giustina Vigona e Budrione e l’avvio del cammino sinodale.

    Nadia Lodi, in rappresentanza della Consulta delle Aggregazioni Laicali ha introdotto la celebrazione spiegando il segno della luce di Betlemme portata sull’altare che arriva direttamente dalla fiamma che arde nella chiesa della Natività e che il movimento scout ha portato in tutto il mondo. Una piccola pianta di ulivo e due colombe sono state poste ai piedi del presbiterio come simboli di pace.

    (Dal sito diocesano)
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    Il bilancio del vescovo Castellucci ad un anno dal suo ingresso in Diocesi

    "E' stato un anno intenso. Questa Diocesi è compatta e c'è grande vitalità"

    IL BILANCIO DEL VESCOVO CASTELLUCCI AD UN ANNO DAL SUO INGRESSO IN DIOCESI

    Monsignor Erio Castellucci, Arcivescovo Metropolita di Modena - Nonantola e Vescovo di Carpi, traccia il bilancio del suo primo anno dall’ingresso nella diocesi di Carpi

    “Un anno intenso, benché segnato dalla pandemia e quindi, di nuovo, fatto di restrizioni e di progetti andati avanti a singhiozzo. Ci sono stati tanti incontri con gli organismi diocesani, con le persone e con le parrocchie, e personalmente sono molto contento. È chiaro che si dovrebbe fare molto di più perché arrivano tante richieste che purtroppo non si riescono a soddisfare”. Tempo di bilanci per don Erio Castellucci che il primo gennaio ha festeggiato il suo primo anno dall’ingresso nella diocesi di Carpi, dopo la scelta di Papa Francesco di unirla “in persona episcopi” con quella di Modena-Nonantola.

    HA SCOPERTO DEI “TESORI NASCOSTI” QUEST’ANNO?

    “A dir la verità non ci sono state grosse sorprese, perché ricoprivo la carica di amministratore apostolico già da un anno e mezzo e avevo imparato a conoscere Carpi. Mi stupisce sempre favorevolmente la vitalità di questa diocesi che è piccola, ma molto compatta e anche con un bel senso di appartenenza. È una diocesi piccola, ma non soffre complessi di inferiorità”.

    CI SARANNO STATE ANCHE DELLE DIFFICOLTÀ…

    “Quelle sono soprattutto mie: avendo già responsabilità di un’altra diocesi e da qualche mese un incarico alla Cei è sempre meno il tempo che posso dedicare direttamente a Carpi. Ma ci sono molte collaborazioni, a partire dal vicario generale, il collegio dei consultori, il consiglio presbiterale e quello pastorale. Non è quella presenza diretta come vorrei tante volte che ci fosse, ma c’è un contatto vivo e avverto una consonanza. Ovviamente non va tutto bene e a volte occorre mettere insieme stili pastorali diversi. Qui c’è un presbiterio molto vario – tra chi è originario di Carpi e chi viene da altre diocesi e da altre chiese del mondo –, questa è una ricchezza ma a volte è anche una difficoltà perché ci sono attese diverse. Però vero è che nelle 38 parrocchie non si vive un senso di depressione o di remissione”.

    QUALI SONO LE ESPERIENZE CHE POSSONO TENERE UNITE LE DUE DIOCESI?

    “I 25 incontri che abbiamo fatto nella prima parte dell’anno tra gli organismi diocesani delle due chiese hanno portato a un desiderio di collaborazione a tanti livelli e all’orientamento a creare delle realtà interdiocesane, per esempio, con la pastorale giovanile, la catechesi, la Caritas e i migranti. Poi penso alla Città dei Ragazzi e al Nazareno che sono un punto di riferimento sull’interculturalità e interreligiosità, che stanno già collaborando”.


    CHE PROSPETTIVE CI SONO PER IL FUTURO DI CARPI?

    “L’impressione è che la linea del papa e del nunzio sia quella di unificarla con Modena, ma non sappiamo se e quando. Ci sono una dozzina di diocesi in Italia unite ‘in persona episcopi’ e questo fa pensare che i tempi siano abbastanza lunghi perché di fusioni non ce ne sono ancora state. Ci prepariamo ad ogni eventualità. Adesso cerchiamo di collaborare il più possibile e diffondere alcune attività pastorali e di vivere momenti comuni tra i preti delle due diocesi, in modo che se un giorno – supponiamo fra qualche anno – fosse questa l’idea, siamo pronti senza traumi all’unificazione. Se invece si andasse avanti così, con un nuovo vescovo, ci sarebbero comunque esperienze di collaborazione già collaudate che fanno bene all’una e all’altra diocesi”.

    A COSA SONO CHIAMATI I CRISTIANI DI CARPI OGGI?

    “A condividere con tutti le ansie di questo tempo ma anche le speranze, immettendo nelle vene della società una speranza che si chiama Gesù Cristo. Noi cristiani non siamo solo quelli che si rimboccano le maniche assieme a tutti gli altri ma anche quelli che vedono quello che accade come un’opportunità per richiamare il senso della vita e della morte e dire una parola di speranza che vada oltre la morte”.
    ________________________________________ __________________
    - Fonte: (Intervista di Paolo Tomasone, fonte Resto del Carlino Modena)
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