Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Cronaca della Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla - Anno 2022

  1. #1
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    Cronaca della Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla - Anno 2022

    CRONACA DELLA DIOCESI DI REGGIO EMILIA - GUASTALLA

    Anno 2022


    Virtus ex Alto

  2. #2
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    Cronache degli anni passati

    CRONACHE DEGLI ANNI PASSATI

    Per consultare le cronache dei decorsi anni vedasi in: "L'osservatorio dei Cattolici Romani" - Indice delle cronache delle Diocesi - Regione Ecclesiastica Emilia-Romagna
    Virtus ex Alto

  3. #3
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    Storia e territorio

    LA DIOCESI DI REGGIO EMILIA-GUASTALLA (IN LATINO DIOECESIS REGIENSIS IN AEMILIA-GUASTALLENSIS) È UNA SEDE DELLA CHIESA CATTOLICA, SUFFRAGANEA DELL'ARCIDIOCESI DI MODENA-NONANTOLA APPARTENENTE ALLA REGIONE ECCLESIASTICA EMILIA-ROMAGNA. NEL 2017 CONTAVA 505.000 BATTEZZATI SU 566.126 ABITANTI. È ATTUALMENTE RETTA DAL VESCOVO MASSIMO CAMISASCA, F.S.C.B., giunto a fine mandato.

    a. Sacerdoti 279 ( 241 secolari e 38 regolari)
    b. Religiosi 63
    c. Religiose 267
    d. Diaconi 112

    TERRITORIO

    L'estensione territoriale della diocesi è sensibilmente più ampia della provincia di Reggio Emilia; infatti oltre a comprendere tutti i comuni della provincia (ad esclusione di Rolo, appartenente alla diocesi limitrofa di Carpi) comprende altri territori ad est, che per la giurisdizione secolare appartengono alla provincia di Modena. Si tratta del popoloso comune di Sassuolo e frazioni dei comuni di Frassinoro (Fontanaluccia, Romanoro, Rovolo), Prignano sulla Secchia (Castelvecchio, Pigneto, Prignano, Saltino) e Montefiorino (Macognano).
    Sede vescovile è la città di Reggio Emilia ove sorge la cattedrale dedicata a Maria Assunta. Guastalla ospita la concattedrale dedicata ai SS. Pietro e Paolo.
    Il territorio conta parrocchie in 317, che danno origine a undici vicariati: Reggio Emilia, Rubiera-Scandiano, Correggio, Guastalla, Castelnovo di Sotto - Sant'Ilario d'Enza, Val d'Enza, Puianello, Sassuolo, Bismantova, Cervarezza e Villa Minozzo-Toano.

    NOTIZIE STORICHE

    L'origine della diocesi di Reggio Emilia tradizionalmente viene datata alla fine del I secolo. La posizione centrale del territorio reggiano, equidistante da Milano e da Ravenna, fa pure ritenere che tanto la prima evangelizzazione quanto la prima strutturazione della Chiesa locale sia avvenuta sotto l’influsso delle Chiese milanese e ravennate.
    Secondo una tradizione non contestata, la riorganizzazione della Chiesa di Reggio e la collocazione di un vescovo in quella di Brescello sarebbe da attribuirsi al vescovo milanese sant’Ambrogio (374-397). Sarebbe stato lui a porre in Brescello il primo vescovo Genesio.
    Risale al 451 l’attestazione documentale del primo vescovo di Reggio, Favenzio, presente ad un sinodo milanese nel quale si condannavano le eresie nestoriana e monofisita. La sua sottoscrizione è seguita da quella di Cipriano, vescovo di Brescello.
    In epoca di dissoluzione dell’amministrazione imperiale romana, rifulge a Reggio la figura del vescovo san Prospero (461-483),padre dei poveri, supplente delle mancate magistrature civili della città e, dopo la morte, proclamato santo, suo celeste protettore. Con lui è proclamata santa la sua discepola Gioconda nella quale è ravvisabile il prototipo dell’Ordo Virginum che Ambrogio trova già costituito in Emilia. Beato sarà pure dichiarato il vescovo Tommaso (701-714ca) diffusore del culto di san Prospero. Sarà poi il vescovo Norperto (814-835) ad accogliere in Reggio, proveniente dal Golfo de La Spezia, il corpo di San Venerio, mentre il suo successore Adelardo (945-952) accoglierà i corpi dei santi Crisanto e Daria, completando così il quadro dei santi protettori della città e della Chiesa di Reggio.
    Con Carlo Magno si ha il primo documento che riporta la confinazione della Chiesa reggiana dal crinale appenninico al Po, unita nell’ortodossia (con i Longobardi anche Reggio aveva sperimentato l’arianesimo), il cui territorio va suddividendosi nelle pievi, molte delle quali, a somiglianza della chiesa urbana del vescovo (cattedrale), assumono la dedicazione alla B.V. Maria Assunta in cielo.
    Il vescovo Teuzone (979-1030) non solo raggiunge il pieno controllo delle varie chiese, ma viene ricordato per l’introduzione del monachesimo benedettino maschile in Reggio (monastero di San Prospero extra muros) che, insieme a quello dei monasteri fondati dai Canossani (Brescello 970-980, Canossa 1075, Marola 1102-1106) di impronta cluniacense, costituirà un sicuro veicolo della riforma gregoriana, nonché un prezioso strumento di rinnovamento dell’economia rurale a vantaggio della popolazione; di diffusione, attraverso le proprie scuole, dell’istruzione letteraria, artigianale e, in certo qual modo politica (è utile ricordare come le modalità del governo dell’abbazia avrà riflessi anche sul formarsi del governo civile, soprattutto in quello dei nascenti comuni urbani e rurali). La presenza benedettina, inoltre, consolida la crescente rete di ospitali che assiste poveri, ammalati, orfani, pellegrini e stranieri.
    La così detta lotta per le investiture vede al suo centro la Canossa della contessa Matilde “filia Petri” (1045-1115), sostenuta da vescovi di fulgente santità come Anselmo di Lucca amministratore della diocesi reggiana tra il 1082 e il 1085; di grande cultura e ortodossia come Eriberto (1085-1097); di prestigio popolare come Bonseniore (1098-1118). Essi risollevano la Chiesa reggiana dalle posizioni scismatiche, perché filo-imperiali, dei vescovi Gandolfo (1066-1082) e Ludovico (1094-1098).
    Diversi i vescovi che, tra i secoli XIII e XV, in periodi spesso turbati da guerre civili, calamità naturali o pestilenze, vengono ricordati come particolarmente distinti per iniziative di pacificazione, di carità e di riforma costante della Chiesa. Alcuni nomi: Nicolò Maltraversi (1211-1243), riformatore coraggioso e collaboratore diretto in iniziative della Santa Sede di livello internazionale; Lorenzo Pinotti (1363-1379) e Tebaldo da Sesso (1394-1439), che, in tempi estremamente calamitosi, si mostrano provvidenza pe i poveri e gli infelici; Battista Pallavicino (1444-466), dotto umanista,; Bonfrancesco Arlotti (1477-1508), che divide le sue cure tra i servizi diplomatici in Roma e l’attività pastorale vera e propria testimoniata dal suo Bullarium. Il fatto che a partire dal vescovo Serafino Tavani (1379-1387) i vescovi di Reggio inizino ad avere il titolo di “principi” è attestazione evidente di una prassi che contemplava anche il benessere sociale e la pacificazione come aspetto caritativo della loro azione pastorale.
    Il concilio di Trento, al quale la Chiesa di Reggio, anche in conseguenza della dominante situazione socio-culturale del tempo, giunge in condizioni di rilevante – ma non generalizzata – rilassatezza, ha un primo protagonista nel vescovo reggiano cardinale Marcello Cervini, deciso antesignano delle riforme promosse dal concilio stesso: formazione del clero e istituzione dei seminari; residenza obbligatoria del clero in cura d’anime; rinnovamento del patrimonio architettonico e artistico destinato al culto; riforma del culto stesso; ripresa degli studi teologici anche per superare tentativi di introduzione del calvinismo.
    Lenta, ma costante, la riforma tridentina raggiunge il suo culmine con i vescovi Ludovico Forni (1723-1750) e Gian Maria Castelvetri (1750-1785). Collegato ad essa è il trionfo del barocco. Il secolo XVIII si incammina a chiudersi con un clero secolare che tocca i mille sacerdoti per un territorio che dall’Appennino va a comprendere le basse reggiana e modenese e con una sovrabbondanza di monasteri maschili e femminili che, entro la sola cinta muraria di Reggio, raggiungono il numero di 29 per un totale stimabile in oltre cinquecento tra monaci monache.
    Con Castelvetri iniziano anche le riforme volute dagli ultimi due sovrani estensi, Francesco III ed Ercole III, tese a diminuire le persone e gli enti religiosi. Riforme che il vescovo Francesco Maria d’Este (1785-1821) riuscirà solo in parte ad attenuare, ma non a impedire. Il suo episcopato si collocherà fra i più tribolati della storia, coinvolto da riforme e persecuzioni, espropri di beni e laicizzazione dei governi rivoluzionari filofrancesi (1796-1814). Sotto di lui inizierà anche la restaurazione di Francesco IV d’Austria-Este che, sotto la veste di un benevolo e benefico aiuto alla Chiesa, verrà in realtà consolidando quello stretto rapporto fra Trono e Altare che, soprattutto dopo il 1848, renderà problematica la manifestazione del sincero patriottismo dei cattolici. Andando verso l’unificazione dell’Italia, operata manu militari fra il 1859 e il 1870, con pesanti espropriazioni dei beni ecclesiastici, il mondo cattolico – non solo reggiano – dovrà confrontarsi con un diffuso anticlericalismo connotato da un radicalismo anticristiano che dichiara (si veda L’Italia Centrale, anni 1860-1870) di voler sopprimere, con la Chiesa, anche la stessa fede in Gesù Cristo.
    Sono anni critici nei quali la difesa dell’esistenza e dell’indipendenza della Chiesa, nella persona del Sommo Pontefice, conduce i cattolici al non expedit quanto alla partecipazione alla politica nazionale (non a quella locale), favorendo l’accusa, rivolta ai cattolici stessi, di essere contro l’Italia, contro il progresso, contro la scienza. Accuse chiaramente smentite dalle loro iniziative sociali intraprese a seguito anche all’enciclica Rerum novarum di Leone XIII, poi dal superamento stesso del non expedit, già ai primi del secolo XX per tentativi (elezioni del 1906), poi definitivamente quando, al termine della Grande Guerra (1915-1918), il mondo cattolico entrerà decisamente nell’agone politico.
    Molto duri risultano, per la Chiesa reggiana, gli anni che congiungono i secoli XIX e XX. Essa si trova a combattere il socialismo prampoliniano, più che nella competizione delle opere sociali, nel tentativo dei socialisti di scalzare la Chiesa stessa definendosi essi i veri seguaci di Gesù descritto, per altro, come un semplice rivendicatore di giustizia sociale. In questo serrato confronto si inserisce un primo tentativo di costruire un socialismo politico cristiano (La Plebe), finito, in realtà, fagocitato dal partito socialista. Il positivismo del tempo, oltre a favorire il socialismo ateo, coinvolge alcuni esponenti del cattolicesimo nella corrente filosofico-teologica così detta modernista sostanzialmente tesa ad un vago teismo e alla negazione della Rivelazione e dell’intervento divino nella storia.
    La Chiesa reggiana supera queste crisi – come supera la crisi interna innescatasi sotto l’episcopato Marchi (1901-1910) – grazie ad esponenti del clero di grande formazione e senso ecclesiale (Emilio Cottafavi, Pietro Tesauri, Francesco Gregori, i fratelli Angelo e Giovanni Mercati, Antonio Colli, Raffaele Scapinelli); grazie all’impegno del laicato maschile e femminili organizzato nell’Azione Cattolica; grazie alla testimonianza di carità delle organizzazioni ecclesiali in favore dell’infanzia (la rete degli “asili” d’infanzia iniziata con l’asilo aportiano di Guastalla del 1842 e tuttora perdurante; scuole medie e superiori; ospedali, case di carità che si sorreggono in maggior parte grazie al personale fornito dalle nuove Congregazione religiose femminili, alcune di fondazione reggiana).
    Il lungo arco dell’episcopato di monsignor Eduardo Brettoni (1910-1045) affronta gli eventi più critici del secolo XX: la dittatura fascista, le guerre di Libia (1911-1912), d’Etiopia (1935-1936), la prima (1915-1918) e la seconda (1940-1945) guerra mondiale. Le sue lettere pastorali dettano la linea operativa della Chiesa: ritornare a Gesù Cristo. Particolarmente alta è la testimonianza del clero che, nel biennio finale della seconda guerra mondiale, conta dieci preti e un seminarista (il beato Rolando Rivi) uccisi e decine d’altri perseguitati e spesso ricercati a morte fondamentalmente in odium fidei (l’undicesimo verrà ucciso all’inizio dell’episcopato Socche). In questo periodo anche la diocesi di Guastalla ha un luminoso testimone della carità cristiana in don Pietro De Carli, ferocemente ucciso dalle milizie nazifasciste a Torre Paponi (IM) insieme a 26 suoi parrocchiani.
    Nella cronaca più recente si collocano gli episcopati di Beniamino Socche (1946-1965) ricordato per la lotta al materialismo ateo; di Gilberto Baroni (1965-1989) che vede la riunificazione delle diocesi di Reggio e Guastalla e la celebrazione dell’ultimo sinodo diocesano; Giovanni Paolo Gibertini (1989-1998); Adriano Caprioli (1998-2012) e, dal 29 settembre 2012, quello corrente di monsignor Massimo Camisasca.

    GUASTALLA - Accanto alla storia della diocesi di Reggio, si sviluppa quella della diocesi di Guastalla, su un territorio oggi costitutivo della provincia reggiana, ma, fino a tutto il 1847, appartenente a diversa entità statale. Scomparsa nel 603 la primitiva diocesi di Brescello (probabilmente trasferita a Parma), nel secolo IX, nel territorio di Guastalla, emerge una cappella dedicata a san Pietro che nel 980 è già trasformata in pieve soggetta al vescovo di Reggio e con Matilde (1101) è dipendente dal solo papa e, civilmente, dal solo re.
    Dalla diretta dipendenza dalla Santa Sede, confermata nel 1476 dal papa Sisto IV, nel 1575 nasce la diocesi abbaziale intitolata ai Santi Pietro e Paolo e inserita nella metropolia di Milano. Sede nella nuova chiesa urbana consacrata dieci anni prima da san Carlo Borromeo. Primo abate l’umanista Bernardino Baldi.
    Nel 1828, per interessamento della duchessa Maria Luigia d’Austria, si ha la trasformazione in diocesi vescovile. Primo vescovo il cappellano ungherese della duchessa, monsignor Janos Tamas Neuschel. Dopo di lui altri dodici vescovi che vedono l’ampliamento della diocesi con acquisizione di parrocchie reggiane, ma anche il crescente accomunarsi di problematiche pastorali con la diocesi di Reggio (socialsmo, protestantesimo, liberalismo anticlericale, formazione del clero). Con la morte di monsignor Angelo Zambarbieri (1960-1970) la diocesi viene dapprima affidata in amministrazione al vescovo di Reggio, poi unita a quella di Reggio nella nuova attuale diocesi di Reggio Emilia – Guastalla (1986).
    Virtus ex Alto

  4. #4
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    Cronotassi dei Vescovi

    SERIE DEI VESCOVI DI REGGIO EMILIA


    · Protasio ? † (328 ?)
    · Cromazio ? † 345 ?)
    · Antonino ? † (362 ?)
    · Elia ? † (379 ?)
    · Santino ? † (396 ?)
    · Carosio ? † (413 ?)
    · Favenzio † (451)
    · Elpidio † (V secolo)
    · Prospero † (? - 25 giugno 466 ?)
    · Tommaso † (483)
    · Stefano † (511 ?)
    · Diodato o Deusdedit † (488 o 533 ?)
    · Lorenzo † (500 ?)
    · Teodosio o Teodoro † (554 o 555 ?)
    · Donodidio † (577 ?)
    · Adriano † (599 ?)
    · Benenato † (622 ?)
    · Paolo I † (644 ?)
    · Lupiano o Ulpiano † (666 ?)
    · Maurizio † (679 - 680)
    · Giovanni † (681 - 684 o 714)
    · Costantino † (690 ? o 715)
    · Beato Tommaso † (701 - 714 ?)
    · Sisto o Callisto † (726 ?)
    · Geminiano † (751 o 752 ?)
    · Apollinare † (756 - 781)
    · Adelmo † (781 - dopo l'800)
    · Norperto o Nodeberto † (814 - 835)
    · Vitale † (836 - 842)
    · Roberto † (842 - 844)
    · Sigifredo † (844 - 857)
    · Amon † (860)
    · Rotfrido † (864 - 874 ?)
    · Azzo I † (877)
    · Paolo II † (878 - 881)
    · Aronne † (881 - 885)
    · Adelardo † (890)
    · Azzo II † (890 - 899)
    · Pietro † (900 - 914/915)
    · Girardo o Gottardo † (914 - 920 o 930 ?)
    · Fredolfo ? † (920 ?)
    · Giberto † (940)
    · Aribaldo o Eriberto † (942 - 944)
    · Adelardo † (945 - 952)
    · Ermenaldo o Ermanno † (962 - 978/979)
    · Teuzone † (978/979 - 1030)
    · Sigifredo II † (1031 - 1041)
    · Condelardo † (1041 - ?)
    · Sifredo † (1046)
    · Adalberto † (1047 - 1049)
    · Conone † (1050)
    · Adalberio o Alberio † (1053 - 1060)
    · Volmaro † (1062 - 1065)
    · Gandolfo † (1065 - 1085 deposto)
    o Sant'Anselmo † (1082 - 1086) (amministratore apostolico)
    · Eriberto o Euberto † (1085 - 1092)
    · Lodovico † (1092 - dopo il 1093)
    · Bonseniore o Bonsignore † (1098 - 1118 o 1130)
    · Adelmo o Adelelmo † (1123 o 1130 - 1139)
    · Alberio † (1139 - 1163)
    · Albericone o Alberico † (1163 - 1187)
    · Pietro † (1187 - 1210)
    · Nicolò dei Maltraversi † (1211 - 1243)
    · Guglielmo da Fogliano † (1243 - 5 agosto 1283 deceduto)
    o Sede vacante (1283-1290)
    · Guglielmo da Bobbio, O.F.M. † (22 giugno 1290 - 3 settembre 1301 deceduto)
    · Enrico de Casalorci o Casalocci † (3 aprile 1302 - 1312)
    · Guido de Baisio † (1313 - 11 ottobre 1329 nominato vescovo di Rimini)
    · Guido Roberti † (1329 - 1332 nominato arcivescovo di Ravenna)
    o Tommasino Fogliani † (1334 - 1336) (amministratore apostolico)
    · Rolando Scarampi † (1336 - 1337)
    · Bartolomeo d'Asti † (1339 - 1362)
    · Lorenzo † (1362 - 1379)
    · Serafino Tavacci da Trino † (1379 - 1387 nominato vescovo di Santa Giusta)
    · Ugolino da Sesso † (24 luglio 1387 - 1394 o 1395 deceduto)
    · Tebaldo da Sesso, O.S.B. † (1394 o 1395 - 1439 deceduto)
    · Giacomo Antonio della Torre † (17 gennaio 1439 - 19 ottobre 1444 nominato vescovo di Modena)
    · Battista Pallavicino † (19 ottobre 1444 - 1466 deceduto)
    · Antonio Beltrando, detto Trombetta † (28 maggio 1466 - 5 maggio 1476 deceduto)
    · Bonfrancesco Arlotti † (9 luglio 1477 - 7 gennaio 1508 deceduto)
    · Gianluca Castellini † (1508 - 1510)
    · Ugo Rangone † (18 ottobre 1510 - 28 agosto 1540 deceduto)
    · Marcello Cervini (24 settembre 1540 - 29 febbraio 1544 nominato vescovo di Gubbio, poi eletto papa con il nome di Marcello II)
    · Giorgio Andreasi † (2 aprile 1544 - 22 gennaio 1549 deceduto)
    · Giambattista Grossi † (22 gennaio 1549 succeduto - 28 marzo 1569 deceduto)
    · Eustachio Locatelli, O.P. † (15 aprile 1569 - 14 ottobre 1575 deceduto)
    · Farncesco Martelli † (19 ottobre 1575 - 9 marzo 1578 deceduto)
    · Benedetto Manzoli † (9 aprile 1578 - 26 agosto 1585 deceduto)
    · Giulio Masetti † (7 ottobre 1585 - 2 settembre 1592 deceduto)
    · Claudio Rangone † (16 dicembre 1592 - 2 settembre 1621 deceduto)
    · Alessandro d'Este † (13 ottobre 1621 - 13 maggio 1624 deceduto)
    · Paolo Coccapani † (17 maggio 1625 - 26 giugno 1650 deceduto)
    · Rinaldo d'Este † (16 dicembre 1650 - 23 aprile 1660 dimesso)
    · Girolamo Codebò † (24 gennaio 1661 - 3 ottobre 1661 deceduto)
    · Gianagostino Marliani † (27 febbraio 1662 - 4 giugno 1674 deceduto)
    · Augusto Bellincini † (1674 - 20 luglio 1700 deceduto)
    · Ottavio Picenardi (14 marzo 1701 - dicembre 1722 deceduto)
    · Lodovico Forni † (12 maggio 1723 - 21 novembre 1750 dimesso)
    · Giovanni Maria Castelvetro † (7 dicembre 1750 - 4 aprile 1785 deceduto)
    · Francesco Maria D'Este † (26 settembre 1785 - 17 maggio 1821 deceduto)
    · Angelo Maria Ficarelli † (19 aprile 1822 - 5 giugno 1825 deceduto)
    · Filippo Cattani † (4 luglio 1826 - 7 gennaio 1849 deceduto)
    · Pietro Raffaelli † (20 aprile 1849 - 23 luglio 1866 deceduto)
    · Carlo Macchi † (27 marzo 1867 - 22 maggio 1873 deceduto)
    · Guido Rocca † (25 luglio 1873 - 26 gennaio 1886 deceduto)
    · Vincenzo Manicardi † (7 giugno 1886 - 20 ottobre 1901 deceduto)
    · Arturo Marchi † (16 dicembre 1901 - 29 aprile 1910 nominato arcivescovo di Lucca)
    · Eduardo Brettoni † (12 ottobre 1910 - 13 novembre 1945 deceduto)
    · Beniamino Socche † (13 febbraio 1946 - 16 gennaio 1965 deceduto)
    · Gilberto Baroni † (27 marzo 1965 - 30 settembre 1986 nominato vescovo di Reggio Emilia-Guastalla)

    VESCOVI DI GUASTALLA

    · Giovanni Tommaso Neuschel, O.P. † (30 settembre 1828 - 21 novembre 1836 nominato vescovo di Borgo San Donnino)
    · Pietro Giovanni Zanardi † (21 novembre 1836 - 15 settembre 1854 deceduto)
    · Pietro Rota † (23 marzo 1855 - 27 ottobre 1871 nominato vescovo di Mantova)
    · Francesco Benassi † (27 ottobre 1871 - 10 novembre 1884 dimesso)
    · Prospero Curti † (10 novembre 1884 - 1890 deceduto)
    · Andrea Carlo Ferrari † (23 giugno 1890 - 1º giugno 1891 nominato vescovo di Como)
    · Pietro Respighi † (14 dicembre 1891 - 30 novembre 1896 nominato arcivescovo di Ferrara)
    · Enrico Grazioli † (30 novembre 1896 - 15 aprile 1897 dimesso)
    · Andrea Sarti † (19 aprile 1897 - 29 aprile 1909 nominato vescovo di Pistoia e Prato)
    · Agostino Cattaneo † (15 marzo 1910 - 1923 deceduto)
    · Giordano Corsini † (23 maggio 1923 - 7 luglio 1932 dimesso)
    · Giacomo Zaffrani † (16 settembre 1932 - 6 maggio 1960 deceduto)
    · Angelo Zambarbieri † (6 maggio 1960 succeduto - 15 agosto 1970 deceduto)
    o Sede vacante (1970-1973)
    · Gilberto Baroni † (10 febbraio 1973 - 30 settembre 1986 nominato vescovo di Reggio Emilia-Guastalla)

    VESCOVI DI REGGIO EMILIA-GUASTALLA


    · Gilberto Baroni † (30 settembre 1986 - 11 luglio 1989 ritirato)
    · Giovanni Paolo Gibertini, O.S.B.† (11 luglio 1989 - 27 giugno 1998 ritirato)
    · Adriano Caprioli (27 giugno 1998 - 29 settembre 2012 ritirato)
    · Massimo Camisasca, F.S.C.B., dal 29 settembre 2012
    ·
    VESCOVO DIOCESANO

    Breve profilo di Mons. Massimo Camisasca


    Massimo Camisasca è nato il 3 novembre 1946 a Milano. Dai suoi genitori Mariangela Tufigno, insegnante alle scuole elementari, ed Ennio, impiegato comunale, riceve fin da piccolo un’educazione alla fede cattolica profonda e ricca di amore alla Chiesa. Ha un fratello gemello di nome Franco.
    All’età di quattordici anni incontra al liceo Berchet di Milano don Luigi Giussani, che sarà il fondatore di Comunione e Liberazione, movimento nel quale, negli anni successivi, ricoprirà importanti cariche di responsabilità. Nel 1965 diventa uno dei responsabili della Gioventù Studentesca milanese e due anni più tardi entra a far parte della presidenza diocesana dell’Azione Cattolica giovanile, di cui sarà presidente diocesano dal 1970 al 1972. Laureatosi in Filosofia all’Università Cattolica di Milano con una tesi in Storia della Teologia su Y. Congar, inizia il suo insegnamento di storia, filosofia e religione prima nei licei milanesi, poi all’Università Cattolica di Milano, dove sarà assistente alla cattedra di Filosofia della religione.
    Nei primi anni Settanta entra nel seminario della Comunità Missionaria “Paradiso” a Bergamo e nel 1975 viene ordinato sacerdote. Successivamente diventa responsabile della Pastorale Scolastica della Diocesi di Bergamo e dal 1978 è trasferito a Roma per curare le relazioni tra Comunione e Liberazione e la Santa Sede, lavoro che lo terrà impegnato per quindici anni.
    Nel 1987 ottiene la Licenza in Teologia presso la Pontificia Università Lateranense con una tesi su sant’Agostino. Dal 1989 al 1996 ricopre la cattedra di gnoseologia e metafisica presso l’Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia, a Roma, del quale è vice-preside dal 1993 al 1996. Nel 1990 viene nominato Cappellano di Sua Santità. Nei primi anni Novanta partecipa come perito all’VIII e come uditore alla IX Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi e nel 1996 viene nominato Prelato d’onore di Sua Santità. Ha dato alle stampe numerosi articoli di pastorale, filosofia e teologia sui più importanti quotidiani italiani. È stato redattore della rivista internazionale di teologia Communio. Ha collaborato a diverse trasmissioni RAI, sia come redattore che come commentatore televisivo. È autore di oltre cinquanta libri, tradotti in inglese, spagnolo, tedesco, francese, portoghese e russo. Nel 1985 fonda la Fraternità Sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo, Società di Vita Apostolica di diritto pontificio. Tale comunità, formata da 110 sacerdoti e 40 seminaristi, è presente in diciassette paesi di quattro continenti. Di essa è stato Superiore Generale dalla fondazione al settembre 2012.
    Il 29 settembre 2012 è stato nominato da Sua Santità Benedetto XVI Vescovo di Reggio Emilia – Guastalla. Riceve l’ordinazione episcopale il 7 dicembre successivo, nella basilica di San Giovanni in Laterano a Roma, dal cardinale Carlo Caffarra, coconsacranti l’arcivescovo Adriano Bernardini ed il vescovo Adriano Caprioli. Il 16 dicembre 2012 prende possesso canonico della diocesi, nella cattedrale di Reggio Emilia.
    Monsignor Camisasca ha pubblicato due lettere pastorali, Il dono del diaconato permanente (2014) e Vieni e vedrai (2016), sul tema della vocazione.
    Il 13 maggio 2017 ha consacrato la diocesi di Reggio Emilia-Guastalla al Cuore Immacolato di Maria.
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  5. #5
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    Patroni e Santuari

    PATRONI PRINCIPALI DELLA DIOCESI

    24 novembre - SAN PROSPERO, vescovo, patrono principale della Città di Reggio e della Diocesi
    4 ottobre - SAN FRANCESCO D’ASSISI, patrono d’Italia - patrono principale della Città di Guastalla e della Diocesi
    29 aprile - BEATA VERGINE DELLA GHIARA, patrona della Città di Reggio e della Diocesi
    7 febbraio - BEATA VERGINE DELLA PORTA, patrona della Città di Guastalla e della Diocesi
    COMPATRONI DI REGGIO E DELLA DIOCESI - SANTI CRISANTO E DARIA martiri, SAN VENERIO abate, SANTA GIOCONDA vergine, BEATA GIOVANNA SCOPELLI, vergine

    SANTUARI DIOCESANI

    Beata Vergine della Ghiara (Reggio Emilia)
    Beata Vergine della Porta (Guastalla)

    (Notizie tratte e rielaborate dal sito diocesano e da Cathopedia)
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  6. #6
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    Monsignor Ghirelli, Canonico della Papale Basilica di San Pietro in Vaticano

    UN PRESTIGIOSO RICONOSCIMENTO

    Messaggio del vescovo Camisasca in segno di riconoscenza e gratitudine per monsignor Tiziano Ghirelli, nominato Canonico della Papale Basilica di San Pietro in Vaticano.


    Fratelli e sorelle carissimi,

    è con animo reso ancor più lieto dalla ricorrenza natalizia che rendo partecipi la Parrocchia dei SS. Pietro e Prospero in Reggio Emilia, il clero e i fedeli della Diocesi, che IL SANTO PADRE, IN DATA 14 US., HA CHIAMATO MONS. TIZIANO GHIRELLI A FAR PARTE DEL CAPITOLO DELLA BASILICA DI SAN PIETRO IN VATICANO IN QUALITÀ DI CANONICO.

    Con riconoscenza mi rivolgo a Mons. Tiziano che, nell’impegno pastorale, nell’insegnamento e nelle responsabilità circa la cura del patrimonio storico-artistico e nella liturgia, si è profuso con intelligenza e sensibilità; sarà ora chiamato a proseguire con energia nella sapiente accoglienza dei pellegrini che si recano a pregare sulla tomba del primo degli Apostoli.

    Lo accompagni, insieme al nostro affetto, la preghiera di tutta la Comunità; il servizio alla Chiesa universale, ne siamo certi, non cancellerà in lui la memoria della nostra Chiesa.

    Reggio Emilia, 24 dicembre 2021

    +Massimo Camisasca
    _______________
    Dal sito diocesano
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  7. #7
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    News diocesane

    Oggi alle ore 12,00 verrà comunicato il nominativo del nuovo vescovo di Reggio Emilia - Guastalla.

    FONTE: sito della Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla
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  8. #8
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    Mons. Giacomo Morandi è il Vescovo di Reggio Emilia-Guastalla

    La notizia è ufficiale: S.E. Mons. Giacomo Morandi è il nuovo Vescovo di Reggio Emilia Guastalla, con titolo personale di Arcivescovo.

    Fonte: Curia diocesana di Reggio Emilia.

    Mons. Camisasca, Amministratore Apostolico pro tempore.
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  9. #9
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    Monsignor Giacomo Morandi vescovo eletto di Reggio Emilia-Guastalla

    MONSIGNOR GIACOMO MORANDI VESCOVO ELETTO DI REGGIO EMILIA-GUASTALLA


    10 gennaio 2022

    È MONSIGNOR GIACOMO MORANDI, DEL CLERO DI MODENA-NONANTOLA, ARCIVESCOVO TITOLARE DI CERVETERI E SEGRETARIO DELLA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, IL NUOVO VESCOVO ELETTO DI REGGIO EMILIA-GUASTALLA.

    L’annuncio è stato dato ieri a mezzogiorno, in contemporanea con la Sala Stampa vaticana, nella Cattedrale di Santa Maria Assunta in Reggio Emilia, accompagnato dal suono delle campane a festa.

    LA SCELTA DI PAPA FRANCESCO È STATA COMUNICATA A REGGIO EMILIA DAL VESCOVO MASSIMO CAMISASCA, NOMINATO CONTESTUALMENTE AMMINISTRATORE APOSTOLICO, AFFIANCATO DAL VICARIO GENERALE MONSIGNOR ALBERTO NICELLI, DAVANTI AD UN CENTINAIO DI PERSONE TRA MEMBRI DEL CLERO, RELIGIOSI E SUORE E COLLABORATORI DELLA CURIA RADUNATISI PER L’ANNUNCIO.

    Nato a Modena il 24 agosto 1965, monsignor Morandi ha conosciuto don Divo Barsotti, decidendo di essere membro della Comunità dei Figli di Dio. Entrato nel Seminario diocesano, ha seguito i corsi di preparazione al Sacerdozio ministeriale presso lo Studio Teologico Interdiocesano di Reggio Emilia; è stato poi inviato a Roma dove nel 1992 ha conseguito la licenza in Scienze Bibliche presso il Pontificio Istituto Biblico e, successivamente, il dottorato in Missiologia ottenuto nel 2008 all’Università Gregoriana.

    È diventato sacerdote l’11 aprile 1990 per l’Arcidiocesi di Modena-Nonantola, dove è incardinato, mentre il 30 settembre 2017, a Modena, ha ricevuto l’ordinazione episcopale per le mani di monsignor Angelo De Donatis. Dal 1993 al 2015 ha insegnato Sacra Scrittura nello Studio Teologico reggiano.

    Nell’Arcidiocesi modenese, dopo avere svolto alcuni incarichi pastorali, monsignor Morandi è stato nominato Vicario episcopale per l’Evangelizzazione e la Cultura, Arciprete del Capitolo della Cattedrale e infine Vicario generale, dal 2010 al 2015, continuando a lungo a insegnare Sacra Scrittura al locale Istituto Superiore di Scienze Religiose. Morandi ha anche insegnato Esegesi Patristica nell’“Atelier di Teologia Card. Tomáš Špidlík” presso il Centro Aletti di Roma, collegato con il Pontificio Istituto Orientale. Nel 2015 è stato nominato Sottosegretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, diventandone Segretario nel 2017.

    __________________
    Fonte: sito diocesano
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  10. #10
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    Il congedo di Mons Camisasca

    Cari fratelli e sorelle,
    oggi a mezzogiorno è terminato il mio mandato episcopale presso di voi. Il Bollettino della Santa Sede, infatti, comunica che il Santo Padre ha accettato la rinuncia che gli ho espresso per raggiunti limiti di età, secondo quanto previsto dal Codice di Diritto Canonico.
    Nella mia lettera al Papa gli trasmettevo il desiderio che un vescovo più giovane potesse provvedere ai compiti numerosi e, talvolta, pesanti implicati nella guida di una Diocesi così significativa come Reggio Emilia – Guastalla. Gli chiedevo anche di concedere alla nostra Chiesa un uomo di grande fede, speranza e carità. Posso dire che egli mi ha esaudito.

    Si concludono così nove anni, che hanno rappresentato per me un vero dono da parte del Signore Gesù Cristo. Dono di partecipazione alla sua persona, alla sua missione. Dono di lavoro per la sua Chiesa, per il suo popolo.
    Questi nove anni hanno approfondito il mio amore per Cristo e mi hanno permesso nuove esperienze e conoscenze. Accanto ad alcuni dolori, ho vissuto molte gioie. Ho potuto essere vicino a tante persone bisognose di Cristo, di ogni ceto sociale, di ogni lingua ed etnia. Ma in particolar modo ai poveri, ai carcerati, ai malati, agli abbandonati.

    Sono iniziate amicizie che continueranno. Ho potuto vedere il volto della Chiesa secondo un’ottica che ha integrato le mie precedenti esperienze.
    In questo momento il mio pensiero commosso va ai sacerdoti, che cerco di ricordare uno per uno, in particolar modo agli anziani e ai malati, ai nostri diaconi permanenti, ai religiosi e alle religiose, ai consacrati e alle consacrate, a tutte le associazioni, movimenti e comunità che ho cercato di incontrare e valorizzare durante questi anni.

    In particolar modo penso alle centinaia di giovani che ho incontrato in Cattedrale e in altre occasioni, alle famiglie, a cui ho dedicato tante energie e che sono state per me fonte di speranza e il termometro vivo della Chiesa. Non posso dimenticare la passione e la diligenza con cui sono stato aiutato dal vicario generale e dai più vicini collaboratori che colgo l’occasione per ringraziare con grande affetto e riconoscenza.


    Ci saranno occasioni di saluto rivolte sia alla nostra Chiesa, sia alle autorità civili, militari, gli imprenditori e agli altri professionisti che ho incontrato durante questi anni.
    Da oggi, per nomina del Santo Padre, sono Amministratore Apostolico di questa diocesi, fino alla presa di possesso del nuovo vescovo.
    Confermo nei loro compiti il Vicario Generale e i vicari episcopali, mentre è sospeso ogni altro organismo.

    È giunto ora il momento di comunicare il nome del mio successore. Il Papa ha scelto come vescovo di Reggio Emilia – Guastalla, Sua Ecc. Rev.ma Mons. Giacomo Morandi, fino ad oggi Segretario della Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede.

    Molti di noi conoscono don Giacomo perché è stato a lungo insegnante di Sacra Scrittura presso il nostro Studio Teologico, dal 1993 al 2015. Inoltre è stato Vicario Generale di Modena dal 2010 al 2015.

    Conosciamo la profondità della sua cultura teologica, biblica e patristica, il suo amore per la Chiesa, la sapienza del suo insegnamento, l’amabilità del suo tratto. Ci prepariamo ad accoglierlo nella preghiera e nella riconoscenza al Signore.
    Appena possibile farò conoscere le date e le modalità del suo ingresso.

    + Massimo Camisasca
    _____________________

    Dal sito diocesano
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