Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Cronaca della Arcidiocesi Metropolitana di Modena-Nonantola - Anno 2022

  1. #21
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    News diocesane

    GLI SCOUT MODENESI CELEBRANO LA GIORNATA DEL PENSIERO E IL CENTENARIO

    Il 22 febbraio ricorre il “Thinking Day”, la Giornata del Pensiero per tutti gli Scout e Guide del mondo. «Un compleanno è sempre un giorno di festa – spiegano in un comunicato i Comitati delle Zone AGESCI, le Comunità degli Adulti Scout MASCI e StileSCOUT-apso – e in questo stesso giorno, il Founder’s Day, noi ricordiamo con gioia i nostri fondatori, Robert Baden Powell (BP) e sua moglie Olave che agli inizi del secolo scorso hanno creduto nelle capacità delle giovani generazioni di costruire insieme un mondo migliore.
    OGGI COME ALLORA LO SCAUTISMO PROPONE AI RAGAZZI E ALLE RAGAZZE LA COMPETENZA PERSONALE DA PORRE A SERVIZIO DEGLI ALTRI, DA MATURARE IN COMUNITÀ E PICCOLI GRUPPI NEL RISPETTO DELLE DIVERSITÀ DI GENERE E DI ABILITÀ.
    Lo “stile degli esploratori” è sempre un “grande gioco” e una “avventura” alla scoperta della propria identità, spiritualità e vocazione, ma come diciamo spesso: “gli scout fanno tutto con il gioco, ma non per gioco…”. I nostri giovani Rovers e Scolte, ormai maggiorenni, si interessano dei temi sociali e ambientali: Agenda 2030, fratellanza tra i popoli, pace, lotta alle mafie; fanno servizio di volontariato sociale gratuitamente e chiedono maggior impegno e sostegno alle istituzioni».

    Per lo scautismo cattolico modenese inizia un tempo speciale: nel 2022, infatti, si celebra il centenario della sua nascita. Un secolo è ormai passato da quel 10 settembre 1922 in cui a Modena ed in provincia iniziò il cammino del movimento con poche decine di ragazzi, che ora sono oltre 5.000 divisi nelle tre fasce di età: Lupetti, Lupette e Coccinelle 8-11 anni, Esploratori e Guide 12-16 anni, Rovers e Scolte 17-21 anni, organizzati in una cinquantina di Gruppi (12 nel comune di Modena e gli altri in provincia) e animati dalle Comunità Capi, formate da varie centinaia di educatori volontari. Non mancano poi gli adulti scout che si dedicano ad altri servizi sociali con le loro comunità.

    «LE INIZIATIVE PRINCIPALI IN CITTÀ – VIENE ILLUSTRATO NEL COMUNICATO – SI SVOLGERANNO A SETTEMBRE, ma stiamo già sfogliando album di foto e pagine di appunti degli scout: di quelli che resistettero in clandestinità sotto il fascismo e di quelli che con coraggio rilanciarono il movimento nel dopoguerra; di coloro che hanno camminato con dedizione insieme ai giovani nelle stagioni di grande rinnovamento sociale ed ecclesiale, come il Sessantotto e il Concilio Vaticano II; di quanti hanno promosso e videro l’unificazione dello scautismo maschile dell’ASCI con il Guidismo femminile dell’AGI e la nascita dell’AGESCI ed il suo grande sviluppo fino ad oggi, nonché di quelli che hanno scelto di proseguire anche da adulti il loro percorso di formazione scout nel MASCI. I Comitati delle Zone AGESCI, le Comunità degli Adulti Scout MASCI e StileSCOUT-aps promuovono e sostengono le iniziative per la celebrazione del Centenario e invitano tutti i cittadini a partecipare alla raccolta di testimonianze della presenza locale dello Scautismo (una prima parte è già consultabile sul sito www.stilescout.it) ed oggi presentano il logo del centenario ideato dai ragazzi dell’AGESCI, nel quale sono rappresentati i colori e i territori modenesi, dalla pianura alla montagna con la città al centro; il nostro piccolo, grande mondo rivolto al cielo, al futuro e all’infinito».
    __________________
    Dal sito dell'Arcidiocesi
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  2. #22
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    La Chiesa di Modena annuncia con gioia la beatificazione di Don Lenzino

    DON LUIGI LENZINI BEATO IL 28 MAGGIO A MODENA



    L’annuncio del Vescovo: la Messa presieduta dal cardinale Semeraro si terrà alle 16 in Piazza Grande


    IL VENERABILE SERVO DI DIO DON LUIGI LENZINI, SACERDOTE E MARTIRE, SARÀ BEATIFICATO A MODENA SABATO 28 MAGGIO, NEL 141° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA.

    Lo ha reso noto l’Arcivescovo Erio Castellucci, «con grande gioia e riconoscenza a Dio e al Santo Padre Francesco», annunciando che «la beatificazione si terrà in Piazza Grande, alle ore 16, nel corso della Messa presieduta dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, rappresentante del Santo Padre».

    La comunicazione ai sacerdoti dell’Arcidiocesi di Modena-Nonantola è stata data durante il ritiro generale del clero di giovedì scorso, nella chiesa di San Giovanni Bosco, dove don Alberto Zironi, a nome del comitato per la beatificazione di don Luigi Lenzini, ha illustrato tutte le iniziative in vista della celebrazione del 28 maggio, chiedendo di darne diffusione nelle rispettive comunità parrocchiali.

    Iniziative che riguarderanno anche il settimanale diocesano «Nostro Tempo», con una rubrica fissa curata dalla postulatrice Francesca Consolini e dal marito Fausto Ruggeri a partire da domenica 6 marzo. Consolini e Ruggeri, inoltre, si occuperanno della pubblicazione di un volume sulla vita del futuro beato, il cui martirio è stato riconosciuto da papa Francesco il 27 ottobre 2020.

    Don Luigi Lenzini, nato il 28 maggio 1881 a Fiumalbo, fu ucciso in odio alla fede nella notte tra il 20 e 21 luglio 1945, a Crocette di Pavullo. In queste due comunità si sono svolte le celebrazioni presiedute dal vescovo Castellucci con cui, il 21 luglio e il 1° agosto scorso, si è aperto l’anno di preparazione alla beatificazione; un anno da vivere, come ricordava il vescovo, «con i sentimenti evangelici dell’amore e del perdono», perché «con Cristo, l’ultima parola non è mai “morte”, è sempre “vita”; l’ultima parola non è mai “odio”, è sempre “amore”. Questa è la vendetta di Dio, questa è la strada della Chiesa. Il trionfo dell’amore: questo mi pare il messaggio più incisivo che il nostro martire ci ha lasciato».

    Nella chiesa di Crocette, luogo del martirio, don Lenzini avrà una nuova sepoltura: è stato infatti presentato il progetto per custodirne le spoglie – ora contenute nella parete laterale destra, sotto l’immagine della Madonna – in un pilastro in marmo bianco che andrebbe a innestarsi nell’altare centrale, con basamento, cimasa e croce in marmo rossi e un solco, riempito in pasta di vetro rosso, a rappresentare la terra che raccoglie il sangue dei martiri dando frutto per la Chiesa.

    Sempre in preparazione alla beatificazione, l’Arcidiocesi di Modena-Nonantola ha predisposto due sussidi: uno con gli schemi di preghiera per l’adorazione eucaristica e uno sui luoghi del venerabile servo di Dio don Luigi Lenzini (Fiumalbo, Modena, Casinalbo, Finale Emilia, Roncoscaglia, Montecuccolo, Gaiato e Crocette di Pavullo). Entrambi saranno nuovamente disponibili in Curia arcivescovile, ad offerta libera, da lunedì 28 febbraio.

    (Fonte: sito dell'Archidiocesi)
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  3. #23
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    I giovani in riflessione sotto la guida di Don Erio

    «Questione di sguardi…»

    SABATO 5 MARZO RITIRO DI QUARESIMA DEI GIOVANI CON IL VESCOVO

    «Quanto il nostro sguardo si sofferma ad ammirare la bellezza che ci sta attorno? Che cosa vedo in me, negli altri… Dio come lo guardo, come mi guarda?». Il Vangelo della Samaritana sarà la lente di ingrandimento del ritiro di Quaresima «Questione di sguardi…», che si svolgerà sabato 5 marzo dalle 15.30 alle 17.30.

    Tutti gli adolescenti dell’Arcidiocesi di Modena-Nonantola sono invitati a ritrovarsi nelle proprie parrocchie per ascoltare insieme ai propri sacerdoti ed educatori la catechesi dell’Arcivescovo Erio Castellucci, trasmessa in diretta sul canale YouTube del Servizio di Pastorale giovanile («Spg Modena»), che aiuterà a “mettere a fuoco” la grande bellezza dell’incontro con il Signore che cerca di incrociare il nostro sguardo e ridonarci il Suo, pieno di amore!
    Il ritiro proseguirà con la possibilità di avviare un dialogo con il vescovo Erio e vivere insieme un momento conclusivo di preghiera.

    Le iscrizioni sono aperte fino a lunedì 28 febbraio, per partecipare bisogna inviare una mail all’indirizzo spg@modena.chiesacattolica.it specificando la parrocchia di appartenenza, i dati degli educatori, il numero e la fascia di età dei ragazzi partecipanti.

    FONTE: sito dell'Arcidiocesi
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  4. #24
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    Quaresima 2022

    UNA QUARESIMA NEL SEGNO DELLA MISSIONE

    Nel messaggio per la Quaresima 2022 papa Francesco scrive: «Durante la Quaresima siamo chiamati a rispondere al dono di Dio accogliendo la sua Parola “viva ed efficace” (Eb 4,12). L’ascolto assiduo della Parola di Dio fa maturare una pronta docilità al suo agire (cfr Gc 1,21) che rende feconda la nostra vita. Se già questo ci rallegra, ancor più grande però è la chiamata ad essere “collaboratori di Dio” (1 Cor 3,9), facendo buon uso del tempo presente (cfr Ef 5,16) per seminare anche noi operando il bene. Questa chiamata a seminare il bene non va vista come un peso, ma come una grazia con cui il Creatore ci vuole attivamente uniti alla sua feconda magnanimità».

    Leggendo queste parole, il pensiero va alla vita di molti missionari che mettendo al centro la Parola di Dio, pregata e annunciata in contesti non sempre facili, rendono davvero feconda la loro vita diventando quindi collaboratori di Dio. Si è perciò pensato di chiedere aiuto ad alcuni amici missionari a vivere più pienamente questo tempo favorevole di rinnovamento personale e comunitario che conduce alla Pasqua di Gesù Cristo morto e risorto.
    Ogni lunedì sarà pubblicato sul canale YouTube e sul sito del Centro missionario diocesano (www.missio.chiesamodenanonantola.it) la videointervista ad un missionario modenese. Ogni settimana (indicativamente al mercoledì), sempre sul canale YouTube, ci sarà il commento video di un missionario al vangelo della domenica successiva. Sul sito anche la proposta per un rosario missionario.

    LA CELEBRAZIONE DELLA GIORNATA DI PREGHIERA PER I MISSIONARI MARTIRI SARÀ COME OGNI ANNO IL 24 MARZO, ANNIVERSARIO DELL’ASSASSINIO DEL VESCOVO OSCAR ROMERO.

    Nella diocesi di Modena-Nonantola sono in programma almeno tre appuntamenti per ricordare i Missionari Martiri, iniziando con la veglia di preghiera di mercoledì 23 marzo alle 21 a Camposanto.
    Il 24 marzo alle 19 presso la parrocchia di San Lazzaro a Modena ci sarà una veglia di preghiera presieduta dal Vescovo con la testimonianza di Donata Frigerio, da poco rientrata dalla Repubblica Democratica del Congo, mentre il 25 marzo alle 20.30 a Palagano si svolgerà la Via Crucis dei Martiri.

    Sarà disponibile anche un breve sussidio di preghiera da utilizzare il sabato santo, il giorno del grande silenzio, il giorno di “frammezzo” tra il dolore per la morte di Gesù e la gioia della sua resurrezione. Questo piccolo contributo partirà dalla testimonianza di padre Gigi Maccalli, per oltre due anni rapito nel deserto del Sahara, che nel suo libro Catene di libertà (Emi editrice) scrive: «Il silenzio mi ha rimesso al mio posto di servo inutile. (…) Il silenzio ha passato la pialla sul mio carattere spigoloso e la lima sulla mia testardaggine».
    __________________
    Dal sito dell'Arcidiocesi
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  5. #25
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    Quaresima 2022: i martedì del Vescovo

    OCCHI APERTI E CUORI ARDENTI» - I MARTEDÌ DEL VESCOVO DI QUARESIMA


    LA QUARESIMA È INIZIATA E CON ESSA TORNA ANCHE IL TRADIZIONALE APPUNTAMENTO CON I «MARTEDÌ DEL VESCOVO» CHE ACCOMPAGNERANNO PASSO DOPO PASSO I GIOVANI DELLA DIOCESI DI MODENA-NONANTOLA AD ACCOGLIERE LA LUCE E LA GIOIA DELLA RISURREZIONE.

    «Occhi aperti e cuori ardenti» è il titolo scelto per scandire le tappe del percorso che quest’anno s’inserisce nel cammino sinodale della Chiesa universale e che tutti ci invita, come ci ricorda il Papa, a «far germogliare sogni, suscitare profezie e visioni, far fiorire speranze, stimolare fiducia, fasciare ferite, intrecciare relazioni, risuscitare un’alba di speranza, imparare l’uno dall’altro, e creare un immaginario positivo che illumini le menti, riscaldi i cuori, ridoni forza alle mani». Sulla scia del Sinodo, ci alleneremo all’ascolto dello Spirito e al dialogo, seguendo le orme di quei due discepoli di Emmaus che come noi sulle via «discorrevano e discutevano insieme» (Lc 24,15). Le serate saranno arricchite come da tradizione da testimonianze di vita e di fede, ponendo al centro alcuni nuclei tematici proposti dal cammino sinodale. «Compagni di viaggio» è la prima parola chiave che risuonerà martedì 8 marzo nella chiesa di San Faustino, una tappa del pellegrinaggio nazionale scelta tra sessanta città da Lega Pro per promuovere un progetto all’insegna della fede e dello sport sotto la guida del giovane beato Carlo Acutis scelto come patrono del campionato di serie C. Tra i vari ospiti parteciperanno alla serata la mamma Antonia Salzano, Francesco Ghirelli presidente Lega Pro, Marco Nosotti giornalista di Sky Sport, Padre Carlos Ferreira, rettore del Santuario della Spoliazione in Assisi e Carlo Rivetti, presidente del Modena Calcio.

    Martedì 15 marzo si salirà verso i monti presso la parrocchia di Palagano per «Ascoltare» le voci dei giovani del nostro territorio, che come protagonisti di questo tempo narreranno le loro esperienze ed entreranno in dialogo con il Vescovo.

    Grazie alla testimonianza di Guido Marangoni, professore, ingegnere, scrittore e attore, martedì 22 marzo presso la chiesa di Santa Teresa, si rifletterà sull’importanza di «Prendere parola» per toccare con mano anche quei luoghi di «imbarazzo» che tanto «sconvolgono le nostre normo certezze».
    Il verbo «Celebrare» come un filo rosso cucirà la riflessione di don Marco Gallo, liturgista e autore della rubrica «La m@il del don», che sarà ospitato martedì 29 marzo presso la parrocchia di Regina Pacis, per ritornare insieme all’essenziale bellezza della vita liturgica sacramentale.
    La chiesa di San Vincenzo infine ospiterà martedì 5 aprile la liturgia penitenziale guidata dal Vescovo Erio Castellucci che ponendo al centro dell’attenzione i verbi «Discernere e decidere» rilancerà il cammino dei giovani verso l’alba della risurrezione.

    Il «pellegrinaggio» sinodale proseguirà e culminerà lunedì 18 aprile in piazza San Pietro per rispondere alla chiamata di Papa Francesco che desidera incontrare tutti gli adolescenti italiani dai 12 ai 17 anni, accompagnati dai sacerdoti e dagli educatori, per vivere insieme una straordinaria esperienza capace di seminare e far crescere gioia, speranza e fraternità dopo il prolungato tempo di pandemia.
    I gruppi parrocchiali interessati possono visionare il programma della giornata proposta dal Servizio di Pastorale giovanile diocesano, che prevede anche un momento di gemellaggio con i gruppi carpigiani guidato dall’Arcivescovo, su spg.chiesamodenanonantola.it.

    Iscrizioni entro il 27 marzo scrivendo a spg@modena.chiesacattolica.it.
    _____________________
    Fonte: sito dell'Arcidiocesi
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  6. #26
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    In preghiera per la pace

    LA RIFLESSIONE DEL VESCOVO CASTELLUCCI ALLA PREGHIERA IN DUOMO PER LA PACE

    Una giornata di preghiera e digiuno per la pace in Ucraina. Anche la Chiesa di Modena-Nonantola si è unita all’appello lanciato da papa Francesco, prima ancora che l’escalation della tensione tra Russia e Ucraina provocasse l’inizio del conflitto.

    Nel Mercoledì delle Ceneri, l’Arcivescovo Erio Castellucci ha guidato in Duomo un momento di preghiera molto profondo e partecipato, al quale si sono uniti il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli e il prefetto Alessandra Camporota, entrambi intervenuti dopo la riflessione del Vescovo per portare il loro messaggio di vicinanza al popolo ucraino a nome della comunità modenese e delle istituzioni.
    Presenti anche il questore Silvia Burdese e il Consiglio delle Chiese cristiane, oltre a padre Taras Galavay, sacerdote della comunità greco-cattolica modenese.

    La preghiera per la pace si rinnoverà ogni venerdì di Quaresima, alle 13.30, in Duomo.

    «Vi lascio la pace, vi do la mia pace» (Gv 14,27). Le parole di Gesù oggi risuonano con un accento particolarmente intenso; sono le sue ultime volontà terrene, la sua grande eredità. Come una mamma o un papà che, nel momento di lasciare questo mondo, dicono ai figli: vi consegno quello che ho di più prezioso, il tesoro che ho tenuto da parte per voi. Il Signore ci ha consegnato la pace, la sua pace. Ma troppe volte noi, come fanno alcuni figli, questa pace la distruggiamo; ci mettiamo a litigare per la spartizione dell’eredità e questa stessa eredità, la pace, si trasforma in conflitto, in guerra. Il Concilio Vaticano II, ormai sessant’anni fa, ammoniva le nazioni sempre sull’orlo della guerra – erano gli anni della “guerra fredda” tra le due superpotenze, che in questi giorni è stata rievocata – affermando: con la guerra l’umanità si trova «in grave pericolo» e, se non rinuncia alle armi, «sarà forse funestamente condotta a quell’ora, in cui non potrà sperimentare altra pace che la pace terribile della morte» (GS 82). Non è la pace del cimitero quella che Gesù ci ha consegnato: è la pace del cuore; è la pace delle relazioni, dei gesti d’amore e di dono. La storia ci insegna che la guerra armata nasce dai potenti, che la scatenano restando al sicuro nelle loro case e nei loro bunker; la pace sorge invece dalle persone semplici, che proteggono i loro cari e assistono i deboli e gli indifesi, pregano perché la ragione riprenda il sopravvento. Pochi potenti nel mondo vogliono la guerra: i popoli vogliono la pace. La gente vuole la pace: i bambini, i ragazzi, i giovani specialmente vogliono la pace.

    Sofia, una ragazza di 13 anni ha scritto una lettera ai potenti, che purtroppo non la leggeranno, concludendola così: «Vi prego, non fate scoppiare la guerra. Io vorrei un futuro». E un suo coetaneo, Raffaele, ha aggiunto: «chiedo di pensare a coloro che soffrono a causa della guerra: bambini segnati per sempre dal tragico evento, ragazzi che perderebbero la possibilità di frequentare le scuole, famiglie spezzate, imprese che farebbero fatica ad andare avanti». Come sempre, i piccoli vedono lontano, chiedono pace, si prendono a cuore i più fragili.

    Purtroppo, invece, continua la guerra e vengono attaccate anche scuole, asili, orfanotrofi, con centinaia di vittime anche tra i civili, e molti bambini colpiti. Centinaia di migliaia di persone stanno lasciando le loro case, viaggiando spesso tra i pericoli, e cercano rifugio in luoghi più sicuri. E qui da noi, a Modena, migliaia di persone di origine ucraina vivono nell’ansia e nel dolore per la sorte dei loro cari. Non possiamo limitarci a denunciare genericamente: dobbiamo dire con chiarezza che è in atto un’invasione, ed essere vicini in tutti i modi al popolo ucraino, che è stato ingiustamente attaccato. Non è una guerra tra due popoli – i popoli vorrebbero solo pace – è una guerra scatenata da alcuni uomini, che si ritengono al di sopra del diritto, contro uno stato sovrano e contro una popolazione intera. L’eredità di Gesù, il tesoro della pace, lo accolgono tante persone semplici. Raggi spuntano già nel buio della guerra: gesti di condivisione, celebrazioni, iniziative di solidarietà. Ringrazio il Prefetto Alessandra Camporota, il Sindaco Gian Carlo Muzzarelli e il Questore Silvia Burdese impegnati in prima persona, perché hanno accettato di presenziare, testimoniando la vicinanza e operosità di tutte le istituzioni locali. Ringrazio il Consiglio delle Chiese, composto dalle diverse confessioni cristiane. E ringrazio la società civile, in tutte le sue componenti, comprese le nostre comunità e associazioni cristiane che, con il coordinamento della Caritas, si sono immediatamente attivate per gli aiuti e l’accoglienza. Oggi noi cristiani, iniziando la Quaresima, preghiamo e compiamo un piccolo gesto di digiuno. È come dire che da soli non siamo in grado di realizzare la pace; ci illudiamo qualche volta di riuscirci, ma che siamo sempre daccapo, come in un tragico gioco dell’oca. Chiediamo il dono della pace al Signore, l’unico che può donarci la pace del cuore. Perché i potenti smettano di giocare con la vita della gente, perché il grido degli innocenti, che il Papa ha amplificato anche in questa occasione, passi dal cuore di Dio ai cuori degli esseri umani, compresi quelli che sembrano oggi sordi.

    + Erio Castellucci
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  7. #27
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    Appuntamenti diocesani

    GIORNATA DEI MISSIONARI MARTIRI, TRE APPUNTAMENTI IN DIOCESI

    Ogni anno, durante la Quaresima, siamo invitati ad una celebrazione che si qualifica come preludio tanto del Venerdì Santo quanto della Pasqua.
    È la Giornata dei missionari martiri, giorno di preghiera e di digiuno, come la «Celebratio Passionis Domini», in cui viviamo e metabolizziamo la morte, il sacrificio, la crudeltà e la sofferenza che attanagliano questo mondo e la sua gente. Ma anche giorno di festa, di resurrezione, di assunzione della consapevolezza che l’epilogo della vita umana non è che una fase transitoria.

    Ecco gli appuntamenti già fissati per celebrare la Giornata dei missionari martiri nell’Arcidiocesi di Modena-Nonantola:

    MERCOLEDÌ 23 MARZO, ALLE 21, SI TERRÀ UNA VEGLIA DI PREGHIERA A CAMPOSANTO;
    GIOVEDÌ 24 MARZO, ALLE 19 NELLA CHIESA DI SAN LAZZARO A MODENA, LA VEGLIA DI PREGHIERA PRESIEDUTA DALL’ARCIVESCOVO ERIO CASTELLUCCI E TESTIMONIANZA DI DONATA FRIGERIO, RIENTRATA DAL CONGO;
    VENERDÌ 25 MARZO, ALLE 20.30 A PALAGANO, LA VIA CRUCIS DEI MARTIRI.
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  8. #28
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    Intervento al rosone della cattedrale

    Ripristinati i vetri infranti a causa della grandinata del 2019

    INTERVENTO AL ROSONE DEL DUOMO CON IL CONTRIBUTO DELLA FONDAZIONE RANGONI MACHIAVELLI

    È stato eseguito nei giorni scorsi l’intervento al rosone del Duomo di Modena per ripristinare i vetri infranti a causa della violenta grandinata del 22 giugno 2019.

    L’evento atmosferico eccezionale aveva provocato la frattura di nove tessere vitree, di cui otto trasparenti e una decorata (appartenente al petalo centrale superiore, dove è raffigurato Dio Padre benedicente).

    L’intervento, dal costo di 10.000 euro, è stato generosamente finanziato dalla Fondazione Rangoni Machiavelli.

    I lavori, autorizzati dalla Soprintendenza, sono stati eseguiti dalla ditta “Progetto Arte Poli S.r.l” di Verona, che si era già occupata del restauro del rosone del Duomo nel 2017, con la direzione dell’arch. Elena Silvestri.
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  9. #29
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    La parola dell'Arcivescovo - Omelia III Domenica di Quaresima

    Duomo di Modena – 20 marzo 2022

    Ho visto la sofferenza del mio popolo... Ho udito il suo grido... Conosco il suo dolore... Ho osservato la sua miseria”: è il modo con cui Dio si presenta a Mosè. Avrebbe potuto presentarsi in un modo altisonante, nobile; avrebbe potuto dire: io sono il Dio dell’universo, il Dio del cielo e della terra, il Creatore... e invece, quando compare davanti a Mosè, si presenta come un Dio che ascolta la miseria, un Dio rivolto verso il basso. Spiegando il
    proprio nome, “Io sono colui che sono”, dice addirittura: “io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di “Giacobbe”, legando così la sua vita a quella degli uomini, degli uomini fragili - come sono tutti gli esseri umani - degli uomini peccatori. Dio si definisce attraverso di noi e attraverso la nostra debolezza.
    “Questo è il mio nome per sempre”, aggiunge a Mosè: io cioè desidero essere ricordato come il Dio che fa alleanza con l’uomo, con le sue fatiche, con le sue miserie e sofferenze. Ecco perché Gesù, quando viene interpellato su un fatto di cronaca che aveva comportato una strage, rifiuta la logica di un Dio punitore. Pilato aveva fatto uccidere alcuni galilei che stavano offrendo un sacrificio, durante un atto di culto: probabilmente aveva sentito delle voci che li qualificavano come dei sediziosi, dei rivoltosi – sappiamo quanto Pilato avesse paura che venisse infranto l’ordine pubblico - e la gente chiede a Gesù: “Cosa ne pensi? Come si spiega?”, sottintendendo: è una punizione divina? Gesù dice: “No”.
    Un secondo fatto lo ricorda lui stesso: diciotto persone morte per il crollo di una torre, forse perché c’era stato un terremoto o forse perché la torre era costruita male; e di nuovo Gesù dice: “Credete che fossero più peccatori di voi o di altri?”. La risposta è di nuovo: “No”.
    Fermiamoci un momento su questo “no”, prima di considerare ciò che segue, perché Gesù vuole anzitutto staccare la sofferenza dall’idea di una punizione divina, collegamento quasi naturale, diffuso all’epoca e diffuso ancora oggi; tutti noi, quando viviamo dei
    momenti di dolore, siamo tentati di chiederci: “Perché il Signore mi tratta così, che cosa avrò fatto di male?”. Abbiamo la propensione naturale a far derivare la sofferenza dal peccato. Gli ebrei al tempo di Gesù ragionavano proprio così: se c’è una sofferenza, significa che qualcuno ha peccato e Dio lo sta punendo. Gesù dice chiaramente: “No”. In un’altra occasione, raccontata nel Vangelo di Giovanni, spunterà questa visione colpevolista della sofferenza: quando gli sarà presentato un cieco nato e i discepoli chiederanno a Gesù: “Chi ha peccato, lui o i suoi genitori perché sia nato così?”; e Gesù di nuovo: “né lui né i suoi genitori”.
    Ma soprattutto è la vicenda stessa di Gesù che dimostra come la sofferenza non sia punizione divina: lui era innocente, eppure ha sofferto molto. Questa strage compiuta da Pilato nel Tempio è una profezia sinistra della morte di Gesù, perché Lui stesso, galileo, sarà ucciso da Pilato: Pilato farà scorrere il suo sangue, mentre Gesù offre il sacrificio sulla croce.
    La persona e la parola di Gesù, dunque, smentiscono l’idea che la sofferenza sia una punizione divina. Perché allora? Perché la sofferenza? Gesù non va ad una causa astratta.
    Per capire il mistero del dolore dovremmo avere la mente di Dio: certamente sarà uno dei misteri che ci verrà completamente svelato quando saremo faccia a faccia con lui. Gesù va invece alla radice umana, e dice: “Quando soffrite, fatene occasione di conversione, perché se non vi convertite perirete tutti allo stesso modo”. Non sta maledicendo nessuno, ma sta ragionando nella prospettiva dell’eternità: sta dicendo che se dalle nostre fatiche, sofferenze, prove, non facciamo occasione di conversione, verremo trascinati dalla storia, non impareremo nulla, rimarremo travolti dalla morte come se la nostra vita fosse stata una disgrazia.
    Diversi anni fa un mio amico non credente perse la madre improvvisamente, e mi disse:
    “io non credo che la rivedrò, come sai non ho la fede; tuttavia sto cercando di farne occasione per riscoprire ciò che davvero conta nella vita: perché se ti può essere tolta in un attimo, significa che vale la pena vivere per ciò che conta”. Anche un non credente dunque può fare delle sofferenze occasione di correzione: quanto più un credente, che sa come ogni situazione racchiuda un’opportunità data dal Signore. Non è il Signore che manda la sofferenza, per punizione; il Signore manda invece la grazia, per potere imparare dalla sofferenza.
    Noi stiamo vivendo tante forme di sofferenza: siamo ancora dentro la pandemia, è scoppiata una guerra che ha una rilevanza mondiale e sta producendo disastri sotto gli occhi di tutti, viviamo spesso crisi personali, familiari, sociali: la sofferenza ci accompagna. È necessario, se vogliamo accogliere il monito di oggi - “se non vi convertite perirete tutti allo stesso modo” - farne occasione per riscoprire l’essenziale.
    Questa è la speranza che noi credenti possiamo iniettare nelle nostre relazioni. La sofferenza è sofferenza, e non va mai cercata per se stessa, non va mai domandata, non va mai provocata; quando però arriva, occorre aprirsi al Signore e chiedergli che cosa possiamo imparare, che cosa di essenziale possiamo riscoprire, quali basi della vita stavamo dimenticando e dobbiamo recuperare. Questa è la possibilità che ci dà il Signore, nella gioia di sapere che l’ultima parola non è “sofferenza”, non è “morte”: l’ultima parola è “vita”, è “resurrezione”.

    + Erio Castellucci
    ___________________
    Dal sito dell'Arcidiocesi
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    CEI: indicazioni per la fine dello stato di emergenza e orientamenti per la Settimana

    Pubblichiamo di seguito il testo della Lettera della Presidenza CEI in merito alla fine dello stato di emergenza COVID-19, contenente consigli e suggerimenti circa le celebrazioni liturgiche insieme agli Orientamenti per i riti della Settimana Santa.

    Il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da COVID-19, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza (cfr DL 24 marzo 2022, n.24), offre la possibilità di una prudente ripresa. In seguito allo scambio di comunicazioni tra Conferenza Episcopale Italiana e Governo Italiano, con decorrenza 1° aprile 2022 è stabilita l’abrogazione del Protocollo del 7 maggio 2020 per le celebrazioni con il popolo.

    Tuttavia, la situazione sollecita tutti a un senso di responsabilità e rispetto di attenzioni e comportamenti per limitare la diffusione del virus. Condividiamo alcuni consigli e suggerimenti:

    obbligo di mascherine: il DL 24/2022 proroga fino al 30 aprile l’obbligo di indossare le mascherine negli ambienti al chiuso. Pertanto, nei luoghi di culto al chiuso si acceda sempre indossando la mascherina;
    distanziamento: non è obbligatorio rispettare la distanza interpersonale di un metro. Si predisponga però quanto necessario e opportuno per evitare assembramenti specialmente all’ingresso, all’uscita e tra le persone che, eventualmente, seguono le celebrazioni in piedi;
    igienizzazione: si continui a osservare l’indicazione di igienizzare le mani all’ingresso dei luoghi di culto;
    acquasantiere: si continui a tenerle vuote;
    scambio di pace: è opportuno continuare a volgere i propri occhi per intercettare quelli del vicino e accennare un inchino, evitando la stretta di mano o l’abbraccio;
    distribuzione dell’Eucaristia: i Ministri continueranno a indossare la mascherina e a igienizzare le mani prima di distribuire l’Eucaristia preferibilmente nella mano;
    sintomi influenzali: non partecipi alle celebrazioni chi ha sintomi influenzali e chi è sottoposto a isolamento perché positivo al COVID-19;
    igiene ambienti: si abbia cura di favorire il ricambio dell’aria sempre, specie prima e dopo le celebrazioni. Durante le stesse è necessario lasciare aperta o almeno socchiusa qualche porta e/o finestra. I luoghi sacri, comprese le sagrestie, siano igienizzati periodicamente mediante pulizia delle superfici con idonei detergenti;
    processioni: è possibile riprendere la pratica delle processioni.
    Nella considerazione delle varie situazioni e consuetudini locali si potranno adottare indicazioni particolari. Il discernimento degli Ordinari potrà favorire una valutazione attenta della realtà e orientare le scelte.

    ***

    Orientamenti per la Settimana Santa 2022

    Si esortino i fedeli alla partecipazione in presenza alle celebrazioni liturgiche limitando la ripresa in streaming delle celebrazioni e l’uso dei social media per la partecipazione alle stesse. A tal riguardo si segnala che i media della CEI – Tv2000 e Circuito radiofonico InBlu – trasmetteranno tutte le celebrazioni presiedute dal Santo Padre.

    Nello specifico, si offrono i seguenti orientamenti:

    la Domenica delle Palme, la Commemorazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme sia celebrata come previsto dal Messale Romano. Si presti però attenzione che i ministri e i fedeli tengano nelle mani il ramo d’ulivo o di palma portato con sé, evitando consegne o scambi di rami.
    il Giovedì Santo, nella Messa vespertina della “Cena del Signore”, per il rito della lavanda dei piedi ci si attenga a quanto prescritto ai nn. 10-11 del Messale Romano (p.138). Qualora si scelga di svolgere il rito della lavanda dei piedi si consiglia di sanificare le mani ogni voltae indossare la mascherina.
    il Venerdì Santo, tenuto conto dell’indicazione del Messale Romano (“In caso di grave necessità pubblica, l’Ordinario del luogo può permettere o stabilire che si aggiunga una speciale intenzione”, n. 12), il Vescovo introduca nella preghiera universale un’intenzione “per quanti soffrono a causa della guerra”. L’atto di adorazione della Croce, evitando il bacio, avverrà secondo quanto prescritto ai nn. 18-19, del Messale Romano (p. 157).
    la Veglia pasquale potrà essere celebrata in tutte le sue parti come previsto dal rito.
    I presenti orientamenti sono estesi a seminari, collegi sacerdotali, monasteri e comunità religiose.

    (Sito dell'Arcidiocesi)
    Virtus ex Alto

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