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Discussione: Isaac Newton e la fine del mondo nel 2060

  1. #1
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    Isaac Newton e la fine del mondo nel 2060

    ciao,cosa pensate del calcolo che ha fatto newton leggendo il profeta daniele e la bibbia?https://www.youtube.com/watch?v=BNP3...U&t=606snewton ha calcolato la fine del mondo nel 2060.. speriamo di no, io dico .. anche se in ucraina e russia le cose vanno molto male..

  2. #2
    CierRino di diamante L'avatar di Servus Servorum
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    Lo stesso Gesù ci dice che nessuno conosce il giorno e l'ora se non il Padre, quindi figuriamoci se può conoscerla Newton, Malachia o chi non ha altro di più serio a cui pensare e si diletta in questi inattendibili calcoli o profezie.
    Se per assurdo dovesse finire il mondo nel 2060 io avrei 86 anni, quindi l'età giusta per "chiudere in bellezza" con un bel botto!Onestamente, se dovessi essere ancora vivente a quell'età, a prescindere dalla fine del mondo, sarebbe comunque vicina la mia fine fisica e pertanto mi preoccuperei solamente di curare la salute dell'anima per sperare di farmi trovare idoneo per i "piani alti".
    Ultima modifica di Pollo; 15-04-2022 alle 10:35
    Pace e Bene!

  3. #3
    Cronista di CR L'avatar di Laudato Si’
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    Carissimo,
    anche a mio parere non bisogna fare affidamento a «profezie» come questa, non riconosciute ufficialmente dalla Santa Chiesa.

    Innanzitutto ricordiamo ciò che ci disse Nostro Signore nel quinto discorso sul Regno del Vangelo di Matteo: «Allora, se qualcuno vi dirà: "Ecco, il Cristo è qui", oppure: "È là", non credeteci; perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi segni e miracoli, così da ingannare, se possibile, anche gli eletti. Ecco, io ve l'ho predetto. Se dunque vi diranno: "Ecco, è nel deserto", non andateci; "Ecco, è in casa", non credeteci. Infatti, come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo» (Mt 24, 23-27).

    Non dimentichiamo inoltre, che, secondo la divina Rivelazione, prima della parusìa si doveranno compire alcuni segni (cfr. anche Lc 21, 25: «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle»), descritti nei Vangeli e nel Catechismo, e che sinché non compieranno detti segni la venuta del Signore, benché possa avvenire in ogni momento, «come un ladro di notte» (1Ts 5, 2), è impedita (cfr. CCC, 673), secondo le parole di San Paolo: «Riguardo alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo e al nostro radunarci con lui, vi preghiamo, fratelli, di non lasciarvi troppo presto confondere la mente e allarmare né da ispirazioni né da discorsi, né da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno del Signore sia già presente» (2Ts 2, 1-2).

    Questi segni che debbono compiersi, secondo il Magistero della Chiesa, sono fondamentalmente tre: le tribolazioni, l’apostasia con la venuta dell’Anticristo, la quale sottoporrà la Chiesa alla prova finale, e l’annunzio del Vangelo a tutte le genti con la conversione dei pagani e del popolo d’Israele.

    Del primo segno (le tribolazioni) parla direttamente il Signore nel Vangelo, preannunziando anche che non sarà l’ultimo: «E sentirete di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi, perché deve avvenire, ma non è ancora la fine. Si solleverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi: ma tutto questo è solo l'inizio dei dolori» (Mt 24, 6-8). Riguardo a questo passo di Vangelo, però, San Tommaso, osserva che «è probabile che nessuno dei segni descritti si riferisca all’ultima venuta; perché i segni di cui parla il Vangelo, come le guerre, gli spaventi e simili, ci furono sin dalle origini del genere umano; a meno che non si dica che in quel periodo essi aumenteranno. Ma rimane sempre incerto in quale misura il loro aumento voglia significare l’imminenza del giudizio» (Summa Theologiae, Supplemento, q. 73, a. 1).

    Del secondo segno (ovverosia l’apostasia e la venuta dell’Anticristo che però verrà sconfitto dal Signore) parla esplicitamente San Paolo: «Prima infatti verrà l'apostasia e si rivelerà l'uomo dell'iniquità, il figlio della perdizione, l'avversario, colui che s'innalza sopra ogni essere chiamato e adorato come Dio, fino a insediarsi nel tempio di Dio, pretendendo di essere Dio... Il mistero dell'iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo colui che finora lo trattiene. Allora l'empio sarà rivelato e il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà con lo splendore della sua venuta» (2Ts 2, 3-4). L’apostasia di cui parla Paolo è la perdita generale della fede da parte delle genti (cfr. anche Lc 18,8: «Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?»). Degli empii escatologici parla anche Giuda: «Alla fine dei tempi vi saranno impostori, che si comporteranno secondo le loro empie passioni» (Gd 18); ne parla Gesù: «sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi segni e miracoli, così da ingannare, se possibile, anche gli eletti» (Mt 24, 24). Anticristo è il nome dato allo «pseudo-messianismo in cui l’uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne» (CCC, 675); è di lui che parla San Giovanni quando scrive che «ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell'anticristo» (1Gv 4, 3). Questo nemico metterà alla prova la Chiesa e scuoterà la fede degli eletti (cfr. CCC, 675), secondo l’Apocalisse, che lo descrive come una bestia: «Le fu concesso di fare guerra contro i santi e di vincerli; le fu dato potere sopra ogni tribù, popolo, lingua e nazione» (Ap 13, 7). Alla fine però l’Anticristo verrà sconfitto dalla venuta del Figlio dell’uomo, secondo le parole di San Paolo: «Allora l'empio sarà rivelato e il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà con lo splendore della sua venuta» (2Ts 2, 4); parole che, peraltro, sembrano riprendere quelle del profeta Isaia: «Percuoterà il violento con la verga della sua bocca, con il soffio delle sue labbra ucciderà l'empio» (Is 11, 4); anche dall’Apocalisse s’intuisce che la Chiesa che seguirà il Signore nella Sua morte e risurrezione sarà disgiunta dal potere nel nemico: «La adoreranno tutti gli abitanti della terra, il cui nome non è scritto nel libro della vita dell'Agnello» (Ap 13, 8). Dopo la vittoria del Bene sul Male si compirà finalmente il Regno (cfr. CCC, 677).

    Esiste poi un altro segno (l’annunzio del Vangelo a tutto il mondo e la conversione dei pagani e degli ebrei), il quale è preannunziato ancora da San Paolo: «Non voglio infatti che ignoriate, fratelli, questo mistero, perché non siate presuntuosi: l'ostinazione di una parte d'Israele è in atto fino a quando non saranno entrate tutte quante le genti» (Rm 11, 25). Anche Israele dunque dovrà essere salvo prima che venga la fine, secondo le parole del profeta Isaia: «Un redentore verrà per Sion, per quelli di Giacobbe convertiti dall'apostasia» (Is 59, 20). E prima che venga la conversione degli ebrei, il Vangelo dovrà essere annunziato a tutte le genti (gli esegeti sono concordi nell’interpretare quel «non saranno entrate tutte quante le genti» come non tutte le genti avranno conosciuto il Vangelo).

    Possiamo dire che quest’ultimo segno ancora non si sia compìto. Il che lascia presagire che la venuta del Signore non sia ora imminente.
    Fermo restando quanto ci disse Gesù nella parabola delle dieci vergini: «Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora» (Mt 25, 13). Questa frase doverebbe essere la stella che ci guida nell’attesa della venuta del Signore, della quale nessuno di noi, né degli uomini che ci hanno preceduti, può sapere il momento.

    Un caro saluto e buon Triduo Pasquale, in preghiera, nell’attesa di poter risorgere con Lui!


    Citazioni bibliche da: La Sacra Bibbia, Libreria Editrice Vaticana, Conferenza Episcopale Italiana, © Fondazione di Religione Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena, 2008.
    «Assúmpta super ángelos omnésque choros cælitum,
    cuncta sanctórum mérita transcéndit una fémina».




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