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Discussione: Non far del male ma solo pensarlo, è peccato?

  1. #1
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    Non far del male ma solo pensarlo, è peccato?

    Salve a tutti, ho due dubbi: 1) come da titolo se uno non fa del male a nessuno ma solo a pensarlo più che altro a livello di sfogo... cioè io mi sfogo magari pensando di dare un calcio nel sedere a qualcuno che mi ha creato seri problemi, ma poi proprio perché già mi sono sfogato col pensiero, non lo farò realmente. Ciò è peccato? E perché? 2) l'altro dubbio riguarda piccole bugie innocue, ad esempio vado da una parte incontro per strada un conoscente che mi chiede dove vado, per privacy non mi va di dirlo e magari rispondo che sto facendo due passi. E' un peccato anche questo? Grazie a chi mi chiarirà questi aspetti...

  2. #2
    CierRino d'oro L'avatar di Stefano79
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    Citazione Originariamente Scritto da Fedele19 Visualizza Messaggio
    Salve a tutti, ho due dubbi: 1) come da titolo se uno non fa del male a nessuno ma solo a pensarlo più che altro a livello di sfogo... cioè io mi sfogo magari pensando di dare un calcio nel sedere a qualcuno che mi ha creato seri problemi, ma poi proprio perché già mi sono sfogato col pensiero, non lo farò realmente. Ciò è peccato? E perché? 2) l'altro dubbio riguarda piccole bugie innocue, ad esempio vado da una parte incontro per strada un conoscente che mi chiede dove vado, per privacy non mi va di dirlo e magari rispondo che sto facendo due passi. E' un peccato anche questo? Grazie a chi mi chiarirà questi aspetti...
    Cerco di rispondere ai tuoi dubbi partendo da una considerazione basilare, che l'uomo è effettivamente combattuto tra una tensione verso l'infinita bontà divina e il peccato (ti consiglio di leggere il n. 10 di Gaudium et Spes). Da questo nasce una dissociazione interiore, che porta spesso l'uomo a non compiere ciò che vorrebbe o a compiere ciò che non vorrebbe compiere. L'intenzione è molto importante, ai fini della santità e, specularmente, del peccato, come dimostra il discorso di Gesù sull'adulterio: dal solo desiderare una donna corporalmente, ne viene tratto il peccato, anche se la persona non ha commesso alcun atto. L'adulterio è, quindi, un esempio di come l'intenzione sia peccatrice. Ovviamente, poi, spetterà al confessore stabilire la gravità del peccato di intenzione. Spesso si tratta di peccati veniali, proprio perchè solo pensati, ma non è sempre così. Ad esempio, usare i metodi naturali con intenzione di contraccezione è, come dicono i vari Papi, un peccato. L'intenzione, ovviamente, conta molto, in quanto alle volte è peccato, come diceva San Tommaso d'Aquino compiere un atto che non è peccato, ma pensando che lo sia. In questo esempio del santo, abbiamo chiaramente la descrizione di come l'intenzione sia fondamentale nella dottrina cristiana della salvezza. Ad esempio, nella lettera di San Giacomo è detto che le opere senza carità sono inutili e vuote, perchè manca l'intenzione di amore cristiano che darebbe loro il loro pieno significato. Sul secondo punto bisognerebbe dire che, in assoluto è peccato, nella misura in cui la psicologia ci fornisce, nella storia dell'evoluzione personale, gli strumenti per imparare ad essere assertivi, a dire le cose in faccia senza timore, a comunicare in modo sano senza paura di essere convinti o manipolati. Conviene, quindi, secondo me, sviluppare la propria autostima e imparare a rispondere a tono, magari spiegando "non mi va di parlarne", oppure "se non ti dispiace, è un problema mio", piuttosto che continuare a dire piccole bugie che sembrano innocue, ma che ci introducono poi pian piano al mondo dei peccati mortali, facendoci abituare al peccato in modo quasi impercettibile.
    "E' morto fra Tommaso d'Aquino, figlio mio in Cristo, luce della Chiesa"

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