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Discussione: Chiarimenti su come confessare i peccati

  1. #1
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    Chiarimenti su come confessare i peccati

    Fino ad adesso mi sono reso conto di non aver numerato sempre correttamente i miei peccati mortali per la confessione ma di aver messo in elenco solo la "categoria" per poi definirli approssimativamente (ad es. "ho avuto pensieri impuri spesso quasi tutti i giorni da circa 3 mesi" invece di "ho avuto pensieri impuri per X volte") può essere corretto ugualmente questo metodo anche per le colpe mortali che dovessi commettere in futuro? Oppure è necessario mettere in elenco ogni singola volta che si commette un presunto peccato mortale in modo da avere sempre la cifra esatta piuttosto che una stima?A tal riguardo i Domenicani indicano che è necessaria la numerazione esatta, deducendo quindi che l'approssimazione dei peccati (anche in eccesso volendo) possa essere consentita solo quando non si ricorda al passato e non da usare come metodo futuro (?)https://www.amicidomenicani.it/se-i-...ella-specie/Vi chiedo anche, dal seguente quesito:https://www.amicidomenicani.it/che-c...del-peccato/Se per ogni peccato mortale e veniale commesso sia necessario aggiungere anche tutte queste specifiche indicate:– chi (quis): è il soggetto dell’azione. È necessario sapere se chi ha compiuto l’azione è un uomo o un bambino, uno sano di mente o un malato…– che cosa (quid): designa la qualità dell’oggetto. Ad es. la mancanza di aiuto può costituire non solo una mancanza di carità, ma anche un’ingratitudine o addirittura una spietatezza.– dove (ubi): indica il luogo, se sia pubblico, privato, sacro…– con quali mezzi (quibus auxiliis): si allude ai mezzi coi quali si compie l’azione, se leciti o meno. Ad esempio si soccorre il prossimo con beni di proprietà altrui.– perché (cur): si riferisce alla motivazione per cui uno compie una determinata azione. È l’intenzione dell’agente.– come (quomodo): si riferisce al modo in cui si è compiuta un’azione: se istintivamente, impetuosamente o con calcolo;– quando (quando): indica la circostanza di tempo (ad es. per i giorni di penitenza, di festa,…) o anche la durata.Quindi, facendo degli esempi non basta dire "ho commesso atti impuri 4 volte nel mese scorso" ma bensì "ho commesso atti impuri di masturbazione in camera per 4 volte per trarne istintivamente piacere personale nel mese scorso" oppure "ho commesso atti impuri di masturbazione, calcolandoli nei giorni precedenti come e quando li avrei fatti?"Magari anche qualche vostro esempio potrebbe essermi di aiuto...Grazie mille.

  2. #2
    Moderatore e Cronista di CR L'avatar di Abbas S:Flaviae
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    Per confessare un peccato è necessaria, oltre ovviamente al pentimento, anche una piena coscienza di cosa si è fatto e della gravità (e le conseguenze) che tale atto ha.
    Avendo tale coscienza viene naturale capire cosa sia necessario dire e cosa è superfluo.
    Faccio un esempio: se una persona bestemmia nella propria mente, commetterà un peccato che è grave diciamo 5/10, se bestemmia in casa davanti a un parente adulto sarà grave 7/10, se bestemmia davanti a un bambino sarà 8/10, se bestemmia in piazza davanti a 20 persone sarà grave 9/10, se bestemmia in chiesa durante la celebrazione sarà 10/10. I numeri sono solo a scopo esemplificativo.
    Ora pensando al peccato x (in questo caso la bestemmia) una persona con piena capacità di intendere, volere e capire comprenderà che una cosa è bestemmiare nella propria mente, un'altra bestemmiare in chiesa, e, di conseguenza, saprà che quando si confessa dovrà specificare di aver bestemmiato in chiesa durante la celebrazione, davanti a molta gente, perché quel peccato, avendo creato scandalo ed essendo stato compiuto in luogo sacro, durante una funzione sacra, ha una particolare gravità.
    Spero che l'esempio risulti chiaro.
    Laddove, invece, non si ha chiarezza circa la differenza di gravità che ci può essere fra un peccato commesso in una determinata circostanza e lo stesso peccato commesso in altra circostanza, allora è meglio essere più specifici possibile.

    Per quanto riguarda il numero, è chiaramente difficile riuscire a tenere il conto dei peccati, specialmente se si tratta di peccati ripetuti, per cui è sufficiente avere la consapevolezza di aver commesso un certo peccato con frequenza, molto frequentemente, raramente, sporadicamente e così via. Questo non serve a un morboso interesse circa la peccaminosità propria o altrui ma a rendersi conto del fatto che un determinato peccato si sta impadronendo della nostra vita e ci sta rendendo schiavi.

    Quindi il contare le volte in cui si commette un peccato è un esercizio che serve per rendersi conto della propria schiavitù al peccato, ma non deve diventare un'ossessiva catalogazione dei peccati, perché non è questo l'intento originario.

    Ciò che va fatto seriamente, con sincerità, con precisione è l'esame di coscienza, che, se fatto bene, suggerirà spontaneamente il modo e le parole per un'ottima confessione.
    vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo.

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