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Discussione: Apocalisse 13,18

  1. #1
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    Apocalisse 13,18

    In Apocalisse è presente quasi come un invito alla numerologia, in questo caso con il numero della bestia, precisamente in: Apocalisse 13,18Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza, calcoli il numero della bestia, perché è un numero d'uomo; e il suo numero è seicentosessantasei. Come dobbiamo interpretare correttamente questo passo?Vi segnalo anche questo articolo di Avvenire https://www.avvenire.it/agora/pagine/bibbiaenumeri Da questi contenuti sembra che lo studio della numerologia sia in parte lecito e non totalmente classificabile come peccato mortale di divinazione (?)

  2. #2
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    Questa però non è numerologia intesa come strumento divinatorio od idolatrico per prevenire il futuro.
    Parliamo semplicemente del simbolismo numerico della Bibbia.
    Già i Padri della Chiesa, nonché varii filosofi e matematici (pensiamo a Pitagora e a Platone), cercavano d’interpretare cosa significassero quei numeri a volte sì misteriosi che tutt’ora gli esegeti stanno studiando.
    Per gli antichi la simbologia dei numeri era molto importanti.
    Sono segni celanti un particolare messaggio che Dio vuole farci comprendere, ma non hanno in alcun modo che fare né cólla divinazione superstiziosa e né con l’esoterismo.
    Ultima modifica di Laudato Si’; 03-06-2022 alle 18:50
    «Facciamo che la nostra vita sia una luce di Cristo;
    insieme porteremo la luce del Vangelo all’intera realtà» (Papa Francesco).



  3. #3
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    Capisco, ad oggi quindi non sì è arrivati ad una interpretazione valida del passo? Però quel "calcolare" inteso magari come tenerne conto mi fà pensare come un'applicazione di tipo divinatorio/superstizioso

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Ancient Amen Visualizza Messaggio
    In Apocalisse è presente quasi come un invito alla numerologia, in questo caso con il numero della bestia, precisamente in: Apocalisse 13,18Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza, calcoli il numero della bestia, perché è un numero d'uomo; e il suo numero è seicentosessantasei. Come dobbiamo interpretare correttamente questo passo?Vi segnalo anche questo articolo di Avvenire https://www.avvenire.it/agora/pagine/bibbiaenumeri Da questi contenuti sembra che lo studio della numerologia sia in parte lecito e non totalmente classificabile come peccato mortale di divinazione (?)
    Ne esistono milioni di ipotesi di gematria (il calcolo che permette di trasfomare un nome in un numero), aveva iniziato già S.Ireneo nel 2 secolo, che è un grandissimo santo, e anche S.Agostino andava forte in gematria. Per inciso come prima scelta S.Ireneo proponeva "teitav" (Titano in greco), come dire un dio pagano
    Non convince l'ipotesi di "Nero Cesar" (Nerone), che per dare il risultato dovrebbe essere preso in latino, reso in greco, traslitterato in ebraico, computato in ebraico e rimesso in un testo greco.

    Né é nepure detto che indichi un uomo, perché l'apocalisse usa "uomo" anche per dire "angelo" (come tutta l'apocalittica peraltro, ref 21.17)

    Posso darti la mia ipotesi, per quel che vale. La bestia è Satana, numero d'uomo (=d'angelo ref 21.17), e Satana é mostrato come la caricatura di Cristo.
    A Cristo era associabile il numero 6 perché l'uomo fu creato il sesto giorno, e Cristo è il vero uomo, il figlio dell'uomo (vedi l'agnello al sesto sigillo, la sesta tromba, e la colonna nel tempio con su il nome di Dio nella sesta lettera, etc)
    E Satana volendo scimmiottare Cristo, sempre esagerando in modo ridicolo, associa a sé il 666, che é una caricatura del 6, del figlio dell'uomo
    Ultima modifica di a_ntv; 03-06-2022 alle 21:46

    Sola Scriptura has hindered rather than helped the understanding of Christianity
    Margaret Barker, Biblical scholar



  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da a_ntv Visualizza Messaggio
    Ne esistono milioni di ipotesi di gematria (il calcolo che permette di trasfomare un nome in un numero), aveva iniziato già S.Ireneo nel 2 secolo, che è un grandissimo santo, e anche S.Agostino andava forte in gematria. Per inciso come prima scelta S.Ireneo proponeva "teitav" (Titano in greco), come dire un dio paganoNon convince l'ipotesi di "Nero Cesar" (Nerone), che per dare il risultato dovrebbe essere preso in latino, reso in greco, traslitterato in ebraico, computato in ebraico e rimesso in un testo greco.Né é nepure detto che indichi un uomo, perché l'apocalisse usa "uomo" anche per dire "angelo" (come tutta l'apocalittica peraltro, ref 21.17)Posso darti la mia ipotesi, per quel che vale. La bestia è Satana, numero d'uomo (=d'angelo ref 21.17), e Satana é mostrato come la caricatura di Cristo. A Cristo era associabile il numero 6 perché l'uomo fu creato il sesto giorno, e Cristo è il vero uomo, il figlio dell'uomo (vedi l'agnello al sesto sigillo, la sesta tromba, e la colonna nel tempio con su il nome di Dio nella sesta lettera, etc)E Satana volendo scimmiottare Cristo, sempre esagerando in modo ridicolo, associa a sé il 666, che é una caricatura del 6, del figlio dell'uomo
    Interessante, personalmente però penso sia più plausbile questo procedimento: io sapevo che a Cristo è più associabile il 3 per la sua natura trinitaria (non a caso viene detto il numero perfetto), questa cifra viene esaltata ancora se ripetuta per 3 volte ->333 e ancora di più se moltiplicata per 3 -> 999 venendo definita come la massima espressione della perfezione; puoi capire bene che quello che si ottiene capovolgendo quest'ultima cifra è invece la massima espressione dell'imperfezione.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da a_ntv Visualizza Messaggio
    […] Non convince l'ipotesi di "Nero Cesar" (Nerone) […].
    Eppure è oggettivamente la più fondata, nonché la più diffusa fra gli esegeti.
    Non sono mai state proposte ipotesi migliori.
    Nerone fu il primo perseguitatore dei cristiani, e la sua immagine ben s’associa alla idea di bestia.
    Anche la Bibbia di Gerusalemme sostiene quest’ipotesi: «Seicentosessantasei: in greco, come in ebraico, ogni lettera aveva un valore numerico secondo il posto nell’alfabeto. Il numero di un nome è il totale delle sue lettere. Qui «666» sarebbe Cesare-Nerone (lettere ebraiche)» (commento ad Ap 13, 18).

    Ad ogni modo il fatto ch’il numero 666 sia legato a Nerone non esclude che sia indice della debolezza e della umanità della bestia.
    Il 6 nella Bibbia è il segno della imperfezione e della caducità, contrariamente al 7 (di cui è inferiore d’una unità), simbolo della completezza e della perfezione divina.
    L’esegeta Angelo Lancellotti, curando i commenti della sua edizione dell’Apocalisse per le Paoline, scrisse: «Il numero della bestia è 666, un numero d’uomo, cioè fragile debole; infatti, componendosi di tre 6 (cioè 7-1), esso denota imperfezione, incompletezza; indica perciò che la sua dominazione sarà effimera».
    «Facciamo che la nostra vita sia una luce di Cristo;
    insieme porteremo la luce del Vangelo all’intera realtà» (Papa Francesco).



  7. #7
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    […] a Cristo è più associabile il 3 per la sua natura trinitaria (non a caso viene detto il numero perfetto), questa cifra viene esaltata ancora se ripetuta per 3 volte ->333 e ancora di più se moltiplicata per 3 -> 999 venendo definita come la massima espressione della perfezione; puoi capire bene che quello che si ottiene capovolgendo quest'ultima cifra è invece la massima espressione dell'imperfezione.
    Sì, ho sentita anche quest’ipotesi (in effetti il 6 non è un numero associato al Cristo, indicando peraltro la imperfezione).
    E, sempre legata al 3, anche un’altra: 666 significa 6 ripetuto 3 volte, quindi simboleggerebbe la bestia ch’invidia la potenza ed il culto del Signore (3) e li vorrebbe a sé e per sé, ma non vi riuscirà mai, sendo soltanto un uomo (6). Cioè vuole per sé (6) ciò ch’è proprio solo di Dio (3).
    Tuttavia né l’una e né l’altra ipotesi sono attestate dalla tradizione biblica e sostenute dagli esegeti.
    Ultima modifica di Laudato Si’; 03-06-2022 alle 22:34
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  8. #8
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    Interessante, personalmente però penso sia più plausbile questo procedimento: io sapevo che a Cristo è più associabile il 3 per la sua natura trinitaria (non a caso viene detto il numero perfetto), questa cifra viene esaltata ancora se ripetuta per 3 volte ->333 e ancora di più se moltiplicata per 3 -> 999 venendo definita come la massima espressione della perfezione; puoi capire bene che quello che si ottiene capovolgendo quest'ultima cifra è invece la massima espressione dell'imperfezione.
    Citazione Originariamente Scritto da Laudato Si’ Visualizza Messaggio
    Eppure è oggettivamente la più fondata, nonché la più diffusa fra gli esegeti.
    Non sono mai state proposte ipotesi migliori.
    Nerone fu il primo perseguitatore dei cristiani, e la sua immagine ben s’associa alla idea di bestia.
    Anche la Bibbia di Gerusalemme sostiene quest’ipotesi: «Seicentosessantasei: in greco, come in ebraico, ogni lettera aveva un valore numerico secondo il posto nell’alfabeto. Il numero di un nome è il totale delle sue lettere. Qui «666» sarebbe Cesare-Nerone (lettere ebraiche)» (commento ad Ap 13, 18).

    Ad ogni modo il fatto ch’il numero 666 sia legato a Nerone non esclude che sia indice della debolezza e della umanità della bestia.
    Il 6 nella Bibbia è il segno della imperfezione e della caducità, contrariamente al 7 (di cui è inferiore d’una unità), simbolo della completezza e della perfezione divina.
    L’esegeta Angelo Lancellotti, curando i commenti della sua edizione dell’Apocalisse per le Paoline, scrisse: «Il numero della bestia è 666, un numero d’uomo, cioè fragile debole; infatti, componendosi di tre 6 (cioè 7-1), esso denota imperfezione, incompletezza; indica perciò che la sua dominazione sarà effimera».
    Il valore dei numeri cambia nel tempo.
    Nel medievo cristiano il 3 era l'indice della somma perfezione in quanto riecheggiava la Tri-nità, e il 6 il numero del maligno proprio a causa del 666 di Ap 13
    Non possiamo considerare tali significati tardi se vogliamo capire cosa i primi lettori dell'apocalisse intendessero davanti a tali numeri. Certo non avevano un'idea esplicita di Trinità.
    La maggiornaza delle intrepretazioni attuali, purtroppo anche di esegeti, si basa sul significato che i numeri ebbero secoli dopo i tempi apostolici, o peggio su significati morali dati adesso ai numeri, e tali interpretazio lasciano il tempo che trovano.

    Quanto a "Nero Caesar", è l'interpretazione più di moda nell'abito protestante perché lanciata ai tempi di Lutero in chiave antiromana. Ma come dicevo si poggia su una gematria multilinguistica che non era praticata nell'antichità (non sono noti altri casi), e infatti nessun antico propose mai tale interpretazione. Pertanto non era qualcosa che potesse venire in mente ad un primo lettore dell'Apocalisse.

    Invece ad un primo lettore dell'Apocalisse veniva in mente che Nabuccodosor, volendo scimmiottare Dio, si fece una statua d'oro alta sessanta cubiti e larga sei cubiti (Dn 3.1): anche qui un'esagerazione, un qualcosa al cubico. Una presa in giro del numero 6, che per gli ebrei non aveva significa negativi o positivi, ma era semplicemente il sesto giorno della crazione, il numero dell'uomo.

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  9. #9
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    Non avendo cultura in merito delle ipotesi esposte da a_ntv mi viene solo spontaneo pensare che se ci debba essere un interpretazione dei numeri veritiera essa deve essere quantomeno oggettiva, assoluta e con concetti immutabili nel tempo, quindi non variabile secondo le tendenze delle epoche in modo approssimativo.Tornando al numero della bestia la cosà che risalta di più è sicuramente la triplice ripetizione come a sottolinearne più volte il significato originario.

  10. #10
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    Non avendo cultura in merito delle ipotesi esposte da a_ntv mi viene solo spontaneo pensare che se ci debba essere un interpretazione dei numeri veritiera essa deve essere quantomeno oggettiva, assoluta e con concetti immutabili nel tempo, quindi non variabile secondo le tendenze delle epoche in modo approssimativo.Tornando al numero della bestia la cosà che risalta di più è sicuramente la triplice ripetizione come a sottolinearne più volte il significato originario.
    Secondo la Dei Verbum (CVII), "La verità infatti viene diversamente proposta ed espressa in testi in vario modo storici, o profetici, o poetici, o anche in altri generi di espressione. È necessario adunque che l'interprete ricerchi il senso che l'agiografo in determinate circostanze, secondo la condizione del suo tempo e della sua cultura, per mezzo dei generi letterari allora in uso, intendeva esprimere ed ha di fatto espresso. Per comprendere infatti in maniera esatta ciò che l'autore sacro volle asserire nello scrivere, si deve far debita attenzione sia agli abituali e originali modi di sentire, di esprimersi e di raccontare vigenti ai tempi dell'agiografo, sia a quelli che nei vari luoghi erano allora in uso nei rapporti umani"

    Ovvero per capire la Sacra Scrittura dobbiamo conoscere cosa capivano, secondo il loro antico modo di capire, i primi lettori.
    L'uso dei numeri é un modo di comunicare, non é qualcosa di magico o di esoterico: essendo una forma di comunicazione tipica di un epoca e di un genere letterario (l'apocalittica, come ti accordi se leggi altre apocalissi ebraiche), i numeri non hanno un valore assoluto e immutabile.

    Per un primo cristiamo leggere 666 era più esplicito che dire "la Bestia vorrebbe farsi uguale a Cristo, ma quello che risulta é solouna cosa ridicola". Per noi no, noi non usiamo i numeri nello stesso senso.



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