Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: E' giusto mettere in dubbio il magistero della Chiesa?

  1. #11
    Veterano di CR L'avatar di Ulell
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    Ci sono alcune cose che io, idealmente, non accetterei nei comandi della Chiesa, sopratutto di quelli moderni.Tuttavia, obbedisco.Lo diceva Sant'Ignazio e me lo hanno rafforzato in CL, l'obbedienza prima di tutto. Anche se ti fa male.
    Fedele al Papa!

  2. #12
    Moderatore e Cronista di CR L'avatar di Abbas S:Flaviae
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    Citazione Originariamente Scritto da Ulell Visualizza Messaggio
    Ci sono alcune cose che io, idealmente, non accetterei nei comandi della Chiesa, sopratutto di quelli moderni.Tuttavia, obbedisco.Lo diceva Sant'Ignazio e me lo hanno rafforzato in CL, l'obbedienza prima di tutto. Anche se ti fa male.
    A questo proposito è importante sottolineare che l'obbedienza ha tanto più valore quanto costa sacrificio. Obbedire a qualcosa che ci piace, infatti, non è un gran merito; ma obbedire quando qualcosa ci pesa è una virtù.
    Questo, tuttavia, non preclude la possibilità di cercare di comprendere. E', infatti, più fruttuosa un'obbedienza che matura nella comprensione di ciò a cui si sta obbedendo e nell'interiorizzazione della regola, piuttosto che un'obbedienza fatta solo per obbedire.
    vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo.

  3. #13
    Veterano di CR L'avatar di Ulell
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    Citazione Originariamente Scritto da Abbas S:Flaviae Visualizza Messaggio
    A questo proposito è importante sottolineare che l'obbedienza ha tanto più valore quanto costa sacrificio. Obbedire a qualcosa che ci piace, infatti, non è un gran merito; ma obbedire quando qualcosa ci pesa è una virtù.Questo, tuttavia, non preclude la possibilità di cercare di comprendere. E', infatti, più fruttuosa un'obbedienza che matura nella comprensione di ciò a cui si sta obbedendo e nell'interiorizzazione della regola, piuttosto che un'obbedienza fatta solo per obbedire.
    non sono certo tipo da cieca obbedienza. Ma quando, nonostante le spiegazioni, continuo a non essere d'accordo, obbedisco
    Fedele al Papa!

  4. #14
    Moderatore e Cronista di CR L'avatar di Abbas S:Flaviae
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    Citazione Originariamente Scritto da Ulell Visualizza Messaggio
    non sono certo tipo da cieca obbedienza. Ma quando, nonostante le spiegazioni, continuo a non essere d'accordo, obbedisco
    Era un discorso che partiva dal tuo intervento ma non riferito specificamente a te.
    Come già si diceva avere un dubbio non equivale a mettere in dubbio, sostanzialmente questo ragionamento porta a quanto tu dici: si, se si hanno dubbi chiedere è lecito - io aggiungerei anche doveroso - ed è giusto che chi è maestro e dottore risponda (anche questa è evangelizzazione), ma ovviamente nel momento in cui le spiegazioni non sono sufficienti, o per poca capacità nostra di comprendere o per difficoltà umana di esprimere cose divine, bisogna obbedire.
    vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo.

  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da sere85 Visualizza Messaggio
    Partiamo che non è mio il post originale, ma di Tobi, io l'ho solo copiato in principale (era in dottrina di fede e nessuna poteva rispondere)
    Volevo ringraziare sere85 per aver animato questa discussione che altrimenti sarebbe miseramente naufragata avendolo io postato nella sezione sbagliata.
    Mi scuso per averlo fatto solo ora.

  6. #16
    Gran CierRino di Platino e Diamanti L'avatar di sere85
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    Citazione Originariamente Scritto da Abbas S:Flaviae Visualizza Messaggio
    E', infatti, più fruttuosa un'obbedienza che matura nella comprensione di ciò a cui si sta obbedendo e nell'interiorizzazione della regola, piuttosto che un'obbedienza fatta solo per obbedire.
    Incornicerei questa frase.
    Penso che ci siano pochissime cose alle quali la mente umana non può arrivare e alle quali bisogna credere e basta (non so, penso al dogma della Trinità dove ci sono poche spiegazioni umane da dare e alla fine ci si ritrova davvero a dire o ci credi o non ci credi)
    Ma per il resto delle (detto in modo banale) "regole" della Chiesa (che sono poi quelle che vengono contestate), penso che una buona spiegazione aiuterebbe ad evitare molte contestazioni. Spiegazioni non con il catechismo in mano ma il più "umane" possibili, altrimenti non funzionano...
    Penso che tutto, o quasi, si possa capire.... la nostra conoscenza della nostra religione dovrebbe andare oltre l'imparare a memoria
    Chi vuol esser lieto sia, di doman non c'è certezza

  7. #17
    Moderatore e Cronista di CR L'avatar di Abbas S:Flaviae
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    Citazione Originariamente Scritto da sere85 Visualizza Messaggio
    Spiegazioni non con il catechismo in mano ma il più "umane" possibili, altrimenti non funzionano...
    Quando, qualche anno fa, ci fu la grande diatriba sul "discernimento" che Papa Francesco sottolineava più volte nell'Amoris Laetitia, era proprio questo quello che il Papa voleva dire.
    La Chiesa, intesa come istituzione generale, come Santa Sede, dà le direttive e le spiegazioni universali di quelle direttive, ma dev'essere poi la Conferenza Episcopale locale, il vescovo particolare, il parroco, il superiore dell'istituto, il direttore spirituale, il confessore (ciascuno nella gradualità che gli compete) ad aiutare i fedeli e il singolo fedele a comprendere e accogliere. E' chiaro che il Papa (si legga anche come la Santa Sede) quando parla ufficialmente non può essere compreso indistintamente dal cardinale romano, dal negoziante milanese, dalla danzatrice spagnola, dal cantante indiano, dal capotribù africano, dal politico americano, dal favelado brasiliano e così via. Perché la comprensione dipende da molte cose, non ultima la cultura che ha chi parla e quella che ha chi ascolta.
    Il compito di calare l'universale nel particolare è proprio dei pastori, che devono avere una capacità di discernimento tale da comprendere in che modo spiegare al singolo fedele quella parola.
    Purtroppo, però, ci troviamo spesso a una deresponsabilizzazione dei pastori, che giocano a scaricabarile, specialmente dinanzi alle questioni più complicate, che sono quelle che richiedono, invece, maggior impegno da parte loro. E così ci troviamo dinanzi al parroco che dice: "Il vescovo ha deciso così", e al vescovo che dice: "Il Papa ha deciso così". L'unico risultato di questo atteggiamento è creare nelle persone sfiducia e incomprensione, se non addirittura rancore, nei confronti della Chiesa.
    Faccio questo discorso perché personalmente io non trovo grandi falle nei documenti magisteriali, che sono impostati molto bene con le spiegazioni date nella maniera giusta, in considerazione dell'universalità che hanno; la vera falla sta nel passaggio successivo, ossia quando quei documenti devono passare dalla "lingua romana" alla lingua locale del singolo fedele.
    vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo.

  8. #18
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    Bisogna distinguere tra

    COMPRENSIONE del magistero (che può essere agevolata mediante spiegazioni più o meno estese e la cui esigenza è sicuramente lecita e anche lodevole)

    e

    ADESIONE al magistero (che è sempre dovuta a prescindere sia dal grado del magistero, infallibile o meno che sia, sia dalla comprensione logica dello stesso).

    Del resto il magistero si occupa di due cose: verità di fede e relativi corollari; verità morali e condotte conseguenti. Cose che, in ultima analisi, non si fondano su dimostrazioni logiche ma che sono vere in sé stesse come dato di fatto e che quindi non possono essere approvate o disapprovate sulla base di dissertazioni logiche.
    Supporre di mettere in discussione un insegnamento morale, garantito dall'autorità della chiesa (che intermedia l'autorità divina) significa presumere di poter decidere cosa sia bene e cosa non lo sia. Quindi significa cadere nel tranello del diavolo che spinge l'uomo a sostituirsi a Dio.
    Ultima modifica di Evagrio Pontico; 13-07-2022 alle 15:28

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