Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: TESTI LITURGICI DELLA MESSA seguendo il Messale Serafico

  1. #11
    CierRino L'avatar di Verbum Domini
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    18 SETTEMBRE

    SAN GIUSEPPE DA COPERTINO, sacerdote
    Memoria (bianco)


    SAN GIUSEPPE DA COPERTINO, SACERDOTE (dal Messale Serafico)
    San Giuseppe nacque a Copertino (Lecce) nel 1603 e fu ricevuto nell'Ordine dei Minori Conventuali. Ordinato sacerdote nel 1628, si diede con fervido zelo alle opere del sacro ministero per la salvezza delle anime. Si distinse per una grave austerità di vita e intenso spirito di orazione. La sua vita è contrassegnata da straordinarie estasi e frequenti miracoli, che lo resero una delle figure più interessanti della mistica cristiana. Per l'esuberanza dei celesti carismi, dovette spesso cambiare convento, onde evitare fanatismi popolari, ma rifulsero sempre in lui l'umiltà e l'incondizionata obbedienza. Grandissima fu la sua devozione alla Santissima Vergine. Morì in Osimo, nelle Marche, il 18 settembre 1663. Fu canonizzato da Clemente XIII. Viene invocato dagli esaminandi e dagli studenti come loro protettore.


    ANTIFONA D'INGRESSO

    L'amore di Dio è gloriosa sapienza,
    e quelli, a cui essa si manifesta,
    amano mirarla e conoscere le sue grandezze.


    COLLETTA

    O Dio, che con mirabile sapienza
    hai voluto attrarre ogni cosa all'unigenito tuo Figlio,
    fa' che, elevandoci dalle terrene cupidige,
    per i meriti e l'esempio di san Giuseppe da Copertino,
    possiamo conformarci pienamente allo stesso tuo Figlio.
    Egli è Dio e vive e regna con te nell'unità
    dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.


    PRIMA LETTURA (Cor 12, 31 - 13, 8a)

    Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
    Fratelli, desiderate intensamente i carismi più grandi. E allora, vi mostro la via più sublime. Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita. E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla. E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe. La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine.


    SALMO RESPONSORIALE (da Salmo 24)

    Guidami nella tua verità, o Signore

    A te, Signore, elevo l'anima mia,
    Dio mio, in te confido: non sia confuso!
    Chiunque spera in te non resti deluso.

    Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
    insegnami i tuoi sentieri.
    Guidami nella tua verità e istruiscimi,
    perché sei tu il Dio della mia salvezza,
    in te ho sempre sperato.

    Buono e retto è il Signore,
    la via giusta addita ai peccatori;
    guida gli umili secondo giustizia,
    insegna ai poveri le sue vie.

    Tutti i sentieri del Signore
    sono verità e grazia
    per chi osserva il suo patto
    e i suoi precetti.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia, alleluia.
    Il Signore guarda l'umile con benevolenza
    e lo fa alzare dalla sua bassezza.
    Alleluia.


    VANGELO (Mt 11,25-30)

    Dal Vangelo secondo Matteo

    In quel tempo Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare. Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero».


    SULLE OFFERTE

    Accetta, Signore, l'offerta del nostro servizio sacerdotale
    nel ricordo di san Giuseppe da Copertino
    e concedi che, liberi dagli affanni e dagli egoismi del mondo,
    diventiamo ricchi di te, unico bene. Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO (delle Sante Vergini e dei Santi Religiosi)

    È veramente cosa buona e giusta,
    nostro dovere e fonte di salvezza,
    rendere grazie sempre e in ogni luogo
    a te, Signore, Padre santo,
    Dio onnipotente ed eterno.
    Nei tuoi santi, che per il regno dei cieli
    hanno consacrato la vita a Cristo,
    noi celebriamo
    la mirabile opera della tua provvidenza,
    che richiama l’uomo
    alla santità dell’origine
    e gli fa pregustare i doni
    per lui preparati nel mondo nuovo.
    E noi,
    uniti agli angeli e ai santi,
    con voce unanime
    cantiamo senza fine l’inno della tua gloria:


    ANTIFONA ALLA COMUNIONE (Sal 68, 30-31. 33)

    Io sono infelice e sofferente;
    la tua salvezza, Dio, mi ponga al sicuro.
    Loderò il nome di Dio con il canto,
    lo esalterò con azioni di grazie,
    Vedano gli umili e si rallegrino;
    si ravvivi il cuore di chi cerca Dio,


    DOPO LA COMUNIONE

    Ci hai saziato, Signore, alla mensa degli Angeli:
    come, per la virtù di questo Pane,
    concedesti a san Giuseppe da Copertino
    di superare tutte le prove della vita,
    così donaci di progredire di virtù in virtù
    fino al raggiungimento del tuo possesso beatifico.
    Per Cristo nostro Signore.
    Il Signore è il mio Pastore: non manco di nulla! (Salmo 22)

  2. #12
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    19 SETTEMBRE

    SAN FRANCESCO MARIA DA CAMPOROSSO, religioso
    Memoria (bianco)

    Questa memoria inizialmente fissata per il 20 Settembre, è stata spostata al giorno precedente per l'elevazione a memoria obbligatoria della ricorrenza dei Santi Martiri Andrea Kim Taegon, sacerdote e Paolo Chong Hasang e compagni, martiri.


    SAN FRANCESCO MARIA DA CAMPOROSSO, RELIGIOSO (da "Il Santo di oggi")
    Giovanni Croese, nasce il 27 dicembre 1804 da Giovanni Croese e da Maria Antonia Garzo nel paese di Camporosso, nell’attuale provincia di Imperia. Era il quarto di cinque figli. Da sua madre riceve i primi insegnamenti sulla fede in Dio. Ancora ragazzo, è pastore del piccolo gregge paterno, e fatto grandicello, aiutò il padre nel duro lavoro dei campi. Ricevette nella festa del Corpus Domini del 1816, la prima Comunione. Dopo di che cadde gravemente infermo e guarì per l’intercessione della Madonna del Laghetto, che si venera presso Nizza. A 17 anni, sente la chiamata a una vita religiosa e decide di entratre fra i Minori Conventuali di Sestri Ponente, in qualità di terziario. Ma dopo fervorose preghiere alla Beata Vergine e col consiglio di illuminati religiosi abbracciò la vita religiosa fra i Minori Cappuccini di san Francesco di Voltri, entrandovi come novizio il 7 dicembre 1825 col nuovo nome di Francesco Maria. Durante il noviziato ebbe modo di rivelarsi la squisita bellezza dell’anima di frate Francesco e di svilupparsi quell’ardore di carità per il Signore e per il prossimo che doveva fare di lui umile laico cappuccino. Viene destinato al convento della Santissima Concezione di Genova, prima come aiuto cuoco nella cucina e come infermiere, poi come questuante, nel quale ufficio trascorse circa 40 anni cioè quasi tutta la sua vita di religioso. Una vita non ricca di avvenimenti grandiosi, ma piena di luce e di una bontà ingegnosamente operosa e inesauribile. Nel quartiere del porto e del deposito franco, ove in particolar modo si svolse l’attività di frate Francesco, la sua figura alta, simpatica, piena di modestia e di grazia, esercitava un fascino straordinario su quanti l’avvicinavano. Ogni dolore umano trovava nel beato una dolce parola di conforto e una luce di cristiana speranza. La gente di mare specialmente ricorreva a lui con commovente fiducia, mai venuta a meno sino a oggi. Fu proprio di mezzo al popolo che sorse il grido di “Padre santo” per designare frate Francesco ed esprimere l’ammirazione e la gratitudine di quanti erano stati beneficati dalla carità dell’umile. Quando verso l’estate del 1866 scoppiò una furiosa epidemia in Genova, non recò meraviglia, ma solo profonda commozione, il sapere che il “Padre santo” aveva offerto al Signore la sua vita in olocausto, onde far cessare il flagello che aveva colpito la sua città diletta. Era la suprema prova di amore che il laico cappuccino offriva ai suoi fratelli sofferenti, prova accettata da Dio il 17 settembre 1866. La causa di Beatificazione introdotta il 9 agosto 1896 fu compiuta da Pio XI il 30 giugno del 1929. È proclamato santo da Papa Giovanni XXIII il 9 dicembre 1962.


    ANTIFONA D'INGRESSO

    Egli dona largamente ai poveri
    la sua giustizia rimane per sempre.


    COLLETTA

    O Dio, che in San Francesco Maria, tuo umile servo,
    ci hai dato un esempio singolare di carità operosa:
    fa' che anche noi, a sua imitazione e con il suo aiuto,
    ci dedichiamo con generosità e umiltà al servizio del prossimo.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli. Amen.


    PRIMA LETTURA (Fil 2, 13-18)

    Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi
    Fratelli, È Dio infatti che suscita in voi il volere e l'operare secondo i suoi benevoli disegni. Fate tutto senza mormorazioni e senza critiche, perché siate irreprensibili e semplici, figli di Dio immacolati in mezzo a una generazione perversa e degenere, nella quale dovete splendere come astri nel mondo, tenendo alta la parola di vita. Allora nel giorno di Cristo, io potrò vantarmi di non aver corso invano né invano faticato. E anche se il mio sangue deve essere versato in libagione sul sacrificio e sull'offerta della vostra fede, sono contento, e ne godo con tutti voi. Allo stesso modo anche voi godetene e rallegratevi con me.


    SALMO RESPONSORIALE (da Salmo 111)

    Il giusto sarà sempre ricordato

    Beato l'uomo che teme il Signore
    e trova grande gioia nei suoi comandamenti.
    Spunta nelle tenebre come luce per i giusti,
    buono, misericordioso e giusto.

    Felice l'uomo pietoso che dà in prestito,
    amministra i suoi beni con giustizia.
    Egli non vacillerà in eterno.

    Il giusto sarà sempre ricordato.
    Non temerà annunzio di sventura,
    saldo è il suo cuore, confida nel Signore.

    Egli dona largamente ai poveri,
    la sua giustizia rimane per sempre,
    la sua potenza s'innalza nella gloria.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia, alleluia.
    Vi do un comandamento nuovo:
    che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato,
    così amatevi anche voi gli uni gli altri.
    Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli,
    se avrete amore gli uni per gli altri.
    Alleluia.


    VANGELO (Gv 15, 12-17)

    Dal Vangelo secondo Giovanni

    In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri.


    SULLE OFFERTE

    La nostra offerta, o Signore,
    per i meriti di San Francesco Maria,
    che infiammato di amore
    si offrì vittima a te tanto gradita.
    Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO (delle Sante Vergini e dei Santi Religiosi)

    È veramente cosa buona e giusta,
    nostro dovere e fonte di salvezza,
    rendere grazie sempre e in ogni luogo
    a te, Signore, Padre santo,
    Dio onnipotente ed eterno.
    Nei tuoi santi, che per il regno dei cieli
    hanno consacrato la vita a Cristo,
    noi celebriamo
    la mirabile opera della tua provvidenza,
    che richiama l’uomo
    alla santità dell’origine
    e gli fa pregustare i doni
    per lui preparati nel mondo nuovo.
    E noi,
    uniti agli angeli e ai santi,
    con voce unanime
    cantiamo senza fine l’inno della tua gloria:


    ANTIFONA ALLA COMUNIONE (Mc 10,45)

    Il Figlio dell'uomo infatti
    non è venuto per essere servito,
    ma per servire e dare la propria vita
    in riscatto per molti.


    DOPO LA COMUNIONE

    O Signore, la partecipazione al divino sacrificio,
    ci sia di conforto nelle prove di questa vita,
    e ci faccia pregustare le delizie della patria celeste.
    Per Cristo nostro Signore.
    Il Signore è il mio Pastore: non manco di nulla! (Salmo 22)

  3. #13
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    23 SETTEMBRE

    SAN PIO DA PIETRELCINA, presbitero ofmcap.
    Solennità in San Giovanni Rotondo e nelle Chiese rette dai Cappuccini / Festa nelle Chiese Francescane (bianco)


    SAN PIO DA PIETRELCINA, PRESBITERO OFMCAP. (dal Martirologio Romano e dal "SantodelGiorno")
    Memoria di san Pio da Pietrelcina (Francesco) Forgione, sacerdote dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, che nel convento di San Giovanni Rotondo in Puglia si impegnò molto nella direzione spirituale dei fedeli e nella riconciliazione dei penitenti ed ebbe tanta provvidente cura verso i bisognosi e i poveri da concludere in questo giorno il suo pellegrinaggio terreno pienamente configurato a Cristo crocifisso. E' stato proclamato beato da papa Giovanni Paolo II, che nutriva per lui grande devozione, il 2 maggio del 2000, e due anni dopo, il 16 giugno 2002 lo stesso Pontefice in piazza San Pietro, lo proclamò Santo e ne stabilì la memoria liturgica per il 23 settembre, "giorno della sua nascita al cielo".


    ANTIFONA D'INGRESSO

    Quanto a me invece non ci sia altro vanto
    che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo,
    per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso,
    come io per il mondo.


    Si dice il Gloria.


    COLLETTA

    Dio onnipotente ed eterno,
    con grazia singolare
    hai concesso al santo presbitero Pio da Pietrelcina
    di partecipare alla croce del tuo Figlio,
    e per mezzo del suo ministero
    hai rinnovato le meraviglie della tua misericordia;
    concedi a noi, per sua intercessione,
    che, uniti costantemente alla passione di Cristo,
    possiamo giungere felicemente alla gloria della risurrezione.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che e? Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli. Amen.


    Si propongono tre letture per i luoghi dove San Pio è celebrato come Solennità.
    Dove si celebra con il grado di Festa si proclama la seconda lettura.
    Il Salmo e il Vangelo rimangono invariati.



    PRIMA LETTURA (Ger 9, 22-23)

    Dal libro del profeta Geremia

    Così dice il Signore: «Non si vanti il sapiente della sua sapienza, non si vanti il forte della sua forza, non si vanti il ricco della sua ricchezza. Ma chi vuol vantarsi, si vanti di avere senno e di conoscere me, perché io sono il Signore che pratico la bontà, il diritto e la giustizia sulla terra, e di queste cose mi compiaccio».


    SALMO RESPONSORIALE (1Gv 3,16; Gal 2,20; Fil 1,21-23)

    Sono stato crocifisso con Cristo

    In questo abbiamo conosciuto l'amore:
    egli ha dato la sua vita per noi;
    quindi anche noi
    dobbiamo dare la vita per i fratelli.

    Cristo sarà glorificato nel mio corpo,
    sia che io viva sia che io muoia.
    Cristo mi ha amato
    e ha dato se stesso per me.

    Per me il vivere è Cristo
    e il morire un guadagno;
    perciò desidero di essere sciolto dal corpo
    per essere con Lui.


    SECONDA LETTURA (Gal 6, 14-18)

    Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Galati
    Fratelli, quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo. Non è infatti la circoncisione che conta, né la non circoncisione, ma l’essere nuova creatura. E su quanti seguiranno questa norma, sia pace e misericordia, come su tutto l’Israele di Dio.
    D’ora innanzi nessuno mi procuri fastidi : difatti io porto le stimmate di Gesù nel mio corpo.
    La grazia dei Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito, fratelli. Amen.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia, alleluia.
    Sono stato crocifisso con Cristo
    e non sono più io che vivo,
    ma Cristo vive in me.
    Alleluia.


    VANGELO (Gv 19, 25-37)

    Dal Vangelo secondo Giovanni

    In quel tempo, Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa. Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno d'aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: «Tutto è compiuto!». E, chinato il capo, spirò. Era il giorno della Preparazione e i Giudei, perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all'altro che era stato crocifisso insieme con lui. Venuti però da Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera e egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si adempisse la Scrittura: Non gli sarà spezzato alcun osso. E un altro passo della Scrittura dice ancora: Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto.


    Si dice il Credo (dove è Solennità).


    SULLE OFFERTE

    Accogli, Signore, i doni che ti presentiamo
    nel ricordo di San Pio da Pietrelcina,
    e fa che, partecipando ai santi misteri,
    meritiamo i frutti salvifici della redenzione.
    Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO (Proprio della Festa di San Pio da Pietrelcina)

    È veramente cosa buona e giusta,
    nostro dovere e fonte di salvezza,
    rendere grazie sempre e in ogni luogo
    a te, Signore, Padre Santo,
    Dio onnipotente ed eterno.
    Tu hai posto nel cuore di san Pio
    il fuoco di una così grande carità per Cristo.
    Egli, associato alla sua passione,
    lo ha seguito con amore,
    perseverando fino alla croce,
    e ai fratelli, afflitti da pene nell’animo e nel corpo,
    ha rivelato incessantemente la divina misericordia.
    E noi,
    uniti alla moltitudine degli Angeli e dei Santi,
    cantiamo senza fine
    l’inno della tua lode.


    ANTIFONA ALLA COMUNIONE (Sal 33, 9)

    Gustate e vedete quanto è buono il Signore;
    beato l'uomo che in lui si rifugia.


    DOPO LA COMUNIONE

    O Signore, che ci hai nutriti al sacro convito,
    fa’ che, seguendo sempre le orme
    di san Pio da Pietrelcina,
    ti serviamo con perseverante dedizione
    e ci prodighiamo con carità instancabile verso tutti.
    Per Cristo nostro Signore.
    Il Signore è il mio Pastore: non manco di nulla! (Salmo 22)

  4. #14
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    4 OTTOBRE

    SANTO PADRE NOSTRO FRANCESCO
    Solennità (bianco)


    SANTO PADRE NOSTRO FRANCESCO (dal Messale Serafico)
    Convertitosi a Cristo da una giovinezza gaudente e spensierata, Francesco prende alla lettera le parole dei Vangelo e fa della sua vita una imitazione di Gesù povero e tutto proteso a compiere la volontà del Padre. In una conformazione e trasformazione tale che « da Cristo prese l’ultimo sigillo», come dice Dante (Paradiso, 11, v.107): « portare le stigmate della Passione nel suo corpo » (cf Gal 6,17). Francesco si allontana dall’antica e tradizionale concezione della vita monastica. Egli crea una « fraternità »; i grandi ordini francescani che da lui hanno origine — Minori, Conventuali, Cappuccini — trovano in Francesco più che una regola, uno stile di vita. La forma di santità vissuta da Francesco si è diffusa nel mondo attraverso il Terz’Ordine e unisce tutti coloro che pongono lo spirito al di sopra della lettera e l’amore prima della giustizia. La sua azione missionaria, la predicazione evangelica di pace e bene sono andate al cuore dei popoli e delle classi sociali spesso in lotta fra loro. Pochi uomini hanno avuto tanto influsso nella società del loro tempo e oltre, come Francesco. La sua visione ottimistica della creazione, espressa nel Cantico di frate sole, il suo amore per « madonna Povertà », il suo spirito evangelico intrinsecamente e dinamicamente innovatore e riformatore in piena adesione alla Chiesa, sono messaggi vivi per il mondo attuale. Con santa Caterina da Siena è patrono principale d’Italia.


    ANTIFONA D'INGRESSO

    Rallegriamoci tutti nel Signore
    nella solennità del Serafico Padre san Francesco;
    con noi gioiscono gli Angeli
    e lodano in coro il Figlio di Dio.

    Nelle Messe Votive:
    Francesco, uomo di Dio,
    lasciò la sua casa e la sua eredità,
    si fece piccolo e povero:
    e il Signore lo prese alla sua sequela.


    Si dice il Gloria.


    COLLETTA

    O Dio, che nel Serafico Padre san Francesco, povero e umile, hai offerto
    alla tua Chiesa una viva immagine dei Cristo, concedi a noi di seguire il
    tuo Figlio nella via del Vangelo e di unirci a te in carità e letizia.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli. Amen.


    Nelle Messe votive si può scegliere una lettura tra quelle della Festa delle Stimmate di San Francesco
    o una tra quelle della Solennità. Salmo e Vangelo della Solennità. Non si recita la Sequenza.



    PRIMA LETTURA (Sir 50,1.3-7)

    Dal libro del Siracide

    Ecco chi nella sua vita riparò il tempio, e nei suoi giorni fortificò il santuario. Ai suoi tempi fu scavato il deposito per le acque, un serbatoio ampio come il mare. Premuroso di impedire la caduta del suo popolo, fortificò la città contro un assedio. Come era stupendo quando si aggirava fra il popolo, quando usciva dal santuario dietro il velo. Come un astro mattutino fra le
    nubi, come la luna nei giorni in cui è piena, come il sole sfolgorante così egli rifulse nel tempio di Dio.


    SALMO RESPONSORIALE (dal Salmo 15)

    Sei tu, o Signore, l'unico mio bene

    Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
    Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu».
    Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
    nelle tue mani è la mia vita.

    Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
    anche di notte il mio animo mi istruisce.
    Io pongo sempre davanti a me il Signore,
    sta alla mia destra, non potrò vacillare.

    Mi indicherai il sentiero della vita,
    gioia piena alla tua presenza,
    dolcezza senza fine alla tua destra.


    SECONDA LETTURA (Gal 6, 14-18)

    Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Galati
    Fratelli, quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo. Non è infatti la circoncisione che conta, né la non circoncisione, ma l’essere nuova creatura. E su quanti seguiranno questa norma, sia pace e misericordia, come su tutto l’Israele di Dio.
    D’ora innanzi nessuno mi procuri fastidi : difatti io porto le stimmate di Gesù nel mio corpo.
    La grazia dei Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito, fratelli. Amen.


    SEQUENZA
    La sequenza è facoltativa, e si può dire anche nella forma breve, iniziando dalla strofa "Per le piaghe" / "Signis Crucis".

    Prodigi nuovi di santità,
    degni di lode, apparvero,
    stupendi e per noi propizi,
    affidati a Francesco.

    Agli iscritti al nuovo gregge
    è data una nuova legge,
    si rinnovano i decreti del Re,
    riìrasmessi da Francesco.

    Un nuovo ordine, una nuova vita,
    sconosciuti al mondo, sorgono;
    la regola emanata ripropone
    il ritorno al Vangelo.

    Conforme ai consigli del Cristo,
    è dettata la regola;
    la norma data ricalca
    la vita degli Apostoli.

    Corda rude, veste dura
    cinge e copre senza cura;
    il cibo si dà in parsimonia,
    son gettati i calzari.

    Povertà soltanto cerca,
    niente vuole di terrestre;
    quaggiù Francesco tutto calpesta:
    rifiuta il denaro.

    Cerca luoghi solitari,
    ove sfogarsi in pianto;
    geme per il tempo prezioso
    sciupato nel secolo.

    In un antro della Verna
    piange, prega, prostrato a terra,
    finché l'anima è irradiata
    di celeste arcana luce.

    Là, protetto dalle rupi,
    è immerso nell'estasi;
    il Serafico alla terra
    preferisce il cielo.

    E, trattato con rigore,
    il corpo si trasfigura;
    nutrito della parola di Dio,
    rifiuta ciò che è terreno.

    Dall'alto, un Serafino alato
    gli appare: è il grande Re;
    sbigottisce il Padre,
    atterrìto dalla visione.

    Nelle membra di Francesco,
    tutto assorto in orazione,
    imprime il Serafino
    i segni del Crocifisso.

    È suggello al sacro corpo:
    piagato mani e piedi,
    il lato destro è trafitto,
    si irrora di sangue.

    Si parlano; gli son rivelati
    i segreti celesti;
    il Santo li comprende
    in sublime estasi.

    Ecco chiodi misteriosi,
    fuori neri e dentro splendidi;
    punge il dolore, acute
    straziano le punte.

    Non c'è opera di uomo
    sulle piagate membra;
    non i chiodi, non le piaghe
    impresse la natura.

    Per le piaghe che hai portato,
    con le quali hai trionfato
    sulla carne e sul nemico
    con inclita vittoria,

    o Francesco, tu difendici
    fra le cose che ci avversano,
    per poter godere il premio
    nell'eterna gloria.

    Padre santo e pietoso,
    il tuo popolo devoto
    con la schiera dei tuoi figli,
    ottenga il premio eterno.

    Tutti quelli che ti seguono,
    siano un giorno uniti in cielo
    ai bea ti comprensori
    nella luce della gloria.
    Amen.

    Oppure in latino:
    Sanctihitis nova signa prodiérunt laude digna, mira valde et benigna, in Francisco crédita.
    Regulatis novi gregis ima dantur novae legis, renovantur iussa Regisper Franciscum tradita.
    Novus ordo, nova vita mundo surgit inaudita; restauravit lex sancitastatum evangélicum.
    Legi Christi paris formae reformatur ius conforme; tenet ritus datae normae culmen apostolicum.
    Chorda rudis, vestis dura cingit, tegit sine cura; panis datur in mensura, calceus abicitur.
    Paupertatem tantum quaerit, de terrénis nihil gerit; hic Franciscus cuncta terit:loculus despicitur.
    Quaerit loca lacrimarum, promit voces cor amarum, gemit mrestus tempus carum pérditum in sreculo.
    Montis antro sequestratus plorat, orat humi stratus; tandem mente serenatus, latitat ergastulo.
    Ibi vacat, rupe tectus, ad divina sursum vectus; spernit ima iudex rectus, éligit caeléstia.
    Carnem frenat sub censura transformatam in figura, cibum capit de Scriptura, abigit terréstria.
    Tunc ab alto vir hierarcha venit, ecce rex monarcha, pavet iste patriarcha visione térritus.
    Defert ille signa Christi, cicatrices confert isti, dum miratur corde tristi passionem tacitus.
    Sacrum corpus consigmitur, manu, pede vulnenitur, dextrum latus perforatur, cruentatur sanguine.
    Verba miscent, arcanorum multa clarent futurorum, videt Sanctus vim dictorum, mystico spiramine.
    Patent statim miri clavi foris nigri, intus flavi;pungit dolor, prena gravicruciant aculei.
    Cessat artis armatura in membrorum apertura; non impréssit hos natura, non tortura mallei.
    Signis crucis, qure portasti, per qure mundum triumphasti, carnem et hostem superasti inclyta victoria,
    Nos, Francisce, tueamur, in advérsis protegamur, ut mercéde perfruamur in crelésti gloria.
    Pater pie, Pater sancte, plebs devota, te iuvante, turba Fratrum comitante, mereatur pnémia.
    Fac consortes supernorum, quos informas vita morum; consequatur grex Minorum sempitérna gaudia. Amen.



    CANTO AL VANGELO

    Alleluia, alleluia.
    Francesco, povero e umile,
    entra ricco nel cielo,
    onorato con inni celesti.
    Alleluia.


    VANGELO (Mt 11,25-30)

    Dal Vangelo secondo Matteo

    In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».


    Si dice il Credo.


    SULLE OFFERTE

    Accogli i nostri doni, o Signore,
    e prepara il tuo popolo a celebrare il mistero della croce,
    che segnò l'anima e il corpo del nostro Padre san Francesco.
    Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO (Proprio della Solennità di San Francesco)

    È veramente cosa buona e giusta,
    nostro dovere e fonte di salvezza,
    rendere grazie sempre e in ogni luogo
    a te, Signore, Padre santo,
    Dio onnipotente ed eterno.
    Tu hai innalzato san Francesco,
    per le vie della più sublime povertà ed umiltà,
    alle vette della perfezione evangelica;
    lo hai infervorato di ardore serafico
    per glorificarti con ineffabile giubilo del suo spirito
    in tutte le opere delle tue mani;
    e insignito delle sacre stimmate,
    l’hai additato al mondo quale fedelissima
    immagine di Cristo crocifisso nostro Signore.
    Per mezzo di lui si allietano gli Angeli
    e nell’eternità adorano la gloria dei tuo volto.
    Al loro canto concedi, o Signore,
    che si uniscano le nostre umili voci nell’inno di lode:


    ANTIFONA ALLA COMUNIONE (1 Pt 4, 13)

    Gioiosamente partecipò alle sofferenze di Cristo:
    e ora nella rivelazione della sua gloria esulta.


    DOPO LA COMUNIONE

    O Dio, che ci hai accolti alla tua mensa,
    fa’ che sentiamo in noi la fiamma viva del tuo amore e,
    imitando la carità e il fervore apostolico
    del nostro Padre san Francesco,
    ci consacriamo al servizio dei fratelli.
    Per Cristo nostro Signore.
    Il Signore è il mio Pastore: non manco di nulla! (Salmo 22)

  5. #15
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    SAN DANIELE e compagni, martiri
    Memoria (rosso)


    SAN DANIELE E COMPAGNI, MARTIRI (da "Santiebeati")
    Nel 1227, sette Frati Minori (Daniele di Calabria, Angelo, Samuele, Donnolo, Leone, Nicola, Ugolino) partirono come missionari del Vangelo tra i maomettani. Giunti nel Marocco, cominciarono subito a predicare il nome di Cristo. Incarcerati e spinti con lusinghe e minacce ad abiurare la fede cristiana, resistettero da forti; furono perciò condannati alla decapitazione. I loro corpi pietosamente raccolti dai cristiani, furono sepolti a Ceuta. Leone X li annoverò tra i santi martiri.


    ANTIFONA D'INGRESSO

    Esultano in cielo i santi martiri,
    che hanno seguito le orme di Cristo;
    per suo amore hanno versato il sangue
    e si allietano per sempre con Cristo Signore.


    COLLETTA

    Dio onnipotente ed eterno,
    che a san Daniele e ai: suoi compagni martiri
    hai dato la gloria di immolarsi per il Cristo,
    vieni in aiuto alla nostra umana debolezza,
    perché possiamo essere saldi nella fede,
    come essi furono eroici nel dare la vita per te.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli. Amen.


    PRIMA LETTURA (Cor 6, 4-10)

    Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

    Fratelli, in ogni cosa ci presentiamo come ministri di Dio, con molta fermezza nelle tribolazioni, nelle necessità, nelle angosce, nelle percosse, nelle prigioni, nei tumulti, nelle fatiche, nelle veglie, nei digiuni; con purezza, sapienza, pazienza, benevolenza, spirito di santità, amore sincero; con parole di verità, con la potenza di Dio; con le armi della giustizia a destra e a sinistra; nella gloria e nel disonore, nella cattiva e nella buona fama. Siamo ritenuti impostori, eppure siamo veritieri; sconosciuti, eppure siamo notissimi; moribondi, ed ecco viviamo; puniti, ma non messi a morte; afflitti, ma sempre lieti; poveri, ma facciamo ricchi molti; gente che non ha nulla, e invece possediamo tutto!


    SALMO RESPONSORIALE (dal Salmo 125)

    Chi semina nel pianto, raccoglie nella gioia

    Quando il Signore ricondusse i prigionieri di Sion,
    ci sembrava di sognare.
    Allora la nostra bocca si aprì al sorriso,
    la nostra lingua si sciolse in canti di gioia.

    Allora si diceva tra i popoli:
    «Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
    Grandi cose ha fatto il Signore per noi,
    ci ha colmati di gioia.

    Riconduci, Signore, i nostri prigionieri,
    come i torrenti del Nègheb.
    Chi semina nelle lacrime,
    mieterà con giubilo.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia, alleluia.
    Beati i perseguitati per amore della giustizia,
    perché di essi è il regno dei cieli.
    Alleluia.


    VANGELO (Mt 10, 17-22)

    Dal Vangelo secondo Matteo

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagòghe; e sarete condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia, per dare testimonianza a loro e alle genti. E quando vi consegneranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire, perché vi sarà suggerito in quel momento ciò che dovrete dire: non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. Il fratello darà a morte il fratello e il padre il figlio, e i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire. E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi persevererà sino alla fine, sarà salvato.


    SULLE OFFERTE

    o Signore, il sacrificio di riconciliazione
    che ti offriamo nel ricordo dei tuoi Martiri,
    ci ottenga la vittoria sul peccato
    e renda preziosa ai tuoi occhi la nostra preghiera.
    Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO (dei Santi Martiri II)

    È veramente cosa buona e giusta,
    nostro dovere e fonte di salvezza,
    rendere grazie sempre e in ogni luogo
    a te, Signore, Padre santo,
    Dio onnipotente ed eterno,
    e magnificarti nella lode dei tuoi santi.
    La loro passione fa risplendere
    le opere mirabili della tua potenza:
    sei tu che infondi l’ardore della fede,
    concedi la fermezza della perseveranza
    e doni nel combattimento la vittoria,
    per Cristo Signore nostro.
    Per questo dono della tua benevolenza
    i cieli e la terra innalzano a te
    un cantico nuovo di adorazione.
    E noi, con tutti gli angeli del cielo,
    proclamiamo senza fine la tua lode.


    ANTIFONA ALLA COMUNIONE (Mt 10, 27)

    Quello che vi dico nelle tenebre, ditelo nella luce,
    e quello che ascoltate all'orecchio, predicatelo sui tetti,
    dice il Signore.


    DOPO LA COMUNIONE

    O Padre, che ci hai dato la gioia
    di nutrirci con il pane della vita,
    fa' che, sull'esempio dei martiri san Daniele e compagni,
    portiamo nell'animo i segni dell'amore crocifisso
    per gustare il frutto della tua pace.
    Per Cristo nostro Signore.
    Il Signore è il mio Pastore: non manco di nulla! (Salmo 22)

  6. #16
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    SAN SERAFINO DA MONTEGRANARO, religioso
    Memoria (bianco)


    SAN SERAFINO DA MONTEGRANARO, RELIGOSO (da "Santodelgiorno")
    Figlio di contadini, Serafino nacque a Montegranaro nelle Marche nel 1540. Non ebbe possibilità di studiare dovendo, per vivere, condurre al pascolo il gregge di un contadino. Morto il padre, assieme al fratello maggiore, andò a lavorare in un cantiere di Loro Piceno. Serafino, attratto dalla voglia di imparare, divenne amico della figlia dell'impresario, avendola udita leggere ad alta voce. Fu proprio la ragazza ad avvicinarlo al locale convento dei francescani cappuccini, dove il giovane chiese poi di essere accolto. Fatto il noviziato a Jesi, venne inviato ad Ascoli Piceno, dove trascorse quasi tutta la vita adattandosi ai lavori più umili in casa e nell'orto. Il suo motto era «La via per andare in su è quella di scendere in giù». Semianalfabeta e un tantino maldestro, ebbe però il dono di saper dialogare con la gente, trovando per tutti la parola giusta, condita dalla sapienza divina che gli veniva dalla frequente orazione. Non solo, ma anche quello di far fruttar l'orto in modo quasi... sospetto: il suo lavoro seppure assiduo, non giustificava tanta messe: attorno c'era aria di miracolo... Ascoli, che ormai lo amava come padre e amico, pianse a lungo la sua morte, che avvenne all'età di sessantaquattro anni, nel 1604. La voce del popolo che lo voleva santo giunse anche all'orecchio di Paolo V, il quale autorizzò l'accensione di una lampada votiva davanti alla sua tomba, prima ancora che fosse ufficialmente riconosciuto santo.


    ANTIFONA D'INGRESSO

    Il giusto si allieterà nel Signore,
    riporrà in lui la sua speranza;
    tutti i retti di cuore ne gioiranno.


    COLLETTA

    O Dio, che hai voluto offrirci in san Serafino
    una mirabile testimonianza delle ricchezze di Cristo,
    fa' che anche noi, per sua intercessione,
    cresciamo nella scienza divina,
    osservando fedelmente al tuo cospetto gli impegni evangelici.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli. Amen.


    PRIMA LETTURA (Cor 12, 4-11)

    Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

    Fratelli, vi sono diversità di carìsmi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per utilità comune: a uno viene concesso dallo Spirito il linguaggio della sapienza; a un altro invece, per mezzo dello stesso Spirito, il linguaggio di scienza; a uno la fede per mezzo dello stesso Spirito; a un altro il dono di far guarigioni per mezzo dell'unico Spirito; a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di distinguere gli spiriti; a un altro le varietà delle lingue; a un altro infine l'interpretazione delle lingue. Ma tutte queste cose è l'unico e il medesimo Spirito che le opera, distribuendole a ciascuno come vuole.


    SALMO RESPONSORIALE (dal Salmo 97)

    Cantate inni al Signore perchè ha manifestato la sua salvezza

    Cantate al Signore un canto nuovo,
    perché ha compiuto prodigi.
    Gli ha dato vittoria la sua destra
    e il suo braccio santo.

    Il Signore ha manifestato la Sua salvezza,
    agli occhi dei popoli ha rivelato la sua giustizia.
    Egli si è ricordato del suo amore,
    della sua fedeltà alla casa di Israele.

    Tutti i confini della terra hanno veduto
    la salvezza del nostro Dio.
    Acclami al Signore tutta la terra,
    gridate, esultate con canti di gioia.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia, alleluia.
    Al di sopra di tutto vi sia la carità,
    che è il vincolo di perfezione.
    E la pace di Cristo regni nei vostri cuori.
    Alleluia.


    VANGELO (Mt 12, 15-21)

    Dal Vangelo secondo Matteo

    In quel tempo, molti seguirono Gesù, ed egli guarì tutti, ordinando loro di non divulgarlo, perché si adempisse ciò che era stato detto dal profeta Isaìa: «Ecco il mio servo che io ho scelto; il mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Porrò il mio spirito sopra di lui e annunzierà la giustizia alle genti. Non contenderà, né griderà, né si udrà sulle piazze la sua voce. La canna infranta non spezzerà, non spegnerà il lucignolo fumigante, finché abbia fatto trionfare la giustizia; nel suo nome spereranno le genti».


    SULLE OFFERTE

    Offrendo i nostri doni sul tuo altare
    nel ricordo di san Serafino,
    ti preghiamo, o Signore,
    di concederci un vero spirito di umiltà e semplicità.
    Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO (delle Sante Vergini e dei Santi Religiosi)

    È veramente cosa buona e giusta,
    nostro dovere e fonte di salvezza,
    rendere grazie sempre e in ogni luogo
    a te, Signore, Padre santo,
    Dio onnipotente ed eterno.
    Nei tuoi santi, che per il regno dei cieli
    hanno consacrato la vita a Cristo,
    noi celebriamo
    la mirabile opera della tua provvidenza,
    che richiama l’uomo
    alla santità dell’origine
    e gli fa pregustare i doni
    per lui preparati nel mondo nuovo.
    E noi,
    uniti agli angeli e ai santi,
    con voce unanime
    cantiamo senza fine l’inno della tua gloria:


    ANTIFONA ALLA COMUNIONE (Rm 5, 5)

    L'amore di Dio è stato riversato nei vostri cuori
    per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.


    DOPO LA COMUNIONE

    O Dio onnipotente, che in questi sacramenti
    ci comunichi la forza del tuo Spirito,
    fa' che sull'esempio di san Serafino
    impariamo a cercare te sopra ogni cosa,
    per portare in noi l'impronta del Cristo crocifisso e risorto:
    Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
    Il Signore è il mio Pastore: non manco di nulla! (Salmo 22)

  7. #17
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    SAN PIETRO D'ALCANTARA, sacerdote
    Memoria (bianco)


    SAN PIETRO D'ALCANTARA, SACERDOTE (dal Messale Serafico)
    Pietro era nato ad Alcantara, piccola città dell’Estremadura, ai confini con il Portogallo, nel 1499. A sedici anni prese l’abito di San Francesco e per tutta la vita volle riportare l’Ordine al rigore della prima Regola. Cercava di dare l’esempio della più severa penitenza e della più dura povertà. Non meraviglia se incontrò in molti confratelli un’accanita resistenza. Non tutti avevano la sua tempra di penitente. Un giorno andò a trovarlo un religioso di un altro Ordine. Lo trovò dentro una grotta nell’orto, nudo, con addosso il solo mantelletto. "Come mai siete vestito così poco decentemente?", gli chiese l’ospite. Il Santo si scusò: "Oh, padre mio, leggete il Vangelo. C’è scritto di avere soltanto una tunica. Ho lavato la mia pochi momenti fa, e l’ho stesa su quella pietra. Appena sarà un po’ asciugata me la rimetterò addosso". L’Imperatore Carlo V, il conquistatore del mondo, lo avrebbe voluto per confessore. Il francescano gli si gettò ai piedi, e baciandogli la mano, disse: "Vostra Maestà cercherà sicuramente di fare la Volontà di Dio. Se io non tornerò più, vorrà dire che Dio non ha voluto che io accettassi questa carica". E non si fece più rivedere. Morì, dolcemente, il 18 ottobre 1562. Santa Teresa d’Avila scrisse di avere avuto più volte la visione del penitente nella gloria di quell’eterna patria celeste da lui desiderata e conquistata con la penitenza.


    ANTIFONA D'INGRESSO

    Quanto a me non ci sia altro vanto
    che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo,
    per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso,
    come io per il mondo.


    COLLETTA

    O Dio, che in san Pietro d'Alcántara
    hai unito l'austera penitenza alla più sublime contemplazione,
    fa' che per i suoi meriti possiamo
    raggiungere i beni eterni,
    usando saggiamente di quelli temporali.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli. Amen.


    PRIMA LETTURA (Fil 3,8-14)

    Dalla lettera di San Paolo Apostolo ai Filippesi

    Fratelli, tutto ormai io reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero come spazzatura, al fine di guadagnare Cristo e di essere trovato in lui, non con una mia giustizia derivante dalla legge, ma con quella che deriva dalla fede in Cristo, cioè con la giustizia che deriva da Dio, basata sulla fede. E questo perché io possa conoscere lui, la potenza della sua risurrezione, la partecipazione alle sue sofferenze, diventandogli conforme nella morte, con la speranza di giungere alla risurrezione dai morti. Non però che io abbia già conquistato il premio o sia ormai arrivato alla perfezione; solo mi sforzo di correre per conquistarlo, perché anch'io sono stato conquistato da Gesù Cristo. Fratelli, io non ritengo ancora di esservi giunto, questo soltanto so: dimentico del passato e proteso verso il futuro, corro verso la mèta per arrivare al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù.


    SALMO RESPONSORIALE (dal Salmo 15)

    Sei tu, o Signore, l'unico mio bene

    Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
    Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu».
    Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
    nelle tue mani è la mia vita.

    Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
    anche di notte il mio animo mi istruisce.
    Io pongo sempre davanti a me il Signore,
    sta alla mia destra, non potrò vacillare.

    Mi indicherai il sentiero della vita,
    gioia piena alla tua presenza,
    dolcezza senza fine alla tua destra.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia, alleluia.
    Getta sul Signore il tuo affanno
    ed egli ti darà sostegno,
    mai permetterà che il giusto vacilli
    Alleluia.


    VANGELO (Lc 12, 22-31)

    Dal Vangelo secondo Luca

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Per questo io vi dico: Non datevi pensiero per la vostra vita, di quello che mangerete; né per il vostro corpo, come lo vestirete. La vita vale più del cibo e il corpo più del vestito. Guardate i corvi: non seminano e non mietono, non hanno ripostiglio né granaio, e Dio li nutre. Quanto più degli uccelli voi valete! Chi di voi, per quanto si affanni, può aggiungere un'ora sola alla sua vita? Se dunque non avete potere neanche per la più piccola cosa, perché vi affannate del resto? Guardate i gigli, come crescono: non filano, non tessono: eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Se dunque Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani si getta nel forno, quanto più voi, gente di poca fede? Non cercate perciò che cosa mangerete e berrete, e non state con l'animo in ansia: di tutte queste cose si preoccupa la gente del mondo; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno. Cercate piuttosto il regno di Dio, e queste cose vi saranno date in aggiunta.


    SULLE OFFERTE

    O Signore, ti preghiamo di accettare benigno,
    per i meriti di san Pietro d'Alcàntara,
    questa offerta, che egli, durante la sua vita,
    ti offrì con purezza di cuore.
    Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO (delle Sante Vergini e dei Santi Religiosi)

    È veramente cosa buona e giusta,
    nostro dovere e fonte di salvezza,
    rendere grazie sempre e in ogni luogo
    a te, Signore, Padre santo,
    Dio onnipotente ed eterno.
    Nei tuoi santi, che per il regno dei cieli
    hanno consacrato la vita a Cristo,
    noi celebriamo
    la mirabile opera della tua provvidenza,
    che richiama l’uomo
    alla santità dell’origine
    e gli fa pregustare i doni
    per lui preparati nel mondo nuovo.
    E noi,
    uniti agli angeli e ai santi,
    con voce unanime
    cantiamo senza fine l’inno della tua gloria:


    ANTIFONA ALLA COMUNIONE (Sal 33, 9)

    Gustate e vedete quant'è buono il Signore:
    beato l'uomo che in lui si rifugia.


    DOPO LA COMUNIONE

    Concedi, o Dio onnipotente,
    che anche noi possiamo percepire largamente
    il frutto che san Pietro d'Alcántara
    riportò da questo celeste convito.
    Per Cristo nostro Signore.
    Ultima modifica di Gerensis; 20-10-2022 alle 15:07
    Il Signore è il mio Pastore: non manco di nulla! (Salmo 22)

  8. #18
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    BEATO GIACOMO DEGLI STREPA, Vescovo
    Memoria (bianco)


    BEATO GIACOMO DEGLI STREPA, VESCOVO (da "Santiebeati")
    Di nobile famiglia polacca, ancor giovanissimo entrò nell’Ordine di san Francesco. Per molti anni esercitò il ministero in Russia, fu Vicario Generale di quella missione e lavorò attivamente per l’unità dei cristiani. Eletto vescovo di Halicz (la cui sede metropolitana fu in seguito trasferito a Leopoli), si distinse per le sue qualità di pastore. Per gli eccezionali meriti civili, venne proclamato difensore e custode della patria. Il suo corpo riposa nella cattedrale di Leopoli. Pio VI ne approvò il culto.


    ANTIFONA D'INGRESSO

    Il Signore lo ha scelto come pastore d'anime,
    gli ha aperto i suoi tesori,
    lo ha ricolmato di ogni benedizione.


    COLLETTA

    O Dio, che con il beato vescovo Giacomo
    hai rinnovato lo spirito di evangelizzazione apostolica,
    concedi, per sua intercessione,
    che la tua Chiesa possa sempre più fervidamente progredire
    nella fede e nella santità.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli. Amen.


    PRIMA LETTURA (Ez 34, 11-16)

    Dal libro del Profeta Ezechiele

    Così dice il Signore: «Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e ne avrò cura. Come un pastore passa in rassegna il suo gregge, quando si trova in mezzo alle sue pecore che erano state disperse, così io passerò in rassegna le mie pecore e le radunerò da tutti i luoghi, dove erano disperse nei giorni nuvolosi e di calìgine. Le ritirerò dai popoli e le radunerò da tutte le regioni. Le ricondurrò nella loro terra e le farò pascolare sui monti di Israele, nelle valli e in tutte le praterie della regione. Le condurrò in ottime pastùre e il loro ovile sarà sui monti alti di Israele; là riposeranno in .un buon ovile e avranno rigogliosi pascoli sui monti d'Israele. lo stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare. Oràcolo del Signore Dio. Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all'ovile quella smarrita; fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia».


    SALMO RESPONSORIALE (dal Salmo 22)

    Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla

    Su pascoli erbosi il Signore mi fa riposare,
    ad acque tranquille mi conduce.
    Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
    per amore del suo nome.

    Se dovessi camminare in una vane oscura,
    non temerei alcun male, perché tu sei con me.
    Il tuo bastone e il tuo vincàstro
    mi dànno sicurezza.

    Davanti a me tu prepari una mensa
    sotto gli occhi dei miei nemici;
    cospargi di olio il mio capo.
    II mio calice trabocca.

    Felicità e grazia mi saranno compagne
    tutti i giorni della mia vita,
    e abiterò nella casa del Signore
    per lunghissimi anni.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia, alleluia.
    «lo sono il buon pastore», dice il Signore;
    «conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me».
    Alleluia.


    VANGELO (Gv 10, 11-16)

    Dal Vangelo secondo Giovanni

    In quel tempo, Gesù disse: «lo sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore. Il mercenario invece, che non è pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde; egli è un mercenario e non gli importa delle pecore. lo sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me. e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore. E ho altre pecore che non sono di quest'ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore».


    SULLE OFFERTE

    Signore, l'offerta che ti presentiamo
    nel ricordo del beato Giacomo vescovo,
    dia gloria al tuo nome
    e ottenga a noi il perdono e la pace.
    Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO (dei Santi Pastori II)

    È veramente cosa buona e giusta,
    nostro dovere e fonte di salvezza,
    lodarti e ringraziarti sempre,
    Dio onnipotente ed eterno,
    per Cristo Signore nostro.
    È lui il pastore buono
    che ha dato la vita per le sue pecore
    e continua a pascere il suo gregge
    donando alla Chiesa pastori secondo il suo cuore.
    nella vita del Beato Giacomo
    riconosciamo i segni del tuo amore per noi:
    nella sua voce, la tua parola,
    nei suoi gesti, la tua potenza.
    Per questo dono del tuo amore,
    uniti agli angeli e ai santi,
    con voce unanime
    cantiamo l’inno della tua lode:


    ANTIFONA ALLA COMUNIONE (Lc 10, 1. 9)

    Il Signore mandò i suoi discepoli ad annunziare alle città:
    «È vicino a voi il regno di Dio».


    DOPO LA COMUNIONE

    O Dio, nostro Padre, confermaci nella fede
    per la potenza misteriosa di questo sacramento,
    perché possiamo sempre testimoniare la verità evangelica,
    per la quale il beato vescovo Giacomo
    lavorò instancabilmente fino alla morte.
    Per Cristo nostro Signore.
    Ultima modifica di Gerensis; 20-10-2022 alle 15:07
    Il Signore è il mio Pastore: non manco di nulla! (Salmo 22)

  9. #19
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    SAN GIOVANNI DA CAPESTRANO, sacerdote
    Memoria (bianco)


    SAN GIOVANNI DA CAPESTRANO, SACERDOTE (dal Messale Serafico)
    Era nato a Capestrano, vicino l’Aquila, nel 1386, da un barone tedesco, ma da madre abruzzese, ed il biondo incrocio tra il cavaliere tedesco e la fanciulla abruzzese veniva chiamato "Giantudesco". Studente a Perugia, si laureò e divenne ottimo giurista, tanto che Ladislao di Durazzo lo fece governatore di quella città. Ma da Perugia si vedeva, sul fianco del Subasio, la rosea nuvola di Assisi, e Giantudesco, caduto prigioniero dei Malaspina, meditò in carcere sulla vanità del mondo, come aveva già fatto il giovane San Francesco. Non volle perciò tornare alla vita mondana ed uscito di carcere si fece legare dalla corda francescana, entrando nell’Ordine, dove San Bernardino propugnava, nel nome di Gesù, la riforma della cosiddetta "osservanza". Giantudesco entrò in intimità col Santo riformatore. Lo difese apertamente e valorosamente quando, a causa della devozione del Nome di Gesù, il Santo senese venne accusato d’eresia. Anch’egli così prese come emblema il monogramma bernardiniano di Cristo Re e lo portò nelle sue dure battaglie contro gli eretici e contro gli infedeli. Il Papa lo nominò Inquisitore dei Fraticelli; lo inviò suo legato in Austria, in Baviera, in Polonia, dove si allargava sempre di più la piaga degli Ussiti. In Terra Santa promosse l’unione degli Armeni con Roma. Ovunque c’era da incitare, da guidare e da combattere, Giantudesco alzava la sua bandiera fregiata dal raggiante stemma di Gesù o addirittura una pesante croce di legno, che ancora si conserva all’Aquila, e si gettava nella mischia, con teutonica fermezza e con italico ardore. Aveva settant’anni, nel 1456, quando si trovò alla battaglia di Belgrado investita dai Turchi. Entrò nelle schiere dei combattenti, dove era più incerta la sorte delle armi, incitando i cristiani ad avere fede nel nome di Gesù. Per undici giorni ed undici notti non abbandonò mai il campo. Ma questa doveva essere la sua ultima fatica di combattente. Tre mesi dopo, il 23 ottobre, Giantudesco motiva a Villaco, nella Schiavonia, consegnando ai suoi fedeli la Croce, emblema di Cristo Re, che egli aveva servito, fino allo stremo delle sue forze.


    ANTIFONA D'INGRESSO

    Io gioirò nel Signore,
    esulterò in Dio mio salvatore.
    Il Signore Dio è la mia forza.


    COLLETTA

    O Dio, che hai scelto san Giovanni da Capestrano
    per rincuorare il popolo cristiano nell'ora della prova,
    custodisci la Chiesa nella tua pace,
    e donaci sempre il conforto della tua protezione.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli. Amen.


    PRIMA LETTURA (Sap 10, 10-14)

    Dal libro della Sapienza

    Il Signore condusse per diritti sentieri
    il giusto in fuga dall'ira del fratello,
    gli mostrò il regno di Dio
    e gli diede la conoscenza delle cose sante;
    gli diede successo nelle sue fatiche
    e moltiplicò i frutti del suo lavoro.
    Lo assistette contro l'avarizia dei suoi avversari
    e lo fece ricco;
    lo custodì dai nemici,
    lo protesse da chi lo insidiava,
    gli assegnò la vittoria in una lotta dura,
    perché sapesse che la pietà è più potente di tutto.
    Essa non abbandonò il giusto venduto,
    ma lo preservò dal peccato.
    Scese con lui nella prigione,
    non lo abbandonò mentre era in catene,
    finché gli procurò uno scettro regale
    e potere sui propri avversari,
    smascherò come mendaci i suoi accusatori
    e gli diede una gloria eterna.


    SALMO RESPONSORIALE (dal Salmo 33)

    Gustate e vedete quanto è buono il Signore

    L’angelo del Signore si accampa
    attorno a quelli che lo temono, e li libera.
    Gustate e vedete com’è buono il Signore;
    beato l’uomo che in lui si rifugia.

    Il volto del Signore contro i malfattori,
    per eliminarne dalla terra il ricordo.
    Gridano e il Signore li ascolta,
    li libera da tutte le loro angosce.

    Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato,
    egli salva gli spiriti affranti.
    Il Signore riscatta la vita dei suoi servi;
    non sarà condannato chi in lui si rifugia.

    Molte sono le sventure del giusto
    ma lo libera da tutte il Signore.
    Il Signore riscatta la vita dei suoi servi;
    chi in lui si rifugia non sarà condannato


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia, alleluia.
    Io canterò la tua potenza
    al mattino esalterà la tua grazia.
    Alleluia.


    VANGELO (Lc 9, 1-6)

    Dal Vangelo secondo Luca

    In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e diede loro potere e autorità su tutti i demòni e di curare le malattie. E li mandò ad annunziare il regno di Dio e a guarire gli infermi. Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né bisaccia, né pane, né denaro, né due tuniche per ciascuno. In qualunque casa entriate, là rimanete e di là poi riprendete il cammino. Quanto a coloro che non vi accolgono, nell'uscire dalla loro città, scuotete la polvere dai vostri piedi, a testimonianza contro di essi». Allora essi partirono e giravano di villaggio in villaggio, annunziando dovunque la buona novella e operando guarigioni.


    SULLE OFFERTE

    Guarda placato, o Signore,
    il sacrificio che ti offriamo,
    e, per intercessione di san Giovanni,
    sostienici con la certezza della tua protezione
    nel respingere le lusinghe diaboliche.
    Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO (delle Sante Vergini e dei Santi Religiosi)

    È veramente cosa buona e giusta,
    nostro dovere e fonte di salvezza,
    rendere grazie sempre e in ogni luogo
    a te, Signore, Padre santo,
    Dio onnipotente ed eterno.
    Nei tuoi santi, che per il regno dei cieli
    hanno consacrato la vita a Cristo,
    noi celebriamo
    la mirabile opera della tua provvidenza,
    che richiama l’uomo
    alla santità dell’origine
    e gli fa pregustare i doni
    per lui preparati nel mondo nuovo.
    E noi,
    uniti agli angeli e ai santi,
    con voce unanime
    cantiamo senza fine l’inno della tua gloria:


    ANTIFONA ALLA COMUNIONE (Sap 10,20)

    I giusti celebrarono, o Signore,
    il tuo nome santo e lodarono
    concordi la tua mano protettrice.


    DOPO LA COMUNIONE

    Nutriti del pane eucaristico,
    ti preghiamo, o Dio onnipotente,
    di difenderci dal nemico maligno
    e di conservare la tua Chiesa
    in una perpetua pace.
    Per Cristo nostro Signore. Amen.
    Il Signore è il mio Pastore: non manco di nulla! (Salmo 22)

  10. #20
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    BEATO BONAVENTURA DA POTENZA, sacerdote
    Memoria (bianco)


    BEATO BONAVENTURA DA POTENZA, SACERDOTE (dal "Santiebeati")
    Padre Bonaventura da Potenza nacque il 4 gennaio 1651; gli fu dato, al fonte battesimale, il nome di Antonio Carlo Gerardo. Entrò all'età di 15 anni tra i Frati Minori Conventuali. Passò per vari conventi: Aversa, Maddaloni, Lapio, Amalfi, Ischia, Nocera Inferiore (qui fu maestro dei novizi), Sorrento, Napoli e infine Ravello, dove morì il 26 ottobre 1711, per le conseguenze di una cancrena a una gamba. Fu un esempio di umiltà e, pur non essendo dotto, colpiva anche per la profondità teologica della sua predicazione. A lui sono attribuiti numerosi prodigi: vide l’anima della sorella salire in cielo, guarì un lebbroso, si elevava da terra mentre pregava. La sua carità verso gli appestati fu estrema, come la sua ubbidienza verso i superiori. È stato beatificato da papa Pio VI il 26 novembre 1775. La sua memoria liturgica, per l’Ordine dei Frati Minori Conventuali e la diocesi di Amalfi-Cava dei Tirreni, sotto cui cade Ravello dal 1818, ricorre il 26 ottobre, giorno della sua nascita al Cielo. I suoi resti mortali sono venerati nella chiesa di San Francesco a Ravello, esposti in un’urna sotto l’altare maggiore.


    ANTIFONA D'INGRESSO

    Signore, il re gioisce della tua potenza,
    quanto esulta per la tua salvezza!
    Hai soddisfatto il desiderio del suo cuore,
    non hai respinto il voto delle sue labbra.


    COLLETTA

    O Dio, che nel Beato Bonaventura da Potenza
    ci proponi un modello singolare di obbedienza
    e di operosa carità verso i fratelli
    per sua intercessione e sul suo esempio,
    fa che anche noi, alla luce dei tuoi precetti,
    camminiamo in perfetta letizia sulla via della perfezione.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli. Amen.


    PRIMA LETTURA (1Cor 1, 26-31)

    Dalla prima lettera di San Paolo Apostolo ai Corinzi

    Considerate infatti la vostra chiamata, fratelli: non ci sono tra voi molti sapienti secondo la carne, non molti potenti, non molti nobili. Ma Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio. Ed è per lui che voi siete in Cristo Gesù, il quale per opera di Dio è diventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto: "Chi si vanta si vanti nel Signore".


    SALMO RESPONSORIALE (dal Salmo 15)

    Sei tu, o Signore, l'unico mio bene

    Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
    Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu».
    Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
    nelle tue mani è la mia vita.

    Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
    anche di notte il mio animo mi istruisce.
    Io pongo sempre davanti a me il Signore,
    sta alla mia destra, non potrò vacillare.

    Mi indicherai il sentiero della vita,
    gioia piena alla tua presenza,
    dolcezza senza fine alla tua destra.


    CANTO AL VANGELO

    Alleluia, alleluia.
    «Se uno mi ama, osserverà la mia parola
    e il Padre mio lo amerà
    e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.
    Alleluia.


    VANGELO (Mt 7, 21-27)

    Dal Vangelo secondo Matteo

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande».


    SULLE OFFERTE

    Accogli, Signore, la nostra offerta
    e donaci un'esperienza viva del tuo amore
    perchè, sull'esempio del Beato Bonaventura,
    serviamo al tuo altare con cuore puro e generoso
    per celebrare degnamente la tua lode
    e ottenere i benefici della salvezza
    Per Cristo nostro Signore.


    PREFAZIO (delle Sante Vergini e dei Santi Religiosi)

    È veramente cosa buona e giusta,
    nostro dovere e fonte di salvezza,
    rendere grazie sempre e in ogni luogo
    a te, Signore, Padre santo,
    Dio onnipotente ed eterno.
    Nei tuoi santi, che per il regno dei cieli
    hanno consacrato la vita a Cristo,
    noi celebriamo
    la mirabile opera della tua provvidenza,
    che richiama l’uomo
    alla santità dell’origine
    e gli fa pregustare i doni
    per lui preparati nel mondo nuovo.
    E noi,
    uniti agli angeli e ai santi,
    con voce unanime
    cantiamo senza fine l’inno della tua gloria:


    ANTIFONA ALLA COMUNIONE (Mt 16,24)

    Se qualcuno vuol venire dietro
    a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.


    DOPO LA COMUNIONE

    Signore, Dio nostro, il sacramento che abbiamo ricevuto
    nel ricordo del Beato Bonaventura
    ci rinnovi nella mente e nel cuore
    perchè possiamo comunicare alla tua vita immortale.
    Per Cristo nostro Signore. Amen.
    Il Signore è il mio Pastore: non manco di nulla! (Salmo 22)

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