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Discussione: La situazione della Chiesa e della società civile in Libano

  1. #11
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    BEIRUT (Reuters) - In Libano le elezioni di ieri hanno messo in luce le divisioni tra cristiani, dopo che uno dei candidati cristiani dell'opposizione ha vinto per pochissimi voti un seggio parlamentare nelle elezioni suppletive di ieri, battendo l'ex presidente Amin Gemayel, colonna del governo sostenuto dall'Occidente.
    Il risultato delle elezioni di ieri nella zona di Metn, a nord di Beirut, non ha fatto emergere in modo evidente indicazioni per le prossime elezioni presidenziali.
    "Ciò non significa che per Gemayel la partita è chiusa né che Aoun andrà alla presidenza", spiega Samir Constantine, analista politico.
    Aoun è l'unico candidatosi ufficialmente alle presidenziali, un posto occupato tradizionalmente da un esponente dei cristiani maroniti.
    La scelta del successore del presidente pro siriano Emile Lahoud sarà la prossima battaglia politica tra le forze anti siriane che sostengono il primo ministro Fouad Siniora e l'opposizione che riunisce Aoun, Hezbollah e Amal, fazioni sciite sostenute da Damasco.
    "Le elezioni di Metn si sono concluse dal punto di vista politico senza un vincitore né un vinto", ha spiegato l'ex primo ministro Selim al-Hoss, statista sunnita.
    Camille Khoury andrà ad occupare il seggio riservato alla minoranza cristiano maronita e che era già appartenuto a Pierre Gemayel, il figlio dell'ex presidente libanese assassinato nel novembre scorso.
    Khoury ha vinto per soli 418 voti su 79.000 il seggio cristiano maronita nel collegio di Metn, mentre il candidato del governo ha vinto senza problemi il seggio musulmano sunnita nel collegio di Beirut.


    © Reuters 2007. Tutti i diritti assegna a Reuters.

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  2. #12
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    La campagna elettorale presidenziale

    A pochi giorni dall'elezione del presidente della repubblica libanese, che per il patto costituzionale dovrà essere un cristiano-maronita:

    ROMA - Classe 1943, Antoine Ghanem, membro di spicco del partito Kataeb (Falange Cristiana) è stato ucciso oggi da un’autobomba esplosa nella periferia est di Beirut. Dopo la laurea in Legge conseguita alla prestigiosa Università Saint-Joseph, aveva insegnato per tanti anni Diritto all’Università Libanese.
    Fin dalla giovinezza, aveva militato fra le fila del Kataeb, dove si era avvicinato all’ex presidente della Repubblica Amin Gemayel, figlio del fondatore del Partito falangista cristiano-maronita. Nel 2000 era stato eletto come deputato maronita nella lista guidata dal leader druso Walid Jumblatt, che si era alleato con l’ex avversario Gemayel. Nell’ambito della coalizione, aveva comunque goduto di una certa autonomia per via della sua appartenenza al Kataeb.
    Nella lotta interna alla Falange, prese le parti di Gemayel contro il presidente pro-siriano del partito, Karim Pakradouni, e si era affermato come esponente di spicco dell’ala riformista del Kataeb guidata da Gemayel. Nel 2004 votò contro la proroga del mandato del presidente della Repubblica Emile Lahoud e prese parte alle riunioni dell’opposizione anti-Damasco e alla cosiddetta «Rivoluzione dei cedri», seguita all’assassinio dell’ex premier Rafik Hariri, il 14 febbraio 2005.
    Venne rieletto in parlamento nel 2005, in seno all’ampia coalizione anti-siriana guidata da Saad Hariri, il figlio del primo ministro assassinato, che comprende i sunniti fedeli ad Hariri, i drusi di Jumblatt e gruppi cristiani costituiti per la maggior parte da maroniti. Era rientrato anche nella direzione del Kataeb, dopo la riunificazione della formazione politica, e la riconciliazione fra Gemayel (il cui figlio Pierre, ministro dell’Industria è stato a sua volta ucciso in un attentato il 21 novembre 2006) e Pakradouni.

    19/9/2007

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    Regina Libani ora pro nobis
    Ultima modifica di bertilla; 20-09-2007 alle 06:26
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  3. #13
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    Il Papa chiede al Libano di diventare “laboratorio di pace” in Medio Oriente
    Nel suo discorso al nuovo ambasciatore del Paese

    di Inma Álvarez
    CITTA' DEL VATICANO, lunedì, 17 novembre 2008 (ZENIT.org).- Secondo Benedetto XVI, il Libano, luogo di convivenza secolare tra religioni e comunità, deve “evitare di trasformarsi in terra di scontri per conflitti regionali e internazionali” e lottare per essere “un laboratorio in cui cercare soluzioni efficaci per i conflitti del Medio Oriente”.
    Lo ha affermato questo lunedì ricevendo in udienza il nuovo ambasciatore libanese presso la Santa Sede, Georges Chakib El Khoury, che presentava le sue lettere credenziali.
    Il Papa ha spiegato che il Libano “è la culla di una cultura antica che si è irradiata in tutto il Mediterraneo e oltre, così come il Paese di numerose confessioni religiose che hanno saputo mostrare che possono vivere insieme in fraternità e collaborazione”.
    Il Pontefice ha anche espresso il suo apprezzamento per i “coraggiosi sforzi” che “i responsabili del Paese stanno compiendo per restituire la normalità alla vita politica” con l'obiettivo di “favorire l'unità nazionale e contribuire a una coesistenza autentica tra le varie componenti della Nazione”.
    “Auspico quindi che, mettendo da parte gli interessi particolari e curando le ferite del passato, tutti si impegnino nel cammino del dialogo e della riconciliazione, per permettere al Paese di progredire nella stabilità”, ha aggiunto.
    In questo senso, ha mostrato il proprio apprezzamento per l'opera svolta dal nuovo Presidente, Michel Sleiman, che ha ricevuto in Vaticano il 31 ottobre scorso.
    Nonostante questo, ha avvertito, “continuano ad esserci tensioni”, per cui è necessario “continuare a lavorare” per la stabilità del Paese.
    “L'atteggiamento fondamentale che deve guidare ciascuno in questo impegno al servizio del bene comune deve rimanere immutato: ogni componente del popolo libanese si senta realmente a casa sua in Libano e veda che le sue preoccupazioni e le sue legittime aspettative sono effettivamente prese in considerazione, nel rispetto reciproco dei diritti degli altri”.
    “Come ha scritto il mio venerato predecessore, Papa Giovanni Paolo II, non bisogna mai dimenticare che un gesto di pace può disarmare l'avversario, e spesso lo invita a rispondere positivamente alla mano tesa, perché la pace, che è il bene per eccellenza, tende a comunicarsi”, ha aggiunto.
    Benedetto XVI ha assicurato la vicinanza della Santa Sede, “particolarmente sensibile alle sofferenze che conoscono da tanto tempo le popolazioni del Medio Oriente”, agli sforzi “a favore della pace e della riconciliazione in Libano e in tutta questa regione così amata nel cuore dei credenti”.
    Allo stesso modo, ha approfittato per inviare un saluto “ai Vescovi e alle comunità cattoliche del Libano”, invitandoli a “lavorare per l'unità e la fraternità, in comunione profonda con i loro pastori, artigiani ardenti di unità e di fraternità”.
    Secondo alcune fonti, il Libano, che ha poco meno di quattro milioni di abitanti, ha una popolazione per il 59,7% musulmana e per il 39% cristiana, per la maggior parte maronita, cattolica di rito orientale.

    fonte: www.zenit.org

    Regina Libani, ora pro nobis!
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  4. #14
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    Ogni tanto, una buona notizia!


    Cresimati 17 caschi blu italiani in Libano


    Sono 17 i caschi blu italiani che ieri, alla base militare "Millevoi" di Shama, sede del contingente italiano in Libano, hanno ricevuto la cresima da monsignor Gabriele Caccia, Nunzio apostolico in Libano.
    Ad accogliere l'alto prelato è stato il comandante dei caschi blu italiani, generale di brigata Vasco Angelotti. La Messa, celebrata con l'assistenza del cappellano militare del contingente, don Giorgio Porta, è stata l'occasione anche per esprimere gratitudine a tutti i militari italiani per la loro attività anche a favore della popolazione libanese.

    La guida dell'attuale missione "Leonte 14" è affidata alla brigata di cavalleria "Pozzuolo del Friuli" che in Italia è alle dipendenze dalla divisione "Friuli" di Firenze.
    La brigata opera dallo scorso 17 maggio nella terra dei cedri per garantire l'applicazione e l'osservanza della Risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite.

    http://www.avvenire.it/Mondo/Pagine/...in-libano.aspx


  5. #15
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    Libano. Il patriarca Rai: con la crisi siriana è in pericolo la secolare convivenza cristiano-islamica

    “Svuotare il Mashrek (il Medio Oriente) della sua civiltà cristiano-islamica” e “mantenere uno stato di guerra permanente nella regione per fini politici ed economici”: è questo “l’obiettivo ipocrita” della guerra in Siria. E’ la dura accusa rivolta dal patriarca maronita Bechara Raï, che ha ricevuto una delegazione di rappresentanti di undici associazioni cristiane e musulmane francesi, giunta in Libano per esprimere solidarietà al Paese, da mesi in prima linea nell'emergenza umanitaria causata dal conflitto siriano. Una situazione, ha sottolineato il card. Rai, che, con l’approssimarsi dell’inverno, rischia di diventare una catastrofe umanitaria. Più di un milione e mezzo di profughi siriani sono infatti senza un alloggio decente, senza scuole e assistenza sanitaria. Di qui l’appello alla comunità internazionale affinché non risparmi alcuno sforzo per aiutare queste persone. Il card. Rai, citato dal quotidiano locale “L’Orien-le-Jour, si è quindi rivolto in particolare ai Paesi occidentali: “L’Occidente che fino a poco tempo fa invocava l’invio di armi in Siria deve levare la sua voce e chiedere adesso che la pace venga ristabilita”. Egli ha inoltre ribadito il fermo rifiuto della proposta avanzata da alcuni Paesi di accogliere quote di profughi: che, ha detto, significa volere “sradicare un popolo, distruggere una civiltà islamo-cristiana costruita in 13-14 secoli di coesistenza”. Della delegazione francese guidata dal vescovo di Troyes mons. Marc Stenger, facevano parte, tra gli altri rappresentanti di Pax-Christi France; della Conferenza dei religiosi e delle religiose di Francia; del Secours islamique France (la Mezzaluna Rossa francese); del Secours catholique-Caritas France e l’Œuvre d’Orient,. Prima di rientrare la delegazione ha lanciato, da parte sua, un appello a tutte le organizzazioni religiose e ong francesi “ad unirsi per portare al popolo siriano un messaggio di solidarietà e speranza”. (A cura di Lisa Zengarini)


    fonte: Radio Vaticana
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  6. #16
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    Libano. Il Patriarca Raï: i cattolici spinti a passare ad altre Chiese per poter divorziare

    Il patriarca di Antiochia dei Maroniti Béchara Boutros Raï ha denunciato gli avvocati che aiutano la coppie cattoliche a divorziare suggerendo di convertirsi a altre Chiese cristiane non cattoliche. “Ogni avvocato che aiuta coppie cattoliche a convertirsi allo scopo di poter divorziare è interdetto dal rappresentare casi davanti ai tribunali ecclesiastici” ha dichiarato il patriarca ricevendo ieri nella sede patriarcale di Bkerkè una delegazione di giudici dei tribunali ecclesiastici. “Noi” ha aggiunto il patriarca Raï “invitiamo i responsabili dei nostri tribunali ecclesiastici e quelli di altre due Chiese, ad astenersi dal commettere questo peccato in cambio di una manciata di denaro”. Il fenomeno a cui fa riferimento il patriarca Raï - riferisce l'agenzia Fides - è quello dei cattolici – compresi i maroniti – che pur di poter divorziare continuando a frequentare le chiese e accostarsi ai sacramenti, scelgono di passare a altre denominazioni cristiane. (R.P.)


    fonte: Radio Vaticana
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  7. #17
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    Il card. Sandri in Libano per consacrare il vicario di Aleppo e portare aiuti ai profughi siriani

    In visita in Libano con il dramma della Siria nel cuore. Il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali vola oggi a Beirut, dove domani alle 15, nella Chiesa di San Luigi a Beirut, presiederà la liturgia di consacrazione episcopale di mons. Georges Abou Khazen come nuovo vicario apostolico della città siriana di Aleppo, una delle più colpite dal conflitto in corso. Alla celebrazione prenderanno parte anche i rappresentanti pontifici in Libano e Siria, gli arcivescovi Gabriele Caccia e Mario Zenari, oltre a una decina di altri vescovi e al Custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa.

    La presenza del Cardinale Sandri, si legge in un comunicato ufficiale, “intende esprimere al vescovo eletto tutta la vicinanza e il sostegno della Sede Apostolica alla comunità cristiana provata dal conflitto siriano”. Un sostegno che il prefetto delle Chiese Orientali renderà visibile in particolare domenica prossima, quando presiederà l’Eucarestia nel Centro dei Padri Redentoristi a Zahle, nella valle della Bekaa, per poi proseguire fino al rassemblement di profughi siriani di Mari el Khokh a Marjayoun, gestito dall’Associazione AVSI, dove porterà un contributo per le opere di assistenza ai rifugiati. Sulla strada del rientro, informa ancora la nota, il cardinale Sandri farà a tappa nel villaggio di Maghdouché, nei pressi di Saïda, per una visita in forma privata al Santuario mariano di Sayidat Al-Mantara, Nostra Signora dell’Attesa. Lì, rinnoverà l’atto di affidamento alla Madre di Dio, invocando la protezione della Regina della pace sul Libano, la Siria e tutto il Medio Oriente. Il viaggio sarà poi concluso, lunedì 13 gennaio, dall’incontro con alcuni docenti e studenti dell’Università gestita dall’Ordine Antoniano Maronita. (A cura di Alessandro De Carolis)


    fonte: Radio Vaticana
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  8. #18
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    Libano: morto il patriarca armeno cattolico Nerses Bedros XIX



    Si è spento questa mattina nell'ospedale Jeetawi di Beirut in Libano, Sua Beatitudine Nerses Bedros XIX, patriarca di Cilicia degli armeni cattolici, a causa di un arresto cardiaco. Il patriarca, dopo che in questi ultimi tempi si era sottoposto ad una operazione al ginocchio, stava trascorrendo il periodo di convalescenza al patriarcato armeno in Libano. Stamattina ha avuto un malore ed è stato trasportato in ospedale dove è deceduto.

    Nel 1999 eletto patriarca di Cilicia degli armeni cattolici

    Nerses Bedros XIX aveva 75 anni, era nato al Cairo il 17 gennaio del 1940. Era il quinto figlio di una famiglia di otto figli. Terminati i suoi studi al Cairo, sentendo la vocazione, era stato inviato a Roma, al Pontificio Collegio armeno, dove ha concluso i suoi studi di filosofia e di teologia presso la Pontificia Università Gregoriana. Il 15 agosto 1965 era stato ordinato sacerdote e nominato parroco della parrocchia armena cattolica del Cairo. Il 18 febbraio 1990 era stato eletto e consacrato vescovo del Cairo degli armeni cattolici. Il 7 ottobre 1999 il Sinodo della chiesa armeno cattolica lo elegge quale XIX patriarca di Cilicia degli armeni cattolici ed il 13 dicembre dello stesso ricevere il pallio da san Giovanni Paolo II.

    Suo ultimo atto in Vaticano: la Messa celebrata dal Papa per i fedeli armeni
    Era stato lo stesso patriarca Nerses Bedros XIX a richiedere la Messa celebrata da Papa Francesco per i fedeli armeni in San Pietro lo scorso 12 aprile. Tra le altre iniziative degne di rilievo c'è l'inaugurazione della statua di san Gregorio l'Armeno posta in Vaticano alla presenza di san Giovanni Paolo II e l'intitolazione del cortile di San Gregorio Armeno in Vaticano, alla presenza del Papa emerito Benedetto XVI. (A cura di Robert Attarian del Programma Armeno della RV)


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    Telegramma di cordoglio del Santo Padre per la scomparsa di Sua Beatitudine Nersès Bédros XIX Tarmouni, Patriarca di Cilicia degli Armeni, 25.06.2015

    Pubblichiamo di seguito il telegramma di cordoglio per la morte, avvenuta questa mattina, del Patriarca di Cilicia degli Armeni, Sua Beatitudine Nersès Bédros XIX Tarmouni, inviato dal Santo Padre Francesco al Sinodo Patriarcale di Cilicia degli Armeni:

    Telegramma del Santo Padre

    AU SYNODE PATRIARCAL
    PATRIARCAT DE CILICIE DES ARMÉNIENS
    BEYROUTH

    AYANT APPRIS AVEC UNE VIVE ÉMOTION LE DÉCÈS SUBIT DE SA BÉATITUDE NERSÈS BÉDROS XIX TARMOUNI, PATRIARCHE DE CILICIE DES ARMÉNIENS, JE VIENS PRÉSENTER MES CONDOLÉANCES LES PLUS ATTRISTÉES AU SYNODE ET À TOUS LES FIDÈLES DU PATRIARCAT SI DUREMENT ÉPROUVÉS. ME SOUVENANT DE NOTRE ÉTROITE COLLABORATION DONT LA RÉCENTE DÉCLARATION DE SAINT GRÉGOIRE DE NAREK COMME DOCTEUR DE L’EGLISE A ÉTÉ L’UN DES POINTS CULMINANTS, JE CONFIE AU PÈRE MISÉRICORDIEUX L’ÂME DE CE PASTEUR DÉVOUÉ QUI, COMME PRÊTRE S’EST DÉPENSÉ SANS COMPTER AU SERVICE DES COMMUNAUTÉS DONT IL A EU LA CHARGE, PUIS COMME EVÊQUE A EXERCÉ AVEC FOI ET ZÈLE SON MINISTÈRE, D’ABORD À ALEXANDRIE ET ENSUITE EN TANT QUE PATRIARCHE DE CILICIE DES ARMÉNIENS. PAR LA PRIÈRE, JE M’UNIS À TOUTES LES PERSONNES AFFECTÉES PAR CETTE BRUSQUE DISPARITION ET DE GRAND CŒUR, JE LEUR ENVOIE LA BÉNÉDICTION APOSTOLIQUE, EN PARTICULIER AUX ÉVÊQUES DU PATRIARCAT DE CILICIE DES ARMÉNIENS, À LA FAMILLE DU DÉFUNT ET À TOUTES LES PERSONNES QUI PARTICIPERONT À LA LITURGIE DES OBSÈQUES.

    FRANCISCUS PP.

    [01112-FR.01] [Texte original: Français]

    [B0508-XX.01]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede

  10. #20
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    Messaggio del Santo Padre in occasione delle Esequie del Patriarca di Cilicia degli Armeni, Sua Beatitudine Nersès Bédros XIX Tarmouni, 01.07.2015

    Pubblichiamo di seguito il messaggio che il Santo Padre Francesco ha inviato a S.E. Mons. Grégoire Ghabroyan, Amministratore del Patriarcato di Cilicia degli Armeni, in occasione delle Esequie del Patriarca di Cilicia degli Armeni, Sua Beatitudine Nersès Bédros XIX Tarmouni, che hanno avuto luogo ieri pomeriggio nella Cattedrale dei Santi Gregorio ed Elia a Beirut, e che è stato letto nel corso della cerimonia funebre dal Card. Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali:

    Messaggio del Santo Padre

    À Son Excellence
    Mgr Grégoire GHABROYAN
    Administrateur de l’Eglise Patriarcale de Cilicie des Arméniens

    C’est avec une profonde tristesse que j’ai appris la nouvelle du retour dans la maison du Père de notre bien-aimé frère dans le Christ, Sa Béatitude Nersès Bédros XIX Tarmouni, Patriarche de Cilicie des Arméniens. Je garde au cœur le souvenir de ma rencontre avec lui, accompagné des évêques du Synode et des fidèles de cette Église Patriarcale, à l’occasion de la commémoration des victimes du Metz Yegern et de la proclamation de saint Grégoire de Narek, Docteur de l’Église Universelle. Ces événements vécus auprès des reliques de l’Apôtre Saint Pierre ont comme accompli le long et fidèle parcours de votre Caput et Pater qui permet de relever quelques aspects caractéristiques de sa personne.

    Il était, avant tout, profondément enraciné sur le Roc qu’est le Christ. Il retenait que le trésor le plus précieux que l’évêque est appelé à administrerest la foi provenant de la prédication apostolique. Sa Béatitude s’est dépensée sans compter pour sa diffusion, en particulier en favorisant la formation permanente du clergé pour que, même dans des contextes difficiles, les ministres de Dieu renouvellent leur adhésion au Christ, unique espérance et consolation de l’humanité.

    Il s’est employé à ce que la juste commémoration des souffrances subies par le peuple arménien au cours de son Histoire devienne une action de grâce à Dieu en considérant l’exemple des martyrs et des témoins et obtienne, en même temps de Lui, le baume de la consolation et de la réconciliation, qui seul peut guérir les blessures les plus profondes des âmes et des peuples.

    Le Patriarche Nersès a pu se réjouir enfin, avec tout le peuple arménien, de l’élévation de saint Grégoire de Narek au titre lumineux de Docteur de l’Eglise. Sa Béatitude a souvent souhaité que le rayonnement spirituel de ce grand saint devienne un exemple pour les pasteurs et les fidèles, certain qu’en saint Grégoire de Narek chacun puisse connaître les merveilles que le Seigneur est capable d’accomplir dans le cœur qui s’ouvre à Lui, dans la simplicité et l’abaissement du quotidien, devenant ainsi solidaire du drame de l’humanité par une intercession sans trêve.

    Invités à recueillir ce triple héritage que nous a laissé le Patriarche Nersès, nous implorons l’Esprit Saint de continuer à rénover le visage de l’Église Arménienne Catholique, grâce à l’engagement des pasteurs et des fidèles, et nous confions aussi au Père de toute Miséricorde les fatigues liées aux limites et aux fragilités de la condition de pèlerin en chemin vers l’éternelle Patrie.

    Sur la famille de Sa Béatitude et sur tous ceux qui prennent part à ses obsèques, j’accorde de tout cœur la Bénédiction Apostolique en invoquant la protection de la Mère de Dieu et en présentant au Seigneur l’âme de notre frère Nersès Bédros avec les paroles de saint Grégoire de Narek:

    Nous te prions, nous t'implorons avec des soupirs pleins de larmes,
    de toute notre âme, ô glorieuse puissance créatrice,
    Esprit compatissant, indestructible, incréé, éternel,
    intercédant pour nous près du Père miséricordieux
    en des gémissements ineffables.
    Tu protèges les saints, purifies les pécheurs et les transformes
    en temples vivants et vivifiants, comme il plaît à ton Père très haut.

    Du Vatican, le 27 juin 2015.

    FRANCISCUS

    [01152-FR.01] [Texte original: Français]

    [B0527-XX.01]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede

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