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Discussione: La situazione della Chiesa e della società civile in Libano

  1. #51
    Saggio del Forum L'avatar di Nathaniel
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    Aiuto alla Chiesa che Soffre raccoglierà 5 milioni di euro per ricostruire Beirut
    La Fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre intensifica l’impegno per garantire aiuti ai cristiani libanesi colpiti dalla tremenda esplosione

    https://www.acistampa.com/story/aiut...e-beirut-15265

  2. #52
    Saggio del Forum L'avatar di Nathaniel
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    Caritas Libano: a tre mesi dalle esplosioni, una ‘crisi profonda’ psicologica e materiale
    La capitale e il Paese colpiti al cuore, continua la conta dei danni a case, scuole, chiese e ospedali. Il dramma dell’incidente negli incubi notturni, diversi bambini hanno perso la parola. P. Michel Abboud: Aiutiamo 5mila famiglie e stiamo ricostruendo 800 abitazioni. Fondamentale il sostegno dei libanesi della diaspora, ma servono altri aiuti.

    http://www.asianews.it/notizie-it/Ca...le--51572.html

  3. #53
    Cronista di CR L'avatar di Laudato Si’
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    Lettera del Santo Padre Francesco ai libanesi in occasione della celebrazione del Natale, 24.12.2020


    Pubblichiamo di seguito la Lettera che il Santo Padre Francesco invia a Sua Beatitudine il Cardinale Béchara Boutros Raï, Patriarca di Antiochia dei Maroniti, e al popolo libanese in occasione della celebrazione del Natale:

    Testo in lingua italiana

    A Sua Beatitudine,
    il Cardinale Béchara Boutros Raï,
    Patriarca di Antiochia dei Maroniti,
    Presidente dell’Assemblea dei Patriarchi e dei Vescovi Cattolici nel Libano

    A Vostra Beatitudine e, attraverso di Lei, a tutti i libanesi, senza distinzione di comunità e di appartenenza religiosa, vorrei rivolgere alcune parole di conforto e incoraggiamento in occasione della celebrazione del Natale di Nostro Signore Gesù Cristo, Principe della Pace.

    Diletti figli e figlie del Libano,

    Grande è il mio dolore nel vedere la sofferenza e l’angoscia che soffoca l’innata intraprendenza e vivacità del Paese dei Cedri. Ancor più, è doloroso il vedersi rapire tutte le più care speranze di vivere in pace e di continuare ad essere per la storia e per il mondo un messaggio di libertà ed una testimonianza di buon vivere insieme; ed io che di vero cuore prendo parte, come ad ogni vostra contentezza, così anche ad ogni vostro dispiacere, sento nel vivo dell’animo la gravità delle vostre perdite, soprattutto quando penso ai tanti giovani cui viene tolta ogni speranza di un miglior avvenire.

    Ma in questo giorno di Natale “il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce” (Is 9,1), la luce che mitiga i timori ed infonde in ciascuno la speranza nella certezza che la Provvidenza non abbandonerà mai il Libano e saprà volgere al bene anche questo lutto.

    Molte sono le volte che il Libano è citato nelle Sacre Scritture, ma su tutte primeggia l’immagine che il salmista ci regala: “Il giusto fiorirà come la palma, crescerà come il cedro del Libano” (Salmo 91,13).

    La maestosità del cedro nella Bibbia è simbolo di fermezza, di stabilità, di protezione. Il cedro è simbolo del giusto che, radicato nel Signore, trasmette bellezza e benessere e anche nella vecchiaia s’innalza in alto e produce frutti abbondanti. In questi giorni l’Emmanuele, il Dio con noi, si fa nostro prossimo, cammina accanto a noi. Siate fiduciosi nella sua presenza, nella sua fedeltà. Come il cedro attingete alla profondità delle vostre radici del vivere insieme per ritornare ad essere un popolo solidale; come il cedro, resistente ad ogni tempesta, possiate cogliere le contingenze del momento presente per riscoprire la vostra identità, quella di portare a tutto il mondo il profumo del rispetto, della convivenza e del pluralismo, quella di un popolo che non abbandona le proprie case e la propria eredità; l’identità di un popolo che non fa cadere il sogno di quelli che hanno creduto nell’avvenire di un Paese bello e prospero.

    In tale prospettiva mi appello ai capi politici e ai leader religiosi prendendo in prestito un passaggio di una lettera pastorale del patriarca Elias Hoyek: “Voi capi del Paese, voi giudici della terra, voi deputati delle persone che vivete per conto del popolo, (…) siete obbligati, nella vostra capacità ufficiale e secondo le vostre responsabilità, a cercare l'interesse pubblico. Il vostro tempo non è dedicato ai vostri migliori interessi e il vostro lavoro non è per voi, ma per lo Stato e per la nazione che rappresentate”.

    Infine, l’affetto al caro popolo libanese, che conto di visitare appena possibile, unito alla costante sollecitudine che ha animato l’azione dei miei predecessori e della Sede Apostolica, mi spinge a rivolgermi ancora una volta alla Comunità internazionale. Aiutiamo il Libano a rimanere fuori dai conflitti e dalle tensioni regionali. Aiutiamolo a uscire dalla grave crisi e a riprendersi.

    Diletti figli e figlie, nel buio della notte alzate lo sguardo, che la stella di Betlemme vi sia da guida e da incoraggiamento per entrare nella logica di Dio, per non smarrire la strada e per non perdere la speranza.

    Dal Vaticano, 24 dicembre 2020

    FRANCESCO

    [01595-IT.01] [Testo originale: Italiano-Francesce]

    [...].

    [B0686-XX.02]


    [Fonte: Bollettino quotidiano – Sala Stampa della Santa Sede].
    Ultima modifica di Laudato Si’; 24-12-2020 alle 11:23
    «Mandatum novum do vobis, ut diligatis invicem;
    sicut dilexi vos, ut et vos diligatis inviceme»
    (Io. 13, 34).




  4. #54
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    Beirut: presto beato il patriarca Douayhi, primo storico della Chiesa maronita
    Il card Beshara Raï ha firmato il rapporto dei medici, che attestano una guarigione miracolosa grazie alla sua intercessione. Una reputazione di santità iniziata da quando era in vita. Negli anni attribuiti diversi miracoli. La sua figura un richiamo alle radici e ai valori originari per la comunità maronita odierna.


    Il patriarca Estephan (Etienne) Douayhi (1630-1704), una delle glorie della Chiesa maronita, sta per essere beatificato, come ha annunciato il 16 dicembre scorso dalla sede patriarcale maronita di Bkerké il card Beshara Raï. Il porporato ha firmato in pubblico il rapporto dei medici, i quali attestano una guarigione miracolosa dovuta alla sua intercessione.
    La guarigione in questione è quella di Rosette Zakhia Karam, una donna sposata che soffriva di una poliartrite sieronegativa che le aveva fatto perdere una gran parte della propria autonomia. La sua guarigione è avvenuta in maniera istantanea, dopo una preghiera in famiglia davanti alla statua del patriarca Douaihy, che si erge sulla piazza antistante la chiesa di Ehden, e dopo aver preso un pezzetto di terra che circonda il piedistallo della statua con il suo caffè. Pressoché invalida, Rosette Karam si è subito sentita meglio tanto da coprire una grande distanza a piedi per andare a trovare sua sorella, distante due chilometri dalla chiesa.
    Il dossier relativo alla sua guarigione deve essere esaminato e autentificato dalla commissione medica della Congregazione per le cause dei santi. Secondo il postulatore della causa, p. Boulos Azzi, non è il primo miracolo attribuibile all’intercessione del patriarca Douaihy ma quest’ultimo è certo quello che ha maggiore documentazione a livello medico.
    Commentando questo avvenimento per i membri della Fondazione patriarca Estephan Douaihy presenti a Bkerké per l’occasione, il patriarca Raï ha rivelato di aver parlato di questo dossier in ottobre a papa Francesco, in occasione dell’ultima visita a Roma, durante la quale egli ha partecipato al concistoro per l’elevazione dei nuovi cardinali. “Ho detto a sua Santità - ha spiegato il porporato - che contavamo su una sua parola rivolta al card Marcello Semeraro, che presiede la Congregazione per le cause dei santi, perché l’esame del dossier del patriarca Douaihy si accelerato e la sua eventuale beatificazione coincida con le celebrazioni per il centenario del Grande Libano. La risposta non ha tardato ad arrivare e, il giorno successivo, alla messa domenicale che è seguita al concistoro il cardinale mi ha promesso che avrebbe fatto seguito alla richiesta di papa Francesco”.
    Nato il 9 agosto 1630, festa di Sant’Etienne, a Ehden (Libano-Nord), Estephan Douaihy è una figura di grande importanza per la tradizione maronita. Egli è considerato alla stregua di un “padre della storia maronita” e “pioniere del sentimento nazionale libanese”. Questo è uno degli aspetti più importanti che la sua beatificazione potrà rivestire per il Libano.
    La sua reputazione di santità è iniziata sin da quando era ancora in vita. Destinato al sacerdozio e formato sin dall’adolescenza al Collegio maronita a Roma, durante gli studi egli è stato colpito da una grave malattia agli occhi, al punto che i suoi superiori avevano pensato di rimandarlo in Libano, Tuttavia, egli ha saputo guarire in modo miracoloso in seguito a un voto fatto alla Madonna. Interrogato dalle persone a lui più vicine e agli amici, egli non ha mai voluto rivelare la natura di questo voto, sapendo custodirlo per tutto il corso della sua vita con estrema facilità. Inoltre, una volta guarito egli riacquisterà una vista paragonabile a quella di un’aquila che non gli è più venuta meno. Predicatore dotato, egli è stato anche un autore prolifico nel contesto di una vita assai movimentata. La sua opera letteraria, storica, teologica è stata consacrata per intero alla Chiesa maronita. Egli ha saputo gettare le basi di una storia della Chiesa maronita che resiste ancora oggi come un punto di riferimento incontrovertibile.
    Eletto patriarca in giovane età (40 anni), grazie anche alla sua intelligenza viva e alla pietà che lo contraddistingueva, Estephan Douaihy che in precedenza era stato vescovo maronita di Cipro, ha regnato sullo scranno di san Marone dal 1670 al 1704, anno della sua morte avvenuta a Qannoubine, nella valle santa, dove è stato sepolto all’interno della grotta di santa Marina.
    Il suo patriarcato è stato fra i più duri. Esso è stato a lungo nel mirino degli Ottomani, padroni del monte Libano per circa due secoli, e ha subito numerose persecuzioni, tanto dal pascià di Tripoli, quanto per le tirannie e le estorsioni dei governatori Hamadé. Per scappare da loro, egli ha soggiornato a tratti nel corso degli anni nelle regioni centrali del Monte-Libano (Kesrouan e Chouf), amministrando con saggezza gli affari della Chiesa maronita. Ed è stato lui che, nel 1795, negli anni della maturità, ha accolto i tre fondatori dell’Ordine libanese maronita, venuti da Aleppo - dove lui stesso aveva prestato servizio negli anni di sacerdozio - per vivere come eremiti nella valle santa.
    Oltre alle brillanti qualità intellettuali, durante la vita gli sono stati attribuiti molti miracoli: la guarigione di un bambino malato, che diventerà il futuro patriarca Philippe Gemayel, aver fermato e impedito catastrofi naturali come un incendio, piogge torrenziali e la caduta di massi.
    Proclamato venerabile da papa Benedetto XVI, il Libano spera che possa essere beatificato nel 2021 prima della chiusura del centenario della creazione del Grande Libano (1 settembre 1920).
    Insieme al patriarca Elias Hoayek, il “padre fondatore del Grande Libano”, dichiarato venerabile anche da Benedetto XVI, Estephan Douaihy è il secondo patriarca maronita che potrebbe essere elevato agli onori degli altari. Forse più di quest’ultimo, egli è al centro di una serie di figure ammantate di santità nate prima del mandato francese e dell’indipendenza (1943), che bene illustrano lo spirito di fortezza cristiana di un Libano “le cui radici storiche sono di natura religiosa”, riferendosi formula elaborata da Giovanni Paolo II. Ed è senza dubbio da una migliore conoscenza e da una maggiore fedeltà a queste radici, che la comunità maronita potrebbe trarne giovamento in occasione della sua beatificazione.

    fonte

  5. #55
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    Libano, il parroco di Beirut: “Tutto il popolo ha bisogno di abbracciare il Papa”
    La promessa di una visita nel Paese dei cedri fatta da Papa Francesco sul volo di ritorno dall'Iraq ha provocato commozione e speranza. Il racconto di padre Jad Chlouk, la cui cattedrale di San Giorgio è stata distrutta, lo scorso agosto, nell’esplosione del porto della capitale libanese: “In Libano i giovani cristiani fuggono per un avvenire migliore: è un’emorragia che non si ferma”

    https://www.vaticannews.va/it/chiesa...ut-chlouk.html

  6. #56
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    L’amore speciale del papa per il Libano, la ‘nazione messaggio’
    Da Giovanni Paolo II a Francesco, il Paese dei cedri resta un modello da preservare di dialogo e di incontro. L’attenzione della Santa Sede alla crisi politica e istituzionale e ai “risvegli identitari”. Il ruolo storico dei cristiani libanesi nei conflitti e nelle tensioni che insanguinano il Medio oriente.

    http://www.asianews.it/notizie-it/L%...%99-52974.html

  7. #57
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    Dalle parole del Papa dopo la recita dell'Angelus, 30 maggio 2021:

    (...)
    Il prossimo 1° luglio mi incontrerò in Vaticano con i principali Responsabili delle Comunità cristiane presenti in Libano, per una giornata di riflessione sulla preoccupante situazione del Paese e per pregare insieme per il dono della pace e della stabilità. Affido questa intenzione all’intercessione della Madre Dio, tanto venerata al Santuario di Harissa, e fin da questo momento vi chiedo di accompagnare la preparazione di questo evento con la preghiera solidale, invocando per quell’amato Paese un futuro più sereno.
    «Sicut dilexi vos, ut et vos diligatis invicem».
    (Io. 13,34)

  8. #58

  9. #59
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    Avviso di Conferenza Stampa, 22.06.2021


    Si avvisano i giornalisti accreditati che venerdì 25 giugno 2021, alle ore 10.30, avrà luogo in diretta streaming dalla Sala Stampa della Santa Sede la Conferenza Stampa di presentazione della Giornata di riflessione e di preghiera per il Libano, che si terrà in Vaticano il prossimo 1° luglio con la partecipazione dei principali responsabili delle comunità cristiane presenti nel Paese.

    Interverranno:

    - Em.mo Card. Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali;

    - S.E. Mons. Paul Richard Gallagher, Segretario per le Relazioni con gli Stati;

    - S.E. Mons. Brian Farrell, L.C., Segretario del Pontificio Consiglio per la promozione dell’Unità dei Cristiani.

    La Conferenza Stampa verrà trasmessa in diretta streaming in lingua originale sul canale Youtube di Vatican News, collegandosi al sito https://www.youtube.com/c/VaticanNews.

    [...].

    [00881-IT.01]

    [B0401-XX.01]


    [Fonte, dal Bollettino quotidiano del: 22.06.2021 della Sala Stampa della Santa Sede].
    «Mandatum novum do vobis, ut diligatis invicem;
    sicut dilexi vos, ut et vos diligatis inviceme»
    (Io. 13, 34).




  10. #60
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    Conferenza Stampa di presentazione della Giornata di riflessione e di preghiera per il Libano, 25.06.2021



    [...].

    [B0409-XX.02]


    [Fonte, dal Bollettino quotidiano del: 25.06.2021 della Sala Stampa della Santa Sede. Libreria Editrice Vaticana].
    Ultima modifica di Laudato Si’; 25-06-2021 alle 11:38
    «Mandatum novum do vobis, ut diligatis invicem;
    sicut dilexi vos, ut et vos diligatis inviceme»
    (Io. 13, 34).




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