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Discussione: Le Sagrestie vaticane

  1. #501
    Partecipante a CR L'avatar di Piusromanus
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    Mi viene spontaneo chiedermi perché nella lontana Taiwan si riescano a organizzare eventi del genere mentre non dico in Italia ma neppure nella stessa Città del Vaticano non si riesca a fare lo stesso, esponendo almento temporaneamente tesori normalmente inaccessibili al pubblico.
    Condivido pienamente. Perchè non creare una sezione dei Musei Vaticani, od un'esposizione a parte, per esporre i paramenti e gli oggetti liturgici usati dai Papi? Del resto, nelle liturgie papali sarà usato l'un per mille di tutta l'enormità e la ricchezza delle sacrestie vaticane. E mi riferisco non solo ai preziosi parati antichi, ma anche a quelli moderni dal Beato Paolo VI in poi, visto che nelle celebrazioni sono usati sempre gli stessi paramenti. Tanto vale fare un'esposizione, piuttosto che lasciare questi parati a marcire negli armadi.

  2. #502
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    Calici usati da Papa Francesco.

    Ho pensato: perchè non realizzare un elenco dei calici da Messa utilizzati dal Papa? Potrebbe essere un modo per mettere in evidenza dei capolavori di oreficeria e di devozione.
    <<Domine, tu omnia scis, tu cognoscis quia amo Te>> (Io. 21,17)

  3. #503
    Partecipante a CR L'avatar di Piusromanus
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    Messa nella Cappella Sistina con i cardinali elettori (17/03/2013)

    <<Domine, tu omnia scis, tu cognoscis quia amo Te>> (Io. 21,17)

  4. #504
    CierRino L'avatar di Proculus Ianuarius
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    Ho pensato: perchè non realizzare un elenco dei calici da Messa utilizzati dal Papa? Potrebbe essere un modo per mettere in evidenza dei capolavori di oreficeria e di devozione.
    l'idea non è male ma personalmente non la condivido, almeno per ora. Per mettere in evidenza questi oggetti c'è sempre stata la discussione sulle sagrestie vaticane e penso che basti. Non dobbiamo per forza catalogare tutto
    Ultima modifica di Proculus Ianuarius; 05-09-2016 alle 15:01
    Fedele al Papa!

  5. #505
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    Messa nella Cappella Sistina con i cardinali elettori (17/03/2013)
    Ma non fu celebrata il 14 marzo 2013?

  6. #506
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    Ma non fu celebrata il 14 marzo 2013?
    Hai ragione!
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  7. #507
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    Citazione Originariamente Scritto da Proculus Ianuarius Visualizza Messaggio
    l'idea non è male ma personalmente non la condivido, almeno per ora. Per mettere in evidenza questi oggetti c'è sempre stata la discussione sulle sagrestie vaticane e penso che basti. Non dobbiamo per forza catalogare tutto
    Concordo pienamente.
    «Vigilate ergo, quia nescitis qua die Dominus vester venturus sit».
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  8. #508
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    Concordo anch'io.
    Penso che le discussioni esistenti su questi aspetti tutto sommato marginali della Liturgia, bastino ed avanzano.

    Ricordo infatti che la Liturgia (con la L maiuscola) è cosa ben più importante che un elenco di vesti o suppellettili.

  9. #509
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    Video del CTV relativo all'attività dei Padri Agostiniani a servizio della Sacrestia Pontificia:

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  10. #510
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    Heavenly Bodies: Fashion and the Catholic Imagination

    Recentemente di passaggio a New York, ho avuto occasione di visitare la famosa, elogiata, o viceversa vituperata mostra Heavenly Bodies allestita presso il Metropolitan Museum: ossia la discussa esposizione inaugurata al MetGala da Rihanna con la mitra, i coristi della Sistina, il Card. Ravasi a braccetto con Anna Wintour, eccetera; che peraltro chiuderà dopodomani, 7 ottobre. Ho trovato diversi spunti interessanti per le nostre chiacchiere da sacrestia, e mi sembrava doveroso "far rapporto"!
    Il tutto si sviluppa in due diverse esposizioni: una divisa tra i Met Cloisters (sede distaccata del museo a nord-ovest di Manhattan) e la galleria principale al primo piano, con abiti ideati da stilisti contemporanei come Versace, Galliano e Yves Saint Laurent ed ispirati appunto all'"immaginazione cattolica" (profani, ad es. vestiti con vistose croci e Madonne, ma anche sacri, come un velo per una statua parigina della Vergine commissionato a Saint Laurent); la seconda collocata nell'Anna Wintour Costume Center, che - insieme ad una casula disegnata da Matisse - ospita diversi pezzi provenienti dalla sacrestia pontificia. Qui, oltre ad una talare, uno zucchetto ed un paio di scarpe rosse appartenute a Giovanni Paolo II, sono esposti diversi nostri... "vecchi amici": paramenti ed arredi papali a noi familiari perché visti tante volte in fotografia, e/o perché rispolverati da Benedetto XVI durante il suo pontificato. Ma ho trovato anche qualche "inedito". Vado con ordine:
    - anzitutto, pianeta, dalmatica e piviale di un parato - verosimilmente più numeroso - realizzato a metà dell'Ottocento per Pio IX, con decori floreali dorati e colorati e grandi raffigurazioni centrali (Immacolata, Via Crucis...). Fattura italiana, certamente non da schifare ma decisamente figurativa, quasi grossolana: vesti belle da vedere nelle teche, ma che non riutilizzerei nelle celebrazioni (ed infatti non le abbiamo mai riviste).
    - tre manti papali bianchi, realizzati per Gregorio XVI, Leone XIII e Benedetto XV. Assai elaborato nelle decorazioni il primo, quasi ridondante; più raffinato il secondo, ricamato con innumerevoli piccole stelle (che, pur non essendo comete, ho inteso come riferimento allo stemma ed al motto di Leone XIII, Lumen in coelo); semplicemente spettacolare il terzo, che è proprio il famoso manto che si vede indossato in tante foto da Pio XII e Giovanni XXIII (classificato come manto n. 2 negli elenchi di Papa Roncalli). Quest'ultimo è un vero e proprio capolavoro: oltre allo stolone, già visto spesso in fotografia, si fa apprezzare anche lo scudo posteriore, con la colomba dello Spirito Santo tra raggi di luce. E, giusto per tranquillizzarci, è rimasto un manto: non è mai stato accorciato (poi capirete questo mio appunto).
    - una casula - molto tendente alla pianeta borromea, direi - realizzata negli anni '20 per Pio XI, di fattura francese: carina, ma a sua volta molto "figurativa" (con tanto di ritratto del Pontefice, a colori, in mezzo allo stolone centrale). Non ricordo di averla mai vista in nessuna fotografia.
    - un pezzo decisamente familiare: la dalmatica n. 11 del nostro elenco, ossia una delle due famose "dalmatiche spaiate" recuperate da Mons. Marini a partire dalla Notte di Natale del 2007 e viste tante volte nel pontificato di Benedetto XVI. Risale agli anni di Pio IX: preziosa ed elaborata, risulta in ottime condizioni anche ad un esame ravvicinato (immagino sia stata ripulita e risistemata negli anni del suo utilizzo).
    - la scoperta: i più vecchi ed i più pazzi (categorie spesso coincidenti ) frequentatori della sezione Liturgie papali avranno il ricordo di un fantomatico "piviale di Benedetto XV" che avrebbe dovuto essere utilizzato per la benedizione Urbi et Orbi di Pasqua del 2008. Non avendolo mai visto, avevamo quindi pensato che non esistesse, oppure che si trattasse di uno sfregio criminale del (succitato) manto di Benedetto XV, tagliato grossolanamente come il manto bianco di Giovanni XXIII. Ebbene, invece un piviale di Benedetto XV esiste davvero, ed era parte di questa esposizione; eccone una fotografia tratta dal sito del Met:



    Stando alla didascalia, il paramento venne realizzato e donato a Benedetto XV nel 1918: ed è un piviale a tutti gli effetti, meraviglioso, forse addirittura un poco corto (a Benedetto XVI sarebbe andato bene, credo; al suo predecessore no). Molto ben conservato, forse anch'esso restaurato di recente (in vista di un riutilizzo poi mai avvenuto?), anche se ad uno sguardo ravvicinato si notano delle piccole macchie in un punto del tessuto bianco.
    - alcune bellissime croci pettorali utilizzate spesso da Benedetto XVI durante le celebrazioni liturgiche: 1, 2, 3, 4. Le prime due appartenevano a Giovanni Paolo II, che le ricevette in dono in occasione del Giubileo del 2000; la seconda, in particolare, contiene anche una reliquia di San Leone Magno. La terza venne donata a Pio XII da un Cardinale di Curia di cui non ricordo il nome, mentre la quarta venne realizzata e regalata a Paolo VI nel 1977 in occasione della canonizzazione di Rafaela Porras y Ayllón; notare che, mentre qui avevamo spesso ipotizzato la scomparsa chissà dove della quarta pietra (sembra ne manchi una, in basso), quella parte della croce contiene in realtà una piccola reliquia della Santa. Si tratta certamente del pezzo più prezioso tra i quattro, ed è davvero molto grande. Meravigliose anche le altre, che pure in tv o nelle fotografie tendono a sembrare assai più piccole e "sobrie" della realtà.
    - razionali da piviale: oltre a due grossi fermagli realizzati per Pio IX e Leone XIII, e mai visti in anni recenti, erano esposti i numeri 5, 8 e 9 del nostro elenco. Credo sia superfluo commentare il celebre razionale "delle pigne", che è a tutti gli effetti un capolavoro: certamente sembra abbastanza pesante, e questo spiega il suo sporadico utilizzo da parte di Benedetto XVI, specie negli ultimi anni. Realizzato per Leone XIII (nel centro campeggia la scritta LEO XIII), come pure il n. 9, donato al Pontefice in occasione del giubileo sacerdotale dall'arcidiocesi ambrosiana. Evidenti i segni di un accurato restauro effettuato una decina di anni fa; come le croci, anche i fermagli stupiscono per le loro dimensioni a distanza ravvicinata (soprattutto il n. 8, che sul piviale di Giovanni XXIII sembrava minuscolo ed invece è piuttosto massiccio).
    - tiare: quella, famosa, di Pio IX con cui fu incoronato Giovanni XXIII, più altri triregni donati sempre a Pio IX da diversi regnanti europei (la regina di Spagna, il Kaiser...). Meravigliose a guardarsi, sono evidentemente pesantissime e quasi impossibili da portare, direi, perlomeno in queste versioni barocche stracariche di gemme; diverso dovrebbe essere invece il discorso per quella di Paolo VI (che si trova a Washington), più leggera.
    - il calice, sempre donato a Leone XIII, utilizzato tante volte da Benedetto XVI per i pontificali in San Pietro (es. qui, foto 16/20).
    - mitre: anzitutto quella, celeberrima, donata a Pio XI da Mussolini. Molto interessante a distanza ravvicinata: enorme, oserei dire sproporzionata per teste normali, va certamente bene come cimelio da esposizione, ma sono lieto del fatto che non sia mai stata utilizzata; è semplicemente pacchiana, ben oltre quanto già traspare dalle fotografie. Vi sono poi la mitra di Leone XIII (questa; esposta insieme ad una stola bianca che Benedetto XVI indossò una sola volta, ricevendo il presidente colombiano Uribe in Vaticano), bellissima ed in ottime condizioni, che si potrebbe assolutamente riutilizzare; e quella inizialmente appartenuta al Card. Montini, poi utilizzata tante volte da Paolo VI, da Giovanni Paolo I (di cui ha ancora gli stemmi) nella Messa di insediamento e, da ultimo, da Benedetto XVI per la benedizione Urbi et Orbi di Natale del 2007 (mitra n. 30). Un manufatto meraviglioso: si vede che a Benedetto XVI cadeva larga, ma a parte questo dettaglio spero davvero di rivederla in uso prima o poi. Tra l'altro è stata restaurata molto bene: la fodera rossa delle infule è praticamente nuova.

    Tutti i pezzi sono esposti in modo perfetto, mai ammassati, e si possono ammirare con attenzione da tutti i lati; le didascalie sono interessanti, ma non sempre complete o veritiere. Ad esempio si scrive che il piviale di Benedetto XV è stato indossato da Benedetto XVI, mentre così non è; o si dice che Paolo VI indossò per la prima volta la sua mitra preziosa nella Divina Liturgia bizantina del 13 novembre 1964, nel deporre in Concilio la tiara, mentre in realtà quella mitra gli apparteneva già prima del pontificato. Comunque un percorso interessantissimo, che fa sorgere due riflessioni:
    - la prima: ma per quale motivo per contemplare questi tesori bisogna capitare in qualche museo in giro per il mondo (stavolta New York, due anni fa Taipei, e via dicendo), mentre non si ha mai possibilità di ammirarli in Vaticano? Si tratta, infatti, di pezzi che non sono normalmente esposti nel Museo del Tesoro della basilica vaticana. Capisco in parte il discorso per gli oggetti in uso (ma in parte, appunto: alcuni arredi liturgici esposti in museo a Milano vengono utilizzati in Duomo: li si toglie e poi li si rimette); ma certo non lo capisco pensando ai manti, che a mio avviso non rivedremo mai in uso, ma che meriterebbero di essere esposti stabilmente da qualche parte: sono belli, sono pregiati e sono spesso anche reliquie per contatto. Bisognerebbe ideare una sezione nei Musei Vaticani, come suggeriva Piusromanus tempo fa.
    - la seconda: quanto è assurdo vedere nuovamente confinati nelle teche oggetti che solo recentemente erano stati restaurati e riportati a nuova vita, nel culto divino per cui sono stati pensati e realizzati! Senza contare il grande incentivo che il regolare utilizzo apporta alla loro buona conservazione: grazie alle scelte di Mons. Marini e Benedetto XVI sono state rimesse a nuovo dalmatiche e pianete ottocentesche, sono stati ridorati dei preziosi razionali, sono state ripulite mitre che magari giacevano impolverate in qualche vetrina. Si tratta di un grande contributo artistico e culturale, oltre che liturgico: e vedere questi oggetti dal vivo fa capire ancora meglio quanto meritoria - anche laicamente! - sia stata quest'opera di "riscoperta", e quante opportunità si stiano invece perdendo in questi ultimi anni.
    Ultima modifica di Pikachu; 06-10-2018 alle 00:00


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