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Discussione: San Francesco d'Assisi, diacono, patrono d’Italia

  1. #21
    Vecchia guardia di CR L'avatar di WIlPapa
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    Era il 3 Ottobre 1226,di Sabato...





    Dal palazzo del Vescovo di Assisi, dove allora dimorava, chiese che lo portassero a Santa Maria della Porziuncola; voleva rendere a Dio lo Spirito della vita, là dove aveva ricevuto lo Spirito della grazia.A metà strada, all’ospedale di San Salvatore, gecuziente com’era, si fede voltare sulla barella con la faccia verso Assisi e sollevandosi un poco, benedisse la sua città. Giunto alla Porziuncola si fece deporre sulla terra nuda, nascondendo con la mano sinistra la piaga sul costato e di lì spogliato dalle vesti di sacco, alzò come sempre il volto al cielo,tutto intento con lo Spirito a quella gloria,Disse ai fratelli:"io ho fatto il mio dovere,Cristo vi insegni a fare il vostro".Voleva essere conforme in tutto a Cristo Crocifisso che, povero e sofferente, era rimasto appeso nudo sulla croce. E verace imitatore di Cristo suo Dio in tutto, amò fino alla fine tutti i fratelli e figli, che aveva amato fin dal principio.Fece adunare tutti i fratelli presenti nel luogo e li esortò con affetto di padre all’amore di Dio.Parlò a lungo della pazienza, dell’osservanza di Madonna povertà, raccomandando più di altra regola il Santo Vangelo. Tutti i fratelli gli stavano intorno; egli stese sopra di loro le mani intrecciando le braccia a forma di croce, un gesto che egli tanto amava, e li benedisse presenti e futuri, nella potenza e nel nome del Crocifisso.Si fece poi portare del pane, lo benedisse, lo spezzò ed a ciascuno nè diede un pezzo da mangiare. Volle anche gli portassero il libro dei Vangeli e chiese gli leggessero quel brano di Giovanni che inizia: "Prima della festa di Pasqua". Lo fece in memoria di quell’ultima e santissima cena che il Signore aveva celebrato con i suoi discepoli e per dimostrare ai fratelli la sua tenerezza d’amore. Passò in inni di lode i giorni successivi, invitando i compagni prediletti a lodare con lui il Cristo. Invitava pure tutte le creature alla lode di Dio e con certi versi poetici, già altra volta composti, le esortava al Divino Amore. E perfino la morte, a tutti terribile ed odiosa esortava alla lode. Le correva dietro incontro, invitandola: "Ben venga mia sorella morte!"Diceva ai fratelli:" Quando mi vedrete sul punto di spirare, deponetemi sulla terra nuda come l’altro ieri e morto che sia, lasciatemi giacere così, per il tempo che ci vuole a percorrere comodamente un miglio di strada. E come gli fù possibile proruppe in quel salmo:"con la mia voce al Signore grido aiuto, con la mia voce supplico il Signore".Lo disse fino al versetto finale:"Strappa dal carcere la mia vita, perchè io renda grazia al Tuo nome. I giusti mi fanno corona quando mi concederai la tua grazia".Giunse infine la sua ora ed essendosi compiuti in lui tutti i misteri di Cristo, se ne volò felicemente a Dio. Le allodole, che sono amiche della luce ed han paura del buio della sera, pure essendo già imminente la notte, vennero a grandi stormi sopra il tetto del luogo e roteando a lungo con insolito giubilo,resero testimonianza alla gloria del Santo che tante volte le aveva invitate a lodare Dio. Era il 3 Ottobre 1226,di Sabato. A laude di Cristo. Amen.

    Fonti Francescane
    Ultima modifica di WIlPapa; 03-10-2008 alle 17:20
    "Vi scongiuro, sosteniamoci in questo cammino" Card.Angelo Scola

  2. #22
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    Dio, l'uomo e la natura
    nell'esperienza di Francesco



    di Vincenzo Coli
    Custode del Sacro Convento di Assisi

    Le celebrazioni per la festa di san Francesco d'Assisi costituiscono un momento forte per ripensare la sua personalità e la sua missione, sia in chiave di fede che laica. In tempi come i nostri si è costretti, dalla logica della vita e della ragione, a lasciar cadere tanto "ciarpame" per focalizzare problematiche essenziali. Tre valori non possono essere messi da parte né da chi crede né da chi non crede: Dio, l'uomo, il creato/natura.
    Il problema di Dio è tornato sotto varie forme. Ripropongo l'esperienza di Francesco come risulta dalle Lodi di Dio Altissimo (cfr. Fonti Francescane, 261). La laude ci parla della grandezza e della sublimità di Dio, colto e sperimentato nella varietà dei tratti del suo "volto". È un canto a Colui che è Amore, il Bene, la Bellezza, la nostra dolcezza e la nostra speranza. Si potrà aver paura di accoglierlo e amarlo e in Lui orientare la nostra esistenza, Lui che è "la nostra vita eterna"? Ma, poi, è possibile vivere senza? Esistono veri atei? L'esperienza ci dice che l'uomo cammina o tenta di camminare con il Dio vero o cavalca la vita con i propri idoli! È chiaro, essi sono "gestibili" (cfr. Giudici, Primo libro di Samuele, Secondo libro dei Re).
    Con il progredire delle scienze il problema uomo si è fatto ancor più ingarbugliato. Sembra mancare una sintesi. Francesco, alla luce della Bibbia che ci ricorda che l'uomo "è un baratro e il suo cuore un abisso", lo pensa nella sua straordinaria dignità e, nello stesso tempo, nella sua piccolezza, finitudine o povertà. La sua grandezza e dignità nella luce di Cristo (cfr. Ammonizione v, ff., 153); la sua "povertà" (cfr. Ammonizione xix ff., 169): "Quanto l'uomo vale davanti a Dio, tanto vale e non di più!". L'uomo è capace di opere meravigliose anche di amore e delicatezza, ma anche di comportamenti e azioni incredibilmente ignobili.
    Il problema del creato/natura. Nel Cantico delle Creature Francesco ci ha lasciato una chiara testimonianza della sua visione del mondo. È un segno. Bisogna imparare a leggerlo e allora si potrà comprendere che esso è lode di Dio e che di Lui porta significazione. Nell'uomo acquisisce voce e coscienza. Anche per il creato l'uomo si apre allo stupore e accetta di farne parte, educandosi alla essenzialità e sobrietà di ogni rapporto. La povertà insegnata dal Vangelo e vissuta da Francesco, come priorità, esige proprio questo: "Un atteggiamento espropriato sia verso Dio che i fratelli e le cose". Credo che, così, si sia alle radici del "dialogo" e della "ricerca della verità".



    (©L'Osservatore Romano - 4 ottobre 2008)
    "Vi scongiuro, sosteniamoci in questo cammino" Card.Angelo Scola

  3. #23
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    Tanti lustri fa,ho contratto matrimonio,in questo meraviglioso giorno .
    Mastrimonio celebrato da un francescano molto giovane ,premetto che allora ero molto lontano dalla chiesa,ma ho sentito il bisogno di unirmi in matrimonio il 4 Ottobre,anche se di san Francesco conoscevo poco o niente.

  4. #24
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    Vorrei rimandare, a proposito di San Francesco, al discorso pronunciato dal Papa questa mattina al Quirinale.

  5. #25
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    La Chiesa celebra San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia

    Ad Assisi i festeggiamenti per l’odierna solennità di San Francesco, patrono d’Italia. Ieri il ricordo degli ultimi istanti di vita del poverello alla Porziuncola con il corteo dei fiori e la solenne commemorazione del transito nella Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli. Oggi le celebrazioni si sono spostate nella Basilica Papale di San Francesco. Ad offrire l’olio per la lampada votiva sulla Tomba del Santo quest’anno è il Veneto: numerosi i fedeli di tutte le diocesi della Regione giunti in pellegrinaggio accompagnati dai vescovi locali e dalle autorità locali. Il cardinale Angelo Scola, presidente della Conferenza Episcopale Triveneta, ha presieduto in mattinata l’Eucarestia. Nel pomeriggio la Messa celebrata da mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi. Il servizio è di Paolo Ondarza.




    L’innamorato di Madonna Povertà, l’uomo semplice, appassionato dell’incontro con l’altro nella verità del Vangelo, mistico e poeta dell’armonia del Creato, annunciatore dell’amore di Dio fino in Terra Santa. Impossibile racchiudere Francesco d’Assisi in una definizione. La multiformità dei suoi carismi ha generato la composita famiglia francescana, suddivisa ancora oggi nei tre ordini da lui voluti: frati, clarisse e terzo ordine regolare. Nella tarda sera del 3 ottobre 1226, Francesco, gravemente malato, chiese ai suoi confratelli di essere trasportato nell’amata chiesetta della Porziuncola, dove recitando il salmo 141 “Signore a te grido, accorri in mio aiuto” e la lauda di Sora Morte del Cantico di Frate Sole, adagiato sulla nuda terra, lasciò questo mondo. Aveva circa 45 anni. Il custode della Basilica di Santa Maria degli Angeli, in Porziuncola, padre Fabrizio Migliasso:


    R. – Ci piace parlare non di morte di Francesco, ma di transito. Solitamente, appunto, la morte è legata più alla tristezza e al distacco. Essere custodi di questo luogo vuol dire portare questo messaggio di speranza verso sorella morte. L’esperienza che noi facciamo, le piccole morti quotidiane a causa del peccato, dei nostri limiti, delle nostre debolezze, Francesco, di fronte a queste, ci insegna a saperle mettere nelle mani di Dio.


    La mattina del giorno successivo alla morte, il corpo di Francesco fu traslato e tumulato nella chiesa parrocchiale di San Giorgio d’Assisi, dove rimase fino al 1230, quando venne portato nella Basilica inferiore, costruita da frate Elia. Qui i resti mortali di Francesco sono ancora conservati. Il portavoce del Sacro Convento di Assisi, padre Enzo Fortunato:


    R. – La foto che vorrei proporre a coloro che ci ascoltano in questo momento è quella di tante mani, che si poggiano sull’altare che gira attorno alla Tomba di Francesco, questi pellegrini che depongono con le lacrime agli occhi le loro speranze, i loro desideri, di vivere Cristo quotidianamente.


    Francesco venne canonizzato nel 1228 da Gregorio IX, proclamato patrono d’Italia nel 1939 da Pio XII. Quest’anno tocca al Veneto, tra le regioni d’Italia, offrire l’olio per la lampada votiva dei comuni italiani. Un gesto che richiama il desiderio espresso dal Poverello di non lasciare neppure per un istante che il Crocifisso di San Damiano, che gli aveva indicato la sua vocazione, restasse privo dell’onore di un lume. Dal 2005 inoltre il Parlamento italiano ha fissato al 4 ottobre, solennità di San Francesco, la Giornata per la pace, la fraternità e il dialogo tra le religioni.


    Fonte:Radio Vaticana
    "Vi scongiuro, sosteniamoci in questo cammino" Card.Angelo Scola

  6. #26
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    Una domanda, stamani ho visto di sfuggita la Santa Messa alla Basilica Papale di San Francesco in Assisi; ho notato che il celebrante era il Card. Scola, ma c'era un'altro Cardinale che assisteva in abito corale, ma lo inquadravano da dietro. Chi era?

  7. #27
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    Una domanda, stamani ho visto di sfuggita la Santa Messa alla Basilica Papale di San Francesco in Assisi; ho notato che il celebrante era il Card. Scola, ma c'era un'altro Cardinale che assisteva in abito corale, ma lo inquadravano da dietro. Chi era?
    S. Em. ATTILIO NICORA, Cardinale Legato Pontificio per la Basilica.
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  8. #28
    Vecchia guardia di CR L'avatar di WIlPapa
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    Video ed MP3 della Solenne Concelebrazione eucaristica in occasione dell’accensione
    della lampada votiva dei comuni d’Italia

    http://ilvenetoadassisi2008.blogspot...4-ottobre.html
    "Vi scongiuro, sosteniamoci in questo cammino" Card.Angelo Scola

  9. #29
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    S. Em. ATTILIO NICORA, Cardinale Legato Pontificio per la Basilica.
    Thanks, ma se era Legato Pontificio, perché non ha celebrato direttamente lui?

  10. #30
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    Thanks, ma se era Legato Pontificio, perché non ha celebrato direttamente lui?
    La Messa solenne del mattino è sempre presieduta dal Presidente della Conferenza Episcopale della regione che offre l'olio della lampada.

    p.s.: Il Cardinale Nicora non è Legato Pontificio, ma Delegato per le Basiliche di S. Francesco e di Santa Maria degli Angeli
    Tota pulchra es, Maria,
    et macula originalis non est in te

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