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Discussione: Sussidio per i chierichetti della Messa nella forma straordinaria del Rito Romano

  1. #1
    Cyriaco Morelli
    visitatore

    Sussidio per i chierichetti della Messa nella forma straordinaria del Rito Romano

    Nell'imminenza del sospirato Motuproprio, spero di non precorrere i tempi divulgando questo abrégé della messa tridentina ad uso dei chierichetti e di tutti quelli che, come me, non si sanno troppo districare di primo acchito nelle rubriche del messale di S. Pio V. Ovviamente, se ci sono correzioni, le si facciano.
    Infine, dichiaro la fonte: è traduzione da un opuscoletto francese, Guide du servant de Messe.

  2. #2
    Cyriaco Morelli
    visitatore
    Guida del Chierichetto.

    Qualche consiglio.

    CONSIDERA UN GRANDE ONORE e un segno di fiducia essere chiamato a servire la santa Messa.
    SII PUNTUALE: vieni un po’ prima l’ora fissata per l’inizio della Messa.
    SII PULITO: capelli pettinati, scarpe pulite, viso e mani lavati, unghie pulite. Soprattutto, anima pulita!
    SII EDUCATO: in sagrestia si parla soltanto a voce bassa. Saluta con rispetto il sacerdote che devi servire. Inchinati alla Croce della sagrestia quando esci o quando entri.
    QUANDO STAI ALL’ALTARE, non lasciarti distrarre, non voltare la testa qua e là; invece, osserva i gesti del celebrante e prega con tutto il cuore, perché rappresenti, accanto al sacerdote, tutti i fedeli.
    QUANDO DEVI RISPONDERE, fallo con voce chiara, pronunciando bene tutte le sillabe. Aspetta che il sacerdote abbia finito la sua frase per cominciare la tua.
    SFORZATI di imparare, pian piano, tutte le risposte a memoria; ma è meglio leggerle su un libretto, che sbagliarle.
    PROVA A CAPIRE CIO’ CHE DICI: è più intelligente e più rispettoso verso il Signore. Perciò, guarda la traduzione, accanto a ogni risposta.
    SE SEI SOLO A SERVIRE, mettiti sempre sul lato opposto rispetto al messale aperto. Devi restare in piedi durante il Vangelo, il Gloria, il Prefazio e il Pater Noster. Il resto del tempo, resta in ginocchio.
    SE TI SPOSTI senza portare niente, tieni le mani giunte. Fai la genuflessione ogni volta che passi davanti alla Croce sull’altare.
    IMPARA IL NOME DEI VASI SACRI, delle vesti liturgiche, dei paramenti dell’altare.
    SERVI IL PRETE ALL’ALTARE come un angelo serve il Signore nei Cieli.

    QUANDO CI SONO DUE CHIERICHETTI:
    - si mettono ai piedi dei gradini dell’altare, uno per parte; prima e dopo i vari spostamenti, fanno insieme la genuflessione davanti all’altare, nel mezzo.
    DOPO L’EPISTOLA:
    - il primo chierichetto (quello di destra guardando l’altare) da solo porta il libro; il secondo (quello di sinistra) si alza alla lettura del Vangelo.
    ALL’OFFERTORIO:
    - il primo (sempre quello di destra guardando l’altare) sale all’altare per piegare il velo, ridiscende in mezzo, fa la genuflessione insieme al secondo. Poi vanno insieme prendere le ampolle: il primo prende quella del vino, il secondo quella dell’acqua.
    AL LAVABO:
    - il primo versa l’acqua sulla dita del sacerdote, il secondo gli presenta il manutergio.
    ALL’ELEVAZIONE:
    - salgono tutti e due all’altare, in ginocchio, accanto al prete, uno per parte, e sollevano ciascuno un lembo della casula, delicatamente.
    DOPO LA COMUNIONE DEI FEDELI:
    - il primo chierichetto versa il vino, il secondo l’acqua, poi fanno insieme la genuflessione ai piedi dell’altare, in mezzo; il primo sale a prendere il velo, il secondo a prendere il messale, per cambiare loro di lato. Ridiscendono in basso fanno la genuflessione insieme al centro: poi il primo lascia passare il secondo, per rispetto al libro che porta. Suonare il campanello tocca sempre al primo chierichetto.
    *All’uscita della sagrestia, porgi l’acqua benedetta al sacerdote e precedilo fino all’altare, dove fai la genuflessione insieme a lui.
    Se ti da la sua berretta, mettila sulla sua sedia o sulla credenza, poi torna a metterti in ginocchio per terra, un po’ più indietro del sacerdote.

    PREGHIERE AI PIEDI DELL’ALTARE.

    *Il sacerdote si fa il segno della croce + [1] . Fallo anche tu, dopo aver suonato il campanello.

    IL SACERDOTE. In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.

    Introibo ad altare Dei.

    IL CHIERICHETTO. Ad Deum qui laetificat juventutem meam.

    S. Judica me, Deus, et discerne causam meam de gente non sancta: ab homine iniquo, et doloso erue me.
    C. Quia tu es, Deus, fortitudo mea: quare me repulisti, et quare tristis incedo, dum affligit me inimicus?
    S. Emitte lucem tuam et veritatem tuam: ipsa me deduxerunt, et adduxerunt in montem sanctum tuum, et in tabernacula tua.
    C. Et introibo ad altare Dei, ad Deum qui laetificat juventutem meam.
    S. Confitebor tibi cithara, Deus, Deus meus: quare tristis es, anima mea, et quare conturbas me?
    C. Spera in Deo, quoniam adhuc confitebor illi: salutare vultus mei, et Deus meus.
    S. Gloria Patri, et Filio, et Spiriti Sancto.
    C. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

    Nelle Messe dei defunti e in tempo di Passione (i 15 giorni prima della Pasqua) si comincia da qui:

    P. Introibo ad altare Dei.
    C. Ad Deum qui laetificat juventutem meam.

    P. Adjutorium + nostrum in nomine Domini.
    C. Qui fecit coelum et terram.

    *Il sacerdote recita il Confiteor. Quando ha detto: ORARE PRO ME AD DOMINUM DEUM NOSTRUM, ti chini verso il sacerdote e rispondi:

    C. Misereatur tui omnipotens Deus, et dimissis peccatis tuis, perducat te ad vitam aeternam.
    S. Amen.

    *Chinati profondamente per recitare a tua volta:

    C. Confiteor Deo omnipotenti, beatae Mariae semper Virgini, beato Michaeli arcangelo, beato Johanni Baptistae, sanctis apostolis Petro et Paulo, omnibus sanctis,

    *Voltati verso il sacerdote, rimanendo chinato.

    C.et tibi, Pater, quia peccavi nimis, cogitatione, verbo et opere:

    *Battiti tre volte il petto, in segno di penitenza.

    C. mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa. Ideo precor Beatam Mariam semper Virginem, Beatum Michaelem Archangelum, Beatum Johannem Baptistam, Sanctos Apostolos Petrum et Paulum, omnes sanctos,

    *Voltati verso il sacerdote, rimanendo chinato.
    C. et te, Pater, orare pro me ad Dominum Deum nostrum.
    S. Misereatur vestri omnipotens Deus, et dimissis peccatis vestris, perducat vos ad vitam aeternam.
    C. Amen.
    S. Indulgetiam, + absolutionem et remissionem peccatorum nostrorum tribuat nobis omnipotens et misericors Dominus.
    C. Amen.
    S. Deus, tu conversus vivificabis nos.
    C. Et plebs tua laetabitur in te.
    S. Ostende nobis, Domine, misericordiam tuam.
    C. Et salutare tuum da nobis.
    S. Domine, exaudi orationem meam.
    C. Et clamor meus ad te veniat.
    S. Dominus vobiscum.
    C. Et cum spiritu tuo.

    * Mettiti in ginocchio sul primo gradino dell’altare.

    [1] Il segno +, che troverai spesso in questa guida, significa che ti devi fare il segno della croce. L’asterisco * significa che devi fare qualcosa.
    Ultima modifica di Vox Populi; 09-07-2007 alle 20:44

  3. #3
    Cyriaco Morelli
    visitatore
    INTROITO E GLORIA.

    Il sacerdote, salito all’altare, si mette sul lato destro e recita l’Introito +. Poi torna in mezzo:

    S. Kyrie eleison.
    C. Kyrie eleison.
    S. Kyrie eleison.
    C. Christe eleison.
    S. Christe eleison.
    C. Christe eleison.
    S. Kyrie eleison.
    C. Kyrie eleison.
    S. Kyrie eleison.

    Spesso, il sacerdote recita il Gloria. Recitalo con lui a bassa voce, o cantalo se è il caso.

    S. Gloria in excelsis Deo,
    C. et in terra pax hominibus bonae voluntatis. Laudamus te. Benedicimus te.

    *Chinati verso la croce.

    adoramus te. Glorificamus te. Gratias agimus tibi propter magnam gloriam tuam. Domine Deus, Rex coelestis, Deus Pater omnipotens. Domine Fili unigenite,

    *Chinati verso la croce.

    Jesu Christe. Domine Deus, Agnus Dei, Filius Patris. Qui tollis peccata mundi, miserere nobis. Qui tollis peccata mundi,

    *Chinati verso la croce.

    suscipe deprecationem nostram. Qui sedes ad dexteram Patris, miserere nobis. Quoniam Tu solus Sanctus, Tu solus Dominus, Tu solus Altissimus,

    *Chinati verso la croce.

    Jesu Christe. Cum Sancto Spiritu + in gloria Dei Patris. Amen.

    Il sacerdote bacia l’altare, poi si volta e dice:

    S. Dominus vobiscum.
    C. Et cum spiritu tuo.

    ORAZIONI ED EPISTOLA.
    Il sacerdote, sulla destra dell’altare, legge le Orazioni, pregando a braccia aperte. A seconda dei giorni, ci sono una o più orazioni, ma non ce ne sono mai più di due che finiscano con:

    S. …per omnia saecula saeculorum.
    C. Amen.

    Dopo, il sacerdote legge l’Epistola: la lettera di un Apostolo o un brano dell’Antico Testamento.

    *Quando ha finito di leggere, rispondi:

    C.Deo gratias.

    *Il sacerdote recita ancora qualche breve passo dell’Antico Testamento (Graduale e Alleluia o Tratto, a seconda dei periodi dell’anno). In questo momento mettiti alla destra del sacerdote, poi, quando lui va verso il centro dell’altare, prendi il messale, scendi direttamente i gradini, fai la genuflessione al centro in basso; poi risali sulla sinistra e metti il libro sull’altare, girandolo leggermente verso il tabernacolo o la croce.

    *Resta un momento in piedi, alla sinistra del sacerdote (sul gradino più alto).

    VANGELO.

    S. Dominus vobiscum.
    C. Et cum spiritu tuo.
    S. Sequentia (oppure Initium) Sancti Evangelii secundum…
    C. Gloria tibi, Domine.

    *Fatti il segno della croce, col pollice come il sacerdote, sulla fronte, sulle labbra e sul cuore, poi china leggermente la testa in segno di saluto e torna a destra, ai piedi dell’altare. Passando davanti alla croce, come sempre, fai la genuflessione.
    Il sacerdote legge un passo di uno dei quattro Vangeli.
    *Quando il Vangelo è finito, il sacerdote bacia il libro con rispetto; allora rispondi:

    C. Laus tibi, Christe.

    CREDO.

    *Ogni domenica e in certe feste il sacerdote recita il Simbolo di Nicea o Credo. Recitalo anche tu a bassa voce col prete, o cantalo se è il caso.

    S. Credo in unum Deum.
    C. Patrem omnipotentem, factorem coeli et terrae, visibilium omnium et invisibilium. Et in unum Dominum,

    *Chinati verso la croce.

    Jesum Christum, Filium Dei unigenitum. Et ex Patre natum ante omnia saecula. Deum de Deo, lumen de lumine, Deum verum de Deo vero. Genitum non factum, consubstantialem Patri: per quem omnia facta sunt. Qui propter nos homines et propter nostram salutem descendit de coelis.

    *Mettiti in ginocchio.

    Et incarnatus est de Spiritu Sancto ex Maria Virgine,

    *Chinati verso la croce.

    ET HOMO FACTUS EST.

    *Rialzati in piedi.

    Crucifixus etiam pro nobis, sub Pontio Pilato passus, et sepultus est. Et resurrexit tertia die, secundum Scripturas. Et ascendit in coelum, sedet ad dexteram Patris. Et iterum venturus est cum gloria judicare vivos et mortuos; cujus regni non erit finis. Et in Spiritum Sanctum, Dominum et vivificantem, qui ex Patre Filioque procedit. Qui cum Patre et Filio

    *Chinati verso la croce.

    simul adoratur, et conglorificatur; qui locutus est per prophetas. Et unam, sanctam, catholicam et apostolicam Ecclesiam. Confiteor unum baptisma in remissionem peccatorum. Et expecto resurrectionem mortuorum. Et vitam + venturi saeculi. Amen.
    Ultima modifica di Vox Populi; 09-07-2007 alle 20:46

  4. #4
    Cyriaco Morelli
    visitatore
    OFFERTORIO.

    S. Dominus vobiscum.
    C. Et cum spiritu tuo.

    *Ecco quello che devi fare durante l’Offertorio. Il sacerdote dice Oremus. Sali direttamente alla sua destra. Piega il velo del calice che il sacerdote ti da, posalo sull’altare, a destra.
    Dopo vai a prendere le ampolle: quella del vino nella mano destra, quella dell’acqua nella sinistra. Mettiti sul lato destro dell’altare, sul gradino più alto. Quando il sacerdote si avvicina, china leggermente la testa in segno di saluto; porgigli le ampolle dopo averle baciate (tranne che nelle Messe dei Defunti): prima quella del vino, poi quella dell’acqua (porgile sempre però con la mano destra).
    Saluta come prima e riporta alla credenza le ampolle. Metti sul tuo braccio sinistro il manutergio (il fazzoletto bianco) e prendi il vassoio con la mano sinistra e prendi l’ampolla dell’acqua con la destra. Torna alla destra dell’altare, in alto, saluta ancora il sacerdote: versa piano sulle sue dita un po’ d’acqua. Saluta di nuovo quando ti rende il manutergio e riporta tutto alla credenza. Infine, torna a metterti in ginocchio al tuo posto, ai piedi dell’altare.

    *Fai attenzione: il sacerdote sta per voltarsi dicendo:

    S. Orate, fratres, ut meum ac vestrum sacrificium acceptabile fiat apud Deum Patrem omnipotentem.
    C. Suscipiat Dominus sacrificium de manibus tuis, ad laudem et gloriam nominis sui, ad utilitatem quoque nostram, totiusque Ecclesiae suae sanctae.

    *Il sacerdote legge a bassa voce alcune preghiere che terminano con:

    S. …per omnia saecula saeculorum.
    C. Amen.
    S. Dominus vobiscum.
    C. Et cum spiritu tuo.
    S. Sursum corda.
    C. Habemus ad Dominum.
    S. Gratias agamus Domino Deo nostro.
    C. Dignum et justum est.

    *Il sacerdote recita quindi il Prefazio, cioè l’introduzione al Sacrificio della Messa. Il Prefazio cambia a seconda dei periodi dell’anno.
    Quando il sacerdote unisce le mani e s’inchina, dice per tre volte Sanctus.

    *Suona il campanello: tre brevi, poi una lunga. Recita con lui a bassa voce, o canta se è il caso.

    S. Sanctus,
    C. Sanctus, Sanctus Dominus Deus Sabaoth. Pleni sunt coeli et terra gloria tua. Osanna in excelsis!
    Benedictus + qui venit in nomine Domini. Osanna in excelsis!

    CANONE E CONSACRAZIONE.

    *Dopo il Sanctus, il sacerdote comincia le preghiere del Canone. Mettiti in ginocchio. Quando ha le mani giunte, chiedi intensamente nel tuo cuore al Signore di benedire il Papa, il Vescovo, i tuoi parenti, gli amici, le persone ammalate o sole ecc.

    *Il sacerdote stende le mani sul calice e sull’osta: suona una volta a lungo e vai a metterti in ginocchio direttamente accanto al sacerdote: se sei solo, a destra.

    Quando il sacerdote ha consacrato il pane e questo è divenuto il Corpo di Gesù Cristo:

    *il sacerdote fa una genuflessione: suona una volta a lungo;
    *il sacerdote innalza l’ostia per mostrarla: suona tre volte brevi;
    *il sacerdote fa una genuflessione: suona una volta a lungo.

    Quando il sacerdote ha consacrato il vino e questo è divenuto il Sangue di Gesù Cristo:
    *il sacerdote fa una genuflessione: suona una volta a lungo;
    *il sacerdote innalza il calice per mostrarlo: suona tre volte brevi;
    *il sacerdote fa una genuflessione: suona una volta a lungo.

    *Infine torna direttamente al tuo posto e, in ginocchio, continua ad adorare il Signore.

    SEGUITO DEL CANONE, SECONDA ELEVAZIONE E PATER NOSTER.

    Il sacerdote unisce le mani. Pensa in questo momento a tutti i tuoi partenti defunti e a tutti i morti, e chiedi al Signore di accoglierli.

    *Poco dopo essersi battuto il petto, il sacerdote fa una genuflessione e traccia dei segni della croce con l’Ostia sopra il Calice. Quando li innalza insieme, avverti i fedeli suonando una volta a lungo.

    S. …per omnia saecula saeculorum.
    C. Amen.
    S. Oremus.

    *Il sacerdote legge una breve introduzione, poi recita il Pater Noster. Recitalo con lui a bassa voce, o cantalo se è il caso. Se non lo si canta, quando il sacerdote dice:

    S. Et ne nos inducas in tentationem.

    Rispondi:

    C. Sed libera nos a malo.

    Senza dire: Amen.

    Dopo aver letto una preghiera che continua l’ultima domanda del Pater Noster, il sacerdote spezza l’Ostia, la posa sulla patena, tranne una piccola parte che tiene sul Calice dicendo una preghiera, che termina con:

    S. … per omnia saecula saeculorum.
    C. Amen.
    S. Pax Domini sit semper vobiscum.
    C. Et cum spiritu tuo.

    Pronunciando queste parole, fa cadere nel Calice una piccola parte dell’Ostia consacrata.

    *Durante l’Agnus Dei, battiti il petto insieme al sacerdote, ma non suonare.
    Ultima modifica di Vox Populi; 09-07-2007 alle 20:47

  5. #5
    Cyriaco Morelli
    visitatore
    COMUNIONE.

    Il sacerdote, inchinato, recita alcune preghiere. Quando si batte il petto dicendo:

    S. Domine non sum dignus…

    *La prima volta: suona una volta breve.
    *La seconda volta: suona due volte brevi.
    *La terza volta suona tre volte brevi, poi una lunga.

    *Se c’è qualcuno che vuol fare la Comunione, prendi il piattino.

    *Quando il prete mostra l’Ostia dicendo:
    S. Ecce Agnus Dei: ecce qui tollit peccata mundi.
    Rispondi per tre volte, ogni volta battendoti il petto:
    C. Domine non sum dignus ut intres sub tectum meum; sed tantum dic verbum et sanabitur anima mea.

    *Accompagna il sacerdote tenendo il piattino sotto il mento dei fedeli che si comunicano. Tienilo bene, per evitare che pezzetti dell’Ostia cadano in terra. In certe chiese, i fedeli si passano il piattino l’un l’altro, ed è il sacerdote che lo riprende da solo alla fine per portarlo all’altare. Il sacerdote dà la comunione dicendo:

    S. Corpus Domini nostri Jesu Christi custodiat animam tuam in vitam aeternam. Amen.

    RINGRAZIAMENTO.

    *Dopo la comunione, prendi le ampolle alla credenza; avvicinati al sacerdote e versa del vino nel Calice che ti presente.

    *Torna al lato destro dell’altare, ma tieniti un po’ distante: versa sulle dita del sacerdote del vino, poi dell’acqua; poi, riponi le ampolle.

    *Vai a prendere il velo del Calice e portalo sul lato dell’Evangelo (lato sinistro guardando l’altare). Prendi il messale e portalo sul lato dell’Epistola (lato destro).Ma mettilo diritto, e non voltato verso la Croce, come al momento del Vangelo. Ogni volta che passi davanti alla Croce, fa’ una genuflessione ai piedi dell’altare.

    *Mettiti in ginocchio sul primo gradino dell’altare, a sinistra.

    Il sacerdote recita un breve testo detto Comunione, poi dice:

    S. Dominus vobiscum.
    C. Et cum spiritu tuo.

    Il sacerdote recita ancora una o più preghiere: la prima e l’ultima[1] terminano con:

    S. … per omnia saecula saeculorum.
    C. Amen.

    Tornato in mezzo all’altare, il sacerdote poi si volta e dice:

    S. Dominus vobiscum.
    C. Et cum spiritu tuo.
    S. Ite missa est[2].
    C. Deo gratias.

    *Inchinati per la benedizione.
    S. Benedicat vos omnipotens Deus, + Pater, et Filius, et Spiritus Sanctus.
    C. Amen.


    Nelle Messe dei Defunti, al posto di: Ite missa est, si dice:

    S. Requiescant in pace.
    C. Amen.

    E non si dà la benedizione.

    S. Dominus vobiscum.
    C. Et cum spiritu tuo.
    S. Initium Sancti Evangelii secundum Johannem.
    C. Gloria tibi Domine.

    *Come lo hai fatto al primo Vangelo, fatti col pollice il segno della croce sulla fronte, sulle labbra e sul cuore, poi mettiti sul lato destro dell’altare e resta in piedi, durante la lettura dell’ultimo Vangelo. Verso la fine della lettura, il sacerdote fa una genuflessione: falla anche tu insieme a lui.

    *Finisce dicendo:

    S. … plenum gratiae et veritatis.
    C. Deo gratias.

    PREGHIERE DOPO LA MESSA BASSA.

    *Dopo la Messa, il sacerdote recita le preghiere per la conversione della Russia. Inginocchiati alla sua destra.
    Prima, tre Ave Maria.

    S. Ave Maria, gratia plena, Dominus tecum; benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui, Jesus.
    C. Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatoribus nunc et in hora mortis nostrae. Amen.

    Poi il Salve Regina.

    S. Salve, Regina, Mater misericordiae! Vita, dulcedo et spes nostra, salve!
    C. Ad te clamamus, exsules filii Evae.
    S. Ad te suspiramus, gementes et flentes, in hac lacrimarum valle.
    C. Eia ergo, advocata nostra, illos tuos misericordes oculos ad nos converte.
    S. Et Jesum, benedictum fructum ventris tui, nobis post hoc exsilium ostende.
    C. O clemens.
    S. O pia.
    C. O dulcis Virgo Maria!
    S. Ora pro nobis, Sancta Dei Genitrix.
    C. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.
    S. OREMUS. Deus, refugium nostrum et virtus, populum ad te clamantem propitius respice; et intercedente gloriosa et immaculata Virgine Dei Genitrice Maria, cum beato Josepho, ejus sponso, ac beatis Apostolis tuis Petro et Paulo, et omnibus Sanctis, quas pro conversione peccatorum, pro libertate et exaltatione sanctae Matris Ecclesiae preces effundimus, misericors et benignus exaudi. Per eundem Christum Dominum nostrum.
    C. Amen.
    S. Sancte Michael Archangele, difende nos in proelio; contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium. Imperet illi Deus, supplices deprecamur: tuque, Princeps militiate coelestis, Satanam aliosque spiritus malignos, qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo, divina virtute, in infernum detrude.
    C. Amen.

    Infine, per tre volte:

    S. Cor Jesu sacratissimum.
    C. Miserere nobis.

    *Alzati, fa’ la genuflessione insieme al sacerdote (porgigli la berretta, se è il caso) e precedilo in sagrestia.

    *Arrivato in sagrestia, saluta la croce con un inchino come fa il sacerdote, poi saluta lo stesso sacerdote, dicendogli: Prosit.

    [1] Durante la Quaresima, capita che il sacerdote dica per tre volte «… per omnia saecula saeculorum». Rispondi ogni volta: «Amen».

    [2] A volte può dire «Benedicamus Domino».. Tu rispondi: «Deo gratias».
    Ultima modifica di Vox Populi; 09-07-2007 alle 20:48

  6. #6
    panzerkardinal
    visitatore

    MESSA CANTATA (parte 1)

    un caloroso ringraziamento a diesirae per l'aiuto offertomi nella traduzione:

    MESSA CANTATA

    A- Tutti i ministri devono essere in Sacristia dieci minuti prima dell'inizio della cerimonia.
    B- Il cerimoniere aiuta il celebrante ad indossare i paramenti (e verifica il messale).

    1- Ordine di entrata:
    Apre la processione il turiferario, portando il turibolo fumigante aperto nella mano destra; dietro vengono il primo ed il secondo accolito che portano i ceri accesi; dietro quest’ultimi il cerimoniere con le mani giunte e infine il celebrante.

    1- Dall’inizio fino all’offertorio:
    a) Il turiferario fa la genuflessione da solo e va al suo posto (lascia la navicella sulla credenza). Gli accoliti fanno la genuflessione insieme, si girano verso l’interno (il candelabro sempre dal lato esterno), lasciano i candelabri sulla credenza nell’angolo posteriore e vanno al loro banco

    b) Il cerimoniere attende legermente dal lato dell’epistola l’arrivo di chi celebra ed i due fanno insieme la genuflessione.

    c) Il cerimoniere e gli accoliti si mettono in ginocchio e rispondono alle preghiere ai piedi dell’altare

    d) Quando il celebrante sale all’altare, il cerimoniere chiama (inchino con il capo) il turiferario ed entrambi si recano per il lato dell’epistola verso il centro dell’altare dove è il celebrante.

    e) Il cerimoniere presenta al celebrante la navicella ed il cucchiaino e domanda la benedizione: “Benedicite Pater Reverende”. Il turiferario presenta il turibolo aperto ed una volta tracciato il segno di croce, lo chiude e lo dà al cerimoniere, questi a sua volta gli rende la navicella. Il cerimoniere tenendo l’estremità superiore con la mano destra consegna il turibolo al celebrante. Il turiferario posa la navicella sulla credenza e torna a sinistra di chi celebra.

    f) Il primo accolito, mentre il celebrante incensa la croce, rimuove il messale con entrambe le mani e subito si gira, va verso il lato dell’epistola (mezzo metro dall’altare), gira su se stesso (gira sempre verso il Santissimo = a sinistra) ed attende là. Quando il celebrante incensa il lato del Vangelo lo depone nuovamente da dove lo ha preso e torna al suo posto. Quando il celebrante genuflette, il cerimoniere ed il turiferario gli sostengono i gomiti con la mano più vicina (a chi celebra) tenendo l’altra sul petto con le dita (stese ed) unite.

    g) Terminate le incensazione, il cerimoniere prende il turibolo e, con il turiferario alla sua sinistra, incensa il celebrante con tre colpi doppi. Dunque restituisce il turibolo al turiferario che se ne va al proprio posto.

    h) Il cerimoniere ancora accostato al messale risponde ai Kyrie. Quando il celebrante si dirige al centro dell’altare per intonare il Gloria, il cerimoniere scende e resta al lato dell’epistola di fronte al messale. Terminato il Gloria fa la genuflessione con il celebrante e lo accompagna alla sede; lì lo aiuta con la pianeta e resta in piedi di fronte ai fedeli.

    i) Il cerimoniere si gira e si inchina verso la croce ai seguenti momenti del Gloria:
    -Glória in excelsis Deo - Jesu Christe
    -Adorámus te - Súscipe deprecatiónem nostram
    -Grátias ágimus tibi - Jesu Christe

    j) Fatto il segno della croce, fa un segnale a chi celebra e va con quest’ultimo al centro dell’altare, genuflessione, lo aiuta con il camice e va verso il libro. Gli mostra l’orazione e gli gira le pagine (se necessario).

    k) Epistola: le stesse posizioni.

    l) Quando il celebrante comincia il Graduale, il cerimoniere chiama il turiferario, imposizione dell’incenso (come all’inizio della Messa)

    m) Durante l’imposizione, gli accoliti prendono i loro ceri e si preparano per la processione.

    n) Il turiferario con il turibolo e la navicella va alla credenza, lascia quest’ultima e precede la processione verso l’altare.

    o) Il cerimoniere prende il messale, scende e fa la genuflessione con il turiferario e gli accoliti.

    p) Il cerimoniere sale, deposita il messale al lato del Vangelo ed arretra un poco, il turiferario si porta alla sinistra del cerimoniere dietro al messale; gli accoliti si posizionano perpendicolarmente al libro.

    q) Quando il celebrante comincia “Sequentia …”, il cerimoniere prende il turibolo e lo passa al celebrante, restando alla sua destra. Fa gli inchini con chi celebra ed in seguito riprende il turibolo e lo rende al turiferario, restando ancora alla sua destra.

    r) Terminato il Vangelo scendono dapprima cerimoniere e turiferario successivamente gli accoliti che si dispongono dietro di questi (come quando erano venuti), genuflessione e, mentre il turiferario e gli accoliti se ne vanno ai posti loro propri, il cerimoniere si colloca al lato dell’epistola (suo posto abituale).

    s) Se c’è il Credo: gli accoliti ed il cerimoniere fanno la genuflessione semplice con chi celebra per il Credo recitato e lo fanno anche per il Credo cantato (però in quest’ultimo caso la genuflessione è doppia). Terminata la recita del Credo il celebrante scende e si va a sedere, previa genuflessione. Una volta seduto, il cerimoniere va a collocare il calice sull’altare.
    Inchini durante il Credo: Et in unum Dóminum Jesum Christum" e “simul adoratur”.
    Il celebrante ritorna all’altare come per il Gloria, però il cerimoniere resta questa volta ai piedi dell’altare fino all’ “Oremus”, sale in seguito, piega il velo del calice e torna (se ci sono pissidi le porta prima di prendere il velo) al suo solito posto.
    Ultima modifica di panzerkardinal; 06-07-2007 alle 16:58

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